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TERZA LEZIONE

INTERAZIONE MAGNETICA
Evidenza dellinterazione magnetica;
Le sorgenti delle azioni magnetiche;
Forze tra poli magnetici, il campo magnetico;
Forza magnetica su una carica in moto;
Particella carica in moto in un campo
magnetico uniforme;
Esercizi ed applicazioni (spettrometro di
massa)
Campo magnetico generato da una carica
puntiforme in moto;
Confronto tra interazione magnetica e
interazione elettrica;

INTERAZIONE MAGNETICA

Dallanalisi delle forze che si scambiano delle sbarrette


di alcuni minerali di ferro
(dopo aver escluso la natura gravitazionale o elettrica
delle interazioni)
si introduce una nuova propriet della materia:
IL MAGNETISMO

Nelle sbarrette il MAGNETISMO appare concentrato


agli estremi, che vengono chiamati poli magnetici.

Dalla attrazione o repulsione dei poli si deduce


lesistenza di due tipi di poli magnetici: NORD e SUD
Linterazione tra poli magnetici uguali e repulsiva,
mentre linterazione tra poli diversi attrattiva.
Si potrebbe sviluppare un discorso analogo a quello
visto con la carica elettrica.
Cio introdurre:
lequivalente di una carica magnetica e
lequivalente della Legge di Coulomb
per il magnetismo
STORICAMENTE SI E FATTO COSI

FORZA MAGNETICA SU UNA CARICA IN MOTO


Sperimentalmente si osserva che:

una carica elettrica in quiete posta in un campo


magnetico non subisce alcuna forza;
una carica elettrica che si muove con una velocit v
in una regione ove esiste un campo magnetico B
subisce una forza
di modulo proporzionale alla
carica e alla componente della velocit perpendicolare
al campo magnetico, di direzione perpendicolare al
piano definito dal vettore velocit della carica e dal
campo magnetico, di verso dato dalla regola della
mano destra.

In formula tale forza esprimibile come:


F qv B

In modulo la forza vale:

F qvBsin

Tramite questa relazione definibile lunit di


misura del campo magnetico:

Ns
nel S.I. [ B]
Tesla
Cm

Particella carica in moto in un


campo magnetico uniforme
1) Consideriamo una particella di carica q in moto
con vettore velocit v perpendicolare al vettore
campo magnetico
B uniforme.

La forza F qv B
sempre
perpendicolare alla velocit.
Quindi la direzione di v cambia ma il modulo
rimane costante.

Infatti:
F v potenza 0
Il campo magnetico non compie lavoro, quindi
non induce una variazione di energia cinetica, e
quindi non cambia v2 (ossia il suo modulo)

Si instaura quindi un moto circolare uniforme con


2

v
F qvB
acc. centripeta

r m
m
Quindi
il raggio dellorbita :

mv
r
qB

La velocit angolare

v
; con
r

q
B
m

detta frequenza ciclotronica

2) Se la carica q entra nel campo magnetico uniforme


con direzione non perpendicolare al campo,
il vettore velocit pu essere scomposto in
(i) una componente parallela al campo
(che non viene modificata)
(ii) una componente perpendicolare al campo
(che cambia direzione).
Il moto risultante un elica

ESEMPI
1)

Lo spettrometro di massa


F qv B
q
mv
v Br
r
m
qB
1 2
q
2
mv qV
v 2 V
2
m
q
2
2 2 V
m B r

III_A

mel=9.1 1031 Kg

Campo magnetico generato da una carica in moto


Le sorgenti del campo magnetico sono le cariche
elettriche in moto. Sperimentalmente si verificata
la seguente legge per il campo generato da una
carica q in moto con velocit v:

0 qv ur
B
4 r 2

0 detta permeabilit magnetica


del vuoto e vale nel S.I.
0 = 4 10-7 m kg C-2

Ricordando che la stessa


carica genera un campo elettrico
Si vede che

1 q
E
u
2 r
4 0 r


1
B 0 0 v E 2 v E
c

0 qv ur
B
4 r 2
N. B. 2 osservatori in moto relativo
misureranno velocit della carica
diverse e quindi campi magnetici
diversi

Confronto tra interazioni elettrica e magnetica


Vediamo di confrontare lordine di grandezza della
interazione magnetica con quella elettrica.Prendiamo due
cariche q e q con velocit v e v rispetto un sistema inerziale.

