Sei sulla pagina 1di 12

AVVIAMENTO ALLALLENAMENTO

CON I SOVRACCARICHI PER I DISABILI


APPUNTI CORSO ALLENATORE/PERSONAL TRAINER - PRIMO LIVELLO-

FITNESS E DISABILIT
accoglienza in palestra: come per qualsiasi altro utente/cliente, si proceder con la
raccolta delle informazioni di massima per una corretta e completa valutazione del
soggetto.
indipendentemente dal tipo e dal grado di disabilit, ci troveremo di fronte a persone
perfettamente consapevoli del proprio stato di salute e della propria storia clinica. Non
dobbiamo esitare nel richiedere questo tipo di informazioni; gli atleti diversabili hanno in
comune tra loro un vissuto fatto di trattamenti fisioterapici, ricoveri in unit spinali ecc..
per cui dobbiamo relazionarci con un soggetto che ha, quasi sempre, una adeguata
conoscenza dei propri limiti funzionali. Questa capacit di autovalutazione di norma
superiore a quella degli utenti detti normodotati.
compito dellistruttore non quello di sostituirsi al terapista riabilitativo o al medico,
altres auspicabile uno scambio di informazioni con queste figure professionali, al fine di
raccogliere il maggior numero di elementi utili per poter stilare il programma di
allenamento pi adeguato possibile.
un ulteriore ausilio pu arrivare dalle varie Associazioni che operano nel campo dello
sport per disabili: primo fra tutti il C.I.P. - Comitato Paralimpico Italiano - attraverso le
delegazioni Provinciali e/o Regionali.

Migliora la condizione fisica e


lo stato di salute generale.
Maggiore autonomia negli
spostamenti.
Postura corretta.
Migliora la performance
sportiva.

Un motivo in pi per uscire di


casa.
Migliora la mia vita di
relazione.
Crescita del livello di
indipendenza e conseguente
aumento della autostima.
In palestra sono un ATLETA!

QUALE DISABILIT ?!?!


DISABILIT MOTORIA
Esistono varie tipologie di disabilit e a parit di disabilit, avremo di fronte soggetti
sempre diversi, con proprie caratteristiche, storie personali, esperienze uniche.
La disabilit motoria pu essere ricondotta ad una lesione midollare ( para e
tetraplegia ), ad una amputazione, ad una paralisi cerebrale o ad altra patologia.
Prescindendo dal tipo di patologia, occorre considerare se la condizione di disabilit
si manifesta alla nascita o se determinata da fattori ( crash, infortuni sul lavoro)
sopraggiunti in et adulta. I due gruppi avranno esperienze motorie, emotive,
relazionali, completamente diverse e richiederanno comportamenti diversi da parte
dellistruttore.
Caratteristica comune a tutte le categorie la forte compromissione dello schema
corporeo; i segnali pi appariscenti sono le asimmetrie funzionali (un emicorpo
fortemente dominante) e la conseguente insorgenza di compensi pi o meno gravi,
pi o meno manifesti.

Attrezzatura:
possibilit di adattare il materiale a
disposizione a seconda delle esigenze di
ciascun utente.
Utilizzo consigliato di : panche con e
senza schienale reclinabile. Cable cross
o similari. Manubri, bilancieri, kettlebells,
corde e cavi. Tatami , materassine,
swissball e bosu. Pi in generale: tutto
quello che vi permette di raggiungere
lobiettivo prescelto,operando in
sicurezza.

PALESTRA A MISURA DI DISABILE


Una palestra rispondente alla normativa in materia di barriere architettoniche il
presupposto dal quale partire per poter affrontare serenamente largomento.
In linea di massima gli spazi di lavoro devono consentire gli spostamenti in
sicurezza, anche ad atleti con equilibrio compromesso e/o limitazioni di
deambulazione.
Per gli utenti in sedia a rotelle, particolare attenzione ai passaggi da sedia ad
attrezzo e viceversa, microtraumi da frizione e strofinamento possono determinare
linsorgenza di ferite e/o abrasioni cutanee (piaghe da decubito).
consigliabile lutilizzo di una materassina ( tipo tatami) per il lavoro a terra.
Possiamo utilizzare tutta la normale attrezzatura del nostro centro fitness,
eventualmente adattandola di volta in volta, in relazione allesigenza del singolo. Un
esempio banale: il lavoro con un cable cross od un lat machine per un mieloleso
(sedia a rotelle) complicato dal fatto che non pu alzarsi per afferrare limpugnatura.
Baster legare una cordicella di prolunga, alla maniglia o alla barra per far si che
latleta possa operare in piena autonomia.

