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ANALISI DEL PASSO

Negli ultimi decenni, l'evoluzione della scienza del cammino ha prodotto una serie di termini e concetti relativi alle osservazioni della
camminata umana. La terminologia che descrive la camminata umana iniziata con frasi descrittive ottenute dallosservazione e
dallanalisi cinematica di soggetti normali. I contributi separati di Saunders e al. (3), Perry (4), Sutherland (5,6) e altri studiosi hanno
aumentato la comprensione della scienza del cammino e la sua terminologia.
Gli studi di Jacquelin Perry, soprattutto, sono sfociati in termini descrittivi per le fasi e le funzioni della biomeccanica del cammino(7).
Queste fasi e funzioni hanno ricevuto ampia accettazione da parte degli studiosi, quindi seguendo la classificazione internazionale
possiamo denominare ogni fase del camino umano.

(Gait cycle ) il ciclo del passo

Nel cammino le gambe ripetono una sequenza di movimenti che portano avanti il corpo, mantenendo un assetto stabile. Ogni sequenza
si sviluppa in una serie dinterazioni tra i vari segmenti delle gambe e la massa totale del corpo.

Per comprendere la complessit degli eventi che intercorrono tra un passo e laltro, bisogna considerare diversi aspetti.
Ci sono tre approcci di base:
Suddividere il ciclo del passo secondo le variazioni del contatto reciproco dei due piedi col suolo.
Misurare il tempo e la lunghezza del passo.
Indagare sul significato funzionale delle fasi del cammino.

Variazioni del contatto reciproco dei due piedi col suolo.


Durante il cammino, una gamba serve come supporto mentre laltra avanza in un nuovo sito di supporto, poi le gambe invertono i ruoli
e la gamba che era stabile diventa mobile, mentre la gamba mobile diventa stabile.
Una singola sequenza per un arto chiamato ciclo del passo(gait cycle).
Il momento del contatto col suolo facilmente osservabile, quindi, questo evento stato scelto come inizio del ciclo del passo.
Normalmente le persone iniziano il contatto con il suolo appoggiando il tallone (heel strike, colpo di tacco) ma non tutti hanno questa
capacit.

Divisione del ciclo

Ogni ciclo del passo diviso in due periodi; la fase dappoggio (stance) e la fase doscillazione(swing).
Ogni ciclo inizia e termina con entrambe i piedi a contatto con il terreno, mentre a met ciclo solo un piede tocca il terreno e laltro
sempre sul suolo.
Possiamo, quindi, dividere il ciclo del passo in tre intervalli.
Fase iniziale di doppio appoggio o carico: quando entrambe i piedi sono al suolo, il carico del peso del corpo equamente diviso sui
piedi, anche se non avviene per la maggior parte di questa fase.
Supporto(Carico) su una sola gamba; inizia quando il piede opposto sollevato per oscillare. Durante questa fase lintero peso del
corpo tenuto su una sola gamba. La durata di questa singola fase il miglior indice della capacit di carico degli arti.
Fase terminale di doppio appoggio: inizia con il contatto al suolo della gamba controlaterale a continua fino a che la gamba iniziale
sollevata per oscillare (toe-off alluce gi).In questa fase la distribuzione del carico molto asimmetrica.

Misurazione dei tempi e della lunghezza del ciclo.

Grossolanamente possiamo dire che la fase dappoggio occupa il 60% della ciclo del passo, mentre il 40% costituito dalla fase

doscillazione.
I tempi per la fase di carico sono divisi in;
10% per il doppio appoggio iniziale
40% per il supporto di una singola gamba
10% per il doppio appoggio finale
Bisogna notare che lappoggio su una sola gamba corrisponde alloscillazione dellaltra ed avviene due volte nello stesso periodo.

