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Nicola Palilla

via Arena I trav. 2


92010 Siculiana AG
nicolapalilla@gmail.com
Al signor Presidente del consiglio
dei ministri Matteo Renzi
Siculiana, il 20/11/2016
Sig. Presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi
mi chiamo Nicola Palilla, ho 35 anni, vivo in Sicilia. Mi sono laureato alla facolt di Scienze politiche
presso l'ateneo di Palermo e, bench di tanto in tanto maledica la scelta che feci dopo il liceo, ho
conservato l'interesse e la passione per la politologia pi che per la politica che ho scoperto di
possedere fin dalla scuola media. Ho anche provato la carriera universitaria, ma sono stato
respinto all'esame per il dottorato, sicch mi sono dato ad altro, per altro conseguendo scarsi
risultati. Non ti scrivo per lamentarmi della mia condizione, perch sono assolutamente convinto
che ognuno si costruisca la sua fortuna da solo, e ti prego di scusarmi se adotto il tu piuttosto che
portarti il rispetto che ti dovuto come soggetto istituzionale. Voglio darti del tu non solo perch
non avverto una significativa differenza d'et tra di noi, ma anche perch non provo particolare
stima per te. Riconosco che in questo momento tu sia indubbiamente il migliore politico italiano e
l'unico leader, tuttavia per me altrettanto indubbio che la tua onnipresenza mediatica, le tue
politiche e finanche i tuoi spot propagandistici siano troppo simili allo stile berlusconiano affinch
tu possa accreditarti ai miei occhi come un rottamatore o un rinnovatore. Per me hai solo
rottamato la classe dirigente del tuo partito per prenderne il possesso, mentre il centrodestra
andato in malora da solo. Non ti indirizzo questa lettera per offenderti gratuitamente, chiarito che
non cercavo di offenderti ma solo di spiegare perch non ti dar del Lei. Con codesta lettera
intendo parlarti degli effetti dell'Italicum e del perch voter No all'imminente chiamata
referendaria.
Uno degli argomenti che il tuo governo e i favorevoli al S hanno usato pi di frequente in questa
campagna stato di tenere distinti la riforma costituzionale da votare e il nuovo sistema elettorale
in vigore dal 1 luglio 2016. Pur non avendo ancora trovato alcuna applicazione, l'Italicum ha gi
prodotto due effetti: la caduta/scomunica/cacciata di Enrico Letta e la riforma del Senato. In
estrema sintesi, la riforma della Costituzione ti serve per permettere all'Italicum di dispiegare il

suo effetto, ossia replicare a livello nazionale il modello dei comuni. Tra il modello dei comuni e la
tua riforma, per, c' una grande differenza: manca l'elezione diretta del capo del governo o del
presidente della repubblica. La tua riforma della costituzione, in pratica, non prevede alcun
meccanismo costituzionale che garantisca la formazione di un governo stabile dopo le elezioni,
perch si affida solo ed esclusivamente agli effetti di una legge ordinaria, quella elettorale
denominata Italicum. Da questo discende l'imprescindibilit dell'Italicum per l'avvenire e
l'elevazione di una legge ordinaria quasi al rango di legge fondamentale. Avete mai sentito parlare,
tu e Maria Elena Boschi, di strumenti di razionalizzazione del parlamentarismo? Sotto questo
punto di vista, la tua riforma manchevole di un aspetto importantissimo e non si colloca affatto
nel dibattito ormai ventennale sulla riforma costituzionale, ma solo in quello relativo a come
ottenere il sostegno in parlamento di Angelino Alfano. A costui era chiaro, infatti, che il tuo
accordo con Berlusconi sulla prima bozza dell'Italicum aveva come scopo di andare ad elezioni
anticipate. Avrebbe mai potuto Alfano suicidarsi politicamente? Ti ha imposto la modifica del
Senato per allungare i tempi e prendersi i meriti della riforma costituzionale (cos si illudeva di
poter fare). D'altra parte, il fatto che la versione definitiva della legge elettorale sia seguita alla
clamorosa vittoria delle elezioni europee del 2014 piuttosto eloquente e dovrebbe far venire la
vista ai ciechi del vero scopo di questa legge elettorale: legittimare la tua leadership nazionale.
