Sei sulla pagina 1di 9

Multinazionale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

In ambito economico una multinazionale un'impresa, di norma una societ, che organizza la sua
produzione in almeno due paesi diversi.

detta controllata l'impresa operante in un Paese estero di cui la multinazionale controlla tra il 10 e
il 50% delle azioni, filiale quella di cui controlla pi del 50% delle azioni.

Indice

[nascondi]

1 Generalit
2 Investimenti Diretti Esteri (IDE)
o 2.1 Alcuni fatti
o 2.2 IDE verticali e IDE orizzontali
3 Scelta di multinazionalit
4 Localizzazione
5 Effetti sull'economia dei paesi di destinazione
o 5.1 Relazione con la forza del sistema economico locale
o 5.2 Volatilit degli investimenti esteri
o 5.3 Investimenti diretti esteri vs. crisi monetarie
6 Effetti sull'economia del paese d'origine
7 Implicazioni per la politica economica nazionale
8 Internalizzazione ed esternalizzazione
9 Storia
10 Struttura delle multinazionali
11 Il finanziamento
12 Gli indicatori economici
13 Multinazionale o transnazionale
14 Settori di maggior presenza
o 14.1 Il settore dell'energia
15 Strategie di produzione e impatti occupazionali
16 Voci correlate
17 Bibliografia

18 Collegamenti esterni

Generalit [modifica]
Le maggiori imprese multinazionali possono avere budget maggiori di quelli delle economie dei
paesi in via di sviluppo in cui operano; tali imprese giocano un ruolo importante nei processi di
globalizzazione e hanno una forte influenza sulle relazioni internazionali degli stati coinvolti.
Tuttavia vanno considerate "multinazionali" anche le piccole e medie imprese dotate di un impianto
di produzione o di distribuzione all'estero (ad esempio un calzaturificio del Nord Est con un
impianto di produzione in Romania).
Essere multinazionali spesso la strategia ottimale per operare in un'economia globale integrata.
L'ascesa delle multinazionali negli anni '90 va di pari passo con il processo di liberalizzazione
regionale e globale del commercio. A causa della concorrenza internazionale, le imprese tendono a
ridurre i costi di produzione e ricercare fattori di produzione a basso costo. Tuttavia le attivit
multinazionali possono svolgersi solo se esistono bassi costi commerciali per la
commercializzazione internazionale dei semilavorati o la reimportazione in patria dei prodotti finiti.

Investimenti Diretti Esteri (IDE) [modifica]


Collegato al concetto di impresa multinazionale quello di Investimento Diretto Estero (IDE),
ossia l'investimento in un'impresa estera di cui l'investitore possiede almeno il 10% delle azioni
ordinarie, con l'obiettivo di stabilire un "interesse duraturo" nel paese, una relazione a lungo termine
e una significativa influenza nella gestione dell'impresa (definizioni FMI 1993, OCSE 1996).

Per creare, acquisire o espandere un'azienda estera controllata, le multinazionali effettuano IDE. Lo
stock di IDE rappresenta il capitale diretto totale posseduto dai non residenti di un determinato
paese.

Alcuni fatti [modifica]

