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I rischi per la

movimentazione del
paziente
Quali sono i rischi da movimentazione di un carico per gli infermieri? ...................................................2
Quali fattori contribuiscono al rischio di lesioni? .............................................................................................4
Come si possono prevenire i disturbi muscolo-scheletrici nella movimentazione dei pazienti? . . .6
Quali tecniche riducono il rischio per gli operatori? ........................................................................................8
Gli ausili sono utili per lo spostamento manuale dei pazienti? .................................................................11

Sviluppato in collaborazione con il Collegio Ipasvi Milano-Lodi-Monza-Brianza


Responsabile scientifico: professoressa Paola Di Giulio, Universit di Torino

Quesiti Clinico-Assistenziali anno 7, n.2, gennaio 2016


Editore Zadig via Ampere 59, 20131 Milano
www.zadig.it - e-mail: segreteria@zadig.it
tel.: 02 7526131 fax: 02 76113040

Direttore: Pietro Dri


Redazione:Nicoletta Scarpa
Autore dossier: Paola Di Giulio

I rischi per la movimentazione del paziente

1.

Quali sono i rischi da movimentazione di un carico


per gli infermieri?

Punti chiave
Quali sono i possibili danni per gli infermieri
Le principali cause dei rischi

In sintesi
Gli infermieri sono una categoria ad alto rischio, indipendentemente dai contesti di
lavoro, per quanto riguarda i danni da movimentazione dei pazienti, che incidono
sulla salute fisica degli operatori, ma anche sul burnout e la permanenza al lavoro e
in reparto. Gli ausili manuali per la movimentazione vengono utilizzati in numerosi
contesti per ridurre il rischio da sovraccarico determinato dalle manovre di
movimentazione manuale del paziente. Data la vastit dellargomento, in questo
dossier saranno presentate le prove a sostegno delle strategie per la prevenzione
dei disturbi muscolo-scheletrici legati alla movimentazione dei pazienti e i principali
ausili minori.
Il rischio di danni muscolo-scheletrici secondari comune a tutti gli infermieri, indipendentemente dai con testi di lavoro e le conseguenze sono molto importanti sia per la salute personale degli operatori sia a livello
organizzativo, per laumento dellassenteismo, la perdita di giorni lavorativi, il burnout e laumento del turnover.1 Tutti gli infermieri sono a rischio. I traumi da manipolazione e spostamento del paziente peggiorano
altri problemi emergenti, legati allinvecchiamento della forza lavoro infermieristica. Alcuni studi illustrano
limpatto delle alterazioni muscolo-scheletriche sulla carenza di infermieri: il 12% degli infermieri lascia il la voro per i problemi alla schiena come causa principale; 2 il 20% per lo stesso motivo ha chiesto il trasferimento di reparto o il cambio di mansioni e il 12% ha pensato di lasciare la professione. 3 In altri studi pi recenti
dal 6 all11% degli infermieri ha riferito di voler cambiare lavoro per problemi a collo, spalla e schiena (rispet tivamente 6, 8 e 11%). 4 Gli infermieri sono infatti tra le categorie pi a rischio di problemi muscolo-scheletrici
e in particolare contusioni e lombalgie oltre a punture con aghi e ferite chirurgiche. 5 Negli Stati Uniti nel
2000 sono stati persi 181,6 giorni per problemi muscolo-scheletrici su 10.000 per chi lavora in una RSA e
90,1 su 10.000 per chi lavora in ospedale. 6Inoltre secondo i dati dellOccupational Safety & Health Administration degli Stati Uniti nel 2010 gli infermieri sono stati i lavoratori con il tasso pi alto di disturbi muscolo-scheletrici (249 casi di assenza dal lavoro, a causa di disturbi muscolo-scheletrici, ogni 10.000 lavoratori, tasso 7 volte pi alto della media di tutti gli altri settori). 7
I danni derivano da un insieme di fattori legati al paziente, allinfermiere e al contesto: conoscerli e identifi carli consente di comprenderli e capire il contributo ai problemi muscolo-scheletrici.
Nellassistenza in numerose situazioni linfermiere esposto a compiti che prevedono il sollevamento di pesi,
oltretutto in situazioni poco sicure: sollevare, trasferire, spostare e riposizionare il paziente. Questi spostamenti vengono fatti spesso in condizioni incongrue e usando posture scorrette (schiena piegata, corpo sbilan ciato, braccia lontane dal corpo) e questo aumenta il rischio di danni muscolo-scheletrici. 4 Agli infermieri
vengono insegnate le posture da adottare durante i sollevamenti con corsi di formazione, la cui efficacia sta ta per messa in discussione.8
Il NIOSH (National Institute of Occupational Safety and Health) ha stabilito che un operatore non dovrebbe
sollevare pi di 23 kg in circostanze controllate e limitate. Questo riferimento per non pu essere applicato
allassistenza perch stato ricavato in base al sollevamento di una scatola con manici, dal pavimento a livello dei fianchi, sforzo e carico per la schiena per nulla paragonabile al sollevamento di un paziente e in situa zioni non sempre idonee. Per ridurre il problema il principio generale da seguire la limitazione, il pi possi bile, delle movimentazioni manuali: quando necessarie, dovrebbero sempre essere eseguite con ausili.
Gli ausili manuali per la movimentazione vengono utilizzati in numerosi contesti per ridurre il rischio degli
operatori sanitari da sovraccarico determinato dalle manovre di movimentazione manuale del paziente, sono
efficaci e, adottati assieme ad altre strategie, migliorano la salute occupazionale degli infermieri.

