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ISTITUTO SUPERIORE G.

NATTA BERGAMO
ESAMI DI STATO 2014

Alunno: Gabriele Ravasio


Classe V, sez. D L.S.T.
Anno scolastico 2013-2014

Piacere e
Dipendenze

MATERIE COINVOLTE:
Chimica
Biologia
Filosofia
Italiano
Informatica

Piacere e Dipendenze

Gabriele Ravasio

SOMMARIO
Introduzione ....................................................................................................................................................... 3
PIACERE E DIPENDENZA ..................................................................................................................................... 4
Cos il piacere e cos la dipendenza? ........................................................................................................ 4
Dal piacere alla dipendenza ........................................................................................................................... 4
Il mondo del piacere malato .......................................................................................................................... 5
Piacere chimico .............................................................................................................................................. 6
Piacere comportamentale ............................................................................................................................. 9
Chimica: Etanolo .............................................................................................................................................12
Struttura e caratteristiche ...........................................................................................................................12
Produzione di etanolo ..................................................................................................................................12
Biologia: Funghi allucinogeni .........................................................................................................................14
Descrizione dei magic mushrooms ...........................................................................................................14
Funghi e classificazione ................................................................................................................................14
Ciclo vitale dei basidiomiceti .......................................................................................................................15
Filosofia: Freud ................................................................................................................................................16
1^Topica .......................................................................................................................................................16
2^ Topica, principio di piacere e principio di realt .....................................................................................16
Eros e thanatos ............................................................................................................................................17
Lo sviluppo psicosessuale ...........................................................................................................................17
Italiano: Baudelaire ........................................................................................................................................19
Simbolismo e figura del poeta .....................................................................................................................19
Il mondo dei paradisi artificiali .................................................................................................................19
Poetica dell analogia ...................................................................................................................................20
I paradisi artificiali ........................................................................................................................................20
Informatica: Social network ..........................................................................................................................22
Sindrome del like ......................................................................................................................................22
Facebook: L italia incontra una nuova droga ..............................................................................................22

Piacere e Dipendenze

Gabriele Ravasio

Introduzione
In questa tesi mi prefiggo di elencare le diverse forme di dipendenza causate dal piacere, ovvero tutti i casi
di attaccamento ossessivo verso qualcosa che piace. L uomo aspira fin dalla nascita alla ricerca del bello e
della felicit, ma quando essa diventa assillante e incessante, si trasforma in bisogno, ovvero in una
malattia del piacere. Analizzer le cause che stanno alla base di queste patologie, spiegher cosa
accumuna ciascuna dipendenza alle altre e amplier l argomento in questione con opportuni riferimenti ad
alcune discipline scolastiche. Grazie a poeti come Charles Baudelaire, nasce il culto della droga: la noia, l
angoscia derivata dall esclusione dalla vita nella societ decadente, viene soppiantata dai cosiddetti
paradisi artificiali. Freud, invece, attribuisce un ruolo fondamentale alla ricerca del piacere, fino a
teorizzare che lo sviluppo umano affiancato all appagamento di impulsi sessuali. Infine, la crescita di
alcune sostanze allucinogene naturali come alcuni funghi, lo studio della composizione chimica e della
produzione di alcool etilico e la dipendenza da strutture informatiche come i social network,
completeranno l elaborato.

Piacere e Dipendenze

Gabriele Ravasio

PIACERE E DIPENDENZA
Cos il piacere e cos la dipendenza?
Il piacere un sentimento o un esperienza che induce luomo in uno stato di benessere, in una condizione positiva.
Anche un gesto semplice e banale pu essere espressione del piacere, purch provochi felicit nell individuo. Il
piacere agisce a livello psicologico: pertanto siamo in grado di distinguere ci che bello e gratificante, da ogni cosa
che provoca dolore e sofferenza. Non a caso si tende a ripetere esperienze piacevoli, piuttosto che esperienze noiose
e insignificanti, ma quando la ricerca del piacere diventa ossessiva, l uomo finisce per diventarne dipendente.
Per dipendenza invece si intende un alterazione del comportamento che da semplice e comune abitudine diventa
una ricerca esagerata e patologica del piacere attraverso mezzi, sostanze e comportamenti che sfociano in una
malattia. Per dipendenza, non si intende soltanto abuso di alcool e sostanze stupefacenti: si pu essere dipendenti da
qualsiasi minimo gesto, azione, comportamento, purch questo produca uno stato di felicit nell individuo.

Dal piacere alla dipendenza


Il piacere e la dipendenza sono due concetti estremamente collegati tra loro: quando avviene il passaggio da uno all
altro? Questo succede quando il desiderio, trasformatosi in un bisogno assoluto di assumere una particolare sostanza
o di compiere una determinata azione, diventa prioritario su tutti gli altri interessi. Un individuo che compie qualcosa
che lo rende felice, sa ancora cogliere il gusto e il piacere di quello che fa. Dal momento in cui l oggetto scatenante
appare totalmente scollegato da ogni forma razionale del piacere, e quando l esperienza gratificante continua ad
essere ripetuta, giorno dopo giorno, si totalmente dipendenti da essa, e non se ne pu fare a meno.
Se guardiamo bene siamo tutti dipendenti da qualcosa, chi pi chi meno. Daltro canto possiamo distinguere due
differenti modalit di comportamento. La prima, diciamo pi normale, si esprime con un atteggiamento di
attaccamento, che pu essere anche forte, ma senza perdere il controllo. Si ha bisogno della sostanza gratificante, ma
in casi estremi se ne pu fare a meno, vi si pu rinunciare anche se costa sofferenza. L'altra modalit pone al centro di
tutto l oggetto in questione: si esprime in affermazioni quali: non so vivere senza, mi indispensabile per vivere e
si manifesta attraverso spinte compulsive spesso incontrollabili.
Altra differenza sostanziale tra una persona dipendente e no, la manifestazione o meno delle crisi di astinenza.
Esse sono dei sintomi che si verificano nel primo soggetto, dal momento in cui non in grado di soddisfare quegli
interessi che l organismo riconosce come prioritari. Ne esistono di due tipi:
-

Psicologica: interessanti la sfera psichica, come il desiderio ossessivo (craving), ansia, irritabilit, depressione,
malessere mentale.
Fisica: riguardanti il corpo, dalla semplice stanchezza muscolare, al vomito, diarrea, tachicardia e persino
convulsioni.

Cause contribuenti alla nascita di una dipendenza:


La vulnerabilit alle malattie del piacere spesso alimentata dal malessere psicologico. Un individuo con una vita
ebbra di sofferenze, delusioni, impedimenti, disagi, non pu che cercare la felicit nel mare della gratificazione. I
dispiaceri appunto, annegano in questo mare, lasciando spazio agli appagamenti. La dipendenza che ne scaturisce
un modo per nascondersi dai propri problemi, per alienarsi, come una maschera.

Piacere e Dipendenze

Gabriele Ravasio

Dipendenza come fuga:


Guardandomi allo specchio mi vedevo grassa, non accettavo pi il mio corpo. Cos ho iniziato a drogarmi
Questo esempio ci fa capire come le dipendenze possano nascere da una serie di problematiche che mettono in
discussione il benessere mentale del soggetto. Egli pertanto sar propenso a fuggire, scappare, evadere dai propri
disturbi mentali, come una sorta di ritirata, per limitarne i danni ed evitare un peggioramento della situazione.
Questi sono casi tipicamente adolescenziali: in questa fase della vita, il ragazzo vuole apparire diverso da quello che
per sentirsi integrato nel gruppo, apprezzato dagli altri, mettendo da parte i propri problemi, evitandoli piuttosto che
risolverli.
Dipendenza come automedicazione:
Da quando mia figlia morta ho iniziato a bere. Solo cos riesco a schiacciare la tristezza che mi opprime
Una dipendenza di questo tipo, una sorta di automedicazione dei propri dolori o malesseri. Si beve per
dimenticare, si fuma una canna per essere felici, in generale si cerca di anestetizzare le sofferenze che opprimono la
persona. Gli stimoli gratificanti, di qualsiasi tipo, funzionano come dei farmaci, che attenuano il dolore mentale (molto
pi intollerabile di quello fisico), senza fornire un appagamento duraturo. Una condizione di questo tipo pu
facilmente scaturire un dipendenza, dal momento in cui si verificano le crisi di astinenza e il dolore, l ansia, l
irritabilit ritornano. Tra gli stimoli appaganti troviamo anche il gioco d azzardo e lo shopping.
Dipendenza come riscatto:
Mi piaceva correre in bici, ma soprattutto l idea di vincere. I buoni piazzamenti sono arrivati solo con la cocaina
Nella societ di oggi, puntare al successo e ottimizzare le prestazioni sono obbiettivi sempre pi diffusi. Molte
sostanze migliorano le proprie performance nello sport, nello studio, nel lavoro, ma anche nel rapporto con gli altri
per apparire una persona importante. Gli individui maggiormente colpiti da una dipendenza di questo tipo, sono
coloro che assumono atteggiamenti di narcisismo e di onnipotenza: il primo individuo ritiene di essere speciale,
superiore agli altri e pertanto di dover apparire al centro dell attenzione; il secondo presume sia in grado di compiere
tutto, spingendosi oltre i limiti umani, proprio come un dio.