1. Gli IDE sono aumentati fortemente tra 1985 e 2000, superando di molto la crescita del
commercio internazionale e del reddito, per poi stabilizzarsi tra 2001 e 2005. I flussi di
investimento delle multinazionali restano inferiori ai flussi commerciali, ma secondo dati
UNCTAD (2000) circa un terzo del commercio mondiale avviene all'interno delle strutture
delle multinazionali, tra filiali in paesi diversi o tra filiali e casa madre.
2. Gli IDE provengono prevalentemente dai paesi avanzati (USA, UE, tigri asiatiche): il
90.34% nel 2002-04, secondo dati UNCTAD.
3. Gli IDE sono diretti principalmente nei paesi avanzati (il 65,82% nel 2002-04 secondo dati
UNCTAD), ma la quota diretta ai paesi in via di sviluppo in crescita (34,01%). I paesi in
via di sviluppo non dispongono infatti di capitali nazionali sufficienti a finanziare i propri
investimenti.
4. Gli investimenti diretti esteri avvengono principalmente per con aziende locali gi esistenti,
soprattutto tra paesi sviluppati. Nei paesi in via di sviluppo al contrario le imprese
multinazionali procedono pi spesso con la creazione di impianti e imprese ex novo in loco
(investimenti greenfield), poich non esistono sul mercato locale aziende target adatte
all'acquisizione.
5. La maggior parte degli IDE sono concentrati in settori ad alta intensit di lavoro qualificato
e di tecnologia: chimica, macchinari, mezzi di trasporto. Si tratta di settori con forti
investimenti in ricerca e sviluppo, alta professionalit dei lavoratori e complessit tecnica o
differenziazione dei beni prodotti, il che genera economie di scala a livello di impresa
6. Le imprese multinazionali hanno generalmente performance migliori delle imprese nazionali
sia nel paese d'origine che in quello di destinazione. Le multinazionali sono mediamente pi
grandi, pi produttive, fanno pi ricerca e sviluppo, impiegano personale pi qualificato
7. Negli ultimi aumentata la frammentazione geografica della produzione in reti
internazionali (specializzazione verticale): le diverse fasi di produzione di un bene vengono
svolte in paesi differenti (delocalizzazione) e i semilavorati vengono commerciati
internazionalmente.

IDE verticali e IDE orizzontali [modifica]


Gli IDE orizzontali hanno come obiettivo principale la penetrazione dei mercati (market-
seeking). Conseguono alla scelta di produrre in loco all'estero piuttosto che esportare, a
causa di elevati costi commerciali o di barriere alle importazioni (protezionismo).
Conducono sostanzialmente alla duplicazione all'estero delle attivit di produzione.
Gli IDE verticali hanno come obiettivo principale la limitazione dei costi di produzione
(cost-saving). Conseguono alla scelta di operare una frammentazione del processo
produttivo, piuttosto che svolgere una produzione integrata nel paese d'origine. Sono favoriti
dal diverso costo dei fattori produttivi (capitale e lavoro) nei diversi paesi e dalla diversa
intensit dei fattori nelle varie fasi produttive; sono sfavoriti dall'esistenza di alti costi
commerciali. Conducono alla frammentazione del processo produttivo in pi fasi, svolte in
paesi differenti, e alla commercializzazione internazionale dei prodotti semilavorati.

Scelta di multinazionalit [modifica]


La multinazionalit riguarda due aspetti. Nel primo caso, la dispersione geografica delle attivit
dell'impresa. Le imprese multinazionali svolgono attivit, anche molto varie tra loro (lavorazione,
assemblaggio, commercializzazione) in paesi diversi. In secondo luogo, la concentrazione della
propriet, o internalizzazione di tali attivit. Un'impresa multinazionale quando l'attivit estera
non delegata ad un'impresa locale (esternalizzata) ma svolta direttamente da una controllata
dell'impresa stessa.

Solitamente, diventano multinazionali quelle imprese che sviluppano asset intangibili (il marchio, la
reputazione, una nuova tecnologia) che possono essere diffusi in modo non competitivo e a costo
zero in tutta l'impresa, tra i vari impianti, creando cos economie di scala crescenti a livello di
impresa e potere di mercato. Tali imprese operano in paesi diversi alla ricerca di nuovi mercati,
mantenendo all'interno dell'impresa l'asset intangibile, in modo che non venga dissipato
("investimenti orizzontali").

Altre imprese possono investire all'estero per ottenere un risparmio sui costi di produzione e di
distribuzione, per acquisire tecnologie specifiche o per sfruttare esternalit locali. Questo tipo di
investimento pu essere perseguito anche da aziende relativamente piccole, che sviluppano attivit
produttive flessibili e frammentate tra diversi paesi ("investimenti verticali")

Localizzazione [modifica]
Tra i fattori che determinano la scelta di localizzazione delle multinazionali vi sono:

l'ordinamento giuridico nazionale nei suoi punti di forza e di debolezza, ad esempio per
quanto riguarda la protezione dei diritti di propriet degli investitori esteri.
l'accesso ai mercati esteri
la distanza geografica tra le diverse parti delle attivit di un'impresa
la disponibilit di fattori di produzione a basso costo (materie prime e costo del lavoro)

Effetti sull'economia dei paesi di destinazione [modifica]


