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Il pensiero estremo, come si diventa fanatici

Grald Bronner

Introduzione
Con pensiero estremo si pu definire unidea in nome della quale alcuni individui sono disposti a sacrificare
qualunque cosa, tutto subordinato a un sistema mentale al quale aderiscono in maniera incondizionata. La
valutazione generale verso questi soggetti legata a una spiegazione psicologica che spinge gli individui a
compiere atti estremi: ad esempio una debolezza psicologica, una follia stabile, ma in questo modo non
potrebbero essere ritenuti moralmente responsabili dei loro gesti.
Come pu essere possibile aderire a un sistema di idee che incoraggia a commettere atti criminali contro
qualsiasi valore morale o interesse materiale?
Nellepoca moderna si pensava che con lavanzare della scienza, e quindi anche della ragione, queste false
credenze e superstizioni potessero scomparire, in quanto i progressi scientifici incoraggiavano a sperare in
unimminente risoluzione delle problematiche di unumanit finalmente liberata da credenze prive di
fondamento; si invece arrivati alla concezione di un rapporto tra conoscenza e mondo dellignoto.
Secondo la metafora della sfera di Pascal, se paragoniamo la conoscenza alla sfera, la sua superficie sar
in contatto con ci che non contiene, ossia con lignoto; con laumentare della conoscenza, e quindi della
superficie della sfera, aumenta anche la quantit di consapevolezza di non conoscere (ignoranza).
Levoluzione della conoscenza agisce ampliando il campo dellinimmaginabile.
Esempio: la scoperta che la Terra non al centro delluniverso e che la nostra galassia non lunica ad
esistere, ci ha portati a immaginare lesistenza di altre galassie e di conseguenza di altri esseri viventi al di
fuori del nostro mondo.
La diffusione delle credenze nel mondo contemporaneo in realt legata a una ragione pi essenziale:
malgrado i progressi della conoscenza umana lindividuo resta un essere con capacit cognitive con limiti
invalicabili; la nostra visione del mondo si basa o sulla conoscenza o sulla credenza, laddove non abbiamo
accesso alle informazioni.
Le zavorre del pensiero ci impediscono di essere soggetti onniscienti, rendendoci credenti; esse sono di tre
tipi:
- la mente limitata sul piano dimensionale, perch la conoscenza stretta in uno spazio angusto in un
presente eterno;
- limitata culturalmente, poich interpreta qualsiasi informazione in funzione di rappresentazioni precedenti
- limitata cognitivamente, poich la capacit di elaborare informazioni non infinita e a volte la complessit
del problema supera la potenzialit del buon senso.
Queste sono caratteristiche antropologiche del pensiero quindi le societ sono destinate a restare fondate
su credenze che non spariranno dallorizzonte ma, paradossalmente, aumenteranno con lo sviluppo della
modernit.

Capitolo 1
Gli esseri umani possiedono la competenza di comprendere i fenomeni sociali di cui fanno o meno parte:
nella vita quotidiana tale comprensione permette di anticipare le azioni altrui o cogliere il senso dei fatti
collettivi; la vita sociale non sarebbe possibile in assenza della competenza sociale degli individui.
Nella maggior parte delle circostanze siamo capaci di comprendere il significato attribuito dai nostri
concittadini alle azioni che producono, capiamo per esempio come mai un individuo si possa arrabbiare in
certe situazioni, a volte anche senza conoscerne le motivazioni precise. Lessere umano impara a simulare il
punto di vista dellaltro per comprenderne e predirne le condotte.
Questa disposizione mentale pu essere inibita in alcune situazioni, le quali ci portano a non saper spiegare
il comportamento altrui: quando non riusciamo pi a spiegarlo, ipotizziamo che sia animato da una forma di
irrazionalit, ossia che sia spinto non pi da ragioni ma da cause. Gli individui saranno cos adesso mossi
da malattie mentali, passioni irrazionali, determinismi sociali; in particolare siamo portati a spiegare in
questo modo i comportamenti che non accettiamo o ispirati da credenze che non condividiamo.
In alcune circostanze non cogliamo il senso delle logiche altrui perch quando si tratta di spiegare
convinzioni erronee o pratiche contro produttive ci dimostriamo pi comprensivi nei confronti di noi stessi
che degli altri.
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Piuttosto che attribuire a una temporanea follia (esempio: credenza in babbo natale) le nostre decisioni
approssimative, preferiamo considerarle conseguenza di una capacit di ragionamento parzialmente
indebolita da circostanze specifiche. Non facciamo fatica a ricostruire la logica dei nostri errori risalendo alle
ragioni che ci hanno spinto ad agire, al contrario quando osserviamo le manifestazioni di credenze che non
ci sono familiari le loro ragioni non sono immediatamente disponibili e giungiamo a tacciare di stupidit,
cattiveria o follia gli attori che aderiscono a queste posizioni a noi incomprensibili.
Come giudicare una credenza razionale? domande a cui rispondere
1. dimensione della condizionalit: la persona veramente convinta della sua credenza? sicuro che chi
agisce in funzione di un principio ci crede fermamente?
Non sempre il caso (esempio: prendo lombrello, non si sa mai che piova): chi osserva per tende a
dedurre automaticamente che unazione sia ispirata da una convinzione incondizionata. Per esempio le
superstizioni, spesso sono accolte senza una vera adesione ma tendono a riemergere in un momento
di angoscia incoraggiandoci a credere alla strategia del non si sa mai. Prima di attaccare un individuo
per le sue credenze bisogna valutare la reale forza della sua convinzione.
2. condizione dimensionale: laccesso alle informazioni limitato alla condizione temporale in cui
viviamo, al tempo e allo spazio. Le credenze contemporanee faranno ridere i nostri successori come noi
ridiamo di quelle di inizio secolo passato, questo perch la conoscenza umana non potr mai superare
questi limiti e cerca di rimediare a questo limite ricorrendo alle credenze. Lillogicit delle credenze
decade se pensiamo a esse come al prodotto di una mente che non ha accesso alla totalit delle
informazioni.
3. dimensione cognitiva: alcune delle nostre idee false sono la conseguenza del funzionamento normale
della mente umana. Lindividuo vi fa ricorso perch svolgono un servizio prezioso nel proporre
soluzione accettabili per i nostri problemi (esempio: dare un colpetto a un oggetto guasto per
aggiustarlo).
Nel corso della vita possibile incappare in situazioni la cui complessit eccede le nostre capacit
cognitive, cedendo cos a ragionamenti capziosi, intuitivamente soddisfacenti, ma responsabili di idee
false. Prima di giudicare, losservatore dovr domandarsi se non siano attribuibili a tale debolezza della
mente.
4. dimensione culturale: alcune credenze ci appaiono assurde o controproducenti solamente perch non
facciamo lo sforzo di ricostruire luniverso culturale che le ispira. Ad esempio alcuni studiosi hanno
analizzato le condizioni delle caste indiane subordinate ma con tutte le qualit per poter in realt
emergere: venne scoperto che il sistema costringeva lindividuo ad adeguarsi allattivit professionale
imposta secondo la logica di trasmigrazione delle anime e alla convinzione che soltanto rispettando
questi precetti sarebbero potuti reincarnarsi a un livello superiore.
5. dimensione della gradualit: bisogna chiedersi in che modo il credente si avvicinato al suo credo.
Alcune idee appaiono irrazionali perch losservatore si concentra solo sul contenuto, ignorando il
carattere graduale e progressivo delladesione: ciascuna tappa di tale processo pu essere considerata
ragionevole. Le credenze estreme sono spesso il risultato di un avvicinamento per gradi e ciascuna
tappa in direzione del pensiero estremo pu essere considerata ragionevole se presa singolarmente.
Se consideriamo le credenze estreme come un prodotto della razionalit potrebbe apparire come una forma
di complicit; implicitamente siamo convinti che tentare di comprendere queste azioni equivalga ad
ammorbidire il giudizio di condanna. Poich il pensiero estremo ispira talvolta credenze e atti che incarnano
il male assoluto, preferiamo ricondurli a una forma di irrazionalit incomprensibile, psicopatia o inumanit
piuttosto che cercare di comprenderli per poi finire per indebolire la malvagit di quegli atti.
Di folli ce ne sono parecchi, ma in realt difficile pensare che milioni di persone abbiano perso la ragione e
la moralit, eppure siamo attratti dallidea che il pensiero estremo attecchisca solo nelle menti malate o
disturbate cos da non essere indignati davanti a certi atti perch ricondotti alla causa di una mente malata
che non pu rendere gli attori responsabili delle proprie azioni.
Alcuni pensano che ammettere le credenze estreme nel campo della razionalit finisca per favorire il
relativismo, poich atti giusti e folli vengono posti sullo stesso piano; solo comprendere le motivazioni degli
errori ci consente di prendere le distanze da chi ha sbagliato e ci protegge dal rischio di abbracciare
convinzioni false.

Una corrente intellettuale dominante afferma che i progressi della conoscenza umana potessero condurre
alla scomparsa delle credenze, contrapponendo ragione e razionalit a credenze e pensieri estremi;
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Parmenide ad esempio sosteneva che lopinione si contrapponesse alla verit e allessere, Platone
contrapponeva la credenza al sapere; da sempre il fenomeno delle credenze interpretato sulla base di
unopposizione.
Se la falsit della credenza evidente la riteniamo condivisibile solo da mente immature, ma in realt
risultano essere il risultato dellazione razionale degli individui.
