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Memoria, Bellezza e

Transdisciplinariet
A. Anzani
29/11/2016

Immagine di R. Pane

RESTAURO
E BELLEZZA

DESIGN E
MEMORIA

PSICOLOGIA
E ECOLOGIA

CORPO

Transdisciplinariet

sterile mantenere separati gli ambiti di


interesse, un vizio razionalistico.
Le connessioni creano invece zone di
frontiera, in cui si aprono terre di
nessuno, sentieri in attesa di essere
percorsi, possibilit in cerca di nuovi
esiti. Un confine dovrebbe essere un
punto di incontro anzich una line di
esclusione.

Roberto Pane

I valori psicologici
R. Pane esprime un concetto fondamentale, che riguarda
limportanza di conservare le testimonianze della nostra
memoria storica:
negli spazi del passato noi ci sentiamo come dilatati ed
espansi nelle forme che ci circondano, appunto perch
esse sono come unestensione del nostro corpo.

La stratificazione storica si dimostra cio profondamente


vitale e non estrinseca; essa si rivela come formatrice insieme remota ed attuale - della nostra struttura psichica
e quindi necessaria alla nostra pi favorevole evoluzione
futura.

Lo spazio esistenziale e listanza psicologica


Anni sessanta:
crisi dei valori morali, estetici, sociali, spirituali
impegno di intellettuali afferenti a svariate discipline, quali la
sociologia, la psicologia, lantropologia, la filosofia e la semiologia
proficuo incontro tra esponenti del settore della psicologia analitica,
della progettazione architettonica e del restauro.

R. Pane denuncia che i danni prodotti dalla speculazione edilizia ai


beni culturali non sono solo di tipo economico, storico ed estetico, ma
anche di ordine esistenziale, interessando la sfera psichica
delluomo.
Rileva la consonanza esistente tra il pensiero della scuola di
Francoforte, in particolare di Adorno e Horkheimer, e quello di Jung,
relativamente alla crisi di valori nel panorama contemporaneo, e
allimpoverimento della vita psichica.

Lo spazio esistenziale e listanza psicologica


Esiste unantichit che stratificata in noi stessi e che va
considerata come premessa e condizione di ogni nostro
divenire () Cos la vera e pi intima ragione del nostro
amore per le testimonianze del passato nasce proprio da
questa immedesimazione e non da un estrinseco
compiacimento verso immagini irripetibili. Perci stato
giustamente detto che la citt ha bisogno di conservare la
memoria di s stessa, allo stesso modo che ne ha bisogno il
singolo uomo.

Lo spazio esistenziale e listanza psicologica


Intuisce che per salvaguardare insieme lequilibrio
psichico delluomo e il patrimonio culturale e di natura
indispensabile una piena collaborazione tra architetti,
urbanisti, psicoanalisti e sociologi. In tal modo, le ragioni
dellarte, degli ambienti storici e delle bellezze di natura
troveranno il loro pi valido fondamento in qualche cosa
che preesiste ad ogni considerazione pratica o estetica
perch ha radice nella nostra stessa interiorit.
Nel 1978
organizza a Napoli, con Aldo Carotenuto,
un convegno intitolato Uno spazio per esistere:
urbanistica ed architettura nella psicologia del presente.

MEMORIA
ROBERTO PANE

Dallanalisi dei testi di Jung, R. Pane approfond le


relazioni fra luomo e lambiente fisico ponendo, a
fondamento della conservazione dei contesti costruiti e
naturali, generali considerazioni di ordine psicoanalitico
e antropologico, a cui assegn un carattere
precipuamente fondativo.
In tal senso listanza psicologica viene unita al valore
della memoria. Difendendo il patrimonio italiano ed
europeo, Pane sosteneva non vogliamo conservare
dimensioni e immagini del passato poich le troviamo
belle, o magari interessanti e curiose, ma perch esse
fanno parte della nostra memoria e quindi del nostro
prezioso patrimonio psicologico.
Emanuele Morezzi