Bibliografia
1. Spatari G, carta A, LAbbate N, et al. Rischi da movimentazione manuale dei pazienti. G Ital Med lav Erg 2010;
32:208-14.

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I rischi per la movimentazione del paziente


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3. Owen BD. The magnitude of low-back problem in nursing. West J Nurs Res 1989;11:234-42.
4. Trinkoff AM, Lipscomb JA, Geiger-Brown J, et al. Perceived physical demands and reported musculoskeletal problems in registered nurses. Am J Prevent Med 2003;24:270-5.
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6. De Castro AB. Handle With Care: The American Nurses Associations Campaign to address work-related muscu loskeletal disorders. Online J Issues Nurs 2004;3.
7. United States Department of labor. Occupational safety & health administration. Safe patient handling.
8. Nelson A, Fragala G, Menzel N. Myths and facts about back injuries in nursing. Am J Nurs 2003;103:32-40.

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I rischi per la movimentazione del paziente

2.

Quali fattori contribuiscono al rischio di lesioni?

Punti chiave
Caratteristiche del paziente
Ambiente di lavoro

In sintesi
Le situazioni che mettono a rischio gli infermieri sono numerose e vi concorrono
numerosi fattori che a volte rendono difficile ladozione di una postura corretta. I
fattori sono legati al paziente, carico instabile e complesso da spostare, ma anche
allambiente di lavoro, che spesso costringe a lavorare in posizioni difficili, facendo
torsioni per limpossibilit di adottare una posizione ergonomica, anche per
mancanza di spazi. A questo si aggiunge il rischio di scivolare, inciampare e cadere.
In linea di massima lo spostamento manuale del paziente non sicuro ed espone a
rischio. Usare i presidi aumenta la sicurezza per linfermiere e per il paziente.
Le situazioni che mettono a rischio gli infermieri sono numerose e vi concorrono molti fattori, che a volte
rendono difficile ladozione di una postura corretta. Per esempio lo spostamento manuale di un paziente
fortemente influenzato dalle sue caratteristiche: peso, altezza, conformazione corporea e condizioni particolari (per esempio contratture, fleboclisi in corso, drenaggi e ferite) influenzano le modalit e le tecniche di
spostamento. Spesso i pazienti sono troppo deboli per aiutare o non riescono a comprendere le istruzioni che
vengono date loro su come poter collaborare durante lo spostamento. 1 Altri hanno dolore o hanno paura di
provare dolore, o paura di essere spostati, quindi possono avere movimenti inconsulti o resistere allo spostamento, aggrapparsi alle spondine del letto se presenti, al materasso o agli operatori durante lo spostamento,
sbilanciandosi e sbilanciando anche gli operatori.1
Non va poi sottovalutato che in costante aumento la popolazione delle persone sovrappeso e dei grandi obe si. La conformazione del paziente rende difficile rispettare alcuni dei principi di un corretto spostamento: i
pazienti non possono essere mantenuti vicini al corpo di chi li sta spostando e spesso non possibile preve dere quello che succeder durante la movimentazione.
Anche lambiente in cui si lavora spesso non pensato per gli operatori. Nonostante si sappia che i pazienti in
ospedale vanno sollevati e mobilizzati, lambiente ospedaliero spesso costringe a lavorare in posizioni difficili,
per mancanza di spazi, con il rischio di scivolare, inciampare e cadere o fare torsioni per limpossibilit di
adottare una posizione ergonomica. 2 In ospedale, ma anche a domicilio, spesso si deve lavorare su superfici
di lavoro irregolari, o in spazi limitati: stanze piccole, presenza di altri operatori, numerose apparecchiature,
o in una stanza con altri mobili se si lavora a domicilio e questo limita gli spazi e porta ad adottare posture
scorrette.3
I rischi dipendono anche dal tipo di mansione: la forza/sforzo fisico necessari per svolgere la mansione (per
esempio sollevamento di pesi consistenti, trascinamento e spinta) o per mantenere il controllo di apparecchi
e strumenti. Durante il lavoro si deve pi volte eseguire lo stesso movimento o serie di movimenti, in posizio ni spesso scomode che mettono il corpo sotto sforzo, per esempio chinarsi su un letto, inginocchiarsi o sollevare un peso con il busto in torsione.
Non va trascurato anche il fatto che ci si pu trovare a eseguire alcune attivit da soli, perch necessario intervenire in quel momento o perch manca personale che possa fornire un aiuto. Inoltre non solo in alcuni
contesti le attrezzature non sono adeguate, ma a volte non adeguato neanche labbigliamento: per esempio,
si dovrebbero usare calzature ben salde, che garantiscano un buon appoggio, sono quindi sconsigliate scarpe
con i tacchi alti, zoccoli o pantofole. Anche gli indumenti non devono limitare i movimenti delloperatore o
costituire un ostacolo: per esempio le spille possono impigliarsi negli indumenti del paziente; oggetti che ca dono dal taschino possono sbilanciare loperatore che istintivamente cerca di raccoglierli.
Nonostante gli operatori vengano formati su come mobilizzare correttamente i pazienti, alcuni, anche per carenza di conoscenze e addestramento, continuano a utilizzare movimenti e posture scorrette.
Sono a rischio sia gli ambienti geriatrici sia quelli di terapia intensiva: per esempio nelle geriatrie sono state
identificate almeno 19 attivit a rischio, relative ai trasferimenti verticali dei pazienti, riposizionamento a letto e sulla sedia, movimenti eseguiti durante le attivit di igiene. 4-5 Sono a rischio anche i reparti intensivi,
dove alle attivit a rischio citate si aggiunge anche il frequente trasferimento dei pazienti dalla barella al letto
e viceversa; lo stesso vale anche per le camere operatorie. 6-7 In realt sono a rischio non solo le manovre legate allo spostamento del paziente ma anche rimanere in piedi a lungo, sollevare e tenere le estremit di una
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I rischi per la movimentazione del paziente