Il mondo del piacere malato


Il mare della gratificazione, di cui abbiamo appena parlato, composto da moltissimi stimoli che appagano l uomo.
In generale, le malattie del piacere si suddividono in due macro categorie:
-

Malattie del piacere chimico (dipendenze da sostanza);


Malattie del piacere comportamentale (dipendenze senza sostanza).

Prima di descrivere le due categorie, interessante capire come siano collegate tra loro, e in generale come ogni
dipendenza sia uguale a tutte le altre.

Anatomia del piacere


Se chiedessimo a persone con qualsiasi problema di dipendenza il motivo del loro attaccamento, sentiremmo la solita
risposta: perch mi piace. Com possibile che dipendenze da alcool, droga, sesso e gioco d azzardo, producono
piacere nello stesso modo, pur essendo dipendenze diverse? Per dare una risposta a questa domanda opportuno
osservare cosa succede nel cervello. Negli anni 50, i neurologi James Olds e Peter Milner, con degli esperimenti sui
ratti, studiarono e analizzarono le strutture neurologiche coinvolte nel sistema della gratificazione.

Piacere e Dipendenze

Gabriele Ravasio

Il centro del piacere una struttura situata nel diencefalo (parte profonda del cervello), il quale produce sensazioni
gratificanti, causate da una sostanza particolare, la dopamina. La dopamina, la cosiddetta molecola del piacere, un
neurotrasmettitore, ovvero un segnale biochimico che consente ai neuroni di comunicare tra loro. Essa viene liberata
da un altra struttura cerebrale, il VTA (area ventrale tegumentale). Dai neuroni del VTA vi sono collegamenti con
alcune regioni del centro del piacere, tra cui il nucleo accumbens e la corteccia prefrontale. Quando la dopamina
aumenta di concentrazione in queste zone, si avvertono sensazioni di appagamento e di piacere: Ogni qual volta
stiamo facendo qualcosa che ci piace fare, qualcosa che ci gratifica o ci rende felici, come mangiare un banalissimo
dolce, il VTA rilascia dopamina nel centro del piacere.
Quando assumiamo sostanze stupefacenti come cocaina, oppiacei, anfetamine, alcool, esse vanno ad agire proprio sul
VTA, alterandone il corretto funzionamento. Essendo un organo estremamente sensibile, se viene danneggiato,
provoca un aumento ingente di dopamina, che verr rilasciato nel centro del piacere. Questo consentito dal
danneggiamento dei sistemi di regolazione e limitazione di dopamina, che vengono bloccati dalle sostanze assunte in
precedenza. Nel caso in cui si mangi un dolce, appena si sazi, questi sistemi inibiscono la produzione di dopamina, in
quanto l individuo non prova pi piacere nel mangiare, dato che sazio; nel caso delle droghe invece essi sono fuori
uso, e la concentrazione di dopamina nel nucleo accumbens e nella corteccia prefrontale, aumenta a dismisura.
proprio da una situazione di questo tipo che nasce una dipendenza: il centro del piacere si abitua a quantit di
dopamina sempre pi grandi, alla quale corrisponde un attaccamento allo stimolo gratificante sempre pi morboso, e
una sua assunzione sempre pi elevata.

Piacere chimico
Il piacere chimico il piacere derivato da una sostanza proveniente dal mondo esterno, che altera lo stato danimo, la
percezione e l attivit mentale dell individuo che ne abusa. L incontro con tali sostanze, a causa del loro effetto
gratificante, portano alla nascita di dipendenze. Il piacere chimico usura facilmente i freni della saziet, esponendo il
soggetto a diversi stadi di avvelenamento:
-

Tossico-filia, intensa attrazione per gli effetti appaganti della sostanza;


Tossico-dipendenza, incapacit di distaccarsi dalla sostanza;
Tossico-mania, attaccamento maniacale alla sostanza, unica ragione di vita, tutto ruota intorno ad essa.

Qualsiasi prodotto avente caratteristiche simili a quelle elencate, viene comunemente definito droga. Le droghe
(anche dette sostanze psicoattive o stupefacenti), possono essere classificate in droghe naturali, semi-sintetiche e
sintetiche
Droghe naturali:
Esse sono sostanze psicoattive che si trovano in natura, ricavandole generalmente dai vegetali. Anche se vengono
lavorate, non si hanno modifiche sostanziali del principio attivo, ovvero la molecola dotata di attivit biologica e che
produce gli effetti gratificanti tipici delle droghe. Le principali sono:

Oppio: lattice disseccato per incisione delle capsule del Papaver Somniferum. Contiene pi di 20 alcaloidi, tra
cui la morfina (che viene usata in ambito farmaceutico come antidolorifico).
Cocaina: alcaloide che si ottiene dalle foglie di coca (Erithroxylon Coca), mediante trattamento con acido
solforico e carbonato di sodio (in soluzione). Ha un colore biancastro, pu essere fumata, sniffata, iniettata.
Da essa si pu ricavare il crack.
Derivati della cannabis: dalla pianta di cannabis si ricava marijuana (miscela di inflorescenza e foglie
essiccate), e hashish (impasto di resina e polline della pianta). Il principio attivo pi importante il THC,
responsabile dei caratteristici effetti della cannabis.
Funghi allucinogeni: esistono moltissime variet, ma contengono tutti principi attivi come la psilocina o
psilocibina. Essi vengono prevalentemente mangiati.
Nicotina: alcaloide stimolante contenuta nelle foglie del tabacco (Nicotiana Tabacum). Attualmente
coltivata in quasi tutto il mondo.

Piacere e Dipendenze

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Alcol: pur essendo legale, come le sigarette, sicuramente una droga naturale. Essa una sostanza
psicoattiva, ottenuta mediante la fermentazione (come per il vino e birra), oppure mediante distillazione (per
i superalcolici). I principali prodotti di fermentazione sono uva (vino) e malto (birra). I principali prodotti di
distillazione sono vino e derivati (acquavite, brandy, cognac, grappa), cereali (whisky), patata e grano (vodka),
ginepro (gin), canna da zucchero (rum), agave azzurra (tequila).

Droghe semisintetiche:
Queste droghe si ricavano dall elaborazione chimica di alcune sostanze naturali. Il principio attivo viene modificato in
laboratorio, in modo da esaltarne le propriet.

Eroina: sostanza ricavata dalla morfina che, opportunamente trattata, in grado di penetrare facilmente il
cervello e di agire su esso. Per questo motivo le dipendenze da eroina sono tra le pi diffuse, e si instaura con
quantitativi molto bassi. Il rischio di overdose pertanto elevato.
LSD: potente allucinogeno sintetizzato a partire dall acido lisergico, contenuto in un fungo parassita della
segale (ergot). Alla fine degli anni sessanta spopol tra i giovani, come negli hippy e in tutti quei movimenti
che contestavano il sistema.

Droghe sintetiche:
Tali sostanze vengono prodotte dalle industrie farmacologiche, per poi essere dirottate sul commercio illegale. Spesso
vengono prodotte anche in laboratori clandestini. Sono tra le pi diffuse in quanto possono essere ottenute a seconda
delle esigenze del consumatore.

Metadone: esso viene definito come il farmaco sostitutivo dell eroina, in quanto viene somministrato per
combattere la dipendenza da eroina, in sostituzione ad essa. Una volta persa la dipendenza da eroina, il
metadone viene diminuito gradualmente, fino a che il paziente non ne sente pi il bisogno.
Anfetamine: vasto gruppo di molecole con effetti gratificanti al cervello. Durante la 2 Guerra Mondiale si
diffusero enormemente tra i soldati, per incrementarne l efficienza ed abbattere la tensione. In seguito
divenne popolare tra i giovani negli anni 60-70, in seguito alla nascita delle metamfetamine, anfetamine con
effetti gratificanti ed euforici pi pronunciati.
Ketamina: anestetico ad uso veterinario derivato dalla fenciclidina (PCP), in quanto il PCP era neurotossico e
causava danni permanenti ai neuroni. Anchessa per produce reazioni post anestetiche indesiderate come
allucinazioni e stati confusionali, infatti viene utilizzata per uso psiconautico (ovvero per compiere viaggi
interiori, alla scoperta di se stessi e della propria anima).
Ecstasy: sostanza sintetica sotto forma di compresse, una delle droghe pi moderne e diffuse tra i giovani
doggi. Conosciuta come MDMA, la droga del sabato sera, in quanto facilita le persone a rapportarsi con
gli altri, rendendole meno timide e pi sicure di s stesse.