BELLEZZA
ROBERTO PANE

L'esperienza estetica dovrebbe costituire


non uneccezione ma un normale attributo
della nostra esistenza quotidiana.
La fruizione estetica dei valori ambientali
deve costituire il fondamento del diritto alla
citt.
Il patrimonio pubblico d'arte e di natura non
deve essere considerato come oggetto di
una contemplazione marginale e saltuaria,
poich impegna la nostra vita interiore, nei
suoi rapporti con il mondo della fantasia e
della stratificazione storica, ed quindi
retaggio insostituibile della nostra memoria.
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Sogno architettonico Jung sogna un edificio a due piani, in cui la sua casa trova posto in
di Jung (R. Pane)
un salotto rococ; poi scende al pianterreno dove scopre un
diverso arredo, in una stanza che egli ritiene debba appartenere al
XV o XVI secolo, poich presenta ancora aspetti medioevali (e a tal
proposito curioso rilevare che la sua attribuzione rispecchia
l'ambiente centroeuropeo, nel quale, appunto, le forme gotiche
hanno avuto pi lunga sopravvivenza). Successivamente,
attraverso una botola e scendendo per un'angusta scala, egli viene
a trovarsi in una sala a volta, con mura di mattoni e di sasso, nelle
quali riconosce una struttura romana; da questa ancora, dopo aver
sollevato l'anello di una lastra di pietra, egli scende in una bassa
caverna, scavata nella roccia, dove trova resti di una civilt
primitiva: cocci, ossa e due teschi. Dunque la coscienza
rappresentata dal salotto, con il suo aspetto di luogo abitato,
mentre con il pianterreno ha inizio l'inconscio vero e proprio. Pi
sotto Jung trova il mondo dell'uomo primitivo in me stesso. E poi
ancora: fu la mia prima intuizione dell'esistenza nella psiche
personale di un a priori collettivo, nel quale egli riconobbe pi
tardi quei modi di agire delle forme istintive, e cio degli
archetipi.
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LA TORRE DI BOLLINGEN

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Carl Gustav Jung dedica un intero capitolo della sua autobiografia


allattivit di costruttore della sua residenza a Bollingen, che lo
impegna per pi di trentanni.
Nel 1922 Jung compra un terreno di fronte al lago di Zurigo,
attratto dallo scenario della zona. Pensa subito di costruirvi una
dimora di tipo primitivo: una struttura circolare, con un focolare al
centro e cuccette lungo le pareti. Si ispira alla capanna africana ,
vuole rappresentare il mondo che si espande intorno alla forza
primordiale del fuoco , dare la sensazione aggiunge- di essere
al riparo, non solo in senso fisico ma anche in quello spirituale.
Lintera costruzione, come un albero, fondata sul terreno da cui
spiritualmente trae nutrimento.
Nel 1955, dopo la morte della moglie, amplia il corpo posto al
centro tra le due torri che rappresentava il suo io stretto nella
tensione degli opposti. L elevazione della costruzione simboleggia
la crescita del suo io la superiorit della coscienza raggiunta con
la vecchiaia.
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L architettura
come scienza del
mito (Jung)
.

Il tema della casa ricorrente. In un suo saggio sul


condizionamento terrestre dell anima spiega che la struttura
della nostra anima rassomiglia a una costruzione il cui piano
superiore stato costruito recentemente, il primo piano
magari del secolo XVI e a un esame pi attento scopriamo
che stato elevato su una torre del II secolo. Nella cantina
scopriamo le fondazioni romane, e sotto la cantina una
grotta sino a trovare la fauna glaciale.
Bollingen, quindi, pi di un semplice simbolo esoterico ,
dir Jung- la rappresentazione in pietra dei miei pi interni
pensieri e del mio sapere, un opera importante anche come
chiave di lettura delle sue teorie sugli archetipi: lio, come
insieme di conscio e inconscio, trovando fisica
rappresentazione nell architettura concretizza un mito; ma il
mito, dice Jung nel prologo dell autobiografia, rappresenta la
vita con la precisione della scienza.
(prestinenza.it)
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JUNG
il S appare come un gioco di luce e di ombra,
quantunque concettualmente esso venga inteso
come un tutto organico e quindi come una unit
nella quale gli opposti trovano la loro sintesi

