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Corso di Diritto Pubblico (Barbera Fusaro)

[Capitolo 1 Lordinamento giuridico ed il diritto costituzionale]


1. Che differenza c tra regole giuridiche e non giuridiche?
Le regole giuridiche, oltre ad imporre dei doveri (come fanno le regole, per es.,
religiose), servono anche a tutelare i diritti di determinati soggetti allinterno di una
certa organizzazione sociale.
2. Perch si parla di pluralit degli ordinamenti giuridici?
Secondo la teoria della pluralit degli ordinamenti giuridici, il diritto non monopolio
a vantaggio di nessuna organizzazione (nemmeno dello Stato), ma inerisce a
qualunque organizzazione. Per questo esistono tanti ordinamenti giuridici.
3. In cosa differiscono le teorie normativiste da quelle istituzionaliste?
Si differenziano sul rapporto che, per queste teorie, sussiste tra diritto ed
organizzazione sociale. Secondo le prime, supportate da Kelsen, lordinamento
costituito da un complesso di norme ed visto come qualcosa disolato dalla societ;
secondo le seconde, invece supportate da Romano, un ordinamento non altro che
un complesso di norme derivanti dalle consuetudini in una determinata organizzazione
sociale. (N.B. Common Law vs. Civil Law). Per dirla con una formula sintetica, secondo
le prime, una societ ha un ordinamento; secondo le seconde, invece, una societ
organizzata un ordinamento.
4. Cosa significa diritto positivo o posto? E cosa diritto naturale?
Sempre secondo le teorie normativiste, il diritto un qualcosa di separato dalla
societ e perci pi certo. Quindi si parla di diritto positivo o posto su prescrizioni
riconosciute come valide nellordinamento giuridico di tale societ. Il diritto naturale,
invece (di cui parla Romano), sarebbe quella serie di norme importanti e fondamentali
per la difesa della condizione dellessere umano: ma dipende dai contesti (es. la
schiavit per alcuni era del tutto legittima).
5. In che senso ogni ordinamento si concepisce come un sistema?
Nel senso che ogni ordinamento devessere unitario (ha un principio fondante che ne
assicura lunit), necessariamente coerente (capace di non contraddirsi nelle sue
norme) e completo (non ammette mancanze). Le parti di questordinamento devono
sapersi coordinare fra loro nel dare al diritto, derivante da un ordinamento giuridico,
una certa valenza.
6. Qual la distinzione fra disposizioni e norme?
La dottrina moderna dice che le disposizioni sono mere formulazioni linguistiche, che
possono essere interpretate in diversi modi; dalle interpretazioni che se ne derivano
escono le norme, operate sulle base di pi criteri. Es. lart.2 del testo unico per le
leggi di pubblica sicurezza afferma, con una disposizione, che il prefetto, nel caso di
urgenza o grave necessit pubblica, ha facolt di adottare i provvidimenti ideali per la
tutela dellordine pubblico. Da questa disposizione si possono ricavare due norme:
una in base alla quale il prefetto possa adattare provvedimenti che limitino tutte le
libert; unaltra in base alla quale pu limitare tutto ma non le libert concesse dalla
Costituzione. La seconda in linea con la Costituzione ed il garante non potr che
scegliere questultima.
7. Cos una costituzione? E quando si dice che rigida?
Spesso alla base di un progetto, di un ordinamento giuridico, c un atto costitutivo o,
quando parliamo di Stato, una Costituzione. Essa pu essere scritta o non scritta, un
insieme di norme fondamentali ed aggiornabili, per mantenere la sopravvivenza
funzionale dello Stato; se scritta, pu essere rigida o flessibile. Rigida si dice quella
costituzione che si pu modificare con un procedimento di revisione aggravato;
flessibile si considera quella costituzione che si pu modificare con legge ordinaria
(rivedere il quaderno per liter di modifica di una legge costituzionale).
8. Che differenza c fra costituzione ed ordinamento costituzionale? Perch non
coincidono?

La Costituzione c per tutti, ma non per tutti scritta o messa in un documento


ufficiale (es. Regno Unito). Ci per non vuol dire che non ci siano una serie di
norme a definire come quel paese, quellordinamento giuridico, quellorganizzazione
sociale sia formata. Ecco, in questo c la differenza: non tutti hanno un atto
costitutivo, ma tutti hanno una serie di norme volte a definire lorganizzazione, anzi
lordinamento costituzionale di quel paese. Se non si pu dire che ogni ordinamento
statale ha una costituzione, di certo ogni ordinamento statale ha un proprio diritto
costituzionale. (Ordinamento costituzionale il complesso delle norme fondamentali,
scritte e non scritte che danno forma allordinamento giuridico e che rappresentano,
per cos dire, il codice generale che determina lidentit dellordinamento stesso, vale
a dire il suo ordine costituzionale).
9. Cosa si intende per costituzione in senso formale e costituzione in senso materiale?
Come mai a volte vengono contrapposte?
Le leggi materialmente costituzionali sono quelle importanti, ma comunque rimaste
fuori dallatto costitutivo (es. leggi elettorali, in grado dincidere sul sistema
politico); le leggi formalmente costituzionali sono quelle la cui abrogazione o
modifica non porterebbero conseguentemente ad una modifica della Costituzione (es.
nel 1963, modifica dellart.56-57, numero fisso di parlamentari, ma non ha stravolto
il nostro ordinamento). In breve: lordinamento costituzionale di un paese non
sidentifica con le sole norme formalmente costituzionali e, viceversa, le norme della
Costituzione non esauriscono i contenuti di un ordinamento costituzionale (es. Titolo
V tutto rifatto: revisione della Costituzione, non modifica).
10. In che cosa si differenzia lambito del diritto pubblico dallambito del diritto
privato?
La distinzione tra diritto pubblico (di cui il diritto costituzionale il cuore) e diritto
privato, fra ci che affidato allautonomia dei privati che regolano da soli i priopri
rapporti attraverso liberi contratti e ci che, invece, per lordinamento cos
essenziale da affidarlo al potere pubblico, poggia proprio sulla minore o maggiore
immediatezza del nesso fra determinati rapporti e gli interessi che si vogliono tutelare.
Bisogna ricordare per che anche nel privato, lo Stato non osservatore
disinteressato, assicura che tra i privati ci sia una certa parit e la loro attivit non
contrasti linteresse generale. Ecco perch tutto ci che accade sempre un po
pubblico.

[Capitolo 2 Lo Stato]
Autonomia trovata tra Papato ed Impero con laccordo di Westfalia del 1648.
Definizione di Stato: si parla di Stato quando una popolazione, sottomettendosi ad un
potere politico, d vita ad un ordinamento in grado di soddisfare i suoi interessi
generali. In questo modo una popolazione diviene popolo, ovvero un insieme di
persone legate dal fatto di condividere unuguale cittadinanza, vale a dire
unuguaglianza di doveri e diritti davanti al governo.
1. Quali sono gli elementi che caratterizzano lordine statale?
Perch sussista lo stato, devono essere presenti 3 elementi: un popolo (anche
plurietnico es. Francia, Germania ma uno, cio sotto un unico ordinamento
costituzionale), un territorio (non necessariamente congiunto es. Alaska vs. USA),
un governo sovrano. Non c stato senza territorio proprio (rom) o senza governo
(curdi). Non si pu parlare di stato neanche per i protettorati o per le vecchie colonie.
2. Cosa sintende per sovranit? E perch la si considera limitata?
Collegato con la politicit (altro elemento essenziale per un ordinamento statale), non
si possono perseguire fini generali se non si sovrani, se non si ha il potere. Collegata
al concetto di costituzione, poich la sovranit un potere non costituito, ma
costituente: solo gli stati sovrani possono darsi una costituzione. La sovranit

considerata appartenente al Popolo (art.1), fonte di ogni legittimazione statale; il


popolo stesso titolare di questi poteri sovrani.
Chiaramente la sovranit incontra dei limiti di fatto, derivanti dagli sviluppi tecnologici
e dalla globalizzazione, che rendono difficile il controllo delle informazioni e dei capitali
che passano sul territorio dello stato, e dei limiti giuridici, derivanti dallevoluzione
dellordinamento internazionale nel 2 dopoguerra.
3. Cos uno Stato federale?
Ha negli Stati Uniti il primo esempio storico, esso distribuisce la sovranit a due livelli
di governo: quello dello Stato federale e quello degli stati federati, ciascuno con una
propria costituzione (diversa dalla confederazione di stati UE).
4. Qual la concezione dello stato nelle dottrine contrattualistiche?
Sono succedute diverse forme di stato e diverse dottrine a configurarlo. Per quanto
riguarda le dottrine contrattualistiche, derivanti dal costituzionalismo di matrice
liberale (J. Locke gli uomini hanno tre diritti: alla vita, alla libert e alla propriet), al
fine di salvaguardare tali diritti, gli uomini stipulano un contratto, trasferendo tali
diritti e la garanzia a mantenerli ad unentit sovrana. Lo stato ha funzione di tutela
dei diritti (si parla di giusnaturalismo).
5. Quale la concezione nelle dottrine statolatre?
Diversa dalla natura contrattualistica la concezione di Hegel, lo Stato concepito
come una realt spirituale, in base alla quale lo stato la totalit che precede le parti
(i singoli), non uno strumento per la tutela dei diritti. Quindi lo stato non la somma di
volont individuali: non ha nulla a che vedere con il contratto ed del tutto separato
dalla societ. Per questo, il cittadino, senza stato, non ha identit lo stato viene
prima dellindividuo (es. Fascismo). Per uno stato cos concepito, sopra tutto e tutti,
si pu parlare di stato etico, che tende a riconoscere un capo, a vedere un unico
partito, basato su precise gerarchie.
6. Quale la concezione nelle dottrine marxiste?
Partendo da Hegel, Marx arriva alla conclusione che il principale fattore di
civilizzazione non fosse lo stato, bens la societ civile. Egli negava valore allindividuo
al di fuori dei rapporti sociali e, soprattutto, al di fuori della sua collocazione di classe,
perch la storia delluomo altro non sarebbe che la storia delle lotte fra classi sociali.
Lo stato era visto come uno strumento attraverso cui una classe esercitava il suo
dominio sulle altre.
7. Cosa vuol dire forma di stato? E come si classificano?
Le forme di stato riguardano il modo in cui si atteggia il rapporto fra i cittadini ed il
potere politico, vale a dire il rapporto fra governanti e governati, nonch i fini
ultimi che si pone lordinamento. In riferimento al modo in cui si pongono tali rapporti
e al modo in cui vengono perseguiti i fini politici, si pu classificare in: stato assoluto,
stato liberale (uguaglianza formale), stato liberaldemocratico (o sociale uguaglianza
sostanziale), stato fascista, stato socialista, stato confessionale.
8. Qual levoluzione storica di forme di stato?
Dopo la dissoluzione dellordinamento feudale (che precede lo stato moderno),
allinizio dellera moderna si afferma lo stato assoluto: si caratterizzava per la
legittimazione del sovrano direttamente da Dio, laccentramento in capo al sovrano di
tutto il potere e la rigida divisione in classi sociali, con riconoscimento allaristocrazia
di particolari privilegi ed immunit.
Dal superamento dello stato assoluto, nasce lo stato liberale, frutto della vittoriosa
battaglia della borghesia il terzo stato contro laristocrazia e il clero (le altre due
grandi classi dellancien regime), che si realizza attraverso le rivoluzioni inglese,
francese, americana e quelle europee del 1848. E contrassegnato da una base sociale
ristretta, poich il diritto di voto riservato a coloro che hanno un determinato censo
(stato monoclasse), ma riconosce a tutti i cittadini diritti di libert e propriet, tutelate
da giudici (stato di diritto).
Da questo poi si svilupper lo stato socialdemocratico: si afferma lestensione del
suffraggio ai ceti esclusi, porta al riconoscimento dei diritti politici di tutti i cittadini

maggiorenni e favorisce lorganizzazione in partiti di massa: si parla di stato


pluriclasse. Queste esigenze, insieme alla crisi di Wall Street del 1929, portano a un
intervento sempre pi forte dello Stato nelleconomia e nel sociale: da qui
lespressione stato sociale, per descrivere quelle varianti dello stato
socialdemocratico nelle quali importante la prestazione sociale ed il welfare.
Infine, si arriva, attraverso la ricerca di coesione e dintegrazione sociale, a fissare in
costituzioni rigide la tutela dei diritti civili, politici e sociali: da qui la forma dello stato
costituzionale, evoluzione dello stato di diritto.
9. Quali sono i caratteri dello stato costituzionale liberaldemocratico?
La Repubblica Italiana, costituita sulla base della Costituzione del 1948, pu dirsi uno
stato sociale, ispirato dal costituzionalismo liberaldemocratico, dove hanno
importanza: i diritti delluomo, che hanno primato su qualunque altro valore (oltre ai
diritti politici e civili, si aggiunge la tutela dei diritti sociali, che rientrano nel diritto di
cittadinanza); la cittadinanza protegge i diritti sopracitati e permette la condizione
stessa di persona umana, non lappartenenza ad una classe o una corporazione;
garantito il principio deguaglianza; la sovranit appartiene al popolo (art. 1.2); la sfera
politica autonoma da quella religiosa, in base al principio di laicit; lordinamento si
fonda su una costituzione scritta e rigida; il potere attribuito ad assemblee
legislative, quindi elettive, etc.
10. Altre forme di stato estranee al costituzionalismo liberaldemocratico?
Lo stato fascista, che sispirava alla concezione autoritaria dello stato tipica della
destra hegeliana; lo stato socialista, che sispirava alle lotte di classe proprie delle
teorie marxiste-leniniste (collettivizzazione dei mezzi di produzione, libert
riconosciute solo in quanto funzionali alla costruzione di una societ socialista, etc.); lo
stato confessionale, dove non accettata la separazione tra potere temporale e
potere spirituale.

[Capitolo 3 Lo Stato e gli Altri Ordinamenti: lOrdinamento Internazionale]


1. Quali sono i caratteri dellordinamento internazionale?
Lordinamento internazionale si caratterizza, rispetto agli ordinamenti statali, per
avere una base sociale costituita da stati e non da individui; non c un ente che si
ponga in posizione superiore rispetto ai suoi consociati (es. non c uno stato pi
importante di altri nella UE).
2. Che differenza c tra diritto internazionale generale e diritto internazionale
pattizio?
Le norme di diritto internazionale generale, non avendo un organo legislativo che
produca norme, sono perci prodotto di fonti-fatto, sono cio di formazione
consuetudinaria o spontanea, ed obbligano tutti i soggetti dellordinamento; i trattati
ed i contratti firmati tra gli stati, invece, sono norme di diritto internazionale
particolare o pattizio.
3. Cosa differenzia la concezione monista e quella dualista dei rapporti fra
ordinamento internazionale e ordinamento statale?
Riguardo il rapporto tra lordinamento giuridico internazionale e lordinamento interno
italiano, vi sono due concezioni: la prima, quella dualista, la stessa di chi sposa la
teoria della pluralit degli ordinamenti giuridici; la seconda, quella monista, tende a
ridurre lordinamento internazionale e quello statale ad unit, vedendo chi dei due
dipende dallaltro. C chi sostiene la superiorit dellordinamento internazionale su
quello interno dei singoli stati (Kelsen): sempre secondo la concezione dualista, ogni
ordinamento dovrebbe prendere le proprie decisioni autonomamente (posizione
riaffermata dalla nostra Corte Costituzionale).
4. Cos la ratifica? E com disciplinata nellordinamento italiano?
Gli obblighi di natura pattizia possono essere suggellati attraverso dei trattati che
richiedono, successivamente alla firma, la ratifica (attraverso essa, lo stato esprime il

proprio consenso ad essere obbligato da un trattato). In diritto internazionale, la


ratifica listituto giuridico mediante il quale un soggetto (in questo caso lo stato) fa
propri gli effetti di un negozio/accordo, concluso con terzi dal proprio rappresentante
(spesso, il ministro degli Esteri). Nel caso dellordinamento italiano, la ratifica atto
presidenziale che, in alcuni casi, devessere autorizzato dal Parlamento: la legge di
autorizzazione necessaria quando la ratifica riguarda un trattato la cui esecuzione
comporta variazioni al territorio, oneri finanziari a carico dello stato, etc.
5. Come si persegue ladattamento dellordinamento interno al diritto internazionale?
Ladattamento dellordinamento interno al diritto internazionale (es. debbono
entrare in azione dei trattati suggellati con altri stati) pu avere luogo in 3 forme, di
cui le prime due (procedimenti ordinari attraverso leggi - o mediante ordine
desecuzione) si applicano agli obblighi internazionali di tipo pattizio, mentre la terza
sapplica solo agli obblighi di origine consuetudinaria.
6. Cos lordine desecuzione?
E il tipo dadattamento pi utilizzato, nel quale viene approvata una legge che
dispone delladattamento dellordinamento interno ai vincoli internazionali, attraverso
lordine desecuzione: il testo del trattato viene allegato alla legge e ladattamento in
tal modo completo ed integrale (ci differenzia il procedimento speciale da quello
ordinario).
7. Cos ladattamento automatico?
E una sorta di adattamento dellordine interno a quello internazionale, senza per che
ci sia effettivamente bisogno di un atto a ratificarlo. In questo modo, ladattamento
immediato, completo e continuo: affinch ci accada, necessario che lordinamento
interno lo preveda, come fa la nostra Costituzione.
8. Quali sono le pi recenti linee evolutive dellordinamento internazionale? Alcuni
esempi di convenzioni internazionali sui diritti umani?
Soprattutto nel 2 dopoguerra, il diritto internazionale ha conosciuto sviluppi
importanti: in particolare, nel campo dei diritti umani si sono fatti grandissimi passi in
avanti, sulla base di concezioni neo-giusnaturaliste, fondate sullidea che ogni essere
umano debba esser tutelato nei suoi diritti fondamentali; un crescente numero di
gruppi, individui ed organizzazioni, anche no-profit, si sono battute su questo punto. Le
pi importanti convenzioni sono quelle adottate dallAssemblea Generale delle Nazioni
Unite spiccano la Dichiarazione universale dei diritti delluomo (1948) ed i due
Patti internazionali relativi ai diritti civili, politici, economici, sociali e culturali (1966).
9. Cos la corte penale internazionale? Altri esempi di tribunali internazionali?
Sotto il profilo processuale, sui modelli dei tribunali di Norimberga e Tokyo, che
condannorono i crimini commessi durante la 2 guerra mondiale, nel 1993 e nel 1994
furono istituiti i tribunali internazionali penali per i responsabili delle stragi in Ruanda e
nellex Jugoslavia.
Si arriv poi alla creazione della Corte Penale Internazionale, prevista da un accordo
sottoscritto da 139 paesi, firmato nel Luglio 1998 ed entrato in vigore nel Luglio 2002:
un tribunale permanente, che esercita le proprie funzioni sulle persone che si sono
macchiate di crimini gravi (genocidio, crimini contro lumanit e crimini di guerra). La
sua giurisdizione complementare a quelle nazionali: pu agire solo quando sia
accertato che questultime non possano/non vogliano procedere.
10. Quali sono gli organi principali dellOnu?
LOrganizzazione delle Nazioni Unite (ONU), creata a S. Francisco nel giugno del 1945
con una Carta sottoscritta da 51 paesi, fu il tentativo di sostituire la fallita Societ delle
Nazioni del 1 dopoguerra. Ha come organi principali: lAssemblea Generale (composta
da tutti i 192 stati membri, delibera a maggioranza semplice e, per le questioni pi
delicate, a maggioranza di 2/3); il Consiglio di Sicurezza (composta da 15 membri, di
cui 5 permanenti i vincitori della 2 guerra mondiale: Francia, Cina, USA, Regno Unito
e Russia e gli altri eletti in circolo per due anni. I membri permanenti godono di un
diritto di veto alle decisioni.); il Consiglio Economico e Sociale, la Corte Internazionale

di Giustizia, il Segretario Generale (eletto dallAssemblea per un periodo di cinque


anni).
11. Come disciplinato luso della forza dalla carta dellOnu?
Luso della forza centralizzato, cio affidato al solo Consiglio di Sicurezza: i singoli
stati non possono farvi ricorso, salvo legittima difesa e solo a titolo temporaneo,
finch non interviene il Consiglio di Sicurezza.
12. Che tipo di interventi sono stati deliberati dal Consiglio di sicurezza dellOnu?
Guerra del Golfo 1990-1991, guerra civile in Somalia 1992-1993, negli ultimi anni sono
stati deliberati (anche se non senza problemi) gli interventi americani in Afghanistan
nel 2001 e in Iraq nel 2003, con una grande spaccatura nel Consiglio di Sicurezza.
13. Qual il fondamento e come sono disciplinate le missioni militari italiane
allestero?
In base allart.11 (lItalia ripudia la guerra ed anzi promuove la pace), non dovremmo
farne. Ma linterpretazione prevalente che le operazioni siano legittime se gestite
dalle Nazioni Unite (i caschi blu). Molte polemiche ci furono per linvio di soldati sia
in Kosovo che in Iraq.
14. Cos la Nato? Altri esempi di organizzazioni internazionali regionali?
Servono principalmente al mantenimento di una pace: queste organizzazioni
richiamano la Carta dellONU, la pi famosa sicuramente la NATO (Organizzazione
del Trattato Nord-Atlantico), alla quale partecipa dal 1949 lItalia. Raccoglie 28 paesi in
tutto, serve a garantire aiuto nel caso uno dei 28 membri venga minacciato o
addirittura attaccato; gli Stati Uniti hanno il ruolo di leader.