Effetti indotti dalle droghe


Il criterio comune per classificare le sostanze stupefacenti quello di elencarle in base agli effetti che esse
producono. Tra gli effetti sul cervello, la sensazione appagante, il piacere (dovuto all aumento di dopamina), un
elemento comune a tutte le sostanze, pertanto in questa classificazione risulta poco utile. Saranno ben pi
importanti altri effetti psicoattivi, che consentono alle droghe di essere suddivise in:
-

Droghe deprimenti;
Droghe stimolanti;
Droghe allucinogene.

Piacere e Dipendenze

Gabriele Ravasio

A. Droghe che deprimono l attivit cerebrale


Quando vengono assunte sostanze stupefacenti di questo tipo, l attivit cerebrale tende a spegnersi, perch esse
agiscono rallentando la trasmissione degli impulsi nervosi. Gli effetti caratteristici sono quello calmante, sedativo,
analgesico ed euforico. L eroina la droga deprimente per eccellenza, in quanto in grado di fornire moltissimi
degli effetti appena enunciati. Una volta assunta, l eroina riduce la sensazione di dolore, facendolo sentire
lontano piuttosto che toglierlo del tutto. Altri effetti non meno inferiori sono il deteriorarsi dei sentimenti e dei
legami affettivi verso i propri cari, il progressivo degrado sociale, in quanto l unico scopo della propria esistenza
consiste nell ottenere eroina a tutti i costi. Il rischio di overdose elevatissimo. Altra sostanza deprimente,
seppur non venga abitualmente chiamata droga, l alcool. Effetti tipici delle bevande alcoliche sono il
rallentamento dei riflessi, annebbiamento, sbalzi di umore improvvisi (alternarsi di gioia e tristezza, scatti d ira o
aggressivit), nausea, vomito, fino a giungere al coma etilico nella peggiore delle ipotesi. La tossicit derivata dall
abuso di alcool elevata, mettendo a repentaglio non solo la salute fisica (malattie come epatiti, cirrosi, ulcera,
ipertensione, amnesie), ma anche quella mentale, causando allucinosi e demenza alcolica. A livello sociale le
conseguenze sono gravissime, dalla rottura dei legami familiari, all emarginazione sociale.
B.

Droghe che stimolano l attivit cerebrale

A differenza delle sostanze precedenti, queste accelerano la trasmissione dell impulso nervoso, provocando uno
stato di maggiore vigilanza e lucidit mentale, riducendo cos il senso di fatica e stanchezza. La droga stimolante
per eccellenza la cocaina, la quale in grado di aumentare la quantit di dopamina e noradrenalina trasmessa
tra un neurone e l altro. L eccesso di dopamina causa benessere ed euforia, mentre un eccesso di noradrenalina
causa iperstimolazione e conseguente resistenza al sonno e alla fame. Tra gli effetti collaterali pi comuni
abbiamo la tachicardia, ipertensione, fino alla possibilit di morire per insufficienza cardiovascolare e aritmie
(anomalie nel battito cardiaco). Sospendendo bruscamente l assunzione di tale sostanza, si genera una gravissima
crisi di astinenza determinata da un intenso carving e forte depressione (fino al possibile suicidio). Altre sostanze
stimolanti sono le anfetamine, molto simili alla cocaina, ma con un effetto meno intenso e pi duraturo. Questo
dovuto alla difficolt del nostro organismo di metabolizzare una sostanza di questo tipo, a differenza della
cocaina. La morte per overdose anche in questo caso non da escludere. Infine possiamo trovare anche l ecstasy
(MDMA) e la nicotina. La prima, chiamata pi comunemente MD, ha effetti sia stimolanti, che allucinogeni. La
seconda, contenuta nel tabacco, ha effetti per lo pi gratificanti, ed agisce facilmente nel cervello. I rischi pi
pericolosi del tabagista, consistono nelle sostanze sprigionate al momento della combustione del tabacco
(catrame, monossido di carbonio, agenti irritanti,), provocando malattie respiratorie, cardiovascolari, ma anche
tumori (polmoni, laringe, vescica, utero,).
C.

Droghe che alterano le percezioni (allucinogene)

Sostanze di questo genere sono in grado di alterare le percezioni in diversi modi: nella loro intensit (aumentando
o diminuendo i riflessi), nella qualit (provocando un cambiamento nel colore, volume delle cose), oppure essere
completamente falsate (provocando apparizioni, illusioni,). Inoltre possono intaccare, a seconda della droga,
diversi organi sensoriali contemporaneamente. Le droghe pi rappresentative sono la ketamina, LSD e la
cannabis. Quest ultima, contiene il THC, il principio attivo che provoca il rilascio di dopamina nel centro del
piacere, ma che attacca anche la corteccia cerebrale, l ippocampo e il cervelletto, alterando rispettivamente il
pensiero, la memoria e la coordinazione dei movimenti. Pu provocare alterazione nella percezione del tempo,
dei suoni, e dei colori. La dipendenza da tale sostanza di lieve entit, ma alle volte si verificano casi di tossicomania, con conseguenti disturbi alla memoria e psicosi acute (alterazione dell equilibrio psichico). L LSD invece
agisce anche a dosi molto basse, provocando il caratteristico trip (viaggio). Tale fenomeno consiste nel
percorrere un vero e proprio viaggio surreale, fatto di immagini intensamente colorate e distorte. L umore
sempre instabile, pu variare da stati d animo di benessere, fino a momenti di angoscia e paura (bad trip). Si
possono verificare alle volte i cosiddetti ritorni d acido ovvero avere allucinazioni anche dopo mesi dall ultima
assunzione. Anche in questo caso la dipendenza lieve, anche se si possono verificare l insorgenza di vere e

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proprie psicosi. Anche la ketamina provoca fortissimi allucinazioni come visioni mistiche, esperienze
extracorporee, viaggi a grande velocit. Tipica della ketamina l esperienza in prossimit della morte o NDE
(Near Death Experience). Tra i molteplici effetti collaterali possiamo trovare psicosi, insonnia, attacchi di panico,
fino anche a tentativi di suicidio.

Piacere comportamentale
In questa sezione verranno elencate diverse malattie del piacere che a differenza di quelle sopra enunciate non
richiedono una sostanza, ma bens un comportamento, un modo di essere o di agire, di uno stato mentale. Il piacere
comportamentale racchiude molteplici patologie dell uomo, da quelle pi comuni a quelle pi inaspettate, a tal punto
che non vengono considerate come dipendenze anche se in realt lo sono. Esse comprendono sia le risposte ai bisogni
fisiologici primari (cibarsi, bere, attivit sessuale e relazionale,), ma anche aspetti secondari, finalizzati a procurarci
un benessere interiore (bellezza, potere, successo, ricchezza). Tali patologie condividono diversi aspetti neurobiologici
e fenomenologici con le patologie causate da una sostanza: in entrambi i casi si creano adattamenti neuronali con la
necessit di dedicare sempre pi tempo al movente gratificante (tolleranza), e con l insorgere di un malessere dal
momento in cui si rinuncia ad esso (crisi d astinenza). Nell attaccamento ad un comportamento per la tolleranza
molto pi lunga, bisogna aspettare diversi mesi prima che possa scattare una vera e propria dipendenza. Inoltre
un'altra caratteristica fondamentale consiste nel fatto che tali comportamenti possono scaturire una dipendenza in
alcuni soggetti piuttosto che in altri. Due individui possono, ad esempio, divertirsi scommettendo, ma il primo riesce a
controllarsi, il secondo no. Ci fa pensare ad una predisposizione incline a determinati atteggiamenti, che rendono
queste dipendenze differenti da individuo a individuo, a differenza di sostanze stupefacenti che agiscono allo stesso
modo in tutti gli individui che ne abusano. Non esiste un vero e proprio metodo di classificazione riconosciuto
universalmente, di forme di dipendenza di questo tipo, ma in generale possono suddividersi in:
-

Dipendenze affettive;
Dipendenze sensoriali;
Dipendenze da ideale dell Io;
Dipendenze da ricerca emozionale.

Dipendenze affettive:
Ricordando il concetto di dipendenza come, attaccamento morboso o ricerca assillante verso qualcosa che piace e
gratifica, in questo paragrafo affermiamo che l oggetto del piacere, una persona. Essa pu essere il partner, un
genitore, un figlio, ma ci che appaga realmente la relazione stretta che vi con essa, a tal punto che si sente un
bisogno ossessivo ed eccessivo di vicinanza ad essa, finendo con l interessarsi di pi al benessere altrui che al proprio.
Ovviamente, queste sono caratteristiche abbastanza normali, tra individui che si vogliono realmente bene,
vicendevolmente, ma le anomalie insorgono nei momenti di distacco, di allontanamento dalla persona amata, anche
solo per pochi giorni. Solo a questo punto della relazione, quando bisogna separarsi, possibile verificare se il legame
tra i due costruttivo o distruttivo. Se, nel primo caso, una pausa comporterebbe una crescita individuale, tristezza
ma allo stesso tempo gioia nel pensare il giorno in cui ci si rivede, nel secondo caso comporterebbe gravi rischi per
entrambi i soggetti: colui che soffre della mancanza finisce col deprimersi, provare ansia, malinconia e paura di
abbandonare la persona amata, mentre l oggetto di attaccamento viene soffocata dall eccesso affettivo e si sente
privata della propria autonomia. Tale mancanza, alle volte, viene rimpiazzata da altre dipendenze, complicando cos la
situazione.