Secondo Boudon il modello della scelta razionale si basa su sei postulati (mentre la sociologia
comprendente condivide solo i primi tre):
P1. individualismo; gli individui sono lunico possibile substrato delle azioni
P2. qualsiasi attivit mentale pu essere compresa
P3. razionalit; le condotte individuali sono descrivibili risalendone alle ragioni anche quando questultime
non sono chiaramente percepite dagli attori stessi
P4. strumentalismo; le ragioni sono orientate verso degli scopi, hanno cio una funzione
P5. egoismo; questi scopi mirati sono frutto dellinteresse individuale dellattore
P6. massimizzazione; la decisione individuale il risultato della scelta tra varie possibilit, il quale ricade su
quella pi vantaggiosa (bisogna per distinguere le azioni considerate, ossia quelle prese in considerazione,
da quelle possibili, anche quelle che non vengono in mente allattore).
Spesso si tende a credere che gli aderenti a un particolare tipo di estremismo siano dotati di una cattiva o
poca istruzione, cosa falsa in quanto listruzione non immunizza contro il rischio di cadere vittima di
credenze false o discutibili, anzi spesso sono gli individui pi intellettuali a credere a falsi miti.
La violenza di certi atti sembra potersi spiegare solo sulla base di un fanatismo religioso, settario o politico,
lopinione pubblica infatti definisce fanatico chiunque stabilisca un rapporto delirante con la propria
credenza.
Lascesa dellestremismo pu essere considerata una conseguenza della mancanza di istruzione e delle
difficolt economiche (fenomeni come la disoccupazione, la povert o la mancanza di istruzione); un
esempio dato dalla testimonianza di un pentito della violenza islamica in gran bretagna, a seguito della
quale i media accusavano la politica estera occidentale come causa degli attacchi, quando invece erano
stati eseguiti sulla sola base della teologia islamica.
Lopinione pubblica tende a fare appello allirrazionalit per spiegare questi atti, considerandoli come eclissi
delle convinzioni morali, secondo al quale gli individui che ricorrono alla violenza sospendono le loro
convinzioni morali ed evitano di esaminare il loro coinvolgimento personale.
Lopinione degli esperti si basa principalmente sulla distinzione tra valori e razionalit: le credenze
dellestremista, poich basate sulladesione incondizionata a valori, sono ritenute irrazionali; anche Boudon,
pur essendo contro lidea di questa contraddizione tra razionalit e valori, rifiuta di includere il pensiero
estremo nel territorio della razionalit poich se attribuissimo maggiore razionalit alle azioni saremmo
costretti ad ammettere che ogni attore razionale, purch sia in grado di fornire ragione alle sue azioni.
E plausibile che molti individui entrino a far parte di gruppi radicali perch psicologicamente instabili o
facilmente manipolabili, ma le spiegazioni di questo genere contrastano con quanto osservato dai ricercatori
che hanno tentato di tratteggiare la figura dellestremista tipo, il quale risultava essere ben integrato,
moralmente e cognitivamente equilibrato, definendo quindi falsa la credenza che lestremismo settario sia
associato a basso status sociale o scarsa istruzione.
Nella maggior parte dei casi gli estremisti mantengono il pieno possesso delle loro facolt mentali, diviene
quindi necessario distinguere il processo attraverso il quale lindividuo arrivato ad abbracciare tale
pensiero (spesso lideologia presentata risulta molto convincente).
Listruzione conferisce agli individui una certa disponibilit mentale aprendo il loro orizzonte intellettuale e
aumentando quindi di conseguenza la dimensione delle cose che non conoscono, cadendo pi facilmente
nella credenza di miti o superstizioni; listruzione favorisce lo sviluppo dello spirito critico, una personalit
ben istruita deve essere in primo luogo tollerante, cio disposta a mettere in discussione le sue certezze e le
verit condivise; lo spirito critico quindi la capacit di dubitare delle verit ufficiali ed considerato indice di
intelligenza.
Unico problema che molti finiscono per prenderci la mano cedendo alle credenze, giudicate seducenti non
solo in ragione della loro funzione rassicurante ma anche perch fondate su argomentazioni considerate
concorrenziali rispetto alle posizioni scientifiche.
Gli individui tendono a riconsiderare le conoscenze, svolgendo un ruolo importante nel caso delle credenze
estreme, inizialmente fondate su una messa in discussione delle rappresentazioni condivise che cementano
la vita sociale; si prende quindi coscienza della fragilit del sapere ufficiale che rende gli individui istruiti
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ancora pi sensibili allanomia cognitiva, disponendoli a cedere pi facilmente alla seduzione esercitata
dallimpero delle credenze.
Lestremismo soddisfa quindi i criteri della razionalit perch enuncia dottrine coerenti e perch tale dottrina,
una volta ammessa, propone mezzi adeguati ai fini perseguiti.
Possono essere distinti due tipologia di razionalit, una strumentale, ossia quando un individuo
considerato razionale se utilizza i mezzi pi adeguati per il perseguimento dei suoi fini; e una cognitiva,
ossia una coerenza logica che descrive la validit e la compatibilit di due proposizioni che compongono
una teoria, nonch la loro compatibilit con il reale.
Questo secondo tipo di razionalit sfugge allo sguardo del commentatore pressato dalle manifestazioni del
pensiero estremo perch tende piuttosto a fissarsi sul risultato dellazione piuttosto che di ricostruire la
sequenza logica che ha portato allestremismo.
I limiti della razionalit e la nostra scarsa disponibilit a sforzarci di superare ci impediscono di percepire le
ragioni che ispirano gli individui ad aderire a enunciati le cui conclusioni ci appaiono assurde. Osservandoli
con distacco i miti appaiono spesso assurdi, ma quando cerchiamo di comprendere il funzionamento
dallinterno ci rendiamo conto che il loro successo non attribuibile allidiozia, allirrazionalit o allignoranza,
ma a una forma di razionalit cognitiva (esempio: fondamentalismo islamico. Il contenuto i questa credenza
incita alla violenza e alla distruzione, ma il ragionamento che ha condotto i seguaci ad agire non pu essere
considerato irrazionale, poich segui i dogmi della religione. Ci che spinge gli individui ad agire in base a
questi principi inumani la forte coerenza che li lega al pensiero estremo e la razionalit meccanica che
rifiuta qualsiasi compromesso. Il semplice fatto che lestremista tenti di giustificare sul piano logico le
prescrizioni divine suggerisce che ha bisogno di motivazioni per rinforzare le proprie credenze).
Vi quindi la tendenza ad attribuire alluniverso significati che confermano le proprie tesi volte a rendere
sempre pi solide le credenze; un esempio pu essere la gematria, ossia una disciplina che pretende di
interpretare i libri sacri sulla base di una ritrascrizione numerica del valore delle lettere nel tentativo di risalire
a significati segreti, anche se in realt grazie a questa tecnica ognuno trova quello che vuole in ogni testo.
Tutti gli uomini, dalle menti pi volgari a quelle pi illuminate, soffrono della distorsione di conferma, o bias si
conferma: siamo consapevoli della tendenza a confermare piuttosto che a invalidare ci in cui crediamo,
ricercando attivamente informazioni che si conciliano con le nostre convinzioni, ma lasciamo cadere
nelloblio la nostra tesi nel caso in cui sia evidentemente smentita da atti o fatti riscontrati nel reale.
Questo meccanismo il principale responsabile della perpetrazione delle credenze: se il credente
estremista, i costi sociali della sua adesione incondizionata lo costringono a ricercare continue
rassicurazioni.
La razionalit strumentale qualifica la tendenza degli individui a utilizzare gli strumenti che ritengono pi
adeguati per realizzare i loro obiettivi; lestremista si dimostra quindi tuttaltro che irrazionale.
Egli esercita forti pressioni sugli individui che condividono i suoi stessi valori, intima loro di conformarsi alla
logica imposta dalla razionalit strumentale e li incoraggi a sostenere con maggior forza le comuni
convinzioni.
Ad esempio, nel Catechismo del Rivoluzionario riportata lidea che la rivoluzione deve ispirare anche le
azioni pi insignificanti, tutti gli altri valori devono passare in secondo piano: si tratta della tipica modalit di
adesione incondizionata a unidea e le sue conseguenze pratiche.
Il cittadino comune non riesce ad accettare questa logica in quanto vi una contraddizione di valori che
inibisce la possibilit di azioni radicali.
Il fanatico , per assurdo, pi razionale del cittadino comune, la sua azione totalmente al servizio di un
sistema di valori secondo il quale il fine giustifica ogni mezzo: per il pi radicale degli estremisti tutti i mezzi
sono ritenuti accettabili per perseguire i suoi obiettivi. La reticenza morale, il sottrarsi perch la modalit di
azione va contro a certi principi e valori, simbolo di una debolezza delle fede o di un difetto di volont.
In nome di unidea ritenuta grandiosa lestremista non esita a perpetrare le peggiori crudelt; egli pretende di
servire la storia in confronto alla quale il destino del singolo individuo non ha alcun valore, idea che conduce
gli uomini ad attentare alla propria integrit fisica in nome di una credenza a cui si aderisce fermamente.
Problema logica del fine che giustifica i mezzi: i mezzi implicano dei costi che devono essere controbilanciati
dai benefici derivati dalla realizzazione dellobiettivo (esempio: i costi morali legati allassassinio di un
rappresentante di un sistema odiato sono nettamente inferiori rispetto a quelli derivanti da attentati in luoghi
pubblici. Largomento usato per giustificare queste azioni che nessuno innocente: i cittadini sono tutti
colpevoli perch hanno scelto direttamente il sistema di governo dello Stato. Questa colpevolizzazione
generalizzata rinforzata da una retorica di vittimizzazione dellaggressore: gli attentai dell11 settembre
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sono avvenuti perch prima gli Stati Uniti hanno commesso dei crimini in Iraq, e secondo la legge del
taglione esiste il diritto di rispondere e di vendicarsi).