[Capitolo 4 Lordinamento dellUnione Europea]


1. Qualche cenno sulle origini e sullo sviluppo dellintegrazione europea. / 2.
Descrivere la struttura dellUE prima e dopo la riforma dei trattati.
LUnione Europea nacque nel Novembre 1993 a seguito dellentrata in vigore del
trattato sullUE, firmato un anno e mezzo prima a Maastricht (Trattato di Maastricht).
LUE, frutto di un processo durato 40 anni, lunione di stati e di popoli. Fu creata dal
1951 a partire dalla CECA (Comunit europea del carbone e dellacciaio). Con una
strategia politica volta, nel 2 dopoguerra, a dare un motivo dunione a Francia e
Germania, si cre questorganizzazione per la condivisione dellacciaio e del carbone.
In seguito, nel 1957 a Roma, fu firmato il Trattato di Roma, con il quale si cre
lEuratom (per lenergia nucleare) e la CEE (Comunit Economica Europea) tra Francia,
Germania, Belgio, Italia, Paesi Bassi e Lussemburgo. Con la creazione della CEE, si
puntava a formare unarea di libero scambio con tariffe comuni, a creare un fondo
sociale europeo ed una banca degli investimenti, etc.
Ci sono stati progressi lenti, ma graduali: la Comunit si occupata di sempre pi
materie, dal 1970 viene dotata di un sistema risorse che la auto-finanzia; la Comunit
si poi allargata negli anni (tra cui anche Regno Unito, Spagna, etc.); nel corso degli
anni 80, furono poste le basi per una modifica del Trattato di Roma, in modo da
arrivare alla creazione della UE venne firmato nel 1986 lAtto Unico Europeo,
rafforzando il ruolo del Parlamento Europeo. Dopo la riunificazione delle due Germanie,
nel 1992 si arriva alla firma di Maastricht, ridenominando il Trattato per la Comunit
Europea in Tce, ponendo le basi per la nascita della moneta unica (leuro), creando le
basi per un nuovo trattato per lUE (chiamato Tue).
3. Come si arrivati al Trattato di Lisbona?
Si era creata nel Tue un Unione a 3 pilastri (pre-esistenti tre comunit Ce, Ceca,
Euratom; politica estera e sicurezza comune; cooperazione di polizia e giudiziaria in
materia penale, disciplinati dal Tue). Questa venne superata con il Trattato di Lisbona,
firmato nel Dic. 2007 ed entrato in vigore nel Dic. 2009: esso ha dato vita ad un unico
soggetto di personalit giuridica internazionale (appunto la UE superando e
cancellando la Comunit Europea); il Tue, anche se modificato, mantiene la sua

denominazione, mentre il Tce ha assunto il nome di Trattato sul funzionamento


dellUE (detto anche Tfue).
Come ci si arrivati? Preso atto del prossimo allargamento dellEuropa nel 2001 (da 15
a 27 Stati), invece di affidare la revisione dei trattati alle diplomazie dei singoli stati, si
decise di costituire un organo speciale per predisporre una proposta, con il nome di
Convenzione sul Futuro dellUE (composto da almeno un rappresentante per ogni
governo + altre componenti). La Convenzione concluse i suoi lavori, approvando un
documento nominato Progetto di Trattato che istituisce una Costituzione per
lEuropa: esso fu ratificato nel 2005 da 22 stati su 25, ma non da due paesi fondatori
(Francia e Paesi Bassi, dove nel referendum prevalse il no) dovette essere
abbandonata.
Si ricorse quindi ad una conferenza intergovernativa che sfoci nella firma del Trattato
di Lisbona nel 2007: anche qui ci fu una battuta darresto nella ratifica, con il no
irlandese, superato in un secondo momento dai s del 2009, quando pot finalmente
essere ratificato. Va anche per ricordato che, anche se il Trattato nuovo, molte delle
funzioni e delle parti che compongono lUE non sono cambiate (cambia la forma, ma
non la sostanza modifica e non abrogazione del vecchio trattato).
4. Composizione e funzioni del Consiglio Europeo.
Composto dai capi di stato o di governo degli stati membri, dal suo presidente e dal
presidente della commissione; vi partecipa anche laltro rappresentante dellUnione
per gli affari esteri. Si riunisce due volte allanno, a distanza di 6 mesi, a Bruxelles;
ora prevista la presidenza non pi a rotazione semestrale, bens a tempo pieno, non
pu avere incarichi nazionali. Essa viene eletta dal Consiglio europeo a maggioranza
per un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una volta sola; il Consiglio europeo
non esercita funzioni legislative e non va confuso con il Consiglio senza aggettivo
(quello dei ministri).
5. Composizione e funzioni del Consiglio (nella prassi definito Consiglio dei Ministri)
Composto da un rappresentante per ogni stato membro a livello di ministro,
autorizzato ad impegnare il proprio governo. Il Consiglio si riunisce a seconda dei temi
che deve affrontare (es. se il tema da affrontare sui campi, si chiama il ministro
dellagricoltura); esistono poi due formazioni previste dal Tfue il Consiglio affari
generali e quello degli affari esteri in entrambi presenziano il ministero degli
esteri. Il Consiglio esercita, insieme al Parlamento Europeo, la funzione legislativa e di
bilancio; definisce e coordina le politiche dellUE; garantisce il coordinamento e la
sorveglianza delle politiche economiche, raccomandando le necessarie contromisure
e, nel caso lo stato interessato non proceda, pu intimargli di farlo ed eventualmente
sanzionarlo; prende le decisioni relative alla politica estera e di sicurezza comune. La
regola decisionale ordinaria la maggioranza qualificata si ottiene con il 55% degli
stati membri.
6. Composizione e funzioni del Parlamento Europeo.
Attualmente composto (fino al Giugno 2014) da 754 membri, dalla prossima
legislatura il tetto massimo sar di 751, con un minimo di 6 seggi per stato e non pi
di 94. I membri del Parlamento Europeo sono eletti per 5 anni dai cittadini dellUE con
formule proporzionali (non esiste ancora, anche se prevista dal Tfue, una legge
elettorale comune a tutti gli stati membri). Il Parl. Europeo organizzato secondo il
modello delle assemblee rappresentative i suoi membri si ripartiscono in gruppi
politici, composti da non meno di 25 deputati eletti in almeno un quarto degli stati;
questi gruppi corrispondono, in gran parte, alle famiglie politiche del continente;
lavorano suddivisi in 20 commissioni. Il Parlamento delibera a maggioranza dei voti
espressi, ha il proprio regolamento e non ha sede unica (si divide fra Strasburgo sede
ufficiale, Lussemburgo e Bruxelles).
Esso esercita congiuntamente al Consiglio la funzione legislativa, quella di bilancio
ed inoltre esercita funzioni di controllo politico e consultive; elegge il presidente della
Commissione e ha il potere di obbligarne i membri alle dimissioni.
7. Composizione e funzioni della Commissione.

Composta da 27 membri (uno per stato), incluso il presidente e lalto rappresentante


per la sicurezza e gli affari esteri; dal nov. 2014 sar composta da 2/3 dei membri degli
stati (se gli stati saranno 27, i membri saranno 18), dura in carica 5 anni.
La Commissione lorgano che promuove linteresse generale dellUE ed adotta le
iniziative per arrivare a tal fine: essa agisce in piena indipendenza, in particolare ha
liniziativa esclusiva degli atti legislativi, presenta il progetto annuale di bilancio e gli
d esecuzione, vigila sullapplicazione del diritto dellUE (custode dei trattati) e pu
intervenire se uno stato non rispetta i suoi obblighi, denunciandolo alla Corte di
Giustizia mediante la procedura dinfrazione.
8. Composizione e funzioni della Corte di Giustizia.
Composta da 27 giudici, assistiti da almeno 8 avvocati che studiano le cause e le
sottopongono alla Corte; sono nominati dai governi per 6 anni. La Corte ha statuto e
sede propria in Lussemburgo. Compito quello di assicurare il rispetto del diritto
nellinterpretazione e nellapplicazione dei trattati, giudicando le controversie fra stati
membri, fra lUE ed uno stato membro, fra istituzioni dellUE. A questa si affianca il
Tribunale, competente per le azioni intraprese da persone fisiche o giuridiche, non che
per le controversie fra lUE ed i suoi funzionari.
9. Quale significato ha il principio dattribuzione? E i principi di sussidiariet e
proporzionalit?
Derivante da un trattato e quindi da una fonte originaria, il principio dattribuzione
riguarda le competenze ripartite fra UE e stati membri: lUE esercita solo le
competenze che gli stati hanno attribuito ad essa con i trattati, tutto il resto resta agli
stati (le competenze sono di 3 tipi competenze esclusive, nei quali pu lavorare solo
lUE; competenze concorrenti, nei quali entrambi possono legiferare, ma gli stati
possono farlo solo lUE non lha fatto o ha deciso di cessare di farlo; competenze di
sostegno/coordinamento nei settori in cui lUE non ha competenza prevalente.
Per quanto riguarda le competenze che spettano allUE, bisogna guardare i prinicipi di
sussidiariet e proporzionalit: il primo significa che lUE interviene solo e solo se
gli stati non possono raggiungere i propri obiettivi da soli e possono essere meglio
conseguiti dallUE; il secondo significa che lazione dellUE non deve andare al di l del
conseguimento dellobiettivo.
10. Cittadinanza e diritti fondamentali nellordinamento dellUnione.
La cittadinanza europea non si sostituisce, ma si aggiunge a quella nazionale,
conferisce il diritto di circolare e soggiornare negli stati membri, d il diritto di
presentare petizioni al Parlamento Europeo; inoltre lart. 11 del Tue preve il diritto di
iniziativi dei cittadini dellUE che consiste nella richiesta alla Commissione, da parte di
almeno 1 mln. di cittadini che appartengano ad una pluralit di stati, perch presenti
una proposta appropriata su una materia importante per lUE.
Inoltre c anche la Carta dei diritti fondamentali (firmata a Nizza nel dic. 2000), con
lo stesso valore giuridico dei trattati e che riconosce diritti sulla dignit della persona,
sulle libert, sulle uguaglianze, sulla solidariet, la cittadinanza e la giustizia.
11. Di quali politiche si occupa lUnione?
Ci di cui si occupa lUE (le sue politiche) disciplinato nel Tfue (fa eccezione la
competenza in materia di politica estera e di sicurezza comune Pesc). E la terza
parte del Tfue ad indicare precisamente le politiche dellUE sono comparse alcune
politiche nuove (energia, turismo, protezione civile, etc.) o che in precedenza non
erano state attentamente aiutate (cooperazione giudiziaria in materia penale e di
polizia).
12. Quali sono e in cosa si distinguono gli atti giuridici dellUnione?
Gli atti giuridici (sono fonti derivate dallUE) che le istituzioni dellUE usano per
esercitare le loro competenze sono disciplinati nel titolo I del Tfue gli atti giuridici
sono ci che costituisce il diritto derivato dellUE. Sono i regolamenti (vere e proprie
leggi dellUE atti normativi di portata generale, obbligatori in tutti i loro elementi,
direttamente applicabili in tutti gli stati membri; possono avere come destinatari
persone giuridiche o fisiche), le direttive (atti che vincolano uno o pi o, nella maggior

parte dei casi, tutti gli stati membri in vista di un risultato che devono raggiungere,
entro un certo termine), le decisioni (i destinatari possono essere persone fisiche o
giuridiche o anche stati membri), le raccomandazioni ed i pareri (hanno valenza
dindirizzo politico e non fanno sorgere obblighi).
Poi si distinguono ulteriormente in atti legislativi (atti adottati mediante procedura
legislativa), gli atti delegati (atti di portata generale che un atto legislativo pu
delegare alla Commissione ad adottare per integrare o modificare propri elementi non
essenziali) e gli atti di esecuzione (devono essere previsti da un atto legislativo
quando la necessit di condizioni esecutive uniformi suggerisce che non siano gli stati
ad adottare tutte le misure necessarie, ma sia la Commissione a farlo).
13. Quali caratteristiche fanno dellUE qualcosa di difficilmente definibile con le
categorie tradizionali del diritto pubblico?
LUE non sembra proprio unentit che, con determinate caratteristiche (si fonda su
trattati, cio su atti di durata illimitata; esiste una cittadinanza europea integrata a
quella nazionale; va lentamente sviluppandosi un sistema partitico europeo; gli
organi come il Consiglio rappresentano gli stati membri, ma dallaltra c il Parlamento
Europeo, che rappresenta i cittadini dellUE; lUE gode di autonomia finanziaria, con un
bilancio integrato da risorse proprie e non da contributi degli stati membri), possa
essere classificata fra le organizzazioni di stati fin qui conosciute. Infatti, sin dai primi
anni di vita delle comunit europee, si era parlato di comunit sovranazionali; di
fronte allintegrazione europea, si poi preferito parlare di ordine pre-federativo, non
ancora federale, ma in procinto di diventarlo. Pi di recente, si parlato di
federazione di stati-nazione: formula con la quale si cerca di conciliare sia gli sviluppi
in senso federale sia la difesa delle identit nazionali.

[Capitolo 5 Le Fonti del Diritto]


1. Che differenza c tra fonti di produzione e fonti sulla produzione del
diritto?
Innanzitutto si chiamano fonti del diritto i fatti e gli atti che lordinamento giuridico
abilita a produrre norme generiche: requisiti delle norme sono la generalit (lessere
riferito ad una pluralit indistinta di soggetti) e lastrattezza (il prevedere una regola
ripetibile nel tempo).
Chiamiamo fonti di produzione del diritto, cio di norme giuridiche, quei fatti (eventi
naturali o comportamenti non volontari) o quegli atti (comportamenti volontari e
consapevoli) ai quali lordinamento attribuisce la forza di produrre di imperativi che
esso riconosce come propri.
Chiamiamo invece fonti sulla produzione quelle norme che disciplinano i modi di
produzione del diritto oggettivo, individuando i soggetti titolari di potere normativo, i
procedimenti di formazione, gli atti prodotti dal punto di vista dellordinamento
italiano, sono fonti di produzione gli atti normativi posti nel rispetto delle norme sulla
produzione dellordinamento italiano.
2. Che differenza c tra fonti fatto e fonti atto?
Quando lordinamento riconosce direttamente al corpo sociale (o a una parte di esso)
la capacit di produrre norme in via autonoma (cio senza che vi provvedano
istituzioni a ci espressamente deputate), si parla di fonti fatto.
Quando la norma prodotta da un soggetto istituzionale portatore di una precisa
volont e nel rispetto delle procedure previste dalle fonti sulla produzione, si parla di
fonti atto (la costituzione, la legge) nelle prime contano i comportamenti assunti
come fatti oggettivi, nelle seconde la volont del soggetto istituzionale espressa
secondo un procedimento di produzione del diritto prestabilito.
3. In che senso il sistema delle fonti primarie un sistema chiuso ed il
sistema delle fonti secondarie un sistema aperto?

La Costituzione oltre ad essere essa stessa una fonte del diritto la massima fonte
sulle fonti, nel senso che essa legittima tutti i processi di produzione del diritto;
tuttavia non stabilisce tutti i processi di produzione del diritto, ma si limita a
determinare solo quelli pi importanti: quelli che permettono di produrre norme di
rango costituzionale (le leggi di revisione costituzionale e le altre leggi costituzionali) e
quelli che permettono di produrre norme di rango primario (le leggi ordinarie dello
Stato, i decreti legislativi, i decreti legge, i regolamenti parlamentari, gli statuti delle
regioni ordinarie e le leggi regionali).
Con riferimento agli atti primari, il sistema delle fonti del diritto deve considerarsi un
sistema chiuso ci significa che non sono configurabili atti fonte primari al di l di
quelli previsti dalla Costituzione stessa (la creazione di ulteriori atti fonte primari
richiederebbe una revisione costituzionale); il carattere chiuso degli atti primari
significa che ogni atto normativo non pu disporre di una forza maggiore di quella che
la Costituzione ad esso attribuisce (nel senso che un atto legislativo non potrebbe
attribuire ad altri atti fonte una capacit pari alla propria di innovare al diritto
oggettivo o di resistere allabrogazione). Agli atti primari va quindi riconosciuta forza
di legge.
Per tutto il resto, ossia per gli atti fonte subordinati a quelli primari, il sistema
costituzionale delle fonti secondarie invece aperto.
5. Cosa significa interpretare il Diritto? Di quali criteri dinterpretazione si
parla?
Lapplicazione del diritto, che comporta la risoluzione di antinomie eventuali,
presuppone unattivit interpretativa, intesa come quella attivit che, partendo dal
testo degli atti normativi, mira alla ricostruzione del loro significato. I criteri che
indicano la ricostruzione sono quelli indicati in particolari dallart. 12 delle preleggi; si
parla di: interpretazione letterale o testuale, ossia secondo il senso fatto palese dal
significato proprio delle parole secondo la connessione di esse; interpretazione
teleologica, ossia secondo il fine o lintenzione del legislatore, nel doppio significato di
scopo soggettivo perseguito dal legislatore o scopo oggettivo ricavato dal tenore
dellatto normativo; interpretazione logico-sistematica, ossia secondo la connessione
tra le diverse disposizioni allinterno dellatto normativo considerato.
Si pu anche fare ricorso allanalogia per riempire lacune interpretative, strumento
che consiste nellapplicare a un caso non previsto una disciplina prevista per casi
simili.
6. Quali sono le fonti di rango costituzionale? / 7. Descrivere il procedimento
di revisione costituzionale.
La Costituzione latto supremo perch posto dal potere costituente: di fronte alla
Costituzione, tutti gli altri atti fonte sono subordinati poich generati da poteri
costituiti, cio previsti dalla stessa Costituzione; la sua caratteristica la rigidit,
ovvero che pu essere modificata solo attraverso un procedimento molto complesso.
Lart. 138 Cost. prevede tra le fonti del diritto costituzionale le leggi di revisione
costituzionale e le leggi costituzionali, differenti per contenuto (le prime preludono ad
una modifica della Costituzione, le seconde integrano la disciplina di alcune parti
della Costituzione stessa).
Il procedimento di formazione delle leggi di rango costituzionale diverso da quello di
approvazione per le leggi ordinarie; si chiama procedimento aggravato, prevede
duplice lettura da parte di ciascuna camera: la prima lettura si svolge secondo le
regole previste per qualunque procedimento legislativo, ma con divieto di
approvazione in commissione in sede legislativa; la seconda lettura, a distanza non
inferiore ai tre mesi, richiede maggioranze qualificate. In questa seconda lettura, se il
progetto di legge viene approvato a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna
camera, esso viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale senza essere ancora
promulgato; dal giorno della pubblicazione devono decorrere tre mesi, in cui 1/5 dei
componenti di una camera, cinque consigli regionali o 500.000 elettori possono
richiedere che la legge sia sottoposta a referendum costituzionale. Richiesto il

referendum, la legge viene pubblicata solo se, nella consultazione popolare, stata
approvata dalla maggioranza dei voti, senza quorum strutturale. Se invece il progetto
di legge viene sottoscritto dai due terzi dei componenti di ciascuna camera, non c
bisogno di referendum confermativo e la legge viene immediatamente promulgata.
Tuttavia esistono dei limiti alla revisione costituzionale, stabiliti dallart. 139 limiti
espliciti (la forma repubblicana non pu essere soggetta a cambiamento) e limiti
impliciti (i principi supremi dellordine costituzionale).
8. Come sono definiti i rapporti fra fonti dellUnione Europea e fonti interne?
C il primato del diritto comunitario su quello nazionale, ma il rapporto tra le due
tipologie di fonti ha avuto una lunga discussione, arrivata a concludersi con la Corte
Costituzionale a dichiarare il primato della Corte di Giustizia europea e, quindi, del
diritto comunitario.
9. Cosa sintende per riserva di legge? E quali tipi di riserva di legge ci sono?
Alla legge la Costituzione affida importante materie mediante la riserva di legge: tale
istituto designa i casi in cui disposizioni costituzionali attribuiscono la disciplina di una
determinata materia alla sola legge (nonch agli atti equiparati alla legge),
sottraendola cos alla disponibilit di atti fonte ad essa subordinati, tra cui soprattutto i
regolamenti dellesecutivo. E contraddistinta dallaspetto positivo (cio lobbligo per la
legge di intervenire nella materia riservata) e dallaspetto negativo cio il divieto di
interventi da parte di atti diversi dalla legge).
Ci sono vari tipi di riserve di legge: si distinguono tra riserve assolute (quando lintera
disciplina della materia affidata alla legge, salvo regolamenti di stretta esecuzione) e
riserve relative (quando alla legge spetta la disciplina essenziale ma non esclusiva di
una determinata materia, in modo da indirizzare il percorso dellesecutivo). Le riserve
di legge si dicono rinforzate invece quando al Costituzione stabilisce che lintervento
legislativo debba avvenire secondo determinate procedure.
10. Descrivere il procedimento di delegazione legislativa.
Procedimento duale di produzione del diritto che vede protagonisti sia il Parlamento
che il governo la legge di delegazione ha funzione di conferire solo al governo il
potere di adottare atti aventi forza di legge (i decreti legislativi, ovvero gli atti che il
governo adotta in attuazione della legge di delegazione, deliberati dal Consiglio dei
Ministri ed emanato dal Presidente della Repubblica). La legge di delegazione deve
indicare loggetto di delega, i criteri stabiliti e quando la delega scadr.
11. Descrivere il procedimento di formazione del decreto legge.
I decreti legge sono provvedimenti provvisori con forza equiparata alla legge ordinaria,
deliberati dal Consiglio dei Ministri ed emanati dal presidente della Repubblica. Sono
provvedimenti, contengono norme non astratte, ma concrete e gi applicabili.
La decretazione durgenza circondata da una serie di condizioni e limiti, in base
allart. 77 Cost.: pu essere adottato solo in casi straordinari di necessit ed urgenza,
devessere presentato alle Camere per la conversione e le Camere, se sciolte, si
riuniscono comunque nei successivi 5 giorni; dura solo 60 giorni e quindi ha efficacia
provvisoria. Pu essere anche convertito in legge, altrimenti perde la sua efficacia
dopo la scadenza dei 60 giorni.
12. Possono essere considerate fonti del diritto i contratti collettivi di
lavoro?
Sarebbero da annoverare come tali, visto che sono destinati a disciplinati dallart. 39
Cost., che prevede che i sindacati registrati e dotati di personalit giuridica possono
stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti
alle categorie cui il contratto si riferisce. Tuttavia allart. 39 non mai stata data una
vera attuazione.
13. Cos una consuetudine? E qual limportanza delle consuetudini
costituzionali?
E per eccellenza una fonte fatto, la quale consta di due elementi necessari: un
comportamento ripetuto nel tempo (elemento materiale) e la convinzione, da parte del
corpo sociale, che ripetere quel comportamento sia giuridicamente dovuto (elemento

soggettivo); ove mancassero questi due elementi ci troveremmo di fronte alla prassi.
Le fonti fatto in materia costituzionale integrano le norme costituzionali scritte,
definendo la posizione e regolando lattivit degli organi costituzionali.

[Capitolo 6 I Diritti Fondamentali]


1. In che senso si parla di diritti di prima, seconda, terza, quarta generazione?
La formazione dello stato moderno stata accompagnata dallaffermazione di alcune
dichiarazioni dei diritti (es. rivoluzione americana), ma il primo organico
riconoscimento delle libert fondamentali viene considerata la Dichiarazione dei diritti
delluomo e del cittadino, con la quale i rappresentanti del popolo francese
proclamarono nel 1789 i diritti naturali, inalienabili e sacri delluomo. Questa
dichiarazione si alimentava del giusnaturalismo allora diffuso, che rivendicava il valore
autonomo dellindividuo nei confronti dellautorit dello stato; di esso si fece interprete
per tutto l800 la borghesia, applicando i principi del liberalismo classico (separazione
dei poteri, supremazia della legge, preminenza del parlamento).
La prima generazione di diritti ad affermarsi fu quella delle libert dallo stato o libert
negative (diritti civili), vale a dire quelle libert fondate sulla rivendicazione per
lindividuo di una sfera propria, in cui potesse essere autonomo ed indipendente dallo
Stato (es. libert personale, di domicilio, economiche, di manifestazione del pensiero,
libert religiosa, etc.).
La seconda generazione di diritti ad affermarsi fu quella delle libert nello stato (diritti
politici), vale a dire quelle libert di partecipazione alla vita dello stato (es. diritto di
voto, diritto di associazione in partiti e sindacati libert ottenute con le rivendicazioni
del proletariato urbano); da ricordare che levoluzione da stato assoluto a stato
liberaldemocratico, con una societ pluriclasse, coincide con questa generazione di
diritti.
La terza generazione di diritti ad affermarsi fu quella delle libert attraverso lo stato
(diritti sociali), vale a dire quelle libert ottenute dopo la prima guerra mondiale e la
crisi economica degli anni 30 del Novecento, con il fine di richiedere un maggior
intervento statale per riequilibrare le disparit sociali (es. diritto allistruzione, alla
salute, alla previdenza sociale, al lavoro, allabitazione).
La quarta generazione di diritti ad affermarsi fu quella delle libert fondamentali,
legate alla dignit delluomo, alla tutela dellambiente, allinformazione e alle nuove
tecnologie.
2. Quali sono le situazioni giuridiche soggettive?
Le situazioni giuridiche soggettive nelle quali un soggetto pu venirsi a trovare si
dividono in situazioni giuridiche favorevoli (poteri, diritti soggettivi, interessi legittimi)
e situazioni giuridiche non favorevoli (obblighi, doveri, soggezioni).
Fra le prime, il potere giuridico una situazione potenziale ed astratta che consiste
nelle possibilit di ottenere determinati effetti giuridici (es. capacit di poter accedere
a determinate cariche elettive in condizioni di eguaglianza); il diritto soggettivo , a
differenza del potere, una situazione a tutela di un interesse attuale e concreto il
titolare esercita tale diritto in via diretta immediata, poich lordinamento giuridico gli
riconosce non solo determinate facolt, ma anche la pretesa di condizionare il
comportamento degli altri soggetti; i diritti si dividono a loro volta in diritti assoluti (si
definisce assoluto il diritto che obbliga tutti i soggetti dellordinamento a non
intralciarne il godimento, quindi vi sono inclusi i diritti fondamentali) e relativi (
relativo il diritto la cui soddisfazione dipende da un comportamento prescritto a un
soggetto determinato es. diritti che possono derivare da un contratto e si risolvono
nellottenere una certa prestazione). Linteresse legittimo designa invece una
situazione soggettiva di vantaggi in cui il titolare gode di poteri strumentali in vista
della tutela di un proprio interesse.