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Dipendenze sensoriali:
In questa forma di condizionamento, il piacere viene ricercato in tutto ci che passa attraverso i nostri sensi.
Attraverso i nostri sensi sono veicolate diverse sensazioni piacevoli, e possono prendere l individuo a tal punto da
divenire vere e proprie dipendenze. In questo ambito sono incluse le dipendenze tecnologiche, e la pi antica la
teledipendenza. La televisione infatti composto da immagini, suoni e sensazioni che possono impegnare tutti i nostri
sensi facilmente, generando cosi uno stato di ipnosi tra persona e televisione, che lo porta a rimanere in silenzio e ad
estraniarsi da tutto ci che lo circonda. Atteggiamenti di questo tipo portano le persone affette da teledipendenza ad
essere pi insicure, in quanto tendono a ridurre le proprie relazioni in cambio di rimanere rinchiusi in casa a fissare ora
dopo ora la TV. Altra dipendenza, quella da internet e in particolar modo dai social network come Facebook e
Twitter che comporta una drastica riduzione degli relazioni dirette tra le persone, in cambio di una vita sociale
virtuale. Anche la porno dipendenza, estremamente connessa con internet. Infine, una malattia che non
coadiuvata da strumenti come televisione e computer, ma che rientra nell ambito delle dipendenze di origine
sensoriale, la dipendenza sessuale. Tale pratica, per via del piacere che comporta, pu essere ricercata sempre con
pi frequenza e in altre forme diverse dal semplice atto sessuale: la masturbazione, le pratiche sadomaso, i rapporti
con prostitute, conducono l individuo a ricercare il piacere sessuale, rinunciando persino alla famiglia, agli amici ed al
lavoro. Viene anche compromessa la salute, in quanto vi sono diverse malattie trasmissibili sessualmente come l HIV,
sifilide che possono attaccare facilmente persone che non possono fare a meno di provare questo piacere.

Dipendenze da ideale dell Io:


Tali dipendenze possono affondare le proprie radici in diversi ambiti, ma la causa comune a tutte il bisogno di essere
ci che non si nella realt. All origine pu trovarsi un fallimento personale, come il mancato raggiungimento di
obbiettivi estremamente fondamentali per la persona stessa. Un caso emblematico la dipendenza dal lavoro, in
quanto il lavoro garantisce l indipendenza economica, il potere e soprattutto il successo personale. Sintomi
caratteristici sono una riduzione della vita familiare, pensieri rivolti sempre al lavoro (anche di notte). Un altro ambito
in cui pu essere ricercato il successo personale lo sport, che porta il soggetto a compiere un eccessivo esercizio
fisico, con la limitazione di tutti gli altri rispettivi interessi. Tra le dipendenze da ideale dell io esistono una serie di
disturbi derivati dal comportamento alimentare. Mangiare pu essere definito come un piacere, soprattutto nella
nostra societ in cui il cibo non un problema, dato che molto improbabile che venga a mancare. In realt, all
origine della dipendenza dal cibo, non tanto il piacere provato nel mangiare, perch altrimenti saremmo tutti
dipendenti, in quanto ci nutriamo ogni giorno. Ma il rapporto che si ha con il proprio aspetto fisico a generare
dipendenze di questo tipo, in quanto il cibo solo uno strumento per rimediare ad un ideale del proprio corpo (fisico
perfetto) rimasto inappagato. La dipendenza sorge dal momento in cui ci si rende conto di aver perso totalmente il
controllo sul cibo ( in quanto si aspira ad essere in linea col peso forma per esempio), ma non si riesce a rimediare in
nessun modo. Ci vale sia per le forme bulimiche ( in cui il cibo viene divorato per poi essere vomitato) sia per le
forme di anoressia ( in cui il cibo viene totalmente rifiutato). Bulimia e anoressia sono due aspetti estremamente
connessi tra loro, in cui l ossessione rivolta sempre al cibo, al corpo ed al peso. Di qui scaturiscono diverse
conseguenze sia fisiche (come lacerazioni dell esofago a causa del vomito, ulcere, malnutrizioni, danneggiamento
gengive, denti, fegato e reni) sia psicologiche (vergogna, depressione, sblazi d umore, e nei casi pi drammatici anche
il suicidio).

Dipendenze da ricerca emozionale:


Qui il piacere correlato alla ricerca di forti emozioni, le quali sono estremamente brevi, ma in quell attimo catturano
intensamente corpo e mente dell individuo. In questo caso, la dipendenza non derivata dal legame stretto con una
persona, dal piacere dei sensi o dal successo. In questo caso sono le emozioni che derivano da un azione compiuta
dalla persona, che vorrebbero essere ripetute sempre con maggiore frequenza. Alcuni esempi sono lo shopping
compulsivo, in cui l atto dell acquisto diventa gratificante e prestigioso, in quanto ha consentito alla persona di
impossessarsi di un vestito che le piace. Pertanto si finisce con l ossessione incontrollabile di comprare e comprare, e

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dal momento in cui ci non possibile, si avvertono i primi sintomi di crisi d astinenza da shopping. Nel glambing o
dipendenza da gioco d azzardo, il momento del gioco preceduto da una forte tensione emotiva, che si placa solo
quando si entra nel vivo dell azione: in qualunque caso (cio sia si vinca o si perda) il giocatore (grambler) portato a
ripetere lo stesso momento, per via della forte eccitazione che gli procura. I problemi finanziari che ne derivano, in
quanto la vittoria dettata dalla fortuna, conducono il giocatore ad aggravare anche la situazione familiare e sociale,
allontanandosi dai cari. Si sono verificati anche alcuni casi di suicidio, per via della mole di problemi derivata dalla
mancanza di denaro. Infine, possiamo trovare anche le dipendenze da rischio estremo. Qui, possiamo trovare tutti gli
sport estremi, che portano l individuo a provare uno stato di eccitazione, in cui il corpo costretto ad secernere un
quantitativo elevatissimo di adrenalina. Questo dovuto dal semplice fatto che si percorrono rischi che mettono a
repentaglio la stessa vita. il caso del bungee jumping, saltare dalle terrazze dei palazzi (balcooning), liberarsi dalle
catene prima di morire annegati, destreggiarsi con tori, squali e animali pericolosi, ecc. Chi pratica il rischio estremo
(diverso dallo sport estremo in cui si prendono le contromisure per far fronte ad eventuali pericoli), si avventura in
pratiche azzardate, senza rendersi conto dei pericoli e che col passare del tempo, la possibilit di errore (e persino di
perder la vita) si amplia sempre di pi.

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Piacere e Dipendenze

Gabriele Ravasio

Chimica: Etanolo
Nella famiglia degli alcoli, l etanolo l unica sostanza adibita al consumo. Proprio per questo
comunemente chiamato alcool, ed contenuto in qualsiasi bevanda alcolica, come il vino e la birra, che
sappiamo essere alcune tra le tante sostanze che possono causare dipendenza nell uomo. In questa
sezione della tesi, dopo una breve introduzione della struttura e delle caratteristiche del composto, mi
preoccuper di spiegare i suoi diversi metodi di produzione.

Struttura e caratteristiche
Gli alcoli sono composti organici di struttura simile agli alcani (composti costituiti solamente da carbonio e
idrogeno) in cui un atomo di idrogeno sostituito da un gruppo ossidrile OH.
Esempio comune di alcol l'etanolo (CH3CH2OH), ossia l'alcool per antonomasia; una piccola molecola
costituita da due atomi di carbonio, estremamente solubile sia in acqua che nei lipidi. Grazie alle sue
dimensioni ridotte, rispetto ad altre molecole, penetra facilmente fra i tessuti, entrando nel flusso
sanguineo piuttosto rapidamente e, grazie ad esso, si diffonde in tutto l'organismo in breve tempo.
L'etanolo non una sostanza nutriente o utile, ma provoca danni diretti alle cellule di molti organi, tra cui il
fegato e il sistema nervoso centrale. Pur possedendo un elevato valore calorico (7 Kcal per grammo,
inferiore solo ai grassi), non utilizzabile dall'organismo per il lavoro muscolare.

