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Repubblica Italiana

Bollettino Ufficiale della Regione Lazio


Disponibile in formato elettronico sul sito: www.regione.lazio.it
Legge Regionale n.12 del 13 agosto 2011

Data 1/12/2016
Numero 96

Periodicit bisettimanale

Direzione Redazione ed Amministrazione presso la Presidenza della Giunta Regionale Via Cristoforo Colombo, 212 00147 ROMA
Direttore del Bollettino: Dott. Stefano Acanfora

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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SOMMARIO
Stato
Strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE
CIVILE
Decreti/Ordinanze e Delibere
Ordinanza 13 settembre 2016
Ulteriori interventi urgenti di protezione civile conseguenti all'eccezionale evento sismico che ha colpito il territorio delle
Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo il 24 agosto 2016. (Ordinanza n. 393).
Pag. 6
Ordinanza 19 settembre 2016
Ulteriori interventi urgenti di protezione civile conseguenti all'eccezionale evento sismico che ha colpito il territorio delle
Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo il 24 agosto 2016. (Ordinanza n. 394).
Pag. 11

Regione Lazio
Atti del Presidente della Regione Lazio
Decreto del Presidente della Regione Lazio 16 novembre 2016, n. T00244
Proroga dell'incarico di Commissario Straordinario dell'Ente regionale "Parco naturale regionale dei Monti Simbruini"
Pag. 22
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 15 novembre 2016, n. 680
Legge Regionale 1 marzo 2000, n. 15. Piano settoriale di intervento per la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse
agrario. Triennio 2015-2017. PROGRAMMA OPERATIVO ANNUALE - TERZA ANNUALITA'.
Pag. 28
Deliberazione 15 novembre 2016, n. 682
Interventi di recupero del Parco letterario Pier Paolo Pasolini nel Centro Habitat Mediterraneo (CHM) presso l'Idroscalo di Ostia
Lido.
Pag. 40
Deliberazione 15 novembre 2016, n. 683
Contributi a sostegno dell'associazionismo comunale. Criteri e modalit di assegnazione delle risorse statali trasferite
nell'annualit 2016 attribuite alle Regioni in base all'Intesa n. 936/CU del 01.03.2006. Esercizio finanziario 2016.
Pag. 44
Deliberazione 15 novembre 2016, n. 688
Criteri per l'assegnazione dei contributi, erogati dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per la
realizzazione degli interventi di risanamento della qualit dell'aria, in attuazione del "Programma di finanziamenti per le
esigenze di tutela ambientale connesse al miglioramento della qualit dell'aria e alla riduzione delle emissioni di materiale
particolato in atmosfera nei centri urbani" istituito con D.M. 16 ottobre 2006.
Pag. 49
Deliberazione 15 novembre 2016, n. 689
Riprogrammazione dell'utilizzo delle risorse finanziarie di cui alla deliberazione 25 novembre 2014, n. 830, non liquidate alla
Citt metropolitana di Roma Capitale e alle Province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo. Importo euro 1.446.254,68. Cap
H41166 missione 12 programma 04. Riprogrammazione del numero delle strutture da istituire destinate all'accoglienza,
all'orientamento, all'assistenza e all'ospitalit delle vittime di violenza.
Pag. 54
Deliberazione 18 novembre 2016, n. 690
Conferimento dell'incarico di Direttore dell'Ufficio speciale per la ricostruzione post sisma 2016 della Regione Lazio.
Approvazione schema di contratto.
Pag. 69

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DIREZIONE AGENZIA REGIONALE DEL TURISMO


Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 18 novembre 2016, n. G13643
L.R. n, 13/2007, art. 15, comma 8. D.G.R. n. 306/2016. Associazione Pro Loco di Monte San Giovanni Campano.
Cancellazione dall'Elenco regionale delle Associazioni Pro Loco del Lazio.
Pag. 76
DIREZIONE ATTIVITA' DI CONTROLLO E COORD. FUNZ. DI VIGILANZA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13480
Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione del Consiglio di Amministrazione dell'associazione "Gruppo di Azione
Locale Ernici Simbruini", con sede in Torre Cajetani (FR).
Pag. 80
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13481
Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione del Consiglio di Amministrazione dell'associazione "Gruppo di Azione
Locale Tuscia Romana", con sede in Bracciano (RM).
Pag. 83
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13484
Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione della nomina di due consiglieri in seno al Consiglio di
Amministrazione dell'Associazione di Famiglie per l'Educazione e la Cultura - C.E.F.A., con sede in Roma.
Pag. 86
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13487
Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione del Consiglio di Amministrazione della "Associazione Versante
Laziale del Parco Nazionale d'Abruzzo - G.A.L.", con sede in Alvito (FR).
Pag. 89
DIREZIONE CENTRALE ACQUISTI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 2 novembre 2016, n. G12751
Recepimento della gara a procedura aperta ai sensi del D. Lgs. 163/2006 e s.m.i. per l'affidamento di servizi di supporto e
assistenza tecnica per l'esercizio e lo sviluppo della funzione di sorveglianza e audit dei programmi cofinanziati dall'Unione
Europea aggiudicata da Consip - ID. SIGEF 1592, Lotto 4 in favore del RTI Deloitte & Touche S.p.A. e Meridiana S.r.l.
Impegno di spesa dell'importo euro 3.488.590,00 (IVA inclusa) sul capitolo di spesa C11109 per gli esercizi finanziari 2016 e
2020.
Pag. 92
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13509
Approvazione dell'Accordo per lo svolgimento della procedura di gara relativa all'appalto triennale di cucina e mensa per gli
ospiti della casa di riposo e della RSA Toti dell'Istituto Romano di San Michele (IPAB) Istituzione Pubblica di Assistenza e
Beneficenza da parte della Direzione regionale Centrale Acquisti della Regione Lazio
Pag. 115
DIREZIONE FORMAZ., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIV., DIR. STUDIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 18 novembre 2016, n. G13649
Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 - Titolo V - Autorizzazione Ente "CENTRO STUDI CIVITA 2000 SAS" a svolgere
corsi privati non finanziati. Rinnovo ed integrazione autorizzazione.
Pag. 124
Determinazione 18 novembre 2016, n. G13651
Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 - Titolo V - Autorizzazione Ente "CNA SOSTENIBILE S.R.L." a svolgere corsi
privati non finanziati. Integrazione corsi.
Pag. 130
Determinazione 18 novembre 2016, n. G13652
Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 - Titolo V - Autorizzazione Ente "CENTRO STUDI ACCADEMIA S.N.C." a svolgere
corsi privati non finanziati. Rinnovo autorizzazione.
Pag. 135

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DIREZIONE GOVERNO DEL CICLO DEI RIFIUTI


Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13469
TAR LAZIO - Autorizzazione alla costituzione in giudizio - Ricorso con istanza cautelare nell'interesse dello Sportello del
Cittadino e altri c/ Regione Lazio - Determinazione G07238/2016.
Pag. 140
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13470
TAR LAZIO - Autorizzazione alla costituzione in giudizio - Ricorso con istanza cautelare nell'interesse di Comune di
Roccasecca c/ Regione Lazio - fascicolo 1995/2016
Pag. 143
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13471
TAR LAZIO Autorizzazione alla costituzione in giudizio - Ricorso con istanza cautelare nell'interesse della Ecoambiente Srl
c/ Regione Lazio - fascicolo 1994/2016
Pag. 146
DIREZIONE RISORSE IDRICHE E DIFESA DEL SUOLO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 17 novembre 2016, n. G13630
Determinazione a contrarre. Comune di Accumoli (RI) - Intervento urgente per la messa in sicurezza da fenomeni franosi, a
seguito del sisma del 24/08/2016 e 30/10/2016, su strada provinciale SP 18 , in Loc. Villa Nova, progressiva km 15,500.
Pag. 149
DIREZIONE SALUTE E POLITICHE SOCIALI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13504
REG.853/2004/CE Cambio ragione sociale da ANTEO SOCIETA' AGRICOLA S.R.L. a ANTEO BIANCO S.R.L. Via Casilina
km. 127 n. 225 - Castrocielo (FR)
Pag. 154
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13505
REG.853/2004/CE Riconoscimento definitivo centro di spedizione molluschi bivalvi vivi Ditta MARINTAVOLA - SRLS Via
Antonio Gramsci, 97c/d - Anzio (RM)
Pag. 157
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13506
Legge Regionale 21 ottobre 1997, n. 34. Revoca della nomina a guardia zoofila volontaria di iscritti all'Associazione
"N.O.G.E.Z.". C.F. 91109750595.
Pag. 160
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13507
REG.853/2004/CE Riconoscimento definitivo stabilimento prodotti a base di latte Ditta NESTLE' ITALIANA S.P.A. Via Asi
Consortile 7, n. 16 - Ferentino (FR)
Pag. 163
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13508
Aggiornamento delle linee guida per la l'esecuzione dei controlli tesi a garantire la sicurezza alimentare nell'ambito della
produzione e immissione sul mercato del latte destinato al trattamento termico e alla trasformazione ai sensi della normativa
comunitaria. Revisione 2016.
Pag. 166
Determinazione 17 novembre 2016, n. G13602
LL.RR 24/1996 e 30/1997 - "IL TRENO SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE ONLUS" codice fiscale 08662881005, con
sede legale nel comune di Roma, via Georges Sorel, 7 c.a.p. 00177 (Rm) - Iscrizione all'Albo Regionale delle Cooperative
Sociali - sezione A.
Pag. 190
Determinazione 17 novembre 2016, n. G13606
LL.RR 24/1996 e 30/1997 - "IL MOSAICO SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE" codice fiscale 02262250195, con sede in
Aprilia (Lt), via Costantino, 64 c.a.p. 04011 - Iscrizione all'Albo Regionale delle Cooperative Sociali - sezione A.
Pag. 193

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Determinazione 17 novembre 2016, n. G13610


LL.RR 24/1996 e 30/1997 - "COOPERATIVA SOCIALE AURORA societ cooperativa" codice fiscale 02095560567, con
sede in Civitella d'Agliano (Vt), via Matteotti, 8 c.a.p. 01020 - Iscrizione all'Albo Regionale delle Cooperative Sociali sezione A.
Pag. 196
DIREZIONE SVILUPPO ECONOMICO E ATTIVITA PRODUTTIVE
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 3 novembre 2016, n. G12909
Comune di Monterosi (Viterbo) Autorizzazione all'utilizzazione delle economie da ribasso d'asta contrattuale, presa d'atto della
perizia di variante in corso d'opera e autorizzazione al differimento dei termini finali dei lavori al 28 febbraio 2017-L. n. 266/97Art. 16), co.1) "Fondo nazionale per il cofinanziamento di interventi regionali nel settore del commercio e del turismo. D.G.R.
n.829/2008 Progetto Strategico Regionale cofinanziato con fondi C.I.P.E.annualita' 2007/2008/2009: Via Francigena-Tratto
Nord.Provincie di Roma e Viterbo- intervento:"Sistema di accessibilita' al centro storico di Monterosi: lavori riqualificazione
urbana di Via Roma- lotto di completamento"- codice regionale di progetto:n. 266/97.P07.09.08; Investimento . 283.450,00
Contributo cofinanziato concesso: . 226.760,00 (80,00%) quota a carico del Comune: . 56.690,00 (20,00%). Pag. 199
Determinazione 21 novembre 2016, n. G13675
POR FESR LAZIO 2014-2020. Progetto T0002E0001. Riposizionamento competitivo. Approvazione Avviso Pubblico "KETs
- tecnologie abilitanti". Impegno di spesa sui capitoli del bilancio regionale A42155, A42156, A42157, A42161, A42162 e
A42163 - Esercizio Finanziario 2016.
Pag. 210
Determinazione 30 novembre 2016, n. G14229
POR FESR LAZIO 2014-2020. Progetto T0002E0001. DGR 395 del 28 luglio 2015 ss.mm. ii. - Azione 3.3.1 sub-azione "Riposizionamento competitivo di sistemi e filiere produttive" - Asse prioritario 3 Competitivit. Call for Proposal approvata
con Determinazione dirigenziale G09404 del 28 luglio 2015. Approvazione dell'Avviso Pubblico "BIOEDILIZIA E SMART
BUILDING" A42155, A42156, A42157, A42161, A42162 e A42163 Esercizio Finanziario 2016.
Pag. 252

Enti Pubblici
IPAB
ISTITUTO ROMANO DI SAN MICHELE
Avviso 28 novembre 2016, n. 199
Bando di gara per la locazione ad uso non abitativo dell'immobile sito all'interno del comprensorio Istituzionale di P.le A. Tosti
n.4 con ingresso autonomo da Viale Carlo Tommaso Odescalchi n.67 Roma denominato Teatro.
Pag. 304

Privati
AZIENDA STRADE LAZIO - ASTRAL S.P.A
Avviso di proroga 25 novembre 2016
AVVISO DI PROROGA DEI TERMINI PER LA PRESENTAZIONI DI MANIFESTAZIONI DI INTERESSE. OGGETTO:
AVVISO ESPLORATIVO PER MANIFESTAZIONI DI INTERESSE PER LA PRESENTAZIONE DI PROPOSTE DI
PARTNERSHIP FINALIZZATE ALLA REALIZZAZIONE E GESTIONE DI UNO O PIU' PROGETTI PILOTA AVENTE
AD OGGETTO L'INTEGRAZIONE DI INFRASTRUTTURE DI RICARICA PER VEICOLI ELETTRICI E DI BARRIERE
ANTIRUMORE FOTOVOLTAICHE SU UNA O PIU' STRADE REGIONALI DI COMPETENZA ASTRAL SPA
Pag. 323

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Stato
Strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO
DELLA PROTEZIONE CIVILE
Decreti/Ordinanze e Delibere
Ordinanza 13 settembre 2016
Ulteriori interventi urgenti di protezione civile conseguenti all'eccezionale evento sismico che ha colpito il
territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo il 24 agosto 2016. (Ordinanza n. 393).

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ORDINANZA 13 settembre 2016


Ulteriori interventi urgenti di protezione civile conseguenti all'eccezionale evento sismico che ha colpito il
territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo il 24 agosto 2016. (Ordinanza n. 393).
(Pubbl. sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.217 del 16 settembre 2016)
IL CAPO DEL DIPARTIMENTO
della protezione civile
Visto l'art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto l'art. 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
Visto il decreto-legge del 15 maggio 2012, n. 59, convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 luglio 2012, n.
100,
recante:
Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile;
Visto l'art. 10 del decreto-legge del 14 agosto 2013, n. 93,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119;
Visti i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri in data
24 agosto 2016, con i quali e' stato dichiarato, ai sensi di quanto
previsto dall'art. 3, comma 1, del decreto-legge 4 novembre 2002, n.
245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2002 n.
286, lo stato di eccezionale rischio di compromissione
degli
interessi primari;
Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 25 agosto 2016 con
la quale e' stato dichiarato, fino al centottantesimo giorno dalla
data dello stesso provvedimento, lo stato di emergenza in conseguenza
all'eccezionale evento sismico che ha colpito il territorio delle
Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo in data 24 agosto 2016;
Vista l'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile
26 agosto 2016, n. 388 recante Primi interventi urgenti
di
protezione civile conseguenti all'eccezionale evento sismico che ha
colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo
il 24 agosto 2016;
Vista l'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile
26 agosto 2016, n. 389 recante Ulteriori interventi urgenti di
protezione civile conseguenti all'eccezionale evento sismico che ha
colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo
il 24 agosto 2016;
Vista l'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile
del 1 settembre 2016, n. 391 recante Ulteriori interventi urgenti
di protezione civile conseguenti all'eccezionale evento sismico che
ha colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e
Abruzzo il 24 agosto 2016;
Vista l'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile
del 6 settembre 2016, n. 392, recante Ulteriori interventi urgenti
di protezione civile conseguenti all'eccezionale evento sismico che
ha colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e
Abruzzo il 24 agosto 2016;
Ritenuto necessario implementare le misure finalizzate al soccorso
ed all'assistenza alla popolazione e all'adozione degli interventi
provvisionali
strettamente
necessari
alle
prime
necessita',
individuate dall'art. 1, comma 2 dell'ordinanza del Capo
del
Dipartimento della protezione civile n. 388 citata;
Sentite la Banca d'Italia e l'Associazione Bancaria Italiana;
Acquisite le intese delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo;

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Dispone:
Art. 1
Disposizioni finalizzate all'ottimizzazione delle attivita' delle
Regioni Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria ai fini della gestione
dell'emergenza
1. I presidenti delle Regioni interessate dall'evento in rassegna,
in deroga
alle
disposizioni
organizzative
vigenti,
possono
individuare all'interno dell'ente,
strutture
e
soggetti
cui
attribuire, in via temporanea, l'attuazione di specifici compiti
connessi con la realizzazione dei primi interventi di emergenza, ivi
compresa l'intestazione delle contabilita' speciali.
2. Le Regioni sono autorizzate a versare sulle contabilita'
speciali aperte ai sensi dell'art. 4, comma 2, dell'ordinanza n.
388/2016, ulteriori risorse finanziarie finalizzate al superamento
del contesto emergenziale in rassegna, la cui quantificazione deve
essere effettuata entro 20 giorni dalla data di adozione della
presente ordinanza. All'autorizzazione del versamento delle risorse
di cui al presente comma si provvede con apposite
ulteriori
ordinanze.
Art. 2
Ulteriori interventi urgenti volti ad assicurare
lo svolgimento dell'attivita' scolastica
1. Ad integrazione dell'art. 2 dell'ordinanza n. 392/2016, al fine
dello svolgimento delle attivita' scolastiche, si puo' procedere in
deroga ai limiti numerici per la composizione delle classi, fissati
dalle norme del Capo III del decreto del Presidente della Repubblica
20 marzo 2009, n. 81.
Art. 3
Misure urgenti per l'operativita' delle banche
e degli intermediari finanziari
1. La Direzione di comando e controllo, istituita ai sensi
dell'art. 2, comma 2 dell'ordinanza n. 388/2016, assicura
il
necessario coordinamento tra i Prefetti di cui all'art. 1, comma 1,
della medesima ordinanza e le banche e gli intermediari finanziari
per l'attuazione dei provvedimenti adottati o da adottare ai sensi
dell'art. 1 del decreto legislativo 15 gennaio 1948, n. 1, anche per
un periodo superiore ai 15 giorni.
Art. 4
Ulteriori interventi urgenti per assicurare la capacita' operativa
del Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo
1. Ai fini di assicurare la mobilita' delle squadre direttamente
impiegate per gli interventi in materia di beni culturali conseguenti
agli eventi sismici in premessa, il Ministero dei beni, delle
attivita' culturali e del turismo puo' provvedere anche in deroga
all'art. 15, commi 1 e 2 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89.
Art. 5
Interventi di messa in sicurezza dei beni culturali
mobili e immobili
1. Il Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del

turismo

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provvede agli interventi di messa in sicurezza dei beni culturali


mobili e immobili, per il tramite della propria Struttura operativa
di cui all'art. 1, comma 1, ultimo periodo, dell'ordinanza n.
388/2016, nel quadro del piu' generale coordinamento e del modello
operativo di cui agli articoli 1 e 2 della medesima ordinanza.
2. Per le finalita' previste al comma 1 l'arch. Antonia Pasqua
Recchia
e'
nominata
Soggetto
Attuatore
per
assicurare
l'organizzazione, la mobilitazione e il dispiegamento del dispositivo
operativo del Ministero e delle sue articolazioni sui territori delle
quattro
regioni
interessate,
finalizzato
all'individuazione,
progettazione e coordinamento dell'esecuzione degli interventi di
messa in sicurezza dei beni culturali mobili e immobili.
3. Il Soggetto Attuatore di cui al comma 2 opera in raccordo con il
Soggetto Attuatore individuato ai sensi dell'art. 6, comma 2, della
presente ordinanza.
Art. 6
Contromisure tecniche urgenti sui
manufatti
edilizi
per
la
salvaguardia della pubblica incolumita' e il ripristino dei servizi
essenziali
1. Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco provvede all'adozione
delle contromisure tecniche urgenti sui manufatti edilizi ai fini
della salvaguardia della pubblica incolumita', per la riduzione del
rischio e per il ripristino dei servizi essenziali, nel quadro del
piu' generale coordinamento e del modello operativo di cui agli
articoli 1 e 2 dell'ordinanza n. 388/2016.
2. Per le finalita' previste al comma 1, l'ing. Claudio De Angelis
e' nominato Soggetto Attuatore per assicurare l'organizzazione, la
mobilitazione ed il dispiegamento del dispositivo operativo del
predetto Corpo, sui territori delle quattro regioni interessate.
3. Oltre alle attivita' di cui al comma 1 il Soggetto Attuatore di
cui al presente articolo partecipa alla progettazione e
alla
programmazione degli interventi sui beni culturali immobili e per il
recupero dei beni culturali mobili, e assicura a tal fine la
partecipazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco anche alla
relativa esecuzione, qualora non venga affidata a
terzi,
in
coordinamento del Soggetto Attuatore di cui all'art. 5, comma 2,
della presente ordinanza.
Art. 7
Interventi urgenti nel settore agricolo e zootecnico
1. Al fine di consentire i soli interventi urgenti finalizzati al
trasferimento e ricovero temporaneo dei capi di bestiame da parte
degli operatori del settore zootecnico colpiti dall'evento sismico in
rassegna, nel rispetto dei principi
generali
dell'ordinamento
giuridico, della direttiva del Consiglio dei ministri del 22 ottobre
2004 e dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario, fatte
salve le norme vigenti previste per la tutela della sanita' animale,
le aziende sanitarie locali territorialmente competenti possono
autorizzare l'espletamento delle predette iniziative, sulla base di
apposita motivazione, in deroga alle seguenti normative:
a) decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 126, articoli 3 e 4;
b) decreto legislativo 7 luglio 2011, n. 122, articoli 3 e 4;
c) decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 146, art. 2;
d) decreto ministeriale 8 febbraio 2016, n. 3536, art. 3 ed
allegato 1 (CGO 11, CGO 12 e CGO 13).
2. In relazione al grave disagio socio economico derivante dagli
eventi sismici di cui alla presente ordinanza, i detentori ed i
proprietari di animali ed i responsabili degli stabilimenti di
macellazione colpiti dai predetti eventi, possono richiedere, previa
presentazione di autocertificazione del danno subito, resa ai sensi

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del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,


il differimento di 120 giorni degli obblighi in
materia
di
aggiornamento della banca dati nazionale dell'anagrafe zootecnica
previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 19 ottobre 2000,
n. 437, e successive modificazioni dal decreto del Ministro della
salute e del Ministro delle politiche agricole e forestali di
concerto con il Ministro degli affari regionali e del Ministro per
l'innovazione e le tecnologie 31 gennaio 2002, dal regolamento (CE)
n. 21/2004 del Consiglio del 17 dicembre 2003, dal decreto del
Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali di
concerto con il Ministro delle politiche agricole 4 dicembre 2009,
dal decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali di concerto con il Ministro della salute 29 dicembre 2009,
dal decreto del Ministro della salute 8 luglio 2010, dal decreto
legislativo del 26 ottobre 2010, n. 200 e dal decreto del Ministro
della salute 13 novembre 2013.
3. Le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, per i territori di
rispettiva competenza, provvedono, nel quadro delle misure di cui
all'art. 3, comma 2, dell'ordinanza n. 389/2016, alla realizzazione e
messa in opera di ricoveri e impianti temporanei per la stabulazione,
l'alimentazione e la mungitura degli animali, nonche' per
la
conservazione del latte, al fine di assicurare, in sostituzione
provvisoria di quelli dichiarati inagibili, la continuita' produttiva
delle aziende interessate. A tal fine le Regioni si avvalgono delle
proprie strutture o di altri enti pubblici.
Art. 8
Disposizioni finanziarie
1. Alle misure disciplinate nella presente ordinanza, nel quadro di
quanto previsto ai sensi dell'art. 1, comma 3, dell'ordinanza n.
388/2016, si provvede a valere sulle risorse finanziarie che sono
rese disponibili per la gestione della situazione di emergenza di cui
in premessa.
La presente ordinanza sara' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 13 settembre 2016
Il Capo del Dipartimento: Curcio

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Stato
Strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO
DELLA PROTEZIONE CIVILE
Decreti/Ordinanze e Delibere
Ordinanza 19 settembre 2016
Ulteriori interventi urgenti di protezione civile conseguenti all'eccezionale evento sismico che ha colpito il
territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo il 24 agosto 2016. (Ordinanza n. 394).

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ORDINANZA 19 settembre 2016


Ulteriori interventi urgenti di protezione civile conseguenti all'eccezionale evento sismico che ha colpito il
territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo il 24 agosto 2016. (Ordinanza n. 394).
(Pubbl. sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.222 del 22 settembre 2016)

IL CAPO DEL DIPARTIMENTO


della protezione civile
Visto l'art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto l'art. 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
Visto il decreto-legge del 15 maggio 2012, n. 59, convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 luglio 2012, n.
100,
recante:
Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile;
Visto l'art. 10 del decreto-legge del 14 agosto 2013, n. 93,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119;
Visti i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri in data
24 agosto 2016, con i quali e' stato dichiarato, ai sensi di quanto
previsto dall'art. 3, comma 1, del decreto-legge 4 novembre 2002, n.
245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2002, n.
286, lo stato di eccezionale rischio di compromissione
degli
interessi primari;
Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 25 agosto 2016 con
la quale e' stato dichiarato, fino al centottantesimo giorno dalla
data dello stesso provvedimento, lo stato di emergenza in conseguenza
all'eccezionale evento sismico che ha colpito il territorio delle
Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo in data 24 agosto 2016;
Vista l'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile
26 agosto 2016, n. 388 recante Primi interventi urgenti
di
protezione civile conseguenti all'eccezionale evento sismico che ha
colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo
il 24 agosto 2016;
Viste le ordinanze del Capo del dipartimento della protezione
civile del 28 agosto 2016, n. 389, del 1 settembre 2016, n. 391, del
6 settembre 2016, n. 392, nonche' del 13 settembre, n. 393, recanti
ulteriori interventi urgenti di protezione
civile
conseguenti
all'eccezionale evento sismico in rassegna;
Ritenuto necessario implementare le misure finalizzate al soccorso
ed all'assistenza alla popolazione e all'adozione degli interventi
provvisionali
strettamente
necessari
alle
prime
necessita',
individuate dall'art. 1, comma 2 della sopra citata ordinanza del
Capo del dipartimento della protezione civile n. 388/2016;
Vista la nota dell'Autorita' nazionale anticorruzione prot. n.
0130485 dell'8 settembre 2016;
Acquisite le intese delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo;
Dispone:
Art. 1
Realizzazione delle strutture abitative di emergenza
1. Le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, nei rispettivi
ambiti territoriali, sono individuate quali soggetti attuatori per la
realizzazione delle strutture abitative di emergenza (S.A.E.) di cui
all'accordo quadro approvato con decreto del Capo del dipartimento

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della protezione civile n. 1239 del 25 maggio 2016. Le regioni


provvedono, a tal fine, all'esecuzione delle attivita' connesse e
delle opere di urbanizzazione ricorrendo anche alle centrali uniche
di committenza regionali, ove esistenti, o
nazionali,
ovvero
avvalendosi delle strutture operative del Servizio nazionale della
protezione civile.
2. I
Comuni
interessati
provvedono
alla
ricognizione
e
quantificazione dei fabbisogni considerando i soli edifici situati
nelle zone rosse o dichiarati inagibili con esito di rilevazione dei
danni di tipo E o F, questi ultimi qualora non di rapida
soluzione.
Su
tali
basi,
i
suddetti
comuni
provvedono
all'elaborazione delle proposte di
individuazione
delle
aree
utilizzabili, anche tenendo conto delle esigenze di natura non
abitativa
di
cui
all'art.
2
della
presente
ordinanza.
L'individuazione delle aree destinate ad ospitare le S.A.E. e'
definita dalla regione d'intesa con il Comune, previo esperimento
delle necessarie verifiche di idoneita' svolte dalle
medesime
regioni, nell'ambito del piu' generale coordinamento e del modello
operativo di cui agli articoli 1 e 2 dell'ordinanza n. 388/2016,
assicurando la preferenza delle aree pubbliche rispetto a quelle
private oltre che il contenimento del numero delle aree, pur nel
rispetto delle esigenze abitative dei nuclei familiari.
3. Ai sensi di quanto previsto dall'art. 1 dell'ordinanza n.
388/2016, le funzioni regionali di cui alla presente ordinanza
possono essere, in alternativa, esercitate dal Presidente della
regione, in qualita' di soggetto attuatore, avvalendosi della propria
struttura organizzativa.
Art. 2
Strutture temporanee ad usi pubblici
1. Al fine di assicurare la realizzazione degli
interventi
finalizzati a garantire, in modalita' temporanea e transitoria, la
continuita' dei preesistenti servizi pubblici e delle attivita' di
culto nei territori dei comuni interessati, in raccordo con le
attivita' di cui all'art. 1, comma 2, della presente ordinanza, i
comuni interessati provvedono, altresi', alla ricognizione
dei
fabbisogni e, su tali basi, all'elaborazione delle proposte di
individuazione delle aree utilizzabili per far fronte, con le
predette modalita' temporanee o transitorie, alle esigenze delle
seguenti strutture: municipi, scuole, sedi delle forze dell'ordine,
strutture sanitarie, nonche' luoghi di culto. L'individuazione delle
aree destinate ad ospitare tali strutture e' definita dalla regione
d'intesa con il comune, previo esperimento delle necessarie verifiche
di idoneita' svolte dalle medesime regioni, nell'ambito del piu'
generale coordinamento e del modello operativo di cui agli articoli 1
e 2 dell'ordinanza n. 388/2016.
Art. 3
Soggetto attuatore per il monitoraggio delle attivita' per la
realizzazione delle strutture abitative di emergenza e delle
strutture temporanee ad usi pubblici e per la realizzazione degli
interventi connessi di competenza statale
1. Il Capo del dipartimento della protezione civile assicura il
monitoraggio ed il coordinamento delle attivita' di cui agli articoli
1 e 2 della presente ordinanza, anche ai fini dell'attivazione delle
procedure di vigilanza collaborativa
da
parte
dell'Autorita'
nazionale anticorruzione previste dalla lettera h) del comma 3
dell'art. 213 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
2. Per le finalita' di cui al comma 1, il dott. Marco Guardabassi,

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dirigente del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e'


individuato quale soggetto attuatore, nel quadro del piu' generale
coordinamento e del modello operativo di cui agli articoli 1 e 2
dell'ordinanza n. 388/2016, e provvede:
a) al monitoraggio dell'attuazione delle attivita' di
cui
all'art. 1 della presente ordinanza e di quelle
volte
alla
realizzazione delle strutture di cui alla successiva lettera b);
b) al coordinamento dei fabbisogni per le strutture ad usi
pubblici definiti all'art. 2 della presente ordinanza con i possibili
soggetti attuatori e con riferimento a idonee soluzioni tecniche di
natura temporanea o transitoria, in raccordo con i comuni e le
regioni, anche in relazione agli interventi da realizzare, in tutto o
in parte, mediante donazioni;
c) al coordinamento e raccordo con le strutture territoriali del
Ministero
delle
infrastrutture
e
dei
trasporti
ai
fini
dell'esecuzione diretta di
eventuali
interventi
pubblici
di
competenza statale;
d) all'elaborazione di proposte e piani operativi per
lo
svolgimento delle attivita' di gestione e
manutenzione
delle
strutture di cui alla presente ordinanza, da porre in essere a cura
dei soggetti competenti;
e) ad assicurare il raccordo delle attivita' di cui al presente
articolo con quelle disciplinate dall'art. 6.
3. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti assicura al
soggetto attuatore di cui al comma 2 il supporto tecnico necessario
per lo svolgimento delle attivita' di cui al presente articolo
mediante le proprie articolazioni organizzative territoriali. A tal
fine, viene costituito, presso la Dicomac, un apposito gruppo di
supporto composto da qualificato personale tecnico e amministrativo
individuato dal Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti
nell'ambito delle proprie strutture centrali e territoriali, nel
limite massimo di 15 unita', anche in
deroga
alle
vigenti
disposizioni organizzative interne al dicastero.
4. Per lo svolgimento delle attivita' di cui al presente articolo
trova applicazione quanto previsto dall'art. 5 dell'ordinanza n.
392/2016 e dalle disposizioni conseguenti e successive.
5. Per lo svolgimento delle attivita' di cui agli articoli 1, 2, 3
e 4 della presente ordinanza, i soggetti ivi previsti, per gli
aspetti di rispettiva competenza, possono procedere, nella misura
eventualmente strettamente necessaria e con i limiti gia' previsti,
ai sensi di quanto disposto dagli articoli 5 e 6 dell'ordinanza n.
388/2016, dall'art. 3 dell'ordinanza n. 389/2016, dall'art. 1,
dell'ordinanza n. 391/2016, dall'art. 6 dell'ordinanza n. 392/2016,
dall'art. 5 della presente ordinanza, oltre che in deroga alle
seguenti ulteriori norme:
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380,
titoli II e III, titolo IV, articoli 58, 65, 89, 93, 94, 117 e 124,
nonche' relativi strumenti urbanistici generali ed attuativi vigenti,
regolamenti edilizi comunali e norme regionali corrispondenti;
legge Regione Umbria del 21 gennaio 2015, n. 1 articoli 89, 90,
212 comma 1, lett. d), nonche' la disciplina dei titoli abilitativi;
legge Regione Marche 5 agosto 1992, n. 34;
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, art. 152;
legge 6 dicembre 1991, n. 394, art. 13 e titolo III, nonche'
corrispondenti norme regionali legislative, regolamentari e piani
attuativi;
regio decreto 30 novembre 1923 n. 3267, articoli 7, 17 e
corrispondenti norme regionali legislative e regolamentari;
legge 21 novembre 2000, n. 353, art. 10, comma 1;
regio decreto 25 luglio 1904, n. 523, art. 96, lett. f);
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, articoli 16, 17, 22,
nonche' corrispondenti normative regionali e comunali;
decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992 n. 495,

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articoli 26, 27, 28 e 46, nonche' corrispondenti normative regionali


e comunali;
legge Regione Abruzzo 12 aprile 1983, n. 18.
6. Fatto salvo quanto previsto dall'art. 1, comma 2, ultimo periodo
della presente ordinanza, ai fini dell'utilizzo delle aree necessarie
per l'attuazione di quanto previsto dagli articoli 1, 2, 3 e 6 della
presente ordinanza, si
procede,
nei
limiti
indicati
dalle
disposizioni di cui al comma 5, in deroga alle vigenti disposizioni.
A tal fine le regioni definiscono, d'intesa con i comuni interessati,
le necessarie procedure volte a consentire a questi ultimi di
provvedere all'acquisizione delle aree idonee al patrimonio pubblico,
ovvero alla relativa locazione, nel rispetto del principio di
economicita' e dell'esigenza di limitare le modifiche all'uso dei
suoli nei territori interessati.
Art. 4
Misure volte ad assicurare l'assistenza
alle popolazioni in forma transitoria
1. Nell'ambito del coordinamento di cui all'art. 1 dell'ordinanza
n. 388/2016, le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria curano, nei
rispettivi ambiti territoriali e in
raccordo
con
i
comuni
interessati, l'ordinata attuazione delle diverse misure volte ad
assicurare, senza soluzione di continuita', l'assistenza in forma
transitoria alle popolazioni residenti in edifici danneggiati con
esito diverso da A successivamente alla chiusura delle aree di
accoglienza in tenda, articolate come segue:
a) concessione del contributo per l'autonoma sistemazione di cui
all'art. 3 dell'ordinanza n. 388/2016;
b) ospitalita' presso strutture pubbliche all'uopo individuate;
c) ospitalita' presso strutture alberghiere, anche in altro
comune, previa stipula di appositi protocolli tra le regioni, le
amministrazioni comunali e le organizzazioni rappresentative delle
imprese interessate;
d) utilizzo di abitazioni sfitte e seconde case, previ accordi
con i relativi proprietari;
e) altre soluzioni temporanee, previa verifica di fattibilita'
tecnica.
Art. 5
Disposizioni

concernenti il decreto legislativo


attivita' e interventi urgenti

n.

50/2016

per

1. Al fine di assicurare la necessaria tempestivita' d'azione, i


soggetti di cui all'art. 1, comma 1, dell'ordinanza n. 388 del 26
agosto 2016, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento
giuridico, della direttiva del Consiglio dei ministri del 22 ottobre
2004 e dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario, nonche'
dalle disposizioni di cui all'art. 163 del decreto legislativo 18
aprile 2016, n. 50, possono, sulla base di apposita motivazione,
provvedere in deroga alle disposizioni
del
medesimo
decreto
legislativo n. 50/2016, come specificato nel presente articolo e per
la realizzazione delle seguenti attivita':
a) allestimento e gestione delle aree di accoglienza e ricovero
della popolazione interessata dall'evento, nonche' attivita' di
assistenza e soccorso alle persone;
b) attuazione dell'accordo quadro di fornitura delle Strutture
abitative d'emergenza (S.A.E.) e degli ulteriori accordi quadro
stipulati per la gestione dell'emergenza;
c) affidamento ed esecuzione dei servizi tecnici e dei lavori
connessi alle opere di urbanizzazione delle S.A.E. e delle altre

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strutture temporanee prefabbricate ad usi pubblici e sociali;


d) acquisizione di beni e servizi finalizzati alla realizzazione
delle opere provvisionali.
2. Per le finalita' di cui al comma 1, puo' procedersi in deroga ai
seguenti articoli del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nei
termini indicati:
21, allo scopo di autorizzare le procedure di affidamento anche
in assenza della delibera di programmazione;
32, 33, 36, 70, 72, 73, 76 e 98, allo scopo di consentire la
semplificazione della procedura di affidamento e l'adeguamento della
relativa tempistica alle esigenze del contesto emergenziale; la
deroga all'art. 36, in particolare, e' consentita nei limiti di
quanto previsto dall'art. 5, comma 3, dell'ordinanza n. 388/2016 e
quella agli articoli 76 e 98 e' riferita alle tempistiche e modalita'
delle comunicazioni ivi previste, da esercitare in misura compatibile
con le esigenze del contesto emergenziale;
35, allo scopo di consentire l'acquisizione di beni e servizi
omogenei e analoghi, caratterizzati da regolarita', da rinnovare
periodicamente entro il periodo emergenziale;
37 e 38, allo scopo di consentire di procedere direttamente ed
autonomamente all'acquisizione di lavori, servizi e forniture di
qualsiasi importo in assenza del possesso della qualificazione ivi
prevista e del ricorso alle Centrali di committenza;
40 e 52, allo scopo di ammettere mezzi di
comunicazione
differenti da quelli elettronici, ove le condizioni determinate dal
contesto emergenziale lo richiedono;
60, 61, 63 e 85, allo scopo di semplificare e accelerare la
procedura per la scelta del contraente;
95, allo scopo di consentire di ricorrere al criterio del prezzo
piu' basso anche al di fuori delle ipotesi previste dalla norma;
31, allo scopo di autorizzare, ove strettamente necessario,
l'individuazione del RUP tra soggetti idonei estranei agli enti
appaltanti, ancorche' dipendenti di ruolo di altri soggetti o enti
pubblici, in caso di assenza o insufficienza di personale interno in
possesso dei requisiti necessari all'espletamento degli incarichi e
dell'incremento delle
esigenze
di
natura
tecnico-progettuali
derivanti dalle esigenze emergenziali;
24, allo scopo di autorizzare l'affidamento dell'incarico di
progettazione a professionisti estranei all'ente appaltante, in caso
di assenza o insufficienza di personale interno in possesso dei
requisiti necessari all'espletamento dell'incarico e dell'incremento
delle esigenze di natura tecnico - progettuali derivanti dalle
esigenze emergenziali;
25, 26 e 27, allo scopo di autorizzare la semplificazione e
l'accelerazione
della
procedura
concernente
la
valutazione
dell'interesse archeologico e le fasi di verifica preventiva della
progettazione e di approvazione dei relativi progetti;
157, allo scopo
di
consentire
l'adozione
di
procedure
semplificate e celeri per l'affidamento di incarichi di progettazione
e di coordinatore della sicurezza in fase di progettazione, in
relazione alle procedure realizzate secondo le condizioni ed entro i
limiti stabiliti dall'ordinanza n. 388/2016;
105, allo scopo di consentire l'immediata efficacia del contratto
di subappalto a far
data
dalla
richiesta
dell'appaltatore,
effettuando le verifiche circa il possesso dei requisiti, secondo le
modalita' descritte all'art. 163, comma 7, del decreto legislativo n.
50/2016; limitatamente all'indicazione obbligatoria della terna dei
subappaltatori di cui al comma 6.
3. Salvo quanto previsto al comma 2, al momento della presentazione
delle domande di partecipazione o delle offerte, i soggetti di cui
all'art. 1, comma 1, dell'ordinanza del 26 agosto 2016, n. 388
accettano, anche in deroga agli articoli 81 ed 85 del decreto
legislativo 18 aprile 2016, n. 50, autocertificazioni, rese ai sensi

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del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,


circa il possesso dei requisiti per la partecipazione a procedure di
evidenza pubblica, che i predetti soggetti verificano ai sensi
dell'art. 163, comma 7, del decreto legislativo n. 50/2016, mediante
la
Banca
dati
centralizzata
gestita
dal
Ministero
delle
infrastrutture e dei trasporti, o i mezzi di prova di cui all'art.
86, ovvero tramite altre idonee modalita' compatibili con la gestione
della situazione emergenziale, individuate dai medesimi soggetti
responsabili delle procedure.
4. Fermo restando quanto previsto
al
comma
3,
ai
fini
dell'acquisizione di lavori, beni e servizi, strettamente connessi
alle attivita' di cui al comma 1, i soggetti di cui all'art. 1, comma
1, dell'ordinanza n. 388/2016 provvedono, mediante le procedure di
cui all'art. 36 e 63, anche non espletate contestualmente, previa
selezione, ove possibile e qualora richiesto dalla normativa, di
almeno cinque operatori economici, effettuando le verifiche circa il
possesso dei requisiti, secondo le modalita' descritte all'art. 163,
comma 7, del decreto legislativo n. 50/2016. Ove esistenti, tali
operatori sono selezionati all'interno delle white list
delle
Prefetture.
5. Fermo restando quanto previsto dall'art. 163,
comma
9,
nell'espletamento delle procedure di affidamento di lavori, servizi e
forniture strettamente connesse alle attivita' di cui al comma 1, i
soggetti di cui all'art. 1, comma 1, dell'ordinanza del 26 agosto
2016, n. 388 possono verificare le offerte anomale ai sensi dell'art.
97 del decreto legislativo 50/2016, richiedendo le
necessarie
spiegazioni per iscritto, assegnando al concorrente un termine
compatibile con la situazione emergenziale in atto e comunque non
inferiore a 5 giorni. Qualora l'offerta risulti anomala all'esito del
procedimento di verifica, il soggetto aggiudicatario sara' liquidato
ai sensi dell'art. 163, comma 5, per la parte di opere, servizi o
forniture eventualmente gia' realizzata.
Art. 6
Pianificazione degli interventi per finalita' sociali e
continuita' delle attivita' economiche e produttive

per

la

1. Le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, d'intesa con i


Comuni, con riferimento ai rispettivi territori, in raccordo con le
attivita' di cui agli articoli 1 e 2, pianificano l'ulteriore
fabbisogno di spazi per la realizzazione di strutture temporanee con
finalita' sociali ovvero volte a consentire la continuita' delle
attivita' economiche e produttive preesistenti.
2. Le pianificazioni di cui al comma 1 sono sviluppate in stretto
raccordo con le associazioni di categoria e di rappresentanza delle
attivita' economiche e di impresa, nonche' con i soggetti competenti
e interessati alla realizzazione delle strutture con finalita'
sociali, anche in relazione ad eventuali donazioni a cio' destinate.
Art. 7
Disposizioni
urgenti
concernenti
l'attuazione
del
riordino
organizzativo del Dipartimento della protezione civile
della
Presidenza del Consiglio dei ministri di cui al decreto del
segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri del
10 agosto 2016
1. In considerazione del diretto impegno del Dipartimento della
protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri nel
coordinamento delle attivita' in corso a seguito degli eventi sismici
di cui in premessa, i termini per l'attuazione del
riordino
organizzativo del medesimo Dipartimento disciplinato dal decreto del

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segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri in


data 10 agosto 2016 recante Organizzazione del Dipartimento della
protezione civile, registrato dalla Corte dei conti in data 6
settembre 2016 e comunicato al predetto Dipartimento in data 8
settembre 2016, in deroga alle disposizioni vigenti, sono prorogati
di 90 giorni e sono, pertanto, cosi' stabiliti:
a) il termine per la proposizione degli interpelli di cui al
paragrafo 9 della direttiva del Presidente del Consiglio recante i
criteri e le modalita' per il
conferimento
degli
incarichi
dirigenziali dell'11 maggio 2016, decorre dal 6 dicembre 2016;
b) il termine di 120 giorni per l'efficacia del nuovo assetto
organizzativo di cui all'art. 10 del citato decreto del segretario
generale del 10 agosto 2016 decorre dal 6 dicembre 2016.
2. Al conferimento degli incarichi dirigenziali a seguito del
riordino organizzativo del Dipartimento della protezione civile si
procedera', in conformita' a quanto previsto dal comma 1, secondo i
criteri e con le modalita' previste nella direttiva del Presidente
del Consiglio recante i criteri e le modalita' per il conferimento
degli incarichi dirigenziali dell'11 maggio 2016.
Art. 8
Integrazioni all'art. 5 dell'ordinanza del Capo del
della protezione civile del 6 settembre 2016, n. 392

Dipartimento

1. All'art. 5, comma 7, secondo periodo, dell'Ordinanza del Capo


del Dipartimento della protezione civile 6 settembre 2016, n. 392, e'
soppressa la locuzione mensile ed e' aggiunto il seguente periodo:
Ai titolari di incarico tecnico specialistico ai sensi dell'art. 48
del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 novembre
2010 di cui al presente comma, e' riconosciuto, per la durata dello
stato d'emergenza, il trattamento di missione previsto per il
personale della Presidenza del Consiglio dei ministri Area B F2, ivi
compreso l'anticipo sulle spese di missione ai sensi dell'art. 3
della legge 26 luglio 1978, n. 417.
Art. 9
Ulteriori disposizioni volte a garantire la piena
partecipazione dei comuni

operativita'

1. L'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) provvede a


coordinare la partecipazione dei comuni italiani, non direttamente
interessati dall'evento sismico in premessa, alle attivita' volte a
fronteggiare il medesimo evento calamitoso. A tal fine, l'Anci
assicura la presenza, presso la Dicomac, di proprio personale nel
limite massimo di 8 unita'.
2. Per le finalita' di cui al presente articolo, l'Anci provvede
all'istruttoria degli elementi informativi, ai sensi del comma 4
dell'art. 5 dell'ordinanza n. 392/2016, per il personale degli enti
locali di cui al comma 1 direttamente impegnato sul territorio
colpito dal sisma nelle attivita' connesse all'emergenza, nonche'
all'elaborazione dei piani di impiego ai sensi dell'art. 5, comma 5,
della medesima ordinanza n. 392/2016.
3. Fino al termine previsto nella delibera del Consiglio dei
ministri del 25 agosto 2016, per lo svolgimento delle attivita'
direttamente connesse con l'assistenza alle popolazioni colpite e la
realizzazione degli interventi urgenti nei territori di rispettiva
competenza, agli amministratori locali dei
comuni
interessati
dall'evento sismico in premessa, non si applicano i limiti di cui
all'art. 79, comma 4, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
4. Al fine di agevolare l'organizzazione ed il coordinamento delle
attivita' connesse all'emergenza, il personale di polizia locale dei

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comuni di cui al comma 1 puo' essere impegnato provvisoriamente nei


comuni interessati dall'evento calamitoso, per le finalita' di
istituto, in deroga all'art. 4, comma 1, lettera c) della legge 7
marzo 1986, n. 65, secondo le disposizioni contenute in un apposito
accordo-quadro sottoscritto tra l'Anci e gli enti locali interessati,
fatte salve le comunicazioni ai Prefetti competenti.
Art. 10
Interventi urgenti in materia sanitaria
1. In relazione al grave disagio socio economico derivante dagli
eventi sismici di cui alla presente ordinanza, gli operatori del
settore degli alimenti colpiti
dai
predetti
eventi,
previa
presentazione di autocertificazione del danno subito, resa ai sensi
del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,
e successive modificazioni, possono richiedere alle
autorita',
competenti ad effettuare i controlli sanitari
ufficiali,
una
sospensione, per l'intera durata dello stato di emergenza, del
pagamento delle tariffe di cui all'allegato
A,
del
decreto
legislativo 19 novembre 2008, n. 194.
Art. 11
Disposizioni in materia di raccolta e trasporto del materiale
contenente amianto derivante dal crollo parziale o totale degli
edifici
1. I materiali di cui all'art. 3, comma 1, dell'ordinanza n.
391/2016 nei quali si rinvenga, a seguito di ispezione visiva, la
presenza di amianto dovranno essere gestiti secondo le indicazioni di
cui ai commi 2, 3 e 4 del presente articolo.
2. I materiali di cui al comma 1, oppure i materiali di cui
all'art. 3, comma 5, dell'ordinanza 391/16, nella fase di raccolta,
non
dovranno
essere
movimentati,
ma
andranno
perimetrati
adeguatamente con nastro segnaletico. La ditta specializzata dovra'
presentare comunicazione all'AUSL competente per
territorio
e
rimuovere il materiale, a cui e' attribuito il codice CER 17.06.05*,
entro le successive 24 ore, in parziale deroga all'art. 256 del
decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Il rifiuto residuato dallo
scarto dell'amianto, sottoposto ad eventuale separazione e cernita di
tutte le matrici recuperabili, dei rifiuti pericolosi e dei RAEE,
mantiene la classificazione di rifiuto urbano non pericoloso con
codice CER 20.03.99 ed e' gestito secondo le indicazioni di cui
all'art. 3, comma 1, dell'ordinanza n. 391/2016.
3. Qualora il rinvenimento a seguito di ispezione visiva, di
materiale contenente amianto avvenga successivamente al conferimento
delle macerie di cui all'art. 3, comma 1, dell'ordinanza n. 391/2016
al sito di deposito temporaneo, dette macerie dovranno essere gestite
secondo le modalita' di cui al comma 2 della presente ordinanza. Il
rimanente rifiuto, privato del materiale contenente amianto, e
sottoposto ad eventuale separazione e
cernita
delle
matrici
recuperabili, dei rifiuti pericolosi e dei RAEE, mantiene
la
classificazione di rifiuto urbano non pericoloso con codice CER
20.03.99 e come tale deve essere gestito per l'avvio a successive
operazioni di recupero/smaltimento.
4. In considerazione dell'urgenza di provvedere alle attivita' di
cui al presente articolo senza soluzione di continuita', in ragione
della loro stretta connessione con l'esecuzione degli interventi di
assistenza alle popolazioni colpite e di messa in sicurezza dei beni
e degli insediamenti nonche' alla
realizzazione
delle
opere
provvisionali e delle contromisure tecniche urgenti sui manufatti
edilizi per la salvaguardia della pubblica incolumita'
e
il

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ripristino dei servizi essenziali, per l'individuazione dei materiali


contenenti amianto, i soggetti deputati alla raccolta e al trasporto
delle macerie nonche' quelli incaricati delle operazioni di selezione
e di separazione di flussi omogenei di rifiuti da avviare ad
operazioni di recupero/smaltimento, si avvalgono del supporto tecnico
e operativo di ISPRA, delle ARPA e delle AUSL territorialmente
competenti. A tal fine ISPRA coordina la mobilitazione e la presenza
nei territori colpiti in modo continuativo di personale specializzato
delle ARPA e delle AUSL interessate, per quanto di rispettiva
competenza, al fine di assicurare senza indugi le attivita' di cui al
presente articolo, nella misura necessaria.
Art. 12
Ulteriori disposizioni in materia di raccolta e trasporto
materiale derivante dal crollo parziale o totale degli edifici

del

1. Ai fini dei conseguenti


adempimenti
amministrativi,
il
produttore dei materiali di cui alla ordinanza n. 391/2016 e' il
comune di origine dei materiali stessi, in deroga all'art. 183, comma
1, lettera f), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e
successive modifiche e integrazioni.
2. La frazione legnosa derivante dalla pulizia
delle
aree
pubbliche, anche selezionata nei siti di deposito temporaneo, potra'
essere gestita come biomassa e conferita ad impianti per produzione
di energia e calore.
3. I siti di deposito temporaneo delle macerie di cui all'art. 3
dell'ordinanza n. 391/2016 possono essere adibiti anche a deposito,
in area separata ed appositamente allestita, di rifiuti di amianto
preventivamente individuati e separati in fase di raccolta delle
macerie.
4. Per consentire il rapido avvio a recupero o smaltimento dei
materiali di cui all'art. 3, comma 1, dell'ordinanza n. 391/2016,
possono essere autorizzati in deroga, limitatamente alla
fase
emergenziale, aumenti di quantitativi e/o tipologie di rifiuti
conferibili presso impianti autorizzati, previa verifica istruttoria
semplificata dell'idoneita' e compatibilita' dell'impianto, senza che
cio'
determini
modifica
e/o
integrazione
automatica
delle
Autorizzazioni vigenti degli impianti.
Art. 13
Disposizione per il personale delle forze di Polizia
1. Al personale appartenente alle forze di polizia, ivi compreso il
personale con qualifica dirigenziale, non si applica quanto previsto
dai commi 1, 2 e 3 dell'art. 5 dell'ordinanza n. 392/2016.
2. Al personale di cui al comma 1 direttamente impiegato nelle
attivita' di assistenza e soccorso o nelle attivita' connesse
all'emergenza, in deroga alle disposizioni vigenti e fermo restando
il divieto di cumulo con altri compensi per la medesima finalita',
oltre all'Indennita' di ordine pubblico puo' essere riconosciuta, per
il periodo dal 24 agosto fino al 30 settembre 2016:
a) per l'impiego sul territorio colpito, la corresponsione di
compensi per prestazioni di lavoro straordinario effettivamente rese,
oltre quelle gia' autorizzate dai rispettivi ordinamenti, nel limite
complessivo di 100 ore mensili pro-capite, per il periodo dal 24 al
31 agosto, e di 300 ore mensili pro-capite per il mese di settembre e
comunque nel limite massimo, rispettivamente, di 12 e 10 ore
giornaliere pro-capite;
b) per l'impiego in sede, anche con compiti di
supporto
finalizzati alla gestione emergenziale, la corresponsione di compensi
per prestazioni di lavoro straordinario effettivamente rese, oltre

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quelle gia' autorizzate dai rispettivi ordinamenti, nel limite


complessivo di 100 ore mensili pro-capite.
3. L'individuazione delle unita' di cui al comma 2, punto b), per
il periodo dal 24 al 31 agosto e dal 1 al 30 settembre 2016, e'
comunicata al Dipartimento della protezione civile, con riferimento
all'evoluzione delle esigenze e delle attivita' per il Dipartimento
della pubblica sicurezza e per le Forze di polizia dal vertice della
struttura di appartenenza.
4. Per il personale di cui al comma 1 resta fermo quanto previsto
dai commi 4, 5 ed 8 dell'art. 5, dell'ordinanza n. 392/2016.
Art. 14
Verifiche geologico-tecniche sul territorio
1. Al fine di favorire l'urgente
sistemazione
alloggiativa
provvisoria nelle aree colpite dagli eventi sismici in rassegna,
nonche' la valutazione della idoneita' idro-geologica delle aree per
la realizzazione dei moduli provvisori per uso scolastico ed altri
usi pubblici, si rendono necessarie verifiche sugli effetti prodotti
dal sisma e rilievi sui terreni, anche attraverso lo svolgimento di
indagini propedeutiche alle attivita' di microzonazione sismica e
rilevamenti di
tipo
geofisico,
geomorfologico,
geologico
e
geotecnico.
2. Per le finalita' di cui al comma 1, la Dicomac, in raccordo con
le regioni, provvede al coordinamento delle attivita' dei Centri di
competenza e degli ordini professionali.
3. Per le finalita' di cui al comma 1, anche in considerazione
dell'Accordo con il Consiglio nazionale dei geologi del 14 aprile
2011, il Dipartimento della protezione civile e' autorizzato ad
operare secondo le modalita' previste dall'art. 3, commi 2, 3 e 4,
dell'ordinanza n. 392/2016.
Art. 15
Disposizioni finanziarie
1. Alle misure disciplinate nella presente ordinanza, nel quadro di
quanto previsto ai sensi dell'art. 1, comma 3, dell'ordinanza n.
388/2016, si provvede a valere sulle risorse finanziarie che sono
rese disponibili per la gestione della situazione di emergenza di cui
in premessa.
La presente ordinanza sara' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 19 settembre 2016
Il Capo del Dipartimento: Curcio

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Regione Lazio
Atti del Presidente della Regione Lazio
Decreto del Presidente della Regione Lazio 16 novembre 2016, n. T00244
Proroga dell'incarico di Commissario Straordinario dell'Ente regionale "Parco naturale regionale dei Monti
Simbruini"

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OGGETTO: Proroga dellincarico di Commissario Straordinario dellEnte regionale Parco


naturale regionale dei Monti Simbruini
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO
SU PROPOSTA dellAssessore ai rapporti con il Consiglio, Ambiente e rifiuti
VISTO lo Statuto della Regione Lazio e, in particolare, larticolo 55, relativo agli enti dipendenti
dalla Regione;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 Disciplina del Sistema organizzativo della Giunta
e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionalee successive
modifiche;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, Regolamento di organizzazione degli
uffici e dei servizi della Giunta Regionale e successive modifiche;
VISTA la legge regionale 6 Ottobre 1997, n. 29, concernente: Norme in materia di aree naturali
protette regionali e successive modifiche e, in particolare, gli articoli da 13 a 16, relativi agli
organi degli enti di gestione delle aree naturali protette e gli articoli 18 e 19, relativi alle funzioni
della Regione di vigilanza e controllo sugli enti stessi;;
VISTO, altres, larticolo 39 della suddetta l.r. 29/1997 che ha istituito lente regionale di diritto
pubblico Parco naturale regionale dei Monti Simbruini;
VISTA la normativa statale in materia di coordinamento della finanza pubblica e di contenimento
della spesa, con particolare riguardo alle disposizioni del decreto legge 31 maggio 2010, n.78
Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivit economica convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 giugno 2010, n.122 e del decreto legge 6 luglio 2012, n.95
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012 n.135;
VISTA la legge regionale 28 giugno 2013, n. 4 Disposizioni urgenti di adeguamento allarticolo 2
del decreto legge 10 ottobre 2012, n.174, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 2012,
n.213, relativo alla riduzione dei costi della politica nonch misure in materia di razionalizzazione,
controlli e trasparenza dellorganizzazione degli uffici e servizi della Regione e, in particolare,
larticolo 22 che prevede la razionalizzazione e riduzione degli enti finanziati dalla Regione e dei
relativi organi;
VISTO larticolo 8, comma 2, della legge regionale n. 30/2002, recante Ordinamento degli enti
regionali operanti in materia di edilizia residenziale pubblica, laddove dispone che ai componenti
degli organi dell'azienda spetta un'indennit determinata dalla Giunta regionale ai sensi della legge
regionale 26 ottobre 1998, n. 46 e successive modifiche, tenendo anche conto dell'estensione
dell'mbito territoriale di competenza dell'azienda e della relativa dimensione demografica nonch
dell'entit delle risorse finanziarie e patrimoniali da gestire;
VISTO larticolo 1, comma 1, della predetta L.R. n. 46/1998 laddove prevede che le indennit
spettanti ai componenti degli organi degli enti dipendenti dalla Regione sono determinate, in
riferimento all'indennit lorda dei consiglieri regionali, con deliberazione della Giunta regionale,

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sentita la Commissione consiliare permanente competente in materia di bilancio, in relazione


all'entit del bilancio dell'ente, ai diversi livelli di funzioni, responsabilit e rappresentanza del
componente, compatibilmente con la situazione finanziaria dell'ente stesso e con la direttiva di
contenimento della spesa pubblica;
VISTA la D.G.R. n. 723 del 28 ottobre 2014 recante: Classificazione degli enti pubblici
dipendenti della Regione Lazio, istituiti ai sensi dellarticolo 55 dello statuto della Regione, per
fasce sulla base di indicatori e determinazione del limite massimo delle indennit annue lorde da
corrispondere ai componenti degli organi amministrativi o agli organi cui sono attribuiti tutti i poteri
di gestione, ordinaria e straordinaria;
CONSIDERATO che la predetta deliberazione n. 723/2014 prevede che con successiva
deliberazione si provveder, per i medesimi fini, a classificare gli enti di gestione delle aree naturali
protette e le aziende territoriali per ledilizia residenziale pubblica (ATER);
RITENUTO opportuno pertanto, nelle more dell'adozione del provvedimento di cui sopra, nel
rispetto dei principi finalizzati al contenimento della spesa regionale, di attribuire al Commissario
Straordinario una indennit annua lorda pari a quella del Presidente dellente da intendersi
omnicomprensiva di eventuali rimborsi spese di qualsiasi genere e gettoni di presenza;
VISTO il decreto legislativo 8 aprile 2013, n.39 Disposizioni in materia di inconferibilit e
incompatibilit di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo
pubblico, a norma dellarticolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n.190;
VISTA la deliberazione n. 164 del 3 luglio 2013 avente ad oggetto Commissariamento degli enti
regionali di diritto pubblico gestori delle aree naturali protette istituiti ai sensi delle leggi regionali 6
Ottobre 1997, n. 29: Norme in materia di aree naturali protette regionali , 4 aprile 1979, n. 21, 25
novembre 1999, n. 36, 4 dicembre 2008, n.21 e 24 dicembre 2008, n.24 e successive modifiche;
VISTA la deliberazione n. 640 del 30 settembre 2014 che ha prorogato i commissariamenti,
disposti con la D.G.R. n. 164 del 3 luglio 2013, fino alla nomina dei nuovi organi di
amministrazione, comunque non oltre il 30 settembre 2015;
VISTA la deliberazione n. 519 del 29 settembre 2015 che dispone unulteriore proroga dei
commissariamenti, di cui alla DGR n. 640 del 30 settembre 2014, fino alla nomina dei nuovi organi
di amministrazione, comunque non oltre il 30 settembre 2016;
CONSIDERATO che con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 518 del 29 settembre 2015
recante: Proposta di legge regionale concernente:Modifiche alla legge regionale 6 ottobre 1997, n.
29. Norme in materia di aree naturali protette regionali. stata avviata la riforma della normativa
regionale concernente il sistema di gestione delle aree naturali protette;
CONSIDERATO che la legge regionale n. 12 del 10 agosto 2016, recante Disposizioni per la
semplificazione, la competitivit e lo sviluppo della regione, ha modificato sia la composizione sia
le modalit di nomina dei componenti dei consigli direttivi delle aree naturali protette ai sensi
dellarticolo 14, comma 1, lett. c) della legge regionale 6 ottobre 1997, n. 29;

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VISTA la circolare del Segretario Generale prot. n. 310341 del 13 giugno 2016, avente ad oggetto
Conferimento di incarichi controlli sulle dichiarazioni di inconferibilit ed incompatibilit;
VISTO il Decreto del Presidente della Regione Lazio n. T00197 del 1 ottobre 2015 di proroga
dellincarico al Dott. Enrico Panzini quale Commissario straordinario dellEnte regionale Parco
naturale regionale dei Monti Simbruini fino e non oltre il 30 settembre 2016;
VISTA la deliberazione n. 583 del 7 ottobre 2016 con cui sono stati ulteriormente prorogati i
commissariamenti, inizialmente disposti con DGR n. 164 del 3 luglio 2013come sopra indicato;
ATTESO che la deliberazione n. 583/2016 proroga il commissariamento fino alla nomina dei
nuovi organi di amministrazione, secondo le disposizioni contenute nella legge di riforma prevista
dallart. 22 della l.r. n. 4/2013 e nellart. 55, comma 3, dello Statuto regionale e, comunque, non
oltre il 30 novembre 2016;
VISTO il curriculum vitae del dott. Enrico Panzini;
ATTESO che la Direzione Regionale Ambiente e Sistemi Naturali ha richiesto alla Procura della
Repubblica competente il certificato del casellario giudiziario generale con nota prot. n. 518814 del
17 ottobre 2016, nonch il certificato dei carichi pendenti con nota prot. n. 558780 dell8 novembre
2016, del Dott. Enrico Panzini;
VISTO il certificato del casellario giudiziale generale n. 127628/2016/R che la Procura della
Repubblica di Roma ha trasmesso in data 10 novembre 2016, assunto al protocollo regionale in data
10 novembre 2016 con n. 564672;
VISTA la nota con la quale la Procura della Repubblica competente ha risposto certificando, per il
Dott. Enrico Panzini, i carichi pendenti, in data 9 novembre 2016 (prot. regionale n. 562104 del 9
novembre 2016);
ATTESO che la Direzione Regionale Ambiente e Sistemi Naturali ha richiesto, con nota prot. n.
548198 del 2 novembre 2016 alla procura generale della Corte dei Conti, di certificare i
procedimenti pendenti e/o condanne anche con sentenza non definitiva, per danno erariale a carico
del Dott. Enrico Panzini;
VISTA la nota della procura generale della Corte dei Conti. n 20549 del 10 novembre 2016 che ha
certificato linesistenza di procedimenti pendenti e/o condanne, anche con sentenza non definitiva
per danno erariale, a carico del Dott. Enrico Panzini;
CONSIDERATO che la Direzione Regionale Ambiente e Sistemi Naturali ha richiesto allINPS le
informazioni concernenti leventuale sussistenza di rapporti di lavoro pubblico e/o privato del Dott.
Enrico Panzini con nota prot. n. 536492 del 25 ottobre 2016;
VISTA la nota dellINPS assunta al protocollo regionale con n. 553469 del 4 novembre 2016 dalla
quale risulta attivo un rapporto di lavoro a tempo indeterminato non rilevante ai fini della nomina;

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CONSIDERATO che la visura camerale relativa al Dott. Enrico Panzini, effettuata in data 25
ottobre 2016 dalla Direzione Regionale Centrale Acquisti ed acquisita con prot. n. 562090 del 9
novembre 2016, non ha dato esito;
ATTESO che tramite lAnagrafe degli amministratori locali e regionali del Ministero dellInterno e
la banca dati del Senato della Repubblica si verificato che il Dott. Enrico Panzini non ricopre ne
ha ricoperto negli ultimi due anni cariche pubbliche;
VISTA la dichiarazione di insussistenza di cause di incompatibilit ed inconferibilit e la
dichiarazione di assenza di conflitto rilasciata dal Dott. Enrico Panzini in data 3 novembre 2016 e
assunta al protocollo regionale con n. 554835 del 7 novembre 2016;
CONSIDERATO che il responsabile del procedimento ha verificato con propria istruttoria dal 17
ottobre 2016 al 10 novembre 2016 le dichiarazioni di insussistenza di cause di incompatibilit ed
inconferibilit e la dichiarazione di assenza di conflitto di interessi e il curriculum vitae resi dal
Dott. Enrico Panzini ;
PRESO ATTO che dalla verifica non emergono cause di inconferibilit ed incompatibilit o di
conflitti di interessi, anche potenziali, al fine del conferimento dellincarico de quo al Dott. Enrico
Panzini ;
VALUTATO che il Dott. Enrico Panzini risulta essere, anche sulla base del curriculum vitae,
persona qualificata ad assolvere le funzioni di Commissario straordinario dellEnte regionale Parco
naturale regionale dei Monti Simbruini;
RITENUTO, pertanto, opportuno prorogare lincarico di Commissario straordinario dellEnte
regionale Parco naturale regionale dei Monti Simbruini al dott. Enrico Panzini, nato a Subiaco
(RM) il 7 marzo 1961;
DECRETA
Per le motivazioni esposte in premessa,
1. di prorogare lincarico di Commissario straordinario dellEnte regionale Parco naturale
regionale dei Monti Simbruini al dott. Enrico Panzini, nato a Subiaco (RM) il 7 marzo 1961;
2. di stabilire che il commissario straordinario rester in carica, con i compiti e le funzioni del
Presidente e del Consiglio direttivo, fino alla nomina del nuovo organo di amministrazione secondo
quanto previsto in sede di riordino della normativa concernente il sistema di gestione delle aree
naturali protette regionali e dallarticolo 55, comma 3, dello Statuto della Regione e, comunque non
oltre il 30 novembre 2016;
3. di fissare il compenso omnicomprensivo da corrispondere al Commissario in misura pari a quello
attribuito al Presidente dellente;

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Avverso il presente Decreto ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo


Regionale del Lazio nel termine di giorni 60 (sessanta) dalla comunicazione, ovvero, ricorso
straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni 120 (centoventi).
Il presente decreto redatto in due originali e sar pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione.
Roma l,
Il Presidente
Nicola Zingaretti

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 15 novembre 2016, n. 680
Legge Regionale 1 marzo 2000, n. 15. Piano settoriale di intervento per la tutela delle risorse genetiche
autoctone di interesse agrario. Triennio 2015-2017. PROGRAMMA OPERATIVO ANNUALE - TERZA
ANNUALITA'.

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Oggetto: Legge Regionale 1 marzo 2000, n. 15. Piano settoriale di intervento per la tutela delle
risorse genetiche autoctone di interesse agrario. Triennio 20152017. PROGRAMMA
OPERATIVO ANNUALE TERZA ANNUALIT.

LA GIUNTA REGIONALE
Su proposta dellAssessore allAgricoltura e Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca
VISTA la Legge Statutaria della Regione Lazio 11 novembre 2004, n.1;
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n.6 Disciplina del sistema organizzativo
della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza e al personale regionale e
successive modificazioni;
VISTO il Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n. 6 Regolamento di Organizzazione
degli uffici e dei servizi della Giunta regionale e successive modificazioni;
VISTA la Convenzione sulla diversit biologica, approvata nel 1992 nella Conferenza di
Rio delle Nazioni Unite sullAmbiente e lo Sviluppo e ratificata dalla legge 14 febbraio 1994,
n.124, secondo la quale gli Stati sono responsabili della conservazione della loro diversit
biologica e dellutilizzazione durevole delle loro risorse biologiche;
VISTO il Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per lalimentazione e
lagricoltura adottato dalla trentunesima riunione della Conferenza della FAO a Roma il 3
novembre 2001 e ratificato con Legge 6 aprile 2004, n.101, che, ponendosi lobiettivo della
conservazione e delluso sostenibile delle risorse genetiche vegetali per lagricoltura e
lalimentazione, anche attraverso una distribuzione equa dei benefici derivanti dal loro uso, affida ai
governi la responsabilit di adottare gli strumenti necessari per garantire questi diritti e per aiutare
gli agricoltori che si occupano attivamente di conservazione;
VISTO il Protocollo di Nagoya relativo all'accesso alle risorse genetiche e alla giusta ed
equa ripartizione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione, trattato internazionale adottato il 29
ottobre 2010 dalle parti della Convenzione sulla diversit biologica;
VISTO il Regolamento (CE) n. 870/2004 del Consiglio del 24 aprile 2004 che istituisce un
programma comunitario concernente la conservazione, la caratterizzazione, la raccolta e
lutilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura, e che, tra laltro, comprende azioni mirate,
concertate e di accompagnamento;
VISTO il Regolamento del Consiglio (CE) 1698/2005 (Sviluppo rurale 2007-2013) che,
nellambito delle politiche di promozione dello sviluppo sostenibile delle zone rurali, riconosce agli
agricoltori, tra laltro, un importante ruolo nella preservazione delle risorse genetiche in agricoltura;
VISTO il Regolamento (UE) N. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17
dicembre 2013 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo
rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio;
VISTO il Regolamento delegato (UE) n. 807/2014 della Commissione dell11 marzo 2014
che integra talune disposizioni del regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del

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Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo
rurale (FEASR) e che introduce disposizioni transitorie;
VISTO il Piano Nazionale sulla biodiversit di interesse agricolo (PNBA) approvato dalla
Conferenza Stato-Regioni il 14 febbraio 2008 approvato con D.M. n. 28672 del 14/12/2009;
VISTO il Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale del 20 ottobre 2009;
VISTO il Documento Linee guida nazionali per la conservazione in situ, on farm ed ex
situ, della biodiversit vegetale, animale e microbica di interesse per lagricoltura, adottato con
Decreto del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 6 luglio 2012 (pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 171 del 24 luglio 2012);
VISTO il Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 concernente Riordino della disciplina
riguardante gli obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle
pubbliche amministrazioni;
VISTA la Legge 1 dicembre 2015, n. 194 concernente Disposizioni per la tutela e la
valorizzazione della biodiversit di interesse agricolo e alimentare (pubblicata sulla GU n. 288 del
11/12/2015);
VISTA la legge regionale 10 gennaio 1995, n. 2, Istituzione dellagenzia regionale per lo
sviluppo e linnovazione dellagricoltura del Lazio (ARSIAL) e successive modifiche e
integrazioni;
VISTA la legge regionale 1 marzo 2000, n.15 Tutela delle risorse genetiche autoctone di
interesse agrario volta a favorire e promuovere iniziative in difesa della biodiversit in campo
agricolo, la cui attuazione affidata allARSIAL;
VISTO il Programma di Sviluppo Rurale del Lazio 2014-2020, approvato dalla
Commissione europea con Decisione C(2015) del 17 novembre 2015;
VISTA la Deliberazione del Consiglio Regionale 4 novembre 2015, n. 11 concernente il
Piano settoriale di intervento per la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario per il
triennio 2015-2017, pubblicata sul BURL n. 95, Supplemento n. 1 del 26/11/2015;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n. 657 del 25 novembre 2015 concernente
Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020 - Presa d'atto della Decisione della Commissione
Europea n. C(2015)8079 del 17 novembre 2015;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale 9 dicembre 2015, n. 716 avente per
oggetto: Legge Regionale 1 marzo 2000, n. 15. Piano settoriale di intervento per la tutela delle
risorse genetiche autoctone di interesse agrario. Triennio 20152017. PROGRAMMA
OPERATIVO ANNUALE PRIMA ANNUALIT e PROGRAMMA OPERATIVO ANNUALE
SECONDA ANNUALIT, pubblicata sul BURL n. 103 del 24/12/2015;
VISTA la Determinazione 31 agosto 2016, n. G09679 concernente PSR 2014/2020 Sottomisura 10.2 Sostegno per la conservazione delle risorse genetiche vegetali ed animali in
agricoltura, tipologia di operazione 10.2.1 Conservazione delle risorse genetiche vegetali ed animali
in agricoltura. Condizioni e modalit di attuazione e di erogazione del sostegno;.

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CONSIDERATO che lart. 6 della L.R. n.15/2000 stabilisce che la Regione nellambito e
in applicazione del Piano settoriale di intervento triennale, predispone, per ognuna delle annualit
comprese nel triennio, un programma operativo annuale per la realizzazione delle attivit ed
iniziative previste. Esso viene attuato dallARSIAL ed sottoposto a controllo e monitoraggio da
parte della struttura regionale competente in materia;
RITENUTO necessario rafforzare, come richiesto dalla Commissione Europea, le azioni a
favore della tutela della biodiversit agraria, al fine di raggiungere gli obiettivi di arresto della
perdita di biodiversit entro il 2020;
CONSIDERATO che il Piano settoriale di intervento per la tutela delle risorse genetiche
autoctone di interesse agrario. Triennio 2015 2017 prevede:
- una spesa annuale di 300.000,00 euro;
- che il finanziamento sar a carico dellAgenzia, ai sensi dellarticolo 9 della L.r. 15/2000, e
dei contributi previsti dai PSR del Lazio 2014-2020 nellambito delle iniziative assunte per
il potenziamento dellobiettivo di salvaguardia della biodiversit;
VISTO il documento Legge Regionale 1 marzo 2000, n. 15. Piano settoriale di intervento
per la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario. Triennio 20152017.
PROGRAMMA OPERATIVO ANNUALE TERZA ANNUALIT, allegato alla presente
deliberazione e di essa facente parte integrante;
SENTITA lAgenzia Regionale per lo Sviluppo dellInnovazione dellAgricoltura del Lazio
(ARSIAL);
RITENUTO di dover approvare il documento: Legge Regionale 1 marzo 2000, n. 15.
Piano settoriale di intervento per la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario.
Triennio 20152017. PROGRAMMA OPERATIVO TERZA ANNUALIT, allegato alla
presente deliberazione e di essa facente parte integrante;

DELIBERA
ai sensi della Legge regionale n. 15 del 1 marzo 2000, articolo 6,
-

di approvare il documento: Legge Regionale 1 marzo 2000, n. 15. Piano settoriale di


intervento per la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario. Triennio 2015
2017. PROGRAMMA OPERATIVO TERZA ANNUALIT, allegato alla presente
deliberazione e di essa facente parte integrante;
di stabilire che tale Programma operativo sia attuato dallARSIAL per una spesa annuale di
euro 300.000,00 il cui finanziamento, ai sensi dellarticolo 9 della L.r. 15/2000, sar a carico
dellAgenzia e dei contributi previsti dai PSR del Lazio 2014-2020, nellambito delle iniziative
assunte per il potenziamento dellobiettivo di salvaguardia della biodiversit.

Ricorrono le condizioni di cui allarticolo 23 del decreto legislativo del 14 marzo 2013, n. 33.
La presente deliberazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

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REGIONE LAZIO
DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE,
CACCIA E PESCA
AREA SERVIZIO FITOSANITARIO REGIONALE. INNOVAZIONE IN AGRICOLTURA

Legge Regionale 1 marzo 2000, n. 15. Piano settoriale di intervento per la tutela
delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario. Triennio 2015 2017.
PROGRAMMA OPERATIVO ANNUALE TERZA ANNUALITA

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Indice
1. PREMESSA

2. INTERVENTI
a) Censimento, catalogazione e caratterizzazione delle risorse genetiche
b) Informazione
c) Rete di conservazione e sicurezza.
d) Conservazione ex situ

3. RISORSE FINANZIARIE
4. VERIFICA E MONITORAGGIO DELLE ATTIVITA

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1. PREMESSA
Con il PROGRAMMA OPERATIVO ANNUALE TERZA ANNUALIT si d attuazione
a quanto previsto dalla L.R. n. 15/2000 Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse
agrario, con riferimento alla relativa programmazione triennale approvata con Deliberazione del
Consiglio Regionale 4 novembre 2015, n. 11 Piano settoriale di intervento per la tutela delle
risorse genetiche autoctone di interesse agrario. Triennio 2015-2017 e pubblicata sul Bollettino
ufficiale della Regione Lazio n. 95 del 26/11/2015 Supplemento n. 1.
La L.R. n. 15/2000 attuata dallARSIAL sulla base di atti di programmazione della
Regione (Piani settoriali triennali e programmi operativi annuali) che si inseriscono in un contesto
normativo nazionale ed europeo in cui la biodiversit in generale e quella agricola in particolare,
hanno assunto nel corso degli anni unimportanza sempre maggiore.
Lattuazione della suddetta legge regionale da parte dell ARSIAL ha permesso, fino ad
oggi, di individuare ed iscrivere agli appositi Registri volontari regionali oltre 200 tra variet e razze
locali, costruendo attorno ad esse una serie di interventi di valorizzazione e permettendo agli
agricoltori/allevatori detentori di tali risorse, di poter accedere ai contributi appositamente previsti
dai Programmi di sviluppo rurale.
In attuazione del Piano Settoriale triennale 2015-2017, la presente programmazione
specifica le attivit da realizzare nella terza annualit in continuit con i piani operativi 2015 e
2016, e persegue il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
- armonizzare le attivit con quanto previsto dal Piano Nazionale Biodiversit Agraria
(PNBA) ed in particolare dalle Linee guida nazionali per la conservazione in situ, on farm
ed ex situ, della biodiversit vegetale, animale e microbica di interesse agrario approvate
con DM del MiPAAF del 6 luglio 2012 e dalla Legge 1 dicembre 2015, n. 194
Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversit di interesse agricolo e
alimentare.;
- proseguire le indagini territoriali, storiche ed economiche e caratterizzare il patrimonio
genetico autoctono;
- implementare il Registro Volontario Regionale (RVR) anche in previsione della sua
confluenza nellAnagrafe nazionale delle variet e razze-popolazioni la cui realizzazione
prevista dalle successive fasi del Piano Nazionale Biodiversit Agricola ed in particolare
dalla Legge 194/2015;
- attivare ulteriormente circuiti di recupero delle risorse genetiche e di valorizzazione dei
prodotti da essi derivati;
- miglioramento operativo della Rete di conservazione e sicurezza per garantire la
conservazione in situ/on farm, fornendo agli operatori ladeguato sostegno tecnico e
progettuale, in particolare per lottenimento dei contributi del PSR.;
- proseguire le attivit di supporto al PSR 2014-2020 per le misure inerenti la conservazione
della biodiversit agraria.

2. INTERVENTI
Gli interventi da attuare nella terza annualit del Piano settoriale 2015 2017 si articolano nelle
azioni di seguito riportate:

a) Censimento, catalogazione e caratterizzazione delle risorse genetiche


Piano Nazionale Biodiversit Agraria

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ARSIAL proseguir ladeguamento dei propri strumenti operativi a quanto contenuto nelle Linee
Guida del Piano Nazionale della Biodiversit Agraria e nella Legge del 1 dicembre 2015, n. 194
Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversit di interesse agricolo e alimentare.

Risorse genetiche animali


Proseguir lattivit di censimento e caratterizzazione, sia morfologica che genetica, delle risorse
genetiche animali autoctone a rischio di erosione, con particolare riguardo a quelle gi iscritte al
Registro Volontario Regionale (RVR), ma non ancora inserite nei rispettivi Registri Anagrafici.
Nellambito della zootecnia sar necessario realizzare programmi volti:
a) agli studi (ricerca bibliografica e storico-antropologica) ed alle analisi genetiche della
popolazione residuale di Pecora Quadricorna al fine di effettuare una corretta caratterizzazione
morfologica e genetica, anche per indagare sulla sua vicinanza genetica con altre popolazioni
ovine autoctone rinvenute nellItalia Centro-meridionale;
b) alla prosecuzione della ricerca, nel territorio regionale, di popolazioni caprine riconducibili a
quelle iscritte al RVR ed il completamento dello studio della caratterizzazione genetica qualora
emergano, come atteso, nuovi interessanti gruppi di soggetti autoctoni;
c) al completamento della ricerca sul territorio di soggetti morfologicamente riconducibili alla
popolazione residuale di Asini melanici dei Monti Lepini, leffettuazione della caratterizzazione
morfologica e, se vi sono gli elementi, genetica;
d) alla prosecuzione degli studi (ricerca bibliografica e storico-antropologica) e della ricerca nel
territorio regionale, di avicoli riconducibili a popolazioni autoctone e leffettuazione della loro
caratterizzazione morfologica;
e) alla realizzazione di nuclei di riproduttori per la conservazione in situ di razze autoctone non
ancora ricondotte al Registro Anagrafico ma tutelate dalla legge regionale n. 15/2000;
f) alla ricerca di ulteriori risorse genetiche autoctone e, in caso di rinvenimento, la loro
caratterizzazione morfologica e genetica.
Risorse genetiche vegetali
Arboree
- Prosecuzione del censimento e della caratterizzazione delle nuove variet gi segnalate;
- analisi e caratterizzazione delle variet di vitigni autoctoni individuate, finalizzate alla loro
iscrizione a Registri nazionali e regionali;
- prosecuzione della collaborazione nella stesura dellAtlante Nazionale dei Fruttiferi (CREAMIPAAF) sulla base delle passate attivit svolte in convenzione con il CREA- Frutticoltura di
Roma, con particolare riferimento alla redazione delle schede relative alla risorse genetiche
frutticole autoctone del Lazio, tutelate dalla L.R. n.15/2000.
Erbacee
- Prosecuzione del censimento e della caratterizzazione di variet locali gi rinvenute o di recente
segnalate. Per quanto riguarda lampia collezione di accessioni appartenenti alla specie fagiolo
(Phaseolus vulgaris), censite nel tempo da ARSIAL e conservate nella propria Banca del
Germoplasma, saranno completate le analisi genetiche e si proceder alla valutazione della
diversit presente nelle variet locali e tra esse, anche al fine di risolvere eventuali casi di
omonimia e sinonimia.
- Caratterizzare morfologica e genetica delle variet locali di carciofo romanesco coltivate nel
Lazio: confronto delle risorse rinvenute recentemente, come ad esempio la segnalazione del
Comune di Orte sul carciofo Ortano, con le due variet locali gi iscritte al RVR, Carciofo
Campagnano e Carciofo Castellamare, di cui ARSIAL detiene vari cloni nel campo catalogo
di Cerveteri e presenti in campi sperimentali ARSIAL nel territorio di Latina.
- Approfondimento delle problematiche agronomiche legate alla coltivazione di popolazioni di
frumento tenero provenienti da variet di grani antichi variet storiche; monitoraggio della
coltivazione in pieno campo di alcune variet storiche presenti nelle diverse collezioni regionali
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sia di ARSIAL che di altri soggetti, anche per rispondere al rinnovato interesse degli agricoltori
biologici e/o a bassi input verso queste popolazioni e le loro filiere.
- A seguito del rinvenimento del pomodoro fiaschetta di Fondi, segnalato recentemente ad
ARSIAL da parte del Consorzio C.O.P.L.A. di Fondi (LT), si raccoglieranno i dati di
caratterizzazione morfologica effettuata dallo stesso Consorzio e si avvier una prova
sperimentale per la verifica delladattamento di tale variet alla produzione, sia in azienda
condotta a bassi input che con metodo biologico.
Elaborazione ed archiviazione dati
Saranno effettuate le seguenti attivit riguardanti le risorse genetiche, sia animali che vegetali,
dinteresse agrario a rischio di erosione genetica:
- implementazione e aggiornamento dei data base e del sito web dedicati; eventuale acquisizione
di software adatti ad una migliore fruibilit e alla comunicazione con analoghe banche dati con
particolare riferimento a quelle nazionali;
- compilazione del Registro Volontario Regionale (sezione animale e sezione vegetale),
aggiornamento dei siti di conservazione e relativa cartografia tematica, prevedendo lo scambio di
dati sulla conservazione in situ ed ex situ con eventuali altre banche dati regionali, nazionali e
internazionali;
- catalogazione e archiviazione delle fonti bibliografiche, iconografiche ed audiovisive raccolte e
utilizzate nel corso dellattivit di ricerca storico-antropologica presso biblioteche ed archivi;
- aggiornamento del Registro Volontario Regionale anche su supporto informatico.
Iscrizione al Registro Volontario Regionale
Compatibilmente con la costituzione delle due nuove Commissioni tecnico scientifiche, una per il
settore vegetale ed una per il settore animale (il cui iter di nomina in corso), ARSIAL provveder
alliscrizione al RVR delle numerose nuove risorse genetiche, vegetali ed animali, in particolare
attraverso le seguenti azioni:
supporto tecnico-operativo per il funzionamento delle Commissioni Tecnico-Scientifiche per i
Settori Animale e Vegetale
trasmissione della documentazione agli esperti delle Commissioni Tecnico-Scientifiche, ai fini
dellespressione del parere relativo alle entit da iscrivere.
elaborazione dei nuovi dossier.
Supporto al Piano di Sviluppo Rurale Lazio 2014-2020
La programmazione dello Sviluppo Rurale 2014-2020, rivolge una particolare attenzione agli
obiettivi ambientali e, tra questi, anche alla tutela della biodiversit agraria. Come noto le attivit
svolte in ottemperanza della L.R. n. 15/2000 rappresentano la base informativa e operativa che
risulta indispensabile alla gestione delle misure del PSR relative alla tutela della biodiversit
agraria. In particolare lARSIAL si occuper:
- di aggiornare gli elenchi delle razze e delle variet soggette agli aiuti del PSR 2014-2020 sulla
base delle nuove iscrizioni al Registro Volontario Regionale e secondo i criteri previsti dai
Regolamenti europei dello Sviluppo Rurale;
- di procedere allaggiornamento della valutazione del rischio di erosione genetica sia delle risorse
genetiche vegetali che animali, tutelate dalla L.R. n. 15/2000;
- di effettuare sopralluoghi presso gli agricoltori aderenti alla Rete di conservazione e sicurezza al
fine di rilasciare lattestazione di appartenenza varietale delle colture e delle piante isolate
coltivate, alle variet locali iscritte nel Registro Volontario Regionale, elemento indispensabile
per lottenimento del sostegno da parte dei beneficiari del PSR 2014-2020 per la Misura 10.1.8;
- di effettuare sopralluoghi presso gli allevatori aderenti alla Rete di conservazione e sicurezza al
fine di rilasciare lattestazione di appartenenza dei capi alle razze locali iscritte al Registro
Volontario Regionale ancora prive di registro anagrafico/libro genealogico. Tale attestazione
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elemento indispensabile per lottenimento del sostegno da parte dei beneficiari del PSR 20142020 per la Misura 10.1.8;
- di avviare le azioni necessarie allistituzione dei Registri nazionali di riferimento per le razze che
ne sono prive.

b) Informazione
Divulgazione e pubblicizzazione delle informazioni
ARSIAL proceder alla realizzazione delle seguenti attivit:
- aggiornamento e pubblicazione del nuovo materiale divulgativo sulle attivit svolte, sulle risorse
genetiche autoctone iscritte al Registro Volontario Regionale e sulle misure relative alla
biodiversit del PSR;
- aggiornamento della pagina web dedicata, nel sito www.ARSIAL.it al fine di facilitare laccesso
alle informazioni tematiche e la consultazione dei Registri;
- aggiornamento allinterno della parte del sito web di ARSIAL dedicato alla biodiversit, della
apposita pagina dedicata alla programmazione regionale in materia, alle attivit svolte in
attuazione di suddetti piani, ed alle risorse impiegate;
- comunicazione tecnico-scientifica, utilizzando anche la scheda sintetica varietale proposta nelle
Linee guida nazionali, alle comunit locali interessate dalle attivit della Rete di Conservazione e
Sicurezza, come restituzione del lavoro svolto sulle le risorse genetiche del loro territorio;
- assicurare una qualificata partecipazione ad almeno un evento per le risorse genetiche animali ed
un evento per le risorse genetiche vegetali, tra fiere/convegni/seminari a livello locale e
nazionale, per la divulgazione delle attivit concernenti la tutela della biodiversit agricola del
Lazio.

c) Rete di Conservazione e Sicurezza


Saranno predisposte opportune azioni volte ad incentivare ladesione alla Rete di Conservazione e
Sicurezza, promuovere i rapporti tra gli aderenti, offrire servizi da parte di ARSIAL, favorire
percorsi di cooperazione per la conservazione attiva in situ e la valorizzazione dei prodotti anche
attraverso la predisposizione e ladozione di una Carta della Rete tendente a disciplinarne le
attivit.
Per tali fini lARSIAL provveder ad organizzare e potenziare le seguenti attivit di Rete:
rafforzamento ed aggiornamento della Rete di Conservazione e Sicurezza a seguito delle nuove
domande di adesione;
prosecuzione degli incontri con le comunit che detengono le risorse genetiche tutelate, sulla
base delle esigenze provenienti dal territorio; organizzazione incontri aziendali, coinvolgendo
aziende agricole, organizzazioni non governative, enti gestori del territorio ed associazioni locali,
anche attraverso giornate dimostrative su risorse genetiche animali e vegetali a rischio di
erosione genetica;
per alcune variet di specie agrarie e/o ortive, iscritte al RVR, sar verificata la possibilit di
iscrizione al Registro nazionale, come variet da conservazione avviando un confronto diretto
con gli agricoltori detentori della risorsa per una corretta gestione in situ/on farm;
con la finalit di costituire una filiera per la produzione di materiale di moltiplicazione garantito
in termini varietali:
- avvio di analisi genetiche delle piante arboree di fruttiferi presenti presso gli agricoltori storici,
i vivai moltiplicatori e gli agricoltori della Rete di Conservazione e Sicurezza del Lazio;
- verifica ed eventuale predisposizione dei dossier per liscrizione delle risorse genetiche
autoctone arboree a rischio di erosione del Lazio, al Registro nazionale delle specie da frutto;
messa a punto di progetti volti alla conservazione in situ delle risorse genetiche animali
tutelate;

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convenzioni con Enti di ricerca ed Enti Parco e/o altri soggetti gestori del territorio per le
attivit di recupero e gestione delle risorse genetiche animali autoctone.
Valorizzazione dei prodotti
Tra le attivit relative alla Rete di Conservazione e Sicurezza, proseguiranno azioni per la
valorizzazione dei prodotti derivanti dalle risorse genetiche autoctone individuate e tutelate. In
particolare proseguiranno le attivit di animazione locale e di servizio alle aziende che allevano o
coltivano razze animali o variet tutelate dalla L.R.15/2000.
Relativamente alle risorse genetiche animali saranno svolte le seguenti attivit:
- ai fini della valorizzazione dei prodotti, in collaborazione con lANAS, sar approfondita la
valutazione dei capi con le caratteristiche proprie degli Standard Suino Nero Reatino e dei Monti
Lepini non ancora iscritti al suddetto Registro Anagrafico, verranno scelti i migliori riproduttori
anche allinterno degli allevamenti gi iscritti allANAS, ed eseguite analisi genetiche e piani di
accoppiamento;
- prosecuzione delle attivit di animazione per la divulgazione dei prodotti derivati dalle risorse
genetiche animali autoctone della regione.
Relativamente alle risorse genetiche vegetali, si prevedono le seguenti azioni:
- ai fini di valorizzare le variet locali tutelate Aglio rosso di Proceno e Aglio rosso di
Castelliri saranno effettuati approfondimenti e confronti con altre variet locali o commerciali
di aglio rosso attraverso analisi con marcatori molecolari, per mettere a punto sistemi efficaci di
moltiplicazione ed effettuare leventuale iscrizione come variet da conservazione al Registro
nazionale. Inoltre sar messo a punto un monitoraggio fitosanitario del materiale di
moltiplicazione utilizzato dagli agricoltori;
Studi storico-antropologici
Anche a supporto dellattivit delle Commissioni tecnico scientifiche proseguiranno le attivit di
studio sul capitale sociale e le comunit locali che detengono le risorse genetiche autoctone, a
partire dai risultati ottenuti con il progetto dal titolo Capitale Sociale in Agricoltura.

d) Conservazione ex situ
Le attivit di conservazione ex situ saranno realizzate attraverso le seguenti azioni:
- mantenimento e potenziamento del campo collezione delle risorse genetiche tutelate presso
lazienda ARSIAL di Montopoli;
- cura e mantenimento delle collezioni di carciofo (azienda ARSIAL di Cerveteri);
- cura, mantenimento e potenziamento di orticole e fruttiferi del frusinate (azienda ARSIAL di
Alvito);
- cura e mantenimento della collezione di semi conservati a 20C, presso la banca del
germoplasma dellARSIAL di Roma e implementazione della stessa collezione con nuove
accessioni ritenute meritevoli di conservazione.

