Sei sulla pagina 1di 63

Illuminotecnica

Introduzione
al calcolo illuminotecnico

Illuminotecnica

La radiazione luminosa
Con il termine luce si intende linsieme delle onde elettromagnetiche
percepibili dallocchio umano.
Le onde elettromagnetiche sono caratterizzate da:

lunghezza donda

frequenza f

Le quali sono legate dalla relazione:


=

c
f

Definizione di Colore
sensazione visiva di colore caratterizzata essenzialmente da
tre aspetti:
tono/tinta: legato alla lunghezza donda dominante e
individua il colore con cui viene visto un oggetto
purezza/saturazione: rappresenta la quantit di dominante
presente ed la vivacit del colore che si differenzia dalla
visione di grigio (una lunghezza donda monocromatica
fornisce un colore puro; lo stesso colore pu essere
ottenuto con luci diverse ma la sua saturazione diminuisce)
luminanza/luminosit: esprime lintensit luminosa nella
direzione della visione (quantit di bianco).

La sensazione visiva, a differenza di quella uditiva, non


permette di distinguere in un fascio luminoso policromatico le
componenti monocromatiche.
Il sistema CIE adottato a partire dal 1931 definisce
univocamente ed in modo matematico una radiazione
luminosa dal punto di vista cromatico, attraverso la
quantificazione di due coordinate numeriche.
Il sistema CIE nasce dalla constatazione sperimentale che
dalla combinazione di tre luci colorate sempre possibile
ottenere un fascio luminoso che dia la stessa sensazione di
colore di una luce qualsiasi.

La percezione di un colore dipende da:


parametri oggettivi (composizione spettrale della
radiazione)
parametri soggettivi (sensibilit dellocchio ad alcune
radiazioni)
Si rende necessaria la definizione di un sistema univoco di
valutazione, per limportanza che il colore assume in ambito
commerciale ed industriale. La CIE (Commissione
Internazionale dellIlluminazione) ha introdotto il triangolo
tricromatico per determinare le caratteristiche spettrali di
sorgenti primarie normalizzate, capaci di riprodurre tutti i
colori per miscela additiva. Dal diagramma tricromatico
possibile ricavare, note le coordinate del colore, la sua
lunghezza donda e la sua saturazione.
5

Il CIE ha definito tre colori fondamentali, con le seguenti


caratteristiche:
ROSSO (R) =700 nm
Luminanza Rosso = 1 nit (cd/m2)
VERDE (V) =546,1 nm
Luminanza Verde = 4,5909 nit (cd/m2)
BLU (B) =435,8 nm
Luminanza Blu = 0,06012 nit (cd/m2)
Luminanza (L, nit o cd/m2) rapporto tra lintensit
luminosa irradiata e la superficie emittente apparente
(proiezione della superficie emittente sullortogonale alla
direzione)
6

Il diagramma colorimetrico CIE una rappresentazione piana


di uno stimolo di colore. In esso si riconoscono le aree dei
colori fondamentali (nei tre vertici, blu, rosso e verde) e dei
tre complementari (giallo, magenta e ciano)
Il diagramma CIE un triangolo equilatero, ai cui vertici sono
posti i tre colori primari rosso, verde e blu, appunto, indicati
come X, Y e Z, considerati ipersaturi in modo da racchiudere
nella propria configurazione la curva dei colori spettrali,
evitando valori positivi o negativi delle coordinate.

10

Illuminotecnica

Lo spettro visibile
Lo spettro del visibile ricade nellintervallo di lunghezze donda:

380 10 9 [m ] < < 780 10 9 [m ]


Al di fuori di tale fascia le radiazioni luminose non sono pi visibili e si
entra nel campo:

Ultravioletto

Infrarosso

< 380109 [m]


> 780109 [m]

11

Illuminotecnica

I Colori
Lunghezza donda in

10

[m ]

Colore

380420

violetto

420495

blu

495566

verde

566589

giallo

589627

arancio

627780

rosso
12

Illuminotecnica

Potenza luminosa
Una sorgente luminosa pu emettere:

Una lunghezza donda

Un insieme discreto di lunghezze donda

Uno spettro continuo di lunghezze donda

Ad ogni lunghezza donda proveniente dalla sorgente corrisponde una


potenza emessa detta potenza radiante associata alla lunghezza donda .
La potenza radiante

PR

della sorgente la somma delle potenze radianti

associate a tutte le lunghezze donda emesse:


2

1
PR =
P d
(2 1 ) 1
13

Illuminotecnica

Locchio umano
Locchio umano stima in maniera diversa la luce emessa alle varie
lunghezze donda.
Esso presenta sensibilit massima alla lunghezza donda del giallo-verde
mentre ha sensibilit nulla allesterno dello spettro visibile.