Produzione di etanolo
Letanolo allinizio del XX secolo veniva prodotto, su scala industriale per via fermentativa, ma alla fine della
II Guerra Mondiale, si pass alla produzione chimica per idratazione delletilene. Esso uno dei pi
importanti prodotti chimici usati nellindustria. Viene usato come solvente, come antigelo e come materia
prima per le sintesi di altre sostanze come pesticidi, lubrificanti, plastificanti, esplosivi, cosmetici.
FERMENTAZIONE ALCOLICA
La fermentazione un insieme di processi chimici di demolizione degli zuccheri, operata da particolari
organismi detti fermenti , che comprendono muffe, lieviti e batteri. Tale processo avviene in mancanza di
ossigeno (processo anaerobico), altrimenti darebbe origine a respirazione cellulare nell organismo. La
fermentazione alcolica una particolare fermentazione che porta alla formazione di alcool etilico (etanolo)
partendo da zuccheri (glucosio). Essa operata da una particolare classe di microrganismi, i
Saccharomyces, dei quali il pi comune senz'altro il S. cerevisiae, presente sulla buccia dell'uva come
nel lievito di birra. La fermentazione alcolica consta di due fasi fondamentali:
1) Formazione di monosaccaridi (glucosio, fruttosio), partendo da zuccheri complessi (disaccaridi,
come il saccarosio);
2) Formazione di etanolo, partendo da zuccheri semplici.

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Piacere e Dipendenze

Gabriele Ravasio

La reazione che caratterizza la prima fase :


C12H22O11 + H2O C6H12O6 + C6H12O6
da cui si generano due molecole monosaccaridi (fruttosio e glucosio), in quanto si scissa una molecola di
saccarosio (che composta appunto da questi due monosaccaridi).
Nella seconda fase (che distingue la vera e propria fermentazione) a partire dal glucosio, contenuto nel
citoplasma dell organismo anaerobico si verifica la glicolisi, ovvero il processo di ossidazione del glucosio
che, mediante il consumo di due molecole di ATP, viene scisso in due molecole di acido piruvico. Come
detto in precedenza, l'assenza di ossigeno impedisce poi il verificarsi del normale ciclo di Krebs e
della respirazione cellulare aerobica, che avviene nei mitocondri. L'acido viene privato di una molecola
di anidride carbonica (mediante l enzima piruvato dercarbossilasi) formando cos l acetaldeide, un
prodotto estremamente velenoso. Questa viene infine viene ridotta per opera del coenzima di reazione
NADH + H+, il quale si ossida cedendo due protoni e trasformando l aldeide acetica in etanolo. La reazione
generale (a lato quella completa) che sintetizza la formazione di etanolo e anidride carbonica a partire dal
glucosio quella del chimico-fisico francese Joseph Louis Gay-Lussac:
C6H12O6 2 CH3CH2OH + 2 CO2
IDRATAZIONE DELL ETILENE
Letanolo pu essere ottenuto per idratazione delletene secondo la reazione di equilibrio:
CH2=CH2 + H2O CH3CH2OH
A livello industriale questo processo definito metodo di idratazione catalitica dell etene (etilene) per
produrre alcool etilico. ll processo abbastanza semplice e relativamente economico dato che parte da
reagenti poco costosi, in presenza di un catalizzatore costituito da acido fosforico (HPO), con una
concentrazione del 85/90%. L acqua viene vaporizzata ed aggiunta all etilene vaporizzato ad una pressione
di circa 60/70 atm, per poi esser riscaldato fino alla temperatura di 300 C. Il risultato della reazione
etanolo, solo al 5% e per aumentare la resa si sfrutta il principio dellequilibrio di Le Chatelier: per spostare
a destra lequilibrio e ottenere una resa fino al 95%, letanolo, man mano che viene prodotto, rimosso dal
recipiente di reazione. Nell etilene vaporizzato presente una quantit di acetilene (etino), il quale anch
esso reagisce con acqua per fornire acetaldeide secondo la seguente reazione:
CH + HO CHCHO
La miscela di prodotto contenente etanolo, etilene non reagito, acqua e acetaldeide vengono inviati ad un
separatore. Etanolo e acqua sono separati da etilene, e vengono assorbiti dal fondo. Etilene non reagito
invece viene rimosso dalla parte superiore e strofinata con soda caustica (NaOH) per rimuovere ogni traccia
di acido fosforico. Un stripper ad alta pressione separa acetaldeide e lo invia ad un idrogenatore per
produrre etanolo con l'aiuto di nichel catalizzatore. La reazione che produce etanolo da acetaldeide :
CH3CHO + H2O CH3CH2OH
Infine, l etanolo viene prodotto a concentrazione differente, secondo i requisiti, in separatori con una resa
del 95-97%.

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Piacere e Dipendenze

Gabriele Ravasio

Biologia: Funghi allucinogeni


Per quanto riguarda questa disciplina, ho deciso di prendere in esame alcune sostanze psicotrope, in grado
di creare dipendenza nell uomo: i funghi allucinogeni. Infatti questi funghi, a differenza degli altri,
contengono principi psicoattivi come la psilocibina e psilocina, le quali alterano la percezione dell individuo
che ne abusa, generando appunto allucinazioni. Essi per rimangono sempre dei funghi: dopo una breve
descrizione delle tipologie e degli effetti di queste sostanze, spiegher come fatto un fungo, la loro
suddivisione, ed il loro ciclo vitale (riproduzione sessuata).

Descrizione dei magic mushrooms


I funghi allucinogeni (in gergo anche funghetti , funghi magici ) crescono praticamente ovunque e sono
considerati la pi antica droga nota all'umanit. Tradizionalmente i funghi allucinogeni sono utilizzati a
scopo medico e rituale in diversi luoghi del mondo (Sud-est asiatico, America centrale e America latina).
Essi contengono sostanze allucinogene, pi comunemente la psilocibina e psilocina, ma anche il muscimolo
e lacido ibotenico, contenuti nell amanita muscaria. I funghi allucinogeni mostrano una grande variet in
potenza. La potenza dipende dalla specie, origine, condizioni di crescita e di periodo di raccolta. Tra queste
specie pi potenti vi esempio la Psilocybe semilanceata che pu contenere per 1 g di funghi secchi 10
mg di psilocibina;
Gli effetti dei funghi allucinogeni variano da lievi sensazioni di relax, vertigini, euforia e miglioramento
visivo (visione di colori luminosi), a illusioni ottiche (superfici in movimento, onde), ad alterata percezione
degli eventi reali, di immagini e volti fino ad arrivare a vere e proprie allucinazioni. Le distorsioni sensoriali
possono comprendere irrequietezza, stato di ansia, alterato giudizio del tempo o dello spazio, a tal punto
da generare i cos definiti viaggi cattivi (bad trip) che possono comportare anche gravi stati di panico e o
quadri psicotici. Gli effetti di tipo fisiologico non sono significativi, ma possono includere vertigini, nausea,
debolezza, dolori muscolari, brividi, dolore addominale, dilatazione delle pupille, aumento lieve-moderato
della frequenza cardiaca (tachicardia), della respirazione (tachipnea) e aumento della pressione
sanguigna. Generalmente, la temperatura corporea rimane normale.

Funghi e classificazione
I funghi sono degli organismi viventi talmente diversi da tutti gli altri, che appartengono ad un regno a se
stante da quello animale e vegetale. Alcuni funghi sono unicellulari come i lieviti, per ci occuperemo dei
funghi pluricellulari in quanto i funghi allucinogeni sono pluricellulari come la maggior parte dei funghi. Il
fungo costituito da filamenti fungini, dette ife, che compongono nel loro complesso il micelio. Esso si
trova nel sottosuolo e periodicamente genera una struttura che fuoriesce dal terreno, il cosiddetto fungo
mangereccio, che pi comunemente chiamiamo fungo. Esso non altro che un ammasso compatto di ife,
cui aspetta il compito della riproduzione. La principale differenza tra piante e funghi che essi sono
eterotrofi, ovvero non sintetizzano sostanze nutritive mediante fotosintesi, come i vegetali, ma le
assorbono dal terreno. Le molecole organiche presenti nel mondo circostante vengono scomposte da
particolari enzimi secreti dal fungo, consentendone la sopravvivenza anche nei luoghi pi ostili.

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Gabriele Ravasio

I funghi possono essere suddivisi in quattro categorie:


Zigomiceti: organismi per lo pi saprofiti (che si nutrono di materia organica morta) o parassiti, tra cui
anche la muffa grigia del pane.
Ascomiceti: il termine deriva da asco, organo riproduttore contenente ascospore a forma di sacca,
presente in grandi quantit sul gambo del fungo. Esempio di ascomiceti sono il lievito della birra e del vino.
Basidiomiceti: comprendono circa 14.000 specie, tra cui anche le specie allucinogene (Psilocybe,
Amanitaceae,). Essi costituiscono i funghi pi grandi, anche come corpo fruttifero (fungo mangereccio),
presenti sia come saprofiti, parassiti o simbionti. Il corpo fruttifero dei basidiomiceti costituito da un
gambo, detto stipite, e da una parte superiore detto cappello contenenti le spore per la riproduzione.
Deuteromiceti: essi sono detti anche funghi imperfetti, ovvero funghi che si riproducono solo per via
asessuata. Appartengono a questa categoria muffe del genere Penicillium.