3. RISORSE FINANZIARIE
Il presente programma sar attuato dallARSIAL per una spesa di 300.000,00 (trecentomila)
euro che potr coprire esclusivamente le azioni e gli interventi previsti dal medesimo programma e
rientranti nel Piano settoriale triennale 2015-2017 di cui alla Deliberazione del Consiglio regionale
n. 11 del 4 novembre 2015. Il finanziamento sar a carico del bilancio dellAgenzia, ai sensi
dellarticolo 9 della L.R. n. 15/2000 e delle risorse previste dai PSR del Lazio 2014-2020

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nellambito della iniziative assunte per il potenziamento dellobiettivo di salvaguardia della


biodiversit.

4. VERIFICA E MONITORAGGIO
Nellambito del monitoraggio del presente programma lARSIAL dovr produrre:
- una relazione semestrale che indichi i risultati e le criticit riscontrate nel periodo di
riferimento;
- una relazione finale in cui dovranno essere indicate le attivit svolte nellambito di ciascuna
azione e i risultati ottenuti.
Tali relazioni saranno pubblicate sul sito dellARSIAL e inviate al Consiglio Regionale e alle
Commissioni consiliari competenti, nonch alla competente area della direzione Regionale
Agricoltura e Sviluppo rurale, caccia e pesca anche al fine di fornire alla Regione Lazio le
informazioni necessarie alla predisposizione della relazione sullattuazione del Trattato
internazionale sulle risorse fitogenetiche in agricoltura prevista allart. 3, comma 3, della L. n.
101/2004.
Al fine di consentire il monitoraggio fisico e finanziario e la valutazione della ricaduta degli
interventi programmati, al termine della annualit lARSIAL dovr fornire i dati di seguito indicati:
- risorse genetiche individuate nel corso della ricerca sul campo o attraverso contatti con istituti di
ricerca e associazioni;
- risorse genetiche caratterizzate e in corso di caratterizzazione;
- risorse genetiche iscritte o in corso di iscrizione al Registro Volontario Regionale;
- n certificazioni di appartenenza dei capi/piante alle risorse genetiche tutelate dalla L.R 15/2000,
effettuate per il PSR;
- n di pubblicazioni relative alle ricerche finanziate da ARSIAL;
- n di iscritti alla Rete di conservazione e sicurezza e relative variazioni;
- n di riunioni/incontri effettuati per la gestione della Rete di Conservazione e Sicurezza;
- stato di attuazione del Piano Nazionale della Biodiversit Agraria;
- i risultati ottenuti con i progetti di valorizzazione;
- risorse finanziarie utilizzate.

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 15 novembre 2016, n. 682
Interventi di recupero del Parco letterario Pier Paolo Pasolini nel Centro Habitat Mediterraneo (CHM) presso
l'Idroscalo di Ostia Lido.

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Oggetto: Interventi di recupero del Parco letterario Pier Paolo Pasolini nel Centro Habitat
Mediterraneo (CHM) presso lIdroscalo di Ostia Lido.

LA GIUNTA REGIONALE

SU PROPOSTA dellAssessore alla Cultura e Politiche Giovanili;


VISTO lo Statuto della Regione Lazio 11 novembre 2004, n. 1;
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 1 concernente: Disciplina del Sistema
organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale e successive modificazioni;
VISTO il Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n. 1 concernente: Regolamento di
organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale e successive modificazioni;
VISTA la Legge Regionale 20 novembre 2001, n. 25 concernente: Norme in materia di
programmazione, bilancio e contabilit della Regione Lazio;
VISTA la Legge Regionale 31 dicembre 2015, n. 17, concernente: Legge di stabilit
regionale 2016;
VISTA la Legge Regionale 31 dicembre 2015, n. 18, concernente: Bilancio di previsione
finanziario della Regione Lazio 2016-2018;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale 2 febbraio 2016, n. 29, recante: Applicazione
delle disposizioni di cui allarticolo 10, comma 2, e dellarticolo 39, comma 4, del Decreto
Legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche, e ulteriori disposizioni per la
gestione del bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2016-2018;
VISTA la nota prot. n. 117455 del 3 marzo 2016 del Segretario generale della Giunta regionale con
la quale sono state fornite indicazioni in riferimento alla gestione del bilancio regionale 2016-2018,
conformemente a quanto disposto dalla Deliberazione della Giunta Regionale 2 febbraio 2016, n.
29;
VISTA la nota della Lega Italiana Protezione Uccelli (di seguito LIPU) del 28 ottobre 2016
(Protocollo n. I. 0544152) con la quale lAssociazione, che ha realizzato e gestisce il Centro Habitat
Mediterraneo (di seguito CHM), situato nellarea demaniale statale ubicata presso lIdroscalo di
Ostia Lido, al cui interno ha sede anche il Parco letterario dedicato a Pier Paolo Pasolini, ha
rappresentato che
nel mese di marzo 2016 il monumento, le targhe e i dischi in vetro dedicati allartista e alle
sue opere, che costituiscono gli elementi rappresentativi del Parco, sono stati danneggiati per
effetto di un atto vandalico di stampo ideologico, cui ha fatto seguito anche lintervento
delle forze dellordine per gli adempimenti di competenza;
dal giorno del danneggiamento stata disposta la chiusura al pubblico del Parco letterario,
su richiesta delle stesse forze dellordine, con conseguente danno per il patrimonio culturale
e per la fruibilit pubblica del Parco;
la LIPU e le altre amministrazioni pubbliche interessate non dispongono, al momento, delle
risorse necessarie al ripristino del Parco.

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PRESO ATTO che con la medesima nota la LIPU ha quindi richiesto alla Regione Lazio un
intervento a sostegno delle azioni necessarie al ripristino del Parco e della sua fruibilit pubblica,
allegando preventivi per la sostituzione delle targhe e dei dischi danneggiati e per il ripristino del
monumento per complessivi 15.000,00 circa;
VISTA la nota dellAssessore alla Cultura e Politiche Giovanili del 27.10.2016 (protocollo n.
0542417) con la quale si chiede alla Direzione regionale competente di porre in essere i
provvedimenti pi opportuni per sostenere lintervento di ripristino dei beni danneggiati (targhe in
marmo e dischi in vetro) nellambito dello stesso Parco letterario;
CONSIDERATO CHE:
la LIPU associazione riconosciuta Ente morale dal Presidente della Repubblica (D.P.R. n.
151 del 6.2.1985);
come indicato nellaccordo di programma stipulato per la realizzazione dellintervento
denominato Porto di Roma, in data 26.07.2000, tra la Regione Lazio, il Comune di Roma,
le Soprintendenze di Ostia e dei BB.AA. di Roma del Ministero BB.CC.AA. e la Direzione
Centrale del Demanio del Ministero delle Finanze, la LIPU ha realizzato e gestisce il CHM,
ubicato nellarea demaniale presso lIdroscalo di Ostia Lido, nella zona retrostante larea
portuale, in forza di convenzione stipulata il 20.06.1998 con la societ concessionaria della
suddetta area demaniale, ATI S.p.A.;
nel perimetro del CHM collocato il Parco letterario dedicato a Pier Paolo Pasolini che
comprende il Monumento e un percorso di blocchi di tufo e marmo e dischi in vetro su cui
sono iscritti versi del poeta;
lo stesso Parco, aperto gratuitamente al pubblico e presso il quale la LIPU organizza anche
eventi e incontri culturali, stato riconosciuto meritevole di inserimento nellelenco dei
parchi letterari istituito dalla Associazione culturale Societ Dante Alighieri;
il Parco, inserito in un contesto socio-culturale difficile come quello di Ostia Ponente,
costituisce un complesso di carattere monumentale, destinato alla fruizione pubblica, di
particolare rilievo per la memoria dellartista cui dedicato e quindi per il patrimonio
culturale nazionale e regionale in particolare;
TENUTO CONTO del valore culturale del Parco letterario creato in memoria della figura e
dellopera di Pier Paolo Pasolini, anche quale sede di eventi e incontri culturali di rilevante interesse
per il territorio;
VISTE
- la Legge Statutaria 11 novembre 2004, n. 1, Nuovo Statuto della Regione Lazio, e in
particolare gli articoli 7 e 9 che stabiliscono che la Regione ha, tra le proprie finalit
istituzionali, la promozione della cultura e la valorizzazione del patrimonio culturale,
artistico e monumentale del territorio;
- il Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai
sensi dellarticolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137 e, in particolare, lart. 1, comma 2,
che stabilisce che lo Stato, le regioni, le citt metropolitane, le province e i comuni
assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la
pubblica fruizione e la valorizzazione;
- la Legge regionale 26 luglio 1991, n. 31, Riorganizzazione del Centro regionale per la
documentazione dei beni culturali ed ambientali, che attribuisce alla Regione, tra le altre, la
finalit di promuovere e coordinare lo sviluppo della conoscenza dei beni culturali
nellambito regionale per favorire, in particolare: una corretta gestione del territorio da parte
degli enti locali ai fini della conoscenza, della conservazione, della valorizzazione e della
salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale; le attivit educative dirette ad una

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sensibilizzazione e ad una cosciente partecipazione dei cittadini allazione di salvaguardia e


valorizzazione dei beni culturali e ambientali; il censimento e la catalogazione ed il restauro
dei beni culturali ed ambientali;
la Legge regionale 23 ottobre 2009, n. 26, concernente: Disciplina delle iniziative regionali
di promozione della conoscenza del patrimonio e delle attivit culturali del Lazio che
individua, tra le iniziative funzionali alla realizzazione delle competenze regionali in
materia, anche la qualificazione e la valorizzazione di percorsi storici e di itinerari culturali;

CONSIDERATO che la Regione, nellambito delle proprie competenze istituzionali derivanti dalle
leggi citate e in sintonia, sia con le linee di indirizzo per la valorizzazione e fruizione del patrimonio
culturale, delineate nella Deliberazione della Giunta Regionale 28 luglio 2015, n. 385, sia con
listituzione dei sistemi territoriali strategici, tra cui quello del Parco di Ostia antica e Fiumicino,
individuato nella Deliberazione della Giunta Regionale 4 agosto 2016, n. 504, ritiene quindi
opportuno e necessario intervenire con urgenza per il recupero del Parco letterario Pier Paolo
Pasolini, al fine di consentirne la rapida riapertura al pubblico;
VISTI i preventivi di spesa trasmessi dalla LIPU per le forniture e gli interventi di recupero in
questione;
RITENUTO quindi
- necessario provvedere alla copertura finanziaria dei suddetti interventi nellambito del
capitolo di spesa iscritto nel programma 01 Valorizzazione dei beni di interesse storico
della missione 05 Tutela e valorizzazione dei beni e delle attivit culturali per complessivi
15.000,00 a valere sulle risorse iscritte, per lannualit 2016, sul capitolo di spesa G24569,
piano dei conti finanziario fino al IV livello 2.03.04.01., che presenta le disponibilit
necessarie;
- opportuno demandare ad una successiva Convenzione, da stipulare tra la LIPU e la
Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili, le modalit per lattuazione
dellintervento e lerogazione delle risorse;

DELIBERA
per le motivazioni individuate in premessa che si intendono integralmente recepite
di destinare alla LIPU risorse, fino ad un massimo di 15.000,00, per il ripristino del
monumento e lacquisizione delle forniture (targhe e dischi in vetro) danneggiati nellambito
del Parco letterario dedicato a Pier Paolo Pasolini ed ubicato nel Centro Habitat
Mediterraneo presso l Idroscalo di Ostia Lido;
di provvedere alla copertura finanziaria dei suddetti interventi nellambito del capitolo di
spesa iscritto nel programma 01 Valorizzazione dei beni di interesse storico della missione
05 Tutela e valorizzazione dei beni e delle attivit culturali per complessivi 15.000,00 a
valere sulle risorse iscritte, per lannualit 2016, sul capitolo di spesa G24569, piano dei
conti finanziario fino al IV livello 2.03.04.01., che presenta le disponibilit necessarie;
di demandare ad una successiva Convenzione, da stipulare tra la LIPU e la Direzione
Regionale Cultura e Politiche Giovanili, le modalit per lattuazione dellintervento e
lerogazione delle risorse.
La presente Deliberazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 15 novembre 2016, n. 683
Contributi a sostegno dell'associazionismo comunale. Criteri e modalit di assegnazione delle risorse statali
trasferite nell'annualit 2016 attribuite alle Regioni in base all'Intesa n. 936/CU del 01.03.2006. Esercizio
finanziario 2016.

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OGGETTO: Contributi a sostegno dellassociazionismo comunale. Criteri e modalit di


assegnazione delle risorse statali trasferite nellannualit 2016 attribuite alle Regioni in base
allIntesa n. 936/CU del 01.03.2006. Esercizio finanziario 2016.

LA GIUNTA REGIONALE

SU PROPOSTA

dellAssessore alle Infrastrutture, Politiche Abitative ed Enti Locali

VISTO

lo Statuto della Regione Lazio;

VISTA

la legge regionale del 30 luglio 1996, n. 30 Disposizioni in materia di


circoscrizioni comunali e successive modifiche ed integrazioni;

VISTA

la legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 Organizzazione delle funzioni a


livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento
amministrativo e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO

il Decreto Legislativo del18 agosto 2000, n. 267 Testo unico delle leggi
sullordinamento degli enti locali;

VISTA

la legge regionale del 20 novembre 2001, n. 25, Norme in materia di


programmazione, bilancio e contabilit della Regione e successive
modifiche ed integrazioni;

VISTA

la legge regionale del 18 febbraio 2002, n. 6, Disciplina del sistema


organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla
dirigenza ed al personale regionale e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO

il regolamento della Giunta Regionale del 6 settembre 2002, n. 1


Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
regionale e successive modifiche ed integrazioni;

VISTA

la legge 5 giugno 2003, n. 131 Disposizioni per ladeguamento


dellordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001,
n. 3, ed in particolare, lart. 8, comma 6, concernente la promozione di
intese in sede di Conferenza Stato-Regioni o di Conferenza Unificata, dirette
a favorire larmonizzazione delle rispettive posizioni unitarie o il
conseguimento di obiettivi comuni;

VISTO

lart. 19, della legge 7 agosto 2012, n. 135 Conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni
urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai
cittadini

VISTA

la legge regionale 28 dicembre 2007, n. 26 Legge finanziaria regionale per


lesercizio 2008, laddove dispone, allart. 24, comma 3, che le modalit e i
criteri per la concessione dei contributi finalizzati al sostegno

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dellassociazionismo comunale sono stabiliti con deliberazione della Giunta


regionale, sentita la commissione consiliare competente;
VISTA

la legge regionale 31 dicembre 2015, n. 17 Legge di stabilit regionale


2016;

VISTA

la legge regionale del 31 dicembre 2015, n. 18 Bilancio di previsione


finanziario della Regione Lazio 2016-2018;

VISTA

lIntesa n. 873 del 28 luglio 2005 con la quale la Conferenza Unificata ha


sancito il trasferimento alle Regioni delle risorse finanziarie stanziate dallo
Stato per il sostegno dellassociazionismo comunale a decorrere dallanno
2006, cos come stabilito dallart. 8, comma 6, della citata legge n. 131/2003,
fatta salva la quota gestita direttamente dallo Stato per lincentivazione di
funzioni di competenza esclusiva dello Stato esercitate dai comuni, e ha
previsto che le Regioni, secondo le rispettive discipline di incentivazione
delle gestioni associate, provvedano alla concessione di contributi alle forme
associative degli enti locali;

VISTA

lIntesa n. 936/CU del 1 marzo 2006, avente ad oggetto: Intesa in ordine ai


nuovi criteri per il riparto e la gestione delle risorse statali a sostegno
dellassociazionismo comunale attuativa dellIntesa sancita con atto n. 873
del 28 luglio 2005;

PRESO ATTO

che lart. 5 dellIntesa n. 936/2006 sancisce limpegno delle Regioni a


valutare, con le rappresentanze degli Enti locali nelle forme previste dai
rispettivi ordinamenti, gli effetti conseguenti allapplicazione delle Intese
citate e che, al fine di partecipare al riparto delle risorse statali, le Regioni
hanno adottato una disciplina conforme ai criteri sopraindicati e intrapreso il
processo concertativo con le rappresentanze degli enti locali;

TENUTO CONTO

che la disciplina regionale di incentivazione delle forme associative, adottata


in attuazione dellart. 24 della citata legge regionale n. 26/2007, risulta
conforme ai criteri stabiliti dallart. 3 punti da a) ad e) dallIntesa n. 936 del
1 marzo 2006, ricorrendo, dunque, i presupposti per accedere ai fondi statali
per lassociazionismo comunale con le modalit stabilite nellIntesa stessa;

VISTA

la nota dellAssessore alle Infrastrutture, Politiche Abitative ed Enti Locali


del 29 gennaio 2016, prot. n. 48596, con la quale la Regione Lazio ha
comunicato alla Presidenza della Conferenza Unificata la propria volont di
partecipare al riparto delle risorse statali per lassociazionismo comunale,
relativamente allanno 2016;

VISTA

la presa datto n. 36/CU del 3 marzo 2016, con la quale stata fissata al 6,5%
la percentuale delle risorse da riservare, per il medesimo anno, allesercizio
associato di funzioni e servizi di competenza esclusiva dello Stato in base
allart. 8, comma 2, lett. b) dellIntesa sopra citata;

VISTI

laccertamento n. 7994/2016 e la reversale di incasso n. 8524/2016 per la


somma di 1.018.141,06 iscritta sul capitolo di entrata 229118
Assegnazione dello Stato a sostegno dell'associazionismo comunale di cui

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all'Intesa n. 936/CU del 01/03/2006 del bilancio regionale esercizio


finanziario 2016;
VISTA

la deliberazione di Giunta regionale del 29 maggio 2013, n. 110, con la


quale stato conferito al dott. Alessandro Bacci lincarico di Direttore della
Direzione Regionale Risorse Umane e Sistemi Informativi;

VISTE

le deliberazioni di Giunta regionale n. 489 del 17 settembre 2015, n. 530


dell8 ottobre 2015 e n. 721 del 14 dicembre 2015 con le quali si
provveduto ad una parziale ridefinizione dellassetto organizzativo delle
strutture della Giunta regionale;

VISTA

la propria precedente deliberazione n. 429 del 26 luglio 2016, con la quale si


approvano le modalit e i criteri per laccesso ai contributi finalizzati a
favorire forme di gestione associata tra Comuni per lo svolgimento di
funzioni e/o servizi svolti nellannualit 2014 a favore di Unioni di Comuni e
Comunit Montane del Lazio a valere sulle risorse statali per
lassociazionismo comunale assegnate per lanno 2015;

DATO ATTO

che la somma di 1.018.141,06, quale trasferimento statale a sostegno


dellassociazionismo comunale per lanno 2016, stanziata sul Cap. R41103
Utilizzazione dellassegnazione dello Stato a sostegno dellassociazionismo
comunale di cui allIntesa n. 936/2006 Trasferimenti correnti ad
amministrazioni locali del bilancio regionale esercizio finanziario 2016;

RITENUTO

di applicare i criteri e le modalit approvati con propria deliberazione n.


429/2016 anche per la concessione dei contributi statali relativi allannualit
2016 a favore di Unioni di Comuni e Comunit Montane del Lazio attive
nellanno 2016, per lo svolgimento di funzioni e/o servizi svolti in gestione
associata nellanno 2015 e di stabilire che ai fini dellerogazione dei suddetti
contributi, i requisiti e le condizioni richiesti alla data del 31.12.2014 dalla
DGR n. 429/2016 dovranno riferirsi alla data del 31.12.2015;

RITENUTO

di stabilire che il Direttore della Direzione regionale Affari Istituzionali,


Personale e Sistemi Informativi provveder a porre in essere tutti i successivi
adempimenti di merito per lesecuzione della presente deliberazione, ivi
compresa lapprovazione di un apposito Avviso che definir il termine ultimo
per la presentazione delle domande di contributo, nonch la documentazione
da presentare per accedere ai finanziamenti statali trasferiti nellannualit
2016.

ACQUISITO

il parere preventivo favorevole con osservazione da parte della I


Commissione consiliare, espresso nella seduta del 25 ottobre 2016;

VISTA

la nota n.557092 del 7 novembre 2016 con la quale lAssessore competente


ha ritenuto di proporre alla Giunta di accogliere l osservazione fatta dalla
Commissione;

CHE

la Giunta si spressa favorevolmente allaccoglimento della stessa;

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DELIBERA
Le premesse richiamate si intendono parte integrante e sostanziale del presente atto.
1. Di provvedere alla concessione dei contributi statali relativi allannualit 2016 a favore di
Unioni di Comuni e Comunit Montane del Lazio attive nellanno 2016, per lo svolgimento
di funzioni e/o servizi svolti in gestione associata nellanno 2015 secondo i criteri e le
modalit approvati con propria deliberazione n. 429/2016 salvo che, per le Unioni dei
Comuni di cui al punto 2, lettera a) dellallegato A alla stessa deliberazione, lesercizio
effettivo di almeno due funzioni o servizi comunali rientranti nellelenco di cui alla scheda
1, sia per un esercizio non inferiore a tre anni e di stabilire che ai fini dellerogazione dei
suddetti contributi, i requisiti e le condizioni richieste alla data del 31.12.2014 dalla DGR n.
429/2016 dovranno riferirsi alla data del 31.12.2015.
2. Di dare atto che le risorse statali a sostegno dellassociazionismo comunale per lanno 2016,
pari a 1.018.141,06, sono stanziate sul cap. R41103 Utilizzazione dellassegnazione dello
Stato a sostegno dellassociazionismo comunale di cui allIntesa n. 936/2006
Trasferimenti correnti ad amministrazioni locali del bilancio regionale esercizio finanziario
2016.
3. Di stabilire che il Direttore della Direzione regionale Affari Istituzionali, Personale e
Sistemi Informativi provveder a porre in essere tutti i successivi adempimenti di merito per
lesecuzione della presente deliberazione, ivi compresa lapprovazione di un apposito
Avviso che definir il termine per la presentazione delle domande di contributo, nonch la
documentazione da presentare per accedere ai finanziamenti statali trasferiti per lanno
2016.

La presente deliberazione pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 15 novembre 2016, n. 688
Criteri per l'assegnazione dei contributi, erogati dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del
Mare, per la realizzazione degli interventi di risanamento della qualit dell'aria, in attuazione del "Programma
di finanziamenti per le esigenze di tutela ambientale connesse al miglioramento della qualit dell'aria e alla
riduzione delle emissioni di materiale particolato in atmosfera nei centri urbani" istituito con D.M. 16 ottobre
2006.

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OGGETTO: Criteri per lassegnazione dei contributi, erogati dal Ministero dellAmbiente e della
Tutela del Territorio e del Mare, per la realizzazione degli interventi di risanamento della qualit
dellaria, in attuazione del Programma di finanziamenti per le esigenze di tutela ambientale
connesse al miglioramento della qualit dellaria e alla riduzione delle emissioni di materiale
particolato in atmosfera nei centri urbani istituito con D.M. 16 ottobre 2006.
LA GIUNTA REGIONALE
SU PROPOSTA dellAssessore Rapporti con il Consiglio, Ambiente e Rifiuti;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 Disciplina del sistema organizzativo della Giunta
del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale e successive
modificazioni;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 Regolamento di organizzazione degli uffici
e dei servizi della Giunta;
VISTO lart. 3-ter Principio dellazione ambientale del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.;
VISTO il decreto legislativo 13 agosto 2010, n.155 Attuazione della direttiva 2008/50/CE
relativa alla qualit dellaria ambiente e per unaria pi pulita in Europa e successive modifiche
e integrazioni, che indica la valutazione della qualit dell'aria, effettuata su base annua mediante
la verifica del rispetto dei valori limite degli inquinanti, lelemento propedeutico per lattuazione
delle politiche di intervento e delle eventuali azioni di risanamento;
VISTA la D.C.R. n. 66 del 10 dicembre 2009 Approvazione del piano per il risanamento della
qualit dellAria che stabilisce norme tese ad evitare, prevenire e ridurre gli effetti dannosi per
la salute umana e per lambiente nel suo complesso, determinati dalla dispersione degli
inquinanti in atmosfera;
VISTA la D.G.R. n. 217 del 18 maggio 2012 Nuova zonizzazione del territorio regionale e
classificazione delle zone ed agglomerati ai fini della valutazione della qualit dellaria
ambiente in attuazione dellart. 3, dei commi 1 e 2 dellart. 4 e dei commi 2 e 5 dellart. 8, del
D.Lgs 155/2010 che suddivide il territorio regionale nelle seguenti zone:
IT1215 Zona Agglomerato di Roma
IT1211 Zona Appenninica
IT1212 Zona Valle del Sacco
IT1213 Zona Litoranea
VISTA la D.G.R. n. 536 del 15 settembre 2016 che ha aggiornato lAllegato 4 della succitata
D.G.R. n. 217 del 18 maggio 2012 approvando la nuova classificazione del territorio regionale;
VISTA la Determinazione n. G11638 del 12 ottobre 2016 del Direttore Regionale del
Dipartimento Istituzionale e Territorio Attuazione L.R. 16/2005 art. 16 Interventi per il
monitoraggio della qualit dell'aria a favore della Provincia di Frosinone per misure di contrasto
all'inquinamento atmosferico.;
VISTO il Decreto del Ministro dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare 16 ottobre
2006, il quale istituisce un Programma di finanziamenti per le esigenze di tutela ambientale
connesse al miglioramento della qualit dellaria e alla riduzione delle emissioni di materiale
particolato in atmosfera nei centri urbani;
VISTO lart. 2, comma 1, del succitato D.M. 16 ottobre 2006 che descrive le tipologie i requisiti
degli interventi e dei progetti oggetto di finanziamento e alla lettera a) del suddetto comma sono
previsti come finanziabili gli interventi contenuti nei piani e programmi regionali di
risanamento della qualit dellaria;

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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CONSIDERATO che ai sensi dei commi 1 e 3, dellart. 5 del suddetto decreto, il finanziamento
ministeriale coprir il 60% del costo complessivo di ciascun intervento ritenuto ammissibile,
fino ad un massimo di 15.000.000,00 se laccordo previsto tra il Ministero e la Regione sar
sottoscritto anche dalla citt capoluogo di unarea metropolitana, ex art. 22 del D. Lgs.
267/2000;
CONSIDERATO che si sono determinate le condizioni previste dal D.M. 16 ottobre 2006 con la
stipulazione di un accordo tra il Ministero, la Regione e Roma Capitale siglato in data 21
dicembre 2011 per un importo complessivo pari ad 15.000.000,00 IVA inclusa;
VISTO il D.M. n. 745 del 23 dicembre 2011 che rende esecutivo lAccordo di programma
succitato ed assegna le risorse pari ad 15.000.000,00 IVA inclusa alla Regione Lazio;
CONSIDERATO che gi stata trasferita, dal Ministero dellAmbiente e della Tutela del
Territorio e del Mare, la somma di 10.500.000,00 sul Capitolo regionale in entrata 434197,
come accertato con Determinazione n. G01969 dell11 novembre 2013;
CONSIDERATO che sulla base dellaccertamento in entrata di cui alla suddetta Determinazione,
le risorse disponibili sul capitolo E34121 sono pari ad 10.500.000,00 e che tale contributo
sar ripartito ai beneficiari proporzionalmente alle risorse attualmente disponibili sul capitolo
medesimo;
RITENUTO che la somma residua, pari ad 4.500.000,00, quale completamento dellimporto di
15.000.000,00 stabilito dallaccordo di programma stipulato tra il Ministero, la Regione e
Roma Capitale in data 21 dicembre 2011, sar destinata allesecutivit del necessario
accertamento delle risorse;
VISTA la Determinazione n. A10668 del 16/11/2011 del Direttore Regionale del Dipartimento
Istituzionale e Territorio Attuazione del D.M. 16 ottobre 2006. Programma di finanziamenti
per le esigenze di tutela ambientale connesse al miglioramento della qualit dellaria ed alla
riduzione delle emissioni di materiale particolato in atmosfera nei centri urbani che stabilisce
che i fondi erogati dal Ministero a rimborso delle spese sostenute per la realizzazione del
progetto relativo al rinnovo del Trasporto Pubblico Locale di Roma Capitale siano rinvestiti per
lattuazione di progetti ambientali finalizzati al miglioramento della qualit dellaria;
VISTA la Determinazione n. G08108 del 14 luglio 2016 di Presa datto della relazione Tecnica
dellArpa Lazio Valutazione sulla Qualit dellAria regionale, anno 2015;
CONSIDERATO che dalla suddetta relazione sulla qualit dellaria per lanno 2015 emerge che
lattuale situazione regionale caratterizzata da diffusi superamenti dei valori limite di qualit
dellaria per il particolato PM10 per i comuni compresi nella zona della Valle del Sacco e per
lN02 soprattutto per lagglomerato di Roma;
CONSIDERATO che i suddetti superamenti dei valori limite di qualit dellaria per il particolato
PM10 e per lNO2 sono anche oggetto di due procedure di infrazione che per il Lazio riguardano
rispettivamente la Zona Valle del Sacco e la Zona dellAgglomerato di Roma;
CONSIDERATO che da un controllo effettuato sui dati dei rilevamenti relativi alla concentrazione
delle polveri sottili registrati in alcune zone del territorio regionale emerso che negli ultimi
anni stato registrato un significativo numero di superamenti del valore limite di 50 mg/mc,
ben pi elevato del massimo consentito dalla vigente normativa;
RITENUTO, per quanto sopra esposto, urgente destinare parte del contributo in oggetto ad
interventi e progetti di tipo strutturale di cui ai piani e programmi di risanamento, considerando
nellattribuzione del medesimo i seguenti criteri: appartenenza dei comuni, destinatari degli
interventi, nelle classi 1 e 2 dellallegato 1 della D.G.R. n. 536 del 15 settembre 2016; numero
dei superamenti rilevati dei valori limite degli inquinanti PM10 ed NO2;
RITENUTO di dare priorit ad interventi proposti da uno o pi Enti locali e riferiti ad un ambito
territoriale con una popolazione superiore a 30.000 abitanti.

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RITENUTO necessario che i comuni destinatari delle risorse in oggetto abbiano predisposto,
approvato e trasmesso alla Regione Lazio il Piano di Intervento Operativo (P.I.O.) di cui allart.
25, comma 4) delle Norme di Attuazione del Piano Regionale di Risanamento della Qualit
dellaria;
RITENUTO di ripartire il contributo di 15.000.000,00 di cui al D.M. 16 ottobre 2006 nel
seguente modo:
o 3.700.000,00 alla Zona Agglomerato di Roma: 3.000.000,00 a Roma Capitale (di
cui un milione di euro per la procedura di infrazione sopra richiamata, relativa alla
medesima Zona) ed 700.000,00 ai restanti comuni della Zona Agglomerato di Roma;
o 1.300.000,00 ad ARPA Lazio e/o Enti di ricerca e/o Organismi scientifici di ricerca
e/o Universit per studi innovativi ai fini dellaggiornamento del piano di Risanamento
della qualit dellAria, nonch lammodernamento della strumentazione delle stazioni
fisse di monitoraggio;
o 1.000.000,00 da destinarsi per la realizzazione di interventi e progetti nei comuni,
ricadenti nella classe 1 dellallegato 1 della DGR n. 536 del 15 settembre 2016, delle
Zone: Appenninica e Litoranea;
o 3.500.000,00 da destinarsi per la realizzazione di interventi e progetti nei comuni,
della Zona Valle del Sacco dando priorit a quelli ricadenti nella classe 1 e in
subordine a quelli ricadenti in classe 2, secondo la classificazione di cui allallegato 1
della DGR n. 536 del 15 settembre 2016;
o 500.000,00 al Comune di Frosinone per la procedura di infrazione sopra richiamata,
relativa alla Zona Valle del Sacco;
o 5.000.000,00 da destinarsi tramite bando:
alla rottamazione e sostituzione, di vecchi generatori di calore alimentati con
biomasse legnose, con generatori di calore alimentati con biomasse legnose a
basse emissioni ed alto rendimento con una potenza termica nominale
inferiore a 35 kW e conformi alle norme UNI EN;
allinstallazione di elettrofiltri finalizzata alla riduzione delle emissioni di
particolato sottile degli impianti a biomasse.
RITENUTO di demandare al direttore della Direzione Ambiente e Sistemi Naturali la
predisposizione degli atti necessari allattuazione della presente deliberazione, nonch la
valutazione degli interventi e dei progetti destinati al contributo in oggetto che verranno
presentati da enti pubblici, soggetti privati o societ, dando priorit a quanto proposto nelle
zone pi critiche e a quanto pi vantaggioso in termini di impatto, anche avvalendosi di societ
strumentali della Regione Lazio con esperienza in materia ambientale e nella gestione di
incentivi.
DELIBERA
Per le motivazioni in premessa che si intendono integralmente riportate,
1) di dare attuazione allassegnazione del contributo per la realizzazione degli interventi di
risanamento della qualit dellaria, in attuazione del Programma di finanziamenti per le
esigenze di tutela ambientale connesse al miglioramento della qualit dellaria e alla
riduzione delle emissioni di materiale particolato in atmosfera nei centri urbani istituito
con D.M. 16 ottobre 2006;
2) di destinare parte del contributo in oggetto ad interventi e progetti di tipo strutturale di cui ai
piani e programmi di risanamento, considerando nellattribuzione del medesimo i seguenti

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criteri: appartenenza dei comuni, destinatari degli interventi, nelle classi 1 e 2 dellallegato 1
della D.G.R. n. 536 del 15 settembre 2016; numero dei superamenti rilevati dei valori limite
degli inquinanti PM10 ed NO2. I comuni destinatari delle risorse in oggetto abbiano
predisposto, approvato e trasmesso alla Regione Lazio il Piano di Intervento Operativo
(P.I.O.) di cui allart. 25, comma 4) delle Norme di Attuazione del Piano Regionale di
Risanamento della Qualit dellaria;
3) di dare priorit ad interventi proposti da uno o pi Enti locali e riferiti ad un ambito
territoriale con una popolazione superiore a 30.000 abitanti;
4) di ripartire il contributo di 15.000.000,00 di cui al D.M. 16 ottobre 2006 nel seguente modo:
o 3.700.000,00 alla Zona Agglomerato di Roma: 3.000.000,00 a Roma Capitale (di
cui un milione di euro per la procedura di infrazione sopra richiamata, relativa alla
medesima Zona) ed 700.000,00 ai restanti comuni della Zona Agglomerato di Roma;
o 1.300.000,00 ad ARPA Lazio e/o Enti di ricerca e/o Organismi scientifici di ricerca
e/o Universit per studi innovativi ai fini dellaggiornamento del piano di Risanamento
della qualit dellAria, nonch lammodernamento della strumentazione delle stazioni
fisse di monitoraggio;
o 1.000.000,00 da destinarsi per la realizzazione di interventi e progetti nei comuni,
ricadenti nella classe 1 dellallegato 1 della DGR n. 536 del 15 settembre 2016, delle
Zone: Appenninica e Litoranea;
o 3.500.000,00 da destinarsi per la realizzazione di interventi e progetti nei comuni,
della Zona Valle del Sacco dando priorit a quelli ricadenti nella classe 1 e in
subordine a quelli ricadenti in classe 2, secondo la classificazione di cui allallegato 1
della DGR n. 536 del 15 settembre 2016;
o 500.000,00 al Comune di Frosinone per la procedura di infrazione sopra richiamata,
relativa alla Zona Valle del Sacco;
o 5.000.000,00 da destinarsi tramite bando:
alla rottamazione e sostituzione, di vecchi generatori di calore alimentati con
biomasse legnose, con generatori di calore alimentati con biomasse legnose a
basse emissioni ed alto rendimento con una potenza termica nominale
inferiore a 35 kW e conformi alle norme UNI EN;
allinstallazione di elettrofiltri finalizzata alla riduzione delle emissioni di
particolato sottile degli impianti a biomasse.
5) di demandare al direttore della Direzione Ambiente e Sistemi Naturali la predisposizione
degli atti necessari allattuazione della presente deliberazione, nonch la valutazione degli
interventi e dei progetti destinati al contributo in oggetto che verranno presentati da enti
pubblici, soggetti privati o societ, dando priorit a quanto proposto nelle zone pi critiche e
a quanto pi vantaggioso in termini di impatto, anche avvalendosi di societ strumentali della
Regione Lazio con esperienza in materia ambientale e nella gestione di incentivi;
6) di stabilire che la somma di 10.500.000,00 disponibile sul capitolo E34121, sulla base
dellaccertamento in entrata di cui alla Determinazione G01969 dell11 novembre 2013, sar
ripartita ai beneficiari proporzionalmente; e che la somma di 4.500.000,00, quale somma
residua a completamento dellimporto di 15.000.000,00 stabilito dallaccordo di
programma stipulato tra il Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare,
la Regione e Roma Capitale in data 21 dicembre 2011, sar destinata allesecutivit del
necessario accertamento delle risorse.
La presente deliberazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 15 novembre 2016, n. 689
Riprogrammazione dell'utilizzo delle risorse finanziarie di cui alla deliberazione 25 novembre 2014, n. 830,
non liquidate alla Citt metropolitana di Roma Capitale e alle Province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.
Importo euro 1.446.254,68. Cap H41166 missione 12 programma 04. Riprogrammazione del numero delle
strutture da istituire destinate all'accoglienza, all'orientamento, all'assistenza e all'ospitalit delle vittime di
violenza.

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Oggetto: Riprogrammazione dellutilizzo delle risorse finanziarie di cui alla deliberazione


25 novembre 2014, n. 830, non liquidate alla Citt metropolitana di Roma Capitale e alle
Province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo. Importo euro 1.446.254,68. Cap H41166
missione 12 programma 04. Riprogrammazione del numero delle strutture da istituire
destinate allaccoglienza, allorientamento, allassistenza e allospitalit delle vittime di
violenza.

LA GIUNTA REGIONALE
SU PROPOSTA dellAssessore alle Politiche Sociali, Sport e Sicurezza;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 concernente Disciplina del sistema
organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al
personale regionale e successive modifiche e integrazioni;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 concernente Regolamento di
organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale e successive modifiche ed
integrazioni;
VISTA la legge regionale del 20 Novembre 2001, n. 25 Norme in materia di
programmazione, bilancio e contabilit della Regione e successive modifiche e
integrazioni;
VISTO il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 Disposizioni in materia di
armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti
locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42;
VISTE
- la legge regionale 31 dicembre 2015, n. 17 Legge di stabilit regionale 2016;
-

la legge regionale 31 dicembre 2015, n. 18 Bilancio di previsione finanziario della


Regione Lazio 2016-2018;

VISTA la deliberazione di Giunta regionale del 31 dicembre 2015, n. 775 Bilancio di


previsione finanziario della Regione Lazio 2016-2018. Approvazione del "Documento
tecnico di accompagnamento", ripartito in titoli, tipologie e categorie per le entrate ed in
missioni, programmi e macroaggregati per le spese";
VISTA la deliberazione di Giunta regionale del 31 dicembre 2015, n. 776 Bilancio di
previsione finanziario della Regione Lazio 2016-2018. Approvazione del "Bilancio
finanziario gestionale", ripartito in capitoli di entrata e di spesa";
VISTA la deliberazione di Giunta regionale del 2 febbraio 2016, n. 29, recante:
Applicazione delle disposizioni di cui allarticolo 10, comma 2, e dellarticolo 39, comma
4, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche, e ulteriori
disposizioni per la gestione del bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio
2016-2018;
1

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VISTA la deliberazione di Giunta regionale del 23 febbraio 2016, n. 55 Bilancio di


previsione finanziario della Regione Lazio 2016-2018. Assegnazione dei capitoli di spesa
alle strutture regionali competenti, ai sensi dellarticolo 1, comma 6, lettera c), della legge
regionale 31 dicembre 2015, n. 18.
VISTA la Legge 8 novembre 2000, n. 328 recante Legge quadro per la realizzazione del
sistema integrato di interventi e servizi sociali;
VISTA la legge 7 aprile 2014, n. 56 Disposizioni sulle citt metropolitane, sulle province,
sulle unioni e fusioni di comuni ed, in particolare, il comma 44 dellarticolo 1 che
attribuisce le funzioni fondamentali alla citt metropolitana ed i commi 85 e 86 del
medesimo articolo con i quali si attribuiscono le funzioni fondamentali alle Province, quali
enti con funzioni di area vasta;
VISTA la legge regionale 19 marzo 2014, n. 4 Riordino delle disposizioni per contrastare
la violenza contro le donne in quanto basata sul genere e per la promozione di una cultura
del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze tra uomo e donna che
prevede, allart. 2, gli interventi regionali in tale materia tra cui quelli finalizzati a
sostenere e potenziare strutture e servizi di presa in carico, di accoglienza e di
reinserimento sociale e lavorativo delle donne vittime di violenza e dei loro figli e a
promuovere e rafforzare le reti locali, idonee a prevenire e contrastare gli episodi di
violenza nei confronti delle donne;
VISTA la legge regionale 10 agosto 2016, n. 11 Sistema integrato degli interventi e dei
servizi sociali della Regione Lazio
VISTA la Convenzione del Consiglio dEuropa sulla prevenzione e la lotta contro la
violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica adottata ad Istanbul l11 maggio
2011, - ratificata dallItalia con legge 27 giugno 2013, n. 77 ed entrata in vigore il 1 agosto
2014 - ed in particolare lart. 7 comma 1 che invita le Parti ad adottare politiche nazionali
efficaci, globali e coordinate, comprendenti tutte le misure adeguate destinate a prevenire
e combattere ogni forma di violenza [] e fornire una risposta globale alla violenza
contro le donne;
DATO ATTO che la Convenzione di Istanbul costituisce il primo atto internazionale
giuridicamente vincolante, volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle
donne contro qualsiasi forma di violenza;
VISTO il decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, recante Disposizioni urgenti in materia di
sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonch in tema di protezione civile e
di commissariamento delle province convertito, con modificazioni, con legge 15 ottobre
2013, n.119 che, in attuazione degli impegni assunti dallItalia con la ratifica della
Convenzione:
rafforza la tutela penale per le donne vittime di violenza, introducendo nuove
aggravanti e ampliando le misure a tutela delle vittime di maltrattamenti attraverso
modifiche al Codice penale e al Codice di procedura penale;
prevede, allarticolo 5, ladozione di un Piano dazione straordinario contro la
violenza sessuale e di genere;
2

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individua, allart. 5bis, le azioni per i Centri anti-violenza e le Case rifugio e,


tramite lincremento delle risorse finanziarie del Fondo per le politiche relative ai diritti e
alle pari opportunit, stabilisce il riparto delle risorse alle Regioni sulla base del numero
dei centri antiviolenza e delle case rifugio esistenti, riservando un terzo dei fondi
disponibili allistituzione di nuovi centri e di nuove case rifugio;
VISTO il Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, adottato con
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il 7 luglio 2015, finalizzato alla
costruzione di politiche pubbliche, attraverso ladozione di misure multilivello [] che
permettano lindividuazione del percorso di emancipazione /liberazione dalla violenza e
prevedano il reinserimento sociale della donna che vive una condizione di vulnerabilit
temporanea e che contiene, tra le altre finalit, quella di potenziare le forme di assistenza
e di sostegno alle vittime di violenza e ai loro figli, attraverso modalit omogenee di
rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei servizi di
assistenza;
VISTO il Decreto 24 luglio 2014 del Presidente del Consiglio dei Ministri con il quale, in
attuazione del decreto legge 14 agosto 2013, n. 93, vengono ripartite, tra le Regioni e le
Province autonome di Trento e Bolzano, le risorse finanziarie del Fondo per le politiche
relative ai diritti e alle pari opportunit, riferite agli anni 2013 e 2014, per un importo
complessivo di 16.449.385,00 che attribuisce alla Regione Lazio limporto complessivo
di euro 1.892.509,36 cos destinato:
-

quanto ad 853.048,22 a supporto della programmazione regionale gi operativa e


volta ad attuare azioni di assistenza e sostegno alle donne vittime di violenza e dei
loro figli nonch dei centri antiviolenza e delle case rifugio pubbliche o private gi
esistenti;
quanto ad 1.039.461,14 per listituzione di nuovi centri antiviolenza e di nuove
case rifugio;

VISTA lIntesa tra il Governo, le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e le


Autonomie locali, relativa ai requisiti minimi dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio,
prevista dal D.P.C.M. 24 luglio 2014, sancita in sede di Conferenza unificata i1 27
novembre 2014 (Rep. Atti 146/CU);
VISTA la propria deliberazione 25 novembre 2014 n. 830, recante Risorse del Fondo per
le Politiche relative ai diritti e alle Pari opportunit assegnate alla Regione con D.P.C.M.
24 luglio 2014 e delle
risorse del Bilancio regionale esercizio finanziario
2014.Approvazione dei criteri e delle modalit di ripartizione, dello schema di
Convenzione tra la Regione Lazio e le Province del Lazio. con la quale si individuano e si
definiscono:
- i soggetti attuatori della programmazione regionale, individuati nelle Province del
Lazio, al fine di valorizzare quanto gi costruito sul territorio regionale dalle
Province medesime nellistituzione e nel sostegno dei centri antiviolenza e delle
case rifugio - nelle more della definizione delle ulteriori funzioni che la Regione
Lazio attribuisce alla Citt Metropolitana e alle Province (ai sensi dei commi 46 e
89 dellart.1 della Legge 7 aprile 2014, n. 56);
- i criteri e le modalit di ripartizione delle risorse assegnate alla Regione Lazio e
pari a euro 1.892.509,36 e delle risorse a carico del Bilancio regionale, es. fin.
2014, pari a euro 1.000.000,00;
3

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gli interventi da realizzare, in ottemperanza a quanto previsto nel DPCM 24 luglio


2014, suddivisi in:
a. azioni di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli,
nonch sostegno dei centri antiviolenza e delle case rifugio pubbliche gi
esistenti nella regione per gli anni 2014-2015;
b. istituzione di nuovi centri antiviolenza di nuove case rifugio per un numero
complessivo di 18 strutture;
c. attivazione di reti territoriali contro la violenza e supporto degli organismi
autonomi presenti sul territorio che offrono servizi di ascolto, consulenza e
sostegno alle donne vittime di violenza;
d. sostegno delle case di semi-autonomia gi istituite;
e. istituzione di una nuova casa di semi-autonomia.

TENUTO CONTO che in attuazione della suddetta deliberazione sono stati impegnati,
con determinazione 3 dicembre 2014 n. G17463 a favore della Citt metropolitana e delle
Province del Lazio gli importi di cui alle tabelle A, B, e C, destinati alle azioni e agli
interventi definiti nella deliberazione medesima;
TAB. A Azioni di assistenza e sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli nonch dei centri antiviolenza
e delle case rifugio pubbliche o private gi esistenti, per le case di semi- autonomia e per lattivazione di
reti territoriali
Importo totale assegnato 1.572.150,00 di cui 853.048,22 a valere sulle risorse statali ed euro 719.101,78 a sulle
risorse regionali

PROVINCIA

CAV

Numero
CAV

Contributo
assegnato per
CAV

Case
Rifugio

30.000,00
a centro

Numero
case
rifugio

Contributo
assegnato

Case di
Semiautonomi
a

Numero
30,00 x posto case semix 365 gg.
autonomia

Contribut
Reti
o
Territoria
assegnato
li
13,046 x
posto x
365 gg.

Contributo
fisso

TOTALE
Contributo
assegnato

risorse
regionali
Cap.
H41908

risorse
statali
Cap H41166

FROSINONE

90.000,00

76.650,00

0,00

25.000,00

191.650,00

53.851,78

137.798,22

LATINA

30.000,00

142.350,00

33.335,00

25.000,00

230.685,00

115.342,50

115.342,50

RIETI

0,00

0,00

0,00

25.000,00

25.000,00

0,00

25.000,00

ROMA

120.000,00

843.150,00

66.665,00

70.000,00

1.099.815,00

549.907,50

549.907,50

VITERBO

0,00

0,00

0,00

25.000,00

25.000,00

0,00

25.000,00

1.572.150,00

719.101,18

853.048,22

Totali

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Tabella B Istituzione di nuovi centri antiviolenza e di nuove case rifugio per un numero complessivo di 18 nuove
strutture per il territorio della Regione Lazio
Importo totale assegnato euro 1.320.359,33 di cui 1.039.461,12 (tab. B) a valere sulle risorse statali e euro
280.898,12 ( tab. C) a valere sulle risorse regionali
Risorse statati
CAV
Importo
unitario
57.747,84
a centro

PROVINCIA

Contributo
assegnato

Case
Rifugio

TOTALE Contributo
assegnato a valere
sulle risorse statali

Contributo
assegnato

Impegni Cap. H41166


risorse statali

FROSINONE

115.495,68

57.747,84

173.243,52

173.243,52

LATINA

173.243,52

57.747,84

230.991,36

230.991,36

RIETI

57.747,84

57.747,84

115.495,68

115.495,68

ROMA

346.487,04

57.747,84

404.234,88

404.234,88

VITERBO

57.747,84

57.747,84

115.495,68

115.495,68

288.739,20

1.039.461,12

1.039.461,12

Totale
RISORSE STATALI

750.721,92

Tabella C risorse regionali

PROVIN
CIA
FROSINO
NE

CAV
Importo
unitario
12.272,
123
a centro

Contributo
assegnato

Case
Rifugio
Importo
unitario

12.272,1
23

Contributo
assegnato

Case di
Semiautonomia
contributo
fisso

Contributo
assegnato

TOTALE
Contributo
assegnato

24.544,250

12.272,123

36.816,373

LATINA

36.816,370

12.272,123

49.088,493

RIETI

12.272,120

12.272,123

24.544,243

ROMA

73.632,740

12.272,123

VITERBO

12.272,120

12.272,123

Totale
RISORSE
REGION
ALI

159.537,600

61.360,615

60.000,00

145.904,860
24.544,243

60.000,00

280.898,212

Impegni Cap.
H41908
Risorse regionali
36.816,373
49.088,49
24.544,24
145.904,60
24.544,24

280.898,212

TENUTO CONTO che:


al fine di disciplinare in modo omogeneo il rapporto di collaborazione tra la Regione e le
singole Province stato approvato, con la deliberazione di che trattasi, uno schema di
convenzione;
le convenzioni sono state stipulate nelle seguenti date:
la Convenzione tra la Regione Lazio e la Provincia di Viterbo, sottoscritta
digitalmente in data 15 dicembre 2014, stata registrata nel Registro cronologico della
struttura Ufficiale rogante e contratti dellamministrazione regionale, in data 31.12.2014,
con numero 17704;
la Convenzione tra la Regione Lazio e la Provincia di Rieti, sottoscritta
digitalmente in data 17 dicembre 2014, stata registrata nel Registro cronologico della
struttura Ufficiale rogante e contratti dellamministrazione regionale, in data 31.12.2014,
con numero 17705;
la Convenzione tra la Regione Lazio e la Provincia di Frosinone, sottoscritta
digitalmente in data 15 dicembre 2014, stata registrata nel Registro cronologico della
5

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

Pag. 60 di 328

struttura Ufficiale rogante e contratti dellamministrazione regionale, in data 31.12.2014,


con numero 17706;
la Convenzione tra la Regione Lazio e la Provincia di Latina, sottoscritta
digitalmente in data 17 dicembre 2014, stata registrata nel Registro cronologico della
struttura Ufficiale rogante e contratti dellamministrazione regionale, in data 31.12.2014,
con numero 17707;
la Convenzione tra la Regione Lazio e la Provincia di Roma, sottoscritta
digitalmente in data 16 gennaio 2015, stata registrata nel Registro cronologico della
struttura Ufficiale rogante e contratti dellamministrazione regionale, in data 21.01.2015
con numero 17737;
PRESO ATTO che, a fronte degli impegni assunti con la determinazione 3 dicembre 2014
n. G17463, stato liquidato alle province lacconto del 50% delle risorse assegnate, cos
come previsto allart. 8 delle convenzioni stipulate, nelle tabelle D, E:
TABELLA D
Azioni di assistenza e sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli nonch dei centri antiviolenza e delle case rifugio
pubbliche o private gi esistenti, per le case di semi- autonomia e per lattivazione di reti territoriali
Importo 50% da
TOTALE
erogare a valere
TOTALE
Erogato risorse Erogato risorse
CONTRIBUTO
sulle risorse statali
PROVINCIA
IMPEGNATO
statali
regionali
EROGATO
FROSINONE

191.650,00

LATINA

230.685,00

RIETI
ROMA CITTA
METROPOLITA
NA

25.000,00

41.973,22

53.851,78

95.825,00

95.825,00

115.342,50

115.342,50

115.342,50

12.500,00

12.500,00

549.907,50

549.907,50

12.500,00

12.500,00

786.075,00

786.075,00

12.500,00

1.099.815,00

549.907,50

VITERBO

25.000,00

12.500,00

TOTALE

1.572.150,00

66.973,22

719.101,78

dalla quale si evince che per gli interventi programmati, a fronte della somma totale
impegnata e pari ad Euro 1.572.150,00, stato liquidato alle Province:
limporto complessivo di euro 786.075 ,00 di cui euro 719.101,78 a valere sulle risorse
regionali ed euro 66.973,22 a valere sulle risorse statali;
stato impegnato ma non ancora erogato limporto di euro 786.075,00, a valere sulle
risorse statali, sul Cap H41166 es. fin. 2016;
TABELLA E
Istituzione di nuovi centri antiviolenza e di nuove case rifugio per un numero complessivo di 18 nuove
strutture per il territorio della Regione Lazio

PROVINCIA
FROSINONE

TOTALE
IMPEGNATO
a valere sulle
risorse statali
e regionali
risorse statali
210.059,89

173.243,52

Erogato
risorse
regionali
36.816,37

erogato
risorse
statali
68.213,57

Da erogare
risorse
statali
TOTALE
EROGATO
105.029,94

105.029,95

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

Pag. 61 di 328

LATINA

280.078,88

230.991,36

49.088,49

90.951,43

140.739,93

140.039,93

RIETI

140.039,92

115.495,68

24.544,24

45.475,72

70.019,96

70.019,96

ROMA CITTA
METROPOLITANA

550.139,74

404.234,88

145.904,86

129.165,00

275.069,88

275.069,88

VITERBO

140.039,92

115.495,68

24.544,24

45.475,72

70.019,96

70.019,96

1.320.359,33

1.039.461,12

280.898,21

379.281,44

660.179,68

660.179,68

Totali

dalla quale si evince che, per gli interventi programmati, a fronte della somma totale
impegnata e pari ad euro 1.320.359,33, stato liquidato alle Province limporto di euro
660.179,68 di cui:
379.281,44 a valere sulle risorse assegnate dallo Stato;
280.898, 21 a valere sulle risorse regionali;
che risulta impegnato, ma ancora da erogare, limporto di euro 660.179,68, a valere sulle
risorse statali, sul Cap H41166 es. fin. 2016;
DATO ATTO quindi che limporto complessivo impegnato a valere sulle risorse statali,
Cap. H41166 es. fin. 2016 non ancora erogato alle Province pari ad euro 1.446.254,68;
RICHIAMATA la Legge Regionale 31 dicembre 2015, n. 17, ed in particolare lart. 7
comma 3 lettera c) nel quale si stabilisce che la Citt metropolitana di Roma Capitale e le
province esercitano le funzioni ed i compiti amministrativi concernenti, tra gli altri, la
promozione di iniziative a carattere sociale e culturale per la prevenzione della violenza di
genere, il concorso alla programmazione della rete degli interventi, la realizzazione, il
finanziamento ed il coordinamento dei servizi preposti alla tutela e alla protezione delle
donne vittime di violenza e dei loro figli, in concorso con lo Stato, la Regione ed i comuni,
in conformit alla legge regionale 19 marzo 2014, n. 4;
RICHIAMATA la legge regionale 10 agosto 2016, n. 11 Sistema integrato degli
interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio ed in particolare lart. 34 con il quale si
stabilisce che la Citt metropolitana di Roma Capitale e le province, quali enti territoriali di
area vasta, esercitano le funzioni ed i compiti amministrativi concernenti, tra gli altri, la
promozione di iniziative a carattere sociale e culturale per la prevenzione della violenza di
genere, il concorso alla programmazione della rete degli interventi, la realizzazione, il
finanziamento ed il coordinamento dei servizi preposti alla tutela e alla protezione delle
donne vittime di violenza e dei loro figli, in concorso con lo Stato, la Regione ed i comuni,
in conformit alla l.r. 4/2014;
TENUTO CONTO che con deliberazione 23 febbraio 2016 n. 56, si individuano le
strutture della Giunta regionale subentranti nellesercizio delle funzioni e dei compiti
amministrativi non fondamentali, gi esercitati dalla Citt metropolitana di Roma Capitale
e dalle Province, unitamente alle risorse umane assegnate a tali strutture provenienti dai
suddetti Enti;
TENUTO CONTO altres che alla riassegnazione delle funzioni, avvenuta con le leggi
sopra richiamate, non ha ancora fatto seguito la riassegnazione del personale per lesercizio
delle stesse, con apposita convenzione;
7

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

Pag. 62 di 328

PRESO ATTO che:


la trasformazione delle province in attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56, ha
determinato un ritardo nellutilizzo delle risorse assegnate alle medesime, per lassenza dei
provvedimenti di bilancio e quindi nel successivo trasferimento dei finanziamenti ai Centri
antiviolenza e alle case rifugio esistenti, nonch nellistituzione dei nuovi 13 centri
antiviolenza e nelle 5 case rifugio previsti dalla programmazione;
le convenzioni stipulate tra la Regione e le province individuavano questultime quali
soggetti attuatori della programmazione regionale nonch destinatarie delle risorse
regionali e nazionali stanziate;
le Convenzioni stipulate, ai sensi dellart. 9 delle medesime, sono ormai venute a scadenza;
lAmministrazione regionale - con nota n. 0427154 del 12.08.2016 indirizzata alle
Province e alla Citt metropolitana di Roma Capitale ha richiesto di rendicontare
lutilizzo delle risorse finanziarie liquidate come riportato nella seguente tabella:
AZIONE 1
50% liquidato a
TOTALE
valere sulle risorse
IMPEGNATO statali e regionali

PROVINCIA

AZIONE

FROSINONE

SOSTEGNO CAV E CASE RIFUGIO


ESISTENTI E RETI TERRITORIALI

191.650,00

95.825,00

LATINA

SOSTEGNO CAV E CASE RIFUGIO


ESISTENTI E RETI TERRITORIALI

230.685,00

115.342,50

RIETI

SOSTEGNO CAV E CASE RIFUGIO


ESISTENTI E RETI TERRITORIALI

25.000,00

12.500,00

ROMA CITTA
METROPOLITANA

SOSTEGNO CAV E CASE RIFUGIO


ESISTENTI E RETI TERRITORIALI

1.099.815,00

549.907,50

VITERBO

SOSTEGNO CAV E CASE RIFUGIO


ESISTENTI E RETI TERRITORIALI

25.000,00

12.500,00
786.075,00

AZIONE 2
50% liquidato a
TOTALE
valere sulle risorse
IMPEGNATO statali e regionali

PROVINCIA

AZIONE

FROSINONE

ISTITUZIONE DI 2 NUOVI CAV E 1


CASA RIFUGIO

210.059,89

105.029,95

LATINA

ISTITUZIONE DI 3 NUOVI CAV E 1


CASA RIFUGIO

280.079,85

140.039,93

140.039,92

70.019,96

550.139,74

275.069,88

140.039,92

70.019,96

ROMA CITTA
METROPOLITANA

ISTITUZIONE DI 1 NUOVO CAV E 1


CASA RIFUGIO
ISTITUZIONE DI 6 NUOVI CAV E 1
CASA RIFUGIO E 1 CASA
SEMIAUTONOMIA

VITERBO

ISTITUZIONE DI 1 NUOVO CAV E 1


CASA RIFUGIO

RIETI

660.179,68

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

Pag. 63 di 328

lAmministrazione regionale - con successiva nota n. 546138 del 31 ottobre 2016


indirizzata alla Citt metropolitana di Roma Capitale e alla Provincia di Rieti - ha
sollecitato linvio del rendiconto delle risorse finanziarie erogate;
PRESO ATTO di quanto rappresentato nelle note pervenute allAmministrazione
regionale e di seguito sintetizzato:
la Provincia di Frosinone dichiara di aver trasferito ai centri esistenti, in possesso dei
requisiti previsti dallIntesa, limporto di euro 166.650,00 a fronte dellimporto liquidato
dalla Regione Lazio pari ad euro 95.825,00 e che non ha impegnato limporto erogato per i
nuovi centri antiviolenza e le nuove case rifugio pari ad euro 105.090,25;
la Provincia di Latina dichiara di aver trasferito ai centri esistenti in possesso dei requisiti
previsti dallIntesa, limporto di euro 105.683,40 a fronte dellimporto liquidato dalla
Regione Lazio pari ad euro 115.342,50 e che non ha impegnato limporto erogato per i
nuovi centri antiviolenza e le nuove case rifugio pari ad euro 140.039,93;
la Provincia di Viterbo dichiara che ha sottoscritto il Protocollo territoriale Non aver
Paura promosso dalla Prefettura di Viterbo, ma non ha utilizzato limporto liquidato per
lattivazione della rete territoriale ( euro 12.500,00) e limporto liquidato per i nuovi centri
pari ad euro 70.019,96;
la Provincia di Rieti dichiara che sta procedendo ad appositi incontri per lattivazione di un
Protocollo territoriale con Enti, Istituzioni e Associazioni impegnate nel contrasto della
violenza di genere ma non ha ancora utilizzato limporto liquidato per lattivazione della
rete territoriale ( euro 12.500,00) e limporto liquidato per i nuovi centri pari ad euro
70.019,96;
la Citt metropolitana di Roma Capitale ha comunicato limpossibilit di procedere a una
precisa e puntuale rendicontazione nei tempi richiesti data la particolare situazione
organizzativa venutasi a creare a seguito del trasferimento del personale precedentemente
applicato ai procedimenti in questione;
PRESO ATTO del verbale della riunione del 19 settembre 2016 tra il Segretario generale
della Regione Lazio e il Segretario generale della Citt metropolitana, da cui risulta che la
Citt metropolitana di Roma Capitale garantisce la prosecuzione delle attivit svolte dai
centri antiviolenza a favore delle donne vittime di violenza e dei loro figli fino alla data del
28 febbraio 2017, subordinatamente al trasferimento da parte della Regione Lazio delle
relative risorse finanziarie nei tempi idonei a consentire la proroga degli attuali rapporti
contrattuali con i Soggetti gestori delle strutture;
RITENUTO necessario autorizzare la Citt Metropolitana e le Province di Frosinone
Latina, Rieti e Viterbo allutilizzo delle somme a loro disposizione, erogate per
listituzione delle nuove strutture, fino alla concorrenza di quanto assegnato con DGR
830/2014 per il sostegno ai Centri antiviolenza e alle Case rifugio gi esistenti, secondo gli
importi e i criteri indicati nella medesima deliberazione, anche per lanno 2016.
I suddetti importi verranno dettagliati con successiva circolare che dar indicazione anche
in merito alle somme da restituire alla Regione Lazio, fatta salva listituzione della casa di
semi- autonomia che la citt Metropolitana dovr istituire con i fondi erogati a valere sulle
risorse regionali e lattivazione delle reti territoriali che la Citt Metropolitana di Roma
9

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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Capitale e le restanti Province dovranno realizzare ai sensi di quanto programmato con la


deliberazione n. 830/2014;
TENUTO CONTO che la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e
le Province autonome ha sollecitato i Presidenti delle Regioni a trasmettere al Dipartimento
le informazioni relative al concreto impiego delle risorse assegnate dallo Stato con il
DPCM 24 luglio 2014;
VISTO il comma 3 dellart. 3 del suddetto DPCM 24 luglio 2014 che recita il mancato
utilizzo delle risorse secondo le modalit del presente decreto, comporta la revoca dei
finanziamenti;
VISTA la deliberazione 5 settembre 2016 n. 9/2016/G della Corte dei Conti Sezione
centrale e di controllo sulla Gestione delle Amministrazioni dello Stato, recante La
gestione delle risorse finanziarie per lassistenza e il sostegno alle donne vittime di
violenza e ai loro figli (D.L. n. 93/2013 nella quale si rileva, da parte delle Regioni, la
mancanza di una rilevazione puntuale delle informazioni relative alla gestione delle risorse
statali;
VISTA la nota prot. 541981 del 27 ottobre 2016 del segretario generale della Regione
Lazio, indirizzata al segretario generale della Citt metropolitana di Roma Capitale e ai
Segretari generali di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, con la quale, nel ravvisare la
necessit di procedere direttamente alle procedure necessarie per listituzione di nuovi
Centri antiviolenza e nuove Case rifugio, si invitano gli Enti ad esprimere il proprio
assenso o diniego entro il 4 novembre 2016;
PRESO ATTO che alla data del 4 novembre sono pervenute le risposte dalle Province di
Rieti, Frosinone e Latina, con le quali si esprime parere favorevole allistituzione dei nuovi
Centri antiviolenza e delle nuove Case rifugio da parte della Regione Lazio;
RAVVISATA la necessit, nelle more delleffettivo esercizio delle funzioni trasferite con
le leggi n. 17/2015 e n. 11/2016, di procedere alla riprogrammazione delle risorse
impegnate in favore della Citt metropolitana di Roma e delle Province di Frosinone,
Latina, Rieti e Viterbo ma non ancora erogate e pari ad euro 1.446.254,68 sul Cap.
H41166, missione 12, programma 04;
CONSIDERATO che le risorse statali assegnate alla Regione Lazio per listituzione di
nuovi centri antiviolenza e nuove case rifugio sono pari a euro 1.039.461,14;
CONSIDERATO altres che il DPCM 24 luglio 2014 , al fine di riequilibrare la presenza
di tali strutture sul territorio e di raggiungere lobiettivo previsto dalla raccomandazione
Expert Meeting sulla violenza contro le donne Finlandia, 8-10 novembre 1999, ha fissato
come obiettivo, per la Regione Lazio, la presenza di almeno 25 strutture destinate
allaccoglienza, allorientamento , allassistenza e allospitalit delle vittime di violenza;
PRESO ATTO che, da un esame della documentazione in possesso della struttura,
trasmessa dai Centri antiviolenza e dalle Case rifugio gi esistenti e firmata dal legale
rappresentante del Soggetto gestore, il numero delle strutture antiviolenza presenti sul
territorio regionale, in possesso dei requisiti previsti dallIntesa citata, a giugno 2016,
risulta essere pari a 14 strutture, come riportato nella seguente tabella:
10

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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STRUTTURE ESISTENTI
Territori provinciali

Centri antiviolenza Case rifugio

Citta' Metropolitana Roma Capitale

Latina

Frosinone

Rieti

Viterbo

Roma Capitale

TOTALE

VISTA la deliberazione di Giunta Regionale 18 ottobre 2016 n. 614 recante Legge


regionale 19 marzo 2014 n. 4. Recepimento Intesa tra il Governo, le Regioni, le Province
autonome di Trento e Bolzano e le Autonomie locali, relativa ai requisiti minimi dei Centri
antiviolenza e delle Case rifugio, prevista dal D.P.C.M.24luglio 2014, sancita in sede di
Conferenza unificata i1 27 novembre 2014 (Rep. Atti 146/CU) Approvazione "Linee guida
per lofferta di servizi uniformi su tutto il territorio regionale da parte delle strutture
preposte al contrasto della violenza dr genere. Requisiti minimi strutturali e organizzativi
dei Centri antiviolenza, delle Case rifugio e delle Case di semi-autonomia.
RILEVATO che, al fine del raggiungimento dellobiettivo fissato dallo Stato delle 25
strutture, occorre procedere allistituzione di almeno altre 11 strutture tra Centri
antiviolenza (CAV) e case rifugio (CR);
RITENUTO pertanto di riprogrammare in 11 le nuove strutture da istituire destinate
allaccoglienza, allorientamento , allassistenza e allospitalit delle vittime di violenza;
RITENUTO altres, di riprogrammare lutilizzo di euro 1.446.254,68 a valere sul cap.
H41166 es. fin. 2016 come segue:
A. limporto complessivo di euro 1.039.461,14 finalizzato allistituzione e allo start
up di 11 nuove strutture di cui:
-

euro 529.461,14 per istituzione di 8 CAV per limporto di euro 66.182,64 ciascuno,

limporto di euro 510.000,00 finalizzato allistituzione di 3 case rifugio per


limporto di euro 170.000,00 ciascuna;

B. limporto di euro 274.838,50 rimane assegnato alla Citt metropolitana di Roma


Capitale a copertura dellimporto assegnato con DGR 830/2014 per il sostegno dei
centri esistenti, la cui erogazione subordinata allacquisizione della
rendicontazione delle risorse gi liquidate ai sensi della deliberazione n. 830/2014;
C. limporto di euro 131.955,04 finalizzato alla specifica formazione interistituzionale delle figure professionali che si occupano delle vittime di violenza di
genere, articolata nelle aree di intervento individuate nel Piano di azione
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01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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straordinario contro la violenza sessuale e di genere: riconoscimento del fenomeno,


presa in carico, accompagnamento nel percorso di uscita dalla violenza. La
formazione sar finalizzata a:lladozione di metodologie condivise e alla
costruzione di un modello regionale di intervento;
RITENUTO di demandare al Direttore della Direzione Regionale Salute e Politiche
Sociali le procedure connesse allistituzione delle nuove strutture, tramite apposito Avviso
pubblico rivolto ai Comuni del Lazio in partenariato obbligatorio con organizzazioni del
privato sociale operanti nel settore del sostegno e dellaiuto alle donne vittime di violenza,
in possesso dei requisiti previsti dallIntesa sancita in sede di Conferenza unificata i1 27
novembre 2014 e dalle Linee guida approvate con la deliberazione di Giunta Regionale 18
ottobre 2016 n. 614;
RITENUTO altres di definire la distribuzione territoriale delle nuove strutture sulla base
della dislocazione delle strutture esistenti, garantendo almeno 1 CAV e 1CR in ciascuno
dei territori provinciali ad oggi privi di strutture, riservando listituzione di 3 nuovi CAV a
Roma Capitale e distribuendo il restante numero in maniera proporzionale alla popolazione
residente sul territorio delle Province come riportato nella seguente tabella:
strutture esistenti

Territori
provinciali
Citta'
Metropolitana
Roma Capitale
Latina

CAV
3

Case
rifugio

nuove strutture
nuove strutture
assegnate a territori
assegnate su base
scoperti
popolazione
popolazione CAV
Case
CAV
al 1/1/2016
rifugio

2
1.475.743,00

1
574.226,00

Frosinone

1
495.026,00

Rieti

158.467,00
Viterbo

0
320.279,00

Roma Capitale

3
2.864.731,00

TOTALE

5.888.472,00

TENUTO CONTO che in atto la convenzione n. 17095 del 15.05.2014, tra la Regione
Lazio e LazioInnova (societ nella quale confluita FI.LA.S. a seguito del processo di
riordino delle societ della Regione Lazio con legge regionale n. 10/2013) per la
realizzazione del progetto Contrastare il fenomeno
della violenza di genere:
accompagnamento alla costruzione della rete regionale;
TENUTO CONTO che Lazio Innova societ in house della Regione Lazio, che opera
nella progettazione e gestione di azioni e programmi di aiuto per la crescita economica,
laccesso al credito, lo sviluppo del territorio e il sostegno allinnovazione e che svolge
funzioni di assistenza tecnica specialistica alla Regione Lazio e che ha gi fornito il
necessario supporto tecnico per attivit della Regione connesse agli interventi in ambito
sociale;
12

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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RITENUTO pertanto di affidare a Lazio Innova, tramite la stipula di apposita


convenzione, le attivit connesse alla formazione inter-istituzionale delle figure
professionali che si occupano delle vittime di violenza di genere, come indicato al
precedente punto C;

DELIBERA

per le motivazioni espresse in premessa, che costituiscono parte integrante e sostanziale


della presente deliberazione:
1. di autorizzare la Citt Metropolitana e le Province di Frosinone Latina, Rieti e
Viterbo allutilizzo delle somme a loro disposizione, erogate per listituzione delle
nuove strutture, fino alla concorrenza di quanto assegnato con DGR 830/2014 per il
sostegno ai Centri antiviolenza e alle Case rifugio gi esistenti, secondo gli importi
e i criteri indicati nella medesima deliberazione, anche per lanno 2016.
I suddetti importi verranno dettagliati con successiva circolare che dar indicazione
anche in merito alle somme da restituire alla Regione Lazio, fatta salva listituzione
della casa di semi-autonomia che la citt Metropolitana dovr istituire con i fondi
erogati a valere sulle risorse regionali e lattivazione delle reti territoriali che la
Citt Metropolitana di Roma Capitale e le restanti Province dovranno realizzare ai
sensi di quanto programmato con la deliberazione n. 830/2014;
2. di riprogrammare in 11 le nuove strutture da istituire destinate allaccoglienza,
allorientamento , allassistenza e allospitalit delle vittime di violenza;
3. di riprogrammare lutilizzo di euro 1.446.254,68 a valere sul cap. H41166 es. fin.
2016 come segue:
A. limporto complessivo di euro 1.039.461,14 finalizzato allistituzione e allo start
up di 11 nuove strutture di cui:
-

euro 529.461,14 per istituzione di 8 CAV per limporto di euro 66.182,64 ciascuno;

limporto di euro 510.000,00 finalizzato allistituzione di 3 case rifugio per


limporto di euro 170.000,00 ciascuna;

B. limporto di euro 274.838,50 rimane assegnato alla Citt metropolitana di Roma


Capitale a copertura dellimporto assegnato con DGR 830/2014 per il sostegno dei
centri esistenti, la cui erogazione subordinata allacquisizione della
rendicontazione delle risorse gi liquidate ai sensi della deliberazione n. 830/2014;
C. limporto di euro 131.955,04 finalizzato alla specifica formazione interistituzionale delle figure professionali che si occupano delle vittime di violenza di
genere, articolata nelle aree di intervento individuate nel Piano di azione
straordinario contro la violenza sessuale e di genere: riconoscimento del fenomeno,
presa in carico, accompagnamento nel percorso di uscita dalla violenza. La
formazione sar finalizzata a:lladozione di metodologie condivise e alla
costruzione di un modello regionale di intervento;
13

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

Pag. 68 di 328

4. di demandare al Direttore della Direzione Regionale Salute e Politiche Sociali le


procedure connesse allistituzione delle nuove strutture, tramite apposito Avviso
pubblico rivolto ai Comuni del Lazio in partenariato obbligatorio con
organizzazioni del privato sociale operanti nel settore del sostegno e dellaiuto alle
donne vittime di violenza, in possesso dei requisiti previsti dallIntesa sancita in
sede di Conferenza unificata i1 27 novembre 2014 e dalle Linee guida approvate
con la deliberazione di Giunta Regionale 18 ottobre 2016 n. 614;
5. di definire la distribuzione territoriale delle nuove strutture sulla base della
dislocazione delle strutture esistenti, garantendo almeno 1 CAV e 1CR in ciascuno
dei territori provinciali ad oggi privi di strutture, riservando listituzione di 3 nuovi
CAV a Roma Capitale e distribuendo il restante numero in maniera proporzionale
alla popolazione residente sul territorio delle Province come riportato nella
seguente tabella:
strutture esistenti

Territori
provinciali

CAV

Case
rifugio

Citta'
Metropolitana
Roma Capitale
Latina

Frosinone

nuove strutture
nuove strutture
assegnate a territori
assegnate su base
scoperti
popolazione
popolazione CAV
Case
CAV
al 1/1/2016
rifugio

2
1.475.743,00
1
574.226,00
1
495.026,00

Rieti

Viterbo

158.467,00
320.279,00
Roma Capitale

TOTALE

3
2.864.731,00
2

5.888.472,00

6. di affidare a LazioInnova, tramite la stipula di apposita convenzione, le attivit


connesse alla formazione inter- istituzionale delle figure professionali che si
occupano delle vittime di violenza di genere, come indicato al precedente punto C.

La presente Deliberazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

14

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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Regione Lazio
Atti della Giunta Regionale e degli Assessori
Deliberazione 18 novembre 2016, n. 690
Conferimento dell'incarico di Direttore dell'Ufficio speciale per la ricostruzione post sisma 2016 della
Regione Lazio. Approvazione schema di contratto.

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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OGGETTO: Conferimento dell'incarico di Direttore dellUfficio speciale per la ricostruzione post


sisma 2016 della Regione Lazio. Approvazione schema di contratto.

LA GIUNTA REGIONALE
SU PROPOSTA del Presidente della Giunta;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6, recante norme sulla Disciplina del sistema
organizzativo della Giunta e del Consiglio regionale e disposizioni relative alla dirigenza ed al
personale regionale;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, Regolamento di Organizzazione degli
Uffici e dei Servizi della Giunta regionale e successive modificazioni;
VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 25 agosto 2016, con cui stato dichiarato lo
stato di emergenza per gli eccezionali eventi sismici che hanno colpito il 24 agosto 2016 i territori
delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria;
VISTA lOrdinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile 26 agosto 2016, n. 388,
recante Primi interventi urgenti di protezione civile conseguenti alleccezionale evento sismico che
ha colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo il 24 agosto 2016;
VISTA lOrdinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile 19 settembre 2016, n. 394,
avente ad oggetto Ulteriori interventi urgenti di protezione civile conseguenti alleccezionale
evento sismico che ha colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo il 24
agosto 2016;
VISTO il decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189, recante Interventi urgenti in favore delle
popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016;
VISTO, in particolare, lart. 3 del citato decreto legge n.189/2016, in cui si prevede che ogni
Regione istituisca un ufficio comune denominato Ufficio speciale per la ricostruzione post sisma
2016, finalizzato alla gestione della ricostruzione in modo coordinato con i Comuni interessati;
PRESO ATTO che con deliberazione n. 649 del 2 novembre 2016 stata approvata, sulla base dello
schema tipo predisposto dal Commissario Straordinario, la convenzione per la gestione associata
dellUfficio speciale per la ricostruzione post sisma 2016 della Regione Lazio;
PRESO ATTO che con la medesima deliberazione n. 649/2016, la Giunta regionale ha riservato in
capo al Direttore della Direzione regionale Affari Istituzionali, Personale e Sistemi Informativi, la
predisposizione e lattuazione di tutte le procedure necessarie per la selezione del Direttore
dellUfficio speciale;
VISTA la convenzione per listituzione dellUfficio Speciale per la ricostruzione post sisma 2016,
ai sensi dellart. 3, comma 1, del Decreto Legge 17 ottobre 2016 n. 189, sottoscritta il 3 novembre
2016 tra la Regione Lazio, la Provincia di Rieti e i 10 comuni interessati dal sisma;

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VISTO in particolare, lart. 6 della richiamata convenzione (Regole di organizzazione e


funzionamento dellUfficio speciale per la ricostruzione) che demanda alla Regione di provvedere,
con proprio provvedimento, allarticolazione dellUfficio speciale, individuando le unit
organizzative, nonch di provvedere, per quanto non disciplinato dalla convenzione,
allorganizzazione e funzionamento del predetto Ufficio speciale per la ricostruzione secondo le
disposizioni in materia vigenti nellordinamento della Regione Lazio;
ATTESO che con provvedimento del Direttore della Direzione Regionale Affari Istituzionali,
Personale e Sistemi Informativi n. G12786 del 2 novembre 2016 stata disposta la pubblicazione
dellavviso informativo sul sito web della Regione Lazio e sul B.U.R. n. 88 del 3 novembre 2016,
per la ricerca di professionalit per il conferimento dellincarico di Direttore dellUfficio speciale
per la ricostruzione post sisma 2016 della Regione Lazio;
CONSIDERATO che, con nota prot. n. 575718 del 17 novembre 2016 il Direttore della Direzione
regionale Affari Istituzionali, Personale e Sistemi Informativi ha trasmesso al Segretario Generale le
istanze presentate, pervenute allo stesso per il conferimento dellincarico suddetto;
ESAMINATE le candidature presentate da soggetti esterni allAmministrazione regionale che
hanno manifestato interesse e individuato nel dott. Stefano Fermante, nato ad Albano Laziale
(RM) il 26.02.1965, il soggetto che presenta le maggiori caratteristiche professionali rispondenti
alle peculiarit del posto da ricoprire e agli obiettivi da raggiungere, desunte dal titolo di studio,
dalle specializzazioni, dalle esperienze professionali e dalle capacit attitudinali;
VISTA la legge regionale 28 giugno 2013 n. 4 recante Disposizioni urgenti di adeguamento
all'articolo 2 del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
dicembre 2012, n. 213, relativo alla riduzione dei costi della politica, nonch misure in materia di
razionalizzazione, controlli e trasparenza dell'organizzazione degli uffici e dei servizi della
Regione ed in particolare lart. 20 disciplinante il tetto del trattamento economico dei dipendenti
regionali;
RITENUTO di determinare in euro 155.294,23, oltre la retribuzione di risultato, il trattamento
economico omnicomprensivo annuo lordo da attribuire al Direttore dell Ufficio speciale post sisma
2016, il cui ammontare complessivo non pu superare il limite massimo previsto dallart. 20 della
citata L.R. n.4/2013, come indicato nel contratto a tempo pieno e determinato accedente al presente
atto;
VISTO lallegato schema di contratto di lavoro a tempo pieno e determinato che forma parte
integrante e sostanziale del presente provvedimento;
DATO ATTO che la spesa per lanno 2016 derivante dalla stipula del succitato contratto trova
idonea copertura nelle risorse di cui al punto 2 della citata DGR n. 649/2016 (contabilit speciale);
VISTE la legge regionale 31 dicembre 2015 n. 17 Legge di stabilit regionale 2016 e la legge
regionale 31 dicembre 2015, n. 18 Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2016 2018;
DELIBERA
1) di conferire, per le motivazioni di cui in narrativa che qui si intendono integralmente
richiamate, al dott. Stefano Fermante, nato ad Albano Laziale (RM) il 26.02.1965, soggetto

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esterno allamministrazione regionale, lincarico di Direttore dellUfficio speciale per la


ricostruzione post sisma 2016 della Regione Lazio;
2) di dare atto che lincarico in oggetto decorre dalla sottoscrizione del contratto e ha una durata
corrispondente a quella stabilita per la gestione straordinaria dallart. 1, comma 4, del citato
Decreto legge n. 189/2016;
3) di approvare lallegato schema di contratto individuale di lavoro a tempo pieno e determinato
per il conferimento dellincarico di Direttore dellUfficio speciale per la ricostruzione post sima
2016 della Regione Lazio che forma parte integrante e sostanziale del presente provvedimento,
attribuendo al medesimo la retribuzione annua omnicomprensiva di euro 155.294,23, oltre alla
retribuzione di risultato nei limiti del tetto del trattamento economico previsto dal predetto art
20 della L.R. n. 4/2013;
4) di dare atto che la spesa per lanno 2016 derivante dal presente atto trova idonea copertura nelle
risorse di cui al punto 2 della citata DGR n. 649/2016 (contabilit speciale);
5) di trasmettere il presente atto alla Direzione regionale Affari Istituzionali, Personale e Sistemi
informativi per la predisposizione del relativo contratto individuale di lavoro e per la
pubblicazione sul BUR;
6) di trasmettere, per il seguito di competenza, il presente provvedimento al vice commissario
della Regione Lazio per la ricostruzione post sisma 2016 .
Laccertamento di cause di inconferibilit o di incompatibilit previste dal Dlgs. n. 39 del 2013 e
dalla normativa vigente in materia determina, ipso iure, la decadenza dallincarico in oggetto e
conseguentemente la risoluzione del relativo contratto.

Avverso il presente provvedimento ammesso ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo


del Lazio entro 60 (sessanta) giorni dalla pubblicazione ovvero ricorso giustiziale al Presidente
della Repubblica entro 120 (centoventi) giorni.

Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che risulta
approvato allunanimit.

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Allegato
CONTRATTO A TEMPO PIENO E DETERMINATO PER IL CONFERIMENTO
DELLINCARICO
DI
DIRETTORE
DELLUFFICIO
SPECIALE
PER
LA
RICOSTRUZIONE POST SISMA 2016 DELLA REGIONE LAZIO.

TRA
Nicola ZINGARETTI, nato a Roma l11.10.1965, domiciliato per la carica in Roma, Via Cristoforo
Colombo n. 212, il quale interviene e agisce in qualit di Vice Commissario della Regione Lazio
per la ricostruzione post sisma 2016;

_____________________________,
nato
a
_________________________________il
___________ e residente a ________________________________ in Via ____________________
- C.F.: __________________________________________
SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE:
ART. 1 Costituzione del rapporto
Il Vice Commissario della Regione Lazio per la ricostruzione post sisma 2016 conferisce a tempo
pieno e determinato lincarico di Direttore dellUfficio speciale per la ricostruzione post sisma 2016
della Regione Lazio a____________________________soggetto esterno allamministrazione
regionale, che accetta.
ART. 2 Durata dellincarico
Lincarico decorre dalla sottoscrizione del presente contratto e ha una durata corrispondente a
quella stabilita per la gestione straordinaria dallart. 1, comma 4, del citato Decreto legge n.
189/2016;
Laccertamento di cause di inconferibilit o di incompatibilit previste dal Dlgs. n. 39 del 2013 e
dalla normativa vigente in materia determina, ipso iure, la decadenza dallincarico in oggetto e
conseguentemente la risoluzione del presente contratto.
ART. 3 Obblighi
Il Direttore dellUfficio speciale per la ricostruzione post sisma 2016 della Regione Lazio si
impegna a svolgere, a tempo pieno e con carattere di esclusivit a favore dellUfficio speciale per la
ricostruzione post sisma 2016, le funzioni ad esso attribuite previste dalart. 4 della Convenzione
sottoscritta in data 3 novembre 2016.
Il Direttore, fermo restando il rispetto delle norme di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 241 e
successive modificazioni, tenuto a mantenere il segreto e non pu dare informazioni o
comunicazioni relative a provvedimenti o ad operazioni di qualsiasi natura o a notizie e circostanze

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delle quali sia venuto a conoscenza a causa del suo incarico quando da ci possa derivare un danno
per il predetto Ufficio speciale, ovvero un danno o un ingiusto vantaggio a terzi.
Il Direttore si impegna allosservanza del Codice disciplinare, integrato dal D.Lgs. 27 ottobre 2009,
n. 150, del codice di comportamento dei dipendenti pubblici, di cui al DPR 16 aprile 2013, n. 62 e
dal codice di comportamento del personale della Giunta regionale e delle Agenzie regionali
approvato con deliberazione di Giunta regionale n. 33 del 21 gennaio 2014, la cui violazione
causa di risoluzione o decadenza del rapporto di lavoro.
Il Direttore prende atto che la normativa disciplinare consultabile sul sito istituzionale della
Regione Lazio o sulla sezione Codice Disciplinare dellintranet regionale.
ART. 4 Trattamento economico
La retribuzione annua lorda fissata complessivamente in euro 155.294,23, oltre agli oneri riflessi a
carico Ente, ed corrisposta in tredici mensilit. Compete, altres, la retribuzione di risultato, nei
limiti del trattamento economico previsto dallart. 20 della legge regionale 28 giugno 2013 n. 4.
Il trattamento economico cos determinato remunera tutte le funzioni ed i compiti attribuiti.
ART. 5 Risoluzione, Recesso e Revoca
Per le cause di risoluzione, recesso e revoca dallincarico si applicano le disposizioni previste dalla
vigente normativa e dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro del Personale Dirigente del
comparto Regioni e autonomie locali - nonch quelle previste dallart. 165 del Regolamento
regionale n. 1/2002 e successive modificazioni.
ART. 6 Tutela dei dati personali
Il trattamento dei dati personali derivanti dal rapporto di lavoro in atto verr svolto nel rispetto del
D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 e successive modificazioni.
ART. 7 Foro competente
Per ogni controversia derivante dal presente contratto, la competenza determinata secondo le
disposizioni di cui allart. 413 del c.p.c.

