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Dante Alighieri

rie celesti, permettendo a Dante di orire al lettore uno


spaccato di morale ed etica.
Importante linguista, teorico politico e losofo, Dante
spazi all'interno dello scibile umano, segnando profondamente la letteratura italiana dei secoli successivi e la
stessa cultura occidentale, tanto da essere soprannominato il Sommo Poeta o, per antonomasia, il Poeta[4] .
Dante, le cui spoglie si trovano presso la tomba a Ravenna costruita nel 1780 da Camillo Morigia, diventato uno
dei simboli dell'Italia nel mondo, grazie al nome del principale ente della diusione della lingua italiana, la Societ
Dante Alighieri[5] , mentre gli studi critici e lologici sono
mantenuti vivi dalla Societ dantesca.
A partire dal XX secolo e nei primi anni del XXI, l'autore
della Commedia entrato a far parte della cultura di massa, mentre l'opera e la gura di Dante hanno ispirato il
mondo dei fumetti, dei manga, dei videogiochi e della
letteratura.

1 Biograa
1.1 Le origini
1.1.1 La data di nascita e il mito di Boccaccio
Sandro Botticelli, Dante Alighieri, olio su tela, 1495, Ginevra,
collezione privata

Dante Alighieri, o Alighiero, battezzato Durante di


Alighiero degli Alighieri e anche noto con il solo nome
Dante, della famiglia Alighieri (Firenze, tra il 21 maggio e il 21 giugno 1265 Ravenna, notte tra il 13 e il 14
settembre[1] 1321), stato un poeta, scrittore e politico
italiano. Il nome Dante, secondo la testimonianza di
Jacopo Alighieri, un ipocoristico di Durante;[2] nei
documenti era seguito dal patronimico Alagherii o dal
gentilizio de Alagheriis, mentre la variante Alighieri si
aerm solo con l'avvento di Boccaccio.
considerato il padre della lingua italiana; la sua fama
dovuta eminentemente alla paternit della Comeda, divenuta celebre come Divina Commedia e universalmente
considerata la pi grande opera scritta in lingua italiana e
uno dei maggiori capolavori della letteratura mondiale[3] .
Espressione della cultura medievale, ltrata attraverso la
lirica del Dolce stil novo, la Commedia anche veicolo allegorico della salvezza umana, che si concretizza nel toccare i drammi dei dannati, le pene purgatoriali e le glo-

Casa di Dante a Firenze

La data di nascita di Dante non conosciuta con esattezza, anche se solitamente viene indicata attorno al 1265.
Tale datazione ricavata sulla base di alcune allusioni
autobiograche riportate nella Vita Nova e nella cantica
dell'Inferno, che comincia con il celeberrimo verso "Nel
mezzo del cammin di nostra vita". Poich la met del1

la vita dell'uomo , per Dante, il trentacinquesimo anno


di vita[6][7] e poich il viaggio immaginario avviene nel
1300, si risalirebbe di conseguenza al 1265. Oltre alle elucubrazioni dei critici, viene in supporto di tale ipotesi un
contemporaneo di Dante, lo storico orentino Giovanni
Villani il quale, nella sua Nova Cronica, riporta che questo Dante mor in esilio del comune di Firenze in et di
circa 56 anni[8] : una prova che confermerebbe tale idea.
Alcuni versi del Paradiso ci dicono inoltre che egli nacque
sotto il segno dei Gemelli, quindi in un periodo compreso
fra il 21 maggio e il 21 giugno[9] .

Luca Signorelli, Dante, aresco, 1499-1502, particolare tratto


dalle Storie degli ultimi giorni, cappella di San Brizio, Duomo
di Orvieto

BIOGRAFIA

degli Elisei[15] , orentino vissuto intorno al 1100 e cavaliere nella seconda crociata al seguito dell'imperatore
Corrado III[16] .
Come sottolinea Arnaldo D'Addario sull'Enciclopedia
dantesca, la famiglia degli Alighieri (che prese tale nominativo dalla famiglia della moglie di Cacciaguida)[16]
pass da uno status nobiliare meritocratico[17] a uno borghese agiato, ma meno prestigioso sul piano sociale[18] .
Il nonno paterno di Dante, Bellincione, era infatti un
popolano e un popolano spos la sorella di Dante[13] .
Il glio di Bellincione (e padre di Dante), Aleghiero o
Alighiero di Bellincione, svolgeva la professione di compsor (cambiavalute), con la quale riusc a procurare un dignitoso decoro alla numerosa famiglia[19][20] . Era un guelfo, ma senza ambizioni politiche: per questo i ghibellini non lo esiliarono dopo la battaglia di Montaperti, come fecero con altri guel, giudicandolo un avversario non
pericoloso[13] .
La madre di Dante si chiamava Bella degli Abati, glia
di Durante Scolaro[21][22] e appartenente a un'importante
famiglia ghibellina locale[13] . Il glio Dante non la citer
mai tra i suoi scritti, col risultato che di lei possediamo
pochissime notizie biograche. Bella mor quando Dante
aveva cinque o sei anni e Alighiero presto si rispos, forse tra il 1275 e il 1278[23] , con Lapa di Chiarissimo Cialu. Da questo matrimonio nacquero Francesco e Tana
Alighieri (Gaetana) e forse anche ma potrebbe essere
stata anche glia di Bella degli Abati un'altra glia ricordata dal Boccaccio come moglie del banditore orentino
Leone Poggi e madre del suo amico Andrea Poggi[23] . Si
ritiene che a lei alluda Dante in Vita nuova (Vita nova)
XXIII, 11-12, chiamandola donna giovane e gentile [...]
di propinquissima sanguinitade congiunta[23] .

Tuttavia, se sconosciuto il giorno della sua nascita, certo


invece quello del battesimo: il 27 marzo 1266, di Sabato
santo[10] . Quel giorno vennero portati al sacro fonte tutti i 1.2 La formazione intellettuale
nati dell'anno per una solenne cerimonia collettiva. Dante
venne battezzato con il nome di Durante, poi sincopato in 1.2.1 I primi studi e Brunetto Latini
Dante, in ricordo di un parente ghibellino[11] . Pregna di
rimandi classici la leggenda narrata da Giovanni Boccaccio ne Il Trattatello in laude di Dante riguardo alla nascita del poeta: secondo Boccaccio, la madre di Dante,
poco prima di darlo alla luce, ebbe una visione e sogn di
trovarsi sotto un alloro altissimo, in mezzo a un vasto prato con una sorgente zampillante insieme al piccolo Dante
appena partorito e di vedere il bimbo tendere la piccola
mano verso le fronde, mangiare le bacche e trasformarsi
in un magnico pavone[12][13] .
1.1.2

La famiglia paterna e materna

Dante apparteneva agli Alighieri, una famiglia di secondaria importanza all'interno dell'lite sociale orentina
che, negli ultimi due secoli, aveva raggiunto una certa
agiatezza economica. Bench Dante aermi che la sua Codice miniato ragurante Brunetto Latini, Biblioteca
famiglia discendesse dagli antichi Romani,[14] il parente Medicea-Laurenziana, Plut. 42.19, Brunetto Latino, Il Tesoro,
pi lontano di cui egli fa nome il trisavolo Cacciaguida fol. 72, secoli XIII-XIV.

1.2

La formazione intellettuale

Della formazione di Dante non si conosce molto. Con (quali l'arabo Averro), permise a Dante di adottare una
ogni probabilit segu l'iter educativo proprio dell'epoca, sensibilit polifonica dell'aristotelismo[35] .
che si basava sulla formazione presso un grammatico (conosciuto anche con il nome di doctor puerorum,
probabilmente) con il quale apprendere prima i rudimenti linguistici, per poi approdare allo studio delle
arti liberali, pilastro dell'educazione medioevale[24][25] : 1.2.3 I presunti legami con Bologna e Parigi
teologia, losoa, sica, astronomia da un lato (quadrivio); dialettica, grammatica e retorica dall'altro (trivio).
Come si pu dedurre da convivio II, 12, 2-4, l'importanza
del latino quale veicolo del sapere era fondamentale per
la formazione dello studente, in quanto la ratio studiorum si basava essenzialmente sulla lettura di Cicerone e di
Virgilio da un lato e del latino medievale dall'altro (Arrigo
da Settimello, in particolare)[26] .
L'educazione uciale era poi accompagnata dai contatti informali con gli stimoli culturali provenienti ora
da altolocati ambienti cittadini, ora dal contatto diretto con viaggiatori e mercanti stranieri che importavano,
in Toscana, le novit losoche e letterarie dei rispettivi Paesi d'origine[26] . Dante ebbe la fortuna di incontrare, negli anni ottanta, il politico ed erudito orentino Ser
Brunetto Latini, reduce da un lungo soggiorno in Francia
sia come ambasciatore della Repubblica, sia come esiliato
politico[27] . L'eettiva inuenza di Ser Brunetto sul giovane Dante stata oggetto di studio da parte di Francesco
Mazzoni[28] prima, e di Giorgio Inglese poi[29] . Entrambi
i lologi, nei loro studi, cercarono di inquadrare l'eredit
dell'autore del Tresor sulla formazione intellettuale del
giovane concittadino. Dante, da parte sua, ricord com- Giorgio Vasari, Sei poeti toscani (da destra: Cavalcanti, Dante,
mosso la gura del Latini nella Commedia, rimarcandone Boccaccio, Petrarca, Cino da Pistoia e Guittone d'Arezzo), pittura
a olio, 1544, conservata presso il Minneapolis Institute of Art,
l'umanit e l'aetto ricevuto:
Da questi versi, Dante espresse chiaramente
l'apprezzamento di una letteratura intesa nel suo
senso civico[24][30] , nell'accezione di utilit civica. La
comunit in cui vive il poeta, infatti, ne serber il ricordo
anche dopo la morte di quest'ultimo. Umberto Bosco
e Giovanni Reggio, inoltre, rimarcano l'analogia tra il
messaggio dantesco e quello manifestato da Brunetto
nel Tresor, come si evince dalla volgarizzazione toscana
dell'opera operata da Bono Giamboni[31] .

Minneapolis. Considerato uno dei maggiori lirici volgari del XIII


secolo, Cavalcanti fu la guida e il primo interlocutore poetico di
Dante, quest'ultimo poco pi giovane di lui.

Alcuni critici ritengono che Dante abbia soggiornato a


Bologna[36] . Anche Giulio Ferroni ritiene certa la presenza di Dante nella citt felsinea: Un memoriale bolognese
del notaio Enrichetto delle Querce attesta (in una forma
linguistica locale) il sonetto Non mi poriano gi mai fare
ammenda: la circostanza viene considerata indizio pressoch certo di una presenza di Dante a Bologna anteriore
a questa data[37] . Entrambi ritengono che Dante abbia
1.2.2 Lo studio della losoa
studiato presso l'Universit di Bologna, ma non vi sono
prove
in proposito[38] .
Dante, all'indomani della morte dell'amata Beatrice (in un
periodo oscillante tra il 1291 e il 1294/1295)[32] , comin- Invece molto probabile che Dante soggiornasse a Boloci a ranare la propria cultura losoca frequentando gna tra l'estate del 1286 e quella del 1287 dove conobbe
le scuole organizzate dai domenicani di Santa Maria No- Bartolomeo da Bologna[39] , alla cui interpretazione teovella e dai francescani di Santa Croce; se gli ultimi era- logica dell'Empireo Dante in parte aderisce. Riguardo al
no ereditari del pensiero di Bonaventura da Bagnoregio, i soggiorno parigino, ci sono invece parecchi dubbi: in un
primi erano ereditari della lezione aristotelico-tomista di passo del Paradiso, (Che, leggendo nel Vico de li Strami,
Tommaso d'Aquino, permettendo a Dante di approfondi- silogizz invidosi veri)[40] , Dante alluderebbe alla Rue du
re (forse grazie all'ascolto diretto del celebre studioso Fra' Fouarre, dove si svolgevano le lezioni della Sorbona. QueRemigio de' Girolami)[33] il Filosofo per eccellenza della sto ha fatto pensare a qualche commentatore, in modo pucultura medievale[34] . Inoltre, la lettura dei commenti di ramente congetturale, che Dante possa essersi realmente
intellettuali che si opponevano all'interpretazione tomista recato a Parigi tra il 1309 e il 1310[41][42] .

BIOGRAFIA

anziano Cavalcanti[47] .

1.3 Il matrimonio con Gemma Donati


Quando Dante aveva dodici anni, nel 1277, fu concordato
il suo matrimonio con Gemma, glia di Messer Manetto
Donati, che successivamente spos all'et di vent'anni nel
1285[24][48] . Contrarre matrimoni in et cos precoce era
abbastanza comune a quell'epoca; lo si faceva con una
cerimonia importante, che richiedeva atti formali sottoscritti davanti a un notaio. La famiglia a cui Gemma apparteneva i Donati era una delle pi importanti nella
Firenze tardo-medievale e in seguito divenne il punto di
riferimento per lo schieramento politico opposto a quello
del poeta, vale a dire i guel neri.