Ciclo vitale dei basidiomiceti


Il corpo fruttifero dei basidiomiceti costituito da un cappello contenente delle cellule clavate, dette basidi,
i quali contengono le basidiospore, solitamente in numero di 4. Queste cellule sono disposte nella parte
inferiore del cappello, nello strato spugnoso o lamelloso in particolare. La riproduzione sessuata ha inizio
con la caduta delle basidiospore nel terreno: esse vengono prodotte a partire da una cellula madre
mediante sporogonia, ovvero per meiosi (non a caso a partire da una cellula, se ne ottengono quattro). Le
basidiospore possono essere maschili (+) o femmine (-) e, se incontrano le condizioni favorevoli, portano
alla germinazione di miceli aploidi (n). Questi si uniscono tra loro per dare origine ad un micelio secondario,
molto pi complesso: tale micelio detto micelio dicariotico in quanto diploide (da due miceli aploidi se
ne genera uno diploide). Solo dal micelio secondario si generer lo stipite e successivamente il cappello del
nuovo fungo mangereccio, il quale pu originare pi fruttificazioni anche per diversi anni senza che
avvengano altri fenomeni di sessualit. In seguito anche alla maturazione dei basidi, sar possibile un nuovo
ciclo vitale.

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Gabriele Ravasio

Filosofia: Freud
Sigmund Freud considerato l inventore della disciplina e tecnica terapeutica nota come psicoanalisi. Essa
si preoccupa di studiare il funzionamento dell incoscio (parte della psiche umana, di cui l individuo non a
conoscenza), il quale il responsabile dell appagamento di desideri, piaceri e pulsioni, tra cui la libido, di
natura puramente sessuale. In questa sezione della tesina spiegher, secondo le teorie freudiane, come la
ricerca e l appagamento del piacere, giochino un ruolo fondamentale nella vita dell uomo, soprattutto in
quella che cosi definita l evoluzione psicosessuale.

1^Topica
La prima topica (modello della mente umana), venne ideata da Freud sul finire dell800, sulla scia delle
riflessioni elaborate sullisteria, ovvero l insieme delle patologie di natura psicogena. Essa pu essere
rappresentata da un iceberg: la punta, visibile in quanto emerge dall acqua, rappresenta il conscio, che
si identifica con la nostra coscienza o con la nostra attivit diurna e consapevole. La base dell iceberg, che
si trova sott acqua (invisibile ai nostri occhi), rappresenta l inconscio, la parte della nostra psiche che
non raggiunge il livello della coscienza, tutto ci di cui non ci rendiamo conto. Il preconscio invece l
insieme delle idee di cui non siamo a conoscenza, ma sono facilmente reperibili nella nostra mente. La
novit fondamentale nello studio della mente umana consiste nel ruolo attribuito all incoscio: cosi come la
base dell iceberg guida il movimento dell intero blocco di ghiaccio nel mare, l incoscio funge da guida
nella vita dell uomo.

2^ Topica, principio di piacere e principio di realt


Verso il 1920, Freud distingue tre luoghi della mente, rifacendosi alla figura dell iceberg, dove sono
racchiuse tre istanze: Io, Es, Super-io. L'Es l'insieme di forze pulsionali regolate dal principio del piacere.
Esso consiste nella gratificazione immediata dei bisogni e delle necessit biologiche dell'individuo ed ha per
scopo quello di evitare il dolore e di procurarsi, quando possibile, il piacere. Le pulsioni inizialmente, nella
prima fase di vita, sono le uniche energie padroni della mente umana, le quali ricercano la via pi breve di
soddisfacimento. A poco a poco il soggetto, maturando, sperimenta limpatto della realt e del mondo
esterno: esso impone degli ostacoli, dei limiti, dei condizionamenti, non consentendo pi ai desideri dell Es
di essere soddisfatti in maniera immediata. Promotore di tutto ci l Io, il quale risponde al principio di
realt. L Io si serve dell energia dell Es e la usa in maniera costruttiva: tenendo presente della societ
circostante, risponde in maniera adeguata alle esigenze dell Es, mettendo a freno la propria irruenza. L Io
si trova sotto le dipendenze di un altro padrone: Super-io . Il Super-io invece la coscienza morale,
l'insieme delle regole, norme e proibizioni che sono state assorbite dal bambino nei primi anni di vita e che
lo accompagnano sempre, anche in forma inconsapevole. E la sede dei pi alti ideali, il suo comando
: devi! Secondo Freud il Super-io succede al complesso di Edipo, quando il bambino si identifica con il
genitore. Esso rappresenta il pensiero ideale del padre, lorientamento che accompagner l'individuo per
tutta la vita.

Eros e thanatos
Freud distingue due grandi tipi di istinto (meglio definite come pulsioni) presenti nell'Es fin dalla nascita:
l'istinto di vita (eros) e l'istinto di morte (thanatos). La pulsione di vita l'energia che esprime i bisogni
affettivi e sessuali ed denominata da Freud anche libido. Oggi questo termine indica il desiderio

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Gabriele Ravasio

sessuale, mentre Freud lo considera molto di pi, a tal punto che viene definita come la principale pulsione
nell essere umano. Col termine sesso, non solo si indica l atto carnale propriamente inteso: per Freud
tutto ci che pu rientrare nella parola "amore" e quindi anche le emozioni di tenerezza, il sentimento di
amicizia e tutto ci che legato a noi in maniera affettiva. Pertanto, l energia libidica, viene utilizzata in
entrambi in casi. Insieme alla pulsione di vita, esiste in noi una forza opposta, ed la pulsione di morte:
essa pu essere rivolta o verso l'interno di noi stessi con la conseguenza dell'autodistruzione o verso
l'esterno e allora prende la forma dell'odio, dell'aggressione, della distruttivit in genere. Grazie a questa
teoria, Freud spiega il valore della guerra e dell odio tra gli uomini, che durer in eterno senza arrestarsi
mai.

Lo sviluppo psicosessuale
Dopo aver premesso l esistenza di pulsioni, per Freud il bambino viene al mondo capace di potenti pulsioni
sessuali. Tali pulsioni impongono al bambino la ricerca del piacere nel soddisfacimento dei bisogni organici
fondamentali: questa ricerca disorganizzata e autoerotica, cio l'eccitazione sorge in particolari zone del
corpo (zone erogene), diverse in base all et del bambino. Proprio per questo, secondo Freud, all
evoluzione biologica si accompagna quella sessuale: la sessualit e la sfera emotivo-affettiva del bambino
maturano ed evolvono passando attraverso vari stadi, ciascuno dei quali corrisponde una zona erogena del
corpo, sulla quale vengono concentrati gli impulsi libidici .
Le fasi che il bambino deve attraversare per raggiungere la maturazione sessuale sono le seguenti:
1. Fase orale (primo anno di vita, zona erogena "bocca")
2. Fase anale (secondo anno di vita, zona erogena "ano")
3. Fase fallica (dal 3 anno al 5 anno e mezzo, zone erogene "pene" e "clitoride")
4. Fase di latenza (dai 5 anni fino alla pubert, rimozione dei desideri sessuali)

Fase genitale

5. Fase propriamente genitale (a partire dalla pubert, zona erogena "genitali")


Analizzeremo ora una per una le cinque fasi di sviluppo.
1. FASE ORALE
La prima fase descritta da Freud, quella orale. Durante questo periodo la cavit orale e le sue funzioni
sono la principale fonte di piacere e quindi il centro dell'esperienza del bambino. E' attorno alla bocca che si
concentrano le prime manifestazioni affettivo-sessuali del bambino, e grazie alla bocca il bambino conosce
tutto ci che lo circonda. Il bambino, attraverso l'allattamento, non viene solo nutrito, ma gli viene data
anche la possibilit di vivere le prime esperienze di piacere. Il piacere inizialmente legato alla suzione
alimentare, progressivamente per provocato in maniera autonoma con la suzione di oggetti diversi dal
seno: parti del proprio corpo (il pollice, la lingua), oggetti trovati per terra, ecc.