ART. 8 - Registrazione
Il presente contratto, esente dallimposta di bollo ai sensi dellart. 25 tabella B allegata al D.P.R.
n. 642/1972, non soggetto a registrazione ai sensi dellart. 1 della tabella B allegata al D.P.R. n.
131/1986.

ART. 9 Norma di rinvio

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Per quanto non espressamente disciplinato nel presente contratto si rinvia alle norme che regolano il
rapporto di lavoro dei dirigenti della Regione Lazio e, in via residuale, alle norme del Codice Civile
ed alla vigente normativa nazionale e regionale in materia.

Letto, approvato e sottoscritto in Roma, l ____________________

Il Direttore

_______________________

Il Vice Commissario
(Nicola ZINGARETTI)

_____________________

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Regione Lazio
DIREZIONE AGENZIA REGIONALE DEL TURISMO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 18 novembre 2016, n. G13643
L.R. n, 13/2007, art. 15, comma 8. D.G.R. n. 306/2016. Associazione Pro Loco di Monte San Giovanni
Campano. Cancellazione dall'Elenco regionale delle Associazioni Pro Loco del Lazio.

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OGGETTO: L.R. n, 13/2007, art. 15, comma 8. D.G.R. n. 306/2016. Associazione Pro
Loco di Monte San Giovanni Campano. Cancellazione dallElenco regionale delle
Associazioni Pro Loco del Lazio.
LA DIRETTRICE DELLAGENZIA REGIONALE DEL TURISMO
SU PROPOSTA del Dirigente dell'Area Programmazione turistica e interventi per le
imprese;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio approvato con Legge Statutaria 11 novembre
2004, n. 1;
VISTA la Legge 7 agosto 1990, n. 241 Nuove norme in materia di procedimento
amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi e successive
modificazioni e integrazioni;
VISTA la Legge regionale 18 febbraio 2002 n. 6 Disciplina del sistema organizzativo
della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale e successive modificazioni e integrazioni;
VISTO il Regolamento regionale 06 settembre 2002 n. 1 e successive modificazioni
concernente: Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
Regionale;
VISTA la Legge regionale 31 dicembre 2015, n. 17 concernente Legge di stabilit
regionale 2016;
VISTA la legge regionale 6 agosto 2007, n. 13 concernente: Organizzazione del
sistema turistico laziale e successive modificazioni, ed in particolare lart. 15 in
materia di Associazioni Pro Loco;
VISTO il Regolamento regionale 16 giugno 2011, n. 5
modificato dal Regolamento
regionale n. 15 del 9 settembre 2013, che disciplina lorganizzazione dellAgenzia
regionale del Turismo;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale n. 157 del 08 aprile 2016 avente ad
oggetto: Affidamento dellincarico ad interim di Direttore dellAgenzia Regionale del
Turismo allAvv. Elisabetta Longo, Direttore della Direzione Regionale Formazione,
Ricerca e Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo studio e successive D.G.R.
n.184 del 14 aprile 2016 e n. 360 del 28-06-2016;
VISTA la D.G.R. n. 56 del 23-02-2016 concernente: Legge regionale 31 dicembre
2015, n. 17 . Legge di stabilit regionale 2016- attuazione disposizioni di cui allart. 7,

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comma 8 (pubblicata sul BUR n. 18 del 3/3/2016), con la quale stata individuata
lAgenzia regionale del Turismo quale struttura regionale competente ad esercitare le
funzioni non fondamentali in materia di turismo;
VISTA la D.G.R. n. 306 del 07-06-2016 avente ad oggetto: Legge regionale 31
dicembre 2015, n. 17 concernente: Legge di stabilit regionale 2016. attuazione
disposizioni di cui allart. 7, comma 8. Criteri e modalit per la gestione dellElenco
regionale delle Associazioni Pro Loco del Lazio( pubblicata sul BUR n. 48 del
07-06-2016);
VISTA la determinazione dirigenziale n. G07063 del 21/6/2016 avente ad oggetto: L.R.
31/12/2015 n. 17. DGR n. 306 del 07/06/2016. Approvazione Elenco regionale delle
Associazioni Pro Loco del Lazio. Criteri e modalit per laggiornamento dellElenco predetto
nonch per le correlate nuove iscrizioni e/o cancellazioni delle Associazioni Pro Loco di
competenza dellAgenzia Regionale del Turismo (pubblicata sul BUR n. 50 del 23/6/2016);

VISTA la determina dirigenziale n.G10958 del 28-09-2016 ( pubblicata sul BUR n . 78


del 29-09-2016) con la quale si proceduto allaggiornamento annuale dellElenco
regionale delle Associazioni Pro Loco del Lazio, tra le quali, lAssociazione Pro Loco
di Monte San Giovanni Campano (FR) iscritta al n. 35 dellElenco predetto;
RILEVATO che dalla documentazione trasmessa dalla Provincia di Frosinone,
acquisita dalla scrivente struttura in data 02-09-2016, prot. n. I 0444837.02, risulta
lattivazione da parte della suddetta Amministrazione provinciale del procedimento di
cancellazione dallAlbo Provinciale della Pro Loco di Monte San Giovanni Campano e
che lo stesso non si concluso per effetto del trasferimento delle competenze in materia
di Associazioni Pro Loco dalle Province alla Regione Lazio;
CONSIDERATO che sulla base del citato trasferimento di competenze alla Regione
Lazio, si provveduto da parte della struttura proponente a diffidare con nota A/R n.
0460049 del 14-09-2016 lAssociazione di Monte San Giovanni Campano a comunicare
le proprie osservazioni in merito entro il termine di 10 giorni dalla ricezione della nota
predetta con lavviso che decorso il termine di cui sopra si sarebbe adottato il
provvedimento di cancellazione dallElenco regionale, nonch, a richiedere al Comune
di Monte San Giovanni Campano di espletare gli opportuni accertamenti sulla
situazione relativa allAssociazione in oggetto;
PRESO ATTO che la nota A/R n. 0460049/2016 diretta allAssociazione Pro Loco di
Monte San Giovanni Campano stata restituita alla scrivente struttura con la dicitura
destinatario irreperibile e che da parte del Comune di Monte San Giovanni
Campano,
sollecitato
con
nota
n.
0540528
del
27-10-2016,
non pervenuto alcun riscontro in merito;
RITENUTO che sussistono le condizioni previste dallart. 15, comma 8, della L.r. n.

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13/2007 per la cancellazione dellAssociazione Pro Loco di Monte San Giovanni


Campano dall Elenco regionale delle Associazioni Pro Loco del Lazio per comprovata
inattivit di almeno un anno;
VISTO lart. 76 del Regolamento regionale n. 1 del 2002 che stabilisce che ciascun
dirigente, per ogni tipo di procedimento relativo agli atti e ai provvedimenti
amministrativi di propria competenza, attribuisca ad un funzionario inquadrato nella
categoria D la responsabilit dellistruttoria e di ogni altro adempimento connesso;
RITENUTO necessario dover individuare, con riferimento agli artt. 76 e 77 del
Regolamento regionale n. 1 del 2002 il Dott. Roberto Turchetta, cat. D6, quale
responsabile del procedimento amministrativo in oggetto;
per le motivazioni di cui in premessa
DETERMINA
la cancellazione dellAssociazione Pro Loco di Monte San Giovanni Campano, con
sede sociale in p.zza G. Marconi, 14 03025 Monte S. Giovanni Campano, dallElenco
regionale delle Associazioni Pro Loco del Lazio, n. di iscrizione 35, ai sensi e per gli
effetti previsti dallart. 15, comma 8, della legge regionale n. 13/2007.
Di assegnare con riferimento agli artt. 76 e 77 del Regolamento regionale n. 1 del 2002
al Dott. Roberto Turchetta, cat. D6, la responsabilit amministrativa del procedimento
in oggetto.
La presente determinazione sar pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio
e sul Portale Istituzionale www.regione.lazio.it
LA DIRETTRICE DELL AGENZIA REGIONALE DEL TURISMO
( Avv. Elisabetta Longo )

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Regione Lazio
DIREZIONE ATTIVITA' DI CONTROLLO E COORD. FUNZ. DI
VIGILANZA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13480
Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione del Consiglio di Amministrazione dell'associazione
"Gruppo di Azione Locale Ernici Simbruini", con sede in Torre Cajetani (FR).

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Oggetto: Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione del Consiglio di


Amministrazione dellassociazione Gruppo di Azione Locale Ernici Simbruini, con
sede in Torre Cajetani (FR).

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE


ATTIVITA DI CONTROLLO E COORDINAMENTO DELLE FUNZIONI DI VIGILANZA
Su proposta del Dirigente dellArea Affari Generali
VISTA

la Costituzione della Repubblica Italiana;

VISTO

lo Statuto della Regione;

VISTO

il Libro I, Titolo II, Capo II, articoli 14 e seguenti del codice civile;

VISTO

il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della
delega di cui allarticolo 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382) e, in particolare,
larticolo 14;

VISTA

la legge regionale 2 dicembre 1983, n. 73 (Norme di organizzazione per


lesercizio delle funzioni delegate alla regione in ordine alle persone giuridiche
private, ai sensi degli articoli 14 e 15 del decreto del Presidente della Repubblica
24 luglio 1977, n. 616);

VISTO

il decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361 (Regolamento


recante norme per la semplificazione dei procedimenti di riconoscimento di
persone giuridiche private e di approvazione delle modifiche dellatto costitutivo
e dello statuto (n. 17 dellallegato 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59);

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 10 aprile 2001, n. 516 (Istituzione del
registro regionale delle persone giuridiche private, ai sensi del d.P.R. 10 febbraio
2000, n. 361);

VISTA

la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 (Disciplina del sistema organizzativo


della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale) e successive modifiche;

VISTO

il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 (Regolamento di organizzazione


degli uffici e dei servizi della Giunta regionale) e successive modifiche;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 10 maggio 2016 , n. 230, con la quale
stato conferito lincarico di Direttore della Direzione regionale Attivit di
controllo e coordinamento delle funzioni di vigilanza allAvv. Pompeo Savarino;

VISTA

la nota dellassociazione Gruppo di Azione Ernici Simbruini del 6 giugno 2016,


pervenuta alla Regione in data 9 giugno 2016, prot. n. 304231, con la quale stata
trasmessa la documentazione inerente il rinnovo del Consiglio di

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Amministrazione, ai fini delliscrizione nel Registro regionale delle persone


giuridiche private, ai sensi dellarticolo 4, comma 2, del d.P.R. 361/2000;
ACCERTATO che lassociazione Gruppo di Azione Locale Ernici Simbruini, in forma
abbreviata G.A.L. Ernici Simbruini, con sede in Torre Cajetani (FR),
Circonvallazione Lago di Cerano risulta iscritta, con determinazione dirigenziale
n. A00077 del 14.01.2005, al n. 124 del Registro regionale delle persone
giuridiche private;
PRESO ATTO del verbale dellAssemblea dei soci del G.A.L. Ernici Simbruini del 16 marzo
2016 con il quale si proceduto allelezione del nuovo Consiglio di
Amministrazione composto dai signori Giovanni Rondinara - Presidente, Carlo
Galuppi, Filippo Antonio Catalano, Antonio Marino Russo e Achille Bellucci;
RITENUTO

che ricorrono i presupposti, ai sensi dellarticolo 4, comma 2, del d.P.R.


361/2000, per liscrizione nel Registro regionale delle persone giuridiche private
del Consiglio di Amministrazione dellassociazione Gruppo di Azione Locale
Ernici Simbruini;

DETERMINA

per le motivazioni espresse in premessa che si intendono integralmente richiamate,


di iscrivere nel Registro regionale delle persone giuridiche private il Consiglio di Amministrazione
dellassociazione Gruppo di Azione Ernici Simbruini composto dai seguenti membri:
Rondinara Giovanni
Presidente
Galuppi Carlo
vice presidente
Catalano Filippo Antonio
consigliere
Russo Antonio Marino
consigliere
Bellucci Achille
consigliere
La presente determinazione dirigenziale sar pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione
Lazio.

IL DIRETTORE
Avv. Savarino Pompeo

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Regione Lazio
DIREZIONE ATTIVITA' DI CONTROLLO E COORD. FUNZ. DI
VIGILANZA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13481
Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione del Consiglio di Amministrazione dell'associazione
"Gruppo di Azione Locale Tuscia Romana", con sede in Bracciano (RM).

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Oggetto: Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione del Consiglio di


Amministrazione dellassociazione Gruppo di Azione Tuscia Romana, con sede in
Bracciano (RM).

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE


ATTIVITA DI CONTROLLO E COORDINAMENTO DELLE FUNZIONI DI VIGILANZA
Su proposta del Dirigente dellArea Affari Generali
VISTA

la Costituzione della Repubblica Italiana;

VISTO

lo Statuto della Regione;

VISTO

il Libro I, Titolo II, Capo II, articoli 14 e seguenti del codice civile;

VISTO

il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della
delega di cui allarticolo 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382) e, in particolare,
larticolo 14;

VISTA

la legge regionale 2 dicembre 1983, n. 73 (Norme di organizzazione per


lesercizio delle funzioni delegate alla regione in ordine alle persone giuridiche
private, ai sensi degli articoli 14 e 15 del decreto del Presidente della Repubblica
24 luglio 1977, n. 616);

VISTO

il decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361 (Regolamento


recante norme per la semplificazione dei procedimenti di riconoscimento di
persone giuridiche private e di approvazione delle modifiche dellatto costitutivo
e dello statuto (n. 17 dellallegato 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59);

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 10 aprile 2001, n. 516 (Istituzione del
registro regionale delle persone giuridiche private, ai sensi del d.P.R. 10 febbraio
2000, n. 361);

VISTA

la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 (Disciplina del sistema organizzativo


della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale) e successive modifiche;

VISTO

il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 (Regolamento di organizzazione


degli uffici e dei servizi della Giunta regionale) e successive modifiche;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 10 maggio 2016 , n. 230, con la quale
stato conferito lincarico di Direttore della Direzione regionale Attivit di
controllo e coordinamento delle funzioni di vigilanza allAvv. Pompeo Savarino;

VISTA

la nota dellassociazione Gruppo di Azione Tuscia Romana del 6 giugno 2016,


pervenuta alla Regione in data 21 giugno 2016, prot. n. 328260, con la quale
stata trasmessa la documentazione inerente il rinnovo del Consiglio di

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Amministrazione, ai fini delliscrizione nel Registro regionale delle persone


giuridiche private, ai sensi dellarticolo 4, comma 2, del d.P.R. 361/2000;
ACCERTATO che lassociazione Gruppo di Azione Locale Tuscia Romana in forma
abbreviata G.A.L. Tuscia Romana, con sede in Bracciano (RM), Via di Valle
Foresta n. 6 risulta iscritta, con determinazione dirigenziale n. A00078 del
14.01.2005, al n. 125 del Registro regionale delle persone giuridiche private;
PRESO ATTO
del verbale del 24 maggio 2016 nel quale lassemblea dei soci del G.A.L.
Tuscia Romana prendendo atto delle dimissioni di tutto il Consiglio di
Amministrazione, con eccezione del consigliere Marco Palma, ha designato
a ricomporre lorgano amministrativo i signori Francesco Reali, Ezio
Muroni, Italo Carones e Aldo Frezza che resteranno in carica fino allo
scadere del mandato dellunico consigliere non dimissionario, Marco Palma;
del verbale del Consiglio di Amministrazione del G.A.L. Tuscia Romana
del 27 maggio 2016 nel quale sono state attribuite le cariche di Presidente e
di vice Presidente rispettivamente a Frezza Aldo e Carones Italo;
RITENUTO

che ricorrono i presupposti, ai sensi dellarticolo 4, comma 2, del d.P.R.


361/2000, per liscrizione nel Registro regionale delle persone giuridiche private
del Consiglio di Amministrazione dellassociazione Gruppo di Azione Locale
Tuscia Romana;

DETERMINA

per le motivazioni espresse in premessa che si intendono integralmente richiamate,


di iscrivere nel Registro regionale delle persone giuridiche private il Consiglio di Amministrazione
dellassociazione Gruppo di Azione Tuscia Romana composto dai seguenti membri:
Frezza Aldo
Presidente
Carones Italo
vice presidente
Palma Marco
consigliere
Reali Francesco
consigliere
Ezio Muroni
consigliere
La presente determinazione dirigenziale sar pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione
Lazio.

IL DIRETTORE
Avv. Savarino Pompeo

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Regione Lazio
DIREZIONE ATTIVITA' DI CONTROLLO E COORD. FUNZ. DI
VIGILANZA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13484
Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione della nomina di due consiglieri in seno al Consiglio
di Amministrazione dell'Associazione di Famiglie per l'Educazione e la Cultura - C.E.F.A., con sede in Roma.

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Oggetto: Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione della nomina di due consiglieri
in seno al Consiglio di Amministrazione dellAssociazione di Famiglie per lEducazione
e la Cultura - C.E.F.A., con sede in Roma.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE


ATTIVITA DI CONTROLLO E COORDINAMENTO DELLE FUNZIONI DI VIGILANZA
Su proposta del Dirigente dellArea Affari Generali

VISTA

la Costituzione della Repubblica Italiana;

VISTO

lo Statuto della Regione;

VISTO

il Libro I, Titolo II, Capo II, articoli 14 e seguenti del codice civile;

VISTO

il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della
delega di cui allarticolo 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382) e, in particolare,
larticolo 14;

VISTA

la legge regionale 2 dicembre 1983, n. 73 (Norme di organizzazione per


lesercizio delle funzioni delegate alla Regione in ordine alle persone giuridiche
private, ai sensi degli articoli 14 e 15 del Decreto del Presidente della Repubblica
24 luglio 1977, n. 616);

VISTO

il decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361 (Regolamento


recante norme per la semplificazione dei procedimenti di riconoscimento di
persone giuridiche private e di approvazione delle modifiche dellatto costitutivo
e dello statuto (n. 17 dellallegato 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59);

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 10 aprile 2001, n. 516 (Istituzione del
registro regionale delle persone giuridiche private, ai sensi del D.P.R. 10 febbraio
2000, n. 361);

VISTA

la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 (Disciplina del sistema organizzativo


della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale) e successive modifiche;

VISTO

il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 (Regolamento di organizzazione


degli uffici e dei servizi della Giunta regionale) e successive modifiche;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 10 maggio 2016, n. 230, con la quale
stato conferito lincarico di Direttore della Direzione regionale Attivit di
controllo e coordinamento delle funzioni di vigilanza allAvv. Pompeo Savarino;

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VISTA

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la nota dellAssociazione di Famiglie per lEducazione e la Cultura - C.E.F.A. del


27 ottobre 2016, pervenuta al protocollo regionale il 9 novembre 2016, n. 560082,
con la quale stata trasmessa la documentazione inerente la nomina di due nuovi
consiglieri in seno al Consiglio di Amministrazione, ai fini delliscrizione nel
Registro regionale delle persone giuridiche private, ai sensi dellarticolo 4, comma
2, del d.P.R. 361/2000;

ACCERTATO che lAssociazione di Famiglie per lEducazione e la Cultura - C.E.F.A., con sede
in Roma, Via Giovanni Battista de Rossi n. 48 iscritta, con determinazione
dirigenziale del 5 dicembre 2002, n. 1074, al n. 59 del Registro regionale delle
persone giuridiche private;
PRESO ATTO del verbale del Consiglio di Amministrazione della Associazione di Famiglie per
lEducazione e la Cultura - C.E.F.A. del 10 ottobre 2016, con il quale, a seguito
delle avvenute dimissioni dei consiglieri Cum e Tulli sono stati cooptati - al fine
di ripristinare il numero dei componenti il Consiglio - i consiglieri dott.ssa
Caterina Stumpo e dott.ssa Doriana Mazzacani che resteranno in carica sino alla
prossima Assemblea dei soci;
RITENUTO

pertanto, che ricorrono i presupposti, ai sensi dellarticolo 4, comma 2, del D.P.R.


361/2000, per liscrizione nel Registro regionale delle persone giuridiche private
della nomina della dott.ssa Caterina Stumpo e della dott.ssa Doriana Mazzacani a
componenti del Consiglio di Amministrazione dellAssociazione di Famiglie per
lEducazione e la Cultura - C.E.F.A.;

DETERMINA

per le motivazioni espresse in premessa che si intendono integralmente richiamate,


di iscrivere nel Registro regionale delle persone giuridiche private:

la nomina della dott.ssa Caterina Sutmpo e della dott.ssa Doriana Mazzacani a componenti
del Consiglio di Amministrazione dellAssociazione di Famiglie per lEducazione e la
Cultura - C.E.F.A..

La presente determinazione dirigenziale sar pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione
Lazio.

IL DIRETTORE
Avv. Pompeo Savarino

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Regione Lazio
DIREZIONE ATTIVITA' DI CONTROLLO E COORD. FUNZ. DI
VIGILANZA
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13487
Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione del Consiglio di Amministrazione della
"Associazione Versante Laziale del Parco Nazionale d'Abruzzo - G.A.L.", con sede in Alvito (FR).

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Oggetto: Registro regionale persone giuridiche private. Iscrizione del Consiglio di


Amministrazione della Associazione Versante Laziale del Parco Nazionale dAbruzzo G.A.L., con sede in Alvito (FR).

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE


ATTIVITA DI CONTROLLO E COORDINAMENTO DELLE FUNZIONI DI VIGILANZA
Su proposta del Dirigente dellArea Affari Generali
VISTA

la Costituzione della Repubblica Italiana;

VISTO

lo Statuto della Regione;

VISTO

il Libro I, Titolo II, Capo II, articoli 14 e seguenti del codice civile;

VISTO

il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della
delega di cui allarticolo 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382) e, in particolare,
larticolo 14;

VISTA

la legge regionale 2 dicembre 1983, n. 73 (Norme di organizzazione per


lesercizio delle funzioni delegate alla regione in ordine alle persone giuridiche
private, ai sensi degli articoli 14 e 15 del decreto del Presidente della Repubblica
24 luglio 1977, n. 616);

VISTO

il decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361 (Regolamento


recante norme per la semplificazione dei procedimenti di riconoscimento di
persone giuridiche private e di approvazione delle modifiche dellatto costitutivo
e dello statuto (n. 17 dellallegato 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59);

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 10 aprile 2001, n. 516 (Istituzione del
registro regionale delle persone giuridiche private, ai sensi del d.P.R. 10 febbraio
2000, n. 361);

VISTA

la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 (Disciplina del sistema organizzativo


della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale) e successive modifiche;

VISTO

il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 (Regolamento di organizzazione


degli uffici e dei servizi della Giunta regionale) e successive modifiche;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 10 maggio 2016 , n. 230, con la quale
stato conferito lincarico di Direttore della Direzione regionale Attivit di
controllo e coordinamento delle funzioni di vigilanza allAvv. Pompeo Savarino;

VISTA

la nota della Associazione Versante Laziale del Parco Nazionale dAbruzzo G.A.L., pervenuta alla Regione in data 21 giugno 2016, prot. n. 328596, con la
quale stata trasmessa la documentazione inerente il rinnovo del Consiglio di
Amministrazione, ai fini delliscrizione nel Registro regionale delle persone
giuridiche private, ai sensi dellarticolo 4, comma 2, del d.P.R. 361/2000;

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ACCERTATO che la Associazione Versante Laziale del Parco Nazionale dAbruzzo - G.A.L.,
con sede in Alvito (FR), Piazza Guglielmo Marconi n. 3 risulta iscritta, con
determinazione dirigenziale n. A00836 del 14.04.2010, al n. 212 del Registro
regionale delle persone giuridiche private;
VISTE
la nota del 26 luglio 2016 prot. n. 394271 con la quale la Direzione regionale
Attivit di controllo e coordinamento delle funzioni di vigilanza ha
richiesto alla Associazione Versante Laziale del Parco Nazionale
dAbruzzo - G.A.L. di trasmettere documentazione integrativa;
la nota pervenuta alla Regione il 30 agosto 2016, prot. n. 438317, con la
quale lassociazione ha trasmesso la documentazione richiesta con la
predetta nota prot. n. 394271/2016;
PRESO ATTO
del verbale dellAssemblea dei soci del G.A.L. Versante Laziale del Parco
nazionale dAbruzzo del 6 maggio 2016 nel quale, a seguito del
rinnovamento del corpo associativo del GAL, si proceduto allelezione del
nuovo Consiglio di Amministrazione composto dai signori Giovanni Diego
Ferrante, Loreto Policella, Loris Benacquista, Francesco Raffa e Daniele
Bruno del Monaco;
del verbale del Consiglio di Amministrazione del G.A.L. Versante Laziale
del Parco Nazionale dAbruzzo del 6 maggio 2016 nel quale stato rieletto
alla carica di Presidente il consigliere Policella Loreto;
RITENUTO

che ricorrono i presupposti, ai sensi dellarticolo 4, comma 2, del d.P.R.


361/2000, per liscrizione nel Registro regionale delle persone giuridiche private
del Consiglio di Amministrazione della Associazione Versante Laziale del Parco
Nazionale dAbruzzo;

DETERMINA

per le motivazioni espresse in premessa che si intendono integralmente richiamate,


di iscrivere nel Registro regionale delle persone giuridiche private il Consiglio di Amministrazione
della Associazione Versante Laziale del Parco Nazionale dAbruzzo composto dai seguenti
membri:
Policella Loreto
Presidente
Ferrante Giovanni Diego
consigliere
Benacquista Loris
consigliere
Raffa Francesco
consigliere
Del Monaco Daniele Bruno
consigliere
La presente determinazione dirigenziale sar pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione
Lazio.

IL DIRETTORE
Avv. Savarino Pompeo

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Regione Lazio
DIREZIONE CENTRALE ACQUISTI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 2 novembre 2016, n. G12751
Recepimento della gara a procedura aperta ai sensi del D. Lgs. 163/2006 e s.m.i. per l'affidamento di servizi di
supporto e assistenza tecnica per l'esercizio e lo sviluppo della funzione di sorveglianza e audit dei programmi
cofinanziati dall'Unione Europea aggiudicata da Consip - ID. SIGEF 1592, Lotto 4 in favore del RTI Deloitte
& Touche S.p.A. e Meridiana S.r.l. Impegno di spesa dell'importo euro 3.488.590,00 (IVA inclusa) sul
capitolo di spesa C11109 per gli esercizi finanziari 2016 e 2020.

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OGGETTO: Recepimento della gara a procedura aperta ai sensi del D. Lgs. 163/2006 e s.m.i. per
laffidamento di servizi di supporto e assistenza tecnica per lesercizio e lo sviluppo della
funzione di sorveglianza e audit dei programmi cofinanziati dallUnione Europea
aggiudicata da Consip - ID. SIGEF 1592, Lotto 4 in favore del RTI Deloitte & Touche
S.p.A. e Meridiana S.r.l. Impegno di spesa dellimporto 3.488.590,00 (IVA inclusa) sul
capitolo di spesa C11109 per gli esercizi finanziari 2016 e 2020.

IL DIRETTORE REGIONALE DELLA CENTRALE ACQUISTI


VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge regionale 18 febbraio 2002 n. 6 Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del
Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale e successive modifiche;
VISTO il Regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, Regolamento di organizzazione degli uffici e
dei servizi della Giunta regionale e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO il Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante Disposizioni in materia di armonizzazione
dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a
norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 in particolare art. 10 comma 3 lett. b;
VISTA la Legge regionale 31 dicembre 2015, n. 17, Legge di stabilit regionale 2016;
VISTA la Legge regionale del 31 dicembre 2015, n. 18 Bilancio di previsione finanziario della Regione
Lazio 2016-2018;
VISTA la Deliberazione di Giunta regionale 2 febbraio 2016, n. 29 Applicazione delle disposizioni di
cui all'articolo 10, comma 2 e articolo 39, comma 4, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modifiche, e ulteriori disposizioni per la gestione del bilancio di previsione finanziario della
Regione Lazio 2016-2018;
VISTA la Circolare del Segretario Generale prot. n. 117455 del 3 marzo 2016 con la quale sono state
fornite indicazioni in riferimento alla gestione del bilancio regionale 2016-2018, conformemente a quanto
disposto dalla deliberazione della Giunta regionale 2 febbraio 2016, n. 29;
VISTA la Deliberazione della Giunta regionale 26 gennaio 2016, n. 21, con la quale stato conferito al
dott. Stefano Acanfora lincarico di Direttore della Direzione Regionale Centrale Acquisti;
VISTA la Determinazione n. G04582 del 5 maggio 2016 recante Riorganizzazione delle strutture
organizzative di base denominate aree e uffici della Direzione Regionale Centrale Acquisti, cos come
modificata e integrata con la determinazione G06487 del 7 giugno 2016;
VISTA la Circolare del Segretario Generale prot. 367665 dell11 luglio 2016 sulle funzioni e attivit
della Direzione Regionale Centrale Acquisti;
VISTO il Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante Codice dei Contratti Pubblici di lavori,
servizi, forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CEE e 2004/18/CE e successive modifiche;
VISTO il Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e
2014/25/UE sullaggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure
dappalto degli enti erogatori nei settori dellacqua, dellenergia, dei trasporti e dei servizi postali,
nonch per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e
forniture e, in particolare, la disciplina transitoria dettata dallarticolo 216;
PREMESSO che la Consip S.p.A. ha indetto una Gara a procedura aperta ai sensi del D.lgs. 163/2006 e
s.m.i., per laffidamento di servizi di supporto e assistenza tecnica per lesercizio e lo sviluppo della

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funzione di sorveglianza e audit dei programmi cofinanziati dallUnione Europea ID 1592 di cui al
bando pubblicato sulla G.U.U.E. serie S-58 del 24/03/2015 e sulla G.U.R.I. n. 35 del 23/03/2015;
PREMESSO che la gara suddivisa in nove lotti, dei quali i primi sette aventi ambito regionale e gli
ultimi due ambito nazionale;
PREMESSO che Per il lotto 4 relativo al supporto alle Autorit di Audit Regione Lazio e Audit Regione
Sardegna, la Consip S.p.A., con lettera prot. 11515/2016 del 5 maggio 2016, ha comunicato
laggiudicazione definitiva relativa al RTI Deloitte & Touche S.p.A. in qualit di mandataria e Meridiana
Italia S.r.l. in qualit di mandante;
PREMESSO che con nota prot. 15801/2016 del 24 giugno 2016, la Consip S.p.A. ha trasmesso la
documentazione necessaria alla stipula del contratto, ivi compreso lo schema di contratto;
PREMESSO che con nota prot. 21690/2016 del 13 settembre 2016, la Consip S.p.A. ha comunicato gli
esiti positivi dei controlli sui requisiti dellaggiudicatario ex articolo 38 D. Lgs. 163/2006;
CONSIDERATO che occorre procedere alla stipula del contratto in favore del RTI Deloitte & Touche
S.p.A. in qualit di mandataria e Meridiana Italia S.r.l. in qualit di mandante, secondo lo schema
contrattuale predisposto da Consip S.p.A. ed allegato alla documentazione di gara;
CONSIDERATO che, ai sensi del disciplinare di gara, il Contratto avr durata di 60 (sessanta) mesi
dalla data di sottoscrizione e che lAggiudicatario si obbliga alla prestazione dei servizi ivi previsti fino al
raggiungimento dellimporto massimo contrattuale, determinato in 2.859.500 (IVA esclusa), cos come
risultante dalla sommatoria dei prodotti fra i prezzi unitari offerti per singola figura professionale (tariffe
giornaliere) ed il relativo numero di giornate/uomo per ciascuna figura professionale corrispondente al
fabbisogno stimato dallAmministrazione contraente come indicato nel Capitolato Tecnico;
VISTA la Deliberazione di Giunta regionale 20 settembre 2016, n. 542, con la quale, al fine di garantire
lazione di rafforzamento delle Autorit di audit perseguita nellambito dellAsse II Programma
Complementare di Azione e Coesione per la Governance dei Sistemi di Gestione e Controllo 2014/2020,
sono stati istituiti nellambito del programma 03 Gestione economica, finanziaria, programmazione e
Provveditorato della missione 01 Servizi istituzionali, generali e di gestione, i seguenti capitoli di
spesa:
a) in corrispondenza del capitolo di entrata 222104, il capitolo di spesa C11109, piano dei conti
finanziario fino al IV livello 1.03.02.11, con una dotazione finanziaria, in termini di competenza e
cassa, per lanno 2016, pari ad euro 1.609.650,00 e, in termini di competenza, per gli anni 2017 e
2018, pari, rispettivamente, ad euro 1.039.436,00 ed euro 707.718,00 e il capitolo di spesa
C11110, piano dei conti finanziario fino al IV livello 1.01.01.01, con una dotazione finanziaria, in
termini di competenza e cassa, per lanno 2016, e, in termini di competenza, per ciascuna
annualit 2017 e 2018, pari ad euro 50.000,00;
b) in corrispondenza del capitolo di entrata 432122, il capitolo di spesa C12154, piano dei conti
finanziario fino al IV livello 2.02.01.07, con una dotazione finanziaria, in termini di competenza e
cassa, per lanno 2016, pari ad euro 50.000,00 e, in termini di competenza, per gli anni 2017 e
2018, pari, rispettivamente, ad euro 30.000,00 ed euro 10.000,00;
VISTO che con la citata deliberazione stato altres disposto che le somme assegnate ma non stanziate
nel bilancio 2016-2018 pari ad euro 767.718,00 per ciascuna delle annualit 2019 e 2020, saranno
stanziate a valere sui bilanci degli esercizi successivi;
PRESO ATTO che, con nota prot. n. 532114 del 24/10/2016, la struttura denominata Autorit d'Audit
dei Programmi FESR e FSE cofinanziati dall'Unione Europea, cui compete, in qualit di responsabile del
progetto, lesercizio delle funzioni assegnate dai Regolamenti comunitari alla Autorit di Audit dei
Programmi FESR e FSE e il complessivo indirizzo sullutilizzo delle risorse assegnate dal CIPE destinate
a garantire lazione di rafforzamento dellAutorit di Audit della Regione Lazio, ha ribadito le modalit di
accertamento e la ripartizione annuale di tali risorse;

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VISTA la determinazione della Direzione Centrale Acquisti n.G12437 del 26/10/2016: Assegnazione di
risorse a carico del Fondo di rotazione di cui alla legge n. 183/1987 in favore del Programma
complementare di azione e coesione per la Governance dei sistemi di gestione e controllo del periodo di
programmazione 2014/2020. Accertamento della somma complessiva di Euro 5.132.240,00 per il periodo
2016 2020 sui capitoli di entrata 222104 e 432122 si proceduto allaccertamento della somma
complessiva di euro 5.132.240,00 dovuti dal Ministero dellEconomia e Finanza (codice 69720) sui
capitoli di entrata 222104 e 432122 di Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2016-2020
secondo le modalit e la ripartizione previste dalla nota prot. n. 532114 del 24/10/2016, da destinarsi per
le finalit sopraindicate e a cui stato attribuito il seguente Codice Unico Progetto G51E15000670001;
PRESO ATTO della nota Prot. n. 0541318 del 27/10/2016 della struttura denominata Autorit d'Audit
dei Programmi FESR e FSE cofinanziati dall'Unione Europea avente ad oggetto Richiesta di impegno
di spesa in favore dellRTI Deloitte & Touche s.p.a. e Meridiana s.r.l. nellambito del Programma
complementare di azione e coesione per la Governance dei sistemi di gestione e controllo del periodo di
programmazione 2014/2020 per Assistenza Tecnica allAutorit di Audit dei Programmi FESR e FSE
cofinanziati dallUnione Europea della Regione Lazio, con la quale stata indicata la ripartizione degli
importi da impegnare per le annualit 2016 -2020;
CONSIDERATO che nella medesima nota si precisa che lAutorit fornir allappaltatore tutte le
istruzioni e direttive necessarie per lavvio dellesecuzione del contratto, provvedendo al coordinamento,
alla direzione, al controllo tecnico-contabile dellesecuzione del contratto e assicurandone la regolare
esecuzione, verificando inoltre che le attivit e le prestazioni siano espletate in conformit dei documenti
contrattuali.
CONSIDERATO inoltre che con la sopra citata nota lAutorit assicura di adottare ogni iniziativa utile
ad assicurare il corretto ed efficace utilizzo delle risorse assegnate e provveder ad effettuare i controlli
atti a garantire che i finanziamenti siano utilizzati in conformit alla normativa comunitaria e nazionale
vigente;
RITENUTO sulla base della ripartizione indicata dalla sopracitata nota, di impegnare limporto
complessivo di 3.488.590,00 sul capitolo di spesa C11109, che presenta la necessaria disponibilit, in
favore di RTI Deloitte & Touche S.p.A. e Meridiana Italia S.r.l., ripartendo relativamente alle annualit
2016-2020 la somma complessiva nei seguenti importi: Euro 326.000,00 per annualit 2016; Euro
1.039.436,00 per annualit 2017; Euro 707.718,00 per annualit 2018; Euro 707.718,00 per annualit
2019; Euro 707.718,00 per annualit 2020;
CONSIDERATO che stato rilasciato il CIG derivato 6850423BE2;
VISTO lo Schema di contratto redatto in conformit con lo schema contrattuale predisposto da Consip
S.p.A. ed allegato alla documentazione di gara, Allegato A, alla presente determinazione;
VALUTATO di nominare quale responsabile unico del procedimento ai sensi dellarticolo 10 d.lgs.
163/2006 la Dott.ssa Giovanna Agostinelli e, quale direttore dellesecuzione ai sensi degli articoli 300 e
ss. del d.P.R. n. 207/2010, la dott.ssa Valeria Raffaele;
ATTESO che lobbligazione verr a scadenza nei rispettivi anni di vigenza contrattuale;

DETERMINA
Per le motivazioni indicate in premessa che si intendono integralmente riportate:
1. di recepire la gara a procedura aperta ai sensi del D. Lgs. 163/2006 e s.m.i. per laffidamento di
servizi di supporto e assistenza tecnica per lesercizio e lo sviluppo della funzione di sorveglianza

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e audit dei programmi cofinanziati dallUnione Europea aggiudicata da Consip - ID. SIGEF 1592,
Lotto 4, in favore del RTI Deloitte & Touche S.p.A. e Meridiana S.r.l.;
2. di procedere alla stipula del contratto ad esito della procedura aperta per laffidamento dei servizi
di supporto e assistenza tecnica per lesercizio e lo sviluppo della funzione di sorveglianza e audit
dei programmi cofinanziati dallUnione Europea con il RTI Deloitte & Touche S.p.A. e Meridiana
Italia S.r.l. per limporto totale di euro 2.859.500,00 (IVA esclusa) e la durata di 60 mesi;
3. di impegnare, sulla base della ripartizione indicata dalla nota Prot. n. 0541318 del 27/10/2016
della struttura denominata Autorit d'Audit dei Programmi FESR e FSE cofinanziati dall'Unione
Europea, limporto complessivo di 3.488.590,00 sul capitolo di spesa C11109, che presenta la
necessaria disponibilit, in favore di RTI Deloitte & Touche S.p.A. e Meridiana Italia S.r.l.,
ripartendo relativamente alle annualit 2016-2020 la somma complessiva nei seguenti importi:
Euro 326.000,00 per annualit 2016; Euro 1.039.436,00 per annualit 2017; Euro 707.718,00 per
annualit 2018; Euro 707.718,00 per annualit 2019; Euro 707.718,00 per annualit 2020;
4. di attribuire alla gara il CIG derivato 6850423BE2;
5. di approvare lo Schema di contratto, Allegato A, alla presente determinazione;
6. di nominare quale responsabile unico del procedimento ai sensi dellarticolo 10 d.lgs. 163/2006 la
Dott.ssa Giovanna Agostinelli e, quale direttore dellesecuzione ai sensi degli articoli 300 e ss. del
d.P.R. n. 207/2010, la dott.ssa Valeria Raffaele.
7. di prendere atto che lobbligazione verr a scadenza nei rispettivi anni di vigenza contrattuale;
8. di pubblicare la presente determinazione, comprensiva degli allegati, sul BURL.

Il Direttore Regionale
Stefano Acanfora

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CONTRATTO PER LAFFIDAMENTO DI SERVIZI DI SUPPORTO E


ASSISTENZA TECNICA PER LESERCIZIO E LO SVILUPPO DELLA
FUNZIONE DI SORVEGLIANZA E AUDIT DEI PROGRAMMI
COFINANZIATI DALLUNIONE EUROPEA.
INDICE
ARTICOLO 1
ARTICOLO 2

VALORE DELLE PREMESSE E DEGLI ALLEGATI


ALTRE DEFINIZIONI

3
4

ARTICOLO 3
ARTICOLO 4

DISCIPLINA APPLICABILE E CRITERIO DI PREVALENZA


OGGETTO DEL CONTRATTO

4
5

ARTICOLO 5
ARTICOLO 6

DURATA
OBBLIGAZIONI SPECIFICHE DEL FORNITORE

6
6

ARTICOLO
ARTICOLO
ARTICOLO
ARTICOLO
ARTICOLO
ARTICOLO
ARTICOLO
ARTICOLO
ARTICOLO
ARTICOLO
ARTICOLO
ARTICOLO
ARTICOLO

GRUPPI DI LAVORO E DIMENSIONI


DOCUMENTAZIONE CONTRATTUALE
INDICATORI DI QUALIT DELLA FORNITURA
CORRISPETTIVI E MODALIT DI PAGAMENTO
FATTURAZIONE E PAGAMENTI
COSTI DELLA SICUREZZA
PENALI
CAUZIONE
RISOLUZIONE
SUBAPPALTO
RESPONSABILE DEL SERVIZIO
COMMISSIONE A CARICO DEL FORNITORE
CLAUSOLA FINALE

9
10
11
11
12
13
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15
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16
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7
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[LOTTO ___] CIG __________


TRA
REGIONE LAZIO con sede legale in Roma, Via Rosa Raimondi Garibaldi n. 7, 00145, in
persona del Direttore della Direzione regionale Centrale Acquisti, dott. Stefano
Acanfora, in virt dellatto di conferimento dellincarico, D.G.R. numero 21 del 26
gennaio 2016 (nel seguito per brevit anche Amministrazione);
E
LAssociazione Temporanea di Imprese tra DELOITTE & TOUCHE s.p.a. con sede legale
in Milano, Via Tortona n. 25, 20144, codice fiscale, partita IVA e iscritta al Registro
delle Imprese di Milano al n. 03049560166, in qualit di Capogruppo Mandataria e
MERIDIANA ITALIA s.r.l. con sede legale in Roma, Via Sicilia n. 50, 00187, codice fiscale
e partita IVA 06495701002, domiciliata ai fini del presente atto presso la sede legale
della societ Capogruppo, in persona del Dott. Claudio Lusa, nato a Taranto il 27 giugno
1975, procuratore speciale della DEloitte & Touche s.p.a., giusta poteri allo stesso
conferiti dallatto di costituzione del R.T.i. fra le due societ, in data 17 maggio 2016
con autentica di firme del Notaio in Roma, Lorenzo Cavalaglio, repertorio numero 9120,
raccolta n. 6279 registrato allAgenzia delle Entrate Roma 1 in data 17 maggio 2016 al
n. 13308 (nel seguito per brevit anche Fornitore);

PREMESSO
a)

b)

che, ai sensi dellarticolo 9 comma 8 bis del Decreto Legge 66/2014, convertito
con modificazioni dalla L. 23 giugno 2014, n. 89, nellottica della semplificazione e
dellefficientamento dellattuazione dei programmi di sviluppo cofinanziati con
fondi dellUnione europea, il Ministero delleconomia e delle finanze si avvale di
Consip S.p.A. nella sua qualit di centrale di committenza ai sensi dellarticolo 3,
comma 34, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sulla base di convenzione
disciplinante i relativi rapporti per lo svolgimento di procedure di gara finalizzate
allacquisizione, da parte delle autorit di gestione, certificazione e audit istituite
presso le singole amministrazioni titolari dei programmi di sviluppo cofinanziati
con fondi dellUnione europea, di beni e di servizi strumentali allesercizio delle
relative funzioni;
che la Consip S.p.A., per effetto della normativa vigente, e in esecuzione
dellincarico conferito dal Ministero dellEconomia e delle Finanze Ragioneria
Generale Dello Stato con Nota Prot. n. 14955 del 27 febbraio 2015, nellambito del
Disciplinare IGRUE stipulato tra le parti, ha proceduto allindividuazione dei
fornitori per laffidamento di servizi di supporto e assistenza tecnica per
lesercizio e lo sviluppo della Funzione di Sorveglianza e Audit dei programmi
cofinanziati dallUnione Europea alle Autorit di Audit e allOrganismo di
coordinamento nazionale delle Autorit di Audit, attraverso una procedura aperta
svolta in ambito comunitario, suddivisa in n. 9 Lotti, indetta con Bando di gara
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 35 del 23/03/2015

Contratto per laffidamento di servizi di supporto e assistenza tecnica per lesercizio e lo


sviluppo della Funzione di Sorveglianza e Audit dei programmi cofinanziati dallUnione
Europea.

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c)

e nella Gazzetta Ufficiale della Comunit Europea n. S 58 del 24/03/2015;


che il Fornitore risultato aggiudicatario della procedura di cui sopra a tal fine
indetta dalla Consip S.p.A. avendo presentato lofferta economicamente pi
vantaggiosa, ai sensi dellart. 83 del D.lgs. n. 163/2006, e per leffetto, il
medesimo Fornitore ha espressamente manifestato la volont di impegnarsi a
prestare le attivit e i servizi oggetto del presente Contratto alle condizioni,

d)

modalit e termini stabiliti nel presente atto e nelle Condizioni Generali;


che il Fornitore dichiara che quanto risulta dal presente Contratto e dai suoi
allegati, ivi compreso il Capitolato Tecnico, nonch dal Bando di gara e dal
Disciplinare di gara, definisce in modo adeguato e completo loggetto delle
prestazioni da fornire e, in ogni caso, che ha potuto acquisire tutti gli elementi per
unidonea valutazione tecnica ed economica delle stesse e per la formulazione

e)

f)

g)

h)

dellofferta;
che il Fornitore ha presentato la documentazione richiesta ai fini della stipula del
presente Contratto che, anche se non materialmente allegata al presente atto, ne
forma parte integrante e sostanziale, ivi incluse la cauzione definitiva rilasciata
dalla SACE ST s.p.a. ed avente n. 5387.00.27.2799693457 emessa in data 11
maggio 2016 e valida fino all11 maggio 2021 per un importo di Euro 610.281,07=
(seicentodiecimiladuecentottantuno/07) a garanzia delladempimento delle
obbligazioni contrattuali, nonch le polizze assicurative per la responsabilit civile
rilasciate dalla XL Insurance Company SE Rappresentanza generale per lItalia ed
avente n. IT00018003EO16A stipulate con le modalit indicate nel Disciplinare di
gara;
che il presente Contratto non fonte di alcuna obbligazione per la Consip S.p.A.
nei confronti del Fornitore, salvo quelle espressamente alla stessa riferite, n
vincola in alcun modo lAmministrazione;
che il Fornitore, dichiara, ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 1341 e 1342 cod.
civ., di accettare tutte le condizioni e patti contenuti nel presente atto e nelle
Condizioni Generali e di avere particolarmente considerato quanto stabilito e
convenuto con le relative clausole; in particolare dichiara di approvare
specificamente le clausole e condizioni riportate in calce al presente Contratto;
che il presente Contratto, compresi i relativi Allegati, viene sottoscritto dalle
Parti con firma digitale rilasciata da ente certificatore autorizzato.
Tutto ci premesso, tra le Parti come in epigrafe come sopra rappresentate e
domiciliate
SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE:

ARTICOLO 1
VALORE DELLE PREMESSE E DEGLI ALLEGATI
1. Le premesse di cui sopra, gli atti e i documenti richiamati nelle medesime
premesse, nelle Condizioni Generali e nella restante parte del presente atto, ivi
incluso il Bando di gara ed il Disciplinare di gara, ancorch non materialmente
allegati, costituiscono parte integrante e sostanziale del Contratto.
Contratto per laffidamento di servizi di supporto e assistenza tecnica per lesercizio e lo
sviluppo della Funzione di Sorveglianza e Audit dei programmi cofinanziati dallUnione
Europea.

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2. Costituiscono, altres, parte integrante e sostanziale del Contratto: lAllegato A


Capitolato Tecnico, lAllegato B Offerta Tecnica del Fornitore, lAllegato C
Offerta Economica del Fornitore, lAllegato D Condizioni Generali; lAllegato E
Chiarimenti della gara; lAllegato F Flussi dati commissione.
ARTICOLO 2
ALTRE DEFINIZIONI
1. Ferme restando le definizioni contenute nelle Condizioni Generali, nellambito del
Contratto si intende per:
a) Capitolato Tecnico: il documento di cui allAllegato A;
b) Offerta Tecnica: il documento di cui allAllegato B;
c) Offerta Economica: il documento di cui allAllegato C;
d) Condizioni Generali: il documento di cui allAllegato D;
e) Chiarimenti della gara: il documento di cui allAllegato E;

2.

f) Flussi dati commissione: il documento di cui allAllegato F;


g) Fornitore: limpresa o il raggruppamento temporaneo o il consorzio di
imprese risultato aggiudicatario del Lotto di cui alle premesse e che
conseguentemente sottoscrive il Contratto obbligandosi a quanto nella
stessa previsto;
h) Lotto: lambito territoriale dellaffidamento dei servizi di supporto e
assistenza tecnica per lesercizio e lo sviluppo della Funzione di Sorveglianza
e Audit dei programmi cofinanziati dallUnione Europea;
i) Importo massimo del Contratto: la sommatoria dei prodotti fra i prezzi
unitari (tariffe giornaliere) offerti per singola figura professionale ed il
numero di giornate/uomo (GG/uomo) per ciascuna figura professionale
corrispondente al fabbisogno stimato dallAmministrazione come
dettagliatamente indicato nel Capitolato Tecnico. Tale importo pari a Euro
_______ iva esclusa;
j) Responsabile del Servizio: la persona fisica, nominata dal Fornitore, quale
referente del Gruppo di lavoro di cui allAllegato A;
Le espressioni riportate negli Allegati al presente atto e nelle Condizioni Generali
hanno il significato, per ognuna di esse, specificato nei medesimi Allegati e nelle
Condizioni Generali, tranne qualora il contesto delle singole clausole del Contratto
e/o delle Condizioni Generali disponga diversamente.

ARTICOLO 3
DISCIPLINA APPLICABILE E CRITERIO DI PREVALENZA
1. Il presente Contratto regolato:
a) dalle Condizioni Generali e dai documenti, atti e normative ivi richiamati;
b) da quanto previsto nel presente Contratto, dagli atti, dai documenti e dalle
normative ivi richiamati.
2. In caso di discordanza tra quanto previsto nel presente Contratto e quanto
contenuto nelle Condizioni Generali, prevarranno le previsioni contenute nel
presente Contratto.
3. In caso di difficolt interpretative tra quanto contenuto nel Capitolato Tecnico e
Contratto per laffidamento di servizi di supporto e assistenza tecnica per lesercizio e lo
sviluppo della Funzione di Sorveglianza e Audit dei programmi cofinanziati dallUnione
Europea.

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quanto dichiarato nellOfferta Tecnica, prevarr quanto contenuto nel Capitolato


Tecnico, fatto comunque salvo il caso in cui lOfferta Tecnica contenga, a giudizio
dellAmministrazione, previsioni migliorative rispetto a quelle contenute nel
Capitolato Tecnico.
4.

Nel caso in cui dovessero sopraggiungere provvedimenti di pubbliche autorit dai


contenuti non suscettibili di inserimento di diritto nel Contratto e che fossero
parzialmente o totalmente incompatibili con il Contratto, lAmministrazione da un
lato e il Fornitore dallaltro potranno concordare le opportune modifiche ai
surrichiamati documenti sul presupposto di un equo contemperamento dei
rispettivi interessi e nel rispetto dei criteri di aggiudicazione della gara.

ARTICOLO 4
OGGETTO DEL CONTRATTO
1. Il Contratto definisce la disciplina normativa e contrattuale, comprese le modalit

2.

3.

4.

5.

6.

di esecuzione, relativa alla prestazione da parte del Fornitore e in favore


dellAmministrazione di servizi di supporto e assistenza tecnica allAutorit di
Audit (AdA) dei programmi cofinanziati dallUnione europea.
In particolare, le attivit di cui sopra sono meglio specificate e descritte nel
paragrafo 3 del Capitolato Tecnico, da svolgersi nellambito del contesto di
riferimento descritto nel paragrafo 2 del medesimo Capitolato Tecnico, e secondo
le indicazioni, modalit e termini riportati nel medesimo Capitolato Tecnico, in
particolare nei paragrafi 4 e 5, e nel presente Contratto oltre che, in ogni caso,
nel rispetto della pianificazione approvata dallAmministrazione.
Le attivit ed i servizi resi dal Fornitore in esecuzione del presente Contratto
dovranno essere improntati anche al raggiungimento di obiettivi, denominati
obiettivi di prestazione, determinati, come meglio stabilito e con le modalit
indicate nel paragrafo 5.7 del Capitolato Tecnico e nel successivo articolo 10,
tutto in ragione degli obiettivi perseguiti dallAmministrazione. A tali obiettivi di
prestazione legata la parte variabile del corrispettivo. In particolare, per le
attivit eseguite e, quindi, rendicontate a decorrere dalla data di stipula del
Contratto, il corrispettivo determinato in una parte fissa (pari all85% del
corrispettivo maturato) ed in una parte variabile (pari al 15% del corrispettivo
maturato) dovuta dallAmministrazione al Fornitore solo in caso di raggiungimento
degli obiettivi di prestazione prefissati.
Con la stipula del Contratto, il Fornitore si obbliga irrevocabilmente nei confronti
dellAmministrazione a prestare i suddetti servizi sino alla concorrenza
dellImporto massimo del Contratto medesimo.
I predetti servizi dovranno essere prestati con le modalit e alle condizioni
stabilite nel presente Contratto, nelle Condizioni Generali, nel Capitolato Tecnico
e, se migliorative, nellOfferta Tecnica.
LAmministrazione si riserva la facolt di richiedere al Fornitore, nel periodo di
efficacia del presente Contratto, laumento delle prestazioni contrattuali, nei
limiti in vigore per la Pubblica Amministrazione, agli stessi patti, prezzi e
condizioni stabiliti nel presente atto e nei suoi Allegati; in particolare, al Fornitore
potr essere richiesto, agli stessi patti, prezzi e condizioni, di incrementare il

Contratto per laffidamento di servizi di supporto e assistenza tecnica per lesercizio e lo


sviluppo della Funzione di Sorveglianza e Audit dei programmi cofinanziati dallUnione
Europea.

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predetto quantitativo massimo complessivo fino a concorrenza di un quinto, ai


sensi del R.D. 2440/1923.
7.

Fermo restando quanto previsto al comma precedente, lAmministrazione, nel


corso dellesecuzione contrattuale, potr apportare, nei casi e con le modalit
previste dagli articoli 310 e 311 del D.P.R. n. 207/2010, variazioni in aumento e in
diminuzione nei limiti previsti nei soprarichiamati articoli.

8.

Il Fornitore prende atto che, in conformit a quanto previsto nel Capitolato


Tecnico, lo svolgimento dei servizi oggetto del presente Contratto potr
comportare, in funzione delle caratteristiche delle singole attivit, e comunque,
secondo quanto verr definito prima dellinizio delle attivit medesime, la
consegna di documenti tecnici e/o di progetto, come individuati, a titolo
esemplificato e non esaustivo, dal Capitolato Tecnico e secondo le modalit di

9.

redazione e consegna ivi stabilite.


Le attivit oggetto del presente Contratto saranno svolte di norma presso le sedi e

gli uffici dellAmministrazione e degli altri enti/soggetti di volta in volta


individuati sul territorio regionale/nazionale per la necessit di specifici
interventi.
10. E designato Responsabile del Procedimento, ai sensi e per gli effetti dellart. 10
del D. Lgs. n. 163/2006 e smi e del d.P.R. 5 ottobre 2010 n. 207, il
Dott._______________; (ove occorra) designato Direttore dellesecuzione, ai
sensi del combinato disposto di cui allart. 300 e seguenti del D.P.R. 5 ottobre
2010 n.207 e al D.lgs. n. 163/2006 e s.m.i., il Dott. ___________________.
ARTICOLO 5
DURATA
1. Il presente Contratto ha una durata di 60 (sessanta) mesi a decorrere dalla data di
stipula. E espressamente escluso ogni rinnovo tacito.
Tale durata potr essere prorogata fino ad un massimo di ulteriori 12 (dodici)
mesi, previa comunicazione scritta dellAmministrazione, da inviare al Fornitore
con 30 giorni di anticipo rispetto alla scadenza, nellipotesi in cui alla scadenza del
termine non sia esaurito limporto massimo del Contratto, anche eventualmente
incrementato, e, comunque, fino ad esaurimento di detto importo massimo.
2. LAmministrazione, sussistendone i requisiti, si riserva la facolt, da esercitare
entro 3 anni dalla stipula del Contratto, di ricorrere, per ulteriori 24 mesi, per la
ripetizione di servizi analoghi a quelli oggetto del presente appalto alla procedura
negoziata senza bando ex art. 57, comma 5 lett. B) del D.lgs. 163/2006.
ARTICOLO 6
OBBLIGAZIONI SPECIFICHE DEL FORNITORE
1. Il Fornitore si impegna, oltre a quanto previsto in altre parti del Contratto e nelle
Condizioni Generali, anche a quanto di seguito indicato.
2. Il Fornitore si obbliga ad eseguire tutte le prestazioni a perfetta regola darte,
secondo la migliore pratica professionale, nel rispetto delle norme, anche
deontologiche ed etiche, vigenti e secondo le condizioni, le modalit, i termini e
le prescrizioni contenute nel Contratto e nei relativi Allegati, ovvero nel rispetto
Contratto per laffidamento di servizi di supporto e assistenza tecnica per lesercizio e lo
sviluppo della Funzione di Sorveglianza e Audit dei programmi cofinanziati dallUnione
Europea.

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di quanto sar concordato tra le parti in merito alle modalit e termini di


esecuzione delle prestazioni contrattuali.
3.

Sono a carico del Fornitore, intendendosi ricompresi nei corrispettivi di cui al


successivo articolo 10, tutti gli oneri, i rischi relativi e/o connessi, relativi alle
attivit e agli adempimenti occorrenti allintegrale esecuzione di tutte le attivit
ed i servizi oggetto del Contratto.

4.

Il Fornitore obbligato, ed a tal fine espressamente si impegna, a dare preventiva


comunicazione allAmministrazione di eventuali incarichi, assunti presso Pubbliche
Amministrazioni, analoghi e/o, comunque, connessi allo svolgimento delloggetto
del presente Contratto; nonch di eventuali situazioni di incompatibilit

5.

sopravvenuta secondo quanto indicato negli atti di gara.


Il Fornitore dichiara di disporre e si obbliga ad avvalersi di figure professionali
altamente specializzate in relazione alle prestazioni contrattuali dovute, nonch di
adeguati mezzi, beni e servizi necessari per lesatto adempimento delle

6.

7.
8.

9.

10.

obbligazioni assunte con il presente Contratto. Il Fornitore garantisce e dichiara,


altres, che lattivit oggetto del presente Contratto costituisce ordinaria attivit
di cui al proprio oggetto sociale e che dotato di propria autonomia organizzativa
e gestionale, capace di operare nel settore dei servizi in oggetto, come di fatto
opera, con propri capitali, mezzi ed attrezzature.
Il Fornitore prede atto ed accetta che la sostituzione delle unit di personale
addetto alle prestazioni contrattuali, ivi compreso il Responsabile del Servizio
(Manager), potr avvenire esclusivamente nelle seguenti ipotesi:
a) su richiesta dellAmministrazione, qualora la risorsa impiegata sia ritenuta
dalla medesima Amministrazione non adeguata alla perfetta esecuzione del
presente Contratto; peraltro, lesercizio da parte dellAmministrazione di tale
facolt, nonch leventuale sostituzione di unit di personale, non
comporteranno alcun onere aggiuntivo per la stessa Amministrazione;
b) su richiesta motivata del Fornitore, che dovr essere dallAmministrazione
accettata, qualora ricorrano cause di forza maggiore o giustificati motivi.
Il Fornitore ha lobbligo, in ogni caso, di assicurare la prosecuzione e continuit
delle prestazioni contrattuali.
Resta inteso che in nessun caso il Fornitore potr procedere alla sostituzione delle
figure
professionali
senza
la
preventiva
autorizzazione
scritta
dellAmministrazione, questultima si riserva il diritto di risolvere il presente
Contratto fermo restando la facolt di procedere nei confronti del Fornitore per il
risarcimento del danno subito.
Atteso lobbligo di assicurare la prosecuzione e continuit delle prestazioni, il
Fornitore in caso di sostituzione del proprio personale, dovr garantire un
adeguato periodo di affiancamento per la risorsa entrante, con oneri ad esclusivo
carico del Fornitore medesimo.
Nel periodo successivo alla stipula del Contratto, data facolt al Fornitore di
richiedere
un
periodo
finalizzato
allaffiancamento
del
personale
dellAmministrazione da parte del proprio personale, per la conoscenza dettagliata
delle attivit. La data effettiva di inizio di tale periodo, che potr avere una durata
massima di due settimane, sar comunicata dallAmministrazione e il trasferimento

Contratto per laffidamento di servizi di supporto e assistenza tecnica per lesercizio e lo


sviluppo della Funzione di Sorveglianza e Audit dei programmi cofinanziati dallUnione
Europea.

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della conoscenza potr essere eseguito dallAmministrazione o dal fornitore


uscente. Tale attivit non prevede il riconoscimento di alcun corrispettivo e non
sar eroso il monte ore (numero di giornate/uomo) riferito al fabbisogno
dellAmministrazione.
11. Nel corso dellaffidamento il Fornitore si impegna ad assicurare al personale
dellAmministrazione, o a terzi da essa designati, il trasferimento del know-how
acquisito sulle attivit condotte, al fine di rendere leventuale prosecuzione delle
attivit quanto pi efficace possibile. Tale affiancamento, che potr avere una
durata massima di un mese, sar organizzato secondo modalit da concordare e
potr prevedere sessioni riassuntive, sessioni di lavoro congiunto, presentazioni,
etc... In ogni caso al termine delle attivit contrattuali, il Fornitore dovr
effettuare la consegna finale di tutta la documentazione prodotta nel corso
dellaffidamento.
12. Il personale preposto allesecuzione delle attivit da svolgersi nei locali

13.

14.

15.

16.

17.

18.

19.

dellAmministrazione o in altre sedi da questa indicate potr accedervi nel rispetto


di tutte le relative prescrizioni daccesso e di sicurezza.
Il Fornitore si impegna affinch, durante lo svolgimento delle prestazioni
contrattuali, il proprio personale abbia un contegno corretto sotto ogni riguardo,
nonch a vietare tassativamente allo stesso di eseguire attivit diverse da quelle
oggetto del presente Contratto presso i luoghi di prestazione del servizio.
Il personale preposto allesecuzione dei servizi dovr essere dotato di proprio
personal computer e relativo software, comprensivo di un antivirus aggiornato;
peraltro, fatto divieto di utilizzare le stazioni di lavoro per il collegamento alla
rete interna contemporaneamente al collegamento via modem a internet o alla
rete esterna. Il collegamento ad internet sar permesso o da postazioni di lavoro
individuate e messe a disposizione dallAmministrazione oppure tramite un proxy
server definito dalla medesima Amministrazione.
Il Fornitore dovr richiedere per iscritto allAmministrazione lautorizzazione
allutilizzo di propri prodotti software negli ambienti informatici messi a
disposizione dallAmministrazione medesima, indicando il tipo di prodotto ed il
motivo del suo utilizzo; luso di prodotti software non autorizzati
dallAmministrazione costituir grave inadempienza contrattuale a tutti gli effetti
di legge e di Contratto.
Il Fornitore obbligato a sottoporre i supporti di memorizzazione da impiegare
negli ambienti dellAmministrazione alle verifiche che lAmministrazione riterr
opportune prima dellutilizzo.
Il Fornitore prende atto che lAmministrazione, per lesecuzione delle attivit di
propria competenza, potr eventualmente avvalersi sia di proprio personale, sia di
esperti esterni da essa incaricati.
Il Fornitore si obbliga, infine, a dare immediata comunicazione
allAmministrazione di ogni circostanza che abbia influenza sullesecuzione del
Contratto.
Le attivit richieste dallAmministrazione, nonch i relativi prodotti
eventualmente previsti, dovranno essere realizzati nel rispetto degli standard
concordati con lAmministrazione e formalizzati nel Piano di lavoro della

Contratto per laffidamento di servizi di supporto e assistenza tecnica per lesercizio e lo


sviluppo della Funzione di Sorveglianza e Audit dei programmi cofinanziati dallUnione
Europea.

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fornitura secondo le modalit previste nel Capitolato Tecnico o altrimenti


concordate tra le parti; la consegna dei predetti prodotti non implicher di per s
approvazione da parte dellAmministrazione.
20. Tali prodotti saranno sottoposti ad approvazione da parte dellAmministrazione,
nei termini previsti nel presente Contratto, ovvero entro i termini definiti nel
Capitolato Tecnico.
21. In caso di mancata approvazione dei documenti tecnici e/o di progetto previsti
quali output delle attivit svolte, esperiti gli incontri esplicativi in ordine alle
motivazioni e concordate le modifiche da effettuare, il Fornitore si impegna a
realizzare le modifiche stesse senza oneri aggiuntivi per lAmministrazione e nei
termini stabiliti.
22. Salvo in ogni caso quanto sopra stabilito, il mancato rispetto degli Indicatori di
qualit della fornitura, per cui sia stata stabilita nel Capitolato Tecnico
lapplicazione di una penale, determina lapplicazione delle penali di cui oltre.
ARTICOLO 7
GRUPPI DI LAVORO E DIMENSIONI
1. Il Fornitore si obbliga ad impiegare, per lo svolgimento delle attivit contrattuali,
gruppi di lavoro con mix di figure professionali e giorni/uomo (GG/uomo) stabiliti,
di volta in volta e per singole attivit, nel Piano di lavoro della fornitura di cui
oltre, in conformit a quanto stabilito nel Capitolato Tecnico e nel rispetto di
quanto indicato nellOfferta Tecnica.
2. Le dimensioni complessive stimate dallAmministrazione sono pari a:
Figura professionale
Manager

3.

GG/uomo
560

Consulente Senior

2.940

Consulente Junior

3.500

Fermo restando che dette quantit sono frutto di una stima al meglio delle
conoscenze e, comunque, non sono vincolanti per lAmministrazione n nella
quantit n nella distribuzione del mix di figure professionali, fatto salvo quanto
previsto al punto successivo, con il presente Contratto il Fornitore si impegna a
svolgere attivit richieste dallAmministrazione nellambito delloggetto
contrattuale ai prezzi unitari (tariffe giornaliere) espresse e sino allimporto
massimo del Contratto.
Il puntuale dimensionamento del fabbisogno sar determinato nel Piano di lavoro
della fornitura, tenuto conto che limpegno delle risorse effettivamente
impiegate e il mix di profili professionali sar peraltro suscettibile di variazioni,
nella misura prevista al paragrafo 3.1 del Capitolato tecnico, nel rispetto delle
necessit definite dallAmministrazione, anche atteso che in corso contrattuale
potranno verificarsi emergenze, picchi di lavoro e periodi di discontinuit, che
potranno comportare periodicamente un fabbisogno di richieste aggiuntive ovvero
una loro riduzione rispetto a quanto preventivato, sempre nellambito dellimporto
massimo del Contratto, eventualmente incrementato.

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4.

5.

Le figure professionali che svolgeranno le attivit oggetto del presente Contratto


devono rispondere alle caratteristiche minime descritte nel Capitolato Tecnico e
nellOfferta Tecnica.
Le prestazioni oggetto del Contratto verranno eseguite, cos come meglio indicato
nel paragrafo 4.1 del Capitolato Tecnico, secondo le seguenti alternative modalit:
- in modalit continuativa, con remunerazione a tempo e spesa, sulla base
delle attivit richieste dallAmministrazione e pianificate nel Piano di lavoro
della fornitura e periodicamente rendicontate;
ovvero
- in modalit progettuale, con remunerazione a corpo; in tal caso il Piano
di lavoro della fornitura di cui oltre, nella parte relativa al singolo
intervento, dovr riportare la stima di impegno delle figure professionali, che
rimarr fissa ed invariabile a meno di eventi eccezionali; sulla base della
predetta stima verr determinato il corrispettivo.

6.

Il Fornitore prende atto che lAmministrazione si riserva la facolt di verificare, in


ogni momento dellesecuzione del presente Contratto, la corrispondenza del mix di
figure professionali effettivamente impiegate rispetto a quanto previsto nel
presente articolo e, comunque, nel Piano di lavoro della fornitura.

ARTICOLO 8
DOCUMENTAZIONE CONTRATTUALE
1. Le attivit oggetto del presente Contratto saranno pianificate in accordo tra le
parti in ragione di quanto stabilito nel Capitolato Tecnico e formalizzate nel
Piano di lavoro della fornitura, come meglio stabilito e secondo le modalit di
cui al paragrafo 5.1. del Capitolato Tecnico; le eventuali variazioni significative
alla pianificazione saranno concordate tra le Parti secondo le modalit che
seguono.
2. Relativamente allapprovazione del Piano di lavoro della fornitura il Fornitore
dovr sottoporlo allAmministrazione, entro i termini stabiliti, per ciascun
documento contrattuale, nel Capitolato Tecnico, pena lapplicazione delle penali
di cui oltre, rispettando le modalit di predisposizione stabilite nel Capitolato
Tecnico medesimo.
3. LAmministrazione render note al Fornitore le proprie determinazioni,
comunicando lapprovazione dei predetti documenti o formulando richieste di
modificazioni entro i termini e con le modalit definite dal Capitolato Tecnico.
4. In caso di mancata approvazione da parte dellAmministrazione, il Fornitore dovr
modificare il Piano di lavoro della fornitura in ragione delle osservazioni
formulate dallAmministrazione e dovr consegnare nuovamente detto documento
allAmministrazione per lapprovazione entro i termini definiti nel Capitolato
Tecnico, pena lapplicazione delle penali di cui oltre.
5. Nellipotesi in cui, relativamente al Piano di lavoro della fornitura permanga il
disaccordo di valutazione, lAmministrazione avr facolt di disporne limmediata
provvisoria attuazione del Piano in discussione, restando obbligato il Fornitore a
procedere, entro il termine assegnato ed eventualmente prorogato

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dallAmministrazione, ad un riesame del Piano stesso al fine di consentirne


lapprovazione da parte dellAmministrazione.
6.

Il Piano di lavoro della fornitura approvato dallAmministrazione costituisce a


tutti gli effetti parte integrante del presente Contratto; tale Piano dovr essere

aggiornato con le modalit indicate nel Capitolato Tecnico.


7. Con riferimento alla rendicontazione delle attivit svolte, il Fornitore dovr
consuntivare bimestralmente dette attivit, rappresentando lo Stato di
avanzamento lavori e il Rendiconto risorse relativamente a ciascuna attivit
oggetto del Contratto, entro i termini di cui al Capitolato Tecnico e secondo le
modalit ivi definite, pena lapplicazione delle penali di cui oltre. Ai fini della
rendicontazione e consuntivazione delle attivit svolte, lAmministrazione render
note al Fornitore le proprie determinazioni, comunicando lapprovazione dei
predetti documenti o formulando richieste di modificazioni entro i termini definiti
nel Capitolato Tecnico.
ARTICOLO 9
INDICATORI DI QUALIT DELLA FORNITURA
1. Il Fornitore dovr eseguire le prestazioni contrattuali oggetto del presente
Contratto nel rispetto degli Indicatori di qualit della fornitura di cui al paragrafo
5.8 del Capitolato Tecnico pena lapplicazione delle penali di cui oltre.
2. Il Fornitore ha altres lobbligo di rilevare, calcolare e inviare allAmministrazione,
con cadenza semestrale, con il report denominato Rapporto Indicatori di
qualit, i dati sugli indicatori di cui al Capitolato Tecnico relativi alla qualit
delle prestazioni contrattuali; il Fornitore ha lobbligo di raggiungere,
nellesecuzione delle prestazioni contrattuali, i valori soglia minimi di qualit ivi
stabiliti, pena lapplicazione delle penali di cui oltre.
ARTICOLO 10
CORRISPETTIVI E MODALIT DI PAGAMENTO
1. Limporto massimo del Contratto per la prestazione delloggetto contrattuale,
pari
ad
Euro
2.859.500,00=,
(duemilioniottocentocinquantanovemilacinquecento/00), IVA esclusa.
2. Il corrispettivo dovuto al Fornitore dallAmministrazione per la prestazione dei
servizi oggetto del presente Contratto determinato dal prodotto dei giorni/uomo
per figura professionale rendicontati e dei prezzi unitari (tariffe giornaliere)
indicati nellAllegato C Offerta Economica e di seguito trascritti:

FIGURA PROFESSIONALE

Manager

3.

PREZZO UNITARIO (TARIFFA GIORNALIERA)


( IVA ESCLUSA)
Euro 520,00 (cinquecentoventi/00)

Consulente Senior

Euro 445,00 (quattrocentoquarantacinque/00)

Consulente Junior

Euro 360,00 (trecentosessanta/00)

Le predette tariffe sono da intendersi comprensive di ogni onere e spesa, incluse


quelle di trasferta relative alle attivit e agli adempimenti occorrenti allintegrale

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4.

esecuzione di tutte le attivit ed i servizi oggetto contrattuale.


Tutti i corrispettivi maturati per le attivit svolte e rendicontate a decorrere dalla
data di stipula del Contratto, sia per le attivit eseguite a tempo e spesa
(modalit continuativa) sia per le attivit eseguite a corpo (modalit
progettuale), sono composti di una parte fissa e di una parte variabile,
determinati, pro quota, secondo le modalit di cui al precedente comma 3:
a) 85% (ottantacinque percento) parte fissa, certa e determinata;
b) 15% (quindici percento) parte variabile, eventuale ed incerta, condizionata e,
quindi, dovuta solo al raggiungimento degli obiettivi di prestazione come
specificato nel presente Contratto.

5. Per le attivit per le quali prevista lesecuzione a tempo e spesa, il


corrispettivo determinato sulla base della rendicontazione delle figure
professionali come risultante dal Piano di lavoro della fornitura, dallo Stato di
avanzamento e dal Rendiconto risorse approvati dallAmministrazione e delle
tariffe unitarie di cui al precedente comma 3.
6. Nel caso per talune attivit venga richiesto un impegno a corpo, il corrispettivo
verr determinato sulla base del Piano di lavoro della fornitura, dello Stato di
avanzamento, del Rendiconto risorse, della composizione del gruppo di lavoro e
delle tariffe unitarie di cui al precedente comma 3. Si precisa che il Piano di
lavoro della fornitura, nella parte relativa allintervento, dovr riportare la stima
di impegno delle figure professionali, che rimarr fissa ed invariabile a meno di
eventi eccezionali; sulla base della predetta stima verr determinato il
corrispettivo.
7.
In caso di aumento delle prestazioni contrattuali richiesto dallAmministrazione
anche ai sensi del precedente articolo 4, comma 7, queste verranno remunerate ai
prezzi unitari di cui al precedente comma 3.
ARTICOLO 11
FATTURAZIONE E PAGAMENTI
1. Il pagamento dei corrispettivi contrattuali di cui al precedente articolo verr
effettuato, per la parte fissa, contro presentazione di fatture, secondo le seguenti
modalit:
a) interventi a tempo e spesa: un importo bimestrale commisurato alle
prestazioni effettivamente erogate, quali risultanti dal Piano di lavoro
della fornitura, dallo Stato di avanzamento e dal Rendiconto risorse
approvati dallAmministrazione;
b) interventi di tipo a corpo:
- 10% (dieci percento) del corrispettivo allapprovazione dellintervento da
parte dellAmministrazione, come risultante dal Piano di lavoro della
fornitura;
- 40% (quaranta percento) del corrispettivo allapprovazione da parte
dellAmministrazione dellavanzamento lavori, risultante dal Piano di
lavoro della fornitura, dallo Stato di avanzamento e del Rendiconto
risorse, a condizione che sia stato eseguito almeno il cinquanta per cento
(50%) dellintervento;
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2.

50% (cinquanta percento) del corrispettivo al termine di tutte le attivit


del singolo intervento, risultante dal Piano di lavoro della fornitura e

dallo Stato di avanzamento approvati dallAmministrazione.


Il pagamento dei corrispettivi contrattuali di cui al precedente articolo verr
effettuato, per la parte variabile, se dovuta, al raggiungimento degli obiettivi
di prestazione e dovr essere fatturata al termine del periodo di riferimento degli
obiettivi medesimi, tenuto conto che gli obiettivi di prestazione saranno verificati
nel raggiungimento ed erogati nella prestazione economica a cadenza semestrale.

3.

I predetti corrispettivi relativi alla parte fissa (85% del corrispettivo) saranno
invece fatturati a seguito dellapprovazione del relativo Stato avanzamento lavori
(SAL) e saranno corrisposti dallAmministrazione secondo la normativa vigente in
materia di Contabilit delle Amministrazioni Contraenti e previo accertamento
della prestazione effettuate. Ciascuna fattura dovr essere inviata in forma
elettronica in osservanza delle modalit previste dal D. Lgs. 20 febbraio 2004 n.

4.

5.

6.

52, dal D. Lgs. 7 marzo 2005 n. 82 e dai successivi decreti attuativi. Per i soggetti
non obbligati al rispetto delle soprarichiamate disposizioni normative rimane la
possibilit di trasmettere le fatture a mezzo posta all'indirizzo
dell'Amministrazione Contraente ovvero via fax ovvero tramite posta elettronica
anche certificata (PEC).
I termini di pagamento delle predette fatture saranno definiti secondo le modalit
di cui alla normativa vigente, D.Lgs. n. 231/2002 s.m.i. I corrispettivi saranno
accreditati, a spese dellAmministrazione o del Fornitore ove sia previsto da norme
di legge o regolamentari, sul conto corrente n. 48550, intestato al Fornitore presso
Banca popolare Commercio & Industria Agenzia n. 1 Milano, Codice IBAN
IT85F0504801601000000048550. Il Fornitore dichiara che il predetto conto opera
nel rispetto della Legge 13 agosto 2010 n. 136 e s.m.i...
In caso di ritardo, da parte dellAmministrazione Contraente, nel pagamento dei
corrispettivi dovuti oltre il termine stabilito al precedente comma 3, spettano al
Fornitore gli interessi legali e moratori, questi ultimi nella misura prevista dallart.
7, comma 8, delle Condizioni Generali.
Il Fornitore, sotto la propria esclusiva responsabilit, render tempestivamente
noto allAmministrazione le variazioni che si verificassero circa le modalit di
accredito di cui sopra; in difetto di tale comunicazione, anche se le variazioni
venissero pubblicate nei modi di legge, il Fornitore non potr sollevare eccezioni in
ordine ad eventuali ritardi nei pagamenti, n in ordine ai pagamenti gi effettuati.

ARTICOLO 12
COSTI DELLA SICUREZZA
1. LAmministrazione, ai sensi dellart. 26 del D. Lgs. 81/2008, ha provveduto, prima
della stipula del Contratto, ad integrare il Documento di valutazione dei rischi
standard da interferenze allegato ai documenti di gara, riferendolo ai rischi
specifici da interferenza presenti nei luoghi in cui verr espletato lappalto. In tale
sede lAmministrazione indica i costi relativi alla sicurezza (n. b. anche nel caso in
cui essi siano pari a zero).
2. Il Fornitore dovr sottoscrivere per accettazione lintegrazione di cui al
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precedente comma. La predetta integrazione costituisce parte integrante e


sostanziale dei documenti contrattuali.
ARTICOLO 13
PENALI
1. Fermo restando quanto previsto allarticolo 10 delle Condizioni Generali, per ogni
giorno lavorativo di ritardo, non imputabile allAmministrazione, a forza maggiore
o a caso fortuito, nella consegna del Piano di lavoro della fornitura, dello Stato
di avanzamento dei lavori, del Rendiconto delle Risorse ovvero del Rapporto
indicatori di qualit, anche nel caso in cui vengano formalizzate osservazioni a
fronte delle quali occorra apportare variazioni di contenuto ai predetti documenti,
rispetto ai termini tutti stabiliti nel Capitolato Tecnico, il Fornitore tenuto a
corrispondere allAmministrazione una penale cos determinata:
0,5 (zerovirgolacinquepermille) dellimporto massimo

2.

3.

4.

5.

di

cui

al

precedente articolo 10 comma 1, fatto salvo il risarcimento del maggior


danno.
Relativamente al livello di servizio/indicatore di qualit IQ01 Sostituzione del
personale su richiesta dellAmministrazione di cui al paragrafo 5 del Capitolato
Tecnico, lAmministrazione applicher al Fornitore, per ogni unit superiore al
valore soglia individuato, non imputabile allAmministrazione ovvero a forza
maggiore o caso fortuito, una penale cos determinata:
1,0 (unpermille) dellimporto massimo di cui al precedente articolo 10
comma 1, fatto salvo il risarcimento del maggior danno.
Relativamente al livello di servizio/indicatore di qualit IQ02 Sostituzione del
personale su iniziativa dellAggiudicatario Profilo Consulente Senior e/o
Consulente Junior di cui al paragrafo 5 del Capitolato Tecnico,
lAmministrazione applicher al Fornitore, per ogni unit superiore al valore soglia
individuato, quale inadempimento non imputabile allAmministrazione ovvero a
forza maggiore o caso fortuito, una penale cos determinata:
1,0 (unpermille) dellimporto massimo di cui al precedente articolo 10
comma 1, fatto salvo il risarcimento del maggior danno.
Relativamente al livello di servizio/indicatore di qualit IQ03 Sostituzione del
personale su iniziativa dellAggiudicatario Profilo Manager di cui al paragrafo 5
del Capitolato Tecnico, lAmministrazione applicher al Fornitore, per ogni unit
superiore al valore soglia individuato, quale inadempimento non imputabile
allAmministrazione ovvero a forza maggiore o caso fortuito, una penale cos
determinata:
1,0 (unpermille) dellimporto massimo di cui al precedente articolo 10
comma 1, fatto salvo il risarcimento del maggior danno.
Relativamente al livello di servizio/indicatore di qualit IQ04 Tempestivit nella
sostituzione di personale Profilo Consulente Senior e/o Consulente Junior di
cui al paragrafo 5 del Capitolato Tecnico, lAmministrazione applicher al
Fornitore, per singolo evento e per ogni unit superiore al valore soglia individuato,
quale inadempimento non imputabile allAmministrazione ovvero a forza maggiore
o caso fortuito, una penale cos determinata:

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0,5 (zerovirgolacinquepermille) dellimporto massimo di cui al


precedente articolo 10 comma 1, fatto salvo il risarcimento del maggior
danno.
6. Relativamente al livello di servizio/indicatore di qualit IQ05 Tempestivit nella
sostituzione di personale Profilo Manager di cui al paragrafo 5 del Capitolato
Tecnico, lAmministrazione applicher al Fornitore, per singolo evento e per ogni
unit superiore al valore soglia individuato, quale inadempimento non imputabile
allAmministrazione ovvero a forza maggiore o caso fortuito, una penale cos
determinata:
0,5

(zerovirgolacinquepermille)

dellimporto

massimo

di

cui

al

precedente articolo 10 comma 1, fatto salvo il risarcimento del maggior


danno.
7. Relativamente al livello di servizio/indicatore di qualit IQ06 Disponibilit di
risorse aggiuntive di cui al paragrafo 5 del Capitolato Tecnico, lAmministrazione
applicher al Fornitore, per ogni unit superiore al valore soglia individuato, quale
inadempimento non imputabile allAmministrazione ovvero a forza maggiore o caso
fortuito, una penale cos determinata:
1,0 (unpermille) dellimporto massimo di cui al precedente articolo 10
comma 1, fatto salvo il risarcimento del maggior danno.
8. Ai fini dellapplicazione della penale di cui al predetto comma 1 deve considerarsi
ritardo e/o inadempimento anche il caso in cui il Fornitore esegua le prestazioni
contrattuali in modo anche solo parzialmente difforme dalle prescrizioni contenute
nel presente Contratto, nel Capitolato Tecnico e da quanto indicato dal Fornitore in
Offerta Tecnica; in tali casi lAmministrazione applicher al Fornitore le predette
penali sino al momento in cui le attivit ed i servizi inizieranno ad essere prestati in
modo effettivamente conforme alle disposizioni contrattuali, fatto salvo il
risarcimento del maggior danno.
9. In caso di ritardo che si protragga per oltre cinque giorni solari rispetto al termine
di cui al seguente articolo 18, comma 3, o di difformit rispetto alle modalit di
trasmissione e/o di errata compilazione degli elementi di rendicontazione di cui al
medesimo articolo 18, il Fornitore tenuto a corrispondere una penale pari a euro
3.000, fatto salvo il risarcimento del maggior danno.
ARTICOLO 14
CAUZIONE
1. A garanzia delle obbligazioni contrattuali assunte dal Fornitore con la stipula del
presente Contratto, il Fornitore medesimo ha prestato cauzione definitiva rilasciata
in data 11 maggio 2016 dalla SACE BT s.p.a. avente n. 5387.00.27.2799693457 di
importo pari ad Euro 610.281,07= (seicentodiecimiladuecentottantuno/07), il tutto
secondo le modalit e condizioni stabilite nelle Condizioni Generali.
2. La garanzia progressivamente svincolata secondo quanto riportato nelle
Condizioni Generali.
ARTICOLO 15
RISOLUZIONE
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1. Ferme restando quanto previsto nelle Condizioni Generali, rimane inteso che
eventuali inadempimenti che abbiano portato alla risoluzione del Contratto saranno
oggetto da parte dellAmministrazione di segnalazione all'Autorit Nazionale
anticorruzione (gi Autorit per la Vigilanza sui contratti pubblici) nonch potranno
essere valutati come grave negligenza o malafede nellesecuzione delle prestazioni
affidate al Fornitore ai sensi dellart. 38, comma 1, lett. f) del D. Lgs. n. 163/06.
ARTICOLO 16
SUBAPPALTO
1. Il Fornitore, conformemente

a quanto dichiarato in sede

di Offerta e

conformemente a quanto stabilito nelle Condizioni Generali, affida in subappalto,


in misura non superiore al 30% dellimporto contrattuale, lesecuzione delle
seguenti prestazioni:
__________________________
2. Si rinvia alle Condizioni Generali per le modalit e gli obblighi connessi
allaffidamento in subappalto delle prestazioni sopra indicate.
3. <EVENTUALE IN CAPO ALLAMMINISTRAZIONE CONTRAENTE: inserire la seguente
formulazione nel caso in cui si voglia prevedere il pagamento diretto nei confronti
del subappaltatore: In deroga a quanto previsto all'articolo 18, comma 9, delle
Condizioni Generali, lAmministrazione provveder ai sensi di quanto previsto
dallart. 118, comma 3, D.Lgs. n. 163/2006 a corrispondere direttamente al
subappaltatore limporto dovuto per le prestazioni dallo stesso eseguite. Il
Fornitore si obbliga a comunicare allAmministrazione la parte delle prestazioni
eseguite dal subappaltatore, con la specificazione del relativo importo e con
proposta motivata di pagamento>.
ARTICOLO 17
RESPONSABILE DEL SERVIZIO
1. Il Responsabile del Servizio, nominato dal Fornitore per lesecuzione del presente
Contratto, il referente responsabile nei confronti dellAmministrazione, per
quanto di propria competenza, e quindi, avr la capacit di rappresentare ad ogni
effetto il Fornitore stato individuato nella persona del dott. Claudio lusa nato a
Taranto il 27 giugno 1975.
ARTICOLO 18
COMMISSIONE A CARICO DEL FORNITORE
AI SENSI DEL DECRETO MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE DEL 23
NOVEMBRE 2012
1. Ai sensi del Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 23 novembre
2012 attuativo di quanto disposto dallarticolo 1, comma 453 della legge 27
dicembre 2006 n. 296, il Fornitore tenuto a versare alla Consip S.p.A. una
commissione pari all1,5% da calcolarsi sul valore, al netto dell'IVA, del fatturato
realizzato, con riferimento al Contratto stipulato con lAmministrazione.
2. La previsione della commissione nonch l'entit della stessa sono state definite
sulla base delle indicazioni del Ministero dellEconomia e delle Finanze.
3. Ai fini del calcolo dell'entit della commissione, il Fornitore tenuto a trasmettere
Contratto per laffidamento di servizi di supporto e assistenza tecnica per lesercizio e lo
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alla Consip S.p.A., per via telematica ai sensi dell'art. 65 del D.Lgs. 7 marzo 2005,
n. 82, e dell'art. 38 del D. L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, entro 30 giorni solari dal termine di ciascuno dei due semestri
dellanno solare e ferma lapplicazione delle penali di cui al precedente articolo
13 in caso di ritardo, una dichiarazione sostitutiva, rilasciata ai sensi dell'art. 47
del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 e sottoscritta digitalmente da parte del legale
rappresentante del Fornitore medesimo, attestante l'importo delle fatture emesse
nel semestre di riferimento e contenente, per ciascuna fattura emessa nel
semestre di riferimento, gli elementi di rendicontazione di cui allAllegato F al
presente Contratto.
4.

