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IMENOTTERI

C.S. Davide MASSA Comando Provinciale VV.F.BIELLA

Perch si chiamano IMENOTTERI?


La parola imenotteri deriva dal latino Himenoptera, composto dal greco
hym n nos membrana e pteron ala.
Gli Imenotteri fanno parte degli Insetti o Entomi; in linea generale sono
provvisti di tre paia di zampe attaccate al torace (Esapodi).
In alcuni casi si pu notare il Meiotterismo, ossia la riduzione pi o meno
marcata dello sviluppo delle ali, occorsa come adattamento secondario di
insetti alati.
Ordine dinsetti con quattro ali membranose trasparenti, capo mobilissimo,
corpo spesso provvisto di una strozzatura tra torace ed addome; laddome
delle femmine fornito di pungiglione.
Sono insetti di piccole medie e grandi dimensioni, terrestri, alati o atteri
(privo di qualsiasi traccia, sia pur minima, degli organi di volo), con livrea
di colore vario e con esoscheletro poco consistente.
Comprendono oltre 120.000 specie diffuse in tutto il mondo, di rilevanza
per gli interventi dei Vigili del Fuoco sono:
Famiglia Vespidae:CALABRONE, VESPULA e POLISTES (Vespe
cartonaie),
Famiglia Apidae: API E BOMBI

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CALABRONE

Calabrone o Vespa Crabro, di notevoli dimensioni, la regina arriva a


misurare 3,5cm, in questi insetti il ciclo biologico annuale e la
fondazione del nido avviene in aprile-maggio da parte di una regina
solitaria. Allinizio di giugno cominciano a nascere le prime operaie e la
colonia aumenta gradatamente sia in dimensioni che in numero di
individui. In agosto sfarfallano i maschi e le operaie iniziano la costruzione
delle celle regali dalle quali, in settembre, cominciano ad uscire le future
regine. I riproduttori abbandonano il nido e verso ottobre-novembre
avviene la morte della vecchia regina a cui segue lo sfaldamento della
colonia.

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I nidi dei calabroni sono per lo pi costruiti in alberi cavi ma si possono


trovare anche in cavit sotterranee e in solai, vecchi edifici, cassonetti
delle tapparelle ecc. Questi nidi,come quelli di altre Vespe, sono costituiti
da pi favi sovrapposti racchiusi da un involucro di forma sferoidale. Nel
caso di nidi costruiti in ambienti molto riparati (come nel caso di alberi
cavi) linvolucro pu essere incompleto. Il foro di accesso al nido si trova
nella parte inferiore dellinvolucro che viene ampliato man mano che la
colonia cresce e sono aggiunti altri favi. Come per tutti i Vespidi, i favi
sono disposti in modo orizzontale e di conseguenza le celle sono verticali.

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VESPULA

Il genere Vespula comprende le specie pi comuni nel nostro paese. Questi


vespidi, data la loro abbondanza, la grandezza e lubicazione delle colonie,
le abitudini di foraggiamento e la relativa aggressivit sono quelli che pi
comunemente hanno a che fare con luomo. Il corpo ha dimensioni pi
piccole rispetto ai calabroni (le regine non superano i 2cm) ed di colore
giallo con striature e macchie nere. II ciclo coloniale annuale e si svolge
allincirca con gli stessi tempi della Vespa crabro.Queste vespe, inoltre,
non si limitano, per nutrire le larve, a cacciare insetti come fanno i Polistes
o i calabroni, ma sono attirate anche da alimenti di vario tipo, tra cui carne
e pesce, che spesso contendono alluomo reagendo aggressivamente ai
tentativi che questo fa di scacciarle.

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I nidi delle Vespule hanno la forma simile a quella dei calabroni ma sono
pi spesso sotterranei anche se non sono rari nidi impiantati in solai,
vecchi edifici, pozzi ecc. e talvolta, su piante.

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POLISTES

Il ciclo biologico inizia, a seconda della latitudine e delle condizioni


atmosferiche, in marzo-aprile: le femmine fecondate, che hanno passato
linverno in siti riparati, iniziano la costruzione di un nuovo nido. Verso
meta luglio iniziano a sfarfallare i maschi e, subito dopo, le femmine
future fondatrici. E questo il massimo punto di espansione della colonia
ed il momento in cui gli insetti sono pi aggressivi nella difesa della stessa.