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Gabriele Ravasio

2. FASE ANALE
Il secondo anno di vita caratterizzato dallo spostamento degli impulsi libidici verso la zona anale, grazie
anche alla possibilit di controllare lo sfintere. Il piacere legato alla stimolazione anale, al trattenere e
all'espellere le feci. Prima dell'intervento dell'adulto, il bambino ha con le sue feci un rapporto positivo:
esse sono vissute come parti del proprio corpo, ed il bambino pu dunque trattenerle per il suo
soddisfacimento autoerotico, oppure pu offrirle come "regali" alla madre. Possono persino essere
trattenute per "fare un dispetto" alla madre e comandarla, o invece lasciarle andare per sporcare ed
esprimere ancora la sua ostilit. Lo stadio anale quindi dominato dalla capacit di trattenere e rimuovere
le feci, che servono per esprimere opposte tendenze.
3. FASE FALLICA
Questo stadio inizia tra il terzo e il quarto anno di vita, quando le pulsioni libidiche tendono a concentrarsi
sugli organi genitali: sul pene per i maschi e sul clitoride per le femmine. Il termine "fallico" viene usato per
significare l'interesse, da parte delle bambine, per l'organo sessuale maschile, e vedono nel clitoride solo
una piccola riproduzione del pene. l'assenza dell organo maschile, vissuta dalle bambine come una
"castrazione punitiva", mentre i bambini hanno il timore a loro volta di esser puniti dal padre venendo
castrati. La fase fallica caratterizzata dalla situazione edipica, cosiddetta in quanto il bambino si trova
nella situazione psicologica del protagonista della tragedia l' "Edipo re": Edipo uccide il padre Laio e sposa la
madre Giocasta. La situazione edipica consiste infatti in un insieme di sentimenti di amore, odio, rivalit per
il genitore del proprio sesso e di amore e desiderio per il genitore di sesso opposto. Per il maschietto,
l'oggetto d'amore, la madre, viene vissuto con forti sensi di gelosia, rivalit e conseguente senso di colpa
nei confronti del padre. Per la bambina la situazione naturalmente inversa. Ma il padre (o la madre per la
bambina) un rivale grande e forte verso cui il bambino (e la bambina) prova anche ammirazione, stima,
affetto. La situazione edipica si risolve quando il bambino, spinto dai sensi di colpa per aver nutrito ostilit
nei confronti del genitore dello stesso sesso, decider di reprimere il proprio desiderio per la madre (o il
padre), e si identificher in lui (o in lei), imitando e seguendo i suoi valori, i suoi atteggiamenti, le sue
proibizioni. E' questo meccanismo che porta alla formazione completa del Super-io, nel bambino/a.
4. FASE DI LATENZA
Lo stadio di latenza affettiva inizia alla fine del quinto anno e dura fino alla pubert. Il bambino entra in un
periodo di non conflittualit familiare, diventa collaborativo e affidabile, sposta i suoi interessi da zone
erogene presenti sul proprio corpo, verso individui esterni. Essa la fase di transizione tra la fase fallica e
quella genitale.
5. FASE PROPRIAMENTE GENITALE
Quinto e ultimo periodo dello sviluppo psicosessuale infantile, succede alla fase latente. La fase genitale ha
inizio con la pubert, protraendosi poi per tutta la vita dell'individuo, consentendogli di sviluppare relazioni
significative con il sesso opposto, grazie all'energia libidica nuovamente concentrata nella zona genitale.
Secondo Freud, se si sono generate fissazioni durante le precedenti fasi, non ci sar sufficiente energia
sessuale per permettere un pieno sviluppo della fase genitale. A questo proposito, necessario risolvere
ogni eventuale fissazione al fine di ottenere un completo ed equilibrato sviluppo psicosessuale.

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Gabriele Ravasio

Italiano: Baudelaire
Per questa disciplina, ho scelto uno dei pi grandi poeti del Simbolismo francese dell 800, per via del suo
rapporto con le droghe e del beneficio che ne traeva. Alcool, hashish e oppio saranno elogiati ed apprezzati
da Charles Baudelaire, per via della capacit di trasportarci in un'altra dimensione, in un paradiso in cui
affogare i mali e le angosce della vita terrena , pur riconoscendone gli effetti negativi. Esse sono dei treni
ad alta velocit che conducono nella terra meravigliosa e terribile del sublime, dei treni che ci portano alla
vetta, per catapultarci direttamente nell'abisso. Sar presa in esame un opera tra le pi importanti, che
affronter appunto queste tematiche.

Simbolismo e figura del poeta


Tra l ultimo ventennio dell Ottocento e il primo decennio del Novecento sono presenti differenti correnti
culturali in Europa , tra cui il Positivismo (da cui derivano il Naturalismo e il Verismo) e l Irrazionalismo (da
cui derivano Simbolismo e Decadentismo). In Francia nel 1857, mentre Gustave Flaubert stava
pubblicando Madame Bovary (1857), anticipando il Naturalismo, Charles Baudelaire pubblicava I fiori
del male, dando vita cos al Simbolismo francese. Questo movimento letterario, che confluir nel
Decadentismo, era caratterizzato dal marcato individualismo , dalla ricerca della bellezza e della
raffinatezza, dal bisogno di evadere da una realt ritenuta mediocre e il disprezzo sociale.
Tutto ci derivato dalla mancata integrazione del poeta nella societ industriale del tempo, nella quale il
legame con il popolo si completamente spezzato: non parlano pi la stessa lingua, la vita dell uomo
concentrata sugli aspetti materiali della vita, non avendo pi tempo a disposizione per la poesia. Di qui la
noia e il disagio esistenziale, tipico in Baudelaire, causato dal sentimento di alienazione nei confronti della
societ borghese. La noia, ovvero lo spleen, si contrappone invece all idal, ovvero l aspirazione alla
perfezione, alla bellezza, al sublime, il quale si trova in una dimensione diversa dalla vita terrena.

Il mondo dei paradisi artificiali


Di fronte ad una societ completamente cambiata, in cui gli intellettuali sentono di aver perso il loro ruolo
sociale (che Baudelaire definisce con il termine aureola), si sente l esigenza da parte dei poeti di elevarsi
al di sopra dei comuni mortali, rifiutando e disprezzando la societ contemporanea. Non a caso nascer
proprio in questo periodo la figura del dandy (uomo di gusti eccentrici e raffinati che detesta la
mediocrit della vita comune e tenta di vivere seguendo il culto dellapparenza), in cui lo stesso Baudelaire
si rispecchier da giovane. A questo scopo il poeta affida un ruolo importante alle droghe, in quanto erano
in grado di raggiungere il sublime, l idal , una dimensione in cui il poeta poteva realizzarsi per quello che
era: erano dei veri e propri paradisi artificiali.
Fin dalla giovinezza, Baudelaire praticava le droghe, in particolare hashish, oppio e alcol, e si interessava
alla letteratura sulle droghe. Queste gli permettevano di trasformare le sensazioni, raggiungendo qualcosa
che non si trovava nel mondo in cui viveva: i loro effetti diventavano ogni volta sempre pi intensi e
penetranti, il suono diventava colore, il colore diventava suono e ogni giorno era vissuto come una
esperienza paradisiaca. In ogni eccitante e in ogni droga, Baudelaire scopriva un mondo diverso. Loppio era
il contrario dellalcool. Lalcool era una fiammata: loppio dava calore eguale e costante. Lalcool
disordinava le facolt mentali: loppio le ordinava nel modo pi squisito, le disciplinava, le armonizzava.
Lalcool privava luomo del dominio di s: loppio lo aumentava grandemente. Lalcool ottenebrava il

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giudizio, infondendo uneccitazione innaturale ai sentimenti: loppio comunicava serenit ed equilibrio a


tutte le facolt, attive e passive. Lalcool conduceva alla stravaganza: loppio calmava ci che era agitato,
concentrava ci che era disperso. Lalcool esaltava le parti umane e animali della nostra natura: loppio
faceva dominare la nostra parte divina, diffondendo su tutte le cose la luce dellintelletto.
Tutto queste esperienze avvenivano in un variegato e vertiginoso spettacolo della mente, alla quale non
corrispondeva una vera e propria destinazione da raggiungere, perch la ricerca dell idal era una ricerca
senza meta perennemente rinnovantesi su se stessa. Baudelaire si accorse di come lo spleen continuasse
a persistere anche in seguito all assunzione di stupefacenti, in quanto il loro effetto non era duraturo e non
consentiva una risposta adeguata alla noia e al disagio esistenziale, di cui erano afflitti molti poeti di questo
periodo. Ma la ricchezza di sensazioni che certe sostanze procuravano, non lo indurranno a rinunciare alle
droghe, infatti nell epilogo de I fiori del male scriver: Ho estratto la quintessenza di ogni cosa. Tu mi
hai dato del fango, e io ne ho fatto delloro

Poetica dell analogia


Il rifiuto e il distacco per la societ borghese e industriale, oltre a creare una frattura a livello sociale, genera
cos anche un mutamento nei contenuti della poesia stessa. A partire da Baudelaire, il poeta rinuncer a
rappresentare la realt cosi come appare ai nostri occhi, in cambio di una visione simbolica della realt.
Come affermer lo stesso autore, la natura una foresta di simboli (da cui si genera il movimento del
Simbolismo), ovvero composta da significati nascosti all apparenza, che costituiscono l essenza della realt
stessa. Solo la sensibilit del poeta in grado di cogliere tali significati, solo il poeta in grado di tradurre e
di cogliere quell infinita ricchezza di significati che hanno i simboli che ci circondano. Tale significato
misterioso viene colto mediante l analogia: l autore stabilisce una relazione intuitiva e arbitraria tra
oggetti svincolati da rapporti logici, accostando parole e immagini che appartengono a campi semantici
lontani. In questa poetica svolge un ruolo fondamentale anche il suono (fonosimbolismo). Esso infatti,
componente fondamentale delle parole, assume un significato autonomo: trasmette sensazioni ed
emozioni inattese, creando suggestioni musicali che integrano l immagine espressa nei versi della poesia.