Per ridurre i costi implicati nel massacro di innocenti una via poco costosa il ricorso alle bombe umane:
tuttavia il suicida commette, secondo il Corano, un peccato assoluto perch deve essere Allah a decidere
chi deve morire. La religione mussulmana giustifica per coloro che si uccidono in nome di Dio, proprio
perch nella religione assicurato il posto in paradiso a quelli che si immolano per una causa divina,
considerando invece negativamente quanti si uccidono per la guerra.
Sintetizzando, nella contabilit tra costi e benefici del sacrificio per una causa, il fine sembra giustificare i
mezzi esorbitanti in termini materiali o simbolici, purch ladesione del credente sia del tutto incondizionata.
Questi costi possono essere ridotti attraverso una colpevolizzazione delle vittime e una vittimizzazione degli
estremisti; inoltre, le interdizioni morali e religiose riguardo allassassinio sono facilmente aggirabili.
Il terrorista religiosa interpreta il sacrificio come il risultato di un calcolo razionale; questa conclusione,
giudicata insensata dal cittadino comune, necessario aver abbracciato credenze che conducono
allassassinio o a sacrificare la propria vita. La morte non rappresenta un costo esorbitante per colui che
persuaso dallesistenza del paradiso, lestremista si comporta in maniera del tutto razionale accettando
qualsiasi sacrificio materiale e perpetrando ogni sorta di violazione in nome di un beneficio atteso infinito.
Il pensiero estremo non contraddistingue solo il terrorista, il quale , secondo il dizionario Oxford, una
persona che tenta di imporre il suo punto di vista utilizzando metodi dintimidazione coercitivi; membro di
una organizzazione clandestina che cerca di esercitare una pressione sul governo attraverso atti di violenza.
Questa definizione per si conforma anche a giudicare terrorista il movimento di Resistenza dopo la
seconda guerra mondiale.
Byford, lautore di questa definizione, illustra tre approcci sbagliati al terrorismo:
1. qualificabile come giuridico, ricorda che solo lo Stato possiede il monopolio delluso della violenza ,
qualsiasi gruppo che la utilizzi per far valere la propria idea politica pu essere considerato terrorista.
Smentito poich numerosi stati, ad esempio la Libia, sarebbero cos designati come terroristi.
2. considera la paura che il terrorista vuole suscitare; solo le intenzioni che conducono a usare determinati
metodi dazione a qualificare lattivit di stampo terroristico. Non si tiene conto per del fatto che, ad
esempio, lutilizzo della bomba atomica da parte degli USA farebbe degli Stati Uniti una potenza
terrorista.
3. considera la tattica utilizzata; i gruppi armati terroristici fanno ricorso a metodi giudicati contrari alla
morale. Ma metodi oggi ritenuti non convenzionali sono stati ampiamente usati in passato.
I diversi approcci pretendono di definire il terrorismo facendo riferimento ai suoi metodi, ma non sembrano
suggerire una definizione accettabile, sia che si basino sul monopolio della violenza legittima, sia che tentino
di ispirare il terrore nelle popolazioni, sia che ricorrano a sistemi non convenzionali.
Tutte queste definizioni ignorano luniverso mentale del terrorista: i mezzi acquistano un significato solo in
relazione ai fini che li ispirano. Bisogna eseguire una analisi cognitiva, studiando in che modo i mezzi e i fini
si coniughino nella mente del terrorista.
Gli osservatori tendono a dare per scontato ladesione incondizionata degli attori con le loro credenze;
questo presupposto pu condurre a errori di interpretazione, mascherando il rapporto incondizionato
stabilito con certi enunciati e le conseguenze pratiche che ne derivano. Se tutte le credenze implicassero
una ferma adesione, faremmo fatica a distinguere tra un estremista disposto a tutto e quello che invece
meno disposto a sacrificare la vita altrui o la propria.
In mezzo alla totale adesione o meno, vi ladesione probabilistica e condizionata, che costituisce
lessenziale della vita mentale del cittadino comune.
Esistono due modi di aderire a una credenza: inizialmente la credenza un contenuto, successivamente
diventa rapporto con il contenuto.
Quando analizziamo unazione individuale o collettiva ispirata da una certa credenza, tendiamo a
considerare solo la credenza in maniera assoluta o non credere affatto; se un individuo certo, agir
conformemente allidea ritenuta vera, ma questa proposizione non pu essere rovesciata in quanto un atto
non traduce necessariamente lesistenza di una credenza incondizionata.
In alcune circostanze lazione pu essere parziale o probabilistica. Nella mente del cittadino possono
coesistere senza difficolt enunciati contraddittori, reso possibile dalla natura non assoluta del rapporto
stabilito con ciascuna di queste idee.

Ciascun estremista tenta di ispirare nei fedeli il genere di rapporto incondizionato con la dottrina; i membri
saranno sempre fieri di esibire le loro certezze, ma possiamo ipotizzare che tale adesione di sicurezza
esprima in realt un disperato bisogno di sentirsi rassicurato dallaudacia delle proprie dichiarazioni.
Anche il normale cittadino pu essere caratterizzato da forme di radicalit: luomo morale secondo letica
della convinzione si sente responsabile solo quanto al dovere di tener accesa la fiamma della convinzione
pure, invece il sostenitore delletica della responsabilit dir che bisogna rispondere alle conseguenze delle
proprie azioni. Il problema che tutti noi siamo alternativamente sostenitori delletica della convinzione e
della responsabilit: in alcune occasioni siamo portati ad aderire in maniera incondizionata a certi valori, ma
saremmo capaci di sacrificare la vita per difendere i valori che sosteniamo? La persona comune tende ad
aderire in maniera incondizionata a valori che non comportino grandi sacrifici.
Per delineare luniverso mentale del fanatico dobbiamo considerare la combinazione di due fattori: aderire
radicalmente a unidea non significa aderirvi in maniera radicale. Lestremista aderisce radicalmente a
unidea radicale.
Il senso comune tende ad associare estremismo e irrazionalit: atteggiamenti giudicati estremi sono
facilmente attribuibili a una sorta di follia. Tale senso di irrazionalit suscitato dalla totalit delle credenze
che non condividiamo, non tutte necessariamente estreme.
Per giudicare unidea come estrema bisogna eseguire unanalisi interna per distinguerla dalle credenze della
persona comune: le proposizioni del pensiero estremo presentano due caratteristiche, sono debolmente
trans-soggettive e/o sociopatiche.
Debolmente trans-soggettive
Boudon definisce le idee trans-soggettive come idee che, al fine di risultare credibili, queste ragioni devono
essere viste dal soggetto se non come dimostrative, almeno come convincenti; sono le ragioni che hanno la
capacit di essere abbracciate da un insieme di persone.
La trans-soggettivit si misura dalla sua capacit di essere accolta da persone a parit di condizioni. Nelle
circostanze reali, la concorrenza tra idee non mai pura e perfetta poich ciascun mercato cognitivo
condizionato dalla sua storia. Ad esempio, nei sistemi sociali totalitari, lesistenza di unidea diversa da
quella dominante non pu esserci perch subisce una tassazione: in questi sistemi domenica unidea non
perch trans soggettiva ma perch non esiste liberalismo cognitivo. Bisogna precisare che un individuo pu
vivere in un sistema totalitario pur appartenendo a una societ liberale dal punto di vista cognitivo.
Ciascuno di noi assume un gran numero di identit sociali e ogni elemento della nostra identit ci apre le
porte di un mercato cognitivo differente.
I limiti della razionalit ci permettono di comprendere come mai un mercato cognitivo liberale non sempre
favorisca la diffusione delle idee pi trans-soggettive.
I soggetti che tendono a credere a unidea piuttosto che a unaltra spesso non considerano la dimensione
del campione: ossia, anche se poco probabile che una predizione risulti vera, questa coincidenza deve
essere valutata in relazione al numero di predizioni formulate: pi il numero elevetao, pi aumenta la
probabilit che una di esse si dimostri esatta (tra mille predizioni, pi probabile che almeno una risulti
vera).
Anche in un mercato cognitivo tendenzialmente liberale non sempre si affermano le idee pi transsoggettive: questa caratteristica non va infatti confusa con il successo di un idea sul mercato cognitivo.
La trans-soggettivit e il successo di unidea coincidono a condizione che lidea non sia in contraddizione
con i limiti della razionalit umana.
La trans-soggettivit di unidea pu essere valutata solo dai soggetti che abbiano superato i limiti della
razionalit, ossia i cos detti individui mentalmente neutri (IME): esso tenta di affrancarsi dai limiti, avendo
piuttosto una visione scientifica del mondo. Sapendo che lo spazio pu essere alterato da dati fisici e che il
tempo non procede in maniera lineare abbiamo capito di non poter utilizzare questi parametri come metro di
paragone dei fenomeni, cercando quindi di decontestualizzare la razionalit, astraendola dal suo ambiente
dimensionale.
Inoltre la storia della conoscenza, ha preso sul serio lidea che la nostra cultura costringa la realt a subire
un supplizio: i popoli tendono a considerare la cultura di appartenenza come una traduzione fedele della
realt.
Solo lindividuo mentalmente neutro in grado di scegliere senza esitazione lipotesi pi trans-soggettiva,
senza basarsi sullidea pi accettabile o quella pi condivisa.
Quando siamo difronte a credenze estreme che ispirano lestremismo siamo spesso spinti a considerarle
come debolmente trans-soggettive: una debolezza del genere complica lattivit di comprensione da parte
degli altri, poich la ricostruzione delluniverso mentale dellaltro, che ci permetterebbe di accedere alle
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ragioni del suo comportamento, diviene molto pi costosa e preferiamo affidarci al principio di una ragion
pigra.
Pu capitare che il cittadino comune accolga idee debolmente trans-soggettive, ma la sua adesione non
sar del tutto incondizionata.
