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LABORATORIO DI TECNOLOGIA DEGLI

ELEMENTI COSTRUTTIVI

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Dott. Ing. Simone Caff

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Corso di modellazione agli elementi finiti

Soggetto

Modellazione agli Elementi Finiti

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1. Modellazione agli Elementi Finiti - F.E.M.


1.1.

Concetto di modellazione strutturale

Modellare una struttura significa creare un modello matematico in grado di interpretare nel modo pi verosimile possibile il
comportamento fisico reale della struttura sia dal punto di vista dei carichi statici gravitazionali, sia dal punto di vista dei
carichi di tipo inerziale che vengono a generarsi a seguito di un evento sismico.

1.2.

Livelli di modellazione

La modellazione di una struttura pu essere spinta su vari livelli, che di volta in volta affinano lanalisi, ma allo stesso tempo,
rendono anche pi laboriosa e difficile linterpretazione dei risultati, per tanto sempre necessario e utile sviluppare degli
schemi statici semplici che confermino i risultati delle analisi condotte con lausilio di software di calcolo strutturale. Le
Nuove Norme Tecniche del 2005 in materia di progettazione strutturale impongono la risoluzione di schemi semplici che
comprovino la bont dei calcoli sviluppati mediante software.

Livello 1:
Livello 2:
Livello 3:
Livello 4:

Schematizzazione della struttura a travi continue e pilastri caricati assialmente


Schematizzazione della struttura a telaio piano
Schematizzazione della struttura a telaio piano controventato
Analisi statica/dinamica tridimensionale della struttura

LIVELLO 1
Lanalisi delle strutture (specialmente in calcestruzzo armato) a trave continua e pilastri caricati assialmente era in uso tra gli
anni 50 e gli anni 70. Si trattava di unanalisi estremamente sommaria che consisteva nel disaccoppiare gli elementi trave e
gli elementi pilastro, costituenti lossatura portante degli edifici, analizzandoli separatamente.
I vantaggi erano dati dallestrema semplicit di calcolo che poteva essere condotto a mano senza lausilio di software.
Gli svantaggi consistevano principalmente nellimpossibilit di interpretare in modo corretto la struttura, in quanto veniva
trascurato il comportamento a telaio tipico delle strutture in C.A. gettate in opera e quindi caratterizzate da unintrinseca
monoliticit. I pilastri, in particolar modo, risentivano della carenza dellanalisi in quanto risultavano semplicemente
compressi, mentre nella realt il comportamento a telaio e lapplicazione di forze orizzontali dovute al vento o al sisma
inducono stati di presso/tenso flessione.
Oggi questo metodo non pu essere usato se non per dare conferma della bont dei calcoli condotti per mezzo di
software.
LIVELLO 2
Lanalisi a telaio piano consentita per edifici che abbiano una simmetria strutturale e non presentino discontinuit o
irregolarit in pianta o in altezza. Il telaio piano permette di valutare in modo corretto il passaggio delle caratteristiche di
sollecitazione dalle travi ai pilastri attraverso i nodi di estremit e quindi tiene in conto i momenti flettenti agenti sugli
elementi verticali che risultano presso/tenso inflessi. Tuttavia, questo tipo di analisi, risulta carente qualora vengano meno le
condizioni di simmetria strutturale elencate precedentemente in quanto la distribuzione asimmetrica delle masse genera
effetti torsionali globali che non possono essere interpretati se non con lausilio di una modellazione tridimensionale.
LIVELLO 3
Lanalisi a telaio piano controventato permette di modellare elementi strutturali che costituiscono vincolo laterale per le
forze orizzontali. E utilizzata per schematizzare principalmente strutture in acciaio o strutture in calcestruzzo vincolate a
pareti di taglio in grado di assorbire interamente le forze orizzontali.
LIVELLO 4
Lanalisi tridimensionale la pi completa, e lunica in grado di cogliere tutti gli aspetti intrinseci della struttura. Vista la
quantit di variabili presenti in un tipo di analisi di questo genere, impossibile da eseguirsi senza lausilio di un idoneo
software di calcolo. Lanalisi tridimensionale pu essere sviluppata su vari livelli; di seguito si riportano i pi comuni:
ANALISI LINEARI (vige il principio della sovrapposizione degli effetti)