1
B 2 vE
c

La forza magnetica tra le cariche


C.M. dovuto a q C.E. dovuto a q
Forza magn. agente su q

FM

vv '
qvB 2 qE
c

La forza elettrica agente sulla carica q

FE qE
FM
vv'
2
FE
c

Se prendiamo gli elettroni


in un atomo hanno velocit
dellordine di 105 m/s

FM
10-7
FE

QUARTA LEZIONE
CORRENTE ELETTRICA
Definizione di corrente elettrica;
La corrente elettrica e la densit di corrente
elettrica in un conduttore;
Legge di Ohm e conducibilit elettrica;
Potenza elettrica, effetto Joule;
Esercizi
Leggi di Kirchoff

CORRENTI ELETTRICHE

La corrente elettrica un flusso di particelle cariche.


Lintensit di una corrente definita come la quantit
di carica netta che attraversa nellunit di tempo una
superficie:

Q
I
t
Lunit di misura di I nel S.I C/s detta Ampere (A)

LA CORRENTE ELETTRICA
IN UN CONDUTTORE

Prendiamo un filo conduttore di sezione S.


Nel conduttore ci sono n particelle cariche per
unit di volume, ognuna di carica q, in moto con
velocit v nella stessa direzione.
Attraverso la sezione in B passano nel tempo t
le cariche contenute nel volume delimitato dalle
sezioni A e B

Q nqSvt
Q
I
nqSv
t

Definendo la densit di corrente come la


corrente che passa per una superficie unitaria

I
j nqv
S
Tenendo conto che la velocit un vettore

j nqv

La densit di corrente nel S.I. si misura in A/m2

Legge di Ohm

In un materale conduttore (con elettroni liberi)


la presenza di un campo elettrico E d origine ad
un moto ordinato degli elettroni che si sovrappone
al moto termico casuale.
A temperatura costante il rapporto tra la differenza di
potenziale fra due punti e la corrente elettrica una
costante detta resistenza elettrica R (Legge di Ohm).
V=RI
Nel S.I. la unit di misura di R lOHM W

l
S

Legge di Ohm

In un materale conduttore (con elettroni liberi)


la presenza di un campo elettrico E d origine ad
un moto ordinato degli elettroni che si sovrappone
al moto termico casuale.
A temperatura costante il rapporto tra la differenza di
potenziale fra due punti e la corrente elettrica una
costante detta resistenza elettrica R (Legge di Ohm).
V=RI
Nel S.I. la unit di misura di R lOHM W
Conducibilit elettrica
Se consideriamo un conduttore cilindrico di sezione S
e lunghezza l ai cui capi si pone una diff. di pot. V
l
abbiamo:
S

V lE
I jS

R
R
l
j
E E
RS

detta
conducibilit elettrica
con unit di misura
nel S.I. (W m)-1

Possiamo mettere in relazione la conducibilit


e la resistenza elettrica:

l
R
S
Si definisce anche la resistivit elettrica
che nel S.I. si misura in W m

l
R
S
Tenendo poi conto delle due relazioni:
j E
j nqv
si ottiene v

nq

E
mobilit

v la velocit di deriva degli elettroni dovuta al


campo elettrico.
Quindi i portatori di carica in un conduttore
raggiungono una velocit di deriva costante anche
se sono sottoposti alla forza del campo elettrico.
Si pu quindi supporre lesistenza di un meccanismo
di perdita di energia cinetica ---> urto con gli atomi.