Lestremismo pu quindi essere definito una credenza incondizionata espressa in un enunciato debolmente
trans-soggettivo.
Idee sociopatiche
dalletimologia del termine -patia che deriva dal greco pathos (sofferenza). Si considerano sociopatiche le
credenze dotate di una carica agonistica che implica limpossibilit per alcuni individui di vivere insieme agli
altri.
Possiamo azzardarci a sostenere che la persona comune condivida un certo numero di idee del terrorista
senza tuttavia appoggiare le conseguenze pratiche di tali posizioni; questi valori sono trans-soggettivi, ma la
loro carica sociopatica inaccettabile per la persona comune (ad esempio sono condivisibili valori quali la
protezione dellecosistema, della biodiversit, ma non vengono accettate le azioni fuorilegge compiute per
portare avanti questi concetti, come i falciatori delle piantagioni ogm).
Un esempio molto forte lestremista islamico, considerato il nemico numero uno, lincarnazione del male
assoluto e della disumanit, perch difende in maniera incondizionata idee al tempo stesso debolmente
trans-soggettive e sociopatiche. Secondo questo movimento il mondo intero concepito come una
minaccia, lestremista islamico si sente autorizzato a ricorrere a qualsiasi forma di regolamento dei conti, ad
esempio la fede in Dio risulta essere una motivazione valida per imporre lestremismo, poich si convinti
che la propria azione risponda alla volont di unentit superiore.
Lestremismo pu, in conclusione, essere definito come unadesione incondizionata a credenze debolmente
trans-soggettive e/o dotate di un potenziale sociopatico.
Possiamo delineare una tabella in cui si delineano i vari pensieri a seconda del loro grado di sociopatia e di
trans-soggettivit: il primo caso definisce le credenze tipiche del cittadino normale, il quale aderisce in
maniera incondizionata soltanto a valori fortemente trans-soggettivi o debolmente sociopatici (credenze
trans-soggettive+credenze poco sociopatiche).
Il secondo caso si riferisce a quella categoria di estremisti che suscitano una certa ilarit piuttosto che
timore, come ad esempio i fanatici di persone famose o gli artisti estremi (credenze poco transsoggettive+credenze poco sociopatiche).
Il terzo caso illustra gli estremisti che sostengono incondizionatamente valori dotati di una certa transsoggettivit, come la ripartizione di un pi equa ricchezza o volont di fermare il massacro di animali, ma le
cui conseguenze pratiche sono giudicate inaccettabili dal senso comune, come il massacro di incivili perch
complici con una realt percepita come ingiusta (credenze trans-soggettive+credenze molto sociopatiche).
Se le azioni di tali gruppi per risparmiano i civili usciamo dal quadro dellestremismo perch qualsiasi
cittadino si identifica facilmente con chi lotta per difendere i propri valori, ecco perch la Resistenza non
considerata una forma di estremismo.
Ultimo caso definisce gli estremisti pi visibili, i membri di sette pi attiviste, i membri di Al-Qaida,
accomunate dalladesione incondizionata a valori debolmente trans-soggettivi e sociopatici (credenze poco
trans-soggettive+credenze molto sociopatiche).
Dato che questi individui sono capaci di azioni che contravvengono alle adesioni ideologiche, dobbiamo
concludere che essi smettano di condividere valori elementari? Ma se ipotizziamo una completa rinuncia ai
valori, come spieghiamo il fatto che alcuni di loro poi giungano al pentimento? Questo possibile poich i
valori della persona comune non scompaiono nemmeno dalla mente dellestremista pi sanguinolento.
Subordinato che lestremismo dipenda da due fattori, lincondizionalit e la natura della credenza
(debolmente trans-soggettiva e sociopatica), possiamo scartare lidea che gli estremisti siano dei folli.
Il cittadino medio crede in alcuni valori che ritiene impossibile infrangere a prescindere dalle circostanze,
stabilisce rapporti incondizionati soltanto con valori che non possono nuocere agli altri: questo laspetto
che distingue il cittadino normale dal fanatico.

Capitolo 2
Come si diventa estremisti
Nella maggior parte dei casi nulla pu predisporci a diventare estremisti, nemmeno il contesto famigliare;
gi stato dimostrato come le priorit, le credenze e le azioni degli estremisti, per quanto assurde e
abominevoli, siano dotate di una certa coerenza, ma ci non spiega come queste persone non abbiano
notato il carattere inaccettabile degli enunciati ai quali aderiscono prima di lasciarsi coinvolgere in questo
modo; nella maggior parte dei casi lestremista non lo sempre stato.
Non esiste una sola via che conduce allestremismo, anche se nella vita quotidiana laccusa viene volta a
una crisi di qualsiasi genere, crisi divenuta passe-partout applicabile in ogni circostanza: ogni volta che
siamo chiamati a giudicare un fonema misterioso invochiamo unipotetica crisi.
Negare lambizione esplicativa della nozione di crisi non significa minimizzare limportanza del contesto
sociale nel favorire lo sviluppo di credenze estremiste.
Esistono quattro modalit di adesione ai pensieri estremi che non si escludono a vicenda, anzi spesso
coesistono.
1. Ladesione per gradi
Alcuni commentatoti denunciano lirrazionalit delle dottrine estremiste, le assurde rivendicazioni
dellestremista sembrano irragionevoli. Questo si pu spiegare perch le credenze estreme ci vengono
presentate come gi costituite mentre per comprenderle avremmo bisogno di osservarne il processo di
costituzione. Ladesione caratterizzata da una meccanica progressiva invisibile per losservatore.
Ad esempio, le organizzazioni settarie: questi gruppi sanno bene che, se la loro dottrina fosse conosciuta
dapprima in maniera integrale, vanterebbero di pochi seguaci; la tattica utilizzata quindi quella di spingere
il discepolo ad accettare la dottrina per tappe graduali che a volte allinizio tendono addirittura a nascondere
la verit del pensiero. Questa manipolazione consente di eludere le resistenze suscitate in qualsiasi persona
da proposizioni stravaganti.
La dottrina viene segmentata in modo da facilitarne laccettazione progressiva da parte del futuro iniziato:
entrare in una setta come salire una scalinata i cui primi gradini sono molto pi corti rispetto ai successivi.
Nel caso delle sette il futuro adepto non introdotto immediatamente al campo della spiritualit, ma vi entra
in confidenza attraverso dei primi contatti che contribuiscono a neutralizzare i sospetti; quando un primo
contatto con una persona gi stabilito siamo pi inclini a mettere a tacere i nostri sospetti. Nelle sette per
far apparire verosimili gli elementi di base della dottrina verranno proposti progressivamente.
Le resistenze dellindividuo sono progressivamente neutralizzate da un reclutamento, un primo contatto
spesso decisivo perch concepito per trasmettere al potenziale discepolo il desiderio di somigliare a quegli
individui che hanno gi compiuto il grande passo.
Quando questi adepti, durante il loro percorso, si sentono intimamente interpellati, ladesione alla setta
quasi scontata: a partire da questo momento ogni segno nella vita quotidiana verr ricondotto a una causa
misteriosa o divina in contatto con lindividuo: la conversione quindi il risultato di una combinazione tra
esperienze personali e prove esterne che gradualmente costruiscono una credenze spettacolare, del tutto
scollegata dal senso comune.
A ogni tappa ladepto si confronta con argomenti nuovi che richiedono un impegno gradualmente pi
elevato, una volta innescato questo procedimento cognitivo risulta molto difficile decostruire le credenze;
ladepto non abbandona le sue idee perch la sua credenza stata costruita progressivamente e tale
processo ha contribuito a conferirle una coerenza alla quale lessere umano non disposto a rinunciare,
denunciando come il risultato di malafede o malintesi tutte le teorie che cercano di allontanarlo dalla sua
nuova credenza.
Ciascun momento delladesione a una credenza falsa pu essere considerato come ragionevole anche se
losservatore, giudicando la credenza nel complesso, pu legittimamente trovarla grottesca; questa
considerazione tende ad essere ignorata dal senso comune.
Gli effetti di questa meccanica progressiva emergono anche in unaltra espressione di estremismo che pu
suscitare ilarit e non timore, ossia quella dei collezionisti, dei fan di stelle dello spettacolo, o fanatici di
videogiochi. Generalmente considerati strambi ma inoffensivi, tutti condividono una passione che per pu
diventare malsana sfociando nella psicopatologia.
Provando a ricostruire lorigine delle loro passioni non possiamo fare a meno di concludere che ci
somigliamo, che forse anche noi avremmo agito nello stesso modo se ci fossimo trovati nella stessa
situazione; il loro atteggiamento ci appare di primo acchito irragionevole perch ignoriamo la loro storia di
vita.
Ladesione radicale a pratiche o valori lontani dal senso comune espressione di logiche ordinarie;
lestremismo isola lindividuo dagli altri, ma non dalla sua umanit: trasformandosi in avvocati di se stessi
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per difendersi dalla disapprovazione altrui, tengono a precisare di non essersi abbandonati in maniera
improvvisa alla loro passione. La frequentazione di persone che condividono lo stesso interesse pu
spiegare questabbandono.
Lacquisizione della credenza avviene per stadi progressivi, attraverso un processo non sempre lineare, nel
corso del quale emergono dei momenti chiave.
Il radicalismo in campo artistico pu difficilmente essere paragonato alla logica delle azioni terroristiche ma
la produzione artistica contemporanea risulta ispirata da valori estetici al tempo stesso poco trans-soggettivi
e incondizionati. Anche le reazioni suscitate nel grande pubblico dellarte contemporanea sono spesso simili
a quelle ispirate dallestremismo: il sentimento dominante quello dellincomprensione.