persona (per esempio durante una manovra o un intervento chirurgico) o aiutare a indossare le calze elasti che.8
Personale diverso ha rischi diversi in base alle mansioni e alle attivit che svolge e non esiste un approccio
standard. In linea di massima lo spostamento manuale del paziente non sicuro ed espone a rischio; si pu
eseguire in sicurezza usando i presidi disponibili: luso dei presidi per lo spostamento aumenta la sicurezza
per linfermiere e per il paziente.

Bibliografia
1. American Nurses Association. De Castro AB. Handle with care Campaign Fact Sheet. Online J Issues Nurs 2004;3.
2. Blue CL. Preventing back injury among nurses. Orthopaedic Nurs 2004;15:9-22.
3. OSHA. Guidelines for Nursing Homes Ergonomics for the prevention of musculoskeletal disorders. United States
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5. Schibye B, Skotte J. The mechanical loads on the low back during different patient handling tasks. Proceedings of
the IEA2000/HFES.The human factors and ergonomics society 2000;785-8.
6. Owen B. Preventing injuries using an ergonomic approach. AORN J 2000;6:1031-6.
7. Wicker P. Manual handling in the perioperative environment. Brit J Perioperative Nurs 2000;10:255-9.
8. Nelson A, Fragala G, Menzel N. Myths and facts about back injuries in nursing. Am J Nurs 2003;103:32-40.

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I rischi per la movimentazione del paziente

3.

Come si possono prevenire i disturbi muscoloscheletrici nella movimentazione dei pazienti?

Punti chiave
Principi generali di ergonomia

In sintesi
Per eseguire qualsiasi tipo di operazione di movimentazione, anche se si usano
ausili di movimentazione, vanno rispettati diversi principi di base quali coinvolgere il
paziente, chiedere sempre laiuto di un collega, evitare torsioni o posture incongrue.
Purtroppo questi principi non vengono sempre applicati (n sono applicabili) in tutte
le situazioni. Per la sicurezza del paziente e delloperatore va sempre garantita una
buona presa: in genere i pazienti sono un carico ingombrante o comunque difficile
da afferrare.
Per la riduzione dei disturbi muscolo-scheletrici fondamentale intervenire sia sugli operatori sanitari sia sui
pazienti.1 Occorre da una parte informare gli operatori sanitari su quali sono i rischi di una movimentazione
scorretta e far capire loro l'importanza dell'utilizzo sistematico dei presidi e dell'applicazione dei principi di
ergonomia, in quanto ancora oggi spesso i presidi minori non sono utilizzati anche per mancanza di
cultura/abitudine. Dall'altra anche il malato deve essere informato e deve essere reso parte attiva al processo
di movimentazione.
Le operazioni di movimentazione che coinvolgono pazienti immobilizzati vanno eseguite almeno da due operatori e utilizzando presidi (da un lenzuolo steso sotto il paziente ad ausili specifici, per esempio lenzuola
scorrevoli).2-4
I principi generali sono quelli ormai noti,ma sempre da rammentare, di ergonomia: 2-4
durante il sollevamento o il trasferimento, posizionarsi il pi vicino possibile al paziente, se necessario
inginocchiandosi sul letto per evitare di chinarsi o allungarsi sul letto durante il trasferimento. Questo
evita sforzi con la schiena in tensione o torsione;
per una postura corretta, prima di iniziare il sollevamento o il trasferimento del paziente, loperatore deve
tenere le gambe leggermente divaricate con un piede leggermente in avanti per avere una base di
appoggio pi ampia;
durante il sollevamento del paziente, bisogna usare i muscoli delle gambe e dei fianchi invece di quelli della
parte superiore del corpo, piegando e poi raddrizzando lentamente le ginocchia mentre si solleva il paziente;
la posizione della colonna vertebrale deve seguire la sua curva naturale, evitando di sovraccaricarla
quando ci si allunga o ci si china;
loperatore deve cercare di spostare il suo peso seguendo la direzione del movimento che sta facendo;
particolare attenzione va dedicata a come si afferra il paziente: mai solo con le dita. Si deve usare sempre
tutta la mano, identificando le aree che consentono una presa salda, per esempio a livello della zona
pelvica, della vita, delle scapole e mai per le braccia o per le gambe. Per migliorare la presa, alcuni
operatori potrebbero aver bisogno di afferrare il paziente per i pantaloni del pigiama o, ancora meglio,
usando ausili specifici come le cinture con maniglie;
se il paziente va movimentato in una posizione tale per cui deve essere a una certa distanza dal tronco o
con movimenti che prevedono una torsione o inclinazione del tronco, ci si deve posizionare il pi vicino
possibile al paziente;
si deve cercare il pi possibile di mantenere una postura corretta: se il posto o lambiente di lavoro non
consentono la movimentazione manuale di carichi a unaltezza di sicurezza o in buona posizione, si deve
cercare di regolare laltezza del letto e cercare sempre di usare ausili che riducano lo sforzo delloperatore.
Si tratta di principi fondamentali, tuttavia non sempre seguiti n utilizzabili in alcune occasioni. 3-5

