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LETTERATURA LATINA 1

De Clementia: Seneca espone i principi per fare di Nerone il principe ideale.


De Beneficiis: Seneca parla del dono del Beneficio e insiste sul concetto che il dono deve
essere gratuito ovvero, non si deve aspettare nulla in cambio.
Naturales Questiones: si analizza la natura nellottica filosofica.
Inizialmente Nerone si lascia facilmente guidare dai progetti di Seneca e Seneca ben disposto
ad elogiare la figura dellimperatore, perch si sta comportando allinsegna della CLEMENTIA,
che significa assommare nella figura dellimperatore tutte quelle qualit che lo rendono non
autoritario nellesercizio del potere ma autorevole, in modo saggio e giusto, tanto da
guadagnarsi lammirazione e il rispetto dei propri sudditi.
Comincia con Seneca quella speculazione intorno alla legittimit del principato, una forma di
governo assolutistico, e Seneca si interroga sulla legittimit di questa forma di governo
assoluto, cos come si interroga Tacito negli Annales, e proprio Tacito affermer questa
legittimit come una necessit storica a causa della situazione politica di Roma. La realt nel
pensiero stoico retto dal Logos che il principio unico informatore e ordinatore del tutto e il
monarca il corrispondente nella realt del Logos. Seneca quindi legittimava il principato come
il rispecchiamento del Logos, perch il monarca, purch abbia la clementia, funge da principio
ordinatore dello Stato. Il progetto politico di Seneca si rivela fallimentare perch basato su
ideali che sono astratti, il monarca che corrisponde al Logos stoico corrispondente al principio
ordinatore a patto che abbia la CLEMENTIA, ma nella concretezza della storia Nerone si rivela
tutto il contrario di ci che Seneca teorizzava. Ecco perch il progetto di Seneca un progetto
utopistico. Questo perch nel principato non c pi nessuna istituzione che controlli il
comportamento del principe. E tutto consegnato nelle mani dellimperatore che comunque
un umano, imperfetto, e non pu rispecchiare il logos.
Seneca riprendendo Socrate esorta luomo a conoscere s stesso perch soltanto attraverso la
conoscenza di s stessi si ha il dominio di s stessi, ed estende questo principio alla natura:
luomo deve conoscere la natura per dominarla, ma anche per coglierne il valore in quanto la
natura espressione di quel logos e nella natura luomo pu ritrovare quel quid divino
presente in tutte le cose. Esalta il valore della conoscenza scientifica perch pensa che essa
possa determinare il progresso umano.
Anche di Cicerone abbiamo un epistolario ma quelle di Cicerone sono delle lettere vere e
proprie che poi sono state concepite come elementi letterari per i suoi temi. Seneca invece ha
gi un progetto letterario per le lettere che scrive, che rivolge a Lucilio a cui espone un
progetto di vita con il quale confronta s stesso per ricavarne ulteriori insegnamenti.
Il tono confidenziale si spiega con un destinatario amichevole. Inoltre dietro Lucilio si nasconde
lumanit intera quindi Seneca deve scegliere una lingua che sia accessibile a tutti se vuole
trasmettere gli insegnamenti morali.
Lordine dei temi trattati consequenziale alle esperienze di vita trattate nelle epistole. Seneca
suggerisce a Lucilio e suggerisce alluomo di praticare la conoscenza di s servendosi della
filosofia. In Seneca parliamo di eclettismo e non di stoicismo puro perch Seneca
nellepistolario parla di otium. Lepistolario lo scrive nel momento in cui si gi ritirato dalla
vita politica e inoltre nel De Brevitatae vitae distingue gli uomini in occupati e saggi. Seneca
si era reso conto che nel momento in cui aveva occupato la sua vita in ambito politico per fare
di Nerone il principe illuminato aveva dimenticato s stesso e quindi commette alcuni errori, di
cui poi gli avversari vi vedranno laccusa di incoerenza. Ma Seneca si difende affermando che il
motivo di questa incoerenza fu proprio il lasciarsi occupare dagli impegni politici, e per evitare
che Lucilio e luomo possano fare lo stesso errore consiglia a loro di ritirarsi dagli impegni
politici nellozio, per dedicarsi alla sapienza filosofica.