Far cambiare idea al convertito difficile perch lestremismo spesso la conseguenza di un processo
incrementale. Provare a smontare la credenza attraverso una controargomentazione in grado di dimostrarne
la falsit non mai sufficiente a scalfire il sentimento di certezza, perch la conversione avviene nel corso di
un processo molto lungo, di cui lestremista potrebbe aver dimenticato le tappe. Sentendosi attaccato
lestremista comincia a frequentare soltanto individui che condividono le sue idee, isolandosi dal contesto
sociale.
Alcuni individui, per concludere, di ritrovano invischiati in un processo di adesione incrementale, giungendo,
quasi senza rendersene conto, ad abbracciare una visione estremista del mondo.
2. Ladesione per trasmissione
un esempio pu essere ladesione per trasmissione famigliare: non stupisce che un individuo finisca per
abbracciare unidea considerata da altri radicale se cresciuto in un ambiente in cui tutti aderiscono; in queste
circostanze possiamo definire un monopolio cognitivo, sul mercato delle credenze cui si ha accesso non
emergono valide alternative rispetto a quelle sostenute da gruppo di appartenenza. Questa modalit per
solo probabilistica perch alcun individui riescono a emanciparsi sottraendosi allinfluenza del gruppo.
Le credenze abbracciate dagli individui risultano spesso collegate al mercato cognitivo che frequentano: la
dimensione delluniverso sociale di una persona dipende dallinterrogativo posto e dalla porzione della rete
sociale esplorata.
I nostri punti di vista sono ampiamente influenzati dalla quantit di informazioni o di argomenti convergenti
che ci vengono offerti, cio dalla nostra posizione sul mercato cognitivo. Senza rendercene conto, tutti noi
siamo coinvolti in legami sociali che limitano ed orientano il nostro accesso alle informazioni, esponendoci
preferenzialmente a certi tipi di argomentazioni.
Deve essere presa in considerazione la questione delle credenze estreme disapprovate dagli altri, la quale
rende pi difficile la sopravvivenza della credenza nello spazio sociale e impone strategie basate sulla
coesione di un gruppo ristretto. Lestremista ha bisogno di essere circondato da un gruppo che lo sostiene e
lo incoraggia, ma non si tratta della propria famiglia: preferibile parlare di una famiglia fantasmatica;
questa necessit di ristabilire i confini familiari, ossia delineare un gruppo al quale ci sentiamo vicini, rivela la
dinamica sociale necessaria per il proliferare del pensiero estremo.
Spesso i candidati al martirio nei gruppi di kamikaze si riuniscono e fanno conoscenza tramite una pratica
sportiva, le cellule terroristiche non sono gruppi ultrastrutturati che ruotano attorno a un leader carismatico,
ma gruppi di amici che si sono radicalizzati insieme: spesso sufficiente che uno o due membri abbraccino
idee estremiste perch anche gli altri seguano a ruota.
Non tutti i terroristi vivono in un oligopolio cognitivo tagliati fuori dal resto del mondo, frequentando
esclusivamente individui pronti alla lotta armata, ma quando conducono una vita apparentemente normale
non perdono comunque mai di vista la loro esperienza parallela, che prosegue nel pi grande segretoo e
isolamento.
Capita talvolta che le famiglie stesse dei terroristi ignorino la reale ampiezza del loro coinvolgimento, poich
se le critiche arrivano da persone che il terrorista ha a cuore, in alcuni casi riescono a far vacillare le sue
certezze.
La strategia dellisolamento mentale ha una natura duplice: da un lato se i suoi cari percepiscono la
radicalizzazione potrebbero darsi da fare per indebolire i legami con chi, al contrario, pronto a difendere le
sue convinzioni, lestremista sprofonda cos in una solitudine attenuata solo dalla frequentazione di individui
che condividono le sue stesse idee; dallaltro lo stesso gruppo a imporre lisolamento forzato,
domandando al discepolo di rompere volontariamente i legami con il mondo sociale cui apparteneva.
Per evitare che gli adepti siano sottoposti alla concorrenza cognitiva, questi movimenti adottano una serie di
strategie come lisolamento in vita comunitaria, la sfiducia nel mondo esterno, lassenza di giornali e fonti di
informazione..

Gli individui comuni prendono parte, spesso senza rendersene conto, a una moltitudine di reti sociali che
favoriscono la diffusioni di alcune informazioni piuttosto che di altre: questa appartenenza ci spinge a
compiere uno sforzo mentale di definizione dellidentit.
Lestremista, inserito nel suo contesto sociale di simili, cercher sempre lappoggio dei suoi pari.
Le convinzioni minoritarie risultano pi stabili e durature una volta abbracciate dallindividuo, manifestano un
coinvolgimento pi profondo: questo perch gli individui che difendono idee minoritarie sono costretti ad
affrontare contraddizioni per definizione pi marcate; molti, convinti da controargomentazioni valide,
finiscono per tirarsi indietro. Al termine di questa selezioni, soltanto i pi convinti conservano la fede.
I kamikaze della jihad, per esempio, sono riusciti a superare numerosi ostacoli cognitivi per instaurare un
rapporto incondizionato con la dottrina sostenuta. Loligopolio incoraggia il credente a ribadire ostinatamente
le stesse argomentazioni e a rimuginare sulle stesse indignazioni, consentendogli di ignorare idee
alternative.
I nostri punti di vista possono essere ampiamente influenzati da quegli degli altri, tale influenza non
costituisce un problema se la persona considerata ingenua, ossia non ha sviluppato unopinione
immutabile su un certo tema. In tali circostanze lindividuo risulta particolarmente permeabile al punto di
vista della maggioranza (conformismo cognitivo). Nelle situazioni di monopolio o oligopolio cognitivo
lindividuo ha ottimi motivi per essere conformista, tra cui il pi immediato sottrarsi ai costi sociali e/o
materiali di un atteggiamento deviante (ad esempio la condanna a morte, la tortura, lo stupro). Lindividuo
orche non abbia un rapporto incondizionato con un certo enunciato tender a concludere che, se la
maggioranza lo sostiene, deve avere ottime ragioni per farlo.
Lestremista molto pi conformista della persona comune: i prodotti cognitivi non sono mai imposti, ma
sempre proposti, in nessun caso lindividuo viene costretto a credere che sia possibile torcere una barra di
ferro. Le persone di sottomettono, accettando di fare ci che gli viene imposto, ma in piena libert.
La legge della domanda e dellofferta stata applicata anche sul mercato cognitivo: la legge della domanda
enuncia che il prezzo di un bene aumenta in funzione dellentit della richiesta, mentre la legge dellofferta
dice che il prezzo di un bene diminuisce in relazione alla quantit che viene offerta. Solo questa seconda ha
in realt un equivalente sul mercato cognitivo: abbracciare una credenza implica costi variabili, Se il prezzo
eccessivo, la credenza risulter poco consumata; costi irrisori ne favoriscono la diffusione. Il prezzo di un
bene cognitivo determinato dallampiezza della sua diffusione. Se la maggioranza delle persone che vi
circondano credono a un determinato assunto, vi coster molto meno condividerlo.
Il ruolo del gruppo dunque importante per spiegare la sopravvivenza della credenza estrema in contesti
ostili.
3. Ladesione per frustrazione
La frustrazione ha talvolta conseguenze positive, ad esempio pu incitare gli individui a impegnarsi; ma la
frustrazione pu trasformarsi in una forza distruttrice quando alimenta il risentimento e la convinzione
meritare di pi di ci che si ha. Diviene particolarmente importante il sentimento di insoddisfazione nella
genesi dei fenomeni di frustrazione collettiva.
Tocqueville descrive la situazione in Francia prima della Rivoluzione: il ventennio precedente alla rivoluzione
fu un periodo di benessere; paradossalmente, a mano a mano che si sviluppa in Francia la prosperit, gli
spiriti sembrano pi inquieti, lodio contro tutte le antiche istituzioni aumenta. Spiega Tocqueville che
ventanni prima non si sperava nulla dallavvenire, limmaginazione per, impadronendosi in anticipo di
quella felicit prossima inaudita che la situazione di benessere portava a ipotizzare, rende indifferente ai
beni che gi si hanno e spinge a precipizio verso cose nuove. Alcuni individui cominciano a nutrire
anticipazioni troppo ottimistiche: quando le previsioni si rivelano sbagliate, questi individui si sentirono
defraudati di ci che spettava loro di diritto. Perch nei loro sogni ad occhi aperti si erano gi concessi quei
beni ai quali ora avrebbero dovuto rinunciare.
Come sarebbe stato possibile sfuggire alla catastrofe? Da una parte vi era una nazione in mezzo alla quale
il desiderio di far fortuna si estende ogni giorni, dallaltra vi era un governo che eccita continuamente questa
passione poi la turba, prima lattizza poi la delude, affrettando la propria rovina.
Lo spazio della frustrazione collettiva definito dallo scarto tra ci che riteniamo possibile e desiderabile e
leffettiva realizzazione di tali prospettive.
Davies, osservando la rivoluzione russa e quella egiziana, intuisce che il movimento di protesta sociale ha
pi probabilit di verificarsi se preceduto da una crisi economica, a sua volte conseguente a un lungo
periodo di prosperit e crescita.
In seguito a lunghi periodi di crescita economica, le aspirazioni della popolazione si orientano verso lalto: se
unimprovvisa crisi manda allaria tutti i progetti, gli individui, costretti a ridimensionare le loro aspirazione,
sperimentano unintensa frustrazione. Laggregazione delle frustrazioni rischia di scatenare una rivoluzione.
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La frustrazione collettiva solo una delle possibili forme che pu assumere la distinzione tra il livello di
aspirazione e il livello di soddisfazione reale.
