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Artista?!

Chiunque abbia seguito il Festival di Sanremo in compagnia della Gialappa's Band, ha senz'altro
sentito questa domanda pronunciata con un tono misto fra meraviglia e orrore.
In effetti se si parte dal presupposto dizionariesco che l'arte un'attivit umana volta a creare opere
a cui si riconosce un certo valore estetico, i cui mezzi espressivi sono forme, colori, parole o suoni,
da questa semplice definizione si possono aprire milioni di parentesi e contorsioni mentali
terminanti con un punto di domanda.
Tralasciando tutte le parentesi a cui dedicare tempo una palese dichiarazione di instabilit mentale
(nella fattispecie, se l'arte un'attivit umana, il cane Bobi che con le zampe colorate di tempera
"dipinge" il suo quadro d'autore non un artista (mentre chi espone la sua opera in una galleria
d'arte un mentecatto), cos come non un artista il gatto Fuffi, che passeggia beatamente su una
tastiera elettrica che non ha i tasti pesati lasciata distrattamente accesa dal fido padrone, ignaro del
fatto che fra le sue note si pu distinguere una versione della quinta di Beethoven suonata meglio
persino del buon Ludovico), da ogni singola parola della nostra definizione di base possiamo
sfornare un breve ragionamento (il proposito non quello di scrivere un saggio dalle dimensioni
enciclopediche ma un semplice articolo).
L'arte un'attivit umana volta a creare opere a cui si riconosce un certo valore estetico. In
linguaggio plebeo: roba bella.
Se vero che non bello ci che bello ma bello ci che piace (posti comunque dei paletti di
delimitazione: una persona alta un metro e mezzo che pesa duecentododici chili in rotoli di grasso
categoricamente non bella, e non esiste gusto al mondo che possa scostare da questa definizione),
allora sono arte forme, colori, parole o suoni che piacciono.
Se anche vero (ed cos: scritto nel dizionario) che l'artista chi si dedica abitualmente a
un'arte, allora non artista Anna Oxa, nonostante al Festival fosse presentata (come d'altra parte
tutti i concorrenti) come tale. Non essendo abitualmente dedita a creare opere belle (di canzoni belle
ne avr fatta s e no una), non artista.
Quindi non fu artista Giacomo Leopardi, che aveva l'abitudine di scrivere parole non belle agli
occhi di chi, come me, non sente l'impellente bisogno di suicidarsi.
N lo fu Pablo Picasso, che abitualmente impiegava il tempo a creare forme pi brutte di quelle
create dalla piccola Irene, cinque mesi.
E invece Pablo Picasso un artista, come pure Giacomo Leopardi e (sigh!) Anna Oxa.
No!
S, perch piacciono.
Questo ci porta a un altro frammento della definizione da dizionario di arte: attivit umana volta a
creare opere a cui si riconosce un certo valore estetico.
La domanda : chi? La definizione dice si, due lettere che in italiano sono pronome impersonale,
ovvero: l'arte un'attivit umana volta a creare opere a cui qualche essere ignoto riconosce un certo
valore estetico. In linguaggio plebeo: la non-persona Si dice che quella l roba bella.
In sostanza, qualcuno decide che Anna Oxa un'artista mentre il vecchio che suona la fisarmonica
sotto il campanile di Thiene un mendicante. Qualcuno ha stabilito che Pablo Picasso era un'artista
mentre Irene una bambina sporcacciona. Il signor Si (chiamiamolo cos) ha imposto che Giacomo
Leopardi era un'artista, al contrario di me, che invece scrivo solo fessaggini.
Mi viene in mente il film Mona Lisa Smile, tanto caro alle donne per l'aperta campagna femminista
e a me per tutt'altri motivi. Una delle scene che mi piacciono di pi si svolge in un'aula
universitaria. La protagonista, insegnante di storia dell'arte, mostra una foto agli studenti e ne nasce
questo dibattito:
Prof: "Questa mia madre. arte?"
Studentessa: " una fotografia"
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Prof: "Se vi dicessi che l'ha scattata Hansel Adams farebbe qualche differenza?"
(Adams, Hansel Easton: fotografo statunitense (1902-1984), noto per le sue foto della natura di
assoluta perfezione tecnica)
Betty: "L'arte non arte finch qualcuno dice che lo "
Prof: " arte!"
Betty: "Le persone giuste"
Prof: "E chi sono?"
Nel frattempo le nostre contorsioni mentali sono diventate convulsioni, e le parentesi si sono
moltiplicate.
Qualcuno dice che arte, quindi qualcuno dice che roba bella, quindi il signor Si (o l'associazione
Si, o l'entit Si, o il dio Si) (le persone giuste, in definitiva) dice che roba bella. Ma perch? Per
qual recondito motivo quelle opere (forme, colori, parole, suoni) sono arte?
Di nuovo si ritorna al valore estetico, ovvero al non bello ci che bello ma bello ci che piace.
E altra carrettata di parentesi.
La prima che l'estetica di per s una filosofia, quindi amore del sapere (quanto sarebbe bello
sapere l'identit del signor Si, per esempio!), e la parola estetico deriva da un vocabolo greco
tradotto sentire, percepire. Ha quindi stretta relazione con i sensi e le percezioni, qualcosa di
estremamente personale perch se vero che i sensi mi dicono che quel colore rosso, nulla e
nessuno al mondo pu stabilire il valore estetico del colore rosso.
Contorto?
Semplicemente, l'estetica basata su stimoli per una certa percentuale sensoriali, e per un'altra
emotivi, quindi il rosso senza dubbio rosso, ma pu risvegliare in ogni persona un'emozione
piuttosto che un'altra. E questo concetto vale per qualsiasi forma, colore, parola o suono.
In definitiva, stiamo a parlare di arte quando tutto arte e nulla arte, perci stiamo girando a vuoto
e leggere questo articolo sostanzialmente una perdita di tempo. Il signor Si continuer a
riconoscere o non riconoscere un valore estetico alle opere umane e decidere cosa gli alunni dei
secoli avvenire studieranno e cosa sar sepolto insieme all'artista (o al mendicante, o alla bambina
sporcacciona, o allo scribacchino sottoscritto).
Solo sarebbe bello poter parlare di arte o non arte esprimendo i propri gusti senza scatenare la
rabbia di qualcuno (non necessariamente il signor Si, ma forse facente parte del suo ego), dato che
per quanto riguarda me, i miei gusti contano pi di qualunque Si al mondo.
In linguaggio plebeo: non flagellatemi per il motivo che a me le opere di Anna Oxa, Giacomo
Leopardi e Pablo Picasso fanno schifo.
E dato che sono un essere umano in grado di svolgere attivit umane e posso anch'io personificarmi
nel pronome impersonale si, metto da parte la modestia e riconosco il valore estetico di questo
pezzo.
bello sapersi artisti!