De vulgari eloquentia, 1577. Da BEIC, biblioteca digitale

1.2.4

Il matrimonio tra i due non dovette essere molto felice, secondo la tradizione raccolta dal Boccaccio e fatta
propria poi nell'Ottocento da Vittorio Imbriani[49] . Dante non scrisse infatti un solo verso alla moglie, mentre di
costei non ci sono pervenute notizie sulla eettiva presenza al anco del marito durante l'esilio. Comunque
sia, l'unione gener tre gli: Jacopo, Pietro, Antonia e
un possibile quarto, Giovanni[48][50] - Dei tre certi, Pietro fu giudice a Verona e l'unico che continu la stirpe
degli Alighieri, in quanto Jacopo scelse di seguire la carriera ecclesiastica, mentre Antonia divenne monaca con
il nome di Sorella Beatrice, sembra nel convento delle
Olivetane a Ravenna[48] .

La lirica volgare. Dante e l'incontro con


1.4
Cavalcanti

Impegni politici e militari

Dante ebbe inoltre modo di partecipare alla vivace cultura letteraria ruotante intorno alla lirica volgare. Negli
anni sessanta del XIII secolo, in Toscana giunsero i primi
inussi della "Scuola siciliana", movimento poetico sorto
intorno alla corte di Federico II di Svevia e che rielabor le tematiche amorose della lirica provenzale. I letterati
toscani, subendo gli inussi delle liriche di Giacomo da
Lentini e di Guido delle Colonne, svilupparono una lirica
orientata sia verso l'amor cortese, ma anche verso la politica e l'impegno civile. Guittone d'Arezzo e Bonaggiunta
Orbicciani, vale a dire i principali esponenti della cosiddetta scuola siculo-toscana, ebbero un seguace nella gura del orentino Chiaro Davanzati[43] , il quale import il
nuovo codice poetico all'interno delle mura della sua citt. Fu proprio a Firenze, per, che alcuni giovani poeti
(capeggiati dal nobile Guido Cavalcanti) espressero il loro dissenso nei confronti della complessit stilistica e linguistica dei siculo-toscani, propugnando al contrario una
lirica pi dolce e soave: il dolce stil novo.
Dante si trov nel pieno di questo dibattito letterario: nelle sue prime opere evidente il legame (seppur tenue)[44]
sia con la poesia toscana di Guittone e di Bonagiunta[45] ,
sia con quella pi schiettamente occitana[46] . Presto, per, il giovane si leg ai dettami della poetica stilnovista,
cambiamento favorito dall'amicizia che lo legava al pi

Giovanni Villani, Corso Donati fa liberare dei prigionieri, in


Cronaca, XIV secolo. Corso Donati, esponente di punta dei Neri, fu acerrimo nemico di Dante, il quale lancer contro di lui
violenti attacchi nei suoi scritti[51] .

Poco dopo il matrimonio, Dante cominci a partecipare come cavaliere ad alcune campagne militari che

1.5

L'inizio dell'esilio (1301-1304)

Firenze stava conducendo contro i suoi nemici esterni,


tra cui Arezzo (battaglia di Campaldino dell'11 giugno
1289) e Pisa (presa di Caprona, 16 agosto 1289)[24] . Successivamente, nel 1294, avrebbe fatto parte della delegazione di cavalieri che scort Carlo Martello d'Angi
(glio di Carlo II d'Angi) quando questi si trovava a
Firenze[52] . L'attivit politica prese Dante a partire dai
primi anni 1290, in un periodo quanto mai convulso per la
Repubblica. Nel 1293 entrarono in vigore gli Ordinamenti
di Giustizia di Giano Della Bella, che escludevano l'antica
nobilt dalla politica e permettevano al ceto borghese di
ottenere ruoli nella Repubblica, purch iscritti a un'Arte.
Dante, in quanto nobile, fu escluso dalla politica cittadina no al 6 luglio del 1295, quando furono promulgati i
Temperamenti, leggi che ridiedero diritto ai nobili di rivestire ruoli istituzionali, purch si immatricolassero alle
Arti[24] . Dante, pertanto, si iscrisse all'Arte dei Medici e
Speziali[53] .
L'esatta serie dei suoi incarichi politici non conosciuta, poich i verbali delle assemblee sono andati perduti.
Comunque, attraverso altre fonti, si potuta ricostruire
buona parte della sua attivit: fu nel Consiglio del popolo dal novembre 1295 all'aprile 1296[54] ; fu nel gruppo
dei Savi, che nel dicembre 1296 rinnovarono le norme
per l'elezione dei priori, i massimi rappresentanti di ciascuna Arte che avrebbero occupato, per un bimestre, il
ruolo istituzionale pi importante della Repubblica; dal
maggio al dicembre del 1296 fece parte del Consiglio dei
Cento[54] . Fu inviato talvolta nella veste di ambasciatore, come nel maggio del 1300 a San Gimignano[55] . Nel
frattempo, all'interno del partito guelfo orentino si produsse una frattura gravissima tra il gruppo capeggiato dai
Donati, fautori di una politica conservatrice e aristocratica (guel neri), e quello invece fautore di una politica
moderatamente popolare (guel bianchi), capeggiato dalla famiglia Cerchi[56] . La scissione, dovuta anche a motivi di carattere politico ed economico (i Donati, esponenti dell'antica nobilt, erano stati surclassati in potenza dai
Cerchi, considerati dai primi dei parvenu)[56] , gener una
guerra intestina cui Dante non si sottrasse schierandosi,
moderatamente, dalla parte dei guel bianchi[54] .

Arnolfo di Cambio, statua di Bonifacio VIII, 1298 ca, conservato


presso il Museo dell'Opera del Duomo, Firenze.

l a poco morir in Sarzana. Questo provvedimento ebbe


serie ripercussioni sugli sviluppi degli eventi futuri: non
solo si rivel una disposizione inutile (i guel neri temporeggiarono prima di partire per l'Umbria, il posto destinato al loro conno)[60] , ma fece rischiare un colpo di Stato
da parte dei guel neri stessi, grazie al segreto supporto
del cardinale d'Acquasparta[60] . Inoltre, il provvedimento attir sui suoi fautori (incluso Dante stesso) sia l'odio
della parte nera che la didenza degli amici bianchi: i
primi, ovviamente, per la ferita inferta; i secondi, per il
colpo dato al loro partito da parte di un suo stesso membro. Nel frattempo, le relazioni tra Bonifacio e il governo
dei bianchi peggiorarono ulteriormente a partire dal mese
di settembre, allorch i nuovi priori (succeduti al collegio di cui fece parte Dante) revocarono immediatamente
il bando per i bianchi[60] , mostrando la loro partigianeria e dando cos al legato papale cardinale d'Acquasparta
modo di scagliare l'anatema su Firenze[60] . Con l'invio di
Carlo di Valois a Firenze, mandato dal papa come nuovo
paciere (ma di fatto conquistatore) al posto del cardinale d'Acquasparta, la Repubblica sped a Roma, nel tentativo di distogliere il papa dalle sue mire egemoniche,
un'ambasceria di cui faceva parte essenziale anche Dante, accompagnato da Maso Minerbetti e da Corazza da
Signa[58] .

Lo scontro con Bonifacio VIII (1300)


Nell'anno
1300, Dante fu eletto uno dei sette priori per il bimestre
15 giugno-15 agosto[54][57] . Nonostante l'appartenenza al
partito guelfo, egli cerc sempre di osteggiare le ingerenze del suo acerrimo nemico papa Bonifacio VIII, dal
poeta intravisto come supremo emblema della decadenza morale della Chiesa. Con l'arrivo del cardinale Matteo
d'Acquasparta, inviato dal pontece in qualit di paciere (ma in realt spedito per ridimensionare la potenza dei
guel bianchi, in quel periodo in piena ascesa sui neri)[58] ,
Dante riusc ad ostacolare il suo operato. Sempre durante il suo priorato, Dante approv il grave provvedimento
con cui furono esiliati, nel tentativo di riportare la pace
all'interno dello Stato, otto esponenti dei guel neri e set- 1.5
te di quelli bianchi, compreso Guido Cavalcanti[59] che di

L'inizio dell'esilio (1301-1304)

BIOGRAFIA

sieme a Scarpetta Ordela, capo del partito ghibellino e


signore di Forl (presso il quale Dante si era rifugiato)[64] ,
un nuovo tentativo di rientrare a Firenze. L'impresa fu
per sfortunata: il podest di Firenze, Fulcieri da Calboli
(un altro forlivese, nemico degli Ordela), riusc ad avere
la meglio nella battaglia di Castel Pulciano. Fallita anche
l'azione diplomatica, nell'estate del 1304, del cardinale
Niccol da Prato[65] , legato ponticio di papa Benedetto
XI (sul quale Dante aveva riposto molte speranze)[66] , il
20 luglio dello stesso anno i bianchi, riuniti alla Lastra,
una localit a pochi chilometri da Firenze, decisero di
intraprendere un nuovo attacco militare contro i neri[67] .
Dante, ritenendo corretto aspettare un momento politicamente pi favorevole, si schier contro l'ennesima lotta armata, trovandosi in minoranza al punto che i pi
intransigenti formularono su di lui dei sospetti di tradimento; pertanto decise di non partecipare alla battaglia
e di prendere le distanze dal gruppo. Come preventivato dallo stesso, la battaglia di Lastra fu un vero e proprio
fallimento con la morte di quattrocento uomini fra ghibellini e bianchi[67] . Il messaggio profetico ci arriva da
Cacciaguida:

1.6 La prima fase dell'esilio (1304-1310)


Tommaso da Modena, Benedetto XI, aresco, anni '50 del XIV
secolo, Sala del Capitolo, Seminario di Treviso. Il beato papa
Boccasini, trevigiano, nel suo breve ponticato cerc di riportare
la pace all'interno di Firenze, inviando il cardinale Niccol da
Prato come paciere. l'unico pontece su cui Dante non profer
alcuna condanna, ma neanche verso il quale manifest pieno
apprezzamento, tanto da non comparire nella Commedia[61] .

1.5.1

1.6.1 Tra Forl e la Lunigiana dei Malaspina

Carlo di Valois e la caduta dei bianchi

Dante si trovava quindi a Roma[62] , sembra trattenuto oltre misura da Bonifacio VIII, quando Carlo di Valois, al
primo subbuglio cittadino, prese pretesto per mettere a
ferro e fuoco Firenze con un colpo di mano. Il 9 novembre 1301 i conquistatori imposero come podest Cante
Gabrielli da Gubbio[63] . Questi, appartenente alla fazione
dei guel neri della sua citt natia, diede inizio a una politica di sistematica persecuzione degli esponenti politici
di parte bianca ostili al papa, fatto che si risolse alla ne
nella loro uccisione o nell'espulsione da Firenze. Con due
condanne successive, quella del 27 gennaio e quella del
10 marzo 1302[54] , che colpirono inoltre numerosi esponenti delle famiglie dei Cerchi, il poeta fu condannato, in
contumacia, al rogo e alla distruzione delle case. Da quel
momento, Dante non rivide pi la sua patria.

Il castello-palazzo vescovile di Castelnuovo dove Dante nel 1306


pacic i rapporti tra i Marchesi Malaspina e i Vescovi-Conti di
Luni.

Dante fu, dopo la battaglia della Lastra, ospite di diverse


corti e famiglie della Romagna, fra cui gli stessi Ordela.
Il soggiorno forlivese non dur a lungo, in quanto l'esule
si spost prima a Bologna (1305), poi a Padova nel 1306
e inne nella Marca Trevigiana[41] presso Gherardo III
da Camino[68] . Da qui, Dante fu chiamato in Lunigiana
da Moroello Malaspina (quello di Giovagallo, visto che
1.5.2 I tentativi di rientro e la battaglia di Lastra pi membri della famiglia portavano questo nome)[69] ,
(1304)
col quale il poeta entr forse in contatto grazie all'amico
comune, il poeta Cino da Pistoia[70] . In Lunigiana (regioDopo i falliti tentati colpi di mano del 1302, Dante, in ne in cui giunse nella primavera del 1306), Dante ebbe
qualit di capitano dell'esercito degli esuli, organizz in- l'occasione di negoziare la missione diplomatica per una

1.8

Gli ultimi anni

ipotesi di pace tra i Malaspina e il vescovo-conte di Luni,


Antonio Nuvolone da Camilla (1297 1307)[71] . In qualit di procuratore plenipotenziario dei Malaspina, Dante
riusc a far rmare da ambo le parti la pace di Castelnuovo del 6 ottobre del 1306[42][71] , successo che gli fece
guadagnare la stima e la gratitudine dei suoi protettori.
L'ospitalit malaspiniana celebrata nel Canto VIII del
Purgatorio, dove al termine del componimento Dante formula alla gura di Corrado Malaspina il Giovane l'elogio
del casato[72] :

7
colloquio privato[77] . Non sorprende, pertanto, che Ugo
Foscolo giunger a denire Dante come un ghibellino:

Il sogno dantesco di una Renovatio Imperii si infranger il


24 agosto del 1313, quando l'imperatore venne a mancare, improvvisamente, a Buonconvento[78] . Se gi la morte
violenta di Corso Donati, avvenuta il 6 ottobre del 1308
per mano di Rossellino della Tosa (l'esponente pi intransigente dei guel neri)[73] , aveva fatto crollare le speranze
di Dante, la morte dell'imperatore diede un colpo mortale ai tentativi del poeta di rientrare denitivamente a
Nel 1307[73] , dopo aver lasciato la Lunigiana, Dante si Firenze[73] .
trasfer nel Casentino, dove fu ospite dei conti Guidi, conte di Battifolle e signori di Poppi, presso i quali inizi a
1.8 Gli ultimi anni
stendere la cantica dell'Inferno[42] .