Analisi statica
Analisi dinamica modale
Analisi spettrale con sovrapposizione modale
Analisi di instabilit (buckling)

ANALISI NON LINEARI (non vige il principio di sovrapposizione degli effetti)

Analisi P - (analisi incrementali carico spostamento)


Analisi Pushover
Analisi dinamica non lineare
Analisi Steady State (analisi al passo)

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1.3.

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Concetto di Analisi agli Elementi Finiti

La scienza delle costruzioni si basa sulla soluzione di sistemi di equazioni differenziali che descrivano il comportamento di un
corpo continuo sottoposto ad azioni esterne (i carichi) e a reazioni vincolari. Nella fattispecie queste equazioni sono le
equazioni di equilibrio, le equazioni di congruenza e le equazioni di legame:
Equazioni indefinite di equilibrio:

dN
+ p(x ) = 0
dx
dV
+ q(x ) = 0
dx
dM
+ m(x ) = V(x )
dx
Equazioni indefinite di congruenza:

dw
dx
dv
=
+
dx
d
=
dx

Equazioni di legame:

N = EA
V = G A
M = E I
I software di calcolo non sono in grado di risolvere sistemi di equazioni differenziali complessi per tanto si dovuto passare
dallanalisi del corpo continuo (formato da infiniti nodi) allanalisi del corpo discreto, formato da un numero finito di nodi e
di elementi. Il modello continuo ha infiniti gradi di libert mentre il corpo discreto possiede un numero finito di gradi libert,
da qui il nome Metodo agli Elementi Finiti.
Nel metodo FEM gli elementi strutturali vengono modellati come un insieme di elementi elastici, molle, connessi a nodi
destremit. Ad ogni molla vengono associate le seguenti caratteristiche meccaniche e del materiale:

Area della sezione trasversale:


Momento dinerzia attorno allasse forte:

A
I3

[m2]

Momento dinerzia attorno allasse debole:

I2

[m4]

Momento dinerzia torsionale:

I1

[m4]

Aree resistenti a taglio:

A V ,2

Modulo di elasticit normale:


Modulo di elasticit tangenziale:
Peso specifico del materiale:

[kPa]
[kPa]
[kN/m3]

Densit di massa del materiale:

E
G

Lunghezza dellelemento:

[m]

[m4]

A V ,3

[m2]

[ton/m3]

Attraverso le caratteristiche precedentemente elencate il software di calcolo in grado di determinare le rigidezze


associate ad ogni elemento molla e quindi di calcolare la matrice di rigidezza globale.
Nel metodo FEM tutte le azioni e le reazioni esterne insistenti sullelemento molla vengono ridotte ai nodi di estremo i j di
cui sono incogniti gli spostamenti. Poich ogni nodo nello spazio possiede 6 gradi di libert GDL (DOF = degrees of
freedom), la soluzione di ogni elemento trave implica la risoluzione di un sistema a 12 equazioni lineari indipendenti:

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Forma matriciale del problema tridimensionale di un singolo elemento trave con i nodi di estremo non svincolati:

Ni 1

Vi 2

Vi 3

Ti 1

M i 2

M i 3

EA
L

12EI3

L3

12EI3
L3

6EI3
2

6EI2
L2

Vj3

Tj1

M j2

M j3

DOF

EA
L

Ui 1

12EI3
L3

4EI 2
L

4EI 3
L

EA
L

6EI2
L2

12EI2

L2

Vj2

GI1
L

L2

EA
L

L3

6EI3

12EI2

6EI3

N j1

6EI2
2

6EI2
L2

6EI3
L2

6EI3
L2

12EI3
L3

GI1
L

2EI 2
L

2EI 3
L

6EI3
2

12EI2

L3

6EI3
L2

6EI2
L2

Ui 2

Ui 3

GI1
L

R i 1

2EI 2
L

R i 2

2EI 3
L

R i 3

U j1

6EI2
L2

12EI2
L3

6EI2
2

6EI2
L2

6EI3
L2

U j2

U j3

GI1
L

R j 1

4EI 2
L

R j2

4EI 3
L

R j3

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DEFORMAZIONI ASSIALI

DEFORMAZIONI A TAGLIO
j

Vj

Mi

i
Mj

Vi
Ui-1

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DEFORMAZIONI FLESSIONALI

Vj

Mi

Pagina

j
Mj

Ri-3

Vi

Ui-2

Ni

Nj

i
Mi

Mi

Vj

Uj-1

i
Mj

Vi

Vi

Rj-3

Vj

j
Mj

Uj-2

Ni

Nj

j
Convenzione positiva FEM
Mi

Mj

Ni
Vi

Nj
Vj

DEFORMAZIONI ASSIALI
Applicando uno spostamento lungo il grado di libert U1 al nodo i si generano le seguenti caratteristiche di
sollecitazione:

EA
Ui 1
L
EA
Nj =
Ui 1
L
Ni =

Applicando uno spostamento lungo il grado di libert U1 al nodo j si generano le seguenti caratteristiche di
sollecitazione:

EA
U j1
L
EA
U j1
Nj =
L
Ni =

DEFORMAZIONI A TAGLIO
Applicando uno spostamento lungo il grado di libert U2 al nodo i si generano le seguenti caratteristiche di
sollecitazione:

Vi =

12EI3

Ui 2
L3
12EI
Vj = 3 3 Ui 2
L

Mi =
Mj =

6EI3
L2
6EI3
L2

Ui 2
Ui2

Applicando uno spostamento lungo il grado di libert U2 al nodo j si generano le seguenti caratteristiche di
sollecitazione:

Vi =
Vj =

12EI3

L3
12EI3
L3

U j2

U j2

Mi =
Mj =

6EI3
L2
6EI3
L2

U j 2
U j2

DEFORMAZIONI FLESSIONALI
Applicando uno spostamento lungo il grado di libert R3 al nodo i si generano le seguenti caratteristiche di
sollecitazione:

Vi =

6EI3
2

R i 3

L
6EI
Vj = 2 3 Ri3
L

4EI3
R i 3
L
2EI3
Mj =
R i 3
L
Mi =

Applicando uno spostamento lungo il grado di libert R3 al nodo j si generano le seguenti caratteristiche di
sollecitazione:

Vi =

6EI3

R j 3
L2
6EI
Vj = 2 3 R j3
L

2EI3
R j 3
L
4EI3
Mj =
R j 3
L
Mi =

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I software di calcolo utilizzano un metodo risolutivo simile a quello degli spostamenti, ovvero applicano delle deformazioni
arbitrarie alla struttura e ricercano tra tutte le configurazioni deformate congruenti lunica che sia anche in equilibrio con i
carichi applicati. Per determinare lequilibrio globale della struttura i software calcolano lenergia totale del sistema e
impongono che la sua derivata abbia un minimo.
Limpostazione matriciale del problema la seguente:

[F] = [K ] [q]

Si noti la perfetta analogia con il problema semplice della molla.

Dove:

[F]
[K ]
[q]

il vettore delle azioni esterne applicate ai nodi


la matrice globale di rigidezza della struttura
il vettore incognito degli spostamenti.