Nel mercato dei prodotti l'ingresso di una multinazionale pu avere sia effetti, negativi (-) o positivi
(+), ad esempio:
- l'estromissione di imprese nazionali (crowding-out) sottraendo loro quote di mercato;
ricerche empiriche mostrano tuttavia che solo i produttori locali pi inefficienti vengono
estromessi;
+ l'aumento della concorrenza sul mercato, per l'erosione del potere di monopolio delle
imprese locali. Si generano effetti pro-competitivi: le risorse locali sono impiegate pi
efficientemente, i prezzi diminuiscono a favore dei consumatori.
+ la presenza di spillover, ossia la ricaduta sulle imprese locali di tecnologie, conoscenze e
metodi importati dalla multinazionale. Se il paese ospite dispone di lavoro qualificato e
tecnologia sufficiente per interagire con le multinazionali, si possono sviluppare
trasferimenti di tecnologia e legami di interdipendenza produttiva;
+ l'aumento della produttivit delle imprese locali, dovuta alla maggiore pressione
competitiva e all'effetto degli spillover
- il trasferimento all'estero dei profitti delle aziende

Anche nel mercato del lavoro l'ingresso di una multinazionale pu avere effetti, negativi (-) o
positivi (+), ad esempio:

+ una creazione di posti di lavoro aggiuntivi, pi qualificati e dotati di maggiori salari;


- una maggiore volatilit dei nuovi posti di lavoro, con conseguente incertezza e riduzione
del livello di benessere.

Relazione con la forza del sistema economico locale [modifica]

Il paese di destinazione beneficia degli investimenti diretti esteri soprattutto se ha un sistema


economico (tecnologia e forza-lavoro qualificata) abbastanza forte da poter interagire con le
multinazionali, in modo da sfruttare gli effetti di spillover. un ottimo esempio ne stato l'Irlanda: al
suo ingresso nella CEE nel 1973 era un paese a basso reddito e a bassa tassazione dei profitti da
investimenti esteri. Gli investimenti delle multinazionali hi-tech americane negli anni '80 e '90
crearono una forte domanda di lavoro qualificato, cui fu data risposta con il ritorno in patria di
ingegneri irlandesi emigrati negli Stati Uniti e con una politica per il miglioramento dell'istruzione
superiore nelle scienze e nelle tecnologie. Nel caso irlandese, gli investimenti esteri sono stati una
componente essenziale per lo sviluppo economico.

Quando invece i divari tecnologici e di reddito sono troppo grandi, gli IDE non creano effetti
positivi sul mercato locale. Ad esempio, gli investimenti petroliferi hanno avuto una ricaduta
pressoch nulla nei paesi produttori: le attivit collegate all'estrazione richiedono servizi altamente
professionali che non possono essere forniti dalle imprese locali, mentre le attivit a valle (chimiche
e di raffinazione) sarebbero poco efficienti in paesi arretrati; come risultato, il petrolio viene
esportato allo stato greggio. Va poi tenuto conto che ogni impresa un insieme unico di fattori,
competenze e procedure; investimenti di imprese diversi possono avere effetti considerevolmente
diversi sia sull'economia ospite sia su quella di origine.

Volatilit degli investimenti esteri [modifica]

La volatilit degli investimenti delle multinazionali a shock esterni, con la conseguente perdita di
posti di lavoro, pi evidente nei paesi in via di sviluppo che non nei paesi industrializzati. Gli
investimenti tra paesi industrializzati mostrano anzi una minore volatilit delle multinazionali
rispetto alle imprese nazionali: le multinazionali reagiscono pi rapidamente agli shock, ma in
misura complessiva minore, in quanto hanno diversificato geograficamente il rischio e godono di un
maggiore livello di efficienza; possono cos fare fronte in modo migliore ad eventuali shock
negativi, rispetto alle imprese nazionali. Per quanto riguarda invece i paesi in via di sviluppo, molti
investimenti diretti esteri sono motivati dalla ricerca di un minore costo del lavoro. Con l'aumento
dei redditi nel tempo, aumentano anche i salari, riducendo i margini di profitto delle multinazionali;
il paese di destinazione pu cos perdere la propria capacit di attrazione, a favore di nuovi attori a
minore costo del lavoro (ad esempio le multinazionali USA si spostano oggi dal Messico alla Cina).
Perch le imprese estere mantengano le loro attivit a lungo termine, quindi necessario che il
paesa sviluppa altri fattori di attrazione (una forza-lavoro pi qualificata attraverso investimenti
nell'istruzione, ad esempio); anche in questo, l'Irlanda si dimostra un esempio positivo per l'utilizzo
di vantaggi iniziali di costo nella creazione di legami a lungo termine con le multinazionali estere.
Le imprese estere possono arrivare e ripartire poi verso paesi pi redditizi, e i benefici apportati
possono essere per i paesi in via di sviluppo illusori e di breve durata.