Parlando sul piano della teoria e della coerenza tra limpianto normativo con i modelli teorici ed i
principi, linvestitura di una leadership nazionale dovrebbe passare attraverso lunica via possibile:
lelezione di una persona alla carica 1) di un presidente della repubblica con poteri di governo
oppure 2) a quella di presidente del consiglio/primo ministro. Non , invece, possibile, alla luce dei
paradigmi del governo parlamentare, trasfigurare il risultato delle elezioni dei parlamentari al
fine di ottenere unindiretta elezione del capo del governo. Ti sbagli e sai di farlo quindi, sai di
ingannare l'elettorato quando affermi che allestero funziona cos, giacch non risulta che, ad
esempio, la sig.ra Merkel possa sapere quanti seggi avr nel caso in cui vincesse le elezioni, non
potendo la stessa prevedere se potr costituire un governo monopartitico (ipotesi fin qui
irrealizzata in Germania) e chi sar il suo alleato di governo, nel caso della formazione di un
governo di coalizione. La stessa realt affrontata da tutti i leader europei, compresi quelli di
Francia e Regno Unito che, pur applicando l'uninominale non possono mai essere certi di ottenere
la maggioranza assoluta desiderata nei numeri, negli alleati e nelle persone. Questo accade perch
in quei paesi il voto degli elettori conta e i seggi sono distribuiti secondo la volont espressa
dagli elettori nelle circoscrizioni e nei collegi.

Il tema della riduzione dei costi della politica un tema populistico e di facile utilizzazione e presa
sociale, grazie all'impiego di spot brevi ed efficaci. Tuttavia, io non credo che sindaci e consiglieri
regionali vorranno sostenere le trasferte per raggiungere il Senato di propria tasca. Sar, dunque,
l'ente dal quale provengono a doverne pagare il costo. La riduzione del costo della politica che
millanti, quindi, sar soltanto un tratto di penna sul bilancio delle camere e dello Stato, ma
comporter un aumento della spesa nei comuni e nelle regioni. Questa tattica di tagliare al centro
per scaricare i costi sulla periferia che hai bene appreso da Berlusconi pu forse ingannare
quelli che vivono nell'agiatezza per meriti e condizione propria non certo grazie alle tue politiche
non coloro che notano gli aumenti delle tasse locali, la carenza di servizi essenziali ed il degrado
delle citt e dei piccoli comuni.
Mi viene poi da ridere quando dici che gli elettori della Lega dovrebbero essere favorevoli alla tua
riforma, bench tu abbia di fatto abolito il potere legislativo delle regioni. Non commento che
pretendi il voto di quelli del tuo stesso partito di cui hai cancellato la riforma del Titolo V e
accusato di non avere mai saputo varare riforme costituzionali. Lascio perdere la tua pretesa di
essere l'unico ad aver saputo riformare la Costituzione, tacendo sul fatto che il centrodestra aveva
approvato una (buona) riforma costituzionale, poi rigettata dagli elettori nel giugno del 2006,
offendendo cos l'intelligenza delle persone attente a quello che fate.
Vengo a spiegarti, adesso, cosa rende a mio parere l'Italicum un pessimo sistema elettorale. Parto
dal presupposto che, adottato un criterio (maggioritario o proporzionale), il sistema elettorale
dovrebbe consentire di desumere il modo in cui gli elettori hanno votato dalla composizione del
parlamento. Ebbene, l'Italicum ripropone il vulnus del Porcellum, ossia favorisce l'elezione di
rappresentanti non realmente rappresentativi delle circoscrizioni nelle quali essi sono eletti.
Malgrado che questo aspetto del Porcellum, riaffermato nell'Italicum, non sia stato a suo tempo
riconosciuto dalla Corte Costituzionale, io lo trovo palesemente incostituzionale. Nel caso fossi un
assassino seriale, ma nessun tribunale fosse in grado di condannarmi, questo farebbe di me un
non-assassino?