Questi tempi variano secondo la persona e la velocit con cui cammina. E stato dimostrato che la durata di queste fasi inversamente
proporzionale alla velocit con cui si cammina, perci ad una velocit di 80m/min la fase dappoggio dura il 62% e quella doscillazione
il 38%. Il tempo complessivo delle due fasi diminuisce man mano che la velocit aumenta, viceversa aumenta man mano che la velocit
diminuisce.
Camminare velocemente, probabilmente, allunga la fase di supporto su una sola gamba, mentre abbrevia il doppio appoggio.
La caratteristica base del camminare cambiare il ruolo delle gambe quando si ha un doppio appoggio; se questa fase viene omessa si
sta correndo.

Le otto fasi del passo

Il ciclo del passo si divide in otto fasi funzionali. Tecnicamente sarebbero sub-fasi, visto che le fasi del ciclo del passo sono lappoggio e
loscillazione, ma la pratica comune, denomina questi intervalli funzionali; fasi.
La combinazione di queste otto fasi assolve tre compiti basilari che sono;
Il carico del peso,
Il sostegno su una sola gamba,
La progressione dellarto.
Il carico del peso comincia con il periodo dappoggio e usa le prime due fasi del ciclo del passo (contatto iniziale, reazione al carico).
Il supporto su un solo arto continua con le altre due fasi ( appoggio mediale e lappoggio terminale).Lavanzamento dellarto comincia
nella parte finale della fase di sostegno ( pre-oscillazione) e continua nelle tre fasi doscillazione ( inizio delloscillazione, oscillazione
mediale e oscillazione terminale).

Il carico del peso

Questo il compito pi impegnativo del ciclo del passo.


I tre schemi funzionali servono:
Per assorbire gli urti,
Garantire liniziale stabilit degli arti,
Preservare la progressione.
La sfida trasportare il peso sopra la gamba che ha appena finito loscillazione in avanti ed ha un allineamento instabile.

Prima fase: il contatto iniziale

Questa fase consiste nel momento, in cui il piede tocca il terreno. Lobbiettivo di disporre la gamba per partire con la

fase di sostegno in modo tale che il tallone oscilli in avanti. Lanca flessa, il ginocchio esteso, la caviglia va dalla
dorsiflessione al neutro, mentre il contatto col suolo fatto con il tallone. Laltra gamba alla fine della fase dappoggio.

Seconda fase: reazione al carico

Questa linizio del periodo di doppio appoggio. La fase comincia con il contatto iniziale del suolo e continua fino a che laltra

gamba non si solleva per loscillazione. Il peso del corpo trasferito sopra la gamba anteriore. Il tallone usato
come un fulcro,mentre il ginocchio flesso per assorbite lurto. La flessione plantare della caviglia limita il perno del tallone per il
contatto dellavampiede col terreno. La gamba opposta nella sua fase di pre-oscillazione.

Supporto su una sola gamba

Mentre la progressione continua; laltro piede si solleva per iniziare loscillazione, un solo arto supporta il peso del corpo sul piano
sagittale e sul coronale. Questo periodo dura fino a che il piede opposto tocca il suolo.
Questo periodo si sviluppa in due fasi, lappoggio mediale e lappoggio terminale, differenti per i loro principali meccanismi di
progressione.

Fase terza: medio carico

Nella prima met del periodo di appoggio su una sola gamba, una gamba che sostiene il peso avanza sul piede stabile per la
dorsiflessione della caviglia, mentre lanca e il ginocchio sono estesi. Contemporaneamente larto opposto, avanzando, si trova a met
della fase doscillazione.

Quarta fase: carico terminale

Durante la seconda met del periodo di carico, il tallone della gamba che sostiene il peso si alza e larto avanza sullavampiede che
oscilla, il ginocchio aumenta la sua estensione e incomincia a flettersi leggermente. Laumento dellestensione dellanca spinge larto in
una posizione dinseguimento. Laltra gamba nella fase terminale doscillazione.

Avanzamento dellarto

La posizione preparatoria che soddisfa la prestazione dellavanzamento, comincia con lappoggio. Poi la gamba oscilla e attraverso tre
posizioni; si solleva, avanza e si prepara per il nuovo intervallo dappoggio.
Le quattro fasi del passo si sviluppano attraverso:
1. La pre-oscillazione( fine della fase dappoggio),
2. Linizio delloscillazione,
3. Loscillazione media
4. La fine delloscillazione.