Bibliografia
1. Ragonesi M, Perrone A. Modello di presentazione per la validazione ai sensi dell'art. 6 comma 8, lettera d del DLgs
81/08 e s.m.i. Procedura di selezione di buona prassi.
2. Regione Piemonte. Assessorato alla Sanit e Tutela della Salute. La prevenzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi e dei pazienti nelle Aziende Sanitarie. http://ww2.unime.it/prevenzione/pdf/pubblicaltrienti/movimentazione man carichi ospedale.pdf
3. OSHA. Guidelines for Nursing Homes Ergonomics for the prevention of musculoskeletal disorders, 2003.

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I rischi per la movimentazione del paziente


http://www.osha.gov/ergonomics/guidelines/nursinghome/index.html
4. Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro. Position statement on elimination of manual patient handling to prevent work-related musculoskeletal disorders, Nursing World. https://osha.europa.eu/it/publications/efacts/efact28

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I rischi per la movimentazione del paziente

Quali tecniche riducono il rischio per gli operatori?

4.

Punti chiave
Principi generali di ergonomia

In sintesi
Gli interventi con i risultati pi promettenti sono: luso di ausili per la
movimentazione; i protocolli di valutazione ergonomica dei pazienti per definire il
rischio e i presidi migliori per quel paziente; le politiche che limitano gli spostamenti
manuali, ormai adottate in numerosi contesti e che hanno ridotto i disturbi muscoloscheletrici e i problemi per gli operatori; i team per la movimentazione dei pazienti,
anche se non sempre ladozione di questo intervento semplice o possibile.
Interventi inefficaci sono invece la formazione tradizionale sulla meccanica corporea
e le tecniche di spostamento manuale, e luso di corsetti o cinture ergonomiche per
gli operatori.
Premesso che prima di intervenire con tecniche di movimentazione manuale bisognerebbe sempre valutare il
malato e stimolare la sua autonomia eventualmente con l'ausilio di presidi, vi sono tuttavia condizioni in cui
necessario intervenire manualmente. Data la rilevanza del problema legato ai disturbi muscolo-scheletrici
per gli operatori, sono state adottate numerose strategie di riduzione e prevenzione del danno. Per molte
stata valutata lefficacia e alcune tra le pi praticate si sono rivelate inefficaci. Vengono di seguito presentate
le strategie per le quali sono state raccolte prove di efficacia che ne hanno valutato limpatto.
Uso di algoritmi e protocolli di valutazione del paziente
I materiali disponibili in reparto per la movimentazione del paziente sono spesso limitati e non sempre esiste
lausilio adatto per le caratteristiche del paziente da spostare. Luso di protocolli di valutazione e di algoritmi
pu essere utile per standardizzare la valutazione del paziente e decidere come eseguire alcuni spostamenti
ad alto rischio. 1 Esistono numerosi protocolli di valutazione che aiutano a scegliere i materiali e le tecniche
adeguate al singolo caso, il numero di persone da coinvolgere nello spostamento, in base alle caratteristiche
del paziente.2 Gli aspetti salienti nella valutazione del paziente comprendono: la capacit di collaborare, la
forza che ha nelle estremit superiori e inferiori, la capacit di comprendere le istruzioni, peso e altezza, cir costanze specifiche quali ferite, drenaggi, linee venose, eventuali restrizioni (per esempio divieto di caricare
peso, muovere alcune articolazioni eccetera). Nella figura 1 viene illustrato un esempio di algoritmo. 3
Figura 1 Algoritmo per lo spostamento del paziente

Ausili per lo spostamento laterale del paziente. Attenzione a non esercitare frizione nei pazienti con lesioni da decubito

Politiche che limitano al massimo le movimentazioni manuali


Le movimentazioni manuali dovrebbero essere leccezione. I pazienti vanno stimolati a collaborare e tutte le
volte che possibile vanno usati gli ausili per lo spostamento. Il sollevamento manuale non dovrebbe consi stere nello spostamento di tutto il peso del paziente, ma solo di una parte. In numerosi paesi in ospedale sono
state istituite politiche di non sollevamento (no-lift policy), per intervenire in tutti i modi possibili per limitare o ridurre gli spostamenti manuali. Si visto infatti che gli operatori che utilizzano i sollevatori hanno un
minore rischio di andare incontro a mal di schiena, bisognerebbe quindi rendere disponibili in tutti i reparti
strumenti meccanici per spostare e sollevare i malati. 4 Sebbene ci sia un miglioramento ancora problemati-8-

