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La sfida dello sviluppo
In questi ultimi anni, l’economia ha cambiato il modo di rapportarsi al
territorio, imponendo un adattamento di chi abita, lavora e governa. Il mondo
sta cambiando così in fretta che diventa impossibile governare lo sviluppo di
un territorio se non si cambiano profondamente:

• gli schemi descrittivi ed interpretativi della realtà, combinando


gli elementi che caratterizzano il contesto globale e quello
locale in un unico modello concettuale;
• i modelli d’intervento, per un’azione sistemica e stabilmente
efficace
• l’approccio alla politica per lo sviluppo, partendo dal basso e
considerando il territorio come tessuto e luogo di integrazione
delle politiche locali.

Nuovi concetti
Il nostro territorio ha iniziato a identificare e offrire le proprie differenze, le
specializzazioni, la qualità, la flessibilità, la capacità di adattamento. Gli
operatori territoriali hanno imparato a sviluppare beni e servizi che vengono
proposti sul mercato globale. Il processo di globalizzazione, però, è sempre
più veloce nello scavalcare il territorio, riducendo a zero le distanze ed i
tempi necessari per le interazioni delle persone. Alla base del paradigma
“Spazio Zero” e “Tempo Zero”, c’è l’incessante contributo della tecnologia
che abbatte le barriere tra il nostro territorio e il resto del mondo. Le
tecnologie informatiche e della telecomunicazione, infatti, ci mostrano che il
nostro territorio non ha più barriere, ma è immerso nel mercato globale. Nella
ricerca di rapporto positivo tra Globale e Locale ( “Glocalizzazione”), si deve
prendere atto che:

• lo sviluppo deve essere pensato con la consapevolezza che un


sistema territoriale chiuso nei propri confini amministrativi,
limita a priori le proprie possibilità e opportunità di crescita;
• L’economia sta passando da un modello fordista, fondato
sull’accentramento della conoscenza e delle decisioni, ad un

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modello funzionale, dove la conoscenza e le decisioni sono
distribuite nel sistema. L’economia diventa forza motrice per le
prime trasformazioni organizzative verso il modello funzionale,
creando strutture basate su legami funzionali, rompendo i
confini amministrativi formali. Se la Politica e lo Stato restano
confinati nei limiti amministrativi mentre il Mondo sta da
un’altra parte, la Politica e lo Stato saranno vissuti come una
zavorra, un costo, un freno alla crescita;
• sono cambiati gli schemi di descrizione ed interpretazione della realtà
(mappe cognitive). Concetti come riduzione di spazio e tempo, globale e
locale, integrazione e inclusione, interazione e interoperatività, entrano
a far parte dei processi decisionali per il governo del cambiamento;
• serve una nuova dimensione etica, una base valoriale su cui fondare le
scelte, su cui fondare il lavoro, l’economia, dove competizione
(creatività e cooperazione) significa cercare assieme ed accompagnare
assieme. I nuovi valori possono attecchire solo evitando il clima di paura
derivante dall’abbandono dei valori precedenti. La fiducia di sé e degli
altri, la responsabilità condivisa di affrontare le nuove situazioni, sono
ingredienti necessari quanto le nuove tecnologie.

Questi pochi elementi sono sufficienti per evidenziare quanto la sfida che
abbiamo di fronte sia radicale. Non basta un lieve cambio di rotta, perché lo
sviluppo di oggi non può essere letto con i paradigmi di ieri.

Gli studi dimostrano che i territori sono cresciuti di più negli ultimi anni, lo
devono agli investimenti ricevuti, ma ancora più alle riforme fatte affinché
quegli investimenti arrivassero a destinazione. Rinnovare e ampliare i propri
asset per renderli attraenti non è sufficiente per svilupparsi. Occorre fare
riforme ed attuare politiche utili al territorio per attrarre intelligenze e nuovi
investimenti.
L’obiettivo, dunque, si trasforma passando da singoli interventi specifici alla
creazione di un ambiente favorevole alla crescita e all’innovazione
nell’ambito:

• tecnologico

• formativo

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• normativo-amministrativo

• organizzativo

Nuovi modelli di intervento


Nello scenario sopra indicato, è strategico il ruolo delle istituzioni pubbliche,
non solo per la necessità di accrescere la “capacità produttiva” dell’ente
pubblico, riducendone il carico burocratico, ma soprattutto per il suo ruolo
relazionale, per la responsabilità di fare sistema nel territorio, di concertare
con i portatori di interessi le politiche di sviluppo definendo la strategia e le
modalità d’intervento, per riorganizzare funzionalmente il territorio, per la
produzione di quei beni pubblici necessari per il sistema territoriale e per la
gestione partecipata e finanziariamente sostenibile dei piani di sviluppo.
In questo ruolo, l’Ente Locale non interviene direttamente nel mercato o si
trasforma in impresa, ma diventa attivatore di “intrapresa”, un Centro di
integrazione delle politiche territoriali ed amministrative. Il suo compito è
creare le condizioni perché il territorio cresca, accompagnandone il
cambiamento, monitorandone la direzione, con una logica di equilibrio
finanziario, di ricerca di incentivi, ma anche di autofinanziamento. L’obiettivo
a regime è che lo sviluppo paghi lo sviluppo attraverso la ricerca di un
modello di business per sostenere e promuovere le azioni di governance, di
intervento sulle risorse territoriali, di valorizzazione e di promozione del
territorio. Per muoversi in questa direzione occorre infrangere il tabù che
considera la concorrenza inconciliabile con la logica di funzionamento del
sistema pubblico.

Una politica di Sviluppo dal basso che guarda al Globale


Ormai da tempo si è maturata la consapevolezza che le proposte progettuali
prodotte dai territori, attraverso una programmazione strategica partecipata,
sono più efficaci di quelle imposte dall’alto. La grande diffusione di Patti
territoriali, GAL e iniziative analoghe, ne sono la testimonianza. L’entusiasmo
dato dallo spirito concertativo si spegne però rapidamente al momento del
“saper fare”. I risultati attesi non giungono perchè la gestione del piano di
sviluppo ed il governo del cambiamento richiedono ancora lo stesso grado di

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partecipazione ed il coinvolgimento dei portatori di interesse adottati nella
fase decisionale strategica. La speranza di risolvere i problemi realizzativi
delegandoli alla costituzione di agenzie di sviluppo, resta vana perchè si fonda
su singole iniziative e progetti, finiti i quali, termina anche la ragion d’essere
delle agenzie.