Fase quinta: pre-oscillazione

Questa fase, che stata anche chiamata di trasferimento del peso o di rilascio del peso, la fase terminale dellintervallo di doppio

appoggio del ciclo del passo.


Il peso corporeo trasferito bruscamente e scaricato prontamente sulla gamba, questo arto non da un attivo contributo allevento, ma
larto liberato usa la sua libert per prepararsi ad una rapida oscillazione.
Quando la gamba che avanza tocca il terreno, inizia il periodo terminale di doppio appoggio. La gamba di riferimento risponde con un
aumento della flessione plantare della caviglia, una grande flessione del ginocchio e una piccola estensione dellanca. La gamba opposta
sta assumendo il carico.

Fase sesta: Inizio delloscillazione

Questa fase circa un terzo del periodo doscillazione. Inizia con il piede che si alza dal suolo e termina con loscillazione del piede
sullaltra gamba portante. Il piede sollevato per la flessione dellanca e laumento della flessione del ginocchio. La caviglia solo
parzialmente in dorsi flessione. Laltra gamba nella fase di medio carico.

Fase settima: oscillazione media

Questa seconda fase del periodo doscillazione comincia con la gamba oscillante in avanti e la tibia in verticale. Lavanzamento
dellarto anteriore porta il peso del corpo in avanti per la flessione dellanca. Il ginocchio pu estendersi come risposta alla gravit
mentre la caviglia continua ad andare dalla dorsiflessione al neutro. Laltra gamba nellultima parte del medio appoggio.

Fase ottava: fine delloscillazione

Questa fase inizia con la tibia verticale e finisce quando il piede colpisce il terreno.
L' avanzamento dellarto completato e la gamba si muove avanti sulla coscia. Il ginocchio in estensione, mentre lanca mantiene
appena la flessione e la caviglia continua ad andare dalla dorsiflessione al neutro. Laltra gamba al termine della fase di carico.

Le funzioni di base

Camminare su un terreno accidentato, salire, scendere, cambiare direzione, correre, ballare, praticare uno sport, sono tutte attivit
che hanno bisogno di un certo impegno, ma sebbene siamo diverse le richieste tutte hanno in comune un modello funzionale di base che
progredire in avanti su un terreno pianeggiante.
Durante il cammino, il corpo funzionalmente diviso in due unit.
La prima il passeggero, la seconda il locomotore, sebbene in entrambe ci siano movimenti e azioni muscolari, lintensit del lavoro e

del coinvolgimento nel cammino sono differenti.


Il passeggero, che costituito dal tronco, la testa e le braccia, riduce al minimo il suo coinvolgimento nella funzione diventando,
appunto un passeggero, virtualmente responsabile soltanto del suo allineamento sul sistema locomotore.

Elftman ha introdotto il termine H.A.T. (inglese Cappello, Head : testa, Arms braccia, Trunk tronco.) per enfatizzare il
concetto che questa unita sta sopra ed porta dal sistema locomotore.
Lazione muscolare del collo e del tronco serve per mantenere un allineamento neutro delle vertebre con i un minimo aggiustamento
della postura durante il cammino.
Loscillazione delle braccia coinvolta con elementi passivi e attivi ma non sembrano essenziali per la normale camminata.
Le strutture comprese nellHAT costituiscono una gran massa che rappresenta circa il 70% del peso corporeo. Il centro di gravit di
questa struttura si trova appena davanti alla decima vertebra toracica.