1.7

La discesa di Arrigo VII (1310-1313)

Monumento a Dante Alighieri a Villafranca in Lunigiana presso


la tomba sacello dei Malaspina

1.7.1

Il Ghibellin fuggiasco

Il soggiorno nel casentino dur pochissimo tempo: tra il


1308 e il 1310 si pu infatti ipotizzare che il poeta risiedesse prima a Lucca e poi a Parigi, anche se non possibile valutare con certezza il soggiorno transalpino come gi
precedentemente esposto. Dante, molto pi probabilmente, si trovava a Forl nel 1310[74] , dove ebbe la notizia, nel
mese di ottobre[42] , della discesa in Italia del nuovo imperatore Arrigo VII. Dante guard a quella spedizione con
grande speranza, in quanto vi intravedeva non soltanto
la ne dell'anarchia politica italiana[75] , ma anche la concreta possibilit di rientrare nalmente a Firenze[42] Infatti l'imperatore fu salutato dai ghibellini italiani e dai
fuoriusciti politici guel, connubio che spinse il poeta
ad avvicinarsi alla fazione imperiale italiana capeggiata
dagli Scaligeri di Verona[76] . Dante, che tra il 1308 e il
1311 stava scrivendo il De Monarchia, manifest le sue
aperte simpatie imperiali, scagliando una violenta lettera contro i orentini il 31 marzo del 1311[42] e giungendo, sulla base di quanto aermato nell'epistola indirizzata ad Arrigo VII, a incontrare l'imperatore stesso in un

Cangrande della Scala, in un ritratto immaginario del XVII secolo. Abilissimo politico e grande condottiero, Cangrande fu
mecenate della cultura e dei letterati in particolare, stringendo
amicizia con Dante

1.8.1 Il soggiorno veronese (1313-1318)


All'indomani della morte improvvisa dell'imperatore,
Dante accolse l'invito di Cangrande della Scala a risiedere
presso la sua corte di Verona[42] . Dante ebbe gi modo, in
passato, di risiedere nella citt veneta, in quegli anni nel
pieno della sua potenza. Petrocchi, come delineato prima
nel suo saggio Itinerari danteschi e poi nella Vita di Dante[79] ricorda come Dante fosse gi stato ospite, per pochi
mesi tra il 1303 e il 1304, presso Bartolomeo della Scala,
fratello maggiore di Cangrande. Quando poi Bartolomeo
mor, nel marzo del 1304, Dante fu costretto a lasciare

Verona in quanto il suo successore, Alboino, non era in


buoni rapporti col poeta[80] . Alla morte di Alboino, nel
1312, divenne suo successore il fratello Cangrande[81] , tra
i capi dei ghibellini italiani e protettore (oltrech amico)
di Dante[81] . Fu in virt di questo legame che Cangrande chiam a s l'esule orentino e i suoi gli, dando loro
sicurezza e protezione dai vari nemici che si erano fatti
negli anni. L'amicizia e la stima tra i due uomini fu tale
che Dante esalt, nella cantica del Paradiso composta
per la maggior parte durante il soggiorno veronese , il
suo generoso patrono in un panegirico per bocca dell'avo
Cacciaguida:
1.8.2

Il soggiorno ravennate (1318-1321)

LE SPOGLIE MORTALI

vello a causa di attacchi continui alle sue navi da parte


delle galee ravennati[89] e il doge, infuriato, si alle con
Forl per muovere guerra a Guido Novello; questi, ben
sapendo di non disporre dei mezzi necessari per fronteggiare tale invasione, chiese a Dante di intercedere per
lui davanti al Senato veneziano. Gli studiosi si sono domandati perch Guido Novello avesse pensato proprio
all'ultracinquantenne poeta come suo rappresentante: alcuni ritengono che sia stato scelto Dante per quella missione in quanto amico degli Ordela, signori di Forl,
e quindi in grado di trovare pi facilmente una via per
comporre le divergenze in campo[90] .

1.9 La morte e i funerali


L'ambasceria di Dante sort un buon eetto per la sicurezza di Ravenna, ma fu fatale al poeta che, di ritorno
dalla citt lagunare, contrasse la malaria mentre passava
dalle paludose Valli di Comacchio[73] . Le febbri portarono velocemente il poeta cinquantaseienne alla morte, che
avvenne a Ravenna nella notte tra il 13 e il 14 settembre
1321[73][91] . I funerali, in pompa magna, furono ociati
nella chiesa di San Pier Maggiore (oggi San Francesco)
a Ravenna, alla presenza delle massime autorit cittadine
e dei gli[92] . La morte improvvisa di Dante suscit ampio rammarico nel mondo letterario, come dimostrato da
Cino da Pistoia nella sua canzone Su per la costa, Amor,
de l'alto monte[93] .

Andrea Pierini, Dante legge la Divina Commedia alla corte


di Guido Novello, 1850, dipinto a olio, Palazzo Pitti-Galleria
D'Arte Moderna, Firenze

Dante, per motivi ancora sconosciuti, si allontan da Verona per approdare, nel 1318, a Ravenna, presso la corte
di Guido Novello da Polenta. I critici hanno cercato di
comprendere le cause dell'allontanamento di Dante dalla
citt scaligera, visti gli ottimi rapporti che intercorrevano tra Dante e Cangrande. Augusto Torre ipotizz una
missione politica a Ravenna, adatagli dallo stesso suo
protettore[82] altri pongono le cause in una crisi momentanea tra Dante e Cangrande, oppure nell'attrattiva di far
parte di una corte di letterati tra i quali il signore stesso
(cio Guido Novello), che si professava tale[83] . Tuttavia,
i rapporti con Verona non cessarono del tutto, come testimoniato dalla presenza di Dante nella citt veneta il 20
gennaio 1320, per discutere la Quaestio de aqua et terra,
l'ultima sua opera latina[84] .
Gli ultimi tre anni di vita trascorsero relativamente
tranquilli nella citt romagnola, durante i quali Dante
cre un cenacolo letterario frequentato dai gli Pietro
e Jacopo[85][86] e da alcuni giovani letterati locali, tra i
quali Pieraccio Tedaldi e Giovanni Quirini[87] . Per conto del signore di Ravenna svolse occasionali ambascerie politiche[88] , come quella che lo condusse a Venezia.
All'epoca, la citt lagunare era in attrito con Guido No-

2 Le spoglie mortali
2.1 Le tombe di Dante
Dante trov inizialmente sepoltura in un'urna di marmo posta nella chiesa ove si tennero i funerali[94] . Quando la citt di Ravenna pass poi sotto il controllo della
Serenissima, il podest Bernardo Bembo (padre del ben
pi celebre Pietro) ordin all'architetto Pietro Lombardi, nel 1483, di realizzare un grande monumento che ornasse la tomba del poeta[94] . Ritornata la citt, al principio del XVI secolo, agli Stati della Chiesa, i legati pontici trascurarono le sorti della tomba di Dante, la quale
cadde presto in rovina. Nel corso dei due secoli successivi furono compiuti solo due tentativi per porre rimedio alle disastrose condizioni in cui il sepolcro versava:
il primo fu nel 1692, quando il cardinale legato per le
Romagne Domenico Maria Corsi e il prolegato Giovanni Salviati, entrambi di nobili famiglie orentine, provvidero a restaurarla[95] . Nonostante fossero passati pochi
decenni, il monumento funebre fu rovinato a causa del
sollevamento del terreno sottostante la chiesa, cosa che
spinse il cardinale legato Luigi Valenti Gonzaga a incaricare l'architetto Camillo Morigia, nel 1780, di progettare
il tempietto neoclassico tuttora visibile[94] .

2.3

Il vero volto di Dante

9
ticandone l'eettiva autenticit[100] . La salma fu ricomposta, esposta per qualche mese in un'urna di cristallo e
quindi ritumulata all'interno del tempietto del Morigia, in
una cassa di noce protetta da un cofano di piombo. Nel sepolcro di Dante, sotto un piccolo altare si trova l'epigrafe
in versi latini dettati da Bernardo da Canaccio per volere
di Guido Novello, ma incisi soltanto nel 1357[101] :

2.3 Il vero volto di Dante

La tomba di Dante a Ravenna, realizzata da Camillo Morigia

2.2

Le travagliate vicende dei resti

I resti mortali di Dante furono oggetto di diatribe tra i


ravennati e i orentini gi dopo qualche decennio la sua
morte, quando l'autore della Commedia fu riscoperto
dai suoi concittadini grazie alla propaganda operata da
Boccaccio[96] . Se i orentini rivendicavano le spoglie in
quanto concittadini dello scomparso, i ravennati volevano che rimanessero nel luogo dove il poeta mor[97] , ritenendo che i orentini non si meritassero i resti di un
uomo che avevano dispregiato in vita. Per sottrarre i resti
del poeta a un possibile trafugamento da parte di Firenze
(rischio divenuto concreto sotto i papi medicei Leone X
e Clemente VII)[97] , i frati francescani[98] tolsero le ossa dal sepolcro realizzato da Pietro Lombardi, nascondendole in un luogo segreto[97] e rendendo poi, di fatto, il monumento del Morigia un cenotao. Quando nel
1810 Napoleone ordin la soppressione degli ordini religiosi, i frati, che di generazione in generazione si erano tramandati il luogo ove si trovavano i resti, decisero
di nasconderle in una porta murata dell'attiguo oratorio
del quadrarco di Braccioforte[97] . Le spoglie rimasero in
quel luogo no al 1865, allorch un muratore, intento a
restaurare il convento in occasione del VI centenario della
nascita del poeta, scopr casualmente sotto una porta murata una piccola cassetta di legno, recante delle iscrizioni
in latino a rma di un certo frate Antonio Santi (1677)[97] ,
le quali riportavano che nella scatola erano contenute le
ossa di Dante. Eettivamente, all'interno della cassetta fu
ritrovato uno scheletro pressoch integro[99] ; si provvide
allora a riaprire l'urna nel tempietto del Morigia, che fu
trovata vuota, fatte salve tre falangi[100] , che risultarono
combaciare con i resti rinvenuti sotto la porta murata, cer-

Il pi antico ritratto documentato di Dante Alighieri conosciuto,


Palazzo dell'Arte dei Giudici e Notai, Firenze. Databile intorno
al 1336-1337, l'aresco di scuola giottesca[102] ed il ritratto
iconograco del poeta pi vicino a quello ricostruito nel 2007

Come si pu ben vedere dai vari dipinti a lui dedicati,


il volto del poeta era assai spigoloso, con la faccia torva
e col celeberrimo naso aquilino, come gura nel dipinto
di Botticelli posto nella sezione introduttiva. Fu Giovanni
Boccaccio, nel suo Trattatello in laude di Dante, a fornire
questa descrizione sica:
Gli studi compiuti dagli antropologi, per, smentirono
gran parte della letteratura artistica dantesca nel corso
dei secoli. Nel 1921, in occasione del seicentenario della
morte di Dante, l'antropologo dell'Universit di Bologna
Fabio Frassetto fu autorizzato dalle autorit di studiare il
cranio del poeta, risultato mancante della mandibola[103] .
Nonostante i mezzi dell'epoca e un risultato di indagine
non pienamente soddisfacente, Frassetto pu gi dedurre che il volto psicologico tramandatoci nel corso dei
secoli non corrisponde a quello sico. Difatti nel 2007,
grazie a una squadra guidata da Giorgio Gruppioni, antropologo sempre dell'Universit di Bologna, si riusc a realizzare un volto i cui tratti somatici corrisponderebbero al
95% a quello reale[103] . Partendo dal cranio ricostruito da

10

Frassetto, il volto reale di Dante risultato (grazie al contributo del biologo dell'Universit di Pisa Francesco Mallegni e dello scultore Gabriele Mallegni)[104] sicuramente
non bello, ma privo di quel naso aquilino cos accentuato dagli artisti di et rinascimentale e molto pi vicino a
quello, risalente pochi anni dopo la morte del poeta, di
scuola giottesca.