I paradisi artificiali
In quest opera sono trattati i temi della droga, dell'hashish, del vino e dell'oppio. L'opera si compone di tre
capitoli: Del vino e dell hashish, Il poema dell hashish e Un mangiatore d oppio, quest'ultimo analisi
arricchita da considerazioni e riflessioni del testo di Thomas De Quincey (saggista inglese del XIX secolo)
"Confessioni di un mangiatore d'oppio".
DEL VINO E DELL'HASHISH
Nel primo capitolo il poeta fa un confronto tra vino e hashish; ne enumera gli effetti, la moltiplicazione della
personalit, racconta poeticamente le immagini di persone alterate dagli effetti delle due droghe. In esso
Baudelaire privilegia il vino, giungendo alla condanna dell'hashish come sostanza del diavolo che porta s
l'uomo all'estasi, ma ne corrode la volont. L'hashish per uomini solitari, dannoso, un'arma per aspiranti
suicidi; il vino invece, al quale dedica un'intera sezione ne I fiori del male, sociale, esalta la volont
dell'uomo ed la bevanda per l'uomo che lavora e merita di berne.

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IL POEMA DELL'HASHISH
Nonostante la condanna, l'hashish non viene respinto totalmente e questo lo si ritrova nel secondo
capitolo, dove in parte si riprendono temi e riflessioni gi trattate nel primo, ma queste appaiono in una
veste pi approfondita. L hashish (al tempo si mangiava), afferma Baudelaire, produce straordinari effetti
nell'uomo sensibile che possiede una naturale predisposizione nella tensione al sublime. Ed proprio al
sublime che tende l'uomo che si lascia stregare da tale sostanza. Ne elogia le sinestesie che essa provoca, la
musica dei colori e i colori della musica, le immagini, l'annullamento del tempo. Ma questo non un bene
e soprattutto non esente da rischi. Tutto ci porta alla condanna di cui ha parlato Baudelaire, il quale fu
egli stesso consumatore nei momenti di impotenza creativa. L'uomo non deve ingannarsi: la gioia e l'estasi
che provoca sono surrogati, un paradiso d'occasione, artificiale per l'appunto, accessibile a tutti, con il
rischio che l'uomo s'allontani dalla vera ricerca dell'infinito; e per raggiungere il quale l'uomo non deve e
non pu sostituire la propria volont con tali sostanze.
UN MANGIATORE D'OPPIO
In quest'ultimo capitolo, Baudelaire riprende l'opera di De Quincey facendone oltre che un'analisi, una
traduzione e riscrittura arricchita dalle sue considerazioni e commenti. Segue passo dopo passo il viaggio
intrapreso da De Quincey alla scoperta dell'oppio, dapprima rimedio alla fame, poi trappola di dipendenza
che imprigiona l'uomo in una condizione di non creativit e di allontanamento dal mondo reale. De Quincey
riuscir a ridurre gradualmente le dosi fino alla completa liberazione. Baudelaire non convinto di questo
finale, in quanto l oppio viene elogiato ed apprezzato per i suoi effetti e capacit creative. Esso
infatti induce alla chiarezza mentale, acuisce le potenzialit del genio, stimola al sogno, suscita immagini
feconde e colte fantasticherie, aumentando la creativit del soggetto. La parte finale del capitolo
incentrata sul tema della morte, tanto caro al poeta francese. Morte che arriva strappando via dai terrestri
il povero De Quincey, proprio mentre Baudelaire stava ultimando il suo omaggio all'autore inglese. Questo
porta alle riflessioni che concludono il libro sulla temuta e amata morte, amica/nemica che viene spazzando
di colpo piani, sogni e gloria ma che, nel contempo, ci libera dalla vita terrena per condurci in un viaggio
misterioso verso l ignoto.

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Piacere e Dipendenze

Gabriele Ravasio

Informatica: Social Network


I social network possono impossessarsi della vita di alcuni utenti, rendendoli schiavi di tutti i meccanismi
connessi al loro funzionamento: postare foto, scrivere frasi, commenti e opinioni e aspettare con
trepidazione i famosi like. La dipendenza dai social, secondo uno studio condotto dallUniversit del
North Carolina sembra trovare una spiegazione scientifica identica a quella di qualsiasi altra dipendenza: ad
ogni notifica segue un rilascio di dopamina, sostanza coinvolta nelle dipendenze appunto. Il mio compito
sar quello di analizzare il problema che affligge moltissimi ragazzi della nostra generazione.

LA SINDROME DEL LIKE


Un mi piace sotto la foto postata pochi secondi prima sul social comporterebbe, secondo la ricerca in
questione sopra enunciata, una scarica nell organismo di dopamina, il neurotrasmettitore alla base dei
fenomeni di dipendenza. Lassuefazione da Facebook funziona quindi esattamente come qualsiasi
dipendenza da droga. Sarebbe il 3% degli utenti a dichiarare di connettersi e navigare continuamente sul
social, spinto dal senso di appagamento derivato dal consenso sociale (raccolto sul profilo tramite i like).
Un mi piace, notificato con suono riconoscibile sullo smartphone, diventa per molti motivo di gioia:
per altri per, pu perfino trasformarsi in una ragione di vita.
FACEBOOK: L ITALIA INCONTRA UNA NUOVA DROGA
Secondo un indagine, 1 ragazzo su 3 sempre connesso ai social in Italia. Ebbene, adolescenti inclusi, lItalia
si classifica con una somma di 21 milioni di utenti in vetta ai Paesi con maggiore dipendenza da Facebook:
la percentuale che fa conquistare alla nostra Nazione questo primato dell86%, vale a dire che quasi 9
italiani su 10 sono incalliti frequentatori del social.
Due intervistati su cinque, riconoscono di abusare dei social network. Solo il 6%, tuttavia, ha la
consapevolezza di vivere una vera e propria dipendenza, e non mancano coloro che dichiarano di subire dei
certi effetti ipnotici che i social provocherebbero. E poi ci sono anche quelli che, sebbene in minima
percentuale, trovano in Facebook il bicchiere in cui affogare i dispiaceri della vita personale. Ma in cima alla
classifica resta lesigenza di ottenere una facile popolarit, fatta di consensi plateali, e legata a doppia
mandata ad un mero esibizionismo del proprio ego. Come se Facebook o qualsiasi altro social, fosse una
droga.
A lungo andare per i sintomi di dipendenza si tramutano in veri e propri disagi corporali e fisici, che
possono manifestarsi con vere crisi di astinenza. Il soggetto, quindi, comincia a soffrire di insonnia, in
quanto continuamente pensieroso della propria attivit su Facebook. Si sente sempre stanco, depresso,
comincia ad avere la vista annebbiata ed avverte incapacit di metter a fuoco. Soffre di nausea ricorrente,
disturbi alimentari e costanti mal di testa. E' a causa di tutti questi disturbi che il soggetto dipendente da
Facebook fatica a condurre le sue normali attivit quotidiane, entrando in un vortice di depressione e paura
in quanto incapace di mantenere il controllo dei propri stati d'animo.

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Piacere e Dipendenze

Gabriele Ravasio

Bibliografia
Dipendenze dal piacere e autoterapia di Franco Riboldi, Edizioni Psiconline
Invito alla Biologia di Helena Curtis, N. Sue Barnes, Scienze Zanichelli

Sitografia
ITALIANO
http://cedocsv.blogspot.it/2013/06/pietro-citati-droga-e-letteratura-de.html
http://mediavertigo.over-blog.it/article-poetica-disagio-esistenziale-charles-baudelaire-85824234.html
http://www.biagiocarrubba.it/public/work/Baudelaire%20Charles.%20Spleen.pdf
http://balbruno.altervista.org/index-223.html
CHIMICA
http://alcol.dronet.org
http://www.neuroscienzedipendenze.it
http://www.sapere.it/enciclopedia/et%C3%AClico.html
http://www.federica.unina.it/ingegneria/ingegneria-bioconversioni/produzione-bioetanolo/
http://www.inclusive-science-engineering.com/catalytic-hydration-method-to-produce-ethanol-fromethylene/
BIOLOGIA
http://www.sapere.it/enciclopedia/Basidiomic%C3%A8ti.html
http://natura.provincia.cuneo.it/funghi/ciclo_biologico.jsp
http://www.agraria.unirc.it/documentazione/materiale_didattico/598_2012_314_15033.pdf
FILOSOFIA
http://www.ass-arcano.it/freud/principio_del_piacere_e_di_realt%C3%A0.htm
http://www.mediazionefamiliaremilano.it/psicologia/sigmund_freud.shtml
http://www.cinziamancini.it/Articoli/art11.html
INFORMATICA
http://www.lastampa.it/2014/04/15/blogs/skuola/dipendenza-da-social-ecco-la-sindrome-del-likexnGbRMCyRqLb89uDREM8eN/pagina.html
http://www.isocialnetwork.info/il-lato-oscuro-dei-social-network/la-dipendenza-dai-social-network
http://www.cpsico.com/dipendenza_da_social_network_dipendenza_da_facebook_amicodipendenza.htm

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