Le due gambe e il bacino, anatomicamente formano il sistema locomotore. Larticolazione lombosacrale, le due
articolazioni delle anche, le caviglie, larticolazione subtalare, le metarsofalangee sono le undici articolazioni coinvolte in

questo sistema. I segmenti ossei, bacino coscia, gamba, piede e dita servono da leve e per ogni
arto ci sono 57 muscoli che ne controllano il movimento.
Il bacino, In particolare, funge da ponte tra le gambe e unisce il tronco con le anche.
Lapparato locomotore supporta quattro funzioni principali:
Genera la forza propulsiva
Mantiene la stabilit nonostante i cambiamenti della postura.
Minimizza gli urti dellimpatto col suolo
Conserva lenergia riducendo la richiesta dello sforzo muscolare.
Ladempimento di queste funzioni dipende da schemi motori distinti, che sintersecano nei tre piani dello spazio, ciascuno dei quali
rappresenta una serie complessa di relazioni tra la massa del corpo e gli arti.

MANTENERE LA STABILITA

Stare eretti determinato da un equilibrio funzionale tra lallineamento del corpo e lattivit muscolare di ciascuna articolazione.
Ogni segmento del corpo riesce a controllare il suo peso che cade verso il suolo, tirato dalla gravit. Considerando il centro di

gravit come un punto, possiamo affermare che questo rappresenti il peso della massa. C una stabilit passiva
quando il centro di gravit del segmento superiore direttamente allineato sopra il centro delle articolazioni di supporto.
La sicurezza di questa posizione dipende dalla qualit della superficie di supporto e dalle forze esterne.
Nel corpo ci sono tre situazioni anatomiche che minano la stabilita della posizione eretta.
Il peso del corpo: il 70% del peso corporeo si trova sopra gli arti, che costituiscono solo il 30%.
Gli arti sono ununit multisegmentale.
La forma delle articolazioni pi basse degli arti (caviglia, piede).
Lallineamento del peso del corpo un fattore prioritario. Durante la stazione eretta e il cammino, leffetto del peso del corpo
identificato dai vettori del corpo; in pratica il corpo cade in basso ma genera una forza uguale e contraria.(legge di Netwon)
Il sistema articolare costruito pi per la mobilit che per la stabilit, le ossa sono lunghe, le superfici articolari arrotondate; quindi si
richiede un controllo delle forze.
Le forze implicate in questo meccanismo sono:
La caduta del peso del corpo.
La tensione dei legamenti
Lattivit muscolare

Un equilibrio passivo tra i vettori del corpo e la tensione dei legamenti, pu essere raggiunto attraverso liperestensione delle anche e
delle ginocchia, utilizzando il legamento obliquo posteriore delle ginocchia e il legamento ileofemorale delle anche.
Liperestensione di queste articolazioni permette al peso del corpo di passare anteriormente allasse delle ginocchia e posteriormente

allasse delle anche. In questo modo le articolazioni sono bloccate da due forze opposte il peso del corpo e la
tensione dei legamenti. Nelle caviglie c una ricerca simile di stabilit passiva. Le caviglie non sono dislocate in mezzo al piede, sono
pi vicine al tallone che alla testa dei metatarsi, inoltre la tuberosit calcaneare una superficie appoggio molto ristretta rispetto alla
punta di questosso.
L apice arrotondato di questa tuberosit abbastanza in linea con il margine posteriore dellarticolazione della caviglia: quindi il limite
di sicurezza di circa un centimetro. Anteriormente la met del piede e lavanpiede si estendono per circa 10 centimetri fino alla testa
dei metarsi. Il punto di mezzo tra la testa dei metatarsi e la tuberosit calcaneare dovrebbe essere circa 5 cm anteriormente allasse
traverso della caviglia. Disporre i vettori del corpo sopra questo punto richiede una dorsiflessione della caviglia di circa 5, attuata dal
muscolo soleo che controlla lallineamento anteriore della tibia.
Lo stato di quiete
Teoricamente stare fermi in piedi richiede un impegno muscolare minimo, visto che il peso distribuito tra i due piedi, sempre