Il pensiero

IL PENSIERO

del poeta orentino, di trovare un veicolo linguistico comune tra gli italiani, perlomeno tra i governanti[107] . Egli,
nei primi passi del De Vulgari, esporr chiaramente la sua
predilezione per la lingua colloquiale e materna rispetto
a quella latina, nta e articiale:
Proposito della produzione letteraria volgare dantesca
infatti quella di essere fruibile da parte del pubblico dei
lettori, cercando di abbattere il muro tra i ceti colti (abituati a interagire fra di loro in latino) e quelli pi popolari,
anch anche questi ultimi potessero apprendere contenuti losoci e morali no ad allora relegati nell'ambiente
accademico. Si ha quindi una visione della letteratura intesa come strumento al servizio della societ, come verr
esposto programmaticamente nel Convivio:
Alla scelta di Dante di utilizzare la lingua volgare per scrivere alcune delle sue opere possono avere inuito notevolmente le opere di Andrea da Grosseto, letterato del
Duecento che utilizzava la lingua volgare da lui parlata, il dialetto grossetano dell'epoca, per la traduzione di
opere prosaiche in latino, come i trattati di Albertano da
Brescia.[108]

3.2 La poetica
3.2.1 Il plurilinguismo dantesco
Con questa felice espressione, il critico letterario
Gianfranco Contini ha individuato la straordinaria versatilit di Dante, all'interno delle Rime, nel saper usare pi
registri linguistici con disinvoltura e grazia armonica[109] .
Come gi esposto prima, Dante manifesta un'aperta curiosit per la struttura genetica della lingua materna degli italiani, concentrandosi sulle espressioni dell'eloquio
quotidiano, sui motti e battute pi o meno ranate. Questa tendenza a inquadrare la ricchezza testuale della lingua materna spinge il letterato orentino a realizzare un
aresco variopinto nora mai creato nella lirica volgare
italiana, come esposto lucidamente da Giulio Ferroni:

Andrea del Castagno, Dante Alighieri, ne Ciclo degli uomini e


donne illustri, aresco, tra il 1448 e il 1451, Galleria degli Uzi,
Firenze

3.1

Il ruolo del volgare e l'ottica civile


della letteratura

Il ruolo della lingua volgare, denita da Dante nel De Vulgari come Hec est nostra vera prima locutio[105] (il nostro
primo vero linguaggio, nella traduzione italiana)[106] , fu
fondamentale per lo sviluppo del suo programma letterario. Con Dante, infatti, il volgare assunse lo stato di lingua colta e letteraria, grazie alla ferrea volont, da parte

Come rimarca Guglielmo Barucci: Non siamo dunque


di fronte [nelle Rime] a una progressiva evoluzione dello
stile di Dante, ma alla compresenza anche nello stesso
periodo di forme e stili diversi[110] . La capacit con
cui Dante passa, all'interno delle Rime, dalle tematiche
amorose a quelle politiche, da quelle morali a quelle burlesche, trover il supremo ranamento all'interno della
Commedia, riuscendo a calibrare la tripartizione stilistica
denominata Rota Vergilii, secondo la quale a un determinato argomento deve corrispondere un determinato registro stilistico[111] . Nella Commedia, in cui le tre cantiche
corrispondono ai tre stili umile, mezzano e sublime,
la rigida tripartizione teorica scema davanti alle esigenze narrative dello scrittore, per cui all'interno dell'Inferno
(che dovrebbe corrispondere allo stile pi basso), troviamo passi e luoghi di altissima levatura stilistica e drammatica, quali l'incontro con Francesca da Rimini e Ulisse.
Il plurilinguismo, secondo un'analisi pi strettamente les-

3.2

La poetica

11
quella catarsi divina teorizzata dall'Alighieri[116] . Altro
traguardo raggiunto da Dante l'aver saputo far emergere l'introspezione psicologica e l'autobiograsmo: praticamente ignoti al Medioevo, queste due dimensioni guardano gi al Petrarca e, pi lontano ancora, alla letteratura
umanistica. Dante cos il primo, tra i letterati italiani, a
scomporsi tra il s inteso come personaggio e l'altro io
inteso come narratore delle proprie vicende. Cos Contini, riprendendo il lo tracciato dallo studioso statunitense Charles Singleton, parla dell'operazione poetica e
narrativa dantesca:
3.2.3 Beatrice e la donna angelo

Raaello Sanzio, Disputa del Sacramento, dettaglio ragurante


Dante, 1509-1510 ca, Stanza della Segnatura, Palazzo Ponticio, Vaticano. Raaello inserisce Dante tra teologi e dottori della
Chiesa, in quanto il poeta orentino era ritenuto losofo e teologo
di chiara fama per le opere da lui lasciate in materia religiosa

Henry Holiday, Dante incontra Beatrice al ponte Santa Trinita,


dipinto a olio, 1883, Walker Art Gallery, Liverpool

sicale, risente anch'esso dei numerosi idiomi di cui era in- Cos De Sanctis, padre della storiograa letteraria italiafarcita la lingua letteraria dell'epoca: vi si trovano infatti na, scrisse sulla donna amata dal poeta, Beatrice. Bench
latinismi, gallicismi e, ovviamente, volgare orentino[112] . si cerchi tutt'oggi di comprendere in che cosa consistesse realmente, per Dante, l'amore nei confronti di Beatrice Portinari (presunta identicazione storica della Beatri3.2.2 Lo Stilnovismo dantesco: tra biograsmo e ce della Vita Nova), si pu solo concludere con certezza
spiritualizzazione
l'importanza che tale amore ebbe per la cultura letteraria
italiana. nel nome di questo amore che Dante ha dato
Dante ebbe un ruolo fondamentale nel far approdare la la sua impronta al Dolce stil novo, aprendo la sua seconlirica volgare a nuove conquiste, non soltanto dal pun- da fase poetica (in cui manifesta la sua piena originalito di vista tecnico-linguistico, ma anche da quello pret- t rispetto ai modelli passati)[117] e conducendo i poeti e
tamente contenutistico. La spiritualizzazione della gura gli scrittori a scoprire i temi dell'amore in un modo mai
dell'amata Beatrice e l'impianto vagamente storico in cui cos enfatizzato prima. L'amore per Beatrice (come in
la vicenda amorosa inserita, determinarono la nascita di modo dierente Francesco Petrarca mostrer per la sua
tratti del tutto particolari all'interno dello stilnovismo[113] . Laura) sar il punto di partenza per la formulazione del
La presenza della gura idealizzata della donna amata (la suo manifesto poetico, nuova concezione dell'amor cortecosiddetta donna angelo) un topos ricorrente in Lapo se sublimato dalla sua intensa sensibilit religiosa (il culto
Gianni, Guido Cavalcanti e Cino da Pistoia, ma in Dan- mariano con le laudi arrivato a Dante attraverso le corte assume una dimensione pi storicizzata di quella de- renti pauperistiche del Duecento, dai Francescani in poi)
gli altri rimatori[114] La produzione dantesca, per la sua e, pertanto, privata degli elementi sensuali e carnali tipici
profondit losoca pu essere confrontata soltanto con della lirica provenzale. Tale formulazione poetica, culmiquella del maestro Cavalcanti, rispetto alla quale la diver- nata con la poesia della lode[118] , approder, dopo la morgenza consiste nella dierente concezione dell'amore. Se te della Beatrice terrena, alla ricerca losoca prima (la
Beatrice l'angelo che opera la conversione spirituale di Donna pietosa) e a quella teologica poi (l'apparizione in
Dante sulla Terra e che gli dona la beatitudine celeste[115] , sogno di Beatrice che spinge Dante a ritornare a lei dola donna amata da Cavalcanti invece foriera di soe- po il traviamento losoco, critica che si far pi dura in
renza, dolore che allontaner progressivamente l'uomo da Purgatorio, XXX)[119] . Tale allegorizzazione dell'amata,

12

IL PENSIERO

intesa come veicolo di salvezza, segna denitivamente il


distacco dalla tematica amorosa e spinge Dante verso la
vera sapienza, cio luce abbacinante e impenetrabile che
avvolge Dio nel Paradiso. Beatrice si conferma, pertanto, in quel ruolo salvico tipico degli angeli, che reca non
solo all'amato, ma a tutti gli uomini quella beatitudine di
cui si accennava prima[120] .
Mantenendo una funzione allegorica, Dante frappone un
valore numerologico alla gura di Beatrice. infatti
all'et di nove anni che la incontra per la prima volta,
poi nell'ora nona avviene un successo incontro. Di lei dir
pure: non sore di stare in un altro numero se non nel
nove. Dante fa morire Beatrice il 9 giugno (pur essendo
in realt l'8) scrivendo su di essa: lo perfetto numero era
compiuto.[121]

3.2.4

Dalle rime amorose a quelle petrose

Dopo la ne dell'esperienza amorosa, Dante si concentr sempre pi su una poesia caratterizzata dalla riessione losoco-politica, che assumer tratti duri e soerenti
nelle rime della seconda met degli anni novanta, chiamate anche rime petrose, in quanto incentrate sulla gura
di una certa donna petra, completamente antitetica alle "donne che avete intelletto d'Amore [122] . Infatti, come Rafael Flores, Dante y Virgilio visitando el Inerno, pittura a
riportano Salvatore Guglielmino e Hermann Grosser, la olio, 1855, Museo nacional de arte, Citt del Messico
poesia dantesca perse quella dolcezza e leggiadria propria
della lirica della Vita nova, per assumere connotati aspri
e dicili:

3.3
3.3.1

Le fonti e i modelli letterari


Dante e il mondo classico

Dante ebbe un profondo amore nei confronti


dell'antichit classica e della sua cultura: ne sono
prova la devozione per Virgilio, l'altissimo rispetto per
Cesare e per le numerose fonti greche e latine da lui
usate per la costruzione del mondo immaginario della
Commedia (e di cui la citazione de li spiriti magni
in If IV sono un riferimento esplicito degli autori su
cui si poggiava la cultura dantesca)[123] . Nella Commedia, il poeta glorica l'lite morale e intellettuale del
mondo antico nel Limbo, luogo piacevole e ameno alle
porte dell'Inferno dove i giusti morti senza battesimo
vivono, senza per non provare dolore per la mancata
beatitudine[124] . Al contrario di quanto faranno Petrarca
e Boccaccio, Dante si dimostr un uomo ancora legato
appieno alla visione medievale che l'uomo aveva della
civilt greca e latina, poich inquadrava quest'ultima
all'interno della storia della salvezza propugnata dal
cristianesimo, certezza basata sulla dottrina medievale
dell'esegesi detta dei quattro sensi (letterale, simbolico,
allegorico e anagogico) con cui si cercava di individuare
il messaggio cristiano negli autori antichi[125] . Virgilio
visto da Dante non nella sua dimensione storica e

Gustave Dor, Lucifero, 1861-1868. L'incisione dell'artista


francese riprende la descrizione fatta dal poeta in If XXXIV, la
quale a sua volta era tratta da un aresco presente nel Battistero
di San Giovanni

culturale di intellettuale latino dell'et augustea, quanto


in quella profetico-soteriologica[126] : fu lui, infatti, a
predire la nascita di Ges Cristo nella IV Egloga delle
Bucoliche e cos fu gloricato dai cristiani medievali[127] .
Oltre a questa dimensione mitica della gura di Virgilio,
Dante guard a lui come supremo modello letterario e
morale, come evidenziato nel proemio del Poema:

3.4
3.3.2

Il ruolo della losoa nella produzione dantesca

13

L'iconograa medievale

Dante fu inuenzato moltissimo dal mondo che lo circondava, traendo spunto sia dalla dimensione artistica
in senso stretto (busti, bassorilievi e areschi presenti
nelle chiese), sia da quanto poteva vedere nella sua vita
quotidiana. Barbara Reynolds riporta di come
Gli episodi di Malacoda, Barbariccia e della masnada
comparsi in If XXI, XXII e XXIII, dunque, non sono
ascrivibili soltanto all'immaginario personale del poeta,
ma sono ricavati, nella loro potente e degradante caricatura iconograca, da quanto il poeta poteva scorgere
nelle chiese e/o nelle vie di Firenze attraverso spettacoli allegorici. Oltre alle fonti iconograche, c'erano per
anche dei testi che presentavano il demonio con tratti disumani e bestiali: in primo luogo, la visione di Tundale
dell'XI secolo, in cui descritto il demonio che divora le
anime dei dannati, ma anche le cronache di Giacomino
da Verona e di Bonvesin de la Riva[128] . Gli stessi paesaggi della Commedia ricalcano la descrizione delle citt medievali: la presenza di forticazioni (il castello del
Limbo, le mura della citt di Dite), i ponti presenti sulle Malebolge, gli accenni, nel canto XV, alle imponenti
dighe di Bruges e di Padova[129] e le stesse pene infernali Aristotele, copia romana del 117-138 d.C circa
sono una trasposizione visiva della cultura medievale in
senso lato.

3.4 Il ruolo della losoa nella produzione


dantesca

3.3.3

Dante tra cristianesimo e Islam

Come si detto gi nella parte biograca Dante, dopo la


morte di Beatrice, si immerse nello studio della losoa.
Dal Convivio sappiamo che Dante aveva letto il De consolatione philosophiae di Boezio e il De amicitia di Cicerone
e che poi cominci a prender parte alle dispute losoche che i due principali ordini religiosi (Francescani
e Domenicani) pubblicamente o indirettamente tennero
in Firenze, gli uni spiegando la dottrina dei mistici e di
San Bonaventura, gli altri presentando le teorie di San
Tommaso d'Aquino. Il critico Bruno Nardi[134] evidenzia
i tratti salienti del pensiero losoco dantesco che, pur
avendo una base nel tomismo, presenta anche altri aspetti
tra cui un evidente inusso del neoplatonismo (ad esempio dallo Pseudo-Dionigi l'Areopagita nelle gerarchie angeliche del Paradiso)[135] . Nonostante gli inussi di scuola platonica, Dante sub maggiormente l'inusso di Aristotele, che nella seconda met del XIII secolo conobbe
l'apogeo nell'Europa medievale.