Ho l'impressione che, assunta la necessit di trovare a tutti i costi un sistema che possa sempre e
comunque garantire l'esistenza di una maggioranza assoluta alla fine dello spoglio, anche le nostre
menti pi eccelse abbiano perso di vista lo scopo che il sistema elettorale dovrebbe servire:
eleggere dei parlamentari rappresentativi. Il vulnus del Porcellum e dellItalicum consiste nel fatto
che a ricevere il mandato parlamentare non siano sempre i partiti maggiormente votati nelle

circoscrizioni, ma quelli che lo sono stati a livello nazionale e che, a cagione di ci, ottengono pi
seggi delle formazioni concorrenti anche nelle circoscrizioni in cui gli elettori hanno espresso il loro
gradimento a queste ultime, le quali, tuttavia, sono risultate sconfitte al livello nazionale. Quindi,
gli elettori non sono chiamati ad eleggere i propri rappresentanti scelti tra i partiti che hanno
indicato come vincenti ma dei rappresentanti non rappresentativi che vengono proclamati eletti
sulla base di un meccanismo automatico, come se in collegio unico nazionale, al solo scopo di
investire una leadership nazionale.
Definisco rappresentante una persona eletta che svolga tale funzione perch ne stato
previamente investito dal voto degli elettori. Al contrario, definisco rappresentante non
rappresentativo colui che funge da rappresentante, pur non avendo ricevuto alcuna investitura
dagli elettori. Come possono essere rappresentativi i 20 (su 52) deputati del PD eletti in Sicilia nel
2013 con appena il 18%? Sarebbero stati rappresentativi dei toscani e degli emiliani regioni
notoriamente dall'identit politica di centrosinistra 20 deputati eletti automaticamente nelle
liste di Pdl e Lega Nord, qualora quelle sciagurate elezioni fossero state vinte dalla coalizione di
centrodestra? Com' possibile ( di nuovo il caso della Sicilia nel 2013) ammettere un sistema
elettorale che permette al PD di ottenere 20 seggi su 52 col 18% e ne assegna appena una decima
al M5S, pur avendo questo partito ottenuto quasi il doppio dei voti del PD? Questo effetto non
sar cancellato dall'Italicum e si ripresenter alle prossime elezioni.
LItalicum, quindi, un sistema elettorale che non ha simili in Europa e nel mondo democratico,
perch distorce lespressione di voto fornita dagli elettori affinch un partito minoritario diventi
maggioritario e sappia a priori quanti seggi ricever.
Nemmeno leventuale turno di ballottaggio pu servire a legittimare questa distorsione tra voti
espressi e seggi assegnati. Il ballottaggio dell'Italicum qualcosa di grottesco, perch non
realmente il secondo turno dell'elezione dei parlamentari come accade in Francia n tanto
meno somiglia all'elezione del sindaco nei grandi comuni. In questi due casi, infatti, l'elettore
chiamato a votare tra tanti candidati, al primo turno, e tra i soli candidati ammessi, al secondo. Il
primo turno, cio, serve a scremare la truppa dei candidati tra i quali, infine, l'elettorato sceglier
chi eleggere. Il ballottaggio dell'Italicum, invece, comporta una trasformazione, direi, ontologica
dell'elezione, giacch al primo turno si vota per le liste di partito e per i candidati, mentre nel
secondo non si vota n per le liste n per i candidati, tanto meno per il presidente del consiglio,
ma per il partito in quanto entit astratta, in quanto simbolo apposto sulla scheda. Infatti, non

tecnicamente possibile eleggere un partito in parlamento, a meno che non si tratti della
dittatura di un solo partito. Inoltre, mentre la votazione al primo turno avviene nelle circoscrizioni,
perch trattasi di elezione di parlamentari, il secondo turno avviene come se in un collegio unico
nazionale, sebbene, infine, i seggi vengano attribuiti sempre della circoscrizione. E chi viene
eletto? Non gi chi ha ottenuto i voti per farsi eleggere dagli elettori della circoscrizione, ma i
candidati della lista del partito vincente a livello nazionale, bench perdente nella circoscrizione.