5.

La Consip S.p.A., decorsi novanta giorni solari dal ricevimento della dichiarazione
sostitutiva di cui al precedente comma 3, proceder all'emissione della fattura
relativa alla commissione.
Il Fornitore tenuto a versare la commissione entro 60 giorni solari dalla data di

ricevimento della fattura emessa dalla Consip S.p.A. mediante accredito, con
bonifico bancario, sul conto corrente dedicato avente IBAN n. _________________.
6. In caso di ritardo del pagamento da parte del Fornitore della commissione relativa
alle fatture emesse e liquidate dallAmministrazione, decorreranno gli interessi
moratori il cui tasso viene stabilito in una misura pari al tasso BCE stabilito
semestralmente e pubblicato con comunicazione del Ministero dellEconomia e
delle Finanze sulla G.U.R.I., maggiorato di 8 punti, secondo quanto previsto
allart. 5 del D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231 s.m.i.
7. Il mancato o inesatto pagamento della commissione secondo le modalit ed i
termini di cui ai precedenti commi del presente articolo comporter, comunque,
l'avvio delle procedure esecutive previste dal codice di procedura civile.
8. La Consip S.p.A. proceder ad informare lAmministrazione/MEF dell'eventuale
avvio di procedure esecutive e dell'ammontare delle somme oggetto di riscossione.
9. Gli interessi di mora e le somme oggetto di riscossione coattiva dovranno essere
versati sul conto corrente dedicato di cui al precedente comma 5.
10. La mancata trasmissione della dichiarazione sostitutiva o la riscontrata falsit
della stessa, oltre a determinare le sanzioni di cui allart. 76 del D.P.R. n.
445/2000, potranno essere valutate, ai sensi dellart. 38, comma 1, lett. f), del
D.Lgs. 163/2006.
11. I termini di cui al presente articolo sono da considerarsi essenziali ai sensi dellart.
1457 c.c..
12. Per tutto quanto non previsto, trovano applicazione le disposizioni di cui al D.M. 23
novembre 2012 e le altre disposizioni applicabili.
ARTICOLO 19
CLAUSOLA FINALE
1. Il presente Contratto ed i suoi Allegati (ivi incluse le Condizioni Generali)
costituiscono manifestazione integrale della volont negoziale delle Parti che
hanno altres preso piena conoscenza di tutte le relative clausole, avendone
negoziato il contenuto, che dichiarano quindi di approvare specificamente
singolarmente nonch nel loro insieme e, comunque, qualunque modifica al
Contratto per laffidamento di servizi di supporto e assistenza tecnica per lesercizio e lo
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presente atto ed ai suoi Allegati non potr aver luogo e non potr essere provata
che mediante atto scritto; inoltre, leventuale invalidit o linefficacia di una delle
clausole del Contratto e/o delle Condizioni Generali non comporta linvalidit o
inefficacia dei medesimi atti nel loro complesso.
2.

Qualsiasi omissione o ritardo nella richiesta di adempimento del Contratto da parte


dellAmministrazione non costituisce in nessun caso rinuncia ai diritti ad essa
spettanti che la medesima parte si riserva comunque di far valere nei limiti della
prescrizione.

3.

Con il presente Contratto si intendono regolati tutti i termini generali del rapporto
tra le Parti; di conseguenza esso non verr sostituito o superato dagli eventuali
accordi operativi, attuativi o integrativi e sopravvivr ai detti accordi continuando,
con essi, a regolare la materia tra le Parti; in caso di contrasti le previsioni del
presente atto prevarranno su quelle degli atti di sua esecuzione, salvo diversa
espressa volont derogativa delle Parti manifestata per iscritto.

4. Il sottoscritto, nella qualit di legale rappresentante del Fornitore, dichiara di avere


particolareggiata e perfetta conoscenza di tutte le clausole contrattuali e dei
documenti ed atti ivi richiamati; ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 1341 e 1342
cod. civ., il Fornitore dichiara di accettare tutte le condizioni e patti ivi contenuti e di
avere particolarmente considerato quanto stabilito e convenuto con le relative
clausole; in particolare dichiara di approvare specificamente le clausole e condizioni di
seguito elencate:
Articolo 4 (Oggetto del Contratto); Articolo 5 (Durata); Articolo 6 (Obbligazioni
specifiche del Fornitore); Articolo 8 (Documentazione contrattuale); Articolo 9
(Indicatori di qualit della fornitura); Articolo 10 (Corrispettivi e modalit di
pagamento); Articolo 11 (Fatturazione e pagamenti); ; Articolo 13 (Penali); Articolo
14 (Cauzione); Articolo 15 (Risoluzione); Articolo 18 (Commissione a carico del
Fornitore ai sensi del Decreto Ministero dellEconomia e delle Finanze del 23
novembre 2012); Articolo 19 (Clausola finale);
- con riferimento alle Condizioni Generali, allegate al presente Contratto:
Articolo 3 (Obbligazioni generali del Fornitore); Articolo 4 (Obblighi derivanti dal
rapporto di lavoro); Articolo 5 (Verifiche di conformit); Articolo 7 (Importi dovuti e
Fatturazione); Articolo 8 (Oneri fiscali e spese contrattuali); Articolo 9
(Trasparenza); Articolo 10 (Procedimento di contestazione dellinadempimento ed
applicazione delle penali); Articolo 11 (Condizioni e modalit di rilascio della
cauzione); Articolo 12 (Riservatezza); Articolo 13 (Risoluzione); Articolo 14
(Recesso); Articolo 15 (Danni, responsabilit civile e polizza assicurativa); Articolo
16 (Prescrizioni relative al subappalto); Articolo 17 (Divieto di cessione del
contratto); Articolo 18 (Brevetti industriali e diritti dautore); Articolo 19 (Foro
competente); Articolo 20 (Trattamento dei dati personali); Articolo 21
(Tracciabilit dei flussi finanziari Ulteriori Clausole risolutive espresse).
Per la Regione Lazio
Firmato Dott. Stefano Acanfora
Per il Fornitore
Firmato Claudio Lusa
Contratto per laffidamento di servizi di supporto e assistenza tecnica per lesercizio e lo
sviluppo della Funzione di Sorveglianza e Audit dei programmi cofinanziati dallUnione
Europea.

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Regione Lazio
DIREZIONE CENTRALE ACQUISTI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13509
Approvazione dell'Accordo per lo svolgimento della procedura di gara relativa all'appalto triennale di cucina e
mensa per gli ospiti della casa di riposo e della RSA Toti dell'Istituto Romano di San Michele (IPAB)
Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza da parte della Direzione regionale Centrale Acquisti della
Regione Lazio

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Oggetto: Approvazione dellAccordo per lo svolgimento della procedura di gara relativa allappalto
triennale di cucina e mensa per gli ospiti della casa di riposo e della RSA Toti dellIstituto Romano
di San Michele (IPAB) Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza da parte della Direzione
regionale Centrale Acquisti della Regione Lazio
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE CENTRALE ACQUISTI
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002 n. 6 Disciplina del sistema organizzativo della Giunta
e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale e successive
modifiche;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, Regolamento di organizzazione degli
uffici e dei servizi della Giunta regionale e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO larticolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, secondo cui, al fine di
contenere e razionalizzare la spesa per lacquisto di beni e servizi, le regioni possono costituire
centrali di acquistoin favore delle amministrazioni ed enti regionali, degli enti locali, degli enti
del servizio sanitario nazionale e delle altre pubbliche amministrazioni aventi sede nel medesimo
territorio.;
VISTO larticolo 9, comma 1, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, recante Misure urgenti per
la competitivit e la giustizia sociale, convertito dalla legge 23 giugno 2014, n. 89;
VISTA la deliberazione dellAutorit Nazionale Anticorruzione n. 58 del 22 luglio 2015, in forza
della quale la Direzione Regionale Centrale Acquisti stata iscritta nellelenco dei soggetti
aggregatori ai sensi dellarticolo 9 del citato d.l. 66/2014;
VISTO larticolo 3 della legge regionale 10 agosto 2016, n. 12, Disposizioni per la
semplificazione, la competitivit e lo sviluppo della Regione, secondo cui, la Direzione Regionale
Centrale Acquisti opera ai sensi dell'articolo 1, comma 455, della legge 296/2006;
VISTO larticolo 3, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, ai sensi del
quale la centrale di committenza unamministrazione aggiudicatrice o un ente aggiudicatore che
forniscono attivit di centralizzazione delle committenze e, se del caso, attivit di committenza
ausiliarie, dovendosi intendere per attivit di centralizzazione, ai sensi della successiva lettera l), le
attivit svolte su base permanente riguardanti lacquisizione di forniture o servizi destinati a stazioni
appaltanti, laggiudicazione di appalti o la conclusione di accordi quadro per lavori, forniture o
servizi destinati a stazioni appaltanti;
CONSIDERATO che lIstituto, con nota del 07.11.2016 prot. n. 8721, ha conferito delega alla
Regione Lazio Direzione Regionale Centrale Acquisti - affinch in suo nome e per suo conto
svolga tutte le operazioni necessarie alla scelta del contraente, secondo le modalit e nei limiti
previsti dalla normativa vigente in materia, per laffidamento dellappalto del servizio triennale di
cucina e mensa per gli ospiti della Casa di Riposo e della RSA Toti e che la Direzione Regionale
Centrale Acquisti, con accettazione in data 07.11.2016 prot. n. 8753, ha confermato la propria
disponibilit allo svolgimento della procedura di gara suddetta;

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VISTO larticolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ai sensi del quale le amministrazioni
pubbliche possono concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di
attivit di interesse comune;
VISTA la deliberazione della Giunta Regionale 26 gennaio 2016, n. 21, con la quale stato
conferito al dott. Stefano Acanfora lincarico di Direttore della Direzione Regionale Centrale
Acquisti;
PRESO ATTO che con decreto del Commissario Straordinario dellIPAB San Michele, dott.
Riccardo Casilli, numero 78 del 10 novembre 2016 stata approvata la stipula dellaccordo con la
Direzione Regionale Centrale Acquisti della Regione Lazio per lo svolgimento della procedura di
gara per il nuovo affidamento del servizio di cucina e mensa per gli ospiti della Casa di Riposo e
della RSA Toti, secondo lo schema concordato tra le parti;
RITENUTO necessario disciplinare il rapporto tra la Regione Lazio, Direzione Regionale Centrale
Acquisti, e lIPAB San Michele con un apposito accordo che definisce i ruoli e le attivit che
incombono a ciascuna parte per lo svolgimento della procedura di gara in oggetto;
VISTO lo schema di Accordo da stipulare in forma di scrittura privata con sottoscrizione digitale;
RITENUTO, pertanto, di dover approvare lAccordo tra la Direzione Regionale Centrale Acquisti
e lIPAB Istituto Romano di San Michele, che si allega al presente atto e che ne costituisce parte
integrante e sostanziale;

DETERMINA
per le motivazioni indicate in premessa e che qui si intendono sostanzialmente ed integralmente
riportate:
1. di approvare laccordo tra la Direzione Regionale Centrale Acquisti e lIPAB Istituto
Romano San Michele, secondo lo schema allegato, che ne costituisce parte integrante e
sostanziale;
2. di dare atto che il suddetto accordo ha efficacia dalla data di sottoscrizione sino al
completamento delle attivit sottese in base a quanto stabilito dallaccordo medesimo.
Il presente atto non comporta oneri finanziari e sar pubblicato sul B.U.R.L.
Il Direttore
Stefano Acanfora

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ACCORDO PER LO SVOLGIMENTO DELLA PROCEDURA DI GARA


RELATIVA ALLAPPALTO TRIENNALE DI CUCINA E MENSA PER GLI
OSPITI DELLA CASA DI RIPOSO E DELLA RSA TOTI DELLISTITUTO
ROMANO SAN MICHELE (IPAB) DA PARTE DELLA DIREZIONE
REGIONALE CENTRALE ACQUISTI DELLA REGIONE LAZIO
TRA

La Regione Lazio, Direzione Regionale Centrale Acquisti della Regione Lazio, Codice Fiscale
80143490581, Partita IVA 02128631005 con sede a Roma, in via Rosa Raimondi Garibaldi n. 7,
00145, nella persona del Direttore, Stefano Acanfora, nato a Napoli, il 27/07/1963, autorizzato alla
stipula del presente atto ai sensi della delibera della Giunta Regionale n. 21 del 26.01.2016
E
La Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza San Michele di Roma (di seguito pi
brevemente denominato come IPAB San Michele) Codice Fiscale 80112440584 P.IVA
06510971002, con sede in Piazzale Antonio Tosti n. 4, cap. 00147, Roma, in persona del
Commissario Straordinario e legale rappresentante Dott. Riccardo Casilli, nominato, con
atto del
VISTI

larticolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, secondo cui, al fine di

contenere e razionalizzare la spesa per lacquisto di beni e servizi, le regioni possono costituire
centrali di acquistoin favore delle amministrazioni ed enti regionali, degli enti locali, degli enti
del servizio sanitario nazionale e delle altre pubbliche amministrazioni aventi sede nel medesimo
territorio.;
-

larticolo 9, comma 1, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, recante Misure urgenti per

la competitivit e la giustizia sociale, convertito dalla legge 23 giugno 2014, n. 89 che prevede
che Nell'ambito dell'Anagrafe unica delle stazioni appaltanti di cui all'articolo 33-ter del
decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre
2012, n. 221, operante presso l'Autorit per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e
forniture, istituito, senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica, l'elenco dei soggetti
aggregatori di cui fanno parte Consip S.p.A. e una centrale di committenza per ciascuna regione,

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qualora costituita ai sensi dell'articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
-

la deliberazione dellAutorit Nazionale Anticorruzione n. 58 del 22 luglio 2015, in forza

della quale la Direzione Regionale Centrale Acquisti (anche DRCA) stata iscritta nellelenco dei
soggetti aggregatori ai sensi dellarticolo 9 del d.l. 66/2014;
-

larticolo 3 della legge regionale 10 agosto 2016, n. 12 (Disposizioni per la

semplificazione, la competitivit e lo sviluppo della Regione), secondo cui, la Direzione


Regionale Centrale Acquisti opera ai sensi dell'articolo 1, comma 455, della legge 296/2006;
-

larticolo 498ter del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 (Regolamento di

organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale), e successive modifiche, ai sensi
del quale la DRCA espleta le funzioni di centrale acquisti per conto degli enti dipendenti dalla
Regione e delle societ a totale partecipazione regionale nonch degli enti locali e delle loro forme
associative che decidano di avvalersene sulla base di apposite intese stipulate con i medesimi enti;
-

larticolo 3, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, ai sensi del

quale la centrale di committenza unamministrazione aggiudicatrice o un ente aggiudicatore che


forniscono attivit di centralizzazione delle committenze e, se del caso, attivit di committenza
ausiliarie, dovendosi intendere per attivit di centralizzazione, ai sensi della successiva lettera l), le
attivit svolte su base permanente riguardanti lacquisizione di forniture o servizi destinati a
stazioni appaltanti, laggiudicazione di appalti o la conclusione di accordi quadro per lavori,
forniture o servizi destinati a stazioni appaltanti;
-

gli articoli 37 e 38 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nonch la disciplina

transitoria dettata dal successivo articolo 216 e, in particolare, dal comma 10, ai sensi del quale fino
alla data di entrata in vigore del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, i requisiti di
qualificazione sono soddisfatti mediante liscrizione alla anagrafe di cui allarticolo 33 ter del
decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,
n. 221;
-

larticolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ai sensi del quale le amministrazioni

pubbliche possono concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di
attivit di interesse comune;

PREMESSO CHE:
- lIPAB San Michele con nota protocollo 0007109 del 19.09.2016 ha illustrato la necessit di
dover espletare una procedura di gara per lappalto del servizio di cucina e mensa degli ospiti
della Casa di riposo e della RSA Toti, eventualmente con lapporto della Direzione Centrale
Acquisti;

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- la Direzione regionale Centrale Acquisti della Regione Lazio, con nota protocollo numero
482070 del 27.09.2016 ha manifestato la disponibilit ad espletare la procedura in questione,
previo atto di delega;
- lIPAB San Michele con delega conferita in data 07 novembre 2016 prot. 8721, ha rappresentato
la necessit di procedere allespletamento di una procedura di gara concernente il servizio triennale
di cucina e mensa per gli ospiti della Casa di Riposo e della RSA Toti dellIstituto Romano di San
Michele attraverso la Direzione regionale Centrale Acquisti della Regione Lazio, nella sua qualit
di centrale di committenza, per lo svolgimento della relativa procedura di gara;
-la Direzione Regionale Centrale Acquisti, con accettazione in data 07 novembre 2016 prot. 8753,
ha confermato la propria disponibilit allo svolgimento della procedura di gara suddetta;
-si rende necessario procedere alla stipula di un accordo tra lIPAB San Michele e la Direzione
Regionale Centrale Acquisti per la definizione e la disciplina delle attivit di supporto della
DRCA;
-il Commissario Straordinario ha approvato il presente schema di accordo con Decreto n
del .;
-la Direzione Regionale Centrale Acquisti con determinazione n. del .. ha
approvato il presente schema di accordo;

Tutto ci premesso, le parti convengono e stipulano quanto segue:

Art. 1
(Valore delle premesse e degli allegati)
1.

Le premesse di cui sopra, gli atti e di documenti richiamati nelle premesse e nella restante

parte del presente atto, ancorch non materialmente allegati, costituiscono parte integrante e
sostanziale del presente accordo.

Art. 2
(Oggetto)
1.

Il presente accordo finalizzato a definire il rapporto tra la Direzione regionale Centrale

acquisti, che agisce in qualit di centrale di committenza, e lIPAB San Michele per lo
svolgimento della procedura di gara relativa allaffidamento del servizio triennale di cucina e
mensa per gli ospiti della casa di Riposo e della RSA Toti dellIstituto Romano San Michele.

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Art. 3
(Durata)
1.

Il presente accordo valido dalla data di sottoscrizione con firma digitale e avr efficacia

sino al completamento delle attivit sottese.

Art. 4
(Attivit delle parti)
1.

In relazione alloggetto di cui al precedente articolo 2, le parti si impegnano a realizzare, di

concerto tra loro e ciascuno per lambito di propria competenza, le attivit di cui ai seguenti punti:
2.

LIPAB San Michele si impegna a predisporre la seguente documentazione ed a porre in

essere le relative attivit:

Impegno a recepire gli esiti della gara;

Progettazione composta dagli elaborati di cui allart. 23 comma 15 del D.Lgs. 50/2016;

Capitolato tecnico e planimetrie dei locali oggetto del servizio;

Decreto a contrarre con relativo impegno di spesa;

Stipula del contratto con acquisizione del CIG derivato;

Nomina del Responsabile Unico del Procedimento e del Direttore dellEsecuzione ai sensi

del D.Lgs. 50/2016;

Esecuzione del contratto;

Esecuzione del collaudo finale del contratto.

3.

La Direzione Regionale Centrale Acquisti provveder a quanto segue:

Nomina del responsabile della procedura di gara;

Verifica degli atti di gara;

Adeguamento degli atti di gara per la pubblicazione sulla piattaforma telematica;

Bando di gara;

Bando versione GUUE;

Estratti per versione quotidiani e GURI;

Disciplinare di gara;

D.G.U.E. (Documento di gara unico europeo);

Modulistica completa da allegare al bando;

Pubblicazione della gara;

Espletamento della gara;

Nomina della commissione di gara;

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Aggiudicazione della gara;

Controlli sullaggiudicatario finalizzati alla stipula del contratto.

4.

LIPAB San Michele designa un referente per le comunicazioni e le attivit relative alla

esecuzione del presente accordo, qualora diverso dal Responsabile Unico del Procedimento.
5.

LIPAB San Michele trasmette tutta la documentazione inerente alla procedura di gara alla

Direzione regionale Centrale Acquisti, che si riserva la facolt, prima di procedere alla
pubblicazione, di richiede eventuali chiarimenti e/o integrazioni. Gli atti di gara verranno redatti
dalla Direzione Regionale Centrale Acquisti in accordo con lIPAB San Michele.
6.

La Direzione Regionale Centrale Acquisti trasmette allIPAB San Michele la

documentazione relativa allespletamento delle attivit di aggiudicazione e pubblicazione degli esiti


di gara o, comunque, di avvenuta conclusione della procedura.
7.

In ogni caso, la Direzione regionale Centrale Acquisti non sar ritenuta responsabile di

eventuali ritardi nello svolgimento delle attivit di propria competenza.

Art. 5
(Trattamento dati e riservatezza)

1.

Le parti si impegnano a mantenere riservati i dati e le informazioni di cui il personale sia

venuto a conoscenza in relazione allesecuzione del presente accordo e ad adottare tutte le cautele
necessarie a tutelarne la riservatezza. Le finalit e le modalit di trattamento dei dati personali
devono conformarsi ai principi di necessit e legalit, nonch agli altri principi contenuti nel
decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

Art. 6
(Spese e contenzioso)

1.

Tutte le eventuali spese relative alla stipulazione e registrazione del presente accordo,

nonch tasse e contributi di ogni genere gravanti sullesecuzione delle attivit sono a carico
dellIPAB San Michele.
2.

LIPAB San Michele si impegna, altres, a farsi carico delle spese di pubblicazione e delle

altre spese della procedura ivi comprese le spese relative alla commissione tecnica di gara, che
verranno rimborsate alle Regione, qualora da questa sostenute.

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3.

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LIPAB San Michele provvede ad effettuare i pagamenti mediante accredito sul conto

corrente bancario presso Unicredit S.p.A. - cod. IBAN: IT03M0200805255000400000292 intestato a Regione Lazio. Il presente atto sar registrato solo in caso duso e le relative spese di
registrazione tasse e contributi saranno a carico dellIPAB San Michele.
4.

Le spese relative alleventuale contenzioso saranno a carico esclusivamente dellIPAB San

Michele incluse quelle afferenti alla documentazione di gara, alla procedura, alla stipulazione del
contratto ed alla sua esecuzione.

Art. 7
(Clausola finale)

1.

Le parti propongono di risolvere amichevolmente tutte le contestazioni sorte tra loro in

dipendenza del presente accordo. In mancanza di soluzione amichevole, per la risoluzione delle
controversie competente Foro di Roma.
2.

Eventuali modifiche al presente Accordo verranno concordate tra le Parti e potranno dare

luogo ad una revisione dello stesso, e pertanto, qualunque sua modifica non potr aver luogo e non
potr essere provata che mediante atto scritto.
3.

Le clausole del presente Accordo sono sostituite, modificate o abrogate automaticamente per

effetto di norme e/o disposizioni aventi carattere cogente, contenute in leggi, regolamenti o decreti
che entrino in vigore o siano emanate successivamente alla stipulazione dellAccordo stesso.
4.

Il presente atto, esente da bollo, redatto in un unico originale informatico e viene

sottoscritto con firma digitale.

Per lIPAB San Michele


Il Commissario Straordinario
Dott. Riccardo Casilli

Per la Regione Lazio


Il Direttore della Direzione Centrale Acquisti
Dott. Stefano Acanfora

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Regione Lazio
DIREZIONE FORMAZ., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIV., DIR. STUDIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 18 novembre 2016, n. G13649
Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 - Titolo V - Autorizzazione Ente "CENTRO STUDI CIVITA 2000
SAS" a svolgere corsi privati non finanziati. Rinnovo ed integrazione autorizzazione.

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OGGETTO: Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 Titolo V Autorizzazione Ente


CENTRO STUDI CIVITA 2000 SAS a svolgere corsi privati non finanziati.
Rinnovo ed integrazione autorizzazione.

IL DIRETTORE
DELLA DIREZIONE REGIONALE FORMAZIONE, RICERCA E INNOVAZIONE,
SCUOLA E UNIVERSITA, DIRITTO ALLO STUDIO
SU PROPOSTA del dirigente dellArea Programmazione dellOfferta Formativa e di
Orientamento
VISTI:
lo Statuto della Regione Lazio, (legge statutaria 11/11/2004 n. 1 Nuovo statuto della
Regione Lazio);
la legge regionale 25 febbraio 1992, n. 23 Autorizzazione allo svolgimento dei corsi
privati non finanziati - Titolo V - in particolare, gli artt. 39, 40, 41, 42;
la Deliberazione della Giunta regionale 4 giugno 1996, n. 4572 con la quale sono state
approvate le direttive attuative del Titolo V della legge regionale 23/92 Modalit di
procedere per la presentazione delle domande per lo svolgimento e chiusura delle attivit
formative non finanziate e successive modificazioni ed integrazioni;
la legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 Organizzazione delle funzioni a livello regionale e
locale per la realizzazione del decentramento amministrativo, (art. 158);
la Deliberazione della Giunta regionale 29 novembre 2007, n. 968 Revoca D.G.R.
21/11/2002, n. 1510 e D.G.R. 20/12/2002, n. 1687. Approvazione della nuova Direttiva
Accreditamento dei soggetti che erogano attivit di formazione e di orientamento nella
Regione Lazio e s.m.i.;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 459 del 17/12/2013 concernente la modifica
all'allegato A della deliberazione della Giunta Regionale del 29 novembre 2007, n. 968;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 452 del 11/09/2012 concernente: Istituzione del
"Repertorio regionale delle competenze e dei profili formativi" - Approvazione Linee di
indirizzo e Procedura di aggiornamento - Approvazione di n. 108 profili formativi
caratterizzanti settori economici del territorio regionale e inserimento nel Repertorio.
Revoca della deliberazione di Giunta regionale 22 marzo 2006, n. 128;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 273 del 24/05/2016 concernente: Approvazione
dei principi generali e delle procedure di revisione ed aggiornamento del Repertorio
regionale delle competenze e dei profili professionali, approvato con DGR 452/2012.
Revoca e sostituzione dellallegato A della Deliberazione di Giunta regionale n. 452
dell11 settembre 2012.
la Legge Regionale 31 dicembre 2015, n. 17 - Legge di stabilit regionale 2016 e, in
particolare, lart.7 (Disposizioni attuative della legge 7 aprile 2014, n. 56 Disposizioni
sulle citt metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni e successivo
riordino delle funzioni e dei compiti di Roma Capitale, della Citt metropolitana di Roma
Capitale e dei comuni. Disposizioni in materia di personale);
la Deliberazione della Giunta regionale n. 698 del 26/01/2016 recante Legge Regionale 31
dicembre 2015, n. 17 "legge di stabilit regionale 2016" - attuazione disposizioni di cui
all'art.7, comma 8;
il D.lgs 9 aprile 2008 n.81 "Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro";
la Deliberazione di Giunta Regionale n. 623 del 10 novembre 2015 con la quale stato
conferito alla Dott.ssa Elisabetta Longo lincarico di Direttore della Direzione Regionale

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Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio del


Dipartimento Programmazione Economica e Sociale;
la Determinazione n. G02251 del 14/03/2016 concernente: Riorganizzazione delle
strutture organizzative di base della Direzione Regionale Formazione, Ricerca e
Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio;
la circolare prot. 267914 del 20/05/2016 della Direzione regionale Formazione, Ricerca e
Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio avente ad oggetto: Autorizzazione
corsi di formazione privati non finanziati Circolare operativa;
la nota prot. 558885 del 08/11/2016, trasmessa in pari data dal Servizio Attuazione degli
Interventi della Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e
Universit, Diritto allo Studio GR 06 00, avente per oggetto: Trasmissione istruttoria di
rinnovo e integrazione dellautorizzazione corsi di formazione privati non finanziati
relativamente allente CENTRO STUDI CIVITA 2000 SAS;
la determinazione dirigenziale n. G03979 del 20/04/2016, di accreditamento per la
tipologia in ingresso dellente CENTRO STUDI CIVITA 2000 SAS, per la sede legale
ed operativa di Civita Castellana (VT), - Loc. Pizzo Garofalo snc;

PREMESSO CHE,
ai sensi dellart. 158, lettera m) della legge regionale 14/99 la Regione Lazio rilascia
lautorizzazione allo svolgimento di corsi privati non finanziati, di cui al titolo V della
legge 23/92;
laccreditamento ottenuto ai sensi della Direttiva di cui alla D.G.R. 968/2007 e s.m.i.
soggetto a revoca nei casi previsti dallarticolo 16 della medesima;
PRESO ATTO che listruttoria effettuata dal Servizio Attuazione degli Interventi della Direzione
Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio GR 06 00,
avente per oggetto: Trasmissione esito istruttoria Area Programmazione, per autorizzazione corsi
di formazione non finanziata, relativamente allente sopra citato, finalizzata a:
1)rinnovo dellautorizzazione per lo svolgimento dei corsi non finanziati di formazione
regolamentata di seguito indicati:
- Assistente di studio odontoiatrico qualifica livello 1 -800 ore;
- Assistente familiare qualifica livello 1 300 ore;
2)integrazione dellautorizzazione per:
- Acconciatore biennalequalifica livello 1 - 1800 ore;
- Acconciatore specializzazione livello 1 - 500 ore;
- Estetista biennale qualifica livello 1 - 900 ore;
- Estetista specializzazione specializz. livello 1 900 ore;
- Estetista Formazione teorica livello 1 300 ore;
- Ricostruzione artificiale delle unghie frequenza livello 1 200 ore;
PRESO ATTO della dichiarazione di responsabilit dellEnte CENTRO STUDI CIVITA 2000
SAS legalmente rappresentato dalla sig.ra Maria Cristina Bartolacci, relativamente al numero degli
allievi, ai locali ed alle attrezzature utilizzate nella sede operativa indicata;

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TENUTO CONTO che lente suindicato stato reso edotto che la violazione della normativa
regionale concernente laccreditamento e le autorizzazioni allattivit formativa e segnatamente
il mancato rispetto del numero di mq per allievo, cos come lassenza o difformit di arredi e/o
attrezzature rispetto a quanto attestato con la dichiarazione sopra citata, comporteranno la revoca
dellautorizzazione gi concessa e la sospensione dellaccreditamento;
VERIFICATO attraverso il sistema di gestione dellaccreditamento regionale Sac Portal, che, alla
data del presente atto lente CENTRO STUDI CIVITA 2000 SAS, legalmente rappresentato
dalla sig.ra Maria Cristina Bartolacci con sede legale ed operativa in Civita Castellana (VT), - Loc.
Pizzo Garofalo snc accreditato ai sensi della D.G.R. 968/07 e s.m.i.;
CONSIDERATO che la D.G.R. 4572/96 stabilisce una durata triennale dellautorizzazione e
disciplina i casi in cui la stessa pu essere revocata;
RICHIAMATO lente in oggetto:
alladozione dello standard formativo di cui alla normativa di riferimento
al rispetto della normativa vigente in materia di edilizia scolastica, sicurezza degli impianti
e prevenzione degli infortuni;
RITENUTO che sussistono le condizioni per procedere al rinnovo ed allintegrazione
dellautorizzazione, ai sensi del Titolo V - della legge regionale n. 23 del 25 febbraio 1992,
allEnte CENTRO STUDI CIVITA 2000 SAS, legalmente rappresentato dalla sig.ra Maria
Cristina Bartolacci con sede legale ed operativa in Civita Castellana (VT), - Loc. Pizzo Garofalo
snc, come di seguito indicati:
1)rinnovo dellautorizzazione per lo svolgimento dei corsi non finanziati di:
- Assistente di studio odontoiatrico qualifica livello 1 -800 ore;
- Assistente familiare qualifica livello 1 300 ore;
2)integrazione dellautorizzazione per:
- Acconciatore biennalequalifica livello 1 - 1800 ore;
- Acconciatore specializzazione livello 1 - 500 ore;
- Estetista biennale qualifica livello 1 - 900 ore;
- Estetista specializzazione specializz. livello 1 900 ore;
- Estetista Formazione teorica livello 1 300 ore;
- Ricostruzione artificiale delle unghie frequenza livello 1 200 ore.

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Tutto ci premesso, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto.

DETERMINA
1. di procedere al rinnovo ed allintegrazione dellautorizzazione, ai sensi del Titolo V della legge
regionale 25 febbraio 1992, n. 23, lEnte CENTRO STUDI CIVITA 2000 SAS, legalmente
rappresentato dalla sig.ra Maria Cristina Bartolacci con sede legale ed operativa in Civita
Castellana (VT), - Loc. Pizzo Garofalo snc, come di seguito indicati:
1) rinnovo dellautorizzazione per lo svolgimento dei corsi non finanziati di:
- Assistente di studio odontoiatrico qualifica livello 1 - 800 ore;
- Assistente familiare qualifica livello 1 300 ore;
2) integrazione dellautorizzazione per:
- Acconciatore biennalequalifica livello 1 - 1800 ore;
- Acconciatore specializzazione livello 1 - 500 ore;
- Estetista biennale qualifica livello 1 - 900 ore;
- Estetista specializzazione specializz. livello 1 900 ore;
- Estetista Formazione teorica livello 1 300 ore;
- Ricostruzione artificiale delle unghie frequenza livello 1 200 ore

I suddetti corsi dovranno essere svolti presso la sede operativa di Civita Castellana (VT), - Loc.
Pizzo Garofalo snc, nelle seguenti aule:

Aula didattica n. 1
Aula didattica n. 2
Aula didattica n. 3
Aula didattica n. 4
Aula didattica/laboratorio n. 5
Aula didattica n. 6

19 allievi max;
12 allievi max;
08 allievi max
12 allievi max;
18 allievi max;
16 allievi max.

2. di richiamare lEnte CENTRO STUDI CIVITA 2000 SAS, al rispetto degli standard e dei
requisiti prescritti dalla DGR sullaccreditamento delle sedi formative e, in particolare, al rispetto
del numero massimo di allievi per mq. in aule e laboratori per ciascun corso;
3. di procedere alla revoca della presente autorizzazione nei casi previsti dalla D.G.R. 4572/96,
ovvero nel caso di perdita dellaccreditamento o di mancato rispetto delle disposizioni relative
allaccreditamento;
4. di procedere, altres, alla revoca dellautorizzazione gi concessa e alla sospensione
dellaccreditamento, in caso di difformit tra quanto attestato con le dichiarazioni rese in fase
istruttoria in merito al numero di mq per allievo, cos come alla disponibilit di arredi e/o

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attrezzature, rispetto a quanto effettivamente verificato dalla Regione in occasione di sopralluoghi


e/o audit in loco;
5. di pubblicare il presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul sito internet
www.regione.lazio.it e che tale pubblicazione riveste carattere di formale notifica.

Avverso la presente determinazione consentito il ricorso al TAR ovvero al Capo dello Stato,
rispettivamente, entro 60 gg. o 120 gg. dalla notifica.

Il Direttore
Elisabetta Longo

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Regione Lazio
DIREZIONE FORMAZ., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIV., DIR. STUDIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 18 novembre 2016, n. G13651
Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 - Titolo V - Autorizzazione Ente "CNA SOSTENIBILE S.R.L." a
svolgere corsi privati non finanziati. Integrazione corsi.

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OGGETTO: Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 Titolo V Autorizzazione Ente CNA
SOSTENIBILE S.R.L. a svolgere corsi privati non finanziati. Integrazione corsi.

IL DIRETTORE
DELLA DIREZIONE REGIONALE FORMAZIONE, RICERCA E INNOVAZIONE,
SCUOLA E UNIVERSITA, DIRITTO ALLO STUDIO
SU PROPOSTA del dirigente dellArea Programmazione dellOfferta Formativa e di
Orientamento
VISTI:
la legge 21 dicembre 1978, n. 845 Legge quadro in materia di formazione professionale;
lo Statuto della Regione Lazio, (legge statutaria 11/11/2004 n. 1 Nuovo statuto della
Regione Lazio);
la legge regionale 25 febbraio 1992, n. 23 Autorizzazione allo svolgimento dei corsi
privati non finanziati - Titolo V - in particolare, gli artt. 39, 40, 41, 42;
la Deliberazione della Giunta regionale 4 giugno 1996, n. 4572 con la quale sono state
approvate le direttive attuative del Titolo V della legge regionale 23/92 Modalit di
procedere per la presentazione delle domande per lo svolgimento e chiusura delle attivit
formative non finanziate e successive modificazioni ed integrazioni;
la legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 Organizzazione delle funzioni a livello regionale e
locale per la realizzazione del decentramento amministrativo, (art. 158);
la Deliberazione della Giunta regionale 29 novembre 2007, n. 968 Revoca D.G.R.
21/11/2002, n. 1510 e D.G.R. 20/12/2002, n. 1687. Approvazione della nuova Direttiva
Accreditamento dei soggetti che erogano attivit di formazione e di orientamento nella
Regione Lazio e s.m.i.;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 459 del 17/12/2013 concernente la modifica
all'allegato A della deliberazione della Giunta Regionale del 29 novembre 2007, n. 968;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 452 del 11/09/2012 concernente: Istituzione del
"Repertorio regionale delle competenze e dei profili formativi" - Approvazione Linee di
indirizzo e Procedura di aggiornamento - Approvazione di n. 108 profili formativi
caratterizzanti settori economici del territorio regionale e inserimento nel Repertorio.
Revoca della deliberazione di Giunta regionale 22 marzo 2006, n. 128;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 273 del 24/05/2016 concernente: Approvazione
dei principi generali e delle procedure di revisione ed aggiornamento del Repertorio
regionale delle competenze e dei profili professionali, approvato con DGR 452/2012.
Revoca e sostituzione dellallegato A della Deliberazione di Giunta regionale n. 452
dell11 settembre 2012.
la Legge Regionale 31 dicembre 2015, n. 17 - Legge di stabilit regionale 2016 e, in
particolare, lart.7 (Disposizioni attuative della legge 7 aprile 2014, n. 56 Disposizioni
sulle citt metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni e successivo
riordino delle funzioni e dei compiti di Roma Capitale, della Citt metropolitana di Roma
Capitale e dei comuni. Disposizioni in materia di personale);
la Deliberazione della Giunta regionale n. 698 del 26/01/2016 recante Legge Regionale 31
dicembre 2015, n. 17 "legge di stabilit regionale 2016" - attuazione disposizioni di cui
all'art.7, comma 8;
il D.lgs 9 aprile 2008 n.81 "Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro";

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la Deliberazione di Giunta Regionale n. 623 del 10 novembre 2015 con la quale stato
conferito alla Dott.ssa Elisabetta Longo lincarico di Direttore della Direzione Regionale
Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio del
Dipartimento Programmazione Economica e Sociale;
la Determinazione n. G02251 del 14/03/2016 concernente: Riorganizzazione delle
strutture organizzative di base della Direzione Regionale Formazione, Ricerca e
Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio;
la circolare prot. 267914 del 20/05/2016 della Direzione regionale Formazione, Ricerca e
Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio avente ad oggetto: Autorizzazione
corsi di formazione privati non finanziati Circolare operativa;
la Deliberazione di Giunta Regionale n. 308 del 7 novembre 2016: Approvazione delle
"Linee guida" e dello "Standard formativo" per l'effettuazione dei corsi di formazione per
"Tecnici abilitati alla Certificazione Energetica degli Edifici", preposti al rilascio
dell'Attestazione della Prestazione Energetica degli Edifici (APE), ai sensi del Decreto del
Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n.75, come modificato dalla legge 21 febbraio
2014 n. 9 e sulla base del Decreto Interministeriale del 26 giugno 2015 che approva le linee
guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici;
la nota prot. 0564715 del 10/11/2016, trasmessa in pari data dal Servizio Attuazione degli
Interventi della Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e
Universit, Diritto allo Studio GR 06 00, avente per oggetto: Trasmissione istruttoria di
integrazione dellautorizzazione per corsi di formazione privati non finanziati relativamente
allente CNA SOSTENIBILE S.R.L.;
la determinazione dirigenziale n. G00374 del 21/01/2015, di accreditamento per la
tipologia in ingresso dellente CNA SOSTENIBILE S.R.L., per la sede legale ed
operativa di Loc. Poggino (VT), via dellindustria, snc.

PREMESSO CHE,
ai sensi dellart. 158, lettera m) della legge regionale 14/99 la Regione Lazio rilascia
lautorizzazione allo svolgimento di corsi privati non finanziati, di cui al titolo V della
legge 23/92;
laccreditamento ottenuto ai sensi della Direttiva di cui alla D.G.R. 968/2007 e s.m.i.
soggetto a revoca nei casi previsti dallarticolo 16 della medesima;
PRESO ATTO che listruttoria effettuata dal Servizio Attuazione degli Interventi della Direzione
Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio GR 06 00,
avente per oggetto: Trasmissione istruttoria di integrazione dellautorizzazione per corsi di
formazione privati non finanziati, relativamente allente sopra citato finalizzata allintegrazione
dellautorizzazione per lo svolgimento dei corsi di formazione non finanziati di seguito indicati:
-Tecnici Abilitati alla Certificazione Energetica degli Edifici D.G.R. n. 308 del 7 novembre
2016.- 80 ore;
-Tecnici Abilitati alla Certificazione Energetica degli Edifici D.G.R. n. 308 del 7 novembre
2016 - aggiornamento - 10 ore;

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PRESO ATTO della dichiarazione di responsabilit dellEnte CNA SOSTENIBILE S.R.L.


legalmente rappresentato dalla sig.ra Luigia Melagrani, relativamente al numero degli allievi, ai
locali ed alle attrezzature utilizzate nella sede operativa indicata;
TENUTO CONTO che lente suindicato stato reso edotto che la violazione della normativa
regionale concernente laccreditamento e le autorizzazioni allattivit formativa e segnatamente
il mancato rispetto del numero di mq per allievo, cos come lassenza o difformit di arredi
e/attrezzature rispetto a quanto attestato con la dichiarazione sopra citata, comporteranno la revoca
dellautorizzazione gi concessa e la sospensione dellaccreditamento;
VERIFICATO attraverso il sistema di gestione dellaccreditamento regionale Sac Portal, che, alla
data del presente atto lente CNA SOSTENIBILE S.R.L., legalmente rappresentato dalla sig.ra
Luigia Melagrani, con sede legale ed operativa in Loc. Poggino (VT), via dellindustria, snc,
accreditato ai sensi della D.G.R. 968/07 e s.m.i.;
CONSIDERATO che la D.G.R. 4572/96 stabilisce una durata triennale dellautorizzazione e
disciplina i casi in cui la stessa pu essere revocata;
RICHIAMATO lente in oggetto:
alladozione dello standard formativo di cui alla normativa di riferimento
al rispetto della normativa vigente in materia di edilizia scolastica, sicurezza degli impianti
e prevenzione degli infortuni;

RITENUTO che sussistono le condizioni per autorizzare, ai sensi del Titolo V - della legge
regionale n. 23 del 25 febbraio 1992, allEnte CNA SOSTENIBILE S.R.L., legalmente
rappresentato dalla sig.ra Luigia Melagrani, con sede legale ed operativa in Loc. Poggino (VT), via
dellindustria, snc, lo svolgimento dei corsi di formazione non finanziati di seguito indicati:
-Tecnici Abilitati alla Certificazione Energetica degli Edifici D.G.R. n. 308 del 7 novembre
2016.- 80 ore;
-Tecnici Abilitati alla Certificazione Energetica degli Edifici D.G.R. n. 308 del 7 novembre
2016 - aggiornamento - 10 ore;

Tutto ci premesso, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto.

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DETERMINA
1. di autorizzare, ai sensi del Titolo V della legge regionale 25 febbraio 1992, n. 23, allEnte CNA
SOSTENIBILE S.R.L. legalmente rappresentato dalla sig.ra Luigia Melagrani, con sede legale ed
operativa in Loc. Poggino (VT), via dellindustria, snc, lo svolgimento dei corsi di formazione non
finanziati di seguito indicati:
-Tecnici Abilitati alla Certificazione Energetica degli Edifici D.G.R. n. 308 del 7 novembre
2016.- 80 ore;
-Tecnici Abilitati alla Certificazione Energetica degli Edifici D.G.R. n. 308 del 7 novembre
2016 - aggiornamento - 10 ore;

I suddetti corsi dovranno essere svolti presso la sede operativa di Loc. Poggino (VT), via
dellindustria, snc nelle seguenti aule:

Aula 1
Aula 2
Aula informatica

21 allievi max;
17 allievi max ;
21 allievi max ;

2. di richiamare lEnte CNA SOSTENIBILE S.R.L., al rispetto degli standard e dei requisiti
prescritti dalla DGR sullaccreditamento delle sedi formative e, in particolare, al rispetto del
numero massimo di allievi per mq. in aule e laboratori per ciascun corso;
3. di procedere alla revoca della presente autorizzazione nei casi previsti dalla D.G.R. 4572/96,
ovvero nel caso di perdita dellaccreditamento o di mancato rispetto delle disposizioni relative
allaccreditamento;
4. di procedere, altres, alla revoca dellautorizzazione gi concessa e alla sospensione
dellaccreditamento, in caso di difformit tra quanto attestato con le dichiarazioni rese in fase
istruttoria in merito al numero di mq per allievo, cos come alla disponibilit di arredi e/o
attrezzature, rispetto a quanto effettivamente verificato dalla Regione in occasione di sopralluoghi
e/o audit in loco;
5. di pubblicare il presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul sito internet
www.regione.lazio.it e che tale pubblicazione riveste carattere di formale notifica.

Avverso la presente determinazione consentito il ricorso al TAR ovvero al Capo dello Stato,
rispettivamente, entro 60 gg. o 120 gg. dalla notifica.

Il Direttore
Elisabetta Longo

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Regione Lazio
DIREZIONE FORMAZ., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIV., DIR. STUDIO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 18 novembre 2016, n. G13652
Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 - Titolo V - Autorizzazione Ente "CENTRO STUDI ACCADEMIA
S.N.C." a svolgere corsi privati non finanziati. Rinnovo autorizzazione.

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OGGETTO: Legge regionale 25 febbraio 1992, n.23 Titolo V Autorizzazione Ente


CENTRO STUDI ACCADEMIA S.N.C. a svolgere corsi privati non finanziati.
Rinnovo autorizzazione.

IL DIRETTORE
DELLA DIREZIONE REGIONALE FORMAZIONE, RICERCA E INNOVAZIONE,
SCUOLA E UNIVERSITA, DIRITTO ALLO STUDIO
SU PROPOSTA del dirigente dellArea Programmazione dellOfferta Formativa e di
Orientamento
VISTI:
la legge 21 dicembre 1978, n. 845 Legge quadro in materia di formazione professionale;
lo Statuto della Regione Lazio, (legge statutaria 11/11/2004 n. 1 Nuovo statuto della
Regione Lazio);
la legge regionale 25 febbraio 1992, n. 23 Autorizzazione allo svolgimento dei corsi
privati non finanziati - Titolo V - in particolare, gli artt. 39, 40, 41, 42;
la Deliberazione della Giunta regionale 4 giugno 1996, n. 4572 con la quale sono state
approvate le direttive attuative del Titolo V della legge regionale 23/92 Modalit di
procedere per la presentazione delle domande per lo svolgimento e chiusura delle attivit
formative non finanziate e successive modificazioni ed integrazioni;
la legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 Organizzazione delle funzioni a livello regionale e
locale per la realizzazione del decentramento amministrativo, (art. 158);
la Deliberazione della Giunta regionale 29 novembre 2007, n. 968 Revoca D.G.R.
21/11/2002, n. 1510 e D.G.R. 20/12/2002, n. 1687. Approvazione della nuova Direttiva
Accreditamento dei soggetti che erogano attivit di formazione e di orientamento nella
Regione Lazio e s.m.i.;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 459 del 17/12/2013 concernente la modifica
all'allegato A della deliberazione della Giunta Regionale del 29 novembre 2007, n. 968;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 452 del 11/09/2012 concernente: Istituzione del
"Repertorio regionale delle competenze e dei profili formativi" - Approvazione Linee di
indirizzo e Procedura di aggiornamento - Approvazione di n. 108 profili formativi
caratterizzanti settori economici del territorio regionale e inserimento nel Repertorio.
Revoca della deliberazione di Giunta regionale 22 marzo 2006, n. 128;
la Deliberazione della Giunta regionale n. 273 del 24/05/2016 concernente: Approvazione
dei principi generali e delle procedure di revisione ed aggiornamento del Repertorio
regionale delle competenze e dei profili professionali, approvato con DGR 452/2012.
Revoca e sostituzione dellallegato A della Deliberazione di Giunta regionale n. 452
dell11 settembre 2012.
la Legge Regionale 31 dicembre 2015, n. 17 - Legge di stabilit regionale 2016 e, in
particolare, lart.7 (Disposizioni attuative della legge 7 aprile 2014, n. 56 Disposizioni
sulle citt metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni e successivo
riordino delle funzioni e dei compiti di Roma Capitale, della Citt metropolitana di Roma
Capitale e dei comuni. Disposizioni in materia di personale);
la Deliberazione della Giunta regionale n. 698 del 26/01/2016 recante Legge Regionale 31
dicembre 2015, n. 17 "legge di stabilit regionale 2016" - attuazione disposizioni di cui
all'art.7, comma 8;
il D.lgs 9 aprile 2008 n.81 "Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro";

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la Deliberazione di Giunta Regionale n. 623 del 10 novembre 2015 con la quale stato
conferito alla Dott.ssa Elisabetta Longo lincarico di Direttore della Direzione Regionale
Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio del
Dipartimento Programmazione Economica e Sociale;
la Determinazione n. G02251 del 14/03/2016 concernente: Riorganizzazione delle
strutture organizzative di base della Direzione Regionale Formazione, Ricerca e
Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio;
la circolare prot. 267914 del 20/05/2016 della Direzione regionale Formazione, Ricerca e
Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio avente ad oggetto: Autorizzazione
corsi di formazione privati non finanziati Circolare operativa;
la nota prot. 0551795 del 04/11/2016, trasmessa in pari data dal Servizio Attuazione degli
Interventi della Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e
Universit, Diritto allo Studio GR 06 00, avente per oggetto: Trasmissione istruttoria di
rinnovo dellautorizzazione corsi di formazione privati non finanziati relativamente allente
CENTRO STUDI ACCADEMIA S.N.C.;
la determinazione dirigenziale n. D0776 del 24/02/2010 di accreditamento definitivo per
lente CENTRO STUDI ACCADEMIA S.N.C per la sede legale ed operativa di
Frosinone via Tiburtina, 222;
la determinazione dirigenziale n. G00268 del 20/01/2015, Accreditamento dei soggetti che
erogano attivit di formazione e di orientamento nella Regione Lazio ente CENTRO
STUDI ACCADEMIA S.N.C Variazioni codici ISFOL/ORFEO.

PREMESSO CHE,
ai sensi dellart. 158, lettera m) della legge regionale 14/99 la Regione Lazio rilascia
lautorizzazione allo svolgimento di corsi privati non finanziati, di cui al titolo V della
legge 23/92;
laccreditamento ottenuto ai sensi della Direttiva di cui alla D.G.R. 968/2007 e s.m.i.
soggetto a revoca nei casi previsti dallarticolo 16 della medesima;

PRESO ATTO che listruttoria effettuata dal Servizio Attuazione degli Interventi della Direzione
Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Universit, Diritto allo Studio GR 06 00,
avente per oggetto: Trasmissione istruttoria di rinnovo dellautorizzazione corsi di formazione
privati non finanziati, relativamente allente sopra citato, finalizzata al rinnovo
dellautorizzazione per lo svolgimento dei corsi di formazione non finanziati di seguito indicati:
- Commercio relativo al settore Merceologico Alimentare e Somministrazione al Pubblico di
Alimenti e Bevande - frequenza livello 1 - 120 ore;
- Agenti Rappresentanti di Commercio - frequenza (abilitazione) livello 1 - 120 ore;
- Addetti ai Servizi di Controllo delle Attivit di Intrattenimento e di Spettacolo in luoghi aperti al
Pubblico o in Pubblici Esercizi - frequenza livello 1 90 ore;

PRESO ATTO della dichiarazione di responsabilit dellEnte CENTRO STUDI ACCADEMIA


S.N.C. , legalmente rappresentato dalla sig.ra Lucilla Cestra, relativamente al numero degli allievi,
ai locali ed alle attrezzature utilizzate nella sede operativa indicata;

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

Pag. 138 di 328

TENUTO CONTO che lente suindicato stato reso edotto che la violazione della normativa
regionale concernente laccreditamento e le autorizzazioni allattivit formativa e segnatamente
il mancato rispetto del numero di mq per allievo, cos come lassenza o difformit di arredi e/o
attrezzature rispetto a quanto attestato con la dichiarazione sopra citata, comporteranno la revoca
dellautorizzazione gi concessa e la sospensione dellaccreditamento;
VERIFICATO attraverso il sistema di gestione dellaccreditamento regionale Sac Portal, che, alla
data del presente atto lente CENTRO STUDI ACCADEMIA S.N.C., legalmente rappresentato
dalla sig.ra Lucilla Cestra con sede legale ed operativa in di Frosinone via Tiburtina, 222
accreditato ai sensi della D.G.R. 968/07 e s.m.i.;
CONSIDERATO che la D.G.R. 4572/96 stabilisce una durata triennale dellautorizzazione e
disciplina i casi in cui la stessa pu essere revocata;
RICHIAMATO lente in oggetto:
alladozione dello standard formativo di cui alla normativa di riferimento
al rispetto della normativa vigente in materia di edilizia scolastica, sicurezza degli impianti
e prevenzione degli infortuni;
RITENUTO che sussistono le condizioni per rinnovare lautorizzazione, ai sensi del Titolo V della legge regionale n. 23 del 25 febbraio 1992, allEnte CENTRO STUDI ACCADEMIA
S.N.C., legalmente rappresentato dalla sig.ra Lucilla Cestra con sede legale ed operativa in di
Frosinone via Tiburtina, 222, relativamente allo svolgimento dei corsi di formazione non finanziati
dei seguito indicati:
- Commercio relativo al settore Merceologico Alimentare e Somministrazione al Pubblico di
Alimenti e Bevande - frequenza livello 1 - 120 ore;
- Agenti Rappresentanti di Commercio - frequenza (abilitazione) livello 1 - 120 ore;
- Addetti ai Servizi di Controllo delle Attivit di Intrattenimento e di Spettacolo in luoghi aperti al
Pubblico o in Pubblici Esercizi - frequenza livello 1 90 ore;

Tutto ci premesso, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto.

DETERMINA
1. di procedere al rinnovo dellautorizzazione, ai sensi del Titolo V della legge regionale 25
febbraio 1992, n. 23, allEnte CENTRO STUDI ACCADEMIA S.N.C. legalmente rappresentato
dalla sig.ra Lucilla Cestra con sede legale ed operativa in Frosinone via Tiburtina, 222,
relativamente allo svolgimento dei corsi di formazione non finanziati di seguito indicati:

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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- Commercio relativo al settore Merceologico Alimentare e Somministrazione al Pubblico di


Alimenti e Bevande - frequenza livello 1 - 120 ore;
- Agenti Rappresentanti di Commercio - frequenza (abilitazione) livello 1 - 120 ore;
- Addetti ai Servizi di Controllo delle Attivit di Intrattenimento e di Spettacolo in luoghi aperti al
Pubblico o in Pubblici Esercizi - frequenza livello 1 90 ore;

I suddetti corsi dovranno essere svolti presso la sede operativa Frosinone via Tiburtina, 222, nelle
seguenti aule:
PRIMO PIANO:
-

AULA didattica 1
AULA didattica 4

17 allievi max;
13 allievi max;

SECONDO PIANO:
-

AULA informatica 1
AULA didattica 2
AULA didattica 3
AULA informatica 5

17 allievi max;
14 allievi max;
19 allievi max;
12 allievi max;

2. di richiamare lEnte CENTRO STUDI ACCADEMIA S.N.C., al rispetto degli standard e dei
requisiti prescritti dalla DGR sullaccreditamento delle sedi formative e, in particolare, al rispetto
del numero massimo di allievi per mq. in aule e laboratori per ciascun corso;
3. di procedere alla revoca della presente autorizzazione nei casi previsti dalla D.G.R. 4572/96,
ovvero nel caso di perdita dellaccreditamento o di mancato rispetto delle disposizioni relative
allaccreditamento;
4. di procedere, altres, alla revoca dellautorizzazione gi concessa e alla sospensione
dellaccreditamento, in caso di difformit tra quanto attestato con le dichiarazioni rese in fase
istruttoria in merito al numero di mq per allievo, cos come alla disponibilit di arredi e/o
attrezzature, rispetto a quanto effettivamente verificato dalla Regione in occasione di sopralluoghi
e/o audit in loco;
5. di pubblicare il presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul sito internet
www.regione.lazio.it e che tale pubblicazione riveste carattere di formale notifica.

Avverso la presente determinazione consentito il ricorso al TAR ovvero al Capo dello Stato,
rispettivamente, entro 60 gg. o 120 gg. dalla notifica.

Il Direttore
Elisabetta Longo

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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Regione Lazio
DIREZIONE GOVERNO DEL CICLO DEI RIFIUTI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13469
TAR LAZIO - Autorizzazione alla costituzione in giudizio - Ricorso con istanza cautelare nell'interesse dello
Sportello del Cittadino e altri c/ Regione Lazio - Determinazione G07238/2016.

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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OGGETTO: TAR LAZIO Autorizzazione alla costituzione in giudizio Ricorso con istanza
cautelare nellinteresse dello Sportello del Cittadino e altri c/ Regione Lazio Determinazione
G07238/2016.
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE
GOVERNO DEL CICLO DEI RIFIUTI
VISTO lo statuto della Regione Lazio approvato con legge statutaria 11 novembre 2004 n. 1
Nuovo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002 n. 6 Disciplina del sistema organizzativo della Giunta
e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale e successive
modificazioni e, in particolare, larticolo 11 bis Avvocatura regionale;
VISTA la legge regionale 11 agosto 2009, n. 22 Assestamento del bilancio annuale e pluriennale
2009-2011 della Regione Lazio e in particolare larticolo 1 commi 14, 15, 16, 17, 18, 19 e 20 che,
a parziale modifica della l.r. 6/2002, istituisce il ruolo professionale degli avvocati della Regione
nonch le funzioni e i compiti dellAvvocatura regionale, disciplinando le norme transitorie;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, Regolamento di organizzazione degli
uffici e dei servizi della Giunta regionale e successive modifiche;
VISTO il regolamento regionale 22 febbraio 2011, n.3 Modifiche al regolamento regionale 6
settembre 2002, n. 1 Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
regionale) e successive modifiche, che ha modificato larticolo 553 bis e gli allegati A e B del r.r.
1/2002, riguardanti lAvvocatura regionale, dettando specifiche disposizioni transitorie;
VISTA la legge regionale 28 giugno 2013, n. 4 recante Disposizioni urgenti di adeguamento
allarticolo 2 del Decreto Legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito con modificazioni, dalla legge 7
dicembre 2012, n. 213, relativo alla riduzione dei costi della politica, nonch misure in materia di
razionalizzazione, controlli e trasparenza dell'organizzazione degli uffici e dei servizi della
Regione e, in particolare, larticolo 14, comma 1, che ha previsto, con decorrenza dal 1 ottobre
2013, la soppressione dei Dipartimenti e delle Strutture e degli Uffici di Staff appartenenti ai
Dipartimenti;
VISTO il regolamento regionale 30 settembre 2013, n.16 Modifiche al regolamento regionale 6
settembre 2002, n.1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
regionale) e successive modificazioni, che inserisce, nellambito del r.r. 1/2002, larticolo 558-bis;
ATTESO che il suddetto articolo 558-bis del r.r. 1/2002, al comma 1, attribuisce alle Direzioni
regionali, in ragione delle proprie competenze, le funzioni amministrative esercitate dai
Dipartimenti soppressi e, al comma 5, specifica le modalit per la promozione delle liti e la
resistenza alle stesse da parte dellAvvocatura regionale;
ATTESO che lattribuzione di deliberare in materia di liti attive e passive non risulta pi
contemplata dallart. 48 del Nuovo Statuto tra quelle spettanti alla Giunta Regionale;
CONSIDERATO che tale competenza spetta ai Direttori di Direzione sulla base di quanto previsto
dallart. 14 della legge regionale n. 4/2013, nonch dalla DGR n. 300 del 26 settembre 2013;

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale del 7 giugno 2016 n. 309 con cui stato conferito
lincarico di Direttore della Direzione Regionale Governo del ciclo dei rifiuti allArchitetto
Demetrio Carini;
VISTA la Determinazione n. G08461 del 22 luglio 2016 con la quale stato conferito lincarico di
Dirigente ad interim dellArea Affari generali della Direzione Governo del ciclo integrato rifiuti
allIng. Flaminia Tosini;
VISTO il Ricorso proposto innanzi il TAR Lazio di Roma dal Sportello del Cittadino e altri;
VISTA la nota pervenuta dallAvvocatura relativa al fascicolo Ecofer Srl - Determinazione
G07238/2016;
RITENUTO, quindi, opportuno formalizzare, con propria determinazione, la decisione
dellAmministrazione di costituirsi nel giudizio indicato in oggetto al fine di contestare la
fondatezza dellatto di citazione, sulla base delle eccezioni e deduzioni fatte proprie dalla stessa
Direzione regionale competente nella relazione citata, cui si rinvia per relationem nonch di ogni
eventuale ulteriore eccezione autonomamente valutata dallAvvocatura regionale;
DETERMINA
Per le motivazioni esplicitate nelle premesse, che integralmente si richiamano:
1.

Di ritenere sussistente linteresse dellAmministrazione regionale a resistere in giudizio, con


facolt di proporre impugnativa anche negli ulteriori eventuali gradi o resistere alle liti stesse,
al fine di consentire ladeguata difesa dellAmministrazione circa il fascicolo Ecofer Srl Determinazione G07238/2016.

2.

Di trasmettere allAvvocatura regionale la presente determinazione, con la quale viene


formalizzata la decisione di resistere in giudizio.
Il Direttore Regionale
Arch. Demetrio Carini

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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Regione Lazio
DIREZIONE GOVERNO DEL CICLO DEI RIFIUTI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13470
TAR LAZIO - Autorizzazione alla costituzione in giudizio - Ricorso con istanza cautelare nell'interesse di
Comune di Roccasecca c/ Regione Lazio - fascicolo 1995/2016

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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OGGETTO: TAR LAZIO Autorizzazione alla costituzione in giudizio Ricorso con istanza
cautelare nellinteresse del Comune di Roccasecca c/ Regione Lazio fascicolo 1995/2016
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE
GOVERNO DEL CICLO DEI RIFIUTI
VISTO lo statuto della Regione Lazio approvato con legge statutaria 11 novembre 2004 n. 1
Nuovo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002 n. 6 Disciplina del sistema organizzativo della Giunta
e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale e successive
modificazioni e, in particolare, larticolo 11 bis Avvocatura regionale;
VISTA la legge regionale 11 agosto 2009, n. 22 Assestamento del bilancio annuale e pluriennale
2009-2011 della Regione Lazio e in particolare larticolo 1 commi 14, 15, 16, 17, 18, 19 e 20 che,
a parziale modifica della l.r. 6/2002, istituisce il ruolo professionale degli avvocati della Regione
nonch le funzioni e i compiti dellAvvocatura regionale, disciplinando le norme transitorie;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, Regolamento di organizzazione degli
uffici e dei servizi della Giunta regionale e successive modifiche;
VISTO il regolamento regionale 22 febbraio 2011, n.3 Modifiche al regolamento regionale 6
settembre 2002, n. 1 Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
regionale) e successive modifiche, che ha modificato larticolo 553 bis e gli allegati A e B del r.r.
1/2002, riguardanti lAvvocatura regionale, dettando specifiche disposizioni transitorie;
VISTA la legge regionale 28 giugno 2013, n. 4 recante Disposizioni urgenti di adeguamento
allarticolo 2 del Decreto Legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito con modificazioni, dalla legge 7
dicembre 2012, n. 213, relativo alla riduzione dei costi della politica, nonch misure in materia di
razionalizzazione, controlli e trasparenza dell'organizzazione degli uffici e dei servizi della
Regione e, in particolare, larticolo 14, comma 1, che ha previsto, con decorrenza dal 1 ottobre
2013, la soppressione dei Dipartimenti e delle Strutture e degli Uffici di Staff appartenenti ai
Dipartimenti;
VISTO il regolamento regionale 30 settembre 2013, n.16 Modifiche al regolamento regionale 6
settembre 2002, n.1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
regionale) e successive modificazioni, che inserisce, nellambito del r.r. 1/2002, larticolo 558-bis;
ATTESO che il suddetto articolo 558-bis del r.r. 1/2002, al comma 1, attribuisce alle Direzioni
regionali, in ragione delle proprie competenze, le funzioni amministrative esercitate dai
Dipartimenti soppressi e, al comma 5, specifica le modalit per la promozione delle liti e la
resistenza alle stesse da parte dellAvvocatura regionale;
ATTESO che lattribuzione di deliberare in materia di liti attive e passive non risulta pi
contemplata dallart. 48 del Nuovo Statuto tra quelle spettanti alla Giunta Regionale;
CONSIDERATO che tale competenza spetta ai Direttori di Direzione sulla base di quanto previsto
dallart. 14 della legge regionale n. 4/2013, nonch dalla DGR n. 300 del 26 settembre 2013;

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

Pag. 145 di 328

VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale del 7 giugno 2016 n. 309 con cui stato conferito
lincarico di Direttore della Direzione Regionale Governo del ciclo dei rifiuti allArchitetto
Demetrio Carini;
VISTA la Determinazione n. G08461 del 22 luglio 2016 con la quale stato conferito lincarico di
Dirigente ad interim dellArea Affari generali della Direzione Governo del ciclo integrato rifiuti
allIng. Flaminia Tosini;
VISTO il Ricorso proposto innanzi il TAR Lazio di Roma dal Comune di Roccasecca notificato il
21/10/2016;
VISTA la nota prot. 541298 del 27/10/2016 pervenuta dallAvvocatura relativa al fascicolo
1995/2016;
RITENUTO, quindi, opportuno formalizzare, con propria determinazione, la decisione
dellAmministrazione di costituirsi nel giudizio indicato in oggetto al fine di contestare la
fondatezza dellatto di citazione, sulla base delle eccezioni e deduzioni fatte proprie dalla stessa
Direzione regionale competente nella relazione citata, cui si rinvia per relationem nonch di ogni
eventuale ulteriore eccezione autonomamente valutata dallAvvocatura regionale;
DETERMINA
Per le motivazioni esplicitate nelle premesse, che integralmente si richiamano:
1.

Di ritenere sussistente linteresse dellAmministrazione regionale a resistere in giudizio, con


facolt di proporre impugnativa anche negli ulteriori eventuali gradi o resistere alle liti stesse,
al fine di consentire ladeguata difesa dellAmministrazione circa il fascicolo 1995/2016

2.

Di trasmettere allAvvocatura regionale la presente determinazione, con la quale viene


formalizzata la decisione di resistere in giudizio.
Il Direttore Regionale
Arch. Demetrio Carini

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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Regione Lazio
DIREZIONE GOVERNO DEL CICLO DEI RIFIUTI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13471
TAR LAZIO Autorizzazione alla costituzione in giudizio - Ricorso con istanza cautelare nell'interesse della
Ecoambiente Srl c/ Regione Lazio - fascicolo 1994/2016

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

Pag. 147 di 328

OGGETTO: TAR LAZIO Autorizzazione alla costituzione in giudizio Ricorso con istanza
cautelare nellinteresse della Ecoambiente Srl c/ Regione Lazio fascicolo 1994/2016
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE
GOVERNO DEL CICLO DEI RIFIUTI
VISTO lo statuto della Regione Lazio approvato con legge statutaria 11 novembre 2004 n. 1
Nuovo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002 n. 6 Disciplina del sistema organizzativo della Giunta
e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale e successive
modificazioni e, in particolare, larticolo 11 bis Avvocatura regionale;
VISTA la legge regionale 11 agosto 2009, n. 22 Assestamento del bilancio annuale e pluriennale
2009-2011 della Regione Lazio e in particolare larticolo 1 commi 14, 15, 16, 17, 18, 19 e 20 che,
a parziale modifica della l.r. 6/2002, istituisce il ruolo professionale degli avvocati della Regione
nonch le funzioni e i compiti dellAvvocatura regionale, disciplinando le norme transitorie;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, Regolamento di organizzazione degli
uffici e dei servizi della Giunta regionale e successive modifiche;
VISTO il regolamento regionale 22 febbraio 2011, n.3 Modifiche al regolamento regionale 6
settembre 2002, n. 1 Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
regionale) e successive modifiche, che ha modificato larticolo 553 bis e gli allegati A e B del r.r.
1/2002, riguardanti lAvvocatura regionale, dettando specifiche disposizioni transitorie;
VISTA la legge regionale 28 giugno 2013, n. 4 recante Disposizioni urgenti di adeguamento
allarticolo 2 del Decreto Legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito con modificazioni, dalla legge 7
dicembre 2012, n. 213, relativo alla riduzione dei costi della politica, nonch misure in materia di
razionalizzazione, controlli e trasparenza dell'organizzazione degli uffici e dei servizi della
Regione e, in particolare, larticolo 14, comma 1, che ha previsto, con decorrenza dal 1 ottobre
2013, la soppressione dei Dipartimenti e delle Strutture e degli Uffici di Staff appartenenti ai
Dipartimenti;
VISTO il regolamento regionale 30 settembre 2013, n.16 Modifiche al regolamento regionale 6
settembre 2002, n.1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta
regionale) e successive modificazioni, che inserisce, nellambito del r.r. 1/2002, larticolo 558-bis;
ATTESO che il suddetto articolo 558-bis del r.r. 1/2002, al comma 1, attribuisce alle Direzioni
regionali, in ragione delle proprie competenze, le funzioni amministrative esercitate dai
Dipartimenti soppressi e, al comma 5, specifica le modalit per la promozione delle liti e la
resistenza alle stesse da parte dellAvvocatura regionale;
ATTESO che lattribuzione di deliberare in materia di liti attive e passive non risulta pi
contemplata dallart. 48 del Nuovo Statuto tra quelle spettanti alla Giunta Regionale;
CONSIDERATO che tale competenza spetta ai Direttori di Direzione sulla base di quanto previsto
dallart. 14 della legge regionale n. 4/2013, nonch dalla DGR n. 300 del 26 settembre 2013;

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

Pag. 148 di 328

VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale del 7 giugno 2016 n. 309 con cui stato conferito
lincarico di Direttore della Direzione Regionale Governo del ciclo dei rifiuti allArchitetto
Demetrio Carini;
VISTA la Determinazione n. G08461 del 22 luglio 2016 con la quale stato conferito lincarico di
Dirigente ad interim dellArea Affari generali della Direzione Governo del ciclo integrato rifiuti
allIng. Flaminia Tosini;
VISTO il Ricorso proposto innanzi il TAR Lazio di Roma dalla Ecoambiente Srl notificato il
24/1072016
VISTE la nota prot. 541283 del 27/1072016 pervenute dallAvvocatura relative al fascicolo
1994/2016
RITENUTO, quindi, opportuno formalizzare, con propria determinazione, la decisione
dellAmministrazione di costituirsi nel giudizio indicato in oggetto al fine di contestare la
fondatezza dellatto di citazione, sulla base delle eccezioni e deduzioni fatte proprie dalla stessa
Direzione regionale competente nella relazione citata, cui si rinvia per relationem nonch di ogni
eventuale ulteriore eccezione autonomamente valutata dallAvvocatura regionale;
DETERMINA
Per le motivazioni esplicitate nelle premesse, che integralmente si richiamano:
1.

Di ritenere sussistente linteresse dellAmministrazione regionale a resistere in giudizio, con


facolt di proporre impugnativa anche negli ulteriori eventuali gradi o resistere alle liti stesse,
al fine di consentire ladeguata difesa dellAmministrazione circa il fascicolo 1994/2016

2.

Di trasmettere allAvvocatura regionale la presente determinazione, con la quale viene


formalizzata la decisione di resistere in giudizio.

Il Direttore Regionale
Arch. Demetrio Carini

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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Regione Lazio
DIREZIONE RISORSE IDRICHE E DIFESA DEL SUOLO
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 17 novembre 2016, n. G13630
Determinazione a contrarre. Comune di Accumoli (RI) - Intervento urgente per la messa in sicurezza da
fenomeni franosi, a seguito del sisma del 24/08/2016 e 30/10/2016, su strada provinciale SP 18 , in Loc. Villa
Nova, progressiva km 15,500.

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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Oggetto: Determinazione a contrarre. Comune di Accumoli (RI) Intervento urgente per la messa in
sicurezza da fenomeni franosi, a seguito del sisma del 24/08/2016 e 30/10/2016, su strada provinciale SP 18 ,
in Loc. Villa Nova, progressiva km 15,500.

IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE


RISORSE IDRICHE E DIFESA DEL SUOLO

VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio
e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale e successive modificazioni;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 Regolamento di organizzazione degli uffici e dei sevizi
della Giunta Regionale e successive modificazioni;
VISTO il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi
contabili e degli schemi di bilancio della Regione, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2
della legge 5 maggio 2009, n. 42 e relativi principi applicativi ed in particolare larticolo 10 comma 3 lettere
a) e b), come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126;
VISTO il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico
e gli obblighi di pubblicit, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni;
VISTA la legge regionale 31 dicembre 2015, n. 17 Legge di stabilit regionale 2016;
VISTA la legge regionale 31 dicembre 2015, n. 18 Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio
2016-2018;
VISTA la deliberazione della Giunta regionale 2 febbraio 2016, n. 29 Applicazione delle disposizioni di cui
allarticolo 10, comma 2, e dellarticolo 39, comma 4, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche, e ulteriori disposizioni per la gestione del bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 20162018;
VISTA la deliberazione di Giunta regionale 23 febbraio 2016 n. 55 Bilancio di previsione finanziario della
Regione Lazio 2016-2018. Assegnazione dei capitoli di spesa alle strutture regionali competenti, ai sensi
dell'articolo 1, comma 6, lettera c), della legge regionale 31 dicembre 2015, n. 18;
VISTA la nota del Segretario Generale 3 marzo 2016, n. 117455 Circolare relativa alla gestione del bilancio
2016-2018;
VISTA la nota del Segretario Generale 12 maggio 2016, n. 249153 Integrazione alla circolare relativa alla
gestione del bilancio 2016-2018;
VISTA la deliberazione di Giunta regionale 17 novembre 2015, n. 640 con la quale stato conferito
lincarico di Direttore della Direzione Regionale Risorse idriche e Difesa del suolo allIng. Mauro Lasagna;
VISTO lart. 3 della legge 13 agosto 2010, n.136 in materia di tracciabilit dei flussi finanziari;
VISTO il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 di Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e
2014/25/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli
enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonch per il riordino della
disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture;
VISTO in particolare lart. 32, comma 2, del citato d.lgs. 50/2016 in base al quale Prima dellavvio delle
procedure di affidamento dei contratti pubblici, le stazioni appaltanti, in conformit ai propri ordinamenti, decretano
o determinano di contrarre, individuando gli elementi essenziali del contratto e i criteri di selezione degli operatori
economici e delle offerte;

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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VISTI:

Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 agosto 2016 Dichiarazione dell'eccezionale
rischio di compromissione degli interessi primari a causa degli eventi sismici che hanno interessato il
territorio delle province di Rieti, Ascoli Piceno, Perugia e L'Aquila il giorno 24 agosto 2016, ai sensi
dell'articolo 3, comma 1, del decretolegge 4 novembre 2002, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla
legge 27 dicembre 2002, n. 286;

la deliberazione del Consiglio Dei Ministri del 25 agosto 2016 Dichiarazione dello stato di emergenza
in conseguenza degli eccezionali eventi sismici che il giorno 24 agosto 2016 hanno colpito il territorio delle
regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria;

lordinanza n. 388 del 26 agosto 2016 del Capo del Dipartimento della Protezione Civile Primi
interventi urgenti di protezione civile conseguenti alleccezionale evento sismico che ha colpito il territorio
della Regione Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo il 24 agosto 2016;

le ordinanze n. 389 del 28/08/2016 e n. 391 del 1 settembre 2016 del Capo del Dipartimento della
Protezione Civile Ulteriori interventi urgenti di protezione civile conseguenti all'eccezionale evento sismico
che ha colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo il 24 agosto 2016;

VISTO il decreto del Presidente della Regione Lazio del 25 agosto 2016, n. T00178, recante Dichiarazione
dello stato di calamit naturale ai sensi della l.r. 26 febbraio 2014 n. 2, art. 15 comma 1, per il territorio dei
Comuni di Accumoli e Amatrice a seguito dell'evento sismico verificatosi nel giorno 24 agosto 2016;
VISTO il decreto del Presidente della Regione Lazio del 1settembre 2016, n. T00179 recante Nomina del
Direttore della Direzione Regionale Infrastrutture e Politiche Abitative, Wanda D'Ercole, quale soggetto delegato per
la gestione e l'utilizzo dei fondi in contabilit speciale previsti dall'Ordinanza del Capo della Protezione Civile n. 388
del 26 agosto 2016, destinati per quanto di competenza alla Regione Lazio;
VISTA la Circolare n. 2 del 6 ottobre 2016 del Soggetto Attuatore Delegato ex O.C.D.P.C. n. 388/2016,
Ing. Wanda DErcole;
VISTA la Circolare n. 3 del 6 ottobre 2016 del Soggetto Attuatore Delegato ex O.C.D.P.C. n. 388/2016,
Ing. Wanda DErcole;
VISTA la Circolare n. 4 del 10 novembre 2016 del Soggetto Attuatore Delegato ex O.C.D.P.C. n. 388/2016,
Ing. Wanda DErcole;
TENUTO CONTO che il 24 agosto 2016 ed il 30 ottobre 2016, nel territorio dei Comuni di Accumoli e
Amatrice, si sono verificati eventi eccezionali di natura sismica che hanno provocato vittime tra la
popolazione e causato ingenti danni, determinando condizioni di pericolo per la pubblica e privata
incolumit;
VISTA la relazione del sopralluogo effettuato, in data 02/11/2016, dal gruppo di lavoro CNR IGAG/ENEA
lungo la strada SP 18 ,che ha evidenziato la presenza di criticit geomorfologiche condizionanti la viabilit
della SP 18 nel tratto che collega le frazioni di San Giovanni e Villanova, nel comune di Accumoli e che
riporta lanalisi speditiva condotta anche attraverso un confronto con la banca dati dellinventario dei
Fenomeni Franosi in Italia (IFFI) e con il Piano stralcio per lAssetto Idrogeologico (PAI);
RILEVATA pertanto la necessit di far fronte alla situazione determinatasi attraverso ladozione di
provvedimenti urgenti finalizzati, ad un intervento urgente per la messa in sicurezza da fenomeni franosi,
sulla strada provinciale SP 18 , in Loc. Villa Nova, alla progressiva km 15,500, al fine di poter riaprire al
transito la SP 18, nel pi breve tempo possibile;
RILEVATO che occorre dare corso al procedimento di scelta del contraente relativo al contratto di lavori;

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RICHIAMATO larticolo 163 del D.lgs. 50/2016 che al secondo comma, stabilisce L'esecuzione dei lavori di
somma urgenza pu essere affidata in forma diretta ad uno o pi operatori economici individuati dal
responsabile del procedimento o dal tecnico dell'amministrazione competente.;
CONSIDERATO che lordinanza n. 388 del 26 agosto 2016 del Capo del Dipartimento della Protezione
Civile stabilisce, in deroga allart. 163 del D.lgs. 50/2016 Procedure in caso di somma urgenza e di
protezione civile, il limite in 400.000,00 quale importo massimo dei contratti pubblici di lavori;
ACCERTATO che sussistono i presupposti per procedere allaffidamento dei lavori di cui trattasi ai sensi del
citato art. 163 del D.lgs. 50/2016, come derogato dalla precedente citata ordinanza n. 388/2016;
CONSIDERATO che, a seguito dellesito del sopralluogo tenutosi in comune di Accumoli in data
13.11.2016, nel sito oggetto di frana, il Direttore regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo ha stimato
lintervento di che trattasi in 195.000,00;
CONSIDERATO che il contraente sar individuato tra gli operatori economici iscritti nella white list
elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione
mafiosa (art. 1, commi dal 52 al 57, della legge n. 190/2012; D.P.C.M. 18 aprile 2013 ) nella White List della
Prefetture ;
PRESO ATTO che ai sensi del comma 7 dellart. 163 del D.lgs. 50/2016, in termine congruo si proceder
alla verifica dellautocertificazione, resa dallImpresa aggiudicataria ai sensi del DPR 445/2000 relativa al
possesso dei requisiti per la partecipazione a procedure di evidenza pubblica; e che qualora, a seguito del
controllo, venga accertato l'affidamento ad un operatore privo dei predetti requisiti, le amministrazioni
aggiudicatrici recedono dal contratto, fatto salvo il pagamento del valore delle opere gi eseguite e il
rimborso delle spese eventualmente gi sostenute per l'esecuzione del rimanente, nei limiti delle utilit
conseguite, e procedono alle segnalazioni alle competenti autorit;
RITENUTO necessario, ai sensi dellart. 31 del d.lgs. 50/2016, nominare quale Responsabile Unico del
Procedimento, lArch. Giulio Salini, in servizio presso la Direzione Risorse Idriche e Difesa del Suolo, Area
Difesa del Suolo e Consorzi di irrigazione;
CONSIDERATO che lintero intervento di importo complessivo pari ad 195.000,00 comprendente i lavori
in oggetto potr trovare la copertura finanziaria sui fondi della contabilit speciale per il sisma 2016, codice
n. 6022 aperta presso la Banca DItalia;
PRESO ATTO che si proceder al pagamento del contributo all'Autorit Nazione Anticorruzione, come
previsto dall'art. 1 commi 65 e 67 della Legge 266/2005 e dalla deliberazione della suddetta Autorit del
05/03/2014, pari ad 225,00 ;

DETERMINA
Per le motivazioni espresse in premessa che si intendono integralmente richiamate e riportate
-

Di approvare lintervento urgente per la messa in sicurezza da fenomeni franosi, a seguito del sisma
del 24/08/2016 e 30/10/2016, su strada provinciale SP 18 , in Loc. Villa Nova progressiva km 15,500, in
Comune di Accumoli (RI), per un importo complessivo di 195.000,00.

Di affidare i sopracitati lavori in regime di somma urgenza, dopo lavvenuta eleggibilit della spesa.

Di nominare, quale Responsabile Unico del Procedimento, lArch. Giulio Salini, in servizio presso la
Direzione Risorse Idriche e Difesa del Suolo, Area Difesa del Suolo e Consorzi di irrigazione.

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Di stabilire che la copertura finanziaria dellintero intervento di importo complessivo pari ad


195.000,00 comprendente i lavori in oggetto, potr gravare sui fondi della contabilit speciale per il
sisma 2016, codice n. 6022 aperta presso la Banca DItalia.

Di stabilire che si provveder a liquidare il MAV quadrimestrale emesso dallANAC relativamente


allimporto di 225,00.= stabilito per questo procedimento con prelievo dai fondi della contabilit
speciale n. 6022 aperta presso la Banca DItalia, che presenta la necessaria disponibilit.

Di trasmettere la presente determinazione al Soggetto Attuatore Delegato ex O.C.D.P.C. n. 388/2016


per ladozione dei successivi atti di competenza.

Di attestare che lobbligazione di spesa andr a scadenza secondo le annualit interessate.


Avverso il presente atto ammesso ricorso giurisdizionale al T.A.R. entro sessanta giorni o, in alternativa,
ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro centoventi giorni dalla pubblicazione sul
Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
Il Direttore
Ing. Mauro Lasagna

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Regione Lazio
DIREZIONE SALUTE E POLITICHE SOCIALI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13504
REG.853/2004/CE Cambio ragione sociale da ANTEO SOCIETA' AGRICOLA S.R.L. a ANTEO BIANCO
S.R.L. Via Casilina km. 127 n. 225 - Castrocielo (FR)

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Oggetto: REG. 853/2004/CE Cambio ragione sociale da ANTEO SOCIETA AGRICOLA S.R.L.
a ANTEO BIANCO S.R.L.
Via Casilina km. 127 n. 225 Castrocielo (FR)

IL DIRETTORE REGIONALE SALUTE E POLITICHE SOCIALI


Su PROPOSTA del Dirigente ad interim dellArea Prevenzione e Promozione della Salute;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio approvato con legge statutaria 11 novembre 2004, n. 1 ed, in particolare,
lart. 53 che prevede lattribuzione della gestione tecnica finanziaria amministrativa e la relativa responsabilit
dellazione amministrativa ai dirigenti;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6, e successive modificazioni ed integrazioni, recante la Disciplina
del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza e al personale regionale,
ed in particolare lart. 18, comma 1, che prevede, tra le competenze del Direttore regionale, ladozione degli atti che
impegnano lamministrazione verso lesterno;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, e successive modificazioni ed integrazioni, concernente
lorganizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale ed, in particolare, lart. 160, comma 1, lettera b);
VISTO il Regolamento regionale 15 dicembre 2015, n. 16 Modifica del Regolamento regionale 6 settembre 2002,
n.1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale) e successive modificazioni,
nonch del relativo allegato B ed, in particolare, lart. 1 che prevede listituzione della Direzione Regionale Salute
e Politiche Sociali;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 723 del 14/12/2015 con la quale stato conferito
lincarico di Direttore regionale della Direzione Salute e Politiche Sociali al Dr. Vincenzo Panella;
VISTO il Regolamento (CE) N. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 gennaio 2002 che
stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce lAutorit europea per la sicurezza
alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare;
VISTI i Regolamenti (CE) N. 852/2004, N. 853/2004, N. 854/2004 e N. 882/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 29 aprile 2004 che costituiscono il cosiddetto pacchetto igiene, entrati in vigore in data 01/01/06;
VISTA la deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 1151 del 02/08/02 concernente le tariffe e i diritti
spettanti alla Regione Lazio per prestazioni rese a richiesta e ad utilit dei soggetti interessati in materia di salute
umana e sanit veterinaria;
VISTA la deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 326 del 06/06/06 avente ad oggetto: Approvazione
delle linee guida applicative del Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29
aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale. Aggiornamento
delle tariffe per il riconoscimento comunitario di impianti e stabilimenti di interesse veterinario, modifica parziale
della DGR n. 1151 del 02/08/02;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 179 del 22/03/10 Nuove linee guida regionali
applicative del Regolamento n. 853/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulligiene dei prodotti di
origine animale. Modifica allegati DGR 326/2006, relativamente alle tariffe per il riconoscimento comunitario di
impianti e stabilimenti di interesse veterinario;
VISTA la determinazione G15674 del 14/12/2015 della Regione Lazio concernente: Revisione Determinazione
D0878 del 26/02/08 avente ad oggetto: DGR N. 326 del 06/06/06 - Sicurezza degli Alimenti - Riconoscimento
impianti e stabilimenti ai sensi del Regolamento (CE) N. 853/2004 e relative procedure;
VISTA la Determinazione n. G01772 del 01/03/2016 della Regione Lazio avente ad oggetto: Rettifica Allegato A
della Determinazione 14 dicembre 2015, n. G15674 concernente: Revisione Determinazione D0878 del 26/02/08
avente ad oggetto: DGR N. 326 del 06/06/06 Sicurezza degli Alimenti Riconoscimento impianti e stabilimenti
ai sensi del Regolamento (CE) N. 853/2004 e relative procedure Allegato A;
VISTO che lo stabilimento della Ditta ANTEO SOCIETA AGRICOLA S.R.L. con sede in CASTROCIELO
(FR) VIA CASILINA KM. 127 N. 225 stato riconosciuto idoneo per lattivit di: stabilimento di
trasformazione latte e prodotti a base di latte delle specie B/BU (formaggi < > di 60 gg. altri prodotti a base di
latte) ed iscritto con il numero CE IT W7J67 negli elenchi della Comunit europea ai sensi dellart. 4 del
Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004;
VISTA la domanda della Ditta ANTEO BIANCO S.R.L. con sede legale in Castrocielo (FR) Via Casilina km.
127 n. 225 del 10/10/2016 pervenuta a questa Amministrazione in data 26/10/2016 diretta ad ottenere il cambio di
ragione sociale da ANTEO SOCIETA AGRICOLA S.R.L. a ANTEO BIANCO S.R.L. sede dello stabilimento
in Castrocielo (FR) Via Casilina km. 127 n. 225 numero di riconoscimento di idoneit CE IT W7J67;

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CONSIDERATO il parere favorevole espresso nel verbale di sopralluogo del 24/10/2016 trasmesso dalla S.C.
Igiene ed Ispezione degli Alimenti di Origine Animale Dipartimento di Prevenzione dellASL FROSINONE con
nota prot. 78889 del 25/10/2016 per il rilascio dellatto di cambio di ragione sociale a favore della Ditta ANTEO
BIANCO S.R.L.;
VISTA la correttezza formale e sostanziale della documentazione prodotta, compreso lassolvimento virtuale delle
imposte di bollo, per lemissione di un provvedimento amministrativo di cambio di ragione sociale a favore della
Ditta Anteo Bianco S.r.l. sede dello stabilimento in Castrocielo (FR) Via Casilina km. 127 n. 225 numero di
riconoscimento di idoneit CE IT W7J67.
DETERMINA
La ragione sociale viene modificata per le motivazioni sopra esposte da ANTEO SOCIETA AGRICOLA S.R.L.
a ANTEO BIANCO S.R.L. ai sensi della Determinazione Regionale G01772 del 01/03/2016.
Lo stabilimento con sede in Castrocielo (FR) Via Casilina km. 127 n. 225 mantiene il numero CE IT W7J67 gi
assegnato per lattivit di: stabilimento di trasformazione latte e prodotti a base di latte delle specie B/BU
(formaggi < > di 60 gg. altri prodotti a base di latte) ai sensi del Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004.
Avverso la presente determinazione ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al TAR del Lazio nei termini di
giorni 60 ( sessanta ) dalla notifica, ovvero, ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni 120
( centoventi ).
La presente Determinazione verr pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

IL DIRETTORE REGIONALE
(Dr. Vincenzo Panella)

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Regione Lazio
DIREZIONE SALUTE E POLITICHE SOCIALI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13505
REG.853/2004/CE Riconoscimento definitivo centro di spedizione molluschi bivalvi vivi Ditta
MARINTAVOLA - SRLS Via Antonio Gramsci, 97c/d - Anzio (RM)

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Oggetto: REG. 853/2004/CE Riconoscimento definitivo centro di spedizione molluschi bivalvi vivi
Ditta MARINTAVOLA - SRLS
Via Antonio Gramsci, 97c/d Anzio (RM)

IL DIRETTORE REGIONALE SALUTE E POLITICHE SOCIALI


Su PROPOSTA del Dirigente ad interim dellArea Prevenzione e Promozione della Salute;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio approvato con legge statutaria 11 novembre 2004, n. 1 ed, in particolare,
lart. 53 che prevede lattribuzione della gestione tecnica finanziaria amministrativa e la relativa responsabilit
dellazione amministrativa ai dirigenti;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6, e successive modificazioni ed integrazioni, recante la Disciplina
del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza e al personale regionale,
ed in particolare lart. 18, comma 1, che prevede, tra le competenze del Direttore regionale, ladozione degli atti che
impegnano lamministrazione verso lesterno;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, e successive modificazioni ed integrazioni, concernente
lorganizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale ed, in particolare, lart. 160, comma 1, lettera b);
VISTO il Regolamento regionale 15 dicembre 2015, n. 16 Modifica del Regolamento regionale 6 settembre 2002,
n.1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale) e successive modificazioni,
nonch del relativo allegato B ed, in particolare, lart. 1 che prevede listituzione della Direzione Regionale Salute
e Politiche Sociali;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 723 del 14/12/2015 con la quale stato conferito
lincarico di Direttore regionale della Direzione Salute e Politiche Sociali al Dr. Vincenzo Panella;
VISTO il Regolamento (CE) N. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 gennaio 2002 che
stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce lAutorit europea per la sicurezza
alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare;
VISTI i Regolamenti (CE) N. 852/2004, N. 853/2004, N. 854/2004 e N. 882/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 29 aprile 2004 che costituiscono il cosiddetto pacchetto igiene, entrati in vigore in data 01/01/06;
VISTA la deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 1151 del 02/08/02 concernente le tariffe e i diritti
spettanti alla Regione Lazio per prestazioni rese a richiesta e ad utilit dei soggetti interessati in materia di salute
umana e sanit veterinaria;
VISTA la deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 326 del 06/06/06 avente ad oggetto: Approvazione
delle linee guida applicative del Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29
aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale. Aggiornamento
delle tariffe per il riconoscimento comunitario di impianti e stabilimenti di interesse veterinario, modifica parziale
della DGR n. 1151 del 02/08/02;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 179 del 22/03/10 Nuove linee guida regionali
applicative del Regolamento n. 853/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulligiene dei prodotti di
origine animale. Modifica allegati DGR 326/2006, relativamente alle tariffe per il riconoscimento comunitario di
impianti e stabilimenti di interesse veterinario;
VISTA la Determinazione n. G15674 del 14/12/2015 della Regione Lazio concernente: Revisione Determinazione
D0878 del 26/02/08 avente ad oggetto: DGR N. 326 del 06/06/06 - Sicurezza degli Alimenti - Riconoscimento
impianti e stabilimenti ai sensi del Regolamento (CE) N. 853/2004 e relative procedure;
VISTA la Determinazione n. G01772 del 01/03/2016 della Regione Lazio avente ad oggetto: Rettifica Allegato A
della Determinazione 14 dicembre 2015, n. G15674 concernente: Revisione Determinazione D0878 del 26/02/08
avente ad oggetto: DGR N. 326 del 06/06/06 Sicurezza degli Alimenti Riconoscimento impianti e stabilimenti
ai sensi del Regolamento (CE) N. 853/2004 e relative procedure Allegato A;
VISTO che lo stabilimento della Ditta MARINTAVOLA - SRLS con sede in ANZIO (RM) VIA ANTONIO
GRAMSCI, 97 C/D stato riconosciuto, in via condizionata, idoneo per lattivit di: centro di spedizione
molluschi bivalvi vivi ai sensi del Regolamento (CE) n. 882/2004 con numero di riconoscimento CE IT W3E3L;
VISTA la nota prot. 58745 del 19/10/2016 dellU.O.C. Servizio Veterinario Area B Dipartimento di Prevenzione
dellAzienda Sanitaria Locale ROMA 6 con la quale stato trasmesso parere favorevole al rilascio dellatto di
riconoscimento definitivo allo stabilimento della Ditta MARINTAVOLA - SRLS con sede in Anzio (RM) Via
Antonio Gramsci, 97 c/d, in quanto a seguito di sopralluogo effettuato in data 17/10/2016 si constatato che
limpianto soddisfa i requisiti previsti dal Regolamento (CE) n. 852/2004 e dal Regolamento (CE) n. 853/2004;

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VISTA la correttezza e la completezza della documentazione presentata per lemissione di un riconoscimento


definitivo ai sensi dellart. 4 del Regolamento (CE) n. 853/2004.
DETERMINA
Lo stabilimento della Ditta MARINTAVOLA - SRLS con sede in ANZIO (RM) VIA ANTONIO GRAMSCI,
97 C/D per le motivazioni sopra esposte, riconosciuto definitivamente idoneo per lattivit di: centro di
spedizione molluschi bivalvi vivi ai sensi dellart. 4 del Regolamento (CE) n. 853/2004 con il numero di
riconoscimento di idoneit CE IT W3E3L.
Avverso la presente determinazione ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al TAR del Lazio nel termine di
giorni 60 (sessanta) dalla notifica, ovvero, ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni 120
(centoventi).
La presente Determinazione verr pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

IL DIRETTORE REGIONALE
(Dr. Vincenzo Panella)

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Regione Lazio
DIREZIONE SALUTE E POLITICHE SOCIALI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13506
Legge Regionale 21 ottobre 1997, n. 34. Revoca della nomina a guardia zoofila volontaria di iscritti
all'Associazione "N.O.G.E.Z.". C.F. 91109750595.