Inuenza fondamentale fu anche quella esercitata dalla


produzione letteraria appartenente al cristianesimo e, in
un certo grado, anche alla religione islamica. La Bibbia
sicuramente il libro cui Dante attinge maggiormente:
echi ne troviamo, oltre ai tantissimi della Commedia, anche nella Vita nova (per esempio, l'episodio della morte di Beatrice ricalca quello di Cristo sul Calvario)[130] e
nel De vulgari eloquentia (l'episodio della torre di Babele
quale origine delle lingue, presente nel I libro). Oltre alla produzione strettamente sacra, Dante attinse anche alla produzione religiosa medievale, prendendo spunto, per
esempio, dalla Visio sancti Pauli del V secolo, opera narrante l'ascesa dell'apostolo delle genti al terzo cielo del
Paradiso[131] . Oltre alle fonti letterarie cristiane, Dante
sarebbe giunto in possesso, sulla base di quanto ha scritto
la lologa Maria Corti, del Libro della Scala, opera esca- 3.4.1 Aristotele nella produzione poetica
tologica araba tradotta in castigliano, francese antico e
latino per conto del re Alfonso X[131][132] .
La produzione poetica dantesca risent di due opere ariUn esempio concreto lo troviamo nel concetto islamico di stoteliche in particolare: la Fisica e l'Etica Nicomachea.
spirito della vita (rh al hayh) che considerato come La descrizione del mondo naturale da parte del losofo
aria che esce dalla cavit del cuore. Dante a tal pro- di Stagira fu la fonte principale cui Dante e Cavalcanti
posito scrive: ...spirito della vita, lo quale dimora nella attinsero per l'elaborazione della cosiddetta dottrina desecretissima camera de lo cuore.[133]
gli spiriti. Attraverso i commenti redatti da Averro[136] ,

14

4 OPERE

e da Alberto Magno[137] Dante aerm che il funzionamento del corpo umano fosse dovuto alla presenza
di vari spiriti in determinati organi, dai quali nascevano poi sentimenti corrispondenti allo stimolo proveniente
dall'esterno. Alla presenza di Beatrice, tali spiriti entravano in subbuglio, suscitando in Dante violente reazioni
emotive e assumendo, come nel caso sotto riportato, anche una volont propria, resa ecace attraverso la gura
retorica della prosopopea:

3.4.3 L'esoterismo dantesco


Diversi autori hanno trattato gli aspetti esoterici delle
opere di Dante forse determinati dall'ormai accertata
adesione alla setta dei Fedeli d'Amore. Lo schema e i contenuti stessi della Divina Commedia farebbero emergere
chiari riferimenti. Sotto questo aspetto sono di notevole
importanza il lavoro di Guenon, L'esoterismo di Dante e
il testo di Luigi Valli, Il linguaggio segreto di Dante e dei
Fedeli d'Amore.[140]
3.4.4 L'eresia dantesca
A partire dal XIX secolo diversi autori hanno sostenuto
la tesi che Dante potesse essere stato un cristiano eretico. Tra questi Ugo Foscolo[141] , Gabriele Rossetti[142]
e Eugne Aroux[143] . Pi recentemente Maria Soresina ha avanzato l'ipotesi che fosse il catarismo l'eresia
dantesca[144] .

4 Opere
Sandro Botticelli, La mappa dell'Inferno, tra il 1480 e il 1490,
Biblioteca Apostolica Vaticana. La divisione dell'Inferno e degli
altri due regni dell'Oltretomba sono debitori dell'etica aristotelica

Ancor pi signicativa fu l'inuenza di Aristotele


all'interno della Commedia, dove si fece sentire la presenza dell'Etica Nicomachea, oltrech dalla Fisica. Da
quest'ultima, Dante accolse la struttura cosmologica
del Creato (impianto profondamente debitore anche
dell'astronomo egiziano Tolomeo)[138] , adattandola poi
alla fede cristiana[137] ; dall'Etica, invece, prese spunto
per l'ordinata e razionale organizzazione del suo mondo ultraterreno, suddividendolo in varie sottounit (gironi
nell'Inferno, cornici nel Purgatorio e cieli nel Paradiso)
dove porre determinate categorie di anime in base alle
colpe/virt commesse in vita[139] .
3.4.2

Aristotele nella produzione socio-politica

Nell'ambito politico, Dante crede con Aristotele e san


Tommaso d'Aquino che lo Stato abbia un fondamento razionale e naturale, basato su legami gerarchici in
grado di dare stabilit e ordine interno. Nardi aggiunge
poi che pur riconoscendo che lo schema generale della
sua metasica quello della scolastica cristiana, certo
che egli vi ha inserito taluni particolari caratteristici, come la produzione mediata del mondo inferiore e quella
intorno all'origine dell'anima umana risultante del concorso dell'atto creatore coll'opera della natura[134] . Nel
trattato De Monarchia " notevole la vigorosa aermazione dell'unit del genere umano, dedotta dal principio
averroistico che tutti gli uomini tendono ad un unico ne, cio a che, per mezzo dello sforzo comune, la potenza
dell'intelletto possibile sia in ogni momento tutta quanta
spiegata.

4.1

Il Fiore e Detto d'Amore

Due opere poetiche in volgare di argomento, lessico e stile ani e collocate in un periodo cronologico che va dal
1283 al 1287, sono state attribuite con una certa sicurezza a Dante dalla critica novecentesca, soprattutto a partire
dal lavoro del lologo dantesco Gianfranco Contini[2] .

4.2

Le Rime

Le Rime sono una raccolta messa insieme e ordinata da


moderni editori, che riunisce il complesso della produzione lirica dantesca dalle prove giovanili a quelle dell'et
matura (le prime sono datate intorno al 1284)[86] divise
tra Rime giovanili e Rime dell'esilio per distinguere due
gruppi di liriche assai distanti per il tono e gli argomenti arontati. Le Rime giovanili comprendono componimenti che riettono le varie tendenze della lirica cortese
del tempo, quella guittoniana, quella guinizelliana e quella cavalcantiana, passando da tematiche amorose a giocose tenzoni dallo sfondo velatamente erotico-giocoso con
Forese Donati e con Dante da Maiano.

4.3

Vita Nova

La Vita Nova pu essere considerata il romanzo autobiograco di Dante, in cui si celebra l'amore per Beatrice,
presentata con tutte le caratteristiche proprie dello stilnovismo dantesco. Racconto della vita spirituale e della evoluzione poetica del Poeta, resa come exemplum, la Vita
nova un prosimetro (brano caratterizzato dall'alternanza
tra prosa e versi) e risulta strutturata in quarantadue (o

4.4

Convivio

15
L'opera consiste in un commento a varie canzoni dottrinali poste all'incipit, una vera e propria enciclopedia dei
saperi pi importanti per coloro che vogliano dedicarsi
all'attivit pubblica e civile senza aver compiuto gli studi regolari[113] . pertanto scritta in volgare per essere
appunto capita da chi non ha avuto la possibilit in precedenza di studiare il latino. L'incipit del Convivio fa capire chiaramente che l'autore un grande conoscitore e
seguace di Aristotele; questi, infatti, viene citato con il
termine Lo Filosofo[148] . L'incipit in questo caso spiega a chi rivolta quest'opera e a chi non rivolta: soltanto
coloro che non hanno potuto conoscere la scienza dovrebbero accedervi. Questi sono stati impediti da due tipi di
ragioni:
interne: malformazioni siche, vizi e malizia;
esterne: cura familiare, civile e difetto di luogo di
nascita.

Dante Gabriel Rossetti, Beata Beatrix, dipinto a olio, 1872,


Chicago Art Institute

trentuno)[145] capitoli in prosa collegati in una storia omogenea, che spiega una serie di testi poetici composti in
tempi dierenti, tra cui hanno particolare rilevanza la
canzone-manifesto Donne ch'avete intelletto d'amore e il
celebre sonetto Tanto gentile e tanto onesta pare. Secondo buona parte degli studiosi, per la forma del prosimetro, Dante si sarebbe ispirato alle razos provenzali (ovvero le ragioni) che servivano a spiegare le ragioni da cui
scaturivano le liriche; e alla De consolatione philosophiae
di Severino Boezio[113] . L'opera consacrata all'amore
per Beatrice e fu composta probabilmente tra il 1292 e il
1293[113] - La composizione delle rime si pu far risalire,
secondo la cronologia che Dante fornisce, tra il 1283 come risulta dal sonetto A ciascun alma presa e dopo il giugno del 1291, anniversario della morte di Beatrice. Per
stabilire con una certa sicurezza la data della composizione del libro nel suo insieme organico, ultimamente la
critica propensa ad avvalersi del 1300, data non superabile, che corrisponde alla morte del destinatario Guido
Cavalcanti: Questo mio primo amico a cui io ci scrivo
(Vita nova, XXX, 3). Quest'opera ha avuto una particolare fortuna negli Stati Uniti, dove fu tradotta dal losofo
e letterato Ralph Waldo Emerson[146] .

4.4

Convivio

Il Convivio (scritta tra il 1303 e il 1308)[147] dal latino


convivium, ovvero banchetto (di sapienza), la prima
delle opere di Dante scritta subito dopo il forzato allontanamento di Firenze ed il grande manifesto del ne civile che la letteratura deve avere nel consorzio umano.

Monumento a Dante in Piazza Santa Croce a Firenze (1865)

Dante ritiene beati i pochi che possono partecipare alla


mensa della scienza, dove si mangia il pane degli angeli, e miseri coloro che si accontentano di mangiare il cibo
delle pecore. Dante non siede alla mensa, ma fuggito da
coloro che mangiano il pastume e ha raccolto quello che
cade dalla mensa degli eletti per crearne un altro banchetto. L'autore allestir un banchetto e servir una vivanda (i
componimenti in versi) accompagnata dal pane (la prosa) necessario per assimilarne l'essenza. Saranno invitati
a sedersi solo coloro che erano stati impediti da cura familiare e civile, mentre i pigri sarebbero stati ai loro piedi
per raccogliere le briciole[149] .

16

4.5

4 OPERE

De vulgari eloquentia

necessit di un impero universale e autonomo, e riconosce questo impero come unica forma di governo capace di garantire unit e pace. Nel secondo riconosce la
legittimit del diritto dell'impero da parte dei Romani.
Nel terzo libro Dante dimostra che l'autorit del monarca una volont divina, e quindi dipende da Dio: non
soggetta all'autorit del pontece; al contempo, per,
l'imperatore deve mostrare rispetto nei confronti del pontece, Vicario di Dio in Terra. La posizione dantesca
per pi aspetti originale, poich si oppone decisivamente
alla tradizione politica narrata dalla donazione di Costantino: il De Monarchia in contrasto tanto con i sostenitori
della concezione ierocratica[155] , quanto con i sostenitori
dell'autonomia politica e religiosa dei sovrani nazionali
rispetto all'imperatore e al papa.

Contemporaneo al Convivio, il De vulgari eloquentia un


trattato in latino scritto da Dante tra il 1303 e il 1304[150] .
Composto da un primo libro intero e da 14 capitoli del
secondo libro, era inizialmente destinato a comprendere
quattro libri. Pur arontando il tema della lingua volgare, fu scritto in latino perch gli interlocutori a cui Dante si rivolse appartenevano all'lite culturale del tempo,
che forte della tradizione della letteratura classica riteneva il latino senz'altro superiore a qualsiasi volgare, ma anche per conferire alla lingua volgare una maggior dignit:
il latino era infatti usato soltanto per scrivere di legge,
religione e trattati internazionali, cio argomenti della
massima importanza. Dante si lanci in un'appassionata
difesa del volgare, dicendo che meritava di diventare una
lingua illustre in grado di competere se non uguagliare la
lingua di Virgilio, sostenendo per che per diventare una 4.7
lingua in grado di trattare argomenti importanti il volgare
doveva essere[151] :

Commedia

illustre (in quanto luminoso e quindi capace di dare


lustro a chi ne fa uso nello scritto);
cardinale (tale che intorno a esso ruotassero come
una porta intorno al cardine, i volgari regionali);
aulico (reso nobile dal suo uso dotto, tale da esser
parlato nella reggia);
curiale (come linguaggio delle corti italiane, e da
essere adoperato negli atti politici di un sovrano).
Con tali termini intendeva l'assoluta dignit del volgare
anche come lingua letteraria, non pi come lingua esclusivamente popolare. Dopo avere ammesso la grande dignit del siciliano illustre, la prima lingua letteraria assunta
a dignit nazionale, passa in rassegna tutti gli altri volgari
italiani trovando nell'uno alcune, nell'altro altre delle qualit che sommate dovrebbero costituire la lingua italiana.
Dante vede nell'italiano la panthera redolens dei bestiari
medievali, animale che attrae la sua preda (qui lo scrittore) con il suo irresistibile profumo, che Dante sente in
tutti i volgari regionali, e in particolare nel siciliano, senza
per riuscire mai a vederla materializzarsi[152] : manca in
eetti ancora una lingua italiana utilizzabile in tutti i suoi
registri, da tutti gli strati della popolazione della penisola italica. Per farla riapparire era dunque necessario attingere alle opere dei letterati italiani nora apparsi, cercando cos di delineare un canone linguistico e letterario
comune[153] .