La soluzione del problema la seguente:

[q] = [K ]1 [F]
Linvertibilit della matrice di rigidezza di fondamentale importanza per la risoluzione del problema. In particolare si
ricorda che una matrice invertibile se e solo se il suo determinante diverso da zero. Nel caso in cui il determinante
risultasse pari a zero il software segnala la labilit generale o locale della struttura.
NOTA:
E necessario prestare molta attenzione al problema della labilit perch un programma non in grado di calcolare lo
zero assoluto ma un numero che si avvicina molto allo zero. Possono quindi sussistere delle particolari condizioni o
anomalie (estremamente rare) che impediscano al software di riconoscere la labilit di un sistema complesso perch il
determinante della matrice di rigidezza si avvicina moltissimo al valore zero ma non abbastanza da segnare al calcolatore
la labilit. Si ovvia a questo problema semplicemente controllando gli spostamenti dei nodi che devono rientrare nella
caloria dei piccoli spostamenti che la base sulla quale si fonda tutta la teoria della scienza delle costruzioni in campo di
analisi lineare.
Se una struttura avesse invece un comportamento tale da rientrare nel campo dei grandi spostamenti (ad esempio le
tensostrutture) lanalisi deve essere condotta con il metodo non lineare.
Nella pagina successiva si riporta a titolo desempio il calcolo di una trave continua su tre appoggi, applicando il metodo
degli spostamenti, in modo da rendere pi chiaro il procedimento di calcolo adottato dai software. Si fa solo notare che nel
metodo classico che verr illustrato la convenzione positiva degli assi per determinare le sollecitazioni nodali differente da
quella utilizzata nel metodo FEM.

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Metodo degli spostamenti o delle deformazioni


Q=30.00[kN/m]

Sezione

6000

500

1.4.

Pagina

200

6000

La trave realizzata in C.A. Classe 25/30.


Valutazione della rigidezza flessionale della trave:

E m = 30500000

Modulo di elasticit del calcestruzzo Classe 25/30:

[kN/m2]
3

b h
0.2 0.5
=
= 2.083 10 3
12
12
E m I y = 63542
Iy =

Momento dinerzia della sezione:


Rigidezza flessionale della trave:

[m4]
[kNm2]

Soluzione del sistema a nodi fissi:


Lunica incognita iperstatica dello schema statico di cui in oggetto, rappresentata dalla rotazione del nodo B.
Per determinare tale rotazione necessario per prima cosa determinare le reazioni nodali del sistema ideale a nodi
bloccati. Ovvero si blocca idealmente la rotazione del nodo B e si determinano le reazioni che ivi nascerebbero se tale
nodo fosse un incastro perfetto:

Q=30.00[kN/m]

qL2
B

qL
3

8 qL

Le reazioni sono determinabili attraverso abachi di calcolo come quello illustrato sopra.
Soluzione del sistema a nodi spostabili:
Si applica ora una rotazione oraria 1 al nodo B nel sistema privato dei carichi esterni e si determinano le razioni nodali
indotte da tale distorsione. Le razioni nodali sono determinabili attraverso abachi di calcolo.

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3EI
L

3EI
L

Pagina

B
3EI
L
2

3EI
L
2

3EI
L
2

3EI
L
2

Soluzione del sistema lineare per la determinazione della rotazione


Il metodo degli spostamenti consiste nel ricercare tra tutte le possibili configurazioni congruenti, lunica che sia anche
equilibrata.

i = i0 +

ik k

k =1

i =B

Generica forza esterna applicata direttamente al generico nodo i secondo la direzione dello
spostamento i nel sistema effettivamente assegnato.
(Se i = w i

i0

i = forza orizzontale; se i = i

Generica sollecitazione indotta nel generico nodo

i = momento )

i,

nel sistema a nodi bloccati, dai carichi

agenti lungo le travi, lungo la direzione dello spostamento i .

ik

Generica sollecitazione indotta nel generico nodo i , nel sistema a nodi sbloccati, nella
direzione dello spostamento i , dovuta allo spostamento generico k = 1 del nodo k .
(Se k = v k = 1

i = v i

ik = Tik ).

Numero complessivo delle componenti di spostamento.