Per quanto riguarda le situazioni giuridiche non favorevoli: gli obblighi sono
comportamenti che un soggetto deve tenere per rispetto ad un diritto altrui; i doveri
sono comportamenti dovuti indipendentemente dallesistenza di un corrispettivo
diritto altrui; le soggezioni sono le situazioni di chi soggetto ad un potere giuridico
(es. la posizione di un imputato in un processo).
3. Cosa prevede la legislazione italiana sulla cittadinanza?
Una volta chiarite le situazioni giuridiche soggettive, vediamo chi ne sono i titolari:
occorre fare ricorso al concetto di cittadinanza. Fu con la rivoluzione francese che il
concetto di cittadino acquist una nuova valenza: non cittadino solo chi appartiene
alla comunit in contrapposizione a chi non vi appartiene (lo straniero), bens colui che
, diversamente dal suddito, titolare di diritti civili e politici, nonch di doveri.
E cittadino italiano il figlio di un cittadino italiano, madre o padre, ed anche chi nasce
nel territorio della Repubblica da genitori ignoti, apolidi o che non possano trasmettere
la propria cittadinanza (cittadinanza acquisita per nascita); cittadino italiano chi
adottato da un cittadino italiano (cittadinanza acquisita per trasmissione); pu
diventare cittadino italiano, sempre per trasmissione, il coniuge di cittadino che risiede
legalmente in Italia, dopo due anni di matrimonio; pu diventare cittadino italiano, se
lo richiede, lo straniero che dispone di determinati requisiti (legalmente residente da
almeno 10 anni; cittadino dellUE da almeno 4 anni; apolide e residente in Italia da
almeno 5 anni; discendente straniero di chi stato cittadino italiano e risiede in Italia
da almeno 3 anni) in questi casi la cittadinanza pu essere richiesta tramite
domanda e giuramento alla Repubblica (cittadinanza acquisita per concessione).
Dalla legge del 1992, si desume anche che si possa avere la doppia cittadinanza
(italiana + quella di un altro stato), si possa perdere la cittadinanza per espressa
rinuncia (se si acquisita quella di un altro paese) o per diritto (se alle dipendenze di
un altro stato e non smetta di farlo, seppur intimato dallo stato italiano). Inoltre, il
cittadino non pu essere privato della propria cittadinanza per motivi politici; pu
essere estradato, cio consegnato ad uno stato straniero dove abbia compiuto un
reato per esser giudicato da loro, solo nelle ipotesi poste nelle convenzioni
internazionali in materia.
4. Cosa prevede la legislazione italiana sulla condizione dello straniero?
Lo straniero colui che non cittadino italiano e non apolide (ovvero privo di
cittadinanza); extracomunitario colui che non cittadino italiano o di altro stato
appartenente allUE. Lart. 10.2 Cost. stabilisce che la condizione giuridica dello
straniero regolata dalla legge in conformit delle norme e dei trattati internazionali
la disciplina dellingresso, del soggiorno e dellespulsione dello straniero si conforma
alla politica dellUE, sulla base degli accordi di Schengen del 1990. Il disegno
legislativo del luglio 1998 (modificato dalla legge Bossi-Fini del 2002) riconosce allo
straniero, comunque presente nel territorio, i diritti fondamentali della persona umana
generalmente riconosciuti (ma lingresso ed il soggiorno illegale costituiscono il reato
di immigrazione clandestina); agli stranieri regolarmente soggiornanti (in possesso
del permesso di soggiorno per determinato periodo o della carta di soggiorno per
permanenza illimitata) i diritti civili riconosciuti al cittadino italiano, nonch il diritto di
partecipare alla vita pubblica locale; a tutti i lavoratori stranieri regolarmente
soggiornanti parit di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai lavoratori
italiani.
Ci sono anche la possibilit di diritto di asilo (allo straniero che non lascia il proprio
paese per motivi lavorativi o di studio, bens perch non pu esercitare in modo
effettivo le libert democratiche garantite dalla Costituzione italiana) e di rifugio
politico (a coloro i quali abbandonano il proprio paese perch personalmente
perseguitato o discriminato, in base alla convenzione di Ginevra del 1951 es. alcuni
libici); lestradizione dello straniero si applica se il reato politico stato di genocidio.
5. Quali sono i caratteri dei diritti inviolabili riconosciuti e garantiti dallart.2?
Secondo questarticolo, la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili
delluomo a tali diritti inviolabili sono riconosciute queste caratteristiche:

assolutezza (possono essere fatti valere nei confronti di tutti), inalienabilit ed


indisponibilit (non possono essere trasferiti per atto di volont del titolare),
imprescrittibilit (il mancato esercizio degli stessi, anche per tempo prolungato, non
comporta la perdita da parte del titolare), irrinunciabilit (il titolare non vi pu
rinunciare, neppur volendo).
6. Quali sono i diritti della personalit costituzionalmente protetti?
Il diritto alla capacit giuridica, alla cittadinanza, al nome (art. 22) a questi si
sommano: il diritto alla vita e allintegrit fisica (tutelato dalle leggi civili che
permettono la donazione di sangue ed il trapianto di organi, vietando per gli atti che
siano contrari alla legge, allordine pubblico o al buon costume dentro a questo, si
somma labolizione della pena di morte, anche secondo la Convenzione europea dei
diritti delluomo [Cedu luglio 2003] si messa in luce anche la battaglia civile e
politica sullaborto, riconoscendo per anche al non ancora nato il diritto alla vita,
poich laborto possibile solo entro un certo numero di settimane); il diritto allonore
(ovvero la tutela dellintegrit morale della persona); il diritto allidentit personale (il
diritto ad essere s stessi, in tutto e per tutto, indipendentemente dalla propria
condizione personale e sociale legato al diritto alla rettifica: diritto che il mezzo di
informazione corregga le eventuali affermazioni non corrette sul proprio conto); il
diritto alla libert sessuale; il diritto alla riservatezza (cio alla segretezza e allintimit
della vita privata, anche se la Costituzione non ne fa unesplicita difesa nel 1996, a
seguito di una direttiva della vecchia Cee, stato istituito il Garante per la protezione
dei dati personali, con il diritto alla privacy costantemente minacciato dalle nuove
telecomunicazioni).
7. Quali sono i doveri previsti dalla costituzione?
Sono i doveri inderogabili di solidariet politica, sociale ed economica vi sono il
dovere di svolgere un lavoro utile per la societ; il dovere dei genitori di
mantenimento, istruzione ed educazione dei figli, anche se nati fuori dal matrimonio; il
dovere sacro del cittadino di difesa della Patria; il dovere di concorrere tutti alle
spese pubbliche; il dovere di tutti di fedelt alla Repubblica, di osservare la
Costituzione e le leggi e di adempiere con onore e disciplina alle funzioni pubbliche a
cui si ha accesso.
8. Quali problematiche pongono le convenzioni internazionali dei diritti?
Ci interessano i riflessi dellinternazionalizzazione della tutela dei diritti umani e
leffetto che possono avere sullordinamento italiano. Ai trattati ricognitivi di diritti
umani si collegano due discusse problematiche: lazionabilit dei diritti in essi previsti
nellordinamento interno e la loro posizione nel sistema delle fonti.
In primo luogo, ci si chiede se tali trattati siano vigenti solo sul piano internazionale o
anche su quello interno; la Corte di Cassazione ha avuto, in merito, un atteggiamento
oscillante, poich in alcune decisioni ha escluso radicalmente qualunque di queste
convenzioni, in altre ha distinto tra norme di tipo precettivo (azionabili sul piano
interno) e norme pi generiche (a ci inidonee) pi recentemente ha riconosciuto la
superiorit dellordinamento europeo. Sul secondo punto, le convenzioni internazionali
sui diritti hanno formalmente il rango di una legge ordinaria, per cui in applicazione del
criterio cronologico sarebbero abrogabili da leggi successive che dispongano
diversamente recentemente si trovato soluzione anche a questo problema (2001
con riforma del titolo V), disponendo che la potest legislativa di Stato e regioni debba
essere esercitata nel rispetto dei vincoli derivanti dagli obblighi internazionali.
9. La libert personale: qual il contenuto e quali sono le garanzie?
Lart. 13 garantisce la libert personale, rendendola per alquanto generica: essa va
letta con riferimento alle misure vietate nel secondo comma dellart. 13, vale a dire la
detenzione, lispezione e la perquisizione personale. La libert personale non ammette
atti di coercizione fisica, siano essi posti in essere dalla polizia o dal privato; inoltre
possono ritenersi lesive della libert personale misure che, pur non consistenti in
forme di coercizione fisica, possano incidere negativamente sulla persona umana la

libert personale non include altres la libert morale, ossia la libert dellindividuo di
determinare autonomamente i propri comportamenti.
La Costituzione prevede anche restrizioni della libert personale, ma solo nei modi e
nei casi previsti dalla legge, delimitando anche la penalizzazione: principio di
tassativit o determinatezza del precetto penale (la condotta vietata va determinata in
modo chiaro, in modo che sia chiaro lillecito da non commettere e limputato abbia la
possibilit di difendersi); principio della personalit della responsabilit penale (la
legge non pu ascrivere al soggetto il fatto daltri); principio di colpevolezza (in base al
quale sono punibili solo le condotte materiali collegate ad un atteggiamento
soggettivo di consapevolezza nelle forme del dolo quando levento voluto o della
colpa quando levento dovuto a negligenza, imprudenza o imperizia); principio di
offensivit e lesivit del reato (per costituire reato il fatto deve pregiudicare un bene o
un interesse costituzionalmente tutelato o connesso ad altri beni costituzionali).
La Costituzione consente anche restrizioni alla libert personale giustificata da
esigenze di prevenzione lart. 25 contempla, accanto alle pene, le misure di
sicurezza, sottoponendo anchesse al principio di legalit. Le misure di sicurezza
detentiva servono alla funzione di difesa sociale; le misure di prevenzione, previste
dalla polizia, sono tese ad impedire la commissione di reati da parte di soggetti ritenuti
socialmente pericolosi. Unulteriore forma di restrizione la custodia cautelare, con la
quale la carcerazione non prevista solo dopo la condanna, ma anche prima che la
responsabilit penale sia definitivamente acclarata questa per deve accordarsi con
il principio della presunzione di non colpevolezza dellimputato.
Infine, riguardo al trattamento del detenuto e le funzioni della pena, la Costituzione
vieta ogni violenza fisica o morale verso i detenuti.
10. Quali sono le differenze tra libert personale e libert di circolazione e soggiorno?
Ogni cittadino pu muoversi liberamente sul proprio territorio ed libero di fissare a
suo piacimento la propria dimora (luogo di soggiorno temporaneo) o residenza (luogo
di soggiorno abituale, risultante dal registro anagrafico del comune di residenza).
Tuttavia, lart. 16 prevede la garanzia della riserva di legge rinforzata: essa, infatti, pu
essere soggetta solo alle limitazioni che la legge sancisce per motivi di sanit o di
sicurezza es. i cordoni sanitari, istituiti per prevenire la salute pubblica.
Non sempre chiara la distinzione fra libert personale e libert di circolazione,
sebbene le due libert siano tutelate da due articoli diversi: la diversit delle garanzie
delle rispettive libert richiedono una precisa definizione del campo di applicazione
delle due libert es. un provvedimento di coprifuoco verso una collettivit incide
sulla libert di circolazione, mentre un provvedimento adottato nei confronti di un
sorvegliato da ritenersi restrittivo della libert personale il primo pu essere
adottato da unautorit amministrativa, il secondo da unautorit giudiziaria.
11. La libert di domicilio: qual il contenuto e quali sono le garanzie?
Lart. 14 tutela la libert di domicilio quale prolungamento della libert personale,
come proiezione spaziale della persona, indipendentemente dal titolo giuridico che
lega il domicilio al soggetto ha un legame molto stretto con la libert personale
es. le perquisizioni domiciliari vengono disposte solo con decreto motivato dallautorit
giudiziaria, quando vi fondato motivo di ritenere che il corpo del reato o cose
pertinenti al reato si trovino in un determinato luogo o l possa essere portato a
termine larresto dellimputato. La definizione di domicilio, secondo la nozione penale,
un qualunque luogo, isolato dallambiente esterno, in cui la persona abbia il diritto di
rinchiudersi per coltivare i propri interessi, affetti o anche la propria attivit
professionale.
12. Quali sono le garanzie della libert e segretezza della corrispondenza?
Lart. 15 garantisce a tutti la libert di comunicare con una o pi persona determinate:
chi infatti comunica con una collettivit, senza la volont di escludere terzi, non
tutelato dallart. 15, bens da quello 21, che riconosce la libert di manifestazione del
pensiero.

Questo tipo di libert non era tutelata dallo Statuto Albertino; nella Costituzione invece
viene introdotta accanto alla garanzia della segretezza anche laffermazione delle
libert di ogni comunicazione. Questa libert prevede la duplice garanzia della riserva
di legge e della riserva di giurisdizione, con esclusione di qualsiasi intervento
dellautorit di pubblica sicurezza.
Le intercettazioni (tanto contestate dal governo Berlusconi IV) sono consentite solo per
determinati reati, qualora ricorrano gravi indizi di reato e siano assolutamente
indispensabili ai fini della prosecuzione delle indagini, per una durata di 15 giorni,
prorogabili per successivi periodi della stessa durata fino alla fine delle indagini
preliminari. Diverso il caso dei tabulati, per lacquisizione dei quali basta un decreto
motivato del pubblico ministero.
13. La libert di manifestazione del pensiero: quali sono i limiti?
Lart. 21 riconosce il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la
parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione; ha coinciso con laffermarsi dello
stato liberale e comprende anche la libert del mezzo con cui comunicare. Oltre a
questo, va citato anche il diritto al silenzio, cio il diritto a non esprimere il proprio
pensiero.
La libert di manifestazione del proprio pensiero incontra due limiti: un unico limite
esplicito (il buon costume, ovvero tratto dal codice penale il comune senso del
pudore e della pubblica decenza secondo il sentimento medio della comunit) ed una
serie di limiti impliciti (derivanti dallesigenza di tutelare altre libert o beni
costituzionali tale libert deve bilanciarsi con il rispetto dei diritti della personalit, il
diritto dautore, il divieto di pubblica apologia di reato, il divieto di vilipendio alla
Repubblica).
14. Qualche cenno sulla disciplina della stampa e della radiotelevisione.
La libert dinformazione implicita nella libert di manifestazione del pensiero,
poich la Dichiarazione universale dei diritti delluomo riconosce sia il diritto ad
informare sia il diritto ad informarsi sia il diritto ad essere informati. Presupposto
indispensabili della libert dinformazione che la vita istituzionale e politica
dellordinamento sia improntata ad un regime di pubblicit nel quale le notizie che non
sono divulgate sono leccezione, per protezione di vari segreti (segreto professionale,
aziendale, industriale, investigativo, ma soprattutto di Stato la cui rivelazione
potrebbe provocare danni alla Repubblica).
Lart. 21 troppo antico sui modi di diffusione del pensiero, poich lunico mezzo di
circolazione espressamente evocato la stampa; non garantisce, insieme alla libert
di stampa, anche il pluralismo e la libert dalla stampa. Privo di esplicita disciplina
costituzionale invece il sistema radiotelevisivo, anche se esso ha subito delle
evoluzioni normative, poich nel 1936 era un monopolio di stato; nel 1976 si arriv
alla liberalizzazione delle trasmissioni private in ambito locale, poi nel 1988 in ambito
nazionale, anche se di fatto gi prima radio e tv private si erano imposte; la
regolamentazione della radiotelevisione avvenne solo nellagosto del 1990 con la
famosa Legge Mamm, ispirata al principio del pluralismo delle voi quale valore
costituzionale fondante prevedendo un sistema radiotelevisivo a carattere misto
pubblico-privato; limiti alle concentrazioni nel settore televisivo con tetto pari al 25%
delle reti nazionali previste; limiti alla concentrazione tra imprese radiotelevisive ed
editoriali, nonch alla concentrazione tra imprese radiotelevisive e concessionarie di
raccolta della pubblicit; obblighi sia per le reti pubbliche che anche se di meno per
quelle private; costituzione di unautorit garante, ovvero lAgcom.
15. Come viene garantita dalla Costituzione la libert religiosa?
Essa si colloca nellalveo della libert di pensiero, la Costituzione la tutela attraverso
lart. 19: esso garantisce la libert religiosa come libert di fede e come libert di
pratica religiosa; invece lo Statuto Albertino riconosceva la religione cattolica come la
religione di stato e solo una tolleranza verso le altre confessioni religiose. Con la
Costituzione invece viene garantita anche la pratica degli altri culti (sempre
rispettando il buon costume) e anche la libert del non credere.

16. Quali problemi etici e giuridici sono legati alla libert della ricerca scientifica?
La Costituzione afferma la libert della scienza (art. 33) ed affida alla repubblica il
compito di promuovere lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnica (art. 9).
Quali sono per i confini della scienza? Problemi nuovi pone la diffusione delle
biotecnologie, ossia quel complesso di tecniche scientifiche multidisciplinari che
mirano ad incidere sui processi biologici della materia vivente in campo umano,
animale e vegetale, intervenendo sul patrimonio genetico tra questi tentativi, c
anche quello della procreazione assistita. La materia stata disciplinata nel febbraio
2004, introducendo vincoli stringenti, con divieto di tecniche di tipo eterologo (usando
cio gameti di soggetti estranei alla coppia); accesso limitato di coppie maggiorenni di
sesso diverso, coniugate o conviventi, in et potenzialmente fertile.
La clonazione stata interamente vietata dalla legge n 40 del 2004, anche se solleva
limiti di costituzionalit se vero che la libert della scienza va pareggiata con la
tutela di valori costituzionali di pari livello, anche vero che lembrione non
considerato, dallordinamento italiano, una persona.
17. In cosa si distingue la libert della scuola dalla libert nella scuola?
Lart. 33 garantisce, oltre alla libert dellarte e della scienza, anche il suo libero
insegnamento.
La libert nella scuola la libert dinsegnamento, come attivit finalizzata
alleducazione ed alla diffusione della cultura; separata dallart. 21 perch tutela ben
pi che il buon costume, ma anche la pari dignit della persona umana ed imprime di
importanza grandissima la figura del docente.
Accanto a questa libert nella scuola, c la libert della scuola, nel senso che non solo
possono coesistere scuole pubbliche e private, ma anche che lalunno libero di
scegliere tra di esse inoltre, secondo lart. 33, c la libert di istituire scuole private
che per non siano ad onere dello Stato. La scuola pubblica per tutti aperta e
obbligatoria per almeno 8 anni.
18. Qual il contenuto della libert di riunione? E in quali casi pu essere limitata?
La libert di riunione garantita dalla Costituzione ai soli cittadini per riunione
sintende il radunarsi volontario in luogo e tempo predeterminati da una pluralit di
persone che perseguono uno scopo comune prestabilito, in modo pacifico e senza
persona armate. Non sono quindi tutelati gli assembramenti (cio le confluenze
casuali), mentre lo sono i cortei e le processioni (da considerarsi come riunioni in
movimento).
Si attua la distinzione tra riunioni in luogo privato (definite riunioni private), riunioni in
luogo aperto al pubblico e riunioni in luogo pubblico (per luogo aperto al pubblico
sintende un qualsiasi luogo, separato dallesterno, laccesso al quale sia regolabile
secondo disponibilit giuridica). Per i primi due tipi di riunioni non sono richieste
autorizzazione dallautorit di pubblica sicurezza; mentre alcune riunioni possono
essere vietate solo per comprovati motivi di sicurezza ed incolumit pubblica.
19. Qual il contenuto della libert di associazione? E in quali casi pu essere
limitata?
Per associazione, ai fini dellart. 18, sintende unorganizzazione di individui, legati dal
perseguimento di un fine comune e, soprattutto, da un vincolo che presenta natura
giuridica; proprio lesistenza, tra gli associati, di un vincolo giuridicamente rilevante
lelemento pi caratteristico dellassociazione rispetto alla riunione (stabile la prima,
temporanea la seconda). In base allart. 18, ai cittadini riconosciuta la libert di
associazione (ossia la possibilit per pi cittadini di costituire associazioni senza la
necessit di permessi o autorizzazioni), la libert delle associazioni (ossia la possibilit
di formare un numero indefinito di associazioni) e la libert negativa dellassociazione
(per cui nessuno pu costretto ad aderire ad unassociazione). Quanto ai limiti, lart.
18 vieta lesercizio della libert dassociazione per il perseguimento di fini vietati ai
singoli dalla legge penale, garantendo che non possono esistere per le associazioni
limiti di scopo non previsti anche per lindividuo: sono quindi ammesse tutte le

associazioni, purch non aventi fini vietati ai singoli dalla legge penale. Sono vietate
anche le associazioni segrete (es. P2) e quella militare.
20. Come viene tutelata la famiglia nella Costituzione?
La Costituzione considera la famiglia quale societ naturale fondata sul matrimonio
(art. 29) nonostante ci siano state molte interpretazioni, la Costituzione mostra un
favore per la famiglia legittima, fondata cio sul matrimonio, e non per le convivenze
di fatto. Per matrimonio sintende sia quello civile che quello concordatario; per la
Costituzione prende in considerazione anche le famiglie di fatto, con lart. 30 che
stabilisce il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli anche se
nati fuori dal matrimonio. Inoltre, vige leguaglianza dei coniugi.
21. Come sono disciplinati i rapporti fra Stato e Chiesa cattolica? Ed i rapporti con le
altre confessioni religiose?
Per quanto riguarda la Chiesa Cattolica, lart. 7 disciplina il rapporto tra essa e lo Stato,
affermando che la Chiesa riconosciuta come ordinamento giuridico originario, nato
per forza propria, e con ci la Costituzione pone Stato e Chiesa sullo stesso piano (Lo
Stato e la Chiesa sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani); i rapporti
istituzionali tra i due ordinamenti sono regolati dai Patti Lateranensi, stipulati nel 1929
e modificabili solo attraverso un procedimento pi gravoso di quello ordinario. Con il
Concordato poi del 1984, si ulteriormente dettagliato il rapporto fra i due
ordinamenti.
Lart. 8 invece prevede per le altre confessioni religiose la loro autonomia
organizzativa nel rispetto dellordinamento giuridico italiano e la definizione dei loro
rapporti istituzionali con lo Stato mediante intese, recepite in leggi che, essendo
modificabili solo a seguito di nuovi accordi con le confessioni, sono anchesse iscrivibili
alla categoria delle leggi rinforzate.
Vige inoltre il principio di laicit dello Stato, inteso non come indifferenza verso il
fenomeno religioso, bens come equidistanza nei confronti di tutte le confessioni
religiose.
22. Cosa afferma la Costituzione sul diritto di propriet?
Lart. 42 costituisce una delle fondamentali norme della costituzione economica, ossia
di quellinsieme di norme del titolo III nella parte I della carta costituzione che regolano
i rapporti economici, concernenti il lavoro, lorganizzazione sindacale, lo sciopero,
limpresa e la propriet.
Lart. 42 afferma che la propriet pubblica o privata e che la propriet privata
riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi dacquisto di godimento
ed i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
C anche la possibilit che la propriet privata, nei modi e nei casi previsti dalla
legge, possa essere espropriata, attraverso lespropriazione, ovvero quel
provvedimento amministrativo mediante il quale il titolare di un diritto di propriet su
di un bene viene privato delle facolt che gli competono a favore di un diverso
soggetto, solitamente (ma non solo) pubblico.
23. Il diritto di sciopero: con quali finalit e con quali limiti?
In linea con lart. 18 (che disciplina i sindacati e le loro possibilit), lart. 39 prevede
che ai sindacati non pu essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione
presso uffici locali o centrali, secondo norme di legge. Lart. 40 tutela invece il diritto
di sciopero, ovvero lastensione programmatica dallattivit lavorativa, di uno o pi
lavoratori esso non solo unattivit lecita, ma un vero e proprio diritto, sia pure
da esercitare negli ambiti delle leggi che lo regolano. Diversa invece la serrata, cio
la chiusura totale o parziale da parte del datore di lavoro manifestazione lecita non
perseguibile penalmente, ma non vero e proprio diritto.
Dello sciopero possono avvalersi i lavoratori subordinati (pubblici e privati) e anche
quelli autonomi (ma non gli imprenditori); ci sono scioperi di tipo economico, ovvero
per ottenere rivendicazioni di tipo economico sul salario, oppure di tipo politico,
dichiarato legittimo a condizione che non sia diretto a sovvertire lordinamento

costituzionale o ad ostacolare lesercizio legittimo dei poteri legittimi espressione della


sovranit popolare.
24. In cosa si differenziano i diritti sociali dai diritti di libert?
Contrariamente ai diritti di libert e ai diritti politici, i diritti sociali traggono il proprio
fondamento dalla necessit di assicurare prestazioni dei poteri pubblici uguali per tutti
e tali da riequilibrare le posizioni dei singoli allinterno della societ si pu parlare di
libert attraverso lo stato.
Tra diritti di libert e diritti sociali, la differenza sta nel fatto che questultimi, come
diritti di prestazione da far valere nei confronti dello Stato, valgono come pretesa del
singolo affinch la Repubblica intervenga per renderli effettivi, anche mettendo in
bilancio le necessarie risorse finanziarie (es. diritto al lavoro, alla previdenza sociale,
dei minori e delle donne, alla tutela della salute, etc.).
25. Quali sono le norme costituzionali sul diritto al lavoro?
Lart. 4 afferma che la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e
promuove le condizioni che rendano effettivo tale diritto (tanto definirla Repubblica
fondata sul lavoro): il cittadino libero di scegliere la propria professione o attivit
lavorativa, non subendo limitazioni irrazionali nellaccesso al lavoro e cercando quello
pi adatto alle proprie capacit; il lavoratore ha il diritto di non essere ingiustamente
licenziato es. licenziamento per giusta causa; il diritto del lavoratore alla giusta
retribuzione, al riposo settimanale e alle ferie, entrambi retribuiti ed ai quali il
lavoratore non pu rinunciare.
26. Come viene tutelato dalla Costituzione il diritto allassistenza e alla previdenza? E
il diritto alla salute?
Lart. 38 garantisce lassistenza e la previdenza sociale, anche nei confronti di ogni
cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere e ai lavoratori
assicura la previdenza sociale in caso dinfortunio, vecchiaia, invalidit, etc. mediante
lerogazione di pensioni, assegni o assicurazioni contro gli infortuni. Lassistenza
sociale spetta alla pubblica amministrazione, la previdenza viene invece erogata da
organi appositi dello Stato.
Il diritto della salute tutelato dallart. 32, che lo definisce fondamentale diritto
dellindividuo ed anche interesse della collettivit assimilabile alla serie di diritti
inviolabili che stabilisce lart. 2 della Costituzione. Sono previste istituzioni come il
Servizio Sanitario Nazionale e trattamenti obbligatori sanitari, solo in casi eccezionali
(es. epidemie, quindi vaccinazioni di massa).
Si parla (come sempre quando si parla di una libert, si parla anche di una non-libert)
del diritto alla morte, magari con il ricorso al biotestamento (in discussione alle
Camere una proposta del Pd), visto limportanza del tema scatenato anche dalle
vicende Welby ed Englaro.
27. Il principio di eguaglianza in senso formale e quello di uguaglianza
sostanziale: esempi?
Lart. 3 stabilisce due principi fondamentali:
- tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge, senza
distinzioni di sesso, razza, religione, lingua, opinione politica, condizioni personali e
sociali (principio di uguaglianza formale!);
- compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che,
limitando di fatto la libert e leguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo
della persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i lavoratori allorganizzazione
politica, economica e sociale del paese (principio di uguaglianza sostanziale!)
Leguaglianza formale propria della cultura liberale, che riconosce la condizione di
eguaglianza nei punti di partenza, ossia come pari opportunit per tutti; cos infatti si
esprimevano le prime costituzioni mai redatte es. 1776 America, 1789 Francia.
Leguaglianza sostanziale, invece, evoca la concezione socialista delleguaglianza nei
risultati, che impone allo Stato di intervenire nella struttura economica della societ, al
fine di rimuovere le situazioni di diseguaglianza esistenti di fatto. E unespressione
che richiama comunque unattivit volta alla promozione delluguaglianza.