Per ottenere risultati convincenti è necessaria una impostazione differente.


Bisogna creare una infrastruttura a supporto dello sviluppo che sia
permanente, non fondata su iniziative progettuali specifiche. Tale struttura
deve abilitare i processi di sviluppo in tutti gli ambiti sopra descritti,
permettendo l’accumulazione costante e la condivisione tra gli stakeholder
della conoscenza a supporto delle strategie, della gestione delle risorse, della
promozione e valorizzazione del territorio.

La proposta progettuale illustrata nel seguito, trae origine dalle


considerazioni fin qui riportate e adotta una strategia per lo sviluppo in grado
di intervenire in modo integrato su tutti i capitali territoriali, non in maniera
diretta, ma attraverso azioni di sistema che contribuiscano a creare le
“condizioni d’ambiente” necessarie per rendere stabile e durevole il processo
di sviluppo del territorio. L’obiettivo è quello di aiutare il sistema territorio a
fare squadra, a cooperare per competere nel mercato globale.

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1. Il soggetto proponente

L’Unione dei Comuni come associazione di comuni è un ente locale


costituito in base all’art. 32, D. Lgs. 267/00.

T.U.E.L. (D. Lgs. 267/00)

Qualificazione Unioni come Enti Locali

Autonomia Finanziaria

Potestà Regolamentare

Rappresentatività indiretta

Applicazione principi ordinamento enti locali

Statuto: le norme procedurali

Le funzioni
T.U.E.L. (D.Lgs. 267/2000) Articolo 32.1
“Le unioni di comuni sono enti locali costituiti da due o più comuni di norma contermini,
allo scopo di esercitare congiuntamente una pluralità di funzioni di loro competenza.”

I soggetti proponenti il progetto “Alleanza per lo Sviluppo del


Camposampierese” sono due Unioni di Comuni:
• Unione dei Comuni del Camposampierese
• Unione dei Comuni dell’Alta Padovana

L’Unione dei Comuni del Camposampierese è composta da 8 Comuni, conta


65.500 abitanti e 8.700 imprese. E’ stata costituita nel novembre del 2000 -

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operativa dal 01 luglio 2001 – I servizi trasferiti sono: polizia locale,
protezione civile, attività produttive, difesa civica, catasto. Inoltre gestisce
come ufficio unico servizi per la gestione del personale per 17 enti e per il
controllo di gestione per 14 enti.
Tra il novembre del 2002 e il gennaio del 2003 anche i comuni di Loreggia e
Villa del Conte hanno deliberato di aderire all’Unione. Il 31.05.2004 entra il
Comune di Villanova di Camposampiero e dal 1 aprile 2006 con l’entrata del
Comune di Campodarsego si completa l’attuale composizione.

L’Unione dei Comuni dell’Alta Padovana è composta da 3 Comuni, conta


29.500 abitanti e 2.350 imprese. E’ stata costituita nel novembre del 2000 -
operativa dal 01 luglio 2001 – I servizi trasferiti sono: polizia locale,
protezione civile, mense scolastiche.
I Comuni che la compongono sono :Trebaseleghe, Piombino Dese e
Massanzago.

1.1. Struttura organizzativa

L’Unione è Amministrata da:


• IL PRESIDENTE: ciascun Sindaco dei comuni dell’Unione è
presidente, a turno, per un anno: attualmente la presidenza
spetta a:
o Unione Comuni del Camposampierese: Sindaco di
Villanova di Camposampiero, Silvia Fattore,
o Unione dei Comuni Alta Padovana: Sindaco di
Trebaseleghe, Paolo Lamon;
• LA GIUNTA: rappresenta il potere esecutivo ed è composta da
tutti i Sindaci dell’Unione;
• IL CONSIGLIO: è l’organo di indirizzo e controllo ed è composto
dal Presidente e da tre componenti di ciascun consiglio
comunale.

Le Unioni dispongono di uffici propri e/o si avvalgono di quelli propri dei


Comuni partecipanti.

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Il Presidente dell’Unione, previa deliberazione del Consiglio di
Amministrazione nomina il Direttore Generale

Il Direttore Generale dell’Unione provvede ad attuare gli indirizzi e gli


obiettivi stabiliti dagli organi di Governo dell'Unione, secondo le direttive
impartite dal Presidente ed inoltre sovrintende alla gestione perseguendo
livelli ottimali di efficacia e efficienza rispondendo direttamente dei risultati
conseguiti.

E’ Direttore Generale dell’Unione dei Comuni del Camposampierese e


dell’Unione dei Comuni dell’Alta Padovana il Dott. Luciano Gallo.

1.2. Missione

Una Unione di Servizi


Realizzare un livello di governo ed
un sistema di servizi capaci di: per creare:

• Mantenere un clima di Valore Aggiunto


Economie di scala
fiducia nel cambiamento, nelle Qualità crescente nei
Istituzioni e nel futuro servizi

• Affrontare le nuove sfide,


sfide
che sono:

• Innovazione
Un Centro di
Integrazione
delle
• Sviluppo sostenibile
Politiche territoriali e
amministrative

• Qualità ambientale


istituzion
Incubato

innovazi

Obiettivo Lisbona
one

ale
Un

di
re

• Garantire un approccio
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Le due Unioni dei Comuni, (11 Comuni del Camposampierese) come Centro di
Integrazione delle politiche territoriali ed amministrative, hanno dato vita ad
una programmazione negoziata attivando:
• l’Intesa Programmatica d’Area (ai sensi della L. R. 29.11. 2001,
n. 35, “Nuove norme sulla programmazione”, art. 25 della citata legge
regionale del Veneto 29 novembre 2001, n. 35;)
• il Piano di Assetto del Territorio Intercomunale (ai sensi della L.
R. 23 Aprile 2004 n. 11 “Norme per il governo del territorio”, art. 15
c. 2);

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2. Il contesto e le esigenze

2.1. Il territorio del Camposampierese

Caratteristiche e criticità

L’area in cui sono inseriti gli 11 Comuni del Camposampierese: è un territorio


omogeneo, per quanto riguarda le caratteristiche geografiche, situato nella
parte nord-est della provincia di Padova che si estende per una superficie
complessiva di quasi 225 Kmq, con 95000 abitanti e 12084 imprese attive
iscritte alla Camera di Commercio.

