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Il download Baschiera-Nicol

Sei per due


Una coppia di chitarristi per Carulli.
Dagli anni della formazione al loro incontro, genesi della prima
incisione assoluta di tre Sonate che ricordano Haydn
di Claudia Abbiati

odici corde, che collaborano insieme


da pi di trentanni. lunga e vivace
lattivit del duo formato da Alfonso
Baschiera e Marco Nicol, entrambi nati e
cresciuti musicalmente nella Laguna con
studi al Conservatorio Benedetto Marcello
di Venezia e che nel cd download ci propone
una selezione di opere di Ferdinando Carulli
per due chitarre. Un repertorio forse non
proprio consueto ma di grande fascino, che i
due interpreti ci raccontano cos.
Com iniziata la vostra vita da musicisti?
Come mai avete scelto proprio la chitarra?
A.B.: La mia formazione musicale iniziata
a 8 anni. Ho studiato privatamente per molti
anni con diversi insegnanti tra i quali ricordo
con grande affetto Egidio Santinon. In
seguito ho frequentato il Conservatorio B.
Marcello dove mi sono diplomato con
Angelo Amato. Ma soprattutto con Ruggero
Chiesa che ho cominciato ad amare e
apprezzare la musica dellOttocento per
chitarra: Chiesa era un profondo conoscitore
di tutto il repertorio per chitarra dalla musica
antica ai giorni nostri. Ho sempre impressa
limmagine delle musiche appoggiate sul suo
pianoforte che analizzava prima di
diteggiarle, musiche di ogni epoca che

30 Amadeus

venivano sempre rapportate al rispettivo


periodo storico per essere giudicate non solo
chitarristicamente. Inoltre va ricordato
laspetto umano dellinsegnante Chiesa, che
non modellava alunni a sua immagine e
somiglianza ma cercava di valorizzare il
meglio di ogni persona. Oggi si sente spesso
la mancanza di una figura di riferimento
autorevole e competente come lui.
M.N.: Io praticamente nasco con la chitarra
in mano: i miei nonni mi ricordavano quando
a un mercato di fine anni 60 chiesi e ottenni
una chitarra giocattolo. In quegli anni i miei

cd 2 in download
in collaborazione con

FERDINANDO CARULLI
Opere per due chitarre
Trois Duos op. 62,
da Vingt-quatre Leons deux guitares",
Notturno concertante op. 118
Alfonso Baschiera, chitarra
Marco Nicol, chitarra
accedere al sito www.amadeusonline.net
e inserire il codice

MG304FT15

genitori, non musicisti, incontrarono quello


che sarebbe diventato il mio insegnante fino
al diploma in Conservatorio: Angelo Amato.
Passavo le giornate a suonare, ed ero
considerato strano rispetto ai miei coetanei
che invece preferivano giocare a calcio.
Terminato il liceo scientifico ricordo mio
padre chiedermi che cosa volessi fare nella
vita: bisognava iscriversi alluniversit,
mettere la testa a posto e pensare alle cose
concrete. A me interessava solo la musica
ma mi iscrissi ad economia aziendale, dove
per sostenni solo lesame di sociologia: non
faceva per me! Cos trovammo laccordo che
se mi fossi diplomato con un ottimo voto al
Conservatorio avrei potuto decidere
liberamente del mio futuro. Mi diplomai con
il massimo dei voti e lode. Successivamente
seguii anchio i corsi di Ruggero Chiesa in
Veneto e cominciai a partecipare concorsi, a
tenere concerti, a insegnare.
Come vi siete conosciuti e com nato
il vostro duo?
A.B.: Abbiamo studiato per alcuni anni
nello stesso Conservatorio, ma con il
quartetto di chitarre Moreno Torroba che
abbiamo iniziato ufficialmente il nostro
rapporto professionale e con cui abbiamo

anche pubblicato due cd. Successivamente


abbiamo ideato e condiviso il lavoro
monografico sul compositore ungherese
Ferenc Farkas, del quale abbiamo registrato
le opere per una, due, tre e quattro chitarre. Il
cd oggi purtroppo introvabile, vorremmo
per ristamparlo magari inserendo lavori
registrati allepoca ma non pubblicati per
limiti di capienza del cd. stata
unesperienza di ricerca importante,
supportata dal figlio del compositore Andras
Farkas, che ci ha fornito indicazioni e
manoscritti, e dal lavoro di analisi del collega
e amico Michele Peguri. Nella musica da
camera ci deve essere a nostro avviso la
conoscenza reciproca, lunit dintenti, il
rispetto e anche una profonda amicizia.

Le opere per due chitarre di Ferdinando


Carulli sono una parte pochissimo nota
della sua produzione: come mai secondo
voi? Come avete deciso di intraprendere
questo progetto? Cosa rende queste opere
importanti ancora oggi?
M.N.: Ferdinando Carulli un autore
ancora in parte inesplorato. Dei 366
numeri dopera noti solo una piccola parte
stata registrata e in particolare nella
musica da camera resta molto da fare. Si
tratta di un compositore non sempre
costante nella qualit, ma soprattutto nei
piccoli brani che ci riserva le sorprese
migliori, come le splendide 24 lezioni
progressive di cui ne abbiamo registrate
nove. Carulli divide le parti in maestro ed

allievo lasciando a questultimo la parte


melodica. La parte pi importante della
nostra registrazione costituita dalle tre
Sonate dellop. 62, di cui la nostra la
prima incisione assoluta. Le sonate sono in
quattro tempi: il primo di forma sonata, poi
un tempo lento, un minuetto, ed un rond
oppure una polonaise di chiusura.
Presentano caratteristiche molto vicine alle
Sonate di Haydn e sono sicuramente tra le
opere migliori di Carulli.
Utilizzate due chitarre depoca: quali
sono le loro caratteristiche costruttive e
timbriche?
A.B.: Per seguire la filologia avremmo
dovuto usare strumenti del primo Ottocento.
In questo caso ci piaciuto abbinare
due strumenti del primo Novecento che
ci pareva si completassero a vicenda.
La chitarra che uso io una flamenca
costruita da Domingo Esteso nel 1932,
con un suono rotondo ma caratterizzato da
poca durata e un attacco molto veloce; ben
si adatta al repertorio ottocentesco in quanto
i suoni risultano sempre ben distinti anche
in veloci formule di arpeggio.
M.N.: Io ho utilizzato una chitarra
costruita da Pietro Gallinotti dopo che
ripar, e quindi vision, lo strumento
costruito nel 1936 da Julan Gmez
Ramirez pour mademoiselle Yvette
Montagnon, il vero nome di Ida Presti.
Su tutti i nostri strumenti montiamo
entrambi Aquila corde.
Quali sono i vostri progetti futuri?
A.B.: Ci stiamo addentrando nel mondo
degli strumenti originali dellOttocento.
Non solo una questione timbrica ma anche
di approccio tecnico
allo strumento che
cambia non poco.
Ci sono delle idee concrete e stiamo gi
affrontando diverse opere inedite. Sul fronte
della musica contemporanea invece
vorremmo registrare lopera con chitarra
del compositore veneziano Luca Mosca con
il quale collaboriamo da diverso tempo.
C tantissimo da scoprire e suonare:
in questo manteniamo lo spirito
di due ragazzini!.

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