I rischi per la movimentazione del paziente

co trovare in tutti i reparti il materiale necessario e far utilizzare agli infermieri tecniche diverse da quelle im parate durante la formazione, dove si insegnano soprattutto gli spostamenti manuali e molto meno quelli con
ausili. I dati dimostrano per che i disturbi muscolo-scheletrici nei lavoratori sono notevolmente diminuiti.5
Nel 2004 lAmerican Nurses Association ha lanciato il programma Handle with care, per promuovere le manovre sicure per lo spostamento dei pazienti. Lefficacia di questi programmi, che consistono in modifiche organizzative, fornitura di presidi, modifiche dei protocolli di reparto e formazione, stata gi dimostrata in alcune ricerche,1 sia in contesti per acuti sia per cronici e anche in numerosi studi condotti dal NIOSH.
Team per la movimentazione
Sono stati condotti numerosi studi sui team per il sollevamento manuale dei pazienti, con risultati molto po sitivi sulla riduzione del numero di giorni di lavoro per mal di schiena e del numero di operatori con inabilit
o limitazione delle mansioni. 6 Dopo un anno di sperimentazione in un reparto per acuti di 220 letti era notevolmente ridotto il numero di operatori con problemi alla schiena. 7
Il team dovrebbe essere composto da persone competenti nelle tecniche di sollevamento, che lavorano insie me ed eseguono movimentazioni ad alto rischio. Le movimentazioni dei pazienti dovrebbero essere assegnate
a poche persone competenti e selezionate, che non abbiano avuto problemi muscolo-scheletrici e che abbiano
forza fisica e capacit, oltre a unadeguata formazione alluso di strumenti per la movimentazione meccanica
e con caratteristiche fisiche simili (altezza e struttura fisica analoga). Questo riduce una serie di fattori critici
quali manipolazioni e spostamenti non coordinati, movimentazioni manuali fatte da coppie di persone con
caratteristiche fisiche diverse, affaticamento degli infermieri di reparto (che devono poi eseguire altre man sioni oltre alla movimentazione manuale dei pazienti). Inoltre aumenta il ricorso a mezzi di sollevamento
meccanici, si riducono le movimentazioni fatte da personale non addestrato o senza la necessaria preparazio ne. Purtroppo questa soluzione non di facile realizzazione per la carenza di personale e il numero relativa mente limitato di operatori con i requisiti idonei. Un altro problema che il team riesce a garantire un numero limitato di movimentazioni (rischia di essere impegnato nel reparto per anziani e non autosufficienti, dove
tutti i pazienti vanno movimentati almeno due volte al giorno) e non disponibile sulle 24 ore. Inoltre, prati che quali ligiene o gli spostamenti nel letto per esempio per la prevenzione delle lesioni da decubito, che
sono pratiche a rischio, continuano a essere eseguite dagli infermieri.

Interventi meno efficaci o addirittura inefficaci


Corsetti o cinture addominali per gli infermieri
Luso di corsetti o cinture addominali stato a lungo oggetto di dibattito. Negli anni 90 si raccomandava
luso di questi ausili per prevenire i danni da mal di schiena, ma non ci sono a tuttoggi prove della loro utilit.8 Le cinture o corsetti addominali sono delle bande leggere (figura 2), con due fasce estensibili, che assicu rano diversi livelli di pressione e rinforzo alla colonna.
Figura 2. Esempio di cintura/corsetto

Non tutti gli studi sono a favore delle cinture. Se da una parte si sostiene che riducano il carico e le forze di
torsione sulla colonna durante lestensione forzata della schiena, aumentino la pressione intraddominale per

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I rischi per la movimentazione del paziente

contrastare le forze di torsione, rinforzino la colonna aumentandone la resistenza, riducano i piegamenti e ri cordino a chi le indossa di sollevare correttamente i pesi, 2 dallaltra alcuni studi indicano che la pressione intraddominale non ha un ruolo importante sulla riduzione della pressione a livello discale o la tensione dei
muscoli estensori della schiena. 9 Inoltre non sembra esserci una relazione tra pressione intraddominale e
muscolatura addominale.10 In due studi (di laboratorio) luso delle cinture addominali riduceva il consumo
medio di ossigeno ma non aveva alcun effetto sulla pressione sanguigna, la frequenza cardiaca o respirato ria.11 In un altro studio non stata riscontrata alcuna associazione tra uso dei corsetti/cinture addominali e
riduzione dellincidenza di dolore o lesioni alla schiena. 8 Quindi luso di questi presidi non raccomandato.
Formazione sulla meccanica corporea e sulle tecniche di movimentazione manuale
In tutti i corsi per infermieri (e anche nei corsi di formazione permanente) vengono insegnate le tecniche per
lo spostamento manuale dei pazienti, e si fa poca attenzione e formazione sulluso di mezzi meccanici. 12
Nonostante ci sia un diffuso consenso che la formazione sulle meccaniche corporee e sulle tecniche di manipolazione riduca i problemi muscolo-scheletrici, 35 anni di ricerca dimostrano il contrario, 11 e che questo tipo
di formazione non modifica le pratiche 13 ma continua a essere utilizzata come la principale soluzione al problema. Un approccio pi efficace la formazione alluso degli ausili meccanici. Continuano a esserci prove sul
fatto che i mezzi meccanici non vengano usati, in particolare nei reparti dove manca una formazione ad hoc e
dove c un turnover elevato, 14-15 e che la formazione alluso degli ausili meccanici sia fondamentale per la
prevenzione dei danni muscolo-scheletrici per gli operatori. 1,16 Quindi occorrono nuovi modelli formativi per
assicurare competenza nella movimentazione dei pazienti con ausili meccanici. La formazione continua
fondamentale per garantire abilit e migliorare luso degli ausili. 2