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Questi Vespidi costruiscono nidi che consistono di un solo favo, privo


dinvolucro, che viene attaccato al substrato per mezzo di un peduncolo,
costruito con materiale legnoso impastato con saliva e raggiunge
dimensioni massime che di rado superano i 10cm di diametro. La
popolazione adulta raramente arriva al centinaio di individui. I siti di
nidificazione possono essere vari ma sono sempre caratterizzati da assenza
di umidit,spazi ristretti e riparati e, nello stesso tempo, ben esposti al sole
come sotto le tegole dei tetti o sotto tettoie di lamiera o di plastica.

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BOMBO

La principale caratteristica di questi imenotteri senz'altro la soffice


peluria che li ricopre e che li fa apparire piuttosto pelosi. I bombi sono
poco aggressivi; le regine e le operaie sono in grado per di pungere ed il
loro pungiglione, a differenza delle api comuni, non avendo seghettatura,
permette loro di pungere anche pi di una volta.

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APE

A differenza delle Vespe, non solo la regina sverna ma anche tutta la


famiglia, per fare ci, le api necessitano di scorte alimentari (Miele).
Con la sciamatura, tra aprile e maggio, le api si espandono e cercano di
colonizzare il mondo. Lincidenza massima della sciamatura, tra la met di
Aprile e la fine di Maggio, rari gli sciami in altri periodi. Le api che
formano lo sciame sono cariche di miele e quindi tendenzialmente meno
agili e poco aggressive, anche in considerazione del fatto che non hanno
una casa (alveare) da difendere.

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Il nido classico larnia, esistono famiglie che vivono in modo selvatico


nei tronchi cavi, solai, sottotetti,ecc.

Il materiale di costruzione delle cellette la cera, i favi sono verticali e le


celle non sono perfettamente orizzontali ma sono leggermente inclinate
con il fondo verso il basso.

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DIFFERENZE
Vespe:
 Sono glabre,
 Colore netto e distinto,
 Hanno un alimentazione varia,
 Hanno delle mandibole molto forti,
 Hanno il pungiglione liscio che usano anche per cacciare,
 Sensibili alle luci accese di notte.

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Api:







Sono pelose,
Sfumate, poco netta la distinzione dei colori,
Si cibano di nettare e polline,
Non hanno mandibole,
Hanno il pungiglione seghettato, che usano per difendere lalveare,
Sensibili a colori vivaci, profumi e odori.

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Domande frequenti.
PERCHE PARLARE DI BOMBI?
I bombi spesso vengono scambiati per calabroni, raramente sono necessari
interventi per la bonifica di questi imenotteri che sono utilizzati in
agricoltura soprattutto per limpollinazione dei pomodori.
E VERO CHE LE API SONO PROTETTE?
Spesso capita di sentire che le api sono protette, per quanto dato a
sapere, non esiste in Italia una legge per la protezione di questo utile
insetto (intesa come protezione di specie in via destinzione), esiste invece
una legge quadro sullapicoltura, la L.313 del 24 Dicembre 2004, che
allarticolo 1 recita: La presente legge riconosce l'apicoltura come attivit
di interesse nazionale utile per la conservazione dell'ambiente naturale,
dell'ecosistema e dell'agricoltura in generale ed finalizzata a garantire
l'impollinazione naturale e la biodiversit di specie apistiche, con
particolare riferimento alla salvaguardia della razza di ape italiana (Apis
mellifera ligustica Spinola) omissis, larticolo 2 comma 1 recita: La
conduzione zootecnica delle api, denominata "apicoltura", considerata a
tutti gli effetti attivit agricola omissis, tanto che secondo il Codice Civile
allArt. 924 Sciami di api Il proprietario di sciami di api ha diritto
d'inseguirli sul fondo altrui, ma deve indennit per il danno cagionato al
fondo (843); se non li ha inseguiti entro due giorni o ha cessato durante
due giorni d'inseguirli, pu prenderli e ritenerli il proprietario del fondo.
Tutto questo quadro normativo per spiegare che, ove sia possibile, sarebbe
opportuno far raccogliere gli sciami da apicoltori, ma qualora lo sciame
non sia recuperabile, perch ad esempio si gi insediato allinterno di un
buco di un muro, al fine di evitare il diffondersi di malattie contagiose ad
alveari condotti razionalmente, sarebbe meglio distruggere la nuova
famiglia che si venuta a creare. Giova ricordare che se non tenute sotto
controllo, le api, non avrebbero possibilit di sopravvivere a causa della
Varroa Destructor, un parassita della famiglia degli acari che indebolisce
le colonie, siccome le api hanno la brutta abitudine di saccheggiare le
famiglie pi deboli, appare chiaro che se non adeguatamente condotte
possono essere veicolo di contagio.