[109 m]

440 460 480 500 520 540 555 560 580 600 620 640 660
0.05 0.08 0.15

0.3

0.7

0.9

0.95

0.9

0.6

0.35 0.18 0.08

Sar dunque nescessario ricorrere a sorgenti luminose in grado di


emettere lunghezze donda nel campo del giallo-verde.
E detta allora potenza luminosa
sensibilit:

PL il prodotto tra potenza radiata e

PL = PR S
14

Illuminotecnica

Efficienza cromatica
Il rapporto tra la potenza luminosa

PL e la potenza radiante PR

definisce lefficienza cromatica della sorgente:

PL
1 =
PR
Esso un numero puro che indica la capacit della sorgente di emettere
radiazioni nel giallo-verde, cio nel campo di massima sensibilit
dellocchio umano.

15

Illuminotecnica

Esempio
Sia data una sorgente che emette tre lunghezze donda:

[m ] con potenza
10 9 [m ]con potenza
10 9 [m ] con potenza

1 = 580 10
2 = 600

P 1 = 6 [W

P 1 =

]
4 [W ]
5 [W ]

P 1 =
La potenza radiante totale :
P R = P 1 + P 2 + P 3 = 15 [W ]
La potenza luminosa totale :
P L = P 1 S 1 + P 2 S 2 + P 3 S 3 = 9 , 55 [W

3 = 620

Lefficienza cromatica :

PL
1 =
= 0 , 637
PR
Cio il 63,7% della potenza radiante emessa dalla sorgente
rilevata dallocchio umano
16

Resa dei Colori delle Sorgenti Luminose


Un vetro trasparente colorato appare di un determinato colore
perch si lascia attraversare dalle lunghezze donda relative a
quel colore mentre assorbe o riflette tutte le rimanenti. Se
nello spettro di emissione della sorgente incidente non sono
presenti le lunghezze donda del materiale osservato, il suo
colore sar alterato. quindi importante per avere una buona
resa dei colori che nello spettro di emissione della sorgente
luminosa siano presenti tutte le lunghezze donda, ciascuna
con valori quantitativi equilibrati

17

La Temperatura di Colore (TC, K) definita come la


temperatura di un corpo nero espressa in Kelvin che emette
luce avente lo stesso colore della luce emessa dalla lampada
(la luce rossastra ha una bassa TC, la luce bluastra ha
unelevata TC)
Il sole ha una TC di circa 6000 K, il filamento di una
lampadina normale ha una TC di circa 2200 K mentre una
lampada allo iodio ha una TC di circa 2500 K.
TC (K) un parametro che individua in modo oggettivo il
colore della luce di una sorgente luminosa confrontata con la
sorgente campione (il corpo nero). Il corpo nero emette in
tutte le zone dello spettro il massimo dellenergia raggiante ed
assorbe completamente lenergia raggiante che lo colpisce.
Dire che una lampada ha una TC di 3000 K, significa che il
corpo nero, a questa temperatura, emette luce della stessa
tonalit.
18

19

Lindice di Resa Cromatica (IRC, %)


Leffetto cromatico di una superficie dipende sia dal suo colore effettivo
che dal tipo di sorgente luminosa.
Lindice di resa cromatica (IRC Colour Rendering Index) la misura di
quanto una sorgente luminosa capace di rendere i colori.
IRC un fattore numerico ed ha indice 100. La resa cromatica :
ottima con IRC tra 85 e 100
buona con IRC tra 70 e 85
discreta con IRC tra 50 e 70.
La sorgente campione, a rigore il corpo nero, un metallo, al quale viene
somministrata una quantit di calore crescente, portandolo
allincandescenza. Aumentando la temperatura, cambier colore passando
dal rosso cupo fino allazzurro, per il bianco.