Domenico di Michelino, Dante ed i tre regni, 1465, Firenze,


Santa Maria del Fiore

La Comeda titolo originale dell'opera: successivamente Giovanni Boccaccio attribu l'aggettivo Divina
al poema dantesco[156] il capolavoro del poeta orentino ed considerata la pi importante testimonianza letteraria della civilt medievale nonch una delle pi
grandi opere della letteratura universale[157] . Viene denita comedia in quanto scritta in stile comico, ovvero
non aulico. Un'altra interpretazione si fonda sul fatto che
il poema inizia da situazioni piene di dolore e paura e nisce con la pace e la sublimit della visione di Dio. Dante
inizi a lavorare all'opera intorno al 1300 (anno giubilare,
tanto che egli data al 7 aprile di quell'anno il suo viaggio
nella selva oscura) e la continu nel resto della vita, pubblicando le cantiche man mano che le completava[158] . Si
hanno notizie di copie manoscritte dell'Inferno intorno al
1313, mentre il Purgatorio fu pubblicato nei due anni successivi. Il Paradiso, iniziato forse nel 1316, fu pubblicato
4.6 De Monarchia
man mano che si completavano i canti negli ultimi anni di
L'opera venne composta in occasione della discesa in Ita- vita del poeta. Il poema diviso in tre libri o cantiche, cialia dell'imperatore Enrico VII di Lussemburgo tra il 1310 scuno formato da 33 canti (tranne l'Inferno che ne presene il 1313. Si compone di tre libri ed la summa del pen- ta 34, poich il primo funge da proemio all'intero poema)
siero politico dantesco[154] . Nel primo Dante aerma la e a cui corrispondono i tre stili della Rota Virgilii[159] ; ogni

4.9

Egloghe

17
zata ai cardinali italiani riuniti, nel 1314, per eleggere il successore di Clemente V)[161] . L'Epistola XIII a
Cangrande della Scala, risalente agli anni tra il 1316 e
1320[162] , l'ultima e la pi rilevante delle epistole attualmente conservate (bench si dubiti in parte della sua
autenticit)[162] . Essa contiene la dedica del Paradiso al
signore di Verona, nonch importanti indicazioni per la
lettura della Commedia: il soggetto (la condizione delle
anime dopo la morte), la pluralit dei sensi, il titolo (che
deriva dal fatto che inizia in modo aspro e triste e si conclude con il lieto ne), la nalit dell'opera che non solo
speculativa, ma pratica poich mira a rimuovere i viventi
dallo stato di miseria per portarli alla felicit[163] .

4.9

Egloghe

Le Egloghe sono due componimenti di carattere bucolico


scritti in lingua latina tra il 1319 e il 1321 a Ravenna, facenti parte di una corrispondenza con Giovanni del Virgilio, intellettuale bolognese, i cui due componimenti niscono sotto il titolo di Egloga I e Egloga III, mentre
quelli danteschi sono l'Egloga II e Egloga IV. La corrispondenza/tenzone fra i due nacque quando il del Virgilio
rimprover Dante di voler conquistare la corona poetica
scrivendo in volgare e non in latino, critica che suscit
la reazione di Dante e la composizione delle Egloghe, visto
che Giovanni del Virgilio aveva inviato a Dante tale
Divina Commedia, 1472
componimento latino e che, secondo la dottrina medievale della responsio, l'interlocutore doveva rispondere con il
canto si compone di terzine di endecasillabi (la terzina genere usato per primo[164] .
dantesca). La Commedia tende a una rappresentazione
ampia e drammatica della realt, ben lontana dalla pedante poesia didattica medievale, ma intrisa di una spiritua- 4.10 La Quaestio de aqua et terra
lit cristiana nuova che si mescola alla passione politica e
agli interessi letterari del poeta. Si narra di un viaggio im- La trattazione losoca continu no alla ne della vita
maginario nei tre regni dell'aldil, nei quali si proiettano del poeta. Il 20 gennaio 1320, Dante si rec nuovamente a
il bene e il male del mondo terreno, compiuto dal poe- Verona per discutere, nella chiesa di Sant'Elena, la strutta stesso, quale simbolo dell'umanit[138] , sotto la guida tura del cosmo secondo i cardini aristotelico-tolemaici
della ragione e della fede. Il percorso tortuoso e arduo che, in quel periodo, erano gi oggetto di studio priviledi Dante, il cui linguaggio diventa sempre pi complesso giato per la composizione del Paradiso. Dante, qui, sostiequanto pi egli sale verso il Paradiso, rappresenta, sotto ne come la Terra si trovasse al centro dell'universo, cirmetafora, anche il dicile processo di maturazione lin- condata dal mondo sublunare (composto da terra, acqua,
guistica del volgare illustre, che si emancipa dai conni aria e fuoco) e di come l'acqua si trovi al di sopra della sfeangusti municipali per far assurgere il volgare orentino ra terrestre. Da qui, la trattazione losoca caratterizzata
al di sopra delle altre varianti del volgare italiano, arric- dalla disputatio con gli avversari[165] .
chiendolo nel contempo con il loro contatto[160] . Dante
accompagnato sia nell'Inferno che nel Purgatorio dal suo
maestro Virgilio; in Paradiso da Beatrice e, inne, da san
5 La fortuna in Italia e nel mondo
Bernardo.

4.8

5.1 In Italia
Le Epistole e l'Epistola XIII a CangranDante ebbe una risonanza e una fama pressoch immede della Scala

Ruolo rilevante hanno le 13 Epistole scritte da Dante durante gli anni dell'esilio. Tra le principali epistole, incentrate principalmente su questioni politiche (relative
alla discesa di Arrigo VII) e religiose (lettera indiriz-

diata in Italia. Gi a partire dalla seconda met del XIV


secolo, il Boccaccio inizi una vera e propria diusione del culto dantesco, culminata prima nella composizione del Trattatello in laude di Dante e poi nelle Esposizioni sopra la commedia[166] . L'eredit del Boccaccio fu

18

raccolta, durante la fase del primo umanesimo, dal cancelliere della Repubblica Fiorentina Leonardo Bruni, che
compose la Vita di Dante Alighieri (1436) e che contribu al perdurare del mito dantesco nelle generazioni dei
letterati (Agnolo Poliziano, Lorenzo de' Medici e Luigi
Pulci) e degli artisti (Sandro Botticelli) orentini della
seconda met del Quattrocento[167] . La parabola dantesca cominci tuttavia a scemare a partire dal 1525, allorch il cardinale Pietro Bembo, nelle Prose della volgar
lingua, stabil la superiorit del Petrarca in campo poetico e del Boccaccio per la prosa. Tale canone escluder il Dante della Commedia in quanto dicile imitatore, determinandone un declino (nonostante le appassionate difese di Michelangelo prima e di Giambattista Vico poi) che perdurer per tutto il Seicento e il Settecento,
a causa anche della messa all'Indice del De Monarchia.
Solamente con l'et romantica e risorgimentale[168] Dante riacquis un ruolo di primo piano in quanto simbolo
dell'italianit e della solitudine propria dell'eroe romantico. L'alto valore letterario della Commedia, consacrato da De Sanctis nella sua Storia della letteratura italiana e riconfermato poi da Carducci, Pascoli e Benedetto
Croce, trover nel XX secolo[169] appassionati studiosi e
cultori in Gianfranco Contini, Umberto Bosco, Natalino
Sapegno, Giorgio Petrocchi, Maria Corti e, negli ultimi
anni, in Marco Santagata. Sempre nel Novecento e nel
Duemila, vari ponteci hanno dedicato pensieri di stima
per l'Alighieri: Benedetto XV, Paolo VI, Giovanni Paolo II l'hanno ricordato per il suo altissimo valore artistico
morale; Benedetto XVI per la nezza teologica e, ultimamente, papa Francesco per il valore soteriologico della
Commedia[170][171][172][173][174] .

5.2

Nel mondo

LA FORTUNA IN ITALIA E NEL MONDO

Inghilterra[175] : Georey Chaucer, oltre al modello del Decameron, si ispir anche alla Commedia, traendo spunto dalle tragedie dell'Inferno quali quella del Conte Ugolino. Ignorato pressoch
nei secoli XV e XVI secolo, il poeta orentino
trov un grandissimo estimatore in John Milton,
che prese spunto dall'immaginario dantesco per la
creazione dell'universo del suo Paradise Lost. Con
il Romanticismo, Dante fu ammirato da letterati (William Blake, William Wordsworth, Samuel
Taylor Coleridge, George Gordon Byron e Alfred
Tennyson) e pittori (Dante Gabriel Rossetti e i
preraaelliti, oltre che da William Bell Scott), che
lo considerarono un vero e proprio maestro di poesia e di arte. Nel XX secolo, Edward Morgan Forster si ispir alla selva oscura per l'Omnibus celeste e
Thomas Stearns Eliot (poeta di origine statunitense
naturalizzato inglese), grandissimo estimatore della
Divina Commedia, ne sottolinea il profondo ascendente sulla gran parte delle sue opere e in particolare su The Waste Land (La Terra Desolata, 1922),
uno dei suoi saggi dedicati a Dante ora raccolti nel
volume Scritti su Dante.[176]
Francia[177] : a parte alcuni codici di Christine de
Pizan, Dante non fu conosciuto approfonditamente in Francia no alla discesa, nel 1494, di Carlo
VIII. Sotto Francesco I, Dante si diuse grazie anche alla cosiddetta Scuola lionese, fondata da mercanti italiani che esportarono d'oltralpe la Commedia. Le successive critiche bembiane e il diondersi del petrarchismo oscurarono la fama di Dante in
terra di Francia, cosa che fu favorita dai poeti de La
Pliade e dal classicismo francese sotto Luigi XIV.
Aspramente criticato poi da Voltaire, Dante riconobbe un certo successo nel XIX secolo grazie alle
lezioni tenute da Claude Fauriel e da Abel-Franois
Villemain.
Germania[178] : la Germania conobbe, come la Francia, relativamente tardi Dante. L'interesse per il
Sommo Poeta, al contrario delle altre Nazioni europee, tocc per un vero e proprio culmine nel corso della riforma protestante, per via dei contenuti
polemici anticlericali presenti nel De Monarchia. Il
Dante della Commedia fu scoperto solo in et Romantica grazie a August Wilhelm von Schlegel, ai
loso Friedrich Schelling e Hegel e al lologo Karl
Witte.

Eugne Delacroix, La barca di Dante, olio su tela, 1822, Museo


del Louvre, Parigi

Tra il Quattrocento e il XXI secolo, Dante conobbe fasi


alterne nei restanti Paesi del mondo, inuenzati da fattori
storici e culturali a seconda delle regioni geograche di
appartenenza:

Spagna[179] : precoce fu invece la conoscenza di


Dante in Spagna grazie a opere, datate tra il XIV
e il XV secolo, quali il Cancionero de Baena e
Enrique de Aragn. La Spagna, esponente di spicco della controriforma, condann violentemente
l'anticlericalismo dantesco, determinandone un vero
e proprio eclissamento che perdur no al 1829, con
l'arrivo del Romanticismo. Fondamentali risultarono le traduzioni della Commedia in prosa ad opera

19
di M. Aranda y Sanjun (1868) e in versi di Conde Personaggi e luoghi dell'Inferno sono stati scelti
de Cheste (1879).
dall'Unione Astronomica Internazionale per dare i nomi
a formazioni geologiche sulla supercie di Io, satellite di
Americhe[180] : gi nel corso del XIX secolo, lo sta- Giove[189] .
tunitense Ralph Waldo Emerson import sul suolo americano la Vita Nova, decretando un interesse
sempre maggiore nella letteratura americana grazie 7 Note
a Ezra Pound ed Henry Miller. Nel mondo ispanofono, invece, si segnala il culto che l'argentino Jorge [1] Dante Alighieri, in Treccani.it Enciclopedie on line,
Luis Borges ha manifestato per la Commedia.
Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL
consultato il 5 aprile 2016.

Dante nella cultura di massa

[2] Contini 1970, pp. 895-901


[3] H. Bloom, Il Canone occidentale
[4] Sara Marchesi e Maria Grazia Vasta (a cura di), Dante
Alighieri, Letteratura.it, maggio 2007. URL consultato il
3 giugno 2015.
[5] Societ Dante Alighieri il Mondo in Italiano, Societ
Dante Alighieri. URL consultato il 3 giugno 2015.
[6] Dante espone questa sua convinzione in Convivio IV,
XXIII 9: L dove sia lo punto sommo di questo arco,
per quella disaguaglianza che detta di sopra, forte da
sapere; ma ne li pi io credo tra il trentesimo e quarantesimo anno, e io credo che ne li perfettamente naturati esso
ne sia nel trentacinquesimo anno.