Bibliografia
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2. Nelson AL, Lloyd J, Menzel N, et al. Preventing nursing back injuries: redesigning patient handling tasks. AAOHN
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3. Nelson A, Baptiste A. Evidence-based practices for safe patient handling and movement. Orthop Nurs
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5. National Audit Office. A safer place to work: improving the management of health and safety risks to staff in NHS
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7. Charney W. Reducing back injury in nursing: A case study using mechanical equipment and a hospital transport
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I rischi per la movimentazione del paziente

5.

Gli ausili sono utili per lo spostamento manuale dei


pazienti?

Punti chiave
Efficacia degli ausili

In sintesi
Gli ausili meccanici quali sollevatori trasportabili o a soffitto sono indubbiamente utili,
ma purtroppo non disponibili in tutti i contesti. Gli ausili minori sono attrezzature che
consentono di spostare pi facilmente il paziente, riducendo le sollecitazioni
meccaniche per il rachide delloperatore. Gli ausili minori comprendono
principalmente teli ad alto scorrimento, tavole a rullo, dischi girevoli, cinture
ergonomiche, trapezi. Gli operatori devono sempre essere formati al loro uso.
Per comprendere lefficacia degli ausili sulla riduzione del rischio di lesioni muscolo-scheletriche per gli operatori li si deve considerare dal punto di vista dellingegneria dellautomazione, che una branca che control la lesposizione dei lavoratori modificando la fonte o riducendo lagente. Nello spostamento lagente la forza/energia imposta agli infermieri durante il sollevamento, trasferimento o riposizionamento del paziente,
che crea un rischio ergonomico. Gli ausili controllano questo rischio riducendo o eliminando lenergia neces saria allinfermiere per eseguire lattivit.
Luso dei presidi non va considerato la soluzione per la prevenzione dei danni muscolo-scheletrici ma una
componente di un programma per lo spostamento sicuro che vede la massima limitazione possibile degli spostamenti manuali del paziente, una valutazione ergonomica dei rischi, un investimento da parte dellorganizzazione negli ausili per la movimentazione, la pianificazione delle movimentazioni e la formazione del perso nale
Luso degli ausili non aumenta i costi, ma purtroppo molte amministrazioni non li acquistano proprio per il
loro costo. Si tratta invece di un ottimo investimento costo/efficacia perch riduce i costi legati al trattamento
dei problemi muscolo-scheletrici e delle giornate di lavoro perse per il mal di schiena. 1
Ausili maggiori
Molti studi hanno documentato lefficacia dei mezzi meccanici sulla salute degli operatori e le lesioni da lavoro.2 Viene a essere ridotto il rischio da trasferimento verticale e si sono rivelati particolarmente utili i sollevatori montati sul soffitto (figura 3), utili soprattutto per prevenire il danno da sollevamenti verticali. Un solle vatore di questo tipo consente il trasferimento verticale del paziente (dal letto alla sedia, dal pavimento al letto), senza sollevamenti manuali. Il paziente viene sollevato da un sistema di cinghie attraverso un binario a
soffitto: in questo modo si possono eseguire le attivit assistenziali. Ovviamente il sistema pi veloce che
non dover trasportare i sollevatori portatili, e ha un buon rapporto costo-efficacia. 3
Figura 3. Sollevatore a soffitto

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I rischi per la movimentazione del paziente