Investimenti diretti esteri vs. crisi monetarie [modifica]

In generale i paesi in via di sviluppo beneficiano maggiormente dagli investimenti diretti esteri
(IDE) delle multinazionali rispetto agli investimenti di portafoglio, alle obbligazioni o ai prestiti
bancari: gli IDE, infatti, sono pi a lungo termine e meno volatili, evitando ai paesi il rischio di
cadere in una crisi monetaria; inoltre non costituiscono debito estero.

Effetti sull'economia del paese d'origine [modifica]


Sull'economia del paese d'origine, la trasformazione delle imprese in multinazionali pu avere come
effetti:

+ maggiore guadagno degli azionisti dell'impresa multinazionale


- effetti negativi sull'occupazione diretta nel breve periodo per delocalizzazione della
produzione ad alta intensit di lavoro in paesi a minor costo del lavoro;
+ aumento della produzione complessiva e della produttivit dell'azienda, con aumento del
livello di occupazione. La delocalizzazione riduce il costo delle fasi produttive ad alta
intensit di lavoro (es: assemblaggio), consentendo di aumentare la produzione allo stesso
costo: cresce pertanto la domanda per le fasi produttive complementari, ad alta intensit di
capitale, rimaste nel paese d'origine (es: produzione componenti), e quindi anche la
domanda di lavoratori qualificati nel paese d'origine. Si ha pertanto una riduzione dei costi
di produzione e una maggiore competitivit delle imprese nazionali; la delocalizzazione
rafforza le attivit rimaste nel paese d'origine;
- aumento del gap salariale tra lavoratori qualificati e lavoratori non qualificati

Implicazioni per la politica economica nazionale [modifica]


Le imprese multinazionali possono aggirare le politiche nazionali di tassazione delle
imprese trasferendo le proprie attivit in paesi a minor livello di tassazione
Le rendite di eventuali politiche commerciali protezionistiche vengono trasferite agli
azionisti esteri delle imprese multinazionali piuttosto che ai cittadini nazionali
Le imprese multinazionali possono essere meno responsabili (mancanza di accountability)
nei confronti delle regolamentazioni nazionali
La capacit delle multinazionali di trasferire attivit rende pi volatili le entrate fiscali
La grande dimensione della maggioranza delle multinazionali d loro un forte potere
contrattuale nella contrattazione con le autorit fiscali e di regolamentazione nazionali
Gli enti nazionali non sono spesso in grado e non hanno l'autorit di sorvegliare le
transazioni internazionali (casi Enron e Parmalat)
Politiche economiche specifiche possono attrarre (come nel caso dell'Irlanda) o scoraggiare
l'attivit delle multinazionali: la concorrenza tra paesi tramite sussidi pu essere deleteria,
quella effettuata tramite l'offerta di un quadro giuridico e istituzionale migliore pu essere
proficua per i cittadini nazionali.