Comuni
Abitanti
11 I mprese
95000 12.084

422 Abitanti 1 impresa


per Kmq ogni
7,9 abitanti

Superficie
225 Kmq

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La particolarità di questo territorio è senza dubbio l’urbanizzazione diffusa.
Con questa espressione si indica il fenomeno per cui la distribuzione della
popolazione e delle attività produttive sul territorio non è raccolta solo nei
centri abitati ma è distribuita sull’intera area senza soluzione di continuità.

Per quanto riguarda la popolazione del territorio, guardando ai dati del


Censimento, tra la rilevazione del 1991 e quella del 2001, la popolazione
provinciale è cresciuta del 3,6%. Nell’area del Camposampierese sono stati
registrati i tassi di crescita più elevati (11,2%).

14
11,2

9,3
8,3

7
5,1
4,3 3,9 3,6

-1,4

-5,0
-7
Camposampierese

Area Cintura

Area Colli

Piazzola sul Brenta

Area Piove di

Area Monselicense-

Totale Provincia

Montagnana

Padova
Area Este-
Area Cittadella-

Sacco

Conselvano
Area

Guardando più in particolare alle realtà dei comuni del nostro territorio, dai
dati raccolti dagli uffici Anagrafe e stato civile è emerso che negli ultimi anni
si è assistito ad un fenomeno di aumento demografico crescente che ha
caratterizzato tutti i comuni dell’Area del Camposampierese con un tasso
medio annuo che supera l’ 1,5%, con alcune punte che raggiungono il 3%
annuo. Ci si trova quindi in un contesto territoriale caratterizzato da una
crescita continua, dovuta in prevalenza da due differenti flussi migratori:
• l’immigrazione di stranieri;

• lo spopolamento di molti comuni della bassa padovana e della


stessa città di Padova.

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Comuni

Fonte: ufficio anagrafe e stato civile dei Comuni

Borgoricco
Confrontando poi i dati della densità abitativa del nostro territorio con quelli

Campodarsego
della Regione Veneto emerge che nel 2003 il territorio dell’Unione misurava
una densità pari a 392 abitanti per chilometro quadrato mentre la Regione si
ferma solo a 249 abitanti per chilometro quadrato.

Se si guarda al sistema produttivo si nota un territorio caratterizzato da una


elevatissima imprenditorialità distribuita tra tutti i comuni della zona. Si

Camposampiero
tratta di un’area economicamente forte e socialmente molto dinamica, parte
integrante di quell’area centrale veneta che è il motore dell’intera economia
regionale. Essa è, quindi, la più tipica espressione di quel “modello veneto” di
sviluppo il quale, sfruttando la propensione al lavoro e le reti informali di
contatti tra parenti e vicini, ha dato vita in tempi brevi a un sistema

Loreggia
policentrico di piccole imprese, organizzate in distretti industriali e in catene
di fornitura, nei quali ogni impresa svolge una parte del processo produttivo in
stretta relazione/concorrenza con gli altri.

Massanzago
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Comuni

Fonte: ISTAT

Tuttavia, quelli che sono stati fino a ieri i punti di forza dell’area, oggi, in

Borgoricco
un’economia sempre più aperta e globalizzata e fondata sulla conoscenza,
rischiano di divenire i punti di debolezza e di trasformare un’area produttiva
dinamica e competitiva in una zona in declino industriale o in fase di
riconversione.

Nel Camposampierese, infatti, si registra ancora oggi il forte peso del settore
manifatturiero che occupa il 54% della popolazione in età lavorativa,

Campodarsego
percentuale superiore alla media provinciale pari al 38%, a quella regionale di
poco superiore al 41%, ma soprattutto quasi doppia rispetto a quella europea
pari, nell’UE a 15 Stati membri, al 28%.

Il sistema produttivo è fortemente sbilanciato in attività tradizionali a scarso


contenuto di innovazione, con una modesta capacità di interagire con il
sistema della ricerca e dell’innovazione tecnologica: la maggior parte della

Camposampiero
produzione locale si colloca nel medesimo segmento di mercato in cui si
collocano i prodotti dei Paesi emergenti del sud-est asiatico, con i quali,
quindi, la competizione avviene soprattutto sul versante del prezzo e non
sulle caratteristiche qualitative e tecnologiche.

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La prima priorità del sistema produttivo del Camposampierese è, dunque,
quella di passare da una concorrenza basata sul costo ad una concorrenza
basata sulla qualità, ossia sulla differenziazione del prodotto o servizio
offerto, soprattutto nell’ambito di una logica di distretto e/o di filiera,
incentivando, nelle imprese che dimostrano buone prospettive di mercato,
l’aumento della produttività e del valore aggiunto di prodotti e servizi.

Tuttavia gli interventi di sostegno al tessuto produttivo esistente sono


necessari ma non sono più sufficienti ad assicurare un futuro di crescita e di
occupazione di fronte alle nuove sfide poste dalla globalizzazione, dalla
divisione internazionale del lavoro, dalla nuova economia della conoscenza.

Anche per il Camposampierese è valido ciò che si afferma con riferimento


all’intero continente europeo: l’area non può competere basandosi sulle
risorse naturali o su una manodopera a buon mercato o a danno
dell’ambiente.

La chiave di volta per assicurare il futuro del Camposampierese è la


realizzazione di una società fondata sulla conoscenza, che faccia leva sul
capitale umano, l’istruzione, la ricerca e l’innovazione: si tratta di riscrivere
un patto tra economia e società, tra imprese e territorio.