Ausili minori8-9
Gli ausili maggiori sono indubbiamente utili, ma purtroppo non disponibili in tutti i contesti. Gli ausili minori sono attrezzature che consentono di spostare pi facilmente il paziente, riducendo le sollecitazioni meccaniche per il rachide delloperatore. Tutti gli studi concordano che il sollevamento sia unattivit a rischio a
causa del carico a livello della colonna dorsale. Anche se sollevare in due una persona con la traversa comporta un basso rischio di danni alla schiena, i carichi a livello della colonna sono elevati e quindi il rischio in ogni
caso aumenta.4 Esistono molti ausili per il riposizionamento ma il personale sanitario spesso non ne conosce
lesistenza. Gli ausili minori, per esempio per i trasferimenti laterali dei pazienti, dovrebbero essere impiegati
regolarmente perch stato dimostrato che queste movimentazioni aumentano il rischio per loperatore. 5 Le
ragioni per laumento del rischio sono numerose: chi esegue lo spostamento deve piegarsi orizzontalmente
per poter afferrare la traversa, prima di spostare il paziente; quindi la postura non ottimale. Oltretutto il paziente spesso pesante, si deve fare un certo sforzo per afferrare la traversa (che non ha maniglie) e i due
operatori devono essere ben coordinati. I problemi aumentano quando si deve aiutare un paziente ad alzarsi
da una sedia o a sedersi. Muovere il paziente nel letto unaltra attivit problematica, nonostante alcuni letti
siano ad altezza regolabile.
Nonostante laccordo su utilit, efficacia e necessit degli ausili per il trasferimento dei pazienti, 7 sono usati
poco per numerosi motivi: gli operatori non sono stati formati a usarli spesso anche per il rapido turnover,
e alcuni presidi sono oggettivamente ingombranti e non semplici da usare; spesso vengono tenuti in posti
scomodi, e quindi andarli a prendere richiede tempo; richiedono manutenzione (anche il semplice lavaggio)
che spesso non viene garantito. In alcuni contesti non c lo spazio fisico per usarli; i limiti di peso sono in alcuni casi incompatibili con il peso dei pazienti e i pazienti non sempre li gradiscono.
Di seguito vengono illustrati alcuni degli ausili minori.
Teli ad alto scorrimento
Sono teli, di diverse misure, realizzati in materiale a basso attrito, che possono rendere pi facile il passaggio
del paziente da un piano a un altro in assenza di dislivello (per esempio trasferimento letto-barella) oppure lo
spostamento del paziente al letto. Sono composti da materiale microporoso che permette la traspirazione. La
distanza tra le superfici non dovrebbe superare i 5 cm. I teli generalmente non sono indicati per il trasferimento di pesi superiori ai 135 kg.
I teli ad alto scorrimento delle misure large e medium sono usati per trasferimenti tra letto e poltrona/sedile doccia e per la rotazione a letto. Il paziente va ruotato su un fianco utilizzando preferibilmente il lenzuolo, per poter posizionare il telino scorrevole sotto met corpo. Per la movimentazione, lintero peso del corpo
del paziente viene fatto scorrere sul telino. Il telino va rimosso solo a trasferimento completato, tirandolo dalla parte inferiore. Il paziente che giace sul telino non deve mai essere lasciato solo, in particolare se seduto
sul bordo del letto poich il telino potrebbe farlo scivolare gi dal letto.
Cinture ergonomiche
Sono cinture di diverse taglie rivestite da materiale antiscivolo e dotate di maniglie laterali e posteriori che
possono essere applicate alla vita del paziente parzialmente collaborante e consentono alloperatore, nei passaggi da seduto a stazione eretta di guidarne il movimento senza sollevarlo (figura 4). La cintura pu essere
applicata oltre che al paziente anche alloperatore offrendo un sostegno al paziente. E comunque sempre preferibile far aggrappare il paziente a superfici di appoggio fisse per esempio il bracciolo della carrozzina, il pia no del letto o idonee maniglie e corrimano.

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I rischi per la movimentazione del paziente

Figura 4. Cintura ergonomica

La faccia interna della cintura ha una superficie ruvida, perch non scivoli. Le maniglie consentono una buo na presa e alloperatore di regolare limpugnatura per poter lavorare pi comodamente. In genere sono indi cate per spostare il paziente verso la testiera del letto, ruotarlo, aiutarlo a mettersi seduto o stendersi sul let to. Con questo ausilio si riesce a sollevare anche da terra una persona non troppo pesante, trasferirla dal letto
alla sedia o sulla carrozzina.
Da valutare:
comodit di presa: maniglie posizionate sia orizzontalmente sia verticalmente;
regolazione come misure di circonferenza con doppia chiusura (velcro);
misure (disponibilit almeno di taglie S, M, L);
sistema di lavaggio e disinfezione.
Alcuni studi suggeriscono che preferibile non usare le cinture ergonomiche nei trasferimenti verticali di pa zienti in grado di caricare il proprio peso.6
Tavoletta per gli spostamenti
E un asse in materiale rigido che in assenza di dislivelli consente di non sollevare il paziente durante il tra sferimento letto/carrozzina. E provvista di adesivo antiscivolo sulla parte inferiore per un sicuro posizionamento. Le tavole sono resistenti agli acidi, facili da pulire e da disinfettare. La maggior parte dei modelli sono
a basso attrito, ignifughi, latex free.
La rigidit dellasse consente lo spostamento del paziente anche in presenza di un vuoto o di un dislivello tra
le due superfici (quella di appoggio e quella su cui verr trasferito). Possono essere usate per i trasferimenti
orizzontali (letto-barella, barella-lettino operatorio eccetera). Se lo spazio tra le due superfici superiore a 20
cm, lo spostamento non sicuro, in particolare se il peso del paziente supera i 120 kg.
Da valutare:
misure (i teli lunghi devono garantire la possibilit di alloggiare il paziente in tutta la sua altezza);
materiale impiegato ad alto scorrimento che riduca lintensit dello sforzo per loperatore;
sistema di lavaggio e sterilizzazione dei teli di rivestimento.
Tavole a rullo
Si tratta di assi lunghe almeno 175 cm, ricoperte da telo rotante ad alto scorrimento. Come i teli ad alto scorrimento, consentono la traslazione del paziente fra superfici situate alla stessa altezza (o con un lieve dislivello); sfruttando la riduzione di attrito consentono i trasferimenti del paziente in posizione supina per esempio
dal letto alla barella, senza necessit di sollevamento superando anche piccoli dislivelli (10-15 cm.)
Da valutare:
tipologie (per esempio radiotrasparenti per utilizzi in radiologia, tavole pediatriche di dimensioni
ridotte);
sistema di lavaggio e sterilizzazione dei teli di rivestimento (possibilit di teli monouso che a volte per
risultano a scorrimento non sufficiente, quindi verificare prima dellacquisto);
materiale impiegato ad alto scorrimento che riduca lintensit dello sforzo per loperatore;
carico.
Disco girevole
E una pedana costituita da due dischi sovrapposti che consentono la rotazione in stazione eretta del paziente
con appoggio monopodalico. La superficie, antiscivolo su entrambi i lati, rende il presidio sicuro e stabile. Va