Internalizzazione ed esternalizzazione [modifica]


Si possono distinguere gli investimenti diretti esteri in base al grado di coinvolgimento della
multinazionale nell'impresa estera controllata, dal massimo (internalizzazione) al minimo
(esternalizzazione):

investimenti greenfield: creazione di imprese ex novo in loco (eS: negozi GAP)


fusioni e acquisizioni (M&A)
Joint venture: shared o ship
Non-equity: franchising (contratti di agenzia per la commercializzazione, ad es.
McDonald's) o licensing (contratti di licenza per la produzione, ad es. Nike)

Le modalit non-equity, che non prevedono cio un controllo azionario, sono spesso un'opzione
meno onerosa per le multinazionali, ma sono soggetti alla problematica dei fallimenti contrattuali
(ad es. il rischio di dissipazione di una conoscenza proprietaria, come un brevetto - l'azienda locale
potrebbe appropriarsene e mettersi in proprio):

dissipazione di asset intangibili (reputazione, brand, brevetti e tecnologie proprietarie)


Hold-up con contratti incompleti
Agenzia con informazioni incomplete

Storia [modifica]
Multinazionale pu essere considerato un termine relativamente recente, legato al controllo di
materie prime da parte di un numero sempre pi ristretto di soggetti, all'espansione ed alla
capillarizzazione del commercio nel mondo e nella recente esplosione di nuovi settori quali il
terziario e il terziario avanzato. Una realt dinamica, in costante divenire, frutto dei processi
economici e sociali iniziati nell'Ottocento con la rivoluzione industriale e il capitalismo, evolutisi
con lallargamento dei mercati dopo il secondo conflitto mondiale. Spesso il termine associato al
concetto di globalizzazione.

Prima dello scoppio della seconda guerra mondiale il commercio delle materie prime, necessario
all'avvento dell'era industriale, era vincolata ai rapporti tra singoli stati. In genere l'iniziativa di
acquisto era svolta tramite organi istituzionali. L'iniziativa diretta dei privati era minima e limitata a
specifiche aree (ad esempio quelle oggetto del colonialismo ottocentesco).

Con la fine del secondo conflitto mondiale la "macchina" industriale, perlopi quella delle nazioni
risultate vincitrici, era progredita enormemente. La capacit di produrre superava le richieste del
mercato interno e molte industrie dovevano essere riconvertite alla produzione civile. Allo stesso
tempo vi erano interi Paesi europei e Asiatici da ricostruire e da finanziare.

In tale favorevole situazione le istituzioni nazionali (ad esempio quelle degli Stati Uniti d'America),
ma anche molte imprese private poterono guardare con speranza e interessa alla pianificazione di
una forte espansione delle proprie infrastrutture. La concreta possibilit di offrire con continuit
prodotti per un'ampia e crescente richiesta dei mercati.
In quella fase divenne essenziale poter accedere senza limitazioni e senza vincoli temporali alle
materie prime, sia quelle presenti nel mercato interno, sia di garantirsi il controllo o lo sfruttamento
di quelle presenti in paesi stranieri. Divenne poi necessario accrescere la capacit industriale e
produttiva, possedere o creare strutture di distribuzione e, infine, completare la filiera con
l'istituzione della catena di vendita.

Oltre a questo era necessario valorizzare, ad esempio con la pubblicit, la visibilit dei prodotti
finiti.

Le istituzioni nazionali e le societ private aumentarono in modo esponenziale la propria sfera di


ingerenza e controllo, a volte anche in ampio contrasto tra loro, acquisendo e assorbendo le piccole
realt o le aziende con specializzazioni specifiche in settori chiave (es. quelle di ricerca e sviluppo).

Struttura delle multinazionali [modifica]


Le aziende multinazionali possono essere divise in tre gruppi principali, in base al tipo di
caratteristiche produttive:

Le aziende multinazionali orizzontali gestiscono stabilimenti produttivi, situati in diversi


paesi, con lo scopo di produrre merci simili o uguali. (esempio: McDonalds)
Le aziende multinazionali verticali gestiscono stabilimenti produttivi in diversi paesi, con lo
scopo di produrre merci che servono come materie prime per altri stabilimenti in altri paesi.
(esempio: Adidas)
Le aziende multinazionali diversificate gestiscono, in diversi paesi, stabilimenti produttivi
che non sono n orizzontalmente, n verticalmente, n direttamente o non direttamente
collegati tra loro. (esempio: Microsoft).

Alcune persone sostengono che una delle caratteristiche fondamentali delle aziende multinazionali
sia quella di dotare di funzioni direttive e organizzative autonome (es. forniture, materie prime,
aspetti finanziari e risorse umane ed animali) ogni stabilimento in cui operano nei diversi paesi,
creando cos una piccola versione di s in ogni luogo in cui si trovano. Le imprese a livello
mondiale, che alcuni ritengono essere il prossimo gradino nello sviluppo delle aziende
multinazionali, condividono questa stessa caratteristica.