teoricamente lequilibrio mantenuto dal perfetto allineamento del centro del passeggero ( margine anteriore
dellundicesima o decima vertebra toracica) sopra lasse delle anche, delle ginocchia, delle caviglie e delle articolazioni subtalari.
La stabilit manca se nessunarticolazione bloccata, quindi una minima oscillazione, anche il battito del cuore, pu compromettere
lequilibrio di tutti i segmenti.
E stato visto che in un corpo eretto, in uno stato di quiete, lequilibrio mantenuto dai vettori del corpo che partendo dal centro della
testa ( tra le orecchie) si proiettano in basso davanti alla quarta vertebra lombare e si arrestano nel piede 1,5 cm davanti alla caviglia.
E stato visto che un avanzamento di 5 cm indice di un cattivo allineamento, anche solo 2 cm indicano una variazione notevole della
localizzazione del centro di pressione.
Lallontanamento dal corretto allineamento determinato dalla variazione di mobilit delle articolazioni delle caviglie e delle ginocchia
e dal relativo allungamento dei muscoli soleo e gastrocnemio.
Lo stabile allineamento dei vettori del corpo, con lestensione delle ginocchia ridotta a zero, richiede la dorsiflessione della caviglia.
Le persone che tengono le ginocchia in iperestensione possono avere un allineamento simile mantenendo le caviglie in posizione neutro
o in leggera flessione plantare.
In una corretta posizione statica, per; la proiezione del centro di gravit del corpo posto a 0,6 cm posteriormente allasse dellanca e
anteriormente alle caviglie.
Sul piano coronale la larghezza dellarea di supporto dei piedi di circa 7 cm tra il centro dei due piedi. Unequa divisione del peso del
corpo, scarica i vettori del corpo al centro di questarea di supporto, anche se in pratica si tende sempre a slittare leggermente a
destra.
LO stato di quiete della posizione eretta in realt non uno stato di quiete totale perch c sempre una lenta ma continua oscillazione
da una gamba allaltra sul piano sagittale e su quello coronale.(7-8-16-17).
Le misurazioni hanno dimostrato che questo spostamento di 5mm lateralmente e 8mm in avanti, si ottiene cos un piccolo arco, che
si attua ad una velocit tra i quattro e i sei cicli il secondo.
Normalmente le persone per gli spostamenti volontari possono usare il 54% della lunghezza del piano sagittale e il 59% della larghezza
del piano coronale e mantenere una stabile posizione eretta.Questo dimostra quanto versatile la postura umana.
La capacit di stare in piedi fermi su due gambe, simile alla posizione al medio appoggio del ciclo del passo quindi; questa posizione
pu essere considerato un test preliminare della capacit di camminare. Lallineamento ha bisogno della percezione dellequilibrio,
della mobilit delle articolazioni e del controllo muscolare.

LA STABILIT DINAMICA

Durante il cammino, il corpo si muove da dietro in avanti sul supporto dei piedi; per tutto il tempo, larea di supporto dei piedi cambia
dal tallone alla pianta allavanpiede.
Solo a met del periodo dappoggio, il corpo approssimativamente allineato come nella postura da fermo. Allinizio del ciclo

del passo, quando la gamba sostiene il carico, il piede allineato con il tronco; a questo punto i vettori del corpo
sono anteriori allanca e posteriori al ginocchio. Entrambe le articolazioni creano una flessione rotatoria, necessaria ad attivare

lestensione dei muscoli che tirano indietro il corpo che sta cadendo in avanti. Durante il medio appoggio, il corpo sopra il piede,
riducendo a zero lestensione rotatoria, lavanzamento continua e gradualmente il corpo introduce unestensione passiva dellanca e
della caviglia. Nello stesso tempo il peso del corpo passa oltre la caviglia introducendo una nuova area dinstabilit posturale. Ora il
controllo attivo della flessione plantare deve equilibrare la caduta in avanti del peso del corpo. Per tutta la durata dellappoggio,
lazione muscolare diretta per decelerare linfluenza della gravit e lo slancio creato dellestensione rotatoria dellanca e della
caviglia e dalla dorsiflessione della caviglia, che minaccia la stabilit.
Camminando velocemente i vettori del corpo aumentano la domanda muscolare per la decelerazione.

LAPPOGGIO SU UN SOLO ARTO

Quando entrambe i piedi sono a contatto con il suolo, il tronco sostenuto bilateralmente, se un piede sollevato per oscillare
questequilibrio disturbato.
Ora, il centro dellHAT allineato nel centro del sostegno dei due arti e le anche, molto mobili, sono il ponte di congiunzione. Per
preservare lequilibrio su una sola gamba sono necessarie due azione preparatorie; che sono la traslazione laterale della massa corporea
e lazione muscolare delle articolazioni delle anche che stabilizza il bacino e il tronco tenendoli eretti.
Durante la stazione eretta da fermi, la traslazione del corpo porta il peso su un piede, usando il valgismo del ginocchio e della caviglia.
Durante il cammino, linstabilit cercata fino a che la gamba che sta oscillando sar pronta ad intercettare, diminuendo il valgismo
del ginocchio, la caduta corpo allinizio del nuovo passo.

IL PROGREDIRE

La funzione basilare del sistema locomotore quella di muovere il corpo in avanti da un posto allaltro in modo che la testa e le mani
possano svolgere i loro numerosi compiti.
Per realizzare questobiettivo, la caduta in avanti del peso del corpo usata come principale propellente; ma la mobilit alla base

dellarto di supporto un fattore critico nella libert della caduta.


Il punto cruciale del sistema costituito dai piedi e dalle caviglie che per tutta la fase dappoggio, conservano lo slancio. In maniera
seriale il tallone, la caviglia e lavampiede servono come un dondolo che permette al corpo di avanzare mentre le ginocchia, di base,
mantengono lestensione.
La progressione si attua perch i muscoli della caviglia trattengono larticolazione, mentre loscillazione in avanti dellarto contro
laterale costituisce una seconda forza di trazione.
Questa seconda forza generata dallaccelerazione dellavanzamento della gamba e dal suo allineamento anteriore. La somma di
queste azioni fornisce la spinta e nello stesso tempo diminuisce lo slancio residuo sulla gamba dappoggio. Un momento particolarmente
critico si ha durante il medio appoggio quando; i vettori del corpo, passata la verticale, ancora attuano una posizione di caduta in
avanti.
Alla fine del passo il peso del corpo che cade intercettato dalla gamba controlaterale, che sta oscillando in avanti per assumere il
ruolo di gamba portante. In questo modo un ciclo di progressione viene iniziato e perpetuato da una serie dazioni reciproche tra le due
gambe.

INIZIO DEL PASSO

Dalla fase iniziale di quiete, con il peso distribuito su entrambe, i piedi, ci sono tre azioni fondamentali per iniziare a camminare.
La sequenza inizia con un piccolo spostamento del peso corporeo in avanti per poter sollevare la gamba.
Presumibilmente questo serve per valutare la massa da sollevare(1.12)poi; tutto il peso trasferito lateralmente sulla gamba
dappoggio, per ultimo il peso si sposta in avanti sulla gamba dappoggio, cos il corpo allineato per cadere in avanti e il piede
oscillante sollevato.
Il controllo della caviglia sullarto dappoggio modificato per consentire la caduta in avanti. Lesatto schema dazione dipende dalla
posizione di partenza, normalmente con la caviglia in leggera dorsiflessione, il muscolo soleo riduce leggermente la sua forza e la tibia
aumenta la sua inclinazione, il peso del corpo segue il cambiamento dallineamento. Quando una persona sta con le ginocchia in
iperestensione e le caviglie sono in leggera flessione plantare, il tibiale anteriore e lestensore lungo delle dita si contraggono per tirare
in avanti la tibia.
Una volta oltrepassato lasse verticale, la gamba controllata dal muscolo soleo nella maniera abituale, quindi; senza tener conto
della posizione di partenza delle gambe, il passo inizia sempre con lo spostamento del peso e lo sbilanciamento anteriore sulla gamba
dappoggio. Il sollevamento della gamba in oscillazione serve per cambiare la posizione del corpo per la propulsione.
La flessione dellanca e la dorsiflessione della caviglia della gamba in oscillazione, creando una forza in avanti, disturbano

