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Corso di Fisica Generale 1

corso di laurea in Ingegneria dell'Automazione


ed Ingegneria Informatica (A-C)
14 lezione (13 / 11 /2015)
Dr. Laura VALORE
Email : laura.valore@na.infn.it / laura.valore@unina.it
Pagina web : www.docenti.unina.it/laura.valore
Ricevimento : appuntamento per email studio presso il Dipartimento di Fisica
(Complesso Universitario di Monte Sant'Angelo, Edificio 6) stanza 2M13
Oppure Laboratorio (Hangar) 1H11c0

Centro di massa

Il centro di massa di un corpo (o di un sistema di corpi)


il punto che si muove come se :
1) tutta la massa del corpo fosse concentrata in quel punto
2) tutte le forze esterne agissero in quel punto

Il moto complicato di un oggetto esteso i cui punti non si muovono tutti allo
stesso modo puo' essere semplificato studiando il moto del suo centro di
massa.
ESEMPIO 2
un tuffatore che salta dal trampolino : ogni parte
del corpo si muove in modo diverso, seguendo
traiettorie diverse.
Il centro di massa seguir una traiettoria
parabolica : tutte le altre parti si muovono attorno
al centro di massa.

Centro di massa di un sistema di particelle


origine del sistema di riferimento traslata

consideriamo un sistema di 2 particelle di massa m1 ed m2, separate da una


distanza d. L'origine dell'asse x NON coincide con la posizione di m1.
y
xcdm
m2

m1
d

x1

x2

xcdm = m1x1 + m2x2


m1 + m2
m1 + m2 = M
xcdm = m1x1 + m2x2
M

se x1 = 0, ovvero se l'origine
degli assi coincide con la
posizione di m1, ricaviamo
l'equazione precedente.

Centro di massa di un sistema di particelle


sistema di n particelle

Per un sistema di n particelle, possiamo generalizzare l'espressione precedente :


n

xcdm = m1x1 + m2x2 + m3x3 + ... + mnxn


M

= 1 mixi
M i=1

Se le particelle sono distribuite in uno spazio tridimensionale, occorrono 3


coordinate per definire il centro di massa :
n

xcdm = 1 mixi
M i=1

ycdm = 1 miyi
M i=1

zcdm = 1 mizi
M i=1

Centro di massa di un sistema di particelle


notazione vettoriale

Per un sistema di n particelle, possiamo generalizzare l'espressione precedente :


n

xcdm = m1x1 + m2x2 + m3x3 + ... + mnxn


M

= 1 mixi
M i=1

Se le particelle sono distribuite in uno spazio tridimensionale, occorrono 3


coordinate per definire il centro di massa :
usando la notazione vettoriale :
rcdm = xcdm i + ycdm j + zcdm k
quindi l'equazione che definisce la posizione del centro di massa puo' essere scritta cos :
n

rcdm = 1 miri
M i=1

Distribuzione continua di materia


Un oggetto qualsiasi contiene un numero enorme di particelle puo' essere considerato
come una distribuzione continua di materia. Le masse delle singole particelle sono
infinitesime (m dm) e al posto della sommatoria usiamo l'integrale.
In questo caso, le equazioni che descrivono la posizione del cdm si modificano come segue :
xcdm = 1
M

x dm

ycdm = 1
M

y dm

zcdm = 1
M

z dm

Per ora prendiamo in considerazione solo oggetti UNIFORMI, cio la cui densit sia la
stessa in qualsiasi punto dell'oggetto.
= dm/dV = M/V
quindi possiamo scrivere le equazioni di sopra anche in funzione del volume :
xcdm = 1
V

x dV

ycdm = 1
V

y dV

zcdm = 1
V

z dV

Seconda legge di Newton per un


sistema di punti materiali
Come si muove il centro di massa sotto l'azione di forze esterne?
Dato un sistema di punti materiali sottoposto all'azione di una forza esterna, l'equazione
che governa il moto del suo centro di massa :