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DICOTOMIE

La dicotomia occhio/mente, ragione/sentimento,


classico/moderno, techne/poiesis intrinseca alla
natura delle cose e al come le si guarda. Il
dualismo, lantitesi, il principio commovente,
passionale, dialettico.
Paradossalmente, proprio l dove pi netto il
limite che separa le discipline pi agevole il suo
superamento. Le zone di frontiera diventano fronti
di interconnessione e possono dar luogo a
imprevisti assetti progettuali, i cui territori saranno
esplorati nello scambio tra i vari operatori. nelle
zone di frontiera che emergono idee generate da
intersezioni rivelatrici, le sole idee dalle quali non ci
distogliamo mai.
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ZONE DI CONFINE
Le zone di confine integrano
interessi e mondi
artificiosamente ritenuti
separati.

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PROGETTO

Truppi
Ci troviamo spesso sbattuti fra due opposti, le
polarit o coppie archetipiche:
stanza-intorno
alto-basso
dentro-fuori
mente-corpo
qui-altrove
storia-geografia
Il progetto il telos che tesse gli opposti,
persegue la compiutezza che non comporta
lesclusione ma la comprensione. Perch le
opposizioni possiedono una loro reciprocit. Il
progetto relazione, stare e tessere insieme.
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LANIMA DEI LUOGHI


2004
Hillman sostiene che i luoghi
hanno un'anima, sono popolati di
divinit diverse, assumono i
pensieri e le tradizioni degli uomini
che li abitano da secoli o millenni.
L'anima dei luoghi respira insieme
all'anima del mondo e alla nostra
anima.
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LANIMA DEI LUOGHI

Larchitettura spesso considerata concetto


(engineering) ma anche e soprattutto
immaginazione.
Il luogo deve essere recuperato dallo spazio.
Nellantica Grecia luoghi quali i crocevia, sorgenti,
pozzi, boschi e simili avevano specifiche qualit e
specifiche personificazioni: dei, ninfe, daimones e se
si era disattenti a queste figure che abitavano un
luogo si poteva esserne posseduti. Ogni luogo aveva
unintima, peculiare qualit. Questa interiorit
lanima del luogo.
Lintima qualit del luogo dovuta sia alla percezione
del clima e della geografia, sia allimmaginazione:
per questo necessario stare a lungo in un luogo,
perch limmaginazione possa rispondere.
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LANIMA DEI LUOGHI

MEMORIA
J. Hillman

I luoghi hanno ricordi. La memoria non nella


nostra testa, inscritta nel mondo. Il restauro un
recupero della memoria, la cura di unamnesia.
Nella nostra epoca si assiste a un disorientamento
della psiche: perdita della memoria dovuta agli
eccessi del costruire, dello sviluppo, degli
spostamenti. La continua distruzione di palazzi
come si fa per ristrutturarli equivale a una
lobotomia, una perdita di ricordi e di immagini.