Potenza elettrica
In un materiale conduttore lenergia fornita alle
cariche per tenerle in moto persa negli urti con
gli atomi (sotto forma di calore, effetto Joule).
Supponiamo di voler spostare N cariche q nel tempo
t attraverso la diff. di pot. V. Lenergia per
unit di tempo (potenza, P) vale:

energia NqV QV
P

t
t
t
P IV RI 2
V=RI
E
v

E
v

P IV RI 2
Energia Pt ItV It RI
Se le cariche che costituiscono una corrente devono
percorrere un cammino chiuso (circuito), esse hanno
bisogno di energia per rimanere in moto nonostante
gli urti con il reticolo.
ENERGIA FORNITA = ENERGIA PERSA IN URTI
QV
=
Q RI
da cui in un circuito deve essere fornita dallesterno una
energia V (detta forza elettro motrice fem) per
vincere la resistenza elettrica totale R

Esercizio IV A
Vediamo di calcolare la resistivit e la
velocit di deriva degli elettroni di un conduttore di
rame cilindrico in cui circola una corrente I=100 A.

densit elettronica 8.49 1028 elettroni/m3


diametro d=5 mm, lunghezza l=1 m
diff. di pot. applicata ai capi del filo V= 86 mV
velocit termica degli elettroni supposti
un gas ideale vt=(3kT/me)1/2=1.17 105 ms-1
velocit di deriva v=3.7 10 -4 m/s, t transito = 45 min!!!
resistivit rame =1.69 10-8 ohm m

Esercizio IV B
In un materiale isolante si ricava una semisfera di raggio
r1 = 1 m, sulla cui superficie si deposita uno strato
conduttore, che viene riempita di un liquido con
=5 10 10 Wm.
Nel liquido si immerge un elettrodo emisferico di raggio
r2 = 0.5 m e concentrico con l'altra emisfera. Determinare la
corrente che circola nel liquido quando applicata una
tensione tra i due elettrodi V = 50 V.

resistenza totale R=8 GW


corrente I=6.3 nA

Vediamo di calcolare la resistivit e la


velocit di deriva degli elettroni di un conduttore di
rame cilindrico in cui circola una corrente I=100 A.
densit elettronica 8.49 1028 elettroni/m3
diametro d=5 mm, lunghezza l=1 m
diff. di pot. applicata ai capi del filo V= 86 mV
velocit termica degli elettroni supposti
un gas ideale vt=(3kT/me)1/2=1.17 105 ms-1

In un materiale isolante si ricava una semisfera di raggio


r1 = 1 m, sulla cui superficie si deposita uno strato
conduttore, che viene riempita di un liquido con
=5 10 10 Wm.
Nel liquido si immerge un elettrodo emisferico di raggio
r2 = 0.5 m e concentrico con l'altra emisfera. Determinare la
corrente che circola nel liquido quando applicata una
tensione tra i due elettrodi V = 50 V.

In un materiale isolante si ricava una semisfera di raggio


r1 = 1 m, sulla cui superficie si deposita uno strato
conduttore, che viene riempita di un liquido con
=5 10 10 Wm.
Nel liquido si immerge un elettrodo emisferico di raggio
r2 = 0.5 m e concentrico con l'altra emisfera. Determinare la
corrente che circola nel liquido quando applicata una
tensione tra i due elettrodi V = 50 V.

In un materiale isolante si ricava una semisfera di raggio


r1 = 1 m, sulla cui superficie si deposita uno strato
conduttore, che viene riempita di un liquido con
=5 10 10 Wm.
Nel liquido si immerge un elettrodo emisferico di raggio
r2 = 0.5 m e concentrico con l'altra emisfera. Determinare la
corrente che circola nel liquido quando applicata una
tensione tra i due elettrodi V = 50 V.

Avendo un insieme di conduttori


che costituiscono una rete elettrica complessa
i principi:
(i) di conservazione della carica elettrica
e (ii) conservazione dellenergia
(visto sotto forma di bilancio del potenziale o fem)
diventano le leggi di Kirchoff
1. La somma di tutte le correnti (entranti e
uscenti) da un nodo nulla;
2. La somma di tutte le differenze di potenziale
lungo un qualsiasi percorso chiuso entro la rete
nulla (si deve tenere conto sia dei generatori
di fem che delle perdite negli urti, resistenze)
I1

I3

I4

R1
I

+
I

I5

R2

I1+I2-I3+I4+I5=0
I1+I2=I3+I4+I5

V-V2-V1=0
V=V2+V1= R2I+ R1I

V2=V2+-V2-=R2I

I2

V1=V1+-V1-=R1I