Fnet = Macdm
dove :
1. Fnet la somma vettoriale di tutte le forze esterne agenti sul sistema. Non vanno
considerate le forze interne, ovvero quelle che i punti materiali del sistema esercitano tra
loro!
2. M la massa totale del sistema : deve restare invariata, nessuna massa deve entrare o
lasciare il sistema che in questo caso si dice CHIUSO.
3. acdm l'accelerazione del solo centro di massa del sistema.
come tutte le equazioni vettoriali, possiamo scriverla come 3 equazioni scalari :
Fnet,x = Macdm,x
Fnet,y = Macdm,y
Fnet,z = Macdm,z

Esercizio svolto 9.3

moto del centro di massa di 3 particelle

Sistema di 3 particelle, ciascuna soggetta all'azione di una forza esterna


Tutte le particelle erano inizialmente a riposo.
F1 = 6,0 N
F2 = 12 N
F3 = 14 N
qual l'accelerazione del centro di massa e in che direzione si muove?
qual la posizione del centro di massa quando sono ancora ferme?

Quantit di moto di un corpo


puntiforme
La quantit di moto di una particella :

p = mv

E' una grandezza vettoriale

Ha stessa direzione e verso del vettore velocit della particella

La sua unit di misura il kg m/s

La quantit di moto detta anche momento lineare della particella.

Relazione tra forza e quantit di


moto per un punto materiale
La quantit di moto di una particella :

p = mv
La seconda legge di Newton Fnet = ma puo' essere espressa anche cos :
Fnet = dp/dt
E' facile infatti dimostrare che Fnet = dp/dt = d(mv)dt = m(dv/dt) = ma
La rapidit di variazione del momento di una particella proporzionale alla forza
netta che agisce sulla particella ed ha la stessa direzione di quella forza
Quando sulla particella agisce una forza esterna, la sua quantit di moto cambia.
Viceversa, la quantit di moto puo' variare solo in presenza di una forza esterna,
altrimenti resta costante.

Quantit di moto di un sistema di


punti materiali
Consideriamo un sistema di punti materiali, ciascuno con una propria
massa, velocit e quantit di moto.
I punti materiali possono interagire tra di loro ed essere soggetti
all'azione di una o piu' forze esterne
La quantit di moto del sistema :

P = p1 + p2 + p3 + pN = m1v1 + m2v2 + . + mNvN


da cui P = M vcdm
La quantit di moto di un sistema di particelle uguale al prodotto
della massa totale del sistema per la velocit del suo centro di
massa

Relazione tra forza e quantit di


moto di un sistema di punti materiali
Derivando l'espressione precedente :
P = M vcdm dP/dt = M dvcdm /dt = Macdm
La seconda legge di Newton per un sistema di punti materiali
Fnet = dP/dt
in cui Fnet la forza risultante esterna che agisce sul sistema di
particelle.

Urto ed impulso
La quantit di moto di un corpo varia se interviene una forza esterna

Per esempio, possiamo colpire una palla da biliardo con la stecca per
variare la sua quantit di moto :

inizialmente ferma
la colpiamo con la stecca, facendo agire una forza F per un tempo breve
(lo definiamo URTO)
URTO
la palla da biliardo si mette in movimento la sua quantit di moto
variata

Urto singolo
L'urto il termine fisico con il quale si identifica la collisione di due corpi.
Piu' nel dettaglio, l'intervallo di tempo durante il quale tali oggetti sono a contatto si
compone di un periodo di compressione, nel quale si compie una deformazione spesso
impercettibile dei corpi, e di un periodo di ritorno elastico durante il quale la forma torna
allo stato iniziale.