Una delle conseguenze di questo sistema che chi viene eletto finisce per fare il buono ed il
cattivo tempo nella circoscrizione, come se gli elettori lo avessero autorizzato a farlo. Tipo Davide
Faraone in Sicilia, che conosci bene, il quale probabilmente non sarebbe stato nemmeno eletto se
nel 2013 i seggi fossero stati attribuiti secondo il voto popolare e non secondo un automatismo di
legge. come se, piuttosto che chiamati ad eleggere i nostri rappresentanti, fossimo partecipi
ignari di una guerra in cui gli altri, se vincitori, possono imporsi come una forza occupante. Non
potete, dunque, lamentarvi dello scollamento tra la societ civile e la classe politica, visto che
l'effetto da voi voluto e cercato affinch possiate conquistare e/o conservare il potere. Se il
sistema elettorale infrange il principio fondamentale della democrazia, perch i seggi non sono
distribuiti secondo la volont degli elettori, che senso ha andare a votare? Per mantenere in piedi
una lite di potere autoreferenziale?
Voglio pure spendere due parole sulle preferenze, perch trovo che, lungi da consentire agli
elettori di scegliere i propri deputati, un altro degli aspetti dell'Italicum creare un sistema di
rapporti di vassallaggio, che parte dal segretario del partito/presidente del consiglio per arrivare
fino almeno al 300 seggio della maggioranza. In che modo? I primi 100 deputati della
maggioranza eletti in automatico saranno tutti capilista. Ogni capolista, va da s, ha un patrimonio
di voti che non possono essere espressi, ma che non possono di certo essere dilapidati. Il capolista,
quindi, inviter i suoi fedeli elettori a dividere il suo patrimonio tra due candidati, un maschio ed
una femmina. Posto, per esempio, che tale patrimonio sia di 50 mila voti, molto probabilmente
quei due candidati prenderanno 50 mila voti a testa e saranno eletti grazie alla donazione del
capolista ( quanto ho visto succedere nei comuni agrigentini negli ultimi anni). Il capolista ha
l'elezione assicurata perch vicino al segretario/candidato premier (forse, sar pure nominato
ministro o sottosegretario), mentre i due eletti saranno dei fedelissimi (delle marionette,
fondamentalmente) del capolista, che di fatto il capobastone del partito nella circoscrizione. Si

verr, cos, a creare un sistema in cui ogni eletto dovr la sua elezione a chi gli gerarchicamente
superiore nel partito e a cui, per questa ragione, dovr la sua fedelt.
I 40 seggi rimanenti, potenzialmente non controllati dal segretario/capo del governo, potranno
costituire la minoranza del partito, da tenere sotto controllo con un ministero, qualche presidenza
di commissione o qualche altro incarico prestigioso. In ogni caso, se la minoranza si mettesse di
traverso, il segretario/presidente del consiglio potrebbe decidere di dimettersi per andare ad
elezioni anticipate non essendo possibili altre maggioranze per provare a far fuori i dissidenti,
ma finendo, in tal modo, per assumere per via di fatto un potere non costituzionalmente
attribuitogli: il potere di decidere quando andare a votare, imponendo al presidente della
repubblica lo scioglimento della Camera ed il voto anticipato.
Mi dirai che mi sto immaginando tutto, ma cosa posso farci? Non mi fido delle persone che hanno
potere, perch il loro scopo accrescerlo e non usarlo a beneficio della comunit. Tutti sapete,
infatti, o dovreste sapere, che non in corso alcuna crisi economica e che nessuna ripresa
economica ci far tornare ai livelli di benessere precedenti: sapete benissimo, invece, che in
corso un processo di trasformazione dell'economia mondiale, seguito al fatto che l'espansione del
capitale non ha pi trovato freni dopo la caduta del blocco comunista. Allora, a chi prendete in
giro? Tutti, destra e sinistra, favorite questo processo di impoverimento generale che avvantaggia
solo i vostri grandi elettori e, conseguentemente, voi stessi. Tu, per esempio, fai politica per
devozione alla comunit o per accrescere la tua volont di potenza, il tuo egocentrismo?