Quindi, accanto all’esigenza di continuare a valorizzare le specificità del


sistema produttivo del Camposampierese, è altresì prioritario e urgente
iniziare a promuovere politiche e azioni capaci di innescare un riorientamento
strutturale dell’economia locale verso attività basate sulla conoscenza, al fine
di anticipare i cambiamenti in atto e di prevenire le possibili situazioni di crisi
dovute alle conseguenze della globalizzazione.

Occorre mettere a disposizione della competitività, della qualità della vita e


dell’ambiente tutte le risorse disponibili, per giungere a diventare una “meta-
città” capace di mettere in rete le eccellenze di ciascuno. Si tratta di un
disegno ambizioso e di ampio respiro il cui obiettivo è quello di accrescere la
competitività e l’attrattività del nostro territorio di fronte alle sfide della
globalizzazione.

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2.2 L’Intesa Programmatica d’Area
L’avvio della programmazione negoziata

Le imprese del territorio faticano singolarmente ad avviare e sostenere


processi di sviluppo duraturi. La loro competitività dipende certo dagli
incentivi al capitale e al lavoro ma più ancora dai beni pubblici presenti nel
sistema territoriale; meno da interventi puntiformi e più da interventi di rete,
meno dalle conoscenze e dalle politiche centrali e più dalle conoscenze locali
e dalla cooperazione istituzionale.
Le relazioni fra i diversi livelli di governo, in particolare fra il regionale e il
locale, è una delle questioni su cui si gioca l’intera partita del creare nuove
capacità di sviluppo a partire dai territori.
In questo contesto, imprese, istituzioni, ambiente, reti di infrastrutture,
competenze e tessuto sociale costituiscono il sistema che fa da motore allo
sviluppo del Camposampierese e rappresenta un punto di riferimento
obbligato per il tavolo della pianificazione strategica territoriale in cui si sta
costruendo l’Intesa Programmatica d’Area ed il Piano di Assetto del Territorio
Intercomunale, nella consapevolezza che la qualità della crescita ha bisogno
di azioni politiche strategiche, interventi sulle risorse e politiche di
valorizzazione e di promozione del sistema territoriale.

L’Intesa Programmatica d’Area (IPA), nata dalla legge regionale n°35 del 29
novembre 2001, ”Nuove norme sulla programmazione”, costituisce un nuovo
modello di definizione dei programmi di sviluppo locale, da attuare in
parternariato con la Regione. Essa rappresenta lo strumento di politica
economica che intenzionalmente si prefigge la modifica della forma e della
sostanza dell’interazione istituzionale locale.

L'IPA dell’area del Camposampierese nasce dalla condivisione di una nuova


visione di sviluppo del territorio da parte dell’Unione del Camposampierese e
dell’Unione dell’Alta Padovana, ed è attuata attraverso il lavoro del tavolo
della concertazione in termini di priorità di interventi, fonti di finanziamento,
modalità di attuazione, soggetti attuatori, monitoraggio e verifica dei
risultati.

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L’Intesa Programmatica d’Area del Camposampierese ha rappresentato l’avvio
della programmazione negoziata, ispirata all’approccio della competitività
territoriale: essa infatti è composta da un insieme di procedure in grado di
indurre, tramite l’incentivo, e di imporre, attraverso delle regole, precise
modalità di comportamento ai promotori in direzione del potenziamento
dell’azione collettiva.

La strategia di sviluppo locale


dell’IPA è il punto di partenza di
un vero e proprio “processo” di
concertazione locale volto a
individuare un progetto di
crescita sostenibile a lungo
termine, ampiamente
condiviso, che sia autentica
espressione delle volontà̀,
delle capacità̀ e dello spirito di
iniziativa degli operatori
locali, sia istituzionali che
economico-locali.

L’IPA è infatti intesa da tutti i Partner come uno strumento “permanente” di


cooperazione tra enti pubblici e di concertazione con le Parti sociali, nonchè́
di raccordo tra la programmazione locale e la programmazione regionale.

L’idea forza dell’ IPA, gli obiettivi strategici e gli Assi di azione sono i
seguenti.

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Accrescere il benessere e la prosperità delle generazioni attuali e future del Cam-
Idea-forza
posampierese attraverso uno sviluppo sostenibile dal punto di vista economico,
di sviluppo sociale e ambientale e il riorientamento strutturale dell’economia locale verso
locale attività basate sulla conoscenza

Obiettivi COMPETITIVITA’ ATTRATTIVITA’


strategici

ASSE 1 ASSE 4
Innovazione ed economia Qualità della vita
della conoscenza
Assi
tematici di
ASSE 2 ASSE 5
azione Capitale umano Qualità dell’ambiente naturale

ASSE 3 ASSE 6
Accessibilità Dinamismo e coesione sociale

Asse
ASSE 7
sistemico di Organizzazione—Azioni di Sistema—Attività Tecnico Operative
infrastrutturazione

Idee-progetto

Gli assi tematici di azione corrispondono ad altrettante priorità ritenute


essenziali per assicurare un futuro di prosperità all’area, che - in modo
distinto ma interdipendente - concorrono a definire la strategia di sviluppo
per il Camposampierese e sono rivolte al perseguimento dell’obiettivo
generale dello sviluppo sostenibile dell’area, facendo leva, in maniera
integrata, su tutte le sue risorse e potenzialità. L’articolazione della strategia
in sei aree tematiche prioritarie - nelle quali l’obiettivo di sostenibilità
ambientale è trasversale a tutti gli assi, oltre ad essere l’obiettivo specifico di
un apposito asse - punta a concentrare gli interventi su quelle aree suscettibili
di avere un impatto più rilevante sulla produttività totale dei fattori e, di
conseguenza, sulla crescita economica dell’area.
E’ stato inoltre introdotto un Asse Sistemico di Infrastrutturazione per
rispondere all’esigenza di un supporto generale all’intero processo di
governance del territorio e alla realizzazione operativa e alla valorizzazione
delle idee-progetto. All’interno dell’Asse Sistemico trovano la loro
collocazione tutte le attività necessarie per aiutare a definire, sostenere e

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valorizzare le azioni degli operatori territoriali, secondo le linee concordate
nella programmazione negoziata, consentendo di intervenire in tempi brevi a
livello strategico, tattico e operativo.