Durkheim delinea una forma preoccupante di frustrazione, ossia il suicidio. Il tasso di suini aumenta non
solo, come presumibile, durante i periodi di crisi economica, ma anche nelle fasi di prosperit: il fattore
suicidogeno non tanto la miseria, quanto il brusco cambiamento sociale: ogni rottura dequilibrio spinge
alla morte volontaria. Nei periodi di brusca prosperit, le aspirazioni non regolate degli individui tendono a
collocarsi a un livello inaccessibile, alimentando la frustrazione.
Nei percorsi di molti estremisti islamici si notano spesso i segni dei sentimenti di frustrazione: questo
malessere sembra essere allorigine della vocazione per il radicalismo.
Tutti gli estremisti ritengono di essere stati umiliati dalloccidente e sono ossessionati dallidea di prendersi
una rivincita. Lestremista ritiene legittimo che un qualsiasi mussulmano possa, a sua volta, colpire gli
occidentali. Il sentimento persona di umiliazione pu essere concepito in una prospettiva molto pi ampia
inquadrandolo come lumiliazione di un intero popolo.
Il sentimento di umiliazione pu essere inizialmente molto personale; soltanto in un secondo momento le
offese personali si amalgamano a quelle perpetrate ai danni di tutti i mussulmani.
Una delle modalit di ingresso al fanatismo collegato allimpressione di penetrare nel tempio della
purezza, espiando tutti i peccati commessi e lestremista sente cos di aver modificato il proprio destino,
redimendosi dalla perversione della societ occidentale.
Un altro esempio quello di coloro che non si sentono pienamente accettati dalla patria di adozione e allo
stesso tempo sanno che non appartengono pi al paese dei loro antenati: il sentimento di frustrazione
spinge questi uomini a rifugiarsi in unidentit fantasmatica, il mussulmano transnazionale. Se si sentono
respinti dal mondo occidentale, questi giovani cominciano a coltivare un forte risentimento.
Il sentimento di frustrazione pi acuto quando lindividuo attribuisce il suo fallimento percepito (cio la
differenza tra le sue aspirazioni e la loro effettiva realizzazione) non a ostacoli imposti a titolo personale, ma
a una discriminazione della comunit di appartenenza.
Alcuni estremisti abbracciano la dottrina semplicemente per giustificare il loro astio e tale conversione
rappresenta solo un tentativo di razionalizzare il sentimento di umiliazione. Ma, nella maggior parte dei casi,
la dottrina offre unalchimia tra la sensazione di inadeguatezza e le estemporanee osservazioni del
soggetto. Limpressione che gli interessati descrivono come una grande luce percepita nel momento in cui
accettano di darsi allestremismo il risultato di una serie di fattori di natura emotiva e intellettuale.
Anche il senso di sradicamento pu influire sullo sviluppo del radicalismo: giovani immigrati che hanno
lasciato il loro paese dorigine di confessione mussulmana per tentare la fortuna in occidente, restano
sconvolti da ci che vedono: un paese corrotto, decadente e permissivo, da annientare con una guerra.
Difficilmente ai giovani espatriati sar riconosciuto lo stesso status sociale che avevano nel paese di origine.
La sensazione di declassamento e di frustrazione che ne deriva la conseguenza dello scarto tra ci a cui
pensano di aver diritto, le speranze nutrite prima della partenza, e ci che ottengono in realt dalloccidente.
Il senso di frustrazione diviene il responsabile anche di altre forme di estremismo, come ad esempio i regimi
totalitari che evocano un mondo menzognero che meglio della realt risponde ai bisogno della mente
umana e in cui le masse sradicate possono sentirsi a proprio agio ed evitare gli incessanti colpi che la vita e
le esperienze reali infliggono agli uomini.
Alcuni individui trovano nei gruppi settari uno spazio per costruire una nuova identit.
Il tema della frustrazione assume unimportanza particolare nella societ contemporanea che tende a
suscitare ambizioni e aspirazioni destinare a essere disattese.
Come sosteneva Tocqueville, le societ democratiche causano per loro natura, un tasso di frustrazione
superiore a tutti gli altri livelli sociali, questo perch si fondano su principi quali la ricompensa del merito e la
rivendicazione delluguaglianza. Tocqueville osserv lo strano malessere psicologico di cittadini americani
che, sul piano materiale non avevano nulla di cui lamentarsi ma erano colpiti dallingiunzione dellambizione
e dellinsoddisfazione. Contrariamente alle societ tradizionali, in democrazia il destino di ognuno aperto:
nessuno pu sapere se destinato al successo o al fallimento, dunque tutti possono sognare in grande.
Poich i cittadini rivendicano luguaglianza, sono inclini pi che altrove a notare le differenze di status
piuttosto che in una societ dove le differenze esistono per definizione. Il diritto di possedere le stesse
ricchezze del resto della popolazione e la speranza di ottenere qualcosa in pi degli altri costituiscono due
invariati dellequazione della frustrazione.
I principi democratici alimentano sogni di successo che soltanto alcuni sono destinati a realizzare; ma
nellimmensa folla democratica, troveremo sempre qualche individuo pi pugnace rispetto agli altri. Annoiati
dalla loro esistenza, si convinceranno di meritare pi di ci che hanno, coltivando ambizioni sempre pi
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grandiose. Tale sentimento rischia di convertirsi in un disprezzo del mondo materiale, che alimenta la
credenza nellesistenza di un mondo superiore.
Laccesso agli studi superiori, ad esempio, alimenta aspettative e desideri di riconoscimento probabilmente
inadeguati rispetto alle prospettive reali. La massificazione dellinsegnamento e laumento della percentuale
di diplomati nelle societ democratiche non determinano automaticamente un crescita della proporzione di
professioni. Laumento del livello di aspirazioni non si accompagna dunque a una significativa variazione del
livello di soddisfazione: questo conduce a un livello elevato del tasso di frustrazione; per essere felici non
sufficiente possedere molte cose, ma necessario ottenere qualcosa in pi degli altri.
Questa piaga della frustrazione conduce lindividuo a un processo di ridefinizione dellidentit e delle sue
priorit. Sul mercato cognitivo, il pensiero estremo offre un prodotto molto concorrenziale che pretende di
rendere questo genere di servizi.
Cambiando il proprio obiettivo la frustrazione scompare, perch lindividuo accede a un nuovo mondo, nel
quale la gerarchia dei valori completamente differente.
Altri fenomeni estremisti sembrano ispirati dalla frustrazione e/o dal desiderio di notoriet: il senso di
frustrazione pu, ad esempio, collegarsi alla necessit di pubblicizzare il proprio atto. Questa deriva
estremista, appare come una soluzione per unificare, attraverso una vendetta purificatrice, un s combattuto
tra la frustrazione derivata dallimpossibilit di ottenere un oggetto e il disprezzo nei confronti di chi lo
possiede.
Lautore di un fallito tentativo di assassinare il presidente francese viene spiegato dal protagonista non come
la volont di colpire il presidente, ma piuttosto di vivere un momento di gloria. La frustrazione collegata alla
sua vita personale doveva essere compensata da un gesto eroico e grandioso.
Il senso di frustrazione intrinseco nelle societ democratiche pu alimentare la radicalizzazione di alcuni
cittadini: ad esempio colui che uccise John Lennon, individuo che cercava di superare il fallimento personale
sviluppando sogni di notoriet; la consapevolezza di essere un fallito lo ossessionava e per vincere questa
sensazione di indegnit sperava di ottenere gloria e notoriet uccidendo una star.
Un tempo, laccesso alla notoriet era uneventualit molto poco probabile, ma la difficolt di realizzazione di
tale sogno costituiva un filtro efficace per le ambizioni della massa. La maturit aiuta lindividuo ad accettare
questa realt, spingendolo a mettere da parte i proprio sogni di gloria.
Le star al nostro tempo, invece, rendono la loro esperienza pi familiare: la conquista della fama perde la
propria eccezionalit divenendo imitabile, grazie anche al modo in cui questi soggetti diventano famosi,
ossia i reality show, accreditando lidea che per diventare oggetto delladorazione collettiva non sia
necessaria alcuna competenza o talento particolare.
Alcuni dei nostri contemporanei sono autorizzati a contemplare gli orpelli di una vita che credono felice,
senza poterli indossare. Il fenomeno della frustrazione collettiva condivisa pu assumere forme nuove e
sociopatiche, una di queste la radicalizzazione.
4. Ladesione per rivelazione
il meccanismo della distorsione di conferma fondamentale per la sopravvivenza di una credenza,
soprattutto se estrema. I credenti spesso si convincono che il destino invii loro dei segni; alcune persone gi
predisposte a credere a una dottrina estrema sono colpite da coincidenze ed eventi che interpretano come
uningiunzione ad avviarsi lungo la strada della credenza: si tratta del caso delladesione per rivelazione.
In termini statistici perfettamente normale che eventi molto improbabili finiscano per realizzarsi se il
numero di occorrenze molto elevato: nessuno si stupisce che una volta a settimana qualcuno vinca al lotto
nonostante sia molto difficile azzeccare la combinazione di numeri.
Soltanto il credente che ignora le dimensione del campione da cui emersa la sua esperienza interpreter il
fenomeno come miracoloso. Se per consideriamo il numero di tentativi effettuati, leventualit di prenderci
rientra nel quadro di ci che lecito attendersi dal caso. Alcuni individuo, in particolare se predisposti a
cogliere segni soprannaturali, vivranno situazioni improbabili, che li incoraggeranno a credere in maniera
incondizionata a una forma di miracolo.
Talvolta questi eventi soprannaturali sono percepiti come uningiunzione a impegnarsi; se non lo fa,
lindividuo, convinto di essere il testimone privilegiato, si sentir indegno del dono ricevuto.