[Capitolo 7 LOrganizzazione e lEsercizio del Potere Politico]


1. Qual il senso della separazione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario)?
Serve principalmente ad evitare uneccessiva concentrazione di potere che aveva
tipicamente caratterizzato lo stato assoluto allinizio dellera moderna, poich senza
terziet dei soggetti, non c n limparzialit n lindipendenza.
2. Cosa sintende per forma di governo?
Il modo in cui viene esercitato un potere politico e il modo con il quale si arriva ad
individuare i soggetti ai quali riconosciuta tale funzione la forma di governo. Essa
attiene al modo come fra gli organi di una comunit politica organizzata si distribuisce
il potere di indirizzarla verso determinati fini generali (fini politici).
3. Qual stata levoluzione della forma di governo nella storia delle istituzioni
politiche?
In un immaginario albero genealogico, il modello primogenio quello della monarchia
inglese fra 600 e 700, quello della monarchia costituzionale. Sappiamo che
lInghilterra non aveva e non ha tuttora una costituzione scritta, ma era comunque un
ordinamento costituzionale, che si and consolidandosi con limportanza crescente del
parlamento (sia come limite ai poteri regi, sia come nomina dello stesso re).
Lidea dei poteri separati di Montesquieu ebbe grande risonanza anche nella Francia
rivoluzionaria, nellEuropa della Restaurazione e soprattutto in America, con la
costituzione americana del 1787. Non avevano re e quindi pensarono allelezione di un
presidente inoltre, ritenendo in maniera errata che in Inghilterra ci fosse la
separazione tra il governo di sua maest ed il parlamento, delinearono una netta
separazione anche tra il presidente ed il Congresso, in modo che il primo non potesse
far fuori il secondo e viceversa (anche se il Congresso pu presentare laccusa di
impeachment es. Nixon-Watergate): si creano cos le basi, attraverso questa
separazione rigida, del governo presidenziale.
In realt, in Inghilterra, nella seconda met del800, la monarchia costituzionale si
evolveva in quello che sarebbe stato il governo parlamentare (di tipo monista),
attraverso 3 elementi di evoluzione: emerse la figura del primo ministro nel governo
di sua maest, in quanto interlocutore privilegiato del re; facendo anche solo ricorso (o
minaccia di ricorrervi) allimpeachment, vennero create le basi per la fiducia tra
governo e parlamento; la Camera dei Comuni si organizz in due parti contrapposte, in
cui le due fazioni opposte si sedevano luna di fronte allaltra. Se in Inghilterra questo
tipo di evoluzione fu semplice, in Europa il percorso fu molto pi accidentato, con la
creazione in Francia di un assetto chiamato monarchico orleanista, caratterizzato da
un marcato dualismo (il governo rispondeva sia al re che al parlamento); inoltre, la
forma dualista prevalse a lungo. Vi furono anche esempi di governo semi-presidenziale
(Repubblica di Weimar avevano i caratteri del governo parlamentare, ma un capo di
stato direttamente eleggibile dal popolo / V repubblica francese).
4. Perch alcune forme di governo sono definite moniste? E perch altre sono definite
dualiste?
Il governo parlamentare inglese della met del 1800 era definito monista, perch
lindirizzo dipendeva ormai solo dai rapporti fra il governo ed il parlamento. Invece, il
governo parlamentare nella versione dualista era quello delle origini, nella quale
dinamica interveniva anche il capo dello stato.
5. Qual la tipologia classica delle forme di governo?
In base agli aspetti strutturali, si pu fare una classificazione delle forme di governo
(anche se esse sono fortemente condizionate dal sistema partitico e dalla cultura di
ogni singola comunit es. esperienza italiana parlamentare, ma ha funzionato in
maniera diversa rispetto al tipico governo parlamentare): fermo restando che il
contesto che si presuppone sempre quello delle sole forme di stato democratiche di
derivazione liberale, ci sono diverse tipologie classiche.

6. Dove e quando nasce il governo presidenziale e quali sono i suoi caratteri?


Chiamato cos perch il titolare del potere esecutivo il presidente: si tratta perci di
un governo a direzione monocratica (cio costituito da una sola persona) modello di
riferimento gli USA, definiti cos dalla costituzione del 1787. Il presidente, anche se
eletto tramite i grandi elettori (a loro volta eletti in ciascuno dei 50 Stati), scelto
direttamente dal corpo elettorale; questultimo elegge anche il parlamento (cio il
Congresso = Camera dei Rappresentanti + Senato), con separazione dei poteri e nulle
capacit di farsi fuori a vicenda. Entrambi gli organi vivono fino alla fine del proprio
mandato: esiste il procedimento parlamentare daccusa (limpeachment), ma per
metterlo in atto ci vuole unalta maggioranza e non si traduce in un giudizio politico,
bens in una responsabilit di tipo penale. Le leggi le fa il congresso ed il Presidente ha
potere di veto limitato (pu rimandare la legge al Congresso una sola volta); inoltre,
per esercitare le nomine di giudici, altissimi funzionari e ministri deve avere
lapprovazione del Senato. La logica quella dei pesi e contrappesi.
La principale variabile in questambito la possibilit del governo diviso (es.
presidente repubblicano, una o entrambe le camere con lopposizione in
maggioranza).
7. Dove e quando nasce il governo parlamentare e quali sono i suoi caratteri? / 8. Qual
la dinamica nella prassi concreta delle diverse forme di governo parlamentari?
Chiamato cos perch lesecutivo considerato espressione del parlamento: la forma
di governo pi diffusa in Europa, che conosce molte varianti. Lesecutivo nominato
da un organo terzo, ovvero il capo dello stato; lesecutivo (ovvero, il governo) dipende
dalla disponibilit del parlamento a mantenerlo in vita: votando la sfiducia al governo,
pu delegittimarlo, obbligandolo a dimettersi per questo esiste il ricorso ad elezioni
anticipate. In teoria, in questa forma di governo, il capo di stato ha funzioni
prettamente cerimoniali, ma dipende da caso a caso: ci sono monarchie nelle quali il
re o la regina non hanno pi peso fino alle repubbliche nelle quali il capo dello stato ha
un peso ben specifico, concorrendo delle volte allo scioglimento delle camere.
Lesecutivo delle forme di governo parlamentare collegiale (si tratta di un consiglio
dei ministri), ma ha una forte importanza al suo interno il primo ministro, facendolo
cos diventare un governo a direzione tendenzialmente monocratica. Laddove invece
la figura del primo ministro non si affermata (es. in Italia negli anni 90 e,
giuridicamente, tuttora), la direzione resta collegiale, fortemente influenzata dal
sistema dei partiti, che, nella forma di governo parlamentare pi che in altri, riesce ad
influenzare il sistema: basti pensare ad un sistema nel quale ci sono solo due partiti
rilevanti (o due coalizioni es. Italia 2008) ed chiaro chi vincer le elezioni,
esprimer nel governo e nella maggioranza in parlamento un certo peso. Qui si vede la
continuit tra partito, governo e primo ministro, avendo a che fare con un governo di
partito in un sistesa bicamerale/bipolare.
9. Dove e quando nasce il governo semi-presidenziale e quali sono i suoi caratteri?
Chiamato cos perch nasce dalla fusione di alcune caratteristiche del governo
parlamentare ed altre di quello presidenziale, ponendo per laccento sul presidente,
eletto direttamente dal corpo elettorale e dotato di grandi poteri; egli convive con un
governo legato a sua volta ad unassemblea da un rapporto fiduciario. Lesempio
massimo la Quinta Repubblica francese, con presidente Charles De Gaulle. Qui i
poteri del presidente sono quelli di un capo di stato dei regimi parlamentari, con per
ulteriori attribuzioni sulla politica estera e la possibilit di capeggiare il governo
(quando invece dovrebbe farlo il primo ministro). Giuridicamente, presidente e
parlamento sono separati; ma, al contrario degli Stati Uniti, il presidente libero di
sciogliere le camere, cos il parlamento pu far sciogliere il governo (con la sfiducia).
10. Dove e quando nasce il governo dittatoriale e quali sono i suoi caratteri?
Titolare del potere esecutivo un organo collegiale (costituito da una pluralit di
persone) ed chiamato cos in riferimento al modello della Francia rivoluzionaria fra
1795 e 1799, che fu eletto dal parlamento per agire secondo il suo indirizzo politico. Il
direttorio vertice al tempo stesso dello stato e del governo, come nella forma

presidenziale: per non viene eletto dal corpo elettorale, a differenza del presidente,
bens dal parlamento. Il modello di riferimento quello svizzero, la cui Assemblea
Federale nomina il Consiglio Federale, formato da sette componenti: la dinamica
quella della democrazia consociativa, con uomini di partiti ed idee diverse.
11. Cosa sintende per governo a direzione monocratica, a direzione duale e a
direzione collegiale?
Gi visto quello a direzione monocratica e collegiale, un governo a direzione duale
quando di nomina presidenziale, ma dotato di attribuzioni costituzionali proprie.
12. Qual stata levoluzione storica della forma di governo italiana dallUnit alla
Costituzione?
Lordinamento originario era quello ereditato dal Regno di Sardegna, con la monarchia
costituzionale del 1848, che per inizi immediatamente a svilupparsi verso un
governo di tipo parlamentare, seppur spesso interrotto dalle interferenze regie, che
avrebbe tenuto a bada le frange pi esagitate del parlamento.
Nei periodi di crisi, la corona non fece mai mancare il proprio intervento in prima
persona, scegliendo a volte essa stessa il Presidente del Consiglio; fino allavvento del
fascismo, in Italia cera un governo parlamentare dualista, che doveva rispondere al re
ed allassemblea legislativa.
13. Qual stata questa evoluzione nel sessantennio repubblicano?
Con la nuova Costituzione del 1948, il re non esisteva pi (avanti con la Repubblica
dopo il referendum del 2 Giugno del 1946) e al capo dello stato vennero attribuiti
poteri importanti, ma che non ostacolassero del tutto lattivit di governo (nomina il
Presidente del Consiglio). Il governo necessita della fiducia di entrambe le camere e
ciascuna di queste pu approvare una mozione di sfiducia, alla condizione che sia
presentata da almeno un decimo dei componenti e che non sia votata allimprovviso.
Il governo parlamentare a direzione monocratica si ebbe unicamente con Alcide De
Gasperi (1948-1953); successivamente, avendo la Dc la maggioranza, ma non
schiacciante, ogni ministro, pi che rispondere al presidente del consiglio, rispondeva
al suo partito, dando vita a dei governi a direzione plurima dissociata, rendendo cos
molti governi instabili.
14. Quali sono state le trasformazioni pi recenti della forma di governo in Italia?
Il funzionamento dei governi parlamentari cominci ad avere una crisi negli anni 70:
furono tentate delle strade alternative negli anni 80, con degli aggiustamenti che si
rivelarono tardivi ed inefficaci. Si riformato il titolo V della Costituzione, si us lo
strumento popolare del referendum per costringere qualcuno a qualche cambiamento,
si trasform il sistema proporzionale in maggioritario (vedi elezioni 2008, con premio
di maggioranza legge Calderoli). Con lentrata in campo anche di Silvio Berlusconi,
si assistito a dei governi a direzione monocratica.

[Capitolo 8 La Sovranit Popolare]


1. Come va interpretata laffermazione costituzionale della sovranit
popolare?
Lart. 1 (la sovranit appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della
Costituzione) segna bene quant importante la sovranit popolare per la nostra
Costituzione. Fu scritta cos per dire che il popolo titolare in senso giuridico della
sovranit, il popolo ne mantiene continuativamente il possesso, il popolo pu
delegarne e non trasferirne il possesso (popolo come fonte di legittimazione di ogni
potere costituito). Attraverso il corpo elettorale, lo stesso popolo a poter prendere in
mano il proprio destino.
Si prende la distanza dalla sovranit nazionale proprio per affermare che unica
legittima forma di stato sia quella rappresentativa pura, fondata sul suffragio ristretto
alla sola borghesia. Lo Stato mantiene la supremazia allinterno dellordinamento, ma
rimane lo strumento del popolo.

Per popolo sintende, in senso giuridico, linsieme di tutti coloro che sono legati
allordinamento giuridico da un vincola particolare che si chiama cittadinanza;
linsieme di tutti i cittadini compone il popolo. Invece la popolazione linsieme dei
residenti sul territorio perci il popolo parte della popolazione.
Diverso ancora il concetto di nazione: quello che unifica ed accomuna per tradizione,
storia, lingua, origine etniche un insieme di persone fisiche. Infine, con la cittadinanza,
si ha un vero proprio status, una serie di doveri e diritti inalienabili.
2. Quali sono le norme fondamentali in materia di diritto di voto?
Lart. 48 stabilisce che: sono elettori o parte del corpo elettorale tutti i cittadini al di
sopra dei 18 anni; ci sono specifiche limitazioni al diritto di voto per indegnit
morale, ovvero per chi non pi la capacit di agire; il voto definito dovere civico;
lesercizio del diritto di voto per chi risiede allestero disciplinato in forme speciali.
Il primo punto riprende lidentificazione tra cittadino ed elettore: spesso per ci si
chiede se persone che non hanno la cittadinanza, ma vivono stabilmente nel nostro
territorio, adempiendo ai propri doveri e condividendo le decisioni delle autorit e le
loro conseguenze, non dovrebbero vedersi riconosciuto il diritto di voto; gi adesso per
le comunali, si estende lelettorato attivo (votare) e lelettorato passivo (essere votati)
a tutti i cittadini non italiani dellUE.
Il secondo punto evidenzia che non godano dellelettorato attivo (e neanche di quello
passivo, conseguenza del primo): coloro che sono sottoposti a misure di prevenzione,
coloro che sono sottoposti a misure detentive o comunque previste dal codice penale,
colo che sono stati condannati allinterdizione dai pubblici uffici.
N.B. Il voto personale (espresso da ogni cittadino secondo le sue convinzioni, no al
voto per delega), uguale (nel senso che non legittimo il voto plurimo o multiplo),
libero (nel senso che esso esente da qualunque forma di costrizione), segreto
(protetto dalla anonimia e per questo libero).
Il terzo punto riferisce il voto come dovere civico e non pi come obbligo dal 1993.
Il quarto punto afferma il rientro del voto degli italiani allestero dal 2000: questa
particolare legge aiuta chi molto lontano (non per forza Europa, bens Sud America,
Nord America o Asia) a poter votare per il proprio paese, senza tornare
obbligatoriamente nella sezione del proprio comune.
Si vota per eleggere: 630 deputati, 315 senatori, presidenti delle regioni e consiglieri
regionali, sindaci e consiglieri comunali, presidenti delle province e consiglieri
provinciali, consiglieri circoscrizionali e municipali., oltre che coloro che dovranno
andare a rappresentare lItalia al Parlamento Europeo ben 125.000 cariche elettive.
3. Cosa sintende in complesso per legislazione elettorale?
Il fenomeno elettorale quantitativamente imponente, oltre ad essere importante per
esercitare la sovranit del popolo. Per questo esiste un complesso di norme che
costituisce nel suo insieme la legislazione elettorale, della quale il sistema elettorale
solo una parte.
4. Come si distinguono le formule elettorali?
Le formule elettorali (o sistemi elettorali) consistono in un meccanismo per
trasformare in seggi i voti che il corpo elettorale esprime. Occorre distinguere per:
quando si tratta di eleggere un organo monocratico (una sola persona es. sindaco),
piuttosto semplice, basandosi su quale candidato ha ricevuto maggiori voti, con la
maggioranza relativa senza raggiungere un quorum (per i comuni sotto i 15.000
abitanti); se si ha a che fare con comuni con pi di 15.000 abitanti, al primo turno
devessere raggiunto la maggioranza della met degli elettori + uno, con il sistema
della maggioranza assoluta. Se nessuno raggiunge almeno il 50% di questa
maggioranza, si va al ballottaggio, spesso tra i primi due candidati arrivati davanti al
primo turno. Se si ha a che fare con il 2 caso, quello dellelezione di un organo
collegiale, si fanno spesso votare liste di candidati e quella che ottiene pi voti, elegge
lintero organo. Ma ci andrebbe contro il pluralismo dei principali sistemi democratici:
al contrario, ci si aspetta che lorgano elettivo sia rappresentativo della collettivit:

questo risultato si pu ottenere sia con le formule maggioritarie che con quelle
proporzionali.
Le formule maggioritarie sono quelle in base alle quali chi prende pi voti, conquista
lintera posta in palio, che si tratti di un seggio o di pi seggi (es. se per eleggere un
collegio formato da 100 componenti, si fanno votare gli elettori in altrettanti collegi
uninominali, che eleggono ciascuno un candidato, si pu garantire il pluralismo
politico; ci pu avvenire con il sistema di plurality in base al quale il seggio lo vince
chi ottiene pi voti in ciascun collegio uninominale o con quello di majority chi
ottiene il 50% + 1 dei voti, vince. Se nessuno arriva a questo risultato, si pu solo fare
un ballottaggio tra i due pi votati al primo turno).
Le formule proporzionali sono quelle che invece ripartiscono i seggi da assegnare in
misura tendenzialmente percentuale rispetto ai voti degli elettori a ciascun partito (es.
se i seggi sono 100 ed i votanti sono 10 milioni, se ottengo 2 milioni di voti
ottengo 20 seggi). Inoltre, se si vuole ridurre il numero dei partiti rappresentati, si pu
introdurre una soglia di sbarramento (presente in Italia nel 2008 per le elezioni
politiche). C anche la variante del premio di maggioranza, in base al quale, se ottieni
la maggioranza dei voti, ottieni un surplus di seggi.
5. Come funzionano le formule elettorali di Camera e Senato?
Nel nostro paese, su una base rigorosamente proporzionale, si ha un premio di
maggioranza, dando un minimo numero di seggi in pi a chi ha vinto le elezioni, frutto
delle modifiche introdotte nel 2005. Per Senato e Camera le formule elettorali sono
identiche. Alla Camera i deputati da eleggere vengono suddivisi in 26 circoscrizioni
regionali o sub-regionali, mentre al Senato 309 posti sono suddivisi in 20 basi
regionali, assegnando almeno 7 senatori per regione (tranne Molise 2 e Valle dAosta
1).
Allelezione alla Camera e al Senato partecipano liste di candidati presentate dai
partiti politici, che possono decidere se collocarsi in una coalizione con altre forze; se
si presentano insieme, esso devono presentare anche un unico programma ed un
unico capo della coalizione colui che probabilmente sar in seguito nominato
presidente del consiglio. Le liste hanno un numero massimo e minimo di candidati
possibili (Camera: 3-44, Senato: 2-47) ed possibile essere candidati alternativamente
alla Camera o al Senato. Le liste sono bloccate, ovvero la proclamazione degli eletti
avviene nellordine in cui essi sono collocati nella lista (prima il primo, poi il secondo,
etc.)
Alla Camera si tiene conto dei voti ottenuti in totale dai partiti e dalle coalizioni,
vedendo poi se questi sono riusciti o meno a superare lo sbarramento (10% per le
coalizioni, 2% per le liste coalizzate, 4% per quelle non coalizzate differenza voluta
per incentivare le alleanze); quindi si va alla ripartizione proporzionale dei seggi tra le
coalizioni e le liste che hanno superato le soglie; se una singola coalizione o lista ha
ottenuto 340 seggi, finisce l, altrimenti alla lista o coalizione che ha ottenuto pi voti
si attribuiscono comunque 340 seggi, sottraendoli alle liste o alle coalizioni perdenti.
Al Senato si applica la stessa formula della Camera, ma a base regionale e con soglie
di sbarramento diverse (20% per le coalizioni, 8% per le liste non coalizzate, 3% per
quelle coalizzate sempre su base regionale); se qualche lista o coalizione raggiunge
il 55% dei voti regionali, i seggi sono assegnati; se non cos, si danno comunque il
55% dei seggi a chi ottenuto pi voti regionalmente.
6. Qual la principale differenza fra le leggi elettorali per la Camera e per il
Senato?
La principale differenza che non c alcuna garanzia che chi vince alla Camera, vinca
anche al Senato (anche se molto probabile); inoltre mentre alla Camera vince per
forza chi ha avuto pi voti, potrebbe vincere al Senato anche qualcuno che non ha
avuto per poco la maggioranza dei voti regionali.
7. Come si pu sintetizzare la legge elettorale per le regioni? E perch si
parla di legislazione transitoria?