20

21

22

23

Illuminotecnica

Efficienza radiante
Una sorgente luminosa (lampada) trasforma in potenza radiante
solo una piccola parte della potenza elettrica

PR

PE assorbita dalla linea

di alimentazione.
Il rapporto tra la potenza radiante
la potenza elettrica
della sorgente:

PR emessa dalla sorgente e

PE assorbita definisce lefficienza radiante


PR
2 =
PE

La differenza tra la potenza elettrica assorbita e la potenza radiante


definisce la porzione di potenza trasformata in calore dalla lampada:

PQ = PE PR
24

Illuminotecnica

Esempio
Sia data una lampada:
con potenza elettrica assorbita PE
con efficienza radiante

= 60 [W

2 = 0 ,13

La potenza radiante totale :

PR = PE 2 = 7 ,8 [W

La potenza trasformata in calore :

PQ = PE (1 2 ) = 52 , 2[W ]

25

Illuminotecnica

Efficienza totale
Lefficienza totale definisce la capacit di una sorgente di trasformare in
potenza luminosa

PL la potenza elettrica assorbita PE :


PL
=
PE

Che si pu anche esprimere in funzione dellefficienza cromatica


e dellefficienza radiante

2:

PL
PL PR
PL PR
=
=
=

= 1 2
PE
PE PR
PR PE

26

Illuminotecnica

Efficienza totale
Dunque la potenza termica : PQ = PE (1 2 )
E la potenza radiante : PR = PE 2

La potenza radiante non visibile : PRR = PR (1 1 )


La potenza radiante visibile : PL = PR 1
Alcuni valori indicativi..
per una lampada con potenza 40W, il 35% si trasforma in potenza
radiante di cui ancora il 22% stimola effettivamente locchio umano.
In definitiva solo circa il 7% della potenza elettrica assorbita si
trasforma in potenza luminosa, mentre il 65% calore ed il 27%
radiazione luminosa non visibile!
27

Illuminotecnica

Flusso luminoso
E detto flusso luminosa emesso da una sorgente: = 680 PL [lumen ]
Un lumen equivale a una potenza luminosa:

PL =

1
[W ] = 1,5 [mW
680

Ed ovviamente 1[W] equivale a 680[lm]


Il Flusso Luminoso pu anche essere espresso in funzione di efficienza
cromatica, efficienza radiante, potenza elettrica assorbita:

= 680 1 2 PE

28

Illuminotecnica

Esempio
Sia data una sorgente S che emette una lunghezza donda:

= 555 10

[m ]

Se si verifica che:

1 = 1
2 = 1

cio S emette solo


tutta la P elettrica P radiante
Allora si ottiene:

= 680 1 2 PE = 680 PR
Con efficienza totale:

=1

Dunque la sorgente che emette solo IDEALE e converte


in luce tutta la potenza elettrica assorbita.
29

Illuminotecnica

Efficienza luminosa
Il rapporto tra il flusso luminoso e la potenza elettrica assorbita PE
definisce lefficienza luminosa della sorgente:

L =

PE

[lm / W ]

Una Sorgente che converte in luce di lunghezza donda

= 555 10

[m ]

tutta la potenza elettrica assorbita presenta una efficienza luminosa:

L = 680 1 2 = 680 1 1 = 680 [lm / W

30

Illuminotecnica

Illuminamento
Data una superficie di area S investita da un flusso luminoso ,
si definisce Illuminamento E il rapporto:

E =

[lux ]

Si introduce poi una superficie di calcolo chiamata Piano di Lavoro,


convenzionalmente posta a 0,85 metri da piano di calpestio sulla quale si
effettuano tutti i calcoli dei fattori di illuminamento.