Il finanziamento [modifica]
Le attivit delle societ private cresciute ad una dimensione multinazionale si sono estese attraverso
pi nazioni e continenti, pur mantenendo come identit o "casa madre" la nazione dorigine, quella
della capogruppo o della nazione dove risiede la holding del gruppo.

Le multinazionali in genere sfruttano come l'autofinanziamento principi di controllo del credito.


Operano in settori con finanziamento nazionale o internazionale, cio erogati da enti ed istituti
statali o internazionali quali, ad esempio, la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo.

Gli indicatori economici [modifica]


Il numero di occupati (dipendenti diretti e dell'indotto) di una multinazionale spesso misurabile
nell'ordine delle decine o centinaia di migliaia di persone, valore che, pur elevato, difficilmente
paragonabile a quello del numero di abitanti di uno stato. Al contrario il fatturato prodotto da una
multinazionale pu spesso risultare superiore al prodotto interno lordo di uno stato, anche di medie
dimensioni. La societ petrolifera Exxon Mobil, per esempio, da diverso tempo ha ormai un
fatturato superiore al PIL dell'Egitto.

Nel recente passato il fenomeno della costituzione di aziende multinazionali cresciuto


notevolmente anche in Oriente, in particolare in Russia e Cina. Ciononostante la maggioranza delle
multinazionali concentrata in Occidente e nei paesi maggiormente industrializzati: Stati Uniti,
Giappone, Germania, Francia e Gran Bretagna.

Multinazionale o transnazionale [modifica]


Una denominazione alternativa (o, volendo, maggiormente indicativa) di questa tipologia di
imprese quella di "azienda transnazionale": con questo termine si vuole indicare quel
raggruppamento privato di interessi che opera in diverse nazioni e continenti e che pu anche avere
una sede, un "cuore" in una sola nazione ma senza che vi siano per questo precise identit o vincoli
nazionali.

Settori di maggior presenza [modifica]


Le attivit economiche delle maggiori multinazionali sono: la produzione di automobili, la
raffinazione del petrolio, l'elettronica di consumo, l'industria chimica e farmaceutica, i prodotti
alimentari, la produzione di energia elettrica, i servizi bancari, finanziari ed assicurativi, il
commercio all'ingrosso e al dettaglio, le telecomunicazioni e i media.

Gli interessi delle multinazionali nell'intera filiera di prodotto, come anche la necessit della
diversificazione di attivit e rischi, comporta che i settori nei quali operano le multinazionali si
estendano spesso a campi che non hanno diretta relazione con la produzione principale (il
cosiddetto core business) dell'impresa.

Un esempio di tale ramificazione la ex Philip Morris, ora Altria Group. Nome conosciuto
principalmente per l'appartenenza al settore del tabacco, opera anche, tramite societ controllate, nel
settore agroalimentare ed in altri comparti.

Il settore dell'energia [modifica]

Nello strategico settore dell'energia in Italia possibile leggere l'evoluzione di questi concetti
ripercorrendo la storia dell'Ente Nazionale Idrocarburi (ENI). Pi in generale nel mondo il settore e
il controllo di tale mercato stato circoscritto alla nascita delle cosiddette "sette sorelle", ovvero
delle sette compagnie che ancora oggi possiedono il monopolio di questo settore.

Strategie di produzione e impatti occupazionali [modifica]


La concorrenza fra le grandi imprese ed i margini di profitto sempre pi ridotti hanno spinto le
societ produttive, cio con attivit prevalentemente industriale e manifatturiera, a dislocare una
crescente quota della propria attivit se non addirittura tutta in paesi dove la "forza lavoro" ha costi
inferiori, vi siano vantaggi valutari e dove la pressione fiscale sia notevolmente bassa.

In tal senso i paesi in via di sviluppo sono terra di conquista per le multinazionali in quanto, oltre al
gi citato minor costo e tutela della manodopera indigena possibile sfruttare (e controllare)
legislazioni interne estremamente carenti o permissive per quanto concerne ad esempio
l'inquinamento.