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PERCHE LE API SCIAMANO?


La sciamatura un fenomeno scatenato da una complessa serie di fattori
che si susseguono allinterno dellalveare; con la sciamatura le api
rispondono allistinto principale di tutti gli animali, ossia la continuazione
della specie. Le api entrano in febbre sciamatoria, perlomeno nel NordItalia, mediamente tra la met di Aprile e la fine di Maggio, lo sciame
arriva allimprovviso, dove prima non cera nulla, in pochi minuti si forma
un grappolo di operaie che si accalcano per proteggere la regina, unica
femmina preposta alla deposizione delle uova e quindi deputata allo
sviluppo della famiglia.
E VERO CHE LE API DELLO SCIAME SONO MENO
AGRESSIVE?
Lo sciame formato principalmente da operaie e dalla regina vecchia della
famiglia da cui uscito, quando le api allinterno dellalveare si preparano
a sciamare caricano la borsa melaria di scorte appesantendosi, questo le
rende meno agili, oltretutto lo sciame non ha una casa da difendere, ecco
perch lo sciame meno aggressivo.
PERCHE LE API SCIAMANO PRINCIPALMENTE TRA APRILE
E MAGGIO?
In questo periodo dellanno ci sono le fioriture pi abbondanti, dove le api
possono bottinare il nettare, una volta trovata la casa, lo sciame, ha la
possibilit di recuperare le scorte necessarie per poter passare linverno
successivo.
SI POSSONO TROVARE NIDI DI VESPE NEL PERIODO APRILEMAGGIO?
Lo sviluppo delle colonie di vespe segue landamento stagionale, con
notevole crescita in caso di primavere poco piovose; dai primi di Giugno,
dato che da Aprile le vespe hanno iniziato il loro ciclo vitale, pu essere
possibile trovare nidi che iniziano ad essere di considerevoli dimensioni,
gi con parecchi individui allinterno e quindi potenzialmente pericolosi
che necessitano di intervento di bonifica. I nidi diventano molto grandi e
popolati da tantissimi individui ad agosto, classico il caso di persone che si
sono recate in vacanza e al ritorno non riescono al alzare la tapparella
perch il cassonetto occupato dal nido.

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VALE LA PENA DI INTERVENIRE AD OTTOBRE?


Naturalmente sempre necessario intervenire per la bonifica di nidi di
vespidi qualora risultino potenzialmente pericolosi per la pubblica e
privata incolumit, sta di fatto che vale la pena chiedere al richiedente se
sono particolarmente fastidiosi, (classico il nido nella canna fumaria non in
uso) in quanto, nel giro di pochi giorni il ciclo vitale degli insetti sar
finito e il nido verr abbandonato.

PERCHE LE VESPE SONO ANCHE CHIAMATE CARTONAIE?