31

Illuminotecnica

Illuminamento
Tra le varie tipologie di illuminazione ricordiamo:

Illluminazione diretta

Ove la sorgente emette radiazione direttamente verso il piano di lavoro

Illuminazione indiretta

Ove la radiazione luminosa emessa raggiunge il piano di lavoro per


riflessioni successive, dunque indirettamente.
In ogni caso tutti gli apparecchi illuminanti emettono secondo un
proprio Cono di Emissione che dipende dalla parabola riflettente ed in
minima parte dalla lampada

32

Illuminotecnica

Disposizione delle Lampade


Per una superficie illuminata si definisce:

Illuminamento Medio

Coefficienti di Uniformit

E min
Em

Em

E max + E min
=
2

E min
E max

Criterio generale per la disposizione in campo degli apparecchi che la


distanza d tra i centri luminosi non sia maggiore del raggio r dei coni di
emissione dei singoli apparecchi illuminanti.
33

ILLUMINAZIONE DEI POSTI DI LAVORO NEGLI INTERNI


NUOVA NORMA UNI 12464-1

OBIETTIVI della NORMA UNI EN 12464-1


ILLUMINAZIONE
ADEGUATA
ED APPROPRIATA

SVOLGIMENTO EFFICACE ED ACCURATO


DEI COMPITI VISIVI

TIPO E DURATA

MINIMO SFORZO
E MINIMI ERRORI
34

ART.33 D.LGS 626-94


SICUREZZA
SALUTE
BENESSERE

(PRESTAZIONI VISIVE)
(IGIENE VISIVA )
(COMFORT VISIVO)

COMPITO VISIVO

LUMINANZA
CONTRASTI
DURATA DELLA PRESTAZIONE
DIMENSIONE OGGETTI
VISIBILITA DETTAGLI
NUMERO DI OGGETTI PRESENTI
(ERGONOMIA DELLA VISIONE)
35

CONDIZIONI DI QUALIT DELLILLUMINAZIONE


Valori di illuminamento
Uniformit di illuminamento
Luminanze
Distribuzione delle luminanze
Distribuzione spettrale della luce
Flicker
Disegno di luci

I valori Em della UNI 12464-1 sono validi per


condizioni visive abituali
e tengono conto dei seguenti fattori:
aspetti psico-fisiologici (comfort e benessere)
requisiti dei compiti visivi
ergonomia della visione
esperienza pratica
sicurezza
economia
36

DECISIONI DEL PROGETTISTA

lux

CONDIZIONI DI VISIBILITA ABITUALI

Em(UNI)

COMPITO VISIVO CRITICO

1.5 Em

ERRORI COSTOSI

1.5 Em

ALTA PRODUTTIVITA

1.5 Em

CAPACITA VISIVE RIDOTTE

1.5 Em

DETTAGLI MOLTO PICCOLI

1.5 Em

TEMPI DI LAVORO LUNGHI

1.5 Em

DETTAGLI MOLTO GRANDI

Em/1.5

TEMPI DI LAVORO BREVI

Em/1.5

37

VARIAZIONE DELLA PRESTAZIONE VISIVA


(SICUREZZA)
Con illuminamento Em=500 lux
LIVELLO DI IMPEGNO MEDIO

COMPITO

PRESTAZIONE VISIVA

PRESTAZIONE VISIVA

facile

0.97

0.83

medio

0.85

0.7

difficile

0.7

0.45

GIOVANI

ANZIANI

Con illuminamento Em=500 lux


LIVELLO DI IMPEGNO ELEVATO

COMPITO

PRESTAZIONE VISIVA

PRESTAZIONE VISIVA

facile

0.83

0.75

medio

0.7

0.6

difficile

0.6

0.4

GIOVANI

ANZIANI

38

E CONSENTITO RIDURRE LILLUMINAMENTO


NELLA ZONA IMMEDIATAMENTE CIRCOSTANTE
IL COMPITO VISIVO

FASCIA DI ALMENO 0,5 m DI


LARGHEZZA INTORNO ALLA ZONA
DEL COMPITO VISIVO

39

ILLUMINAMENTO DEL COMPITO

ILLUMINAMENTO DELLE ZONE


IMMEDIATAMANTE CIRCOSTANTI

lx

lx

750

500

500

300

300

200

200

Ecompito

Uniformit:0.7

Uniformit:0.5

40

TERMINI MINIMI INTRODOTTI


20 LUX MINIMO ESSENZIALE
200 LUX ZONE OCCUPATE PERMANENTEMENTE
UNIFORMITA Emin/ Emed
= 0.7 ZONA DI LAVORO
= 0.5 ZONA CIRCOSTANTE