La competenza in materia di sistema elettorale delle regioni spetta alla legge


regionale, sia pure nei limiti fondamentali stabiliti dalla legge dello Stato. Si elegge
direttamente il presidente della regione, con sistema maggioritario: i candidati a
presidente sono necessariamente collegati ad una o pi liste provinciali; il candidato
che ottiene pi voti eletto, con lui sono eletti non meno del 55% dei consiglieri delle
liste a lui collegate.
La disciplina o legislazione transitoria perch gi in alcune regioni stata sostituita
da diverse leggi regionali, per avere una specifica e propria legge elettorale.
8. Come si possono sintetizzare i sistemi elettorali per i comuni e per le
province?
La legislazione elettorale degli enti locali materia esclusivamente statale, attraverso
il testo nellordinamento degli enti locali, caratterizzato dallelezione diretta dei vertici
monocratici di governo locale introdotta nel 1993 (sindaci e presidenti delle province).
Nei comuni maggiori (+15.000 abitanti): scheda con sindaco e consiglio, al primo
devessere collegata per forza una lista da eleggere nel consiglio comunale; c la
possibilit del voto disgiunto (voto per un sindaco, ma non per la lista collegata ad
esso); ci vuole la maggioranza assoluta al primo turno, se no si va al ballottaggio tra i
due candidati pi votati al 1 turno.
Nei comuni minori (-15.000 abitanti), invece, ciascun candidato sindaco collegato ad
una lista sola, si vota in un solo turno ed il candidato che prende pi voti, eletto.
Nelle province il sistema simile a quello dei comuni maggiori, ma con la differenza
che i candidati al consiglio si presentano in collegi uninominali; a sua volta, il
presidente costretto a candidarsi con uno o pi candidati nei collegi uninominali,
perci non esiste il voto disgiunto.
9. Quali sono le caratteristiche della legge elettorale per le europee?
La legge elettorale per le europee la meno recente ed quella che si avvicinava di
pi al proporzionale puro, finch nel 2009 non stato introdotta una soglia di
sbarramento in base alla quale chi non prende almeno il 4% dei voti, non partecipa
alla ripartizione dei seggi.
I seggi da eleggere (72 nel 2009) sono ripartiti in cinque grandi circoscrizioni: NordOvest, Nord-Est, Centro, Sud, Isole e si applicano le preferenze (tre, non una sola).
10. Quali aspetti in particolare sono disciplinati dalla legislazione elettorali
di contorno?
Liste di candidati: ripristinato lobbligo, tranne per le europee, di sottoscrivere la lista
da parte di un numero di elettori (per essere presenti in tutte le circoscrizioni alla
Camera occorrono 70mila firme, per tutte le regioni al Senato ben 60mila).
Campagne elettorali: ci sono disposizioni che regolano laccesso ai mezzi
dinformazione, le altre forme di propaganda (es. affissione di manifesti), i limiti di
spese elettorali dei candidati e dei partiti, le forme di pubblicit, etc.
11. Perch tutti i sistemi elettorali italiani possono essere definiti sistemi
misti?
Poich ci sono elementi (le formule elettorali italiane favoriscono il bipolarismo, tutte
prevedono qualche forma di sbarramento, tutte preferiscono la possibilit di governare
alla larga rappresentanza e, quindi, alla frammentazione) che aiutano a definirli cos.
12. Quali tipi di referendum sono previsti dal nostro ordinamento?
Vi sono referendum consultivi (come un parere) oppure decisivi o deliberativi (es.
quello sulla repubblica del 1946). La Costituzione prevede due tipi principali di
referendum: quello costituzionale e quello abrogativo; inoltre, alcuni possono essere
promossi attraverso iniziative popolari (referendum dal basso).
13. Qual la disciplina del referendum costituzionale?
Un referendum confermativo, pu essere promosso entro tre mesi dalla pubblicazione
di una legge costituzionale e pu essere richiesto da 1/5 dei componenti di Camera o
del Senato, 500.000 elettori o 5 consiglieri regionali. Quando ci accade, lUfficio
centrale per i referendum presso la Corte di Cassazione decide sulla legittimit della

richiesta; successivamente, il presidente della Repubblica, previa deliberazione del


consiglio dei ministri, indice il referendum. Non c bisogno del quorum, se la
maggioranza dice s, ci viene attestato dalla Corte di Cassazione e la legge viene
promulgata. Sulla riforma del titolo V nel 2001, si ebbe la vittoria del s, mentre si
ebbe quella del no nel 2006 sulla riforma del titolo II.
14. Qual la disciplina del referendum abrogativo? / 15. Quali sono i limiti di
ammissibilit del referendum abrogativo in base alla Costituzione? E in base
alla giurisprudenza della Corte Costituzionale?
Fu introdotto dalla Costituente per evitare che il Parlamento avesse il carattere di un
unico organo sovrano; consiste nella richiesta di abrogazione di una legge e possono
richiederlo 500.000 elettori o 5 consiglieri regionali. Ci sono una serie di limiti che la
Costituzione pone: perci esiste un meccanismo di verifica dellammissibilit del
quesito da porre, affidata alla Corte Costituzionale. Sono inammissibili quelli
riguardanti leggi tributarie, di bilancio, di amnistia ed indulto, di autorizzazione alla
ratifica di contratti internazionali. Inoltre, per la Corte Costituzionale, ci sono dei vincoli
anche per le leggi formalmente costituzionali, a contenuto costituzionalmente
vincolato, a contenuto comunitariamente vincolato, a quelle obbligatorie o necessarie
(magari previste dalla Costituzione stessa).
Al fine di garantire la libera e consapevole espressione del voto da parte del cittadino
elettore, la richiesta, per essere ammissibile, devessere omogenea, chiara ed univoca.
Se la Corte Costituzionale dichiara ammissibile la richiesta, il presidente della
Repubblica, su deliberazione del CdM, indice il referendum tra il 15 Aprile ed il 15
Giugno. Ci vuole il quorum strutturale, il 50%+1 degli aventi diritto al voto.
16. Qual stata la prassi del referendum abrogativo dal 1974 ad oggi?
Il primo referendum abrogativo si ebbe nel 1974, con la sconfitta di coloro che
chiedevano labrograzione del divorzio; negli ultimi tempi si verificato un
astensionismo tale da invalidare qualunque quesito referendario.
17. Qual la disciplina costituzionale dei partiti politici?
Sorto nellultimo scorcio dellOttocento ed impostosi con la nascita dei partiti di massa
nel Novecento, il modello fu il partito socialdemocratico tedesco. Sono pi una
semplice associazione di fatto e ricoprono un ruolo rilevante ai fini della funzionalit
stessa dellordinamento costituzionale; lart.49 stabilisce per tutti i cittadini la libert
di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a
determinare la politica nazionale (tranne la ri-organizzazione del partito fascista).
18. Come sono finanziati i partiti?
Dal 1974 ci sono state forme di finanziamento dellattivit dei partiti che sono state
anche oggetto di referendum abrogativi (1978, vittoria dei no; 1993, vittoria dei
s); attualmente previsto un rimborso delle spese elettorali tali da costituire un
vero e proprio finanziamento simile a quello abrogato nel 1993 per via referendaria.
19. Quali altri istituti di partecipazione diversi dal referendum sono previsti?
La petizione (rivolte a chiedere provvedimenti legislativi o a esporre comuni
necessit) e liniziativa legislativa popolare (50.000 elettori possono presentare un
progetto di legge redatto in articoli ad una delle due Camere es. legge di Beppe
Grillo).

[Capitolo 9 Il Parlamento]
1. Quali sono le origini storiche dei parlamenti moderni?
I primi parlamenti erano per lo pi riunioni di baroni e nobili, allora unici possibili
interlocutori del re, il quale chiamava questi per consultarli; si trattava di incontri
occasionali; la nascita del Parlamento pu essere datata nel 1701, quando il
parlamento inglese con lAct Settlement (con il quale prendevano potere sulla
successione al trono) divent sovrano e bicamerale (House of Lords e House of
Commons).

2. Qualche cenno sulla storia del Parlamento Italiano.


Previsto dalla Costituzione del 1948, quello attale erede diretto di quello dellItalia
monarchica: il Parlamento italiano era un parlamento bicamerale costituito di una
camera sede della rappresentanza nazionale (la Camera dei Deputati, caratterizzata
da un suffragio massimo del 7-8% fino al 1913) e da una camera di nomina regia (il
Senato, i cui membri erano nominati a vita). Vi era per un bicameralismo
differenziato, dato che avevano funzioni diverse, ma anche tendenzialmente paritario.
Tuttavia, la camera rappresentativa fu quella a cui molti governi si rivolsero per avere
lappoggio, mentre sapplicava la regola per cui il Senato non fa crisi, talmente poca
era limportanza che rivestiva (si pu dire che il bicameralismo statutario fu
disuguale). La Camera dei Deputati fu tramutata, durante il fascismo, nella Camera dei
fasci e delle corporazioni, organo di nomina non pi rappresentativa, bens
governativa.
3. Qual la natura del bicameralismo adottato dalla Costituzione?
Con lavvento della Costituente, si pose la questione di come organizzare il
parlamento: alcuni proponevano che il Senato fosse rappresentanza delle regioni o
venisse addirittura sciolto; alcuni non volevano un bicameralismo che fosse dintralcio
ad incisive trasformazioni economico-sociali, altri volevano comunque due camere in
grado di controllarsi lun laltra. Dopo un lungo dibattito e dopo la vittoria della
Repubblica nel referendum, il compromesso fu raggiunto dando ragione a coloro che
volevano due camere, ma rendendole tutte e due espressione della sovranit
popolare, con il Senato a base regionale. Entrambe le camere ebbero la stesso
funzione e si ebbe un bicameralismo paritario ed indifferente.
4. Quali sono le differenza fra i due rami del Parlamento?
Nel Senato c meno possibilit di essere rappresentativi della sovranit popolare,
dato che 45 mln. di italiani votano per questo, mentre per la Camera sono 50.
5. Come sono composte le due Camere del Parlamento italiano?
La Camera dei Deputati composta da 630 deputati, eletti dai cittadini da 18+ anni,
mentre il Senato della Repubblica eletto dai cittadini di 25+ anni e consta di 315
elementi pi un certo numero di senatori a vita eletti dal presidente della Repubblica
per essersi distinti in determinati campi ed aver onorato la nazione ed il suo spirito.
6. Quali sono le norme essenziali in materia di ineleggibilit e
dincompatibilit?
Lelezione avviene a suffragio universale (perch il diritto di voto riconosciuto a tutti
i cittadini) e diretto (perch elette direttamente dai cittadini). Quanto allelettorato
passivo, possono essere eletti tutti coloro che hanno compiuto 25 anni alla Camera e
40 anni al Senato e che siano elettori (ovvero non siano incorsi in una limitazione del
voto). Sono previsti casi di ineleggibilit (quando il cittadino non pu essere eletto) ed
incompatibilit (quando la legge vieta di detenere due incarichi
contemporaneamente). presidenti di provincia, sindaci di comuni +20.000 abitanti,
capo e vice-capo della polizia di stato, prefetti e vice-prefetti, funzionari di polizia,
diplomatici, etc. I magistrati, se non esercitano le proprie funzioni e comunque non
dove hanno lavorato, possono candidarsi (es. De Magistris a Napoli).
7. Chi sono i senatori a vita?
Possono essere eletti dal presidente della Repubblica solo passati i 50 anni, in alcune
circostanze il loro voto pu risultare decisivo (vedi governo Prodi nel 2006).
8. Che differenza c tra proroga e prorogatio?
La proroga consiste nello spostamento in avanti di un termine disposto per legge (es.
governo continua se per caso si in guerra), la prorogatio invece la copertura di
funzioni momentaneamente non disponibili (es. i poteri delle camere vengono
prorogati fino a che non si riuniscono le nuove Camere dopo elezioni).
9. Quali sono le funzioni del Parlamento in seduta comune?
Si riunisce sempre nella Camera dei Deputati, pu eleggere il presidente della
Repubblica ed assiste al suo giuramento, lo pu mettere in stato daccusa; elegge un
terzo dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura; elegge un terzo della

Corte Costituzionale. E presieduto dal presidente della Camera, che indice tra laltro le
elezioni del nuovo presidente della Repubblica.
10. Quali sono le fonti del diritto parlamentare?
Lorganizzazione ed il funzionamento del Parlamento sono disciplinati da fonti
costituzionali e fonti di autonomia parlamentari: questo complesso di fonti costituisce
il diritto parlamentare.
11. Quali sono le principali norme costituzionali sullorganizzazione ed il
funzionamento delle Camere?
Sono stabilite dalla Costituzione. Ciascuna camera elegge fra i suoi componenti
presidente ed ufficio di presidenza; ciascuna camera adotta il proprio regolamento e lo
fa a maggioranza assoluta dei propri componenti, garantendo cos lautonomia di una
camera sullaltra e viceversa; le sedute sono sempre pubbliche, per ognuna di queste
viene deliberato un verbale in forma sintetica ed integrale; le decisioni sono assunte di
norma con il voto favorevole della maggioranza dei presenti (quorum funzionale)
purch sia presente la maggioranza dei componenti di ciascuna assemblea (quorum
strutturale) quando manca questo numero, le deliberazioni non sono valide.
12. Quali sono le norme costituzionali sullo status giuridico dei
parlamentari?
E il complesso dei loro diritti e doveri: non si pu appartenere ad entrambe le camere;
la verifica dei poteri (es. cause dineleggibilit) vengono giudicati dalle Camere stesse
ci ha sollevato polemiche; ogni parlamentare rappresenta lintera nazione e non
risponde a nessunaltro nellesercizio delle sue funzioni (esclusione dei vincoli di
mandato); ogni parlamentare riceve unindennit stabilit per legge, pi svariati
benefici.
13. Di quali immunit godono i membri del Parlamento?
Ogni parlamentare gode di una serie dimmunit, che si distinguono in insindacabilit
(per come votano, non devono essere mai chiamati a rispondere a qualcuno) e
inviolabilit (non possono subire alcuna limitazione delle libert personali, a meno che
la camera dappartenenza non lautorizzi).
14. Qual il ruolo del presidente dassemblea?
Ha il compito di rappresentare allesterno la camera e ha il compito di assicurare il
corretto svolgimento dei lavori; fa osservare il regolamento e dirige le sedute; eletto
a maggioranza qualificata e, in epoca repubblicana (dal 1972 al 1994), si sono avuti
presidenti di una camera eletti nella forza dopposizione, prassi interrotta dal 1994 in
poi.
15. Qual il ruolo della conferenza dei presidenti dei gruppi?
La conferenza dei capigruppo assiste il presidente in relazione a tutto ci che
riguarda lo svolgimento dei lavori dellaula e delle commissioni. E composta dai
presidenti di tutti i gruppi parlamentari ed il governo pu sempre inviarvi un proprio
rappresentante; in particolare, decide il programma dei lavori, il calendario e lordine
del giorno delle singole sedute.
16. Quali funzioni svolgono le commissioni parlamentari?
Vi sono 14 commissioni permanenti, divise in base allargomento su cui devono
dibattere, svolgono funzioni necessarie e costituzionalmente essenziali. La formazione
di queste commissioni rispecchia la proporzione dei gruppi: per cui ogni gruppo avr in
commissione un peso commisurato alla percentuale di parlamentari che ad esso
aderiscono: perci la maggioranza in grado di nominare i presidenti di tutte le
commissioni permanenti. Vi sono anche quelli speciali o dinchiesta per casi particolari.
17. Cosa sono le commissioni bicamerali?
Costituite da un numero uguale di senatori e deputati, per svolgere funzioni che
spettano ad entrambi i rami del Parlamento. Due sole sono previste dalla Costituzione:
quella per gli affari regionali e quella per i procedimenti daccusa (alcune sono invece
nate di sana pianta, come quella per il federalismo fiscale, istituita nel 2009).
18. Qual il ruolo dei gruppi parlamentari?

Di carattere diverso, ma ugualmente importanti, nati nel 1920, sono espressamente


richiamati nella Costituzione: sono lo strumento di presenza dei partiti politici
allinterno delle Camere. Gli eletti devono dichiarare a quale gruppo appartengono, se
non lo fanno entrano nel gruppo misto; per un gruppo parlamentare ci vogliono
almeno 20 deputati e 10 senatori.
19. Descrivere il procedimento di formazione della legge.
Consta di vari momenti: fase delliniziativa, fase dellistruttoria (affidata alle
commissioni), fase deliberativa (svolta per 3 procedure diverse), fase della
promulgazione, fase della pubblicazioni [le prime tre fasi sono quelle prettamente
parlamentari]. I titolari delliniziativa sono il governo, ciascun consiglio regionale, il
Consiglio nazionale delleconomia e del lavoro, il popolo e ciascun membro del
Parlamento (questi ultimi possono presentare proposte solo nella camera in cui sono
stati eletti). Durante la fase dellistruttoria, c un passaggio in commissione che non
pu essere evitato perci ogni progetto viene assegnato ad un presidente di
commissione, a seconda della competenza, ed il ruolo della commissione dipende dal
tipo di procedimento prescelto.
20. In cosa si distinguono i vari tipi di procedimento legislativo?
Procedimento normale o in sede referente: compito semplicemente istruttorio per la
commissione, seguito da discussione in aula. Il presidente della commissione o un suo
relatore riferisce sul progetto e la commissione, acquisiti i necessari elementi, lo
discute in via generale, poi articolo per articolo ed infine perviene ad un testo che
invia allassemblea.
Procedimento misto o in sede redigente: alla commissione viene conferito il compito di
formulare un testo che, approvato dalla commissione, laula potr votare solo come
tale.
Procedimento in sede legislativa o deliberante: se non vi si oppongono 1/10 dei
componenti della camera o 1/5 di quelli della commissione competente, progetti di
legge che non abbiano valenza generale possono essere esaminati ed approvati anche
in commissione, senza passare dallassemblea.
21. Quali sono le procedure dindirizzo?
Le Camere concorrono a determinare lindirizzo politico in forme svariate, facendo
ricorso a diversi strumenti: i principali sono quelli riguardanti il rapporto fiduciario
(dibattiti e votazioni su: mozioni di fiducia al nuovo governo, questioni di fiducia poste
dal governo, mozioni di sfiducia poste dallopposizione).
22. Quali sono le procedure di controllo e dinformazione?
Le interrogazioni (domanda rivolta per iscritto al governo, in genere ad un ministro,
per chiedere informazioni, alla quale il governo pu rispondere in forma orale o scritta.
Linterrogante deve limitarsi a dire se la risposta soddisfacente o meno), le
interpellanze (domande per sapere su alcuni comportamenti del governo e cosa
intende fare riguardo a determinati problemi), le commissioni dinchiesta (che abbiano
per oggetto materie di pubblico interesse, siano composte in modo da rispettare la
proporzione dei gruppi, dispongano degli stessi poteri e siano sottoposti alle stesse
limitazioni dellautorit giudiziaria es. Andreotti/Tangentopoli).
23. Come sono organizzati i lavori parlamentari?
Dal 1971 sono improntati sulla programmazione, concordati dalla conferenza dei
capigruppo, con un nuovo strumento, il contingentamento dei tempi, in modo che i
lavori finiscano entro una data prefissata (1997).
24. Con quali modalit si vota?
Sottoposta alla riforma dei regolamenti nel 1988, oggi la stragrande maggioranza delle
votazioni avviene a scrutinio palese, con la registrazione di come ogni parlamentare
ha votato, rendendo impossibile tirare imboscate al governo e/o alla maggioranza.
25. Cos lostruzionismo?
Chi allopposizione tende ad abusarne: lutilizzo esasperato di tutte le facolt
previste dal regolamento allo scopo di ritardare o impedire che lassemblea deliberi.

26. Di quali prerogative dispone il governo in Parlamento?


La possibilit di partecipare a qualsiasi riunione, di modellare una legge attraverso il
procedimento legislativo normale, di incidere sullordine del giorno delle Camere, di
non avere lobbligo di dimettersi di fronte ad un solo voto contrario.

[Capitolo 10 Il Presidente Della Repubblica]


1. Chi e quale posizione ha il capo dello Stato negli ordinamenti monarchici
ed in quelli repubblicani?
Per definizione, durante la monarchia corrispondeva alla figura del re, ora pu essere
un presidente della Repubblica di estrazione rappresentativa, eletto direttamente dal
corpo elettorale; un monarca di estrazione ereditaria oppure titolare di una carica
nobiliare o di altro spessore.
2. Come viene eletto il presidente della repubblica?
Viene eletto dal Parlamento in seduta comune, integrato da 58 delegati regionali. Si
richiede una maggioranza qualificata (nelle prime 3 votazioni di 2/3 del collegio di
1003 componenti; dal quarto turno, maggioranza assoluta) fu accantonata lipotesi
della repubblica presidenziale e dellelezione diretta dalla Costituente.
3. Quali sono i requisiti e la durata della carica presidenziale?
Lunico requisito che abbia compiuto almeno 50 anni e goda dei diritti politici e civili
la durata della carica di 7 anni, una carica di notevole lunghezza (pi lunga solo
quella dei giudici della Corte Costituzionale 9 anni) e ci lo svincola dai legami con il
governo, dato che al massimo possono durare 5 anni. Il presidente gode di un assegno
personale e di una dotazione finanziaria, entrambi fissati per legge; ha anche un
apparato amministrativo al suo servizio la Segreteria generale della presidenza della
Repubblica che consta di un segretariato generale e che ha al suo interno ben 1900
persone, con un bilancio annuale di 230 mln. di euro.
4. Cos listituto della supplenza?
Quando per qualche ragione, il presidente non pu temporaneamente esercitare le sue
funzioni, il compito passa al presidente del Senato della Repubblica. Se la causa fosse
invece una grave malattia o la morte, allora entra in gioco limpedimento permanente
e quindi il sostituto pu esercitare una piena supplenza delle funzioni ( successo solo
con Segni nel 1964).
5. Gli atti del presidente della Repubblica e lobbligo di controfirma: il suo
significato?
Il presidente della Repubblica non ha funzione dindirizzo politica, bens di garanzia e
la sua figura, nonostante poteri rilevanti, pu ratificare atti solo con la controfirma del
governo, cos come il governo non pu ratificare o promulgare nessuna legge senza la
firma del capo dello Stato.
6. Perch si distinguono atti sostanzialmente presidenziali ed atti
formalmente presidenziali? Alcuni esempi?
Questa distinzione si persa negli anni, ma in sintesi sta a significare che
formalmente delibera alcuni atti, ma sostanzialmente a deliberarli e soprattutto a
costruirli ci pensa il governo coadiuvato dal Parlamento.
7. Quali sono le attribuzioni del presidente della Repubblica in ordine alle
diverse funzioni? / 8. Quali fra le attribuzioni presidenziali possono essere
definite di alta valenza politica?
In ordine alla rappresentanza esterna, il presidente accoglie i diplomatici, ratifica i
trattati, dichiara lo stato di guerra, effettua visite ufficiali allestero; in ordine
allesercizio delle funzione parlamentari, nomina fino a 5 senatori a vita, pu
convocare le Camere in via straordinaria, indice elezioni e pu sciogliere le Camere
(ma non negli ultimi 6 mesi del proprio mandato, a meno che non coincidano con gli
ultimi 6 mesi della legislatura); in ordine alla funzione legislativa, promulga le leggi
approvate dal Parlamento, autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge

del governo; in ordine alla funzione esecutiva, nomina il presidente del Consiglio e, su
consiglio di questi, nomina i Ministri, accoglie il giuramento del governo, conferisce le
onorificenze della Repubblica, ha il comando delle forze armate e preside il Consiglio
supremo della difesa; in ordine allesercizio della giurisdizione costituzionale, ordinaria
ed amministrativa, nomina un terzo dei giudici della Corte Costituzionale, presiede il
CSM e pu concedere grazie;
9. In che misura il presidente risponde degli atti compiuti nellesercizio della
funzione?
Lart. 90 prevede una forma di irresponsabilit per il presidente della Repubblica per
tutti gli atti compiuti nellesercizio delle sue funzioni, tranne che per due: lalto
tradimento e lattentato alla Costituzione. La prima ipotesi vede una collusione con
potenze straniere; la seconda parla di violazioni costituzionali che possano mettere a
repentaglio caratteri essenziali dellordinamento.
10. Descrivere il procedimento di accusa nei confronti del presidente
Si articola in due fasi: la prima, intrinsecamente politica, la messa in stato daccusa
da parte del Parlamento in seduta comune con voto a maggioranza assoluta; la
seconda, di carattere giurisdizionale, il giudizio della Corte Costituzionale. La prima
fase si articola a sua volta in due fasi ulteriori: listruttoria (condotta dalla
commissione parlamentare per i procedimenti daccusa, che pu concludersi con
unarchiviazione o con una relazione finale, contenente le conclusioni favorevoli o
contrarie allaccusa) e la decisione (votata dal Parlamento). La seconda fase vede
listruttoria (si acquiscono tutti gli elementi e sinterroga limputato), il dibattimento
(tra le parti) e la decisione.
11. Perch si sostiene che la figura presidenziale abbia caratteri di
ambiguit?
Perch eredita alcuni poteri quasi regi, per li esercita solo per mantenere lequilibrio
politico e garantirlo.
12. Il potere di scioglimento delle Camere: cosa prevede la Costituzione e
cosa cambiato al riguardo?
Per farlo, il presidente della Repubblica deve prima consultare i presidenti delle
Camere (il cui parere non comunque vincolante) e non pu esercitare questo potere
negli ultimi 6 mesi del suo mandato (semestre bianco). Recentemente stato usato
sul governo Prodi II, incapace di mantenere una maggioranza in Camera e Senato.