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I rischi per la movimentazione del paziente

usato per i pazienti che riescono a mantenere una stazione eretta ma non sono in grado di muovere i piedi.
Pu essere usato per lo spostamento dal letto alla carrozzina o viceversa, o dalla carrozzina alla sedia. Ovvia mente dopo luso va rimosso dal pavimento, per motivi di sicurezza.
Da valutare:
piastra dappoggio a contatto con il pavimento che deve avere superficie antiscivolo;
piastra dappoggio sovrapposta girevole a 360;
attrito tra le due piastre sotto carico;
sistema di lavaggio e disinfezione.

Barelle regolabili in altezza


Molti ospedali sono ancora dotati di antiquate barelle ad altezza fissa e ci rende i frequenti trasferimenti laterali letto/barella in reparto e i trasferimenti barella/tavolo operatorio estremamente impegnativi sia dal
punto di vista fisico sia da quello logistico. La barella ad altezza variabile tra i 50 e i 90 cm tramite un dispositivo che viene azionato mediante pedale posto a lato piedi un presidio fondamentale per rendere tali operazioni meno traumatiche per operatore e paziente. La barella deve avere freni per bloccare le ruote durante il
trasferimento del paziente, essere dotata di sponde laterali abbattibili e che non sporgano rispetto al piano
della barella durante la movimentazione dei pazienti.
Da valutare:
dimensioni: in relazione a spazi, arredi e percorsi (larghezza di massimo ingombro preferibilmente non
superiore a 65 cm);
sistema meccanico almeno oleodinamico;
pedale facilmente azionabile (massimo a 30 cm da terra) e che non induca ingombro per lavvicinamento
al letto;
presenza di 4 ruote bloccabili simultaneamente di cui una con bloccaggio direzionale o almeno di 2 ruote
bloccabili simultaneamente e 2 ruote direzionali;
escursione di movimento (indicativo da 55 cm a 92 cm);
schienale inclinabile meccanicamente;
spondine laterali a scomparsa;
maniglie di spinta che non creino ingombro laterale;
possibilit se necessario di posizione Trendelenburg e anti-Trendelenburg;
materasso in materiale lavabile e disinfettabile;
presenza di accessori: aste portaflebo, portabombole, supporto portamonitor, piano di appoggio
radiotrasparente, eccetera.
Carrozzine/comode
Per quanto riguarda carrozzine e comode, bene che:
i braccioli possano essere tolti per facilitare il trasferimento letto/carrozzina e carrozzina/wc;
i poggiapiedi siano estraibili o ripiegabili allesterno;
le ruote siano dotate di freni facilmente azionabili;
lo schienale non sia troppo ingombrante.
Gli operatori vanno sempre formati e aggiornati alluso di tutti i presidi disponibili.

Bibliografia
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2. Evanoff B, Wolf L, Aton E, et al. Reduction in injury rates in nursing personnel through introduction of mechanical
lifts in the workplace. Am J Industr Med 2003;44:451-7.
3. Ronald LA, Yassi A, Spiegel J, et al. Effectiveness of installing overhead ceiling lifts. AAOHN Journal 2002;50: 1206.
4. Marras WS, Davis KG, Kirking BC, et al. A comprehensive analysis of low-back disorder risk and spinal loading du ring the transferring and repositioning of patients using different techniques. Ergonomics 1999;42:904-26.
5. Bohannon R, Grevelding P. Reduced push forces accompany device use during transfers of seated subjects. J Rehabil Res Develop 2001;38:135-9.
6. Gagnon M, Roy D, Lortie M, et al. Evolution of the execution parameters on a patient handling task. La Travail Hu -

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I rischi per la movimentazione del paziente


main 1998;51:193-210.
7. Nelson A, Baptiste A. Evidence-based practices for safe patient handling and movement. Orthop Nurs 2006;
25:366-79.
8. Diodato M, Mambelli G. Ausili manuali per la movimentazione del paziente. Scheda tecnica n. 28. Servizio sanitario
regione Emilia Romagna.
9. Regione Piemonte. Assessorato alla Sanit e Tutela della Salute. La prevenzione del rischio da movimentazione
manuale dei carichi e dei pazienti nelle Aziende Sanitarie. Regione Piemonte 2010. http://ww2.unime.it/prevenzione/pdf/pubblicaltrienti/movimentazione man carichi ospedale.pdf

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