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MEMORIA

La negazione del passato, dando al termine


negazione il significato freudiano, un meccanismo
di difesa tra i pi elementari. L'illusione catartica di
liberarci di tutte le scorie e gli impacci, di tagliare il
groviglio dei condizionamenti e delle colpe, di svegliarsi
domani diversi distruggendo la casa di ieri densa di
ricordi intollerabili, significa in realt proiettare su di un
atto magico il conflitto interiore, nell'impotenza di
elaborarlo.
Ma la fase di sviluppo presuppone il recupero degli
elementi rifiutati indiscriminatamente (AVANZI), per
iniziare con essi un rapporto dialogico, distinguere il
grano dal loglio, riconoscere quanto del dato genetico
e culturale appartiene alla singolarit del soggetto.
(M. Pignatelli)
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Esistono almeno tre tipi di memoria, distinguibili in italiano


grazie alletimologia delle parole:

MEMORIA
L. Marchino il rammentare (da mente) una memoria mentale, il
ricordare (da cordis, cuore) una memoria emozionale,
il rimembrare (remember) una memoria inscritta
direttamente nelle membra.
Tutti partecipano della memoria complessiva. La memoria
mentale, che si esprime attraverso la competenza verbale,
non esaurisce infatti ogni aspetto corporeo; il ricordare e il
rimembrare hanno degli aspetti senso-corporei
complementari a quello mentale. Se abbiamo a che fare
solo con il livello mentale, accediamo solo a un livello di
memoria. Se evochiamo gli altri livelli, la nostra memoria si
espande: non si limita a diventare pi capiente, ma si
integra, raggiungendo anche stati dellessere che non
sappiamo esprimere a parole (Marchino, 2011).
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MEMORIA

Alla ferita del Vietnam, si risposto con il


Vietnam Memorial a Washington, un muro
che affonda nella terra, non eroico ma
tragico.
Di fronte al problema del cambiamento di
coscienza, potrebbe essere sufficiente
stare in un luogo, lasciare che sia il luogo
a suggestionarci, a darci delle risposte.
(J. Hillman, Lanima dei luoghi)

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VIETNAM MEMORIAL
WASHINGTON
Un muro che affonda nella
terra, non eroico ma tragico.

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MEMORIA

La lacerazione subita da Manhattan con


lattentato alle Torri: meglio preservare la
sacralit funerea di quel luogo o intervenire? Quel
luogo non deve essere ignorato. Non si possono
coprire le ferite. un luogo che richiede una
risposta dal cuore e dallimmaginazione. Ormai
lidea della distruzione appartiene a quel luogo.
come una memoria che lascia una cicatrice: la
cicatrice memoria.
(J. Hillman, Lanima dei luoghi)

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Ground Zero di New York

La distruzione totale delle Twin Towers,


sebbene abbia lasciato dietro di s un vuoto
simbolico, rappresenta unicona fortissima di
ci che ha sconvolto la citt e lintera nazione.
Vista leco mondiale dei fatti dell11 settembre
2001, una ricostruzione fedele alloriginale
sarebbe stata vista come una negazione di
quanto accaduto piuttosto che come un
autentico sentimento di superamento del
dramma
(E. Morezzi)
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Ground Zero di New York


Il vuoto come icona della
distruzione
(E. Morezzi)
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MEMORIA

Anche il brutto va difeso se costituisce


linseparabile attributo di una memoria storica.
La Dome di Hiroshima
Costruita nei primi decenni del 900, la
Commercial Exhibition Hall detta anche Genbaku
Dome fu concepita per avere un carattere
pubblicitario, per risaltare nel tessuto omogeneo
della citt caratterizzato da edifici in legno che
raramente superavano i due piani fuori terra. La
sua costruzione ebbe carattere propagandistico e
corrispose alla fine della guerra russogiapponese e allinizio di una grande ripresa
economica per il Giappone.
(E. Morezzi)
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Ledificio portava echi della Secessione


viennese e svettava sulla citt sia per le
dimensioni dominate da una vistosa
cupola bronzea, sia per la vicinanza al
principale fiume cittadino. Nei mesi
successivi allinaugurazione (5 aprile
1915) i cittadini di Hiroshima capirono
che la loro citt aveva cambiato aspetto
e si era dotata di un simbolo la cui fama
riscattava Hiroshima dal precedente
periodo di crisi e ne incentivava la
rinascita come una delle pi sviluppate
del Giappone.
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DOME DI HIROSHIMA