41

DISTRIBUZIONE DELLE LUMINANZE


Fattori di riflessione consigliati
SOFFITTO

0.6 0.9

PARETI

0.3 0.8

PIANO DI LAVORO

0.2 0.6

PAVIMENTO

0.1 0.5

42

COMFORT
RAPPORTI DI LUMINANZA ADEGUATI
NEL COMPITO VISIVO
da 1 A 3
COMPITO VISIVO/ AMBIENTE
da 1 A 5
AFFATICAMENTO VISIVO
CATTIVO ADATTAMENTO
NEL COMPITO VISIVO
CATTIVO ADATTAMENTO
DEL COMPITO VISIVO - AMBIENTE
43

ERGONOMIA DELLA VISIONE


LUMINANZE ALTE
ABBAGLIAMENTI

LUMINANZE TROPPO BASSE


AMBIENTE PIATTO E MONOTONO
NUMERO ECCESSIVO DI
OGGETTI NEL COMPITO VISIVO

44

ABBAGLIAMENTI

MOLESTO O DEBILITANTE

LUMINANZE ELEVATE ANCHE CON ILLUMINAZIONE


INDIRETTA

ERRORI
AFFATICAMENTI
INCIDENTI

45

INDICE UGR
ABBAGLIAMENTO MOLESTO

UGR

= 8 log

10

0,25
(
Lb

L 2
)
2
p

Lb LUMINANZA DI SFONDO IN cd x m-2


calcolata con Eindiretto / (Ev SULLOCCHIO)
L LUMINANZA DELLE PARTI LUMINOSE
ANGOLO SOLIDO, IN STERADIANTI, DELLE PARTI
LUMINOSE
p INDICE DI POSIZIONE DI GUTH, CHE E FUNZIONE
DELLO SCOSTAMENTO ANGOLARE RISPETTO
ALLASSE DELLA VISIONE, PER OGNI SINGOLO
APPARECCHIO DI ILLUMINAZIONE
(funzione di:
d = distanza longitudinale
s= distanza trasversale)

46

p = INDICE DI POSIZIONE DI GUTH

1
d2A
= 2
+ 0,12(1 A)
p d + 1,5d + 4,6
A=e

( 0 ,18

s2
s3
+ 0 , 01 )
d
d

d = distanza longitudin ale tra l' occhio e la sorgente


s = distanza trasversale tra l' occhio e la sorgente

47

SCHERMATURA DEGLI APPARECCHI


Luminanza della lampada
kcd / m2

Angolo minimo di schermatura

da 20 a <50

15

da 50 a < 500

20

500

30

48

RIFLESSIONI VELANTI E
ABBAGLIAMENTO RIFLESSO
RIDUZIONE MEDIANTE
sistemazione adeguata degli apparecchi dilluminazione e dei posti di lavoro
finitura della superficie (superfici opache)
riduzione della luminanza degli apparecchi dilluminazione
aumento dellarea luminosa dellapparecchio dilluminazione
pareti e soffitti chiari
N.B. I COLORI DELLE SUPERFICI SONO DI COMPETENZA DI DIVERSE
FIGURE PROFESSIONALI
49

ILLUMINAZIONE DIREZIONALE
PUO INFLUENZARE LA VISIBILITA
DEL COMPITO VISIVO
MODELLATO =
RAPPORTO OTTIMALE TRA
ILLUMINAZIONE DIFFUSA E
ILLUMINAZIONE DIREZIONALE
(creazione di ombre gradatamente marcate)

50

CARATTERISTICHE DELLE OMBRE


EVIDENZIARE I DETTAGLI
E LE INFORMAZIONI VISIVE
DIREZIONE OPPORTUNA DELLA LUCE IN RELAZIONE
ALLA DIMENSIONE MEDIA DEI DETTAGLI
ASPETTI E APPARENZA DEL COLORE
RICONOSCERE IL COLORE DEGLI OGGETTI
E RISPETTARE LA LORO CROMATICITA
ATTRAVERSO LA TONALITA DELLA LUCE
PER AMBIENTI FREQUENTATI
INDICE Resa del colore Ra 80

51

IL COLORE DELLA LUCE


(TONALITA CROMATICA)
Apparenza del colore

Temperatura correlata del colore TCP


K

Calda

minore di 3 300 K

Intermedia

da 3 300 K a 5 300 K

Fredda

maggiore di 5 300 K

52

EVITARE SFARFALLAMENTI
ED EFFETTI STROBOSCOPICO
PROVOCA CEFALEE
PROVOCA PERICOLO CON PARTI IN MOVIMENTO
PROVOCA CATTIVA VISIONE DEGLI OGGETTI IN