Esempio : lancio di una palla da baseball


l'urto di breve durata, la palla risente di una forza
che la arresta ed inverte il suo moto.
La forza F(t) variabile nel tempo e modifica la
quantit di moto p = mv della palla
Possiamo scrivere :
F(t) = dp/dt
da cui :
dp = F(t)dt

Urto singolo ed impulso


dp = F(t)dt
integrando i due membri tra l'istante di tempo
immediatamente precedente l'urto e quello
immediatamente successivo troviamo la variazione
totale della quantit di moto :

tf
ti

dp

tf
ti

F(t) dt

variazione totale della q.t di moto :

tf
ti

dp = pf pi = p

tf

F(t) dt = J
legato alla durata ed all'intensit della
forza che sta agendo durante l'urto e si
definisce impulso J della forza
ti

L'impulso J una grandezza vettoriale ed l'integrale di una forza, che puo' essere costante o
variabile, per il tempo in cui tale forza sta agendo. Si misura in Ns

Teorema dell'impulso
La variazione di quantit di moto di un corpo uguale all'impulso
della forza che agisce su di esso

tf

ti

tf

dp = ti F(t) dt p = J

Possiamo esplicitare le componenti, come per qualsiasi vettore : ad es. la componente x sar
pf,x pi,x = Jx =

tf
ti

Fx(t) dt

L'impulso puo' essere calcolato :


a) integrando la funzione F(t), se nota
b) mediante il calcolo dell'area sotto la curva F(t), se
disponibile il grafico della forza

Calcolo dell'impulso come area


sottesa dal grafico F(t)
la curva rappresenta come varia la
forza F(t) che sta agendo sulla palla
da baseball durante la collisione.
L'area sotto la curva il modulo
dell'impulso J sulla palla

a volte non noto il modo in cui varia la forza, ma nota l'intensit media della forza Fm che
sta agendo e la durata della collisione t : graficando la forza media, otteniamo un
rettangolo. L'altezza del rettangolo equivale al modulo della forza media Fm che agisce
durante l'intervallo di tempo t l'area del rettangolo l'impuso.
L'area sottesa dalla curva F(t) uguale all'area del rettangolo, per cui :
J = Fm t

Verifica
Un paracadutista, per la mancata apertura del paracadute atterra nella
neve fresca. Se fosse caduto sul terreno, il tempo di arresto sarebbe stato
di 10 volte piu' breve.
La presenza di neve aumenta, diminuisce o non cambia i valori di :
a) variazione di quantit di moto del paracadutista

b) impulso d'arresto del paracadutista

c) forza che arresta il paracadutista

Verifica
Un paracadutista, per la mancata apertura del paracadute atterra nella
neve fresca. Se fosse caduto sul terreno, il tempo di arresto sarebbe stato
di 10 volte piu' breve.
La presenza di neve aumenta, diminuisce o non cambia i valori di :
a) variazione di quantit di moto del paracadutista
non cambia, la velocit iniziale la stessa e la velocit finale zero
b) impulso d'arresto del paracadutista
uguale alla variazione di quantit di moto, non cambia
c) forza che arresta il paracadutista
diminuisce, perch la forza media F = J/t minore sulla neve

Serie di urti
Consideriamo una serie di proiettili sparata su un bersaglio, ad esempio una serie di palline
da tennis sparate su un muro. Il moto unidimensionale lungo l'asse x.
Consideriamo la forza media Fm esercitata sul muro dalla serie di palline, che la forza
media prodotta da un gran numero di collisioni

v
proiettili

bersaglio

sia n il numero di palline che urtano il bersaglio nell'intervallo di tempo t :


ciascuna pallina ha una p = mv e subisce una variazione p in seguito all'urto. Durante
l'intervallo t, la variazione complessiva di quantit di moto dovuta alla serie di palline sar
np.
L'impulso della forza esercitata dalle palline sul muro J = - np : in questo caso infatti la
forza F applicata verso destra, mentre p = m(vf -vi) < 0 diretto verso sinistra

Serie di urti
v

Combinando le equazioni : J = Fmt e J = -np


calcoliamo la forza media Fm esercitata sul muro dalla serie di palline :
Fm = J/t = -np/t = -nmv/t = -(n/t)(mv)
dove :
n/t il numero di urti nell'intervallo di tempo, ovvero la frequenza degli urti
v la variazione di velocit di ciascuna pallina
Quindi la forza media esercitata sul muro dalla serie di collisioni proporzionale alla
frequenza degli urti.