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Il 6 agosto 1945 la citt e il suo territorio nel


raggio di 3 km vennero rasi al suolo dal
lancio della prima bomba atomica. Nel
paesaggio post-atomico, il rudere della
Dome in precario equilibrio statico era
lunico edificio sopravvissuto in alzato.
Dopo un lungo dibattito negli anni
immediatamente successivi alla fine della
guerra, sebbene la citt fosse in fase di
ricostruzione totale, venne presa la
decisione di conservare il rudere della
Dome. A fronte di una visione del restauro
riferita in Giappone a unidea di ciclicit, la
decisione appare fortemente rivoluzionaria.
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Gli stessi templi scintoisti (il tempio di Ise su


tutti) vengono sottoposti a un processo di
rinnovamento, che si manifesta nella loro
distruzione e riedificazione in un luogo
adiacente ogni ventanni per conservare
non la materia (scarsamente considerata in
una religione profondamente spirituale) ma
lidea, il simbolo del tempio e traducendo in
fatti il concetto di precariet, uno dei
cardini dello Shintoismo.
Una delle voci pi autorevoli che sostenne
la conservazione del rudere fu quella di
Kenzo Tange, chiamato a progettare un
Memorial Park e un Museo della Pace.

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Secondo Morezzi, lesempio di Hiroshima


appare un paradigma rispetto al pensiero di
Pane: in un contesto socialmente e
culturalmente
poco
propenso
alla
conservazione, la Dome un esempio di
coraggio morale.
Allo stato di rudere, la struttura sembra
rinascere non solo come simbolo per la citt,
ma diventando unicona di pace e lotta contro
le guerre atomiche.
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Il grande santuario di Ise ( Ise-jing) un gruppo


di jinja (santuari shintoisti) consacrato alla dea Amaterasu Omikami nella citt
di Ise, situata nella prefettura di Mie, in Giappone.
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Il centro antico di Varsavia

Varsavia bombardata
da http://archiviofoto.unita.it

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Nel 1944 Varsavia venne rasa al


suolo. Si decise di ricostruire sia la
parte vecchia che quella nuova
comera e dovera sulla base delle
vedute settecentesche del Canaletto
e di alcuni rilievi effettuati negli anni
trenta. Venne altres messa in luce
la cinta muraria del XIV-XV sec., gi
parzialmente rinvenuta nel 1937,
integrandola con terrapieni sistemati
a verde. Secondo R. Pane,
larchitettura contemporanea non
avrebbe potuto compensare e
sostituire
il
significato
che
limmagine storicizzata della citt
aveva assunto per la nazione.

LA RICOSTRUZIONE
DEL PONTE DI
MOSTAR

Il ponte venne considerato il simbolo della citt


e licona della distruzione bellica. La scelta
della ricostruzione comera e dovera fu
molto controversa. Venne presentata come una
scelta
della
popolazione,
ma
fu
successivamente molto criticata.

Casi analoghi di ricostruzione comera e


dovera vennero sostenuti da Pane nel
dopoguerra, ad esempio nei confronti del
centro storico di Varsavia

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LA RICOSTRUZIONE
DEL PONTE DI
MOSTAR