Il materiale di costruzione dei nidi e dei favi delle vespe formato da pasta
di legno masticata e mischiata a saliva, una volta seccata questa miscela ha
le sembianze della carta. Naturalmente i nidi servono solo una stagione
pertanto sarebbe uno spreco di energia costruire il nido con materiali pi
nobili.
E POSSIBILE DISTINGUERE LE API DALLE VESPE SENZA
CONOSCERE GLI INSETTI?
Le differenze dei favi del nido sono decisamente distinguibili anche ad un
occhi inesperto.
Le api costruiscono favi verticali, in cera, con le cellette esagonali da
entrambi i lati, le celle sono quasi orizzontali essendo leggermente
inclinate verso il basso, in quanto, se fossero perfettamente orizzontali, il
miele, raccolto e immagazzinato per svernare, gocciolerebbe fuori.
Le vespe costruiscono i favi orizzontali, le cellette sono solo sulla facciata
rivolta verso il basso e sono verticali, le vespe non hanno necessit di
immagazzinare scorte per linverno.
CHE DIFFERENZE CI SONO NELLA PUNTURA DEI VARI
INSETTI?
Gli apparati vulneranti delle api e delle vespe hanno una conformazione
differente, ad arpione per le prime e liscio per le seconde; luso del
pungiglione per le api soltanto per la difesa dellalveare, mentre le vespe
lo usano anche per cacciare.
Le api muoiono, sbudellate, dopo aver punto, lasciando il pungiglione e
parte dellintestino nel punto dinoculo; le vespe possono pungere anche

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pi volte senza conseguenze,in virt del fatto che possono nutrirsi anche di
altri insetti, pertanto usano laculeo come una spada.
IN CASO DI PUNTURA E OPPORTUNO TOGLIERE IL
PUNGIGLIONE DI UNAPE ?
Il pungiglione ha collegate due vescicolette che contengono gli ingredienti
del veleno, prima si estrae laculeo, minore sar la dose che verr
inoculata. La pratica migliore quella di grattare il pungiglione con
ununghia o con una lama, bisogna evitare di prenderlo tra due dita che
non farebbero altro che strizzare le vescicolette e iniettare tutto il veleno.
IN CASO DI PUNTURA E OPPORTUNO RECARSI AL PRONTO
SOCCORSO?
Un leggero gonfiore ed arrossamento nelle immediate vicinanze del punto
dinoculo normale, reazioni pi violente tipo gonfiore di tutto un arto,
prurito diffuso, difficolt respiratorie, vista annebbiata sono sintomi che
richiedono di recarsi al pronto soccorso per le verifiche del caso.
Dovrebbe essere attivo, presso i P.S., un protocollo per avviare al servizio
di allergologia persone con reazioni importanti alle punture di imenotteri,
soprattutto soggetti a rischio (VV.F, apicoltori, giardinieri); allallergologo
si dovrebbe dichiarare se si trattava di puntura di ape o di vespa,
confermando magari lestrazione del pungiglione.
ESISTONO FARMACI SALVAVITA IN CASO DI SHOCK
ANAFILATTICO?
Il farmaco salvavita ladrenalina, la sua azione serve a prevenire la
costrizione delle vie respiratorie, essendo un farmaco pu essere acquisito
con ricetta medica che viene rilasciata solo alle persone riconosciute
allergiche, a detti soggetti, non possibile effettuare liniezione del
farmaco che un atto medico, pertanto ladrenalina viene fornita in siringa
ad autoiniezione.
ESISTONO PRECAUZIONI SU COME APPROCCIARSI A UN
NIDO DI IMENOTTERI?
Sarebbe auspicabile non trovarsi sulla traiettoria di volo avvicinandosi ad
un nido, per evitare impatti con gli insetti che escono o rientrano al nido, i
quali potrebbero difendersi pungendo e scatenando la reazione della
famiglia che viene messa in allarme dallodore del veleno. Buona norma
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sarebbe non usare guanti in cuoio nei quali, in caso di puntura, potrebbe
restare impregnato il veleno, scatenando la reazione degli insetti del nido
successivo.
Molto utile sarebbe evitare dindossare abiti (DPI) di colore scuro, nel loro
istinto le api riconoscono lorso, loro grandissimo nemico, in una sagoma
bipede e scura. Sarebbe meglio evitare profumi e deodoranti.
Da recenti esperienze sarebbe utile indossare degli occhiali protettivi sotto
la reticella della maschera, non sono isolati i casi di veleno spruzzato negli
occhi.
Chi usa la Sintrina PU dovrebbe evitare di diluirla con acqua, la sua azione
di incollare sia le ali che lesoscheletro bloccando il volo e la
respirazione, come tutti i collanti se diluiti sono meno efficaci, di contro
sarebbe opportuno usarla con parsimonia proprio perch troppa colla ci
mette molto tempo ad asciugare. Da ultimo si dovrebbe sempre tener
presente che comunque si tratta di un insetticida che inquina lambiente.

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