[Capitolo 11 Il Governo]
1. In che senso si posto un problema di debolezza del governo in Italia?
Alla Costituente del 1948 non si era posto il problema di un rafforzamento
dellesecutivo: questo ha portato ad una grossa fiducia nei partiti politici, che per si
sono scontrati nel rapporto inadeguato che c tuttora tra governo e Parlamento,
risultando il tendine dAchille di molti esecutivi succedutisi negli ultimi anni.
2. Cosa sintende quando si dice che il governo un organo complesso?
E un organo composto a sua volta da ulteriori organi presidente del Consiglio dei
Ministri, i Ministri, Consiglio dei Ministri (il primo presiede, i secondi lo formano).
3. In quali articoli della Costituzione ed in quali leggi si trova la disciplina del
governo?
La disciplina del governo si trova nel titolo III della II parte della Costituzione,
dedicandogli solo 5 articoli e risultando molto povera come casistica, non dando grossi
poteri o indicazioni ai governi che si sono succeduti dopo la Costituente.
4. Quali sono le attribuzioni del presidente del Consiglio?
Ha il compito di direzione della politica generale del governo, a lui spetta mantenere
lunit dellindirizzo politico ed amministrativo e, per tale fine, pu promuovere e
coordinare lattivit dei ministri, pu proporre dei candidati al posto di Ministro, solo su
sua iniziativa pu essere posta la questione di fiducia alle Camere, promuove e

coordina lazione del governo nei rapporti con lUE. La presidenza del Consiglio ha
sede a Palazzo Chigi dal 1961, con diversi lavoratori al suo interno.
5. Quali sono le attribuzioni del Consiglio dei Ministri?
Anche qui la Costituzione latita: assume tutte le deliberazioni relative alla funzione
dindirizzo politico, determina la politica generale del governo, su proposta del
presidente del Consiglio pone la questione della fiducia in Parlamento, decide sugli
indirizzi di politica internazionale ed europea, sulla presentazione dei disegni di legge
e degli atti normativi, etc.
6. Che differenza c tra ministri senza portafoglio e con portafoglio?
I ministri senza portafoglio sono quelli per le cui attivit, nel bilancio dello Stato, non
segnata alcuna spesa.
7. Quali sono gli organi del governo costituzionalmente non necessari?
Uno o pi vicepresidenti del Consiglio dei Ministri, ovvero ministri ai quali, su proposta
del presidente, il Consiglio attribuisce la funzione di supplenza in caso di mancanza del
presidente stesso; i sottosegretari di Stato alla presidenza del Consiglio e a ciascun
ministero, i quali hanno il compito di coaudivare il presidente o un ministro nel suo
compito uno di questi viene nominato segretario del Consiglio dei Ministri ed
responsabile del verbale.
8. Chi sono i viceministri ed in cosa si distinguono dai sottosegretari?
I non pi di dieci sottosegretari che vengono nominati viceministri hanno un delega
dazione quando il ministro non pu svolgere il suo compito.
9. La formazione del governo: come si addiviene alla nomina del presidente
del Consiglio e dei Ministri?
Questorgano non a durata fissa. Il governo si costituisce per nomina del presidente
della Repubblica e nomina, su indicazione del presidente del Consiglio, i Ministri.
10. La formazione del governo: come si addiviene alla fiducia parlamentare?
Perch vada avanti, il governo deve godere della fiducia di entrambe le camere e
questa fiducia non presunta, ma devessere ottenuta dal governo nominato che si
deve presentare alle Camere entro 10 giorni dal giuramento.
11. Quando entra in carica il governo?
Una volta esaurite le sue consultazioni, il presidente della Repubblica non nomina
subito il presidente del Consiglio, ma affidi il compito di formare il governo alla
persona prescelta e che questa accetti lincarico con riserva questultima risulta poi
essere il candidato per la presidenza; in questa fase, il detentore del potere rimane il
presidente della Repubblica. Il Parlamento dovr poi giudicare nel suo insieme il
governo, il presidente del Consiglio ed i Ministri, insieme al loro programma; con il
giuramento sul Colle, davanti al presidente del Consiglio, il governo prende possesso
del potere esecutivo ed i Ministri del loro ufficio. Dopo la presentazione alle Camere ed
il voto di fiducia, il governo si pu considerare in carica.
12. Come rispondono i componenti del governo per i reati commessi
nellesercizio delle funzioni?
Sotto il profilo della responsabilit civile ed amministrativa, i componenti del governo
rispondono alla stregua di coloro che sono preposti ai pubblici uffici; per quel che
riguarda la responsabilit penale, invece, occorre distinguere tra i reati commessi dal
presidente del Consiglio e dai Ministri nellesercizio delle funzioni (avvalendosi cio del
proprio ufficio) e tutti gli altri reati: per i primi, prevista una disciplina speciale,
altrimenti per gli altri vengono trattati alla stregua di tutti gli altri cittadini.
13. Quando cessa delle funzioni il governo?
Esso cessa delle funzioni quando un nuovo governo giura nelle mani del presidente
della Repubblica; tuttavia quando esso entra in crisi esistono norme di correttezza
costituzionale che impongono che ci si attenga allordinaria amministrazione, ovvero
agli affari correnti. La crisi di governo causa di questa situazione, pu portare alle
dimissioni del presidente del Consiglio e, pi in generale, del governo in carica; per le
dimissioni non c bisogno di alcuna deliberazione si chiama invece rimpasto la
semplice sostituzione di pi ministri senza crisi di governo.

14. Che differenza c tra mozione di fiducia e questione di fiducia?


La mozione di sfiducia viene sollevata dallopposizione, a maggioranza semplice e la
sua approvazione da parte di una delle Camere obbliga il governo alla dimissione; il
governo pu porre invece la questione di fiducia in occasione di una qualsiasi
deliberazione parlamentare ed il voto contrario equivale ad una mozione di sfiducia e,
dunque, determina lobbligo alle dimissioni (due governi caduti per crisi parlamentari
Prodi I (1998) e Prodi II (2008)).
15. Che cosa sono le crisi extraparlamentari?
Accadono quando il governo incontra le dimissioni di qualche membro fondamentale,
magari per sconfitte evidenti dal punto di vista politico, o, per lo pi, per dissidi interni
alla maggioranza (Berlusconi I 1994).
16. Possono le Camere sfiduciare un singolo ministro (e non lintero
governo)?
S, possibile, grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale (a seguito della
mozione di sfiducia al ministro Mancuso nel 1995 del governo Dini).

[Capitolo 12 Gli Ordinamenti Regionali e Locali]


1. Come mutata la distribuzione territoriale del potere politico dallUnit
dItalia alla Costituente?
Nelle origini dellordinamento italiano, il potere era fortemente accentrato, con un
modello napoleonico, caratterizzato dallaccentramento e dalluniformit (il potere
nella capitale, ma stessi assetti per tutte le autorit locali); il suffragio universale ed il
decentramento dovevano attendere tempi migliori, poich la classe liberale dallora
non li permise. Per decenni, furono i prefetti a funzionare da controllori regionali per il
governo nazionale. Solo con il testo unico del 1915 (riformato poi nel 1934) venne
creata la prima legislazione organica comunale e provinciale; nel 1934 venne previsto
dal fascismo labolizione dei sindaci elettivi e la nomina dei potest, di nomina
prefettizia, essendo ammissibile un solo indirizzo politico.
2. Cosa prevedeva il titolo V della Costituzione del 48?
Dopo accanita discussione, la Costituente decise per la creazione delle regioni, non
federalmente, ma con lapprovazione di statuti regionali. Vi fu uno statuto speciale per
la Sicilia per fronteggiare i moti che avevano provocato feriti e morti tra il 1944 ed il
1946; negli accordi post-2 guerra mondiale tra Italia ed Austria, venne concesso lo
statuto autonomo anche al Trentino Alto-Adige; si aggiunsero anche la Sardegna e la
Valle dAosta, oltre al Friuli Venezia-Giulia. Il titolo V della Costituzione dedicato alle
regioni a statuto ordinario, ricordando per che la Repubblica una e indivisibile.
Il titolo V della Costituzione stabiliva la creazione di regioni (enti autonomi con propri
poteri e funzioni, con limiti stabiliti dalla Costituzione), province e comuni (enti
autonomi nellambito dei limiti fissati da leggi della Repubblica). Caratteristica della
competenza legislativa delle regioni ordinarie fu di essere solo concorrente e limitata
ad una serie di materie che la Costituzione non ricopriva da sola in quel caso
potevano intervenire le leggi regionali. In una serie di materie, la regione avrebbe
potuto legiferare nel quadro tracciato dalle leggi dello Stato, con alcuni limiti
(linteresse nazionale e quello di altre regioni). Per assicurare losservanza di questi
limiti fu previsto il visto governativo preventivo su ogni legge regionale, con facolt di
rinvio al consiglio regionale.
La Costituzione del 48 dettava altre disposizioni: secondo il parallelismo delle funzioni,
alle regioni venivano attribuite tutte le funzioni amministrative sulle materie nelle
quali avevano competenza legislativa; avrebbe potuto delegare a province e comuni;
le regioni avevano autonomia finanziaria, prevista dai limiti fissati dalle leggi della
Repubblica; fu riconosciuta ad ogni regione autonomia sul proprio statuto.
3. Quando e come venne attuato il titolo V? E quali riforme sono intervenute
negli ultimi decenni?

Si dovette aspettare ben 42 anni perch venisse approvato il nuovo ordinamento degli
enti locali. Un esempio clamoroso del ritardo di queste leggi e della loro attuazione fu
listituzione delle regioni ordinarie solo nel 1970; del resto, le stesse regioni, pi che
attuare programmi, pesavano solo economicamente dal punto amministrativo.
Dagli anni 90 furono introdotte grandi trasformazioni sulla autonomie regionali e
locali: lordinamento delle autonomie locali (1990), in base al quale comuni e province
potevano darsi propri statuti, fino al testo unico sullordinamento degli enti locali
(2000); le leggi di conferimento di funzioni statali a regioni, province e comuni; ma
soprattutto la legge che modific profondamente il titolo V della Costituzione relativa
alle competenze dello Stato, regioni ed enti locali, operando per alcuni una scelta
federalista.
4. Perch si usa lespressione stato regionale?
Era il modello di riferimento, intermedio fra lo stato accentrato e lo stato federale.
5. Lo statuto regionale: quali sono contenuto, procedimento e vincoli?
Lo statuto disciplina la forma di governo ed i principi fondamentali di organizzazione e
funzionamento della regione, nonch lesercizio del diritto di iniziativa popolare, i
referendum, le modalit di pubblicazione di leggi e regolamenti il contenuto
necessario dello Statuto.
Lart. 123 della Costituzione prevede che lo Statuto sia approvato dal consiglio
regionale con voto a maggioranza assoluta (met pi uno dei componenti del
consiglio), in due successive deliberazioni, una a distanza dallaltra di due mesi.
I vincoli che lo statuto deve rispettare sono quelli dellarmonia con la Costituzione,
facendo riferimento a quei valori costituzionali di cui la Corte dovr farsi carico.
6. Cosa dice la Costituzione sulla forma di governo regionale? E sulla legge
elettorale?
Lorganizzazione ed il funzionamento della regione avviene attraverso lo statuto, il
quale afferma che gli organi regionali che non possono mancare sono il consiglio
regionale, la giunta, il presidente della giunta ed il consiglio delle autonomie locali.
Lelezione del presidente della giunta regionale avviene per suffragio universale
diretto, corredata dallimportante potere di nomina e revoca di membri della giunta. La
giunta regionale , dunque, un organo collegiale, con vertice espresso dal suo
presidente, eletto direttamente dai cittadini regionali. La regione competente anche
in materia elettorale, seppur con le limitazioni della legge di Stato: essa impone alla
regione di dotarsi di un sistema elettorale, che agevoli la formazione di maggioranze
assicurando anche la rappresentativit delle minoranze (tre regioni ancora senza
Basilicata, Molise, Veneto).
7. Come ripartita in base allart. 117 la potest legislativa fra lo Stato e le
regioni? Con quali limiti?
Lart. 117 disciplina la potest legislativa non pi solo delle regioni, ma anche dello
Stato. Ma se precedentemente per lart. 117 indicava solo le materie di competenza
regionale, partendo dal presupposto che le altre erano esclusivamente dello Stato, ora
sono previste materie di competenza statale esclusiva, materie di competenza
regionale nelle quali lo Stato pu intervenire e materie di competenza regionale
esclusive. La Costituzione prevede che la regione possa guadagnare autonomia di
legislazione su altre materie.
8. Cosa sintende per competenza legislativa esclusiva?
Si parla di materie di competenza legislativa esclusiva dello Stato, in cui pu legiferare
esclusivamente questultimo: sono molte queste materie (es. amministrazione,
forze armate, difesa dellambiente)
9. Cosa sintende per competenza legislativa concorrente?
Si parla di materie nelle quali la potest legislativa regionale deve esercitarsi nel
rispetto dei principi fondamentali della materia stabiliti dallo Stato (principi fissati da
leggi cornice).
10. Cosa sintende per competenza legislativa residuale?

Si parla di tutte le materie (secondo lart. 117) non espressamente attribuite alla
legislazione dello Stato e che, quindi, appartengono alla competenza residuale delle
regioni.
11. Com ripartita dalla Costituzione la potest regolamentare?
Secondo lart. 117, la potest regolamentare spetta allo Stato nelle materie di
legislazione statale esclusiva, salva la possibilit di delegarla comunque alle regioni
e alle regioni in ogni altra materia, tranne lo svolgimento delle funzioni attribuite a
comuni e province.
12. Quali organi di raccordo fra Stato e regioni e fra regioni ed enti locali
sono previsti?
Con la riforma del titolo V lordinamento dei comuni e delle province ottiene una
garanzia diretta da parte della Costituzione; con il testo del 1948, la loro esistenza era
garantita, ma il loro ordinamento affidato alle leggi della Repubblica, ma con la riforma
esse possono darsi un proprio statuto e viene pure garantita unautonomia impositiva
e finanziaria nellentrata e nella spesa, entro la cornice dellautonomia organizzativa
ed amministrativa.
13. Come sono organizzati comuni e province? E come funziona la forma di
governo locale?
Lorganizzazione di comuni e province praticamente identica. I loro organi necessari
sono il sindaco o presidente, consiglio e giunta; sindaco e presidente della provincia
sono eletti a suffragio universale diretto e con maggioranza assoluta dei voti validi
(altrimenti ballottaggio tra i due pi votati al 1 turno), durano in carica 5 anni e non
possono esercitare pi di due mandati. Egli revoca e nomina gli assessori che con lui
compongono la giunta.
Il consiglio lorgano di indirizzo e di controllo politico-amministrativo: con ci
sintende che ha la competenza di approvare una serie di atti fondamentali dellente
(statuto, regolamenti, programmi, bilanci, etc.) e dettare un indirizzo su come giunta e
sindaco debbano operare, verificando come adempiono alle funzioni esecutive.
La giunta, dal canto suo, collabora con il sindaco in quanto organo collegiale e ha
competenza generale.
14. A chi spettano le funzioni amministrative? E qual il significato del
principio di sussidiariet?
Tali funzioni sono disciplinate dallart.118 del 2001: il parallelismo delle funzioni (in
base al quale alla regione spettava lesercizio di potest legislativo alla pari degli enti
locali, salvo per le funzioni di interesse estremamente locale) stato sostituito con la
sussidiariet verticale, in base al quale le funzioni spettano di regola allente pi vicino
al cittadino, mentre lintervento degli enti superiori successivo e sussidiario. Accanto
a questo principio, sono affiancati quello delladeguatezza (il livello di governo
individuato devessere capace di gestire quella funzione) e quello di differenziazione
(in modo che il conferimento delle funzioni amministrative avvenga in modo
ragionevole).
15. Come definita dalla Costituzione lautonomia finanziaria delle regioni e
degli enti locali?
Le regioni, i comuni e le province hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa,
disponendo di propri patrimoni e possono indebitarsi, ma solo per spese di
investimento (es. costruzione di un ponte). Le risorse ordinarie delle regioni e degli
enti locali sono di diversa origine: tributi ed entrate proprie, compartecipazione al
gettito di tributi erariali (cio statali) riferibili al loro territorio, etc.
16. Quali sono i poteri di controllo dello Stato sulle regioni e sugli enti locali?
Con la riforma del titolo V, sono state abrogate le disposizioni che prevedevano il
controllo dello Stato sugli atti amministrativi delle regioni ed il controllo regionale sugli
atti degli enti locali; ma la Costituzione non pu privarsi di un organo di controllo.
Perci esistono il potere sostitutivo sullattivit delle regioni e degli enti locali
(attribuito al governo in caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali,
pericolo grave per lincolumit e la sicurezza pubblica, tutela dellunit giuridica o

economica della Repubblica es. tutela di diritti civili) ed il controllo statale sugli
organi regionali e degli enti locali (che consiste nello scioglimento del consiglio
regionale e nella rimozione del presidente della regione nel caso in cui il consiglio
regionale o il presidente abbiano compiuto gravi violazioni della legge o atti contrari
alla Costituzione o quando lo impongano ragioni di sicurezza nazionale nel caso degli
enti locali, vale anche linfiltrazione del fenomeno di tipo mafioso).
17. Quali sono le regioni speciali? E in cosa consiste questa specialit dal
punto di vista giuridico?
Per queste regioni ci sono forme particolari di autonomie, statuti speciali che vengono
adottati attraverso una legge costituzionale ed esse hanno sempre avuto una potest
legislativa in un numero di materie pi ampio di quello delle regioni ordinarie, una
competenza legislativa esclusiva in alcune materie, unampia autonomia finanziaria.

[Capitolo 13 Le Pubbliche Amministrazioni]


1. Cosa distingue lattivit amministrativa dallattivit normativa?
In ogni ordinamento sono previste strutture formate da pubblici impiegati con
specifiche competenze professionali, il cui compito pu essere quello di coadiuvare le
istituzione politiche, statali, regionali o locali nellazione di governo; curare specifici
interessi pubblici; produrre beni o servizi a favore delle collettivit amministrate. In
tutti e 3 i casi si svolge unattivit amministrativa, che si distingue da quella
normativa poich la prima consiste nel provvedere con atti specifici alla cura di
determinati interessi pubblici, la seconda consiste nel prevedere casi e situazioni cui
applicare norme generali ed astratte.
2. Con quali strumenti operano le pubbliche amministrazioni?
Nellesercizio delle proprie funzioni, tali strutture (le pubbliche amministrazioni)
operano come autorit amministrative, ovvero come soggetti erogatori di servizi
pubblici autorit quando, ad es., il questore vieta una manifestazione pericolosa;
soggetto erogatore quando invece organizza, per es., un asilo nido.
Nel primo caso operano in una posizione di supremazia, utilizzando i diritti propri del
diritto amministrativo, ovvero una serie di regole speciali volte a garantire il
perseguimento di un interesse comune; nel secondo caso, si utilizzano gli strumenti
contrattuali propri del diritto privato il diritto comune ponendosi sullo stesso piano
dei soggetti con cui vengono in rapporto.
Fra le regole speciali, hanno particolare rilevanza le procedure di affidamento collegate
ai contratti pubblici: attraverso di esse, lamministrazione selezione il soggetto con cui
stipulare un contratto per lacquisizione di servizi (es. servizio di pulizia o assistenza
informatica), di forniture (es. acquisto di cancelleria) o per lesecuzione di opere
pubbliche (es. realizzazione di una strada); prima per si svolge una gara pubblica per
la scelta della migliore offerta.
Ricordiamo che, inoltre, la funzione di produzione di beni e servizi pu essere svolta
attraverso lamministrazione diretta (es. nella scuola, con il ministero dellistruzione),
lamministrazione per enti, quindi attraverso listituzione di specifici enti (es. nella
sanit, attraverso le Asl aziende sanitarie locali) o con lamministrazione per regole,
ovvero con la regolazione di soggetti privati che operano nel mercato (es. aziende
telefoniche la cui attivit regolata dallAutorit per le garanzie nelle comunicazioni).
3. Com organizzata lamministrazione centrale?
Lunit centrale rappresentata dai Ministeri, cui preposto un ministero che fa da
cerniera fra governo e pubblica amministrazione, a cui spettano anche compiti di
vigilanza sulloperato delle pubbliche amministrazioni.
4. Quanti e quali sono i ministeri?
Sono 13: Ministero degli affari esteri (si occupa della politica estera e dei rapporti
internazionali, attraverso laiuto anche di consolati e diplomazie), Ministero dellInterno
(svolge compiti relativi allamministrazione civile e alla sicurezza pubblica, coordina le
forze di polizia ed opera attraverso i prefetti e le questure disposte sul territorio),

Ministero della Giustizia (si occupa, attraverso le forze armate, della difesa e della
sicurezza militare dello Stato), Ministero dellEconomia e delle Finanze (ad esso spetta
il controllo dellentrata e della spesa politica economica, finanziaria e di bilancio e
politiche fiscali nonch la gestione come azionista delle partecipazioni dello Stato),
Ministero dello Sviluppo Energetico (ad esso sono attribuite le funzioni in materia di
industria, artigianato, economia, comunicazioni e commercio), Ministero delle Politiche
Agricole, Alimentari e Forestali (svolge funzioni di coordinamento e di rappresentanza
in sede europea delle politiche in materia di agricoltura, alimentazione e foreste),
Ministero dellAmbiente e della tutela del Territorio e del Mare (svolge compiti diretti
alla tutela dellequilibrio ecologico del territorio), Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti (ad esso sono attribuite le funzioni relative alla realizzazione delle reti
infrastrutturali e opere pubbliche di competenza statale), Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali (funzioni in materia di politiche del lavoro e delloccupazione),
Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca (si occupa dellistruzione
scolastica e di quella universitaria, della ricerca scientifica e tecnologica), Ministero
per i Beni e le Attivit Culturali (funzioni di tutela e gestione del patrimonio storico,
artistico e paesaggistico), Ministero della Salute (esercita le funzioni in materia della
salute umana, coordina il Servizio Sanitario nazionale).
5. Cos unautorit indipendente? / 6. Alcuni esempi di autorit
indipendenti? Quali sono le rispettive funzioni?
Sono quelle autorit collocate in posizione autonoma rispetto al governo e scelte per
garantire lautonomia dei ministeri; lo scopo quello di assicurare nei settori delicati
da esse curati per lo pi riguardanti leconomia e linformazione la necessaria
imparzialit di tutti i soggetti coinvolti Consob, Isvap, Autorit garante della
concorrenza e del mercato, Commissione di garanzia dellattuazione, ma soprattutto
lAgcom (lAutorit per le garanzie nelle comunicazioni, istituita nel 1997, con compiti
di regolazione delle radio telecomunicazioni a tutela del pluralismo informativo,
dellobiettivit e della completezza dellinformazione).
In pi c anche la Banca dItalia, una forma antesignana di autorit indipendente, il
cui governatore, nominato per 6 anni con mandato rinnovabile una sola volta, gode di
numerose garanzie dautonomia; la banca svolge il servizio di tesoreria dello Stato, ha
compiti di regolazione e vigilanza e di tutela della concorrenza nei confronti delle
aziende bancarie, dei gruppi bancari e degli intermediari economici.
7. Qual il significato del principio di legalit dellazione amministrativa?
Riguarda lattivit delle pubbliche amministrazioni, ovvero che lattivit di questi enti
deve mantenersi nei binari stabiliti dalla legge o da altri binari stabiliti da altre fonti
normative (anche europee).
N.B. Principio di riserva di legge per lorganizzazione delle pubbliche
amministrazioni: i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge.
8. Cosa sintende per principio del buon andamento per principio di
imparzialit?
Esso impone efficacia, efficienza ed economicit dellintervento delle pubbliche
amministrazioni. Per efficacia sintende il grado di corrispondenza tra gli obiettivi
proposti ed i risultati conseguiti; per efficienza sintende il rapporto tra i risultati
ottenuti e la quantit di risorse da impiegare per ottenere quei risultati; per
economicit sintende il minimo impiego possibile di risorse per conseguire tali fini
esiste la conferenza dei servizi, che consiste in ununica sede alla quale
unamministrazione pu convocare le altre amministrazioni interessate per acquisirne
rapidamente il necessario concorso in un dato procedimento.
9. In cosa consiste la distinzione fra attivit di governo e attivit di gestione
amministrativa?
Non espresso pienamente dalla Costituzione, ma si collega ai principi di buon
andamento e parzialit; mentre lattivit di governo affidata agli organi di governo
politicamente responsabili a cui spetta gli atti di direzione politica ed attuazione del

proprio programma, la gestione amministrativa affidata agli apparati amministrativi,


a cui spetta la realizzazione degli obiettivi.
10. Quali sono i caratteri dellatto amministrativo?
Le pubbliche amministrazioni, agendo come autorit amministrative, produci atti
amministrativi tipici, caratterizzati da un regime particolare sono atti emanati
seguendo determinate procedure amministrative; gli atti sono perfetti allorch
emanati a conclusione di un processo e, quindi, divengono efficaci se non sottoposti a
termini o condizioni.
11. Quando un atto amministrativo pu essere annullato? E cosa sintende in
particolare per eccesso di potere?
Pu essere annullato se latto risulta invalido, ovvero nullo (se manca di un elemento
essenziale) o illegittimo (se emanato in violazione dei principi e delle regole che
disciplinano lattivit delle pubbliche amministrazioni si dice che un atto risulta
viziato). Leccesso di potere riguarda il cattivo uso del potere discrezionale da parte
dellamministrazione, secondo vari motivi.
12. Cosa sono le ordinanze di necessit?
Sono una particolare tipologia di atti amministrativi, i quali sono provvedimenti volti a
fronteggiare in maniera tempestiva, al di fuori delle normali procedure, situazioni di
emergenza di vario tipo che coinvolgono la collettivit; anzi in alcuni casi straordinari,
la stessa legge che autorizza, attraverso una delega, le autorit amministrative per
intervenire in caso di necessit su alcune materie (es. terremoto di LAquila 2009).
13. Perch il sistema della giustizia amministrativa un sistema dualistico?
In Italia, a differenza di altri paesi, la competenza in campo amministrativo ripartita
tra giudici ordinari e giudici amministrativi, a seconda della materia che bisogna
giudicare.