La prospettiva nell’ambito della quale si colloca il documento programmatico


dell’IPA è quella della ricerca di
uno sviluppo globale e integrato,
nell’ambito del più ampio sistema
territoriale in cui è collocata
l’area, il cosiddetto “reticolo
urbano pedemontano”, delineato
dai documenti di lavoro del nuovo
Piano Territoriale Regionale di
Coordinamento (PTRC), che si
sviluppa nella fascia
pedemontana a nord dell’asse
Vicenza - Padova - Venezia -
Treviso e che è incentrato su
Bassano del Grappa, Cittadella,
Castelfranco Veneto e
Montebelluna.

Ciascun asse, poi, ha propri obiettivi specifici, coordinati con gli obiettivi
strategici complessivi, attraverso i quali sono individuate le azioni e gli
interventi da realizzare.

Il 2007 si è aperto per i membri dell’Alleanza per lo Sviluppo del


Camposampierese con una serie di incontri denominati Tavoli della
Concertazione, nei quali sono state presentate le idee-progetto previste per i
vari assi tematici.
L’11 gennaio 2007 , presso la Sala Consiliare del Comune di Camposampiero, i
Sindaci degli undici comuni dell’Unione del Camposampierese e dell’Alta
Padovana e i rappresentanti di svariate associazioni di categoria, delle forze
sindacali, della Provincia di Padova e della regione Veneto si sono incontrati
per il tavolo dell’Ipa.
E’ stata l’occasione per fare il punto della situazione. In questa sede si è
voluto descrivere il tratto di strada già compiuto e tracciare il percorso per i
mesi successivi.

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I vari attori della concertazione si sono suddivisi per ambiti di interesse e per
specifiche competenze formando sei gruppi di lavoro coordinati dal Presidente
dell’Ipa Federico Zanchin, sindaco di Santa Giustina in Colle.
La corrispondenza tra gruppi di lavoro e assi tematici dell’Ipa ha permesso ai
vari soggetti di confrontarsi sulle idee-progetto inserite.
In ogni gruppo di lavoro si è dato spazio alla presentazione dei progetti e alla
relativa discussione.
L’obiettivo finale era riuscire ad individuare delle priorità su cui ci fosse un
consenso unanime. All’inizio dei lavori l’Ipa si presentava con un bagaglio di
idee-progetto molto ampio: più di 60, troppi per sperare di vederli finanziati
tutti.
A conclusione dei sei incontri si sono sintetizzate le idee in poco più di venti
progetti.
Il 10 aprile 2007, sempre presso la Sala Consiliare del Comune di
Camposampiero, è stato riconvocato il tavolo di concertazione alla presenza
del nuovo Assessore provinciale allo sviluppo degli Enti Locali, Stefano Peraro.
L’ ordine del giorno prevedeva l’approvazione dell’elenco delle iniziative e
degli interventi strutturali strategici coerenti con la strategia di sviluppo
locale dal 2007 al 2009 e relativo ordine di priorità, nonché la partecipazione
al bando indetto con DGR 347 del 20/02/2007 sulla “Programmazione
decentrata – cofinanziamento di interventi infrastrutturali (L.R. 13/1999 e
art. 25 L.R. 35/2001” ed infine l’approvazione dei progetti strategici prioritari
da presentare.

Ecco di seguito l’elenco di tali interventi suddivisi per assi tematici:

ASSE 1 – INNOVAZIONE ED ECONOMIA DELLA CONOSCENZA

Azione a) – Ricerca e sviluppo tecnologico

PRIORITA’ 1. Laboratorio di prova, certificazione e ricerche

Costituzione - presso i locali della Barchessa di Villa Maran di Camposampiero


di proprietà della USLL - di un laboratorio di ricerca pubblico-privato in
accordo con l'Università.

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Azione b) – Nuova imprenditorialità

PRIORITA’ 1. Filiere produttive nei settori dell’illuminazione,


dell’arredamento e della commercializzazione del vino

Creazione di una filiera produttiva distinta per settori produttivi,


illuminazione, arredamento e commercializzazione del vino.

ASSE 2 – CAPITALE UMANO

Azione a) - Miglioramento dei sistemi di istruzione e di formazione

PRIORITA’ 1. Creazione di un Centro di competenze per lo sviluppo delle


risorse umane a sostegno del sistema di crescita e innovazione territoriale

Il modello d’azione del Progetto si basa sulla valorizzazione e la messa a


fattor comune di ruoli, competenze e professionalità del territorio,
aggregando in una partnership attiva: Enti Locali, Gestori di Servizi Pubblici,
Imprese, il mondo accademico, della ricerca e della consulenza, gli attori
chiave del governo del cambiamento.

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PRIORITA’ 2. Completamento del Polo scolastico Scuole Superiori

A Camposampiero, nella zona, già adibita, a polo scolastico delle scuole


superiori il cui livello è sempre più riconosciuto come buono/ottimo, si
programma il completamento di tale polo con alcuni importanti indirizzi.

PRIORITA’ 3. Centro di formazione professionale

L’idea dell’istituzione di un “Centro di formazione professionale”, è stata


accolta da diverse Amministrazioni comunali, tra le quali Villanova di
Camposampiero e Piombino Dese, allo scopo di dare un sostegno alla
formazione delle competenze mediane, soprattutto nel settore
manifatturiero.

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3 – ACCESSIBILITA’

Azione a) - Reti di trasporto

PRIORITA’ 1. Piano Viabilità

a) Circonvallazione di Camposampiero (PD) e realizzazione del


Nuove Ponte Muson dei Sassi a Camposampiero (PD). Per
entrambe le opere è presente un Progetto Esecutivo ed è
previsto un cofinanziamento tra il Comune di Camposampiero e
la Provincia di Padova per la realizzazione della circonvallazione.

b) Raddoppio della SR 308.

