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ORIENTE E OCCIDENTE

Centro Studi Metafisici di Milano

Si pu ancora parlare oggi di Oriente e Occidente, o in tempi in cui va


progressivamente scomparendo ogni distinzione qualitativa e regna ovunque la
tendenza alluniformazione e allappiattimento anche queste nozioni di geografia
spirituale divengono sempre pi inintelligibili?
Sicuramente i principi spirituali simboleggiati dallOriente e dallOccidente
geografici non verranno mai meno, e soprattutto non verr mai meno quel Principio
comune dal quale tutti gli aspetti della Tradizione derivano.
Una delle cause che hanno contribuito a far perdere la trasparenza alle nozioni di
Oriente e di Occidente va sicuramente individuata nel dilagare di tutta una pseudospiritualit travestita da orientale, ma in realt di origine puramente occidentale, che
ha finito per infiltrarsi presso gli stessi orientali dando cos origine a una situazione
estremamente complessa in cui divenuto difficile distinguere il vero dal falso, cos
inestricabilmente confusi, non solo in Occidente ma persino in Oriente. Lunica
possibilit resta quella di rifarsi strettamente alla dottrina metafisica, la sola che possa
dare la misura reale dellortodossia non solo del vero Oriente, ma di ogni forma
tradizionale, cos come del suo stato attuale di vitalit.
Il vero Oriente infatti metafisico e i veri orientali sono coloro che vivono nella
maniera pi trasparente conformemente alle verit metafisiche, laddove in Occidente,
anche in tempi in cui regnava uno spirito autenticamente tradizionale, la metafisica
pura si presentava sempre rivestita di alcuni veli, e gli occidentali, a causa della loro
costituzione sentimentale, hanno sempre avuto una certa difficolt a concepire le
realt di ordine realmente trascendente.
Una delle caratteristiche che maggiormente distinguono lOriente dallOccidente
lattitudine alla contemplazione. Ma a questo proposito non ci si pu appoggiare
troppo su luoghi comuni che vedono una grossolana contrapposizione fra
contemplazione e azione. Occorre chiarire che cosa sia realmente la contemplazione e
cosa lazione.
Secondo la dottrina di tutte le tradizioni lessenza dellessere umano non va
ricercata in quello che egli fa, ma in quello che egli ; e questo essere reale non si
identifica neppure con laspetto psicologico della natura umana, ma qualcosa di
molto pi essenziale, anche se la maggior parte degli uomini non ne consapevole
perch appunto distratta da tutti questi veli esteriori. A differenza delloccidentale,
lorientale non ha timore di riconoscere la presenza divina in s, e non si identifica