UNO DEI PROBLEMI PRINCIPALI


RAPPRESENTATO
DALLINSTABILIT, ANCHE IN
POSIZIONE SEDUTA.
NEL CASO SPECIFICO:
LATLETA ASSICURATA ALLO
SCHIENALE MEDIANTE UNA
CINTURA, AL FINE DI EVITARE
LA CADUTA IN AVANTI DURANTE
LESERCIZIO DI CURL.

UNA CORDA DOTATA DI


MOSCHETTONE RISOLVE IL
PROBLEMA DELLE PRESE ALTE.
UNA PALESTRA SI PU DEFINIRE A
MISURA DI DISABILE SE QUESTI
VIENE MESSO IN GRADO DI
ALLENARSI CON LA MASSIMA
AUTONOMIA POSSIBILE

CORDA
+
MOSCHETTONE

AUTONOMIA

MAGGIORE
SICUREZZA

AUTOSTIMA

DISABILIT MOTORIA ED
ALLENAMENTO CON I SOVRACCARICHI
La materia richiede competenze specifiche riguardo alla disabilit, una buona
conoscenza dellallenamento con i sovraccarichi e la consapevolezza che latleta
che si affida a noi UNICO.
Le varie catalogazioni, di carattere clinico, non devono trarre in inganno: ogni
atleta ha proprie caratteristiche psicofisiche, capacit funzionali, coordinazione
motoria e diverso grado di autosufficienza.
In ambito sportivo, la classificazione rappresenta il tentativo di far gareggiare gli
atleti in gruppi omogenei secondo il principio che garantisce a tutti di
confrontarsi tra pari.
La classificazione prende in considerazione sia laspetto clinico che quello
funzionale. La disabilit viene valutata in rapporto al gesto tecnico previsto per
quella data disciplina sporiva.
Nella Pesistica Paralimpica sono ammessi gli amputati agli arti inferiori, i
mielolesi, i casi di paralisi cerebrale e i les autres (tutti i casi di disabilit
motoria non riconducibili alle precedenti categorie.

WARM UP
HI TECH!
SELF MADE!

UN DISABILE IN PALESTRA?!?!??!
Appurato che occorre procedere caso per caso e nella oggettiva impossibilit di stendere
un protocollo di lavoro con procedure standard, indichiamo quale sia il metodo migliore
per ricevere il nostro nuovo atleta/cliente/utente nel nostro centro.
Verificare per prima cosa il tipo di disabilit
Valutare, per quanto possibile, le capacit di spostamento in autonomia, del soggetto
Valutazione della mobilit articolare
Valutazione della forza, con particolare attenzione ad eventuali asimmetrie, compensi
ecc...
Valutazione posturale che tenga conto degli atteggiamenti di compenso (sempre presenti)
ed esame della seduta nei soggetti in sedia a rotelle.
Lo schema corporeo quasi sempre deficitario, fondamentale stabilire un feedback
continuo sul canale istruttore-atleta in modo da poter dare le corrette indicazioni e
favorire cos la capacit di analisi del proprio corpo in relazione allo spazio, in
movimento, in relazione ai diversi atrzzi ed in rapporto ad altri atleti (sport di squadra)
Non farsi scrupoli nel chiedere direttamente allatleta di aiutarci a rimappare la sua
centralina: la frase certamente forte ma altrettanto efficace e pu aiutare a
sdrammatizzare la situazione e a creare la giusta empatia tra istruttore ed atleta.