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Gaetano Petrelli

Trasferimenti in sede di separazione e divorzio e agevolazioni


fiscali
Lart. 10 del D. Lgs. 14 marzo 2011, n. 23 (di recente modificato
dallart. 26, comma 1, del D.L. 12 settembre 2013, n. 104, convertito,
con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, e da ultimo
dallart. 1, commi 608 e 609, della legge 27 dicembre 2013 n. 147),
ha profondamente modificato la disciplina dellimposta di registro, e
delle altre imposte indirette (con leccezione dellimposta sul valore
aggiunto), applicabili ai trasferimenti immobiliari onerosi, di cui
allart. 1 della tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n.
131. Il comma 4 del suddetto art. 10 ha stabilito che, con effetto dal
1 gennaio 2014, in relazione ai suddetti atti sono soppresse tutte le
esenzioni e le agevolazioni tributarie, anche se previste in leggi
speciali.
Tra i numerosi problemi interpretativi, che la norma ha posto, uno
dei pi discussi in fase di prima applicazione risultato quello
relativo allapplicabilit o meno della disposizione abrogativa alle
agevolazioni previste per le attribuzioni patrimoniali tra coniugi, in
sede di separazione personale o divorzio, dallart. 19 della legge 6
marzo 1987, n. 74 (a norma del quale tutti gli atti, i documenti ed i
provvedimenti relativi al relativo procedimento sono esenti
dall'imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa). Il riferimento
, principalmente, alle attribuzioni patrimoniali previste negli accordi,
intercorsi tra i coniugi, nellambito dei procedimenti di separazione e
divorzio. Alla domanda, peraltro, non pu che rispondersi
negativamente,
e
quindi
nel
senso
dellattuale
vigenza
dellagevolazione, per una pluralit di ragioni concorrenti.
In primo luogo, va evidenziato che labrogazione riguarda un
oggetto ben specificato, ossia gli atti indicati allart. 1 della tariffa,
parte prima, allegata al d.p.r. n. 131/1986 (atti traslativi a titolo
oneroso della propriet di beni immobili in genere e atti traslativi o
costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento). Per contro, se si
ha riguardo al profilo causale degli accordi in esame, secondo
lorientamento pacifico di dottrina e giurisprudenza gli accordi fra i
coniugi in sede di separazione o divorzio, contenenti attribuzioni
patrimoniali da parte delluno nei confronti dellaltro e concernenti
beni mobili o immobili, non risultano collegati necessariamente alla
presenza di uno specifico corrispettivo o di uno specifico riferimento
ai tratti propri della donazione, ma rispondono, di norma, ad un pi
specifico e pi proprio originario spirito di sistemazione dei rapporti in
occasione dellevento della separazione o del divorzio, il quale,
sfuggendo in quanto tale da un lato alle connotazioni classiche
dellatto di donazione vero e proprio (tipicamente estraneo, di per
s, ad un contesto quello della separazione personale
caratterizzato proprio dalla dissoluzione delle ragioni dellaffettivit),
e dallaltro a quello di un atto di vendita (attesa oltretutto lassenza di
un prezzo corrisposto), svela, di norma, una sua tipicit propria,
caratterizzata
da
una
peculiare
sistemazione
solutorio
compensativa pi ampia e complessiva, di tutta quellampia serie di

possibili rapporti (anche del tutto frammentari) aventi significati (o


eventualmente solo riflessi) patrimoniali maturati nel corso della
(spesso anche lunga) quotidiana convivenza matrimoniale (Cass. 14
marzo 2006, n. 5473, in Nuova giur. civ., 2007, I, p. 371). In definitiva,
i profili della onerosit o della gratuit rimangono sullo sfondo di
questi accordi, caratterizzati da una causa familiare pi complessa
ed articolata, nella quale certamente non si rinvengono i connotati
del sinallagma e della corrispettivit, e nella quale spesso assente (e
comunque non caratterizzante) il profilo dellonerosit.
In secondo luogo, non appare dubbio che lagevolazione prevista
dallart. 19 della legge n. 74/1987 riguardi qualsiasi atto collegato al
procedimento di separazione o divorzio: per quanto concerne le
attribuzioni patrimoniali tra i coniugi, le stesse possono riguardare
oltre ai beni immobili anche beni mobili, crediti, partecipazioni
sociali, aziende; daltra parte, oltre agli atti di natura traslativa (il pi
delle volte gratuiti) possono venire in considerazione anche altri atti
(ad esempio, di scioglimento della comunione tra coniugi, o di accollo
di debiti).
Ma proprio tale ampio ambito di applicazione dellagevolazione in
esame dimostra come labrogazione settoriale, prevista dallart. 10,
comma 4, del d. lgs. n. 23/2011 non possa riguardarla. Labrogazione
riguarda solamente gli atti traslativi (o costitutivi) a titolo oneroso di
beni immobili o diritti reali immobiliari; ma proprio tale circoscritto
oggetto dimostra come labrogazione operi limitatamente a quelle
agevolazioni che riguardano i soli trasferimenti immobiliari, mentre
rimangono in vigore tutte le agevolazioni che, pur riguardanti anche i
trasferimenti immobiliari, abbiano in realt un ambito di applicazione
pi ampio. Sarebbe infatti irragionevole, e costituzionalmente
illegittima, una disciplina che, senza apprezzabili motivazioni,
differenziasse il trattamento tributario delle attribuzioni patrimoniali
tra coniugi separati o divorziati, a seconda delloggetto (immobiliare,
mobiliare o di altra natura) dellattribuzione stessa, agevolando ad
esempio il trasferimento di beni mobili, partecipazioni sociali e
aziende, ma non quello di beni immobili.
In definitiva, quindi, le agevolazioni riguardanti gli atti delle
procedure di separazione e divorzio devono ritenersi tuttora in vigore,
a prescindere dal loro oggetto e dalla gratuit o meno delle
attribuzioni patrimoniali.