Per comporre le azioni sui nodi necessario far riferimento ad una convenzione positiva destrorsa:

CONVENZIONE DEI SEGNI ASSUNTA POSITIVA

0=

q L2
3
3
+
EI + EI
8
L
L

0=

30 6 2
3
3
+
63542 + 63542
8
6
6

= 2.12 10 3

[rad]

La rotazione risulta positiva ci significa che la distorsione assegnata arbitrariamente congruente con i carichi assegnati
esternamente.

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Determinazione delle caratteristiche di sollecitazione:

MBsin istro =

q L2 3
30 6 2 3
+ EI =
+ 63542 2.12 10 3 = 67.65
8
L
8
6

[kNm]

Poich il risultato negativo la rotazione del momento opposta a quella della convenzione.

MBdestro =

3
3
EI = + 63542 2.12 10 3 = 67.65
L
6

[kNm]

Poich il risultato positivo la rotazione del momento concorde con quella della convenzione.

VBsin istro =

5
3
5
3
q L 2 EI = 30 6
63542 2.12 10 3 = 101.27
8
8
36
L

[kN]

Poich il risultato positivo il verso del taglio concorde con quello della convenzione.

VBdestro =

3
L2

3
63542 2.12 10 3 = 11.22
36

EI =

[kN]

Poich il risultato positivo il verso del taglio concorde con quello della convenzione.

VA =

3
3
3
3
q L + 2 EI = 30 6 +
63542 2.12 10 3 = 78.72
8
8
36
L

[kN]

Poich il risultato positivo il verso del taglio concorde con quello della convenzione.

VC =

3
2

EI =

3
63542 2.12 10 3 = 11.22
36

[kN]

Poich il risultato positivo il verso del taglio opposto a quello della convenzione.
x1

x2
67.65[kNm]

67.65[kNm]

101.27[kN]
M

78.72[kN]

11.22[kN]

FORZA DI TAGLIO

11.22[kN]

VAB (x 1 = 0 ) = 78.72

VAB (x 1 ) = VA q x 1

VAB (x 1 = 6) = 78.72 30 6 = 101.27


x1 =

Il taglio si annulla per:

VA 78.72
=
= 2.624
q
30

[m]

VCB (x 2 = 0 ) = 11.22

VCB (x 2 ) = VC

[kN]

[kN]

VCB (x 2 = 6) = 11.22

MOMENTO FLETTENTE

M AB (x 1 = 0 ) = 0
M AB (x 1 ) = VA x 1

q x 12
2

M AB (x 1 = 2.642) = 78.72 2.642


M AB (x 1 = 6) = 78.72 6

MCB (x 2 ) = VC x 2

MCB (x 2 = 0 ) = 0

30 2.642 2
= 103.27
2

[kNm]

30 6 2
= 67.65
2

MCB (x 2 = 6) = 11.22 6 = 67.65

[kNm]

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DIAGRAMMA DELLA FORZA DI TAGLIO

DIAGRAMMA DEL MOMENTO FLETTENTE

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2. Descrizione dellElemento Frame


2.1.

Elemento Frame

Lelemento Frame viene utilizzato per modellare il comportamento di travi, pilastri, bielle o cavi nelle strutture piane e
tridimensionali.

2.2.

Connessione ai nodi

Lelemento frame rappresentato da una linea retta che congiunge due nodi non coincidenti che vengono
generalmente indicati con gli indici i (nodo iniziale) e j (nodo finale).

2.3.

Gradi di libert

Lelemento frame attiva di norma tutti i sei gradi di libert ad entrambi i nodi. Tali gradi di libert possono essere ridotti
qualora lelemento frame risulti vincolato mediante ritegni esterni o connessioni interne.

2.4.

Sistema coordinate locale

Ciascun elemento frame possiede un proprio sistema di coordinate locale usato per definire le propriet della sezione, i
carichi e le caratteristiche di sollecitazione. Gli assi di questo sistema sono indicate con i numeri 1, 2 e 3.

