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RIZA ISTITUTO DI MEDICINA PSICOSOMATICA Corso Triennale di Formazione Anno Accademico 2016-2017 MILANO ROMA VERONA
RIZA ISTITUTO DI MEDICINA PSICOSOMATICA
Corso Triennale di Formazione
Anno Accademico 2016-2017
MILANO
ROMA
VERONA
BOLOGNA
TORINO
14 gennaio
21 gennaio
22 gennaio
28 gennaio
29 gennaio

La Naturopatia è una disciplina che si ispira alla visione olistica di mente e

corpo e rappresenta la sintesi dei metodi naturali al servizio del benessere

e della qualità della vita. Oggi è ormai da tutti riconosciuta come sicuro

coadiuvante della salute e del benessere e particolarmente utile per la prevenzione. Il naturopata, con le sue conoscenze professionali nelle tec- niche di trattamento che si riallacciano alle grandi Tradizioni Orientali ed Occidentali, è un “operatore del benessere” le cui indicazioni si iscrivono nel quadro di una riconciliazione con le leggi della Natura.

Il

di

strutture assistenziali pubbliche/private, strutture per l’infanzia e la 3° età,

presso studi medici, in ambienti propri. Attualmente in Italia non è ancora stata giuridicamente riconosciuta la figura professionale del Naturopata. Esistono però, delle leggi regionali (Lombardia, Toscana, Liguria, Emilia Romagna) già approvate e in attesa solamente di essere completate e rese operative che prevedono l’esistenza e il riconoscimento della figura profes- sionale del naturopata e di scuole di Naturopatia idonee a formarlo. Il corso

naturopata opera in ambito educativo e assistenziale, in palestre, centri

fitness, centri Benessere, centri estetici, strutture termali/di balneazione,

è rivolto a coloro che si avvicinano per la prima volta a questa realtà, dalla

quale si aspettano l’apertura di nuovi sbocchi professionali. Ma è indicato anche a coloro che già svolgono un’attività come riabilitatori o fisioterapisti,

infermieri, erboristi, operatori del settore estetico, personal trainer, insegnanti

di ginnastica e di fitness.

È composto da tre moduli indipendenti tra loro e di durata annuale cui si

aggiunge un quarto anno facoltativo che prevede corsi di perfezionamento a scelta. La frequenza è obbligatoria nei fine settimana, il sabato e la domeni- ca, per 9 weekend all’anno.

Direzione Della Scuola

dott. raffaele Morelli

Presidente dell’Istituto Riza

e della Scuola di Naturopatia

dott. Vittorio Caprioglio

Direttore dell’Istituto Riza

e della Scuola di Naturopatia

Scuola di Naturopatia

F INR
F INR

FederazioNe italiaNa dei Naturopati riza

Col patrocinio della Società Italiana di Medicina Psicosomatica
Col patrocinio
della Società Italiana
di Medicina
Psicosomatica
Dato l’alto numero di richieste si consiglia di prenotarsi con largo anticipo
Dato l’alto
numero di richieste
si consiglia di
prenotarsi
con largo anticipo

coSTi e PaGaMenTi

La quota annuale di partecipazione al Corso comprensiva dei seminari, del materiale didatti- co di base, della quota annuale di iscrizione alla Federazione Italiana Naturopati Riza è di € 1982, IVA inclusa.

Per inforMazioni e iScrizioni:

Tel. 02/5820793 - 02/58207920 - Fax 02/58207979 - scuolanaturopatia.milano@riza.it - www.scuola-naturopatia-riza.it

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Il nuovo lIbro dI raffaele MorellI

Il nuovo lIbro dI raffaele MorellI Nel profondo del nostro cervello è presente spontaneamente l’energia dimagrante.

Nel profondo del nostro cervello è presente spontaneamente l’energia dimagrante. Per attivarla, per farla sbocciare, basta seguire alcune semplici anti-regole. E poi dimagrire verrà da sé

Per attivarla, per farla sbocciare, basta seguire alcune semplici anti-regole. E poi dimagrire verrà da sé
Per attivarla, per farla sbocciare, basta seguire alcune semplici anti-regole. E poi dimagrire verrà da sé

In lIbrerIa

sommario

Riza

Scienze

sommario Riza Scienze 8 EDITORIALE 10 INTRODUZIONE Essere in sintonia con la natura 17 LE
sommario Riza Scienze 8 EDITORIALE 10 INTRODUZIONE Essere in sintonia con la natura 17 LE
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EDITORIALE

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INTRODUZIONE Essere in sintonia con la natura

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LE TERAPIE NATURALI per ritrovare il benessere

I rimedi verdi

pag. 20

Le tecniche dolci

 

pag. 68

La medicina complementare

pag. 88

  pag. 68 • La medicina complementare pag. 88 L’autore Gabriele Guerini rocco Medico di Medicina
  pag. 68 • La medicina complementare pag. 88 L’autore Gabriele Guerini rocco Medico di Medicina
  pag. 68 • La medicina complementare pag. 88 L’autore Gabriele Guerini rocco Medico di Medicina

L’autore

Gabriele Guerini rocco Medico di Medicina Generale, psicote-

rapeuta a indirizzo psicosomatico. È autore di numerose pubblicazioni tra cui Principi

di

Omeopatia (Rizzoli, 2006), Il dimagrimento psicosomatico (Riza, 2012), Manuale

di

Naturopatia (2014) e ha collaborato con le riviste Riza Psicosomatica, Dimagrire e

Salute Naturale.

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editoriaLe

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di daniela marafante

«medico curat, natura sanat»

C osa può aiutarci a contrastare, e a prevenire, distur- bi, malesseri e malattie e garantirci una buona qua-

lità di vita? Vivere in un ambiente adeguato, adottare un sano stile alimentare e ritrovare un rapporto armonico con noi stessi e con gli altri. E poi imparare a conoscere il nostro corpo e quali rimedi naturali gli sono necessari per stare bene. Per questo ho pensato di dedicare questo Riza Scienze alla Naturopatia, in particolare a quella che viene insegnata nella scuola dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, attiva da più di 20 anni nel settore della formazione e dell’aggiornamento dei futuri operatori del benessere. Nella concezione di Riza, il naturopata è la figura che aiuta la persona a vivere bene in sintonia con se stesso e con la natura, in un’ottica olistica, nel rispet- to della tradizione e delle scoperte scientifiche moderne. Grazie alla chiarezza utilizzata, l’autore Gabriele Guerini Rocco, medico formatosi all’Istituto Riza profondo cono- scitore dell’omeopatia e di varie discipline naturali, ci ha fornito una guida ricchissima di preziose indicazioni. La Naturopatia in generale, e la scuola di Riza in partico- lare, insegna ai suoi allievi che è necessario basarsi su una visione dell’uomo non frammentata ma unitaria: solo così si è in grado di cogliere il significato nascosto dei malesseri che ci affliggono e di individuare il rimedio na- turale più adatto a noi in quel momento della nostra vita.

Inoltre, scrive Guerini, la guarigione consiste in un’atten- ta osservazione di se stessi e del proprio corpo: secon- do questa prospettiva, scoprirete alleati verdi, alimenti, integratori, oligoelementi, tisane e erbe più adatti a ri- trovare il benessere. E vi presenteremo le tecniche dolci che possono essere di aiuto per individuare l’origine del disagio e per “trattarlo”: dall’iridologia, alla riflessologia plantare, al massaggio psicosomatico… Infine troverete un accenno ad altre “forme” di medicina: ayurvedica, cine- se e omeopatica. Ma l’elemento essenziale che vogliamo trasmettervi attraverso questo numero di Riza Scienze è che esiste un modo naturale e a misura d’uomo di pren- dersi cura di se stessi e che la Naturopatia è l’interprete più appropriata di questa salutare filosofia.

più appropriata di questa salutare filosofia. Riza Scienze Centro Riza Servizio di psicologia e

Riza

Scienze

Riza Scienze

Centro Riza

Servizio di psicologia e psicoterapia

Incontri di gruppo

Tutti i giovedì con Raffaele Morelli

SCOPRIAMO LE NOSTRE RISORSE INTERIORI

Abbandoni, separazioni, fallimenti sentimentali, disagi esistenziali e disturbi psicosomatici a volte ci travolgono. E così ricorriamo agli psicofarmaci con la speranza di salvezza. Ma non è fuggendo dal sintomo, o cercando di metterlo a tacere con le medicine, che possiamo risolvere il problema. Questi disagi racchiudono una gemma preziosa: è il grande sapere dell’anima che preme per farci realizzare la nostra vera natura, cioè il nostro essere diversi da tutti gli altri. Perché ognuno possiede Immagini soltanto sue. Gli incontri terapeutici del giovedì sono workshop pratici dove vengono insegnate le tecniche fondamentali per ritrovare il benessere interiore.

Tutti i giovedì alle ore 17.00

Per informazioni e prenotazioni: 02/5820793 - centro@riza.it

Centro Riza di Medicina Naturale Via L. Anelli, 4 20122 Milano Sito web: http://centro.riza.it

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Riza

Scienze

introduzione

essere in sintonia con la natura

Gli antichi, abituati a curarsi solo con i cibi, le erbe, i fiori, i semi e le radici che la terra metteva ciclicamente a loro disposizione, ci insegnano che questi erano in assoluto la migliore medicina per il corpo e per l’anima. Scopriamo perché è così, ancora oggi

Uno stile di vita sano, rimedi e tecniche naturali: ecco gli alleati della salute

i Passi Per stare Bene sono semPLiCi

P er stare bene non servono metodi nuovi o strategie all’avanguardia, occorre invece cercare di stare in equi-

librio con le leggi della Natura e mantenere un sano rap- porto con l’essere naturale che ci abita. Purtroppo, però, nonostante i progressi e le conquiste in numerosi campi, stiamo rischiando di allontanarci e separarci dalla nostra essenza naturale. La dimostrazione è l’uso spropositato e spesso indiscriminato di farmaci, come antidolorifici, an- siolitici e antidepressivi, gli alimenti prodotti con metodi industriali di cui ci nutriamo e l’inquinamento diffuso.

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attenzione ai segnali di allarme Spesso presi da mille impegni e catturati da moda e

attenzione ai segnali di allarme

Spesso presi da mille impegni e catturati da moda e mo- dernità non ci accorgiamo che molti comportamenti che

consideriamo “evoluti” in realtà ci espongono a malesse-

ri e disturbi. Ma la Natura ci ha dotato di una sorta di

campanello d’allarme in grado di indicarci quando stia- mo deviando da quelle che sono le nostre caratteristiche

naturali. Questo “segnale” è rappresentato dai sintomi corporei e dai malesseri psicofisici che colpiscono, con sempre maggiore frequenza, corpo e mente. Quello che tendiamo a sottovalutare è che proprio grazie al “distur- bo” possiamo trovare la strada giusta per riavvicinarci alla nostra essenza più profonda e arrivare a riconoscere

e

a eliminare la causa del malessere. Un sintomo che

si

manifesta ci permette di accorgerci che qualcosa non

sta funzionando come dovrebbe, che qualcosa ci sta av- vertendo che è tempo di occuparsi davvero di questo di- sturbo e capirne le origini, anziché limitarsi a sedarlo e nasconderlo.

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introduzione

Spesso, quando accusiamo un disturbo la prima reazione è cercare di rimuovere e cancellare ogni sintomo, soprattutto con l’uso dei farmaci

Far tacere i sintomi non è la soluzione

Mettere a tacere il sintomo con un farmaco è una so- luzione temporanea. E l’esperienza ce lo dimostra! Il più delle volte, infatti, quel sintomo ricompare, in una forma più forte, più profonda o più estesa. Oppure il sintomo scompare, ma con esso sparisce anche la manifestazione della nostra parte più vitale, legata ai nostri istinti originari e naturali. Nel primo caso, quando il disturbo ritorna, c’è anco- ra la speranza che, con opportuni cambiamenti, l’e- nergia vitale possa tornare e rifiorire. Nel secondo caso invece no, perché quando il sintomo tace per sem- pre significa che l’essere naturale che è in noi è spento, pur essendo noi ancora in vita. Quindi ogni intervento sintomatico, mirato cioè alla pura eliminazione del malessere, è destinato comunque a fallire. Infatti anche quando ottiene il proprio scopo, cioè far ta- cere il dolore spegnendone le manifestazioni, questo non ci aiuta a stare meglio veramente, ma anzi può provoca- re un ulteriore allontanamento dalle nostre energie più profonde perché non riusciamo neppure a percepirne i “messaggi”.

i PrinCiPi deLLa naturoPatia

L a Naturopatia non è un semplice insieme di tecniche naturali o un modo alternativo di prendersi cura di sé

per evitare farmaci o metodi più dolorosi. Questa “disciplina” si basa essenzialmente sul sostene- re il lato naturale dell’essere umano, insistendo sul fatto che occorre dare credito e spazio a questa componente

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perché proprio qui si celano le risorse nascoste, inconsce

e vitali di ognuno. E siccome è da quel lato che arriva il

sintomo è proprio da quel lato che può arrivare anche la soluzione. Dal punto di vista del naturopata, la malattia è considera- ta l’espressione di una disarmonia, di uno squilibrio delle forze interiori dell’uomo, mentre il sintomo è il segnale psicofisico di questo disordine. Interpretando il linguag- gio del disturbo è possibile capire il senso, l’origine della

malattia e individuare quello che manca per stare bene davvero: così si può trovare il percorso per ristabilire l’e- quilibrio, ossia lo stato di benessere. In quest’ottica, la guarigione non coincide con la scom- parsa dei sintomi, ma consiste in un cammino di autoco- scienza e autoconoscenza che inizia dal sintomo, conside- randolo un “messaggio”.

È un percorso però che in molti non sembrano ancora

accettare completamente, abituati a identificare il sinto- mo con la malattia e a ricercarne la causa solo in una disfunzione organica. Al centro dell’attenzione, quindi, non c’è la malattia o il modo in cui si manifesta, ma l’essere umano, non consi- derato solo o semplicemente come un insieme di organi anatomici distinti e separati, ma come un tutto organi- co, psicosomatico. La Naturopatia si basa quindi su una visione dell’uomo non frammentata, ma integrale od olistica (dal greco “òlos”, che significa “tutto, intero”) e cerca di riportare

l’attenzione all’essere umano nella sua globalità, tenen- do conto del fatto che, oltre agli aspetti fisici, biologici e somatici, esiste anche e soprattutto la psiche, che non

è mai slegata dal corpo.

 

Riza

Scienze

«Niente

nella natura può farci male

quando siamo felici

e

in armonia;

al contrario, tutta la natura

è

lì per nostro uso

godimento…» Edward Bach

e

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introduzione

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Gli aspetti psichici (emozioni, pensieri) non devono quin-

di essere sottovalutati o addirittura esclusi nella rac-

colta di informazioni che servono per trovare la cura più

adatta perché permettono di comprendere più a fondo i disagi che la persona accusa e di affrontarli nel modo più opportuno.

a ognuno il suo “terreno” di base

In

Naturopatia assume importanza centrale il concetto

di

“terreno”, termine che illustra la particolare modalità

con cui un individuo è in grado di ricaricare le proprie energie, la tendenza a reagire agli stimoli esterni in un determinato modo, e indica quindi anche la sensibilità personale di essere più esposto e affetto da certe ma- lattie che da altre. In questa visione, quelle che per la medicina sono le cause esterne della malattia, in Natu- ropatia rappresentano invece l’elemento che scatena il disturbo o il disagio, al quale il soggetto era già predi- sposto per le caratteristiche specifiche del suo “terre- no” personale. Per questo, in Naturopatia non esistono ricette uguali

per tutti: ogni individuo viene guidato a ritrovare o man- tenere il proprio equilibro e benessere nel modo più per- sonalizzato possibile, partendo da se stesso. Ciò significa, per esempio, che due persone che accusa-

no stanchezza possono ritornare in forma seguendo due

strade completamente diverse: magari per una sono in- dicate le tecniche di rilassamento, mentre per l’altra al contrario la cura consiste in un’attività fisica più inten- sa. È altrettanto possibile che due individui abbiano lo stesso “terreno” e che per questo siano indirizzati verso percorsi simili di riequilibrio.