Se la riforma costituzionale fosse approvata avremo, quindi: 1) un legislatore frettoloso, per
motivi di propaganda, che successivamente riconosce che le sue leggi sono da modificare (e
quanto hai dichiarato a proposito dell'Italicum, per esempio); 2) un potere legislativo chiamato a
ratificare l'attivit dell'esecutivo-legislatore, o meglio, del segretario del partito di maggioranza;
3) un partito che ha ottenuto la maggioranza dei seggi attraverso un meccanismo automatico
che elegge rappresentanti non rappresentativi, in quanto proclamati eletti in contrasto con le
indicazioni di voto degli elettori; 4) un governo che non trova nemmeno il freno delle autonomie
regionali, in quanto le regioni sono state retrocesse a mere autorit amministrative. Accetto,
per, l'osservazione che l'autonomia regionale non un paradigma della democrazia.
Sono, dunque, seriamente preoccupato per gli effetti che seguiranno dalla combinazione tra
questa legge elettorale e la riforma costituzionale. Il legame tra le due cose mi chiaro e

lapalissiano, tanto pi che l'Italicum non pu vivere di vita propria. ovvio, infatti, che, se la
riforma costituzionale dovesse non superare la prova del referendum popolare, bisognerebbe
rimettere mano alla legge elettorale per regolare anche l'elezione del Senato. Non ricordarmi che
hai gi manifestato l'intenzione di modificare la legge anche nel caso vinca il S, perch non solo
non ti credo, ma inoltre penso che, qualora realizzassi per davvero questa modifica, sarebbe
comunque l'ennesimo attentato alla volont degli elettori: tu e Cuperlo, infatti, avete in mente
solo e soltanto di non permettere ad altri di vincere le prossime elezioni, dato che i sondaggi vi
danno perdenti al ballottaggio.
Sinceramente, sono per un sistema elettorale semplice come l'uninominale alla francese, ma
capisco che ai politici e ai partiti questo sistema non piaccia. Allora ti propongo quanto segue:
posto che sono da eleggere 630 deputati, si potrebbero eleggere direttamente 500 deputati nelle
circoscrizioni mediante una qualche formula proporzionale ed eleggere gli altri 130 deputati da
liste uniche nazionali (bloccate) di partito o di coalizione. Va da s che, per avere la maggioranza
assoluta dei seggi, il partito o la coalizione di maggioranza relativa dovrebbe raggiungere almeno il
37,2% dei suffragi in quanto: (37.2*500)/100=186 e 186+130=316. Se la quota non raggiunta, si
annullano i risultati e si ripetono le elezioni dopo un mese, dilazione di tempo utile a trovare nuovi
accordi. Se anche la ripetizione non permette l'assegnazione del premio di maggioranza, questi
130 seggi o si dividono in proporzione tra i partiti che hanno superato una soglia minima o non si
assegnano affatto. In questo caso, non ci sar una maggioranza uscita dalle urne, vero, ma
perch nessuno potr dire di avere vinto le elezioni. Quando all'estero le elezioni hanno un esito
incerto, si allargano le coalizioni o si fanno in parlamento coalizioni differenti da quelle proposte
agli elettori. Il modello europeo questo. Il tuo modello, invece, somiglia troppo alla Turchia di
Erdogan o alla Grecia della Troika, dei disoccupati e delle masse di persone ridotte alla povert.
Sono giunto alla conclusione di questa mia lettera, con la quale penso di averti spiegato perch
voter No al referendum del 4 dicembre e perch invito i miei amici e conoscenti a fare
altrettanto. In cuor mio so che vincer il S, ma nel caso vincesse il No, ricordati che avevi detto che
ti saresti dimesso.
Cordialmente, Nicola Palilla