In alcuni casi, la radicalizzazione la conseguenza di una rivelazione che non coinvolge in maniera diretta
lesistenza degli estremisti in erba, ma suscita in loro la certezza di aver appena scoperto una verit
inconfutabile (ad esempio alcuni colgono dalla morte di un parente la coscienza della finitezza della vita,
alcuni si convincono di aver decifrato verit nascoste dai testi sacri); labbandono incondizionato a una
credenza deve essere preceduto dalla consapevolezza di aver assistito a una rivelazione.
Ma in realt, chiunque vada alla ricerca di segni finir per trovarli.
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Capitolo 3
Nel caso degli estremisti ormai chiaro che il loro cervello non ha subito danni: questi individui sono capaci
di indignarsi per cose che disturbano qualsiasi normale cittadino. Ipotizzando che gli estremisti siano
sprovvisti di senso morale, se sono capaci di compiere gesti ignobili perch non si rendono conto del male
che causano; lipotesi dellamoralit permette di non sentirsi implicati nellorrore osservato.
La tesi dellamoralit sarebbe per fondata e vera solo se gli estremisti rimanessero impassibili anche
davanti alle stesse atrocit ma compiute verso membri della propria famiglia.
Il terrorista, quindi tuttaltro che amorale, spesso animato al contrario da unestrema sensibilit nei
confronti di quelle che considera intollerabili ingiustizie, ed proprio tale sensibilit che lo incoraggia a
infrangere le regole della morale ordinaria.
Ci che colpisce una forma di sensibilit esacerbata: tale ipersensibilit non ammette compromessi.
Affrontiamo ora il tema della concorrenza intraindividuale: in circostanze particolari pu emergere una
contraddizione tra valori ed interessi, che obbliga a compiere una scelta; chi chiamato a deliberare
procede a una valutazione comparativa dove interessi e valori si scontrano, si tratta di concorrenza cognitiva
intrindividuale, ossia nella mente dellindividuo si scontrano valori tra i quali deve scegliere. In alcuni casi,
come ad esempio se la scelta particolarmente difficile, significher che i due valori in concorrenza sono
molto vicini; in altre situazioni, il contrasto non tale da indurci ad esitare, e la scelta sar immediata. La
rapidit di decisione indica una forma di incommensurabilit tra i due valori implicati della situazione.
Tema fondamentale diviene quindi quello del libero arbitrio, generalmente considerato come la capacit
dellindividuo di compiere una scelta, quando in realt potrebbe essere meglio definito come la conseguenza
della capacit del genere umano di considerare allo stesso tempo due opzioni contrarie e concorrenti.
Gli individui hanno la capacit di revocare il loro giudizio, dimostrando che luomo non intrappolato in
routine mentali che derivano piuttosto dalla socializzazione o dal nostro patrimonio genetico. Lidea che
esistano delle determinanti del pensiero ci induce a ignorare un aspetto evidente, ossia il carattere
probabilistico delle condotte umane; questa tendenza, falsa, si basa sullidea che le routine svolgano un
ruolo monopolistico nella nostra vita mentale.
Certamente alcune idee monopolizzano la nostra mente, perch non troviamo ragioni alternative per
smentirle e capaci di far loro concorrenza. La difficolt nellindividuare un sistema di ragioni concorrenti ci
conduce talvolta a commettere degli errori concepiti come gesti meccanici (concetto di distorsione
cognitiva): lerrore cognitivo attribuito allesistenza di meccanismi naturali, derivanti da cause biologiche
riconducibili allattivit del nostro cervello, che guidano il nostro pensiero. Le distorsioni di ragionamento,
considerate unattivit riflessa, sono escluse dal campo della consapevolezza.
Fortunatamente, i ragionamenti che ci inducono in errore o meno, ossia alla base delladesione cognitiva,
sono sempre revocabili: ci consente un retro giudizio. Lindividuo non si affida a un ragionamento statico,
ma pu cambiare quadro di riflessione se emergono nuovi dati; capace di retro giudizio purch abbia
accesso a un sistema di ragionamento alternativo.
Ladesione incondizionata a certi valori implica una forma di incommensurabilit mentale che rende molto
difficile lespressione di retro giudizi, dunque comporta la temperanza dellazione. Come se lestremista
diventasse insensibile allesistenza di ragioni concorrenti, per difendere unidea capace di sacrificare
qualsiasi cosa.
Laccessibilit, o meno, a sistemi di ragionamento alternativi costituisce un importante indice della forza di
adesione a una credenza.
Perch la maggior parte delle persone disposta a rinunciare allespressione di alcuni valori in cambio di un
prezzo adeguato? La corruzione costituisce un fenomeno piuttosto abituale, se la mente umana fosse
incorruttibile non saremmo capaci di retro giudizi. Ad esempio se stabilissimo un rapporto incondizionato con
tutti i valori che difendiamo abitualmente, non accettando di infrangerli, la vita collettiva risulterebbe
impossibile, per la maggior parte del tempo la frequentazione dei nostri simili ci obbliga a scendere a
compromessi con i valori in cui crediamo. Si tratta di una forma di saggezza.
Rinunciando a tutto ci che possiede in nome di unidea, lestremista dimostra che la sua modalit di
adesione non autorizza alcun confronto tra valori ed interessi.
Tuttavia, lestremista non ha il monopolio delladesione incondizionata, in quanto anche un cittadino normale
pu credere incondizionatamente in un valore, ma se tale radicalismo resta invisibile e le azioni rientrano
nella norma non verr giudicato n notato come il fanatico.
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A seconda del valore, ossia a un certo livello di adesione assiologica, emerge unincommensurabilit tra
valori ed interessi (ad esempio non uccideremmo mai un innocente nemmeno in cambio di tutto loro del
mondo).
Il paradosso dellincommensurabilit mentale si basa su unipotesi falsa collegata alla dinamica mentale:
lidea che esista una proporzionalit semplice tra la valutazione dei valori e quella degli interessi.
Bisogna innanzitutto affermare cosa si intende per utilit, ossia il valore soggettivo che un individuo
attribuisce a un oggetto e non il suo valore economico oggettivo.
Tenendo conto della forza di adesione a un valore quali sono i costi psicologici implicati nella sua
violazione? A un certo livello, lincommensurabilit tra valori e interessi si basa sullidea di una
proporzionalit tra la forza di adesione e lutilit psicologica corrispondente. Spesso si afferma, attraverso
una serie di esperimenti, la commensurabilit tra interesse materiale e difesa di una regola morale.
Spesso il senso di ingiustizia pu spingere gli individui a rinunciare alla difesa dei propri interessi personali,
ecco spiegato come un estremista islamico pu rinunciare al valore della sua vita al costo di combattere
contro le ingiustizie imposte dagli occidentali, o in nome della religione. Questa disposizione mentale
osservata appunto negli estremisti: convinti che il mondo rappresenti unoffesa intollerabile a un valore
abbracciato in maniera incondizionata, mettono da parte i propri interessi privati, rivelando
lincommensurabilit tra valori e interessi.
Lestremista che sostiene unidea sociopatica giudicher possibile la violazione dei propri interessi: si trova
a vivere in una situazione di incommensurabilit in cui vietato laccesso ai sistemi di ragionamento
concorrenti, dunque diviene impossibile esprimere un retro giudizio.
La corruttibilit dellessere umano costituisce la precondizione fondamentale della vita sociale: nessuna
societ umana potrebbe sopravvivere a lungo se gli individui che la compongono non fossero dotati della
capacit di soppesare valori ed interessi; la minima controversia si rivelerebbe guerra aperta.
In assenza di commensurabilit, ossia della possibilit di soppesare valori ed interessi e cambiare idea, gli
essere umani finirebbero intrappolati in routine mentali, perdendo la flessibilit necessaria alla vita sociale.
Tale plasticit, risultato di prendere il considerazione due linee di condotta allo stesso tempo, costituisce una
delle caratteristiche fondamentali della nostra umanit. La corruzione impedisce senza dubbio ai sistemi di
funzionare il maniera ottimale, ma senza commensurabilit tali sistemi non funzionerebbero affatto.
Gli individui provati di tale plasticit mentale si presume abbiano avuto maggiori chance di sopravvivenza
rispetto agli altri.
Anche lincommensurabilit pu essere spiegata con un ragionamento analogo: qualsiasi cittadino pu
manifestare radicalit rispetto a certi valori; in una societ formato da questi cittadini, i cui valori siano
strettamente proporzionali agli interessi, assisteremmo a una generalizzazione della possibilit di corruzione
(tale societ tenderebbe a non sopravvivere e a scomparir, annientata dalla concorrenza degli altri gruppi).
Ad esempio, le guerre richiedono che un certo numero di persone siano disposte a sacrificare la loro
esistenza per una causa giudicata superiore; il sacrificio la manifestazione dellincommensurabilit tra gli
interessi materiali e un sistema di valori. Diviene ipotizzabile che tale capacit di incommensurabilit sia
divenuta una disposizione generalizzata grazie alla selezione naturale.
Linfelice esistenza dellestremista consiste nel considerare non negoziabili credenze che non potranno mai
cementare la visione sociale.

Conclusione
I familiari dellestremista, che vedono il loro caro abbandonarsi a credenze e pratiche destinate ad isolarlo
conducendolo verso lillegalit, si pongo linterrogativo di come fargli cambiare idea, si interrogano sulla
reale possibilit di venire fuori.
Indebolire unadesione incondizionata un compito molto difficile: nel caso dellestremismo ladesione
coinvolge a livello profondo lidentit dellindividuo, al punto da spingerlo a rinunciare alla vita o ad altri valori
fondamentali. In un certo numero di casi il credente non ammette le smentite della realt, lorganizzazione
del suo pensiero lo ha condotto a sviluppare una forma di sistema immunitario che rendere la credenza
invulnerabile alle contraddizioni. A un certo livello di adesione si arriva alleffetto ratchet, ossia della ruota
dentata, che impedisce la retromarcia della credenza. Quando la credenza tende ad essere incondizionata,
lindividuo non ha pi accesso a sistemi di ragionamento concorrenti.