Dragan Nikoli, nella sua tesi in etnologia discussa allUniversit


di Lund (Three Towns, two Bridges and a Museum. Memory,
Politics and World Heritage in Bosnia and Herzegovina) spiega
come il ponte di Mostar, che la comunit internazionale ha
ricostruito perch simbolo dellidentit bosniaca e di una
possibile riconciliazione, per la gente sia diventato il luogo che
rinnova odii e conflitti mai sopiti. La gente va a rinfacciare alla
parte avversa le sue colpe su quel ponte, diventato emblema
delle vittime e di una gara a chi ha sofferto di pi. Unarma in un
conflitto che non ancora completamente risolto.
Secondo Nikoli, latteggiamento dellUnesco e del governo
bosniaco pare ancora legato a una mentalit coloniale, una
volont di imporre la propria visione delle cose perch giudicata
corretta. Secondo lui, le strategie e le politiche Unesco
dovrebbero cambiare perch sono avulse dalla realt,
dovrebbero essere pi attente ai mutamenti in atto nel mondo,
specie in terre martoriate come la Bosnia Erzegovina, e agire in
sintonia e a vantaggio della gente che nei luoghi vive.
https://filelleni.wordpress.com/tag/dragan-nikolic/
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LA RICOSTRUZIONE
DEL PONTE DI
MOSTAR

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Contemporary
theory of
conservation
Salvador Muoz Vias

L'ipotesi che alcuni beni siano significativi per tutta l'umanit uno
dei presupposti di base sottostanti la pratica della conservazione. La
Cappella Sistina, per esempio, non semplicemente una propriet
del Vaticano, n romana, toscana o italiana; non nemmeno
occidentale: universale. E cos il Taj Mahal e la Torre Eiffel e i
Buddha di Bamiyan.
Tuttavia, queste nozioni sono stata criticate. Il Postmodernismo ha
sostituito l'idea di "culture" a quella di cultura, il che suggerisce che
non ci siano culture superiori o inferiori, ma piuttosto differenti.
Applicato alla conservazione, il principale punto di critica che la
nozione stessa di cultura universale in effetti occidentale, una sorta
di globalizzazione culturale.
In effetti nel 1994 un gruppo di esperti incaricato dall'Unesco per
valutare la rappresentativit della Heritage List dell'UNESCO,
concluse che vi era una preminenza di architetture europee, cristiane
e di lite, a differenza di siti popolari, e di carattere storico in
contrasto con siti preistorici e del XX secolo.
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Contemporary
theory of
conservation
Salvador Muoz Vias

Culture diverse possono avere diverse esigenze


culturali: alcune culture sono orientate verso la
distruzione piuttosto che la conservazione (come
nel caso di molti movimenti iconoclasti), mentre
altre basano i loro valori culturali sui beni
immateriali che non possono essere oggetto di
commercio e di possesso.
Questi concetti sono tradizionalmente occidentali.
Cos, anche se mossi da 'buona volont', questi
concetti possono essere visti come una sorta di
colonialismo: non si tratta solo di una selezione di
oggetti realizzati da occidentali, vengono anche
imposti dei doveri secondo la visione occidentale.
(Salvador Muoz Vias)
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CAMPANILE di S.MARCO, Venezia (1902)

CATTEDRALE di NOTO (1996)

TORRE CIVICA, Pavia (1989)

Passato e futuro
Gli uomini che non guardano mai indietro non saranno mai
capaci di guardare avanti verso i posteri. Secondo Settis, di
questa lungimiranza bifronte, volta verso il passato e verso il
futuro, che abbiamo oggi terribilmente bisogno.
Non si deve pensare che, nel mondo dellarchitettura come in
quello degli affetti, il passato causi il presente secondo una
logica lineare e meccanicistica. La realt pi complessa. Il
peso del passato diviene tale nel momento in cui il passato
viene percepito come un ostacolo o una zavorra rispetto
allattrazione che il futuro continuamente esercita su di noi.
Per valorizzare la tensione tra passato e futuro necessario
qualificare lo spazio delle decisioni condivise nel presente.
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Considerare ci che la storia ufficiale dellarchitettura ha


FRATTURE
(senso della storia) spesso trascurato o rimosso consente lesplorazione delle

possibilit, la realt negata, il non convenzionale, le fratture, le


ferite, le pie(a)ghe.
[gli Avanzi].
La frattura il varco che introduce il senso della storia tramite
un punto vulnerabile, un punto di rottura, il punto a partire dal
quale andare oltre. Un vedere ci che accaduto rendendosi
conto delle sue conseguenze, per far emergere ci che pu
ancora accadere. Un procedere che, nelle anomalie, rivela la
genesi del nuovo. Un procedere che non consiste nel
rincorrere le persistenze, n un ritorno nostalgico allorigine,
quanto nello scoprire linatteso, ci che si apre alla
trasformazione e al cambiamento. Non per leggere
larchitettura nel suo svolgimento cronologico, ma per ricavare
ci che dalle rotture permane.
48