lequilibrio da fermo, in pi la rapida flessione dellanca aggiunge


unaccelerazione che naumenta leffetto.
La caduta del peso del corpo intercettata dallarto contro laterale, che al momento ha completato la sua oscillazione in avanti ed
pronto per assumere il ruolo darto dappoggio. Il contatto con il suolo fatto con il tallone per permettere la progressione in appoggio.
In questo modo si perpetua una serie dazioni reciproche tra le due gambe.

IL CICLO DI PROGRESSIONE

Lavanzamento dipende dalla mobilit dellarto di supporto. Appena il peso del corpo spostato sullarto, la forza principalmente
diretta verso il suolo, quindi, il procedere del corpo dipende dal redirezionamento di questa forza, in modo da combinare progressione e
stabilit.
Lelemento essenziale per la progressione sullarto dappoggio lazione altalenante del piede e della caviglia anche tutta i gradi
destensione passiva del ginocchio e dellanca sono dei fattori critici.
Il bilanciere del tallone
Appena il peso del corpo caricato sullarto dappoggio, limpulso generato dalla caduta in avanti preservato dal bilanciare del
tallone.
Il contatto con il suolo attuato dalla superficie arrotondata della tuberosit del calcagno, come il peso del corpo scaricato sul piede,
il segmento dosso che sta tra la tuberosit calcaneare e il centro dellarticolazione della caviglia serve da fulcro per far rotolare in

avanti il piano.
I muscoli pre-tibiali frenando la caduta del piede creano un vincolo con la tibia che t tira la gamba in avanti.
Questo effetto di progressione trasmesso alla coscia dal quadricipite, infatti; mentre questo muscolo frena la flessione del ginocchio
unisce anche il femore alla tibia, in questo modo il bilanciere del tallone facilita la progressione dell'intero arto di supporto. Da tutto ci
consegue che una rilevante parte della forza di caduta diretta in avanti piuttosto che essere totalmente scaricata verso il suolo.

Il bilanciere della caviglia

Una volta che lavampiede caduto al suolo, la caviglia diventa il fulcro della progressione. Con il piede fermo, la tibia continua ad

andare avanti per la dorsiflessione passiva della caviglia avvenuta come risposta allimpulso.
Durante questo periodo i vettori del corpo avanzano per la lunghezza del piede fino alla tasta dei metatarsi. Un aspetto critico del
bilanciere della caviglia la qualit dazione del muscolo soleo poich; si contrae rendendo la tibia una base stabile per lestensione
del ginocchio, assistito dal gastrocnemio, permettendo lavanzamento, controllando lintensit della flessione plantare. Questo il

primo esempio di controllo selettivo.

Il bilanciere dellavampiede

Il tallone sale, mentre la base di vettori del corpo(centro di pressione) raggiunge la testa dei metatarsi. La testa arrotondata dei
metatarsi serve da bilanciere dellavampiede. Lavanzamento accelerato dal peso del corpo che cade oltre larea di supporto del
piede, questa la forza propellente pi forte durante il ciclo del passo.
La massa del corpo un peso passivo alla fine di una lunga leva, dove non ci sono forze che trattengono la caduta. Il bilanciere
dellavampiede serve anche per accelerare larto che avanza in pre-oscillazione.

La flessione del ginocchio in pre- oscillazione.

Una forza di spinta creata dalla complessa interazione tra i meccanismi dellanca e del ginocchio dellarto che inizia la preoscillazione. Il centro di pressione dei vettori del corpo sulle teste dei metatarsi e passa per il centro del ginocchio.