La situazione non per cos disperata, poich molti individui riescono a prendere coscienza degli errori
commessi e a sottrarsi alla trappola dellestremismo.
A seconda del modo in cui vi hanno aderito pu essere intrapresa una strada per rimettersi sulla retta via; il
caso pi complesso quello delladesione per frustrazione. Questo sentimento il risultato di una situazione
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biografia e di meccanismi sociali collegati ai sistemi democratici; ci rende molto difficile intervenire,
bisognerebbe riuscire a convincere il credente che una visione estremista del mondo non lo aiuter e fargli
ammettere che non ha bisogno di meritare qualcosa in pi rispetto a ci che ha gi.
Il principale problema consiste nelloligopolio cognitivo in cui il credente si trova e che imprigiona lestremista
nel radicalismo: talvolta il processo di radicalizzazione pu risultare invisibile, a volte invece lindividuo
ostenta visibilmente i segni della radicalizzazione per tentare di convincere il suo entourage a seguire la
stessa strada. La famiglia spesso in questi casi cerca di allontanare lestremista dalla sua credenza,
cercando di fargli comprendere linsensatezza delle tesi radicali, denigrando chi lo sostiene: percorso
assolutamente sbagliato, in questo modo si rischia di apparire agli occhi del fanatico come i nemici da
combattere prece contrari al suo punto di vista. Limportante cercare di mantenere viva una concorrenza
cognitiva tra le dottrine estremiste e i valori comuni.
Nel caso delle sette, ad esempio, la loro strategia di proselitismo consiste nellorganizzare un oligopolio o un
monopolio cognitivo intorno alladepto, raccomandandogli di stare alla larga da tutte le fonti di informazioni
esterne, mettendolo anche in guardia contro linfluenza negativa dei suoi cari.
Lestremista in erba si sentir cos incompreso dai suoi famigliari, e se la famiglia e gli amici perdono
credibilit agli occhi del credente non avranno pi la possibilit di rendere disponibili sistemi di ragionamento
concorrenti.
Mantenere il contatto con ladepto essenziale: utile, inoltre, fingere di interessarsi a queste tesi radicali
per riuscire anche a comprendere meglio luniverso mentale in costruzione. Tutte le future critiche saranno
accolte pi facilmente se provengono da una persona che ladepto non percepisce come ostile alla dottrina.
Passata la luna di miele dei primi tempi, in cui la setta doveva bombardare ladepto per farlo aderire
completamente al pensiero estremo, lindividuo sentir di aver trovato la sua vera famiglia e comincer ad
essere percepito come un anello solido della catena; si concluder la fase del love-bombino durante la quel
ladepto era oggetto di mille attenzioni.
In questo momento i dubbi cominceranno ad assillare il nuovo credente, che per non potr rivelarli alla sua
famiglia dal quale stato allontanato, e nemmeno agli altri membri per vergogna, quindi tende a tenerseli
per se. I familiari dovrebbero in questo momento stimolarlo ponendogli delle domande, magari su pi punti
contestabili della dottrina, favorendo lo spirito critico.
La rinuncia alla dottrina pu ora avvenire solo per volont dellindividuo, e spesso avviene solo dopo che
comprende che la sua vita rovinata.
Talvolta anche i parenti possono contribuire a questo abbandono, purch riescano a preservare il ruolo di
mediatori credibili delle informazioni sul mercato cognitivo. Lessenziale mantenere una situazione
cognitiva concorrenziale. Quando ladepto comincia ad accorgersi delle cose che non funzionano, bisogna
incitarlo a parlarne con i responsabili o con gli altri adepti: questo spirito contestatario verr accolto
negativamente dalla setta, che reagir rimproverando il credente e facendolo sentire isolato e indebolendo
la sua offerta di ricostruirne lidentit.
Ma fortunatamente lingiustizia stata compiuta in presenza di un testimone privilegiato, il familiare
comprensivo. Lideale sarebbe che ladepto scopra da solo gli scheletri nellarmadio della propria setta: una
tattica potrebbe essere compiere qualche ricerca insieme a lui per poi, casualmente, imbattersi in siti che
rivelano realt compromettenti sul gruppo.
Giunti a questo stadio i parenti possono dimostrare come, in certi gruppi ispirati da altre dottrine, certe
pratiche siano inaccettabili.
Il seme del dubbio comincer a germogliare nelladepto, che potrebbe cominciare a fare il parallelo tra la
situazione denunciata e le pratiche del gruppo che frequenta.
La difficolt principale di disintossicare lestremista consiste nellaffrontare il vuoto cognitivo. Molti fanatici
rifiutano di abbandonare una credenza perch si rendono conto che la pura verit non potr fornire alcuna
consolazione.
Per questa ragione alcuni individui, non appena riescono nellimpresa di lasciare una setta, subito ricadono
in unaltra; ladepto capace di abbandonare gli elementi periferici della sua credenza, ma non il cuore. I
parenti devono lasciare una via duscita: se la ricaduta radicale inevitabile, meglio orientare il soggetto
verso un gruppo meno estremista.
Alcune tattiche adottate dallo stato dellArabia Saudita consiste in programmi di reintegrazione: appena
rientrati nella loro terra natale, gli ex estremisti sono autorizzati a vedere i propri familiari, dopo vengono
inseriti in un programma definito quasi di villeggiatura, dove vengono trattati da vip, gli viene versato un
sussidio, trovato lavoro e addirittura una moglie.
lobiettivo di risocializzare il pi rapidamente gli ex estremisti. Chi nel programma deve incontrare
regolarmente autorevoli esperti della religione mussulmana incaricati di spiegare perch il Corano non
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fornisca alcune legittimazione alla filosofia bellicosa; gli viene dimostrato come qualcuno si sia approfittato
delle sue buone intenzioni.
Questa strategia per richiede mezzi finanziari consistenti, solo gli stati pi ricchi hanno la possibilit di
stanziare ingenti somme; la maggior parte delle famiglie chiamata ad affrontare la radicalizzazione di uno
dei suoi membri senza disporre dei mezzi per contrastarla.
Una tecnica, pericolosa, quella del controfuoco: ossia accompagnare lapprendista fanatico nel suo
percorso di radicalizzazione e superarlo, fino a ridicolizzarlo e caricandolo. Osservando qualcuno pi
fanatico di lui, il credente pu prendere coscienza del carattere estremo delle sue convinzioni. Questa
tecnica tuttavia rischiosa perch pu accelerare il processo di radicalizzazione in quanto, vedendo un
membro della famiglia pi avanti di lui, potrebbe rincarare la dose e superarlo in fretta.
Altro punto da cercare di evitare permettere al credente che insaturi un rapporto astratto con i crimini che
potrebbe commettere in nome della dottrina; utile a questo scopo ricorrere alla tecnica della
riassociazione: limmagine verr riascolta a ricordi, sentimenti ed emozioni personali, contrastando la forma
di astrazione del giudizio manifestata in precedenza.
Esempio pu essere quello di una donna kamikaze pentita poco prima della sua esplosione: vedendo in tv
le immagini delle vittime provocate da un attentato giusto il giorno prima, prov piet per quelle persone.
Fino a che lattentato era rimasto astratto, la donna ne aveva accettato la logica; nel momento in cui ha
preso coscienza del danno, le conseguenze possibili del suo gesto le apparvero per la prima volta meno
accettabili dal punto di vista morale.
I terroristi sono caratterizzati da unincondizionalit che prevede sacrifici e richiede un impegno costante.
Il futuro kamikaze viene trattato come una celebrit e sar al centro delle attenzioni del gruppo poco prima
dellatto da compiere, il leader carismatico rester al suo fianco nelle ultime ore prima dellirreparabile,
poich si sa che il genere di sacrificio richiesto mal si concilia con una lunga riflessione. Diviene necessario
approfittare del monopolio cognitivo in cui lindividuo temporaneamente intrappolato.
Questi metodi illustrati suscitano meno timore, e sono meno violenti, della tecnica del deprogramming.
Tale procedura brutale consiste in una deprogrammazione mentale violenta e si spinge fino al rapimento e
lincarcerazione delladepto, il quale subir un intervento psicologico: sar tenuto prigioniero in un luogo
segreto ed isolato e potr incontrare solo il deprogrammatore. Ladepto viene costretto a pensare con la
propria testa.
Qualche volta questa tecnica ha funzionato, ma nella maggior parte dei casi hanno solo portato grattacapi
legali al loro ideatore. Molti adepti, una volta rilasciati, sono tornati di corsa alla setta.
Il fatto che la tecnica possa avere successo non stupisce, considerata lintensit delle pressioni
psicologiche; ma nemmeno lelevato numero di fallimenti deve stupire in quanto linfluenza della setta non
ha privato ladepto a pensare razionalmente con la propria testa, costringerlo quindi a ricominciare a
pensare con la propria mente non serve a nulla perch in realt non ha mai smesso di esercitare la sua
capacit di riflessione.
Per affrontare il problema delle credenze estreme non dobbiamo dimenticare che la radicalizzazione il
risultato di un processo volontario e consapevole.
Il desiderio di far scomparire una credenza dalla mente di un individuo costituisce una forma di
manipolazione.
Lestremista non costituisce alcun pericolo, crede solo in maniera incondizionata a convinzioni stravaganti,
in queste condizioni perch obbligarlo ad adeguarsi alla nostra visione del mondo?
Nel caso in cui invece costituisca una minaccia, lecito ricorrere alla manipolazione mentale si individui che
mettono in discussione i fondamenti della democrazia? Farlo non significa forse tradire gli ideali democratici
della libert di pensiero?
Il fine giustifica i mezzi?

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