con tutti quegli aspetti accidentali che rivestono questa presenza in lui; anzi si sforza
di concentrarsi sullessenziale e di limitare al massimo ogni attivit che possa
distrarlo da questa concentrazione sullunica vera Realt, lUnico Testimone di ogni
realt.
E questa dottrina del Testimone celeste, che ha un ruolo cos importante nella
tradizione ind, ma che esplicitamente presente anche nella tradizione islamica, in
quanto il Testimone, as-Shahid, uno dei 99 pi bei Nomi di Dio, ha unimportanza
realmente fondamentale per comprendere le dottrine orientali e la prospettiva pi
puramente metafisica. Uno dei luoghi comuni che hanno corso in Occidente circa le
dottrine orientali infatti laccusa mossa a queste ultime di panteismo, che invece
una delle concezioni pi totalmente antimetafisiche, e pertanto non orientali, che vi
possa essere. Il panteismo considera lAssoluto, Dio, in un senso quasi materiale
come la sostanza di cui sono costituite tutte le cose, mentre nella concezione
vedantina, come nella dottrina islamica della waltdnt-ul wujud, dell unicit
dellesistenza, lAssoluto inteso come lunico vero Testimone della realt, e le
differenze fra gli esseri allorigine della realt molteplice dipendono invece proprio
dalla materia, il principium individuationis degli scolastici, intesa come lo schermo
che riflette o vela in forma appunto molteplice lunico Testimone, lunico S
trascendente.
Facciamo un esempio per far comprendere meglio questo aspetto della dottrina.
Una luce pu dissimularsi dietro innumerevoli veli, ma anche al di l dellultimo di
questi veli quel che ancora ne traspare sempre la stessa luce. Lo stesso si pu dire di
Dio. Egli lUnica e la sola Realt, lUnico Conoscitore: anche la pi piccola delle
creature, nella misura in cui esiste, partecipa della Conoscenza che Dio ha di S
stesso. Il fatto che la maggior parte degli esseri non sia consapevole della propria vera
natura non toglie nulla a questa verit essenziale, e la mancanza di questa
consapevolezza dipende dalla false attribuzioni inerenti al mondo delle forme
apparenti. Noi crediamo di essere il nostro corpo o la nostra anima, ma in realt
siamo realmente solo il nostro spirito, che si identifica nella propria radice
allAssoluto stesso. Oppure, ancora, crediamo che qualcosa sia il nostro bene quando
non lo veramente e non sappiamo. accettare sinceramente la Volont di Dio su di
noi, il Quale solo conosce realmente quale sia il nostro vero bene.1[1]
Come dicono gli ind le cose non sono che nomi, nel senso che esse hanno
rispetto allEssenza divina la stessa relazione che hanno i nomi con gli oggetti
designati; dunque le creature in se stesse, in quanto semplici veli sono un puro nulla,
hanno unesistenza semplicemente privativa. Se lindividuo non avesse
semplicemente unesistenza privativa, quella di essere un semplice limite, un nome
che nulla toglie e nulla aggiunge allEssenza divina, la realizzazione spirituale non
sarebbe possibile. Come potrebbe infatti una realt che fosse limitata fin nella sua
1

essenza diventare infinita? Tale ipotesi, la quale implica che vi sia una molteplicit
irriducibile di enti, in realt una vera e propria impossibilit che sfocia sul piano pi
strettamente religioso nel politeismo.
Invece, poich la vera Realt solo lInfinito, il finito che ha unesistenza
puramente illusoria, seppure non irreale, pu raggiungere la pienezza dellEssere
semplicemente a seguito della caduta di quei veli, di quei limiti che lo separano
appunto illusoriamente dallAssoluto. Dice il Sacro Corano Tutto ci che su di
essa (la terra ) si estingue, e rimane il volto del tuo Signore possessore della Maest e
della Bellezza; ma per luomo spirituale che ha ricercato la vera Conoscenza questa
estinzione non deve essere intesa come un annichilimento della coscienza, ma come
lottenimento della Sua pienezza, e lestinzione riguarda solo i limiti individuali che
in quanto tali sono un puro nulla. Ecco a tale riguardo come si esprime il Sommo
Maestro dellIslam, Muhyddin Ibn Arabi, nel suo Trattato dellUnit: Se un uomo
ignora qualcosa, poi lo apprende, non la sua esistenza a estinguersi, ma soltanto la
sua ignoranza: la sua esistenza permane, essa non stata scambiata contro quella di
un altro; lesistenza del conoscente non venuta ad aggiungersi allesistenza
dellignorante; non avvenuta nessuna mescolanza di queste due esistenze
individuali; non che lignoranza ad essere stata abolita, e aggiunge Non pensare
dunque che sia necessario estinguere la tua esistenza, perch ti veleresti con questa
stessa [idea] di estinzione, diverresti tu stesso (per cos dire) velo di Dio.
Tutto ci ci fa comprendere il significato profondo dellespressione che
caratterizza i santi dellIslam come arifun bilLah, conoscitori per mezzo di Dio. In
realt, come abbiamo visto, non vi conoscenza alcuna allinfuori di Dio, ma non di
meno il santo ha completamente estinto le false attribuzioni di cui abbiamo parlato e
realizzato la pienezza della conoscenza. Come il Profeta, egli compie quel viaggio
celeste al di fuori del tempo, il miraj, che unanticipazione del suo stato di
permanenza in Dio (baqa); o meglio, avendo estinto i veli delle proprie passioni, egli
pu cogliere quella che la propria natura immortale, quel che egli da sempre .
Le false concezioni e latteggiamento tipici della pseudo-spiritualit
contemporanea conducono invece a unipertrofia dellego dovuta a una facile e tutta
teorica identificazione dellindividuo con la Realt assoluta, e che, questa s, pu
essere considerata una delle varianti del cosiddetto panteismo. Riportando
nuovamente linsegnamento di Muhyddin Ibn Arabi, si pu dire che tali concezioni
conducano luomo a voler esercitare la Signoria prima di aver esercitato la
servit; producono cio lillusione secondo la quale egli finisce per auto-attribuirsi
la condizione propria ai veri conoscitori di Dio quando non ha invece ancora
minimamente estinto la propria individualit sottomettendosi allo spirito divino che
in lui tramite la sottomissione alla Legge rivelata.
Dopo aver parlato della contemplazione, dobbiamo ora dire qualcosa circa
lazione. Essa non deve essere identificata alla sua apparenza, perch questa pu

sussistere anche nel caso di esseri che hanno definitivamente superato il dominio
dellazione, come innanzi tutto il caso degli Inviati divini, i quali, al di l delle
apparenze, non agiscono effettivamente pi. Lazione vera e propria si ha infatti in
quella condizione di ignoranza nella quale gli uomini aderiscono allopinione di
essere appunto i veri artefici delle proprie azioni, mentre tutto quel che appare e che
soggetto al mutamento non dipende dal Principio divino se non come un riflesso.
Come i molteplici e movimentati riflessi della luce del Sole sulle acque del mare non
sono prodotti dal Sole, in se stesso immutabile, ma dal movimento delle acque, cos
le nostre azioni non sono prodotte dalla nostra natura spirituale immutabile, ma ne
sono come un riflesso sulle acque dellesistenza formale. La piena e corretta
comprensione di ci non conduce peraltro gli uomini allinazione, ma anzi a liberarsi
da tutti quegli impedimenti individuali che impediscono loro di divenire dei veri
servi inutili. Non si tratta di non agire pi, cosa peraltro impossibile, ma di
continuare ad agire in nome di Dio, purificandosi cos progressivamente dai veli
dellignoranza dovuta alla falsa attribuzione delle azioni al soggetto illusorio
costituito dal nostro io.
dunque infondata quella concezione stereotipata dellOriente, che lo vorrebbe
fatalista e imperturbabile in un senso puramente formale, poich i veri orientali
mirano alla liberazione effettiva dal dominio dellazione, e questa al di l del mare
del sacrificio che richiede per essere superato tuttaltro che un atteggiamento fatalista
e passivo.
La metafisica orientale pu essere per noi di grandissimo aiuto per non lasciarci
velare dalla forma religiosa e dogmatica che la tradizione ha assunto in Occidente;
ma non di meno dobbiamo ora riflettere un poco sulle ragioni profonde di queste
differenze di forma assunte dallinsegnamento tradizionale. Se la Verit infatti
unica, le vie che vi conducono sono molteplici, e i mezzi contingenti atti a far
pervenire gli uomini, altrettanto contingenti, alla vera Conoscenza devono adattarsi
realmente alla loro natura, altrimenti non si potr mai andare al di l di unadesione
puramente esteriore e convenzionale a una forma.
Fin dai tempi antichi vi sono state forme di eresia causate dallincomprensione
delle dottrine metafisiche orientali, e lo stesso Cristianesimo si dibattuto fin
dallorigine fra numerose eresie tutte dovute allaspetto esplicitamente misterico della
propria dottrina. Sembra infatti che loccidentale sia particolarmente predisposto ad
attribuirsi quella Signoria cui abbiamo accennato precedentemente, per chi ha
bisogno della rete di protezione costituita da forme religiose che lo orientino il pi
esplicitamente possibile verso la dipendenza da Dio.
Per quanto loccidentale possa trarre un certo beneficio dallo studio delle
autentiche dottrine orientali, e noi siamo i primi a volerne sottolineare qui
limportanza, dobbiamo per dire che la riflessione, per quanto profonda, su certe
verit metafisiche non sar mai sufficiente a fargli ritrovare un orientamento

autenticamente tradizionale, e finch egli si fonder solo su di essa rischier di restare


prigioniero di un superficiale razionalismo e di una vaga filosofia. Tutto ci non gli
dar mai la forza per opporsi realmente alle passioni dellanima, mentre se avr fede
in Dio riuscir a pervenire per unaltra via alla stessa conoscenza degli orientali.
Questa via quella che conduce mediante il superamento per amore di Dio delle
prove della vita alla piena presa di coscienza del carattere illusorio di questo mondo.
Cos possiamo dire che vi una ragion dessere profonda nel fatto che
linsegriamento tradizionale si rivesta di forme differenti a seconda del procedere del
ciclo dellumanit. E non dobbiamo dimenticare che in origine ogni forma
tradizionale si riferiva esclusivamente a particolari popoli e giurisdizioni spirituali.
solo con la confusione babelica conseguente allo sviluppo ciclico della
manifestazione che si giunti a Rivelazioni in cui la Tradizione attua forme atte a
raccogliere uomini di qualunque provenienza. Lo stesso Cristo dice di non essere
venuto se non per le pecore perdute del popolo di Israele, e spetter ai suoi discepoli,
in particolare a San Paolo il compito provvidenziale di adattare il Cristianesimo al
mondo occidentale. Cos si pu dire che il Cristianesimo sia divenuto uno strumento
di grazia per uomini appartenenti a qualsiasi popolo o razza solo a seguito di un
adattamento voluto dallo Spirito Santo. Nel caso della tradizione islamica, invece, la
funzione da essa svolta di arca atta a raccogliere uomini di qualunque provenienza
procede dalla rivelazione coranica stessa, cio dal Verbo divino.
Ma non si tratta qui di dedicarsi a una sorta di teologia delle religioni comparate,
ma di comprendere come non sia possibile aderire indiscriminatamente a qualsiasi
forma tradizionale. Pur racchiudendo ogni forma la stessa Verit universale (parola
che significa volta verso lUno), non tutte le forme sono accessibili a qualsiasi
uomo indipendentemente dalla propria nascita, ma solo quelle appartenenti alle
ultime due Rivelazioni, cio il Cristianesimo e lIslam. Per essere ind occorre infatti
nascere in una determinata casta, come per essere Ebrei occorre nascere nel popolo
eletto; mentre per religioni come il buddismo si pu dire che la difficolt sia pi di
natura costituzionale; ma soprattutto occorre dire che non possibile risalire il corso
provvidenziale delle Rivelazioni, e per un cristiano il volgersi a una religione
precedente significa compiere diversi errori simultaneamente: innanzitutto quello di
non riconoscere che la propria religione racchiude le stesse verit di quelle
precedenti, quindi quello di misconoscere la venuta provvidenziale del Cristo,
successiva a quella di altri inviati precedenti, e infine il fatto che la figura del Cristo
connaturata allontologia di chiunque sia nato sotto il suo segno. Per questo le Sacre
Scritture cristiane parlano dei tempi ultimi come di tempi di apostasia; apostasia
significa letteralmente volgersi indietro, cio essere incapaci di procedere in avanti
nel difficile cammino dellassimilazione della Conoscenza. Cosi facendo gli uomini
si volgono indietro, verso quello che San Paolo chiama luomo vecchio, e ci non
ha solo un significato interiore, ma pu riferirsi anche al volgersi verso residui di
forme tradizionali scomparse, o comunque verso forme che, per quanto ancora

viventi, si situino rispetto a questi uomini nel passato, pur restando valide per chi
nasce nella loro giurisdizione spirituale.
Naturalmente lassimilazione della Conoscenza deve innanzitutto avvenire
secondo la direzione interiore simboleggiata dal braccio verticale della croce, ma
occorre tuttavia non sottovalutare il supporto fornito dalle forme esteriori e dai dati
tradizionali simboleggiati in questo caso dal braccio orizzontale. fuori discussione e
occorre tenerlo sempre presente nella maniera pi chiara possibile che la conoscenza
spirituale supera ogni contingenza formale e viene ugualmente attuata da uomini
appartenenti a qualsiasi tempo, luogo e forma tradizionale. Costoro sapranno quindi
sempre discernere il vero dal falso in qualsiasi forma gli si presenti. Tuttavia per chi
non abbia ancora attinto a questi gradi della Conoscenza il supporto di alcuni dati
tradizionali pu essere, come si detto, di grande sostegno e favorire il
discernimento. per questo che nel pieno riconoscimento dellunit trascendente
delle forme tradizionali e della loro validit in principio fino alla fine dei tempi non si
pu misconoscere lapporto che le Rivelazioni successive possono dare anche ai
credenti nelle Rivelazioni precedenti.
Per limitarci al solo ambito del cosiddetto monoteismo abramico, non si pu
misconoscere per esempio il fatto che nellEbraismo non sia fatta menzione della
figura escatologica dellAnticristo, oppure che nello stesso Cristianesimo i dati
tradizionali relativi alla seconda venuta del Cristo si presentino in una forma molto
pi indeterminata di quanto avvenga nella dottrina presente nellultima Rivelazione
del ciclo, lIslam. quindi evidente che le forme precedenti possono beneficiare del
riconoscimento di alcuni strumenti di discriminazione apportati dalle Rivelazioni
successive, soprattutto nellambito delle tradizioni abramiche.
Se ogni forma tradizionale, in quanto porta aperta sulla Verit, universale, in
quanto forma necessariamente esclusiva, nel senso che non possibile praticare al
tempo stesso pi di una religione, n, come stato detto la volta scorsa, fare del
sincretismo. A questa universalit, che permette a ogni uomo realmente religioso di
riconoscere la Verit contenuta nelle altre forme tradizionali, si contrappone alla fine
dei tempi la genericit dellAntitradizione, che dovr costituire la grande parodia
della Tradizione Primordiale visibilmente presente allorigine del mondo. Questa
genericit ambigua dovr essere tale da permettere il pi possibile di ingannare ogni
uomo facendo s che tutti possano riconoscervisi.
Cos, come stato molto ben detto dallo Shaykh Abd al Wahid Pallavicini,
lAnticristo si presenter in una forma tale per cui tutti coloro che non avranno saputo
mantenersi fedeli alla Verit, a qualsiasi religione appartengano, lo scambieranno per
colui che nella loro dottrina originaria dovrebbe invece costituire il Polo spirituale per
eccellenza. Cos gli Ebrei vi riconosceranno il Messia, i cristiani il Cristo della
seconda venuta, e i musulmani a loro volta il Cristo, o il Mahdi, colui che dovr
precedere e preparare la seconda venuta di Ges. Inoltre i musulmani della fine dei

tempi potranno incorrere in un altro grave errore che quello di combattere il vero
Mahdi additandolo per lAnticristo.
A tale forma di genericit non si perviene tuttavia dimprovviso, ma per fasi
successive, e noi vediamo gi da tempo in atto certe forze di suggestione collettiva
che stanno facendo perdere alla maggior parte degli uomini la loro stessa perspicacia
naturale, facendogli sempre pi accettare e digerire cose che fino a qualche tempo
fa non potevano manifestarsi a causa delle nette reazioni che avrebbero provocato.
Non dimentichiamo daltra parte che la trasparenza dottrinale uno dei segni pi
evidenti dellefficacia operativa e della regolarit di tutti gli altri aspetti simbolici e
rituali di una forma tradizionale. E questa trasparenza dottrinale tuttuno con
uneffettiva capacit di discriminazione. Essa deve cio essere il segno di una reale
integrazione allinterno di un quadro tradizionale che fa partecipare i suoi membri di
uninfallibilit e di un discernimento che va ben. al di l della loro attuale
penetrazione dellispirazione che li guida, cos come un quadro non pi conforme e
ortodosso pu farli partecipare di suggestioni che vanno a loro volta ben al di l di
quel che questi potrebbero sospettare. Come diceva qualcuno, vi sono uomini che
letteralmente si spaventerebbero se sapessero da quali forze sono realmente mossi.
bene dunque prendere coscienza del fatto che il discernimento richiesto alla fine dei
tempi non a misura duomo, cio delluomo carnale, ma richiede tutti i supporti
spirituali che solo il Testimone della tradizione pu fornire. Mostreremo i Nostri
segni in voi stessi e agli orizzonti, dice il Sacro Corano, e ci indica il necessario
punto dincontro nellessere umano fra il Testimone spirituale costituito dalla
Tradizione, sullorizzonte, e il Testimone dello Spirito presente dentro di s.
Resta un ultimo aspetto da trattare, quello dei cosiddetti residui psichici
appartenenti a forme tradizionali del passato sui quali si appoggia lazione
dellAntitradizione, la quale in Occidente ha potuto trovare il terreno adatto per
potersi sviluppare e quindi per potersi estendere al mondo intero. LAntitradizione,
infatti, come ogni forma di errore, ha unesistenza puramente negativa ed come
lombra della Verit da cui non pu in alcun modo prescindere.
Ne Il Regno della Quantit e i Segni dei Tempi Ren Gunon metteva in guardia i
rappresentanti delle forme tradizionali, sia exoteriche che iniziatiche, ancora presenti
in Occidente relativamente ai gravi pericoli di sovversione cui gi allora queste erano
soggette. E indicava espressamente il fatto che prima ancora che da una forma
tradizionale indebolita si fosse ritirato definitivamente lo spirito, emissari pi o
meno diretti dellavversario possono gi introdursi in essa e lavorare in modo da
affrettare il momento in cui la sovversione sar possibile, non che sia certo che essi
riescano in tutti i casi, poich tutto quel che ha ancora un po di vita pu sempre
riprendersi; ma se la morte ha luogo, il nemico si trover in tal modo gi sul posto, se
cos si pu dire, pronto ad approfittarne e a utilizzare immediatamente il cadavere
per i propri fini. I rappresentanti di tutto quel che nel mondo occidentale possiede

ancora attualmente un carattere tradizionale autentico, cos nel campo exoterico come
in quello iniziatico, avrebbero, secondo noi, il maggior interesse a trar profitto da
questultima osservazione finch sono ancora in tempo, poich attorno a essi
disgraziatamente non mancano, per chi sappia vederli, i segni minacciosi costituiti da
infiltrazioni di questo genere2[2].
E oggi, a cinquantanni di distanza da questi avvertimenti troppo poco ascoltati,
dobbiamo sottolineare come tutto ci sia divenuto altrettanto rigorosamente valido
anche per le organizzazioni religiose e iniziatiche orientali. In questi anni gli uomini
stessi sono profondamente cambiati e la soglia di discriminazione si di molto
affievolita, per cui, come abbiamo detto, fenomeni che un tempo avrebbero provocato
reazioni e prese di coscienza immediate lasciano oggi quasi indifferenti; ci fa parte
di quello stato di intorpidimento o di anestesia che una delle conseguenze pi
evidenti dellazione delle potenze dillusione dellAntitradizione. Ma naturale che
coloro che aspirino a far parte di quelle eccezioni cui si fin dallorigine indirizzata
lopera di Ren Gunon dovranno proprio per questo elevarsi al di sopra di questo
genere di condizionamenti psichici e contingenti, e trovare nella Verit e nella fede la
sola roccia cui ancorarsi.
Va da se infatti che la prima attitudine richiesta agli uomini della Tradizione
laccettazione e lamore per la Verit, totalmente indipendente da qualsiasi
attaccamento nostalgico al passato dellOccidente e delle sue organizzazioni
tradizionali, cos come da qualsiasi esotismo orientaleggiante. Solo la conformit
interiore alla Verit, ci che costituisce la vera integrit, pu infatti permettere di
riconoscerne le contraffazioni. E il solo aiuto che pu essere fornito a qualcuno
quello di favorire in lui la presa di coscienza della Verit e di aiutarlo a evitare di
cadere negli errori e nelle illusioni che sempre pi dilagano ai nostri tempi,
consapevoli per del fatto che non si potr mai prescindere dallo sforzo personale che
ciascuno dovr compiere su se stesso per potere discernere sempre meglio la realt.
Lesperienza ci ha infatti insegnato che lOccidente pieno di inguaribili ottimisti
sempre pronti a riconoscere in qualsiasi cosa, anche nella pi banale, i segni della
presenza divina e per i quali invece mai alcun segno negativo potr essere sufficiente
per aprire finalmente gli occhi sulla vera realt.