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OGGETTO: Legge Regionale 21 ottobre 1997, n. 34. Revoca della nomina a guardia
zoofila volontaria di iscritti allAssociazione N.O.G.E.Z.. C.F. 91109750595.
IL DIRETTORE REGIONALE
Su proposta del dirigente ad interim
VISTI:
lo Statuto della Regione Lazio;
la legge regionale 18 febbraio 2002, n.6 e successive modificazioni Disciplina del
Sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla
dirigenza ed al personale;
il regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n. 1
del 6 settembre 2002 e successive modificazione ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 28 Giugno 1993, n. 29 recante la Disciplina dellattivit di
volontariato nella Regione Lazio;
VISTA la legge regionale 21 ottobre 1997, n. 34, concernente la Tutela degli animali
daffezione e prevenzione del randagismo;
VISTA la deliberazione della Giunta regionale 21 giugno 2016, n. 337 Legge Regionale
34/97. Procedure per la nomina e per l'impiego delle guardie zoofile volontarie nel territorio
regionale. Revoca Dgr 457/2007 e 187/2008.;
VISTA la determinazione n. G09381 del 11 agosto 2016 che, in attuazione della suddetta
deliberazione, ha adottato Nuove procedure per la nomina e per limpiego delle Guardie
Zoofile Volontarie nel territorio regionale;
VISTA la comunicazione del Comune di Aprilia Polizia Locale e Protezione Civile del 3
luglio 2016 assunta al protocollo regionale con n. 354048 del 5 luglio 2016 con la quale si
chiedeva la revoca dei decreti di nomina a Guardia Zoofila Volontaria di iscritti
allAssociazione N.O.G.E.Z.;
CONSIDERATO il diniego della Prefettura di Latina al rinnovo del decreto prefettizio di
G.P.G. Volontaria Zoofila, motivato dallevidenza di denunce alla Procura della Repubblica
per gravi reati, comunicato con nota acquisita al protocollo regionale con n. 0454199 del
9/9/2016;
RITENUTO NECESSARIO, in linea con la decisione adottata dalla Prefettura di Latina,
procedere alla revoca della nomina a guardia zoofila regionale (decreto T0472/2010), per
il venir meno dei requisiti di condotta etica e morale, obbligatori ai sensi della
Determinazione n. G09381/2016 ;
VISTA la nota della Regione Lazio prot. n. 491771 del 3 ottobre 2016, trasmessa via PEC
(rapporto di consegna del 3/10/2016) con la quale, ai sensi della L. 241/1990, si
comunica al Sig. Pietro Fusco lavvio del procedimento di revoca della nomina a Guardia
Zoofila Volontaria;

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RITENUTO pertanto, di dover revocare la nomina a Guardia Zoofila Volontaria al Sig.


Fusco Pietro nato il 30/07/1961 in Reimscheil (Germania) decreto di nomina n.
T0472/2010;
ATTESO che in capo al Presidente dellAssociazione lobbligo di restituzione del
tesserino di riconoscimento in caso di decadenza dalla nomina e che questo stato
riconsegnato contestualmente alla domanda di revoca;
DETERMINA

di revocare la nomina a Guardia Zoofila Volontaria al Sig. Fusco Pietro nato il


30/07/1961 in Reimscheil (Germania) decreto di nomina n. T0472/2010;

Avverso la presente determinazione ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al


Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio nel termine di giorni 60 (sessanta) dalla
comunicazione, ovvero, ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni
120 (centoventi).
La presente determinazione sar pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

IL DIRETTORE REGIONALE
(Dr. Vincenzo Panella)

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Regione Lazio
DIREZIONE SALUTE E POLITICHE SOCIALI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13507
REG.853/2004/CE Riconoscimento definitivo stabilimento prodotti a base di latte Ditta NESTLE' ITALIANA
S.P.A. Via Asi Consortile 7, n. 16 - Ferentino (FR)

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Oggetto: REG. 853/2004/CE Riconoscimento definitivo stabilimento prodotti a base di latte


Ditta NESTLE ITALIANA S.P.A.
Via Asi Consortile 7, n. 16 Ferentino (FR)

IL DIRETTORE REGIONALE SALUTE E POLITICHE SOCIALI


Su PROPOSTA del Dirigente ad interim dellArea Prevenzione e Promozione della Salute;

VISTO lo Statuto della Regione Lazio approvato con legge statutaria 11 novembre 2004, n. 1 ed, in particolare,
lart. 53 che prevede lattribuzione della gestione tecnica finanziaria amministrativa e la relativa responsabilit
dellazione amministrativa ai dirigenti;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6, e successive modificazioni ed integrazioni, recante la Disciplina
del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza e al personale regionale,
ed in particolare lart. 18, comma 1, che prevede, tra le competenze del Direttore regionale, ladozione degli atti che
impegnano lamministrazione verso lesterno;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, e successive modificazioni ed integrazioni, concernente
lorganizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale ed, in particolare, lart. 160, comma 1, lettera b);
VISTO il Regolamento regionale 15 dicembre 2015, n. 16 Modifica del Regolamento regionale 6 settembre 2002,
n.1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale) e successive modificazioni,
nonch del relativo allegato B ed, in particolare, lart. 1 che prevede listituzione della Direzione Regionale Salute
e Politiche Sociali;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 723 del 14/12/2015 con la quale stato conferito
lincarico di Direttore regionale della Direzione Salute e Politiche Sociali al Dr. Vincenzo Panella;
VISTO il Regolamento (CE) N. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 gennaio 2002 che
stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce lAutorit europea per la sicurezza
alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare;
VISTI i Regolamenti (CE) N. 852/2004, N. 853/2004, N. 854/2004 e N. 882/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 29 aprile 2004 che costituiscono il cosiddetto pacchetto igiene, entrati in vigore in data 01/01/06;
VISTA la deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 1151 del 02/08/02 concernente le tariffe e i diritti
spettanti alla Regione Lazio per prestazioni rese a richiesta e ad utilit dei soggetti interessati in materia di salute
umana e sanit veterinaria;
VISTA la deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 326 del 06/06/06 avente ad oggetto: Approvazione
delle linee guida applicative del Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29
aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale. Aggiornamento
delle tariffe per il riconoscimento comunitario di impianti e stabilimenti di interesse veterinario, modifica parziale
della DGR n. 1151 del 02/08/02;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 179 del 22/03/10 Nuove linee guida regionali
applicative del Regolamento n. 853/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sulligiene dei prodotti di
origine animale. Modifica allegati DGR 326/2006, relativamente alle tariffe per il riconoscimento comunitario di
impianti e stabilimenti di interesse veterinario;
VISTA la Determinazione n. G15674 del 14/12/2015 della Regione Lazio concernente: Revisione Determinazione
D0878 del 26/02/08 avente ad oggetto: DGR N. 326 del 06/06/06 - Sicurezza degli Alimenti - Riconoscimento
impianti e stabilimenti ai sensi del Regolamento (CE) N. 853/2004 e relative procedure;
VISTA la Determinazione n. G01772 del 01/03/2016 della Regione Lazio avente ad oggetto: Rettifica Allegato A
della Determinazione 14 dicembre 2015, n. G15674 concernente: Revisione Determinazione D0878 del 26/02/08
avente ad oggetto: DGR N. 326 del 06/06/06 Sicurezza degli Alimenti Riconoscimento impianti e stabilimenti
ai sensi del Regolamento (CE) N. 853/2004 e relative procedure Allegato A;
VISTO che lo stabilimento della Ditta NESTLE ITALIANA S.P.A. con sede in FERENTINO (FR) VIA ASI
CONSORTILE 7, n. 16 stato riconosciuto, in via condizionata, idoneo per lattivit di: trasformazione latte e
prodotti a base di latte delle specie B/ALTRE (altri prodotti a base di latte) ai sensi del Regolamento (CE) n.
882/2004 con il numero di riconoscimento di idoneit CE IT V1F41;

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VISTA la nota prot. 79956 del 28/10/2016 della S.C. Igiene ed Ispezione degli Alimenti di Origine Animale
Dipartimento di Prevenzione dellAzienda Sanitaria Locale FROSINONE con la quale stato trasmesso parere
favorevole al rilascio dellatto di riconoscimento definitivo allo stabilimento della Ditta NESTLE ITALIANA
S.P.A. con sede in Ferentino (FR) Via Asi Consortile 7, n. 16, in quanto, a seguito di sopralluogo effettuato in data
25/10/2016, stato verificato che limpianto soddisfa i requisiti igienico-sanitari, strutturali e gestionali previsti dal
Regolamento (CE) n. 852/2004 e dal Regolamento (CE) n. 853/2004.
DETERMINA
Lo stabilimento della Ditta NESTLE ITALIANA S.P.A. con sede in FERENTINO (FR) VIA ASI
CONSORTILE 7, n. 16 per le motivazioni sopra esposte, riconosciuto definitivamente idoneo per lattivit di:
trasformazione latte e prodotti a base di latte delle specie B/ALTRE (altri prodotti a base di latte) ai sensi
dellart. 4 del Regolamento (CE) n. 853/2004 con il numero di riconoscimento di idoneit CE IT V1F41.
Avverso la presente determinazione ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al TAR del Lazio nel termine di
giorni 60 (sessanta) dalla notifica, ovvero, ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni 120
(centoventi).
La presente Determinazione verr pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

IL DIRETTORE REGIONALE
(Dr. Vincenzo Panella)

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Regione Lazio
DIREZIONE SALUTE E POLITICHE SOCIALI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 16 novembre 2016, n. G13508
Aggiornamento delle linee guida per la l'esecuzione dei controlli tesi a garantire la sicurezza alimentare
nell'ambito della produzione e immissione sul mercato del latte destinato al trattamento termico e alla
trasformazione ai sensi della normativa comunitaria. Revisione 2016.

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Oggetto : Aggiornamento delle linee guida per la lesecuzione dei controlli tesi a garantire la
sicurezza alimentare nellambito della produzione e immissione sul mercato del latte destinato al
trattamento termico e alla trasformazione ai sensi della normativa comunitaria. Revisione 2016.

IL DIRETTORE REGIONALE DELLA DIREZIONE SALUTE E POLITICHE SOCIALI

VISTA la Costituzione della Repubblica Italiana;


VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6, recante la Disciplina del sistema organizzativo
della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza e al personale regionale, nonch
successive modificazioni ed integrazioni;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio approvato con legge statutaria 11 novembre 2004, n. 1 ed, in
particolare, lart. 53 che prevede lattribuzione della gestione tecnica finanziaria amministrativa e la
relativa responsabilit dellazione amministrativa ai dirigenti;
VISTA la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6, e successive modificazioni ed integrazioni,
recante la Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative
alla dirigenza e al personale regionale, ed in particolare lart. 18, comma 1, che prevede, tra le
competenze del Direttore regionale, ladozione degli atti che impegnano lamministrazione verso
lesterno;
VISTO il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1, e successive modificazioni ed integrazioni,
concernente lorganizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale ed, in particolare, lart.
160, comma 1, lettera b);
VISTO il Regolamento regionale del 15 dicembre 2015, n. 16, concernente Modifiche al
Regolamento regionale 6 settembre 2002, n.1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei
servizi della giunta regionale e successive modificazioni) e, in particolare, lart. 4 che prevede a
decorrere dal 16 dicembre 2015, la soppressione della direzione regionale Salute ed integrazione
sociosanitaria e listituzione della direzione regionale Salute e Politiche Sociali;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 723 del 14 dicembre 2015, con la quale
stato conferito lincarico di Direttore regionale della Direzione Salute e Politiche Sociali al Dr.
Vincenzo Panella;
VISTO il regolamento (CE) n. 178/2002 del 28 gennaio 2002 che stabilisce i principi ed i requisiti
generali della legislazione alimentare, istituisce lAutorit europea per la sicurezza alimentare e
fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare;
VISTO il regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004
sulligiene dei prodotti alimentari ed in particolare lAllegato I relativo alla produzione primaria;
VISTI i regolamenti (CE) n. 853/2004 e 854/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29
aprile 2004 che stabiliscono, rispettivamente, norme specifiche in materia digiene per i prodotti
alimentari di origine animale e norme particolareggiate per lorganizzazione dei controlli ufficiali
sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano;
CONSIDERATO che lAllegato III Sezione IX Capitolo I Punto III del citato Regolamento
(CE) n. 853/2004 stabilisce i criteri di igiene e sanit relativi al latte crudo ai fini dellapplicazione
dei controlli sul latte crudo da parte degli operatori del settore alimentare;

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CONSIDERATO inoltre che l'Allegato IV del citato Regolamento (CE) n.854/2004 stabilisce le
modalit specifiche di esecuzione dei controlli sulle aziende di produzione di latte e sul latte crudo
al momento della raccolta;
VISTA la nota ministeriale prot. 23047 del 01.06.16 che auspica, in risposta a specifiche
raccomandazioni comunitarie, che presso gli uffici dei Servizi Veterinari delle Asl siano
disponibili, per ogni Azienda registrata, i dati analitici di autocontrollo, onde consentire un
monitoraggio continuo dello stato sanitario degli allevamenti insistenti sul territorio;
VISTA l intesa tra Governo, Regioni e Province autonome in materia di adattamenti per la produzione di
formaggi con periodo di maturazione di almeno 60 giorni prodotti con latte ovicaprino (Rep. n. 2673 del
16.11.06);

VISTO il Decreto Legislativo 16 marzo 2006, n.158 "Attuazione della direttiva 2003/74/CE,
concernente il divieto di utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle
sostanze beta-agoniste nelle produzioni animali";
VISTO il Decreto legislativo 6 aprile 2006, n.193 "Attuazione della direttiva 2004/28/CE recante
codice comunitario dei medicinali veterinari";
VISTO il Regolamento (UE) n. 37/2010 concernente le sostanze farmacologicamente attive e la
loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale;
VISTO il Regolamento (CE) n. 1881/2006 e successive modifiche ed integrazioni che definisce i
tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari;
VISTO il regolamento (CE) n. 882/2004 del 29 aprile 2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a
verificare la conformit alla normativa in materia di mangimi e di alimenti ed in particolare l'art. 41
con il quale viene disposto che" ... al fine di garantire l'effettiva attuazione dell'articolo 17,
paragrafo 2, del Regolamento (CE) n. 178/2002, delle norme sulla salute e sul benessere degli
animali e dell articolo 45 del presente regolamento, ciascuno Stato membro ... (elabora, ndr) ... un
unico piano integrato di controllo nazionale pluriennale";
VISTA lintesa ai sensi dellarticolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo,
le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sulla proposta del Ministero della salute
concernente il Piano Nazionale Integrato (PNI) 2015-2018. Repertorio Atti n.: 177/CSR del
18/12/2014;
CONSIDERATO che il perseguimento degli obiettivi strategici del PNI 15-18 viene valutato
annualmente attraverso specifici obiettivi operativi che coinvolgono anche la filiera del latte e
derivati;
ATTESO che, a loro volta, le Regioni debbono declinare a loro livello un Piano regionale integrato
dei controlli (P.R.I.C.) che rappresenta lo strumento di attuazione delle politiche comunitarie
relativamente alla programmazione, realizzazione, rendicontazione e valutazione integrata di tutte
le attivit di controllo ufficiale nel campo delligiene e sanit degli alimenti, della sanit e del
benessere animale e dei mangimi;
VISTO il Decreto del Commissario ad Acta n. U00366 del 29.07.15 Recepimento dell'Intesa n.
177/CSR del 18 dicembre 2014 concernente il "Piano Nazionale Integrato (PNI) 2015-2018". Piano

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Regionale integrato dei controlli 2015-2018 (PRIC 2015-2018) sulla sicurezza alimentare, il
benessere e la sanit animale;
PRESO ATTO che la tutela della qualit sanitaria delle produzioni primarie, dallagricoltura
allallevamento degli animali produttori di alimenti uno degli obiettivi strategici individuati nel
PRIC 2015-2018;
CONSIDERATO che con il Decreto del Commissario ad acta n. U00366 del 29.07.15 stato
decretato di consentire eventuali modifiche ed integrazioni allallegato, ove si rendessero necessarie
nel corso del periodo di vigenza, al fine di completarlo ed aggiornarlo e di dare mandato alla
Direzione regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria, attuale Direzione regionale Salute e
Politiche Sociali, per lelaborazione dei singoli atti necessari all attuazione del Piano Regionale
integrato dei controlli 2015-2018 (PRIC 2015-2018) sulla sicurezza alimentare, il benessere e la
sanit animale;
VISTA la determinazione regionale n. D4300 del 22 novembre 2007 Linee guida per la
lesecuzione dei controlli tesi a garantire la sicurezza alimentare nellambito della produzione e
immissione sul mercato del latte destinato al trattamento termico e alla trasformazione ai sensi della
normativa comunitaria;
RITENUTO di dover revisionare il documento regionale suddetto in considerazione
dellaggiornamento normativo intervenuto nel tempo;
VISTO il documento Aggiornamento delle linee guida per la lesecuzione dei controlli tesi a
garantire la sicurezza alimentare nellambito della produzione e immissione sul mercato del latte
destinato al trattamento termico e alla trasformazione ai sensi della normativa comunitaria.
Revisione 2016, elaborato dallArea Prevenzione e promozione della Salute e dal gruppo di lavoro
regionale sulle tematiche relative alla produzione igienica del latte e dei prodotti lattiero-caseari
costituito con determinazione 3 febbraio 2015, n. G00795, Allegato A al presente atto, che ne
diventa parte integrante e sostanziale;
RITENUTO pertanto di approvare il documento suddetto che aggiorna i contenuti della
determinazione regionale n. D4300 del 22 novembre 2007 Linee guida per la lesecuzione dei
controlli tesi a garantire la sicurezza alimentare nellambito della produzione e immissione sul
mercato del latte destinato al trattamento termico e alla trasformazione ai sensi della normativa
comunitaria.
DETERMINA
Di approvare il documento Aggiornamento delle linee guida per la lesecuzione dei controlli tesi a
garantire la sicurezza alimentare nellambito della produzione e immissione sul mercato del latte
destinato al trattamento termico e alla trasformazione ai sensi della normativa comunitaria.
Revisione 2016, Allegato A al presente atto, che ne diventa parte integrante e sostanziale;
Di aggiornare con il documento di cui sopra il Piano Regionale integrato dei controlli 2015-2018
(PRIC 2015-2018) sulla sicurezza alimentare, il benessere e la sanit animale approvato con
Decreto del Commissario ad acta n. U00366 del 29.07.15;
Di apportare eventuali ulteriori integrazioni o modifiche al documento Aggiornamento delle linee
guida per la lesecuzione dei controlli tesi a garantire la sicurezza alimentare nellambito della

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produzione e immissione sul mercato del latte destinato al trattamento termico e alla trasformazione
ai sensi della normativa comunitaria. Revisione 2016, allegato A al presente atto, qualora
necessario;
Il presente atto viene pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

IL DIRETTORE REGIONALE
(Dr. Vincenzo Panella)

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Allegato A
AGGIORNAMENTO DELLE LINEE GUIDA PER LA LESECUZIONE DEI CONTROLLI TESI A
GARANTIRE LA SICUREZZA ALIMENTARE NELLAMBITO DELLA PRODUZIONE E
IMMISSIONE SUL MERCATO DEL LATTE DESTINATO AL TRATTAMENTO TERMICO E ALLA
TRASFORMAZIONE AI SENSI DELLA NORMATIVA COMUNITARIA. Revisione 2016.
INTRODUZIONE
I Regolamenti (CE) nn. 852/04, 853/04 e 854/04 modificano in modo sostanziale la normativa relativa alla
produzione primaria del latte crudo.
Il Reg. (CE) n. 852/2004 riconosce ai produttori primari di latte la responsabilit del rispetto dei requisiti
igienici richiedendo l'attuazione di adeguate misure che possano far individuare, prevenire e controllare i
pericoli connessi alla stessa produzione e che tali misure siano codificate, registrate e messe a disposizione
dell'autorit di controllo.
Il Reg. (CE) n. 853/2004 fa obbligo ai produttori primari di latte crudo di assicurare i requisiti relativi allo
stato sanitario degli animali lattiferi, i requisiti strutturali delle aziende ( locali, attrezzature, igiene della
mungitura, della raccolta, del trasporto di latte e igiene del personale), i requisiti microbiologici relativi al
latte crudo e lassenza di residui di contaminanti, fitofarmaci e sostanze farmacologicamente attive.
Il Reg. (CE) n. 854/2004 disciplina il controllo ufficiale per valutare il rispetto dei criteri e degli obblighi
inerenti la produzione primaria e ribadisce che la raccolta di latte non conforme a quanto previsto dal Reg.
(CE) n. 853/04 presso le aziende sospesa o subordinata a specifiche prescrizioni formalizzate dall'autorit
competente.
I controlli per la verifica della conformit del latte crudo, tenore in cellule somatiche e germi, compresa la
ricerca dei residui di farmaci (sostanze inibenti) restano tra gli obblighi degli operatori di questo settore
alimentare e devono essere formalmente riportati nel programma di autocontrollo aziendale; resta peraltro
invariato il controllo da parte dell'autorit competente che, oltre alla verifica ufficiale del rispetto dei limiti
microbiologici e delle conseguenti disposizioni sul destino del latte, interviene in misura ancor pi diretta sul
management aziendale con la valutazione del rischio specifico che determiner il tipo e la frequenza del
controllo ufficiale.
Spetta infine all'operatore del settore alimentare il compito di informare l'autorit competente in caso di
superamento dei limiti previsti e di mettere in essere tutte le misure atte alla risoluzione del problema
evidenziatosi.
Il presente documento si propone di sintetizzare i requisiti e gli obblighi che i Regolamenti impongono alle
Aziende di produzione primaria di latte crudo (PARTE I) e di uniformare le modalit di controllo Ufficiale
nelle aziende produttrici di latte crudo per verificarne la conformit alla normativa (PARTE II).

PARTE I
REQUISITI ED OBBLIGHI DEGLI OPERATORI DELLA PRODUZIONE PRIMARIA DI LATTE
CRUDO
Il latte crudo, da destinare a stabilimenti di trasformazione o trattamento, deve possedere i seguenti requisiti:
provenire esclusivamente da Aziende registrate ai sensi del Regolamento (CE) n. 852/2004;
rispettare i limiti dei tenori di germi e cellule somatiche indicati alla sezione IX dellallegato III del
Regolamento (CE) n. 853/2004;
essere esente da agenti patogeni trasmissibili alluomo;
non contenere sostanze vietate e contaminanti ambientali pericolosi per la sicurezza alimentare, e
residui di trattamenti farmacologici in quantit superiore ai limiti di tolleranza ammessi.
REGISTRAZIONE AZIENDE
Tutte le Aziende che producono latte crudo destinato agli stabilimenti di trasformazione o trattamento
devono essere registrate ai sensi dellart. 6 del Regolamento (CE) n. 852/2004 presso le ASL, secondo le
modalit fissate con la DGR 3/2011 Recepimento Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province

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Autonome del 29 aprile 2010 rep. n. 59/CSR e approvazione delle "Linee guida applicative del Regolamento
(CE) 852/04 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sull'igiene dei prodotti alimentari".
Revoca D.G.R. 275/2006 e la determinazione regionale n. G06917/2014 "Deliberazione della Giunta
Regionale del 14 gennaio 2011 n. 3". Procedura operativa per la registrazione delle imprese alimentari ai
sensi del Regolamento (CE) n. 852/04. Aggiornamento della Determinazione del 21 luglio 2006 n. D2145.
Il Servizio veterinario dellASL, nel prendere atto della notifica:
registra lAzienda nel database regionale;
effettua successivamente un sopralluogo per le opportune verifiche.
Le variazioni della ragione sociale o le modifiche relative alle informazioni contenute nella relazione
tecnica, devono essere comunicate all Azienda USL entro 30 giorni dallavvenuto cambiamento.
REGISTAZIONE VENDITA DIRETTA DI LATTE CRUDO ANCHE TRAMITE DISTRIBUTORI
AUTOMATICI
Tale attivit deve essere registrata secondo la procedura definita nella determinazione n. B01381 del 9
aprile 2013 e di seguito riportata:
Loperatore che intende intraprendere la vendita diretta di latte crudo al consumatore finale deve darne
comunicazione ai sensi del Reg. (CE) n. 852/2004 al fine di essere registrato, allegando tutta la
documentazione prevista, sintetizzata nellallegato B.
Contestualmente alla comunicazione di inizio attivit infatti, il titolare dellazienda agricola deve presentare
una dettagliata relazione tecnica, specificando le modalit con cui intende effettuare la vendita del latte
crudo.
La comunicazione di inizio attivit deve pervenire, con le modalit previste dalla normativa vigente, al
Servizio Veterinario dellAusl in cui ha sede lallevamento e a ogni Ausl nel cui territorio si intende
installare erogatori.
La vendita diretta di latte crudo al consumatore finale pu comunque avere inizio solo a seguito della
verifica con esito positivo da parte del Servizio Veterinario dellAusl, entro 30 giorni, dei risultati ottenuti
in regime di autocontrollo, del possesso dei requisiti igienico sanitari stabiliti dal presente documento, con
particolare riguardo ai parametri indicati nelle Tabelle 1 e 2.
In caso di modifiche di titolarit, strutturali, impiantistiche o produttive, di installazione, dismissione o
spostamento di una macchina erogatrice e in caso di chiusura dellattivit, loperatore deve darne
comunicazione al Servizio Veterinario dellAusl competente per territorio.
Anche linterruzione temporanea dellattivit, dellazienda o di un distributore, deve essere comunicata al
Servizio Veterinario competente.
Il Servizio Veterinario competente per territorio in cui ha sede la macchina erogatrice ma non lallevamento
di produzione deve verificare la registrazione dellazienda di produzione prima di procedere allinserimento
dellutente nel sistema informativo regionale (SIEV).
REGISTAZIONE CASEIFICI CON ANNESSA VENDITA DIRETTA
Sono esclusi dallobbligo del riconoscimento e sono soggetti alla registrazione ai sensi del Reg. (CE) n.
852/2004, gli operatori del settore alimentare che effettuano la trasformazione del latte crudo in caseifici
aziendali (con stalla annessa) o in caseifici che non sono dotati di stalla propria e che pertanto acquistano
latte proveniente da allevamenti registrati, per lesclusiva vendita dei prodotti al consumatore finale. E
consentita anche la cessione a dettaglianti e esercizi di somministrazione che forniscono direttamente al
consumatore finale situati nel territorio della Provincia o Province contermini e a condizione che tale attivit
non rappresenti lattivit prevalente in termini di volumi.
REGISTRAZIONE DEGLI INTERMEDIARI
Colui che raccoglie il latte senza ulteriore trattamento/trasformazione, senza sede di stoccaggio (ad es. una
cooperativa di raccolta), un operatore del settore alimentare e come tale soggetto a registrazione ai sensi
dellart 6 Reg. (CE) n. 852/204 secondo le modalit descritte nella determinazione n. G06917/2014
"Deliberazione della Giunta Regionale del 14 gennaio 2011 n. 3". Procedura operativa per la registrazione

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delle imprese alimentari ai sensi del Regolamento (CE) n. 852/04. Aggiornamento della Determinazione del
21 luglio 2006 n. D2145.
Gli intermediari sono tenuti a notificare la propria attivit, indicando :
il luogo dove sono conservati i documenti relativi allattivit di controllo e commercializzazione del latte
crudo, da tenere a disposizione dellAutorit sanitaria;
lelenco delle aziende di produzione di latte crudo che conferiscono il latte tramite lintermediario stesso;
lelenco degli eventuali automezzi utilizzati per il trasporto del latte (marca, tipo e targa);
l elenco dei mezzi trasportatori che vengono utilizzati conto terzi.
Esclusione dal campo di applicazione (Reg. (CE) n. 852/2004 art 1)
La registrazione non necessaria per la produzione primaria di latte per uso domestico privato da
parte dellazienda stessa.
Inoltre, qualora lazienda sia gi registrata per produzione di latte, lattivit di vendita occasionale di
piccoli quantitativi di latte al consumatore finale non soggetta a ulteriore registrazione, a
condizione che tale attivit sia marginale rispetto alla principale. Tale esclusione non esime
loperatore dallapplicazione, durante la sua attivit, delle regole base delligiene e delle buone
pratiche agricole, al fine di ottenere un prodotto sicuro e comunicare al consumatore che il latte non
pu esser consumato crudo.
OBBLIGHI DEGLI ALLEVATORI
Il Reg. (CE) 852/2004, estende a tutti gli operatori del settore alimentare, che effettuano la produzione
primaria, e quindi anche a tutte le aziende zootecniche produttrici di latte, la responsabilit del rispetto dei
requisiti in materia di igiene, che garantita tramite ladozione di misure adeguate per lindividuazione, la
prevenzione e il controllo dei pericoli connessi con la propria attivit.
Tali misure corrispondono al sistema di autocontrollo attuato dal produttore che, per la produzione
primaria, non basato sul sistema HACCP, ma composto da un insieme di corrette prassi da mettere in
atto nella attivit produttiva da svolgersi in strutture idonee e con personale con adeguate conoscenze e
formazione.
Pertanto gli allevatori devono garantire che il latte soddisfi le disposizioni della legislazione alimentare in
tutte le fasi della produzione primaria ed in particolare devono assicurare:
1.

il rispetto dei requisiti igienico sanitari della produzione del latte:


a. stato sanitario e benessere degli animali (Reg. (CE) n. 853/2004, allegato III, sezione IX, cap I
e Reg. (CE) n. 852/2004, allegato I, parte A, cap II, par 4, lettera h) ) e norme specifiche di settore ;
gestione dei medicinali veterinari e fitofarmaci (Reg. (CE) n. 853/2004, allegato III, sezione
IX, cap I) e norme specifiche di settore ;
c. igiene aziendale (Reg. (CE) n. 852/04 e n. 853/04);
ligiene della mungitura e lo stoccaggio del latte (Reg. (CE) n. 853/04, all. III, sez IX, cap I, par II,
lett b);
ligiene del personale e la relativa formazione (Reg. (CE) n. 853/04, allegato III, sez IX, cap I, par. II,
lett. c) e Reg. (CE) n. 852/04, Allegato I, parte A, cap. II, punto 4, lett. e). E necessario che gli addetti al
b.

2.
3.

4.
5.
6.
7.
8.

prelievo di campioni di latte crudo per la successiva analisi siano in possesso di un adeguata
formazione per lesecuzione di tale attivit e che sia disponibile la relativa documentazione. Tale
formazione pu essere svolta e promossa dalle associazioni dei produttori e di categoria e dagli
Istituti Zooprofilattici Sperimentali e/o dalle Asl ;
il rispetto dei requisiti di igiene e rintracciabilit dei mangimi (Reg. (CE) n. 183/05, Allegato III)
il rispetto dei requisiti chimici con particolare riferimento ai residui di antibiotici ed aflatossine
il rispetto dei requisiti microbiologici del latte di cui al Regolamento (CE) n. 853/2004, effettuando
controlli analitici;
la rintracciabilit del latte (Reg. (CE) n. 178/02, DM 27 maggio 2004 per il latte bovino e DM 9
settembre 2014 per il latte bufalino);
la corretta tenuta delle registrazioni previste (Reg. (CE) n. 852/04 Allegato I, parte A, Cap III). In
generale tutti gli operatori del settore alimentare devono tenere e conservare le registrazioni relative
alle misure adottate per il controllo dei pericoli, in modo appropriato e per un periodo di tempo

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adeguato alla natura ed alle dimensioni dellimpresa, e devono mettere a disposizione delle Autorit
competenti e degli operatori del settore alimentare che ricevono i prodotti, le pertinenti informazioni
contenute in tali registrazioni.
DOCUMENTAZIONE ATTIVITA PRODUTTIVA
Gli operatori del settore alimentare che allevano animali o producono prodotti primari di origine animale,
devono poter dimostrare:
MANGIMI : la natura e lorigine degli alimenti acquistati, prodotti e somministrati agli animali
(conservazione della documentazione fiscale per almeno un anno dallacquisto e documentazione
relativa ai mangimi prodotti in azienda, compresi gli eventuali referti analitici);
FARMACO : limpiego corretto dei prodotti medicinali veterinari, compilando, nei tempi e nei
modi prescritti, tutte le voci indicate nel registro dei trattamenti. Tale registro dovr essere
conservato, con le relative ricette, per almeno cinque anni dallultima registrazione (D. lgs 158/06 e
D. lgs 193/06);
SANITA ANIMALE : la documentazione relativa allinsorgenza di malattie che possono incidere
sulla sicurezza dei prodotti di origine animale (mod 2/33, mod. 1, Ordinanze);
CONTROLLI ANALITICI : i risultati di tutte le analisi effettuate su campioni prelevati da
animali, latte, prodotti a base di latte ed eventualmente dellacqua utilizzata per la pulizia delle
attrezzature, registrazioni sui controlli funzionali delle lattifere, se del caso;
IMPIANTI: documentazione sugli interventi di manutenzione degli impianti di mungitura e di
refrigerazione;
RINTRACCIABILITA : le registrazioni della data, quantit e destinazione del latte prodotto
giornalmente, da conservare per almeno un anno dallultima registrazione.
FORMAZIONE DEL PERSONALE

I titolari delle aziende e gli altri soggetti che attuano gli autocontrolli devono garantire una adeguata
formazione degli addetti alla mungitura e degli addetti al prelievo di latte. Gli elementi formativi
saranno affrontati in corsi specifici opportunamente documentati.
Si elencano i contenuti specifici dei corsi.
Addetto alla mungitura
Corso teorico pratico di almeno 6 ore
Parte teorica:
La mastite: informazioni di base su eziologia, patogenesi e controllo
La corretta routine di mungitura: elementi di fisiologia e di igiene
Buone Pratiche di mungitura: procedure e registrazioni dati
Parte pratica (facoltativa):
Esercitazione pratica sulla corretta routine di mungitura presso un allevamento (con vacche
munte alla posta o in sala di mungitura a seconda del tipo di partecipanti al corso o visione
filmato)
Addetto al prelievo di campioni di latte
Corso teorico pratico di almeno 4 ore
Parte teorica:
Riferimenti normativi sulla produzione e sul controllo del latte.
La composizione fisico-chimica del latte.
Il prelievo manuale ed automatico: principi.
La corretta gestione del campione e della documentazione di prelievo.
Parte pratica (facoltativa):
Il prelievo manuale ed automatico
La corretta gestione del campione e della documentazione di prelievo

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CONTROLLO DEL LATTE CRUDO


I controlli necessari per la verifica della conformit del latte crudo ai criteri riportati nella tabella riassuntiva,
compresi quelli per la verifica del rispetto dei requisiti previsti dal D.M. 9 maggio 1991 n. 185 per la
produzione di latte ad alta qualit, rientrano tra i compiti demandati agli operatori del settore alimentare.
Questi controlli riguardano un numero rappresentativo di campioni di latte crudo prelevati random e
possono essere effettuati da:
operatori del settore alimentare che producono il latte (OSA cio le aziende zootecniche di
produzione),
operatori
del
settore
alimentare
che
raccolgono
o
trasformano
il
latte
(RACCOGLITORE/TRASFORMATORE cio i responsabili dei centri di raccolta e degli
stabilimenti di trattamento e trasformazione),
gruppi di operatori del settore alimentare (FIGURA TECNICA cio Cooperative, Associazioni e
Organizzazioni di categoria);
Si ritiene quindi, che tutte le modalit di attuazione dei controlli sulla conformit del latte crudo ai
parametri indicati dal Regolamento debbano essere formalmente indicate nell'ambito delle procedure di
prassi igieniche previste dal Regolamento (CE) n. 852/2004 sia a livello di produzione primaria (aziende di
produzione) che a livello di intermediazione e/o di trasformazione (centri e stabilimenti).
Tali procedure devono, in particolare, garantire l'individuazione :
della responsabilit nellesecuzione del controllo;
delle modalit di prelievo del latte crudo;
delle modalit di conservazione ed invio dei campioni al laboratorio;
del laboratorio che effettua le analisi . Tali laboratori devono essere iscritti nellapposito registro
regionale previsto dalle disposizioni contenute nellaccordo sancito in sede di Conferenza Statoregioni il 7 maggio 2015 (Rep. Atti 84/CSR), recante linee guida per il controllo ufficiale dei
laboratori che eseguono le analisi nellambito dellautocontrollo delle imprese alimentari, ai sensi
dellarticolo 6, comma 2 dellAccordo Rep. 78/CSR/2010;
modalit di comunicazione alle Asl dei dati relativi ai controlli analitici dei parametri del latte
crudo (nota Ministero Salute prot. 23047 del 01.06.2016).
A tal fine lOSA compila e trasmette al Servizio Veterinario competente per territorio sullallevamento, al
primo acquirente ed al laboratorio che esegue le analisi in autocontrollo il modello Monitoraggio criteri
latte.
CONTROLLI ANALITICI IN AUTOCONTROLLO
Il produttore attua un sistema di autocontrollo composto da un insieme di corrette prassi da mettere in atto
nella attivit produttiva, tese a garantire il rispetto dei criteri previsti per ogni tipologia di latte crudo ed
effettua i controlli analitici per la loro verifica secondo lo schema sotto riportato :
Tipologia prodotto
latte crudo di vacca

latte crudo proveniente da


altre specie

Criterio

Limite

Tenore di germi a
30 C (per ml)

100.000

Tenore di cellule
somatiche (per
ml)
Tenore di germi a
30 C (per ml)

400.000

1.500.000

latte crudo proveniente da


Tenore di germi a
500.000
altre specie destinato alla
30 C (per ml)
fabbricazione di prodotti
ottenuti mediante un processo
che non comporta alcun
trattamento termico
latte crudo di qualsiasi specie Residui di
< LMR riguardo ad
antibiotici
una qualunque delle

Frequenza
controllo
Media geometrica
almeno due
mobile, calcolata su un prelievi al mese
periodo di due mesi*
Media geometrica
almeno un
mobile, calcolata su un prelievo al mese
periodo di tre mesi*
Media geometrica
almeno due
mobile, calcolata su un prelievi al mese
periodo di due mesi*
Media geometrica
almeno due
mobile, calcolata su un prelievi al mese
periodo di due mesi*
Modalit di calcolo

Campione singolo

Su valutazione
dellOSA (analisi

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sostanze di cui al Reg.


(UE) n. 37/2010
latte crudo di qualsiasi specie

Aflatossina M1

0.050 g/Kg
Campione singolo
(Reg. CE n. 1881/06)

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dei pericoli)
almeno un
campione lanno
almeno un
prelievo al mese
salvo stati di
emergenza anche
con metodi rapidi

* La media mobile : media calcolata su un numero fisso di osservazioni, il cui valore cambia perch in ogni
periodo entra nel range di calcolo la rilevazione pi recente ed esce quella pi vecchia.

Lazienda produttrice di latte pu effettuare tali controlli analitici direttamente oppure avvalersi di quelli
effettuati dalle ditte che ritirano il latte. Questa seconda opzione possibile solamente se:
Le modalit di esecuzione dei controlli sono formalmente concordate tra il produttore e
lintermediario o responsabile dellimpianto di trattamento/trasformazione, definendo, tra laltro, la
responsabilit di comunicazione dei referti analitici e della segnalazione degli eventuali
superamenti dei limiti allASL dove situata lazienda di produzione.
Presso lazienda di produzione del latte, o in altra sede approvata dalla ASL competente, devono
essere presenti i referti analitici (anche in copia) con intestazione del laboratorio che ha effettuato
lanalisi e la media prevista.
La procedura di campionamento deve garantire che il campione sia rappresentativo del latte di massa
dellazienda.
Qualora si manifesti la necessit di effettuare campioni aggiuntivi per ulteriori controlli oltre a quelli
programmati, per verificare il rientro della media mobile, il campionamento deve essere effettuato con le
medesime procedure, modalit e personale stabilite per i campioni ordinari e per il controllo latte-qualit.
OBBLIGHI DEL PRODUTTORE
Si ribadisce che il produttore del latte:

ha lobbligo di garantire il rispetto dei criteri previsti dalla normativa vigente per il latte tramite un
appropriato sistema produttivo ed un sistema di autocontrollo che comprenda la verifica della
conformit del latte crudo ai criteri previsti, compresi quelli del DM 9 maggio 1991, n. 185 per la
produzione di latte ad alta qualit, anche tramite opportuni controlli analitici;
ha lobbligo di rendere disponibile all autorit competente locale, gli esiti delle analisi attuate in
autocontrollo;
rende disponibile allautorit competente locale la procedura di campionamento del latte di massa
per lesecuzione delle suddette analisi da parte di un laboratorio iscritto negli appositi elenchi
regionali;
in tutti i casi in cui a seguito dei controlli si evidenzi che il latte crudo non soddisfa i criteri
stabiliti (media geometrica mobile del tenore di germi, cellule somatiche), ha lobbligo di
comunicare il superamento dei limiti allAutorit competente locale immediatamente
dallacquisizione del risultato e del conseguente calcolo della media geometrica mobile;
in caso di non conformit tenuto da subito ad adottare le misure necessarie a riportare i valori
del latte a livelli di conformit. In caso di superamento dei limiti di residui di sostanze inibenti e di
altri residui e contaminanti (es. aflatossine) dovr dare comunicazione tempestiva ed avviare
immediate procedure per bloccare il ritiro del latte e comunicare lesito ad eventuali acquirenti.

Pericolo aflatossina
E' possibile che animali alimentati con mangimi contaminati da Aflatossina Bl, anche se a valori conformi,
producano latte con presenza di Aflatossina MI.
Pertanto, il piano di autocontrollo deve prevedere che la conformit delle produzioni sia garantita dall'analisi
di campioni di latte. Tali analisi, in presenza di specifico accordo tra l'allevatore ed il primo acquirente,
potrebbero essere svolte direttamente a cura di quest'ultimo.

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La frequenza dei prelievi deve essere tale da garantire un costante monitoraggio delle produzioni, in
particolare nei periodi pi a rischio.
Si pu ritenere efficace un monitoraggio che preveda almeno un prelievo al mese nei periodi considerati
non a rischio ed un incremento dei campionamenti negli altri periodi dell'anno, con una frequenza
stabilita dall'azienda stessa in considerazione dei fattori di rischio.
Il monitoraggio deve anche tener conto di ogni modifica della razione alimentare giornaliera che preveda
l'utilizzo di nuovi alimenti a rischio o dell'apertura di nuova trincea di silomais o un nuovo scarico di
mangime o farina. L'analisi deve essere effettuata con metodi accreditati da laboratori accreditati.
E' opportuno che nel piano di autocontrollo venga individuato un livello di attenzione (es. 30 40 ppt) in
presenza del quale si provveda a modificare la razione alimentare giornaliera con l'eliminazione o la riduzione
degli alimenti a maggior rischio di contaminazione.
OBBLIGHI DEL PRODUTTORE IN CASO DI NON CONFORMITA
Il Regolamento (CE) n. 853/2004 stabilisce che in tutti i casi in cui dai controlli di cui sopra venga
evidenziato che il latte crudo non soddisfa i criteri stabiliti (tenore di germi, tenore di cellule somatiche e
presenza di residui di antibiotici) l'operatore del settore alimentare ha l'obbligo di comunicare il
superamento dei limiti all'Autorit Sanitaria (adempimento che spetta al responsabile dello stabilimento o
all'intermediario nel caso che effettui direttamente i controlli) e di adottare le misure necessarie a
riportare i valori del latte nella conformit. Ci vale anche per non conformit relative alla presenza di
aflatossine.
Qualora il latte crudo non venga conferito direttamente dallazienda di produzione ad uno stabilimento, ma
sia commercializzato da un intermediario privo di sede di stoccaggio o lavorazione, possibile che lo stesso
intermediario riceva la delega per la parte relativa ai controlli. Le modalit di esecuzione dei controlli devono
essere formalmente concordate tra lazienda di produzione e lintermediario.
Le aziende di produzione devono tenere comunque a disposizione del Servizio Veterinario dellASL
competente, copia delle procedure concordate con lintermediario e copia dei documenti relativi allattivit
di controllo.
Non conformit per i criteri microbiologici.
La non conformit del latte crudo si realizza solo quando la media geometrica mobile, calcolata su un
periodo di due mesi con almeno 4 controlli per il tenore di germi e su un periodo di tre mesi con almeno 3
controlli per tenore di cellule somatiche per lintero periodo della lattazione, ha superato i limiti previsti
dallAllegato III Sezione IX Capitolo I Punto III del Regolamento (CE) n. 853/2004; in tal senso si
raccomanda di verificare periodicamente che vengano rispettati rigorosamente il numero e la frequenza delle
analisi e che i risultati vengano calcolati secondo le modalit previste dal Regolamento (media geometrica e
non media aritmetica); quando la media geometrica mobile supera i limiti loperatore del settore alimentare
deve notificare tale superamento allAutorit competente ed inizia contestualmente il periodo di
osservazione di tre mesi entro i quali lazienda di produzione deve rientrare nei limiti previsti dal
Regolamento; nel periodo di osservazione il superamento dei limiti NON comporta alcuna limitazione
nellutilizzo del latte crudo. Dopo la notifica dellinizio del periodo di osservazione di tre mesi i controlli sul
latte crudo proseguono secondo le modalit e le frequenze suddette.
Qualora, al termine del periodo di osservazione, la media geometrica mobile non sia rientrata nei limiti,
lOSA deve darne comunicazione allAutorit Competente Locale secondo la procedura di seguito riportata.

Procedura di notifica delle non conformit per tenore di germi e per tenore di cellule
somatiche
Loperatore del settore alimentare, identificato nellaccordo tra le parti come responsabile delleffettuazione
dei controlli, entro 7 giorni dallacquisizione del rapporto di prova e del conseguente calcolo della media
geometrica mobile, comunica via Fax o e-mail/PEC, il superamento dei limiti stabiliti dal Reg. (CE) n.
853/2004 e le azioni correttive che intende intraprendere agli altri Operatori del settore interessati (azienda
di produzione, centri di raccolta, stabilimento di trattamento e trasformazione) e al Servizio Veterinario della
ASL competente per la sede dellazienda di produzione segnalando che, dalla data della comunicazione

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stessa, ha inizio il periodo di osservazione di tre mesi per il rientro nei limiti previsti;
Non conformit per sostanze inibenti

Procedura di notifica delle non conformit per presenza di residui in sostanze inibenti
Il responsabile del laboratorio deve segnalare immediatamente, mediante comunicazione telefonica o via fax,
il riscontro di positivit per sostanze inibenti al responsabile dellesecuzione del controllo (allevatore,
intermediario o responsabile dello stabilimento) ed al Servizio Veterinario dellASL dove ha sede lazienda
di produzione.
A seguito della suddetta comunicazione, loperatore del settore alimentare (allevatore) deve:
comunicare, ai sensi del Reg. (CE) n. 178/2002 - art.19, il risultato al Servizio veterinario competente
e a tutte le aziende a cui il latte stato fornito, entro le 12 ore dallacquisizione dellesito;
sospendere il conferimento del latte presente in azienda e/o la vendita diretta;
adottare azioni correttive;
avviare procedure di ritiro (se il latte stato gi avviato alla trasformazione e/o stato conferito ai
distributori automatici);
pu avviare alla distruzione, ai sensi del regolamento (CE) n. 1069/2009, il latte contaminato e i
prodotti da esso derivati
In attesa degli esiti del controllo ufficiale, il responsabile dellazienda di produzione deve dimostrare di aver
individuato e rimosso la causa della presenza dei residui di sostanze inibenti.
La ripresa del conferimento potr avvenire a seguito di esito favorevole del campione ufficiale negativo
eseguito dallAutorit competente PNR su sospetto con blocco ufficiale della consegna del latte ad uso
alimentare.
Non conformit per aflatossine

Procedura di notifica delle non conformit per aflatossine


Loperatore del settore alimentare (allevatore) allacquisizione del rapporto di prova non favorevole per
superamento del limite di aflatossina M1 in campioni eseguiti in autocontrollo (tenore massimo Reg. CE n.
1881/06) deve tempestivamente:

comunicare tempestivamente, ai sensi del Reg. (CE) n. 178/2002 - art.19, il risultato al Servizio
veterinario competente e a tutte le aziende a cui il latte stato fornito;
sospendere il conferimento del latte presente in azienda e/o la vendita diretta;
adottare azioni correttive sullalimentazione degli animali;
avviare procedure di ritiro (se il latte stato gi avviato alla trasformazione e/o stato conferito ai
distributori automatici);
se del caso, avviare alla distruzione, ai sensi del regolamento (CE) n. 1069/2009, il latte contaminato
e i prodotti da esso derivati.

La ripresa del conferimento potr avvenire a seguito di esito favorevole del campione ufficiale negativo
eseguito dallAutorit competente PNR su sospetto con blocco ufficiale della consegna del latte ad uso
alimentare.
PARTE II
ATTIVITA DI CONTROLLO UFFICIALE DEL SERVIZIO VETERINARIO DELLE ASL
PRESSO LE AZIENDE PRODUTTRICI DI LATTE
Il Regolamento (CE) n. 854/2004 prevede che lAutorit competente :
verifichi che i controlli previsti dal Regolamento (CE) n. 853/2004 vengano svolti correttamente;
adotti i provvedimenti di vincolo nellutilizzo del latte non conforme ai criteri stabiliti dal
Regolamento (CE) n. 853/2004 se loperatore dellazienda di produzione non ha rettificato la
situazione entro 3 mesi dalla notifica del superamento dei limiti.

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Inoltre il Regolamento (CE) n. 882/2004 stabilisce che i controlli ufficiali siano eseguiti periodicamente, in
base ad una valutazione dei rischi e con frequenza appropriata, per raggiungere gli obiettivi del regolamento,
tenendo conto:
possibili rischi per la salute pubblica e, se del caso, animale (microbiologici: zoonosi trasmissibili con
il latte; chimici: trattamenti illeciti con medicinali, contaminanti ambientali pericolosi);
tipologia dei processi effettuati (vendita diretta latte crudo, latte destinato alla produzione di latte
fresco o di prodotti a latte crudo, produzione di latte alta qualit)
dati storici aziendali per quanto riguarda la conformit alla legislazione alimentare (aziende dove sono
state rilevate delle non conformit e sono stati prescritti gli opportuni adeguamenti) e garanzie del
produttore ed affidabilit dellautocontrollo e relativi risultati;
Le verifiche svolte dal personale delle Asl, hanno lobiettivo di accertare, attraverso controlli documentali e
materiali, che tutte le fasi della produzione primaria soddisfino i requisiti di igiene fissati dalla specifica
legislazione alimentare.
Lesecuzione dei controlli ufficiali lascia impregiudicata la responsabilit legale degli operatori del settore
alimentare per la sicurezza dei prodotti alimentari, come previsto dal regolamento (CE) n. 178/2002 e la
responsabilit civile o penale risultante dalla violazione dei loro obblighi.
Si sottolinea limportanza di mantenere una documentazione scritta dellattivit di controllo svolta,
attraverso luso di specifiche check list, seguita dalla relazione di cui allarticolo 9 del Reg. CE n.
882/2004 anche in funzione della programmazione degli interventi.
Si rammenta infatti che le presenti linee guida hanno come finalit:
ladozione di un sistema di programmazione pluriennale dellattivit di controllo ufficiale che
consenta il mantenimento di un livello minimo di controllo, uniforme su tutto il territorio regionale;
luniformit degli interventi di controllo negli allevamenti mediante lattuazione di procedure comuni;
la realizzazione di un sistema di documentazione che consenta di formalizzare lattivit del Servizio
Veterinario territoriale e di dimostrare lentit ed i risultati del controllo; la documentazione fornisce
inoltre indicazioni agli operatori del settore alimentare per il miglioramento delle condizioni igieniche di
produzione e consente al sistema di controllo di raccogliere dati ed informazioni utili per leventuale
riprogrammazione delle attivit;
la messa in atto di un sistema di valutazione dei risultati delle attivit che consenta una impostazione
dei controlli ufficiali basata sulla definizione del livello di rischio dei singoli impianti o tipologie di
impianto.
I controlli del veterinario ufficiale in Azienda comprendono:
a) verifica dei requisiti generali di igiene. Con la verifica di buone prassi igieniche si intende valutare il
costante rispetto delle procedure adottate degli operatori per quanto riguarda (procedure minime da
sottoporre a controllo):

concezione e manutenzione ed igiene dei locali e delle attrezzature


igiene personale
formazione in materia di igiene e procedure di lavoro
lotta contro i parassiti ed animali indesiderabili
qualit delle acque
controllo della temperatura
gestione dei rifiuti e sottoprodotti

Inoltre opportuno valutare lefficacia delle strategie adottate presso lAzienda relativamente a :

prevenzione di malattie infettive trasmissibili alluomo tramite gli alimenti


contaminazione dovuta a micotossine, metalli pesanti e se del caso materiale radioattivo
prodotti fertilizzanti, fitosanitari e biocidi e loro rintracciabilit
prodotti medicinali veterinari, additivi e mangimi e loro rintracciabilit

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preparazione, magazzinaggio, uso e rintracciabilit dei mangimi, compresi i pascoli


eliminazione di animali morti, rifiuti e strame
modalit di introduzione di animali in azienda
valutazione dei fornitori
raccolta razionale dei risultati delle analisi effettuate su campioni prelevati da animali o altre matrici
(es. acqua, suolo, mangimi ecc.)

Si ricorda che nel corso dei sopralluoghi presso lAzienda di produzione il personale del Servizio
veterinario deve in prima battuta verificare che le procedure di autocontrollo prevedano:
le modalit di prelievo del latte crudo;
le modalit di conservazione dei campioni;
le modalit di invio dei campioni al laboratorio;
il laboratorio che effettua le analisi;
Inoltre sempre necessario verificare che i controlli analitici vengano costantemente e correttamente eseguiti e che sia disponibile la relativa documentazione.
b) verifica dei dati di autocontrollo relativi ai controlli specifici per il latte crudo :
1. criteri del latte crudo
2. presenza sostanze inibenti
3. presenza di aflatossine
Come indicato nella nota ministeriale prot. 23047 del 01.06.16, presso gli uffici dei Servizi Veterinari delle
Asl devono essere disponibili, per ogni Azienda registrata, i dati analitici di autocontrollo di cui sopra, onde
consentire un monitoraggio continuo dello stato sanitario degli allevamenti insistenti sul territorio. A tal fine
sono stati predisposti dei modelli, in allegato, affinch gli allevatori possano autorizzare i laboratori a fornire
i dati analitici ai Servizi Veterinari competenti per territori sullAzienda zootecnica.
A prescindere dal sistema che si intende adottare per la fruibilit dei parametri del latte crudo, le Autorit
Competenti Locali devono registrare e documentare il periodo di riferimento del monitoraggio effettuato, che
deve essere non inferiore ad un anno di attivit.
1- PROCEDURA PER IL SERVIZIO VETERINARIO IN CASO DI LATTE NON CONFORME
PER TENORE DI GERMI E PER TENORE DI CELLULE SOMATICHE
Le Aziende produttrici di latte non conforme vengono individuate a seguito di:
segnalazione di non conformit inviata direttamente dallallevatore o da gruppi di operatori che
effettuano campioni per suo conto;
segnalazione di non conformit inviata dal Responsabile dello stabilimento di conferimento;
controlli analitici di monitoraggio eseguiti dal personale del Servizio Veterinario della ASL nel
corso dellattivit di controllo programmata annualmente.
A) RILASCIO DI UN PERIODO DI OSSERVAZIONE DI 3 MESI
Al titolare dellAzienda non conforme viene concesso un tempo di osservazione non superiore a 3 mesi,
durante il quale dovranno essere adottate misure correttive in grado di ripristinare la conformit dei criteri
previsti per il latte crudo.
Nel corso del periodo di osservazione consentito il regolare conferimento del latte per la successiva
lavorazione o trattamento.
Dellinizio del periodo di osservazione, il Servizio Veterinario competente sullallevamento, ne da
comunicazione oltre che allOSA interessato, anche al Servizio Veterinario competente sul primo
acquirente/impianto di trasformazione, a mezzo del Modello A/Latte.
Il Servizio Veterinario durante il periodo di osservazione verifica lattivit svolta in autocontrollo
dallallevatore, provvedendo se del caso anche al prelevamento di campioni di latte crudo al fine di

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valutare il rispetto dei parametri indicati nellAllegato III sezione IX del Regolamento CE 853/2005 e, se del
caso, prescrive misure di igienizzazione per garantire la sicurezza alimentare del latte.
Il rientro nei limiti medi durante il trimestre determinato dal risultato favorevole della media geometrica
calcolata su base mobile, dove il valore analitico pi recente annulla e sostituisce il valore corrispondente al
riscontro pi vecchio.
Il mancato rientro nei limiti medi al termine del trimestre di osservazione, confermato dallultima analisi,
comporta invece la dichiarazione di latte NON CONFORME da parte del Servizio Veterinario che
notifica allazienda di produzione latto di divieto di consegna del latte crudo come latte

alimentare, inviandone comunicazione a mezzo del Modello A/Latte anche al Servizio Veterinario
competente sul primo acquirente/impianto di trasformazione.
B) LATTE DESTINATO ALLA PRODUZIONE DI FORMAGGI CON MATURAZIONE
SUPERIORE A 60 GG PER IL LATTE CRUDO OVI/CAPRINO
Limitatamente al latte ovi-caprino il Servizio Veterinario prescrive che il latte potr essere utilizzato solo
per la produzione di formaggi con maturazione superiore a 60 gg per i quali prevista la deroga ai sensi
della intesa tra Governo, Regioni e Province autonome in materia di adattamenti per la produzione di
formaggi con periodo di maturazione di almeno 60 giorni prodotti con latte ovicaprino (Rep. n. 2673 del
16.11.06), dandone comunicazione formale allintermediario/stabilimento di destinazione ed al Servizio
Veterinario competente, a mezzo del Modello A/Latte. Sono fatte salve le indicazioni di cui allarticolo 1,
comma 3 della suddetta Intesa.
Si rammenta che le violazioni dettate dai regolamenti CE n. 852/04 e 853/04 in materia di requisiti generali e
specifici previsti per le Aziende di produzione di latte sono sanzionabili ai sensi dellarticolo 6 del decreto
legislativo 193/2007.

2 - PROCEDURA DEL SERVIZIO VETERINARIO IN CASO DI ACCERTATA PRESENZA DI


SOSTANZE INIBENTI
Nel latte crudo non devono essere presenti residui farmacologici in quantit superiore ai limiti di tolleranza
fissati dallAllegato al Regolamento (UE) n. 37/2010 concernente le sostanze farmacologicamente attive e la
loro classificazione per quanto riguarda i limiti massimi di residui negli alimenti di origine animale.
Lo strumento a disposizione del servizio veterinario per la verifica analitica delleventuale presenza di
sostanze inibenti rappresentato dal piano regionale per i residui (PRR), ricorrendo a campionamenti
mirati o su sospetto, a seconda della situazione, ed intraprendendo tutte le azioni previste dal piano.

Il Servizio Veterinario, avuta notizia della non conformit, effettua un sopralluogo presso lazienda di
produzione per la ricerca della possibile causa della positivit, per la verifica del corretto utilizzo del
farmaco veterinario (vigilanza e controllo ai sensi del D.L.vo 193/06 con particolare riguardo agli artt. 79 e
80) e per lesecuzione di un campionamento ufficiale sul latte crudo (PNR campione su sospetto) da
inviare allIstituto Zooprofilattico Sperimentale per lesecuzione dellanalisi ufficiale. Il Servizio
Veterinario, nellinviare il campione al laboratorio per lesecuzione dellanalisi ufficiale, deve indicare, per
quanto possibile, in relazione alle verifiche effettuate in azienda, la o le sostanze farmacologiche che si
sospetta possano aver dato origine alla positivit.
Contestualmente il Servizio Veterinario, ai sensi dellart. 54 del Reg. Ce 882/2004, sospende il ritiro del
latte che potr riprendere solo a seguito di esito favorevole del campione ufficiale.

In deroga alla procedura suddetta, alla segnalazione di non conformit, il responsabile dello stabilimento di
trasformazione, sotto la supervisione e a seguito di specifica autorizzazione del Servizio Veterinario, pu
ricevere sotto vincolo sanitario il latte dallazienda riscontrata non conforme in attesa delesito del
campione ufficiale; qualora la positivit venga confermata il latte viene avviato alla distruzione, se il test da
esito negativo destina il latte alla trasformazione garantendone comunque la tracciabilit.

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3 - PROCEDURA DEL SERVIZIO VETERINARIO IN CASO DI ACCERTATA PRESENZA DI


AFLATOSSINE

Superamento del tenore massimo stabilito dal Reg, (CE) n. 1881/2006 per Aflatossina M1
1)CAMPIONI PRELEVATI IN AUTOCONTROLLO
Il laboratorio di analisi deve tempestivamente comunicare allOSA il risultato delle analisi.
Questultimo provveder a:
- comunicare tempestivamente la NC al Servizio Veterinario competente per territorio;
- sospendere il conferimento del latte prodotto in azienda e/o la vendita diretta e/o la
trasformazione e comunicarlo al primo acquirente ;
- adottare azioni correttive sullalimentazione degli animali.
Compiti dellAutorit Competente:
- verificare lavvenuta segnalazione da parte dellOSA al primo acquirente che il latte non pu
essere ritirato, fino a successiva comunicazione;
- effettuare un sopralluogo in azienda per:
a) verificare che il piano di autocontrollo sia adeguato alla gestione del rischio aflatossine;
b) vigilare in merito alle azioni correttive adottate sullalimentazione degli animali;
c) fornire assistenza sulle attivit necessarie a ridurre /eliminare il rischio Aflatossina;
d) porre sotto sequestro il latte presente. In alternativa, il latte pu essere avviato, in vincolo,
alla trasformazione. Il latte ed i prodotti possono essere svincolati solo dopo l esito favorevole
di un campione ufficiale prelevato dal Servizio veterinario competente e suo parere favorevole;

e) effettuare un campionamento ufficiale (PNR su sospetto 4 aliquote);


f) effettuare indagini analitiche sugli alimenti considerati a rischio contaminazione
Aflatossina B1.
Esito delle analisi dei campionamenti:
esito negativo:
il Servizio Veterinario comunica allOSA che potr riprendere il conferimento del latte e/o la
vendita diretta.
esito positivo:

Il latte verr dissequestrato ed avviato alla distruzione tramite dispersione in concimaia o


sottoposto ad uno dei seguenti metodi di trasformazione:
o

trasformato con uno dei metodi da 1 a 5 (All. IV, capo III del reg. (CE) n. 142/2011) e i
prodotti derivati dalla trasformazione possono essere trasformati in biogas. In tal caso i
residui di digestione devono essere smaltiti in conformit della sezione 3, punto 1 (i) o
(ii) dellallegato IV, capo IV del reg. (UE) n.142/2011;

la parte grassa pu essere utilizzata per produrre biodiesel/combustibile in motore


endotermico o usato in caldaia secondo le indicazioni di cui allallegato IV, capo IV,
sezione 2 del reg. (UE) n. 142/2011;

trasformato con metodo 1 (All. IV, capo II del reg. (CE) n. 142/2011) e sottoposto ad
idrolisi ad alta pressione prima di andare a biogas;

sottoposto a processo di idrolisi alcalina;

trasformato con uno dei metodi da 1 a 5 (All. IV, capo III del reg. (CE) n. 142/2011) e i
prodotti derivati (grassi fusi) possono essere ulteriormente trasformati in derivati lipidici
ai sensi dellAllegato XIII, Capo XI del reg. (UE) n.142/2011.

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Il Servizio Veterinario ripeter la procedura di campionamento e sequestro, sopra indicata, fino ad


esito favorevole.
CAMPIONI PRELEVATI NELLAMBITO DEL PNR EXTRA-PIANO
LIZS comunica la positivit al Servizio Veterinario che ha eseguito il campionamento, lo stesso
provvede ad informarne lOSA, e segnala al primo acquirente che il latte non pu essere ritirato,
fino a successiva comunicazione.
Effettua al pi presto un sopralluogo in allevamento per:
- verificare che il piano di autocontrollo sia adeguato alla gestione del rischio aflatossine;
- vigilare sulle azioni correttive adottate sullalimentazione degli animali;
- fornire assistenza sulle attivit necessarie a ridurre /eliminare il rischio Aflatossina;
- porre sotto sequestro il latte presente;
- effettuare un campionamento ufficiale (PNR su sospetto 4 aliquote);
- effettuare indagini analitiche sugli alimenti considerati a rischio contaminazione Aflatossina
B1.
Esito del Campione Ufficiale:
esito negativo:
il Servizio Veterinario comunica allOSA che potr riprendere il conferimento del latte e/o la
vendita diretta.
esito positivo:

Il latte verr dissequestrato ed avviato alla distruzione tramite dispersione in concimaia o


sottoposto ad uno dei seguenti metodi di trasformazione:
o

trasformato con uno dei metodi da 1 a 5 (All. IV, capo III del reg. (CE) n. 142/2011) e i
prodotti derivati dalla trasformazione possono essere trasformati in biogas. In tal caso i
residui di digestione devono essere smaltiti in conformit della sezione 3, punto 1 (i) o
(ii) dellallegato IV, capo IV del reg. (UE) n.142/2011;

la parte grassa pu essere utilizzata per produrre biodiesel/combustibile in motore


endotermico o usato in caldaia secondo le indicazioni di cui allallegato IV, capo IV,
sezione 2 del reg. (UE) n. 142/2011;

trasformato con metodo 1 (All. IV, capo II del reg. (CE) n. 142/2011) e sottoposto ad
idrolisi ad alta pressione prima di andare a biogas;

sottoposto a processo di idrolisi alcalina;

trasformato con uno dei metodi da 1 a 5 (All. IV, capo III del reg. (CE) n. 142/2011) e i
prodotti derivati (grassi fusi) possono essere ulteriormente trasformati in derivati lipidici
ai sensi dellAllegato XIII, Capo XI del reg. (UE) n.142/2011.

Il Servizio Veterinario ripeter la procedura di campionamento e sequestro, sopra indicata, fino ad


esito favorevole.
Superamento del livello di attenzione stabilito dal Reg, (CE) n. 1881/2006 per Aflatossina M1
In caso di superamento del livello di attenzione (0,040 g/Kg) lOSA deve:
- comunicare tempestivamente il risultato al Servizio Veterinario, secondo modalit da
concordare con il Servizio stesso;
- adottare immediatamente azioni correttive sulle buone prassi agricole (se necessario
modifica della razione alimentare giornaliera con leliminazione o la riduzione degli
alimenti a maggior rischio di contaminazione, ecc).

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opportuno comunque che tale procedura venga adottata anche nel caso gli esiti delle analisi
mettano in evidenza situazioni border line, tenuto conto dellincertezza di misura del metodo
utilizzato.
PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE DELLA QUALIFICA SANITARIA PER LINDENNITA
DI STALLA
1. STALLA CON QUALIFICA SANITARIA UFFICIALMENTE INDENNE PER TBC E BRUCELLOSI

La pianificazione dei prelievi da eseguire in Azienda ai fini della determinazione della qualifica sanitaria
viene di norma eseguita annualmente. Per tutte le stalle dove il referto negativo e che mantengono quindi la
qualifica sanitaria di ufficialmente indenne viene rilasciato allallevatore interessato il:
a) modello 2/33: la certificazione di Indennit di stalla che lallevatore ha lobbligo di
conservare fra la documentazione dell autocontrollo.
b) Modello 4: che permette la libera movimentazione degli animali senza vincoli di sorta.
Annualmente viene aggiornato lelenco ufficiale delle stalle conformi.
Nel caso in cui, nel corso di macellazione regolare di animali provenienti da allevamento ufficialmente
indenne per TBC, durante la visita Ispettiva post mortem, vengano riscontrate lesioni anatomo-patologiche
riferibili a tubercolosi, il Veterinario Ufficiale del mattatoio invia il MODELLO 10/33 al Responsabile di
Sanit Animale territorialmente competente per la stalla interessata.
2. STALLA CHE HA PERSO LA QUALIFICA SANITARIA UFFICIALMENTE INDENNE PER TBC E
BRUCELLOSI :

Il Responsabile della sanit animale predispone lordinanza per la stalla che ha perso la qualifica,
informando la struttura organizzativa competente sulligiene del latte (Area C se gi non coincide con larea
A). Inoltre, regolamenta la movimentazione degli animali verso il mattatoio con la compilazione del
Modello 4 sia per gli animali positivi che per quelli negativi ai test, e ne da comunicazione al Veterinario
Ufficiale del mattatoio.
Il Veterinario Ufficiale del mattatoio, ad avvenuta macellazione dei capi infetti, rilascia lattestato di
abbattimento MODELLO 9/33.
La struttura organizzativa competente sulligiene del latte (Area C se gi non coincide con larea A), venuta
a conoscenza della perdita di qualifica sanitaria dellallevamento, ha lobbligo di verificare la destinazione
duso sia del latte conforme (latte di animali sani di stalla infetta), che quello del latte non conforme: (latte di
animali con referto positivo) ed in particolare :
il latte di animali infetti deve essere inviato alla distruzione o risanato in azienda previo trattamento
termico e somministrato agli animali della stessa azienda
il latte di animali sani pu essere inviato alla trasformazione in stabilimento autorizzato dal Servizio
veterinario competente per territorio previo Trattamento Termico di Pastorizzazione o qualsiasi
altro trattamento equivalente (con prova della fosfatasi alcalina negativa)
La struttura organizzativa competente sulligiene del latte di cui sopra deve inoltre comunicare la perdita
della qualifica sanitaria al I acquirente e allo stabilimento che effettua la trasformazione o il trattamento del
latte in questione ed ai rispettivi Servizi veterinari competenti per territorio, utilizzando il modello B/latte di
cui alla nota ministeriale 23047 del 01.06.2016, allegato ala presenza.
Il latte di animali sani di stalla che ha perso la qualifica sanitaria dovr sempre avere un percorso
obbligato e tracciato in accordo fra la struttura organizzativa competente sulligiene del latte competente per
la stalla, e quella competente per il I acquirente ( sia che esso sia un centro di raccolta, che una cooperativa
o uno stabilimento di trasformazione).
In ogni caso potr essere inviato solo alla trasformazione previo trattamento e sotto stretto controllo del
servizio Veterinario competente per territorio che dovr verificare le modalit di trasporto, che dovr
avvenire separatamente dal latte di stalle che non hanno perso la qualifica, e con documentazione
inequivocabile. Lo stabilimento ricevente deve possedere un registro di carico e scarico, vidimato dal
Servizio veterinario, per il latte in questione e opportuna archiviazione delle strisciate del pastorizzatore.

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3. RIACQUISIZIONE DELLA QUALIFICA SANITARIA UFFICIALMENTE INDENNE PER TBC E


BRUCELLOSI :

Il Direttore di sanit animale territorialmente competente sulla stalla, dopo aver verificato gli attestati di
avvenuta macellazione (modello 9/33) del Veterinario Ufficiale del mattatoio dove sono stati macellati i capi
infetti, predispone i prelievi e/o test in allevamento per poter saggiare di nuovo lo stato sanitario della stalla.
Dopo aver effettuato tutti i prelievi/test necessari per la riacquisizione dello stato sanitario di ufficialmente
indenne, se i referti sono tutti negativi, viene rilasciato allallevatore il modello 2/33 e viene liberalizzata la
movimentazione degli animali.
La comunicazione della riacquisizione della qualifica sanitaria dellallevamento deve essere data anche alla
struttura organizzativa competente sulligiene del latte che potr cos consentire la liberalizzazione del latte,
e comunicare la riacquisizione della qualifica sanitaria al I acquirente e allo stabilimento che effettua la
trasformazione o il trattamento del latte in questione ed ai rispettivi Servizi veterinari competenti per
territorio.

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MODELLO A/Latte

Regione Lazio
Servizio Veterinario Asl __________________________
Al Servizio Veterinario Asl ______
competente su primo destinatario
centro raccolta latte
impianto trattamento termico
impianto trasformazione
Al primo destinatario __________
SCHEDA INVIO SEGNALAZIONE PER :
superamento parametri CBT/CS
positivit inibenti
LATTE

BOVINO

BUFALINO

OVINO

CAPRINO

_______________ (altra specie)

Presso allevamento ________________________________ codice aziendale __________________


Proprietario/detentore _______________________________________________
Indirizzo ________________________________________ Comune_________________________
Periodo di osservazione : data inizio _____________________ data fine : ___________________
Divieto fornitura latte : data inizio _____________________ data fine : ___________________
deroga per latte ovi-caprino non conforme
autorizzazione per formaggi a lunga stagionatura
altre disposizioni (allegare atto)

Timbro e Firma del Veterinario


__________________________________

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MODELLO B/Latte

Regione Lazio
Servizio Veterinario Asl __________________________
Al Servizio Veterinario Asl ______
competente su primo destinatario
centro raccolta latte
impianto trattamento termico
impianto trasformazione
Al primo destinatario __________
SCHEDA
INVIO
ALLEVAMENTO :

SEGNALAZIONE

PER

VARIAZIONE

STATO

SANITARIO

Allevamento ________________________________ codice aziendale __________________


Proprietario/detentore _______________________________________________
Indirizzo ________________________________________ Comune_________________________
Indirizzo produttivo
RIPRODUZIONE LATTE
RIPRODUZIONE CARNE
INGRASSO
MISTO (VACCA-VITELLO LATTE/CARNE)
Specie

BOVINO

BUFALINO

OVINO

CAPRINO

MISTO

_______ (altra specie)

Positivita BRUCELLOSI (BRC) TUBERCOLOSI (TBC)


n. positivi ______________ n. controllati ____________ n. sospetti ______________
Caseificazione in proprio
Conferisce il latte ai seguenti caseifici : (indicare Ragione sociale e n. riconoscimento (se
applicabile) ________________________________________________
________________________________________________

autorizzazione invio latte di animali con reazione negativa alle prove per TBC e BRC e senza
sintomi di malattia ( ai sensi dellAll. III, Sez. IX, Cap. 1, Parte 1, punto 3 Reg. CE 853/04)
previo trattamento termico
per produzione di formaggi a latte ovi-caprino a maturazione > a 60 gg

Timbro e Firma del Veterinario


__________________________________

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MODELLO MONITORAGGIO CRITERI LATTE


Al Servizio Veterinario Asl __________
Al Primo acquirente
Al laboratorio di analisi
MODALITA DI ATTUAZIONE DEI CONTROLLI (MONITORAGGIO) PER LA
VERIFICA DELLA CONFORMITA DEI PARAMETRI DEL LATTE CRUDO
PRODOTTO IN AZIENDA INDICATI ALLA SEZIONE IX DELLALLEGATO III DEL
REG. (CE) N. 853/04
OSA cognome ____________________________________ nome_________________________
titolare Legale Rappresentante societ_____________________________________________
dellAllevamento
BOVINO
BUFALINO OVINO CAPRINO _______________ (altra
specie) per la produzione di latte sito in Via______________________________ cap ___________
Comune _________________ tel.______________________ PEC __________________________
codice aziendale __________________
PRIMO ACQUIRENTE / CONFERIMENTO DEL LATTE_______________________________
il monitoraggio per la verifica della conformit dei parametri del latte crudo prodotto in azienda
cosi come previsti dal Reg. 853/04, viene effettuato mediante il campionamento del latte stesso ed il
calcolo della relativa media geometrica mobile dei risultati ottenuti.
lOSA in grado di soddisfare le condizioni previste dal DM 9 maggio 1991 n. 185 per la
produzione di latte ad alta qualit, anche tramite opportuni controlli analitici
RESPONSABILE DEL CONTROLLO:
OSA
Si allega procedura nella quale chiaramente specificato: 1) il responsabile del campionamento
indicando se persona formata; 2) le modalit del prelievo le modalit devono garantire che il
campione sia rappresentativo del latte di massa; 3) modalit di conservazione e trasporto dei
campioni al laboratorio; 4) laboratorio che effettua le analisi denominazione, indirizzo, Iscrizione
Registro Regionale;
PRIMO ACQUIRENTE / INTERMEDIARIO
Si allega atto formale di delega del produttore (OSA) al primo acquirente / intermediario nella quale
chiaramente specificato: 1) il responsabile del campionamento indicando se persona formata; 2) le
modalit del prelievo le modalit devono garantire che il campione sia rappresentativo del latte di
massa; 3) modalit di conservazione e trasporto dei campioni al laboratorio; 4) laboratorio che
effettua le analisi denominazione, indirizzo, Iscrizione Registro Regionale; 5) chi ha la
responsabilit della segnalazione degli eventuali superamenti dei limiti alla ASL di competenza
RISULTATI ANALITICI:
Gli esiti delle analisi dei campioni di latte fanno parte integrante del Manuale di Autocontrollo e
vengono conservati in Azienda insieme alla relativa media geometrica mobile a disposizione delle
Autorit di controllo.

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Gli esiti delle analisi e la relativa media geometrica mobile vengono trasmessi periodicamente alla
ASL _________________ tramite:
OSA
DELEGATO
Modalit di trasmissione ____________________________________________________________
NON CONFORMITA:
Obbligo del produttore
Quando, a seguito dei controlli si evidenzi che il latte crudo non soddisfi i criteri stabiliti (nel
calcolo della media geometrica mobile di cellule somatiche e tenore di germi) sar informata la
ASL _____________ entro massimo 48 ore dallacquisizione dei risultati analitici. Saranno altres
comunicate le misure adottate per il ripristino dei valori.
Il sottoscritto produttore si impegna inoltre a segnalare tempestivamente, ai soggetti in indirizzo,
qualsiasi variazione intervenga relativamente ai dati sotto riportati.
Il sottoscritto produttore inoltre autorizza il trattamento dei propri dati personali inseriti nel
sistema______________________ , nel rispetto delle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 196/2003 e
per finalit di cui allart. 6 del D.M. 29 luglio 2009.
LA PRESENTE PROCEDURA ENTRA A FAR PARTE INTEGRANTE DEL MANUALE DI
AUTOCONTROLLO DELLAZIENDA.

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Regione Lazio
DIREZIONE SALUTE E POLITICHE SOCIALI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 17 novembre 2016, n. G13602
LL.RR 24/1996 e 30/1997 - "IL TRENO SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE ONLUS" codice fiscale
08662881005, con sede legale nel comune di Roma, via Georges Sorel, 7 c.a.p. 00177 (Rm) - Iscrizione
all'Albo Regionale delle Cooperative Sociali - sezione A.

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OGGETTO: LL.RR 24/1996 e 30/1997 - IL TRENO SOCIETA COOPERATIVA SOCIALE


ONLUS codice fiscale 08662881005, con sede legale nel comune di Roma, via Georges Sorel, 7
c.a.p. 00177 (Rm) - Iscrizione allAlbo Regionale delle Cooperative Sociali - sezione A.
IL DIRETTORE REGIONALE POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT

SU PROPOSTA del dirigente dellarea Sussidiariet orizzontale, Terzo Settore e Sport;


VISTO

lo Statuto della Regione Lazio;

VISTA

la legge regionale del 18 febbraio 2002, n. 6 disciplina del sistema organizzativo


della Giunta e del consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale;

VISTO

il regolamento regionale del 6 settembre 2002, n. 1 recante regolamento di


organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale e successive
modifiche ed integrazioni;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 14 dicembre 2015, n. 723 con la quale
stato conferito lincarico di Direttore della Direzione Regionale Salute e
Politiche Sociali al Dr. Vincenzo Panella;

VISTO

latto di organizzazione n. G03680 del 13 aprile 2016 concernente


Riorganizzazione delle strutture organizzative di base denominate Aree e Uffici
della Direzione regionale Salute e Politiche Sociali;

VISTO

latto di organizzazione n. G07321 del 27 giugno 2016, con il quale stata


affidata a Tiziana Biolghini la responsabilit di dirigente dellArea Sussidiariet
orizzontale, terzo settore e sport della Direzione regionale Salute e Politiche
Sociali, ai sensi dellarticolo 162, e dellallegato H del regolamento regionale n.
1/2002 e successive modificazioni;

VISTA

la legge regionale del 27 giugno 1996, n. 24 e successive modifiche ed


integrazioni Disciplina delle cooperative sociali;

VISTA

la delibera della Giunta regionale del 28 gennaio 1997, n. 137 concernente le


direttive per listruttoria della domanda di iscrizione allalbo regionale delle
cooperative sociali, cos come modificata dalla delibera della Giunta regionale del
04 agosto 1998, n. 4105;

VISTA

la determina dirigenziale del 19 giugno 2012, n. B03635 di approvazione delle


nuove procedure di iscrizione on-line allalbo delle cooperative sociali ed ai
registri delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione
sociale;

VISTA

la domanda inoltrata on-line dalla IL TRENO SOCIETA COOPERATIVA


SOCIALE ONLUS codice fiscale 08662881005, con sede legale nel comune di
Roma, via Georges Sorel, 7 c.a.p. 00177 (Rm), e pervenuta in data 23 dicembre
2015 protocollo n. 716098/11/36 tesa ad ottenere liscrizione nellAlbo Regionale
delle Cooperative Sociali, sezioni A e B;

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RILEVATO

che nel corso di verifica della documentazione trasmessa a corredo dellistanza di


iscrizione si reso necessario comunicare, tramite il sistema informatico ARTeS,
il preavviso di rigetto per liscrizione contemporanea nelle due sezioni dellAlbo
Regionale delle Cooperative Sociali, ai sensi e per gli effetti dellarticolo 10 bis
della legge n. 241/1990, in data 11 febbraio 2016, nonch acquisire ulteriore
documentazione integrativa in data 1 giugno 2016;

RILEVATO

altres che le osservazioni, trasmesse informaticamente, dalla cooperativa in date


12 aprile 2016 hanno superato i rilievi ostativi evidenziati nel preavviso di rigetto
e che lesame della documentazione, trasmessa informaticamente, dalla
cooperativa in date 13 luglio e 28 luglio 2016, ha avuto esito positivo;

PRESO ATTO

che la cooperativa ha comunicato, in data 14 aprile 2016, la sua rinuncia


alliscrizione nella sezione B e ha mantenuto la richiesta discrizione nella sezione
A;

PRESO ATTO che dallistruttoria effettuata risulta che la cooperativa suddetta in possesso dei
requisiti previsti dalla citata legge regionale del 27 giugno 1996, n. 24 per
liscrizione nellalbo regionale delle cooperative sociali, sezione A;
CONSIDERATO che il comma 5 dellart.4 della L.R. 30/97 prevede che trascorso il termine di
settantacinque giorni dalla data di ricezione della domanda di iscrizione, questa si
intende comunque accolta;
PRESO ATTO

che per motivi straordinari e contingenti connessi allorganizzazione dellufficio


ed allattivazione della nuova procedura di informatizzazione delle iscrizioni non
si potuta completare listruttoria nei termini previsti ex lege e che, per quanto
sopradetto, occorre comunque determinare la decorrenza delliscrizione nellalbo
a far data dal settantaseiesimo giorno successivo alla ricezione della
domanda

DETERMINA
per le motivazioni riportate in premessa e che sintendono qui integralmente riportate:
liscrizione della IL TRENO SOCIETA COOPERATIVA SOCIALE ONLUS codice fiscale
08662881005, con sede legale nel comune di Roma, via Georges Sorel, 7 c.a.p. 00177 (Rm) allalbo
regionale delle cooperative sociali di cui allarticolo 3 della legge regionale del 27 giugno 1996, n.
24 come modificata dalla legge regionale 20 ottobre 1997, n 30 sezione A a far data del 8 marzo
2016.
La presente determinazione verr pubblicata sul bollettino ufficiale della regione Lazio.

IL DIRETTORE
Dr. Vincenzo Panella

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Regione Lazio
DIREZIONE SALUTE E POLITICHE SOCIALI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 17 novembre 2016, n. G13606
LL.RR 24/1996 e 30/1997 - "IL MOSAICO SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE" codice fiscale
02262250195, con sede in Aprilia (Lt), via Costantino, 64 c.a.p. 04011 - Iscrizione all'Albo Regionale delle
Cooperative Sociali - sezione A.