[Capitolo 14 Le Garanzie Giurisdizionali]


1. Come si sviluppata storicamente la moderna concezione della
giurisdizione?
Per garantire larmonia allinterno della societ, minacciata dagli scontri possibili tra i
suoi consociati, sempre stata prevista la presenza di giudici, ovvero figure preposte a
garantire losservanza delle regole che permettono il quieto vivere sociale; una
moderna concezione nello sviluppo della giurisdizione si avuta solo con la
formazione degli stati assoluti tra il XVI e XVII secolo in questo periodo si pose il
problema di limitare i poteri del sovrano e garantire i diritti inviolabili degli individui,
anche attraverso il rafforzamento dellindipendenza e della terziet dei giudici.
Come sempre, in Inghilterra prima che in altri paesi, la tradizionale supremazia regia in
campo giurisdizionale trov un limite con laffermarsi di un diritto non scritto nella
prassi giudiziaria (common law) con lAct of Settlement del 1701 venne posta la
garanzia dellinamovibilit dei giudici, ripresa poi anche nella costituzione statunitense
e in Francia; risalgono, inoltre, a questo periodo i primi tentativi di separazione dei
poteri tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario, per un giusto bilanciamento della
societ nella gestione dei suoi poteri. Per quanto riguarda invece il problema
dellindipendenza della magistratura, un problema che non mai morto in realt,
come si vede anche negli ultimi tempi in Italia.
2. Cosa caratterizza la funzione giurisdizionale rispetto alle altre funzioni
statali?
La definizione di funzione giurisdizionale deve conciliare un profilo soggettivo ed un
profilo oggettivo riguardo al primo profilo, sindividua lesercizio della funzione
giurisdizionale ogni qual volta determinate attivit sono attribuita alla competenza
degli appartenenti al corpo giudiziario, dando cos maggiore rilievo alla natura del
soggetto cui spetta la decisione; riguardo il secondo profilo, non si d tanto rilevanza
allo status del soggetto che decide, quanto al fatto che lattivit svolta si caratterizza

perch oggettivamente giurisdizionale. Considerando insieme tali profili, si pu


definire la funzione giurisdizionale come funzione statale diretta allapplicazione della
legge, attivata su impulso delle parti (passivit del giudice), per risolvere un conflitto o
una controversia, esercitata ad opera di un soggetto terzo (terziet del giudice),
vincolato solo alla legge, nel rispetto del principio del contraddittorio fra le parti, della
pubblicit del procedimento e della motivazione delle decisioni.
A seconda del tipo di giurisdizione, le parti in causa sono chiamate diversamente: si
chiamano attore e convenuto nel processo civile; pubblico ministero (o pm
rappresenta la potest punitiva dello Stato) e imputato nel processo penale; ricorrente
e resistente nel processo amministrativo.
La funzione giurisdizionale differente rispetto alla funzione legislativa (il cui compito
creare le disposizione legislative la cui espressione tipica la legge) e alla funzione
esecutivo-amministrativa (il cui compito dare esecuzione a norme di legge, ma non
in posizione di terziet, n risolvendo determinate controversie tra due parti, bens per
perseguire il pubblico interesse). Latto finale della funzione giurisdizionale la
sentenza, cio latto processuale del giudice col quale questi risolve la controversia fra
le due parti.
3. Com organizzata la giurisdizione ordinaria?
La funzione giurisdizionale esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle
norme sullordinamento giudiziario (art. 102); i giudici ordinari hanno una giurisdizione
generale in materia civile e penale e rappresentano la maggior parte dei magistrati
attualmente in servizio. Lorganizzazione della giustizia ordinaria ha una dimensione
orizzontale, diffusa sul territorio nazionale (attraverso i distretti giudiziari nei quali
ripartita), e una verticale, interna in ogni ufficio territoriale (giudici di primo grado e
giudici di secondo grado) al vertice posta la Corte di Cassazione, con sede a Roma.
La giurisdizione ordinaria si articola in 29 distretti giudiziari, i quali fanno capo ad
altrettante corti dappello, per lo pi corrispondenti al territorio di una regione; per le
cause in materia civile sono previsti il giudice di pace (che decide da solo e ha
competenze per casi minori le sue sentenze simpugnano direttamente in
tribunale), il tribunale (il quale, a seconda dei casi, pu decidere in composizione
monocratica o collegiale, formata da 3 giudici le sue sentenze simpugnano in corte
dappello), la corte dappello (giudice collegiale, 3 giudici di secondo grado).
Per procedimenti in materia penale sono invece previsti il giudice di pace (idem alla
materia civile), il tribunale (idem), la corte dappello (con un giudice collegiale di
secondo grado idem); per i reati pi gravi, a tribunali e corte dappello si affianca la
corte dassise, le cui decisioni possono essere appellate in 2 grado presso la corte
dassise dappello organi collegiali con 2 giudici di carriera affiancati da 6 giudici
popolari (cittadini estratti a sorte, dotati di determinate capacit).
Il ricorso invece alla cassazione contro le sentenze dappello possibile solo per la
questione di legittimit: quelle che attengono al rispetto della legge e delle norme di
procedura che disciplinano lo svolgimento del processo, senza coinvolgere il merito
della questione di cui si dibatte.
4. Quali sono le funzioni della Corte di Cassazione?
Tra le sue funzioni, fondamentale quella di assicurare ununiforme interpretazione
della legge: si tratta della funzione nomofilattica, per cui la Corte di Cassazione decide
in realt intorno a singoli casi ad essa sottoposti laddove ritenga che il giudice abbia
interpretato in maniera non corretto la legge, pu disporre lannullamento della
sentenza.
5. Che differenza c tra magistrati giudicati e magistrati requirenti?
Fin qui si parlato dei magistrati giudicanti, si pu anche parlare dei magistrati con
funzioni requirenti sono questi i magistrati del pubblico ministero. Presso ogni
tribunale, vi una procura della Repubblica; presso ogni corte dappello, vi una
procura generale della Repubblica; infine, la procura generale presso la Corte di
Cassazione.

Gli uffici dei magistrati requirenti (che non sono giudici) appartengono nel nostro
ordinamento allo stesso corpo dei magistrati giudicanti, dal momento che non
prevista una separazione delle carriere (di cui si parla con il governo Berlusconi IV) a
differenza degli altri paesi. Per passare da un tipo allaltro, il magistrato deve seguire
dei passi obbligati; tale passaggio pu avvenire solo quattro volte a carriera e dopo
aver svolto tale funzione per almeno cinque anni, inoltre il magistrato deve cambiare
sede. Il compito dei magistrati requirenti non quello di giudicare, bens di perseguire
linteresse generale della giustizia; perci i p.m. devono esercitare lazione penale e
svolgono le indagini sulle notizie di reato attraverso la polizia giudiziaria. Nel processo
non sono laccusa, bens una parte e quindi non partecipano della terziet del giudice.
6. Quali sono le giurisdizioni speciali?
Sono la giurisdizione amministrativa, quella contabile e quella militare.
7. Com organizzata la giurisdizione amministrativa?
I giudici amministrativi hanno competenze sulle controversie che coinvolgono la
pubblica amministrazione; hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica
amministrazione degli interessi legittimi e anche dei diritti soggettivi. Sono previsti i
Tribunali Amministrativi Regionali (Tar), le cui sentenze sono appellabili presso il
Consiglio di stato, lorgano centrale della giustizia amministrativa.
8. Quali sono le funzioni della Corte dei Conti?
I giudici contabili hanno giurisdizione in materia di contabilit pubblica e nelle altre
specificate dalla legge attualmente giudicano sulla responsabilit amministrativa e
contabile di amministratori, impiegati e tesorieri delle pubbliche amministrazioni
(Stato, enti locali, regioni), oltre che sulle pensioni.
A loro collegata la Corte dei Conti, che si articola in giurisdizioni regionali.
9. Come viene garantita dalla Costituzione lautonomia e lindipendenza
della magistratura?
La magistratura costituisce un ordine autonomo ed indipendente da qualsiasi altro
potere (art. 104) questo principio rafforzato dallulteriore garanzia secondo il
quale i giudici sono soggetti soltanto alla legge (art. 101). Con tali affermazioni si
ribadisce il principio della separazione dei poteri e della necessaria indipendenza
dellautorit giudiziaria dagli altri poteri dello Stato; ad ulteriore conferma di evitare
ogni possibile condizionamento politico, previsto che i magistrati siano nominati solo
dopo il superamento di un pubblico concorso.
Lautonomia dei magistrati poi rafforzata anche dalla garanzia della loro
inamovibilit: essi non possono essere sospesi dal servizio, n destinati ad altre sedi
se non in seguito ad una decisione del Csm (art. 107).
10. Quali competenze ha il ministero della Giustizia?
Il ministero della Giustizia ha competenze ridotte, poich ha la facolt di promuovere
lazione disciplinare (cui sono legati alcuni poteri ispettivi negli uffici) contro un
determinato magistrato, ma nulla pi.
11. Qual la posizione del pubblico ministero nellordinamento italiano?
La posizione dei magistrati appartenenti agli uffici del pubblico ministero particolare:
la Costituzione prevede che siano stabilite apposite garanzie dindipendenza, delle
quali la fondamentale lobbligatoriet dellazione penale, che significa eguale
persecuzione di tutti i reati, da chiunque commessi, di cui il pubblico ministero si
venuto a conoscenza.
12. Come composto il Csm? E quali sono le sue attribuzioni?
Il Consiglio superiore della magistratura (Csm) lorgano cui lart. 105 affida il compito
di occuparsi delle assunzioni, delle assegnazioni, delle promozioni e dei provvedimenti
disciplinari nei confronti dei magistrati ordinari: lorgano dal quale dipende tutta la
carriera del magistrato.
Ha una composizione mista: tre componenti di diritto (presidente della Repubblica,
primo presidente della Corte di Cassazione ed il procuratore generale presso
questultima); componenti elettivi - 2/3 sono eletti dai magistrati ordinari (membri
togati); componenti elettivi 1/3 eletti dal Parlamento in seduta comune tra professori

ordinari in materie giuridiche ed avvocati con almeno 15 anni di professione alle


spalle.
E la legge a stabilire il numero di partecipanti al Csm (24, 16 eletti dai magistrati e 8
dal Parlamento, con i 3 di diritto = 27) e la sua durata in carica (4 anni); il Csm elegge,
tra i membri del Parlamento, un vice-presidente, il quale esercita le funzioni che la
legge gli d ed il presidente della Repubblica gli delega.
Il Csm opera attraverso commissioni, che si occupano di specifiche competenze un
organo fortemente equilibrato per evitare che non prevalgano n i magistrati puri n
quelli eletti dal Parlamento (del resto, la funzione del presidente della Repubblica
come presidente del Csm proprio quella di equilibrare il tutto il quale pu anche
decretare lo scioglimento del Csm se ne constata il malfunzionamento).
Il Csm lorgano a tutela dellautonomia e dellindipendenza, ma anche della non
separatezza corporativa della magistratura,, con la gestione delle carriere e dello
status dei magistrati. Ci vuol dire che si occupa delle assunzioni, dei concorsi, delle
promozioni e dei trasferimenti, degli incarichi direttivi e delle sanzioni disciplinari; tali
attribuzioni devono coordinarsi con quelle del ministro della Giustizia, che non ha per
particolari competenze (che possiede un sostanziale potere di chiedere una relazione
sui provvedimenti presi dal Csm, che pu solo per attuare e non fermare si chiede
una collaborazione tra Csm e ministro; ma se questultimo non c, il Csm pu andare
avanti da solo).
Quanto ai provvedimenti disciplinari, la loro funzione quella di decidere leventuale
irrogazione delle sanzioni previste dalla legge (ammonizione, censura, perdita
dellanzianit di servizio, sospensione dalle funzioni, rimozione) nei confronti di singoli
magistrati giudicanti responsabili di comportamenti contrari ai loro doveri dufficio, o
comunque non consoni alla loro appartenenza allordine giudiziario. La procedura pu
scaturire sulla base di una richiesta del ministero della Giustizia o del procuratore
generale presso la Corte di Cassazione (vedi caso De Magistris).
13. Quali sono i prinicipi fondamentali stabiliti dalla Costituzione in materia
di processo?
Lart. 24 stabilisce che tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed
interessi legittimi e garantisce nel contempo ai non abbienti, con apposite istituzioni,
la possibilit per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione: questo il
fondamento del gratuito patrocinio (pro-bono), che consiste nellassistenza legale a
carico dello Stato per coloro che non possono permettersela.
Viene garantito anche il diritto di difesa (sempre secondo lart. 24), in base al quale la
difesa diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento, a prescindere dal
tipo di giurisdizione attivata la difesa dufficio non solo inviolabile, ma anche
irrinunciabile (secondo sentenza della Corte di Cassazione).
Lart. 111 contiene i principi del giusto processo: la giurisdizione si attua mediante il
giusto processo regolato dalla legge venendo specificato che ogni processo si svolge
nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parit, davanti a giudice terzo ed
imparziale, e che il processo penale regolato dal principio del giusto contraddittorio
nella formazione della prova. Questarticolo riconosce poi alla persona imputata dei
diritti fondamentali: essere informati dei capi daccusa a suo carico; disporre del
tempo e delle condizioni per preparare la propria difesa; interrogare i testimoni a suo
carico e alla sua difesa, alle stesse condizioni dellaccusa, ed accedere ad ogni prova
possibile; essere assistito da un interprete se non comprende la lingua parlata nel
processo. La legge deve anche assicurare la ragionevole durata dei procedimenti
giudiziari.
Un altro strumento l0bbligo di motivazione dei provvedimenti, secondo il quale si
concretizza il diritto di difesa, perch la motivazione stessa del giudice che permette
di controllare il ragionamento giuridico che sta alla base della decisione e dunque
permette di contestarla, attraverso il ricorso ad un altro giudice di secondo grado (con
limpugnazione). Siamo lunico paese dove ci sono 3 gradi di giudizio: primo grado,

secondo grado e, infine, il ricorso alla Corte di Cassazione, ma solo per motivi di
legittimit.
14. A quali forme di responsabilit sono sottoposti i magistrati?
Il problema della responsabilit dei magistrati assai antico: per garantire la loro
indipendenza, devono essere ridotte al minimo le interferenze dello Stato, che per
non deve portare alla formazione di un corpo di magistrati totalmente indipendente ed
immune da tutto.
Va chiarito che la responsabilit , in generale, la situazione nella quale un soggetto
pu essere chiamato a rispondere della violazione di un obbligo: il tipo di obbligo
chiarisce anche il tipo di responsabilit essendo legati allo Stato, se violano un
obbligo hanno innanzitutto sulle spalle una responsabilit di tipo disciplinare per
quanto attiene con la loro condotta professionale e le eventuali violazioni dei doveri
derivanti dal loro ufficio. Pu giocare un ruolo importante (anche se non una vera e
propria sanzione disciplinare) lincompatibilit ambientale per un magistrato: un
provvedimento del genere previsto per i magistrati che, per qualsiasi motivo
indipendente dalle loro colpe, non possono svolgere le loro funzioni autonomamente.
Ci si posta qualche domanda anche se vi possano essere forme di responsabilit
politica, ma lunica responsabilit di questo tipo la responsabilit politica diffusa,
cio il potere di critica riconosciuto allopinione pubblica in relazione alla condotta di
chi ricopre funzioni pubbliche, non essendo prevista, per ovvi motivi di indipendenza,
una sede istituzionale di controllo dellopportunit politica di decisioni dei singoli
magistrati.
15. In particolare come stata regolata la responsabilit civile dei
magistrati?
La responsabilit civile dei magistrati inerisce ad una violazione nei doveri da loro da
svolgere e si pone la questione delle loro responsabilit in relaziona a danni ingiusti
eventualmente provocati in violazione di diritti dei singoli si pone in termini pi
complessi. Questa disciplina si applica a tutti magistrati, non solo a quelli ordinari;
essere prevede che chiunque abbia subito un danno ingiusto per effetto di un
comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal
magistrato con dolo o colpa grave nellesercizio delle sue funzioni, ovvero per diniego
di giustizia, pu agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni.
16. Com stato recentemente riformato lordinamento giudiziario?
Nel luglio 2005, il governo Berlusconi III (con ministro della Giustizia Roberto Castelli)
con laiuto del Parlamento approva unampia riforma dellordinamento giudiziario, con
ampie deleghe per il governo di turno.. subito dopo, nel Prodi II, il Parlamento approv
una legge proposta dal governo in grado di annullare quella riforma, poi modificarla
parzialmente, ad attuarne i punti maggiormente criticati dal Csm e dalla magistratura.
Ora si discute molto della riforma della giustizia promossa dal governo Berlusconi IV,
che vedrebbe una separazione delle funzioni con istituzione presso il Csm di una
sezione disciplinare per i magistrati requirenti oppure di una vera e propria
separazione delle carriere (in entrambi i casi risolvendola con una revisione
costituzionale).

[Capitolo 15 La Giustizia Costituzionale]


1. Quali sono le origini storiche della giustizia costituzionale?
Le forme fondamentali di garanzia della costituzione sono il procedimento di revisione
costituzionale (ha la funzione di garantire la rigidit della Costituzione, assicurando
che le decisioni intorno a quali debbano essere le regole costituzionali siano prese
mediante forme aggravate di deliberazione) e la giustizia costituzionale (essa ha il
compito di garantire la supremazia della costituzione, assicurando il rispetto delle sue
norme, attraverso la risoluzione in forma giurisdizionale delle controversie relativa alla
legittimit costituzionale degli atti legislative o relative alle attribuzioni degli organi
costituzionali e soggetti costituzionali). Questultima ha le sue origini nella

giurisprudenza del giudice inglese Sir Edward Coke il quale, nel caso Bonham,
sostenne che quando un atto del parlamento contrario al diritto e alla ragione
comunque, o di impossibile attuazione o ripugnante, la common law lo controller e lo
potr giudicare nullo.
Ci fu grande polemica nel tempo su di chi dovesse essere il custode della costituzione
tra i due grandi costituzionalisti Kelsen e Schmitt, per il primo il custode doveva
coincidere con la figura della corte costituzionale, produttrice di diritto e perci
collegata a questo ruolo; per il secondo, era giusto che coincidesse con una figura che
rappresentasse il popolo, ovvero il capo dello stato (come nella Repubblica di Weimar
del 1919).
2. Quali sono i modelli del controllo di costituzionalit? E com quello
italiano?
Fra i sistemi di controllo giurisdizionale di costituzionalit, si divisi tra il sistema
diffuso (il controllo di costituzionalit affidato a tutti gli organi giudiziari, i quali in
caso di contrasto con la costituzione disapplicano la legge, con efficacia legata al
caso in esame) ed il sistema accentrato (il controllo di costituzionalit affidato ad un
unico tribunale costituzionale, istituito ad hoc). Per quanto riguarda i modi
dellattivazione della giurisdizione costituzionale, si ripartiscono invece tra controllo
preventivo e controllo successivo (a seconda che la pronuncia avvenga prima
dellentrata in vigore dellatto la cui legittimit costituzionale in discussione o che
avvenga dopo la sua entrata in vigore es. Italia) o controllo in via diretta o indiretta
(dazione o incidentale; a seconda che sia consentito, ai soggetti legittimati di farlo,
dimpugnare direttamente oppure indirettamente gli atti che si assumono contrastanti
con la costituzione). In Italia c un modello da una parte accentrato (la Corte
Costituzionale), dallaltra diffuso (perch tutti i giudici possono attivarne lo scrutinio di
costituzionalit) si arriva ad un modello misto.
3. Com composta la Corte Costituzionale?
Lorganizzazione ed il funzionamento della Corte Costituzionale sono disciplinati dagli
art. 134-137: composta da 15 giudici, nominati per 1/3 dal presidente della
Repubblica, per 1/3 dal Parlamento in seduta comune e per 1/3 dalle supreme
magistrature ordinarie ed amministrative.
Il mandato di questi giudici dura per 9 anni dalla data del giuramento e cessa senza
prorogatio; essi non sono rieleggibili ed il presidente della Corte eletto dai suoi
componenti per 3 anni ed invece rieleggibile.
Quanto allo status di questi giudici, la Costituzione stabilisce che questa carica
incompatibile con quella di parlamentare, di consigliere regionale e con qualunque
professione forense, oltre che con qualsiasi altra carica o ufficio indicati dalla legge le
garanzie sono simili a quelle dei parlamentari, cos come le immunit. I giudici della
Corte Costituzionale sono idonei a giudicare sulle controversie relative alla legittimit
costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge di Stato e delle leggi sulle
regioni; sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e sui conflitti tra lo Stato e le
regioni; sulle accuse promosse dal Parlamento in seduta comune contro il presidente
della Repubblica in caso di alto tradimento ed attentato alla Costituzione.
4. Gli atti normativi sono oggetto del controllo di costituzionalit? / 5. Che
sintende per parametro di controllo?
Oggetto di controllo sono le leggi ordinarie dello Stato, gli atti aventi forza di legge
dello Stato, le leggi regionali e le leggi delle province autonome di Trento e Bolzano. Il
termine di raffronto ai fini del giudizio della Corte, il parametro, dato dalle norme
costituzionali e, in secondo luogo, da quelle norme diverse dalla Costituzione cui la
Costituzione fa rinvio obbligando il legislatore a rispettarle (norme interposte leggi di
delegazione, norme interposte tra la Costituzione e latto legislativo oggetto di
controllo).
Nel nostro sistema sono sottoposti al controllo della Corte Costituzionale
esclusivamente gli atti normativi primari (statali e regionali); escludendo sia le fonti
fatto (consuetudini), sia gli atti normativi secondari (regolamenti).