Roberto Benigni in TuttoDante a Padova, 2008

[7] I critici letterari Umberto Bosco e Giovanni Reggio sostengono che Dante fu inuenzato da un passo estratto dalla Bibbia: L'opinione era ricalcata d'altronde su un passo
biblico: dies annorum nostrorum... septuaginta anni (Ps.
LXXXIX 10) (Dante Alighieri, La Divina Commedia, a
cura di Umberto Bosco e Giovanni Reggio, Vol. 1 Inferno,
p. 7).

Nel corso del XX secolo, la gura di Dante stata oggetto di numerose iniziative anch fosse diuso presso il grande pubblico. In occasione del cinquantenario [8] Villani, p. 135
dell'Unit d'Italia, la Milano Films[181] e la Helios
Film[182] realizzarono i due primi lungometraggi dedicati [9] Ferroni, p. 3
all'Inferno, lavori che suscitarono reazioni sia positive che
[10] Moreali, p. 457
negative (queste ultime dovute alla presenza di elementi
erotici).
[11] Marchi, p. 15.
Nei decenni successivi, le celebrazioni nazionali dantesche, come il seicentenario della morte nel 1921 e il settecentenario della nascita nel 1965, sensibilizzarono il popolo italiano sull'eredit del Sommo Poeta, anche grazie
allo sceneggiato televisivo Vita di Dante, realizzato nel
1965 in occasione del settecentenario.[183] Nel corso della
seconda met del Novecento, l'opera di sensibilizzazione
si avvalse inoltre dell'emissione di lire raguranti il volto di Dante[184] (oltre che di fumetti della Disney ispirati
all'Inferno)[185][186] .
Grazie alla televisione, la diusione dell'opera di Dante
raggiunse un pubblico sempre pi ampio: Vittorio Gassman, Vittorio Sermonti e Roberto Benigni recitarono i
versi della Commedia in manifestazioni pubbliche. Nel
resto del mondo, invece, Dante ha ispirato la realizzazione di alcuni lm (quali Seven)[187] e di alcuni manga giapponesi (come le opere di G Nagai) e videogiochi (tra cui
Dantes Inferno)[188] .

[12] Giovanni Boccaccio, Trattatello in Laude di Dante, Capitolo II Patria e maggiori di Dante. URL consultato il 20
maggio 2015.
[13] Marchi, p. 14
[14] Inferno, XV, v. 76.
[15] Si veda Paradiso, XV 135.
[16] Cacciaguida, su Dante online, Societ dantesca italiana.
URL consultato il 6 giugno 2015.
[17] Riguardo al dibattito sulla nobilt della famiglia Alighieri,
si consultino: Carpi; Barbi
[18] D'Addario
[19] D'Addario 1960
[20] Andrea Mazzucchi, I genitori, Internet culturale, 2012.
URL consultato il 3 giugno 2015.

20

[21] Reynolds, p. 15.


[22] Bella diminutivo per Gabriella.
[23] Petrocchi, p. 12

NOTE

[46] La conoscenza del provenzale da parte di Dante ricostruibile sia dalle citazioni contenute nel De vulgari
eloquentia sia dai versi provenzali inseriti nel Purgatorio
(Canto XXVI, vv. 140-147).

[24] Ferroni, p. 4

[47] Si veda, come approfondimento, Petrocchi, pp. 35-48


(Dalle rime guittoniane alla Vita Nova)

[25] Di Marco, p. 56

[48] Piattoli

[26] Petrocchi, p. 13

[49] Andrea Mazzucchi, La moglie: Gemma Donati, Internet


culturale. URL consultato il 20 maggio 2015.

[27] Andrea Mazzucchi, Brunetto Latini, Internet culturale,


2012. URL consultato il 3 giugno 2015.
[28] Mazzoni
[29] Inglese
[30] L'ultimo verso, infatti, ricorda molto il Somnium Scipionis
di Cicerone, ove gli uomini resisi illustri per i loro meriti
civili trovano nalmente pace in una sorta di paradiso,
eternandosi (come dice appunto Dante).
[31] Bosco-Reggio, p. 248, nota 85
[32] Andrea Mazzucchi, I francescani di Santa Croce e i domenicani di Santa Maria Novella, Internet Culturale. URL
consultato il 18 maggio 2015.
[33] Reynolds, p. 20.
[34] ... per Dante, come per quasi tutti i pensatori del suo tempo, Aristotele e l'autorit losoca pi alta [...] Noi dicevamo di buon grado: il medioevo il Papa e l'Imperatore;
avvertiti da Dante, diciamo ormai: il Papa, l'Imperatore e
Aristotele.(Gilson, pp. 136-137)
[35] Andrea Mazzucchi, Dante Alighieri. Aristotele: l maestro di color che sanno, su http://www.internetculturale.it,
Internet Culturale. URL consultato il 17 maggio 2015.
[36] Tra questi Giorgio Petrocchi, come si evince dalla sua da
quest'aermazione: Petrocchi, Vita di Dante, p. 22

[50] Un atto del 21 ottobre 1308 a Lucca testimonia che Giovanni fosse glio suo, in quanto vi si trova scritto di un
"Iohannes lius Dantis Aligherii de Florentia".
[51] Dante accenna alla morte violenta di Corso Donati nel
Purgatorio XXIV, vv. 82-84, mettendo la profezia post
eventum in bocca al fratello di lui, Forese: "Or va, dissel; che quei che pi n'ha colpa,/vegg'o a coda d'una bestia tratto/inver' la valle ove mai non si scolpa./La bestia
ad ogne passo va pi ratto,/crescendo sempre, n ch'ella
il percuote,/e lascia il corpo vilmente disfatto. La tematica della cavalcata infernale un topos letterario ben noto nella letteratura medievale: verr ripreso, infatti, sia da
Giovanni Boccaccio, sia da Jacopo Passavanti.
[52] Dante stesso citer Carlo Martello d'Angi nella Divina
Commedia (Paradiso VIII, v. 31 e IX, v. 1).
[53] Andrea Mazzucchi, LArte dei Medici e degli Speziali,
Internet culturale, 2012. URL consultato il 3 giugno 2015.
[54] Ferroni, p. 5
[55] Bacci
[56] Pampaloni
[57] Petrocchi, p. 80
[58] Petrocchi, p. 79
[59] Petrocchi, p. 81

[37] (Cronologia della vita di Dante - 1287).


[60] Petrocchi, p. 82.
[38] Carlo Marchesi, Dante Alighieri. Soggiorno a Bologna,
Bologna racconta. URL consultato il 20 maggio 2015.

[61] Pizzinat, p. 323

[39] Guidubaldi

[62] Marco Santagata, La condanna a morte, Mondadori,


2012. URL consultato il 17 maggio 2015.

[40] Paradiso, X, 133-138.


[41] Andrea Mazzucchi, I primi anni dellesilio (1302-1310),
Internet Culturale. URL consultato il 17 maggio 2015.
[42] Ferroni, p. 6.
[43] Contini 2006, pp. 75-76
[44] Le primissime rime si legano ancora agli schemi guittoniani e a quelli della lirica cortese toscana, ma hanno
una maggiore leggerezza di tono, dovuta a un rapporto pi
diretto con la lirica siciliana. (Ferroni, p. 7)
[45] Si veda il rapporto polemico con l'Orbicciani in Purgatorio
XXIV, vv. 52-62, ove viene stesa anche la prima
denizione di Stil novo.

Quasi sicuramente si trovava ancora a Roma


al momento del colpo di Stato dei primi di novembre; Leonardo Bruni riferisce che Dante,
partito da Roma, a Siena era venuto a sapere
che la situazione di Firenze era irreparabile
e che perci avrebbe deciso di riunirsi con i
compagni di partito....
[63] Ciappelli
[64] Petrocchi, p. 93.
[65] ... 10 giugno: Niccol da Prato lascia Firenze; ultima decade di giugno: i Neri consolidano il loro potere in citt
impadronendosi di tutte le cariche pubbliche. (Petrocchi,
p. 97).

21

[66] Petrocchi, p. 95.


[67] Petrocchi, p. 97.
[68] Guglielmino-Grosser, p. 145.
[69] Saotti Bernardi

che gli uomini apprezzano chi simile a loro), forse la fama di amico delle lettere goduta dal nuovo signore o la possibilit di trovare una sistemazione ai gli (in questo periodo
Pietro ottiene il rettorato di due chiese ravennati, S. Maria in Zenzanigola e S. Simone del
Muro)..

[70] Andrea Mazzucchi, La Lunigiana, Internet culturale,


2012. URL consultato il 3 giugno 2015.

[84] Giorgio Petrocchi, Vita di Dante, p. 199.

[71] Giuseppe Benelli, Il VII centenario della venuta di Dante in Lunigiana (PDF), gruppocarige.it, p. 39. URL
consultato il 3 giugno 2015.

[85] Come sottolineato da Petrocchi, pp. 198-199, Dante fu


raggiunto dal resto della famiglia, compresa (forse) la
moglie Gemma.

[72] Marco Santagata, Dante in Lunigiana, Mondadori, 2012.


URL consultato il 17 maggio 2015.
[73] Marco Santagata, Cronologia della vita di Dante, Mondadori, 2012. URL consultato il 18 maggio 2015.
[74] Marco Santagata, Cronologia della vita di Dante, Mondadori, 2012. URL consultato il 4 giugno 2015.
1310... Secondo la testimonianza di Biondo
Flavio Dante, trovandosi a Forl....
[75] Gi da parecchi anni, l'Italia era stravolta da guerre civili tra le fazioni dei guel e ghibellini. Inoltre, dal 1305,
papa Clemente V trasfer la sua corte ad Avignone, mentre l'imperatore Alberto I d'Asburgo preferiva non intromettersi nelle questioni italiane, suscitando la violenza indignazione dantesca nella celebra apostrofe politica
in Pg VI, 97-99: O Alberto tedesco ch'abbandoni/costei
[l'Italia] ch' fatta indomita e selvaggia,/e dovresti inforcar
li suoi arcioni...

[86] Ferroni, p. 7.
[87] Petrocchi, p. 198.
[88] ... si pu dedurre che il signore di Ravenna volle impegnarlo, e forse pi volte, in ambascerie e relazioni cancelleresche, mai in un servizio continuo e uciale di
segretario... (Petrocchi, p. 198).
[89] Petrocchi, p. 221.
[90] Dall'Onda, p. 158
[91] Ma quale giorno? Il Boccaccio e i codici del cosiddetto
gruppo del Cento non esitano al riguardo: il 14 settembre: nel d che la esaltazione della Santa Croce si celebra
dalla Chiesa, dice il Boccaccio. Invece gli epita [sic] di
Giovanni del Virgilio (Theologus Dantes) e di Meneghino
Mezzani (Inclita fama) danno la data del 13 settembre.
(Petrocchi, p. 222).
[92] VI centenario dantesco, p. 6

[76] Petrocchi, p. 148.

[93] Andrea Mazzucchelli, La morte e le celebrazioni funebri,


Internet Culturale. URL consultato il 20 maggio 2015.

[77] Marco Santagata, Dante a Milano, Mondadori, 2012.


URL consultato il 17 maggio 2015.

[94] VI centenario dantesco, p. 7

Nella lettera che invier a Enrico in aprile,


Dante aerma di avere avuto lonore di essere
ricevuto in udienza..
[78] Petrocchi, p. 154.
[79] Petrocchi, p. 94.
[80] Dante stesso, in Convivio IV, XVI, 6, non ne elogia le
qualit umane. Si veda:Varanini
[81] Andrea Mazzucchi, Cangrande della Scala, su www.
internetculturale.it, Internet Culturale. URL consultato il
18 maggio 2015.
[82] Torre
[83] Marco Santagata, Cronologia della vita di Dante, Mondadori, 2012. URL consultato il 18 maggio 2015.
Le cause della partenza sono ignote: forse
un accresciuto disagio per lambiente scaligero (di cui resterebbe testimonianza nellaneddoto riferito da Petrarca, Rerum memorandarum libri II 83: Cangrande chiede a Dante
come mai non riesce a rendersi gradito al pari di un buone di corte, il poeta risponde

[95] Bencivenni Pelli, p. 148


[96] La diusione della biograa di Boccaccio sort i suoi effetti. Nel 1373 i cittadini di Firenze avanzarono istanza ai
priori per l'organizzazione di una serie di pubbliche lezioni
sulla Commedia (Reynolds, p. 430).
[97] Toni di Rossi, Ravenna - Tomba di Dante, tonidirossi.it.
URL consultato il 18 maggio 2015.
[98] Basilica di San Francesco, Ravenna. Turismo e cultura, 3
giugno 2015. URL consultato il 4 giugno 2015.
L'attuale denominazione si deve ai frati minori francescani che, tra il 1261 e il 1810, e
poi di nuovo tra il 1949 sino a oggi, la scelsero
come loro sede..
[99] La morte di Dante e il giallo delle sue spoglie, Folia. URL
consultato il 4 giugno 2015.
Al suo interno si trovavano ossa ben conservate, consistenti, non rose da tarli di colore
rosso scuro, e quasi in numero da completare uno scheletro (secondo le parole di Primo
Uccellini, autore della Relazione storica sulla avventurosa scoperta delle ossa di Dante
Alighieri, 1865).