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OGGETTO: LL.RR 24/1996 e 30/1997 - IL MOSAICO SOCIETA COOPERATIVA SOCIALE


codice fiscale 02262250195, con sede in Aprilia (Lt), via Costantino, 64 c.a.p. 04011 - Iscrizione
allAlbo Regionale delle Cooperative Sociali - sezione A.
IL DIRETTORE REGIONALE POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT

SU PROPOSTA del dirigente dellarea Sussidiariet orizzontale, Terzo Settore e Sport;


VISTO

lo Statuto della Regione Lazio;

VISTA

la legge regionale del 18 febbraio 2002, n. 6 disciplina del sistema organizzativo


della Giunta e del consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale;

VISTO

il regolamento regionale del 6 settembre 2002, n. 1 recante regolamento di


organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale e successive
modifiche ed integrazioni;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 14 dicembre 2015, n. 723 con la quale
stato conferito lincarico di Direttore della Direzione Regionale Salute e
Politiche Sociali al Dr. Vincenzo Panella;

VISTO

latto di organizzazione n. G03680 del 13 aprile 2016 concernente


Riorganizzazione delle strutture organizzative di base denominate Aree e Uffici
della Direzione regionale Salute e Politiche Sociali;

VISTO

latto di organizzazione n. G07321 del 27 giugno 2016, con il quale stata


affidata a Tiziana Biolghini la responsabilit di dirigente dellArea Sussidiariet
orizzontale, terzo settore e sport della Direzione regionale Salute e Politiche
Sociali, ai sensi dellarticolo 162, e dellallegato H del regolamento regionale n.
1/2002 e successive modificazioni;

VISTA

la legge regionale del 27 giugno 1996, n. 24 e successive modifiche ed


integrazioni Disciplina delle cooperative sociali;

VISTA

la delibera della Giunta regionale del 28 gennaio 1997, n. 137 concernente le


direttive per listruttoria della domanda di iscrizione allalbo regionale delle
cooperative sociali, cos come modificata dalla delibera della Giunta regionale del
04 agosto 1998, n. 4105;

VISTA

la determina dirigenziale del 19 giugno 2012, n. B03635 di approvazione delle


nuove procedure di iscrizione on-line allalbo delle cooperative sociali ed ai
registri delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione
sociale;

VISTA

la domanda inoltrata on-line dalla IL MOSAICO SOCIETA COOPERATIVA


SOCIALE codice fiscale 02262250195, con sede in Aprilia, via Costantino, 64
c.a.p. 04011, e pervenuta in data 24 novembre 2015 protocollo n. 645206/10/09
tesa ad ottenere liscrizione nellAlbo Regionale delle Cooperative Sociali, sezioni
A e B;

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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RILEVATO

che nel corso di verifica della documentazione trasmessa a corredo dellistanza di


iscrizione si reso necessario comunicare, tramite il sistema informatico ARTeS,
il preavviso di rigetto per liscrizione contemporanea nelle due sezioni dellAlbo
Regionale delle Cooperative Sociali, ai sensi e per gli effetti dellarticolo 10 bis
della legge n. 241/1990, in data 24 novembre 2015, nonch acquisire ulteriore
documentazione integrativa in data 19 luglio 2016;

RILEVATO

altres che le osservazioni, trasmesse informaticamente, dalla cooperativa in date


16 aprile e 17 giugno 2016 hanno superato i rilievi ostativi evidenziati nel
preavviso di rigetto e che lesame della documentazione, trasmessa
informaticamente, dalla cooperativa in date 9 settembre e 10 ottobre 2016, ha
avuto esito positivo;

PRESO ATTO

che la cooperativa ha comunicato, in data 9 settembre 2016, la sua rinuncia


alliscrizione nella sezione B e ha mantenuto la richiesta discrizione nella sezione
A;

PRESO ATTO che dallistruttoria effettuata risulta che la cooperativa suddetta in possesso dei
requisiti previsti dalla citata legge regionale del 27 giugno 1996, n. 24 per
liscrizione nellalbo regionale delle cooperative sociali, sezione A;
CONSIDERATO che il comma 5 dellart.4 della L.R. 30/97 prevede che trascorso il termine di
settantacinque giorni dalla data di ricezione della domanda di iscrizione, questa si
intende comunque accolta;
PRESO ATTO

che per motivi straordinari e contingenti connessi allorganizzazione dellufficio


ed allattivazione della nuova procedura di informatizzazione delle iscrizioni non
si potuta completare listruttoria nei termini previsti ex lege e che, per quanto
sopradetto, occorre comunque determinare la decorrenza delliscrizione nellalbo
a far data dal settantaseiesimo giorno successivo alla ricezione della
domanda

DETERMINA
per le motivazioni riportate in premessa e che sintendono qui integralmente riportate:
liscrizione della IL MOSAICO SOCIETA COOPERATIVA SOCIALE codice fiscale
02262250195, con sede in Aprilia, via Costantino, 64 c.a.p. 04011allalbo regionale delle
cooperative sociali di cui allarticolo 3 della legge regionale del 27 giugno 1996, n. 24 come
modificata dalla legge regionale 20 ottobre 1997, n 30 sezione A a far data del 22 dicembre 2015.
La presente determinazione verr pubblicata sul bollettino ufficiale della regione Lazio.

IL DIRETTORE
Dr. Vincenzo Panella

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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Regione Lazio
DIREZIONE SALUTE E POLITICHE SOCIALI
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 17 novembre 2016, n. G13610
LL.RR 24/1996 e 30/1997 - "COOPERATIVA SOCIALE AURORA societ cooperativa" codice fiscale
02095560567, con sede in Civitella d'Agliano (Vt), via Matteotti, 8 c.a.p. 01020 - Iscrizione all'Albo
Regionale delle Cooperative Sociali - sezione A.

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OGGETTO: LL.RR 24/1996 e 30/1997 - COOPERATIVA SOCIALE AURORA societ


cooperativa codice fiscale 02095560567, con sede in Civitella dAgliano (Vt), via Matteotti, 8
c.a.p. 01020 - Iscrizione allAlbo Regionale delle Cooperative Sociali - sezione A.
IL DIRETTORE REGIONALE POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT

SU PROPOSTA del dirigente dellarea Sussidiariet orizzontale, Terzo Settore e Sport;


VISTO

lo Statuto della Regione Lazio;

VISTA

la legge regionale del 18 febbraio 2002, n. 6 disciplina del sistema organizzativo


della Giunta e del consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale
regionale;

VISTO

il regolamento regionale del 6 settembre 2002, n. 1 recante regolamento di


organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale e successive
modifiche ed integrazioni;

VISTA

la deliberazione della Giunta regionale del 14 dicembre 2015, n. 723 con la quale
stato conferito lincarico di Direttore della Direzione Regionale Salute e
Politiche Sociali al Dr. Vincenzo Panella;

VISTO

latto di organizzazione n. G03680 del 13 aprile 2016 concernente


Riorganizzazione delle strutture organizzative di base denominate Aree e Uffici
della Direzione regionale Salute e Politiche Sociali;

VISTO

latto di organizzazione n. G07321 del 27 giugno 2016, con il quale stata


affidata a Tiziana Biolghini la responsabilit di dirigente dellArea Sussidiariet
orizzontale, terzo settore e sport della Direzione regionale Salute e Politiche
Sociali, ai sensi dellarticolo 162, e dellallegato H del regolamento regionale n.
1/2002 e successive modificazioni;

VISTA

la legge regionale del 27 giugno 1996, n. 24 e successive modifiche ed


integrazioni Disciplina delle cooperative sociali;

VISTA

la delibera della Giunta regionale del 28 gennaio 1997, n. 137 concernente le


direttive per listruttoria della domanda di iscrizione allalbo regionale delle
cooperative sociali, cos come modificata dalla delibera della Giunta regionale del
04 agosto 1998, n. 4105;

VISTA

la determina dirigenziale del 19 giugno 2012, n. B03635 di approvazione delle


nuove procedure di iscrizione on-line allalbo delle cooperative sociali ed ai
registri delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione
sociale;

VISTA

la domanda inoltrata on-line dalla COOPERATIVA SOCIALE AURORA


societ cooperativa codice fiscale 02095560567, con sede in Civitella dAgliano,
via Matteotti, 8 c.a.p. 01020, e pervenuta in data 24 novembre 2015 protocollo n.
645206/10/09 tesa ad ottenere liscrizione nellAlbo Regionale delle Cooperative
Sociali, sezione A;

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RILEVATO

che nel corso di verifica della documentazione trasmessa a corredo dellistanza di


iscrizione si reso necessario acquisire, tramite il sistema informatico ARTeS,
ulteriore documentazione integrativa in date 7 gennaio e 21 aprile 2016;

RILEVATO

altres che lesame di detta documentazione, trasmessa informaticamente, dalla


cooperativa in date 7 luglio, 29 settembre e 12 ottobre 2016, ha avuto esito
positivo;

PRESO ATTO che dallistruttoria effettuata risulta che la cooperativa suddetta in possesso dei
requisiti previsti dalla citata legge regionale del 27 giugno 1996, n. 24 per
liscrizione nellalbo regionale delle cooperative sociali, sezione A;
CONSIDERATO che il comma 5 dellart.4 della L.R. 30/97 prevede che trascorso il termine di
settantacinque giorni dalla data di ricezione della domanda di iscrizione, questa si
intende comunque accolta;
PRESO ATTO

che per motivi straordinari e contingenti connessi allorganizzazione dellufficio


ed allattivazione della nuova procedura di informatizzazione delle iscrizioni non
si potuta completare listruttoria nei termini previsti ex lege e che, per quanto
sopradetto, occorre comunque determinare la decorrenza delliscrizione nellalbo
a far data dal settantaseiesimo giorno successivo alla ricezione della
domanda

DETERMINA
per le motivazioni riportate in premessa e che sintendono qui integralmente riportate:
liscrizione della COOPERATIVA SOCIALE AURORA societ cooperativa codice fiscale
02095560567, con sede in Civitella dAgliano, via Matteotti, 8 c.a.p. 01020 allalbo regionale
delle cooperative sociali di cui allarticolo 3 della legge regionale del 27 giugno 1996, n. 24 come
modificata dalla legge regionale 20 ottobre 1997, n 30 sezione A a far data del 29 febbraio 2016.
La presente determinazione verr pubblicata sul bollettino ufficiale della regione Lazio.

IL DIRETTORE
Dr. Vincenzo Panella

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Regione Lazio
DIREZIONE SVILUPPO ECONOMICO E ATTIVITA PRODUTTIVE
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 3 novembre 2016, n. G12909
Comune di Monterosi (Viterbo) Autorizzazione all'utilizzazione delle economie da ribasso d'asta contrattuale,
presa d'atto della perizia di variante in corso d'opera e autorizzazione al differimento dei termini finali dei
lavori al 28 febbraio 2017-L. n. 266/97-Art. 16), co.1) "Fondo nazionale per il cofinanziamento di interventi
regionali nel settore del commercio e del turismo. D.G.R. n.829/2008 Progetto Strategico Regionale
cofinanziato con fondi C.I.P.E.annualita' 2007/2008/2009: Via Francigena-Tratto Nord.Provincie di Roma e
Viterbo- intervento:"Sistema di accessibilita' al centro storico di Monterosi: lavori riqualificazione urbana di
Via Roma- lotto di completamento"- codice regionale di progetto:n. 266/97.P07.09.08; Investimento .
283.450,00 Contributo cofinanziato concesso: . 226.760,00 (80,00%) quota a carico del Comune: .
56.690,00 (20,00%).

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OGGETTO: Comune di Monterosi (Viterbo) Autorizzazione allutilizzazione delle economie da ribasso


dasta contrattuale, presa datto della perizia di variante in corso dopera e autorizzazione al differimento dei
termini finali dei lavori al 28 febbraio 2017-L. n. 266/97-Art. 16), co.1) Fondo nazionale per il
cofinanziamento di interventi regionali nel settore del commercio e del turismo. D.G.R. n.829/2008 Progetto
Strategico Regionale cofinanziato con fondi C.I.P.E.annualit 2007/2008/2009: Via Francigena-Tratto
Nord.Provincie di Roma e Viterbo- intervento:"Sistema di accessibilit al centro storico di Monterosi: lavori
riqualificazione urbana di Via Roma- lotto di completamento"- codice regionale di progetto:
n. 266/97.P07.09.08; Investimento 283.450,00 Contributo cofinanziato concesso: 226.760,00 (80,00%)
quota a carico del Comune: 56.690,00 (20,00%).

IL DIRETTORE REGIONALE
per lo Sviluppo Economico e le Attivit Produttive

SU PROPOSTA del Dirigente dellArea Economia del Mare, GR/09/20;

VISTI:

lo Statuto della Regione Lazio;

la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del
Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza e al personale regionale e successive modificazioni;

il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 Regolamento di Organizzazione degli uffici e dei


servizi della Giunta regionale e successive modifiche ed integrazioni;

la D.G.R. n.90 del 30/04/2013 con cui stato conferito lincarico di Direttore della Direzione
Regionale Attivit Produttive alla Dr.ssa Rosanna Bellotti;

la Determinazione n. B03069 del 17 luglio 2013, con la quale stato definito lassetto organizzativo
della Direzione Regionale per lo Sviluppo Economico e le Attivit Produttive, concernente la
riorganizzazione delle strutture organizzative di base denominate Aree e Uffici della medesima
Direzione , secondo le disposizioni di cui allatto n. B02972 del 12/07/2013 in cui prevista lArea
Economia del Mare e le successive modifiche ed integrazioni apportate con le Determinazioni
Dirigenziali n. G03688 del 13/04/2016, n. G04568 del 04/05/2016 e G08456 del 22/07/2016; in
particolare la Determinazione dirigenziale n.G04546 del 04/05/2016, con la quale, nellambito
dellArea Economia del Mare, stato istituito il Servizio: Interventi per lo sviluppo del territorio e
per la valorizzazione del litorale laziale;

lAtto di Organizzazione n.G07000 del 17 giugno 2016, concernente conferma assegnazione del
personale non dirigente alle strutture organizzative della Direzione Regionale per lo Sviluppo
Economico e le Attivit Produttive;

lAtto di Organizzazione n.G09750 del 01/09/2016 concernente: conferimento di incarico di


dirigente dellArea Economia del Mare della Direzione regionale Sviluppo Economico e Attivit
Produttive alla Dr.ssa Iadarola Grazia Maria;

VISTA la determinazione Dirigenziale n. A06956 del 09/07/2012 con la quale il funzionario Dr. Alessandro
Antonini stato individuato quale coordinatore regionale per lattuazione dei programmi dintervento
inerenti lart.16) comma 1) della Legge n.266/97 Fondo per il cofinanziamento di interventi regionali ;

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VISTA la Legge 7 agosto 1997, n. 266 - Articolo 16), comma 1) concernente listituzione del fondo
nazionale per il cofinanziamento di interventi regionali nel settore del commercio e del turismo;
VISTA la Deliberazione del C.I.P.E. n. 125 in data 23/11/2007, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana n. 76 del 31/03/2008, concernente lemanazione di direttive per il cofinanziamento i
interventi regionali nei settori del Commercio e del Turismo di cui allart. 16, comma 1), della Legge 7
agosto 1997, n. 266/97;
VISTA la D.G.R. n. 829 del 18/11/2008 con la quale stato approvato il Progetto strategico Regionale,
cofinanziato con fondi C.I.P.E. annualit 2007/2008/2009, riguardante, per il settore Turismo, la
realizzazione di interventi finalizzati alla accessibilit e riqualificazione, ai fini del turismo e del tempo
libero per lo sviluppo economico dei centri storici e nuclei urbani lungo la Via Francigena tratto Nord
(Provincia di Viterbo/Provincia di Roma), ed individuati i territori in cui possono essere realizzati gli
interventi, sia dagli enti pubblici sia dalle imprese turistiche, e precisamente nei comuni di Proceno,
Acquapendente, Grotte di Castro, San Lorenzo, Bolsena, Montefiascone, Viterbo (esclusivamente nella
frazione di San Martino al Cimino), Vetralla, Capranica, Ronciglione, Caprarola, Sutri, Monterosi, Nepi,
Campagnano di Roma e Formello;
CONSIDERATO che con la Determinazione del Direttore del Dipartimento "Economico e Occupazionale"
n. C 2400 del 7/10/2010, stato approvato lAvviso pubblico per manifestazione di interesse rivolto agli
enti pubblici, stabilendo, tra laltro, i criteri per la valutazione dei progetti, i termini e le modalit di
presentazione degli stessi;
TENUTO CONTO che con Atto di Organizzazione del Direttore del Dipartimento Istituzionale e
Territorio n. A 04723 del 22/05/2012 stato costituito un Gruppo di Lavoro per le attivit connesse
allattuazione degli interventi di cui al Programma Attuativo Regionale anno 2004 e al Progetto Strategico
Regionale annualit 2007/2009;
CONSIDERATO che a seguito della prima fase istruttoria tecnico-amministrativa effettuata dalla struttura
regionale competente e tenuto conto dellattivit svolta dal Gruppo di Lavoro, il quale, in particolare, nella
riunione del giorno 10 Luglio 2012, di cui al verbale n. 09 di pari data, ha predisposto una proposta di "Piano
regionale degli interventi annualit 2007/2009 per il settore turismo" fornendo suggerimenti ed indicazioni
in merito alla stesura dei progetti "esecutivi" ed alla conseguente realizzazione dei lavori;
VISTA la Determinazione Dirigenziale n. A07872 del 31/07/2012 con la quale, in attuazione dellart.10)
dellAvviso Pubblico, stato approvato il Piano degli interventi regionali annualit 2007/2009 per il
settore turismo rivolto agli enti pubblici, prevedendo una percentuale massima di contributo concedibile
pari all80% del costo di investimento individuato dal Gruppo di Lavoro nella citata riunione del 10 luglio
2012;
TENUTO CONTO che nel Piano degli interventi per il settore Turismo di cui al Progetto Strategico
Regionale annualit 2007/2009, approvato con la Determinazione Dirigenziale n. A 07872/12, sopra citata,
risulta ricompresa la manifestazione di interesse denominato Sistema di accessibilit al centro storico di
Monterosi: Lavori di riqualificazione di Piazza Caduti di Nassirya" Codice del Progetto: n.
266/97.P07.09.08 proposto dal Comune di Monterosi (VT) ;
VISTA la Determinazione Direttoriale n.A 13127 del 21/12/2012 con la quale la proposta del Comune di
Monterosi stata ammessa al contributo cofinanziato Stato/Regione per un importo complessivo di
226.760,00 a fronte di una spesa ritenuta ammissibile pari a 283.450,00 (80,00% della spesa prevista);
TENUTO CONTO che con la nota regionale n. 37202 del 29.01.2013 stata richiesta al Comune di
Monterosi, la trasmissione del progetto "esecutivo" con la relativa documentazione tecnico-amministrativa,
cos come stabilito all'art. 11) dellAvviso Pubblico relativo al Progetto Strategico Regionale Settore
Turismo annualit 2007/2009;
CONSIDERATO che il Comune di Monterosi, con nota prot. n.589 del 21/01/2014, ha richiesto
lautorizzazione a traslare il contributo cofinanziato dallintervento relativo ai lavori di riqualificazione di
Piazzale Nassirya al lotto di completamento e riqualificazione di Via Roma con la contestuale richiesta di
una proroga del termine di consegna degli elaborati progettuali; la motivazione addotta risulta essere la
seguente: in quanto per quanto attiene al completamento e alla riqualificazione di Via Roma trattasi di un

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progetto di recupero urbano avviato in precedenza da questa amministrazione ed il cui completamento


contribuirebbe notevolmente alla riqualificazione del nostro centro storico;
DATO ATTO che, il Comune di Monterosi, con nota protocollo n.11829 del 01/12/2014, ha trasmesso alla
Regione Lazio:
1. la copia conforme alloriginale della D.G.C.n.132 del 24/09/2014 con la quale stato approvato il
progetto definitivo rivisitato ed aggiornato dei lavori di completamento di Via Roma;
2. la copia della Determinazione del RUP del Servizio LL.PP.-Manutenzioni n.280 del 29/10/2014 con
la quale stata indetta la Conferenza dei Servizi ai sensi dellart.14, comma 2, della Legge 241/90;
CONSIDERATO altres che il Comune di Monterosi, con le note aventi rispettivamente protocollo n. 7808
e 7809 del 04/09/2015, acquisite agli atti al protocollo reg.le al n. 476453/09/20 dell 08/09/2015, ha
trasmesso il progetto esecutivo, approvato con la Delibera della Giunta comunale n. 95 del 15/07/2015,
relativo ai lavori di "Sistema di accessibilit al centro storico di Monterosi: lotto funzionale del
completamento della riqualificazione urbana di Via Roma" Codice regionale di
Progetto: n.
266/97.P07.09.08 Codice C.U.P. n. H51B14000180006;
TENUTO CONTO che con le suddette note comunali del 4/9/2015 risulta trasmessa la seguente
documentazione:

copia della D.G.C.n.95 del 15/07/2015;


copia del verbale di validazione del progetto esecutivo art.55 D.P.R.n.270 del 5/10/2010);
elaborati e tavole grafiche di progetto;
copia della Determinazione del Dirigente Area Tecnica LL.P.. e Manutenzioni n.212 del 27/06/2015
di conclusione del procedimento Conferenza dei Servizi;
copia del verbale della Conferenza dei servizi n.1 del 10/03/2015;
cronoprogramma dei lavori, il quale ne prevede linizio per il 18/01/2016;
copia dei sotto indicati pareri:
1) parere favorevole espresso con nota prot.n.680894-4 del 29/12/2014 dalla Regione Lazio
Direzione Regionale Territorio, Urbanistica, Mobilit
e Rifiuti Area Autorizzazione
Paesaggistica e Valutazione Ambientale Strategica;
2) parere favorevole, a condizione, espresso con nota MBAC-SBA-EM prot.n.10428 del
22/12/2014 dal Ministero dei BB. e delle attivit e del Turismo- Direzione reg.le per i BB.CC.e
paesaggistici del Lazio- Soprintendenza per i BB. archeologici dellEtruria Meridionale;
3) parere favorevole, a condizione, espresso con nota MBAC-SBEAP.LAZ prot.n.9006 del
17/06/2015 dal Ministero dei Beni e delle Attivit e del Turismo Direzione Generale Belle Arti
e Paesaggio- Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Roma, Frosinone, Latina,
Rieti e Viterbo;

dichiarazione del Sindaco pro-tempore del Comune di Monterosi il quale dichiara che il Comune
assume a proprio carico ogni eventuale maggiore onere, imprevisto o imprevedibile, derivante dal
ritardo sia nellinizio che nella conclusione dei lavori o anche dal ritardo dellaccredito da parte
della Regione Lazio delle quote di anticipo del contributo cofinanziato, senza procedere ad alcuna
riduzione quali-quantitativa dellintervento programmato ed approvato con la D.G.C. n.95/2015 e
di assicurare lottemperanza a tutte le attivit tecniche, contabili e amministrative comunque
connesse ai lavori in argomento;

VISTA la Determinazione Dirigenziale n. G13584 del 6/11/2015 con la quale stata autorizzata dalla
Regione Lazio la conversione dellintervento su Via Roma II lotto dei lavori di riqualificazione urbana;
VISTA la Determinazione Dirigenziale n.G12457 del 1/03/2016 con la quale stata autorizzata la proroga
per linizio dei lavori al 30 aprile 2016;

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DATO ATTO che:

il Responsabile del procedimento comunale, con Determinazione n.419 del 21/12/2015, ha


indetto la gara dappalto, mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione di un
bando di gara ( ai sensi degli artt.nn.57- comma 6 e 122, comma 7, del D.Lgs.n.163/2006 e
ss.mm.ii., con il criterio del prezzo pi basso, ai sensi degli artt.81 e 82, comma 2 lettera b)
del citato decreto legislativo;
il Responsabile della Centrale Unica di Committenza dei Comuni di Monterosi e Calcata,
con Determinazione n.39 dell11/02/2016, ha aggiudicato provvisoriamente lappalto in
argomento alla Ditta I.C.A.G. s.r.l. di Roma al prezzo di totale 75.091,38, oltre gli oneri
per la sicurezza, costi della manodopera ( non soggetti a ribasso dasta) ed I.V.A. al 10% e
pertanto per un totale di 149.033,36;
che il Responsabile della Centrale Unica di Committenza dei Comuni di Monterosi e
Calcata, con Determinazione n.113 del 21/04/2016, ha aggiudicato definitivamente
lappalto in argomento alla Ditta I.C.A.G. s.r.l. di Roma e che a tal fine stato stipulato il
Contratto dAppalto Rep. n.369 del 25/05/2016;
che il Responsabile della Centrale Unica di Committenza dei Comuni di Monterosi e
Calcata, con la Determinazione n.210 del 6/07/2016, ha rideterminato il Quadro Tecnico
Economico di spesa a seguito dellespletamento della gara dappalto, al netto del ribasso
dasta del 48,00% e relativa I.V.A. al 10%, come di seguito riportato:

A) LAVORI:
A1) importo dei lavori su base contrattuale
(comprensivi degli oneri non soggetti a ribasso)

135.484,87

B) Somme a disposizione dellAmministrazione per:


B1) I.V.A. al 10% sui lavori
B2) imprevisti
B3) lavori a fattura
B4) spese tecniche
B5) oneri previdenziali ed assistenziali 4%
B6) contributo Autorit di Vigilanza
B7) fondo per la progettazione (art.93,co.7 bis D.Lgs.163/06)
B8) spese pubblicit
B9) spese archeologo
B10) oneri previdenziali e assistenziali 4% su B9
B11) accantonamento art.133, co.3,4 del D.Lgs.n.163/06
B12) accantonamento art.92, co.7 bis, D.Lgs.n.163/06
B13) accantonamento per accordi bonari
B14) I.V.A. al 22% su B4 + B5
B15) I.V.A. al 22% su B9 +B10
B16) I.V.A. al 10% su B2)
B17) I.V.A. al 10% su B3 )

13.548,49
10.224,00
8.051,09
20.480,00

819,20
225,00
1.744,90

500,00
2.962,87

118,51

0,00

00,00
6.144,00
4.685,82

677,90

1.022,40

805,11

Economie da ribasso dasta e relativa I.V.A. al 10%


TOTALE somme a disposizione

76.246,64
147.965,13

TOTALE complessivo

147.965,13
283.450,00

PRESO ATTO che i lavori in argomento risultano iniziati il 28 aprile 2016;


TENUTO CONTO che con la Deliberazione giuntale n.90 del 31/08/2016 stata approvata una perizia di
variante e suppletiva che ha previsto la necessit di introdurre modifiche alle previsioni originarie di progetto
e che aumenta limporto contrattuale in 145.382,80, oltre lI.V.A. al 10% e pertanto con un aumento
rispetto alle previsioni di 9.897,93, oltre lI.V.A. al 10%. Il tutto senza aumentare la spesa complessiva
dellintervento di che trattasi;

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CONSIDERATO che dalla relazione tecnica illustrativa della Perizia di variante si desume che:

Nella fase di demolizione del sottofondo stradale stata intercettata una linea secondaria della rete
fognaria comunale risalente ai primi del novecento e realizzata con pianelle di cotto. Detta linea
fognaria versava in pessime condizioni di manutenzione, tale da richiedere la totale sostituzione
della infrastruttura con la realizzazione di una nuova linea fognaria eseguita con tubi in pvc aventi
diametro pari a 200 mm. Inoltre, lImpresa appaltatrice durante i lavori ha dovuto supportare le
attivit di scavo necessarie per le indagini richieste dai tecnici responsabili individuati dalla
Soprintendenza, nonch ha dovuto prestare assistenza allEnte gestore dellacquedotto comunale per
realizzare i nuovi allacci idrici nel tratto interessato dai lavori.
Il Quadro Tecnico Economico (Q.T.E.) di Perizia di variante e suppletiva in corso dopera ( con
Q.T.E. di confronto), cos come approvato con la citata D.G.M.n.90/ 2016, risulta essere quello di
cui allAllegato A al presente atto dirigenziale;

PRESO ATTO che con nota protocollo n.09628 del 18/10/2016, acquisita agli atti in data 20/10/2016 al
protocollo n.526334/09/20, il Comune di Monterosi ha richiesto lautorizzazione per lutilizzo del ribasso
dasta contrattuale per complessivi 40.965,74 al fine di poter realizzare opere complementari, ai sensi
dellart.57 del D.Lgs.n.163/2006 e ss.mm.ii.;
CONSIDERATO che dalla relazione tecnica illustrativa delle opere complementari e dalla D.G.M.n.105 del
5/10/2016 si evince che:

La D.L., in corso dopera oltre agli imprevisti di cui alla precedente D.G.M. n.90/2016, ha rilevato
la necessit di realizzare alcune opere complementari non inserite nel progetto appaltato, legate ad
alcune circostanze impreviste evidenziatesi in fase di esecuzione dei lavori, la cui realizzazione si
rende necessaria allesecuzione dellopera oggetto di contratto iniziale. In particolare stata
rilevata la necessit di provvedere alla risistemazione dellarea stradale di Via Roma posta a
ridosso della zona dellintervento. Detta area si trova in pessime condizioni di manutenzione in
quanto compromessa da interventi previsti nellambito dellappalto principale dei lavori. Occorre
inoltre assicurare lunitariet e la piena funzionalit dellintervento di riqualificazione urbana di
Via Roma, di cui la zona interessata dalle opere di completamento costituisce parte integrante e
funzionale per laccesso alle abitazioni private, alle unit commerciali e ai servizi pubblici ivi
esistenti. In tale contesto si rende inoltre necessario provvedere al recupero del marciapiede
esistente situato sul lato sx di Via Roma in direzione della Capitale, al fine di garantire una
maggiore e sicura fruibilit della Via stessa da parte degli utenti. Detti lavori di completamento
sono in armonia con i principi del progetto originario.
Occorre pertanto che il Comune di Monterosi proceda alla realizzazione di tali opere di
completamento le quali non alterano limpostazione progettuale originaria, essendo di natura
complementare allappalto in corso e sono motivati da obiettive esigenze derivanti da circostanze
sopravvenute al momento della stipula del contratto dappalto ;
Tenuto conto che lart.216, co.7 del D.Lgs.n.50/2016, prevede la non applicazione di tale decreto alle
procedure e ai contratti gi in essere alla data di entrata in vigore dello stesso (19/04/2016) rendendo
ci applicabile a tali contratti la disciplina previgente;
Considerato che la fattispecie delle opere complementari, di che trattasi, riguarda lesecuzione di opere
strettamente connesse e strumentali al progetto e allappalto principale, approvati anteriormente
allentrata in vigore del citato D.Lgs.n.50/2016;
Richiamato pertanto lart. 57 del D.Lgs. n 163/2006 e ss.mm.ii., ritenuto applicabile al caso di specie in
quanto disciplina previgente in materia di lavori complementari ad oggetto procedura negoziata senza
previa pubblicazione di bandi di gara, il quale al co.5, lettera a) stabilisce che nei contratti pubblici
relativi a lavori e negli appalti pubblici relativi a servizi, la procedura del presente articolo
consentita:
a) Per i lavori o servizi complementari non compresi nel progetto iniziale n nel contratto iniziale che,
a seguito di una circostanza imprevista, sono divenuti necessari allesecuzione dellopera o del
servizio oggetto del progetto o del contratto iniziale, purch aggiudicati alloperatore economico
che presta tale servizio o esegua tale opera, nel rispetto delle seguenti condizioni:
a.1) tali lavori o servizi complementari, non compresi nel progetto iniziale n nel contratto iniziale,
senza recare gravi inconvenienti alla stazione appaltante, ovvero pur essendo separabili
dallesecuzione del contratto iniziale, sono strettamente necessari al suo perfezionamento;
a2.) il valore complessivo stimato dei contratti aggiudicati per lavori o servizi complementari non
supera il cinquanta per cento dellimporto contrattuale;

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Il Comune di Monterosi, con la richiamata D.G.M.n.105/2016, ritiene giustificati ed ammissibili detti


interventi complementari, configurandoli nellambito delle disposizioni dellart.57, comma 5), del
D.Lgs.n.163/2006 e ss.mm.ii.
DATO ATTO che il Comune di Monterosi con atto giuntale n.105 del 5/10/2016 ha provveduto ad
approvare il progetto relativo ai lavori complementari della riqualificazione e arredo urbano di Via Roma, ai
sensi dellart.57 del D.Lgs.n.163/2006 e ss.mm.ii., con il relativo cronoprogramma dei lavori il quale
prevede la conclusione degli stessi alla data del 28 febbraio 2017;
PRESO ATTO del Quadro Tecnico Economico (Q.T.E.) relativo ai lavori riferiti alle opere complementari
(ex art.57, comma 5), del D.Lgs.n.163/2006 e ss.mm.ii., cos come approvato con la D.G.M. n.105/2016 e
riportato in Allegato B alla presente determinazione e del quadro di confronto generale di cui allAllegato
C alla presente Determinazione;
OSSERVATO che in virt della Perizia di variante e suppletiva in corso dopera, approvata con la D.G.M.
n.90/2016, e delle opere complementari, approvate con la successiva D.G.M. n.105/2016, le spese generali e
tecniche risultano aumentate complessivamente di 6.712,14 ( di cui, quanto a 5.501,75 per spese tecniche
e oneri previdenziali e quanto a 1.210,39 per I.V.A. al 22%) e che detto importo, in virt degli impegni
assunti dal Sindaco pro tempore con latto dObbligo, rimane a totale carico del Comune di Monterosi;
DATO ATTO che le economie derivanti dal ribasso dasta contrattuale ammontano complessivamente
( I.V.A. inclusa) a 76.246,64, di cui: 60.997,31, in quota Regione Lazio e 15.249,33, in quota al
Comune di Monterosi;
VISTE le Modalit di attuazione del Progetto Strategico Regionale annualit 2007/2009, approvate con
la Determinazione Dir.le n.C2400 del 7/10/2010 ed in particolare Varianti (art.16) e proroghe (art.15);
TENUTO CONTO che il Comune di Monterosi, assumer a proprio carico ogni eventuale maggiore onere,
imprevisto o imprevedibile, anche derivante dalla realizzazione della perizia di variante e suppletiva in corso
dopera e dalla realizzazione delle opere complementari, oltre ch dalleventuale ritardo nel trasferimento
delle quote di contributo da parte della Regione Lazio, senza procedere ad alcuna riduzione qualiquantitativa dell'intervento, giusto atto dimpegno sottoscritto dal Sindaco (rft. Atto approvato con la
D.G.M.n.154 del 9/12/2015);
RITENUTO pertanto che sussistono le condizioni per procedere allautorizzazione all'utilizzo del ribasso
d'asta relativamente alla quota di cofinanziamento Stato/Regione, ovvero l80% delle economie registrate a
seguito della gara dappalto) per la realizzazione delle opere complementari (ai sensi dellart.57, comma 5),
del D.Lgs.n.163/2006 e ss.mm.ii, cos come approvate dalla Giunta Municipale di Monterosi con atto
giuntale n. 105/2016;
RIETENUTO di prendere atto della perizia di variante e suppletiva, in corso dopera, senza aumento di
spesa approvata dal Comune di Monterosi con la D.G.M.n.90/2016;
RITENUTO altres opportuno, per quanto esposto nei punti precedenti, autorizzare il differimento del
termine del fine lavori al 28 febbraio 2017 per consentire la realizzazione delle opere complementari, ex
art.57, comma 5), del D.Lgs.n.163/2006 e ss.mm.i.., al fine di rendere lintervento in argomento pienamente
funzionale e fruibile da parte dellutenza;
OSSERVATO che risultano liquidati, al momento, in favore del Comune di Monterosi, da parte dellArea
Economia del Mare- Servizio: Interventi per lo sviluppo del territorio e per la valorizzazione del litorale
laziale, acconti per un importo complessivo pari a 144.987,79;
VISTA la L.R. n.16/96, art.20 (targa con lindicazione della fonte del finanziamento);
VISTO il D.Lgs. n.50/2016 recante: Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE
sullaggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure dappalto degli enti
erogatori nei settori dellacqua, dellenergia, dei trasporti e dei servizi postali, nonch per il riordino della
disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (16G00062);

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VISTA la L.R.n.6/1999: disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio di previsione della Regione
Lazio per lesercizio finanziario 1999, art.93, comma 4);
VISTA la Legge regionale 20 novembre 2001, n. 25: Norme in materia di programmazione, bilancio e
contabilit della Regione;
VISTA la legge regionale 31/12/2015, n. 17, legge di stabilit regionale per lanno 2016;
VISTO il D.Lgs. 23/06/2011 n. 118 e il D.L. 31/08/2013, n. 102, convertito con modificazioni, dalla L.
28/10/2013 n. 124;

tutto ci visto e considerato


DETERMINA

Per le motivazioni espresse in premessa, che formano parte integrante della presente atto

1) di autorizzare, nel rispetto dell'art. 93, co.4) della L.R. n.6/1999, il Comune di Monterosi, all' utilizzo
delle economie derivanti dal ribasso d'asta contrattuale per la realizzazione delle opere
complementari (ex art.57, comma 5 del D.Lgs.n.163/2006 e ss.mm.ii.) ai lavori di Sistema di
accessibilit al centro storico di Monterosi: lavori riqualificazione urbana di Via Roma- lotto di
completamento" codice regionale di progetto: n. 266/97.P07.09.08; investimento 283.450,00,
contributo cofinanziato concesso: 226.760,00 (80,00% della spesa prevista);
2) di prendere atto della Perizia di Variante e suppletiva, in corso dopera senza aumento di spesa,
approvata dal Comune di Monterosi con la D.G.M. n.90/2016 ;
3) di consentire il differimento del termine di fine lavori, come richiesto e motivato dal Comune di
Monterosi, fino alla data del 28 febbraio 2017;
4) di stabilire che, prima della liquidazione del saldo finale del contributo cofinanziato spettante alla
stazione appaltante, oltre alla prevista documentazione contabile e tecnica riferita allo stato finale dei
lavori, dovranno essere anche prodotti i documenti e le dichiarazioni relativi alla completa
funzionalit e fruibilit di Via Roma;
5) Il Comune di Monterosi assume a proprio carico ogni eventuale maggiore onere, imprevisto o
imprevedibile, anche derivante dalla realizzazione della perizia di variante e suppletiva in corso
dopera e dalla realizzazione delle opere complementari, oltrech dalleventuale ritardo nel
trasferimento delle quote di contributo da parte della Regione Lazio, senza procedere ad alcuna
riduzione quali-quantitativa dell'intervento, giusto atto dimpegno sottoscritto dal Sindaco (rft. Atto
approvato con la D.G.M.n.154 del 9/12/2015);
6) di stabile, in virt degli impegni ed obblighi assunti dal Comune di Monterosi con lAtto di Impegno
approvato con la D.G.M.n.154/2015, laumento delle spese generali e tecniche (oltre lI.V.A. e gli
oneri previdenziali conseguenti) determinato dalla redazione perizia di variante e suppletiva e dalle
opere complementari, rimane a carico della Stazione appaltante;
7) di confermare quanto stabilito nella Determinazione regionale n.G13584 del 6/11/2015 ,
relativamente alle modalit, agli obblighi e alle condizioni per la realizzazione dell'iniziativa, per
l'erogazione del finanziamento e per la vigilanza di quanto eseguito, nonch gli adempimenti posti a
carico dell'Ente beneficiario;
8) di dare comunicazione delle disposizioni, di cui al presente atto, una volta reso esecutivo e
pubblicato sul BURL, al Comune di Monterosi in qualit di soggetto attuatore dellintervento in
argomento e per il seguito di competenza.
Il Direttore Regionale

Rosanna Bellotti

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Regione Lazio
DIREZIONE SVILUPPO ECONOMICO E ATTIVITA PRODUTTIVE
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 21 novembre 2016, n. G13675
POR FESR LAZIO 2014-2020. Progetto T0002E0001. Riposizionamento competitivo. Approvazione Avviso
Pubblico "KETs - tecnologie abilitanti". Impegno di spesa sui capitoli del bilancio regionale A42155, A42156,
A42157, A42161, A42162 e A42163 - Esercizio Finanziario 2016.

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OGGETTO: POR FESR Lazio 2014-2020. Riposizionamento competitivo. Approvazione Avviso Pubblico
KETs tecnologie abilitanti. Impegno di spesa sui capitoli del bilancio regionale A42155, A42156, A42157,
A42161, A42162 e A42163 Esercizio Finanziario 2016.
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE
PER LO SVILUPPO ECONOMICO E LE ATTIVITA PRODUTTIVE
anche in qualit di Autorit di GESTIONE
SU PROPOSTA del Dirigente dellArea Ricerca Finalizzata, Innovazione e Infrastrutture per lo Sviluppo
Economico, Green Economy;
VISTI:
-

lo Statuto della Regione Lazio;

la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 6, e ss.mm.ii., concernente Disciplina sistema organizzativo


della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale;

il Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n. 1 e ss.mm.ii., recante Regolamento di organizzazione


degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale;

il Regolamento (UE) n. 1301/2013 del 17 dicembre 2013, del Parlamento Europeo e del Consiglio,
relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo
"Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione", che abroga il Regolamento (CE) n. 1080/2006;

il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo
europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo
agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni
generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e
sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, che abroga il Regolamento (CE) n. 1083/2006 del
Consiglio;

la Deliberazione di Giunta Regionale n. 90 del 30 aprile 2013 che conferisce alla dr.ssa Rosanna Bellotti
lincarico di Direttore della Direzione Regionale per lo Sviluppo Economico e le Attivit produttive del
Dipartimento Programmazione Economica e Sociale, ai sensi del combinato disposto di cui allart.
162 e all'allegato "H" del Regolamento di organizzazione 6/09/2002 n. 1;

la Deliberazione di Giunta Regionale n. 660 del 14 ottobre 2014, con la quale stata designata, tra
laltro, la Direzione Regionale per lo Sviluppo Economico e le Attivit Produttive quale Autorit di
Gestione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per il ciclo di programmazione 2014-2020;

la Legge Regionale 31/12/2015, n. 17 Legge di stabilit regionale 2016;

la Legge Regionale 31/12/2015, n. 18 Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2016-2018;

il Decreto Legislativo del 23 giugno 2011, n. 118, recante Disposizioni in materia di armonizzazione
dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a
norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 e successive modifiche;

la Deliberazione di Giunta Regionale n. 29 del 02/02/2016, recante Applicazione delle disposizioni di


cui allarticolo 10, comma 2 e articolo 39, comma 4 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modifiche, e ulteriori disposizioni per la gestione del bilancio di previsione finanziario della
Regione Lazio 2016-2018;

la circolare del Segretario Generale prot. n. 117455 del 3 marzo 2016 e le altre, eventuali e successive
integrazioni, con la quale sono state fornite indicazioni in riferimento alla gestione del bilancio
regionale 2016-2018, conformemente a quanto disposto dalla deliberazione della Giunta regionale 2
febbraio 2016, n. 29;

la Deliberazione di Giunta Regionale del 23 febbraio 2016, n. 55, recante Bilancio di previsione
finanziario della Regione Lazio 2016-2018. Assegnazione dei capitoli di spesa alle strutture regionali
competenti, ai sensi dellarticolo 1, comma 6, lettera c), della legge regionale 31 dicembre 2015, n. 18;

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PREMESSO CHE:
-

con Deliberazione di Giunta Regionale n. 205 del 6 maggio 2015, stato adottato, a conclusione del
negoziato, il Programma Operativo POR LAZIO FESR 2014-2020 nellambito dellObiettivo
Investimenti a favore della crescita e delloccupazione, approvato con Decisione della Commissione
Europea n. C(2015) 924 del 12 febbraio 2015;

con con Deliberazione della Giunta Regionale n. 281 del 31 maggio 2016, stato adottato il documento
definitivo Smart Specialisation Strategy (S3) Regione Lazio quale soddisfacimento della condizionalit
ex ante, cos come riportato nellallegato XI al Regolamento (UE) n. 1303/2013;

con Deliberazione di Giunta Regionale n. 395 del 28 luglio 2015, sono state approvate le Modalit
Attuative del P.O. - Asse 3 Competitivit Azione 3.3.1 Sostegno al riposizionamento competitivo,
alla capacit di adattamento al mercato, allattrattivit per potenziali investitori, dei sistemi
imprenditoriali vitali delimitati territorialmente relativamente alla sub-azione: Riposizionamento
competitivo di sistemi e filiere produttive, successivamente modificate con DGR n. 624 del 10
novembre 2015, DGR n. 346 del 21 giugno 2016 e DGR n. 451 del 26 luglio 2016;

con Deliberazione di Giunta Regionale n. 454 del 26 luglio 2016 e ss.mm., sono state approvate le
Modalit Attuative del Programma Operativo (MAPO) Azione 1.1.4 -"Sostegno alle attivit collaborative
di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi realizzate dalle
imprese in collegamento con altri soggetti dell'industria, della ricerca e dell'universit, e da aggregazioni
pubblico-private gi esistenti (Distretti Tecnologici, Laboratori Pubblico-Privati e Poli di Innovazione)";

che con Deliberazione di Giunta Regionale n. 452 del 26 luglio 2016 e ss.mm., sono state approvate le
Modalit Attuative del Programma Operativo (MAPO) Azione 1.1.3 - "Sostegno alla valorizzazione
economica dell'innovazione attraverso la sperimentazione e l'adozione di soluzioni innovative nei
processi, nei prodotti e nelle formule organizzative, nonch attraverso il finanziamento
dell'industrializzazione dei risultati della ricerca;

che con Determinazione Dirigenziale G09404 del 28 luglio 2015 stata approvata la Call for proposal
relativa all'Azione 3.3.1 "Sostegno al riposizionamento competitivo, alla capacit di adattamento al
mercato, all'attrattivit per potenziali investitori, dei sistemi imprenditoriali vitali delimitati
territorialmente" sub-azione Riposizionamento competitivo di sistemi e filiere produttive dell'Asse
prioritario 3 Competitivit;

che con Determinazione Dirigenziale G03561 dell 11 aprile 2016 sono state approvate le risultanze
della suddetta Call for proposal;

che con Determinazione Dirigenziale G08682 del 28 luglio 2016 stato approvato il Disciplinare di
partecipazione agli Avvisi Sostegno al riposizionamento competitivo dei sistemi imprenditoriali
territoriali (BURL n. 62 del 04/08/2016), successivamente integrato con Determinazione G10295 del
14 settembre 2016 (BURL n. 74 del 15/09/2016);

CONSIDERATO CHE:
-

con le suddette Deliberazioni di Giunta Regionale di approvazione delle rispettive MAPO, stata
individuata Lazio Innova S.p.A. quale Organismo Intermedio con delega per la gestione e il controllo di
I livello;

con Determinazione G11014 del 29/09/2016 stato approvato lo schema di Convenzione con Lazio
Innova S.pA. sottoscritta in data 12/10/2016 (reg. cron. n. 19513 del 13/10/2016);

con Deliberazione di Giunta regionale DEC16 del 24/05/2016 stato approvato il Piano annuale delle
attivit 2016 di Lazio Innova S.p.A., nel quale, tra laltro, sono previsti i servizi di Assistenza Tecnica ai
Fondi Comunitari e allAdG POR FESR, in particolare per la pianificazione degli interventi e per la
progettazione dei bandi;

con Determinazione G04380 del 29/04/2016 stato approvato lo schema di Convenzione con Lazio
Innova regolante i rapporti per fornitura di Assistenza Tecnica allAdG POR FESR sottoscritta in data
11/05/2016 (reg. cron. n. 18903 del 15/05/2016);

con Determinazione G10478 del 19 Settembre 2016 stato approvato il Piano Operativo di Gestione
presentato da Lazio Innova S.p.A. in qualit di Organismo Intermedio relativamente alle Azioni 1.1.3,
1.1.4, 1.2.1b, 3.5.1b, 3.5.2, 3.3.1, 3.4.1, 3.1.2, 3.1.3 e 4.2.1.;

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che nella seduta di Giunta regionale del 26 Luglio 2016 stata presentata dallAssessore allo Sviluppo
Economico e alle Attivit Produttive la Memoria Linee guida per il programma di reindustrializzazione:
il Lazio verso lIndustria 4.0;

nella predetta memoria di Giunta previsto che ogni bando sar costruito in maniera tale da poter
consentire la presentazione sia dei progetti cosiddetti integrati, ovvero finalizzati a ottenere risorse
da azioni POR FESR afferenti ad una pluralit di Obiettivi Tematici (OT1, OT3 e OT4), sia di progetti
considerati come semplici, ovvero finalizzati a ottenere risorse POR FESR afferenti ad un solo
Obiettivo Tematico;

la Regione Lazio, attraverso lapprovazione dellAvviso Pubblico KETs tecnologie abilitanti, intende
favorire la riqualificazione settoriale, lo sviluppo delle filiere e rafforzare la competitivit del tessuto
produttivo laziale, incentivando lapplicazione di tecnologie abilitanti (Key Enabling Technologies - KETs),
identificate dalla Commissione Europea quali driver di sviluppo industriale sostenibile ed intelligente, in
tutte le aree di specializzazione della Smart Specialisation Strategy (S3) regionale, attraverso il
finanziamento di Progetti Imprenditoriali realizzati da imprese, singole e associate, che abbiano ricadute
significative sugli ambiti strategici individuati tramite la Call for Proposal Sostegno al riposizionamento
competitivo dei sistemi imprenditoriali territoriali sopra citata.

RILEVATO CHE:
-

per lattuazione del Programma POR FESR Lazio 2014-2020, con Deliberazione della Giunta Regionale
n. 391 del 28 luglio 2015 sono stati istituiti, nel bilancio regionale, appositi capitoli di spesa afferenti alla
missione 14, programma 05, che presentano le necessarie disponibilit;

la dotazione finanziaria dellAvviso Pubblico KETs tecnolgie abilitanti ammonta a Euro 9.240.000,00
a valere sulle risorse del POR FESR 2014-2020 destinata a sostenere Progetti Integrati facendo
riferimento alle seguenti Azioni, per gli importi indicati:
a. Azione 1.1.3 Sostegno alla valorizzazione economica dellinnovazione attraverso la
sperimentazione e ladozione di soluzioni innovative nei processi, nei prodotti e nelle formule
organizzative, nonch attraverso lindustrializzazione dei risultati - 4.620.000;
b. Azione 1.1.4 Sostegno alle attivit di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi
prodotti e servizi 1.980.000;
c. Azione 3.3.1 Sostegno al riposizionamento competitivo, alla capacit di adattamento al mercato,
allattrattivit per potenziali investitori, dei sistemi imprenditoriali vitali delimitati territorialmente
2.640.000;

TENUTO CONTO che, in aggiunta alle risorse di cui sopra a sostegno dellAvviso, sono disponibili
ulteriori risorse, per un importo di 4.760.000,00 pari a circa il 50% di ogni singola dotazione, come di
seguito specificato, quale riserva utilizzabile per completare la finanziabilit di Progetti Imprenditoriali che
risultino solo parzialmente finanziabili:
QUADRO FINANZIARIO Avviso Pubblico " KETs tecnolgie abilitanti "
Attivit

Dotazione avviso

Riserva per completare la


graduatoria

Totale

1.1.3

4.620.000,00

2.380.000,00

7.000.000,00

1.1.4

1.980.000,00

1.020.000,00

3.000.000,00

3.3.1

2.640.000,00

1.360.000,00

4.000.000,00

9.240.000,00

4.760.000,00

14.000.000,00

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CONSIDERATO che, allarticolo 6, punto 2 dell Avviso Pubblico "KETs tecnologie abilitanti",
previsto che le domande sono presentate con le modalit indicate dal Disciplinare, approvato con le
determinazioni sopracitate;
CONSIDERATO che, al Capitolo 5, punto 1 del Disciplinare, previsto che le richieste di accesso
allagevolazione possono essere presentate esclusivamente per via telematica compilando il Formulario
disponibile on-line nella piattaforma GeCoWEB accessibile dal sito www.lazioinnova.it nella pagina dedicata,
seguendo la procedura indicata nello stesso Capitolo 5;
RITENUTO, pertanto, di dover:
-

approvare lAvviso Pubblico KETS-tecnologie abilitanti, Allegato 1, parte integrante e sostanziale della
presente determinazione;

approvare il documento Allegati allAvviso n. 4 KETs tecnologie abilitanti, composto da Allegato A


Formulario e Allegato B - Dichiarazione attestante la capacit amministrativa economico-finanziaria,
Allegato 2, parte integrante e sostanziale della presente determinazione, al fine di consentire la
trasmissione on-line sul sito GeCoWEB delle richieste di accesso allagevolazione;

provvedere allimpegno di spesa di complessivi 14.000.000,00, di cui 9.240.000,00 quale dotazione


dellAvviso Pubblico KETs-tecnologie abilitanti e 4.760.000,00 quale riserva utilizzabile per
completare la finanziabilit di Progetti Imprenditoriali che risultino solo parzialmente finanziabili, in
favore di Lazio Innova S.p.A., individuato quale Organismo Intermedio cui demandata la gestione
dellavviso pubblico stesso, secondo la ripartizione per capitoli di spesa per lesercizio finanziario 2016 e
pluriennali 2017/2020, di cui allAllegato 3, parte integrante e sostanziale della presente determinazione;
DETERMINA

in conformit con le premesse che qui si intendono integralmente richiamate,


-

di approvare lAvviso Pubblico KETs tecnologie abilitanti, Allegato 1, parte integrante e sostanziale
della presente determinazione;

di approvare il documento Allegati allAvviso n. 4 KETs tecnologie abilitanti, composto da


Allegato A Formulario e Allegato B - Dichiarazione attestante la capacit amministrativa economicofinanziaria, Allegato 2, parte integrante e sostanziale della presente determinazione, al fine di consentire
la trasmissione on-line sul sito GeCoWEB delle richieste di accesso allagevolazione;

di assumere gli impegni di spesa per complessivi 14.000.000,00, di cui 9.240.000,00 quale dotazione
dellAvviso Pubblico KETs tecnologie abilitanti e 4.760.000,00 quale riserva utilizzabile per
completare la finanziabilit di Progetti Imprenditoriali che risultino solo parzialmente finanziabili, in
favore di Lazio Innova S.p.A., individuato quale Organismo Intermedio cui demandata la gestione
dellavviso pubblico stesso, secondo la ripartizione per capitoli di spesa, afferenti alla Missione 14,
programma 05, aggregato di IV livello 2.03.03.01 Contributi agli investimenti a imprese controllate, per
lesercizio finanziario 2016 e pluriennali 2017/2020, di cui allAllegato 3, parte integrante e sostanziale
della presente determinazione.

La presente determinazione verr pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, sul sito
www.regione.lazio.it e sul sito www.lazioeuropa.it.
ammesso il ricorso giurisdizionale al T.A.R. entro sessanta giorni o, in alternativa, il ricorso straordinario
al Presidente della Repubblica entro centoventi giorni dalla pubblicazione.
Il Direttore
Rosanna Bellotti

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POR FESR 2014-2020


RIPOSIZIONAMENTO COMPETITIVO - FASE II

AVVISO n. 4 KETs tecnologie abilitanti

Sommario
Articolo 1 Riferimenti normativi, dotazione finanziaria e definizioni specifiche ..................................... 2
Articolo 2 Obiettivi e ambiti di intervento ..................................................................................................... 4
Articolo 3 Progetti Imprenditoriali ammissibili .............................................................................................. 4
Articolo 4 Requisiti soggettivi ............................................................................................................................ 6
Articolo 5 Natura e misura della Sovvenzione............................................................................................... 7
Articolo 6 Termini per la presentazione delle richieste .............................................................................. 9
Articolo 7 Istruttoria e valutazione, Criteri di valutazione ....................................................................... 10
Articolo 8 Erogazione della Sovvenzione e rendicontazione .................................................................... 11
Articolo 9 - Diritto di accesso, reclami, informativa ai sensi della Legge 241/90, trasparenza e
trattamento dei dati personali .................................................................................................. 12
Articolo 10 - Rimandi al Disciplinare ................................................................................................................. 12

Appendice 1 Quadro finanziario


Appendice 2 Criteri di ammissibilit
Appendice 3 Criteri di valutazione e premialit

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Articolo 1 Riferimenti normativi, dotazione finanziaria e definizioni specifiche


1. Il presente Avviso disposto in attuazione:
a. della Deliberazione del Consiglio regionale del 10/04/2014 n 2, che ha approvato le Linee di
indirizzo per un uso efficiente delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo 2014-2020, che
costituiscono il quadro di sintesi del processo di pianificazione e programmazione per lo sviluppo
intelligente, sostenibile e inclusivo per il medio-lungo periodo e che interseca la vision di crescita e
progresso sociale del pi ampio programma di governo;
b. della Deliberazione della Giunta Regionale n. 479 del 17/07/2014 inerente Adozione unitaria dei
programmi Operativi Regionali: POR FESR, POR FSE E PSR FEASR 2014-2020;
c. dellAccordo di partenariato con lItalia per il periodo 2014-2020, approvato con Decisione della
Commissione europea C(2014) 8021 del 29 ottobre 2014;
d. del Programma Operativo POR Lazio 2014-2020, approvato con Decisione della Commissione
europea C(2015) 924 del 12 febbraio 2015;
e. della Delibera di Giunta Regionale n. 205 del 06 Maggio 2015, avente ad oggetto: Adozione del
Programma Operativo POR LAZIO FESR 2014-2020 nellambito dellObiettivo Investimenti a
favore della crescita e delloccupazione;
f.

della Smart Specialisation Strategy (S3), la strategia di specializzazione intelligente del Lazio adottata
nella sua formulazione definitiva, con DGR n. 281 del 31 maggio 2016, che ha individuato le sette
Aree di Specializzazione e le traiettorie di sviluppo della Regione;

g. dellAsse 3 Competitivit, Azioni 3.3.1 Sostegno al riposizionamento competitivo, alla capacit di


adattamento al mercato allattrazione per potenziali investitori, dei sistemi imprenditoriali vitali
delimitati territorialmente - sub-azione: Riposizionamento competitivo di sistemi e filiere produttive
correlata alla priorit dinvestimento;
h. dellAsse 1 Ricerca e innovazione, Azioni 1.1.3 Sostegno alla valorizzazione economica
dellinnovazione attraverso la sperimentazione e ladozione di soluzioni innovative nei processi, nei
prodotti e nelle formule organizzative, nonch attraverso il finanziamento dellindustrializzazione dei
risultati della ricerca [... ] sub azione Sostegno alla ricerca, all'innovazione e al trasferimento
tecnologico dalla ricerca alle imprese e tra settori produttivi. Sostegno allo sviluppo di consorzi e reti di
impresa e 1.1.4 Sostegno alle attivit collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie
sostenibili, di nuovi prodotti e servizi sub azione Azioni di sostegno alla realizzazione di progetti
strategici, correlate alla priorit dinvestimento b) promuovere gli investimenti delle imprese in R&I,
sviluppando collegamenti e sinergie tra imprese, centri di ricerca e sviluppo e il settore dellistruzione
superiore, []
i. delle Modalit Attuative del POR (MAPO) approvate con Delibera di Giunta Regionale e che
riportano tra laltro la metodologia ed i criteri usati per la selezione delle operazioni approvati dal
Comitato di Sorveglianza del POR ai sensi dellart. 110 (2) (a) del REG SIE;
j. della Determinazione Dirigenziale G09404 del 28 luglio 2015 - Approvazione della Call for proposal
relativa all'Azione 3.3.1 "Sostegno al riposizionamento competitivo, alla capacit di adattamento al
mercato, all'attrattivit per potenziali investitori, dei sistemi imprenditoriali vitali delimitati
territorialmente" sub-azione Riposizionamento competitivo di sistemi e filiere produttive dell'Asse
prioritario 3 Competitivit;
k. del Disciplinare di partecipazione agli Avvisi sul riposizionamento competitivo, in seguito, per
brevit, Disciplinare, approvato con Determinazione G08682 del 28 luglio 2016, pubblicata sul
BURL n 62 del 4 agosto 2016, e integrato con la relativa modulistica approvata con Determinazione
G10295 del 14 settembre 2016 pubblicata sul BURL n. 74 del 15 settembre 2016, a cui si rimanda
per tutto quanto non espressamente e/o diversamente disciplinato nel presente Avviso. Il
Disciplinare parte integrante e sostanziale del presente Avviso; in caso di contrasto, prevale
quanto previsto nel presente Avviso;
2. Il Disciplinare, in particolare, rappresenta il quadro di riferimento contenente le definizioni, le regole e
le modalit di partecipazione al presente Avviso e di presentazione della richiesta, le procedure di

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valutazione, nonch tutti gli obblighi e i diritti del Beneficiario e le altre disposizione inerenti la
partecipazione allAvviso, i beneficiari, i progetti e le spese ammissibili, le modalit di rendicontazione, di
controllo, di erogazione, di monitoraggio. Il Disciplinare disponibile sui siti www.lazioeuropa.it e
www.lazioninnova.it nella pagina dedicata al presente Avviso.
3. La dotazione del presente Avviso pubblico ammonta complessivamente a Euro 9.240.000,00 a valere
sulle risorse del POR FESR 20014-2020, destinata a sostenere Progetti Integrati, come meglio
specificato al successivo art. 3.
4. La dotazione a valere sul POR FESR 2014-2020 fa riferimento alle seguenti Azioni, per gli importi
indicati nel Quadro Finanziario riportato in appendice 1 allAvviso:
a. Azione 1.1.3 Sostegno alla valorizzazione economica dellinnovazione attraverso la
sperimentazione e ladozione di soluzioni innovative nei processi, nei prodotti e nelle formule
organizzative, nonch attraverso lindustrializzazione dei risultati.
b. Azione 1.1.4 Sostegno alle attivit di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di
nuovi prodotti e servizi.
c. Azione 3.3.1 Sostegno al riposizionamento competitivo, alla capacit di adattamento al
mercato, allattrattivit per potenziali investitori, dei sistemi imprenditoriali vitali delimitati
territorialmente.
5. In aggiunta alle risorse inizialmente assegnate a sostegno del presente Avviso sono disponibili ulteriori
risorse, per un importo pari a circa il 50% di ogni singola dotazione, come specificato nel Quadro
Finanziario in appendice 1, quale riserva utilizzabile per completare la finanziabilit di Progetti
Imprenditoriali che risultino solo parzialmente finanziabili.
6. Qualora anche tali risorse risultino esaurite, il Progetto Imprenditoriale potr essere finanziato solo in
parte nel caso in cui la componente non finanziabile/parzialmente finanziabile sia una Altra
Componente, sempre che il Progetto mantenga la sua organicit e funzionalit.
7. Nel caso in cui siano esaurite le risorse necessarie a finanziare Componenti Essenziali del Progetto
Imprenditoriale, tale Progetto non potr essere finanziato parzialmente, salvo il caso in cui limporto
residuo di risorse disponibili alla parziale copertura della Componente Essenziale sia tale da far s che il
Progetto Imprenditoriale parzialmente realizzato sia organico e funzionale.
8. I termini indicati, al singolare o al plurale, nel corpo del presente Avviso con la lettera maiuscola vanno
intesi in riferimento alle definizioni di cui al Capitolo 2 del Disciplinare, fermo restando quanto
ulteriormente disciplinato nel presente Avviso pubblico e ferma restando la validit di tutte le
definizioni ricomprese nei regolamenti, negli orientamenti, nelle discipline e in tutte le norme
Comunitarie, Nazionali e Regionali vigenti; al presente Avviso si applicano inoltre le seguenti definizioni
specifiche:
a. Progetti Integrati: Progetti Imprenditoriali che possono essere composti da una o pi
Attivit RSI, da un Piano di Investimenti Materiali e Immateriali, anche frutto dei risultati di una
preesistente attivit di ricerca, e prevedere Spese per Consulenze Strumentali alla realizzazione
del Progetto Imprenditoriale, a cui si applica la procedura a graduatoria di cui paragrafo 6.4
del Capitolo 6 del Disciplinare.
b. Componenti Essenziali e Altre componenti: sono Componenti Essenziali del
Progetto Imprenditoriale le Attivit RSI. Le spese relative agli altri Piani di Investimento/Attivit
sono considerate Altre Componenti del Progetto Imprenditoriale, fatta salva la possibilit che la
Commissione di Valutazione le ritenga Componenti Essenziali, ai fini della organicit e
funzionalit o in relazione alla valutazione espressa sullintero del Progetto Imprenditoriale.
c. Disciplinare Disciplinare di partecipazione agli Avvisi relativi al Sostegno al
riposizionamento competitivo dei sistemi imprenditoriali territoriali approvato con
Determinazione G08682 del 28 luglio 2016, pubblicata sul BURL n 62 del 4 agosto 2016, e
integrato con la relativa modulistica approvata con Determinazione G10295 del 14 settembre
2016 pubblicata sul BURL n. 74 del 15 settembre 2016.

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Articolo 2 Obiettivi e ambiti di intervento


1. La Regione Lazio, attraverso il presente Avviso, mira a favorire la riqualificazione settoriale, lo sviluppo
delle filiere e a rafforzare la competitivit del tessuto produttivo laziale, favorendo lapplicazione delle
tecnologie abilitanti (Key Enabling Technologies - KETs) identificate dalla Commissione Europeaii quali
driver di sviluppo industriale sostenibile ed intelligente e di seguito riportate:
-

Biotecnologie;

Micro e Nanoelettronica;

Fotonica;

Nanotecnologie;

Materiali avanzati;

Sistemi di fabbricazione avanzati (AMS-Advanced Manufacturing System).

2. Il sostegno riguarder lapplicazione delle KETs citate in tutte le aree di specializzazione della Smart
Specialisation Strategy (S3) regionale, Aerospazio, Scienze della vita, Beni culturali e tecnologie per
il patrimonio culturale, Industrie creative digitali, Agrifood, Green economy e Sicurezza,
attraverso il finanziamento di Progetti Imprenditoriali realizzati da imprese, singole e associate, che,
anche mediante integrazione di filiere, scambio di conoscenze e competenze, abbiano ricadute
significative sugli ambiti strategici individuati tramite la Call for Proposal Sostegno al riposizionamento
competitivo dei sistemi imprenditoriali territoriali.
3. LAvviso definisce, negli articoli seguenti, i soggetti che possono beneficiare dellagevolazione, gli Ambiti
di Intervento, la forma e la misura dellagevolazione, le caratteristiche dei Progetti Imprenditoriali e
le spese ammissibili, le procedure di accesso e di concessione dellagevolazione, i criteri di valutazione.

Articolo 3 Progetti Imprenditoriali ammissibili


1. I Progetti Imprenditoriali ammissibili devono risultare coerenti con gli ambiti di intervento indicati nel
precedente articolo 2 e rientrare in una delle 2 tipologie di seguito indicate, con le caratteristiche e
le specifiche descritte nei commi successivi e sintetizzate nella tabella seguente:

https://ec.europa.eu/programmes/horizon2020/en/area/key-enabling-technologies e "Preparing for our future: Developing a


common strategy for key enabling technologies in the EU" - Current situation of key enabling technologies in Europe, {COM(2009)
512}
ii

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Tipologia di
Progetto

Beneficiari
SINGOLE IMPRESE
e AGGREGAZIONI STABILI
(minimo 2 imprese)
(equiparate alle imprese singole)

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COMPOSIZIONE DEL PROGETTO IMPRENDITORIALE AMMISSIBILE


PROGETTO IMPRENDITORIALE COMPOSTO DA UNA O PIU' ATTIVITA' RSI:
A.1 Attivit RSI - Progetti RSI (Ric. Ind.)
A.2 Attivit RSI - Progetti RSI (Svil.Sperim.)
B.1 Attivit RSI - Progetti RSI (Ric. Ind.) in Eff. Collab. OdR

PROGETTI
INTEGRATI

SINGOLA IMPRESA /
AGGREGAZIONE STABILE
in accordo ed
in EFFETTIVA COLLABORAZIONE
con un Organismo di Ricerca

B.2 Attivit RSI - Progetti RSI (Svil.Sperim.) in Eff. Collab. OdR


C. Attivit RSI - Innovazione PMI
D. Attivit RSI - Innovazione Proc./Organizz.
E. Investimento in Infrastrutture aperte di Ricerca e Trasferimento Tecnologico

AGGREGAZIONI TEMPORANEE
cui possono essere eventualmente aggiunti:
(minimo 2 imprese max 6 soggetti)
F1. Piano di Investimento Materiale ed Immateriale
(indipendenti e potenziali beneficiarie di aiuti)
(anche frutto di preesistente investimento in RSI)
AGGREGAZIONI TEMPORANEE
F2. Piano di Investimento Materiale ed Immateriale (Zone assistite)
(minimo 2 imprese max 6 soggetti)
(anche frutto di preesistente investimento in RSI)
(indipendenti e potenziali beneficiarie di aiuti)
F3. Piano di Investimento Materiale ed Immateriale in De Minimis
che includono
(anche frutto di preesistente investimento in RSI)
uno o pi Organismi di Ricerca
I. Piano di Investimento in Efficienza Energetica
in EFFETTIVA COLLABORAZIONE
K. Spese per consulenze strumentali alla realizzazione del Progetto Imprenditoriale

2. I Progetti Integrati sono Progetti Imprenditoriali che, nel rispetto dei limiti indicati nel presente
articolo, sono composti da una o pi Attivit RSI, eventualmente integrate da uno o pi Piani di
investimento e/o Attivit, riferibili allinsieme delle Azioni POR che concorrono al presente Avviso.
Pertanto, nel rispetto dei limiti indicati nel presente articolo, i Progetti Integrati possono essere
composti da:

una o pi Attivit RSI (indicate nella tabella con le lettere A, B, C, D) (sempre presenti, in
misura minima pari al 70% del valore complessivo del Progetto Imprenditoriale);

un Piano di Investimenti Materiali e Immateriali, anche frutto dei risultati di una preesistente
attivit di ricerca (indicato nella tabella con la lettera F);

Investimenti in Efficienza Energetica (indicati nella tabella con la lettera I);

Spese per consulenze strumentali alla realizzazione del Progetto Imprenditoriale (indicate nella
tabella con la lettera K).

3. I Progetti Integrati devono presentare un importo complessivo di Spese Ammissibili non inferiore ad
Euro 200.000,00. Ogni singolo Progetto Integrato non potr complessivamente beneficiare di una
Sovvenzione superiore a Euro 3.000.000,00.
4. I Progetti Integrati possono essere presentati da i seguenti Richiedenti, aventi i requisiti previsti per i
Destinatari indicati nel Capitolo 3 del Disciplinare:
a. Imprese (comprese le Aggregazioni Stabili) e Liberi Professionisti, in forma singola;
b. Imprese e Liberi Professionisti, in accordo ed in Effettiva Collaborazione con un
Organismo di Ricerca e Diffusione della Conoscenza;
c. Aggregazioni Temporanee, con eventuale presenza di Organismi di Ricerca e di Diffusione
della Conoscenza. Le Aggregazioni Temporanee devono comprendere almeno 2 Imprese e non
pi di 6 soggetti, che siano tra loro Soggetti Terzi ed Indipendenti e abbiano i requisiti previsti
per i Destinatari indicati nel Capitolo 3 del Disciplinare. Le Aggregazioni Temporanee possono
essere gi costituite al momento della domanda ovvero da costituire, anche subordinatamente
alla concessione della Sovvenzione.
5. I Progetti Integrati devono essere realizzati entro 18 mesi dalla data di Concessione dellagevolazione
(pubblicazione sul BURL del provvedimento di concessione).
6. I Progetti Integrati devono rispettare i seguenti limiti:

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a. Nellambito di un Progetto Imprenditoriale le Attivit di RSI (indicate in tabella con le lettere A,


B, C e D) devono rappresentare, anche cumulativamente, almeno il 70% del valore complessivo
del Progetto Imprenditoriale.
b. Conseguentemente, nellambito di un Progetto Imprenditoriale, gli altri Piani di
Investimento/Attivit e/o le Spese per Consulenze Strumentali alla realizzazione del Progetto
Imprenditoriale (indicate in tabella con le lettere C, D, F I e K), non possono superare, anche
cumulativamente, il 30% del valore complessivo del Progetto Imprenditoriale.
c. Nellambito di un Progetto Imprenditoriale, le spese di personale dipendente (o assunto con
contratti equivalenti) sono ammissibili entro il limite massimo del 50% del totale delle Attivit
RSI (indicate in tabella con le lettere A, B, C, D). Entro tale limite potranno essere riconosciuti
eventuali costi relativi a personale dipendente o equiparato, impiegato in Sedi Operative fuori
dal territorio della regione Lazio, per un importo pari al massimo del 20% di detti costi.
7. I Progetti Integrati, se composti di pi Piani/Attivit fra quelli sopra riportate, per essere ritenuti
ammissibili devono comunque dimostrare la loro organicit e funzionalit. A tal fine i Richiedenti
dovranno:
a. presentare la propria Strategia Competitiva mettendo in evidenza sia il proprio interesse
imprenditoriale che la coerenza con gli obiettivi e gli ambiti di intervento di cui allart. 2 ed i
riflessi sulla valorizzazione del territorio e delloccupazione in unottica di medio-lungo periodo;
b. articolare le Attivit e i Piani di Investimento su cui richiesta la Sovvenzione in coerenza con
detta Strategia Competitiva, fornendo tutti gli elementi utili alla valutazione in base ai criteri
indicati nel successivo art. 7, inclusi i criteri di premialit.
8. Il Progetto Imprenditoriale dovr essere strutturato sulla base dellapposito Formulario secondo la
procedura di cui al Capitolo 5 del Disciplinare.

Articolo 4 Requisiti soggettivi


1. I Richiedenti devono possedere i requisiti previsti al Capitolo 3 del Disciplinare.
2. Devono inoltre possedere una adeguata capacit amministrativa, finanziaria e operativa in relazione al
Progetto da realizzare. In ogni caso, la capacit economico-finanziaria verr verificata su ogni soggetto
beneficiario degli aiuti, proporzionalmente alla quota di partecipazione alle spese incluse nel Progetto
Imprenditoriale. In ogni caso, la capacit economico-finanziaria verr verificata su ogni soggetto
beneficiario degli aiuti, proporzionalmente alla quota di partecipazione alle spese incluse nel Progetto
Imprenditoriale.
3. La verifica della capacit economico-finanziaria avverr secondo le modalit di seguito indicate.
a. Nel caso il Richiedente sia una Impresa: sulla base del rapporto fra il patrimonio netto del
Richiedente (PN) e il costo del progetto a suo carico (CP) al netto della Sovvenzione concedibile
(C), secondo la seguente formula:
PN /(CP-C) > 0,2
I valori saranno desunti dallultimo bilancio approvato o dichiarazione dei redditi presentata; per le
Imprese non obbligate alla redazione del bilancio il patrimonio netto si desume sulla base di un
bilancio redatto ai sensi dellart. 2422 e 2425 del codice civile da un professionista abilitato o sulla
base dei parametri di impresa indicati nello specifico modello allegato quale parte integrante al
Modello Unico e coerente con i quadri RE, RF e RG dello stesso; per le imprese di nuova
costituzione, in luogo del patrimonio netto, si considera il valore del capitale sociale risultante
dallatto costitutivo, qualora alla data di presentazione della richiesta non sia ancora avvenuta
lapprovazione del bilancio relativo al primo esercizio.
Nel caso in cui il patrimonio netto risultante non sia sufficiente, fatta salva la possibilit per
lImpresa di incrementarlo prima della presentazione della richiesta, mediante delibera di aumento
del capitale sociale in misura sufficiente al rispetto del requisito. Di tale evenienza deve essere

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fornita adeguata documentazione in sede di presentazione della richiesta, insieme allimpegno alla
sottoscrizione e al relativo versamento che dovranno essere effettuati entro la sottoscrizione
dellAtto di Impegno, pena la revoca della Sovvenzione eventualmente concessa.
b. Nel caso il Richiedente sia un Libero Professionista: sulla base del rapporto fra il fatturato del
Richiedente (F) e il costo del progetto a suo carico (CP) ali netto della Sovvenzione richiesta (C),
secondo la seguente formula:
F /(CP-C) > 0.5
c. Nel caso di OdR che non rientrano nella definizione di OdR Pubblici, la verifica sar effettuata con
le modalit di cui alla precedente lettera a).
d. Non verr effettuata alcuna verifica nel caso in cui il Richiedente sia un OdR Pubblico.
4. Ogni Impresa pu presentare una sola richiesta, salvo che al momento della nuova richiesta sia gi
stato reso noto che la precedente richiesta non stata ammessa. Gli Organismi di Ricerca e
Diffusione della Conoscenza possono partecipare anche a pi di un Progetto Integrato.
5. Per quanto concerne gli obblighi a cui dovr attenersi il Beneficiario, si rimanda a quanto disciplinato al
Capitolo 9 del Disciplinare.

Articolo 5 Natura e misura della Sovvenzione


1.

La Sovvenzione un contributo a fondo perduto commisurato alle Spese ritenute Ammissibili, in


coerenza e nel rispetto di quanto indicato nel presente Avviso e nel Disciplinare.

2.

La Sovvenzione concessa ai sensi del RGE o del De Minimis, applicando le intensit dellaiuto
rispetto alle Spese Ammissibili, in base alle percentuali rappresentate nella tabella che segue, con le
precisazioni indicate di seguito e nel Disciplinare.

Categoria ed intensit dellaiuto


(contributo / spese ammissibili)

Piani/Attivit
che compongono il Progetto Imprenditoriale

A1
A2
B1

B2
C
D
F1
F2
F3

Riferimento
normativo

Micro e
Piccola
Impresa

Media
Impresa

Grande
Impresa

OdR

Attivit RSI Progetti RSI (Ricerca industriale)

Ricerca industriale
(Art. 25 5 b RGE)

70%

60%

50%

Attivit RSI Progetti RSI (Sviluppo sperimentale)

Sviluppo
sperimentale
(Art. 25 5 c RGE)

45%

35%

25%

80%

75%

65%

80%

60%

50%

40%

80%

50%

50%

0%

(art. 29 RGE)

50%

50%

15%

(art 17 del RGE)

20%

10%

0%

(art.14 del RGE)

30%

20%

0%

(de minimis Reg.


(UE)1407/2013)
(iv)

40%

40%

0%

Attivit RSI - Progetti RSI (Ricerca Industriale)


Ricerca industriale
in Effettiva Collaborazione fra imprese o fra unimpresa (Art. 25 5 c e 6 b
e un OdR
RGE)
Sviluppo
Attivit RSI - Progetti RSI (Sviluppo Sperimentale)
sperimentale
in Effettiva Collaborazione fra imprese o fra unimpresa
(Art. 25 5 b e 6 b
e un OdR
RGE)
Attivit RSI Innovazione tecnologica PMI
(art. 28 RGE)
Attivit RSI Innovazione processi ed organizzazione
PMI
Piani di Investimento Materiali ed Immateriali
Piani di Investimento Materiali ed Immateriali Zone
Assistite
Piani di Investimento Materiali ed Immateriali in de
minimis

Investimenti in Efficienza Energetica

(art.38 del RGE)

50%

40%

0%

Spese per Servizi di Consulenza Strumentali alla


realizzazione del Progetto Imprenditoriale

Servizi di consulenza
(art 18 RGE )

50%

50%

0%

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3.

Si precisa che lintensit di aiuto riconoscibile ai Liberi Professionisti assimilata a quella riconoscibile
alle Imprese, effettuando, ove necessario, la verifica del rispetto dei parametri dimensionali, secondo i
quanto indicato nel Capitolo 2 del Disciplinare.

4.

Le Spese Ammissibili sono quelle riportate al Capitolo 4 del Disciplinare, limitatamente a quelle
coerenti con i Piani di Investimento o Attivit previsti dal presente Avviso, come riportate nella tabella
che segue. Si precisa che quanto previsto per il personale universitario al comma 23 del Capitolo 4, si
considera applicabile anche al personale degli OdR, qualora dal relativo CCNL non sia desumibile il
numero di ore settimanali necessario al calcolo di cui al comma 23 del medesimo Capitolo.

COMPONENTI
DEL PROGETTO
IMPRENDITORIALE

A
RSI

B
RSI

Ricerca Sviluppo
Tipologie di intervento Industr.le Sperim.le
Classificazione
spese
in Gecoweb
TIPOLOGIA
INVESTIMENTO

ARTICOLI RGE/
de minimis

25 5 b

25 5 c

C
RSI

D
RSI

Innov.ne
PMI

Innov.ne
di
processo
e
organ,va

Investim.
ti
materiali
/immat.li

Invest.
Eff.za
energ.ca

Altre
consul.ze
strum.li

28

14 / 17 /
de
minims

14 / 17 /
de
minims

10%

10%

TIPOLOGIA DI SPESA
Terreni
Progettazione e investimenti
materiali
Eff. Energetica
Progettazione e altri
investimenti materiali

Investimenti materiali

Godimento beni di
terzi

Ammortamenti
Costo del personale
dipendente
Costo del personale
NON dipendente

Consulenze a corpo

18

X
X

Investimenti immateriali in eff.


Energetica

Altri Investimenti immateriali

Investimenti
eff. Energetica leasing
Altri investimenti in leasing

Canoni leasing su beni utilizzati


in attivit RSI

Canoni di affitto su beni


utilizzati in attivit RSI

Su beni utilizzati in attivit RSI

Personale dipendente

Personale altamente qualificato


messo a disposizione da ODR
o GI

Consulenze a giornata

Consulenze a corpo

Spese per brevetti e diritti

Ricerca contrattuale

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COMPONENTI
DEL PROGETTO
IMPRENDITORIALE

A
RSI

B
RSI

Ricerca Sviluppo
Tipologie di intervento Industr.le Sperim.le

C
RSI

D
RSI

Innov.ne
PMI

Innov.ne
di
processo
e
organ,va

Investim.
ti
materiali
/immat.li

Invest.
Eff.za
energ.ca

Altre
consul.ze
strum.li

Investimenti materiali
Eff. Energetica
< 500
Costi di produzione

Altri costi di produzione

Costi indiretti e altri


oneri

Altri Investimenti materiali


< 500
Materiali e forniture imputabili
al progetto (inclusi prototipi)

Spese generali forfettarie


Costo della Fideiussione su
anticipo

Pag. 223 di 328

X
X
25% dei
25% dei
costi
costi
diretti
diretti
ammissibi ammissibi
li
li
X

Articolo 6 Termini per la presentazione delle richieste


1. La presentazione delle richieste pu avvenire nei termini di seguito indicati:
a.

per Progetti integrati con una procedura a graduatoria ed una valutazione dei progetti dopo la
chiusura del termine di presentazione delle richieste.
I Richiedenti possono presentare richieste a partire dalle ore 12:00 del 10 gennaio 2017 e fino alle
ore 12:00 del 14 febbraio 2017.

2. Le modalit di presentazione della richiesta sono disciplinate nel Capitolo 5 del Disciplinare, con le
seguenti precisazioni:
a. Nelloggetto della PEC di invio del Dossier di Richiesta di cui al punto 8 del Capitolo 5 del
Disciplinare deve essere riportata la dicitura KETs Tecnologie Abilitanti Domanda n. ., con
indicazione del numero di protocollo assegnato automaticamente da GeCoWEB alla finalizzazione
del Formulario.
b. In aggiunta alle Dichiarazioni e a quantaltro indicato nel Disciplinare, al Formulario devono essere
allegati i documenti di seguito indicati, pena linammissibilit della richiesta:
i.

ii.

iii.

per le imprese non residenti nel territorio italiano allatto di presentazione della richiesta,
documentazione che comprovi la costituzione secondo le norme di diritto civile e commerciale
vigenti nello Stato di residenza e iscrizione nel relativo Registro delle Imprese;
per le imprese prive di Sede Operativa nel territorio della regione Lazio al momento della
richiesta, o comunque in relazione alla Sede Operativa destinataria dellintervento, dichiarazione
di impegno relativo allapertura della Sede Operativa nel territorio della regione Lazio ed alla
relativa iscrizione nel Registro delle Imprese della CCIAA territorialmente competente;
in caso di Aggregazione Temporanea, copia dellatto di costituzione dellaggregazione e del
mandato collettivo speciale con rappresentanza conferita al soggetto mandatario oppure la
dichiarazione di intenti alla costituzione dellAggregazione Temporanea firmata digitalmente dai
legali rappresentanti del Capofila e di tutti gli altri Partner che costituiranno lAssociazione
Temporanea, oltre alla presa d'atto, firmata digitalmente dagli stessi soggetti, che l'eventuale
Concessione della Sovvenzione sar subordinata alla costituzione dellAssociazione
Temporanea, oltre che alla verifica dei requisiti previsti dallAvviso;

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

iv.
v.

Pag. 224 di 328

copia dello statuto degli organismi di ricerca, ad eccezione degli OdR Pubblici, qualora non
depositato presso il Registro delle imprese;
relativamente alla documentazione economica:
a. per le Imprese non obbligate alla redazione del bilancio e per i Liberi Professionisti, copia
delle ultime tre dichiarazioni dei redditi precedenti la data di presentazione della richiesta,
corredate dai relativi bilanci di verifica redatti secondo le disposizioni normative vigenti; si
precisa che per le Imprese obbligate alla redazione del bilancio, la documentazione sar
acquisita d'ufficio da Lazio Innova;
b. per le imprese che, alla data di presentazione della richiesta, non abbiano ancora chiuso il
primo bilancio, la situazione economica e patrimoniale di periodo.
c. qualora il patrimonio netto risultante dallultimo bilancio approvato non sia sufficiente ad
attestare la capacita economico-finanziaria ai sensi dellart 4 comma 3 del presente Avviso,
e lImpresa abbia effettuato una aumento di capitale sufficiente ad assolvere tale requisito di
ammissibilit, copia della delibera di aumento del capitale sociale, oppure copia dellatto
notarile di aumento del capitale depositato presso il Registro delle imprese della CCIAA, ai
sensi del Codice Civile, attestante laumento di capitale deliberato, e limpegno vincolante
alla sottoscrizione ed al relativo versamento, anche subordinatamente alla Concessione
della Sovvenzione, comunque entro la data di sottoscrizione dellAtto di Impegno.

c. Il Richiedente potr inoltre fornire documentazione ulteriore sul Progetto Imprenditoriale, che
ritenga utile allistruttoria o alla valutazione, anche in relazione ai requisiti di premialit di seguito
indicati.

Articolo 7 Istruttoria e valutazione, Criteri di valutazione


1. Lazio Innova effettua listruttoria, secondo quanto indicato nel Capitolo 6 del Disciplinare, anche a
supporto delle valutazioni che sono espresse dalla Commissione di Valutazione (CdV).
2. La CdV nominata dallAdG ed cos composta: lAdG, che lo presiede, o suo delegato, il Direttore
Regionale allo Sviluppo Economico e Attivit Produttive, o suo delegato, oltre a tre esperti designati da
Lazio Innova.
3. La verifica del possesso del requisiti di ammissibilit, in particolare in relazione al requisito di
coerenza sar effettuata con riferimento agli aspetti indicati nei criteri di ammissibilit riportati in
appendice 2 al presente Avviso.
4. La Commissione effettua la valutazione del Progetto sulla base dei criteri indicati in dettaglio nella
griglia dei criteri di valutazione riportata in appendice 3 al presente Avviso
5. I criteri di valutazione sono di seguito sintetizzati:

validit tecnica e fattibilit del progetto, articolata in:


o livello di chiarezza e dettaglio della proposta progettuale;
o qualit tecnica del progetto;
o miglioramento competitivo;

validit economico-finanziaria del progetto


o congruit e pertinenza delle spese previste in relazione ai risultati da raggiungere;
o validit economico e finanziaria;

impatto potenziale del progetto


o impatto del progetto sul mercato di riferimento, in termini di miglioramento delle condizioni
occupazionali;
o impatto del progetto sulla filiera di riferimento, in termini di diversificazione produttiva e di
mercato;
o impatto del progetto in termini di sostenibilit ambientale e miglioramento delle performance
ambientali della filiera/settore.

10

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Pag. 225 di 328

Inoltre, saranno presi in considerazione ai fini della quantificazione del punteggio finale alcuni requisiti
specifici (premialit), che saranno attribuiti in relazione al livello di strutturazione e validit
scientifica dei soggetti costituenti la rete di collaborazione, anche sulla base delle specifiche
competenze degli stessi e della loro valenza strategica allinterno della rete stessa.
6. La CdV verifica lammissibilit, in particolare in relazione alla presenza degli elementi di coerenza
previsti in relazione al quinto criterio di ammissibilit, relativo alla coerenza del Progetto presentato,
ed esprime la valutazione dei Progetti attribuendo giudizi in forma di punteggio in relazione ai criteri di
valutazione previsti, nonch ai criteri di premialit.
7. Al fine di rendere omogenee e trasparenti le operazioni di valutazione effettuate la CdV dovr
esprimere, per ognuno dei criteri o sub criteri, un giudizio sintetico scelto tra i seguenti giudizi
predeterminati, cui corrisponde un coefficiente matematico espresso in termini di frazione, secondo la
seguente tabella:
GIUDIZIO
Non valutabile
Inadeguato
Insufficiente
Scarso
Mediocre
Quasi sufficiente
Sufficiente
Discreto
Buono
Ottimo
Eccellente

Coefficiente
0
0,1
0,2
0,3
0,4
0,5
0,6
0,7
0,8
0,9
1

8. Il punteggio attribuito dalla CdV per ciascun criterio o sub criterio sar quindi quello risultante dal
prodotto tra il coefficiente corrispondente al giudizio assegnato (da 0 a 1) ed il massimo punteggio
attribuibile per il criterio o sub criterio. Si precisa che il punteggio ottenuto dallapplicazione della
citate formule sar arrotondato alla seconda unit decimale, in caso di presenza di decimali.
Larrotondamento avverr per eccesso nel caso in cui il terzo numero decimale sia uguale o superiore
a cinque. Nel caso contrario, si arrotonder per difetto.
9. Saranno considerati idonei i Progetti che supereranno i punteggi minimi (sbarramento) in relazione ai
singoli macrocriteri e che avranno totalizzato un punteggio complessivo pari ad almeno 60 punti.
10. Con riferimento alla finanziabilit dei Progetti ritenuti idonei, in caso di parziale finanziabilit dei
Progetti per esaurimento risorse, si precisa che:

qualora, risultino non finanziabili le spese relative a Componenti Essenziali del Progetto
Imprenditoriale risulter non finanziabile lintero Progetto Imprenditoriale.

qualora invece risultino non finanziabili le spese relative ad Altre Componenti del Progetto
Imprenditoriale, questultimo potr essere considerato finanziabile, sempre che la Commissione di
Valutazione ritenga che il Progetto Imprenditoriale resti organico e funzionale.

Qualora, in relazione ai Progetti Integrati, si verifichi un caso di ex aequo, verr data priorit al
Progetto cui stato attribuito un punteggio pi alto in relazione al criterio validit tecnica del
progetto e quindi, in caso di ulteriore ex aequo, al Progetto cui stato attribuito un punteggio
pi alto in relazione al criterio impatto potenziale del progetto.

11. Qualora in sede di istruttoria siano state considerate non ammissibili alcune voci di spesa, ne viene
data evidenza nella decisione della Commissione di Valutazione.

Articolo 8 Erogazione della Sovvenzione e rendicontazione

11

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1. Fermo restando quanto previsto nel Capitolo 7 del Disciplinare, si disciplina quanto segue:
a. Il Beneficiario deve obbligatoriamente presentare richiesta di anticipazione nella misura minima del
20% della Sovvenzione concessa, entro i tempi e con le modalit previste nel Disciplinare. fatta
salva la facolt di richiedere un anticipo in misura superiore al 20%, comunque fino ad un massimo
del 40% della Sovvenzione concessa.

Articolo 9 - Diritto di accesso, reclami, informativa ai sensi della Legge 241/90, trasparenza e
trattamento dei dati personali
1. Il diritto di accesso di cui agli artt. 22 e seguenti della Legge 241/90 e s.m.i. viene esercitato mediante
richiesta scritta motivata, rivolgendosi a Lazio Innova S.p.A., via Marco Aurelio, 26/A 00184 Roma
con le modalit di cui allarticolo 25 della citata legge.
2. Il responsabile per le attivit delegate a Lazio Innova in qualit di Organismo Intermedio il Direttore
pro tempore o suo delegato. Il responsabile delladozione dei provvedimenti finali la Regione Lazio direzione Sviluppo Economico e Attivit Produttive. I rispettivi nominativi sono pubblicati sul sito web
www.lazioeuropa.it.
3. Qualsiasi informazione relativa allAvviso Pubblico e agli adempimenti ad esso connessi pu essere
richiesta allOrganismo Intermedio al seguente indirizzo di posta elettronica: info@lazioinnova.it e
infobandiiprese@lazioinnova.it o al seguente numero telefonico 800989796.
4. Con riferimento al D.Lgs. n. 196/2003 Codice in materia di protezione dei dati personali e ss.mm.ii.
si fa riferimento a quanto indicato nellarticolo 13 del Disciplinare; in particolare, ai sensi dellart. 7 del
D.Lgs. 196/2003, linteressato pu esercitare i suoi diritti nei confronti del titolare del trattamento dei
dati in ogni momento, inviando una comunicazione allindirizzo di posta elettronica
incentivi@pec.lazioinnova.it.
5. Tutte le comunicazioni nei confronti dei soggetti Richiedenti/Beneficiari sono effettuate
telematicamente, ivi compresa la comunicazione degli esiti della valutazione delle Richieste. Il
Beneficiario tenuto ad utilizzare la posta elettronica certificata (PEC) per la trasmissione a Lazio
Innova di tutte le comunicazioni relative al procedimento, inviando le corrispondenze allindirizzo
indicato negli Avvisi, laddove non richiesta espressamente la trasmissione tramite sistema GeCoWEB.
6. La durata del procedimento non pu superare i termini previsti dallart. 5, comma 5, del D.Lgs. 123/98.

Articolo 10 - Rimandi al Disciplinare


1. Per quanto non previsto dal presente Avviso si rimanda al Disciplinare.

12

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Appendice 1. QUADRO FINANZIARIO

Progetti Integrati
QUADRO FINANZIARIO
1.1.3
1.1.4
3.3.1

Sostegno alla ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico


R&S per sviluppo di tecnologie, prodotti e servizi innovativi
Riposizionam. competitivo

dotazione
iniziale
4.620.000
1.980.000
2.640.000
9.240.000

Riserva
2.380.000
1.020.000
1.360.000
4.760.000

TOTALE
7.000.000
3.000.000
4.000.000
14.000.000

13

SI /NO
SI /NO
SI /NO
SI /NO

SI /NO

2. Completezza della richiesta di Sovvenzione

3. Possesso dei requisiti di ammissibilit da parte del o dei Richiedenti

4. Capacit economico-finanziaria del o dei Richiedenti

5. Coerenza:
in caso di Attivit di R&S, operativit del progetto nelle filiere individuate dalla Smart Specialisation Strategy (S3)
in caso di industrializzazione dei risultati della ricerca, coerenza con un'attivit di ricerca pre-esistente
in caso di Investimento Materiale e/o Immateriale, coerenza con le priorit della Smart Specialisation Strategy (S3) e con la
strategia di sviluppo regionale

14

criterio on/off

1. Correttezza delliter amministrativo di presentazione della richiesta di Sovvenzione (rispetto delle modalit e dei tempi)

CRITERI DI AMMISSIBILITA'

Appendice 2. CRITERI DI AMMISSIBILITA

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Livello di chiarezza e dettaglio della proposta progettuale, con particolare riferimento alla
definizione e descrizione dei seguenti aspetti: obiettivi, attivit previste, tempi, risultati
Qualit tecnica del progetto in relazione a:

Sub-criteri e parametri di valutazione

X
X

X
X

R&S

Materiale e/o
Immateriale

Investimento

APPLICABILITA' DEL
PARAMETRO DI
VALUTAZIONE

25

15

15

15

20

20

30

Livello di strutturazione e validit scientifica dei soggetti costituenti la rete di


collaborazione, anche sulla base delle specifiche competenze degli stessi e della loro
valenza strategica allinterno della rete stessa

PUNTEGGIO TOTALE

Premialit

105

60
15

105

10

40

50

Punteggio Punteggio Punteggio


Submassimo
minimo
("sbarramento")
Criteri

PUNTEGGI

I punteggi premiali concorrono al conseguimento del punteggio minimo per l'ottenimento del finanziamento (60) e al punteggio finale, ma non hanno una soglia di sbarramento

Impatto del progetto sul mercato di riferimento in termini di miglioramento delle condizioni
occupazionali
Impatto
Impatto del progetto sulla filiera di riferimento in termini di diversificazione produttiva e di
potenziale
mercato
del progetto
Impatti del progetto in termini di sostenibilit ambientale e miglioramento delle performance
ambientali della filiera/settore.

fabbisogni derivanti dalla realizzazione del progetto (3.3.1)

Validit
economica  il livello della redditivit attesa dallindustrializzazione delle attivit oggetto di ricerca e sviluppo
finanziaria
sperimentale (1.1.3/1.1.4)
del progetto  la sostenibilit, alla redditivit, alle prospettive di mercato ed al piano finanziario per la copertura dei

Congruit e pertinenza delle spese previste in relazione ai risultati da raggiungere


Validit economico-finanziaria, valutata con riferimento a:

 riposizionamento competitivo (innovativit dellidea in riferimento allintroduzione di nuovi


prodotti/servizi o soluzioni organizzative e produttive) (3.3.1)
 ricadute industriali e diversificazione produttiva e di mercato (1.1.3/1.1.4)

Miglioramento competitivo, valutato in relazione a:

 la validit degli obiettivi intermedi e finali del progetto (3.3.1) e alle modalit di raggiungimento degli
stessi (tutte le azioni)
 la capacit tecnicoscientifica-gestionale di assicurare la corretta implementazione del progetto (da
Validit
valutare sul gdl proposto) (3.3.1)
tecnica e
 la replicabilit delle conoscenze sviluppate e dei risultati (1.1.3 / 1.1.4)
fattibilit
 la qualit della metodologia di implementazione del progetto (1.1.3 / 1.1.4)
del progetto
 la capacit ed esperienza dei beneficiari di intercettare le direttrici di cambiamento della S3
(1.1.3/1.1.4)

Criterio di
valutazione

CRITERI DI SELEZIONE

Appendice 3. CRITERI DI VALUTAZIONE E PREMIALITA

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POR FESR 2014-2020


RIPOSIZIONAMENTO COMPETITIVO - FASE II

ALLEGATI
all AVVISO n. 4 KETs tecnologie abilitanti

ALLEGATO A - FORMULARIO
PREMESSA
PASSO 1 Registrazione/accreditamento al sistema GeCoWEB
PASSO 2 Selezione del Formulario e maschera introduttiva
PASSO 3 Caratteristiche del soggetto richiedente
PASSO 4 Descrizione del progetto imprenditoriale (agevolabile)
PASSO 5 Spese ammissibili
PASSO 6 Allegati
PASSO 7 Finalizzazione del Formulario

ALLEGATO B DICHIARAZIONE ATTESTANTE LA CAPACIT


AMMINISTRATIVA ECONOMICO-FINANZIARIA

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ALLEGATO A - FORMULARIO
PREMESSA
Il presente documento, parte integrante dellAvviso, illustra il Formulario per la presentazione del Progetto
Imprenditoriale e la richiesta della Sovvenzione, da compilarsi esclusivamente tramite la piattaforma digitale
GeCoWEB.
Esso rappresenta le sezioni del Formulario ed i campi da compilare digitalmente, dando modo cos di
preparare anticipatamente il materiale da caricare, e fornendo informazioni e spiegazioni per renderne il pi
possibile semplice la corretta compilazione.
Le sezioni o le istruzioni di interesse solo in certi casi, sono colorate e segnalate. In particolare:

i testi in blu scuro e/o segnalati da bandiere in blu scuro, riguardano solo i Progetti Integrati che sono
presentati da Associazioni Temporanee.

PASSO 1 Registrazione/accreditamento al sistema GeCoWEB


Anzitutto occorre procedere alla registrazione dei Richiedenti nel sistema GeCoWEB ed alla compilazione
dei relativi dati anagrafici. Nel caso di Aggregazioni Temporanee (costituite o costituende) la registrazione
deve essere fatta per tutti i Partner mentre le Aggregazioni Stabili sono equiparate ad un Richiedente singolo,
in quanto al momento della richiesta hanno rappresentanza esterna, personalit giuridica e patrimonio proprio
(ed essendo pertanto gi registrate al Registro delle Imprese).
La procedura di acesso iniziale si conclude con lattribuzione di un Codice Unico Identificativo (CUI), da
utilizzare per i successivi accessi al sistema.
I canali di accesso a GeCoWEB, anche per linserimento iniziale dei dati anagrafici, sono tre, cos definiti nella
pagina di benevenuto:
1. Accedi come Impresa: riservato a tutti i soggetti gi iscritti al Registro delle Imprese Italiano tenuto
dalle competenti CCIAA territoriali, quali a titolo indicativo: Grandi, Medie e Piccole (PMI) Imprese,
indipendentemente dalla forma giuridica (societ di capitale, di persone, ditte individuali, Consorzi o
Contratti di Rete con personalit giuridica, etc.).
2. Accedi come persona fisica o libero professionista o imprese estere che non hanno sede
in Italia: riservato, per quanto riguarda questo Avviso, ai Liberi Professionisti ed alle Imprese non
iscritte al Registrio delle Imprese italiano ma ad equivalenti di Stati membri dellUnione europea o di
Stati equiparati;
3. Accedi come Ente o Organismo di Ricerca: riservato, per quanto riguarda questo Avviso, agli
OdR (Organismi di Ricerca e Diffusione della Conoscenza) se non iscritti al Registro delle Imprese
Italiano.
Laccesso come Impresa, che richiede il possesso del token o della smart-card rilasciata dalle CCIAA,
permette il collegamento automatico al Registro delle Imprese Italiano per cui non necessario riprodurre
dati ed informazioni gi ivi registrate (ad es. poteri dei firmatari, bilanci depositati, sedi operative, oggetto
sociale, etc.). Gli altri accessi, non avendo collegamenti con analoghe banche dati pubbliche, richiedono invece
di indicare dati e informazioni e di allegare ulteriore documentazione.

Solo
Aggregazioni
Temporanee

Qualora un OdR sia iscritto al Registro delle Imprese Italiano, e pertanto sia in possesso del
token o della smart-card, deve accedere come impresa, ma dovr compilare lapposita
dichiarazione (Documento 6 Allegato A al Disciplinare) al fine del riconoscimento dello status
di OdR. Un OdR che si qualifichi come tale, ancorch sia entrato in GeCoWEB tramite Accedi
come Impresa soggetto alle limitazioni previste dallAvviso e dal Disciplinare prer gli OdR (in

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

Pag. 233 di 328

Nel caso di accesso di un OdR come Ente o Organismo di Ricerca il CUI diverso per ogni
Titolare Ente/Dipartimento (identificato informaticamente tramite il suo codice fiscale
personale, si veda la Sezione 1.1). Quindi anche se il Richiedente e Beneficiario il medesimo
(Universit, Ente di Ricerca, etc.) da un punto di vista strettamente giuridico, vanno registrate pi
anagrafiche. Ci consente di accedere al sistema, tramite diversi CUI, in ragione dei livelli di
rappresentanza, poteri e gradi di autonomia decisionale previsti dagli specifici ordinamenti interni.

Solo Aggregazioni
Temporanee

primis, pu partecipare in qualit di Richiedente solo in Aggregazione Temporanea con Imprese,


di cui non pu essere il Capofila, e per le sole Attivit RSI in Effettiva Collaborazione).

Se il Richiedente gi registrato ed in possesso del CUI, lanagrafica gi presente nel sistema GeCoWEB e
non necessario ripetere il Passo 1. Tuttavia chi accede con canali diversi da Accedi come Impresa deve
verificare che i dati anagrafici siano ancora validi (es. sede, legale rappresentante, etc.) perch non sono
automaticamente aggiornati, come invece avviene mediante linteroperabilit con la banca dati del Registro
delle Imprese.
I dati anagrafici richiesti dalla Sezione 1.1 Anagrafica di GeCoWEB sono differenti per i tre canali di
accesso (Imprese, Enti e Persone fisiche) e sono i seguenti.
Sezione 1.1 - Anagrafica: IMPRESA (PMI, GI e OdR iscritto al Registro delle Imprese italiano dati gi precaricati)
Ragione sociale
Mandataria (Altro Partner non
Capofila)
Forma giuridica
Data di costituzione
Partita IVA
CUI
Indirizzo sede legale
Comune
Telefono
Sito Web
PEC
Indirizzo sede operativa nel
Lazio
Comune sede operativa

Si

No

Codice Fiscale
N. civico
Paese

Prov.( sigla)
Fax
e-mail
(solo se gi disponibile)

CAP

CAP
Prov. (sigla)

Data di apertura sede


operativa
Classificazione dimensionale

Micro Impresa

Codice ATECO 2007

Numero

Piccola Impresa

Media Impresa

Grande Impresa

Descrizione

Anno di riferimento
Fatturato anno di riferimento
Dipendenti anno di
riferimento
Legale Rappresentante

Nome ____________________________________________________
Cognome _________________________________________________
3

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Codice Fiscale ______________________________________________


Tipologia documento di Identit _________________________________
Rilasciato da: _______________________________________________
N ____________ Data di rilascio ________ Data di Scadenza _________
Carica ___________________
Dati sul referente del progetto
Cognome e Nome
E-mail personale
Telefono
Fax
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Sezione 1.1 - Anagrafica: PERSONA FISICA (Libero Professionista o Imprese estere)
Ragione sociale
Mandatario (Altro Partner non
Capofila)
Forma giuridica

(Nome e cognome nel caso di Libero Professionista)


Si
No

Data di costituzione
Partita IVA
CUI
Indirizzo sede legale
Comune
Telefono
Sito Web
PEC
Indirizzo sede operativa nel
Lazio

Codice Fiscale
(nel caso di Liberi Professionisti, residenza)
Prov.( sigla)
Fax
e-mail

N. civico
Paese

CAP

Comune sede operativa

(solo se gi disponibile) (nel caso di Liberi professionisti indicare il


CAP
domicilio fiscale come risultante dalla ultima Dichiarazione di inizio
attivit, variazione dati o cessazione attivit ai fini IVA Modello
AA9/12 dellAgenzia delle Entrate)
Prov. (sigla)

Data di apertura sede


operativa
Classificazione dimensionale

Micro Impresa

Codice ATECO 2007

Numero

Piccola Impresa
Descrizione

Anno di riferimento
Fatturato anno di riferimento
Dipendenti anno di
riferimento
4

Media Impresa

Grande Impresa

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Legale Rappresentante

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Nome ____________________________________________________
Cognome __________________________________________________
Codice Fiscale ______________________________________________
Tipologia documento di Identit _________________________________
Rilasciato da: _______________________________________________
N ____________ Data di rilascio ________ Data di Scadenza _________
Carica ___________________

Dati sul referente del progetto


Cognome e Nome
E-mail personale
Telefono
Fax
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Sezione 1.1 - Anagrafica: ORGANISMO DI RICERCA

Si
Si

No
No

n. civ.
Prov. (sigla)

TITOLARE Ente/Dipartimento
Cognome
Nome
Codice fiscale
E-mail personale
Telefono
Fax

CAP
Paese

Solo Aggregazioni Temporanee

Denominazione Ente
Forma giuridica Ente
Ente privato
Organismo di ricerca
CUI
Codice Fiscale
Dipartimento/ufficio/area Ente
PEC
Indirizzo
Comune

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Solo Aggregazioni
Temporanee

Dati sul referente del progetto

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Cognome e Nome
E-mail personale
Telefono
Fax
PASSO 2 Selezione del formulario e maschera introduttiva

Una volta che i Richiedenti sono registrati, questi possono aprire il Formulario vero e proprio selezionando:

4. KETs tecnologie abilitanti. Nel caso di Sovvenzioni richieste per Progetti da realizzare da
parte di Aggregazioni Temporanee questa operazione deve essere eseguita dal Capofila.

Si apre quindi la seguente maschera iniziale:


TIPOLOGIA DEL SOGGETTO RICHIEDENTE
Richiedente Singolo

SI

NO

Nel caso si sia scelto Si (anche nel caso di Aggregazioni Stabili) si presenter la scelta :
con (uno) Organismo di Ricerca

SI

NO

N.B. Va segnalato SI nel caso in cui sia previsto un fornitore del Progetto Organismo di Ricerca (cd.
ricerca contrattuale) e non quando lOrganismo di Ricerca partecipa al progetto di RSI in Effettiva
Collaborazione e pertanto anche lui richiede la Sovvenzione come possibile solo in Aggregazione
Temporanea.
Nel caso a Richiedente Singolo si sia scelto NO, si presenter la scelta:
Aggregazione Temporanea

SI

NO

Ovviamente va segnalato SI e quindi si procede a compilare le seguenti informazioni:


Nominativo Aggregazione
Soggetti componenti lAggregazione potenzialmente Beneficiari
(soggetti registrati in GeCoWEB tramite
il canale Accedi come Impresa)

N Liberi Professinisti

(soggetti registrati in GeCoWEB tramite


il canale Accedi come Persona Fisica o
libero professionista o impresa estera)

N Enti

(campo non valorizzabile)

N Organismi di Ricerca

(soggetti registrati in GeCoWEB tramite


il canale Accedi come Ente o
Organismo di Ricerca)

Dopo avere indicato il numero dei soggetti partecipanti allAgregazione Temporanea secondo le
rispettive modalit di accesso a GeCoWEB e prima di procedere a compilare le altre sezioni del
Formulario, si apre un elenco in cui vanno indicati per ciascun Partner (collegando cos i rispettivi
dati anagrafici al Progetto cui si richiede la Sovvenzione):
per le Imprese (soggetti registrati in GeCoWEB tramite il canale Accedi come Impresa) il codice
CUI ed il codice fiscale;
6

Solo Aggregazioni Temporanee

N Imprese

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per i Liberi Professionisti (soggetti registrati in GeCoWEB tramite il canale Accedi come Persona
Fisica o libero professionista o impresa estera) il codice fiscale e la Partita IVA;
per gli Organismi di Ricerca (soggetti registrati in GeCoWEB tramite il canale Accedi come Ente o
Organismo di Ricerca) il codice fiscale dellOdR e quello del Titolare Ente/Dipartimento.

PASSO 3 Caratteristiche del soggetto richiedente

Solo Aggregazioni
Temporanee

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La Sezione 1.2 - Caratteristiche del soggetto richiedente o la Sezione 1.3 Caratteristiche del soggetto
richiedente Organismo di Ricercadi GeCoWEB vanno compilate fornendo le informazioni relative adogni
Richiedente; nel caso di Aggregazioni Temporanee, oltre alle informazioni relative al Capofila che compila il
Formulario, dovranno essere inserite le informazioni relative ad ogni Partner, utilizzando il format appropriato
alla categoria in cui ogni Partner rientra (Impresa e Libero Professionista o Organismo di Ricerca).
E evidente che la chiarezza della descrizione delle caratteristiche del Richiedente (di ogni Partner, in caso di
Aggregazione), insieme a quella del Progetto Imprenditoriale (di cui al passo successivo), molto importante
per una corretta valutazione di merito, in particolare per quanto riguarda:

la validit tecnica ed economico-finanziaria del progetto, poich questa dipende anche dalle capacit
tecnica, organizzativa, relazionale, economico e finanziaria che i Richiedenti (ed i diversi Partner nel caso
di Aggregazioni Temporanee) apportano per il successo del Progetto;

limpatto del progetto, poich questo dipende non dai risultati astratti del Progetto ma da come questi
possano avere ricadute positive per la competitivit del Richiedente rispetto alla sua concreta situazione
di partenza.

In ciascun box sono riportate delle indicazioni per favorire la chiarezza delle descrizioni.
Sezione 1.2 - Caratteristiche del soggetto richiedente (Impresa e Libero Professionista)
1.2.1 Descrizione del soggetto richiedente
(max. 25.000 caratteri)
Descrivere (in caso di Aggregazioni, con riferimento ad ogni Partner che rientra nella categoria di Impresa e Libero
Professionista):
Attivit sviluppate dallazienda e contesto competitivo, ed elementi di correlazione con altri progetti
presentati o meno a valere su altre Misure agevolative regionali, nazionali e comunitarie;
progetti di RSI gi sviluppati, risultati conseguiti e spesa totale per RSI; rapporti di collaborazione RSI con
altre imprese e/o Organismi di Ricerca e/o altre Istituzioni
(nel caso di Piani di Investimento Materiali e Immateriali) la capacit produttiva disponibile in termini quantitativi e
le sue principali caratteristiche qualitative;
(nel caso di Piani di Investimento per lefficienza energetica) i consumi energetici attuali suddivisi per fonti
(elettricit, combustibili, autoproduzione, etc.) ed impieghi (forza motrice, riscaldamento, etc.) e in termini
fisici (kWh, Mc gas, tons. combustibili) e monetari (Euro).

1.2.2 Descrizione della struttura organizzativa del soggetto richiedente


(max 20.000 caratteri)
Descrivere (in caso di Aggregazioni, con riferimento ad ogni Partner che rientra nella categoria di Impresa e Libero
Professionista):
struttura organizzativa generale dellimpresa;
numero di adetti e qualifiche per reparti o unit organizzative.

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1.2.3 Descrizione delle competenze nel settore specifico del soggetto richiedente
(max 20.000 caratteri)
Descrivere (in caso di Aggregazioni, con riferimento ad ogni Partner che rientra nella categoria di Impresa e Libero
Professionista):
know-how aziendale nel settore specifico del progetto e relativi eventuali diritti di privativa industriale
(brevetti, marchi, licenze, etc.).
il gruppo di ricerca/lavoro impiegato nel progetto inclusi i fornitori qualificati eventualmente coinvolti
(progettisti, consulenti esperti, imprese partner ove non gi coinvolte nellAggregazione Temporanea, etc.);
profilo professionale e competenze del Capo Progetto.

1.2.4 Ruolo Operativo allinterno del Progetto e relativi investimenti effettuati


(max 20.000 caratteri)
Descrivere (in caso di Aggregazioni, con riferimento ad ogni Partner che rientra nella categoria di Impresa e Libero
Professionista):
il ruolo del Richiedente allinterno del progetto, il relativo contributo finanziario allo stesso e le ricadute
attese per il miglioramento del proprio posizionamento competitivo (aumento delle quantit vendute, dei
prezzi o riduzione dei costi) per effetto degli obiettivi del progetto;
gli specifici investimenti o costi da sostenersi da parte del Richiedente con elementi per determinare la loro
pertinenza e congruit, eventuali altre azioni della propria Strategia Competitiva (anche non oggetto di
richiesta di Sovvenzione) sinergiche per il raggiungimento dei risultati attesi;
redditivit, livelli occupazionali ed impatti ambientali attesi dal progetto;
i vantaggi competitivi acquisiti attraverso lo sviluppo del know-how derivanti dal progetto e gli eventuali
connessi diritti di privativa industriale;

(nel caso di Piani di Investimento Materiali e Immateriali) la capacit produttiva incrementale in termini
quantitativi e le principali modifiche qualitative;

(nel caso di Piani di Investimento per lefficienza energetica) la riduzione dei consumi energetici a parit di
produzione rispetto alla preesistente.

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

1.3.1 Caratteristiche dellOrganismo di Ricerca


(max 25.000 caratteri)
Descrivere (con riferimento ad ogni OdR, in caso di presenza di pi di un OdR nellAggregazione):
organizzazione e principali linee di attivit sviluppate;
know-how scientifico dellunit di ricerca coinvolta;
pubblicazioni dellunit di ricerca nel settore specifico negli ultimi 5 anni ed eventuali diritti di
privativa industriale.

Aggregazioni Temporanee

Sezione 1.3 - Caratteristiche del soggetto richiedente Organismo di Ricerca


(se presente)

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1.3.2 Responsabile Scientifico


(max 10.000 caratteri)
Descrivere (con riferimento ad ogni OdR, in caso di presenza di pi di un OdR nellAggregazione):
sintetico profilo professionale e competenze specifiche nel settore del progetto con relative
pubblicazioni e/o diritti di privativa industriale.

1.3.3 Rapporti di cooperazione scientifica


(max 20.000 caratteri)

1.3.4 Brevetti e Pubblicazioni


(da utilizzare per descrivere i risultati attesi di interesse per le finalit istituzionali dellOdR)
(max 20.000 caratteri)

Aggregazioni Temporanee

Descrivere (con riferimento ad ogni OdR, in caso di presenza di pi di un OdR nellAggregazione):


grado di coinvolgimento in reti di cooperazione scientifica nazionali e/o internazionali;
rapporti di collaborazione preesistenti tra organismo di ricerca e soggetto richiedente.

Descrivere (con riferimento ad ogni OdR, in caso di presenza di pi di un OdR nellAggregazione):


i risultati attesi dal rapporto di collaborazione effettiva con le imprese nel Progetto RSI rispetto
le proprie finalit istituzionali, quali a titolo di esempio pubblicazioni, diritti di privativa
industriale o altri vantaggi in termini di know-how acquisito per successivi progetti di ricerca o
attivit didattiche.

PASSO 4 Descrizione del Progetto Imprenditoriale (agevolabile)


La Sezione 2 Progetto Agevolabile e la Sezione 3 Caratteristiche del Progetto di GeCoWEB vanno
compilate per ogni Progetto, quindi una volta sola sia nel caso di Richiedenti singoli che di Aggregazioni
Temporanee (da parte del Capofila), utilizzando i box disponibili di seguito riportati.
E evidente che la chiarezza della descrizione del Progetto Imprenditoriale e delle sue componenti (Attivit/
Piani di Investimento), molto importante per valutare sia la congruit e pertinenza delle corrispondenti
spese su cui richiesta la Sovvenzione che per la valutazione di merito del Progetto stesso.
In ciascun box sono riportate delle indicazioni per favorire la chiarezza delle descrizioni indicando i punti
dove ci si attende vengano fornite le informazioni pertinenti per ciascuno dei criteri di selezione previsti
dallAvviso.

Sezione 2 - Progetto Agevolabile


Titolo del Progetto ________________________________________________________________
Eventuale Acronimo ________________________________________________________________
Durata del Progetto ________________________________________________________________

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Descrizione sintetica del Progetto


(max 1.000 caratteri)
N.B. Le informazioni contenute nel box sottostante saranno rese pubbliche ai sensi del art. 27
D.lgs. 33/2013
Descrivere:
idea progettuale;
obiettivi concreti e specifici che si intendono perseguire attraverso la realizzazione del progetto;
(nel caso di Aggregazioni Temporanee) lelenco dei partners con relativa quota di partecipazione al Progetto.

Sezione 3.1 - Caratteristiche del Progetto


3.1.1 Descrizione del Programma di Investimento
(max 25.000 caratteri)
Descrizione del Progetto, finalizzata in particolare ad identificare la coerenza (5 criterio di ammissibilit) del
Progetto con:
la Smart Specialisation Strategy Regionale
unattivit di ricerca pre-esistente (nel caso di industrializzazione dei risultati della ricerca)
nonch ad assegnare gli eventuali punteggi prioritari:
il livello di strutturazione e validit scientifica dei soggetti costituenti la rete di collaborazione, anche sulla base
delle specifiche competenze degli stessi e della loro valenza strategica allinterno della rete stessa.

3.1.2 Potenzialit del mercato di riferimento


(max 20.000 caratteri)
Descrivere gli elementi necessari ad esprimere la valutazione sul criterio Impatto potenziale del Progetto, con
particolare riferimento a:
impatto del progetto sul mercato di riferimento in termini di miglioramento delle condizioni occupazionali;
impatto del Progetto sulla filiera di riferimento in termini di diversificazione produttiva e di posizionamento sui
mercati;
impatto del Progetto in termini di sostenibilit ambientale e miglioramento delle performance ambientali della
filiere/settore.

3.1.3 Caratteristiche del Progetto


(max 20.000 caratteri)
Descrivere gli elementi necessari ad esprimere la valutazione sul criterio Validit tecnica e livello di fattibilit del
Progetto, in termini di chiarezza e dettaglio della proposta progettuale
gli obiettivi finali ed intermedi del progetto;
le modalit per il raggiungimento degli obiettivi e la metodologia di implementazione del progetto;
le attivit previste;
i tempi di realizzazione:
i risultati del progetto, anche in termini di replicabilit delle conoscenze sviluppate;
il gruppo di ricerca/lavoro impiegato nel progetto inclusi
10 i fornitori qualificati eventualmente coinvolti (progettisti,
consulenti esperti, imprese partner ove non gi coinvolte nellAggregazione Temporanea, etc.);
profilo professionale e competenze del Capo Progetto.
la capacit di intercettare le direttrici di cambiamento della S3.

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Descrivere gli elementi a supporto della validit tecnica e fattibilit del progetto descrivendo in particolare:
le modalit e le metodologie che assicurano di raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali del progetto che si
intendono raggiungere;
le ricadute in termini di migliramento del posizionamento competitivo per effetto delle ricadute industriali e
della diversificazione produttiva e di mercato attesa dallAttivit RSI; la replicabilit delle conoscenze sviluppate e
dei risultati attesi dallAttivit RSI; la capacit ed esperienza dei Richiedenti di intercettare le direttrici di
cambiamento della S3;

(nel caso di Piani di Investimento Materiale e/o Immateriale) le ricadute in termini di miglioramento del
posizionamento competitivo per effetto dellinnovativit dellidea in riferimento allintroduzione di nuovi
prodotti/servizi o soluzioni organizzative e produttive; le capacit tecnico, scientifiche e gestionali necessarie per
una corretta implementazione del Piano di Investimento.

3.1.4 Descrizione degli investimenti


(max 20.000 caratteri)
Descrivere per ciascuna Attivit / Piano di Investimento previsto nel Progetto Imprenditoriale larticolazione delle
Spese Ammissibili previste fornendo gli elementi necessari per valutare:
la
pertinenza delle
spese previste in relazione alle attivit previste ed ai risultati da raggiungere;
3.1.6
Tempistica
di realizzazione
la congruit delle spese previste rispetto i prezzi di mercato ed alle possibili soluzioni alternative.
Tali elementi saranno utilizzati per la valutazione del sub criterio 1 del criterio Validit economico-finanziaria,
insieme ai corrispondenti obiettivi Economici (box 3.1.5).

3.1.5 Obiettivi Economici del Progetto


(max 10.000 caratteri)
Descrivere gli elementi economici del Progetto e le relative proiezioni economico-finanziarie a supporto, in
particolare le potenzialit del mercato di riferimento, la copertura finanziaria del progetto e quindi il livello di
redditivit
attesa del di
Piano
di Investimento, ovvero dallindustrializzazione dei risultati della Attivit RSI (da
3.1.6
Tempistica
realizzazione
raccordare nel caso di Aggregazioni Temporanee con i risultati attesi in termini di redditivit per ogni singolo
partner impresa, descritti nei box 1.2.4 e 1.3.4).
Tali elementi saranno utilizzati per la valutazione del criterio Validit economico-finanziaria della validit
economica del Progetto, anche in raccordo con la pertinenza e congruit delle spese previste (box 3.1.4)

PASSO 5 Spese Ammissibili


La Sezione 4 Spese Ammissibili di GeCoWEB va compilata per ogni Progetto, quindi una volta sola sia
nel caso di Richiedenti singoli che di Aggregazioni Temporanee. Si prevede vengano compilate delle tabelle
ed allegati i relativi preventivi o altri documenti assimilabili rilevanti.
Le tabelle sono in parte sempre uguali per qualisi tipologia di spesa ammissibile ed in parte diverse in quanto
richiedono le diverse informazioni rilevanti per la specifica tipologia di spesa ammissibile.
La parte sempre uguale composta da sei colonne e consente di selezionare solo valori predefiniti:
a

Azienda

Tipologia
Intervento

Tipologia
Investimento

Spesa
Ammissibile

Attivit
(campo vuoto)

Regolamento

11

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a.

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Azienda: per i richiedenti singoli il campo Azienda prevede solo il nominativo del Richiedente
e quindi non va effettuata alcuna scelta. Nel caso delle Aggregazioni Temporanee consente invece
al Capofila (che si occupa della compilazione di questa sezione del Formulario), di attribuire la spesa
ammissibile al Partner che la sosterr (a cui sar intestata la fattura o documento equivalente e che
effettuer il pagamento).

b. Tipologia di Intervento: sono i Piani di Investimento o Attivit previsti dallAvviso, ovvero:


A Progetti RSI (Ricerca industriale);
B Progetti RSI (Sviluppo sperimentale);
C Innovazione PMI;
D - Innovazione di processo ed organizzativa;
F Investimenti Materiali ed Immateriali;
I Investimenti in Efficienza Energetica;
K Servizi di Consulenza Strumentali.
c.

Tipologia di Investimento: sono le macro tipologie di spesa previste dalla classificazione


GeCoWEB (es. Costo del personale dipendente, Ammortamenti, etc.);

d. Spesa Ammissibile: sono le sottovoci di spesa previste dalla classificazione GeCoWEB per
ogni Tipologia di Investimento, in coerenza con le Spese Ammissibili previste nel Capitolo 4 del
Disciplinare1;
e. Attivit: campo non valorizzato;
f.

Regolamento: larticolo del Regolamento Generale di Esenzione (RGE) o il De Minimis che


indica lintensit di aiuto (rapporto tra Sovvenzione e spese ammissibili).

Le colonne successive sono in numero variabile, dipendono dalla Tipologia di Investimento selezionata e
devono essere compilate con i dati opportuni.
Al fine di guidare la compilazione del Formulario affinch vengano attribuite correttamente le Spese
Ammissibili che compongono il Progetto Imprenditoriale alla relativa Tipologia di Intervento, si riporta
preliminarmente una classificazione delle Spese Ammissibili per le singole Tipologie di Intervento, con
evidenza delle relative Tipologie di Investimento in cui sono raggruppate nel sistema GeCoWEB.
In coerenza con lo schema previsto allart. 5 comma 4 dellAvviso Pubblico, per ciascuna Tipologia di
Intervento indicata nel sistema GeCoWEB, che corrisponde ad un Piano di Investimento/Attivit di cui pu
essere composto il Progetto Imprenditoriale, si elencano le Tipologie di Investimento, il riferimento al
Disciplinare e le Spese Ammissibili.
Si suggerisce di procedere al caricamento delle informazioni relative alle Spese Ammissibili seguendo la
classificazione guidata sotto riportata. In questo modo il Richiedente che ha scelto solo una o alcune
Tipologia di Intervento (ossia Piani di Investimento/Attivit) previste dallAvviso, potr seguire solo le
istruzioni pertinenti e selezionare e caricare solo le corrispondenti Tipologie di Investimento e le relative
Spese Ammissibili, di cui vengono inoltre riportati i riferimenti alle intensit di aiuto richiedibili
(Regolamento) ed i riferimenti al Disciplinare.

Disciplinare di partecipazione agli Avvisi Sostegno al riposizionamento competitivo dei sistemi imprenditoriali
territoriali, pubblicato sul BURL n. 62 del 04/08/2016
12

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Per ciascuna Tipologia di Intervento si riportano di seguito i campi appropriati secondo il seguente schema:
Tipologia Intervento

Regolamento

Rif. Disciplinare

E quindi la rappresentazione delle spese GeCoWEB:

TIPOLOGIE DI INVESTIMENTO riferimento Disciplinare


- relative Spese Ammissibili
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Tipologia Intervento
(A1) Ricerca Industriale
(B1) Ricerca Industriale in
Effettiva Collaborazione

Regolamento
Art 25 RGE 5b
Art 25 RGE 5b e 6b

Rif. Disciplinare
Capitolo 4 paragrafo 4.3

COSTO PER IL PERSONALE DIPENDENTE - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera a. del
Disciplinare
- Personale dipendente

AMMORTAMENTI Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera b. del Disciplinare


- Ammortamenti su beni utilizzati in RSI

COSTI PER IL GODIMENTO BENI DI TERZI - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera b. del
Disciplinare
- Canoni in Leasing su beni utilizzati in attivit di RSI
- Canoni di Affitto su beni utilizzati in attivit di RSI

COSTO PER IL PERSONALE NON DIPENDENTE Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera c.
del Disciplinare
- Personale altamente qualificato messo a disposizione di OdR o GI
- Consulenze a giornata

SERVIZI DI CONSULENZA A CORPO - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera c. del


Disciplinare
- Consulenze a corpo
- Spese per brevetti e diritti
- Ricerca Contrattuale

COSTI DI PRODUZIONE - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera d. del Disciplinare


- Materiali e Forniture imputabili al progetto (inclusi i prototipi)

COSTI INDIRETTI E ALTRI ONERI - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera e. del Disciplinare
- Spese generali forfettarie
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Tipologia Intervento
(A2) Sviluppo
Sperimentale
(B2) Sviluppo Sperimentale
in Effettiva Collaborazione

Regolamento

Rif. Disciplinare

Art 25 RGE 5c
Capitolo 4 paragrafo 4.3
Art 25 RGE 5c e 6b

13

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

Pag. 244 di 328

COSTO PER IL PERSONALE DIPENDENTE - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera a. del
Disciplinare
- Personale dipendente

AMMORTAMENTI Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera b. del Disciplinare


- Ammortamenti su beni utilizzati in RSI

COSTI PER IL GODIMENTO BENI DI TERZI - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera b. del
Disciplinare
- Canoni in Leasing su beni utilizzati in attivit di RSI
- Canoni di Affitto su beni utilizzati in attivit di RSI

COSTO DEL PERSONALE NON DIPENDENTE Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera c.
del Disciplinare
- Personale altamente qualificato messo a disposizione di OdR o GI
- Consulenze a giornata

SERVIZI DI CONSULENZE A CORPO - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera c. del


Disciplinare
- Consulenze a corpo
- Spese per brevetti e diritti
- Ricerca Contrattuale

COSTI DELLA PRODUZIONE - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera d. del Disciplinare
- Materiali e Forniture imputabili al progetto (inclusi i prototipi)

COSTI INDIRETTI E ALTRI ONERI - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera e. del Disciplinare
- Spese generali forfettarie
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Tipologia Intervento
(C) Innovazione PMI

Regolamento
Art 28 RGE

Rif. Disciplinare
Capitolo 4 paragrafo 4.3

COSTI PER IL GODIMENTO BENI DI TERZI - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 19 lettera c. del
Disciplinare
- Canoni di Affitto su beni utilizzati in attivit di RSI

COSTO PER IL PERSONALE NON DIPENDENTE Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 19 lettera b.
del Disciplinare
- Personale altamente qualificato messo a disposizione di OdR o GI
- Consulenze a giornata

SERVIZI DI CONSULENZA A CORPO - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 19 lettera c. del


Disciplinare
- Consulenze a corpo

SERVIZI DI CONSULENZA A CORPO - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 19 lettera a. del


Disciplinare
- Spese per brevetti e diritti
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
14

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Tipologia Intervento
(D) Innovazione di
Processo o Organizzativa

Regolamento

Rif. Disciplinare

Art 29 RGE

Capitolo 4 paragrafo 4.3

Pag. 245 di 328

COSTO PER IL PERSONALE DIPENDENTE - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera a. del
Disciplinare
- Personale dipendente

AMMORTAMENTI Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera b. del Disciplinare


- Ammortamenti su beni utilizzati in RSI

COSTO PER GODIMENTO BENI DI TERZI - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera b. del
Disciplinare
- Canoni in Leasing su beni utilizzati in attivit di RSI
- Canoni di Affitto su beni utilizzati in attivit di RSI

COSTO PER IL PERSONALE NON DIPENDENTE Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera c.
del Disciplinare
- Personale altamente qualificato messo a disposizione di OdR o GI
- Consulenze a giornata

SERVIZI DI CONSULENZA A CORPO - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera c. del


Disciplinare
- Consulenze a corpo
- Spese per brevetti e diritti
- Ricerca Contrattuale

COSTI DELLA PRODUZIONE - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera d. del Disciplinare
- Materiali e Forniture imputabili al progetto (inclusi i prototipi)

COSTI INDIRETTI E ALTRI ONERI - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera e. del Disciplinare
- Spese generali forfettarie
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Tipologia Intervento
(F) Investimenti Materiali o
Immateriali

Regolamento
Art 14 o 17 del RGE,
o de minimis

Rif. Disciplinare
Capitolo 4 paragrafo 4.2

INVESTIMENTI MATERIALI - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera a. del Disciplinare


- Terreni

INVESTIMENTI MATERIALI - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera b. d. (parte materiale) ed


f. (progettazione)
- Progettazione e Investimenti Materiali diversi

INVESTIMENTI MATERIALI - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera) e.


- Opere Murarie e Lavori Edili

INVESTIMENTI IMMATERIALI - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera b. d. (parte materiale)


ed f.
- Investimenti Immateriali diversi

INVESTIMENTI IN LEASING - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera b. d. (parte materiale)


ed f.
15

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

Altri Investimenti in Leasing

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COSTI DELLA PRODUZIONE - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera b. d. e. ed f.


- Altri Investimenti materiali < 500
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Tipologia Intervento
(K) Altre consulenze
Strumentali

Regolamento

Rif. Disciplinare

Art 18 del RGE

Capitolo 4 paragrafo 4.4

COSTO PER IL PERSONALE NON DIPENDENTE - Capitolo 4 Paragrafo 4.4 punto 25 e 26


- Consulenza a giornata riposizionamento competitivo

SERVIZI DI CONSULENZA A CORPO Capitolo 4 paragrafo 4.4 punto 25 e 26


- Servizi di Consulenza riposizionamento competitivo
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Dopo avere individuato per le Tipologie di Investimento inerenti il Progetto e le Spese Ammissibili
relative alle diverse Tipologie di Intervento, si procede quindi alla selezione di valori predefiniti delle prime
sei colonne, appropriati rispetto il Progetto.
I campi delle successive colonne, come anticipato, sono invece editabili con testo, numeri o importi (come
facilmente intuibile dai titoli) e si differenziano per ogni Tipologia di Investimento, come di seguito
rappresentato:
Investimenti Materiali ed Immateriali
Descrizione del Bene da acquistare

Costo imputabile al progetto

Solo Progetti Integrati

Investimenti in Leasing
Descrizione
bene

Maxicanone

Costo del
bene

Importo
canone
mensile

Num. Mesi
di utilizzo

Costi della Produzione


Descrizione del Bene acquistato

Costo imputabile al progetto

Costi indiretti e altri Oneri


Descrizione

Costo imputabile al progetto

Costo per Godimento beni di Terzi


Descrizione del Bene da acquistare

Costo

16

Costo
imputabile al
progetto

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Ammortamenti
Descrizione del Bene

Quota di Ammortamento

N mesi di utilizzo

Costo imputabile al
progetto

Costo per il Personale Dipendente


Nominativo Personale dipendente

Qualifica

Costo Unitario

N ore

Tot. Costo

Costo Unitario

N ore

Tot. Costo

Costo per il Personale non Dipendente


Nominativo Personale non dipendente

Qualifica

Servizi di Consulenza a corpo


Descrizione

Nominativo

Costo

PASSO 6 Allegati
Al formulario dovr essere allegata, in formato *.pdf o immagine, la seguente documentazione:
A. Documentazione Amministrativa:

Dichiarazione relativa al conflitto di interessi e clausola anti-pantouflage (per tutti i soggetti facenti
parte dellAggregazione Temporanea), secondo il format del Documento 4 dellAllegato A al
Disciplinare;

Dichiarazione relativa alle dimensioni di impresa e agli Aiuti, secondo il format del Documento 5
dellAllegato A al Disciplinare;

Dichiarazione attestante capacit amministrativa economico-finanziaria secondo il format di cui


allAllegato B;

Proiezioni economico-finanziarie di cui al box 3.1.5 Obiettivi economici del Progetto.

E, ove pertinente:

(nel caso di OdR iscritti al Registro delle Imprese Italiano) Dichiarazione attestante il possesso di
requisiti di OdR con allegato Statuto; secondo il format del Documento 6 dellAllegato A al
Disciplinare;

(nel caso di richiesta di Aiuti De Minimis, per le Imprese eventualmente indicate nella sezione B1 del
Documento 5) Dichiarazione sugli Aiuti De Minimis delle altre Imprese facenti parte dellImpresa
Unica una per ogni Impresa; secondo il format del Documento 7 dellAllegato A al Disciplinare;

(nel caso di Liberi Professionisti) lultima Dichiarazione di inizio attivit, variazione dati o cessazione
attivit ai fini IVA (Modello AA9/12) resa allAgenzia delle Entrate;

(nel caso di persone giuridiche non iscritte al Registro delle Imprese Italiano, quali ad esempio imprese
straniere e OdR), Documentazione attestante il potere del firmatario di impegnare legalmente la
persona giuridica per la quale resa la dichiarazione attestante i poteri di firma del sottoscrittore
della Domanda o della Dichiarazione/i.

17

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B. Documentazione Tecnica:
(per i soggetti che non depositano i bilanci presso il Registro delle Imprese italiano divcersi dagli OdR Pubblici)
copia degli ultimi 2 Modelli Unici di Dichiarazione dei Redditi con allegate Dichiarazione IVA;
(nel caso di Piani di Investimento Materiali ed Immateriali che prevedono lacquisizione di terreni) contratto
anche preliminare e perizia giurata di stima, redatta da soggetti iscritti all'albo degli ingegneri o degli
architetti o dei geometri o dei dottori agronomi o dei periti agrari o dei periti industriali edili, che
attesti il valore di mercato del terreno;
(nel caso di Piani di Investimento Materiali ed Immateriali che prevedono lavori edili o assimilabili) computo
metrico estimativo e relazione, resa da Tecnico Abilitato, circa la cantierabilit degli stessi;
(per le spese di personale dipendente o assimilabile, impiegato nei Progetti RSI e nellAttivit di Innovazione
dellOrganizzazione e dei processi lettere A, B e D; artt. 25 e 29 del RGE) il curriculum vitae e lultima busta
paga o, per il personale da assumere, il profilo delle competenze e della esperienza ed il livello di
remunerazione previsto;
(per le spese di consulenza o i servizi ed inclusa la ricerca contrattuale):
o

il curriculum vitae con in evidenza le attivit svolte maggiormente attinenti allincarico negli ultimi
5 anni. Nel caso di incarichi conferiti a persone giuridiche e che prevedono numerose risorse
professionali coinvolte o servizi standard, possono essere prodotti i soli curriculum vitae dei
responsabili della commessa e delle altre principali figure previste ma, cos come nel caso di
servizi standard (certificazioni, servizi di laboratorio, tarature, ecc.), vanno prodotte le referenze
ed una descrizione dellorganizzazione (cd. company profile recante numero di addetti, fatturato
specifico, dotazioni tecniche se rilevanti, etc.);

preventivi dettagliati di spesa con la specifica, nel caso di consulenze a giornata, delle figure
professionali che svolgeranno la consulenza, relativi ruoli e impegno temporale previsto.

(nel caso di Investimenti Immateriali e software acquistati da terzi) perizie di stima redatte da tecnici
qualificati contenenti tutti gli elementi che hanno condotto a tale stime;

(nei casi diversi da quelli precedenti) preventivi di spesa, ove i prezzi o le tariffe unitarie non possono
essere facilmente desunti da listini o prezziari pubblicati su internet.

PASSO 7 Finalizzazione del Formulario


Il sistema GeCoWEB consente di visualizzare, salvare, verificare e modificare quanto inserito (compresi gli
allegati) fino alla finalizzazione del Formulario (pulsante Finalizza).
Con il comando Finalizza il Formulario (e quindi il Progetto per il quale richiesta la
Sovvenzione) non pi modificabile: viene prodotto il numero e la data di protocollo, e il sistema
produce la documentazione autocoposta da inviare via PEC entro 10 giorni (Dossier di Richiesta), secondo
quanto previsto nellAllegato A al Disciplinare.
Nel caso la richiesta riguardi una Aggregazione Temporanea il numero e la data di protocollo e la
documentazione da inviare via PEC entro 10 giorni, resa disponibile al Capofila.
Con il codice CUI acquisito si potr continuare ad accedere al sistema per monitorare lo stato della
procedura e, in caso di concessione della Sovvenzione, per caricare i documenti per la rendicontazione.
Maggiori informazioni sul funzionamento di GeCoWEB sono contenute nelle apposite guide accessibili dal
sitema stesso o possono essere richieste allindirizzo mail dedicato helpgecoweb@lazioninnova.it.
I quesiti tecnici ed amministrativi sullAvviso possono invece essere richiesti allindirizzo mail dedicato
infobandiimprese@lazioinnova.it.
Si precisa che in nessun modo possono essere tuttavia fornite anticipazioni per quanto riguarda gli aspetti
riguardanti la valutazione dei Progetti Imprenditoriali, di competenza della Commissione di Valutazione.
18

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ALLEGATO B
DICHIARAZIONE ATTESTANTE LA CAPACIT
AMMINISTRATIVA ED ECONOMICO-FINANZIARIA
POR FESR 2014-2020
RIPOSIZIONAMENTO COMPETITIVO - FASE II

DICHIARAZIONE ATTESTANTE LA CAPACIT AMMINISTRATIVA


ED ECONOMICO-FINANZIARIA
Spettabile
Lazio Innova S.p.A.
Via Marco Aurelio 26,A
00198 Roma

Oggetto: richiesta di Sovvenzione a valere sullAvviso ___________________________________


Il/la sottoscritto/a Nome__________________________ Cognome __________________________
nato/a a Comune di Nascita _________________________________________ il ______________
residente in ______________________ (indicare stato di residenza)
Via __________________ n___ Comune ______________________________
CAP ______________ Provincia ______________________________________
In qualit di _________________________________________ (inserire carica / ruolo ricoperto)
della _____________________________________________________ (ragione sociale)
con sede legale in Via _____________________________________ n________
Comune ____________________________ CAP ______ Provincia __________________
Iscritta al registro delle imprese di _______________ con il n. _____
C.F. _________________ P.IVA ___________________________
DICHIARA
di possedere la capacit amministrativa economico-finanziaria ed operativa adeguata al Progetto Imprenditoriale per il
quale si richiesta la Sovvenzione, come previsto dal comma 3 dellart. 4 dellAvviso, in quanto:

il costo del Progetto a carico del Richiedente (CP)* pari a _____________, ___ Euro, cos come desumibile
dal Formulario;

la Sovvenzione richiesta (C)* pari a _____________, ___ Euro, cos come desumibile dal Formulario;

e pertanto il costo del progetto a carico del Richiedente al netto della Sovvenzione richiesta (CP-C), pari a
__________, ___ Euro;
* Sia il valore CP che il valore C possono essere nettati rispettivamente dei costi relativi al premio per la fidejussione per
lottenimento dellanticipazione e della Sovvenzione richiesta su tali costi

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inoltre

nel caso in cui il Richiedente sia unimpresa:


o

il valore del patrimonio netto desumibile dallultimo bilancio (PN ultimo esercizio) approvato* pari ad
_____________, ___ Euro;
* Per le Imprese non obbligate alla redazione del bilancio, il patrimonio netto si desume sulla base di un bilancio
redatto ai sensi dellart. 2422 e 2425 del codice civile da un professionista abilitato o sulla base dei parametri di
impresa indicati nello specifico modello allegato quale parte integrante al Modello Unico e coerente con i quadri RE,
RF e RG dello stesso.
Per le imprese di nuova costituzione, in luogo del patrimonio netto, si considera il valore del capitale sociale risultante
dallatto costitutivo, qualora alla data di presentazione della richiesta non sia ancora avvenuta lapprovazione del
bilancio relativo al primo esercizio. In questo caso indicare in questo punto il valore 0 (PN ultimo esercizio) e il
valore del capitale sociale in sede di costituzione nel punto successivo (CS incrementale).

cui si somma il valore totale degli aumenti del Capitale Sociale intervenuti successivamente allapprovazione
dellultimo bilancio (CS incrementale) pari ad _____________, ___ Euro;

pertanto il Patrimonio Netto del Richiedente (PN = PN ultimo esercizio + CS incrementale) da considerare
ai sensi del comma 3 dellart. 4 dellAvviso pari a _____________, ___ Euro;

ed il rapporto fra il patrimonio netto del Richiedente e il costo del progetto a proprio carico al netto della
Sovvenzione concedibile [PN/(CP-C)] pari a: ______.

nel caso in cui il Richiedente sia un Libero Professionista:


o

il valore del fatturato del Richiedente come desumibile dallultima dichiarazione dei redditi (F) pari a
_____________, ___ Euro;

e pertanto il rapporto fra il fatturato del Richiedente e il costo del progetto a proprio carico al netto della
Sovvenzione richiesta [PN/(CP-C)] pari a: _________.

Data _______________
Il Dichiarante

_____________________________________

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ALLEGATO 3

Avviso KETs - Tecnologie abilitanti - Impegni

DWK

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/


&

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Regione Lazio
DIREZIONE SVILUPPO ECONOMICO E ATTIVITA PRODUTTIVE
Atti dirigenziali di Gestione
Determinazione 30 novembre 2016, n. G14229
POR FESR LAZIO 2014-2020. Progetto T0002E0001. DGR 395 del 28 luglio 2015 ss.mm. ii. - Azione 3.3.1
sub-azione - "Riposizionamento competitivo di sistemi e filiere produttive" - Asse prioritario 3
Competitivit. Call for Proposal approvata con Determinazione dirigenziale G09404 del 28 luglio 2015.
Approvazione dell'Avviso Pubblico "BIOEDILIZIA E SMART BUILDING" A42155, A42156, A42157,
A42161, A42162 e A42163 Esercizio Finanziario 2016.

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OGGETTO: POR FESR Lazio 2014 2020. Progetto T0002E0001. DGR 395 del 28 luglio 2015 ss.mm. ii.
Azione 3.3.1 sub-azione "Riposizionamento competitivo di sistemi e filiere produttive" Asse prioritario
3 Competitivit. Call for Proposal approvata con Determinazione dirigenziale G09404 del 28 luglio 2015.
Approvazione dell'Avviso Pubblico BIOEDILIZIA E SMART BUILDING A42155, A42156, A42157,
A42161, A42162 e A42163 Esercizio Finanziario 2016.
IL DIRETTORE REGIONALE PER LO SVILUPPO ECONOMICO E LE ATTIVITA
PRODUTTIVE anche in qualit di AUTORIT di GESTIONE
SU PROPOSTA del Dirigente dellArea Credito, Incentivi alla imprese, Artigianato e Cooperazione;
VISTI:
-

lo Statuto della Regione Lazio;

la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 6, e ss.mm.ii., concernente Disciplina sistema organizzativo


della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale;

il Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n. 1 e ss.mm.ii., recante Regolamento di organizzazione


degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale;

il Regolamento (UE) n. 1301/2013 del 17 dicembre 2013, del Parlamento Europeo e del Consiglio,
relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo
"Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione", che abroga il Regolamento (CE) n. 1080/2006;

il Regolamento (UE) n. 1303/2013 del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo
europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo
agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni
generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul
Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, che abroga il Regolamento (CE) n. 1083/2006 del
Consiglio;

la Deliberazione di Giunta Regionale n. 90 del 30 aprile 2013 che conferisce alla dr.ssa Rosanna Bellotti
lincarico di Direttore della Direzione Regionale per lo Sviluppo Economico e le Attivit produttive del
Dipartimento Programmazione Economica e Sociale, ai sensi del combinato disposto di cui allart. 162
e all'allegato "H" del Regolamento di organizzazione 6/09/2002 n. 1;

la Deliberazione di Giunta Regionale n. 660 del 14 ottobre 2014, con la quale stata designata, tra
laltro, la Direzione Regionale per lo Sviluppo Economico e le Attivit Produttive quale Autorit di
Gestione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per il ciclo di programmazione 2014-2020;

la Legge Regionale 31/12/2015, n. 17 Legge di stabilit regionale 2016;

la Legge Regionale 31/12/2015, n. 18 Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 20162018;

il Decreto Legislativo del 23 giugno 2011, n. 118, recante Disposizioni in materia di armonizzazione
dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a
norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 e successive modifiche;

la Deliberazione di Giunta Regionale n. 29 del 02/02/2016, recante Applicazione delle disposizioni di


cui allarticolo 10, comma 2 e articolo 39, comma 4 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modifiche, e ulteriori disposizioni per la gestione del bilancio di previsione finanziario della
Regione Lazio 2016-2018;

CONSIDERATO CHE:
-

con Deliberazione di Giunta Regionale n. 205 del 6 maggio 2015, stato adottato, a conclusione del
negoziato, il Programma Operativo POR LAZIO FESR 2014-2020 nellambito dellObiettivo
Investimenti a favore della crescita e delloccupazione, approvato con Decisione della Commissione
Europea n. C(2015) 924 del 12 febbraio 2015;

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con Deliberazione della Giunta Regionale n. 281 del 31 maggio 2016, stato adottato il documento
definitivo Smart Specialisation Strategy (S3) Regione Lazio quale soddisfacimento della
condizionalit ex ante, cos come riportato nellallegato XI al Regolamento (UE) n. 1303/2013;

con Deliberazione di Giunta Regionale n. 395 del 28 luglio 2015, sono state approvate le Modalit
Attuative del P.O. - Asse 3 Competitivit Azione 3.3.1 Sostegno al riposizionamento competitivo, alla
capacit di adattamento al mercato, allattrattivit per potenziali investitori, dei sistemi imprenditoriali
vitali delimitati territorialmente relativamente alla sub-azione: Riposizionamento competitivo di sistemi
e filiere produttive, successivamente modificate con DGR n. 624 del 10 novembre 2015, DGR n. 346 del
21 giugno 2016 e DGR n. 451 del 26 luglio 2016;

con Deliberazione di Giunta Regionale n. 454 del 26 luglio 2016 e ss.mm., sono state approvate le
Modalit Attuative del Programma Operativo (MAPO) Azione 1.1.4 -"Sostegno alle
attivit collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi
realizzate dalle imprese in collegamento con altri soggetti dell'industria, della ricerca e dell'universit, e
da aggregazioni pubblico-private gi esistenti (Distretti Tecnologici, Laboratori Pubblico-Privati e Poli
di Innovazione)";

con Deliberazione di Giunta Regionale n. 452 del 26 luglio 2016 e ss.mm., sono state approvate le
Modalit Attuative del Programma Operativo (MAPO) Azione 1.1.3 - "Sostegno alla valorizzazione
economica dell'innovazione attraverso la sperimentazione e l'adozione di soluzioni innovative nei
processi, nei prodotti e nelle formule organizzative, nonch attraverso il finanziamento
dell'industrializzazione dei risultati della ricerca;

con Deliberazione di Giunta Regionale n. 453 del 26 luglio 2016, sono state approvate le
Modalit Attuative del Programma Operativo (MAPO) Azione 3.4.1. Progetti di promozione
dellexport destinati a imprese e loro forme aggregate individuate su base territoriale o settoriale;

con Deliberazione di Giunta Regionale n. 396 del 28 luglio 2015, sono state approvate le
Modalit Attuative del Programma Operativo (MAPO) Azione 3.5.2 Sostegno a soluzioni ICT nei
processi produttivi delle PMI, coerentemente con la strategia di smart specialisation, con particolare
riferimento a: commercio elettronico, cloud computing, manifattura digitale e sicurezza informatica;

con Determinazione Dirigenziale G09404 del 28 luglio 2015 stata approvata la Call for proposal
relativa all'Azione 3.3.1 "Sostegno al riposizionamento competitivo, alla capacit di adattamento al
mercato, all'attrattivit per potenziali investitori, dei sistemi imprenditoriali vitali delimitati
territorialmente" sub-azione Riposizionamento competitivo di sistemi e filiere produttive dell'Asse
prioritario 3 Competitivit;

con Determinazione Dirigenziale G03561 dell 11 aprile 2016 sono state approvate le risultanze della
suddetta Call for proposal;

con Determinazione Dirigenziale G08682 del 28 luglio 2016 stato approvato il Disciplinare di
partecipazione agli Avvisi Sostegno al riposizionamento competitivo dei sistemi imprenditoriali
territoriali (BURL n. 62 del 04/08/2016), successivamente integrato con Determinazione G10295 del 14
settembre 2016 (BURL n. 74 del 15/09/2016);

con le suddette Deliberazioni di Giunta Regionale di approvazione delle rispettive MAPO, stata
individuata Lazio Innova S.p.A. quale Organismo Intermedio con delega per la gestione e il controllo di
I livello;

con Determinazione G12417/2015 (modificata con le determinazioni G01742/2016 e G11014/2016)


stato approvato lo Schema unico di Convenzione per la delega delle funzioni agli Organismi Intermedi
(OOII), (reg. cron. n. 19513 del 13/10/2016);

la Regione Lazio, attraverso lapprovazione dellAvviso Pubblico Bioedilizia e Smart Building,


intende favorire la riqualificazione settoriale, lo sviluppo delle filiere e a rafforzare la competitivit del
tessuto produttivo laziale, in coerenza con le aree di specializzazione della Smart Specialisation Strategy
(S3) regionale, Green Economy e Sicurezza, attraverso il sostegno di Progetti Imprenditoriali realizzati
da imprese, singole e associate, che, anche mediante integrazione di filiere, scambio di conoscenze e
competenze tenuto conto degli ambiti strategici individuati tramite la Call for Proposal Sostegno al
riposizionamento competitivo dei sistemi imprenditoriali territoriali sopra citata;

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la dotazione finanziaria complessiva dellAvviso Pubblico Bioedilizia e Smart Building ammonta a


Euro 11.000.000,00 a valere sulle risorse del POR FESR 2014-2020, riferentesi alle seguenti Azioni, per
gli importi seguenti:
QUADRO FINANZIARIO Avviso Pubblico "BIOEDILIZIA E
SMART BUILDING"
Attivit Dotazione avviso

Riserva

Totale

1.1.3

1.320.000,00

680.000,00

2.000.000,00

1.1.4

2.640.000,00

1.360.000,00

4.000.000,00

3.3.1

1.980.000,00

1.020.000,00

3.000.000,00

3.5.2

660.000,00

340.000,00

1.000.000,00

3.4.1.

660.000,00

340.000,00

1.000.000,00

7.260.000,00

3.740.000,00

11.000.000,00

allarticolo 6, punto 2 dellAvviso Pubblico "Bioedilizia e Smart Building" previsto che le domande
sono presentate con le modalit indicate dal Disciplinare, approvato con le determinazioni sopracitate;

al Capitolo 5, punto 1 del Disciplinare previsto che le richieste di accesso allagevolazione possono
essere presentate esclusivamente per via telematica compilando il Formulario disponibile on-line nella
piattaforma GeCoWEB accessibile dal sito www.lazioinnova.it nella pagina dedicata, seguendo la
procedura indicata nello stesso Capitolo 5;

RITENUTO, pertanto, di dover:


-

approvare lAllegato 1 Avviso Pubblico Bioedilizia e Smart Building, parte integrante e


sostanziale della presente determinazione;

approvare lAllegato 2 ALLEGATI all AVVISO n. 5 Bioedilizia e Smart Building, composto da


Allegato A Formulario e Allegato B - Dichiarazione attestante la capacit amministrativa economicofinanziaria, parte integrante e sostanziale della presente determinazione, al fine di consentire la
trasmissione on-line sul sito GeCoWEB delle richieste di accesso allagevolazione;

approvare lAllegato 3, Registrazioni contabili, parte integrante e sostanziale della presente


determinazione, al fine di provvedere allimpegno di spesa di complessivi 11.000.000,00, di cui
7.2600.000,00 quale dotazione dellAvviso Pubblico Bioedilizia e Smart Building e 3.740.000,00
quale riserva utilizzabile per completare la finanziabilit di Progetti Imprenditoriali che risultino solo
parzialmente finanziabili, in favore di Lazio Innova S.p.A. (codice cred. n. 59621 );
DETERMINA

in conformit con le premesse che qui si intendono integralmente richiamate,


-

di approvare lAllegato 1 Avviso Pubblico Bioedilizia e Smart Building, parte integrante e


sostanziale della presente determinazione;

di approvare lAllegato 2 ALLEGATI all AVVISO n. 5 Bioedilizia e Smart Building, composto


da Allegato A Formulario e Allegato B - Dichiarazione attestante la capacit amministrativa
economico-finanziaria, parte integrante e sostanziale della presente determinazione, al fine di consentire
la trasmissione on-line sul sito GeCoWEB delle richieste di accesso allagevolazione;

di approvare lAllegato 3, Registrazioni contabili, parte integrante e sostanziale della presente


determinazione, al fine di provvedere allimpegno di spesa di complessivi 11.000.000,00, di cui
7.2600.000,00 quale dotazione dellAvviso Pubblico Bioedilizia e Smart Building e 3.740.000,00
quale riserva utilizzabile per completare la finanziabilit di Progetti Imprenditoriali che risultino solo
parzialmente finanziabili, in favore di Lazio Innova S.p.A. (codice cred. n. 59621 ).

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La presente determinazione verr pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, sul sito
www.regione.lazio.it , sul sito www.lazioeuropa.it. e sul sito www.lazioinnova.it.
ammesso il ricorso giurisdizionale al T.A.R. entro sessanta giorni o, in alternativa, il ricorso straordinario
al Presidente della Repubblica entro centoventi giorni dalla pubblicazione.
Il Direttore
Rosanna Bellotti

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Allegato 1

POR FESR 2014-2020


RIPOSIZIONAMENTO COMPETITIVO - FASE II

AVVISO n. 5 BIOEDILIZIA E SMART BUILDING

Sommario
Articolo 1 Riferimenti normativi, dotazione finanziaria e definizioni specifiche ................................ 2
Articolo 2 Obiettivi e ambiti di intervento ........................................................................................ 4
Articolo 3 Progetti Imprenditoriali ammissibili .................................................................................. 4
Articolo 4 Requisiti soggettivi............................................................................................................. 7
Articolo 5 Natura e misura della Sovvenzione................................................................................... 8
Articolo 6 Termini per la presentazione delle richieste .................................................................. 11
Articolo 7 Istruttoria e valutazione, Criteri di valutazione .............................................................. 13
Articolo 8 Erogazione della Sovvenzione e rendicontazione ........................................................... 14
Articolo 9 - Diritto di accesso, reclami, informativa ai sensi della Legge 241/90, trasparenza e
trattamento dei dati personali ...................................................................................... 15
Articolo 10 - Rimandi al Disciplinare ................................................................................................... 15

Appendice 1 Quadro finanziario


Appendice 2 Criteri di ammissibilit
Appendice 3 Criteri di valutazione e premialit

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Allegato 1
Articolo 1 Riferimenti normativi, dotazione finanziaria e definizioni specifiche
1. Il presente Avviso disposto in attuazione:
a. della Deliberazione del Consiglio regionale del 10/04/2014 n 2, che ha approvato le Linee di
indirizzo per un uso efficiente delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo 2014-2020, che
costituiscono il quadro di sintesi del processo di pianificazione e programmazione per lo sviluppo
intelligente, sostenibile e inclusivo per il medio-lungo periodo e che interseca la vision di crescita e
progresso sociale del pi ampio programma di governo;
b. della Deliberazione della Giunta Regionale n. 479 del 17/07/2014 inerente Adozione unitaria dei
programmi Operativi Regionali: POR FESR, POR FSE E PSR FEASR 2014-2020;
c. dellAccordo di partenariato con lItalia per il periodo 2014-2020, approvato con Decisione della
Commissione europea C(2014) 8021 del 29 ottobre 2014;
d. del Programma Operativo POR Lazio 2014-2020, approvato con Decisione della Commissione
europea C(2015) 924 del 12 febbraio 2015;
e. della Delibera di Giunta Regionale n. 205 del 06 Maggio 2015, avente ad oggetto: Adozione del
Programma Operativo POR LAZIO FESR 2014-2020 nellambito dellObiettivo Investimenti a
favore della crescita e delloccupazione;
f.

della Smart Specialisation Strategy (S3), la strategia di specializzazione intelligente del Lazio adottata
nella sua formulazione definitiva, con DGR n. 281 del 31 maggio 2016, che ha individuato le sette
Aree di Specializzazione e le traiettorie di sviluppo della Regione;

g. dellAsse 3 Competitivit, Azioni 3.3.1 Sostegno al riposizionamento competitivo, alla capacit di


adattamento al mercato allattrazione per potenziali investitori, dei sistemi imprenditoriali vitali
delimitati territorialmente - sub-azione: Riposizionamento competitivo di sistemi e filiere produttive
correlata alla priorit dinvestimento e 3.4.1 Progetti di promozione dellexport destinati ad
imprese e loro aggregazioni individuate su base territoriale o settoriale [....] - sub azione Strumenti
per linternazionalizzazione del sistema produttivo, correlate alla priorit di investimento b) sviluppare e
realizzare nuovi modelli di attivit per le PMI, in particolare per linternazionalizzazione;
h. dellAsse 1 Ricerca e innovazione, Azioni 1.1.3 Sostegno alla valorizzazione economica
dellinnovazione attraverso la sperimentazione e ladozione di soluzioni innovative nei processi, nei
prodotti e nelle formule organizzative, nonch attraverso il finanziamento dellindustrializzazione dei
risultati della ricerca [... ] sub azione Sostegno alla ricerca, all'innovazione e al trasferimento
tecnologico dalla ricerca alle imprese e tra settori produttivi. Sostegno allo sviluppo di consorzi e reti di
impresa e 1.1.4 Sostegno alle attivit collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie
sostenibili, di nuovi prodotti e servizi sub azione Azioni di sostegno alla realizzazione di progetti
strategici, correlate alla priorit dinvestimento b) promuovere gli investimenti delle imprese in R&I,
sviluppando collegamenti e sinergie tra imprese, centri di ricerca e sviluppo e il settore dellistruzione
superiore, []
i. delle Modalit Attuative del POR (MAPO) approvate con Delibera di Giunta Regionale e che
riportano tra laltro la metodologia ed i criteri usati per la selezione delle operazioni approvati dal
Comitato di Sorveglianza del POR ai sensi dellart. 110 (2) (a) del REG SIE;
j. della Determinazione Dirigenziale G09404 del 28 luglio 2015 - Approvazione della Call for proposal
relativa all'Azione 3.3.1 "Sostegno al riposizionamento competitivo, alla capacit di adattamento al
mercato, all'attrattivit per potenziali investitori, dei sistemi imprenditoriali vitali delimitati
territorialmente" sub-azione Riposizionamento competitivo di sistemi e filiere produttive dell'Asse
prioritario 3 Competitivit;
k. del Disciplinare di partecipazione agli Avvisi sul riposizionamento competitivo, in seguito, per
brevit, Disciplinare, approvato con Determinazione G08682 del 28 luglio 2016, pubblicata sul
BURL n 62 del 4 agosto 2016, e integrato con la relativa modulistica approvata con Determinazione
G10295 del 14 settembre 2016 pubblicata sul BURL n. 74 del 15 settembre 2016, a cui si rimanda
per tutto quanto non espressamente e/o diversamente disciplinato nel presente Avviso. Il

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Allegato 1
Disciplinare parte integrante e sostanziale del presente Avviso; in caso di contrasto, prevale
quanto previsto nel presente Avviso.
2. Il Disciplinare, in particolare, rappresenta il quadro di riferimento contenente le definizioni, le regole e
le modalit di partecipazione al presente Avviso e di presentazione della richiesta, le procedure di
valutazione, nonch tutti gli obblighi e i diritti del Beneficiario e le altre disposizione inerenti la
partecipazione allAvviso, i beneficiari, i progetti e le spese ammissibili, le modalit di rendicontazione, di
controllo, di erogazione, di monitoraggio. Il Disciplinare disponibile sui siti www.regione.lazio.it,
www.lazioeuropa.it, www.lazioinnnova.it, nella pagina dedicata al presente Avviso.
3. La dotazione del presente Avviso pubblico ammonta a Euro 7.260.000,00 a valere sulle risorse del
POR FESR 20014-2020, di cui una quota pari a Euro 1.980.000,00 destinata ai Progetti Semplici e una
quota pari a Euro 5.280.000,00 destinata ai Progetti Integrati, come meglio specificato al successivo
art. 3, ed alle seguenti Azioni, per gli importi indicati nel Quadro Finanziario riportato in appendice 1
allAvviso:
a. Azione 1.1.3 Sostegno alla valorizzazione economica dellinnovazione attraverso la
sperimentazione e ladozione di soluzioni innovative nei processi, nei prodotti e nelle formule
organizzative, nonch attraverso lindustrializzazione dei risultati.
b. Azione 1.1.4 Sostegno alle attivit di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di
nuovi prodotti e servizi.
c. Azione 3.3.1 Sostegno al riposizionamento competitivo, alla capacit di adattamento al
mercato, allattrattivit per potenziali investitori, dei sistemi imprenditoriali vitali delimitati
territorialmente.
d. lAzione 3.5.2 - Sostegno a soluzioni ICT nei processi produttivi delle PMI, coerentemente con
la strategia di smart specialisation, con particolare riferimento a: commercio elettronico, cloud
computing, manifattura digitale e sicurezza informatica;
e. Azione 3.4.1 Progetti di promozione dellexport destinati a imprese e loro forme aggregate
individuate su base territoriale o settoriale.
4. In aggiunta alle risorse inizialmente assegnate a sostegno del presente Avviso sono disponibili ulteriori
risorse, per un importo pari a circa il 50% di ogni singola dotazione, come specificato nel Quadro
Finanziario in appendice 1, quale riserva utilizzabile per completare la finanziabilit di Progetti
Imprenditoriali che risultino solo parzialmente finanziabili.
5. Qualora anche tali risorse risultino esaurite, il Progetto Imprenditoriale potr essere finanziato solo in
parte nel caso in cui la componente non finanziabile/parzialmente finanziabile sia una Altra
Componente, sempre che il Progetto mantenga la sua organicit e funzionalit.
6. Nel caso in cui siano esaurite le risorse necessarie a finanziare Componenti Essenziali del Progetto
Imprenditoriale, tale Progetto non potr essere finanziato parzialmente, salvo il caso in cui limporto
residuo di risorse disponibili alla parziale copertura della Componente Essenziale sia tale da far s che il
Progetto Imprenditoriale parzialmente realizzato sia organico e funzionale.
7. I termini indicati, al singolare o al plurale, nel corpo del presente Avviso con la lettera maiuscola vanno
intesi in riferimento alle definizioni di cui al Capitolo 2 del Disciplinare, fermo restando quanto
ulteriormente disciplinato nel presente Avviso pubblico e ferma restando la validit di tutte le
definizioni ricomprese nei regolamenti, negli orientamenti, nelle discipline e in tutte le norme
Comunitarie, Nazionali e Regionali vigenti; al presente Avviso si applicano inoltre le seguenti definizioni
specifiche:
a. Progetti Semplici: Progetti Imprenditoriali composti da un Piano di Investimento Materiale
e Immateriale che pu essere completato da Attivit per lInternazionalizzazione, a cui si applica
la procedura a sportello di cui al paragrafo 6.3 del Capitolo 6 del Disciplinare.
b. Progetti Integrati: Progetti Imprenditoriali che possono essere composti da una o pi
Attivit RSI, da un Piano di Investimenti Materiali e Immateriali, anche frutto dei risultati di una
preesistente attivit di ricerca, da Attivit per lInternazionalizzazione e prevedere Spese per

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Allegato 1
Consulenze Strumentali alla realizzazione del Progetto Imprenditoriale, a cui si applica la
procedura a graduatoria di cui paragrafo 6.4 del Capitolo 6 del Disciplinare.
c. Componenti Essenziali e Altre componenti: ove presenti, le Attivit RSI sono
sempre considerate Componenti Essenziali del Progetto Imprenditoriale. In assenza di Attivit
di RSI considerata Componente Essenziale il Piano di Investimenti Materiali e Immateriali
anche quando frutto di una precedente attivit di ricerca. Le altre Attivit/Piani sono
considerate Altre Componenti del Progetto Imprenditoriale, fatta salva la possibilit che la
Commissione di Valutazione le ritenga Componenti Essenziali, ai fini della organicit e
funzionalit o in relazione alla valutazione espressa sullintero del Progetto Imprenditoriale.
d. Disciplinare Disciplinare di partecipazione agli Avvisi relativi al Sostegno al
riposizionamento competitivo dei sistemi imprenditoriali territoriali approvato con
Determinazione G08682 del 28 luglio 2016, pubblicata sul BURL n 62 del 4 agosto 2016, e
integrato con la relativa modulistica approvata con Determinazione G10295 del 14 settembre
2016 pubblicata sul BURL n. 74 del 15 settembre 2016.
Articolo 2 Obiettivi e ambiti di intervento
1. La Regione Lazio, attraverso il presente Avviso, mira a favorire la riqualificazione settoriale, lo sviluppo
delle filiere e a rafforzare la competitivit del tessuto produttivo laziale, in coerenza con le aree di
specializzazione della Smart Specialisation Strategy (S3) regionale, Green Economy e Sicurezza,
attraverso il sostegno di Progetti Imprenditoriali realizzati da imprese, singole e associate, che, anche
mediante integrazione di filiere, scambio di conoscenze e competenze, abbiano ricadute significative
sugli ambiti strategici individuati tramite la Call for Proposal Sostegno al riposizionamento competitivo
dei sistemi imprenditoriali territoriali (approvata con la DD G09404/2015).
2. LAvviso definisce, negli articoli seguenti, i soggetti che possono beneficiare dellagevolazione, gli Ambiti
di Intervento, la forma e la misura dellagevolazione, le caratteristiche dei Progetti Imprenditoriali e le
spese ammissibili, le procedure di accesso e di concessione dellagevolazione, i criteri di valutazione.
3. In coerenza con le priorit espresse dalla S3 e tenuto conto di quanto emerso dalla Call for proposal,
gli ambiti nei quali dovranno essere conseguiti risultati significativi, con conseguente impulso e crescita
delle filiere collegate alle aree di specializzazione intelligente suddette e, dunque, al riposizionamento
dellintero comparto anche rispetto ai mercati internazionali, sono Bioedilizia e smart building. Si
intende supportare l'innovazione dei materiali, dei componenti e dei sistemi utilizzati nelledilizia,
compresi sistemi intelligenti di progettazione e gestione delle infrastrutture, anche di committenza
pubblica, che garantiscano una maggiore sostenibilit ambientale degli edifici e delle costruzioni, nonch
un maggiore valore aggiunto per i fruitori. Pertanto, le tematiche della S3 funzionali a questo approccio
sono:
i.

ii.

iii.
iv.
v.

Building and Consumers (soluzioni tecnologiche per migliorare la razionalizzazione nelluso


delle risorse naturali, per implementare sistemi di automazione e di monitoraggio interoperabili
soprattutto delle reti energetiche, per sviluppare sistemi per la simulazione e valutazione degli
impatti ambientali ed economici degli edifici e per riutilizzare e recuperare i rifiuti che
provengono da demolizioni e ristrutturazioni);
Industry and Products (sviluppo di soluzioni tecnologiche per migliorare lefficienza energetica
delle infrastrutture aziendali, soprattutto dellindustria manifatturiera, e implementare il
recupero di calore e luso del cd. calore residuo prodotto dai processi industriali e
razionalizzare i consumi di risorse e materiali nella produzione di beni);
Heating and Cooling (soluzioni tecnologiche per efficientare il riscaldamento e il raffrescamento
degli edifici attraverso lo sviluppo di modelli di casa passiva, la co- e tri-generazione e la
riduzione degli usi e degli sprechi in unottica di Nearly Zero-Energy Buildings);
Enabling the decarbonisation (soluzioni tecnologiche per la produzione di energia rinnovabile e
per i sistemi avanzati di accumulo e distribuzione energetica);
Disaster resilience (soluzioni tecnologiche per migliorare la resilienza degli edifici, per
laumento della capacit di autodiagnosi dei materiali e per lo sviluppo di sistemi integrati di
monitoraggio per la gestione delle emergenze).

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Allegato 1
4. Il presente Avviso finanzia interventi finalizzati unicamente a sviluppare soluzioni innovative nellambito
dei campi descritti nel paragrafo precedente. Non sono oggetto di finanziamento gli interventi che
prevedano lapplicazione diretta di tali soluzioni, come, a titolo esemplificativo, gli interventi di
ristrutturazione/riqualificazione del patrimonio edilizio, sia pubblico che privato, o lacquisto di impianti
o sistemi diretti alla produzione di energia o alla razionalizzazione dei consumi e degli usi di energia.
Articolo 3 Progetti Imprenditoriali ammissibili
1. I Progetti Imprenditoriali ammissibili devono risultare coerenti con gli ambiti di intervento indicati nel
precedente articolo 2 e rientrare in una delle 2 tipologie di seguito indicate, con le caratteristiche e
le specifiche descritte nei commi successivi e sintetizzate nella tabella seguente:

Progetti Semplici

Progetti Integrati

Tipologia di
Progetto

Beneficiari

COMPOSIZIONE DEL PROGETTO IMPRENDITORIALE AMMISSIBILE


PIANO DI INVESTIMENTO MATERIALE ED IMMATERIALE:
F1. Piano di Investimento Materiale ed Immateriale
F2. Piano di Investimento Materiale ed Immateriale (Zone assistite)

PROGETTI
SEMPLICI

PMI in forma singola

F3. Piano di Investimento Materiale ed Immateriale in De Minimis


cui possono essere eventualmente aggiunti:
G. Attivit per l'Internazionalizzazione
H. Attivit per la Digitalizzazione
I. Piano di Investimento in Efficienza Energetica

SINGOLE IMPRESE
e AGGREGAZIONI STABILI
(minimo 2 imprese)
(equiparate alle imprese singole)

PROGETTO IMPRENDITORIALE COMPOSTO DA UNA O PIU' ATTIVITA'/PIANI DI INV.TO:


A.1 Attivit RSI - Progetti RSI (Ric. Ind.)
A.2 Attivit RSI - Progetti RSI (Svil.Sperim.)
B.1 Attivit RSI - Progetti RSI (Ric. Ind.) in Eff. Collab. OdR

PROGETTI
INTEGRATI

SINGOLA IMPRESA /
AGGREGAZIONE STABILE
in accordo ed
in EFFETTIVA COLLABORAZIONE
con un Organismo di Ricerca
AGGREGAZIONI TEMPORANEE
(minimo 2 imprese max 6 soggetti)
(indipendenti e potenziali beneficiarie di aiuti)
AGGREGAZIONI TEMPORANEE
(minimo 2 imprese max 6 soggetti)
(indipendenti e potenziali beneficiarie di aiuti)
che includono
uno o pi Organismi di Ricerca
in EFFETTIVA COLLABORAZIONE

B.2 Attivit RSI - Progetti RSI (Svil.Sperim.) in Eff. Collab. OdR


C. Attivit RSI - Innovazione tecnologica PMI
D. Attivit RSI - Innovazione Proc./Organizz.
F1. Piano di Investimento Materiale ed Immateriale
(anche frutto di preesistente investimento in RSI)
F2. Piano di Investimento Materiale ed Immateriale (Zone assistite)
(anche frutto di preesistente investimento in RSI)
F3. Piano di Investimento Materiale ed Immateriale in De Minimis
(anche frutto di preesistente investimento in RSI)
G. Attivit per l'Internazionalizzazione
H. Attivit per la Digitalizzazione
I. Piano di Investimento in Efficienza Energetica
K. Spese per consulenze strumentali alla realizzazione del Progetto Imprenditoriale

2. I Progetti Semplici sono Progetti Imprenditoriali che, nel rispetto dei limiti indicati al successivo
comma 4, devono prevedere un Piano di Investimento Materiale e Immateriale (indicato nella tabella
con la lettera F), che pu essere completato da investimenti in Efficienza Energetica (indicati nella
tabella con la lettera I) e/o da Attivit per lInternazionalizzazione (indicata nella tabella con la lettera
G) e/o Attivit per la Digitalizzazione (indicata nella tabella con la lettera H), riferiti quindi alle sole
Azioni 3.3.1, 3.4.1 e 3.5.2 del POR.
I Progetti Semplici possono presentare un importo complessivo di Spese Ammissibili non inferiore a
50.000,00 Euro e non superiore a 500.000 Euro.

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Allegato 1
I Progetti Semplici possono essere presentati da PMI e Liberi Professionisti che rientrano nei
parametri dimensionali di PMI, esclusivamente in forma singola, aventi i requisiti previsti nel Capitolo
3 del Disciplinare.
I Progetti semplici devono essere realizzati entro 12 mesi dalla data di Concessione dellagevolazione
(pubblicazione sul BURL del provvedimento di concessione).
Ai Progetti Semplici sono riservati Euro 1.980.000,00.
3. I Progetti Integrati sono Progetti Imprenditoriali che, nel rispetto dei limiti indicati al successivo
comma 4, sono composti da uno o pi Piani di investimento e/o Attivit, riferibili allinsieme delle
Azioni POR che concorrono al presente Avviso. Pertanto, nel rispetto dei limiti indicati ai successivi
commi del presente articolo, i Progetti Integrati possono essere composti da:

una o pi Attivit RSI (indicate nella tabella con le lettere A, B, C, D);

un Piano di Investimenti Materiali e Immateriali, anche frutto dei risultati di una preesistente
attivit di ricerca (indicato nella tabella con la lettera F);

Attivit per lInternazionalizzazione (indicata nella tabella con la lettera G);

Investimenti in Efficienza Energetica (indicati nella tabella con la lettera I);

Spese per consulenze strumentali alla realizzazione del Progetto Imprenditoriale (indicate nella
tabella con la lettera K).

I Progetti Integrati possono presentare un importo complessivo di Spese Ammissibili non inferiore ad
Euro 500.000,00 Euro, oppure, se composti da sole Attivit RSI, un importo complessivo di Spese
Ammissibili non inferiore ad Euro 200.000,00. Ogni singolo Progetto Integrato non potr
complessivamente beneficiare di una Sovvenzione superiore a Euro 3.000.000,00.
I Progetti Integrati possono essere presentati da i seguenti Richiedenti, aventi i requisiti previsti per i
Destinatari indicati nel Capitolo 3 del Disciplinare:
a. Imprese (comprese le Aggregazioni Stabili) e Liberi Professionisti, in forma singola;
b. Imprese e Liberi Professionisti, in accordo ed in Effettiva Collaborazione con un
Organismo di Ricerca e Diffusione della Conoscenza;
c. Aggregazioni Temporanee, con eventuale presenza di Organismi di Ricerca e di Diffusione
della Conoscenza. Le Aggregazioni Temporanee devono comprendere almeno 2 Imprese e non
pi di 6 soggetti, che siano tra loro Soggetti Terzi ed Indipendenti e abbiano i requisiti previsti
per i Destinatari indicati nel Capitolo 3 del Disciplinare. Le Aggregazioni Temporanee possono
essere gi costituite al momento della domanda ovvero da costituire, anche subordinatamente
alla concessione della Sovvenzione.
I Progetti Integrati devono essere realizzati entro 18 mesi dalla data di Concessione dellagevolazione
(pubblicazione sul BURL del provvedimento di concessione).
Ai Progetti Integrati sono riservati Euro 5.280.000,00.
4. I Progetti Imprenditoriali, sia semplici che integrati, devono rispettare i seguenti limiti:
a. Non sono ammissibili Progetti Imprenditoriali riguardanti esclusivamente Attivit per
lInternazionalizzazione e/o Attivit per la Digitalizzazione (indicata nella tabella rispettivamente
con le lettere G e H).
b. Nellambito di un Progetto Imprenditoriale, gli Investimenti in Efficienza Energetica e/o le Attivit
per lInternazionalizzazione e/o Attivit per la Digitalizzazione e/o le Spese per Consulenze
Strumentali alla realizzazione del Progetto Imprenditoriale (indicate in tabella rispettivamente
con le lettere I, G, H e K), non possono superare, anche cumulativamente, il 50% del valore
complessivo del Progetto Imprenditoriale.

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Allegato 1
c. Nellambito di un Progetto Imprenditoriale che comprenda una o pi Attivit di RSI (indicate in
tabella con le lettere A, B, C e D), queste ultime devono rappresentare, anche cumulativamente,
almeno il 30% del valore complessivo del Progetto Imprenditoriale.
d. Nellambito di un Progetto Imprenditoriale che comprenda una o pi attivit di RSI, le spese di
personale dipendente (o assunto con contratti equivalenti) sono ammissibili entro il limite
massimo del 50% del totale delle Attivit RSI (indicate in tabella con le lettere A, B, C, D). Entro
tale limite potranno essere riconosciuti eventuali costi relativi a personale dipendente o
equiparato, impiegato in Sedi Operative fuori dal territorio della regione Lazio, per un importo
pari al massimo del 20% di detti costi.
5. I Progetti Imprenditoriali, sia Semplici che Integrati, se composti di pi attivit fra quelle sopra
riportate, per essere ritenuti ammissibili devono comunque dimostrare la loro organicit e
funzionalit. A tal fine i Richiedenti dovranno:
a. presentare la propria Strategia Competitiva mettendo in evidenza sia il proprio interesse
imprenditoriale che la coerenza con gli obiettivi e gli ambiti di intervento di cui allart. 2 ed i
riflessi sulla valorizzazione del territorio e delloccupazione in unottica di medio-lungo periodo;
b. articolare i Piani di Investimento e Attivit su cui richiesta la Sovvenzione in coerenza con
detta Strategia Competitiva, fornendo tutti gli elementi utili alla valutazione in base ai criteri
indicati nel successivo art. 7, inclusi i criteri di Priorit/Premialit.
6. Il Progetto Imprenditoriale dovr essere strutturato sulla base dellapposito Formulario secondo la
procedura di cui al Capitolo 5 del Disciplinare.
Articolo 4 Requisiti soggettivi
1. I Richiedenti devono possedere i requisiti previsti al Capitolo 3 del Disciplinare.
2. Devono inoltre possedere una adeguata capacit amministrativa, finanziaria e operativa in relazione al
Progetto da realizzare. In ogni caso, la capacit economico-finanziaria verr verificata su ogni soggetto
beneficiario degli aiuti, proporzionalmente alla quota di partecipazione alle spese incluse nel Progetto
Imprenditoriale. In ogni caso, la capacit economico-finanziaria verr verificata su ogni soggetto
beneficiario degli aiuti, proporzionalmente alla quota di partecipazione alle spese incluse nel Progetto
Imprenditoriale.
3. La verifica della capacit economico-finanziaria avverr secondo le modalit di seguito indicate.
a. Nel caso il Richiedente sia una Impresa: sulla base del rapporto fra il patrimonio netto del
Richiedente (PN) e il costo del progetto a suo carico (CP) al netto della Sovvenzione concedibile
(C), secondo la seguente formula:
PN /(CP-C) > 0,2
I valori saranno desunti dallultimo bilancio approvato o dichiarazione dei redditi presentata; per le
Imprese non obbligate alla redazione del bilancio il patrimonio netto si desume sulla base di un
bilancio redatto ai sensi dellart. 2422 e 2425 del codice civile da un professionista abilitato o sulla
base dei parametri di impresa indicati nello specifico modello allegato quale parte integrante al
Modello Unico e coerente con i quadri RE, RF e RG dello stesso; per le imprese di nuova
costituzione, in luogo del patrimonio netto, si considera il valore del capitale sociale risultante
dallatto costitutivo, qualora alla data di presentazione della richiesta non sia ancora avvenuta
lapprovazione del bilancio relativo al primo esercizio.
Nel caso in cui il patrimonio netto risultante non sia sufficiente, fatta salva la possibilit per
lImpresa di incrementarlo prima della presentazione della richiesta, mediante delibera di aumento
del capitale sociale in misura sufficiente al rispetto del requisito. Di tale evenienza deve essere
fornita adeguata documentazione in sede di presentazione della richiesta, insieme allimpegno alla
sottoscrizione e al relativo versamento che dovranno essere effettuati entro la sottoscrizione
dellAtto di Impegno, pena la revoca della Sovvenzione eventualmente concessa.

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Allegato 1
b. Nel caso il Richiedente sia un Libero Professionista: sulla base del rapporto fra il fatturato del
Richiedente (F) e il costo del progetto a suo carico (CP) ali netto della Sovvenzione richiesta (C),
secondo la seguente formula:
F /(CP-C) > 0.5
c. Nel caso di OdR che non rientrano nella definizione di OdR Pubblici, la verifica sar effettuata con
le modalit di cui alla precedente lettera a).
d. Non verr effettuata alcuna verifica nel caso in cui il Richiedente sia un OdR Pubblico.
4. Ogni Impresa pu presentare una sola richiesta relativa a Progetti Semplici e una sola richiesta relativa ai
Progetti Integrati, salvo che, per i progetti semplici, al momento della nuova richiesta sia gi stato
pubblicato lesito della precedente richiesta. Gli Organismi di Ricerca e Diffusione della Conoscenza
possono partecipare anche a pi di un Progetto Integrato.
5. Per quanto concerne gli obblighi a cui dovr attenersi il Beneficiario, si rimanda a quanto disciplinato al
Capitolo 9 del Disciplinare.
Articolo 5 Natura e misura della Sovvenzione
1.

La Sovvenzione un contributo a fondo perduto commisurato alle Spese ritenute Ammissibili, in


coerenza e nel rispetto di quanto indicato nel presente Avviso e nel Disciplinare.

2.

La Sovvenzione concessa ai sensi del RGE o del De Minimis, applicando le intensit dellaiuto
rispetto alle Spese Ammissibili, in base alle percentuali rappresentate nella tabella che segue, con le
precisazioni indicate di seguito e nel Disciplinare.

Piani/Attivit
che compongono il Progetto Imprenditoriale

A1
A2
B1

B2
C
D
F1
F2
F3
G
H

Categoria ed intensit dellaiuto


(contributo / spese ammissibili)
Riferimento
normativo

Micro e
Piccola
Impresa

Media
Impresa

Grande
Impresa

OdR

Attivit RSI Progetti RSI (Ricerca industriale)

Ricerca industriale
(Art. 25 5 b RGE)

70%

60%

50%

Attivit RSI Progetti RSI (Sviluppo sperimentale)

Sviluppo
sperimentale
(Art. 25 5 c RGE)

45%

35%

25%

80%

75%

65%

80%

60%

50%

40%

80%

50%

50%

0%

(art. 29 RGE)

50%

50%

15%

(art 17 del RGE)

20%

10%

0%

(art.14 del RGE)

30%

20%

0%

40%

40%

0%

50%

50%

0%

50%

50%

0%

Attivit RSI - Progetti RSI (Ricerca Industriale)


Ricerca industriale
in Effettiva Collaborazione fra imprese o fra unimpresa (Art. 25 5 c e 6 b
e un OdR
RGE)
Sviluppo
Attivit RSI - Progetti RSI (Sviluppo Sperimentale)
sperimentale
in Effettiva Collaborazione fra imprese o fra unimpresa
(Art. 25 5 b e 6 b
e un OdR
RGE)
Attivit RSI Innovazione tecnologica PMI
(art. 28 RGE)
Attivit RSI Innovazione processi ed organizzazione
PMI
Piani di Investimento Materiali ed Immateriali
Piani di Investimento Materiali ed Immateriali Zone
Assistite
Piani di Investimento Materiali ed Immateriali in de
minimis
Attivit per lInternazionalizzazione
Attivit per la Digitalizzazione

(de minimis Reg.


(UE)1407/2013)
(iv)
Partecipazioni a fiere
(art 19 RGE )
Servizi di consulenza
(art 18 RGE )

Investimenti in Efficienza Energetica

(art.38 del RGE)

50%

40%

0%

Spese per Servizi di Consulenza Strumentali alla


realizzazione del Progetto Imprenditoriale

Servizi di consulenza
(art 18 RGE )

50%

50%

0%

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Allegato 1
3.

Si precisa che lintensit di aiuto riconoscibile ai Liberi Professionisti assimilata a quella riconoscibile
alle Imprese, effettuando, ove necessario, la verifica del rispetto dei parametri dimensionali, secondo i
quanto indicato nel Capitolo 2 del Disciplinare.

4.

Le Spese Ammissibili sono quelle riportate al Capitolo 4 del Disciplinare, limitatamente a quelle
coerenti con i Piani di Investimento o Attivit previsti dal presente Avviso, come riportate nella tabella
che segue. Si precisa che quanto previsto per il personale universitario al comma 23 del Capitolo 4, si
considera applicabile anche al personale degli OdR, qualora dal relativo CCNL non sia desumibile il
numero di ore settimanali necessario al calcolo di cui al comma 23 del medesimo Capitolo.

COMPONENTI
DEL PROGETTO
IMPRENDITORIALE
Tipologie di intervento
Classificazio
ARTICOLI
ne
RGE/
spese in
de minimis
Gecoweb
Tipologia di
Tipologia di
investispesa
mento
Terreni
Progettazione e
investimenti
materiali
internaz.zione
Progettazione e
investimenti
materiali
digitalizzazione
Progettazione e
investimenti
materiali
Eff. Energetica
Progettazione e
altri
investimenti
materiali
Investimenti
immateriali in
Investimenti
internaz.zione
materiali
Investimenti
immateriali in
digitalizzazione
Investimenti
immateriali in
eff. Energetica
Altri
Investimenti
immateriali
Investimenti
internaz.ne
leasing
Investimenti
digitalizzazione
leasing
Investimenti
eff. Energetica
leasing
Altri

A
RSI

B
RSI

Ricerca
Industr.l
e

Sviluppo
Sperim.l
e

25 5 b

25 5 c

C
RSI

D
RSI

Innov.ne Investim. Internazi


Invest.
ti
Digitalizdi
onalizz.n
Eff.za
Innov.ne
materiali
zazione
processo
e
energ.ca
PMI
/immat.li
e
organ,va
28

29

14 / 17 /
de
minims

19

18

Altre
consul.z
e
strum.li

18

10%
Strumen
-tale
a G
Strumen
-tale
a H
X

X
Strumen
-tale
a G
Strumen
-tale
a H
X
X
Strumen
-tale a
G
Strumen
-tale a
H
X
X

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Pag. 266 di 328

Allegato 1

COMPONENTI
DEL PROGETTO
IMPRENDITORIALE
Tipologie di intervento

A
RSI

B
RSI

Ricerca
Industr.l
e

Sviluppo
Sperim.l
e

A
RSI

B
RSI

Ricerca
Industr.l
e

Sviluppo
Sperim.l
e

25 5 b

25 5 c

C
RSI

D
RSI

Innov.ne Investim. Internazi


Invest.
ti
Digitalizdi
onalizz.n
Eff.za
Innov.ne
zazione
processo materiali
e
energ.ca
PMI
/immat.li
e
organ,va

K
Altre
consul.z
e
strum.li

investimenti in
leasing

COMPONENTI
DEL PROGETTO
IMPRENDITORIALE
Tipologie di intervento
Classificazio
ARTICOLI
ne
RGE/
spese in
de minimis
Gecoweb
Tipologia di
Tipologia di
investispesa
mento
Canoni leasing
su beni utilizzati
in attivit RSI
Canoni di
Godimento
affitto su beni
beni di terzi
utilizzati in
attivit RSI
Affitto stand
per fiere
Su beni
Ammortament
utilizzati in
i
attivit RSI
Costo del
Personale
personale
dipendente
dipendente
Personale
altamente
qualificato
Costo del
messo a
personale
disposizione da
NON
ODR o GI
dipendente
Consulenze a
giornata
Consulenze a
corpo
Consulenze a Spese per
corpo
brevetti e diritti
Ricerca
contrattuale

C
RSI

D
RSI

Innov.ne Investim. Internazi


Invest.
ti
Digitalizdi
onalizz.n
Eff.za
Innov.ne
materiali
zazione
processo
e
energ.ca
PMI
/immat.li
e
organ,va
28

29

14 / 17 /
de
minims

19

K
Altre
consul.z
e
strum.li

18

18

X
X

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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Allegato 1

COMPONENTI
DEL PROGETTO
IMPRENDITORIALE
Tipologie di intervento
Classificazio
ARTICOLI
ne
RGE/
spese in
de minimis
Gecoweb
Tipologia di
Tipologia di
investispesa
mento
Investimenti
materiali
Internazionaliz.
< 500
investimenti
materiali
digitalizzazione
< 500
Investimenti
materiali
Eff. Energetica
< 500
Costi di
produzione
Altri
Investimenti
materiali
< 500
Materiali e
forniture
imputabili al
progetto
(inclusi
prototipi)
Altri costi di
produzione

Costi indiretti
e altri oneri

Spese generali
forfettarie
Costo della
Fideiussione su
anticipo

A
RSI

B
RSI

Ricerca
Industr.l
e

Sviluppo
Sperim.l
e

25 5 b

25 5 c

C
RSI

D
RSI

Innov.ne Investim. Internazi


Invest.
ti
Digitalizdi
onalizz.n
Eff.za
Innov.ne
zazione
processo materiali
e
energ.ca
PMI
/immat.li
e
organ,va
28

29

14 / 17 /
de
minims

19

18

K
Altre
consul.z
e
strum.li

18

Strumen
-tale a
G
Strumen
-tale a
H
X

X
25% dei 25% dei
costi
costi
diretti
diretti
ammissib ammissib
ili
ili
X

25% dei
costi
diretti
ammissib
ili
X

Articolo 6 Termini per la presentazione delle richieste


1. La presentazione delle richieste pu avvenire nei termini di seguito indicati:

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Allegato 1
a.

per i Progetti Semplici con una procedura a sportello che prevede la verifica di ammissibilit in
ordine di arrivo delle richieste a partire dal giorno di apertura dello stesso.
I Richiedenti possono presentare richieste a partire dalle ore 12:00 del 17 gennaio 2017 fino alle
ore 12:00 del 14 marzo 2017 ovvero, se precedente, al superamento della soglia di Euro
3.000.000,00 di contributi richiesti; in tale eventualit, la Direzione Regionale competente adotta
apposito provvedimento da pubblicarsi sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio, sui siti
www.lazioeuropa.it www.regione.lazio.it e www.lazioinnova.it .

b.

per Progetti integrati con una procedura a graduatoria ed una valutazione dei progetti dopo la
chiusura del termine di presentazione delle richieste.
I Richiedenti possono presentare richieste a partire dalle ore 12:00 del 10 gennaio 2017 e fino alle
ore 12:00 del 14 febbraio 2017.

2. Le modalit di presentazione della richiesta sono disciplinate nel Capitolo 5 del Disciplinare, con le
seguenti precisazioni:
a. Nelloggetto della PEC di invio del Dossier di Richiesta di cui al punto 8 del Capitolo 5 del
Disciplinare deve essere riportata la dicitura Mobilit sostenibile ed intelligente Domanda n. .,
con indicazione del numero di protocollo assegnato automaticamente da GeCoWEB alla
finalizzazione del Formulario.
b. In aggiunta alle Dichiarazioni e a quantaltro indicato nel Disciplinare, al Formulario devono essere
allegati i documenti di seguito indicati, pena linammissibilit della richiesta:
i.

ii.

iii.

iv.
v.

per le imprese non residenti nel territorio italiano allatto di presentazione della richiesta,
documentazione che comprovi la costituzione secondo le norme di diritto civile e commerciale
vigenti nello Stato di residenza e iscrizione nel relativo Registro delle Imprese;
per le imprese prive di Sede Operativa nel territorio della regione Lazio al momento della
richiesta, o comunque in relazione alla Sede Operativa destinataria dellintervento, dichiarazione
di impegno relativo allapertura della Sede Operativa nel territorio della regione Lazio ed alla
relativa iscrizione nel Registro delle Imprese della CCIAA territorialmente competente;
in caso di Aggregazione Temporanea, copia dellatto di costituzione dellaggregazione e del
mandato collettivo speciale con rappresentanza conferita al soggetto mandatario oppure la
dichiarazione di intenti alla costituzione dellAggregazione Temporanea firmata digitalmente dai
legali rappresentanti del Capofila e di tutti gli altri Partner che costituiranno lAssociazione
Temporanea, oltre alla presa d'atto, firmata digitalmente dagli stessi soggetti, che l'eventuale
Concessione della Sovvenzione sar subordinata alla costituzione dellAssociazione
Temporanea, oltre che alla verifica dei requisiti previsti dallAvviso;
copia dello statuto degli organismi di ricerca, ad eccezione degli OdR Pubblici, qualora non
depositato presso il Registro delle imprese;
relativamente alla documentazione economica:
a. per le Imprese non obbligate alla redazione del bilancio e per i Liberi Professionisti,
copia delle ultime tre dichiarazioni dei redditi precedenti la data di presentazione della
richiesta, corredate dai relativi bilanci di verifica redatti secondo le disposizioni
normative vigenti; si precisa che per le Imprese obbligate alla redazione del bilancio, la
documentazione sar acquisita d'ufficio da Lazio Innova;
b. per le imprese che, alla data di presentazione della richiesta, non abbiano ancora chiuso
il primo bilancio, la situazione economica e patrimoniale di periodo.
c. qualora il patrimonio netto risultante dallultimo bilancio approvato non sia sufficiente
ad attestare la capacita economico-finanziaria ai sensi dellart 4 comma 3 del presente
Avviso, e lImpresa abbia effettuato una aumento di capitale sufficiente ad assolvere tale
requisito di ammissibilit, copia della delibera di aumento del capitale sociale, oppure
copia dellatto notarile di aumento del capitale depositato presso il Registro delle
imprese della CCIAA, ai sensi del Codice Civile, attestante laumento di capitale
deliberato, e limpegno vincolante alla sottoscrizione ed al relativo versamento, anche

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

Pag. 269 di 328

Allegato 1
subordinatamente alla Concessione della Sovvenzione, comunque entro la data di
sottoscrizione dellAtto di Impegno.
c. Il Richiedente potr inoltre fornire documentazione ulteriore sul Progetto Imprenditoriale, che
ritenga utile allistruttoria o alla valutazione, anche in relazione ai requisiti di priorit/premialit di
seguito indicati.
Articolo 7 Istruttoria e valutazione, Criteri di valutazione
1. Lazio Innova effettua listruttoria, secondo quanto indicato nel Capitolo 6 del Disciplinare, anche a
supporto delle valutazioni che sono espresse dalla Commissione di Valutazione (CdV).
2. La CdV nominata dallAdG ed cos composta: lAdG, che lo presiede, o suo delegato, il Direttore
Regionale allo Sviluppo Economico e Attivit Produttive, o suo delegato, oltre a tre esperti designati da
Lazio Innova.
3. La verifica del possesso del requisiti di ammissibilit, in particolare in relazione al requisito di
coerenza sar effettuata con riferimento agli aspetti indicati nei criteri di ammissibilit differenziati
per Progetti Semplici e Progetti Integrati e riportati in appendice 2 al presente Avviso.
4. La Commissione effettua la valutazione del Progetto sulla base dei criteri indicati in dettaglio nelle
griglie dei criteri di valutazione differenziate per Progetti Semplici e Progetti Integrati e riportate in
appendice 2 e 3 al presente Avviso e di seguito sintetizzati:

validit tecnica e fattibilit del progetto, articolata in:


o livello di chiarezza e dettaglio della proposta progettuale;
o qualit tecnica del progetto;
o miglioramento competitivo;

validit economico-finanziaria del progetto


o congruit e pertinenza delle spese previste in relazione ai risultati da raggiungere;
o validit economico e finanziaria;

impatto potenziale del progetto


o impatto del progetto sul mercato di riferimento, in termini di miglioramento delle
condizioni occupazionali;
o impatto del progetto sulla filiera di riferimento, in termini di diversificazione
produttiva e di mercato;
o impatto del progetto in termini di sostenibilit ambientale e miglioramento delle
performance ambientali della filiera/settore.

Inoltre, sia con riferimento alla valutazione dei Progetti Semplici che dei Progetti Integrati, saranno
presi in considerazione ai fini della quantificazione del punteggio finale alcuni requisiti specifici
(premialit), che saranno attribuiti in base alla composizione del Progetto imprenditoriale, in
relazione alle specifiche componenti:
Attivit di RS (azione 1.1.3 azione 1.1.4): (i) livello di strutturazione e validit scientifica dei
soggetti costituenti la rete di collaborazione, anche sulla base delle specifiche competenze degli
stessi e della loro valenza strategica allinterno della rete stessa;
Attivit di Digitalizzazione (azione 3.5.2): (i) Ricadute positive sulloccupazione delle imprese in
termini di acquisizione di nuove competenze nel settore dellICT o dellorganizzazione aziendale
(ii) Rilevanza della componente femminile/giovanile in termini di partecipazione finanziaria al
capitale sociale
Attivit di Internazionalizzazione (azione 3.4.1): (i) proposte progettuali rivolte ai paesi obiettivo
individuati dalla Regione (ii) livello di aggregazione tra pi soggetti per sinergie e grado di
integrazione con attivit di altri soggetti
5. La CdV verifica lammissibilit, in particolare in relazione alla presenza degli elementi di coerenza
previsti in relazione al quinto criterio di ammissibilit, relativo alla coerenza del Progetto presentato,
ed esprime la valutazione dei Progetti attribuendo giudizi in forma di punteggio in relazione ai criteri di
valutazione previsti, nonch ai criteri di priorit/premialit.

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

Pag. 270 di 328

Allegato 1
6. Al fine di rendere omogenee e trasparenti le operazioni di valutazione effettuate la CdV dovr
esprimere, per ognuno dei criteri o sub criteri, un giudizio sintetico scelto tra i seguenti giudizi
predeterminati, cui corrisponde un coefficiente matematico espresso in termini di frazione, secondo la
seguente tabella:

GIUDIZIO
Non valutabile
Inadeguato
Insufficiente
Scarso
Mediocre
Quasi sufficiente
Sufficiente
Discreto
Buono
Ottimo
Eccellente

Coefficiente
0
0,1
0,2
0,3
0,4
0,5
0,6
0,7
0,8
0,9
1

7. Il punteggio attribuito dalla CdV per ciascun criterio o sub criterio sar quindi quello risultante dal
prodotto tra il coefficiente corrispondente al giudizio assegnato (da 0 a 1) ed il massimo punteggio
attribuibile per il criterio o subcriterio. Si precisa che il punteggio ottenuto dallapplicazione della citate
formule sar arrotondato alla seconda unit decimale, in caso di presenza di decimali.
Larrotondamento avverr per eccesso nel caso in cui il terzo numero decimale sia uguale o superiore
a cinque. Nel caso contrario, si arrotonder per difetto.
8. Saranno considerati idonei i Progetti che supereranno i punteggi minimi (sbarramento) in relazione ai
singoli macrocriteri e che avranno totalizzato un punteggio complessivo pari ad almeno 60 punti.
9. Con riferimento alla finanziabilit dei Progetti ritenuti idonei, in caso di parziale finanziabilit dei
Progetti per esaurimento risorse, si precisa che:

qualora, risultino non finanziabili le spese relative a Componenti Essenziali del Progetto
Imprenditoriale risulter non finanziabile lintero Progetto Imprenditoriale.

qualora invece risultino non finanziabili le spese relative ad Altre Componenti del Progetto
Imprenditoriale, questultimo potr essere considerato finanziabile, sempre che la Commissione di
Valutazione ritenga che il Progetto Imprenditoriale resti organico e funzionale.

Qualora, in relazione ai Progetti Integrati, si verifichi un caso di ex aequo, verr data priorit al
Progetto cui stato attribuito un punteggio pi alto in relazione al criterio validit tecnica del
progetto e quindi, in caso di ulteriore ex aequo, al Progetto cui stato attribuito un punteggio
pi alto in relazione al criterio impatto potenziale del progetto.

10. Qualora in sede di istruttoria siano state considerate non ammissibili alcune voci di spesa, ne viene
data evidenza nella decisione della Commissione di Valutazione.
Articolo 8 Erogazione della Sovvenzione e rendicontazione
1. Fermo restando quanto previsto nel Capitolo 7 del Disciplinare, si disciplina quanto segue:
a. Con riferimento ai soli Progetti Integrati, il Beneficiario deve obbligatoriamente presentare
richiesta di anticipazione nella misura minima del 20% della Sovvenzione concessa, entro i tempi e

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Pag. 271 di 328

Allegato 1
con le modalit previste nel Disciplinare. fatta salva la facolt di richiedere un anticipo in misura
superiore al 20%, comunque fino ad un massimo del 40% della Sovvenzione concessa.
b. Lobbligo di cui alla precedente lettera a) sussiste anche per i Progetti Semplici limitatamente ai
Richiedenti che negli ultimi 2 anni sono stati oggetto di provvedimenti di revoca di agevolazioni
concesse a valere sul POR FESR Lazio 2007-2013 o sul POR FESR Lazio 2014-2020.
2. Fermo restando quanto previsto nel Capitolo 8 del Disciplinare, lobbligo di cui al punto 4 di detto
Capitolo limitato ai soli Progetti Integrati.

Articolo 9 - Diritto di accesso, reclami, informativa ai sensi della Legge 241/90, trasparenza e
trattamento dei dati personali
1. Il diritto di accesso di cui agli artt. 22 e seguenti della Legge 241/90 e s.m.i. viene esercitato mediante
richiesta scritta motivata, rivolgendosi a Lazio Innova S.p.A., via Marco Aurelio, 26/A 00184 Roma
con le modalit di cui allarticolo 25 della citata legge.
2. Il responsabile per le attivit delegate allOrganismo Intermedio Lazio Innova il Direttore pro
tempore di Lazio Innova S.p.A. o suo delegato. Il responsabile delladozione dei provvedimenti finali
la Direzione Regionale per lo Sviluppo Economico e le Attivit Produttive. I rispettivi nominativi sono
pubblicati sul sito web www.lazioeuropa.it.
3. Qualsiasi informazione relativa allAvviso Pubblico e agli adempimenti ad esso connessi pu essere
richiesta allOrganismo Intermedio al seguente indirizzo di posta elettronica: info@lazioinnova.it e
infobandiiprese@lazioinnova.it o al seguente numero telefonico 800989796.
4. Con riferimento al D.Lgs. n. 196/2003 Codice in materia di protezione dei dati personali e ss.mm.ii.
si fa riferimento a quanto indicato nellarticolo 13 del Disciplinare; in particolare, ai sensi dellart. 7 del
D.Lgs. 196/2003, linteressato pu esercitare i suoi diritti nei confronti del titolare del trattamento dei
dati in ogni momento, inviando una comunicazione allindirizzo di posta elettronica
incentivi@pec.lazioinnova.it.
5. Tutte le comunicazioni nei confronti dei soggetti Richiedenti/Beneficiari sono effettuate
telematicamente, ivi compresa la comunicazione degli esiti della valutazione delle Richieste. Il
Beneficiario tenuto ad utilizzare la posta elettronica certificata (PEC) per la trasmissione a Lazio
Innova di tutte le comunicazioni relative al procedimento, inviando le corrispondenze allindirizzo
indicato negli Avvisi, laddove non richiesta espressamente la trasmissione tramite sistema GeCoWEB.
6. La durata del procedimento non pu superare i termini previsti dallart. 5, comma 5, del D.Lgs. 123/98.
Articolo 10 - Rimandi al Disciplinare
1. Per quanto non previsto dal presente Avviso si rimanda al Disciplinare.

1.1.3
1.1.4
3.3.1
3.4.1
3.5.2

Supporto a soluzioni ICT nei processi produttivi delle PMI

Internazionalizzaz. delle PMI

Riposizionam. competitivo

R&S per sviluppo di tecnologie, prodotti e servizi innovativi

Sostegno alla ricerca, innov. e tr. tecn.

QUADRO FINANZIARIO
dotazione
iniziale
990.000
330.000
660.000
1.980.000
510.000
170.000
340.000
1.020.000

Riserva

Progetti Semplici

1.500.000
500.000
1.000.000
3.000.000

TOTALE
Semplici

dotazione
iniziale
1.320.000
2.640.000
990.000
330.000
5.280.000
680.000
1.360.000
510.000
170.000
2.720.000

Riserva

Progetti Integrati
TOTALE
Integrati
2.000.000
4.000.000
1.500.000
500.000
8.000.000

16

TOTALE
DOTAZIONE
INIZIALE
AVVISO
1.320.000
2.640.000
1.980.000
660.000
660.000
7.260.000

Appendice 1. QUADRO FINANZIARIO

Allegato 1

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Pag. 272 di 328

SI /NO
SI /NO

SI /NO

3. Possesso dei requisiti di ammissibilit da parte del Richiedente

4. Capacit economico-finanziaria del Richiedente

5. Coerenza:
in caso di Investimento Materiale e/o Immateriale, coerenza con le priorit della Smart Specialization Strategy (S3) e con la
strategia di sviluppo regionale
in caso di Attivit di Digitalizzazione, coerenza con l'Agenda Digitale Europea, con la Strategia Nazionale per la crescita digitale e
con l'Agenda Digitale Lazio)
in caso di Attivit di Internazionalizzazione, coerenza con la programmazione regionale settoriale (piano per
l'internazionalizzazione)

17

SI /NO

2. Completezza della richiesta di Sovvenzione

criterio on/off
SI /NO

CRITERI DI AMMISSIBILITA'

1. Correttezza delliter amministrativo di presentazione della richiesta di Sovvenzione (rispetto delle modalit e dei tempi)

PROGETTI SEMPLICI

Appendice 2. CRITERI DI AMMISSIBILITA

Allegato 1

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96


Pag. 273 di 328

SI /NO
SI /NO
SI /NO

SI /NO

2. Completezza della richiesta di Sovvenzione

3. Possesso dei requisiti di ammissibilit da parte del o dei Richiedenti

4. Capacit economico-finanziaria del o dei Richiedenti

5. Coerenza:
in caso di Attivit di R&S, operativit del progetto nelle filiere individuate dalla Smart Specialization Strategy (S3)
in caso di industrializzazione dei risultati della ricerca, coerenza con un'attivit di ricerca pre-esistente
in caso di Investimento Materiale e/o immateriale, coerenza con le priorit della Smart Specialization Strategy (S3)e con la
strategia di sviluppo regionale
in caso di Attivit di Digitalizzazione, coerenza con l'Agenda Digitale Europea, con la Strategia Nazionale per la crescita digitale
e con l'Agenda Digitale Lazio
in caso di Attivit di Internazionalizzazione, coerenza con la programmazione regionale settoriale (piano per
l'internazionalizzazione)

18

criterio on/off
SI /NO

CRITERI DI AMMISSIBILITA'

1. Correttezza delliter amministrativo di presentazione della richiesta di Sovvenzione (rispetto delle modalit e dei tempi)

PROGETTI INTEGRATI

Appendice 2. CRITERI DI AMMISSIBILITA

Allegato 1

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96


Pag. 274 di 328

Sub-criteri e parametri di valutazione

CRITERI DI SELEZIONE

alla validit degli obiettivi intermedi e finali del progetto (3.3.1) e alle modalit di
raggiungimento degli stessi (tutte le azioni)
al carattere innovativo del progetto (3.5.2)
alla capacit tecnicoscientifica-gestionale di assicurare la corretta implementazione del
progetto (da valutare sul gdl proposto) (3.3.1 e 3.5.2)

riposizionamento competitivo (innovativit dellidea in riferimento allintroduzione di


nuovi prodotti/servizi o soluzioni organizzative e produttive) (3.3.1)
espansione su altri mercati (3.4.1)
produttivit delle PMI attraverso l'adozione di nuove tecnologie (3.5.2)

Impatto del progetto sul mercato di riferimento in termini di miglioramento delle


Impatto
condizioni occupazionali
potenziale del
Impatti del progetto in termini di sostenibilit ambientale del mercato di
progetto
riferimento

alla sostenibilit, alla redditivit, alle prospettive di mercato ed al piano finanziario per la
copertura dei fabbisogni derivanti dalla realizzazione del progetto (tutte le azioni)
alla coerenza dimensionale e compatibilit degli obiettivi di mercato con la struttura
aziendale proponente e le condizioni dei mercati esteri target (3.4.1)

Congruit e pertinenza delle spese previste in relazione ai risultati da raggiungere


Validit economicofinanziaria, con specifico riferimento:

Miglioramento competitivo, valutato in relazione a:

Qualit tecnica del progetto in relazione:

con particolare riferimento alla definizione e descrizione dei seguenti aspetti: obiettivi,
attivit previste, tempi, risultati

Livello di chiarezza e dettaglio della proposta progettuale,

Validit
economica
finanziaria del
progetto

Validit
tecnica e
fattibilit del
progetto

Criterio di
valutazione

PROGETTI SEMPLICI

Materiale e/o
Immateriale

Investimento

Internazion
alizzazione

X
X

Digitalizzaz
ione

APPLICABILITA' DEL PARAMETRO DI


VALUTAZIONE

25

15

15

15

20

Punteggio
Sub-Criteri

20

30

("sbarramento")

Punteggio
minimo

PUNTEGGI

10

40

50

19

Punteggio
massimo

Appendice 3. CRITERI DI VALUTAZIONE E PREMIALITA

Allegato 1

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96


Pag. 275 di 328

Materiale e/o
Immateriale

Investimento
Internazion
alizzazione

Digitalizzaz
ione

APPLICABILITA' DEL PARAMETRO DI


VALUTAZIONE
Punteggio
Sub-Criteri

("sbarramento")

Punteggio
minimo

PUNTEGGI

Ricadute positive sulloccupazione delle imprese in termini di acquisizione di


nuove competenze nel settore dellICT o dellorganizzazione aziendale

Rilevanza della componente femminile/giovanile in termini di partecipazione


finanziaria al capitale sociale
PUNTEGGIO TOTALE

Criteri
aggiuntivi
specifici per
singola
componente

Proposte progettuali rivolte ai Paesi obiettivo individuati dalla Regione


Livello di aggregazione tra pi soggetti per sinergie e grado di integrazione con
attivit di altri soggetti
X

105

60

105

20

Punteggio
massimo

I punteggi premiali concorrono al conseguimento del punteggio minimo per l'ottenimento del finanziamento (60) e al punteggio finale, ma non hanno una soglia di sbarramento

Criterio di
priorit

CRITERI DI SELEZIONE

PROGETTI SEMPLICI (SEGUE)

Appendice 3. CRITERI DI VALUTAZIONE E PREMIALITA

Allegato 1

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96


Pag. 276 di 328

Impatto
potenziale
del progetto

Validit
economica
finanziaria
del progetto

Validit
tecnica e
fattibilit del
progetto

Criterio di
valutazione

la validit degli obiettivi intermedi e finali del progetto (3.3.1) e alle modalit di
raggiungimento degli stessi (tutte le azioni)
il carattere innovativo del progetto (3.5.2)
la capacit tecnicoscientifica-gestionale di assicurare la corretta implementazione del
progetto (da valutare sul gdl proposto) (3.3.1 e 3.5.2)
la replicabilit delle conoscenze sviluppate e dei risultati (1.1.3 / 1.1.4)
la qualit della metodologia di implementazione del progetto (1.1.3 / 1.1.4)
la capacit ed esperienza dei beneficiari di intercettare le direttrici di cambiamento
della S3 (1.1.3/1.1.4)

riposizionamento competitivo (innovativit dellidea in riferimento allintroduzione di


nuovi prodotti/servizi o soluzioni organizzative e produttive) (3.3.1)
espansione su altri mercati (3.4.1)
produttivit delle PMI attraverso l'adozione di nuove tecnologie (3.5.2)
ricadute industriali e diversificazione produttiva e di mercato (1.1.3/1.1.4)

il livello della redditivit attesa dallindustrializzazione delle attivit oggetto di ricerca


e sviluppo sperimentale (1.1.3/1.1.4)
la sostenibilit, alla redditivit, alle prospettive di mercato ed al piano finanziario per
la copertura dei fabbisogni derivanti dalla realizzazione del progetto (3.3.1, 3.4.1 e
3.5.2)
la coerenza dimensionale e compatibilit degli obiettivi di mercato con la struttura
aziendale proponente e le condizioni dei mercati esteri target (3.4.1)

Impatto del progetto sul mercato di riferimento in termini di miglioramento


delle condizioni occupazionali
Impatto del progetto sulla filiera di riferimento in termini di diversificazione
produttiva e di mercato
Impatti del progetto in termini di sostenibilit ambientale e miglioramento delle

Congruit e pertinenza delle spese previste in relazione ai risultati da


raggiungere
Validit economico-finanziaria, valutata con riferimento a:

Miglioramento competitivo, valutato in relazione a:

Livello di chiarezza e dettaglio della proposta progettuale,


con particolare riferimento alla definizione e descrizione dei seguenti aspetti:
obiettivi, attivit previste, tempi, risultati
Qualit tecnica del progetto in relazione a:

Sub-criteri e parametri di valutazione

CRITERI DI SELEZIONE

PROGETTI INTEGRATI

X
X

R&S

Materiale e/o
Immateriale

Investimento

Internazion
alizzazione

Digitalizz
azione

APPLICABILITA' DEL PARAMETRO DI


VALUTAZIONE

25

15

15

15

20

20

30

21

10

40

50

Punteggio Punteggio Punteggio


Submassimo
minimo
("sbarramento")
Criteri

PUNTEGGI

Appendice 3. CRITERI DI VALUTAZIONE E PREMIALITA

Allegato 1

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96


Pag. 277 di 328

Sub-criteri e parametri

R&S
Materiale e/o
Immateriale

Investimento
Internazion
alizzazione

Digitalizz
azione

APPLICABILITA' DEL PARAMETRO DI


VALUTAZIONE

PUNTEGGIO TOTALE

Priorit

Livello di strutturazione e validit scientifica dei soggetti costituenti


la rete di collaborazione, anche sulla base delle specifiche
competenze degli stessi e della loro valenza strategica allinterno
della rete stessa
Proposte progettuali rivolte ai Paesi obiettivo individuati dalla
Regione
Livello di aggregazione tra pi soggetti per sinergie e grado di
integrazione con attivit di altri soggetti
Ricadute positive sulloccupazione delle imprese in termini di
acquisizione di nuove competenze nel settore dellICT o
dellorganizzazione aziendale
Rilevanza della componente femminile/giovanile in termini di
partecipazione finanziaria al capitale sociale
X

105

60

22

105

Punteggio Punteggio Punteggio


Submassimo
minimo
("sbarramento")
Criteri

PUNTEGGI

Appendice 3. CRITERI DI VALUTAZIONE E PREMIALITA

I punteggi premiali concorrono al conseguimento del punteggio minimo per l'ottenimento del finanziamento (60) e al punteggio finale, ma non hanno una soglia di sbarramento

Criterio di
priorit

CRITERI DI SELEZIONE

PROGETTI INTEGRATI (segue)

performance ambientali della filiera/settore.

Allegato 1

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Allegato 2

POR FESR 2014-2020


RIPOSIZIONAMENTO COMPETITIVO - FASE II

ALLEGATI
all AVVISO n. 5 BIOEDILIZIA E SMART BUILDING

ALLEGATO A - FORMULARIO
PREMESSA
PASSO 1 Registrazione/accreditamento al sistema GeCoWEB
PASSO 2 Selezione del Formulario e maschera introduttiva
PASSO 3 Caratteristiche del soggetto richiedente
PASSO 4 Descrizione del progetto imprenditoriale (agevolabile)
PASSO 5 Spese ammissibili
PASSO 6 Allegati
PASSO 7 Finalizzazione del Formulario

ALLEGATO B DICHIARAZIONE ATTESTANTE LA CAPACIT


AMMINISTRATIVA ECONOMICO-FINANZIARIA E
RELATIVA AGLI EVENTUALI PROVVEDIMENTI DI
REVOCA

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ALLEGATO A - FORMULARIO
PREMESSA
Il presente documento, parte integrante dellAvviso, illustra il Formulario per la presentazione del Progetto
Imprenditoriale e la richiesta della Sovvenzione, da compilarsi esclusivamente tramite la piattaforma digitale
GeCoWEB.
Esso rappresenta le sezioni del Formulario ed i campi da compilare digitalmente, dando modo cos di
preparare anticipatamente il materiale da caricare, e fornendo informazioni e spiegazioni per renderne il pi
possibile semplice la corretta compilazione.
Le sezioni o le istruzioni di interesse solo in certi casi, sono colorate e segnalate. In particolare:

i testi in verde e/o segnalati da bandiere in verde, riguardano solo i Progetti Integrati,

i testi in blu scuro e/o segnalati da bandiere in blu scuro, riguardano solo i Progetti Integrati che sono
presentati da Associazioni Temporanee.

PASSO 1 Registrazione/accreditamento al sistema GeCoWEB


Anzitutto occorre procedere alla registrazione dei Richiedenti nel sistema GeCoWEB ed alla compilazione
dei relativi dati anagrafici. Nel caso di Aggregazioni Temporanee (costituite o costituende) la registrazione
deve essere fatta per tutti i Partner mentre le Aggregazioni Stabili sono equiparate ad un Richiedente singolo,
in quanto al momento della richiesta hanno rappresentanza esterna, personalit giuridica e patrimonio proprio
(ed essendo pertanto gi registrate al Registro delle Imprese).
La procedura di accesso iniziale si conclude con lattribuzione di un Codice Unico Identificativo (CUI), da
utilizzare per i successivi accessi al sistema.
I canali di accesso a GeCoWEB, anche per linserimento iniziale dei dati anagrafici, sono tre, cos definiti nella
pagina di benevenuto:
1. Accedi come Impresa: riservato a tutti i soggetti gi iscritti al Registro delle Imprese Italiano tenuto
dalle competenti CCIAA territoriali, quali a titolo indicativo: Grandi, Medie e Piccole (PMI) Imprese,
indipendentemente dalla forma giuridica (societ di capitale, di persone, ditte individuali, Consorzi o
Contratti di Rete con personalit giuridica, etc.).
2. Accedi come persona fisica o libero professionista o imprese estere che non hanno sede
in Italia: riservato, per quanto riguarda questo Avviso, ai Liberi Professionisti ed alle Imprese non
iscritte al Registrio delle Imprese italiano ma ad equivalenti di Stati membri dellUnione europea o di
Stati equiparati;
3. Accedi come Ente o Organismo di Ricerca: riservato, per quanto riguarda questo Avviso, agli
OdR (Organismi di Ricerca e Diffusione della Conoscenza) se non iscritti al Registro delle Imprese
Italiano.
Laccesso come Impresa, che richiede il possesso del token o della smart-card rilasciata dalle CCIAA,
permette il collegamento automatico al Registro delle Imprese Italiano per cui non necessario riprodurre
dati ed informazioni gi ivi registrate (ad es. poteri dei firmatari, bilanci depositati, sedi operative, oggetto
sociale, etc.). Gli altri accessi, non avendo collegamenti con analoghe banche dati pubbliche, richiedono invece
di indicare dati e informazioni e di allegare ulteriore documentazione.
Solo Aggregazioni
Temporanee

Qualora un OdR sia iscritto al Registro delle Imprese Italiano, e pertanto sia in possesso del
token o della smart-card, deve accedere come impresa, ma dovr compilare lapposita
dichiarazione (Documento 6 Allegato A al Disciplinare) al fine del riconoscimento dello status
di OdR. Un OdR che si qualifichi come tale, ancorch sia entrato in GeCoWEB tramite Accedi
come Impresa soggetto alle limitazioni previste dallAvviso e dal Disciplinare per gli OdR (in
primis, pu partecipare in qualit di Richiedente solo in Aggregazione Temporanea con Imprese,
di cui non pu essere il Capofila, e per le sole Attivit RSI in Effettiva Collaborazione).

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Solo
Aggregazioni
Temporanee

Nel caso di accesso di un OdR come Ente o Organismo di Ricerca il CUI diverso per ogni
Titolare Ente/Dipartimento (identificato informaticamente tramite il suo codice fiscale
personale, si veda la Sezione 1.1). Quindi anche se il Richiedente e Beneficiario il medesimo
(Universit, Ente di Ricerca, etc.) da un punto di vista strettamente giuridico, vanno registrate pi
anagrafiche. Ci consente di accedere al sistema, tramite diversi CUI, in ragione dei livelli di
rappresentanza, poteri e gradi di autonomia decisionale previsti dagli specifici ordinamenti interni.

Se il Richiedente gi registrato ed in possesso del CUI, lanagrafica gi presente nel sistema GeCoWEB e
non necessario ripetere il Passo 1. Tuttavia chi accede con canali diversi da Accedi come Impresa deve
verificare che i dati anagrafici siano ancora validi (es. sede, legale rappresentante, etc.) perch non sono
automaticamente aggiornati, come invece avviene mediante linteroperabilit con la banca dati del Registro
delle Imprese.
I dati anagrafici richiesti dalla Sezione 1.1 Anagrafica di GeCoWEB sono differenti per i tre canali di
accesso (Imprese, Enti e Persone fisiche) e sono i seguenti.
Sezione 1.1 - Anagrafica: IMPRESA (PMI, GI e OdR iscritto al Registro delle Imprese italiano dati gi precaricati)
Ragione sociale
Mandataria (Altro Partner non
Capofila)
Forma giuridica
Data di costituzione
Partita IVA
CUI
Indirizzo sede legale
Comune
Telefono
Sito Web
PEC
Indirizzo sede operativa nel
Lazio
Comune sede operativa

Si

No

Codice Fiscale
N. civico
Paese

Prov.( sigla)
Fax
e-mail
(solo se gi disponibile)

CAP

CAP
Prov. (sigla)

Data di apertura sede


operativa
Classificazione dimensionale

Micro Impresa

Codice ATECO 2007

Numero

Piccola Impresa

Media Impresa

Grande Impresa

Descrizione

Anno di riferimento
Fatturato anno di riferimento
Dipendenti anno di
riferimento
Legale Rappresentante

Nome ____________________________________________________
Cognome
__________________________________________________
Codice Fiscale ______________________________________________
Tipologia documento di Identit _________________________________
Rilasciato da: _______________________________________________

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N ____________ Data di rilascio ________ Data di Scadenza _________


Carica ___________________
Dati sul referente del progetto
Cognome e Nome
E-mail personale
Telefono
Fax
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Sezione 1.1 - Anagrafica: PERSONA FISICA (Libero Professionista o Imprese estere)
Ragione sociale
Mandatario (Altro Partner non
Capofila)
Forma giuridica

(Nome e cognome nel caso di Libero Professionista)


Si
No

Data di costituzione
Partita IVA
CUI
Indirizzo sede legale
Comune
Telefono
Sito Web
PEC
Indirizzo sede operativa nel
Lazio

Codice Fiscale
(nel caso di Liberi Professionisti, residenza)
Prov.( sigla)
Fax
e-mail

N. civico
Paese

CAP

Comune sede operativa

(solo se gi disponibile) (nel caso di Liberi professionisti indicare il


CAP
domicilio fiscale come risultante dalla ultima Dichiarazione di inizio
attivit, variazione dati o cessazione attivit ai fini IVA Modello
AA9/12 dellAgenzia delle Entrate)
Prov. (sigla)

Data di apertura sede


operativa
Classificazione dimensionale

Micro Impresa

Codice ATECO 2007

Numero

Piccola Impresa

Media Impresa

Grande Impresa

Descrizione

Anno di riferimento
Fatturato anno di riferimento
Dipendenti anno di
riferimento
Legale Rappresentante

Nome ____________________________________________________
Cognome __________________________________________________
Codice Fiscale ______________________________________________
Tipologia documento di Identit _________________________________
Rilasciato da: _______________________________________________

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N ____________ Data di rilascio ________ Data di Scadenza _________


Carica ___________________
Dati sul referente del progetto
Cognome e Nome
E-mail personale
Telefono
Fax
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Sezione 1.1 - Anagrafica: ORGANISMO DI RICERCA

Si
Si

TITOLARE Ente/Dipartimento
Cognome
Nome
Codice fiscale
E-mail personale
Telefono
Fax
Dati sul referente del progetto
Cognome e Nome
E-mail personale
Telefono
Fax

No
No

n. civ.
Prov. (sigla)

CAP
Paese

Solo Aggregazioni Temporanee

Denominazione Ente
Forma giuridica Ente
Ente privato
Organismo di ricerca
CUI
Codice Fiscale
Dipartimento/ufficio/area Ente
PEC
Indirizzo
Comune

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PASSO 2 Selezione del formulario e maschera introduttiva


Una volta che i Richiedenti sono registrati, questi possono aprire il Formulario vero e proprio selezionando:

5. Bioedilizie e Smart Building Semplici per presentare un Progetto Semplice (incentrato


su un Piano di Investimento Materiale e Immateriale e presentabile solo da PMI singole, ivi compresi
i Liberi Professionisti o le Aggregazioni Stabili che hanno i requisiti di PMI), oppure

5. Bioedilizie e Smart Building Integrati per presentare un Progetto


Integrato. Nel caso di Sovvenzioni richieste per Progetti da realizzare da parte di
Aggregazioni Temporanee questa operazione deve essere eseguita dal Capofila.

Solo
Progetti
Integrati

Si apre quindi la seguente maschera iniziale:


TIPOLOGIA DEL SOGGETTO RICHIEDENTE
Richiedente Singolo

SI

NO

Nel caso si sia scelto Si (anche nel caso di Aggregazioni Stabili) si presenter la scelta :
con (uno) Organismo di Ricerca

SI

NO

N.B. Va segnalato SI nel caso in cui sia previsto un fornitore del Progetto Organismo di Ricerca (cd.
ricerca contrattuale) e non quando lOrganismo di Ricerca partecipa al progetto di RSI in Effettiva
Collaborazione e pertanto anche lui richiede la Sovvenzione come possibile solo in Aggregazione
Temporanea.
Nel caso a Richiedente Singolo si sia scelto NO, si presenter la scelta:
Aggregazione Temporanea

SI

NO

Ovviamente va segnalato SI e quindi si procede a compilare le seguenti informazioni:


Nominativo Aggregazione
Soggetti componenti lAggregazione potenzialmente Beneficiari
(soggetti registrati in GeCoWEB tramite
il canale Accedi come Impresa)

N Liberi Professinisti

(soggetti registrati in GeCoWEB tramite


il canale Accedi come Persona Fisica o
libero professionista o impresa estera)

N Enti

(campo non valorizzabile)

N Organismi di Ricerca

(soggetti registrati in GeCoWEB tramite


il canale Accedi come Ente o
Organismo di Ricerca)

Dopo avere indicato il numero dei soggetti partecipanti allAgregazione Temporanea secondo le
rispettive modalit di accesso a GeCoWEB e prima di procedere a compilare le altre sezioni del
Formulario, si apre un elenco in cui vanno indicati per ciascun Partner (collegando cos i rispettivi
dati anagrafici al Progetto cui si richiede la Sovvenzione):
per le Imprese (soggetti registrati in GeCoWEB tramite il canale Accedi come Impresa) il codice
CUI ed il codice fiscale;
per i Liberi Professionisti (soggetti registrati in GeCoWEB tramite il canale Accedi come Persona
Fisica o libero professionista o impresa estera) il codice fiscale e la Partita IVA;
per gli Organismi di Ricerca (soggetti registrati in GeCoWEB tramite il canale Accedi come Ente o
Organismo di Ricerca) il codice fiscale dellOdR e quello del Titolare Ente/Dipartimento.

Solo Aggregazioni Temporanee

N Imprese

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PASSO 3 Caratteristiche del soggetto richiedente


La Sezione 1.2 - Caratteristiche del soggetto richiedente o la Sezione 1.3 Caratteristiche del soggetto
richiedente Organismo di Ricerca di GeCoWEB vanno compilate fornendo le informazioni relative ad ogni
Richiedente; nel caso di Aggregazioni Temporanee, oltre alle informazioni relative al Capofila che compila il
Formulario, dovranno essere inserite le informazioni relative ad ogni Partner, utilizzando il format appropriato
alla categoria in cui ogni Partner rientra (Impresa e Libero Professionista o Organismo di Ricerca).
E evidente che la chiarezza della descrizione delle caratteristiche del richiedente, insieme a quella del Progetto
Imprenditoriale (di cui al passo successivo), molto importante per una corretta valutazione di merito, in
particolare per quanto riguarda:

la validit tecnica ed economico-finanziaria del progetto, poich questa dipende anche dalle capacit
tecnica, organizzativa, relazionale, economico e finanziaria che i Richiedenti (ed i diversi Partner nel caso
di Aggregazioni Temporanee) apportano per il successo del Progetto;

limpatto del progetto, poich questo dipende non dai risultati astratti del Progetto ma da come questi
possano avere ricadute positive per la competitivit del Richiedente rispetto alla sua concreta situazione
di partenza (in particolare la coerenza dimensionale e la compatibilit degli obiettivi di mercato con la
struttura aziendale proponente e le condizioni dei mercati esteri target uno specifico sub-criterio del
criterio Validit economica e finanziaria per la valutazione dei Progetti Imprenditoriali che prevedno
Attivit di Internazionalizzazione).

In ciascun box sono riportate delle indicazioni per favorire la chiarezza delle descrizioni.
Sezione 1.2 - Caratteristiche del soggetto richiedente (Impresa e Libero Professionista)
1.2.1 Descrizione del soggetto richiedente
(max. 25.000 caratteri)
Descrivere (in caso di Aggregazioni, con riferimento ad ogni Partner che rientra nella categoria di Impresa e Libero
Professionista):
Attivit sviluppate dallazienda e contesto competitivo, ed elementi di correlazione con altri progetti
presentati o meno a valere su altre Misure agevolative regionali, nazionali e comunitarie;
(nel caso di Piani di Investimento Materiali e Immateriali) la capacit produttiva disponibile in termini quantitativi e
le sue principali caratteristiche qualitative;
(nel caso di Attivit RSI) progetti di RSI gi sviluppati, risultati conseguiti e spesa totale per RSI; rapporti di
collaborazione RSI con altre imprese e/o Organismi di Ricerca e/o altre Istituzioni
(nel caso di Piani di Investimento per lefficienza energetica) i consumi energetici attuali suddivisi per fonti
(elettricit, combustibili, autoproduzione, etc.) ed impieghi (forza motrice, riscaldamento, etc.) e in termini
fisici (kWh, Mc gas, tons. combustibili) e monetari (Euro)
(nel caso di Attivit di Digitalizzazione) descrivere le dotazioni informatiche e telematiche presenti in azienda
mettendo in evidenza le iniziative implementate negli ultimi tre anni.
(nel caso di Attivit di internazionalizzazione) il fatturato (ed eventualmente gli ordini) derivante da esportazioni
ed i mercati esteri in cui si presenti con relative modalit; rapporti di collaborazione per
linternazionalizzazione con altre imprese e/o altre Istituzioni.

1.2.2 Descrizione della struttura organizzativa del soggetto richiedente


(max 20.000 caratteri)
Descrivere (in caso di Aggregazioni, con riferimento ad ogni Partner che rientra nella categoria di Impresa e Libero
Professionista):
struttura organizzativa generale dellimpresa;
numero di addetti e qualifiche per reparti o unit organizzative.
(nel caso di Digitalizzazione e per lattribuzione del punteggio premiale) indicare la compagine sociale in termini di
quote e valore delle stesse con riferimento alla componenete femminile o giovanile.(nel caso di persona fisica)
persone con et inferiore ai 35 anni (nel caso di Imprese) ditte individuali con titolare giovane o donna o
societ la cui maggioranza dei soci e degli amministratori sia giovane o donna.

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1.2.3 Descrizione delle competenze nel settore specifico del soggetto richiedente
(max 20.000 caratteri)
Descrivere (in caso di Aggregazioni, con riferimento ad ogni Partner che rientra nella categoria di Impresa e Libero
Professionista):
know-how aziendale nel settore specifico del progetto e relativi eventuali diritti di privativa industriale
(brevetti, marchi, licenze, etc.).
il gruppo di ricerca/lavoro impiegato nel progetto inclusi i fornitori qualificati eventualmente coinvolti
(progettisti, consulenti esperti, imprese partner ove non gi coinvolte nellAggregazione Temporanea, etc.);
profilo professionale e competenze del Capo Progetto.

1.2.4 Ruolo Operativo allinterno del Progetto e relativi investimenti effettuati


(max 20.000 caratteri)
Descrivere (in caso di Aggregazioni, con riferimento ad ogni Partner che rientra nella categoria di Impresa e Libero
Professionista):
il ruolo del Richiedente allinterno del progetto, il relativo contributo finanziario allo stesso e le ricadute
attese per il miglioramento del proprio posizionamento competitivo (aumento delle quantit vendute, dei
prezzi o riduzione dei costi) per effetto degli obiettivi del progetto;
gli specifici investimenti o costi da sostenersi da parte del Richiedente con elementi per determinare la loro
pertinenza e congruit, eventuali altre azioni della propria Strategia Competiviva (anche non oggetto di
richiesta di Sovvenzione) sinergiche per il raggiungimento dei risultati attesi;
redditivit, livelli occupazionali ed impatti ambientali attesi dal progetto;
(nel caso di Piani di Investimento Materiali e Immateriali) la capacit produttiva incrementale in termini
quantitativi e le principali modifiche qualitative;
(nel caso di Attivit RSI) i vantaggi competitivi acquisiti attraverso lo sviluppo del know-how derivanti dal
progetto e gli eventuali connessi diritti di privativa industriale;
(nel caso di Piani di Investimento per lefficienza energetica) la riduzione dei consumi energetici a parit di
produzione rispetto la preesistente;
(nel caso di Attivit di internazionalizzazione) i mercati esteri in cui si conta di penetrare o aumentare la propria
presenza ed i relativi fatturati (ordini) incrementali attesi.

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Sezione 1.3 - Caratteristiche del soggetto richiedente Organismo di Ricerca
(se presente)

Descrivere (con riferimento ad ogni OdR, in caso di presenza di pi di un OdR nellAggregazione):


organizzazione e principali linee di attivit sviluppate;
know-how scientifico dellunit di ricerca coinvolta;
pubblicazioni dellunit di ricerca nel settore specifico negli ultimi 5 anni ed eventuali diritti di
privativa industriale.

Aggregazioni Temporanee

1.3.1 Caratteristiche dellOrganismo di Ricerca


(max 25.000 caratteri)

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1.3.2 Responsabile Scientifico


(max 10.000 caratteri)
Descrivere (con riferimento ad ogni OdR, in caso di presenza di pi di un OdR nellAggregazione):
sintetico profilo professionale e competenze specifiche nel settore del progetto con relative
pubblicazioni e/o diritti di privativa industriale.

Descrivere (con riferimento ad ogni OdR, in caso di presenza di pi di un OdR nellAggregazione):


grado di coinvolgimento in reti di cooperazione scientifica nazionali e/o internazionali;
rapporti di collaborazione preesistenti tra organismo di ricerca e soggetto richiedente.

1.3.4 Brevetti e Pubblicazioni


(da utilizzare per descrivere i risultati attesi di interesse per le finalit istituzionali dellOdR)
(max 20.000 caratteri)

Aggregazioni Temporanee

1.3.3 Rapporti di cooperazione scientifica


(max 20.000 caratteri)

Descrivere (con riferimento ad ogni OdR, in caso di presenza di pi di un OdR nellAggregazione):


i risultati attesi dal rapporto di collaborazione effettiva con le imprese nel Progetto RSI rispetto
le proprie finalit istituzionali, quali a titolo di esempio pubblicazioni, diritti di privativa
industriale o altri vantaggi in termini di know-how acquisito per successivi progetti di ricerca o
attivit didattiche.

PASSO 4 Descrizione del Progetto Imprenditoriale (agevolabile)


La Sezione 2 Progetto Agevolabile e la Sezione 3 Caratteristiche del Progetto di GeCoWEB vanno
compilate per ogni Progetto, quindi una volta sola sia nel caso di Richiedenti singoli che di Aggregazioni
Temporanee (da parte del Capofila), utilizzando i box disponibili di seguito riportati.
E evidente che la chiarezza della descrizione del Progetto Imprenditoriale e delle sue componenti (Piani di
Investimento o Attivit), molto importante per valutare sia la congruit e pertinenza delle corrispondenti
spese su cui richiesta la Sovvenzione che per la valutazione di merito del Progetto stesso.
In ciascun box sono riportate delle indicazioni per favorire la chiarezza delle descrizioni indicando i punti
dove ci si attende vengano fornite le informazioni pertinenti per ciascuno dei criteri di selezione previsti
dallAvviso.
Sezione 2 - Progetto Agevolabile
Titolo del Progetto ________________________________________________________________
Eventuale Acronimo ________________________________________________________________
Durata del Progetto ________________________________________________________________

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Descrizione sintetica del Progetto


(max 1.000 caratteri)
N.B. Le informazioni contenute nel box sottostante saranno rese pubbliche ai sensi del art. 27 D.lgs. 33/2013
Descrivere:
idea progettuale;
obiettivi concreti e specifici che si intendono perseguire attraverso la realizzazione del progetto;
(nel caso di Aggregazioni Temporanee) lelenco dei partners con relativa quota di partecipazione al Progetto.

Sezione 3.1 - Caratteristiche del Progetto


3.1.1 Descrizione del Programma di Investimento
(max 25.000 caratteri)
Descrizione del Progetto, finalizzata in particolare ad identificare la coerenza (5 criterio di ammissibilit) del
Progetto con:
la Smart Specialisation Strategy Regionale (nel caso di Piani di Investimento Materiali e Immateriali e di Attivit RSI)
unattivit di ricerca pre-esistente (nel caso di industrializzazione dei risultati della ricerca)
il Piano regionale per linternazionalizzazione (nel caso di Internazionalizzazione)
LAgenda Digitale Europea, con la Startegia Nazionale per la crescita digitale e con LAgenda Digitale Lazio (nel
caso di Attivit di Digitalizzazione)
nonch ad assegnare gli eventuali punteggi prioritari:

(nel caso di Attivit RSI) il livello di strutturazione e validit scientifica dei soggetti costituenti la rete di
collaborazione, anche sulla base delle specifiche competenze degli stessi e della loro valenza strategica
allinterno della rete stessa;
(nel caso di Attivit di internazionalizzazione) il livello di aggregazione dei richiedenti, il grado di integrazione con
altri soggetti.
(nel caso di Attivit di Digitalizzazione) Ricadute positive sulloccupazione delle imprese in termini di acquisizione
di nuove competenze nel settore dellICT o dellOrganizzazione aziendale.

3.1.2 Potenzialit del mercato di riferimento


(max 20.000 caratteri)
Descrivere gli elementi necessari ad esprimere la valutazione sul criterio Impatto potenziale del Progetto, con
particolare riferimento a:
impatto del progetto sul mercato di riferimento in termini di miglioramento delle condizioni occupazionali;
impatto del Progetto sulla filiera di riferimento in termini di diversificazione produttiva e di posizionamento sui
mercati;
impatto del Progetto in termini di sostenibilit ambientale e miglioramento delle performance ambientali della
filiere/settore.

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3.1.3 Caratteristiche del Progetto


(max 20.000 caratteri)
Descrivere gli elementi necessari ad esprimere la valutazione sul criterio Validit tecnica e livello di fattibilit del
Progetto, in termini di chiarezza e dettaglio della proposta progettuale
gli obiettivi finali ed intermedi del progetto;
al carattere innovativo del Progetto con evidenza di quello relativo allatttivit di Digitalizzazione;
le modalit per il raggiungimento degli obiettivi e la metodologia di implementazione del progetto;
le attivit previste;
i tempi di realizzazione:
i risultati del progetto, anche in termini di replicabilit delle conoscenze sviluppate;
il gruppo di ricerca/lavoro impiegato nel progetto inclusi i fornitori qualificati eventualmente coinvolti (progettisti,
consulenti esperti, imprese partner ove non gi coinvolte nellAggregazione Temporanea, etc.);
profilo professionale e competenze del Capo Progetto.
Descrivere gli elementi a supporto della validit tecnica e fattibilit del progetto descrivendo in particolare:
le modalit e le metodologie che assicurano di raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali del progetto che si
intendono raggiungere,
(nel caso di Piani di Investimento Materiale e/o Immateriale) le ricadute in termini di miglioramento del
posizionamento competitivo per effetto dellinnovativit dellidea in riferimento allintroduzione di nuovi
prodotti/servizi o soluzioni organizzative e produttive; le capacit tecnico, scientifiche e gestionali necessarie per
una corretta implementazione del Piano di Investimento;
(nel caso di Attivit RSI) le ricadute in termini di miglioramento del posizionamento competitivo per effetto delle
ricadute industriali e della diversificazione produttiva e di mercato attesa dallAttivit RSI; la replicabilit delle
conoscenze sviluppate e dei risultati attesi dallAttivit RSI; la capacit ed esperienza dei Richiedenti di
intercettare le direttrici di cambiamento della S3;
(nel caso di Attivit di Digitalizzazione) laumento della produttivit aziendale attraverso ladozione delle soluzioni e
delle tecnologie digitali previste dal progetto;
(nel caso di Attivit di internazionalizzazione) le ricadute in termini di miglioramento competitivo per effetto della
espansione su altri mercati.

3.1.4 Descrizione degli investimenti


(max 20.000 caratteri)
Descrivere per ciascun Piano di Investimento o Attivit previsto nel Progetto Imprenditoriale larticolazione delle
Spese Ammissibili previste fornendo gli elementi necessari per valutare:
la
pertinenza delle
spese previste in relazione alle attivit previste ed ai risultati da raggiungere;
3.1.6
Tempistica
di realizzazione
la congruit delle spese previste rispetto i prezzi di mercato ed alle possibili soluzioni alternative.

3.1.5
Obiettivi Economici del Progetto
Tali elementi saranno utilizzati per la valutazione del sub criterio 1 del criterio Validit economico-finanziaria,
(max
10.000 caratteri)
insieme ai corrispondenti
obiettivi Economici (box 3.1.5).

3.1.6 Tempistica di realizzazione


Descrivere gli elementi economici del Progetto e le relative proiezioni economico-finanziarie a supporto della sua
sostenibilit, in particolare le potenzialit del mercato di riferimento, la copertura finanziaria del progetto e quindi il
livello di redditivit attesa del Piano di Investimento o dallAttivit di Internazionalizzazione, ovvero
dallindustrializzazione dei risultati della Attivit RSI (da raccordare nel caso di Aggregazioni Temporanee con i
risultati attesi in termini di redditivit per ogni singolo partner impresa, descritti nei box 1.2.4 e 1.3.4).
Tali elementi saranno utilizzati per la valutazione del criterio Validit economico-finanziaria del Progetto, anche in
raccordo con la pertinenza e congruit delle spese previste (box 3.1.4)

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PASSO 5 Spese Ammissibili


La Sezione 4 Spese Ammissibili di GeCoWEB va compilata per ogni Progetto, quindi una volta sola sia
nel caso di Richiedenti singoli che di Aggregazioni Temporanee. Si prevede vengano compilate delle tabelle
ed allegati i relativi preventivi o altri documenti assimilabili rilevanti.
Le tabelle sono in parte sempre uguali per qualsiasi tipologia di spesa ammissibile ed in parte diverse in quanto
richiedono le diverse informazioni rilevanti per la specifica tipologia di spesa ammissibile.
La parte sempre uguale composta da sei colonne e consente di selezionare solo valori predefiniti:
a

Azienda

Tipologia
Intervento

Tipologia
Investimento

Spesa
Ammissibile

Attivit
(campo vuoto)

Regolamento

a.

Azienda: per i richiedenti singoli il campo Azienda prevede solo il nominativo del Richiedente
e quindi non va effettuata alcuna scelta. Nel caso delle Aggregazioni Temporanee consente invece
al Capofila (che si occupa della compilazione di questa sezione del Formulario), di attribuire la spesa
ammissibile al Partner che la sosterr (a cui sar intestata la fattura o documento equivalente e che
effettuer il pagamento).

b. Tipologia di Intervento: sono i Piani di Investimento o Attivit previsti dallAvviso, ovvero:


A Progetti RSI (Ricerca industriale);
B Progetti RSI (Sviluppo sperimentale);
C Innovazione PMI;
D - Innovazione di processo ed organizzativa;
F Investimenti Materiali ed Immateriali;
G Attivit per lInternazionalizzazione (per la parte riguardante la partecipazione a fiere);
H Attivit di Digitalizzazione;
I Investimenti in Efficienza Energetica;
K Servizi di Consulenza Strumentali.
c.

Tipologia di Investimento: sono le macro tipologie di spesa previste dalla classificazione


GeCoWEB (es. Costo del personale dipendente, Ammortamenti, etc.);

d. Spesa Ammissibile: sono le sottovoci di spesa previste dalla classificazione GeCoWEB per
ogni Tipologia di Investimento, in coerenza con le Spese Ammissibili previste nel Capitolo 4 del
Disciplinare1;
e. Attivit: campo non valorizzato;
f.

Regolamento: larticolo del Regolamento Generale di Esenzione (RGE) o il De Minimis che


indica lintensit di aiuto (rapporto tra Sovvenzione e spese ammissibili).

Le colonne successive sono in numero variabile, dipendono dalla Tipologia di Investimento selezionata e
devono essere compilate con i dati opportuni.
Al fine di guidare la compilazione del Formulario affinch vengano attribuite correttamente le Spese
Ammissibili che compongono il Progetto Imprenditoriale alla relativa Tipologia di Intervento, si riporta
preliminarmente una classificazione delle Spese Ammissibili per le singole Tipologie di Intervento, con
evidenza delle relative Tipologie di Investimento in cui sono raggruppate nel sistema GeCoWEB.
In coerenza con lo schema previsto allart. 5 comma 4 dellAvviso Pubblico, per ciascuna Tipologia di
Intervento indicata nel sistema GeCoWEB, che corrisponde ad un Piano di Investimento/Attivit di cui pu
1

Disciplinare di partecipazione agli Avvisi Sostegno al riposizionamento competitivo dei sistemi imprenditoriali
territoriali, pubblicato sul BURL n. 62 del 04/08/2016

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

Pag. 291 di 328

essere composto il Progetto Imprenditoriale, si elencano le Tipologie di Investimento, il riferimento al


Disciplinare e le Spese Ammissibili.
Si suggerisce di procedere al caricamento delle informazioni relative alle Spese Ammissibili seguendo la
classificazione guidata sotto riportata. In questo modo il Richiedente che ha scelto solo una o alcune
Tipologia di Intervento (ossia Piani di Investimento/Attivit) previste dallAvviso, potr seguire solo le
istruzioni pertinenti e selezionare e caricare solo le corrispondenti Tipologie di Investimento e le relative
Spese Ammissibili, di cui vengono inoltre riportati i riferimenti alle intensit di aiuto richiedibili
(Regolamento) ed i riferimenti al Disciplinare.
Per ciascuna Tipologia di Intervento si riportano di seguito i campi appropriati secondo il seguente schema:
Tipologia Intervento

Regolamento

Rif. Disciplinare

E quindi la rappresentazione delle spese GeCoWEB:

TIPOLOGIE DI INVESTIMENTO riferimento Disciplinare


- relative Spese Ammissibili
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Tipologia Intervento
(A1) Ricerca Industriale
(A2) Ricerca Industriale in
Effettiva Collaborazione

Regolamento
Art 25 RGE 5b
Art 25 RGE 5b e 6b

Rif. Disciplinare
Capitolo 4 paragrafo 4.3

COSTO PER IL PERSONALE DIPENDENTE - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera


a. del Disciplinare
- Personale dipendente

AMMORTAMENTI Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera b. del Disciplinare


- Ammortamenti su beni utilizzati in RSI

COSTI PER IL GODIMENTO BENI DI TERZI - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera
b. del Disciplinare
- Canoni in Leasing su beni utilizzati in attivit di RSI
- Canoni di Affitto su beni utilizzati in attivit di RSI

COSTO PER IL PERSONALE NON DIPENDENTE Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17


lettera c. del Disciplinare
- Personale altamente qualificato messo a disposizione di OdR o GI
- Consulenze a giornata

SERVIZI DI CONSULENZA A CORPO - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera c. del


Disciplinare
- Consulenze a corpo
- Spese per brevetti e diritti
- Ricerca Contrattuale

COSTI DI PRODUZIONE - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera d. del Disciplinare


- Materiali e Forniture imputabili al progetto (inclusi i prototipi)

COSTI INDIRETTI E ALTRI ONERI - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera e. del
Disciplinare
- Spese generali forfettarie
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Solo Progetti Integrati

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Tipologia Intervento
(B1) Sviluppo Sperimentale
(B2) Sviluppo Sperimentale
in Effettiva Collaborazione

Regolamento
Art 25 RGE 5c
Art 25 RGE 5c e 6b

Rif. Disciplinare
Capitolo 4 paragrafo 4.3

COSTO PER IL PERSONALE DIPENDENTE - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera


a. del Disciplinare
- Personale dipendente

AMMORTAMENTI Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera b. del Disciplinare


- Ammortamenti su beni utilizzati in RSI

COSTI PER IL GODIMENTO BENI DI TERZI - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera
b. del Disciplinare
- Canoni in Leasing su beni utilizzati in attivit di RSI
- Canoni di Affitto su beni utilizzati in attivit di RSI

COSTO DEL PERSONALE NON DIPENDENTE Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17


lettera c. del Disciplinare
- Personale altamente qualificato messo a disposizione di OdR o GI
- Consulenze a giornata

SERVIZI DI CONSULENZE A CORPO - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera c. del


Disciplinare
- Consulenze a corpo
- Spese per brevetti e diritti
- Ricerca Contrattuale

COSTI DELLA PRODUZIONE - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera d. del


Disciplinare
- Materiali e Forniture imputabili al progetto (inclusi i prototipi)

COSTI INDIRETTI E ALTRI ONERI - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera e. del
Disciplinare
- Spese generali forfettarie
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Tipologia Intervento
(C) Innovazione PMI

Regolamento
Art 28 RGE

Rif. Disciplinare
Capitolo 4 paragrafo 4.3

COSTI PER IL GODIMENTO BENI DI TERZI - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 19 lettera
c. del Disciplinare
- Canoni di Affitto su beni utilizzati in attivit di RSI

COSTO PER IL PERSONALE NON DIPENDENTE Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 19


lettera b. del Disciplinare
- Personale altamente qualificato messo a disposizione di OdR o GI
- Consulenze a giornata

SERVIZI DI CONSULENZA A CORPO - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 19 lettera c. del


Disciplinare
- Consulenze a corpo

SERVIZI DI CONSULENZA A CORPO - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 19 lettera a. del


Disciplinare
- Spese per brevetti e diritti
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Pag. 292 di 328

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Tipologia Intervento
(D) Innovazione di Processo
o Organizzativa

Regolamento

Rif. Disciplinare

Art 29 RGE

Capitolo 4 paragrafo 4.3

COSTO PER IL PERSONALE DIPENDENTE - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera


a. del Disciplinare
- Personale dipendente

AMMORTAMENTI Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera b. del Disciplinare


- Ammortamenti su beni utilizzati in RSI

COSTO PER GODIMENTO BENI DI TERZI - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera
b. del Disciplinare
- Canoni in Leasing su beni utilizzati in attivit di RSI
- Canoni di Affitto su beni utilizzati in attivit di RSI

COSTO PER IL PERSONALE NON DIPENDENTE Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17


lettera c. del Disciplinare
- Personale altamente qualificato messo a disposizione di OdR o GI
- Consulenze a giornata

SERVIZI DI CONSULENZA A CORPO - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera c. del


Disciplinare
- Consulenze a corpo
- Spese per brevetti e diritti
- Ricerca Contrattuale

COSTI DELLA PRODUZIONE - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera d. del


Disciplinare
- Materiali e Forniture imputabili al progetto (inclusi i prototipi)

COSTI INDIRETTI E ALTRI ONERI - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 17 lettera e. del
Disciplinare
- Spese generali forfettarie

Solo Progetti Integrati

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. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Tipologia Intervento
Regolamento
Rif. Disciplinare
(F) Investimenti Materiali o
Art 14 o 17 del RGE,
Capitolo 4 paragrafo 4.2
Immateriali
o de minimis
NB: la classificazione tiene conto se gli investimenti sono finalizzati al riposizionamento competitivo ex
attivit 3.3.1 o sono relativi ad una Attivit di Internazionalizzazione ex attivit 3.4.1e di Digitalizzazione
ex attivit 3.5.2

INVESTIMENTI MATERIALI - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera a. del Disciplinare


- Terreni

INVESTIMENTI MATERIALI - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera b. d. (parte materiale) f.


(progettazione)
- Progettazione e Investimenti Materiali Internazionalizzazione

INVESTIMENTI MATERIALI - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 12 lettera b. punto ii)


- Progettazione e Investimenti Materiali Digitalizzazione

INVESTIMENTI MATERIALI - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera b. d. (parte materiale) ed


f. (progettazione)
- Progettazione e Investimenti Materiali diversi

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INVESTIMENTI MATERIALI - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera) e.


- Opere Murarie e Lavori Edili

INVESTIMENTI IMMATERIALI Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera c. d. (parte


immateriale) ed f. (progettazione)
- Investimenti Immateriali in internazionalizzazione

INVESTIMENTI IMMATERIALI Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 12 lettera b. punto i)


- Investimenti Immateriali in Digitalizzazione

INVESTIMENTI IMMATERIALI - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera b. d. (parte materiale


immateriale) ed f.
- Investimenti Immateriali diversi da Internazionalizzazione

INVESTIMENTI IN LEASING - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera b. d. (parte materiale)


ed f.
- Investimenti Internazionalizzazione Leasing

INVESTIMENTI IN LEASING - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 12 lettera b. punto ii).


- Investimenti digitalizzazione in Leasing

INVESTIMENTI IN LEASING - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera b. d. (parte materiale)


ed f.
- Altri Investimenti in Leasing

COSTI DELLA PRODUZIONE - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera b. d.


- Investimenti Materiali internazionalizzazione < 500

COSTI DELLA PRODUZIONE - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera b. d. e. ed f.


- Altri Investimenti materiali < 500
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Tipologia Intervento
(G) Internazionalizzazione partecipazione a fiere

Regolamento

Rif. Disciplinare

Art 19 del RGE

Capitolo 4 paragrafo 4.3

COSTI PER IL GODIMENTO BENI DI TERZI - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 20


- Affitto Stand per Fiere

COSTI DELLA PRODUZIONE Capitolo 4 paragrafo 4.3 punto 20


- Materiali e Forniture Imputabili al progetto
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Allegato 2

Tipologia Intervento
(H) Digitalizzazione

Regolamento
Art 18 del RGE

Rif. Disciplinare
Capitolo 4 paragrafo 4.3

COSTO DEL PERSONALE NON DIPENDENTE - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 21


- Consulenze a giornata

SERVIZI DI CONSULENZA A CORPO - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 21


- Consulenze a corpo

COSTI DELLA PRODUZIONE - Capitolo 4 Paragrafo 4.3 punto 21


- Altri costi di produzione

Tipologia Intervento
(I) Investimenti in efficienza
energetica

Regolamento
Art 38 del RGE

Rif. Disciplinare
Capitolo 4 paragrafo 4.2 ed
Appendice 2

INVESTIMENTI MATERIALI - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera b. d. (parte materiale) e. ed


f. (progettazione) in coerenza con quanto previsto dalla singole schede dellAppendice 2 nella sezione
Caratteristiche tecniche
- Progettazione e Investimenti Materiali in Efficienza energetica

INVESTIMENTI IMMATERIALI - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera b. d. (parte materiale


immateriale) ed f. in coerenza con quanto previsto dalla singole schede dellAppendice 2 nella sezione
Caratteristiche tecniche
- Investimenti Immateriali diversi in Efficienza energetica

INVESTIMENTI IN LEASING - Capitolo 4 Paragrafo 4.2 punto 11 lettera b. d. (parte materiale) ed f.


in coerenza con quanto previsto dalla singole schede dellAppendice 2 nella sezione Caratteristiche
tecniche
- Investimenti Efficienza Energetica in Leasing
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Regolamento

Rif. Disciplinare

Art 18 del RGE

Capitolo 4 paragrafo 4.4

COSTO PER IL PERSONALE NON DIPENDENTE - Capitolo 4 Paragrafo 4.4 punto 25


e 26
- Consulenza a giornata internazionalizzazione
- Consulenza a giornata riposizionamento competitivo

SERVIZI DI CONSULENZA A CORPO Capitolo 4 paragrafo 4.4 punto 25 e 26


- Servizi di Consulenza internazionalizzazione
- Servizi di Consulenza riposizionamento competitivo
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Dopo avere individuato per le Tipologie di Investimento inerenti il Progetto e le Spese Ammissibili
relative alle diverse Tipologie di Intervento, si procede quindi alla selezione di valori predefiniti delle prime
sei colonne, appropriati rispetto il Progetto.
I campi delle successive colonne, come anticipato, sono invece editabili con testo, numeri o importi (come
facilmente intuibile dai titoli) e si differenziano per ogni Tipologia di Investimento, come di seguito
rappresentato:
Investimenti Materiali ed Immateriali
Descrizione del Bene da acquistare

Costo imputabile al progetto

Solo Progetti Integrati

Tipologia Intervento
(K) Altre consulenze
Strumentali

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Solo Progetti Integrati

Investimenti in Leasing
Descrizione
bene

Costo del
bene

Maxicanone

Importo
canone
mensile

Num. Mesi
di utilizzo

Costo
imputabile al
progetto

Costi della Produzione (per i Progetti semplici solo: (i) investimenti < 500 Euro o (ii) materiali e forniture imputabili a G
Attivit di Internazionalizzazione parte partecipazione a fiere)
Descrizione del Bene acquistato

Costo imputabile al progetto

Costi indiretti e altri Oneri (per i Progetti Semplici solo premio per la fidejussione a garanzia dellanticipo)
Descrizione

Costo imputabile al progetto

Costo per Godimento beni di Terzi (per i Progetti Semplici solo affitti spazi fieristici per G - Attivit di
Internazionalizzazione parte partecipazione a fiere)
Descrizione del Bene da acquistare

Costo

Ammortamenti
Descrizione del Bene

Quota di Ammortamento

N mesi di utilizzo

Costo imputabile al
progetto

Nominativo Personale dipendente

Qualifica

Costo Unitario

N ore

Tot. Costo

Costo Unitario

N ore

Tot. Costo

Costo per il Personale non Dipendente


Nominativo Personale non dipendente

Qualifica

Servizi di Consulenza a corpo


Descrizione

Nominativo

Costo

PASSO 6 Allegati
Al formulario dovr essere allegata, in formato *.pdf o immagine, la seguente documentazione:
A. Documentazione Amministrativa:

Solo Progetti Integrati

Costo per il Personale Dipendente

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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Dichiarazione relativa al conflitto di interessi e clausola anti-pantouflage (per tutti i soggetti facenti
parte dellAggregazione Temporanea), secondo il format del Documento 4 dellAllegato A al
Disciplinare;

Dichiarazione relativa alle dimensioni di impresa e agli Aiuti, secondo il format del Documento 5
dellAllegato A al Disciplinare;

Dichiarazione attestante capacit amministrativa economico-finanziaria secondo il format di cui


allAllegato B;

Proiezioni economico-finanziarie di cui al box 3.1.5 Obiettivi economici del Progetto.

E, ove pertinente:

(nel caso di OdR iscritti al Registro delle Imprese Italiano) Dichiarazione attestante il possesso di
requisiti di OdR con allegato Statuto; secondo il format del Documento 6 dellAllegato A al
Disciplinare;

(nel caso di richiesta di Aiuti De Minimis, per le Imprese eventualmente indicate nella sezione B1 del
Documento 5) Dichiarazione sugli Aiuti De Minimis delle altre Imprese facenti parte dellImpresa
Unica una per ogni Impresa; secondo il format del Documento 7 dellAllegato A al Disciplinare;

(nel caso di Liberi Professionisti) lultima Dichiarazione di inizio attivit, variazione dati o cessazione
attivit ai fini IVA (Modello AA9/12) resa allAgenzia delle Entrate;

(nel caso di persone giuridiche non iscritte al Registro delle Imprese Italiano, quali ad esempio imprese
straniere e OdR), Documentazione attestante il potere del firmatario di impegnare legalmente la
persona giuridica per la quale resa la dichiarazione attestante i poteri di firma del sottoscrittore
della Domanda o della Dichiarazione/i.

B. Documentazione Tecnica:
(per i soggetti che non depositano i bilanci presso il Registro delle Imprese italiano divcersi dagli OdR Pubblici)
copia degli ultimi 2 Modelli Unici di Dichiarazione dei Redditi con allegate Dichiarazione IVA;
(nel caso di Piani di Investimento Materiali ed Immateriali che prevedono lacquisizione di terreni) contratto
anche preliminare e perizia giurata di stima, redatta da soggetti iscritti all'albo degli ingegneri o degli
architetti o dei geometri o dei dottori agronomi o dei periti agrari o dei periti industriali edili, che
attesti il valore di mercato del terreno;
(nel caso di Piani di Investimento Materiali ed Immateriali che prevedono lavori edili o assimilabili) computo
metrico estimativo e relazione, resa da Tecnico Abilitato, circa la cantierabilit degli stessi;
(nel caso degli investimenti di cui ai punti 4.13.a.i Investimenti standardizzati in beni o impianti per il
risparmio energetico e 4.13.a.ii .. che producono un risparmio energetico di almeno il 10%.. del
Disciplinare) la documentazione specifica prevista nellAppendice 2 del Disciplinare medesimo;
(per le spese di personale dipendente o assimilabile, impiegato nei Progetti RSI e nellAttivit di Innovazione
dellOrganizzazione e dei processi lettere A, B e D; artt. 25 e 29 del RGE) il curriculum vitae e lultima busta
paga o, per il personale da assumere, il profilo delle competenze e della esperienza ed il livello di
remunerazione previsto;

(per le spese di consulenza o i servizi ed inclusa la ricerca contrattuale):


o

il curriculum vitae con in evidenza le attivit svolte maggiormente attinenti allincarico negli ultimi
5 anni. Nel caso di incarichi conferiti a persone giuridiche e che prevedono numerose risorse
professionali coinvolte o servizi standard, possono essere prodotti i soli curriculum vitae dei
responsabili della commessa e delle altre principali figure previste ma, cos come nel caso di

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 96

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servizi standard (certificazioni, servizi di laboratorio, tarature, ecc.), vanno prodotte le referenze
ed una descrizione dellorganizzazione (cd. company profile recante numero di addetti, fatturato
specifico, dotazioni tecniche se rilevanti, etc.);
o

preventivi dettagliati di spesa con la specifica, nel caso di consulenze a giornata, delle figure
professionali che svolgeranno la consulenza, relativi ruoli e impegno temporale previsto.

(nel caso di Investimenti Immateriali e software acquistati da terzi) perizie di stima redatte da tecnici
qualificati contenenti tutti gli elementi che hanno condotto a tale stime;

(nei casi diversi da quelli precedenti) preventivi di spesa, ove i prezzi o le tariffe unitarie non possono
essere facilmente desunti da listini o prezziari pubblicati su internet.

PASSO 7 Finalizzazione del Formulario


Il sistema GeCoWEB consente di visualizzare, salvare, verificare e modificare quanto inserito (compresi gli
allegati) fino alla finalizzazione del Formulario (pulsante Finalizza).
Con il comando Finalizza il Formulario (e quindi il Progetto per il quale richiesta la
Sovvenzione) non pi modificabile: viene prodotto il numero e la data di protocollo, e il sistema
produce la documentazione autocoposta da inviare via PEC entro 10 giorni (Dossier di Richiesta), secondo
quanto previsto nellAllegato A al Disciplinare.
Nel caso la richiesta riguardi una Aggregazione Temporanea il numero e la data di protocollo e la
documentazione da inviare via PEC entro 10 giorni, resa disponibile al Capofila.
Con il codice CUI acquisito si potr continuare ad accedere al sistema per monitorare lo stato della
procedura e, in caso di concessione della Sovvenzione, per caricare i documenti per la rendicontazione.
Maggiori informazioni sul funzionamento di GeCoWEB sono contenute nelle apposite guide accessibili dal
sitema stesso o possono essere richieste allindirizzo mail dedicato helpgecoweb@lazioninnova.it.
I quesiti tecnici ed amministrativi sullAvviso possono invece essere richiesti allindirizzo mail dedicato
infobandiimprese@lazioinnova.it.
Si precisa che in nessun modo possono essere tuttavia fornite anticipazioni per quanto riguarda gli aspetti
riguardanti la valutazione dei Progetti Imprenditoriali, di competenza della Commissione di Valutazione.

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ALLEGATO B
DICHIARAZIONE ATTESTANTE LA CAPACIT
AMMINISTRATIVA ED ECONOMICO-FINANZIARIA E
RELATIVA AGLI EVENTUALI PROVVEDIMENTI DI
REVOCA
POR FESR 2014-2020
RIPOSIZIONAMENTO COMPETITIVO - FASE II

DICHIARAZIONE ATTESTANTE
LA CAPACIT AMMINISTRATIVA ED ECONOMICO-FINANZIARIA
E RELATIVA AGLI EVENTUALI PROVVEDIMENTI DI REVOCA
Spettabile
Lazio Innova S.p.A.
Via Marco Aurelio 26,A
00198 Roma

Oggetto: richiesta di Sovvenzione a valere sullAvviso ___________________________________


Il/la sottoscritto/a Nome__________________________ Cognome __________________________
nato/a a Comune di Nascita _________________________________________ il ______________
residente in ______________________ (indicare stato di residenza)
Via __________________ n___ Comune ______________________________
CAP ______________ Provincia ______________________________________
In qualit di _________________________________________ (inserire carica / ruolo ricoperto)
della _____________________________________________________ (ragione sociale)
con sede legale in Via _____________________________________ n________
Comune ____________________________ CAP ______ Provincia __________________
Iscritta al registro delle imprese di _______________ con il n. _____
C.F. _________________ P.IVA ___________________________

DICHIARA
di possedere la capacit amministrativa economico-finanziaria ed operativa adeguata al Progetto Imprenditoriale per il
quale si richiesta la Sovvenzione, come previsto dal comma 3 dellart. 4 dellAvviso, in quanto:

il costo del Progetto a carico del Richiedente (CP)* pari a _____________, ___ Euro, cos come desumibile
dal Formulario;

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la Sovvenzione richiesta (C)* pari a _____________, ___ Euro, cos come desumibile dal Formulario;

e pertanto il costo del progetto a carico del Richiedente al netto della Sovvenzione richiesta (CP-C), pari a
__________, ___ Euro;
* Sia il valore CP che il valore C possono essere nettati rispettivamente dei costi relativi al premio per la fidejussione per
lottenimento dellanticipazione e della Sovvenzione richiesta su tali costi

inoltre

nel caso in cui il Richiedente sia unimpresa:


o

il valore del patrimonio netto desumibile dallultimo bilancio (PN ultimo esercizio) approvato* pari ad
_____________, ___ Euro;
* Per le Imprese non obbligate alla redazione del bilancio, il patrimonio netto si desume sulla base di un bilancio
redatto ai sensi dellart. 2422 e 2425 del codice civile da un professionista abilitato o sulla base dei parametri di
impresa indicati nello specifico modello allegato quale parte integrante al Modello Unico e coerente con i quadri RE,
RF e RG dello stesso.
Per le imprese di nuova costituzione, in luogo del patrimonio netto, si considera il valore del capitale sociale risultante
dallatto costitutivo, qualora alla data di presentazione della richiesta non sia ancora avvenuta lapprovazione del
bilancio relativo al primo esercizio. In questo caso indicare in questo punto il valore 0 (PN ultimo esercizio) e il
valore del capitale sociale in sede di costituzione nel punto successivo (CS incrementale).

cui si somma il valore totale degli aumenti del Capitale Sociale intervenuti successivamente allapprovazione
dellultimo bilancio (CS incrementale) pari ad _____________, ___ Euro;

pertanto il Patrimonio Netto del Richiedente (PN = PN ultimo esercizio + CS incrementale) da considerare
ai sensi del comma 3 dellart. 4 dellAvviso pari a _____________, ___ Euro;

ed il rapporto fra il patrimonio netto del Richiedente e il costo del progetto a proprio carico al netto della
Sovvenzione concedibile [PN/(CP-C)] pari a: ______.

nel caso in cui il Richiedente sia un Libero Professionista:


o

il valore del fatturato del Richiedente come desumibile dallultima dichiarazione dei redditi (F) pari a
_____________, ___ Euro;

e pertanto il rapporto fra il fatturato del Richiedente e il costo del progetto a proprio carico al netto della
Sovvenzione richiesta [PN/(CP-C)] pari a: _________.

Inoltre, [da compilare opportunamente, solo in caso di Progetti Semplici]


DICHIARA
ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 445 del 28/12/2000,
consapevole delle sanzioni penali, nel caso di dichiarazioni non veritiere e falsit negli atti, richiamate dallart. 76,
consapevole altres che, nel caso di dichiarazioni non veritiere e falsit negli atti, limpresa sopra indicata
decadr dai benefici per i quali la stessa dichiarazione rilasciata

di non essere stato oggetto negli ultimi 2 anni di provvedimenti di revoca da parte della Regione Lazio di
agevolazioni a valere sul POR FESR 2007-2013 o sul POR FESR 2014-2020.
ovvero

01/12/2016 - BOLLETTINO UFFICIA