Serie di urti
v

Fm = -(n/t)(mv) = - (nm)(v/t)
la massa complessiva che entra in collisione con il bersaglio M = nm, per cui possiamo
anche scrivere l'equazione di sopra cos :
Fm = - M v/t
la variazione di velocit di ciascun proiettile sul bersaglio sar :
v = vf vi = 0 -v = -v

se il proiettile si ferma nell'urto con il bersaglio

v = vf vi = (-v) -v = -2v

se il proiettile rimbalza indietro con velocit finale uguale e


contraria a quella iniziale (vf = -vi)

Verifica
Una palla vista dall'alto rimbalza contro un muro senza variazione di velocit
scalare.
Si consideri la variazione p della sua quantit di moto.
a) px positivo, negativo o nullo?
b) py positivo, negativo o nullo?
c) qual la direzione di p?
y

Verifica
Una palla vista dall'alto rimbalza contro un muro senza variazione di velocit
scalare.
Si consideri la variazione p della sua quantit di moto.
a) px positivo, negativo o nullo?

px = mvx = m(vf,x vi,x) = 0 (nullo)

b) py positivo, negativo o nullo?

py = mvy = m(vf,y (-vi,y)) > 0 (positivo)

c) qual la direzione di p?

verso positivo di y, influisce solo su y e non su x


y

Problema svolto 9.4

Conservazione della quantit di moto


Quando su un sistema di punti materiali la risultante delle forze esterne
nulla, la quantit di moto totale P del sistema si conserva
se la risultante delle forze esterne agenti sul sistema Fnet = 0 (sistema isolato) e
nessuna particella entra od esce dal sistema (sistema chiuso)

Fnet = 0 dP/dt = 0 P = costante

Principio di conservazione della quantit di moto


se P = costante Pf = Pi
dove Pf la quantit di moto ad un generico istante finale successivo
E' un'equazione vettoriale, che quindi puo' essere scritta nelle tre componenti scalari.

Conservazione della quantit di


moto lungo gli assi
Se la componente di una forza esterna agente su un sistema zero lungo un asse,
la componente della quantit di moto lungo quell'asse si conserva (non cambia)
Ad esempio :
se lanciamo una palla ad una certa distanza, durante il volo l'unica forza che agisce la
forza di gravit che rivolta verso il basso in questo caso :
la componente verticale della quantit di moto varia (ed infatti vy varia)
la componente orizzontale resta invariata (ed infatti vx = costante)

Verifica
Un oggetto posto su un pavimento privo di attrito esplode spaccandosi in
due pezzi che si allontanano scivolando sul pavimento.
Un pezzo corre lungo l'asse x.
a) qual la somma della quantit di moto dei due pezzi dopo l'esplosione?
b) Puo' il secondo pezzo allontanarsi in una direzione diversa dall'asse x?
c) Qual la direzione della quantit di moto del secondo pezzo?

Verifica
Un oggetto posto su un pavimento privo di attrito esplode spaccandosi in
due pezzi che si allontanano scivolando sul pavimento.
Un pezzo corre lungo l'asse x.
a) qual la somma della quantit di moto dei due pezzi dopo l'esplosione?
zero (la p = mv del primo sar uguale a p = -mv del secondo)
b) Puo' il secondo pezzo allontanarsi in una direzione diversa dall'asse x?
no

c) Qual la direzione della quantit di moto del secondo pezzo?