6. Quali vizi possono essere sindacati nel giudizio sulle leggi?


Un atto normativo per essere costituzionalmente legittimo deve essere, oltre che
esistente (ossia esteriormente individuabile), valido (cio conforme alle norme che ne
disciplinano la forma, il procedimento ed il contenuto). Altrimenti si parla di
illegittimit costituzionale con atti sottoposti a vizi formali e vizi sostanziali. I primi
attengono allatto in quanto tale e si hanno quando un atto legislativo non rispetta le
regole che ne disciplinano il procedimento di formazione es. se vi sia difformit tra i
testi di una stessa legge approvati dalle due Camere; i secondi attengono al
contenuto, quando il contenuto di un atto lede la disciplina desumibile da una o pi
norme costituzionali oppure quando il suo oggetto non rispetta lambito materiale di
competenza.
7. Quali sono le modalit di accesso al giudizio di legittimit della Corte
costituzionale?
Vi sono due modi daccesso, laccesso diretto in via dazione da parte dello Stato
contro leggi regionali e delle regioni avverso leggi o atti aventi forza di leggi dello
Stato oppure laccesso indiretto in via incidentale, che si ha quando la questione di
legittimit costituzionale di una legge o atto avente forza di legge dello Stato o di una
legge regionale sorge nel corso di un giudizio.
8. Descrivere il giudizio in via incidentale.
Il giudizio in via incidentale (o anche in via deccezione, per distinguerlo da quello in
via dazione) si ha quando la questione di legittimit costituzionale sia stata sollevata
nel corso di un procedimento davanti ad unautorit giurisdizionale (es. un processo
penale); il controllo della Corte Costituzionale presuppone quindi lesistenza di un
giudizio, chiamato giudizio principale (o giudizio a quo), per contrapposizione al
giudizio incidentale che si svolger innanzi alla Corte stessa.
9. In particolare chi il giudice a quo?
Si collega alla domanda precedente un primo aspetto quello di stabilire quali organi
giurisdizionali possano rimettere la questione di legittimit costituzionale alla Corte,
cio lindividuazione del giudice a quo (appunto, lorgano giudicante legittimato a
rinviare la questione di costituzionalit alla Corte); al riguardo, la giurisprudenza della
Corte ha riconosciuto la possibilit di promuovere la questione di costituzionalit non
solo ai giudici ordinari ed amministrativi, ma anche a quelli di altri organi, anche
estranei allordinamento giudiziario, purch dotati di poteri giudicanti es. sezioni del
Csm.
10. Quali sono i presupposti della questione incidentale di costituzionalit?
Sono due i requisiti richiesti: il requisito soggettivo (ossia lesistenza di un giudice,
incardinato nellorganizzazione della magistratura ordinaria ed amministrativa) ed il
requisito oggettivo (ossia lesistenza di un giudizio in senso tecnico, ovvero di attivit
quantificabile come esercizio di una funzione giurisdizionale).
11. Quali sono i caratteri del giudizio in via dazione?
Esso si apre direttamente con il ricorso dello Stato contro leggi regionali che eccedano
la competenza della regione oppure con il ricorso della regione contro leggi e atti
aventi forza di legge dello Stato o contro leggi di altre regioni che ledano la sua sfera
di competenza. Il carattere che rende il giudizio in via dazione diverso dagli altri
quello che il giudizio ha carattere di procedimento astratto, nel senso che le
disposizioni impugnate vengono valutate sotto il profilo del contenuto prescrittivo, a
prescindere dalla loro concreta applicazione.
12. Quale forma hanno le decisioni della Corte?
Hanno forma di sentenza (quando la Corte giudica in via definitiva) o di ordinanza (in
tutti gli altri casi).
13. In particolare cosa distingue una sentenza daccoglimento da una
sentenza di rigetto?
E la principale distinzione delle decisioni di merito (diverse dalle decisione
processuali, a seconda del contenuto la Corte entra nel merito della questione di

legittimit e la risolve, con una pronuncia di fondatezza o non fondatezza) tra


sentenze di accoglimento e sentenze di rigetto. La prima fa in modo che la questione
di costituzionalit solleva venga dichiarata fondata, la seconda la respinge.
Se parliamo invece di sentenze interpretative di accoglimento e sentenze
interpretative di rigetto, la differenza che viene dichiarata la fondatezza o non
fondatezza in base al confronto con altre norme.
14. Cosa sintende con sentenze manipolative?
Leffetto di queste sentenze manipolative da addurre al fatto che esse producano
vere e proprie innovazioni allinterno del sistema normativo, poich la Corte non
elimina di sana pianta la norma, bens la adegua, la trasforma, la integra.
15. Quali sono gli effetti delle sentenze della Corte?
Quando la Corte dichiara lillegittimit costituzionale, la norma cessa di avere efficacia
dal giorno successiva alla pubblicazione della decisione (e non possibile alcuna
impugnazione della sentenza).
Gli effetti retroattivi di tali sentenze valgono per rapporti giuridici pendenti e non nei
confronti di quelli esauriti, che sono definitivamente chiusi (nel caso di sentenza
passata in giudicato, ovvero una controversia giudiziaria definita con decisione non
impugnabile; nel caso di prescrizione, quando il tempo della legge non permette pi
limpugnazione della sentenza)
16. Che cosa sono i conflitti dattribuzione? (da fare vedi caso Tribunale dei
ministri del governo B. IV)
La Corte Costituzionale giudica sui conflitti dattribuzione, sul piano soggettivo, tra i
vari poteri dello Stato e su quelli tra poteri dello Stato e poteri delle regioni; sul piano
oggettivo, delimita invece la sfera di attribuzioni costituzionalmente spettanti ad ogni
organo. Un giudizio di parti pu avere per oggetto la titolarit di una competenza che
ciascun organo o soggetto rivendica come propria oppure lillegittimo esercizio di una
competenza da parte di un organo o soggetto che consegue la menomazione della
sfera di attribuzione di un altro organo o soggetto.

[Capitolo 16 LOrdinamento Italiano e la sua Evoluzione]


1. In che senso un ordinamento costituzionale sempre in trasformazione?
Come tutti i fenomeni sociali, un ordinamento lespressione della societ che deve
regolare e cambia con il cambiare della societ; per questo si dice che i cambiamenti
della societ influiscono anche sullordinamento costituzionale e sulle sue revisioni o
modifiche.
Si parla di revisione costituzionale se si modificano norme meno importanti della
costituzione; si parla di mutamento della costituzione nel caso di modifica dellarticoli
fondamentali dellordinamento.
2. Quali furono i contenuti e le caratteristiche essenziali dello Statuto Albertino?
La particolarit dello Statuto Albertino fu che venne adottato per intero nella nuova
Italia unificata, senza che passasse nelle mani di unassemblea costituente (che venne
fatta solo nel 1946), poich in casa Savoia si temeva una delegittimazione della
Corona se fosse avvenuta tale assemblea.
Il re non assunse il titolo di primo re dItalia, ma mantenne il suo nome di Vittorio
Emanuele II, le legislazioni continuarono con la numerazione dal 8 Maggio 1848 (la
prima dallunificazione del Regno dItalia fu la VIII) e lestensioni delle leggi del Regno
di Sardegna fecero capire legemonia della monarchia sulle elit liberal-democratica, a
cui non venne concesso spazio dazione.
Lo Statuto Albertino fu cos la prima costituzione italana, fu elaborato da un consiglio
di 17 componenti, i quali erano quasi tutti fortemente riluttanti a concederla, al pari
del sovrano; a modello fu presa la Charte del 1814 francese e lo Statuto deline una
monarchia costituzionale, nella quale il potere esecutivo era saldamente in mano al re
(che nominava e revocava i ministri), con quello legislativo condiviso fra il re e le due
Camere (una rappresentativa ed una di nomina regia).

Era prevista leguaglianza davanti alla legge, tassazione proporzionale per tutti, libert
di stampa ed individuale e divieto darresto se non nei casi previsti dalla legge,
inviolabilit del domicilio, libert di stampa, ma facolt di reprimerne gli abusi (art. 2432); al principio cavouriano di libera chiesa in libero Stato, venne sostituito invece
quello dellart. 1, secondo cui il cattolicesimo romano era proclamato dal re come
religione di stato e garantiva agli altri culti solo la tolleranza. La costituzione albertina
per lo pi considerata flessibile perch non era previsto un meccanismo di
modificazione aggravato n alcuna forma esplicita di controllo della conformit della
legge rispetto ad esso.
3. Come si svilupp lordinamento statuario fino allavvento del fascismo?
Ben presto si pass dalla monarchia costituzionale alla monarchia parlamentare, con
la rappresentanza che rimase a lungo ristretta (nel 1909 a votare per la Camera era
l8,3% della popolazione, con il suffragio universale maschile applicato totalemente
solo nel 1919) e con le tendenze dualiste nellindirizzo politico del paese (il re continu
a prendere il potere in mano in alcune occasioni, avendo un ruolo dindirizzo politico
accanto al Parlamento); inoltre, il Senato del Regno non giustific mai il suo ruolo di
equilibro tra re e Camera, oppure di contraltare alla Camera per la consuetudine
secondo cui il Senato non fa crisi; il governo si rafforz in maniera relativa, ma non
potendo contare su una maggioranza politica salda, fece largo uso dei suoi poteri
amministrativi per condizionare le elezioni e consolidare cos il proprio consenso (es.
pratiche trasformiste: tendenza del parlamentare a passare da uno schieramento
allaltro in cambio di benefici per s o per il suo collegio elettorale De Pretis); la
magistratura godette di unindipendenza relativa; le libert dei cittadini conobbero una
certa tutela ma furono sotto serio rischio quando ci furono gli stati dassedio.
4. Come il fascismo trasform lordinamento statuario? Con quali provvedimenti ed
istituti?
La 1 guerra mondiale aveva messo in crisi le non-robuste democrazie europee ed in
Italia ne approfitt il Fascismo; come in altri paesi europei, per dare una risposta alle
agitazioni e ai malumori, si ricorse a risposte autoritarie e a metodi statalisti. Il disegno
autoritario del Fascismo fu quello esposto con la marcia su Roma dellOttobre 1922,
alla quale il re non pose opposizione, anzi consegn a Mussolini la presidenza del
Consiglio, anche se forte solamente di 35 deputati e nonostante Facta gli avesse
chiesto la firma dello stato dassedio. Le forze politiche videro di buon occhio larrivo
alla Camera del futuro Duce (306 voti a favore) e non furono in grado di dare risposte
ai problemi arrivati alla fine della 1 guerra mondiale. Segu una fase pseudo
parlamentare (Ottobre 1922 Gennaio 1925) nella quale il governo Mussolini non
govern in maniera diversa da quelli precedenti, anche se i segnali dellevoluzione
verso la dittatura furono innegabili; fu istituita la milizia volontaria per la sicurezza
nazionale (milizia fascista), in effetti fu un tentativo di regolamentare gli squadristi, e
fu limitata la libert di stampa nel 1923.
Dopo il delitto Matteotti (giugno 1924) e dopo labbandono della Camera da parte di
deputati dellopposizione (secessione dellAventino), Mussolini sfid tutti con un
discorso nel gennaio 1925, nel quale si assunse la responsabilit politica dellomicidio
Matteotti e fece intende che sarebbe andato avanti, con la costruzione di un vero e
proprio regime del resto gli era permesso dalla legge elettorale del 1923 (legge
Acerbo), con la quale, pur avendo ottenuto una maggioranza risicata, aveva ottenuto il
70% dei seggi alla Camera. Seguirono una legge che rafforzava il ruolo del presidente
del Consiglio (trasformandolo in un vero e proprio capo del governo) e sopprimeva il
rapporto fiduciario governo-parlamento; la creazione per gli enti locali dei podest;
listituzione del Tribunale Speciale per la difesa dello Stato (1926); lo scioglimento dei
partiti politici avversari e di molte associazioni (1926); la carta del lavoro e le leggi
corporative che vietavano lo sciopero e la serrata (1926-1927); la
costituzionalizzazione del Gran Consiglio del Fascismo, vertice collegiale del Pnf, con
lattribuzione di funzione statale ad un organo del partito, che sostituiva la Camera dei
deputati; una nuova legge elettorale, con la scelta dei membri delle liste della Camera

al Gran Consiglio del Fascismo (1928); i Patti Lateranensi con la Chiesa Cattolica su
base concordataria (1929); nuovi codici di pubblica sicurezza tra cui il Codice Rocco,
che si basava sui reati contro la personalit dello Stato (1930); le leggi razziali che
discriminarono pesantemente i cittadini di origini ebraica (in contraddizione con lart.
24 dello Statuto, 1938); la soppressione della Camera dei Deputati e listituzione della
Camera dei Fasci e delle Corporazioni (1939).
5. Quali furono i passaggi istituzionali pi importanti dalla transizione del Luglio 1943
al Giugno 1946?
Il 25 Luglio del 1943 il Gran Consiglio del Fascismo sfiduci Benito Mussolini, facendo
appello al re perch riassumesse il comando. A quel punto Mussolini venne arrestato e
fu nominato presidente del Consiglio un generale, Pietro Badoglio; a seguire, ci fu la
firma dellarmistizio di Cassibile (3 Settembre 1943 fu reso pubblico solo 5 giorni
dopo); il lungo armistizio che indicava cosa avrebbe dovuto fare il governo italiano per
ripulirsi dal Fascismo (29 Settembre 1943); la fuga del re e del governo da Roma a
Brindisi; la nascita della Repubblica sociale italiana (Rsi), con la quale i tedeschi
appoggiavano Mussolini, liberatosi dalla prigionia. Furono soppressi gli istituti del
regime fascista, soppresso il Pnf e istituito il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN
9 Settembre 1943).
6. In particolare cosa stabilirono le costituzioni provvisorie?
Un contrasto nel futuro tra monarchia e repubblica trov parziale compromesso a
seguito del quale Vittorio Emanuele III rinunci allesercizio dei suoi poteri, affidandoli
al principe ereditario Umberto e fu decisa e la convocazione di unassemblea
costituente. Circa un anno dopo, fu istituita una Consulta nazionale, col compito di
fornire pareri al governo (304 membri) e fu allargato il suffragio universale alle donne
(1945). La seconda costituzione provvisoria si ebbe con la decisione di far scegliere al
corpo elettorale tra monarchia e repubblica nel giugno del 1946, con la vittoria dei s,
eleggendo la Costituente con una formula simile a quella per le elezioni della Camera
del 1919 (legge elettorale proporzionale); il re cos fu costretto allesilio ed il 25 Giugno
Enrico De Nicola divenne il primo presidente della Repubblica italiana.
7. Come si arriv allapprovazione della Costituzione Repubblicana?
La Costituente affid ad unapposita Commissione per la Costituzione (composta da 75
membri) la redazione di un testo base, con presidente Meuccio Ruini e diviso in 3
sottocommissioni (doveri e diritti dei cittadini, ordinamento costituzionale della
Repubblica, diritti e dovere economico-sociali). Il testo base fu presentato in
Assemblea nel gennaio del 1947 e discusso nel corso di nove mesi per 170 sedute,
con lapprovazione finale avvenuta il 22 Dicembre 1947, con l88% dei presenti e, di
questi, l81% voto s).
Ci fu la rinuncia allepurazione di coloro che avevano appoggiato il fascismo, con
numerosi provvedimenti di clemenza, poich i partiti andavano in cerca di consensi; si
puntava ad unintesa tra i partiti non tanto su riforme da fare subito, bens su quanto
fare domani.
8. Quali furono i contenuti principali della Costituzione del 1948? E quali quelli pi
innovativi?
La Carta Costituzionale entr in vigore nel 1948, risultando particolarmente innovativa
per la forma di governo, poich conteneva non solo norme organizzative e procedurali,
ma anche una tavola di principi fondamentali (art. 1-12); conteneva una
formulazione articolata dei diritti e doveri dei cittadini (art. 13-54); prevedeva istituti
che il popolo poteva utilizzare per esercitare direttamente la sovranit popolare, come
il referendum; prevedeva il controllo di costituzionalit delle leggi attraverso la Corte
Costituzionale (art. 134-137); prevedeva listituzione delle regioni a statuto ordinario e
speciale; garantiva lindipendenza della magistratura grazie ad un apposito organo, il
Consiglio Superiore della Magistratura.
Risult invece piuttosto deludente per quanto riguardava il governo parlamentare prefascista (non in grado di tenere le redini del paese), il presidente della Repubblica (di

cui, dalla Costituzione, se ne delineava una figura ambigua) ed il bicameralismo (con


due Camere praticamente semi-uguali).
9. Quali formule politiche hanno caratterizzato le diverse fasi della storia
costituzionale della Repubblica?
Prima fase (1948-1968): questione dellattuazione della Costituzione, fu segnata dal
centrismo degasperiano, poi dal centro-sinistra (DC + PSI); il primo si fond
sullalleanza della predominante Dc con i partiti minori di destra e quelli di sinistra (Psi,
Pri e Psdi), con una grande lentezza nellattuazione della Costituzione e con la
coincidenza della fase pi acuta della Guerra Fredda tramont con il fallimento della
legge elettorale con premio di maggioranza (1953), con lattribuzione del 65% dei
seggi a chi otteneva la maggioranza assoluta dei voti e ci avrebbe permesso alla Dc
di governare in una posizione di forza. Il premio non scatt e quindi la Dc si orient
verso il Psi entriamo nella seconda fase per allargare la base democratica del
paese, escludendo per il Pci. Cos dal 1963 nacquero una serie di alleanze con il
centro-sinistra; in questa fase furono nominati i giudici della Corte Costituzionale, fu
istituito il Csm, furono disciplinate regioni e referendum, fu introdotto lo statuto dei
lavoratori.
Seconda fase (1968-1979): caratterizzata da una prima crisi politico-istituzionale che
mostr la sostanziale incapacit del sistema politico di farvi fronte in tempi adeguati.
Combinatosi con le aspettative del mondo operaio, il fenomeno delle proteste si
diffuse in Europa e, quindi, anche in Italia, con la richiesta di modernizzare le
istituzioni, le scuole, le universit. Paralizzati dal dissenso, questi governi di centrosinistra non riuscivano ad operare, parallelamente si formavano episodi di terrorismo
stragista, che corrispondeva alla strategia della tensione, che foment ancora di pi la
contestazione giovanile, nelle quali trovarono spazio vere e proprie organizzazioni
terroristiche che non esitarono a fare ricorso allassassinio politico (Brigate Rosse). Il
sistema politico reag, includendo nei governi di solidariet nazionale anche il Pci,
ormai diventato importante a livello elettorale (1976-1979); tutto ci culmin per con
il rapimento e luccisione del leader democristiano Aldo Moro nel maggio del 1979
sul piano istituzionale, il periodo fu segnato dalla centralit del Parlamento, con
listituzione dei regolamenti parlamentari nel 1971.
Terza fase (1979-1991): caratterizzata dal tentativo di aggiornare le istituzioni, senza
per mettere in discussione il ruolo predominante delle forze politiche; nel 1979 Pci e
Dc non continuarono la loro stentata collaborazione, anche perch i rapporti
internazionali stavano peggiorando tra USA e URSS. Si var una formula di governo
mai vista, quella del Pentapartito (formato da Dc, Psi, Pli, Pri, Psdi), caratterizzata dal
fatto che la presidenza del Consiglio sarebbe stata affidata a statisti non democristiani
(Spadolini e Craxi), praticamente unanomalia. Fu rivisto il concordato con la Chiesta
(1984), riformato il regolamento delle Camere, varato il nuovo ordinamento della
presidenza del Consiglio, rinnovata la procedura di bilancio, riformato il codice di
procedura penale, ma soprattutto si ratific il duopolio del sistema radiotelevisivo con
la Legge Mamm del 1990, diviso tra la Rai ed il gruppo privato Mediaset. Tutto ci non
serv ad evitare la crisi, anche perch la finanza pubblica era fuori controllo per
leccesso di spesa.
Quarta fase (1991-oggi): caratterizzata dal crollo del muro di Berlino nel 1989 e da una
forte crisi costituzionale/di governo, con le indagini della magistratura sulla corruzione
amministrativa e sul finanziamento illecito alla politica, nota sotto il nome di
Tangentopoli, attraverso linchiesta Mani Pulite. Con essa scomparvero Dc, Psi, Psdi, Pri
e Pli, si trasformarono il Pci ed il Msi (in DS e AN), nacque una nuova Rifondazione
Comunista, con al centro Ppi e Ccd, oltre alla nascita di Forza Italia con Silvio
Berlusconi, che vinse attraverso unalleanza con la Lega Nord le elezioni del 1994. Ma
il governo duro solo pochi mesi, con la successione del governo Prodi e di quello
DAlema (1996-2001): durante questo periodo ci furono grosse novit sotto la
legislazione elettorale riformata dalla strategia referendaria di Mario Segni (elezione
diretta di sindaci e presidenti di provincia, come anche per quelli della regione, nuove

formule a maggioranza per Senato e Camera), formando cos la logica bipolare; furono
riviste anche le norme sul finanziamento della politica e sulle campagne elettorali.
Parallelamente si avvi il risanamento della finanza pubblica, che consent allItalia
lingresso nellUE.
10. Come vennero attuati gli istituti previsti dalla Costituzione? / 11. Quali
modificazioni ha conosciuto la Costituzione?
La Costituzione del 1948 venne riformata parzialmente, con la modifica di 32 dei 139
articoli del testo e 5 sono stati abrogati, mentre altri riformati pi volte in pratica,
una serie di revisioni e non mutamenti costituzionali.
Ormai la Costituzione pressoch attuata integralmente, con il prestigio della Corte
Costituzionale (appare come un organo forte, al di l di polemiche contingenti), con
lesecutivo e la figura del presidente del Consiglio rinforzati, con il presidente della
Repubblica che ha svolto bene le funzioni assegnategli dalla Costituzione (anche se a
volte si trovato a gestire situazioni difficili, con funzione di bilanciamento), con la
Magistratura da garante, ma anche segnata dalla lentezza della sua burocrazia, che ne
ha ridotto il credito presso i cittadini, con i diritti dei cittadini abbastanza tutelati.
12. Quali sono stati i tentativi di riforma della Costituzione degli ultimi
decenni? / 13. Cosa prevedeva la riforma della parte II della Costituzione
approvata nel 2005 e poi respinta nel referendum?
Il Pci negli anni 70 respinse qualunque tentativo di riforma della Costituzione; sono
nella seconda met di questi anni, di fronte alla crisi del sistema politico-istituzionale
(simboleggiate dal rapimento e dallassassinio di Moro nel 1979), si parl per la prima
volta di grande riforma della Costituzione anche se si stati sempre dellopinione
che, per riformare la Costituzione, ci volessero dei consensi larghissimi, che non
tagliassero fuori nessuna delle forze politiche fondamentali, facendo cos per molte
delle forze politiche hanno posto un veto alla riforma di alcuni titoli o articoli.
Negli ultimi decenni, va ricordata la modifica del titolo V della Costituzione (regioni,
province, comuni) che fu approvata con solo quattro voti oltre il quorum funzionale,
dalla sola maggioranza di centro-sinistra; ci provoc la richiesta di un referendum
costituzionale per la prima volta, che per riconferm la modifica. Lo stesso centrodestra si ripromise di fare la stessa cosa, soprattutto per quanto riguarda il titolo II
della Costituzione: proprio la maggioranza riusc autonomamente ad applicare queste
riforme, per al referendum costituzionale fu bocciata. Questa riforma toccava quasi
80 articoli della Costituzione su quattro punto: forma di governo, bicameralismo,
rapporti Stato-autonomie, correzioni al titolo sulle garanzie costituzionali avrebbe
rafforzato il ruolo del presidente del Consiglio e ridefinito quello del presidente della
Repubblica (definito garante della Costituzione), con una riduzione del ruolo dei
parlamentari (175 in meno) e una netta differenziazione delle Camere (la Camera dei
deputati come sola titolare del rapporto fiduciario del governo, mentre il Senato
federale avrebbe partecipato in maniera pi limitata). Ma il progetto suscit forti
reazioni sia dallopposizione che in ambito dottrinario, quindi arriv la bocciatura con il
61,3% di no.
14. Quali sono le proposte di riforma di cui si discute nella XVI legislatura (governo
Berlusconi IV)?
Con un sistema partitico meno frammentato che in passato dopo le elezioni del 2008,
si era auspicato una riforma del titolo II, poi sfociata in un fallimento a causa dei brutti
rapporti sussistenti tra maggioranza ed opposizione.