Lasse 1 (Rosso) diretto lungo i j, lasse 2 (Bianco) e lasse 3 (azzurro) seguono la regola della mano destra.
Le caratteristiche di sollecitazione associate agli assi locali per un profilo HE risulterebbero pertanto:
Forza assiale:

NSd,1

Forza di taglio diretta lungo lanima:

VSd,2

Forza di taglio diretta lungo le ali:

VSd,3

Momento torcente:

TSd,1

Momento flettente attorno allasse debole:

M Sd,2

Momento flettente attorno allasse forte:

M Sd,3

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2.5.

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Propriet della sezione trasversale

Le propriet meccaniche della sezione trasversale associata ad un elemento frame sono definite nel piano 2 3 (ovvero nel
piano z y se si fa riferimento alle convenzioni utilizzate negli Eurocodici):

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Ad esempio se volessimo calcolare le propriet meccaniche della sezione seguente con il sistema utilizzato dal SAP
dovremmo agire nel seguente modo:

t 2 = 10

[cm]

t 3 = 30

[cm]

t f = 1.0

[cm]

t w = 0.5

[cm]

Area della sezione trasversale:

A = 2 (t 2 t f ) + t w (t 3 2 t f ) = 2 (10 1) + 0.5 (30 2 ) = 34

[cm2]

Momenti statici:

S3 =

Ai z i =t f t 2
i

S 3 = 110

t
tf
t
+ t f t 2 t 3 f + t w (t 3 2 t f ) 3
2
2
2

1
1
30
+ 110 30
+ 0.5 (30 2 1)
= 510
2
2
2

Ai y i =2 (t 2 t f )

S2 =

(dal bordo inferiore)

S 2 = 2 (10 1)

[cm3]

t2
t
+ t w (t 3 2 t t ) w
2
2

(dal bordo laterale)

10
0.5
+ 0.5 (30 2 1)
= 103.5
2
2

[cm3]

Posizione del baricentro rispetto allo spigolo inferiore:

S 2 103.5
=
= 3.044
A
34
S
510
zG= 3 =
= 15
A
34

yG =

[cm]
[cm]

Momenti principali dinerzia:


2

I G ,3 = 2

t
t 2 t f3
t
+ t2 tf 3 f
12
2 2

I G ,3 = 2

10 13
30 1
+ 10 1

12
2 2

I G ,2 = 2

t f t 32
t
+ t2 tf 2 y G
12
2

I G ,2 = 2

1 10 3
10
+ 10 1
3.044
12
2

t w (t 3 2 t f )
12

0.5 (30 2 1)
= 5121.33
12

(t 3 2 t f ) t 3w + (t 2 t ) t
3
f
w
12

[cm4]

yG

(30 2 1) 0.5 3 + (30 2 1) 0.5


12

tw
2

3.044

0.5
2

= 352.77

[cm4]

Moduli di resistenza elastici:

5121.33
= 341.422
15
(t 2 y G ) = 352.77 = 50.715
10 3.044
352.77
(y G ) =
= 115.89
3.044

W3 = IG,3 (t 3 2 ) =

[cm3]

W2,min = IG,2

[cm3]

W2,max = IG,2

Momento dinerzia torsionale:

IT =

[cm3]

1
1
2 t 2 t f3 + (t 3 2 t f ) t 3w = 2 10 13 + (30 2 1) 0.5 3 = 7.83
3
3

[cm4]

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ELEMENTI COSTRUTTIVI

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Argomento

Corso di modellazione agli elementi finiti

Soggetto

Modellazione agli Elementi Finiti

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2.6.

Dott. Ing. Simone Caff

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Caratteristiche di sollecitazione

Di seguito si riporta lo specchietto delle convenzioni utilizzate dal software di calcolo per determinare le caratteristiche di
sollecitazione secondo gli assi locali associati ad ogni elemento frame.

2.7.