La gamba sta cominciando rapidamente a scaricare per trasferire il peso del corpo sullaltro piede. Lazione residua del muscolo
gastrocnemio gira intorno al piede circa a livello delle articolazioni metatarso falangee.
Il risultato la simultanea flessione della caviglia e flessione del ginocchio. Allo stesso tempo gli adduttori flettono lanca per impedire

che il corpo cada medialmente. Continuando la flessione dellanca allinizio delloscillazione si ha un rapido avanzamento della coscia,
che aggiunge una spinta necessaria allavanzamento del sistema.

La flessione dellanca nella fase doscillazione.

Il progressivo avanzamento in avanti della gamba in oscillazione attuato dalla gamba che porta il peso durante la fase iniziale di preoscillazione. Allo stesso tempo un aumento della forza necessario per portare la massa del corpo e la gamba di supporto in avanti e in
alto dalla posizione di carico, relativamente bassa, acquisita nellintervallo iniziale di doppio appoggio.
Lestensione del ginocchio nella fase doscillazione.
La combinazione dellestensione del ginocchio e dellavanzamento della coscia nelle met delloscillazione aggiunge il peso della tibia
alla massa della gamba che oltre lasse della gamba dappoggio. Questo cambiamento nellallineamento della gamba che oscilla
continua la trazione fino a quando la gamba dappoggio ha una minima spinta intrinseca. Lestensione attiva del ginocchio alla fine
delloscillazione completa il contributo allavanzamento della gamba che oscilla. A causa del minor peso della gamba e del piede la
forza del piede per questazione dovrebbe essere minore di quella generata dalla caduta del peso del corpo sopra la gamba dappoggio.
Alla fina di queste azioni lavanzamento totale della coscia e della tibia porta la gamba in una posizione appropriata per intercettare la
caduta del peso del corpo allinizio di una nuova fase dappoggio. Un nuovo ciclo del passo inizia.

ASSORBIMENTO DEGLI URTI

Il trasferimento del peso del corpo dal piede posteriore e quello anteriore un cambio piuttosto brusco.
Alla fine della fase dappoggio su un solo arto, il peso del corpo sullarea di supporto dellavampiede, si crea una situazione
dinstabilit del corpo che cade in avanti verso terra. Alla fine della fase doscillazione il peso del corpo ha una caduta libera di circa un
centimetro che causa un brusco carico sulla gamba che in avanti.
L intensit di questimpatto ridotta da una reazione dassorbimento attuata dalla caviglia, ginocchio e anca.
Ci sono tre strategie motorie che si attuano durante il carico nel ciclo del passo:
La flessione plantare della caviglia; la reazione immediata al contatto del tallone con il suolo, occorrono pi di 10 gradi di
flessione per questa piccola caduta. Poi lazione dei muscoli pretibiali trattiene il movimento e ritarda il contatto con il suolo, riducendo
la velocit dimpatto con il terreno.
La flessione del ginocchio il secondo meccanismo dassorbimento degli urti. La flessione anche una reazione del perno del

tallone nelliniziale contatto del piede al suolo. I muscoli pretibiali, appena, si


attivano per ritardare la caduta del piede; creano con le loro inserzioni, sulla tibia e il perone, un vincolo che segue la gamba nella
caduta del piede. La rotazione in avanti della tibia riduce il supporto disponibile al femore e cos il corpo cade. Tutto ci causa la
flessione del ginocchio, mentre il centro dellarticolazione anteriore ai vettori del corpo. Lazione del quadricipite, trasferendo parte
della forza del carico sulla massa del muscolo della coscia, decelera la velocit di flessione del ginocchio; limpatto sul suolo
diminuisce.
Il Bacino. Il brusco carico del peso nello stesso modo trasferito sullaltro arto; quindi una volta liberato dallappogio una parte del
bacino, inizia la caduta del lato opposto. Il tronco resta centrato sul bacino anche quando questo cade da un lato. La velocit di caduta
del bacino rallentata dai muscoli abduttori della gamba dappoggio, anche in questo caso limpatto assorbito dallazione muscolare,
come risultato il carico totale sopportato dallanca dappoggio ridotto.