PRIORITA’ 2. Miglioramento della sicurezza stradale con sistemi di piste


ciclabili di collegamento tra i diversi centri comunali

“Miglioramento della sicurezza stradale con Sistemi di Piste Ciclabili di


collegamento tra i diversi centri comunali (Massanzago – San Dono; Santa
Giustina in Colle – San Giorgio delle Pertiche; Piombino Dese – Loreggia;
Villanova di Camposampiero – Campodarsego; Camposampiero – Fratte e
Camposampiero – Massanzago; Villa del Conte - S.Giustina in Colle; Abbazia
Pisani - Fratte)”. I tratti indicati nel progetto sono necessari per creare una
rete che colleghi sistematicamente i Comuni tra loro. Si è inoltre evidenziato
che oltre alla costruzione di anelli di piste ciclabili tra Comuni sono necessarie
anche delle strade interne che permettano di collegare in sicurezza questi
ultimi fra loro; a tale scopo è necessario trovare degli spazi adeguati che non
paralizzino la viabilità dei Comuni.

Azione b) - Tecnologie dell’informazione e della comunicazione

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PRIORITA’ 1. Realizzazione della rete di interconnessione a banda larga in
fibra ottica e ponti radio Broadband Wireless Access (BWA) secondo lo
standard ETSI HiperLAN

E’ da sottolineare l’importanza strategica che assume questo progetto in un


territorio in costante crescita come quello del Camposampierese dove, però il
65% dello stesso non è ad esempio coperto dall’ADSL con problemi sia per le
Aziende che sono in parte sganciate dalla possibilità di accedere a circuiti di
conoscenza e innovazione, ma anche per i singoli utenti in un contesto
mondiale dove la connessione alla Rete è sempre più indispensabile. Le
amministrazioni Comunali hanno già dotato i Servizi Pubblici di una rete
Wireless, ma lo sforzo deva essere quello di consentire servizi avanzati di
accesso per tutti gli utenti; la rete della Pubblica Amministrazione veicolando
tutti i servizi utili per la comunità quali Internet, trasmissione dati,
videosorveglianza è e sarà ancora in un futuro prossimo funzionale per il
settore pubblico, ma per i cittadini e la parte produttiva è necessario un
ulteriore sforzo; per questi sviluppi una soluzione tecnologicamente valida è
quella della fibra ottica in grado di drenare e diffondere la “larga banda” su
tutto il territorio in quanto i ponti radio possono servire solo un numero
ristretto di utenti. Dimensionare la rete significa però avere delle
interconnessioni maggiori per poter portare le fibre ottiche e quindi sono
necessarie tecnologie nuove.

Si necessita pertanto di arrivare ad un’infrastrutturazione capillare del


territorio al fine di giungere ad una server farm capace di servire gli utenti in
modo capillare.

L’obbiettivo del progetto è creare una rete wireless a banda larga che
permetta le realizzazione di una rete intranet privata tra gli edifici pubblici;
consenta l’accesso ad internet alle istituzioni pubbliche alle imprese ed ai
cittadini; costituisca uno strumento per la videosorveglianza e monitoraggio
delle risorse naturali (rilevamento informazioni fornite dai sensori dislocati sul
territorio).

Il bacino di utenza si estende ad 11 comuni per un totale di 94000 abitanti,


12000 imprese e 30 complessi scolastici su di una superficie di 200 km2 .

Attualmente le varie realtà pubbliche, sebbene connesse tra loro, presentano


molteplici tipologie di connessione. Tale progetto permette una

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razionalizzazione e diminuzione dei costi a fronte di una possibile espansione
di nuovi ed essenziali servizi quali la videosoreglianza e monitoring
ambientale.

ASSE 4 – QUALITA’ DELLA VITA

Azione a) - Sviluppo delle funzioni urbane dei centri abitati

PRIORITA’ 1. Percorsi integrati per la valorizzazione delle risorse


ambientali, culturali e storiche del territorio del Camposampierese

Al fine di promuovere una gestione coordinata dei Centri Urbani, si ipotizzano


le seguenti attività:

- Promozione e marketing, front-line, possibili strategie di


comunicazione, obiettivi di promozione, elementi di
unitarietà di immagine, intesi come elaborazione di progetti
in grado di costituire ed incentivare i consorzi di via e piazza
e l’associazionismo tra le imprese;
- sviluppo tecniche di sensibilizzazione dei soggetti sulla
necessità avviare processo di associazionismo;
- Promozione delle attività commerciali attraverso percorsi di
shopping costruiti ad hoc;
- Iniziative volte alla promozione commerciale di settori
specifici che prevedono la presenza di personale qualificato
per le consulenze all’acquisto, buoni sconto e agevolazioni a
ristoranti e alberghi locali.
- Creazione di eventi in relazione a tradizioni locali, eventi
stagionali che richiamino l’attenzione alle specificità del
territorio;
- Organizzazione di “Percorsi sensoriali del gusto” attraverso i
quali si potranno degustare i prodotti tipici della cultura e
della tradizione veneta, grazie al coinvolgimento dei
produttori e dei commercianti locali;
- Organizzazione di itinerari turistici per riscoprire e
valorizzare anche i siti meno battuti del territorio.

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PRIORITA’ 2. Sistema di percorsi ciclabili di carattere ambientale

a) Pista ciclo-pedonale dell’ex ferrovia Ostiglia (Esistente dal 1999:


Studio di Fattibilità dal 1999).

b) Percorso ciclabile lungo il Tergola (Esistente dal 2002: Studio di


Fattibilità - Piano Provinciale piste ciclabili).

c) Percorso ciclabile lungo il Muson Vecchio (Esistente dal 2002:


Studio di Fattibilità - Piano Provinciale piste ciclabili).

d) Valorizzazione ambito naturalistico (di interesse regionale) lungo


il Muson Vecchio e il Rustega (Esistente dal 2002: Studio di
Fattibilità - Piano Provinciale piste ciclabili).

