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Meditationes II, AT VII 24-25

Paper basato su: MARION J.L., Lalterit originaria dellego, in Id.,


Questioni cartesiane sullio e su Dio, Le Monnier, Firenze 2010, pp. 3-31.
Secondo Marion la questione del soggetto ritorna e resiste sempre: Ad
ogni discorso si richiede, se non sempre un punto di origine, quantomeno un
punto di impatto dove destinarsi e sul quale operare 1. Nei nostri termini, anche
se un discorso talmente arbitrario distrugga K2, ancora c un K1 che agisce ci.
La difficolt reale non sullio stesso ma su ci che si dice di questio nel
momento in cui si mette come principio primo ovvero azione prima. Ora, nel
compiere questa azione, Cartesio espone lio a due aporie: La prima una
scissione tra lio trascendentale e lio empirico, cio, lio si esclude
dallesperienza perch ci che la rende possibile. Dunque, lio trascendentale
si sdoppia in un me oggetto definibile ma privato di ogni funzione di
principio. Questa scissione determina gi lio cartesiano? La seconda aporia
consiste in una chiusura che risulta dalla scissione. Lio che rende possibile
lesperienza manca della possibilit di sperimentarsi. Nasce naturalmente una
relazione eterogenea tra lo sguardo della mente e il suo oggetto, che non
conosce che oggettivandolo2 e cos, intersoggettivamente parlando l`altro non
che un altro me. Non c pi la possibilit di una etica originaria. Ma lego di
Cartesio cos? Secondo Marion per poter rispondere alle domande bisogna
ritornare allemergenza dellio che precede queste possibili conseguenze che si
trovano gi, in effetti, in Kant e Husserl. Prima di tutto, Marion tratta di
individuare la formula privilegiata di Cartesio nella quale si espressa
lemergenza dellio. Fa una revisione storica di come stata interpretata la
formula ego cogito, ergo sum3 da diversi filosofi (Malebranche, Spinoza, Kant,
Hegel, Nietzsche). Avendo diversi scopi, tutti hanno compreso questa formula
come una proposizione identica per cui io penso equivale a io sono
secondo una stretta tautologia. Cos, sebbene attaccata, la formula ego cogito,
ergo sum sar la formulazione privilegiata nella storia della filosofia ed anche nel
commentarismo che in alcuni casi tratt questa formula al di l del testo di
Cartesio secondo pretese particolari. Marion si domanda se questa formula sia
veramente la sola accettabile o se lemergenza dellio che cerca, si possa trovare
in un altro testo. Cos si rende conto che c unaltra formula, totalmente
eccezionale, nelle Meditationes II: Ego sum, ego existo, e c` ancora una scoperta
1 MARION J.L., Lalterit originaria dellego, in Id., Questioni cartesiane
sullio e su Dio, Le Monnier, Firenze 2010, 3.
2 MARION J.L., Lalterit originaria dellego, 4.
3 Formula che si trova in: Discours de la Mthode, Secundaei Responsiones,
Principia Philosophiae, Colloquio con Burman, Regula III.