MOVIMENTO

53

VIDEOTERMINALI
COMPITI SU CUI EVITARE RIFLESSIONI
LETTURA DELLO SCHERMO
LETTURA DEL TESTO STAMPATO
SCRITTURA SU CARTA
LAVORO SULLA TASTIERA
EVITARE LE ZONE DINSTALLAZIONE CRITICHE
LIMITI DI LUMINANZE
Classe dello schermo secondo la ISO 9241-7

Qualit dello schermo

Luminanza media degli apparecchi che sono


riflessi nello schermo

buona

II

media

1 000 cd / m2

III

bassa

200
cd / m2

54

ESTRATTO TABELLA UNI 12464-1


N.RIF.

ATTIVITA

Em
Lx

UGR

Ra

NOTE
K

1.2.6

V.MEDICA

500

16

90

>4000

2.6.5

L.PRECIS.

750

19

80

1.5.2

CORRIDOI

150

22

60

Em a 0m

2.4.1

INDUSTRIA

150

28

20

COLORI
SICUR.

55

CRITERI DI PROGETTAZIONE
ILLUMINOTECNICA

Em= ILLUMINAMENTO MEDIO MANTENUTO


Eo= ILLUMINAMENTO INIZIO IMPIANTO (>100h)
Eo
Eo

Em
Em= TABELLE UNI12464-1
necessario per garantire comfort e prestazioni visive
qualunque sia let e lo stato dellinstallazione

56

FATTORE DI MANUTENZIONE
DELLA VECCHIA NORMA
(NON E PRESENTE NELLA NUOVA)
TABELLA E DELLA UNI 10380
Grado di impolveramento
del locale

Tipo di lampade
Ad incande- scenza

A vapore di
mercurio

Ad alogenuri

Minimo

0.85

0.75

0.65

Medio

0.7

0.65

0.55

Elevato

0.6

0.5

0.45

57

FATTORE DI MANUTEZIONE
IL PROGETTISTA DEVE:
stabilire il fattore di manutenzione ed elencare
tutte le ipotesi richieste per la valutazione di
questo valore
specificare gli apparecchi dilluminazione idonei
allambiente
preparare un programma di manutenzione completo che comprenda
la frequenza del ricambio delle lampade, gli intervalli di pulizia degli
apparecchi dilluminazione, del locale ed il metodo di pulizia pi
adeguato

58

IL FATTORE DI MANUTENZIONE
Il rapporto tra lilluminamento medio sul piano di lavoro dopo un certo
periodo di uso dellimpianto (1manutenzione) rispetto al valore medio
dellilluminamento ottenuto sotto le stesse condizioni quando limpianto
nuovo [IEC/CIE 17.4]
FM

= LSF

(t )

LLO

(t )

LOR

(t )

LSF: (Fattore di Sopravvivenza delle Lampada);


LLO: (Lighting Lumen Output) fattore
manutenzione della lampada;
LOR:
(Lighting
Output
Ratio)
fattore
manutenzione dellapparecchio

di
di

(WFM) Fattore di manutenzione dei muri


59

SOSTITUZIONE PROGRAMMATA MASSICCIA DI LAMPADE PI


PULIZIA PROGRAMMATA MASSICCIA DI APPARECCHI

Numero di pulizie
dellapparecchio illuminante
eseguite nello stesso tipo di
politica

Tempo, in mesi, tra due


sostituzioni programmate
60

SOSTITUZIONE PROGRAMMATA
E CORRETTIVA
MASSICCIA DI LAMPADE PI PULIZIA PROGRAMMATA
MASSICCIA DI APPARECCHI

Numero di pulizie
dellapparecchio illuminante
eseguite nello stesso tipo di
politica.

Tempo, in mesi, tra due


sostituzioni programmate
61

VERIFICHE
Em

(Illuminamento)

(Uniformit)

Ra

(Resa del colore della luce)

K lampade (Temperatura di colore nella luce)


UGR

(Indice di abbagliamento molesto)

Luminanza apparecchi
Luminanze ambiente
Contrasti

(compito visivo ambiente)

62

Grazie della Vostra attenzione

63