PRIORITA’ 3. Percorso ciclabile, sistemazione ambientale e canoistica:


Asolo-Venezia. Fiumi: Naviglio-Brenta, Taglio, Muson Vecchio, Muson dei
Sassi

Tale progetto ha come obiettivo primario la sistemazione ambientale, la


tutela delle acque e la navigabilità canoistica dei corsi d’acqua del Veneto
centrale, nonché la realizzazione di possibili itinerari ciclo-pedonali, una
ossatura strutturale dedicata alla mobilità alternativa e al tempo libero.
L’intervento comporterà benefici per l’ambiente, per la flora e la fauna
selvatica, per il patrimonio storico – artistico – ambientale, per le aree
urbane, per la salute pubblica, per l’economia ed il turismo.

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Azione b) - Patrimonio storico e culturale

PRIORITA’ 1. Sistema museale

a) Parco archeologico della Centuriazione Romana: Unendo le


collaborazioni attive di archeologi e topografi, di agronomi e
zoologi, di architetti e ingegneri si vuole ricostruire sul terreno
un insediamento agricolo di epoca romana in ambito censuario,
finalizzato a un produzione di sussistenza e di piccolo
commercio. Pertanto, ad una architettura rurale esemplata su
planimetrie acquisiste dagli scavi archeologici in loco o in aree
compatibili, saranno affiancati terreni coltivati in parte a
cereali, legumi, frumento e a prato anche con presenza di vigne.
(Esistente: Studio di Fattibilità e Progetto Preliminare).

b) Museo delle tradizioni popolari e orto botanico a Villa de Portis:


Il Comune ha a disposizione un edificio e attigui n. 12 campi. Si
prevede la realizzazione di un museo e di un parco botanico a
valenza territoriale.

c) Museo della Meccanizzazione agricola a Campodarsego con


l’appoggio dell’azienda Carraro-spa per la realizzazione.

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PRIORITA’ 2. Recupero e valorizzazione del patrimonio storico –
monumentale – religioso

a) Recupero e Valorizzazione del Parco storico di Villa Baglioni


(Massanzago): L’intervento si propone il recupero, laddove
possibile, e la realizzazione fedele degli elementi vegetali,
naturali ed artistici del parco, la realizzazione di un’area a
servizi per le attività culturali e ricreative, l’esecuzione di
collegamenti con il centro del paese e con la viabilità comunale
nel lato ovest. (Esistente: studio di fattibilità -30 settembre
2006; progetto preliminare -31 dicembre 2006; progetto
definitivo -31 marzo 2007; progetto esecutivo -31 settembre
2007; progetto in fase di appalto -1 novembre 2007).

b) Recupero della Canonica della Chiesa di Sant’Alessandro


(Massanzago): Valorizzare l’immobile ex canonica attiguo alla
chiesa monumentale di Sant’Alessandro, sito storico e di elevato
pregio architettonico inserito tra gli ambiti dell’atlante regionale
dei centri storici, ubicato in vicinanza del fiume Muson Vecchio e
collegato al graticolato romano.

c) Recupero del complesso monumentale di Abbazia Pisani


(Parrocchia Sant’Eufemia – Villa del Conte): Necessità di
custodire e recuperare un patrimonio che la comunità cristiana a
creato nel tempo, nella sua opera di culto, di catechesi, di
carità, di promozione umana e di cultura al fine di restituirlo alla
comunità ecclesiale adeguandolo alle attuali esigenze liturgiche,
pastorali e caritative.

d) Recupero e valorizzazione dell’antica Pieve di San Prosdocimo:


L’amministrazione comunale di Villanova è coinvolta nel progetto
di restauro dell’antica chiesa di S. Prosdocimo del 1000 d.C. La
parrocchia ha già provveduto all’adeguamento del tetto e della

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parte nord.

PRIORITA’ 3. Riqualificazione dei centri storici

a) Centro storico Villa del Conte: riqualificazione ex sede


comunale: Si mira a riqualificare l’ex sede comunale per la quale
vi è già un progetto preliminare che potrebbe entro breve
divenire definitivo. Tra le altre finalità si vorrebbe ricavare un
museo dell’arte del legno. La zona nella quale trova posto è un
punto cruciale perché interseca il sistema della rete di piste
ciclabili che unisce vari elementi di importanza storica e
monumentale che negli anni si stanno valorizzando (Esistente:
progetto preliminare).

b) Riqualificazione del centro storico di Camposampiero con


realizzazione della Sala Polivalente: Il progetto prevede la
pedonalizzazione di tutte le piazze e un percorso sotto-portico
per collegare gli esercizi commerciali; il sistema dei portici è un
elemento distintivo di quasi tutte le città murarie e
Camposampiero ne rientra appieno. Anche il progetto di
auditorium persegue l’obiettivo della valorizzazione del
territorio a servizio della collettività; conta 440 posti a sedere
con spazi per mostre, concerti, teatro, cinema, ecc…(Esistente:
studio di fattibilità).

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ASSE 5 – QUALITA’ DELL’AMBIENTE NATURALE

Azione a) - Risorse naturali

PRIORITA’ 1. IDROMIN – Progetto per il recupero della rete idrografica


minore

Il progetto IDROMIN si propone l’obiettivo di recuperare la funzionalità della


rete idrografica minore, cioè quella rete minuta di fossi e scoli che
caratterizza il territorio ed il paesaggio del Camposampierese, attraverso il
cui recupero è possibile ricucire quella frammentazione ambientale e sanare
quella fragilità territoriale a favore di uno sviluppo sostenibile indirizzato alla
valorizzazione del territorio e del suo paesaggio, quale fattore di sviluppo
economico. La rete idrografica minore esprime una funzionalità multipla che
spazia dalla sicurezza idraulica del territorio, alla capacità autodepurativa
delle acque, alla funzione di habitat e di rete ecologica, fino ad essere un
elemento di valorizzazione del paesaggio rurale. (Esistente: Studio di
fattibilità)

PRIORITA’ 2. Sistema dei Parchi

Rete ecologica e Parco Agrario lungo il Muson Vecchio: L’obiettivo principale è


la creazione di una rete ecologica locale nel territorio adiacente al Muson
Vecchio per permettere le connessioni tra aree aventi valori ecologico-
naturalistici, recuperare e valorizzare luoghi dispersi e aree relitte ad un

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certo ruolo naturalistico oltre che di svago da parte della popolazione.
Il progetto dovrà evidenziare le matrici primarie e le altre aree a naturalità
significativa, in grado di costituire una sorgente di diffusione per elementi di
interesse ai fini della diversità biologica.