LA CITT
Truppi

Vorrei ricordare i luoghi della necessit


archetipica, dove lo strazio non si placa mai, ai
quali continuamente torniamo, in cui prendiamo
coscienza del limite, ai quali il cinema ha dato
tanta rilevanza.
Il deserto in alcuni film di Antonioni e di
Wenders, lUnderground di Kusturica, la citt.
Metafora di Kahn: la citt quel luogo dove un
bambino passando sente cosa vuol fare da
grande.

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E
C
O
L
O
G
I
A

LA CITT

La citt, la pi grande tra le opere darte umane,


appartiene al regno dellimmaginazione.
Quellimmaginazione partecipe sulla quale la
citt fu fondata pu essere ritrovata. La citt
chiede di essere scoperta per nuove percezioni,
non per nuove forme di progettazione.
Unimmaginazione erotica pervade le grandi citt.
Le amiamo perch ci mantengono nei loro corpi, ci
eccitano, ci sfibrano, non ci fanno andar via.
Metafora di Kahn: la citt quel luogo dove un
bambino passando sente cosa vuol fare da
grande.
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LA CITT INVISIBILE
PIGNATELLI

La citt invisibile quella che ciascuno di noi sogna, ricorda,


desidera, immagina, ma anche quella di cui non ci
accorgiamo, perch sfugge all'attenzione conscia.
Sembra di sentire sotto di noi i messaggi trasmessi dagli
strati sovrapposti delle civilt. Proprio questi messaggi, che
poi diventano miti e favole, hanno indotto Jung a parlare di
inconscio collettivo.

Anche se, guardando indietro, sembra che l'uomo abbia


fatto la citt per distruggerla e per esserne distrutto, in realt
importante utilizzare ci che la ricerca mette a
disposizione per capire e costruire la citt, non per negarla.
La citt il luogo del divenire, il campo di tensione che
contrappone la forza distruttiva a quella creativa, che parla
della vanit delle cose e del non senso, ma che propone la
continuit del senso, la memoria in funzione di progetto,
tradizione per il futuro, utopia per la realt.
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BELLEZZA
A. de Botton

(Architettura e felicit, A. de Botton)


Quanto pi qualcosa bello, tanto pi rischiamo di
abbatterci (...)
Non un vero e proprio dolore, ma piuttosto un
miscuglio di gioia e malinconia: gioia per la
perfezione che vediamo davanti a noi, malinconia
perch sappiamo che raramente capita la fortuna di
imbattersi in qualcosa del genere. La perfezione
delloggetto d risalto alla mediocrit che gli sta
attorno. Ci rammenta inoltre come vorremmo che
fossero le cose e quanto incomplete siano le nostre
vite.
(...) Queste opere darte ci toccano perch sono allo
stesso tempo diverse da noi e ci che noi vorremmo
essere.
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BELLEZZA

Immaginiamoci un uomo in un periodo particolarmente


tormentato, seduto nella sala dattesa di una casa in
stile georgiano, prima di un appuntamento. (...) alza lo
sguardo verso il soffitto e vede che a un certo punto del
diciottesimo secolo qualcuno si preso la briga di
disegnare una cornice complicata ma armoniosa, fatta
di ghirlande di fiori che si intrecciano, e poi lha dipinta di
bianco, azzurro carta da zucchero e giallo. Il soffitto
un ricettacolo delle qualit che luomo vorrebbe
possedere: riesce ad essere serio e giocoso, sottile ed
esplicito, formale e modesto. Anche se devessere stato
commissionato da gente con un senso pratico simile a
quello del nostro personaggio, ha una dolcezza
profonda e priva di sentimentalismo, come quella di un
sorriso che si apre allimprovviso sul volto di un
bambino.
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Luomo consapevole che il soffitto contiene tutto ci che a