22

NOTE

[100] La morte di Dante e il giallo delle sue spoglie, Folia. URL [116] Matilde Quarti, Guido Cavalcanti: la poetica e lo Stilnovo,
consultato il 4 giugno 2015.
oilproject. URL consultato il 19 maggio 2015.
[101] Marconi: Giovanni Boccaccio, nella vita di Dante, racconta che Guido Novello aveva bandito un concorso per
l'epigrafe sulla nuova tomba di Dante che egli aveva intenzione di far erigere; in questa occasione appunto il C.
avrebbe composto l'esastico Iura monarchiae fatto incidere da lui intorno al 1357, dopo la morte di Guido
Novello, sul vecchio sepolcro.

Se quindi Cavalcanti getta le basi per la


spiritualizzazione dellamore degli stilnovisti,
egli tuttavia non giunge mai a teorizzare la
donna-angelo (e quindi lidea che la bellezza
terrena sia tramite per la salvezza ultraterrena, come nel caso di Beatrice nella Vita Nova). Anzi, come detto nella canzone dottrinale Donna me prega, Amore allontana sempre
luomo dal perfezionamento di s.

[102] Mara Amorevoli, Ma quale naso aquilino ecco il vero


viso di Dante, in la Repubblica.it, 8 marzo 2005. URL
consultato il 24 maggio 2015.
[117] Guglielmino-Grosser, p. 147.

[103] Cinzia dal Maso, Pi dolce, ecco il vero volto di Dante. [118] La Vita Nova di Dante: il capitolo 26 e la poesia della
Via il prolo spigoloso del Sommo Poeta, in La Republode, Oilproject. URL consultato il 21 maggio 2015.
blica.it, 11 gennaio 2007. URL consultato il 24 maggio
[119] Andrea Cortellessa, Purgatorio, Canto 30: commento
2015.
critico, Oilproject. URL consultato il 21 maggio 2015.
[104] Giorgio Grupponi, Ricostruzione del volto di Dante,
Quando Beatrice passa a seconda vita,
fenici.unibo. URL consultato il 24 maggio 2015.
cio muore, Dante commise la sua colpa: mu[105] De Vulgari Eloquentia I, II 1
t vita; perse la diritta via, la retta via; si tolse
a me e diessi altrui. Questa non gelosia di
[106] Cecchin
donna viva, ma allegoria di una perdita di
ruolo, di signicato dellesistenza che Dante
[107] Marco Santagata, La promozione del volgare, Mondadori,
evidentemente aveva soerto.
2012. URL consultato il 19 maggio 2015.
Dante si rende conto che i ceti dirigenti
italiani mancano di una lingua comune.
[108] Selmi, p. 389
[109] Contini 1992

[120] Come manifestato nel sonetto programmatico Tanto gentile e tanto onesta pare (Vita Nova XXVI), Dante estende a
tutti gli uomini i beneci della vista di Beatrice (Mostrasi
s piacente a chi la mira,/che d per li occhi una dolcezza
al core,/che 'ntender no la pu chi no la prova).

[110] Guglielmo Barucci, Dante e il pluristilismo delle Rime, [121] Julius Evola, Metasica del sesso, Edizioni Mediterranee,
p. 231, ISBN 88-272-0435-0.
su www.oilproject.org, oilproject. URL consultato il 19
maggio 2015.
[122] Luca Ghirimoldi, Dante, Cos nel mio parlar voglio esser
aspro": analisi e commento, Oilproject. URL consultato il
[111] Mengaldo
4 giugno 2015.
[112] Guglielmino-Grosser, p. 170.
[123] Tutto questo consesso di loso, poeti, moralisti e scien[113] Ferroni, p. 8
ziati rappresenta le credenziali scientiche di Dante, la sua
bibliograa di riferimento, le fonti autorevoli di quanto
[114] . L'ambientazione della Vita nova, per quanto infarcita di
si accingeva a scrivere su inferno, purgatorio e paradiso
visioni oniriche e di stilemi simbolici, contornata dal
(Reynolds, p. 150)
paesaggio della Firenze medievale, in cui vengono rievocate le gure non solo di Beatrice, ma anche di Guido [124] Quivi, secondo che per ascoltare,/non avea pianto mai
Cavalcanti (Vita nova III, 14: ... io chiamo primo de li
che di sospiri/che l'aura etterna facevan tremare (Inferno
miei amici...), la propabili allusione alle operazioni miIV, vv. 25-27); ... selli hanno mercedi,/non basta,
litari del 1289 (Vita Nova IX,1: Appresso la morte di
perch non ebber battesmo,/ch' porta de la fede che tu
questa donna alquanti die avvenne cosa per la quale me
credi;/e se furon dinanzi al cristianesmo,/non adorar
convenne partire de la sopradetta cittade e ire verso quelle
debitamente a Dio:/e di questi cotai son io medesmo./Per
parti dov'era la gentile donna ch'era stata mia difesa...),
tai difetti, non per altro rio,/semo perduti, e sol di tanto
la morte di Folco Portinari, padre di Beatrice (Vita nova
oesi/che sanza speme vivemo in disio. (Inferno IV, vv.
XXII, 1: Appresso ci non molti d passati, s come piac34-42)
que al glorioso sire lo quale non negoe la morte a s, colui
che era stato genitore di tanta maraviglia quanta si vedea
ch'era questa nobilissima Beatrice, di questa vita uscendo, [125] Lisa Pericoli, La Commedia di Dante: fonti e modelli,
oilproject. URL consultato il 21 maggio 2015.
a la gloria etternale se ne gio veracemente) e via dicendo.
[115] Il nome Beatrice assumer soprattutto nella Divina Commedia la sua reale importanza, in quanto, etimologicamente parlando, signica Portatrice di Beatitudine, tanto che solo questa gura potr condurre Dante lungo il
percorso del Paradiso.

N si pu dimenticare che alla base della rilettura dei classici c sempre, nella mentalit medievale, la teoria dei quattro sensi dellinterpretazione: il senso letterale (che
trasmette la lettera del testo, ovvero il suo

23

riferirsi al mondo reale), quello allegorico (in


cui dietro la storia ttizia c un senso recondito da scoprire), quello morale (relativo
allinsegnamento etico che si pu desumere
dalle pagine scritte) e quello anagogico (che
reinterpreta il contenuto dellopera in ottica
spiritual-salvica)..

[145] L'edizione critica tradizionale di Barbi, 1921, conta 42


capitoli; quella di Gorni, 1996, ne rivede la suddivisione,
contandone 31.
[146] Ralph Waldo Emerson-Dante Alighieri - VITA NUOVA,
Nino Aragno Editore. URL consultato il 22 maggio 2015.
[147] Giulio Ferroni, Dante e il nuovo mondo letterario, p. 12

[126] Francesco Lamendola, Il culto di Virgilio nel medioevo, [148] S come dice lo Filosofo nel principio de la Prima FiloCentro Studi La Runa, 2 aprile 2010. URL consultato il
soa, tutti li uomini naturalmente desiderano di sapere.
21 maggio 2015.
(Convivio I, 1)
[127] Cova, p. 66

[149] Ma vegna qua qualunque [per cura] familiare o civile


ne la umana fame rimaso, e ad una mensa con li altri simili
[128] Gabriella Giudici, Il diavolo, ossessione medievale,
impediti sassetti; e a li loro piedi si pongano tutti quelli
gabriellagiudici.it. URL consultato il 22 maggio 2015.
che per pigrizia si sono stati, che non sono degni di pi
alto sedere: e quelli e questi prendano la mia vivanda col
[129] Quali Fiamminghi tra Guizzante e Bruggia, / temendo 'l
pane, che la far[] loro e gustare e patire. (Convivio I, 13)
otto che 'nver' lor savventa, / fanno lo schermo perch
'l mar si fuggia; // e quali Padoan lungo la Brenta, / per [150] Ferroni, p. 14.
difender lor ville e lor castelli, / anzi che Carentana il caldo
senta (Inferno XV, vv. 4-9)
[151] Ferroni, p. 15.
[152] Andrea Cortellessa, Il De vulgari eloquentia di Dante:
riassunto e analisi del testo, oilproject. URL consultato il
[131] Lisa Pericoli, La Commedia di Dante: fonti e modelli,
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[132] Maria Corti. Dante e l'Islam, Rai Educational, 20 aprile
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[154] Ricci
[133] Alberto Ventura, Sapienza Su, Roma, Edizioni mediter[155] Guglielmino-Grosser, p. 157.
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[130] Foster

[134] Nardi, pp. 1150-1253

[156] Luca Ghirimoldi, Divina Commedia": riassunto e analisi


dell'opera, Oilproject. URL consultato il 22 maggio 2015.

[135] Ferroni, p. 23.

[157] Guglielmino-Grosser, p. 158.

[136] Essendo Cavalcanti seguace di Averro, e avendo usato la [158] Secondo una notizia tramandata dal Boccaccio, da Benvedottrina degli spiriti all'interno della sua poetica, plausinuto e dall'anonimo orentino, i primi sette canti sarebbebile l'idea che questi abbia appreso tale dottrina dai comro stati composti a Firenze prima dell'esilio. Rimasti a Fimenti di Averro, esegesi che Dante conobbe sia per il
renze e ritrovati da sua moglie, sarebbero stati consegnati
legame che lo stringeva a Cavalcanti, sia per il suo rafal poeta durante il suo soggiorno in Lunigiana, dove avrebnamento di nozioni losoche avvenute negli anni '90 a
be ripreso la composizione dell'opera. Sulla questione si
Firenze.
veda: Ferretti 1935 e Ferretti 1950
[137] Dendi

[159] Si guardi la sezione dedicata allo stile.

[138] Guglielmino-Grosser, p. 164.

[160] Leonardo Rossi, La Lingua della Commedia, Treccani.it.


URL consultato il 18 giugno 2015.

[139] Anselmi-Ruozzi, p. 223


[140] Luigi Valli, Il linguaggio segreto di Dante e dei Fedeli
d'Amore (PDF).
[141] Discorso sul testo della Commedia di Dante, Londra,
Pickering, 1826.
[142] La Beatrice di Dante. Ragionamenti critici, Londra,
stampato a spese dell'A., 1842.

Ebbene, in un quadro tanto eterogeneo Dante sa vedere, profeticamente, ci che nessun


altro aveva visto: la possibilit stessa di un
unitario spazio letterario italiano [...] E sar
la fama del poema, attestata gi mentre Dante
era in vita, ad assicurare al volgare orentino
il prestigio necessario per travalicare i conni della Toscana e raggiungere ampi strati
sociali, non solo quelli di pi alta cultura..

[143] Dante hrtique, rvolutionnaire et socialiste. Rvlations [161] Pastore Stocchi


d'un catholique sur le Moyen Age, Paris, Jules Renouard et
C.ie libraires-diteurs, 1854.
[162] Ferroni, p. 18
[144] Maria Soresina, Libert va cercando. Il catarismo nella [163] Dante Alighieri. Epistole, Classicitaliani.it. URL consulCommedia di Dante, Bergamo, Moretti & Vitali, 2009.
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on line. Si possono utilizzare anche le risorse informatiche, in primo luogo la bibliograa consultabile sul sito
Giovanni Paolo II
della Societ Dantesca Italiana. Per la bibliograa cartaBenedetto XVI, Angelus dell'8 dicembre 2006, Libreria cea si rimanda alla voce Bibliograa su Dante. In questo
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Voci correlate
Alighieri
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Casa di Dante
Ravenna
Tomba di Dante
Giovanni Boccaccio
Francesco Petrarca
Guido Novello da Polenta
Studi danteschi
Enciclopedia Dantesca
Societ Dantesca Italiana
Deutsche Dante-Gesellschaft

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12.1

Fonti per testo e immagini; autori; licenze


Testo

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Benigni_in_TuttoDante_a_Padova.jpg Licenza: CC BY-SA 3.0 Contributori: Opera propria Artista originale: Silviapitt
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Medicea-Laurenziana, Plut. 42.19, Brunetto Latino, IlTesoro, fol. 72 , sec. XIII-XIV Artista originale: Anonimo
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-_La_Carte_de_l%27Enfer.jpg Licenza: Public domain Contributori: Botticelli : de Laurent le Magnique Savonarole : catalogue de
l'exposition Paris, Muse du Luxembourg, du 1er octobre 2003 au 22 fvrier 2004 et Florence, Palazzo Strozzi, du 10 mars au 11
juillet 2004. Milan : Skira editore, Paris : Muse du Luxembourg, 2003. ISBN 9788884915641 Artista originale: Sandro Botticelli
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