PRIORITA’ 3. Percorsi naturalistici per la valorizzazione della risorsa acqua


a fini eco-turistici

a) Recupero e valorizzazione delle risorgive

b) Percorso naturalistico e didattico tra Sant’Ambrogio e il Museo


dell’Acqua (Trebaseleghe). Esistente: Progetto Esecutivo

Azione b) - Energia

PRIORITA’ 1. Piano di azione locale per lo sviluppo delle “agroenergie”

L’agroenergia costituisce una opzione per la diversificazione di mercato


dell’agricoltura veneta, nel momento in cui produrre localmente costituisce
un vantaggio competitivo e quindi permette l’ottenimento di un maggior
prezzo, quindi un maggior reddito agricolo.

Il Piano degli investimenti prevede la realizzazione di una serie di investimenti


per la produzione di energia da oli vegetali (soia, colza, girasole) e da
biomasse lignocellulosiche (silomais, media, loiessa, ecc..) per la produzione
di biogas in co-digestione con reflui zootecnici.

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PRIORITA’ 2. Progetto per lo sviluppo di una rete di teleriscaldamento
alimentata tramite motori cogenerativi ad olio

Obbiettivo del progetto è quello di coinvolgere le utenze civili, industriali e


agricole in un piano di riduzione dei costi energetici mediante l’uso efficiente
dell’energia, il teleriscaldamento e la cogenerazione (anche diffusa su piccole
potenze) con fonti rinnovabili. L’uso di olio combustibile ottenuto da
agricoltura favorisce una riduzione degli inquinanti e una riduzione nell’area
della concentrazione di azoto e fosfati (come da Piano Direttore Bacino
Scolante Laguna di Venezia). L’utilizzo di rifiuti in appositi termovalorizzatori
garantirà in futuro ulteriori risorse energetiche a fronte di una riduzione e
smaltimento dei rifiuti. (Esistente: studio di fattibilità)

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ASSE 6 – DINAMISMO, COESIONE SOCIALE E SICUREZZA

Azione a) - Solidarietà e inclusione sociale

PRIORITA’ 1. Monitoraggio della sicurezza

Sistema integrato della sicurezza ambientale (SISA):

Obiettivo del progetto è quello di applicare metodologie, standard, tecnologie


ed infrastrutture sviluppando una piattaforma integrata finalizzata a garantire
al territorio e ai propri fruitori (amministrazioni, cittadini, imprese, visitatori,
ecc.) un’efficiente pianificazione e gestione della sicurezza ambientale in
tutti i suoi aspetti principali. Lo sviluppo di una piattaforma integrata per la
sicurezza territoriale ha un’importanza strategica tale da poter divenire uno
standard replicabile a livello nazionale ed internazionale. Il progetto
contempla anche un Sistema Integrato di telesorveglianza e telecontrollo.

PRIORITA’ 2. Strutture residenziali domotiche e di teleconforto

Si tratta di strutture residenziali per anziani, da crearsi in sinergia con gli


istituti di case di riposo del territorio. Le strutture presentano un sistema
architettonicamente e tecnologicamente avanzato che garantisce, da un lato
l’autonomia del residente, dall’altro la sua totale assistenza attraverso un

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sistema di teleconforto e telesicurezza in continuum.

PRIORITA’ 3. Infrastrutture della sicurezza

a) Distaccamento della Tenenza dei Carabinieri

b) Stazione Vigili del Fuoco

c) Realizzazione della sede di distretto della Protezione Civile

Polo Sicurezza. I sindaci da tempo si stanno occupando del problema, ora è


emersa l’esigenza di avere sul territorio una presenza maggiore di forze
dell’ordine. In tal senso, d’accordo con la prefettura si è predisposto un
aumento dell’organico dell’arma dei carabinieri, ma ciò necessita di nuove
spese. Per quanto riguarda i Vigili del Fuoco, all’inizio sarebbero su base
volontaria (poi con il tempo si giungerebbe ad una stazione con professionisti)
altamente qualificata ma che apporti interventi più rapidi sul territorio. I
mezzi già ci sono, è necessario predisporre il sito più idoneo. A ciò si collega
la nuova sede della protezione civile. Questi tre elementi legati ad un
concetto di sicurezza in senso lato sono altamente legate le une alle altre.

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Azione b) - Miglioramento delle capacità locali di governance

PRIORITA’ 1. Creazione Agenzia di Sviluppo del Camposampierese

Creazione di una Agenzia di Sviluppo del Camposampierese e realizzazione dei


seguenti progetti:

- Progetto Europa

- SETNE (Scuola e Territorio per la Nuova Educazione)

- Server Farm territoriale

- Sistema integrato di sportelli al cittadino per aumentare la


fruibilità, l’efficienza e l’economicità dei servizi:
 Sportello Europa
 Sportello Energia
 Sportello Ambiente
 Sportelli Integrati

- Realizzazione di un archivio unico generale territoriale del


Camposampierese

- SIAT – Sistema Integrato di Analisi Territoriale

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- Geomarketing

- Marketing territoriale

L’esperienza del Camposampierese, unica nel suo genere in Italia per


strutturazione e qualità, fa da apripista nelle nuove pratiche della
programmazione negoziata, in cui ad operare per lo sviluppo del territorio
non è più solo il soggetto pubblico, ma ciascun rappresentante della società
civile, del mondo economico-finanziario, delle attività produttive,
commerciali ed agricole operanti nell’area.
Lo sviluppo impone il coinvolgimento serio ed impegnato di tutti questi
soggetti per il rilancio della competitività di un’area da sempre innovativa e
qualificata, ma anche per rendere appetibile il territorio dal punto di vista
economico e ambientale-naturalistico.

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