pi sorprendente, cio, la scomparsa totale della antica formula nell`intera


Meditationes de prima philosophia.
La pretesa di Marion di dimostrare che questa formula dispieghi
unaccezione del primo principio radicalmente diverso da quello che emerge dal
ego cogito, ergo sum, e la ipotesi sar che questa formula, quella realmente
privilegiata da Cartesio, che secondo Husserl apre abissi spalancati e oscuri,
libera unalterit originaria dell`ego e cos, supera il solipsismo. Marion, non
riprende tanto la formula ego sum, ego existo per affermare qualche identit, ma
ci che fa sottolineare nell`ego sum, ego existo i limiti, giacch chiaro per
Cartesio che il fatto performativo della mia esistenza non sufficiente a stabilire
chi sono. necessario, secondo Marion, leggere questo testo a partire di una
sequenza che non conclude dal ulteriore, e che neanche parallela (identit
tautologica della interpretazione canonica) ma, che ad esso antecedente e ad
esso conduce4. Per fare ci, Marion determina quattro momenti della sequenza:
1 (AT VII 24, 11. 19-26) In questo momento tratta di rispondere alla
conclusione precedente: niente certo. A tale scopo, si domanda (ipotizza) se
non ci sia qualcosa di diversum, questo diverso sarebbe altre cose che non
cadono nel dubbio. Ma poi vediamo che nella seguente domanda questo altro
un altri cos indeterminati da restare qualcun (aliquis) dio con qualsiasi nome.
Questo interlocutore rimane nascosto nella sua indeterminatezza e tuttavia
mette in me pensieri; simpone come interlocutore ma totalmente oscuro; pu
esser dio o l`io che assume il ruolo di altri (oltre al suo proprio ruolo; qualcosa
come l`inconscio). Tuttavia, alla fine nega desser l`io qualcosa come corpo e con
ci, nega anche la possibilit dell`alterit rispetto a me tramite il sensibile.
2 (AT VII 24, 1. 25-26, 1. 5) Questo momento comincia con una domanda:
Ma non posso esistere senza mio corpo? Allora Cartesio riprende largomento
del dubbio iperbolico di Meditatio I nel quale si convince che non esistono cielo
e terra (lista delle cose delle quali dubita) aggiungendo per mente. Questa
aggiunta ha come scopo includere nel dubbio stesso le cogitationes e dunque
l`ego. La risposta viene dal ricordo che largomento riposava sulla convinzione,
cio, sul mi sono persuaso, e dunque, il non esisto io si contraddice come
un performativo invertito; latto stesso di produrre il mio non-esser, lo stabilisce.
Ma questo mi sono persuaso non indica solipsismo? Non, giacch in
4 MARION J.L., Lalterit originaria dellego, 14. Questa metodologia
adottata da Marion coerente con la visione geometrica della argomentazione
Cartesiana per cui tutto ci che si dice, si dice sulla base di un fondamento gi
dimostrato.

Meditationes I, la persuasione ricevuta tramite l`ego non viene dall`ego bens da


una opinione (vetus opinio) che culturalmente si impone. Lego entra nel dubbio
in virt del suo gi l, originariamente non originario. Questo fatto compiuto
nel quale si trova nella sua fatticit si pu identificare con qualsiasi cosa
(opinione, dio, ingannatore, ecc). Comunque sia, lego si trova preceduto. Non
accede a s per monologo ma per dialogo originario. In mancanza di questo, la
persuasione non si compie. Ma il mi del mi sono persuaso, cio, il mihi
sebbene si identifica con l`ego empiricamente, si distinguono per le loro funzioni
illocutorie. Sono come due voci: io sono in risposta al fatto che a me accade la
persuasione, e questa persuasione si gioca sulla irriducibilit di un fatto 5.
3 AT VII 25, 11. 5-10 Questo terzo momento conferma la disposizione
dialogica indicando che la performance della esistenza dell`io risulta
indifferentemente dalla autopersuasione o dal proprio errore. Ci che conta la
permanenza dellunica struttura dialogica. L`esistenza non segue n da un
sillogismo, n da un`intuizione, n da una performance autonoma, n da
un`auto affezione, ma dalla mia affezione tramite un altro che altri da me6.
4 AT VII 25, 11. 10-13 Sembra che in questo momento Cartesio
contraddica quello detto prima. Ego sum, ego existo si trova performato da me, a
me, non pi da altri. possibile trovare una simile interlocuzione per cui l`ego
eserciterebbe un`interpellanza sull`ego? Si, perch Cartesio usa il performativo,
cio, un atto linguistico nel tempo in un dialogo in cui l`ego emerge dalla
propria chiamata. Non una riflessione su di s, n una rappresentazione di s
a s, ma secondo Marion, un rivolgersi a s. Io, che non sono, mi rendo
estraneo a me stesso per pronunciare, precedendo me stesso, quest`altra
esistenza e in atto, assicurarla 7. Lalterit (Dio, ingannatore, io, ecc) entra in
campo prima della distinzione tra auto-affezione (medesimo) e letero-affezione
(estasi). In tale modo, l`ego prima d`esser cosa pensante, esiste come ingannatopersuaso, come cosa pensata, e cos, ego sum ego existo l`inizio che non dice la
prima parola ma l`ascolta.
In questa prospettiva, il soggetto pu uscire tanto della scissione io
trascendentale e io empirico come del soggetto oggettivato (fusione K1 e K2) che
per altro cancella lalterit. Se nel pensarsi, il soggetto originariamente esposto
5 MARION J.L., Lalterit originaria dellego, 18. La persuasione apre
uno spazio dialogico che coercitivo e originario al punto che l`ego deve
alterarsi esso stesso in un mihi per mantenervi il suo ruolo
6 MARION J.L., Lalterit originaria dellego, 19.
7 MARION J.L., Lalterit originaria dellego, 19.

ed perci responsabile dellaltro (Levinas), e tutto questo una realt della


quale non dispone ma le data, allora possibile rimanere nel soggetto K1.