Concetto di resistenza delle sezioni

Il SAP utilizza lEurocodice 2 per la verifica delle sezioni in calcestruzzo armato e lEurocodice 3 per le verifiche delle sezioni in
acciaio. Entrambi i codici di calcolo si rifanno al Metodo Semiprobabilistico agli Stati Limite che confronta le azioni
sollecitanti di progetto Sd (il pedice d=design=di progetto) con la capacit resistente di progetto Rd di una sezione in
funzione delle sue caratteristiche meccaniche e del materiale utilizzato. Quando si opera la verifica a Stato Limite Ultimo si
assume che il materiale possa raggiungere la sua resistenza ultima o di snervamento, applicando tuttavia opportuni
coefficienti di sicurezza.
Di seguito si riporta a titolo indicativo il procedimento utilizzato dal SAP per determinare le resistenze di una sezione in
acciaio di classe 1 o 2 (ovvero in grado di raggiungere il momento plastico senza che sopraggiungano prima fenomeni di
instabilit locale a compromettere la resistenza della sezione):
RESISTENZA A TRAZIONE
Lazione sollecitante di trazione induce nella sezione uno stato tensionale normale 11 che allunga tutte le fibre
contemporaneamente.

Nt,Rd = A

fy
M0

Nt,Sd

dove:

Nt,Rd

resistenza a trazione di progetto

Nt,Sd

forza di trazione sollecitante

A
fy

area della sezione trasversale

M0

coefficiente di sicurezza assunto pari a 1.10

valore di snervamento dipendente dal tipo di acciaio utilizzato

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RESISTENZA A COMPRESSIONE
Lazione sollecitante di compressione induce nella sezione uno stato tensionale normale 11 che accorcia tutte le fibre
contemporaneamente. La resistenza a compressione fortemente limitata dallinsorgere di fenomeni di instabilit per
carico di punta:

Nb 3,Rd = 3 A
Nb2,Rd = 2 A

fy
M1
fy
M1

> Nc,Sd
> Nc,Sd

dove:

Nb3,Rd

resistenza a stabilit per carico di punta attorno allasse dinerzia forte

Nb2,Rd

resistenza a stabilit per carico di punta attorno allasse dinerzia debole

Nc,Sd

forza di compressione sollecitante

3 1

coefficiente riduttivo della resistenza a compressione per fenomeni di instabilit attorno allasse forte

2 1

coefficiente riduttivo della resistenza a compressione per fenomeni di instabilit attorno allasse debole

A
fy

area della sezione trasversale

M1

coefficiente di sicurezza per fenomeni di instabilit assunto pari a 1.10

valore di snervamento dipendente dal tipo di acciaio utilizzato

Procedimento per determinare i


Instabilit attorno allasse forte 3 3

Instabilit attorno allasse debole 2 2

Lunghezza libera dinflessione

L 03 = 3 L

L 02 = 2 L

Snellezza

3 = L 03 i 3

2 = L 02 i 2

Normale critica Euleriana

Ncr ,3 =

Snellezza adimensionale

Coefficienti di instabilit

3 =

E A

Ncr ,2 =

23

A fy
Ncr ,3

0.2

2 =

3 = 0.5 1+ 3 3 0.2 + 23
3 =

1
3 + 23 23

1.00

2 E A
22

A fy
Ncr ,2

0.2

2 = 0.5 1+ 2 2 0.2 + 22
2 =

1
2 + 22 22

1.00

dove:

coefficiente che tiene conto di eventuali vincoli laterali contro linstabilit

ii

raggio di inerzia definito come:

E
i

modulo di elasticit normale dellacciaio, invariante da acciaio ad acciaio. Vale 210000 [MPa]

Ii A

coefficiente di imperfezione che dipende dal tipo di sezione utilizzata e dalle caratteristiche geometriche

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RESISTENZA A FLESSIONE
Lazione sollecitante flessionale induce nella sezione uno stato tensionale normale 11 che accorcia tutte le fibre al di sopra
dellasse neutro e allunga tutte le fibre al di sotto dellasse neutro qualora il momento flettente abbia segno positivo,
viceversa se il momento ha segno negativo. Se una sezione soggetta a flessione semplice lasse neutro passa per il
baricentro della sezione.