Questa legge, nota sin dall’antichità, ha portato a clas- sificare le persone secondo quattro “tipologie” diverse:

• biliare - Viso rettangolare, spalle larghe, petto in fuo-

ri, vita stretta, mette su massa muscolare con estrema facilità, ha una mineralizzazione perfetta e in genere sta complessivamente bene. Forte, con vitalità eccezionale, focoso, a livello psicofisico si infiamma e subito si spe- gne. Il punto debole è il fegato e quindi il trattamento naturopatico in genere deve concentrarsi sulla detossi- ficazione epatica.

• sanguigna - Massiccio, grande e grosso oppure bre-

vilineo, ben mineralizzato, ipervitale, rosso in viso, di carattere gioviale. Manifesta tendenzialmente una certa “rigidità” articolare e legamentosa. Soffre di problema- tiche da sovraccarico e da accumulo. Abusa dell’appa- rato digerente, naturalmente forte, e tende a mangiare molto. Può, nel tempo, manifestare disturbi digestivi e gonfiore addominale, problemi metabolici, sovraccarico

e sofferenza dell’apparato cardiocircolatorio.

• linfatica - Dalla vitalità naturalmente modesta, è “ro-

tondo”, ma pallido, gonfio e demineralizzato, con tenden- za agli edemi e alla debolezza del sistema immunitario. Presenta una predisposizione al sovraccarico sangui- gno, ma anche carenze e scarsa energia.

• nervosa - Caratterizzato da allungamento e restringi-

mento osseo, spalle e vita hanno una larghezza simile.

Il viso è stretto e irregolare. Le articolazioni sono iper-

lasse. Più è alto più è demineralizzato. Può avere anche

molta energia, ma è la massa che è insufficiente: è quin-

di fisicamente “giù” e psicologicamente ed energicamen-

te “su”, ma si tratta solo di energia nervosa. Il nervoso diventa quello che “ne ha sempre una”.

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Scienze

te “su”, ma si tratta solo di energia nervosa. Il nervoso diventa quello che “ne ha
te “su”, ma si tratta solo di energia nervosa. Il nervoso diventa quello che “ne ha
te “su”, ma si tratta solo di energia nervosa. Il nervoso diventa quello che “ne ha
te “su”, ma si tratta solo di energia nervosa. Il nervoso diventa quello che “ne ha
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I rimedi e le tecniche agiscono stimolando le risorse naturali della persona, secondo modalità rispettose
I rimedi e le tecniche
agiscono stimolando
le risorse naturali
della persona,
secondo modalità
rispettose
dell’ambiente
e del rapporto tra
questo e l’uomo:
così ci aiutano
a vivere
bene e vivere
a lungo
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Riza

Scienze

LE TERAPIE NATURALI

per ritrovare il benessere

Alimentazione, integratori, oligoelementi, tisane, erbe, gemmoderivati, cromoterapia, riflessologia, cristalli e massaggio, ayurveda, medicina cinese e omeopatia:

ecco la guida che ci accompagna alla scoperta degli alleati verdi della nostra salute

LE TERAPIE NATURALI

Ecco le discipline ricche di forza curativa

P resentiamo i principali strumenti di cui la Naturopatia si avva- le: per ciascuno trovate una descrizione dei principi teorici per

scoprire in cosa consistono e la filosofia di base, senza avere l’am- bizione di insegnarne l’utilizzo, che andrebbe appreso attraverso scuole specifiche, maestri esperti e un’adeguata esperienza. Im- parerete anche come queste terapie possano essere utilizzate per riequilibrare determinati organi e funzioni corporee, come il cuore, il fegato, l’intestino, la digestione, la circolazione, la respirazione Attenzione! Si tratta di esemplificazioni indicative, utili per mo- strare come la Naturopatia possa avere delle applicazioni pra- tiche e concrete efficaci per riportare in equilibrio l’organismo e ritrovare il benessere.

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delle applicazioni pra- tiche e concrete efficaci per riportare in equilibrio l’organismo e ritrovare il benessere.

Riza

Scienze

a 20
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pag. i rimedi verdi per prevenire e risolvere i disturbi • Alimentazione • Integratori •
pag.
i
rimedi verdi per prevenire
e risolvere i disturbi
• Alimentazione
• Integratori
• Oligoelementi
• Tisane ed erbe
• Gemmoderivati
• Oli essenziali
• Fiori di Bach
• Gemmoderivati • Oli essenziali • Fiori di Bach pag. le tecniche per riportare l’organismo in
pag. le tecniche per riportare l’organismo in equilibrio • Cristalloterapia • Cromoterapia • Idroterapia •
pag.
le tecniche per riportare
l’organismo in equilibrio
• Cristalloterapia
• Cromoterapia
• Idroterapia
• Iridologia
• Massaggio
psicosomatico
• Riflessologia
Iridologia • Massaggio psicosomatico • Riflessologia a 68 a 88 pag. la medicina complementare per risvegliare
a 68
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68
• Massaggio psicosomatico • Riflessologia a 68 a 88 pag. la medicina complementare per risvegliare
• Massaggio psicosomatico • Riflessologia a 68 a 88 pag. la medicina complementare per risvegliare
a 88
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pag. la medicina complementare per risvegliare l’energia • Ayurveda • Medicina Cinese • Omeopatia
pag.
la medicina complementare
per risvegliare l’energia
• Ayurveda
• Medicina
Cinese
• Omeopatia
a 88 pag. la medicina complementare per risvegliare l’energia • Ayurveda • Medicina Cinese • Omeopatia
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I RImEdI vERdI

I RImEdI vERdI I RImEdI vERdI ALImENTAZIONE Uno stile alimentare sano ed equilibrato è indispensabile per

I RImEdI vERdI

ALImENTAZIONE

Uno stile alimentare sano ed equilibrato è indispensabile per il benessere

D a cosa mangiamo dipende il nostro stato di salute. È risaputo, infatti, che un’alimentazione squilibrata e

disordinata si ripercuote negativamente sulla funzionalità

dei nostri organi ed è, direttamente o indirettamente, fra

le

cause di sovrappeso, obesità, diabete di tipo 2, iperco-

lesterolemia, arteriosclerosi, infiammazioni. Anche se oggi abbiamo la possibilità di ricevere ogni genere di informazio-

ne a riguardo, qui proviamo a delineare gli aspetti fonda- mentali di un regime alimentare sano e naturale.

dalla dieta quotidiana non eliminare nessun nutriente

• Equilibrio dEllE porzioni La quantità di cibo introdotto influenza direttamente il li- vello di salute. Mangiare poco espone al rischio di soffrire

di carenze nutrizionali: per esempio, i vegetariani e ancor

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più i vegani, possono andare incontro a carenza di vitamina B12 se non impostano bene la loro alimentazione; le diete ipocaloriche e restrittive riducono l’apporto di energie, di

macronutrienti (carboidrati, proteine, grassi) e di micro- nutrienti (vitamine, sali minerali) al di sotto del fabbisogno giornaliero con conseguente sensazione di fame, mal di te- sta, stitichezza, abbassamento del metabolismo eccetera.

È dimostrato anche che mangiare troppo, in quantità su-

periori a quelle adatte al proprio fabbisogno giornaliero personale, comporta un sovraccarico del lavoro digestivo da parte di stomaco, fegato, pancreas e intestino. Questo atteggiamento alimentare, inoltre, provoca un apporto di energia in eccesso che viene immagazzinata soprattutto nel fegato o nel tessuto adiposo, con il rischio di sovrappe- so, obesità, diabete di tipo 2, gastrite e altri disturbi.

• Equilibrio dEllE proporzioni

L’alimentazione è una questione di adeguato bilanciamento tra i nutrienti, in particolare dei macronutrienti, (ossia pro- teine, carboidrati, grassi) e non solo di quantità in termini

di “poco” o “tanto”, di “meno” grassi e “meno” condimenti o

“più” fibre. Da questo punto di vista, anche una dieta ipoca- lorica può essere sbilanciata se non prevede un’equilibrata ripartizione di questi nutrienti in ogni singolo pasto giorna- liero che, quindi, deve essere composto con un’adeguata quantità e percentuale di proteine, carboidrati e grassi.

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Scienze

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Scienze

All’interno di ogni singola famiglia occorre distinguere tra alimenti più semplici e altri più elaborati o comples- si, da consumare con più moderazione: per esempio, nei carboidrati, i chicchi, gli ortaggi e la frutta sono quelli più naturali, mentre i farinacei (pane, pizza, focacce) sono più complessi ed elaborati.

• la qualità bioloGica dEGli alimEnti Con che modalità sono prodotti gli alimenti che portiamo in tavola? Sono coltivati? Allevati? Trattati? È importan- te saperlo perché certe modalità produttive (biologiche, biodinamiche) sono più attente e rispettose della natura

e della fisiologia dell’organismo e quindi danno maggiore

garanzia di vitalità degli alimenti. Così possiamo fornire all’organismo principi attivi davve- ro in grado di salvaguardare la nostra salute.

cibo è anche simbolo del rapporto con noi stessi e con

mondo, della nostra capacità di assimilare, elaborare,

digerire non solo alimenti ma anche, a livello simbolico, relazioni, persone ed eventi.

E ogni alimento è anche portatore di significati analogici più peculiari, di cui occorre tenere conto per esempio nel caso di intolleranze.

il

Il

il valorE psicoloGico di ciò chE manGiamo

il cibo è vita

ogni alimento rappresenta il mondo esterno che introduciamo in noi e di cui dobbiamo riconoscere cosa assorbire e cosa scartare

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I RImEdI vERdI

I cONsIgLI ALImENTARI per il benessere dell’organismo

I cONsIgLI ALImENTARI per il benessere dell’organismo 24 • fEGato - Per il benessere di questo
I cONsIgLI ALImENTARI per il benessere dell’organismo 24 • fEGato - Per il benessere di questo
I cONsIgLI ALImENTARI per il benessere dell’organismo 24 • fEGato - Per il benessere di questo
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fEGato - Per il benessere di questo organo bisogna: as-

sumere porzioni di cibo appropriate al proprio fabbisogno; adottare un regime alimentare con un equilibrato apporto

di carboidrati, proteine e grassi in ogni singolo pasto per

ridurre i grassi depositati nel fegato, grazie al maggior controllo dei picchi insulinici; abolire o limitare fortemente gli alcolici: il consumo di alcol affatica il lavoro del fegato.

• stomaco - In caso di difficoltà digestive occorre evitare i pasti abbondanti e ricchi di grassi, gli alcolici e il fumo. Gli alimenti più indicati sono quelli poco elaborati e poco conditi

in genere: frutta e verdure crude o cotte, succhi, pesce ai

ferri. Vanno limitati i fritti, gli alimenti grassi, aglio, cipolle, peperoni, pomodori e melanzane. È importante anche ma- sticare a lungo il cibo, non coricarsi subito dopo mangiato, non bere troppo durante i pasti ed evitare bevande gassate.

• intEstino - Per stimolare il riflesso gastro-colico, che

è alla base della regolarità dell’intestino, è importante

assicurare un’adeguata idratazione sin dal mattino assu- mendo, prima di colazione, un bicchiere di acqua tiepida

o calda. Bisogna bere anche durante la giornata, nell’in-

tervallo tra i pasti: l’acqua, infatti, ammorbidisce il conte- nuto intestinale, fa gonfiare le fibre alimentari e favorisce

la formazione di una massa fecale voluminosa e ben idra-

tata. Si dovrebbe cercare di inserire fibre alimentari in

ogni pasto (circa 25 g al giorno), alternando le solubili e

le insolubili: è sufficiente iniziare o accompagnare i pasti

con un’insalata mista o altre verdure di contorno, usando come fonte di carboidrati cereali integrali e legumi, me- glio se alternati fra loro. In caso di gonfiore addominale, disturbo transitorio e le- gato al maggiore volume di feci all’interno dell’intestino, il più delle volte è sufficiente ridurre le porzioni di legumi o cereali integrali. In caso di dissenteria è sempre importante una supervi- sione medica, in attesa della quale occorre reintegrare i li- quidi persi bevendo tè con limone e 1-2 cucchiaini di miele, seguire una dieta a base di ortaggi (patate e carote), fette biscottate o crackers, evitando di consumare fibre.

• cuorE - perdere i chili in più in caso di sovrappeso od

obesità aiuta a ridurre l’indice di massa corporea e il ri- schio di malattia cardiovascolare. È sufficiente anche un modesto cambiamento nello stile di vita, dedicandosi a un’attività fisica moderata, da personalizzare a seconda dell’età e delle condizioni cardiovascolari basali, per di- magrire, abbassare la pressione arteriosa e migliorare complessivamente le prestazioni cardiache.

• apparato rEspiratorio - Alcune abitudini alimentari ten- dono a infiammare più facilmente la mucosa respiratoria: in particolare, fare pasti troppo abbondanti, consumare latte e formaggio in eccesso, mangiare salumi e carni grasse.

• cErvEllo - È stato dimostrato che una riduzione dell’apporto calorico giornaliero complessivo, rispetto al fabbisogno calcolato dal nutrizionista o tramite apposite tabelle, eventualmente associato a brevi periodi di digiu- no intermittente (meglio se preparato e sotto la guida

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eventualmente associato a brevi periodi di digiu- no intermittente (meglio se preparato e sotto la guida
eventualmente associato a brevi periodi di digiu- no intermittente (meglio se preparato e sotto la guida
eventualmente associato a brevi periodi di digiu- no intermittente (meglio se preparato e sotto la guida
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di

un esperto) stimola la produzione di neuroni da cellu-

le

staminali e protegge il cervello e il tessuto nervoso.

Alcune sostanze in particolare rallentano l’invecchia-

mento cerebrale e difendono questo organo dall’insor- genza di malattie degenerative e infiammatorie croni- che. Per esempio, gli acidi grassi omega 3 (acido linoleico

e acido linolenico) proteggono la guaina mielinica dei

nervi, l’acido lipoico, il licopene, il coenzima q10 e gli

enzimi antiossidanti combattono l’eccesso di radicali liberi, i principali responsabili dell’invecchiamento e della degenerazione cellulare. Gli alimenti in grado di contrastare i processi di invecchiamento delle cellule nervose cerebrali sono quelli ricchi di: vitamina B12 (in legumi, cereali integrali, frutta secca, carne) e acido folico (verdure a foglia verde), che sono due vitamine indispensabili per una corretta funzionalità di nervi e cervello; magnesio (presente soprattutto in cereali in- tegrali, grano saraceno, segale e miglio, frutta secca, lievito di birra, tofu), il minerale anti-stress e tonico nervoso per eccellenza che esplica un’azione distensiva su nervi e muscoli; acidi grassi Omega 3 (contenuti in pesce azzurro, olio extravergine di oliva, semi di lino) che proteggono la parete dei vasi arteriosi ed evitano

l’insorgenza dell’aterosclerosi, favorendo la circolazio- ne sanguigna in diversi distretti, primo fra tutti il cer- vello; resveratrolo (nella frutta con buccia blu o nera:

mirtilli, uva rossa, prugne) che è un potente antios- sidante; triptofano (presente in alimenti come cacao, avena, banane, datteri, arachidi, latte e latticini) che

è un amminoacido precursore della vitamina B3, della serotonina e della melatonina.

• apparato urinario - Per garantire una funzione re-

nale e urinaria efficace occorre fornire al corpo la giusta quantità d’acqua: almeno 1,5 litri al giorno. È necessario non eccedere nell’introduzione di sodio (massimo 2 g al giorno), evitando di salare i cibi e di consumare alimen- ti presalati o ad alta concentrazione di cloruro di sodio, come patatine e salse.

• ossa, muscoli E articolazioni - Per evitare la forma-

zione di radicali liberi e di processi infiammatori bisogna ridurre l’assunzione di alimenti di origine animale (insac- cati, carne, formaggi).

• sistEma immunitario - La mucosa intestinale è sede di

uno specifico tipo di sistema immunitario (MALT) deputato al riconoscimento di ciò che viene introdotto con l’alimenta- zione. Se si mangia male, assumendo soprattutto alimen- ti di origine animale, il MALT è costretto a un superlavoro, l’intestino si infiamma, la flora microbica si modifica predi- sponendo a disbiosi con fermentazione o putrefazione, si ab- bassano le difese immunitarie e si ha la tendenza a malattie infettive anche banali ma frequenti. Una regola fondamentale per l’equilibrio di questo sistema è assumere frutta e verdu- ra crude e colorate. Nello stesso piatto è meglio associare sempre ortaggi di colori diversi e scegliere quelli freschi di stagione, provenienti dalla propria zona, che contengono più vitamine e sali minerali. l’esempio - La spremuta di 1 limone e 2 arance (o pom- pelmi) tutte le mattine e una porzione abbondante (anche 300-400 g) di verdure miste crude a pranzo e cena assi- curano una scorta di vitamine utile per sostenere l’orga- nismo e rinforzare le difese quando serve.

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curano una scorta di vitamine utile per sostenere l’orga- nismo e rinforzare le difese quando serve.
curano una scorta di vitamine utile per sostenere l’orga- nismo e rinforzare le difese quando serve.
curano una scorta di vitamine utile per sostenere l’orga- nismo e rinforzare le difese quando serve.
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INTEgRATORI

Una fonte concentrata di sostanze nutritive

G li integratori sono prodotti alimentari destinati a fornire sostanze come vitamine e minerali o altre dall’effetto

nutritivo o fisiologico (aminoacidi, acidi grassi essenziali, fi- bre e altre sostanze di interesse nutrizionale e fisiologico, come inositolo e coenzima Q10). Bisogna però chiarire qual- che aspetto. Gli integratori sono alimenti, non farmaci: l’eti-

chettatura, la presentazione e la pubblicità del prodotto non attribuiscono a questi “prodotti” effetti terapeutici, capacità

di

prevenzione o cura delle malattie né fanno riferimento a

simili proprietà e la preparazione, lo studio, la prescrizione

e la commercializzazione degli integratori è completamente diversa da quella prevista per i farmaci.

Non sostituiscono la dieta
Non sostituiscono la dieta

Non sostituiscono la dieta

  Gli integratori servono per integrare una dieta norma-
 

Gli integratori servono per integrare una dieta norma-

le, variata, equilibrata, che apporta il giusto fabbisogno

 
  di calorie e di principi nutritivi, equamente distribuiti, in

di

calorie e di principi nutritivi, equamente distribuiti, in

ogni singolo individuo e in ogni fase della vita. Tuttavia,

ogni singolo individuo e in ogni fase della vita. Tuttavia,

ci

possono essere periodi o momenti in cui, anche in un

individuo sano, la dieta potrebbe non essere “normale”

 

e

può accadere per motivi quantitativi o qualitativi. Nel

primo caso si apporta una quantità di principi nutritivi e/o

Gli integratori aumentano le difese e permettono al corpo di funzionare bene

di

calorie nettamente superiore o inferiore alle necessità

dell’organismo con le relative conseguenze. Per esempio se la quantità di vitamine e/o di sali minerali è maggiore o

minore rispetto ai livelli raccomandati, possono compari-

 

re

sintomi da eccesso o da carenza: per esempio, proble-

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Riza Scienze mi neurologici in caso di ridotta assunzione di vitamine del gruppo B, aumento
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mi neurologici in caso di ridotta assunzione di vitamine del
gruppo B, aumento della pressione arteriosa e ritenzione
idrica se si consuma un’eccessiva quantità di sale.
Nel secondo caso significa, invece, che si stanno assu-
mendo degli alimenti che possono inibire l’assorbimento
di
altri, come ad esempio l’alcol che può ostacolare quello
di
vitamine del gruppo B, con conseguenti carenze nutri-
zionali.
in questo grafico
sono indicati tutti
gli alimenti in cui
possiamo trovare
le vitamine
necessarie
per il nostro
benessere
psicofisico
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Favoriscono i processi dell’organismo

Gli integratori sono costituiti da principi o sostanze che, oltre al ruolo nutritivo, possono essere utilizzati anche per agire su specifiche funzioni dell’organismo. Una particolare attenzione è stata dedicata, per esempio, alla funzione antiossidante di molte vitamine e sali minerali, utile per la protezione delle cellule e dei tessuti. Oltre a questa, tuttavia, molti altri effetti sono stati studiati o sono in fase di studio, come la regolazione del metaboli- smo, dell’attività intestinale, della digestione, della diuresi.

svolgono un’attività antiossidante

Sembra che l’invecchiamento cellulare, così come diver- se malattie, siano dovuti allo stress ossidativo provocato dalla produzione e dall’accumulo di radicali liberi nell’orga- nismo. Di conseguenza, si è ritenuto che, se l’organismo dispone di appropriati livelli di antiossidanti, è possibile li- mitare il danno e quindi prevenire o ritardare le malattie e l’invecchiamento. Sono state condotte numerose ricerche per studiare i benefici e gli effetti protettivi dell’as- sunzione di integratori antiossidanti e altre ne servono per valutare meglio i vantaggi (e gli eventuali rischi) dell’assunzione di integratori antiossidanti. Attenzione! Per ristabilire un corretto patri- monio antiossidante prima di ricorrere a inte- gratori sotto forma di compresse, il metodo mi- gliore è sicuramente quello di adottare una dieta sana e varia, ricca di sostanze nutritizie ad azione protettiva, prevalentemente frutta, verdura e cereali integrali.

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stimolano il buon funzionamento degli enzimi

Vitamine e sali minerali entrano a fare parte di enzimi e coenzimi che sono coinvolti nelle reazioni metaboliche necessarie per la vita delle cellule e dell’organismo. Gli enzimi sono molecole costituite essenzialmente da una proteina, alcuni minerali essenziali e talvolta una vitami- na. Se in un enzima viene a mancare il minerale essen- ziale o la vitamina, esso non è più in grado di svolgere il proprio compito. Tuttavia, se il minerale o la vitamina carente vengono reintegrati, attraverso una dieta adeguata o un integra- tore alimentare, l’enzima può tornare a svolgere il suo lavoro. Se i coenzimi (rappresentati da vitamine e/o sali minerali), chiamati così perché “aiutano gli enzimi” nelle reazioni metaboliche, mancano, gli enzimi non funziona- no in modo adeguato.

la terapia antiossidante

le vitamine fanno bene alla cute, rafforzano le difese immunitarie

e rallentano l’invecchiamento. non farti mai mancare:

vitamina a antiossidante,

vitamina c per combattere i radicali liberi,

la e dall’effetto ristrutturante

e rassodante, la h che regola le attività sebacee e la vitamina b12 che nutre la pelle e favorisce la nascita di nuove cellule.

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INTEgRATORI per il benessere dell’organismo

I RImEdI vERdI INTEgRATORI per il benessere dell’organismo 32 • intEstino - Prebiotici e probiotici svolgono
I RImEdI vERdI INTEgRATORI per il benessere dell’organismo 32 • intEstino - Prebiotici e probiotici svolgono
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intEstino - Prebiotici e probiotici svolgono un ruolo fon- damentale. Un prebiotico tra i più utilizzati è l’inulina, fibra solubile naturale presente anche nella frutta, di cui si nu- trono i principali batteri della normale flora microbica inte- stinale, in particolare i bifidobatteri: assumere una bustina sciolta in un bicchiere d’acqua una volta al giorno, durante il pasto principale. Tra i probiotici (fermenti lattici) occorre scegliere quelli più completi, in cui prevalgono i lattobacilli specifici per ogni tratto intestinale (L. acidophilus, L. para- casei, B. bifidum, B. lactis) e con almeno 2 miliardi di unità colonizzanti.

• ossa, muscoli E articolazioni - Tra gli integratori ve-

getali, ricordiamo: gli estratti di foglie del partenio (Tana- cetum parthenium) che alleviano i dolori muscolari tensivi tipici della stagione fredda. Assumere 20-30 gocce in un bicchiere d’acqua per tre volte al giorno al massimo o una compressa al giorno di estratto secco (150 mg) per un mese al massimo. Non vanno assunti assieme a farma-

ci antinfiammatori o anticoagulanti; le radici di scutellaria

(Scutellaria baicalensis) che hanno un effetto miorilassante

e antidolorifico muscolare in quanto favoriscono l’elimina-

zione di tossine dai muscoli. Sono disponibili sotto forma

di

estratto secco (titolato in flavonoidi totali come baicalina

al

18%): una compressa da 90 mg due volte al giorno.

Questo estratto è controindicato se si stanno assumen- do farmaci antidepressivi poiché può esserne potenziata l’azione sedativa; la scorza di giovani rami del salice bianco

(Salix alba) che svolge un’azione miorilassante naturale ed è utile per curare a lungo termine la fibromialgia e i reumati- smi muscolari. Assumere 30-50 gocce (macerato glicerico

alla 1 DH) prima dei pasti principali per 3 mesi, salvo in caso

di allergia al salice.

• sistEma immunitario - L’assunzione regolare di fer- menti lattici (probiotici) sembra in grado di sostenere il sistema immunitario e mantenere ottimale la capacità di difesa dell’organismo. Questi preparati si assumono sotto

forma di yogurt o di integratori, utilizzando preferibilmente quelli che apportano almeno due ceppi di fermenti (in parti- colare, Lactobacillus acidophilus e Bifidobacterium lactis). Contengono da uno a 10 miliardi di fermenti per capsula e sono associati a prebiotici (inulina) e vitamine del gruppo B. In commercio i probiotici si trovano in bustine o capsule:

1-2 al giorno lontano dai pasti. Echinacea, propoli e rosa canina (o l’acerola) rappresen- tano tre integratori naturali immancabili in tutti i casi di abbassamento delle difese immunitarie o in previsione di periodi di maggiore esposizione ad agenti patogeni. In caso

di

malattie autoimmuni l’utilizzo di echinacea, pianta dotata

di

una grande capacità immunostimolante e che sembra

provocare un notevole aumento dei linfociti (particolare po- polazione di globuli bianchi deputati a difenderci da virus, batteri e agenti esterni) è sconsigliato in quanto potrebbe appunto peggiorare il problema dell’autoimmunità.

I tre rimedi possono essere assunti singolarmente sotto

forma di tinture madri: 20-30 gocce di ogni singolo rime-

dio, 3 volte al giorno, per 3 mesi, lontano dai pasti, diluite

in

poca acqua. In commercio, però, esistono prodotti che

li

uniscono nella stessa compressa, sciroppo o preparato.

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commercio, però, esistono prodotti che li uniscono nella stessa compressa, sciroppo o preparato. Riza Scienze 33
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OLIgOELEmENTI

Essenziali per la vita, seppure presenti in minima quantità

G li oligoelementi sono elementi chimici presenti in pic- colissime quantità nel nostro organismo. Possono

avere un ruolo strutturale quando la molecola cui si legano è una sostanza organica non enzimatica, come i pigmenti sanguigni (emoglobina), le proteine vettrici (transferrina, ceruloplasmina), le proteine di deposito (ferritina, emosi- derina), gli ormoni (insulina, tiroxina, triiodotironina), le vitamine (B12) oppure un ruolo funzionale quando la loro presenza è indispensabile per il funzionamento di un en- zima e perché possa verificarsi una reazione enzimatica.

sono da prescrivere in base alla diatesi personale

sono da prescrivere in base alla diatesi personale presenti in minime quantità nell’organismo, gli

presenti in

minime quantità

nell’organismo,

gli oligoelementi

svolgono una

funzione

indispensabile

Gli oligoelementi da usare nelle terapie vengono scelti in- nanzitutto in base alla diatesi a cui il soggetto appartiene. La diatesi consiste in una particolare tendenza a reagire, tipica dell’individuo. È una condizione naturale, fisiologica, reversibile, caratterizzata da sintomi che possono regre- dire, fino a scomparire del tutto, a seguito dell’assunzio- ne degli oligoelementi corrispondenti, chiamati appunto diatesici. I tipi di diatesi sono quattro, ognuno delle quali risponde positivamente a uno specifico oligoelemento o associazio- ne di oligoelementi.

• Diatesi 1 o Allergica o del Manganese (Mn);

• Diatesi 2 o Ipostenica o del Manganese-Rame (Mn-Cu);

• Diatesi 3 o Distonica o del Manganese-Cobalto (Mn-Co);

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• Diatesi 4 o Anergica o del Rame-Oro-Argento (Cu-Au-Ag).

Le prime due diatesi sono dette giovani o di nascita per- ché caratterizzano l’età infantile e giovanile, le diatesi 3 e 4 sono considerate involutive, ovvero conseguenti a un cattivo stile di vita o all’invecchiamento e si presentano dopo i 40-50 anni. Durante il corso della vita si tende quindi a passare dalle prime due diatesi alle altre due.

Qual è la tua diatesi

Non esistono, o sono rarissimi, individui che appartenga- no a una sola diatesi. In genere in ogni persona vi è un intreccio fra due, anche se una è sempre predominante. mini tEst di riconoscimEnto

appartieni alla diatesi 1 se… - Sei ottimista, fiducioso,

bisognoso di attività, facile all’irritazione, soprattutto se vieni contraddetto, nervoso e spesso aggressivo. La me-

moria e la capacità di concentrazione sono selettive, nel senso che ricordi e ti concentri solo sulle cose che ti inte- ressano. Ti ricarichi con l’attività, mentre puoi avere una certa pigrizia mattutina. Sei predisposto a dolori articola-

ri, mal di testa, allergie, intolleranze, ansia, tachicardia.

appartieni alla diatesi 2 se… - Sei calmo, equilibrato,

riflessivo, metodico, dotato di un buon autocontrollo. Ti ricarichi dormendo per cui al mattino ti senti riposato,

mentre ti stanchi con l’attività. Sei predisposto ad affezio- ni respiratorie e digestive.

appartieni alla diatesi 3 se… - Sei ansioso, emotivo, nervoso, irritabile e spesso di cattivo umore. Avverti stan- chezza già al risveglio e continui a provarla anche nell’arco della giornata: la tua stanchezza è “fisica”. Hai risvegli notturni e soffri di spasmi viscerali, formicolii, tendenza all’ipertensione, disfunzioni sessuali.

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I RImEdI vERdI • appartieni alla diatesi 4 se… - Sei in una situazione di quasi

appartieni alla diatesi 4 se… - Sei in una situazione di quasi totale mancanza di vitalità, con netta diminuzione della memoria e della concentrazione, pessimismo, ten- denza a isolarti, perdita degli interessi e del gusto per la vita. La stanchezza è presente per tutta la giornata e le difese immunitarie sono basse. Esistono anche due sindromi, dette di disadattamento, che possono essere associate a qualsiasi diatesi.

- sindrome dell’asse ipofisi-genitale o dello zinco-rame:

caratterizzata da ritardi di sviluppo generale o locale, disfunzioni sessuali, alterazioni del ciclo mestruale.

- sindrome dell’asse ipofisi-pancreatica o dello zinco-ni- chel-cobalto: caratterizzata da disfunzioni metaboliche, come alterazioni della glicemia, fame nervosa, stanchez- za e sonnolenza dopo i pasti.

lE possibili Evoluzioni dEllE diatEsi Le diatesi non sono fisse, ma cambiano nel corso della vita. In genere, sotto l’influenza di aggressioni esterne, (come stress, fumo, alimentazione sbilanciata) una dia- tesi giovane può evolvere in una più vecchia. Poiché le diatesi sono condizioni funzionali, reversibili, è ovviamen-

stanca, apatica, distratta? nulla sembra interessarti? la tua diatesi è la 4. scopri cosa ti serve per ripristinare l’equilibrio

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te possibile anche il passaggio da una diatesi vecchia a

una giovane grazie dall’assunzione di oligoelementi spe- cifici della diatesi in atto. Per esempio, se un soggetto

di diatesi 1 o 2 si ammala di influenza e passa in uno

stato momentaneo di diatesi 4 (stanchezza, sonnolen- za), sotto l’azione di Rame-Oro-Argento rientrerà favo- revolmente nella diatesi 1 o 2 di partenza.

curano gli organi

Oltre ai quattro oligoelementi diatesici (Manganese, Man- ganese-Rame, Manganese-Cobalto e Rame-Oro-Argento) esistono oligoelementi complementari che agiscono su

precisi organi e funzioni. L’Alluminio, per esempio, riequili- bra le funzioni intellettuali e del sonno, il Bismuto è un an- tispasmodico per il mal di gola, il Cobalto, invece, regola

il sistema neuro-vegetativo e contrasta le somatizzazioni

d’ansia, il Rame si rivela un efficace stimolatore delle di- fese organiche, il Litio combatte le sindromi depressive di tipo funzionale e lo Zolfo è un efficace drenante del fegato.

come si usano

Gli oligoelementi vanno assunti per via perlinguale: tratte- nere in bocca, possibilmente sotto la lingua, almeno per 1 minuto, la soluzione versata dalle fialette. La posologia me- dia è una dose (in genere, una fiala) a giorni alterni. Gli oli- goelementi complementari possono essere utilizzati anche più volte al giorno (in genere comunque non più di 3 volte). La posologia degli adulti è generalmente valida anche per i bambini. Non hanno particolari controindicazioni e non danno luogo a effetti collaterali indesiderati né interferiscono con farmaci

o con altri trattamenti naturali.

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gLI OLIgOELEmENTI per il benessere dell’organismo

vERdI gLI OLIgOELEmENTI per il benessere dell’organismo 38 • fEGato - Gli oligoelementi più adatti per
vERdI gLI OLIgOELEmENTI per il benessere dell’organismo 38 • fEGato - Gli oligoelementi più adatti per
vERdI gLI OLIgOELEmENTI per il benessere dell’organismo 38 • fEGato - Gli oligoelementi più adatti per
vERdI gLI OLIgOELEmENTI per il benessere dell’organismo 38 • fEGato - Gli oligoelementi più adatti per
vERdI gLI OLIgOELEmENTI per il benessere dell’organismo 38 • fEGato - Gli oligoelementi più adatti per
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fEGato - Gli oligoelementi più adatti per il riequilibrio del fegato sono manganese-rame (diatesi 2), rame (co- fattore di molti enzimi del fegato) e zolfo (disintossican- te epatico).

• stomaco - In caso di difficoltà digestive gli oligoe-

lementi più indicati sono manganese e cobalto, utili in tutte le situazioni di distonia neurovegetativa.

• intEstino - In caso di intestino pigro: Manganese-

Rame (una dose alla settimana). In caso di colite e dis-

senteria Potassio e Magnesio e Manganese-Cobalto o Manganese-Rame.

• cuorE - manganese-cobalto, regolatori delle distonie

neurovegetative, sono attivi sulla funzione circolatoria.

• pEllE - Per la depurazione della pelle l’oligoelemento

fondamentale è lo zinco, minerale essenziale che entra nella composizione di moltissimi enzimi ed è un utile rego- latore della risposta immunitaria. Assumere attraverso un’alimentazione ricca di cereali integrali (avena, segale), legumi e semi oleosi oppure in compresse (13 g al giorno per 4 settimane). Per il drenaggio della pelle, specialmen-

te in caso di cute secca, fragile, che tende facilmente a infiammarsi e infettarsi, è indicata l’associazione rame- oro-argento (una fiala nei giorni dispari, alternata a una fiala di Manganese-Cobalto nei giorni pari).

• apparato rEspiratorio - Assumere manganese-cobal-

to per trattare le distonie respiratorie. È possibile usarli anche per via aerosolica (una fiala aggiunta all’acqua fisio- logica, da inalare tramite l’apposito apparecchio).

• ossa, muscoli E articolazioni - In caso di dolori arti- colari temporanei, in assenza di lesioni organiche e defor- mità: manganese. manganese-cobalto, talvolta alternato a potassio (antidolorifico specifico delle articolazioni) in caso di artrosi. In presenza di reumatismi infiammatori (dolori articolari che migrano da un’articolazione all’altra):

Rame-Oro-Argento. la posologia: in fase acuta una fiala, 30 gocce o 5 ml 2 volte al giorno, diradando la frequenza in base al miglio- ramento. Per la prevenzione dell’osteoporosi oltre all’o- ligoelemento diatesico di base, che può essere Manga- nese-Cobalto o Rame-Oro-Argento (una fiala 3 volte alla settimana per cicli di 3 mesi), occorre aggiungere Fluoro (come stimolo per gli osteoblasti) eventualmente asso- ciato ad altri oligoelementi coinvolti nel metabolismo del calcio (Fosforo e Magnesio): una fiala 2-3 volte alla setti- mana a cicli. In commercio esistono prodotti che assem- blano in un’unica fiala tutti gli oligoelementi necessari.

• sistEma immunitario - Il rame è il cofattore di nume-

rosissimi enzimi antiossidanti e interviene in diversi pro- cessi metabolici: assunto in fiale, come oligoelemento, può essere utile per potenziare il sistema immunitario, per difenderci dalle aggressioni esterne, soprattutto se si è particolarmente soggetti a malattie infettive ricorrenti, quando il sistema immunitario sembra indebolito e poco capace di reagire.

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malattie infettive ricorrenti, quando il sistema immunitario sembra indebolito e poco capace di reagire. Riza Scienze
malattie infettive ricorrenti, quando il sistema immunitario sembra indebolito e poco capace di reagire. Riza Scienze
malattie infettive ricorrenti, quando il sistema immunitario sembra indebolito e poco capace di reagire. Riza Scienze
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TIsANE Ed ERbE

Erbe, fiori, frutti, foglie e radici per risolvere ogni disturbo

L a natura ci mette a disposizione estratti vegetali ca- paci di regolare e riequilibrare qualsiasi funzione cor-

porea: circolazione sanguigna, digestione, transito inte- stinale, difese immunitarie.

Nelle piante tanti principi attivi efficacissimi

Oggi la scelta e l’utilizzo delle erbe si basa sulle proprietà che ognuna di esse possiede, ricordando che ogni pian- ta può svolgere più funzioni contemporaneamente, e su aspetti di tipo chimico: nelle piante officinali sono presenti sostanze dotate di una specifica attività biologica, come eterosidi, gomme, mucillagini, principi amari, tannini, en- zimi, vitamine.

Ecco le principali preparazione erboristiche

Sono numerosi i modi in cui possiamo usare le piante officinali per sfruttare tutta la loro efficacia. Per questo la scelta fra le varie preparazioni va fatta in funzione dell’a- zione che si vuole ottenere. Qui elenchiamo le principali tipologie delle preparazioni erboristiche utilizzabili.

zione che si vuole ottenere. Qui elenchiamo le principali tipologie delle preparazioni erboristiche utilizzabili. 40
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tisanE - Le tisane consistono nella preparazione delle piante officinali (fresche o essiccate) con acqua, da utilizzare come bevande, da assumere per un periodo medio-lungo. A seconda del prodotto usato (foglie, fiori, radici, legno, corteccia, pianta in- tera) e delle caratteristiche dei principi attivi che si vogliono sfruttare, le tisane vengono distinte in:

• infusi - Si ottengono versando l’acqua bollente sulla par- te della pianta officinale scelta e filtrando il tutto dopo qualche minuto. In infuso si usano prevalentemente i fiori

e le foglie;

• decotti - Si ottengono facendo bollire la droga (parte della pianta officinale utilizzata) nell’acqua per qualche minuto (il tempo varia a seconda della consistenza della parte e della specie utilizzata) e filtrandola dopo un perio- do di macerazione prolungato, a volte anche di 8 ore. Per preparare i decotti si usano prevalentemente le radici, i legni, le cortecce, la pianta intera.

macErati - Sono ottenuti lasciando macerare la droga in acqua fredda, vino, aceto o olio per un tempo prolungato.

È una metodica consigliata per l’estrazione di principi at- tivi da radici, legni e cortecce.

polvEri - Si ottengono attraverso la macinazione finis- sima della droga, tale da permettere la sua assunzione diretta.

Il loro uso è applicato e consigliato per piante non irritanti

e con principi attivi non completamente solubili, ma assi- milabili direttamente dopo la digestione.

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le tisane

depurative

efficaci per

fegato e

reni aiutano

l’organismo

a

liberarsi

delle scorie

accumulate

e

permettono

anche al sistema immunitario di

svolgere

al meglio la propria funzione

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Estratti - Si ricavano dalla macerazione della droga in

solventi come alcol, glicole, etere, acqua e una successi- va evaporazione del solvente.

A seconda della quantità di solvente fatto evaporare si ot-

tengono estratti fluidi (più liquidi), molli (di media densità)

o secchi (quando il solvente è tutto evaporato).

Gli estratti glicolici sono indicati per uso esterno.

tinturE - Vengono ottenute dalla macerazione o “perco- lazione” della pianta con alcol. Dopo la macerazione nel solvente, la parte di pianta utilizzata viene filtrata. Il rap- porto fra alcol e droga normalmente è: 5 a 1.

tintura madrE - È un prodotto ricavato con la stessa tecnica delle tinture utilizzando però la pianta fresca ap- pena raccolta: questo permette di conservarne le pro- prietà, evitando la perdita di tutte le sostanze che si alte- rano con l’essiccazione.

Enoliti - Prodotti molto utilizzati soprattutto in passa- to, venivano ottenuti facendo macerare per un periodo di 15/30 giorni miscele o singole erbe in vino o in acquavite. Gli enoliti erano spesso preparati in ambito familiare su formulazioni tramandate per generazioni e costituiscono quella vasta gamma d’elisir che possono essere conside- rati i precursori dei moderni “amari”. Le acquaviti e i vini hanno da sempre permesso la conservazione del prodot- to naturale e il suo immediato utilizzo.

oli EssEnziali - Sono ricavati dalla distillazione in corren- te di vapore di piante officinali particolarmente ricche di principi attivi volatili quali menta, lavanda, pino, eucalipto.

   

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Scienze

GEmmodErivati - Sono sostan- zialmente le parti embrionali (so- prattutto gemme e germogli) del- le piante, ricchissime di fattori di crescita (ormoni e vitamine) che svolgono un’azione particolare e più potente rispetto alle parti pre- levate dalla pianta adulta. Sono preparati facendo macerare que- ste parti giovanili in acqua, alcol o glicerina.

 

acquE distillatE - Si ottengono facendo passare una corrente di vapore acqueo attraverso la droga scelta. In questo modo, dopo il raffreddamento, i principi attivi si trovano sciolti in acqua.

scegliere

 

il metodo

di

estrazione

dei principi attivi

fa

la differenza:

 

per esempio,

 

preparare un

succhi - Vengono ottenuti attraverso una spremitura o una centrifugazione particolare della pianta appena rac- colta, in modo da conservare tutte le caratteristiche or- ganolettiche che altrimenti andrebbero perdute.

decotto anziché

un infuso

 

potrebbe

compromettere

la

qualità

olEoliti - Sono preparazioni a esclusivo uso esterno, ot- tenute dalla macerazione delle erbe o di parti delle piante in olio d’oliva o di semi.

del prodotto finale, ottenendo altri effetti da quelli desiderati

erbe e piante: un rimedio senza tempo

   

nell’antichità, la scelta delle piante da utilizzare a scopo terapeutico era compiuta con criteri diversi e più intuitivi come, per esempio, l’osservazione della “signatura”, i quattro elementi o i quattro temperamenti.

 
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I RImEdI vERdI

TIsANE E ERbE per il benessere dell’organismo

RImEdI vERdI TIsANE E ERbE per il benessere dell’organismo 44 • fEGato - Tra le principali
RImEdI vERdI TIsANE E ERbE per il benessere dell’organismo 44 • fEGato - Tra le principali
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RImEdI vERdI TIsANE E ERbE per il benessere dell’organismo 44 • fEGato - Tra le principali
RImEdI vERdI TIsANE E ERbE per il benessere dell’organismo 44 • fEGato - Tra le principali
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fEGato - Tra le principali piante ad azione disintossicante sul fegato ci sono: bardana (radici); celidonia; carciofo (fo- glie); cardo mariano (semi); rosmarino (foglie).

• stomaco - Per ripristinare in tempi rapidi l’equilibrio del-

lo stomaco e per ridurre i gas presenti all’interno dell’or- gano: achillea, alloro, camomilla, citronella, cumino, menta, salvia e zenzero.

• intEstino - Per un’azione di riequilibrio, depurazione e regolazione generale dell’intestino, effettuare un trattamen- to di 2-4 settimane a base di erbe ad azione lenitiva: altea (radici, 20 g), malva (foglie, 30 g), melissa (fiori, 30 g) e finocchio (frutti, 20 g). Mettere un cucchiaio della miscela in una tazza di acqua bollente, lasciare in infusione per 5-10 minuti e bere 2-3 volte al giorno, lontano dai pasti.

• cuorE - Per la circolazione sanguigna: la pianta più atti-

va è il gingko (foglie). Per la protezione dei capillari venosi:

amamelide (Hamamelis virginiana), rusco (Ruscus aculea- tus), meliloto (Melilotus officinalis) e ippocastano (Aesculus hyppocastanum). In caso di palpitazioni su base ansiogena:

infusi di fiori di biancospino, associati a fiori di tiglio e pas-

siflora.

• pEllE - Per un riequilibrio generale della pelle: una misce-

la depurativa è composta da tiglio (fiori, 30 g), sambuco (fiori, 30 g), zenzero (radice, 10 g) e salsapariglia (radice,

30 g): un cucchiaio in una tazza di acqua bollente, da bere fino a 2 volte al giorno per 2 settimane. per uso locale: in caso di eritemi lievi e arrossamen- ti cutanei, applicare, 3 volte al giorno, una crema alla calendula dall’azione rinfrescante e lenitiva, oppure l’o- leolito di elicriso, da utilizzare in piccolissime quantità, da 1 a 3 volte al giorno, per evitare eventuali reazioni indesiderate.

• apparato rEspiratorio - Una tisana depurativa ad

azione espettorante (che facilita l’eliminazione del muco), emolliente (capace di idratare la mucosa), balsamica, be- chica (che calma la tosse) e antisettica è composta da:

pino (turioni, giovani germogli di pianta perenne con foglie rudimentali, 15 g), timo (erba, 30 g), tiglio (fiori 20 g), eucalipto (foglie 20 g) e verbasco (fiori 25 g).

• cErvEllo - Per favorire il sonno sono indicati infusi,

tisane o estratti di: camomilla, melissa, passiflora, escol- zia, tiglio, luppolo oppure valeriana.

• apparato urinario - Un’ottima tisana diuretica è composta da: betulla (foglie, 30 g), ortica (foglie 30 g), ortosifon (foglie, 20 g) e uva ursina (foglie 20 g). Versa- re un cucchiaio della miscela in una tazza d’acqua bollen- te, lasciare in infusione circa 10 minuti, filtrare e bere, lontano dai pasti, 3 volte al giorno per 4 settimane. Per prevenire le infezioni delle vie urinarie (cistiti, ure- triti) in chi ne è soggetto o ai primi sintomi: uva ursina, foglie di piantaggine, mirtillo nero e mirtillo rosso, anche in miscela, in parti uguali, per preparare una tisana da bere 2 volte al giorno.

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Scienze

mirtillo rosso , anche in miscela, in parti uguali, per preparare una tisana da bere 2
mirtillo rosso , anche in miscela, in parti uguali, per preparare una tisana da bere 2
mirtillo rosso , anche in miscela, in parti uguali, per preparare una tisana da bere 2
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i rimedi verdi

 

gemmoderivati

 

Per favorire il rinnovamento dei tessuti e di tutto l’organismo

 

I gemmoderivati sono estratti ricavati dalle gemme o,

meglio, da tutte le parti più “giovani”, embrionali o in

via di accrescimento delle piante (meristemi). In pratica,

le

parti della pianta utilizzate per la produzione di gem-

moderivati sono rappresentate da: gemme, giovani getti, germogli, giovani radici, boccioli, cortecce, linfe, scorza

di

radici, di stelo o di ramo, semi, ghiande, amenti (o in-

fiorescenze).

 

le tre

caratteristiche delle gemme

 
 

Le gemme, salvo eccezioni, spuntano solitamente all’inizio della primavera, rappre-

 

sentando così

la manifestazione della rinascita del mondo vegetale dopo l’inverno.

Trattandosi di

tessuti “embrionali” della pianta, esse sono ricchissime di particolari

sostanze che devono permettere alla gemma di maturare.

La capacità di

produrre gemme è indipendente dall’età della pianta: anche una molto

vecchia continua a “buttarne” di nuove. Grazie a queste peculiarità le gemme incar-

nano, più di qualsiasi altro rimedio naturale, l’energia primaverile, associata all’idea

della rinascita,

e ci ricordano che la possibilità di rigenerarci non ha età.

 

modalità di preparazione

 

La preparazione delle gemme prevede un metodo rigoro- so in più fasi. Raccolta - Avviene in genere all’inizio della primavera, nel cosiddetto “tempo balsamico” (che varia da pianta a pianta), quando i giovani tessuti vegetali contengono la

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Scienze

massima concentrazione di principi attivi. La raccolta va

effettuata rigorosamente a fresco su esemplari selvatici o coltivati lontano da fonti di inquinamento. Questo aspetto, particolarmente importante nel caso dei gemmoderivati,

è il presupposto fondamentale perché questi estratti pos-

sano avere una reale efficacia. Macerazione - Dopo essere state ripulite e triturate, le

gemme vengono poste a macerare in alcol a 90°. Dopo pochi giorni, al macerato si aggiunge una miscela di acqua

e glicerina che conferisce al preparato finale un sapore

leggermente dolce. La macerazione procede per altre tre

settimane finché il macerato viene poi spremuto, filtrato

e

di

diluito. I gemmoderivati prodotti in primavera sono quin-

disponibili alla fine della stessa e all’inizio dell’estate.

Diluizione - Il macerato glicerico finale viene diluito ancora con una miscela di acqua, alcol e glicerina, ottenendo un macerato alla 1 DH, ossia la prima diluizione omeopatica.

la dicitura per riconoscerli

tutti i gemmoderivati sono macerati glicerici e indicati con l’acronimo mg

I macerati hanno una gradazione alcolica finale piuttosto

bassa (circa 14-18°) e si conservano in flaconcini di vetro scuro, da mantenere al riparo dalla luce e da utilizzare entro 5 anni dalla data di preparazione.

La formulazione è sempre e solo sotto forma di gocce, da

bere dopo averle diluite in acqua. La bassa gradazione alcolica, oltre al sapore leggermente dolce, le rende adatte anche per l’assunzione da parte di chi non tollera l’alcol o dai bambini: in questi casi è im-

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i rimedi verdi

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portante permettere all’alcol di evaporare, per esempio mettendo le gocce per qualche minuto in poca acqua tiepida, prima di assumerle.

efficaci perché ricchissime di sostanze e principi attivi

Le gemme contengono tutti i fattori necessari per la maturazione, ossia per la trasformazione della gemma in foglia-fiore-frutto o per la crescita della pianta: vita- mine, proteine, aminoacidi, acidi nucleici, auxine, ormoni vegetali. Questi sono tutti i fattori responsabili delle proprietà benefiche dei gemmoderivati in quanto essi drenano le scorie che si accumulano nei tessuti, ne favoriscono l’e- liminazione verso l’esterno e stimolano la rigenerazione dei tessuti grazie alla presenza dei fattori di crescita. Le gemme quindi sono più ricche rispetto alla pianta adulta.

agiscono in modo “dolce”

Rispetto ad altri rimedi naturali, i gemmoderivati sono meno concentrati, quindi svolgono un’azione più “dol- ce”, rendendoli indicati per disintossicare e rigenerare i tessuti e riequilibrare le funzioni dell’organismo. E ne bastano pochissime quantità per ottenere effetti sor- prendenti. Effetti collaterali, reazioni indesiderate e interazioni sono praticamente assenti quando si utilizzano le gemme e, salvo rare eccezioni, i gemmoderivati possono essere utilizzati anche in gravidanza e durante l’allattamento.

Rosa Canina
Rosa Canina

Olivo

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i rimedi gemmoterapici più usati

Si trovano in commercio sotto forma di macerati glicerici

Aesculus hippocastanum (ippocastano)

Alnus glutinosa (ontano)

Betula pubescens (betulla)

Castanea vesca (castagno)

Cedrus Libani (cedro)

Citrus limonum (limone)

Corylus avellana (nocciolo)

Crategus oxiacantha (biancospino)

Fagus selvatica (faggio)

Ficus carica (fico)

Fraxinus excelsior (frassino)

Ilex aquifolium (agrifoglio)

Juglans regia (noce)

Juniperus communis (ginepro)

Olea europea (olivo)

Pinus montana (pino mugo)

Populus nigra (pioppo nero)

Prunus amygdalus (mandorlo)

Quercus peduncolata (quercia comune)

Ribes nigrum (ribes nero)

Rosa canina (rosa canina)

Rosmarinus officinalis (rosmarino)

Rubus idaeus (lampone)

Sorbus domestica (sorbo domestico)

Tilia tomentosa (tiglio argenteo)

Ulmus campestris (olmo)

Vaccinium vitis idaea (mirtillo rosso)

Viburnum lantana (viburno)

Viscum album (vischio)

Vitis vinifera (vite)

Ribes nero

Mandorlo

i rimedi verdi

i gemmoderivati per il benessere dell’organismo

verdi i gemmoderivati per il benessere dell’organismo 50 • FegATO - Per il drenaggio del fegato
verdi i gemmoderivati per il benessere dell’organismo 50 • FegATO - Per il drenaggio del fegato
verdi i gemmoderivati per il benessere dell’organismo 50 • FegATO - Per il drenaggio del fegato
verdi i gemmoderivati per il benessere dell’organismo 50 • FegATO - Per il drenaggio del fegato
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50

FegATO - Per il drenaggio del fegato una miscela indica-

ta è a base di gemmoderivato di Rosmarinus officinalis

(giovani getti) che ha un’azione depurativa e ne favorisce

la rigenerazione; di Corylus avellana che previene l’in-

durimento del tessuto epatico; di Juniperus communis che regolarizza il metabolismo dei grassi nel fegato e la funzione epatica in generale.

La posologia è in genere di 50-70 gocce della miscela in parti uguali, da assumere in un bicchiere d’acqua prima

di

colazione e prima di pranzo per un mese.

INTESTINO - Assumere una miscela di gemmoderiva-

ti

composta da Ficus carica, Vaccinium vitis idaea, Tilia

tomentosa e Quercus peduncolata (gemme): 20 gocce di ognuno in un litro d’acqua naturale, da bere 4 volte al giorno, per 1 mese.

• PELLE - Per il riequilibrio cutaneo sono efficaci i giovani getti di cedro del Libano: assumere 50 gocce, 3 volte al giorno per 3 mesi.

• cuOrE - Il biancospino, cardiotonico e antiaritmico, è una delle piante più utili per il cuore in caso di extrasistoli, palpitazioni, tachicardia sinusale e aritmie lievi. Il dosaggio dovrebbe essere calibrato in base alla problematica e alla persona: orientativamente, la dose è una goccia per chilo

di

peso. La terapia corretta deve essere stabilita dal medi-

co

che ha esaminato bene il paziente.

Riza Scienze • APPArATO rESPIrATOrIO - Le gemme fresche di abete bianco hanno proprietà balsamiche,
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APPArATO rESPIrATOrIO - Le gemme fresche di abete
bianco hanno proprietà balsamiche, lenitive e aromati-
che e sono un ottimo rimedio per la cura delle infiamma-
zioni delle vie respiratorie causate da colpi d’aria o aria
condizionata: 20-30 gocce 2-3 volte al giono.
Utile per placare la tosse e in caso di sinusite, faringite,
bronchite e raffreddore il carpino, gemmoderivato, è im-
portante per l’apparato respiratorio poiché svolge un’a-
zione antispasmodica e antinfiammatoria sulle prime vie
aeree e polmonari: 20-30 gocce, 3 volte al giorno in
poca acqua.
cErvELLO - In tutti i casi di memoria scarsa e per miglio-
rare la capacità di concentrazione assumere il macerato
glicerico 1DH di Betulla, 30-40 gocce diluite in poca acqua
minerale naturale, 3 volte al giorno.
OSSA, MuScOLI E ArTIcOLAZIONI - Il gemmoderivato di
vite canadese è il rimedio in caso di artrite, nelle sindro-
mi
infiammatorie che si localizzano nelle articolazioni e
nei
tessuti connettivi: 50 gocce 2 o 3 volte al giorno, 10
minuti prima dei pasti. La durata del trattamento varia
a seconda dell’età e della gravità della patologia, da un
periodo di 1-2 mesi a un massimo di 6.
Quando sono il rimedio migliore
la specificità delle gemme è che sono
adatte in tutti i casi in cui non si arriva
a una pronta risoluzione della
situazione, come quando la tosse
persiste e sembra non “maturare”
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i rimedi verdi

Occorre conservare con cura gli oli perché, essendo volatili, con il tempo tendono a degradarsi

oli essenziali

“Anima e personalità” della pianta

G li oli essenziali rappresentano la componente più sottile e purificata della pianta e possono esercitare

un’azione, sottile ma profonda, sia sul corpo sia sulla psi- che dell’uomo. Sono chiamati anche essenze, oli volatili o eterici e sono composti da miscele di sostanze aromati- che prodotte da molte piante e presenti, sotto forma di minuscole goccioline, nelle foglie, nella buccia dei frutti, nella resina, nei rami, nel legno, nei fiori, e in piccola quantità rispetto alla massa del vegetale, sono odoro- si, oleosi e molto volatili. Hanno una chimica complessa, ma generalmente sono una mescolanza di terpeni, alcoli, aldeidi, chetoni, esteri. Sono solubili negli oli e in alcol e sono insolubili nell’acqua, a cui, però, trasmettono il loro profumo.

esteri. Sono solubili negli oli e in alcol e sono insolubili nell’acqua, a cui, però, trasmettono
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Proprietà generali

Agiscono a livello del sistema nervoso

Le moderne conoscenze di neurofisiologia e di psiconeuro-

endocrinoimmunologia evidenziano il modo in cui le essenze possono influenzare beneficamente le funzioni psichiche e il tono dell’umore. Ecco le varie proprietà di questi oli:

Antisettici e antimicrobici - Gli oli contrastano lo sviluppo dei germi e manifestano il loro potere antisettico per con- tatto e sotto forma di vapori, attraverso i suffumigi e le inalazioni. Antitossici e cicatrizzanti - Alcune essenze facilitano i processi di riparazione delle ferite, inattivano i prodotti

di deterioramento delle cellule, impediscono i processi di

decomposizione, stimolano la rigenerazione cellulare (so- prattutto quelli di lavanda, melaleuca, benzoino, geranio, cipresso, incenso).

Antireumatici e antinevralgici - Determinati oli sono utili nel trattamento di affezioni dolorose articolari e muscolari (gli

oli essenziali di rosmarino, camomilla, verbena, ginepro).

Insettifughi, insetticidi e antiparassitari - Questa proprietà

si manifesta nell’allontanamento e nell’eliminazione degli in-

setti, di tarme e di acari (oli essenziali di citronella, alloro, cannella, chiodi di garofano, canfora). Anticatarrali ed espettoranti - Alcuni oli essenziali sono utili nel caso di malesseri stagionali a carico dell’apparato re- spiratorio che si manifestano con tosse, bronchite (gli oli

essenziali di eucalipto, mirto, cipresso, ginepro, rosmari- no, niaouli, lavanda). Antispastici - Servono per trattare disturbi come colon irri- tabile, dismenorrea, singhiozzo, tensioni muscolari (oli es- senziali di melissa, verbena, camomilla, basilico, finocchio, geranio, mandarino, maggiorana).

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Scienze

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i rimedi verdi

Arancio, eucalipto, geranio, lavanda, limone, menta, rosmarino, salvia, tea tree e timo:

ecco i 10 oli essenziali che non devono mai mancare in casa

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Tonificanti - Agiscono a livello generale, sulle ghiandole en- docrine, tra cui le ghiandole surrenali, responsabili della capacità di resistere allo stress (rosmarino, pino, basilico, salvia) e a livello mentale, in caso di affaticamento e diffi- coltà di concentrazione (menta, basilico, timo). Digestivi - Sono gli oli essenziali che combattono nausea, digestione lenta, meteorismo e problemi vari di stomaco o intestino (arancio, finocchio, cumino, cardamomo, men- ta, verbena). Stimolanti sulla sessualità - Per favorire la funzione delle ghiandole dell’apparato genitale (salvia per la donna, santo- reggia per l’uomo); per riattivare energeticamente a livello della pelvi (cannella, pepe, pino, santoreggia); per accedne- re la fantasia erotica e dell’immaginario (gelsomino, ylang ylang, patchouli, vetiver, muschio); per un’azione a livello di emozione e sentimento del cuore (rosa per la donna, san- dalo per l’uomo, fiori d’arancio, mirto). Sedativi e riequilibranti del sistema nervoso - Svolgono un’azione positiva in caso di ansia, depressione, insonnia, palpitazioni, cefalea, lieve ipertensione (lavanda, verbena, melissa, camomilla, arancio, maggiorana, rosa, fiori d’a- rancio, sandalo, legno di cedro). Flebotonici - Migliorano la circolazione venosa e aiutano la decongestione in caso di dilatazioni venose e capillari (cipresso, geranio, sandalo, patchouli, melaleuca). eudermici - Sono oli essenziali utili per la cura e la bellezza della pelle e per trattare gli inestetismi: alcune essenze si usano in caso di acne (lavanda, melaleuca), couperose (rosa, palmarosa, geranio), rughe (rosa, fiori d’arancio, incenso, sandalo), cellulite (rosmarino, limone, cipresso), rilassamento cutaneo (limone, lemongrass, patchouli, menta, geranio).

Come sfruttare le essenze

Le essenze possono essere percepite dal corpo e utilizzate

a scopo curativo per via olfattiva, respiratoria, cutanea.

Captate dal nostro olfatto e giungendo a contatto con la mucosa nasale e con le terminazioni nervose del nervo ol- fattivo, fanno sì che lo stimolo arrivi al cervello dove viene riconosciuto e attivi le aree cerebrali in cui hanno sede le reazioni emotive e le parti filogeneticamente antiche del

cervello (sistema limbico) in relazione con lo stato dell’umo- re, la sessualità, l’aggressività, l’alimentazione.

In questo modo esplicano la loro azione soprattutto sul ver-

sante psicoemotivo.

Come si utilizzano

L’impiego per via esterna è preferibile per la maggiore ma- neggevolezza e sicurezza. Le modalità di utilizzo più usate sono le seguenti. Massaggio - È una tecnica che prevede l’applicazione dell’o- lio essenziale sulla pelle attraverso manovre che facilitano l’assorbimento e la penetrazione delle essenze. Le essenze

vanno aggiunte a un olio vettore (olio di germe di grano, di oliva, di vinaccioli, di sesamo, di soia, di girasole), in genere 5-8 gocce di essenza per 2 cucchiai di olio. Bagno - Aggiungere qualche goccia di olio essenziale nella vasca con acqua calda, per ottenere effetti diversi, in base all’olio che si usa: tranquillizzante, stimolante, drenante. Doccia - Versare 3-4 gocce di essenza su un guanto di spugna bagnato ed eventualmente diluito in un po’ di de- tergente liquido neutro e frizionare il corpo sotto la doccia. Fumenti - Aggiungere poche gocce di essenza in un catino

di acqua bollente e inalarne i vapori. È una metodica uti-

lizzata in caso di affezioni respiratorie da raffreddamento.

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Scienze

gli oli essenziali interagiscono con il nostro organismo attraverso canali diversi: respiro, olfatto e pelle

Scienze gli oli essenziali interagiscono con il nostro organismo attraverso canali diversi: respiro, olfatto e pelle
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i rimedi verdi

Compresse e impacchi - In una tazza di acqua versare qualche goccia di essenza, immergervi
Compresse e impacchi - In una tazza di acqua versare
qualche goccia di essenza, immergervi una garza e ap-
plicarla sulla zona interessata: acqua calda per le con-
tratture muscolari e acqua fredda per contusioni, febbre,
cefalea, gonfiori.
Frizioni - Due o tre gocce di essenza diluite in una base al-
colica possono essere frizionate sulla regione cutanea corri-
spondente all’organo colpito (per esempio il cuoio capelluto
in caso di caduta dei capelli, sul torace in caso di tosse).
Pediluvi, maniluvi, semicupi - In un catino di acqua calda o
fredda, a seconda delle necessità, versare 4-5 gocce di es-
senza e immergervi le mani o i piedi per 10-15 minuti. Utile
in caso di ipersudorazione, piedi stanchi, micosi cutanee.
Diffusione nell’ambiente - Modalità consigliata quando si
desidera diffondere il profumo di un’essenza per rendere
più piacevole l’atmosfera, calmare o stimolare il sistema
nervoso. È indicata anche per ridurre la presenza nell’a-
ria di batteri o virus in caso di epidemie, per esempio
l’influenza.
uso interno:
sì, con attenzione
Le essenze possono anche essere assunte per via
orale, nella quantità di poche gocce giornaliere
diluite in miele, zucchero, alcol od olio. Questa
modalità di assunzione però è rischiosa, non
essendo priva di controindicazioni e di effetti
collaterali. Va quindi riservata a casi selezionati,
sotto controllo medico.
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Scienze

alcune precauzioni pratiche

gli oli essenziali sono sostanze molto “potenti” che biso- gna usare con attenzione, soprattutto per quanto riguarda un’eventuale diluizione e il rispetto delle dosi.

Utilizzare sempre oli essenziali di qualità.

Non assumere gli oli per via orale, senza la supervisio- ne di un medico esperto.

Non applicare oli essenziali puri direttamente sulla pelle

(soprattutto cannella, chiodi di garofano, timo) ma diluirli sempre con un olio vegetale (per esempio olio di man- dorle dolci, di jojoba, oppure d’oliva o di germe di grano).

Non esporsi al sole o ai raggi ultravioletti subito dopo

aver applicato sulla pelle oli essenziali (soprattutto quel-

li

di agrumi, angelica, zenzero, verbena, melissa, cedro,

vaniglia, sandalo, finocchio) perché hanno un effetto fo- tosensibilizzante che può provocare eritemi alla pelle.

Evitare il contatto con gli occhi o l’applicazione nelle immediate vicinanze.

Gli oli essenziali non devono mai essere usati puri sulla zona anogenitale e nei condotti uditivi.

Chi ha una provata storia di allergia deve utilizzare con attenzione gli oli essenziali.

Per chi ha la pelle particolarmente delicata e sensibile

il

consiglio è testare preventivamente l’olio essenziale,

applicandone una goccia, già diluita in olio vettore, sulla superficie interna dell’avambraccio e attendere 48 ore per verificare eventuali reazioni.

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i rimedi verdi

oli essenziali per il benessere dell’organismo

verdi oli essenziali per il benessere dell’organismo 58 • FegATO - Camomilla, cipresso, menta, rosa e
verdi oli essenziali per il benessere dell’organismo 58 • FegATO - Camomilla, cipresso, menta, rosa e
verdi oli essenziali per il benessere dell’organismo 58 • FegATO - Camomilla, cipresso, menta, rosa e
verdi oli essenziali per il benessere dell’organismo 58 • FegATO - Camomilla, cipresso, menta, rosa e
verdi oli essenziali per il benessere dell’organismo 58 • FegATO - Camomilla, cipresso, menta, rosa e
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FegATO - Camomilla, cipresso, menta, rosa e rosmarino per un’azione tonificante.

• INTESTINO - L’olio essenziale di arancio dolce o amaro

stimola i movimenti intestinali: scioglierne 2 gocce in un cuc- chiaio di olio di mandorle dolci e massaggiare la pancia len- tamente, con piccoli movimenti circolari. In caso di coliche addominali è consigliato l’olio essenziale di camomilla; per il gonfiore quello di melissa e in caso di dissenteria quello di limone: diluire in 2 gocce di olio di mandorle dolci e massag- giare la pancia lentamente, in senso orario.

• cuOrE - In caso di palpitazioni, se dovute a sovraccarico

psicofisico, stress, nervosismo, iperemotività o angoscia:

olio essenziale di arancio dolce. Il neroli è equilibrante, leggermente sedativo e tranquillante, utile in caso di pal- pitazioni, tachicardia, ansia, insonnia. La melissa contri- buisce a normalizzare la pressione arteriosa e il battito cardiaco, soprattutto in situazioni di forte stress.

• APPArATO rESPIrATOrIO - Olio essenziali di lavanda, di

pino, di mirto e di rosmarino, dalle proprietà antisettiche, stimolano la mucosa respiratoria. La miscela può essere vaporizzata nell’ambiente con diffusori o spray.

• cErvELLO - Per dormire bene è possibile sfruttare le

proprietà calmanti e rilassanti di lavanda, arancio dolce e sandalo che si possono diffondere nell’aria attraverso i

bruciaessenze o versare nell’acqua della vasca da bagno, diluiti in un cucchiaino di miele o di panna.

• OSSA, MuScOLI E ArTIcOLAZIONI - I massaggi con oli es-

senziali a caldo (cervicalgie e lombalgie anche croniche, do- lori muscolari e contratture muscolari) o a freddo (strappi, distorsioni, lividi, dolore articolare dovuto a sforzo intenso, contusioni, presenza di gonfiore, dolore pulsante), posso- no essere utili per risolvere infiammazioni e dolori. Se il dolore si aggrava con il freddo, l’umidità e le manipolazioni passive, ma migliora con il movimento e lo sfioramento, può essere alleviato da un massaggio generale della schie- na e degli arti effettuato in ambiente caldo con un olio da massaggio leggermente intiepidito a bagnomaria, arricchi- to con una decina di gocce di olio essenziale di canfora e arancio amaro. Per dolori articolari che danno rigidità e dif- ficoltà di movimento ricorrere a un bagno con l’olio essen- ziale di camomilla blu (comune o matricaria): analgesica e calmante, è anche un efficace antinfiammatorio grazie alla presenza di camalzulene ed è utile per decongestionare e ridare mobilità alle articolazioni indolenzite.

• SISTEMA IMMuNITArIO - Olio essenzale di eucalipto, pino silvestre e abete, antisettici e purificanti, tengono lontani virus e altri microrganismi dagli ambienti in cui si soggior- na. Possono avere anche azione balsamica ed espettorante e sono utili per prevenire e curare tossi e raffreddori: 5 gocce in vaporizzatori e diffusori ambientali. Attenzione a non abusarne perché ad alte dosi potrebbero bloccare le difese aspecifiche delle barriere respiratorie. Meglio usarli per qualche ora di giorno, mai di notte e non per tutta la giornata.

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Scienze

respiratorie. Meglio usarli per qualche ora di giorno, mai di notte e non per tutta la
respiratorie. Meglio usarli per qualche ora di giorno, mai di notte e non per tutta la
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i rimedi verdi

fiori di baCh

Per ritrovare l’equilibrio interiore e allontanare paure e disturbi

Impatiens è un fiore di base e aiuta la persona a ritrovare pazienza e disponibilità
Impatiens è un
fiore di base e
aiuta la persona
a ritrovare
pazienza e
disponibilità

I fiori di Bach sono un metodo ideato dal medico inglese Edward Bach nella prima metà del Novecento. Secon-

do la teoria di Bach, le interferenze del mondo esterno rischiano di allontanare sempre più l’individuo dalla sua natura. Da ciò derivano stati d’animo negativi che, se non riequilibrati, possono favorire l’insorgenza di sintomi e di vere e proprie malattie.

i 12 stati d’animo fondamentali:

i fiori collegati

Bach individuò in primo luogo quelli che riteneva i 12 stati d’animo fondamentali, che formano la base dell’infelicità e della malattia:

1. Ritegno 5. Indifferenza 9. Ignoranza 2. Paura 6. Debolezza 10. Impazienza 3. Irrequietezza 7.
1. Ritegno
5. Indifferenza
9. Ignoranza
2. Paura
6. Debolezza
10. Impazienza
3. Irrequietezza
7. Dubbio
11. Terrore
4. Indecisione
8. Entusiasmo
12. Dolore
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Scienze

I primi dodici fiori scoperti da Bach, “i dodici guaritori”, corrispondono ognuno a un tipo specifico di personalità e, poiché identificano una precisa qualità dell’anima umana, sono da considerarsi come fiori di base.

   

1. Impatiens

5. Chicory

9.

Scleranthus

2. Mimulus

6. Vervain

10.

Water Violet

3. Clematis

7. Cerato

11.

Gentian

4. Agrimony

8. Centaury

12.

Rock Rose

“i 7 aiutanti”

 

Questi “fiori aiutanti” corrispondono alla cronicizzazione o all’enfatizzazione di alcune delle caratteristiche individuali, risultato dell’interazione dei dodici fiori base con le circo- stanze in cui le persone si trovano a vivere nell’ambiente familiare e/o sociale.

 

1. Gorse

5. Wild Oat

2. Oak

6. Olive

3. Heather

7. Vine

 

4. Rock Water

I fiori di Bach possono anche essere aggiunti a impacchi, creme o lozioni

i rimedi verdi

 

i 19 fiori della vita

Gli ultimi 19 fiori indicati dal medico inglese derivano dal modo in cui ognuno reagisce agli eventi, alle esperienze e alle condizioni che la vita ci ha imposto.

1. Cherry Plum

8.

Sweet Chestnut

15. Holly

2. Elm

9.

Beech

16. Wild Rose

3. Pine

10.

Crab Apple

17. Honeysuckle

4. Larch

11.

Walnut

18. Star

5. Willow

12.

Chestnut Bud

of Bethlehem

6. Aspen

13.

White Chestnut

19. Mustard

7. Hornbeam

14.

Red Chestnut

 

le 7 tipologie da usare

Nel suo libro “I dodici guaritori” Bach suddivide i suoi fio- ri in sette tipologie generali, sintetizzando i dodici stati d’animo, o condizionamenti, ai quali attribuiva l’origine del malessere umano, fisico o psichico. Ecco le sette tipo- logie di sentimenti di base e i fiori che, secondo Bach, possono essere utili per riequilibrare questi stati d’ani- mo, ricordando che ogni fiore è adatto per una singola sfumatura di tali sentimenti.

Cherry

Plum

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62

PAURA

Rock Rose: terrore, situazioni disperate

Mimulus: paure concrete, delle esperienze, di soffrire

Cherry Plum: paura di se stessi, della follia

Aspen: paure inspiegabili, con angoscia e terrore

Red Chestnut: paura per gli altri

Riza Scienze Wild Rose
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Scienze
Wild
Rose

gentian

APATIA

Clematis: inerzia sognante, disinteresse per la realtà

Honeysuckle: persone che vivono nel passato

Wild Rose: rassegnazione, mancanza di reazione

Olive: esaurimento fisico

White Chestnut: fissazioni ossessive

Mustard: depressione endogena

Chestnut Bud: superficialità e distrazione

SOLITudINE

Water Violet: isolamento autosufficiente

Impatiens: perdita di contatto con gli altri a causa del proprio ritmo eccessivamente accelerato

Heather: incapacità di tollerare la solitudine - la cosiddetta “sindrome del bambino bisognoso”

ScOrAggIAMENTO E dISPErAZIONE

Larch: complesso di inferiorità

Pine: sensi di colpa

Crab Apple: rifiuto di sé

Sweet Chestnut: angoscia disperata

elm: sensazione di non riuscire a reggere il peso degli impegni

Star of Bethlehem: angoscia da trauma affettivo o fisico

Oak: eccesso di senso di responsabilità

Willow: risentimento e amarezza verso la vita

INSIcurEZZA

Cerato: insicurezza, ignoranza

• Scleranthus: paura di sbagliare, situazione “al bivio”

gentian: pessimismo, scoraggiamento facile

gorse: perdita della speranza

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i rimedi verdi

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• Hornbeam: incertezza da esaurimento

• Wild Oat: incapacità di trovare la propria strada

PrEOccuPAZIONI EccESSIvE

Chicory: amore possessivo e soffocante

• vervain: idealismo invadente

Vine: complesso di superiorità, prepotenza

Beech: criticismo, intolleranza

Rock Water: rigidità ideologica, autorepressione

IPErSENSIbILITà

Agrimony: ansia mascherata, incapacità di vivere i conflitti

Centaury: dipendenza affettiva e sottomissione

Walnut: protegge dalle influenze esterne

Holly: ferite affettive

modalità di preparazione

I metodi di preparazione dei fiori di Bach sono due:

il metodo del sole consiste nel porre le infiorescenze in

una ciotola di vetro colma d’acqua di fonte, lasciandola al sole per la durata di tre ore e aggiungendo del brandy; il metodo della cottura consiste nel far bollire alcuni rametti con infiorescenze, per mezz’ora, in acqua di fon-

te. Successivamente filtrare più volte e aggiungere brandy alla tintura madre ottenuta. La boccetta per l’assunzione dei fiori di Bach la si può preparare da sé oppure farla predispor- re direttamente in erboristeria o in farmacia. FARLA A CASA - Riempire una boccetta da 30 ml dotata di contagocce con due terzi di acqua e un terzo di brandy, che ha la funzione di conservante.

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Aggiungere a questa miscela 2 gocce di ogni rimedio scel- to in base alle proprie esigenze e ai consigli dell’esperto.

Come assumerli

Prelevare dalla boccetta 4 gocce della miscela e assu- merle 4 volte al giorno, direttamente in bocca, meglio

sotto la lingua di solito al risveglio, a metà mattina,

a metà pomeriggio e prima di coricarsi, in ogni caso

meglio se lontano dai pasti o dal consumo di menta (gomma da masticare, caramelle o dentifricio), caffè

o tabacco.

È importante la regolarità nell’assunzione e cercare di rispettare possibilmente gli stessi orari.

e cercare di rispettare possibilmente gli stessi orari. alcune precisazioni indispensabili • La posologia
alcune precisazioni indispensabili

alcune precisazioni

indispensabili

• La posologia indicata è valida per i bambini, per gli adulti, per gli anziani, ma anche per le piante e per gli animali.

• In ogni boccetta si mescolano di solito fino a 4 fiori di bach, raramente di più.

• Del rimedio floreale Rescue Remedy (miscela di “pronto soccorso”) si usano 4 gocce.

• Ogni trattamento dura almeno 20 giorni consecutivi, a eccezione del Rescue Remedy che viene somministrato in condizioni di emergenza.

• Rimandiamo ai testi specifici per l’approfondimento della descrizione di ogni singolo fiore di Bach.

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i rimedi verdi

fiori di baCh per il benessere dell’organismo

rimedi verdi fiori di baCh per il benessere dell’organismo 66 • FegATO - Il fegato tradizionalmente
rimedi verdi fiori di baCh per il benessere dell’organismo 66 • FegATO - Il fegato tradizionalmente
rimedi verdi fiori di baCh per il benessere dell’organismo 66 • FegATO - Il fegato tradizionalmente
rimedi verdi fiori di baCh per il benessere dell’organismo 66 • FegATO - Il fegato tradizionalmente
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FegATO - Il fegato tradizionalmente è l’organo corre- lato alla capacità di elaborare le emozioni: ecco perché tutti i fiori di Bach possono avere un’azione favorevole su di esso. Quello però con un legame più specifico è

Agrimony, l’agrimonia eupatoria. È il fiore per le perso- ne gioviali, allegre, di buonumore, che amano la pace

e tendono a evitare discussioni e litigi, celando in sé

tutta l’aggressività tanto da essere tormentate, inquiete

e preoccupate senza darlo a vedere perché sono ottimi amici da frequentare.

• STOMAcO - Tra i fiori di Bach che agiscono sia sulla dimensione psicologica sia su quella fisica dello stomaco c’è Walnut, un fiore indicato per chi somatizza proprio su quest’organo la difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti continui. Willow è adatto a chi si costringe a “digerire” persone e situazioni che non gli vanno a genio e per que- sto motivo accusa dolori brucianti e peso sullo stomaco.

• INTESTINO - I fiori di Bach più indicati per ripulirsi, an- che emotivamente, sono: Oak per liberarsi dall’eccessivo senso del dovere; White Chestnut per i pensieri ripetitivi

e il rimuginare; Crab Apple per distruggere una scarsa immagine di sé e l’eccessivo moralismo.

• PELLE - Tra i fiori di Bach utili per riequilibrare le emo-

zioni a fior di pelle ci sono: Mimulus per la timidezza che spesso fa arrossire; Impatiens per la facile irritabilità e i

nervi “a fior di pelle”. Beech (faggio) è adatto alle irritazio- ni acute della pelle, soprattutto quelle da contatto, spes- so espressione di intolleranza, rabbia o di un eccesso di criticismo. Holly (agrifoglio) è per la pelle che “brucia”, come espressione di una grande energia repressa. Star of Bethlehem è il fiore che aiuta chi ha dovuto sopportare uno stress emotivo forte, come una perdita o una cattiva notizia, a seguito della quale la pelle si è irritata o ferita.

• APPArATO rESPIrATOrIO - Mustard, Gorse e Walnut sono i rimedi floreali più indicati per favorire la pulizia emotiva che si somatizza a livello respiratorio: Mustard aiuta a liberarsi dalla malinconia e dalla tristezza che si assorbono quando si vive per lungo tempo in un ambiente emotivamente malsano; gorse è utile per vincere la di- sperazione, il senso di rinuncia e il pessimismo; Walnut protegge dalle influenze dell’ambiente esterno e favorisce il ricambio delle energie interiori.

• APPArATO urINArIO - Filtrando il sangue, i reni filtra- no anche le emozioni e le energie profonde che scorrono in esso. Un affaticamento della funzione renale esprime spesso fisicamente un disagio interiore: una resistenza inconscia al cambiamento, alla trasformazione oppure un attaccamento al passato, dal quale non ci si riesce a “de- purare”. Si tratta di un atteggiamento che si manifesta, appunto, con vari segnali di stasi come ristagni, edemi, gonfiori e calcoli. Per uscire dall’impasse si possono assu- mere: Honeysuckle per superare la nostalgia del passato, gorse per riattivare la capacità di riuscire e liberarsi dal pessimismo e dalla rinuncia e Mimulus per ritornare a fare scorrere ottimismo, coraggio e fiducia in sé.

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Scienze

e dalla rinuncia e Mimulus per ritornare a fare scorrere ottimismo, coraggio e fiducia in sé.
e dalla rinuncia e Mimulus per ritornare a fare scorrere ottimismo, coraggio e fiducia in sé.
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le tecniche dolci

le tecniche dolci le tecniche dolci cristalloterapia Per risvegliare l’energia vitale O ggi i cristalli vengono

le tecniche dolci

cristalloterapia

Per risvegliare l’energia vitale

O ggi i cristalli vengono utilizzati come mezzo per sti- molare nella persona le energie necessarie a supe-

rare traumi, modificare abitudini, atteggiamenti, modi di pensare che impediscono la libera espressione di sé e di conseguenza non consentono di avere una vita serena e soddisfacente.

così si riequilibrano i flussi energetici

Le pietre vengono scelte in base a colore, consistenza, luminosità, forma e anche rispetto a una “corrisponden-

za” istintiva e personale, quando un soggetto “sente” che quella è la pietra adatta a lui. Nella seduta di cristalloterapia, le pietre vengono posizio-

nate su specifiche zone del corpo, individuate secondo i dettami dell’agopuntura cinese (lungo il decorso dei meri- diani energetici) o del sistema energetico indiano e tibeta- no che attribuisce ai chakra (centri di energia) e alle nadi (canali energetici) la funzione di convogliare il prana (energia vitale) attraverso il corpo. Ogni cristallo è dotato di particolari proprietà fisi- che e chimiche, tra cui la piezoelettricità (capacità di polarizzarsi) e la piroelettricità (capacità di accu- mulare cariche elettriche di segno opposto), dimo- strazione del fatto che i cristalli non accumulano ener- gia, ma la assorbono e la cedono in perfetto equilibrio,

I cristalli

fanno arrivare

la forza vitale

agli organi

carenti,

riequilibrandoli

e

ricaricandoli

di

energia

fanno arrivare la forza vitale agli organi carenti, riequilibrandoli e ricaricandoli di energia 68
68
68
Riza Scienze mantenendo inalterato il loro campo energetico. Oltre a poter essere applicate durante una
Riza
Scienze
mantenendo inalterato il loro campo energetico. Oltre a
poter essere applicate durante una seduta di rilassamen-
to, o appositamente dedicata alla cristalloterapia, queste
pietre possono anche essere indossate quotidianamente
come bijoux.
una terapia universale
l’utilizzo di pietre e cristalli con intento
curativo è noto sin dai tempi più antichi,
presso tutti i popoli del mondo
a ognuno la sua pietra
Tre tipologie di base
La conoscenza di alcune caratteristiche fisiche dei cri-
stalli (quali la forma, le componenti chimiche, il colore) è
indispensabile per decidere quale tipo di pietre utilizzare
per tornare a stare bene.
Poiché i cristalli agiscono contemporaneamente sul corpo
e
sulla psiche, il loro utilizzo può sortire effetti differenti
da persona a persona.
I test per individuarla
Il
metodo più semplice per riconoscere la propria tipolo-
gia di appartenenza è parlare con un esperto che grazie a
domande mirate può riuscire nell’intento.
Un altro strumento di valutazione è posizionare il pendolo
di cristallo di rocca sopra l’area dei centri energetici: in
caso di normalità reagirà con oscillazioni ampie e regolari
che si ridurranno a movimenti irregolari e minimi in caso
di
squilibrio o addirittura ad assenza di movimento in pre-

senza di blocco energetico.

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le tecniche dolci

le tecniche dolci Un altro metodo è il test kinesiologico, una sorta di test muscolare che
le tecniche dolci Un altro metodo è il test kinesiologico, una sorta di test muscolare che

Un altro metodo è il test kinesiologico, una sorta di test muscolare che misura l’energia. In ogni caso, si tratta di metodi che non hanno riconosci- mento scientifico.

Come scegliere il cristallo Ecco un possibile schema per orientarsi nella scelta del cristallo distinguendo tre tipologie di base.

• Tipi istintivi - Spontanei, diretti, tendenzialmente ag- gressivi, amano esercitare il potere, prediligono l’espe- rienza del vivere nel proprio corpo, che lasciano reagire liberamente alle situazioni esterne. Il loro centro energetico di riferimento è l’addome. Si muovono quindi prevalentemente secondo i principi dell’e- nergia istintiva addominale. La pietra. Dovendo scegliere tra i quarzi, l’agata è la pie- tra più adatta al riequilibrio delle energie addominali. Questa pietra verrà associata con altre gemme (da col- locare sugli altri due centri energetici ed eventualmente su altre zone corporee), scelte in base ai malesseri della persona e avendo cura di utilizzare con molta cautela le pietre rosse che accentuano l’energia istintiva.

• Tipi emotivi - Sentimentali, sensibili, per queste persone il rapporto con l’altro è di fondamentale importanza. La loro energia gravita attorno al cuore, il centro dell’a- more e delle relazioni interpersonali. Si muovono quindi prevalentemente secondo i moti del cuore e della passione. La pietra. La combinazione di pietre si focalizzerà, quindi, attorno al cristallo che riequilibra l’energia che gravita nel cuore: scegliendo tra i quarzi, il più adatto è il calcedonio

Riza Scienze rosa. Mentre tra le gemme da abbinare si useranno con molta cautela quelle
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rosa. Mentre tra le gemme da abbinare si useranno con
molta cautela quelle gialle, che accentuano espansione ed
estroversione.
• Tipi mentali - Riflessivi, razionali, mediano le azioni con
il pensiero, tendono ad allontanarsi dalla realtà per come
viene percepita e a ricostruirla in base a qualche schema
o significato. La loro energia gravita nella testa, che utiliz-
zano per dirigere in parte o totalmente le funzioni proprie
del cuore e dell’addome.
La pietra. La combinazione di pietre si effettuerà in sin-
tonia con il cristallo che riequilibra le energie della testa:
il quarzo più adatto è il cristallo di rocca. Da evitare ab-
binamenti con le pietre nere che accentuano controllo,
disciplina, chiusura.
in fase di scelta: ecco
a cosa prestare attenzione
• Tutti e tre i tipi umani descritti tendono a squilibrare le
energie del proprio centro di identificazione e a svuotare
o a congestionare le energie degli altri due centri
energetici.
• La combinazione di pietre adatte al riequilibrio
energetico di ogni tipo sarà orientata dalle modalità
energetiche del centro di riferimento.
• La suddivisione in tre tipologie ha qualche limite. Infatti,
in ognuno di noi c’è una sovrapposizione di aspetti
istintivi, mentali ed emotivi per cui può essere difficile
distinguere la tipologia dominante.
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le tecniche dolci

come trattare i cristalli

L’acquisto - È importante utilizzare solo gemme naturali. Me- glio, quindi, acquistare le pietre da rivenditori di fiducia per

evitare di incappare in minerali trattati (colorazioni artificiali

a

irraggiamenti con particelle nucleari) e di sintesi (prodotti

di

laboratorio con le stesse caratteristiche fisico-chimiche

dei corrispondenti naturali).

La purificazione delle pietre - Lasciare le pietre immerse per almeno una notte in sale marino permette di eliminare tutte

le informazioni che hanno immagazzinato prima di arrivare

a noi. L’utilizzo del sale richiede molta prudenza perché le

pietre che in genere presentano fessure, come lo smeral- do, o molto porose, come la malachite, o con una struttura particolare, come l’opale, possono danneggiarsi. In questi casi immergere nella ciotola colma di sale un piccolo conte- nitore di vetro in cui appoggiare le pietre, che beneficeranno così dell’effetto purificante del sale senza entrare in diretto contatto con esso. Dopo quest’operazione occorre passare velocemente le pietre sotto l’acqua corrente. La rigenerazione - Esporre i cristalli alla luce del sole, evi- tando le ore calde del giorno oppure, se in accordo con la loro natura, ai raggi della luna. In alternativa deporle su un aggregato di cristalli di rocca o di ametista. La conservazione - Mantenere le pietre divise in appositi con- tenitori secondo la varietà per conservare integre le valenze energetiche e per evitare che i minerali più duri scalfiscano quelli più teneri.

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cromoterapia

Lo straordinario potere dei colori

S econdo alcune teorie, i colori possono essere utilizzati per riportare in equilibrio corpo e mente. Occorre in-

nanzitutto ricordare che il colore è dovuto alla percezione

di una banda di onde elettromagnetiche che colpiscono la

retina, dalla quale gli impulsi luminosi raggiungono la cor-

teccia cerebrale occipitale. Gli stimoli luminosi esercitano

la loro influenza anche sull’area cerebrale dell’ipotalamo, la

parte del cervello più antica rispetto alla corteccia, in cui avviene la regolazione dell’orologio biologico del corpo, delle funzioni sonno-veglia, dell’alimentazione, della temperatura corporea. L’ipotalamo agisce sulle ghiandole endocrine del cervello, l’epifisi e l’ipofisi, che governano tutte le funzioni del corpo attraverso la produzione di ormoni che, a loro vol- ta, stimolano altre ghiandole endocrine del corpo (tiroide, timo, pancreas, surreni, ovaie e testicoli).

a ogni tinta un effetto

Al lato inferiore della banda di luce visibile si colloca il rosso,

che confina con la banda delle radiazioni infrarosse. All’e- stremo opposto della luce visibile si colloca il viola, al di là

del quale si estende l’ultravioletto. Tra questi due opposti

si collocano gli altri colori. Dal punto di vista fisiologico, i

colori si possono dividere in base al loro effetto sull’uomo:

colori caldi (rosso, arancione, giallo) e colori freddi (azzurro, indaco, violetto). Il verde, al centro dello spettro della luce, rappresenta il punto di equilibrio tra questi colori. Ogni colore, come forma di energia, può influenzare i livelli del nostro essere: fisico, mentale, emozionale e spirituale.

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Scienze

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sentano i sintomi, o collocati negli ambienti in cui si vive e la- vora o contemplati durante la meditazione o il rilassamento.

• Abbigliamento colorato - Il colore viene assorbito attra-

verso gli indumenti o l’applicazione diretta sul corpo di stof- fe colorate. L’influenza positiva dei colori riguarda anche ac- cessori, oggetti, tinta delle pareti e componenti d’arredo.

• Visualizzazione - Il colore viene immaginato ed “evocato” mentalmente durante esercizi di rilassamento e di respi- razione.

• Cromomassaggio - È un massaggio in cui si utilizzano ter- re e pigmenti colorati di origine vegetale o minerale che vengono applicati direttamente sulla pelle.

aspetti siMBolici ed effetti

I colori possiedono significati psicologici di valore generale e collettivo che vanno rintracciati nell’inconscio e nel linguaggio simbolico. Ecco gli aspetti simbolici dei colori principali.

• Rosso: passione, amore, guerra, istinto, desiderio, sessualità. Utile in caso di raffreddamento delle emozioni, apatia, carenza di energia fisica e mentale, stanchezza, convalescenza dopo malattie debilitanti.• Rosso:

• Arancione: allegria, energia. Viene usato in caso di bassa vitalità,

stanchezza, calo dell’umore, inestetismi quali rughe e smagliature.allegria, energia. Viene usato in caso di bassa vitalità, • Giallo: solarità, gioia. Efficace per trattare

• Giallo: solarità, gioia. Efficace per trattare disfunzioni del tratto digestivo, come stitichezza, affaticamento del fegato, solarità, gioia. Efficace per trattare disfunzioni del tratto digestivo, come stitichezza, affaticamento del fegato, gonfiore addo- minale, digestione lenta.
disfunzioni del tratto digestivo, come stitichezza, affaticamento del fegato, gonfiore addo- minale, digestione lenta.

• Verde: equilibrio, stabilità. È indicato in caso di stress e delle sue somatizzazioni.

• Azzurro-blu: calma, serenità emotiva, rilassamento. Viene utilizzato per la sua azione rilassante. calma, serenità emotiva, rilassamento. Viene utilizzato per la sua azione rilassante.

tendenza alle

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le tecniche dolci

idroterapia

Come depurare l’organismo e stimolare la circolazione

L e acque possono migliorare le nostre condizioni psicofi- siche attraverso due vie. InTERnA - Il più noto e condiviso consiglio è bere almeno

un litro di acqua minerale naturale al giorno. Diventa regola quando si vuole effettuare un ciclo di depurazione e quando

si assumono estratti naturali a scopo disintossicante.

EsTERnA - Bagni e docce sono una forma di depurazione

naturale i cui effetti drenanti, e terapeutici in generale, sono dovuti all’azione termica e meccanica esercitata dall’acqua sull’organismo. Si rivelano particolarmente efficaci se si sottopone il corpo a stimoli diversi, alternando acqua fred- da e calda (da un minimo di 10 °C a un massimo di 40 °C); saune e bagni turchi, stimolando più energicamente la sudorazione, permettono di fare uscire attraverso la pelle

e l’apparato respiratorio le sostanze tossiche accumulate

nell’organismo. In sauna l’organismo suda grazie all’ambien- te altamente surriscaldato (dai 40 °C fino a 80-90 °C). Nel bagno turco, più indicato a chi ha la pressione bassa o non può fare la sauna, il calore è meno intenso (40-50 °C) ed

è provocato introducendo vapore, creando un’umidità supe-

riore a quella della sauna; nell’idromassaggio i getti d’acqua che fuoriescono da apposite bocchette di acqua miscelata ad aria compressa colpiscono il corpo, comprimendo e de- comprimendo i tessuti, stimolando la circolazione sanguigna

e linfatica e la diuresi e favorendo l’eliminazione delle tossine attraverso pelle e reni. Questa modalità contrasta le tensio-

ni premestruali, l’affaticamento muscolare e l’artrosi.

ni premestruali, l’affaticamento muscolare e l’artrosi. Le acque più “sane” da bere sono quelle contenute in

Le acque più “sane” da bere sono quelle contenute in bottiglie di vetro, non gassate artificialmente e a basso residuo minerale

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iridoloGia

nell’occhio la mappa del nostro stato di salute

L’ iridologia è la lettura della morfologia e della distribu-

zione dei pigmenti dell’iride. Secondo l’iridologia, infatti,

l’iride sarebbe una sorta di mappa che contiene informa-

zioni relative all’organismo nella sua totalità (come il livello

di energia, vitalità, equilibrio dell’organismo in generale) e

a singoli organi e apparati. È un assunto, che si ritrova

anche nella riflessologia plantare che tratteremo successi- vamente, secondo cui le diverse parti dell’iride sarebbero collegate ai vari organi e alle funzioni del corpo, attraverso

una particolare topografia dell’iride. Le eventuali alterazio-

ni osservate in un punto dell’iride sono da riferire dunque

all’organo o alla funzione corporea.

il corpo è proiettato sull’iride

Secondo la maggior parte degli autori il corpo è proiettato sull’iride in posizione eretta: la metà destra è rappresentata

sull’iride destra, la metà sinistra sull’iride sinistra. Ciascuna iride è stata poi idealmente suddivisa in anelli o sub-unità circolari, riferiti a funzioni generali o a strutture ampiamen-

te rappresentate (sistema nervoso simpatico, parasimpa-

tico, funzione digestiva, circolazione, sistema endocrino, pelle) e in settori radiali, corrispondenti ai vari organi. La maggior parte delle scuole suddivide l’iride in 12 settori (come il quadrante di un orologio) e in 7 anelli, che dall’in- terno all’esterno sono: margine pupillare (orlo pupillare), considerato zona di proiezione del sistema nervoso para- simpatico, del sistema nervoso centrale (in particolare del

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Scienze

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le tecniche dolci

Il

margine

pupillare

è

indice

dell’energia

vitale, delle

funzioni

metaboliche

fondamentali

e

della risposta

immunitaria

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midollo spinale), della colonna vertebrale; anello gastrico, area di proiezione dello stomaco; anello intestinale, area

di proiezione dell’intestino; siepe, proiezione del sistema

nervoso simpatico; anello della grande circolazione, del sistema gangliare ed endocrino; anello della proiezione organica, a sua volta suddiviso in settori in cui sarebbero proiettati tutti gli organi del corpo; anello cutaneo o della circolazione periferica.

identificare le disfunzioni del corpo

L’iridologia va utilizzata come una “segnalazione” di qual-

che processo di disfunzione in atto e va accompagnata con

una verifica frutto di altre rilevazioni e colloqui. Quando si parla di “organi” in chiave olistica si dovrebbero intendere

in senso energetico, analogamente a quanto avviene, per

esempio, nella concezione orientale (cinese, in particolare) e non tanto gli organi anatomici. L’esempio - Se l’esame iridologico evidenzia una disfunzione del fegato non si dovrebbe intendere che la persona ha una malattia epatica in atto o in fase iniziale e che quindi dovrebbe rivolgersi al medico per richiedere un’ecografia o un prelievo. Al contrario! Si dovrebbe verificare se questo rilievo iridologico ha effettivamente una corrispondenza con l’atteggiamento dell’individuo, in particolare con la sua ca- pacità di gestire rabbia, ira, collera.

come si svolge l’esame iridologico

Per la valutazione dell’iride si utilizza un iridoscopio, un par- ticolare microscopio dotato di lenti d’ingrandimento e di un sistema di illuminazione che consente di mettere bene in luce l’iride per poterla osservare. Le osservazioni rilevate all’iridoscopio vengono segnate a mano su una mappa iri-

dologica cartacea. Esistono anche iridoscopi con la possi- bilità di collegare una fotocamera per scattare fotografie dell’iride in modo da completare l’esame successivamente

e confrontare eventuali modifiche nel corso del tempo. Nella valutazione dell’iride, l’iridologo presta attenzione a di- versi tipi di segnali che può osservare nell’iride; ecco quali:

• segni strutturali: sono diradazioni indice di un indeboli-

mento funzionale e strutturale dell’organo corrispondente; lacune che depongono per una vulnerabilità strutturale de- gli organi corrispondenti; “cripte” segnali di debolezza co- stituzionale della struttura corrispondente; difetti possono indicare una predisposizione patologica;

• segni cromatici: sono le variazioni osservabili del colore di una parte dell’iride rispetto al resto. Un colore grigiastro, per esempio, potrebbe indicare debolezza costituzionale e predisposizione a difficoltà funzionali degli organi e degli

apparati localizzati nell’anello o nel settore in cui si trova la zona grigiastra; un colore bianco argenteo farebbe ipotiz- zare processi irritativi, infiammatori. Le aree di depigmen- tazione, invece, potrebbero essere indice di una riduzione funzionale degli organi corrispondenti;

• segni riflessi: sono, appunto, segni lineari come rag-

gi, fessure, anelli, archi che possono indicare disfunzione dell’organo corrispondente.

Attraverso le informazioni raccolte dall’osservazione diret- ta, l’esame iridologico cerca di valutare i seguenti parame- tri vitali:

• la capacità della persona di mantenere un buon equilibrio

vitale, reagire agli agenti infettivi (con le proprie difese im- munitarie), difendersi dalle degenerazioni cellulari;

• il livello energetico o di stress in atto;

• il livello di “accumuli tossici” nell’organismo.

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di “accumuli tossici” nell’organismo. Riza Scienze L’iridologia non è un metodo di diagnosi medica, ma una

L’iridologia non è un metodo di diagnosi medica, ma una tecnica di valutazione orientativa di aspetti funzionali dell’organismo, da confrontare sempre con il contesto dell’individuo

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le tecniche dolci

il massaGGio psicosomatico

Il tocco che agisce sul sistema nervoso centrale

O gni sensazione tattile invia al sistema nervoso centrale un’enorme quantità di informazioni. Per questo toccare

la pelle significa instaurare un dialogo profondo con l’intero psicosoma della persona e le varie tecniche di massaggio costituiscono una forma di comunicazione privilegiata.

fa Bene a corpo e Mente fin dai tempi antichi il massaggio è stato considerato
fa Bene a corpo e Mente
fin dai tempi antichi il massaggio
è stato considerato un’attività fondamentale
per il benessere e l’equilibrio psicofisico

scioglie tensioni e rigidità

Il massaggio psicosomatico è una tecnica particolare ela-

borata in origine da uno dei docenti della Scuola di Naturo- patia dell’Istituto Riza, Giovanni Oliva. Lo scopo principale del massaggio psicosomatico è faci- litare l’evoluzione dei processi naturali che portano a una

nuova consapevolezza di sé, grazie al contatto che provoca

un coinvolgimento globale della persona toccata, con rifles-

si fisici, psicologici e relazionali.

Dal punto di vista fisico, chi viene massaggiato acquisi- sce una maggiore percezione del proprio corpo, arrivando

a rendersi conto che la parte toccata è tesa, bloccata o

quasi “sconosciuta” e favorendo la modifica della rappre- sentazione mentale del proprio schema corporeo, il ponte

di passaggio tra il piano psichico e quello fisico. Le stimo-

sentazione mentale del proprio schema corporeo, il ponte di passaggio tra il piano psichico e quello
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lazioni tattili attivano messaggi nervosi che raggiungono il sistema limbico del cervello, la parte in cui si sformano le emozioni e si attribuisce alle sensazioni una valenza af- fettiva. In generale l’obiettivo del massaggio psicosomatico è creare benessere attraverso l’equilibrio psicofisico delle varie componenti di sé lasciando andare sullo sfondo i pen- sieri e facendo sì che la mente si orienti sul corpo e sulle sensazioni di pace e di calma che si generano quando ci si libera dai giudizi e dalle elucubrazioni mentali.

i tre livelli dei tocchi

Ogni tocco dell’operatore agisce sulle quattro componenti dell’essere umano: biologica, energetica, immaginativa e

relazionale. I tocchi sono da regolare in base alle necessità e alle caratteristiche del soggetto.

• Tocchi di primo livello - È il livello più superficiale che

tocca il sistema osteoarticolare, la componente solida del corpo. È un tipo di tocco che attiva la sensibilità proprio- cettiva che ha i ricettori situati nei tendini, nei muscoli e

nelle articolazioni. Dal punto di vista psicologico coinvolge la parte “dura” della nostra interiorità, legata alla volontà, alla vigilanza e all’attenzione. Sono tocchi molto netti in cui si avverte in modo ben distinto l’inizio e la fine, adatti a chi predilige situazioni chiare, definite, precise, con pochi margini di variabilità e a chi attribuisce poche sfumature alle proprie sensazioni ed è in generale poco disponibile al contatto tattile.

• Tocchi di secondo livello - Questi tocchi coinvolgono la

parte viscerale del corpo, agiscono sulla componente liqui- da dell’organismo, collegabile alle parti fluide, come il san- gue, la linfa e i liquidi addominali. È legata alle attività vege- tative del corpo, indipendenti dalla volontà, dalla vigilanza e

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dall’attenzione. È una parte “molle” anche dal punto di vista psicologico, mutevole e in continuo movimento. Questi toc- chi si avvertono in modo meno definito e sono più idonei per accompagnare l’abbandono dell’attività razionale. Il livello di profondità intermedio li rende adatti a chi presenta situa- zioni di “stasi” e che manifesta la necessità di “attivarsi”, stimolando e riattivando la parte fluida a livello psicofisico. • Tocchi di terzo livello - Sono i tocchi che raggiungono il livello più profondo. Agiscono sulla struttura tattile-termica e sulla sensibilità esterocettiva che ha ricettori localizzati sulla pelle. Questi tocchi arrivano molto nel profondo per- ché attivano sensazioni legate ai rapporti affettivi e intimi, strettamente personali. Trasmettono un messaggio di par- tecipazione, di presenza, di condivisione non condizionata da giudizi e ragionamenti. Sfumati, favoriscono l’abbandono dell’attività razionale e permettono di avvertire le sensazio- ni sopite e di praticare le tecniche immaginative.

coMe si svolge la seduta

All’inizio della seduta di massaggio vengono praticati 6 tocchi “propedeutici” per

scegliere il livello relazionale più adatto. Consistono in 2 tocchi per

ogni via sensitiva: la propriocettiva, l’enterocettiva e la tattile-termica.

propedeutici, e dopo aver riconosciuto il livello più adatto per en-

trare in contatto corporeo col soggetto, l’operatore procede con il trat- tamento vero e proprio. Per farlo il massaggiatore ricorre a una serie di tocchi, 18 dei quali sono ritenuti fondamentali e suddivisi in quattro

categorie, a seconda delle parti del corpo che vengono coinvolte: i tocchi agli arti superiori, i tocchi alla schiena, quelli che agiscono sul centro cor-

tocchi del respiro. Alcuni di questi tocchi possono essere praticati per contrastare la tensione al collo, alle spalle, alle gambe e all’ad-

dome, permettendo così di prolungare gli effetti positivi ottenuti dal massaggio

psicosomatico eseguito da operatori preparati ed esperti.

testare e, poi,

Dopo i tocchi

poreo e i su se stessi

psicosomatico eseguito da operatori preparati ed esperti . testare e, poi, Dopo i tocchi poreo e
psicosomatico eseguito da operatori preparati ed esperti . testare e, poi, Dopo i tocchi poreo e
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Riza Scienze riflessoloGia Massaggiando i piedi si equilibra l’energia che scorre nel corpo L a
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riflessoloGia
Massaggiando i piedi si equilibra l’energia che
scorre nel corpo
L a riflessologia plantare è una tecnica di massaggio pra-
ticata sulla superficie plantare e in parte dorsale dei
piedi. Si basa sull’assunto teorico secondo cui sulla pianta
del piede sarebbe rappresentata l’intera superficie del cor-
po umano. Un punto del piede che è in relazione con una
determinata porzione corporea è detto “punto riflesso”.
visione gloBale
della pianta del piede
calotta cranica
circolazione linfatica superiore
circolazione linfatica superiore
cervello
ipofisi
cervelletto
occhio
occhio
vertebre cervicali
esofago
orecchio
orecchio
tiroide
laguna linfatica
vertebre dorsali
polmoni
polmoni
stomaco
surrenali
plesso solare
plesso solare
pancreas
coledoco
duodeno
cistifellea
rene
milza
fegato
vertebre lombari
colon traverso
uretere
colon traverso
vertebre sacrali
intestino tenue
intestino tenue
vertebre coccigee
valvola ileo-cecale
vescica
colon ascendente
colon discendente
genitali
retto
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il legame tra i vari organi e il piede

Secondo questa teoria, quando un organo, un viscere o una funzione corporea vanno incontro a uno squilibrio fun- zionale (affaticamento o “blocco”), il corrispondente punto riflesso sul piede lo esprime variando la consistenza del tessuto dell’area di riferimento che, inizialmente, diventa molle. Se l’alterazione non viene risolta, il corpo cerca degli adattamenti alterando la funzionalità di altri organi. La zona che sul piede prima era molle inizia quindi a indurirsi. Se i messaggi di disagio vengono ancora ignorati, le aree del piede da dure tenderanno a divenire legnose. Il processo può essere invertito attraverso il massaggio plantare che, andando ad agire sulle aree di cute indurita o legnosa, “la- vorerà” di riflesso anche sugli organi corrispondenti, grazie al fatto che la stimolazione dei punti riflessi attiverebbe del- le stimolazioni nervose che giungono al sistema neuronale centrale. Quest’ultimo a sua volta, in seguito ai “messaggi” ricevuti attiverebbe una migliore irrorazione sanguigna e linfatica agli organi, visceri e funzioni correlate, provocando un lento e costante miglioramento delle loro condizioni. La presenza di dolore durante la fase attiva di trasformazio- ne del tessuto è indicativa del fatto che il cambiamento è avviato.

le “mappe” plantari

Esistono diverse mappe di riflessologia plantare, con lievi differenze a seconda della scuola di appartenenza. Tuttavia, in linea di massima, idealmente la pianta del piede può es- sere suddivisa in quattro zone. La prima zona comprende tutte le dita del piede: corri- sponde alla testa, al collo, fino alla clavicola e alla spalla. È legata all’elemento “aria” e a tutti i disturbi connessi a

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questo elemento (problemi respiratori come raffreddore,