lui manca. E invischiato in problemi di lavoro da cui non
riesce a districarsi, sempre stanco, sul viso ha dipinta
unespressione ostile e ha cominciato a urlare senza ritegno
contro gli sconosciuti, mentre vorrebbe soltanto spiegare
che sta soffrendo. Il soffitto la vera casa delluomo ma lui
non riesce a entrarvi. Quando un assistente entra nella
stanza per chiamarlo allappuntamento, lui ha le lacrime agli
occhi.
La tristezza delluomo ci spinge a formulare anche unaltra
considerazione. Forse proprio quando la nostra vita pi
problematica abbiamo maggiori possibilit di essere
sensibili alle cose belle.
(A. de Botton, Architettura e Felicit, 2006 Ugo Guanda
Editore, Parma)
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POLITICA DELLA

BELLEZZA

Negli spazi relazionali che si aprono tra le diverse


discipline si prefigura una matrice di responsabilit
che mira a riportare la bellezza nei nostri interessi e
nel nostro ambiente. Il fine ritrovare le nostre
reazioni estetiche perdute, il nostro senso della
bellezza.
La cura dellinterno richiede attenzione per lesterno;
la maggior parte dellanima sta fuori dal corpo.
Linteriore ovunque: dovunque guardiamo e
ascoltiamo. La politica della bellezza risveglia
limmaginazione, spinge a servirsi degli archai e a
ricondurli nella polis. (Truppi)
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BELLEZZA
M. Kundera

() proprio in questo modo sono costruite le vite


umane. Sono costruite come una composizione
musicale. L'uomo, spinto dal senso della bellezza,
trasforma un avvenimento casuale (...) in un motivo che
va poi a inscrivere nella composizione della sua vita. Ad
esso ritorna, lo ripete, lo varia, lo sviluppa, lo traspone,
come fa il compositore con i temi della sua sonata. (...)
L'uomo senza saperlo compone la propria vita secondo
le leggi della bellezza persino nei momenti di pi
profondo smarrimento.
Non si pu quindi rimproverare al romanzo di essere
affascinato dai misteriosi incontri di coincidenze (...), ma
si pu a ragione rimproverare all'uomo di essere cieco
davanti a simili coincidenze nella vita di ogni giorno, e di
privare cos la propria vita della sua dimensione di
bellezza."
L'insostenibile leggerezza dell'essere, M. Kundera, 1984

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RIFERIMENTI
BIBLIOGRAFICI

A. de Botton, Architettura e Felicit, 2006 Ugo Guanda


Editore, Parma
Marchino, L. & Mizrahil, M. (2011). Il corpo non mente.
Milano: Sperling & Kupfer Editori.
Morezzi E., Roberto Pane e listanza psicologica: sviluppi di
un concetto nel caso-studio di Hiroshima, in Casiello S.,
Pane A., Russo V. (a cura di), Roberto Pane tra storia e
restauro, Architettura, citt, paesaggio, Marsilio, 2008
Pane, R., Urbanistica, architettura e restauro nell'attuale
istanza psicologica, Roma: Marsilio. 1978.
Pignatelli, M., La citt invisibile, Roma: Marsilio. 1978.
Muoz Vias S., Contemporary theory of conservation,
Elsevier Butterworth-Heinemann, 2005
https://filelleni.wordpress.com/tag/dragan-nikolic/,visitato il
02-11-2015
http://prestinenza.it/2014/03/feyerabend-ammazzando-iltempo-unautobiografia-jung-ricordi-sogni-riflessioni-di-c-gjung/, visitato il 02-11-2015