verso negativo delle x, come la velocit e lo spostamento

Problema svolto 9.6

Quantit di moto ed energia cinetica


negli urti
finora abbiamo considerato il caso proiettile bersaglio, analizzando il moto dal punto di
vista del proiettile. Ora consideriamo l'urto dal punto di vista del sistema nel suo insieme,
assumendo che sia chiuso ed isolato.
Se nell'urto l'energia cinetica totale del sistema non cambia, si parla di URTO ELASTICO
Se nell'urto parte dell'energia cinetica viene trasformata in energia termica o altre forme
di energia, ovvero se l'energia cinetica del sistema non si conserva, di parla di URTO
ANELASTICO
Se due oggetti dopo la collisione restano completamente attaccati insieme, si dice che
l'urto COMPLETAMENTE ANELASTICO
Spesso approssimiamo un urto che non esattamente elastico ad un urto elastico, come
ad esempio potremmo fare nel caso di una pallina di gomma fatta rimbalzare a terra : se
l'urto fosse completamente elastico, la pallina di gomma tornerebbe esattamente alla
stessa quota da cui partita. Nella realt arriva sempre ad una quota leggermente
inferiore la perdita di energia cinetica modesta e possiamo assumere l'urto come
elastico

Urto anelastico unidimensionale


Consideriamo due corpi che subiscono una collisione di tipo anelastico :

l'energia cinetica del sistema non si conserva.


se il sistema chiuso ed isolato, la quantit di moto si conserva.

vi,1
prima dell'urto

dopo l'urto

vi,2
m2

m1
vf,1
m1

vf,2
m2

p1,i + p2,i = p1,f + p2,f conservazione della quantit di moto


il moto unidimensionale possiamo scrivere :

m1v1,i + m2v2,i = m1v1,f + m2v2,f

Urto completamente anelastico


unidimensionale
Se l'urto completamente anelastico, i due corpi restano attaccati dopo l'urto.
m1 il proiettile mentre m2, fermo, il bersaglio. Dopo l'urto, entrambi i corpi si
muoveranno insieme a velocit vf,1 = vf,2 = v
vi,1
prima dell'urto

m1

dopo l'urto

vi,2 = 0
m2
vf,1 = vf,2 = v
m1 + m2

possiamo scrivere :

m1v1,i = ( m1 + m2 ) v v =

m1
v1,i
( m 1 + m2 )

v sar sempre minore di v1,i visto che il rapporto m1/(m1+m2) < 1

Come si comporta il centro di massa


durante un urto?
In un sistema chiuso e isolato la velocit del centro di massa vcdm non puo' cambiare,
perch non interviene alcuna forza esterna a modificarla.
A cosa sar uguale vcdm ?
In generale, la quantit di moto totale del sistema di due corpi P = Mvcdm
Consideriamo di nuovo l'urto anelastico unidimensionale tra due corpi :
possiamo scrivere :

P = Mvcdm

P = (m1 + m2) vcdm

P si conserva, quindi Pi = Pf p1,i + p2,i = p1,f + p2,f


quindi : p1,i + p2,i = (m1 + m2) vcdm
da cui : vcdm = P / (m1 + m2)

(p1,i + p2,i ) / (m1 + m2)

Urti elastici unidimensionali


Un urto elastico quando l'energia cinetica totale del sistema di corpi si conserva.
L'energia cinetica del singolo corpo puo' variare, ma quella TOTALE deve conservarsi.
Se il sistema chiuso ed isolato, anche la quantit di moto si conserva.
Consideriamo due corpi di massa diversa, m1 ed m2, ad esempio una boccia che
colpisce il boccino.
vi,1
vi,2 = 0
prima dell'urto

dopo l'urto

m1

m2
vf,1

vf,2

m1

m2

Per esperienza, sappiamo che dopo l'urto elastico, a seconda del rapporto tra le
masse del proiettile e del bersaglio, il proiettile puo' rimbalzare indietro oppure
proseguire in avanti.
Il bersaglio, inizialmente fermo, proseguir sicuramente in avanti.

Urti elastici unidimensionali


vi,1
prima dell'urto

vi,2 = 0
m2

m1

dopo l'urto

a)

m1v1,i = m1v1,f + m2v2,f

b)

m1v21,i = m1v21,f + m2v22,f

vf,1

vf,2

m1

m2

conservazione della quantit di moto


conservazione dell'energia cinetica

con queste equazioni, conoscendo le masse m1 ed m2 del proiettile e del bersaglio e la


velocit inziale del proiettile possiamo calcolare le velocit finiali del proiettile e del bersaglio.
a) m1( v1,i v1,f ) = m2v2,f
b) m1(v21,i - v21,f ) = m2v22,f

m1(v1,i - v1,f )(v1,i + v1,f ) = m2v22,f

Urti elastici unidimensionali


a) m1( v1,i v1,f ) = m2v2,f
b) m1(v21,i - v21,f ) = m2v22,f

m1(v1,i - v1,f )(v1,i + v1,f ) = m2v22,f

dividendo b) per a) , si ottiene :


v1,f = m1 m2 v1,i
m1 + m 2

positiva se m1>m2, cio se il proiettile


ha massa maggiore del bersaglio : in
questo caso prosegue in avanti.
Se m1<m2, il proiettile rimbalza contro
il bersaglio e torna indietro.

v2,f =

2m1 v1,i
m1 + m 2

sempre positiva, quindi il bersaglio m2 si


muove sempre in avanti

Casi particolari
v1,f = m1 m2 v1,i
m1 + m 2

v2,f =

2m1 v1,i
m1 + m 2

1. Masse del proiettile e del bersaglio uguali (m1 = m2)


v1,f = 0

v2,f = v1,i

due corpi di massa uguale che si scontrano frontalmente si scambiano le velocit


2. Bersaglio massiccio (m2 >> m1)
v1,f - v1,i

v2,f (2m1/m2) v1,i

il proiettile, di massa molto inferiore al bersaglio torna indietro con velocit praticamente
invariata mentre il bersaglio si muove in avanti lentamente.
3. Proiettile massiccio (m1 >> m2)
v1,f v1,i

v2,f 2 v1,i

il proiettile, di massa molto superiore al bersaglio, prosegue in avanti con velocit


praticamente invariata rispetto a prima dell'urto, mentre il bersaglio schizza in avanti con
velocit doppia di quella del proiettile

Urto elastico unidimensionale :


bersaglio mobile
v2,i

v1,i

m2

m1
a)

m1v1,i + m2v2,i = m1v1,f + m2v2,f

b)

m1v21,i + m1v22,i = m1v21,f + m2v22,f

a) m1( v1,i v1,f ) = - m2 ( v2,i - v2,f)


b) m1(v21,i - v21,f ) = - m2(v22,i - v22,f )

conservazione della quantit di moto


conservazione dell'energia cinetica

m1(v1,i - v1,f )(v1,i + v1,f ) = - m2(v2,i - v2,f )(v2,i + v2,f )

v1,f = m1 m2 v1,i + 2m2 v2,i


m1 + m 2
m 1 + m2

v2,f =

2m1 v1,i + m2 m1 v2,i


m 1+m2
m1 + m 2

Urti in due dimensioni


Quando l'urto non frontale (ovvero i corpi non si muovono lungo lo stesso asse) i
corpi non si muoveranno lungo la stessa direzione iniziale dopo l'urto.
Se il sistema chiuso ed isolato e l'urto elastico, applichiamo la conservazione
della quantit di moto e dell'energia cinetica in forma vettoriale
P1,i + P2,i = P1,f + P2,f

K1,i + K2,i = K1,f + K2,f

per analizzare il moto possiamo scomporre le due equazioni nelle loro componenti
scalari lungo x e lungo y

v2,f
m2

v1,i
m1

lungo l'asse y
0 = - m1 v1,f sen1 + m2 v2,f sen2

2
1

conservazione della quantit di moto :


lungo l'asse x
m1 v1,i = m1 v1,f cos1 + m2 v2,f cos2

v1,f

conservazione dell'energia cinetica:


m1 v21,i = m1 v21,f + m2 v22,f

abbiamo 2 masse, 3 velocit e 2 angoli : conoscendo i valori di 4 grandezze, con le 3


equazioni di sopra possiamo ricavare i valori mancanti