M 3,Rd = Wpl,3,min
M 2,Rd = Wpl,2,min

fy
M0
fy
M0

M 3,Sd
M 2,Sd

dove:

M 3,Rd

resistenza plastica a flessione attorno allasse dinerzia forte

M 2,Rd

resistenza plastica a flessione attorno allasse dinerzia debole

M i,Sd

momento flettente sollecitante

Wpl,3,min modulo di resistenza plastico attorno allasse forte pari a 2 S *3 (dove S *3 il momento statico di mezza sezione
rispetto allasse neutro)

Wpl,2,min modulo di resistenza plastico attorno allasse debole pari a 2 S *2 (dove S *2 il momento statico di mezza sezione
fy

rispetto allasse neutro)


valore di snervamento dipendente dal tipo di acciaio utilizzato

M0

coefficiente di sicurezza assunto pari a 1.10

Nota:
La resistenza a flessione di una sezione pu essere ridotta dalla presenza contemporanea dellazione di taglio qualora tale
azione sollecitante superi il 50% della resistenza a taglio plastica di progetto.
La resistenza a flessione molto penalizzata da fenomeni di instabilit flessotorsionale qualora le ali compresse della sezione
non siano opportunamente vincolate a sistemi che impediscano lo sbandamento laterale del profilo. LEurocodice 3
presenta un metodo analogo a quello visto per linstabilit dovuta al carico di punta di aste compresse, per determinare un
coefficiente LT che riduce la resistenza flessionale di progetto. Tale coefficiente riduttivo si applica solo a M 3,Rd .
RESISTENZA A TAGLIO
Lazione sollecitante di taglio induce nella sezione uno stato tensionale tangenziale 12 associato al taglio diretto lungo
lasse 2 e uno stato tensionale tangenziale 13 associato al taglio diretto lungo lasse 3.
Per determinare le tensioni tangenziali massime si dovrebbe utilizzare la formulazione di Jourawsky , ma ormai prassi quella
di preferire la definizione di una opportuna area in grado di assorbire il taglio, assunta come quota parte dellarea totale
della sezione trasversale del profilo.

Vpl,2,Rd = A V 2
Vpl,3,Rd = A V 3

fy
3 M0
fy
3 M0

V2,Sd
V3,Sd

dove:

Vpl,2,Rd resistenza plastica a taglio lungo lasse due


Vpl,3,Rd resistenza plastica a taglio lungo lasse tre
Vi ,Sd

fora di taglio sollecitante

AV2

area resistente a taglio diretta lungo lasse 2

AV3

area resistente a taglio diretta lungo lasse 3

fy

valore di snervamento dipendente dal tipo di acciaio utilizzato

M0

coefficiente di sicurezza assunto pari a 1.10

fy
3

rapporto che converte la resistenza a snervamento assiale in resistenza a snervamento tangenziale.

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TASSO DI LAVORO DI UNA SEZIONE SOGGETTA A PRESSO FLESSIONE DEVIATA


La presso flessione deviata induce nella sezione una tensione normale 11 sia di trazione che di compressione. Lasse neutro
non passa pi per il baricentro della sezione ma trasla di una quantit correlata allintensit della forza assiale e ruota in
funzione della presenza del momento attorno allasse debole.
La verifica dellEurocodice 3 si basa sul confronto diretto tra le azioni sollecitanti e le resistenze offerte dalle sezioni
trasversali:

Nc,Sd
min A fy
M1

k 33 M 3,Sd
Wpl,3,min fy
M0

k 22 M 2,Sd
Wpl,2,min fy

1.00

M0

k 33 e k 22 devono essere minori o uguali a 1.50 e rappresentano coefficienti correlati allintensit della forza normale e al
momento equivalente.
Di seguito si riporta uno stralcio dellEurocodice 3 riguardante la verifica a Presso Flessione: