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az = x ;

Grammatica

ITALIANA
per stranieri
M aria C ristin a P eccian ti

Nomi, verbi, pronomi,


preposizioni, frasi...
le regole e le eccezioni
della comunicazione
quotidiana

GIUNTI DemetcA

Alla realizzazione dell'opera ha collaborato


il professor Massimo Vedovelli

www.giunti.it
1997,2007 Giunti Editore S.p.A.
Via Bolognese 165 - 50139 Firenze - Italia
Via Dante 4 - 20121 Milano - Italia
Nuova edizione: marzo 2007
Ristampa
6 5 43 2

Anno
2012 2011 2009 2008

Stampato presso Giunti Industrie Grafiche S.p.A. - Stabilimento di Prato

Presentazione

Q uest'op era si propone innanzitutto di aiutare gli stranieri ad a pprendere l'ita


liano e si rivolge sia a studenti c h e frequ en tan o corsi strutturati di lingua, sia
a chi, com e m olti m igranti, ha la n ecessit di apprend ere la lingua attraverso
la com unicazione quotidiana. Riteniam o infatti ch e la gram m atica attivi dei
m eccan ism i di osservazione e riflessione sulla lingua ch e, facend o leva sui
p rocessi cognitivi, accelera n o e m igliorano l'apprendim ento di una lingua
straniera.
Q uesta gram m atica costituisce pertanto un indispensabile strum ento di co n
sultazione e approfond im ento p er gli studenti, p er gli in segnan ti di italiano
com e L2 e p er tutti gli stranieri che utilizzano l'italiano, in Italia e all'estero.
u n 'o pera com pleta, m a nello stesso tem po uno strum ento agile e leggero.
Poich si tratta di una g ram m atica d 'u so rivolta a stranieri, la scelta e la d escri
zione dei fenom en i linguistici, co s co m e le spiegazioni gram m aticali, sono
state fatte in b a se a criteri di frequen za e di utilit: si cercato di privilegiare
sem pre ci ch e fond am entale p er p o ter com unicare in m odo efficace e con
buona padronanza dell'italiano. Son o state altres attentam en te considerate le
strutture della lingua italiana che p on g on o particolari difficolt agli stranieri,
com e le preposizioni o i pronom i personali, di cui so n o state d ate n u m erose e
specifiche reg o le d'uso.
Le descrizioni dei vari fenom eni son o sem pre preced ute d a e sem pi riferiti alla
lingua viva. Il v ocabolario e le situazioni son o di tipo fam iliare e quotidiano,
affinch risultino com prensibili a n ch e a chi non ha un livello di com petenza
linguistica m olto alto.
Altri esem pi illustrano le particolari articolazioni d ei feno m en i e le eventuali
eccezioni.

Le reg o le non veng o no m ai date com e leggi astratte e indiscutibili. Vengono


segn alati i ca si in cui la norm a stata m odificata dall'uso, facend o riferim ento
ai diversi livelli della com unicazione e della lingua: parlata, fam iliare, scritta,
form ale, settoriale ecc.
Le spiegazioni son o brevi; la term inolog ia usata , volutam ente, quella delle
gram m atiche tradizionali, poich riteniam o ch e sia quella pi largam ente co n
divisa d alle diverse culture.
L'opera suddivisa in capitoli. O gni capitolo tratta u n feno m en o linguistico e
si a rticola secon d o il segu ente schem a:
1.
2.
3.
4.

Esem pi che illustrano gli usi del feno m en o n el c on testo di una frase.
D escrizione gen erale del fenom eno.
Specificazione dei singoli aspetti del feno m en o n ell'uso c orren te.
Eventuali tavole riassuntive delle form e.

Le eventuali eccezioni o variazioni d'uso significative del feno m en o v engono


sem p re indicate in un corp o separato, in m odo c h e sian o disponibili p er la
consultazione, m a ch e non in terferiscano con la riflessione prioritaria sugli
elem enti pi sem plici e com uni della lingua.
Vengono fornite anch e, p er eventuali controlli e consultazioni, le tavole co m
p lete dei v erbi ausiliari, dei v erbi reg olari d elle tre coniugazioni e dei venti
verbi irrego lari di uso pi frequente.
Il sim bolo 2 rim anda all'indice analitico-glossario, e con sen te di utilizzare il
testo in m odo interattivo. Viene c o s favorita una m odalit di apprendim ento
della lingua non lineare m a "a rete", ch e rispetta uno dei caratteri fond am en
tali del sistem a linguistico.
L'Autrice

Indice

D La frase..........................................................................................................................................8
La frase semplice La frase nucleare L'espansione della frase nucleare La frase complessa
E3 I verbi: modi, tempi, persone, forma,aspetto............................................................................ 12
I modi I tempi Uso dei modi e dei tempi Le persone La forma L'aspetto
EH I tipi di verbi................................................................................................................................20
Verbi predicativi e verbi copulativi Verbi transitivi e intransitivi Verbi ausiliari Verbi servili
Verbi fraseologici
E9 La coniugazione dei verbi: I verbi ausiliari...............................................................................25
La coniugazione di essere La coniugazione di avere
EH La coniugazione dei verbi: I verbi regolari e irregolari........................................................... 28
I verbi regolari La prima coniugazione: lavare La seconda coniugazione: temere La terza co
niugazione: sentire La terza coniugazione: finire I verbi irregolari
03 La coniugazione dei verbi: la forma riflessiva e la forma passiva............................................34
La forma riflessiva La forma riflessiva: lavarsi La forma passiva La forma passiva: essere lavato
E3 La coniugazione dei verbi: I verbi pronominali, impersonali, difettivi................................... 38
I verbi pronominali I verbi impersonali I verbi difettivi
E3 I nomi........................................................................................................................................... 40
II genere e il numero dei nomi Il genere dei nomi: maschile e femminile Il numero dei nomi: sin
golare e plurale I nomi invariabili
E J Gli articoli.................................................................................................................................... 46
Forme dell'articolo determinativo: Uso dell'articolo determinativo Forme deU'articolo indeter
minativo Uso deUarticolo indeterminativo Usi particolari dellarticolo
EE Le preposizioni.......................................................................................................................... 49
Classificazione delle preposizioni Uso delle preposizioni proprie Uso delle preposizioni proprie
Uso delle preposizioni proprie nei complementi indiretti Uso delie preposizioni proprie nelle
frasi implicite

INDICE

EB

Gli aggettivi qualificativi............................................................................................................ 61


Genere e numero degli aggettivi qualificativi Accordo degli aggettivi qualificativi Posizione de
gli aggettivi qualificativi Gradi dell'aggettivo qualificativo

EEGli avverbi...................................................................................................................................67
Formazione degli avverbi Posizione degli avverbi Tipi di avverbi Gradi dell'avverbio
EEII numerali.................................................................................................................................... 76
Gli aggettivi numerali cardinali Gli aggettivi numerali ordinali I numerali moltiplicativi, frazio
nari, distributivi, collettivi

EE

I pronomi personali................................................................................................................... 82
Forme dei pronomi personali Posizione dei pronomi personali Uso dei pronomi personali sog
getto Uso dei pronomi personali complemento

EE

I pronomi relativi....................................................................................................................... 89
Forme dei pronomi relativi Uso dei pronomi relativi

EE

Gli aggettivi e i pronomi possessivi..........................................................................................92


Forme dei possessivi Uso dei possessivi

EE

Gli aggettivi e i pronomi dimostrativi....................................................................................... 94


Forme dei dimostrativi Uso dei dimostrativi

EEGli aggettivi e i pronomi indefiniti........................................................................................... 96


Forme degli indefiniti Uso degli indefiniti

EE

Gli aggettivi e i pronomi interrogativi ed eslcamativi........................................................... 100


Forme degli interrogativi ed esclamativi Uso degli interrogativi ed esclamativi
S S Le congiunzioni....................................................................................................................... 102
Congiunzioni coordinanti Congiunzioni subordinanti Osservazioni sulle congiunzioni subordi-

3! La frase semplice e la frase complessa...................................................................................108


Meccanismi espressivi della struttura della frase
La coordinazione......................................................................................................................110
Tipi di proposizioni coordinate
iS La subordinazione................................................................................................................... 112
Formadelle proposizioni subordinate Uso dei tempi verbali nelle proposizioni subordinate espli-

&E Le subordinate: causali, temporali, oggettive, soggettive.................................................... 115


Le proposizioni causali Le proposizioni temporali Le proposizioni oggettive Le proposizioni
soggettive
33 Le subordinate: relative, interrogative, indirette, condizionali............................................120
Le proposizioni relative Le proposizioni interrogative indirette Le proposizioni condizionali e il
periodo ipotetico
SS Le subordinate: finali, consecutive, concessive, comparative, modali..................................124
Le proposizioni finali Le proposizini consecutive Le proposizioni concessive Le proposizioni
comparative Le proposizioni modali
ES Le subordinate: avversative, limitative, esclusive, aggiuntive. Le frasi incidentali.............129
Le proposizioni avversative Le proposizioni limitative Le proposizioni esclusive Le proposizio
ni aggiuntive Le proposizioni incidentali
Essi Ddiscorso diretto e il discorso indiretto...............................................................................
Passaggio dal discorso diretto a quello indiretto

I suffissi Gli alterati I prefissi I composti


Si!i II lessico................................................................................................................................... 14?
Le parole semplici e le parole complesse Le parole polisemiche I sinonimi Le parole omoni
me Le parole straniere Le polirematiche I livelli del lessico

Le forme di cortesia I turni di parola Salutare e presentarsi Chiedere ed esprimere l'ora Usi
e strutture particolari della lingua parlata

I suoni e la grafia Le vocali Le consonanti Le semiconsonanti e le semivocali La divisione in


sillabe L'accento L'elisione Il troncamento Le maiuscole La punteggiatura

Andare Bere Dare Dire Dovere Fare Morire Piacere Potere Sapere Scegliere 1Stare Tenere Tradurre Uscire Vedere Venire Volere
Indice analitico-glossario.............................................................................................................. 188

a La frase

1. Vieni dom ani ai cinem a?

2. La sera, s e non troppo stanco, Paolo va al cinema.


La f r a s e un'unit autonom a della com unicazione ch e ha un senso, ed di soli
to form ata da pi parole ( 1 ,2 ).

La frase semplice
1. Antonio va a casa.

2. Antonio non va a casa.


La struttura linguistica di b a se form ata d a un a f r a s e se m p lice o proposizio
ne sem p lice (1, 2).
Le frasi sem plici possono e sse re dei s eg u enti tipi.
Frasi e n u n cia tiv e : contengon o u n a sem plice enunciazione, cio una d ichia
razione o una descrizione; non han no una in tonazione particolare e si distin
guon o in en u n c ia tiv e a ffe rm a tiv e (1) e e n u n c ia tiv e n e g a tiv e (2).
F rasi in te r ro g a tiv e : pon g ono una d om anda; n ella lingua parlata son o carat
terizzate da una in tonazione a scen d en te (l'intonazione sale sull'ultim a parola),
nella scrittura son o caratterizzate dal punto interrogativo.
Le frasi interrogative son o spesso introd otte da avverbi, pronom i o aggettivi
interrogativi B : Quando va Antonio a casa?

O Nelle frasi interrogative il soggetto pu stare prima o dopo il predicato: Antonio va a


casa?/ Va a casa Antonio?

1. LA FRASE

Frasi e s cla m a tiv e : esprim ono un sen tim ento di sorpresa, am m irazione, indi
gnazione, volont; n ella lingua parlata son o caratterizzate da un'intonazione
discendente, nella scrittura son o caratterizzate dal punto esclam ativo.
Q ualsiasi frase enunciativa pu d iventare esclam ativa: Antonio va a casa!
L e frasi esclam ative son o sp esso introd otte da avverbi, pronom i o aggettivi
esclam ativi: Quanto m i dispiace!/ Com ' bella questa citt!
N ell'uso co rren te ci son o inoltre m olte particolari esp ressio ni esclam ative: Che
p eccato! / Quante storie! / C he meraviglia!, ecc.
Frasi vo litive: esprim ono un com and o, un d esiderio, un invito, u n 'esortazio
ne. Q ueste frasi possono esse re costruite in vario m odo. S p esso son o anch e fra
si esclam ative: Pensateci b en e. / Sbrigatevi!

La frase nucleare
S o g g e tto

P r e d ic a to

C o m p le m e n to

A ttrib u to

N om e, P r o n o m e

V erb o

N o m e , A v v erb io

A g g e ttiv o

1.

Piove.

2 . Io

parlo.

3 . te m s m m a ________ abbraccia

il bambino.

La fra s e n u c le a r e una fra se sem plice form ata solo dagli elem enti assolutam ente n ece ssa ri p er esp rim ere u n significato.
La frase n u cleare pu e sse re form ata:
- dal solo p red icato (Piove );
- dal p redicato e dal sog g etto [Io parlo.);
- dal predicato, dal sog g etto e da a lcuni com plem enti (La m am m a abbraccia il

bambino.).
Non sempre il soggetto di una frase viene espresso. Quando il soggetto rappresen
tato da un pronome personale normale non esprimerlo: Che cosa fai? Mangio.
O Soprattutto nella lingua parlata e nei titoli dei giornali si possono trovare delle frasi sen
za verbo, che si chiamano frasi nominali: Oggi sciopero dei metalmeccanici.

1. LA FRASE

L'espansione della frase nucleare


S o g g e tto

P r e d ic a to

C o m p le m e n to
d ir e tto

C o m p lem en to A ttrib u to
in d ire tto

1 . Pa olo

legge

un libro

di italiano.

2 . Io

parlo

a voce

bassa.

La frase nu cleare si pu e s p a n d e r e , cio arricch ire di altri elem enti, ch e dan


n o ulteriori inform azioni sul sog g etto e sul predicato. Le espansioni prendon o

il nom e di c o m p le m e n ti.
Il com plem en to ch e indica l'o g g etto dell'azione esp ressa dal v erbo si chiam a
co m p le m e n to d ir e tto o co m p le m e n to o g g e tto , ed l'unico com plem ento
ch e n o n introdotto d a una preposizione.
Tutti gli altri com plem enti si chiam ano co m p le m e n ti in d ire tti e son o in g en e
re introdotti da u n a preposizione S .

I com plem enti indiretti possono servire:


- a specificare
C o m p le m e n to d i s p e c if ic a z io n e : D ov' l'Uffcio d el turismo?
- ad indicare il d estinatario dell'azione
C o m p le m e n to di te r m in e : Ho regalato un b e l libro a Giorgio.
- ad indicare la collocazione nello spazio di un'azione o di un evento
C o m p le m e n ti d i lu o g o : Q uando venite a Siena?
- ad indicare la collocazione n el tem po di un'azione o di un evento
C o m p le m e n ti di te m p o : Vado al m are p e r d u e settimane.
- ad indicare il m odo in cui si svolge un'azione
C o m p le m e n to d i m odo: P eter studia l'italiano con im pegno.
- ad indicare il m ezzo c on cui si c om pie un'azione
C o m p le m e n to d i m e z z o : Vado a scuola in bicicletta.
- ad indicare la ca u sa p e r cui si com pie un'azione o avviene qualcosa
C o m p le m e n to di c a u s a : Non siam o potuti uscire p e r la pioggia.
- ad indicare la p ersona, l'anim ale o la c o sa ch e c om pie l'azione o che
resp onsabile di u n evento nella fra se passiva S
C o m p le m e n to d 'a g e n t e : Il con certo stato diretto da Riccardo Muti.

La frase complessa
1. Antonio va a casa e guarda la televisione.
2. Antonio va a casa quando ha finito di lavorare.
Pi frasi o proposizioni collegate fra loro form ano la f r a s e c o m p le ss a o p e rio
d o (1 ,2 ).
N ella frase com plessa c ' s e m p r e un a p roposizione autonom a dal punto di
vista gram m aticale e talvolta anch e dal punto d iv ista del significato: ha, d a sola,
un sen so nella com unicazione. N ella fra se com plessa la proposizione autonom a
si chiam a p r in c ip a le oppu re r e g g e n t e o in d ip e n d e n te ; le a ltre proposizioni,
collegate alla principale, s i chiam ano s e c o n d a r ie o d ip en d en ti.
N ella frase com plessa le proposizioni possono e s s e r e tu tte a u to n o m e e sta
re sullo stesso pian o della principale: in qu esto c a so le proposizioni so n o c o o r
d in a te (1).
N ella frase com p lessa le proposizioni possono n o n e s s e r e a u to n o m e dalla
principale: in qu esto ca so la proposizione p rincipale la reg g en te e le p roposi
zioni ch e da e ssa dipendono so n o secon d arie s u b o r d in a te (2).
- D ue o pi proposizioni subord inate possono e sse re coordinate fra loro: Ieri

non son o uscita p e rch faceva fredd o e p erch non mi sentivo ben e.
Una proposizione pu essere subordinata rispetto alla principale, ma essere a sua
volta reggente rispetto ad unaltra subordinata: Antonio non sa se andr a casa

quando ha finito di lavorare.

I verbi: modi, tempi,


persone, forma, aspetto

S o g g e tto

P r e d ic a to

C o m p le m e n to

A ttr ib u to

P ro p o s iz io n e
s e c o n d a ria

P iov e.

1.
2. Antonio

p artito.

3 . Io

vivo

a Milano.

4 . Maria

h a vinto

un prem io.

5. Elena

6.

S p ero

simpatica.______________________
c h e tu stia ben e.

Il v e rb o l'elem ento fondam entale d ella frase. A ttorno ad e sso si organizzano


i vari e lem enti della fra se stessa. U na frase p ertanto c ontien e sem p re u n v erbo,
esp resso o sottinteso. A nche nelle frasi del tipo Oggi sciopero d ei m etalm ecca
nici, che si chiam ano f r a s i n o m in a li S , c ' un v erbo n on e spresso.
Il v erbo pu e sse re usato da solo (1), o c on il so g g etto (2), o pu e sse re seguito
da u n com plem en to ( 3 ,4 ), o da un a ttributo (5), o d a una proposizione su bordi
nata (6).
Il v erb o con tien e m olte inform azioni riferite alle nozioni di m o d o , tem p o , p e r
so n a , fo rm a , a s p e tto .

I modi
1. Luigi p a r la il francese.
2 . C redo ch e Luigi p a r li il francese.
3. P a r la te a voce pi bassa, p e r favore!
4 . Luigi ha im parato il fran cese p a r la n d o con la sua am ica Corinne.
Il m o d o d ei v e r b i perm ette di p resentare l'azione com e un fatto c erto (1) o un

12

2. I VERBI: MODI, TEMPI, PERSONE, FORMA, ASPETTO

fatto possibile (2), o u n ord ine (3), ecc. e di esp rim ere differenti rapporti di
com unicazione c o n chi ascolta.
I modi del v erbo son o sette e si distinguono in modi finiti ( 1 ,2 ,3 ) e modi indefi
niti (4).
- 1 modi fin iti han no form e diverse p er i diversi tem pi e le d iverse persone e
sono: in d ica tiv o , c o n g iu n tiv o , co n d iz io n a le , im p e ra tiv o .
- 1 modi in d efin iti han no un a sola form a p er tu tte le p erson e e sono: infinito,
p a rticip io , g e r u n d io (4).

I tempi
1. S m am m a, ven go subito!
2 . No, ieri non ho visto Marco.
3 . Che bellezza! Domani arriver Gianni.
Il te m p o d e i v e rb i ind ica la posizione, n el tem po, di azioni, eventi e situazioni
rispetto al m o m en to in cui si parla. La relazione di tem p o pu e sse re di c o n te m
p o r a n e it (1), a n te r i o r i t (2), p o s t e r i o r i t (3).
La contem poran eit si esprim e con il tem po p r e s e n te (1), l'anteriorit c o n i
tem pi p a s s a ti (2), la p osteriorit c o n i tem pi fu tu ri (3).
D al p unto di v ista della form a, il tem po pu esse re se m p lice , cio form ato da
una sola p arola ( 1 ,3 ) , o c o m p o s to , qu and o form ato dal participio passato di
un v erbo unito ai v erbi ausiliari essere o avere (2).

I Uso dei modi e dei tempi


L'indicativo
1. Non mangio p e r c h n on .ho* fame.
Lin d ic a tiv o si u sa p e r in d icare certezza, realt, com unicazione d iretta di qual
cosa. il m odo fond am entale d elle frasi sem plici o d elle proposizioni reggenti
(1) ed m olto frequen te a n ch e nelle proposizioni subordinate (!*)
L'indicativo h a otto tem pi: p re s e n te , im p e rfe tto , p a s s a to p ro s sim o , p ass a to
rem o to , t ra p a s s a to p ro ssim o , tr a p a s s a to re m o to , fu tu ro, futuro a n te rio re .
Il p r e s e n te indica un'azione o uno stato c ontem po ran ei rispetto al m om ento
in cui si parla: Oggi c' sciopero dei treni.

13

2. I VERBI: MODI, TEMPI, PERSONE, FORMA, ASPETTO

O II presente si usa spesso, e specialmente nella lingua parlata, al posto del futuro: Che

bellezza! La prossima settimana vacanza.


O II presente, specialmente nelle descrizioni e nei racconti, si pu usare al posto del
passato: Il 2 giugno 1946 gli Italiani, dopo tanti anni, tornano a votare.
L 'im p erfe tto indica un'azione o uno stato ch e si ripete o ch e ha una durata
nel passato: Quando.abitavo a Firenze, andavo sp esso al cinema.
- L'im perfetto e"il tem po tipico d elle d e s c r iz io n i riferite al p assato: Domenica

era una bella giornata, il cielo aveva un colore bellissim o, an che s e tirava ven
to e faceva piuttosto freddo.
"SE B *
- L'im perfetto si u sa n e i g io c h i e nel r acco n to dei s o g n i: H o sognato ch e anda

vo a vivere a Firenze.
' L1imperfetto si usa per esprimere un desiderio o richiesta cortese nel presente; in que
sto caso non ha valore di tempo passato, ma di modo: Buongiorno, cercavo Rosan
na Parodi.

0 Nella lingua parlata limperfetto si usa spesso nel periodo ipotetico S della possibi
lit: S e credevo che ti preoccupavi tanto, non ti raccontavo queste cose.

Il p a s s a to p r o s s im o un tem po com posto c h e si form a c on il presente d el


l'ausiliare (essere o avere ) e il participio passato del v erbo. Indica un'azione o
uno stato ch e gi avvenuto, m a ch e, in g en ere, h a qu alche relazione con il p re
sente: Stamattina Maria non andata a scuola, p e r c h si sentiva male.
- II passato prossim o talvolta non ha il valore di un v ero e p roprio tem po p assa
to, m a indica un'azione o uno stato anteriore rispetto al p resen te o rispetto al
futuro: Vengo subito: h o quasi finito di prepararm i.

O II passato prossimo si usa moltissimo nella lingua parlata, specialmente nelle regioni
del Nord e del Centro, in cui (esclusa la Toscana) luso del passato remoto praticamente scomparso: Mi piacerebbe molto rivedere Fabrizio, lultima volta lho visto a

Milano dieci anni fa.


Il p a s s a to r e m o to indica un'azione o uno stato ch e sem pre anteriore
rispetto a chi parla e ch e, in g en ere, non ha nessuna relazione con il presente:

Dante Alighieri n acqu e a Firenze nel 1265.


O II passato remoto si usa ancora molto nella lingua scritta. di uso normale non solo
nella prosa storica e biografica, ma anche in quella narrativa: Tra il 1967 e il 1968 si
svilupp in Italia la contestazione studentesca.
O II passato remoto si usa ancora nella lingua parlata solo in Toscana e nelle regioni del
Sud. Si usa anche per indicare fatti e situazioni di un passato recente, ma non per
quelli riguardanti le 24 ore della giornata in cui si parla: La scorsa settimana a Firenze

vidi Fabrizio. Ti ricordi di lui?

2. I VERBI: MODI, TEMPI, PERSONE, FORMA, ASPETTO

Il tr a p a s s a t o p ro s s im o un tem po com posto che si form a con l'im perfetto


dell'ausiliare (essere o avere) e il participio p assato del v erbo. Indica un'azione
o uno stato del passato, a nteriore ad un a ltro fatto passato: Ricordo ch e una vol

ta piansi m olto p e r c h la m aestra mi aveva rim proverato.


Il tr a p a s s a t o re m o to un tem po com posto che si form a con il passato rem o
to d ell'ausiliare (essere o avere) e il p articipio p assato del v erbo. A nch 'esso indi
ca un'azione o uno stato del passato, anteriore ad un altro fatto passato: Solo
quando il treno fu partito mi ricordai ch e non avevo convalidato il biglietto.
i II trapassato remoto ha ormai un uso molto raro, e limitato alle proposizioni tempora
li: Appena e b b e visto la casa, decise di rimanere.
Il fu tu ro indica un'azione o u no stato c h e deve a n cora realizzarsi: A rriv ere

m o a Varsavia nel prim o pom eriggio.


II futuro si pu usare per dare un comando: Per punizione, resterete a casa.
Il futuro si pu usare per presentare un fatto in forma di dubbio, di supposizione, di
incertezza. In questo caso il futuro non ha il valore di tempo, ma di modo: Quanti stu
denti ci sono al corso di italiano? Saranno pi di cento.
11 fu tu ro a n te r io r e un tem po com posto che si form a c on il futuro dell'ausi
liare (essere o avere) e il participio p assato del v erbo. Indica un'azione o u no sta
to del futuro, anteriore ad un altro fatto futuro: Ti chiam erem o appena sarem o

arrivate a Varsavia.
O Nella lingua italiana non obbligatorio segnalare lanteriorit nel futuro e di solito si
usa il futuro semplice o il presente 2 per indicare tutte e due le azioni: 77chiamere
m o appena arriveremo a Varsavia. / Ti chiamiamo appena arriviamo a Varsavia.
Come il futuro semplice, anche il futuro anteriore si pu usare per presentare un fat
to in forma di dubbio, di supposizione, di incertezza: A che ora siete tornati? Tardi:

saranno state le due.

Il congiuntivo
1.
2.
3.
4.

Mi p are ch e il tuo com portam ento non sia stato tanto giusto.
Non m i im porta pi niente di L eo: faccia pu re ci c h e vuole.
Nessuno di noi credeva ch e Tiziana fo sse cos egoista.
S e Giorgio non a vesse sprecato tanti soldi, oggi non av reb b e problem i.

Il c o n g iu n tiv o si u sa p er in d icare possibilit, d esid erio, tim ore, com unicazio


ne di q u alcosa c h e sottop osto al giudizio p ersonale. V iene usato soprattutto
in proposizioni su b ord inate, dipendenti d a v erbi ch e in d icano opinioni o s e n
tim enti sogg ettiv i (1, 3). N elle proposizioni ind ipendenti si u sa nelle in terro
gative dubitative e n elle v olitive (2).
15

2 . 1VERBI: MODI, TEMPI, PERSONE, FORMA, ASPETTO

Il cong iuntiv o ha qu attro tem pi: p r e s e n t e (2), im p e rfe tto (3), p a s s a t o (1) e
t r a p a s s a t o (4).
N elle proposizioni indipendenti si usano:
- i due tem pi sem plici, p r e s e n t e e im p e r f e tto , qu and o ci si riferisce al p re
sen te.
- i due tem pi com posti, p a s s a to e t r a p a s s a to , qu ando ci si riferisce al passato.
Nelle proposizioni subord inate il tem p o del congiuntivo condizionato dal
tem po della proposizione reg gente. Si veda p er qu esto il capitolo sui m odi e i
tem pi nelle proposizioni subord inate Q .

Il condizionale
1 . Vorrei un caff, p e r favore.
2 . Per fortuna Stefano non partito, pe r c h non ne sarei stata contenta.
Il co n d izio n a le si usa p er indicare un desiderio o una possibilit legati a delle
condizioni, m a anch e p er attenuare un a richiesta o p er fare una richiesta in m odo
cortese. Si u sa in m olte proposizioni indipendenti (1) e in diversi tipi di proposi
zioni subordinate (2).
Il condizionale h a due tem pi: p r e s e n t e (o condizionale sem plice) (1) e p a s s a to
(o condizionale com posto) (2).
In g en ere si usa il condizionale p resen te p er esp rim ere un desiderio, u n 'even
tualit, e cc. nel p resen te e il condizionale passato per esp rim ere le stesse cose
riferite al passato.
t li condizionale passato serve anche ad esprimere unidea di futuro da una prospetti
va passata: Dopo l'esperienza dell'ultima guerra la gente pensava che l'Italia sareb

b e stata unita nella lotta perla pace.

L'imperativo
1 . Vieni qui, ti prego.
2. Si accom odi signora, l'avvocato viene subito.
L 'im p erativ o si usa p er ind icare la com unicazione di un o rdine, un invito, una
preghiera, e cc.
L'imperativo ha solo il tem po p r e s e n te e s i pu u sare solo in proposizioni indipendenti (1, 2). L'im perativo n o n h a la l a persona. N ell'im perativo negativo, la
2a p erson a sostitu ita dallin finito: Non p e r d e r e tanto tem po, Emanuele!

16

2 . 1VERBI: MODI, TEMPI. PERSONE, FORMA, ASPETTO

L'infinito
1. Vi ringrazio di e s se re venuti.
2. Accom odatevi, intanto io continuo a scrivere.
3 . M o d era re la velocit.
L'infinito indica un'azione o uno stato in modo g en erico, senza indicazione di
persona.
L'infinito si usa:
- nella form a im plicita di m olte proposizioni subord inate 2 ( 1).
- in dipendenza d a un v erbo servile o fraseolog ico 2 (2).
- neg li avvisi, cartelli stradali e n ei testi di istruzioni p er com unicare un invito o
un ordine (3).
L'infinito ha due tem pi: p r e s e n te (2, 3 ) e p a s s a to (1). Il p assato un tem po
com posto.
Nelle subordinate si u sa l'infinito p r e s e n te per indicare un fatto contem pora
neo o posteriore: Dovete impegnarvi p e r avere migliori risultati. Si usa l'infinito
p a s s a to per indicare un fatto anteriore: Mi dispiace di non essere stato presente.
0 L'infinito pu avere anche la funzione di nome: Non mi piace il tuo sparlare sempre

di tutti.

II participio
1 . La leg g e 104 riguarda i cittadini non udenti.
2. A Firenze c' una bella mostra di abiti del passato.
3 . C om e hai detto?N on h o capito niente.
4 . Passate le feste, dob biam o m etterci a dieta.
Il p a rtic ip io pu a vere sia la funzione di aggettivo (1) o nom e (2) ch e quella di
verbo (3, 4).
Il participio h a d ue tem pi: p r e s e n te (1) e p a s s a to (2, 3, 4).
Il participio p re s e n te , variabile n el num ero, si u sa soprattutto com e a g g etti
vo o com e nom e (1); si u sa raram ente com e verbo.
Il participio p a s s a to , v ariabile n el g en ere e nel num ero, si usa com e nom e (2)
e si usa m olto com e v erbo. Si usa p er form are i te m p i c o m p o s ti (3) di tutti i
v erbi e nella form a im plicita (4) di alcune subordinate.
9 Ricordiamo che il participio passato quando forma dei tempi composti con lausilia

re essere si accorda in genere e numero con il soggetto 2 : Ragazzi siete andati alla
lezione di italiano? Quando forma dei tempi composti con lausiliare avere non si

2. I VERBI: MODI, TEMPI, PERSONE. FORMA, ASPETTO

accorda con il soggetto, ma si accorda con il complemento oggetto quando il com


plemento oggetto davanti al verbo ed rappresentato da uno dei pronomi lo, la, li,

le: Monica, hai visto le fotocopie dei testi? - No, non le ho viste.

Il gerundio
1. Avendo finito il lavoro, mi riposo un po'.
2. Ciao Chiara, ch e fai? Se stai lavorando ti lascio subito.
3 . La situazione sem p re grave, m a va migliorando.
4 . 1 laureandi non seguono le lezioni.
Il g e ru n d io un m o d o usato soprattutto com e verbo (1, 2, 3), m a pu avere
anch e la funzione di nom e (4). sem p re strettam en te legato a un v erbo di modo
finito e indica u n fatto c h e si svolge in rapporto ad un altro indicato dalla p ro
posizione reggente.
Il gerundio h a due tem pi: p r e s e n te (2, 3, 4 ) e p a s s a to (1).
Il gerundio p r e s e n te pu indicare contem poraneit, p osteriorit o anteriori
t rispetto alla proposizione reggente.
- S i usa nella form a im plicita di m olte proposizioni subordinate e perci pu
avere v alore tem porale, causale, condizionale, e c c . (1).
- Si usa p er form are i verbi fraseologici S stare + g e ru n d io , dove indica un'azio
ne continuata (2) e andare + g e ru n d io , dove indica un'azione p rogressiva (3).
Il gerundio p a s s a to indica sem p re anteriorit rispetto alla proposizione r e g
gente.

O II gerundio passato si usa poco, e quasi esclusivamente nella lingua scritta: Galileo a
venticinque anni era gi molto famoso, avendo scoperto a diciannove anni le leggi
del pendolo.

B Le persone
1 . Dico sem pre quello ch e penso.
2. Che fate dom ani? Vi a n d reb b e di an dare al cinem a?
Tutti i modi finiti dei verbi hanno form e diverse che indicano a quale persona si fa
riferimento n el discorso. Siccom e le form e verbali sono in grado di segnalare da
sole la persona, l'uso dei pronom i personali com e soggetto E3 non obbligatorio
(1,

2 ).

Le p e rs o n e indicano se chi com pie l'azione, o colui di cui si indica lo stato, :


18

2. I VERBI: MODI, TEMPI, PERSONE, FORMA, ASPETTO

- il parlante (1 persona, io): Io non m angio m ai i dolci.


- l'interlocutore (2a persona, tu): C om e s e i elegante!
- una p ersona d iversa dal parlante e dall'interlocutore (3a persona, lui, lei, egli):

Laura ha due bambini bellissimi.


- un gruppo di due o pi persone di cui fa p arte a n ch e il p arlante (4 persona,

noi): Noi dom enica non siamo a casa: andiam o al m are.


- un g ruppo di due o pi p ersone di cui fa p arte a nch e l'interlocuto re (5a p erso
na, voi): Venite alla festa di Sandra?
- un gruppo di due o pi p erson e di cui n o n fann o parte n il parlante n l'inter
locu tore (6a persona, loro, essi, esse): Benedetta e Davide partono domani.

La forma
1 . Ecco, tLho finalmente scritto quella relazione ch e mi avevi chiesto.
2. Ma no! Questa lettera norT stata scritta da Giovanni.
3. Rossella una bella ragazza, m a si veste in m odo ridicolo.
La f o r m a del v erbo esprim e il rapporto del verbo stesso c on il soggetto e con
l'oggetto. La form a a ttiv a , quando il sog getto c h e com pie l'azione (1); p a s
s iv a quando n on il sogg etto ch e com pie l'azione (2); rifle s siv a quando il so g
getto com pie l'azione su se stesso, e quindi sogg etto e oggetto coincidono. La
form a passiva e quella riflessiva si p ossono avere solo c on i verbi tra n s itiv i E3.

L'aspetto
1 . Ieri, m entre i ragazzi erano a scuola, ho pulito* il giardino.
2 . S, Alessia studia ingegneria, m a orm ai sta p e r laurearsi.
3 . Ieri sera mi sono addorm entato tardi, m a d op o ho dormito* benissimo.
11 v erbo, oltre ad esprim ere il m odo, il tem po, ecc. esprim e an ch e l'aspetto di
un'azione o di un evento, cio i concetti di d u r a t a (1), m o m e n ta n e it , r ip e ti
tiv it, c o n tin u it (3*), in iz io (3), im m in e n z a (2), c o n c lu s io n e (1*). L e infor
mazioni sull'aspetto po sso n o e sse re indicate:
~ con i tem pi del verbo 2 (1 ,1 * );
- c on i v erbi fraseologici E! (2);
- con il lessico: il v erb o addorm entarsi, ad esem pio, indica l'inizio dell'azione (3),
m entre dorm ire indica l'azione continuata (3*).

B I tipi dei verbi

Verbi predicativi e verbi copulativi


1. Oggi abbiamo mangiato una pastasciutta a casa di Eena.

2. Questa pastasciutta squisita.


3 . Il nuovo direttore sem bra una persona intelligente.
S i chiam ano p re d ic a tiv i tutti i verbi (son o la g rand e m aggioranza) ch e esp ri
m ono un s en so com piuto: possono e sse re usati d a soli, possono esse re seguiti
da un com plem ento, ecc. (1).
Si chiam ano co p u la tiv i i v erbi ch e, com e il verbo essere, han no un significato
gen erico e servono a colleg are il sogg etto a un no m e o a un aggettivo ( 2 ,3 ). Tra
i verbi copulativi, altre ad essere, ricordiam o: sem brare, parere, divenire, ecc.
M en tre i v erbi copulativi possono e sse re uniti ad un aggettivo, i verbi pred ica
tivi possono e sse re uniti ad un avverbio S :

Oggi abbiam o m angiato b en e: la pastasciutta era squisita!

Verbi transitivi e intransitivi


P r e d ic a to

C om p lem . d ire tto

1. Gli studenti

S o g g e tto

studiano

la grammatica.

2. Gli studenti

vanno

C om plem . in d iretto

a scuola.

Si chiam ano tra n s itiv i i v erbi ch e possono avere u n c o m p le m e n to d ir e t to (o


com plem en to og g etto) (1).
Si chiam ano in tra n s itiv i i v erbi ch e n o n p ossono avere un com plem en to
diretto (2).
Son o gen eralm ente intransitivi i v erbi ch e indicano m ovim ento (andare, veni
re, partire, ecc.), i verbi c h e indicano uno stato o u n cam biam ento d ella p erso-

20

3. I TIPI DEI VERBI

na (guarire, arrossire, invecchiare, m orire, ecc.), i v erbi pronom inali 2 [vergo


gnarsi, pentirsi, annoiarsi, ecc.) e altri.
N ell'uso alcuni v erbi intransitivi p ossono esse re usati com e transitivi e alcuni
transitivi com e intransitivi: un bravo politico, cred o ch e s a lir m olto in alto (uso
intransitivo). / Ogni giorno s a lg o 60 scalini p e r an dare in casa (uso transitivo).
1 verbi transitivi form ano i tem pi com posti con l'ausiliare S av ere: Gli studen

ti h a n n o s tu d ia to la grammatica.
Tra i v erbi intransitivi alcuni form ano i tem pi com posti c o n avere: Domenica
scorsa a b b ia m o p a s s e g g ia t o nel bosco; altri li form an o con essere: Gli studen

ti s o n o an d ati a scuola.
I verbi come sa/ire, che si usano sia come intransitivi che come transitivi, formano i
tempi composti con diverso ausiliare: essere per luso intransitivo, avere per luso
transitivo: Era un bravo politico ed giusto che sia salito in alto. /Sono stanca, oggi

ho salito e sceso le scale venti volte.

Verbi ausiliari
1 . Ieri sera sono andata a casa di R iccardo: abbiamo mangiato una pizza e dopo

abbiamo ascoltato un po' di musica.


I verbi a u s ilia r i, con i quali si form ano i tem pi com posti di tutti i verbi, son o

avere ed e s s e re (1). Per form are i tem pi com posti, si unisce al v erbo ausiliare
il participio p assato S del v erbo c h e v ogliam o usare.
Il v erbo a v e re l'ausiliare con cui s i form ano i tem pi com posti:
- di tu tti i v erbi transitivi: Abbiam o mangiato una pizza.
- di alcuni v erbi intransitivi: Questa notte ho dormito p roprio ben e.
- di se stesso: Alla fine Em anuele ha avuto ragione.
Il v erbo e s s e re l'ausiliare c o n cui si form an o i tem pi com posti:
- della m ag g ior parte dei verbi intransitivi: Scusami, m a il treno arrivato in

ritardo.
- di quasi tutti i v erbi im personali E : A tutti sem brato ingiusto il tuo com por

tamento.
~ dei verbi pronom inali S : Non mi ero accorto che questa chiesa fosse cos bella.
- dei v erbi di form a riflessiva S : Questa mattina, ragazzi, vi siete lavati troppo
in fretta.

3. I TIPI DEI VERBI

- dei v erbi di form a passiva S : L e leggi sono approvate dal Parlamento.


- di se stesso: Mi dispiace, m a stata lei c h e si m essa nei guai.
Nelluso, per sapere quale ausiliare richiede un verbo intransitivo pu essere utile
ricordare quanto segue.
I verbi di movimento hanno l'ausiliare essere se indicano spostamento da un luogo
ad un altro, hanno l'ausiliare avere se indicano un movimento vero e proprio. Anche
quei verbi di movimento che possono essere utilizzati con un doppio significato
assumono ausiliari diversi secondo il significato: Appena ho saputo la notizia, sono

corso a casa. /H o corso quanto ho potuto, ma il treno era gi partito.


I verbi che indicano uno stato, un modo di essere, una condizione hanno quasi sem
pre lausiliare essere: Il bambino di Anna Maria nato il 2 di agosto. / Domani
riprendo il lavoro, ma ancora non sono guarita.
I verbi impersonali che indicano fenomeni atmosferici e altri verbi come vvere, vola
re, ecc. possono avere sia lausiliare essere sia lausiliare avere, segnando talvolta
qualche leggera differenza di significato: Nella scorsa primavera piovuto molto. /
Le gare di sci sono state sospese perch ha nevicato tutta la notte. / 1miei nonni
sono vissuti fino a quasi novantanni. / Conosco bene Firenze, perch ci ho vissu
to 4 anni.

Verbi servili
1 . Oggi siam o soli: i bam bini sono voluti an dare dalla nonna.
2. Mi p uo i telefonare dom ani verso le otto?
3 . Aspettami, d evo parlarti di quel problema.
I verbi serv ili (o m odali) servono da "ap p og gio" ad altri verbi. Indicano una
particolare m odalit (possibilit, volont, necessit) del verbo ch e li segue. S on o
verbi servili potere, volere, d ov ere (1, 2 , 3).
Ha le stesse caratteristiche dei verbi servili anche sapere, ma solo quando ha il signi
ficato di "essere capace": Il ragazzo di Anna Maria sa suonare molto bene il flauto.
I v erbi servili h an no le segu enti caratteristiche.
- R eggon o d irettam ente, senza alcuna preposizione, l'infinito di un altro verbo
(1, 2, 3)
- Nel caso in cui siano usati con i pronom i atoni 8 , qu esti p ossono stare davan
ti al v erbo servile (2) o d opo l'infinito (3).
- H anno di solito lo stesso ausiliare del verbo c h e reg gono (1).
G Se linfinito che segue il verbo servile essere, lausiliare del verbo servile avere:

Avresti potuto essere pi gentile!


S e linfinito che segue il verbo servile passivo, lausiliare del verbo servile avere:
stato lui che ha voluto essere nominato vicepresidente: adesso non deve lamentarsi.
22

3. I TIPI DEI VERBI

Dal punto di vista del significato, p o t e r e e d o v e r e assu m ono d iversi valori.


P o te r e indica:
- la valutazione di u n fatto c onsid erato com e possibile: P o s s o an che aver fatto
questa afferm azione, m a non io ricordo (= F orse ho fa tto ... ).
- un p erm esso: P o s s o uscire?
- una capacit: Quest'anno p o s s ia m o vincere i cam pionati del mondo.
- una form a di cortesia. P o tr e s ti farm i un favore?
D o v e r e indica:
- la valutazione di un fatto c onsid erato com e probabile: D ev e essere su ccesso
un incidente (= F o rse su ccesso ...).
- un obbligo, una n ecessit: S e vuoi m igliorare la tua posizione, d e v i darti da

fare.

Verbi fraseologici
1 . Sonia stata sul punto di lasciare su o marito, m a p o i non l'ha fatto.
2. Prendo il caff e d op o mi metto a studiare.
I verbi f ra s e o lo g ic i son o a n ch e detti a s p e ttu a li, p erch quando so n o usati
davanti ad un altro v erbo (all'infinito o al gerundio) indicano u n particolare
aspetto S dell'azione. S i tratta di verbi com e stare, com inciare, continuare, fini
re e cc. usati sp esso in esp ressio ni (locuzioni) com p oste da pi elem enti c h e si
trov ano in un ord ine fisso (1, 2).
Le costruzioni v erbali pi usate per esp rim ere l'aspetto so n o le seguenti.
- P er indicare l'im m in e n z a di un'azione: stare per, essere l per, es s e r e l l per,
essere sul punto di, e ssere in procinto di, ecc. (1).
- Per in dicare l'in izio di un'azione: com inciare a, iniziare a, m ettersi a, ecc. (2).
- Per in dicare lo s v o lg im e n to di un'azione: stare + gerundio: pericoloso sali

re sul treno m entre sta partendo.


- P er indicare la p r o g r e s s i o n e di un'azione: an dare + gerundio: La situazione

in Bosnia ancora grave, m a va migliorando


- Per indicare la c o n tin u it di un'azione: continuare a, seguitare a, insistere a, ecc.:
S e continuerete a studiare cos ben e, avrete certam ente dei buoni risultati.
- P er indicare la c o n c lu s io n e , la fine di un'azione: finire di, cessare di, sm ettere
di, ecc.: Perch non sm ettete di dire m ale dei colleghi?
j Poich la costruzione stare + gerundio indica unazione che si sta svolgendo, il tem
po che si usa per il passato sempre limperfetto 2 : 77ho visto molto distratto, non
so a che cosa stavi pensando.

3. I TIPI DEI VERBI

Tutti i v erbi fraseologici, oltre ad avere funzione aspettuale, han no a n ch e un


loro sign ificato predicativo autonom o. I v erbi com inciare, finire e i loro sin oni
mi, ad esem pio, oltre c h e com e fraseolog ici p ossono e sse re usati com e n o rm a
li verbi, sia con funzione transitiva che c on funzione intransitiva.
Mario non h a i ancora fin ito d i lavorare? (funzione aspettuale).
Mario h a i finalmente fin ito i compiti di m atem atica ? (funzione predicativa tran si
tiva).
Mario in vacanza: le lezioni s o n o fin ite due giorni fa (funzione predicativa
in transitiva).
Son o tipi p articolari di v erbi fra seo lo g ici a nch e f a r e e la s c ia r e seguiti da un
infinito. Indicano c h e il sog getto provoca l'azione, oppure ch e il sog g etto p e r
m ette c h e si realizzi, m a di fatto n on la com pie: Quando il p rofessore si com por

ta cos ci fa ridere. /M am m a ci la s c i giocare ancora un po'?


O Con smettere e anche con finire, quando sinonimo di smettere, soprattutto nella lin
gua parlata e nelle espressioni imperative ed esclamative, si usa spesso il pronome

la con la funzione generica di indicare quello che uno sta facendo e che dovrebbe
smettere di fare: Ragazzi smettetela! Il pronome la si usa tuttavia anche quando nel
la frase viene espresso ci che deve finire: Ragazzi, smettetela di gridare! /Perch
non la finiamo di comportarci da bambini?

El La coniugazione dei verbi:


i verbi ausiliari

La co n iu g a z io n e di u n v erbo l'insiem e ordinato d elle v arie fo rm e ch e un


verbo pu a ssu m ere p er in d icare il m o d o , il te m p o , la p e r s o n a , la f o r m a (atti
va, p assiva o riflessiva) e, per q u anto riguarda i tem pi com posti con l'ausiliare
essere, a n ch e il g e n e r e d el s o g g e tto .
Dalla form a v erbale son o andate, ad esem pio, ricaviam o c h e si tratta di m odo
indicativo, tem po p assato prossim o, 6a persona, form a attiva, sog g etto fem
minile.
Altri elem enti invece, co m e la funzione transitiva/intransitiva, l'aspetto, ecc.
non son o esp ressi d alla form a c h e possono a ssu m ere i sin goli elem enti v erba
li, e non si possono perci ricavare da essa.
In un verbo p ossiam o r ico n o sce re i seg u en ti elem enti.
a) La r a d ic e , c h e contien e l'inform azione relativa al significato: ad esem pio
am - in am are o gioc- in giocare.
b) La v o ca le te m a tic a c h e nell'infinito e in altre form e distingue le tre coniu
gazioni: -a - per la prim a coniugazione (iav-a-re), -e - p er la secon d a ( tem -ere), -i- p er la terza (sent-i-re ).
c) La d e sin e n z a che con tien e le inform azioni relative al m odo, tem p o e p erso
na: ad esem pio: -re in am a-re (desinenza dell'infinito presente), -vo in
am a-vo (desinenza dell'indicativo im perfetto).
Le coniugazioni (o flessioni) dei due verbi ausiliari, e sse re e avere, son o del
tutto anom ale rispetto agli altri v erbi d ella lingua italiana.

4. LA CONIUGAZIONE DEI VERBI: I VERBI AUSILIARI

L a c o n iu g a z io n e d i e s s e r e
Il v erbo e s s e r e si usa:
- com e ausiliare: Volevo dirti ch e non s o n o partito p e r Genova.
- com e copulativo: Genova una bella citt.
- com e predicativo n ei significati di trovarsi o su ccedere, spesso usato con il
pronom e ci 2 : D ove s e i, da d ov e chiami? - C he c'? su ccesso qualcosa?
Indicativo

io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

Presente
sono
sei

siamo
siete
sono
Passato remoto
fui
fosti
fu
fummo
foste
furono

che io
che tu
che egli/lei/lui
che noi
che voi
che essi/esse/loro

Presente
sia
sia
sia
siamo
siate
siano

io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

Passato prossimo
sono stato/a
sei stato/a
stato/a
siamo stati/e
siete stati/e
sono stati/e
Trapassato remoto
fui stato/a
fosti stato/a
fu stato/a
fummo stati/e
foste stati/e
furono stati/e

Imperfetto
ero
eri
era
eravamo
eravate
erano
Futuro semplice
sar
sarai
sar
saremo
sarete
saranno

Trapassato prossimo
ero stato/a
eri stato/a
era stato/a
eravamo stati/e
eravate stati/e
erano stati/e
Futuro anteriore
sar stato/a
sarai stato/a
sar stato/a
saremo stati/e
sarete stati/e
saranno stati/e

Passato
sia stato/a
sia stato/a
sia stato/a
siamo stati/e
siate stati/e
siano stati/e

Imperfetto
fossi
fossi
fosse
fossimo
foste
fossero

Trapassato
fossi stato/a
fossi stato/a
fosse stato/a
fossimo stati/e
foste stati/e
fossero stati/e
Imperativo

Congiuntivo

Condizionale
io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

Presente
sarei
saresti
sarebbe
saremmo
sareste
sarebbero

Infinito
Presente
essere

Passato
sarei stato/a
saresti stato/a
sarebbe stato/a
saremmo stati/e
sareste stati/e
sarebbero stati/e
Participio

Passato
essere stato

Presente
-

Presente
~~
sii
sia
siamo
siate
siano
Gerundio

Passato
stato

Presente
essendo

Passato
essendo stato

4 . LA CONIUGAZIONE DEI VERBI:

I VERBI AUSILIARI

La coniugazione di avere
Il v erbo a v e r e si usa:
- com e ausiliare: Quello c h e h a i fatto non m i piace.
- com e predicativo nel sign ificato di possed ere: Antonio h a una bella casa.
- com e predicativo p er ind icare una sen sazione ch e si prova: Che hai? - Non

m i sento ben e, h o un trem endo m al di testa.


Indicativo
Presente
ho
hai
ha
abbiamo
avete
hanno
Passato remoto
ebbi
avesti
ebbe
avemmo
aveste
ebbero

io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro
io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

Passato prossimo
ho avuto
hai avuto
ha avuto
abbiamo avuto
avete avuto
hanno avuto
Trapassato remoto
ebbi avuto
avesti avuto
ebbe avuto
avemmo avuto
aveste avuto
ebbero avuto

Imperfetto
avevo
avevi
aveva
avevamo
avevate
avevano
Futuro semplice
avr
avrai
avr
avremo
avrete
avranno

Trapassato prossimo
avevo avuto
avevi avuto
aveva avuto
avevamo avuto
avevate avuto
avevano avuto
Futuro anteriore
avr avuto
avrai avuto
avr avuto
avremo avuto
avrete avuto
avranno avuto

Passato
abbia avuto
abbia avuto
abbia avuto
abbiamo avuto
abbiate avuto
abbiano avuto

Imperfetto
avessi
avessi
avesse
avessimo
aveste
avessero

Trapassato
avessi avuto
avessi avuto
avesse avuto
avessimo avuto
aveste avuto
avessero avuto

Congiuntivo
che io
che tu
che egli/lei/lui
che noi
che voi
che essi/esse/loro

Presente
abbia
abbia
abbia
abbiamo
abbiate
abbiano

Imperativo

Condizionale
io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

Presente
avrei
avresti
avrebbe
avremmo
avreste
avrebbero

Participio

Infinito
Presente
avere

Presente
abbi
abbia
abbiamo
abbiate
abbiano

Passato
avrei avuto
avresti avuto
avrebbe avuto
avremmo avuto
avreste avuto
avrebbero avuto

Passato
avere avuto

Presente
avente

Gerundio
Passato
avuto

Presente
avendo

Passato
avendo avuto

EH La coniugazione dei verbi:


i verbi regolari e irregolari

I verbi regolari
Si dicono v erbi r e g o la r i quelli c h e in tu tta la coniugazione n o n c am bian o mai
la radice e conserv ano lo stesso m od ello di desinenze p er i diversi modi, tem pi
e persone.
I v erbi regolari son o raggruppati in tre tipi di coniugazioni: prim a con iu ga
zione -a r e [lavare), secon d a coniugazione - e r e (temere), terza coniugazione

-ire (sentire).
D elle tre coniugazioni, quella a n cora produttiva gen eralm ente la prim a. I
nuovi v erbi c h e entran o a fa r p arte del v ocabolario della lingua italiana a ppar
ten gono al gruppo di lavare: allunare, lottizzare, cliccare ecc.
N ella terza coniugazione c i son o d ei verbi, co m e finire, c h e prend on o il suffis
so -is c , in serito fra rad ice e desinenza, nella p rim a, secon d a, terza e sesta p er
son a dell'indicativo e del congiuntivo p resenti, e nella secon d a, terza e sesta
persona d ell'im perativo.
I v erbi che si coniug ano secon d o il m odello di finire son o circa 500.
Tra quelli com presi nel V ocabolario di b a se S ricordiam o: abolire, agire, ap

profondire, arricchire, arrossire, capire, chiarire, colpire, costruire, custodire,


diminuire, distribuire, esaurire, favorire, finire, fiorire, garantire, gradire, guari
re, impaurire, impazzire , im pedire, inserire, istruire, proibire, pulire, punire, riu
nire, spedire, stupire, subire, ubbidire, unire.
28

5. LA CONIUGAZIONE DEI VERBI: I VERBI REGOLARI E IRREGOLARI

La prima coniugazione: lavare


Indicativo
Presente
lavo
lavi
lava
laviamo
lavate
lavano
Passato remoto
lavai
lavasti
lav
lavammo
lavaste
lavarono

io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/ioro
io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

Passato prossimo
ho lavato
hai lavato
ha lavato
abbiamo lavato
avete lavato
hanno lavato
Trapassato remoto
ebbi lavato
avesti lavato
ebbe lavato
avemmo lavato
aveste lavato
ebbero lavato

Imperfetto
lavavo
lavavi
lavava
lavavamo
lavavate
lavavano
Futuro semplice
laver
laverai
laver
laveremo
laverete
laveranno

Trapassato prossimo
avevo lavato
avevi lavato
aveva lavato
avevamo lavato
avevate lavato
avevano lavato
Futuro anteriore
avr lavato
avrai lavato
avr lavato
avremo lavato
avrete lavato
avranno lavato

Passato
abbia lavato
abbia lavato
abbia lavato
abbiamo lavato
abbiate lavato
abbiano lavato

Imperfetto
lavassi
lavassi
lavasse
lavassimo
lavaste
lavassero

Trapassato
avessi lavato
avessi lavato
avesse lavato
avessimo lavato
aveste lavato
avessero lavato

Congiuntivo
che io
che tu
che egli/lei/lui
che noi
che voi
che essi/esse/loro

Presente
lavi
lavi
lavi
laviamo
laviate
lavino

io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

Presente
laverei
laveresti
laverebbe
laveremmo
lavereste
laverebbero

Condizionale

Infinito
Presente
avare

Imperativo
Passato
avrei lavato
avresti lavato
avrebbe lavato
avremmo lavato
avreste lavato
avrebbero lavato
Participio

Passato
avere lavato

Presente
lavante

Presente
T~
lava
lavi
laviamo
lavate
lavino
Gerundio

Passato
lavato

Presente
lavando

Passato
avendo lavato

l verbi che terminano in -care e -gare, come ad esempio mancare e negare, per conservare il suono duro di c e g prendono
ia consonante h davanti alle desinenze che cominciano pereor.Lalua compagnia m i mancher mollo. / Tuneghi anche di Iron
ie ai latti pi evidenti.
i verbi che terminano in -ciare e -giare, come ad esempio cominciare e mangiare, perdono la /del tema davanti alle desinen
te che cominciano per e o t. Domani cominceremo a studiare i verbi. /M a quanto mangi!
i verbi che terminano in -iare, come ad esempio inviare e studiare, conservano la /del tema anche davanti ad unaltra /della
desinenza se la /del presente indicativo tonica (accentata), perdono la /del tema davanti ad un'altra /della desinenza se la /del
oresente indicativo atona (non accentata): Signora, quando ha scritto quella lettera la inv ii al Rettore dell'universit. / Tu non
studi abbastanza: per questo gli esami ti vanno male.

29

5. LA CONIUGAZIONE DEI VERBI: I VERBI REGOLARI E IRREGOLARI

La seconda coniugazione: temere


Indicativo
Presente
temo
temi
teme
temiamo
temete
temono
Passato remotoi
temei (-etti)
temesti
tem (-ette)
tememmo
temeste
temerono (-ettero)

io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro
io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

Passato prossimo
ho temuto
hai temuto
ha temuto
abbiamo temuto
avete temuto
hanno temuto
Trapassato remoto
ebbi temuto
avesti temuto
ebbe temuto
avemmo temuto
aveste temuto
ebbero temuto

Imperfetto
temevo
temevi
temeva
temevamo
temevate
temevano
Futuro semplice
temer
temerai
temer
temeremo
temerete
temeranno

Trapassato prossimo
avevo temuto
avevi temuto
aveva temuto
avevamo temuto
avevate temuto
avevano temuto
Futuro anteriore
avr temuto
avrai temuto
avr temuto
avremo temuto
avrete temuto
avranno temuto

Passato
abbia temuto
abbia temuto
abbia temuto
abbiamo temuto
abbiate temuto
abbiano temuto

Imperfetto
temessi
temessi
temesse
temessimo
temeste
temessero

Trapassato
avessi temuto
avessi temuto
avesse temuto
avessimo temuto
aveste temuto
avessero temuto

Congiuntivo
che io
che tu
che egli/lei/lui
che noi
che voi
che essi/esse/loro

Presente
tema
tema
tema
temiamo
temiate
temano

Imperativo

Condizionale
io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

Presente
temerei
temeresti
temerebbe
temeremmo
temereste
temerebbero

Infinito
Presente
temere

Passato
avrei temuto
avresti temuto
avrebbe temuto
avremmo temuto
avreste temuto
avrebbero temuto

Gerundio

Participio
Passato
avere temuto

Presente
temente

Presente
temi
tema
temiamo
temete
temano

Passato
temuto

Presente
temendo

Passato
avendo temuto

Come si vede dalla coniugazione di temere, i verbi della seconda coniugazione, alla prima, terza e sesia persona del passato
remoto possono avere due (orme. Con I verbi che, come potere, hanno un tema che finisce In t, si preferisce tuttavia usare solo
la forma in -. Scusami, ma Ieri non ti potei proprio telefonare.
I verbi che terminano in -cere, come ad esempio vincere e crescere, cambiano il suono da dolce a duro davanti alle desinen
ze che cominciano per a e per o, ma mantengono il suono dolce, e quindi prendono una /, davanti alla desinenza del participio
passato, se hanno II participio passato in -i/fo; Anche se comprimolti biglietti della lotteria difficile che tu vinca il primo premio.
/ L erba del prato cresciuta cosi In fretta, perch nei giorni scorsi piovuto tanto.

5. LA CONIUGAZIONE DEI VERBI: I VERBI REGOLARI E IRREGOLARI

La

terza coniugazione: sentire


Indicativo

io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

Presente
sento
senti
sente
sentiamo
sentite
sentono
Passato remoto
sentii
sentisti
senti
sentimmo
sentiste
sentirono

clie io
che tu
che egli/lei/lui
che noi
che voi
che essi/esse/loro

Presente
senta
senta
senta
sentiamo
sentiate
sentano

io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

Presente
sentirei
sentiresti
sentirebbe
sentiremmo
sentireste
sentirebbero

lo
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

Passato prossimo
ho sentito
hai sentito
ha sentito
abbiamo sentito
avete sentito
hanno sentito
Trapassato remoto
ebbi sentito
avesti sentito
ebbe sentito
avemmo sentito
aveste sentito
ebbero sentito

Imperfetto
sentivo
sentivi
sentiva
sentivamo
sentivate
sentivano
Futuro semplice
sentir
sentirai
sentir
sentiremo
sentirete
sentiranno

Trapassato prossimo
avevo sentito
avevi sentito
aveva sentito
avevamo sentito
avevate sentito
avevano sentito
Futuro anteriore
avr sentito
avrai sentito
avr sentito
avremo sentito
avrete sentito
avranno sentito

Passato
abbia sentito
abbia sentito
abbia sentito
abbiamo sentito
abbiate sentito
abbiano sentito

imperfetto
sentissi
sentissi
sentisse
sentissimo
sentiste
sentissero

Trapassato
avessi sentito
avessi sentito
avesse sentito
avessimo sentito
aveste sentito
avessero sentito

Congiuntivo

Condizionale

Infinito
Presente
sentire

Imperativo
Passato
avrei sentito
avresti sentito
avrebbe sentito
avremmo sentito
avreste sentito
avrebbero sentito
Participio

Passato
avere sentito

Presente
sentente

Presente
-

senti
senta
sentiamo
sentite
sentano
Gerundio

Passato
sentite

Presente
sentendo

Passato
avendo sentito

31

5. LA CONIUGAZIONE DEI VERBI: I VERBI REGOLARI E IRREGOLARI


H M IM M B H H H a B n B n ta n H i

La terza coniugazione: finire


Indicativo
Presente
io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro
io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

Passato prossimo
finisco
finisci
finisce
finiamo
finite
finiscono
Passato remoto
finii
finisti
fin
finimmo
finiste
finirono

che io
che tu
che egli/lei/lui
che noi
che voi
che essi/esse/loro

Presente
finisca
finisca
finisca
finiamo
finiate
finiscano

io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

Presente
finirei
finiresti
finirebbe
finiremmo
finireste
finirebbero

Imperfetto
ho finito
hai finito
ha finito
abbiamo finito
avete finito
hanno finito
Trapassato remoto
eboi fi-ito
avesti finito
ebbe finito
avemmo finito
aveste finito
ebbero finito

Trapassato prossimo
finivo
avevo finito
finivi
avevi finito
finiva
aveva finito
finivamo
avevamo finito
finivate
avevate finito
finivano
avevano finito
Futuro semplice Futuro anteriore
finir
avr finito
finirai
avrai finito
finir
avr finito
finiremo
avremo finito
avrete finito
finirete
avranno finito
finiranno

Passato
abbia finito
abbia finito
abbia finito
abbiamo finito
abbiate finito
abbiano finito

Imperfetto
finissi
finissi
finisse
finissimo
finiste
finissero

Congiuntivo

Imperativo

Condizionale

Infinito
Presente
finire

Presente
finisci
finisca
finiamo
finite
finiscano

Passato
avrei finito
avresti finito
avrebbe finito
avremmo finito
avreste finito
avrebbero finito

Gerundio

Participio
Passato
avere finito

Trapassato
avessi finito
avessi finito
avesse finito
avessimo finito
aveste finito
avessero finito

Presente
finente

Passato
finito

Presente
finendo

Passato
avendo finito

5. LA CONIUGAZIONE DEI VERBI: I VERBI REGOLARI E IRREGOLARI


^i

1 verbi irregolari
Si dicon o verbi ir r e g o la r i quelli ch e non segu ono il m odello della con iu ga
zione a cui appartengono.
L'irregolarit di un v erbo pu riguard are sia la r a d ic e (an d-are: vad-o), sia la
d e s in e n z a (cad-ere: cad-di).
1 verbi irregolari della l a e della 3a coniugazione son o pochi, m entre son o assai
num erosi quelli della 2a coniugazione.
U na delle form e di uso frequen te pi vistosam ente irrego lare il p a rticip io
p a ss a to .
Alcuni verbi di uso com u ne ch e han no il participio p assato irrego lare son o i
seguenti:
->
aperto,

aprire:
chiedere:
chiudere:
coprire:
correre:
leggere:
m ettere:
offrire:
perdere:
prendere:
rispondere:

-*
-*

-*

scrivere:

->
->
->

soffrire:
spendere:
vivere:

->

-*
-*

chiesto,
chiuso,
coperto;
corso,
letto,
messo,
offerto,
perso /p erd u to ;
preso,
risposto,
scritto ;
sofferto,
speso-,
vissuto.

Le coniugazioni com plete dei v erbi irregolari di uso pi com une p ossono e sse
re consultate alla fin e d el volum e (pagine 170-187).

0 La coniugazione dei verbi:


la forma riflessiva
e la forma passiva

La forma riflessiva
1. Con i capelli corti non d evo p erd ere troppo tem po p e r pettinarmi.

2. Ma com e si sono vestite oggi qu este ragazze?


Il v erbo h a form a rifle s s iv a qu and o il so g g etto com pie l'azione su se stesso, e
quindi sog g etto e o g g etto coin cid ono (1, 2).

La form a riflessiva s i pu avere solo c on i verbi tr a n s itiv i S .

N ella form a riflessiva il v erbo sem p re accom p ag nato dai p ronom i p ersona- |
li di form a atona mi, ti, si, ci, vi, si S con funzione di o ggetto. I pronom i p erso- I
nali di solito stanno davanti al v erbo: stanno d opo il v erbo in alcuni casi parti- |
colari, com e ad e sem pio c on l'infinito (1), c on il gerundio, ecc.
N ella form a riflessiva il v erbo ausiliare essere (2).
1 Ci sono dei casi in cui le forme riflessive non esprimono unazione compiuta dal sog
getto che si riflette sul soggetto stesso, ma piuttosto unazione che due soggetti si
scambiano: I bambini di Federica si vogliono molto bene: si abbracciano sempre.
: Ci sono altri casi in cui la forma riflessiva, ma lazione cade su un oggetto: Bambini,

vi siete lavati le mani?

6. LA CONIUGAZIONE DEI VERBI: LA FORMA RIFLESSIVA E LA FORMA PASSIVA

La forma riflessiva: lavarsi


Indicativo
lo
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro
io
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

Presente
mi lavo
ti lavi
si lava
ci laviamo
vi lavate
si lavano
Passato remotei
mi lavai
tl lavasti
si lav
ci lavammo
vi lavaste
si lavarono

Passato prossimo
mi sono lavato/a
ti sei lavato/a
si lavato/a
ci siamolavati/e
vi siete lavati/e
si sono lavati/e
Trapassato remoto
mi fui lavato/a
li fosti lavato/a
si fulavato/a
cl fummolavati/e
vifoste lavati/e
si furanolavati/e

Imperfetto
mi lavavo
ti lavavi
si lavava
d lavavamo
vi lavavate
si lavavano
Futuro semplice
mi laver
ti laverai
si laver
ci laveremo
vi laverete
si laveranno

Trapassato prossimo
mi erolavato/a
ti eri lavato/a
si era lavato/a
ci eravamo lavati/e
vi eravate lavati/e
si eranolavati/e
Futuro anteriore
mi sar lavato/a
ti sarai lavato/a
si sar lavato/a
ci saremo lavati/e
vi sarete lavati/e
si saranno lavati/e

Passato
mi sia lavato/a
ti sia lavato/a
si sia lavato/a
ci siamolavati/e
vi siate lavati/e
si siano lavati/e

Imperfetto
mi lavassi
ti lavassi
si lavasse
d lavassimo
vi lavaste
si lavassero

Trapassato
mi fossi lavato/a
ti fossi lavato/a
si fosse lavata/a
ci fossimo lavati/e
vi foste lavati/e
si fossero lavati/e

Congiuntivo
che
che tu
che egli/tei/lui
che noi
chevoi
che essi/esse/loro

Presente
milavi
ti lavi
si lavi
ci laviamo
vi laviate
si lavino

Imperativo

Condizionale
lo
tu
egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro
Infinito
Presente
lavarsi

Presente
mi laverei
ti laveresti
si laverebbe
ci laveremmo
vi lavereste
si laverebbero
Passato
essersi lavato/a

Passato
misarei lavato/a
ti saresti lavato/a
si sarebbe lavato/a
ci saremmolavati/e
vi sareste lavati/e
si sarebbero lavati/e
Participio

Presente
lavati
si lavi
laviamoci
lavatevi
si lavino
Gerundio

Presente
lavantesi

Presente
lavandosi

Passato
lavato;ii

Passato
essendosi lavato/a

35

6. LA CONIUGAZIONE DEI VERBI: LA FORMA RIFLESSIVA E LA FORMA PASSIVA

La forma passiva
1 . 11progetto dev e e s s e re approvato dagli organi competenti.
2. Questa casa non si p u ven dere a un prezzo cos alto.
Il v erbo ha form a p a s s iv a qu and o n on il sog g etto c h e c om pie l'azione (1, 2).
La form a passiva si pu avere solo c on i v erbi tra n s itiv i H .
Tutte le frasi attive, ch e h an n o un v erbo transitivo e il com plem en to oggetto
esp resso, p ossono e sse re trasform ate in passive senza ch e ci sian o cam b iam en
ti nel loro sign ificato globale. N ella trasform azione, il com plem en to oggetto
della frase attiva diventa sog g etto della passiva, il soggetto della frase attiva
diventa, nella p assiva, com plem en to di a gen te (sem pre preceduto dalla prepo
sizione da): Gli organi com petenti devon o approvare il progetto = Il progetto

d ev e e s s e re approvato dagli organi competenti.


La form a passiva usata soprattutto nello scritto, in particolare nei testi di
tipo im personale (leggi, norm e, istruzioni, ecc.), perch serve a m ettere in evi
denza l'azione e il suo o g g etto, lasciand o in secon d o piano il soggetto, o trascu
randolo del tu tto q u and o il com plem en to di a g en te n on esp resso: 11presente

decreto sar ratificato entro un m ese.


0 La forma passiva si pu fare nei seguenti modi:

Con il verbo essere coniugato nel modo, tempo e persona della forma attiva + par
ticipio passato del verbo stesso (1).
Con il verbo venire al posto di essere. Questa costruzione possibile solo quando
si usano i tempi semplici: Le spese dell'Universit vengono esaminate dai reviso
ri dei conti (ma si dir: Le spese dell'Universit sono state esaminate dai revisori

dei conti).
Con il verbo andare al posto di essere. Questa costruzione possibile solo quan
do si usano i tempi semplici e non si esprime il complemento di agente; ha in gene
re il valore di dovere": Ragazzi, i verbi vanno studiati! (= Ragazzi, i verbi devono

essere studiati).
Con il pronome atono si (chiamato si passivante) + la 3a o 68 persona di un verbo
transitivo attivo in uno dei suoi tempi semplici (2). La costruzione con il si passivan
te si usa con molta frequenza specialmente quando nella frase non c il comple
mento dagente espresso e quando il soggetto della frase un essere inanimato.

36

6. LA CONIUGAZIONE DEI VERBI: LA FORMA RIFLESSIVA E LA FORMA PASSIVA

La forma passiva: essere lavato

sono lavato/a
sei lavato/a

sono stato/a lavato/a


sei stato/a lavato/a

lavato/a
slamo lavati/e
siete lavati/e
sono lavati/e

siete stati/e lavati/e


sono stati/e lavati/e

io
tu

fui lavalo/a
tosti lavato/a

egli/lei/lui
noi
voi
essi/esse/loro

fu lavato/a
fummo lavati/e
foste lavati/e
furono lavati/e

Presente
che io
che tu
che egli/lei/lui

sia lavato/a
sia lavato/a
sia lavato/a

sia stato/a lavato/a


sia stato/a lavato/a

fossi lavato/a
fosse iavato/a

fossi stato/a lavato/a


fosse stato/a lavato/a

che noi

siamo lavati/e

siamo stati/e lavati/e


siate stati/e iavati/e
siano stati/e lavati/e

fossimo iavati/e
foste Iavati/e
fossero Iavati/e

fossimo stati/e Iavati/e


foste stati/e Iavati/e
fossero stati/e Iavati/e

che voi
che essi/esse/loro

siate lavati/e
siano lavati/e

fui stato/a lavato/a


fosti stato/a lavato/a
fu stato/a lavato/a

jvati/e
rati/e

sar lavato/a
sarai lavato/a

saranno stati/e lavati/e

Passato

Im perfetto

Trapassato

sia stato/a lavato/a

fossi iavato/a

fummo stati/e lavati/e


foste stati/e lavati/e
furono stati/e lavati/e

Condizionale
io
tu
egli/lei/lul
noi
voi
essi/esse/loro

Imperativo

Presente

Passato

sarei lavato/a

sarei stato/a lavato/a


saresti stato/a iavato/a
sarebbe stato/a iavato/a

saresti iavato/a
sarebbe iavato/a
saremmo lavati/e
sareste lavati/e
sarebbero lavati/e

Infinito
Passato

essere lavato

essere stato lavalo

Presente
sii lavato/a
sia lavato/a
siamo Iavati/e
siate Iavati/e

saremmo stati/e iavati/e


sareste stati/e lavati/e
sarebbero stati/e Iavati/e

Presente

siano Iavati/e

Gerundio

Participio

Presente

sar stato/a iavato/a


sarai stato/a lavato/a
sar stato/a lavato/a
saremo stati/e lavati/e
sarete stati/e lavati/e

sar lavato/a
saremo lavati/e
sarete lavati/e
saranno lavati/e

Passato

P resente

Passato

stato lavato

essendo lavato

essendo stato lavato

B La coniugazione dei verbi:


i
verbi pronominali,
impersonali, difettivi

I verbi pronominali
1. Non ti se i accorta quanto diventata beila tua figlia?
2 . Voi non vi ricordate m ai di niente.
I v erbi p ro n o m in a li son o v erbi intransitivi ch e si coniugano com e i verbi rifles
sivi S . Il pronom e atono in questo ca so n o n h a p er alcun v alore riflessivo:
parte in tegrante del v erbo (1, 2)
Tra i v erb i p ronom inali distinguiam o diversi gruppi.
- A lcuni, com e vergognarsi, accorgersi han no solo la form a pronom inale e l'uso
del p ronom e a ton o p ertanto o b bligatorio (1).
- Alcuni, co m e ricordare/ricordarsi, sed ere/sed ersi h an no im a form a p ronom i
nale (2) e a n ch e un a form a n o n pronom inale, senza p ronom e atono: Ricordo
benissim o le fiabe ch e m i raccontava mia nonna. L e due d ifferenti fo rm e h an
n o sp esso costruzioni d iverse e/o d iverse sfum ature di significato.
-A lc u n i, com e alzarsi e svegliarsi, h an n o u na form a p ronom inale intransitiva:
A ppena mi sveglio, m i piace alzarmi e una n o n pronom inale transitiva: Non
alzare qu el pacco! Per te troppo pesante. Nelle due differenti form e i cam
b iam enti di sign ificato son o rilevanti.
6 Nella lingua pariata, e talvolta anche in quella scritta, per dare pi intensit e parteci
pazione emotiva alla frase, si usano con verbi transitivi non pronominali i pronomi ato
ni mi, ti, ecc.: Appena arrivo a casa mi mangio un bel piatto di spaghetti aH'olio.

38

7. LA CONIUGAZIONE DEI VERBI: I VERBI PRONOMINALI, IMPERSONALI, DIFETTIVI

I verbi impersonali
1 . C he brutto inverno! Piove ogni giorno.
2. B isogna c h e l'Italia esca da qu este continue crisi politiche.
I v erbi im p e rs o n a li son o verbi che n on p ossono a vere u n sog g etto determ ina
to e si usan o solo n ei modi indefiniti SS e nella 3a p erson a dei modi finiti (1, 2).
Si u san o in m odo esclu sivam ente im personale i v erbi che indicano fenom eni
atm osferici com e piovere, nevicare, grandinare, tuonare, ecc. (1) e le esp ressio
ni fa caldo e fa freddo.
Si usano spesso, m a n o n sem pre, in m odo im personale verbi e espressioni ver
bali com e bisogna, accade, succede, chiaro, opportuno, necessario, ecc. (2).
S i p ossono u sare in m odo im personale tutti i verbi. La form a im personale si
ottiene m ettendo d avanti alla terza p ersona del v erbo il pronom e a ton o (o p ar
ticella p ronom inale) si 2 : N elle citt d provincia si vive abbastanza ben e.
I tem pi com posti d ei v erbi im personali si form ano con l'ausiliare essere. I v er
bi ch e indicano fenom en i atm osferici tuttavia si possono form are sia con l'ausi
liare es s e r e sia c on l'ausiliare avere 2 .
Per fare la forma impersonale dei verbi riflessivi e pronominali, dove gi presente il
pronome si, si usa il pronome ci: Non ci si accorge facilmente dei propri difetti.

I verbi difettivi
1 . 1 docum enti dovranno es s e r e redatti in bollo, secon d o le disposizioni vigenti.
2. S Luigi una person a buona, m a non , com e suol dirsi, una g ran de mente.
I v erbi difettivi hanno solo poch e form e. S i tratta di v erbi dei quali si usano poco
anch e le form e esistenti o se ne usan o alcune inserite per in e spressioni fisse,
chiam ate polirem atiche 2 : com e suol dirsi (verbo solere ), secon d o le leggi / le
n o r m e /le disposizioni vigenti (verbo vigere ), nulla osta (verbo ostare) (1, 2).

1 . L'Italia* una penisola.


2. Mario* amico di Giulio*.
3 . Il m io ca n e si chiam a Tobia*.
4 . Il pubblico** ha applaudito a lungo i musicisti.
5 . C'era una gran de folla**al su perm ercato!
I nom i, o sostantivi, son o parole c h e servono ad in d icare persone, animali, cose,
idee, e cc.
I nom i p r o p r i (1*, 2*,3*) in d icano u n individuo specifico all'in terno di una cate
goria o di un a sp ecie; i nom i c o m u n i (1, 2 , 3 , 4 , 5) indicano tutti gli individui di
una categ o ria o di un a specie, sen za alcuna particolare distinzione; i nomi c o l
lettivi (4**, 5**) indicano un g ru p p o di individui d ella stessa specie.
Q ualunque p arola che n o n n om e, s e preced uta dall'articolo, pu avere la fun
zione di n o m e: Salutami i tuoi. / Il le g g e r e e lo scriv ere son o apprendimenti

importanti p e r i bambini.

Il genere e il numero dei nomi


I nom i h an n o fo rm e d iverse p e r esprim ere il g e n e r e (maschile/femm inile) e il
n u m e ro (singolare/plurale). L a desinenza (vocale finale) di c iascu n n om e con
tiene due tipi di inform azioni, qu ella del g en ere e quella del num ero: il bam bi
n o, la bam bina, i bam bini, le bam bin e. N on sem pre g en ere e n u m ero son o m ar
cati da d esin enze d iverse: il cantante, la cantante, i cantanti, le cantanti.

Il genere dei nomi: maschile e femminile


I nom i possono e sse re m a s c h ili o fem m in ili. Per i nom i che indicano esseri
anim ati s i tra tta di g en ere reale, in qu anto legato al sesso (ii p ad re / la m adre; il
gatto / la gatta), m a p er tutti gli altri nom i il g en ere del tutto arbitrario.

8. I NOMI

S o lo l'uso ha stabilito c h e il pubblico, il ben e, il libro son o di gen ere m aschile e


la folla, la luce, la penna son o di g en ere fem m inile.
Conoscere il genere dei singoli nomi importante perch tutti gli elementi variabili del
discorso (articoli, aggettivi, ecc.), che si riferiscono ad un nome, si accordano con
esso nel genere e nel numero: Il libro giallo. / Questa luce gialla.
S on o g en eralm ente m asch ili:
- i nom i ch e term inano in -o : il libro, il naso, il tavolo, e cc. (sono tuttavia fem m i
nili alcuni nomi com e la m ano, la radio, la m oto, l'auto, la foto).
- i nomi ch e term inano c o n u na consonan te: il bar, lo sport, il com puter, il gas,
ecc.
- i nom i degli alberi: il m elo, l'olivo, il salice, l'abete, il cipresso, e cc. (sono tu tta
via fem m inili alcuni nom i com e la palm a, la quercia, la vite).
- i nom i dei m etalli e degli elem enti chim ici: l'oro, il ferro, il ram e, l'ossigeno, ecc.
- i nom i dei m esi e d ei g iorni d ella settim ana: il dicem bre passato, un settem bre
caldo, il luned e cc. fem m inile la dom enica.
- i nomi dei monti, dei fiumi, dei laghi, dei mari: il Tevere, il Tamigi, il Garda, il Mediterraneo, ecc. Son o femminili alcuni nom i com e la Senna, le Alpi, le Dolomiti.
Son o g en eralm ente fem m inili:
- i nom i ch e term inano in -a : la penisola, la folla, la libert, ecc. (sono tuttavia
m aschili alcuni nom i com e il program m a, il diplom a, il problem a).
- i nom i c h e term inano in -i: la crisi, la tesi, l'analisi ecc. (sono tuttavia m aschili
alcuni nom i com e il brindisi, l'alibi).
- i nom i dei frutti: la mela, l'oliva, la pesca, la fragola, ecc. (sono tuttavia m aschi
li alcuni nom i com e il limone, il fico, il dattero).
- i n o m i delle scienze e dei concetti astratti: la linguistica, la fed e, la pace, ecc.
- i nom i delle citt: la ricca Milano, la bella Napoli, la Firenze rinascimentale, e cc.
- i nom i dei continenti, delle regioni e degli stati (soprattutto di quelli europei):
l'Europa, la Toscana, la Francia, ecc. (son o tuttavia m aschili alcuni nom i com e
il Lazio, il Belgio, il Lussem burgo ).
Possono e sse re m a sch ili o fem m inili:
- i nom i c h e term inano in -e : il be n e , il can e, la notte, la sete, ecc.
I nomi stranieri, usati nei testi italiani, conservano generalmente lo stesso genere che
hanno nella lingua originaria: l'iter (latino), la boutique (francese), il golpe (spagnolo),
ecc. I nomi inglesi sono generalmente maschili: il corner, lo smoking, il gap, ecc., ma
sono femminili i nomi di essere animati che sono femminili nel loro genere naturale e
alcuni nomi che hanno in italiano un corrispondente femminile: la star, la girl, la gang
(la banda), la privacy (la vita privata), ecc.

M asch ile

F em m in ile

-o l'amico, il pubblico

-o la radio, la m ano

-e il cane, il ben e

-e la luce, la p a c e

- a il problem a, il program m a

-a la penisola, la folla

La form azione del fem m inile


I nom i di e s s e r i a n im a ti han no gen eralm ente sia form a m aschile che fem m i
nile. Per p assare dal m aschile al fem m inile i nom i c am bian o la desinenza (voca
le finale).
I nom i c h e al m aschile term inano in -o cam bian o g en eralm ente la desinenza
-o in -a : il b a m b in o /la bam bina, l'am ico/l'am ica, il g a tto /la gatta.
I nom i c h e al m aschile term inano in - a gen eralm ente n o n cam biano: il colle
g a / la collega, il p e d ia tr a /la pediatra, il giornalista / la giornalista. Alcuni nom i
in -a cam bian o la - a in - e s s a com e il p oeta / la p o e te ss a .
I nomi c h e al m aschile term inano in -e passano al fem m inile in m odi differen
ti.
- Alcuni cam bian o la d esinenza -e in -a : il signore / la signora, il cam eriere / la

cam eriera ecc.


-A lc u n i c am bian o la - e in -e s s a : lo studente / l a studentessa, il p rofessore / la
p r o fessoressa, il leon e / la leon essa , ecc.
-A lc u n i (quelli in -t o r e ) cam bian o il suffisso - t o r e in -tr ic e : lo scrittore / la
scrittrice, l'attore / l'attrice ecc. Dottore h a p er il fem m inile in dottoressa.
- Alcuni han no un a sola form a p er il m aschile e p e r il fem m inile: il n ip o te /la
nipote, il paren te / la parente, il can tan te/la cantante, ecc.
Ci son o dei nom i ch e h an no form e com pletam ente diverse p e r il m aschile e
p er il fem m inile: l'u om o/la donna, il p adre / la m adre, il m arito /la moglie, il fra
tello / l a sorella, il m a s c h io /la fem m ina, ecc.
Ci son o d ei nom i (son o la m ag g ior parte di quelli d egli anim ali n on d om esti
ci) c h e han no una sola form a, o m aschile o fem m inile, p er in d icare sia il m aschio
che la fem m ina: la rondine, la volpe, la balen a, il leopardo, il falco. Gli articoli,

aggettivi, ec c . ch e accom p agnano questi nom i si accord an o co n il g en ere gram


m aticale d el no m e ind ipend entem ente dal fatto c h e si parli di u n anim ale
m aschio o fem m ina: I le o p a r d i allattano i p ropri piccoli con gran de cura. Q uan
do vogliam o indicare specificam en te il sesso di u n o di qu esti anim ali, p ossiam o
dire- il leopardo fem m ina, la volpe m aschio oppu re la fem m ina d el leopardo, il

m aschio della volpe.


I Con i nomi che indicano professioni o cariche, specialmente quelle alle quali le don
ne sono arrivate in tempi recenti, si utilizzano spesso le forme maschili, anche quan
do si riferiscono ad una donna. L'uso tuttavia vario e non stabilizzato.
0 La Commissione nazionale per le pari opportunit uomo-donna ha recentemente
raccomandato di evitare i nomi maschili riferiti a donne e ha suggerito di sostituirli con
forme femminili in -a (l'avvocato/ l'avvocata, il magistrato/la magistrata), ma questa
posizione non piaciuta neppure a molte donne le quali preferiscono usare le forme
maschili: Lo psicologo responsabile del distretto 9 la dottoressa Daniela Antonini.

/ La mia amica Giovanna un bravissimo architetto.


F o rm a z io n e d el fem m in ile d ei n o m i
M a sch ile s in g o la r e

F e m m in ile s in g o la re

-o

l'amico

-a

l'amica __________________

-a

il collega

-a

la collega

-e

il signore

-a

la signora

-e

il p rofessore

-e s s a

la professoressa

- e ______ il nipote
-to re

l'attore

-e

la nipote ______________________

- tr ic e

l'attrice

M II numero dei nomi: singolare e plurale


P er q u anto riguard a il num ero, i nom i p ossono avere due form e: s in g o la re e
p lu rale. La form a s in g o la r e indica u n a c o sa sola o un solo e sse re anim ato: il
libro, un cane. L a form a p lu ra le ind ica pi c o se o pi esse ri anim ati: molti beni,

i musicisti, due libri.

La form azione del plurale


Per p assare dal sin golare al p lurale i nom i cam b ian o la desinenza (vocale fin a
le). I n g en era le tutti i n om i m aschili c am bian o le lo ro d esinenze sin golari in -i;
quelli fem m inili cam b ian o la d esinenza - a in -e , la desinenza -e in -i.

F o rm a z io n e d el p lu ra le dei n om i
M a s ch ile s in g o la re

M a s c h ile p lu ra le ________________________

-a il problem a

-i

i problem i

-e il can e

-i

i cani

-o il libro

-i

i libri

F em m in ile sin g o la re

Fem m in ile p lu ra le

-a la casa

-e le case _________________________________

-e la m adre

-i

le madri

C a si p a r tic o la r i d i fo rm a z io n e d el p lu ra le
N om i in -c a , -g a e -e ia , -g i
S in g o la re

P l u r a l e ____________ ________________________

-c a , -g a

-ch i, -g h i (maschile) -c h e , -g h e (femminile)

la m osca, il collega

le m osche, i colleghi __________________________

-eia, -g i ( tonica, accentata)

-e ie , -g e

la farm acia, la nostalgia

le farm acie, le nostalgie

-eia, -g i (i atona, non accentata]1-e ie , -g ie (se c o g hanno davanti una vocale)


la camicia, la ciliegia
le cam icie, le ciliegie ________________________
-eia, -g i (i atona, non accentata) -c e , - g e (se c o g hanno davanti una consonante)
le province, le spiagge ________________________

la provincia, la spiaggia
N om i in - c o e -g o
S in g o la re

P lu rale

-c o , -g o

-ch i, -g h i (se sono parole con l'accento


sulla penultima sillaba)

il fuoco, l'albergo

i fuochi, gli alberghi

Fanno eccezion e: l'amico / gli umici, il greco / i greci, il p orc o / i porci.

-co, -g o

-ci, -g i (se sono parole con l'accento


sulla terzultima sillaba)

il m edico, il sarcofag o

i m edici, i sarcofagi

Fanno eccezione: il carico /i carichi, l'obbligo /gli obblighi, il profugo /i profughi.

8. I NOMI

I n o m i in -io
S in g o la re

P lu ra le

-io (i atona, non accentata)

-i

lo studio, il figlio

gli studi, i figli

-io ( tonica, accentata)

-ii

Io zio, il ronzio

gli zi, i ronzi

I nom i in variabili
M olti nom i al sin golare e al plurale n o n cam b ian o la form a e si dicon o nom i
in v ariab ili. In u n testo si pu r ico n o sce re se qu esti n om i son o sin golari o plu
rali daH'articolo, dagli a ggettivi, d ai verbi, ecc.
Son o invariabili:
- i n om i di u na sola sillaba: Ure / i re, lo s c i/g li sci, e cc.
- i n om i c h e h an no l'a ccen to sulla v oca le finale: la citt / le citt, il caff / i caff,
e cc.
- i nom i (quasi tutti di origin e straniera) c h e term inano p er consonan te: il film /
ifilm , ecc.
- i n om i fem m inili c h e term inano in - o : la r a d io / le radio, la f o t o / l e foto, ecc.
- i n om i ch e term inano in -i: la c r is i/le crisi, la m etropoli/ le m etropoli, ecc.
- i nom i ch e term inano in -ie : la s e r i e / l e serie, la sp ecie / l e specie, ecc.
Fann o eccezion e: la m o g lie /le m ogli, la superfcie / le superfici.
- alcuni n om i m aschili in -a : il c in e m a /i cinem a, il v a g lia /i vaglia, ecc.

E l Gli articoli

. L'Italia u na*penisola.
2. Attenti ragazzi! Sta arrivando il professore.
3. Gli studenti d e lla * * scuola m edia oggi hanno fatto l'esam e di italiano.
4 . 1 m iei fratelli son o ancora all'**universit.
5. L a m oglie di Luigi u n a *p ro fesso ressa d el** liceo.
6 . Voglio com prarm i un buon libro di italiano.
Gli a r tic o li son o p arle c h e stanno sem p re d avanti al n om e (1, 2, 3 , 5 ) o al suo
aggettivo (4, 6 ) p er d eterm inarlo in v ario m odo. Ci so n o infatti due tipi di arti
colo: articolo d e te r m in a tiv o (1, 2, 3 , 4 , 5) e a rticolo in d e te r m in a tiv o (1*, 5*,
6). L'articolo d eterm inativo pu com bin arsi c o n una preposizione sem plice p er
form are una preposizione a rticolata (3**, 4 **, 5**).
Gli articoli form ano con i nom i un'unit indivisibile poich n o n possono mai
e sse re usati da s oli e prend on o il g en ere e il nu m ero dei nom i a cui si uniscono.
A n ch e i nom i, salvo casi particolari, son o uniti ag li articoli.

I Forme dell'articolo determinativo


M a s c h ile s in g o la r e

M a s c h ile p lu ra le

lo

gii

d avanti a p arole c h e iniziano con


s + consonan te, z, p s, g n :

l o studente, l o zucchero,
g li psicologi, g li scherzi.
il

davanti a p arole ch e iniziano con le


altre consonanti:

il p rofessore, il sole, i libri, i verbi.


d avanti a p arole c h e iniziano con vocale:

l'uom o, l'orologio, g li aerei, g li esercizi.

9. GLI ARTICOLI

Fe m m in ile s in g o la r e

F e m m in ile p lu ra le

la

le

davanti a parole c h e iniziano c on


consonan te: la studentessa; la citt-,
l e ragazze, l e scuole.

le

davanti a p arole c h e iniziano con


vocale: l'Italia, l'econom ia,

l e acque, l e italiane.

Uso dell'articolo determinativo


L'articolo d eterm inativo si u sa n ei seg u enti casi.
- Q uando si in d icano p erson e e c o se n o te a chi p arla e a c h i ascolta: Attenti

ragazzi! Sta arrivando il professore.


- Quando si indicano una categoria, un a specie, u na classe o u n in siem e di indi
vidui: Gli studenti della scuola m edia oggi han n o fatto l'esam e di italiano / I l
can e am ico dell'uomo.

Forme dellarticolo indeterminativo


M a s c h ile s in g o la r e
uno

davanti a parole c h e iniziano co n s + consonan te,


z, p s, gn :

un

davanti a p arole c h e iniziano


c on le a ltre con son an ti e c on vocale:
un p rofessore, un orologio.

u n o studente, u n o psicologo, u n o gnom o.

F em m in ile s in g o la re
una

d avanti a parole ch e iniziano c o n consonan te:

un'

d avanti a parole c h e iniziano c o n vocale:

una studentessa, u na citt.


un'econom ia, un'acqua.

9. GLI ARTICOLI

Uso dell'articolo indeterminativo


L'articolo indeterm inativo si u sa n ei segu enti casi.
- Q uando si indicano p erson e e c o se g en erich e, n o n note a chi parla e a chi
ascolta: Sto cercando un p rofessore di m atem atica p e r m io tglio.
- Q uando si ind ica un individuo, un m em bro di un a categoria, di una sp ecie o
di una c lasse: Quando er o piccolo avevo un can e bianco.
O Per Indicare una parte o una quantit indeterminata di qualcosa si pu usare la pre
posizione articolata di (articolo partitivo): Vorrei del prosciutto e dei panini (= Vorrei

un po ' di prosciutto e alcuni panini).

Usi particolari dellarticolo


L'articolo n o n s i u sa :
- con i nom i propri di persona: L u isa e M a rco son o am ici miei.
- co n i nom i di citt: R om a e M ilan o son o le citt pi grandi d'Italia.
- co n l'aggettiv o p ossessiv o qu and o si trova d avanti a nom i sin golari di p aren
tela: M io fig lio studia all'universit.
L'articolo s i u sa :
- con i cogn om i riferiti a d onne: L a B a ld i oggi non venuta a scuola.
- con i cogn om i usati al plurale: I P an n in i abitano in via Magenta.
- c o n i nom i di m onti, di fiumi, di laghi, di regioni, di nazioni e di continenti:

L'Arno attraversa F ir e n z e ./L a L o m b a r d ia una region e del N ord dell'Italia.


- co n l'aggettiv o p ossessivo ioro e c o n gli altri aggettivi possessivi qu ando si
trovano davanti a nom i plurali di parentela: Il l o r o n ip o te ha avuto un inci
d e n t e ./I m iei fig li studiano all'Universit.
0 Luso dell'articolo vario, e varia anche secondo le regioni, con i cognomi riferiti a
uomini, usati al singolare. Di solito larticolo non si usa con i cognomi di personaggi
illustri: Verdi stato un musicista molto famoso. Si usa talvolta (soprattutto in Tosca
na) con i cognomi dei contemporanei non famosi: Ieri mi ha telefonato il Nardi

EE Le preposizioni

1. C redo proprio ch e an dr a Parigi in treno.


2 . H o fatto m olto p e r aiutarvi.
Le preposizioni so n o parole in v a ria b ili (non cam b ian o la loro form a) c h e s e r
vono a m ettere in relazione vari elem enti di una fra se (1) oppu re a m ettere in
relazione una fra se c o n un'altra fra se (2).
Sia q uando m ettono in relazione due parole di una frase, sia quando m ettono in
relazione due frasi (o proposizioni), le preposizioni hanno la funzione di espande
re o com pletare il concetto della parola o della frase precedente.
Le preposizioni, com e le cong iunzioni S , son o "parole vuote", n on h an n o cio
un sign ificato p roprio: il loro sign ificato deriva dalla funzione c h e svolgono n el
la frase.
Nella lingua italiana le preposizioni son o un elem ento fondam entale. In u na fra
se in fatti tutti gli elem enti (com plem enti) n ece ssa ri p er espan d ere e com pletare
il discorso, ad eccezion e d el com plem en to o gg etto, so n o esp ressi attraverso le
preposizioni.

Classificazione delle preposizioni


Le p reposizioni si dividono n ei s egu enti gruppi.

Preposizioni p rop rie


1. S e devo scegliere tra il blu e il nero, p referisco sem p re il blu.
Le p reposizioni proprie sono: di, a, da, in, con, su, per, tra/fra e si chiam ano cos
perch s i usan o solo co m e preposizioni (1).
Le preposizioni di, a, da, in, su, quando si trovano d avanti ad un articolo d eter
m inativo si c om binano c o n esso e form ano le p re p o siz io n i a rtic o la te .
Le preposizioni articolate segu ono le s tesse reg o le di uso degli articoli d eterm i
nativi S-

10. LE PREPOSIZIONI

Form e delle preposizioni articolate


Singolare
Preposizione

A rticolo

Preposizione

semplice

determ .

articolata

di

il
lo
la

del
dello, dell'
della, dell'

il
lo
la

al
allo, a ll'
alla, all'

il
lo

dal
dallo, dall'

la

dalla, dall'

il
lo
la

nel
nello, nell'
nella, nell'

il
lo
la

sul
sullo
sulla, sull'

da

in

su

Plurale
A rticolo
determ.

Preposizione
articolata

dei
degli
delle

gii
le
i
gii
le
i
g ii
le
i
gii
le
i
gii
le

ai
agli
alle
dai
dagli
dalle
nei
negli
nelle
sui
sugli
sulle

Preposizioni im proprie
1. D u ran te l'inverno piovuto molto.
Le preposizioni im prop rie son o parole che possono assum ere, oltre a quella di
preposizione, anch e funzioni di congiunzione, avverbio, ecc. Q ueste p reposi
zioni son o nu m erose, m a han no u n significato pi p reciso e un u so m eno e ste
so d elle preposizioni proprie. Tra le pi com uni ricordiam o: davanti, dietro, pri
m a, dopo, sopra, sotto, accanto, vicino, lontano, senza, m ediante, durante, ecc. (1)
0 Alcune preposizioni improprie si mettono direttamente davanti al nome: La macchi
na si mette in moto mediante una chiave. Altre invece si uniscono ad una preposi
zione propria: Il signor Giannini abita nella casa accanto alla nostra.
0 L'uso delle preposizioni proprie unite a quelle improprie in molti casi piuttosto varia
bile e legato alle variet di parlato regionale. Diamo comunque le regole di uso pi
comune.
Si usano direttamente davanti al nome, senza preposizione propria: durante, lungo,

secondo, dopo, senza, contro, oltre, mediante: Secondo me, con quel vestito leg
gero avrai freddo.
50

10. LE PREPOSIZIONI

Si usano sempre unite ad una preposizione propria: accanto, Uno, vicino (si unisco
no alla preposizione a), fuori, prima (si uniscono alla preposizione di), lontano, distan
te (si uniscono alla preposizione da), insieme (si unisce alle preposizioni con o a): No

signora, la Cattedrale non molto distante da qui.


Si possono usare da sole o con la preposizione propriaa: dietro, presso, sopra, sot

to: Dietro (a) casa mia c' un bosco bellissimo.


Quando stanno davanti ad un pronome personale, dietro, presso, sopra, sotto,
dopo, dentro, contro, senza, si usano unite alla preposizione di: Ieri, al cinema, abbia

mo visto Marta: era seduta proprio dietro di noi.

Locuzioni preposizionali
1. A p r e s c in d e r e d a l prezzo, non voglio com prare un'automobile cos grande.
Le locuzioni preposizionali son o elem enti form ati d a due o pi p arole, c h e h an
no lo stesso valore di u so delle preposizioni (1). Ci son o locuzioni form ate da
sostantivi e p reposizioni co m e in m ezzo a, a favore di, in confronto a, a forza di,
in b a s e a, p e r causa di, in cam bio di, ecc. e a n ch e locuzioni form ate da v erbi o
avverbi e preposizioni com e a prescin dere da, con form em en te a, indipendente
m ente da, e cc.
Le p arole c h e form an o una locuzione h an no u n ord ine fisso.

Uso delle preposizioni proprie


1. La partenza d e l treno p e r Milano subir un ritardo d i* 30 minuti.

2. Mia sorella m i ha regalato sei tazzine d a caff.


L'uso delle preposizioni m olto com plesso e vario, difficile da d escriv ere attra
v erso reg o le sicure.
Una forte variabilit leg a ta a ll'altern arsi di preposizione sem plice/preposizio
n e articolata.
S i u sa in gen ere la preposizione sem plice in qu ei ca si (ad esem pio c o n i nom i
propri d i persona) in cu i n o n si usa l'articolo e la preposizione articolata nei casi
in cui si usa l'articolo. Vi son o tuttavia a lcune relazioni ch e vengo no e sp resse di
solito attraverso la preposizione s e m p lic e (1*, 2), ed altre attrav erso la p rep o
sizione a r t i c o l a t a (1), in d ipend entem ente d alle reg o le d 'uso dell'articolo.
Diam o q u i d i seguito, p er o g n i preposizione, una descrizione d ei suoi valori di
base, ricordando com unque ch e tutte le preposizioni proprie p ossono assum ere
molti significati e introdurre relazioni di vario tipo fra le parole o le proposizioni.
D arem o inoltre degli esem pi, fra quelli d'uso pi com une, raggrup pati in base
alle relazioni, o com plem enti indiretti, c h e le preposizioni introducono.

io . LE

u.uHnmim

La preposizione di"
La preposizione d i qu ella di uso pi com une. Ind ica g en ericam ente un colle
g am ento, una relazione fra due elem enti della frase. Tale relazione varia con il
v ariare del significato d egli elem enti c h e la com pongono.
La preposizione di si usa soprattutto p er ind icare s p e c ific a z io n e , m a te ria ,
a r g o m e n to , te m p o , q u a lit , q u a n tit .

La preposizione a
La preposizione a di uso m olto frequen te. La sua funzione fondam entale
quella di ind icare "d irezione", ma, com e la p reposizione di, stabilisce a nch e un
collegam ento g en erico fra due elem enti della fra se e pu assu m ere una vasta
gam m a di funzioni.
La preposizione a si u sa soprattutto p er indicare te rm in e , s ta to in un lu o g o ,
m o to v e r s o un lu o g o , te m p o , m o d o , m ezzo .

La preposizione da
La preposizione d a ha la funzione fond am entale di indicare "provenienza,
distacco, a llo n ta n a m en to ".
La p reposizione d a si usa pertanto nei com plem enti di o rig in e , m o to d a un
lu ogo. Si usa a n ch e p er ind icare a g e n te , s t a t o in u n lu o g o , m o to v e r s o un
lu o g o , te m p o , fine.

La preposizione in
La p reposizione in ha la funzione fond am entale di indicare "collocazion e nello
spazio o n el tem po".
La preposizione in si usa p ertanto n ei com plem enti s ta to in un lu o g o , m o to
v e r s o un lu o g o , te m p o . Si u sa a n ch e p er ind icare m o d o , m e z z o , fine.

La preposizione con
La p reposizione c o n ha la funzione fond am entale di indicare "unione, p arteci
pazione".
La preposizione c o n si usa pertanto n ei com plem enti di c o m p a g n ia e u n io
ne, m e z z o . Si u sa a nch e p er in d icare m o d o , q u a lit , c a u s a .

La preposizione su
La p reposizione s u ha la funzione fondam entale di indicare "collocazion e nello
spazio, e approssim azione".
La preposizione su si usa pertanto nei com plem enti di s ta to in un lu o g o ,
52

10. LE PREPOSIZIONI

m o to v e r s o u n lu o g o , q u a n tit ( a p p r o s s im a ta ), te m p o (a p p ro s s im a to ).
S i u sa an ch e p e r in d icare a r g o m e n t o , m o d o .

La preposizione p e r
La preposizione p e r h a la funzione fond am entale di indicare "p assaggio a ttra
v erso qualcosa".
La p reposizione p e r si u sa p ertanto n ei c om plem en ti di m o to a t t r a v e r s o un
lu o g o , c a u s a , m e z z o , fin e. Si u sa a n ch e p er ind icare m o to v e r s o u n lu o g o ,
m o d o , m is u ra .

Le preposizioni f r a e tra
Le p reposizioni fra e tra han no la funzione fondam entale di in d icare u na posi
zione interm edia fra due elem enti.
Si usan o p e r in d icare s t a t o in u n lu o g o , m o to v e r s o un lu o g o , te m p o ,
co m p a g n ia .

Uso delle preposizioni proprie


nei complementi indiretti
Com plem ento di specificazione
1. Quel can e n ero dei ragazzi ch e abitano nella casa accanto.

2. Oggi h o conosciuto la ragazza di Niccol.


11 com plem en to di specificazione si esprim e sem pre con la preposizione di,
sem plice o articolata, secon d o le reg o le d 'uso d egli articoli.
Si usa sem p re la preposizione sem plice quando la specificazione riguarda il
nom e di qu alcosa o la m ateria di cui fatto qu alcosa. Quest'anno an drem o al

m are nel m ese d i luglio. / L e m ie sorelle m i han n o regalato una camicetta d i seta.

Com plem ento di term ine


1. A bbiam o portato un b e l dolce alla m am m a di Davide.
2. Io voglio m olto b e n e a m ia sorella.
Il com plem en to di term ine si esprim e sem pre c on la preposizione a, sem plice o
articolata, s econ d o le regole d 'uso d egli articoli.

Com plem ento di stato in un luogo


a - Ieri sera ab biam o m angiato al ristorante.
in - Anna vive nella parte pi vecchia della citt.

10. LE PREPOSIZIONI

d a - M amma, p o s s o dorm ire dalla zia?


su - Mi prendi gli occhiali? S on o sul tavolo di cucina.
di - Accom odati, Luisa: son o di qua, in salotto.
t r a / f r a - La chiesa del Carmine si trova fra via dei Mantellini e via Bastianini.
P er ind icare un c om plem en to di stato in luogo s i usano diverse preposizioni e
m olte reg o le son o com uni con qu elle del m oto verso luogo (vedi sotto).

Com plem ento di m oto v erso un luogo


Oggi i ragazzi son o andati al M useo Etrusco.
Quest'anno vorrem m o fare un viaggio in Olanda.
Non sto ben e, bisogna p roprio ch e vada dal m edico.
No, Luigi non c'. partito ieri p e r la montagna,
su - una bellissim a serata. Perch non andiam o sul terrazzo?
di - Sono quasi pronta. Vado un attim o di l a pren d ere la borsa e d esco.

a
in
da
per

L'uso delle preposizioni, nelle relazioni che indicano s ta to in lu o g o e m o to v e r


so un lu og o, m olto a rticolato e ricco di usi particolari.
- La p reposizione di si usa solo c on gli avverbi qui, qua, l, l.
- Q uando il luogo una citt si usa sem p re la preposizione sem plice a: Il 2 luglio

an drem o a Siena.
- Q uando il luogo una nazione o una reg ione si usa sem p re la preposizione
sem plice in: Mia figlia andata in Francia.
- Q uando il luogo una via o una piazza si usa in gen ere la preposizione sem
plice in: Laura abita in via Buozzi.
- Q uando il luo go un negozio si usa in gen ere la preposizione sem plice in: D evo
andare in farmacia. Q uando il n om e del negozio seguito d a q u alche specifi
cazione, si usa in g en ere la preposizione a articolata o anch e la preposizione in
articolata: H o com prato qu este pillole alla farm acia dei Quattro Cantoni.
- Q uando lo stato o il m oto si riferiscono a una p ersona, si usa sem p re la prep o
sizione da, sem plice o articolata, secon d o le reg o le d'uso d ell'articolo: Star da

Antonio due giorni.


- Q uando il c om plem en to di m o to v erso un luogo p receduto d al v erb o parti
re, si u sa sem pre la preposizione per, con o senza articolo, secon d o le regole
d'uso d egli articoli.

O Ci sono molti luoghi, assai familiari e comuni, con i quali si usano le preposizioni a o
in, semplici o articolate, senza nessuna regolarit: Vado (sono) a letto / a casa / in
cucina / in camera da letto / in salotto / in bagno / nel soggiorno / nello studio / a
scuola / a lezione / alluniversit / in biblioteca / in segreteria / in citt / in campagna
/in centro/inperiferia/in villeggiatura/ in vacanza/in montagna / al mare / al cine
ma / al bar/ a teatro / in discoteca/in piscina / in palestra.

10. LE PREPOSIZIONI

C om plem ento di m oto da un luogo


d a - Oggi i treni dalla Francia non son o arrivati, p e r c h c'era uno sciopero.
di - Telefonami stasera, p erch domattina uscir di casa m olto presto.
Per indicare un com plem en to di m o to d a un luo go si usa soprattutto la p rep o
sizione da, sem plice o articolata, s econ d o le regole d 'u so d egli articoli.
La preposizione di si usa solo in pochi casi particolari come uscire di casa, uscire di
scuola, uscire di chiesa. In questi casi si usa anche la preposizione da, semplice, in
uscire da casa, uscire da scuola, la preposizione da, articolata, in uscire dalla chiesa.

Com plem ento di m oto attraverso un luogo


p e r - Quest'anno il Giro d'Italia non p asser p e r Bologna.
d a N elle o r e di punta m eglio non passare dal centro.
f r a /tr a - Vicino alla mia casa c' un bel ruscello ch e scorre fra le pietre.
di - Passiam o di qui: la strada pi bella.
Per in d icare un com plem en to di m oto attraverso un luogo si u san o soprattutto
le preposizioni p e r e da, sem plici o articolate, s econ d o le regole d 'u so degli a rti
coli. L'uso di p e r o di da di solito indifferenziato.
Con casa e scuola si usa la preposizione semplice e, di preferenza, la preposizione

da: Devo passare da scuola a prendere un libro.

Com plem ento di tem po


d a - Gli studenti son o arrivati a Perugia da un m ese.
f r a /tr a - Giovanni e Claudio partiranno p e r Rom a fra due giorni.
in - C redo ch e potr finire il lavoro in tre settimane.
in - Dante nacqu e a Firenze nel 1265.
p e r - Non h o dorm ito p e r tutta la notte.
p e r - La conferenza fissata p e r il prossim o n ovem bre.
d i - Di luned i negozi son o chiusi.
a - A giugno ci saranno gli esami.
- P er indicare una parte di tem po passato si usa in gen ere la preposizione da:

Lavoro a Milano da tre anni.


- P er in dicare una p arte di tem po futuro si u sa la preposizione fra: Il bam bin o di

Giovanna nascer fra quattro mesi.


- Q uando la preposizione p e r indica una continuazione di tem po, pu esse re
om essa: Non h o dorm ito tutta la notte.
- C on i g io r n i d e lla s e ttim a n a si usa la p reposizione di, sem plice, o si o m et
te la preposizione: Di luned i negozi son o chiu si/Il luned i negozi son o chiusi.
- C on i m e s i si pu usare la preposizione di, o la preposizione a, o la preposi-

10 . LE. PREPOSIZIONI

zione in, tutte sem plici: Di giugno ci saranno gli esami. / A giugno ci saranno

gli esam i/I n giugno ci saranno gli esami.


- C o n le d a t e si u sa la preposizione in, articolata, se c' solo l'indicazione del
l'ann o, si o m ette la preposizione o si usa la preposizione di se c ' l'indicazione
del g iorno e m ese: Benedetta nata n el 1 9 7 2 / Benedetta nata il 1 5 gennaio
1972 /

Benedetta nata il

15

gennaio d el

19 72 .

- C on le o r e si usa le preposizione a, articolata: La lezione com incia alle 9 ,1 5 .


C on m ezzogiorno e m ezzanotte si usa la preposizione sem plice: La lezione Uni

s c e a mezzogiorno.

Com plem ento di mezzo


c o n - Anna andata a Friburgo con il treno.

a - H o una m acchina a gasolio da molti anni e m i trovo m olto ben e.


in - Paghi in contanti o hai la carta di credito?
p e r - S e dom ani non ci vedrem o, ci m etterem o d'accordo p e r telefono.
di - Le acciughe marinate devono stare alm eno due giorni ricoperte di limone.
P er in dicare un com plem en to di mezzo si usa soprattutto la preposizione con,
sem plice o articolata, secon d o le regole d 'u so degli articoli. Sp esso, m a non
sem pre, la preposizione con pu sostitu ire le altre preposizioni: Paghi con i con

tanti o hai la carta di credito? / L e acciughe m arinate devon o stare alm eno due
giorni ricoperte con il limone.
- Le preposizioni a, in, per, di, nel com plem ento di mezzo, sono sem pre sem plici.
- Si usa in g en ere la preposizione a qu and o si tratta di un mezzo ch e serve al fun
zionam ento di qualcosa: m acchina a g aso lio /b arc a a v ela/tren o a vapore, ecc.
- Si u sa in g en ere la preposizione p e r qu and o si tratta di un m ezzo attraverso il
qu ale passa qu alcosa (ad esem pio la com unicazione): inviare un m essaggio
p e r posta / p e r telefon o / p e r fax, e cc.
Si dice: andare in treno / con il treno; andare in aereo / con laereo; andare in mac

china / con la macchina; andare a piedi.

Com plem ento di causa


per
di
da
con

Carlo m olto contento p e r i risultati del concorso.


Vado a letto, p e r c h sto m oren do di sonno.
Questa notte, dalla tosse ch e avevo, non h o m ai dormito.
Oggi, con qu esto caldo, non riesco a lavorare.

Per indicare un com plem en to di ca u sa si usa soprattutto la preposizione per,


sem plice o articolata, s econ d o le reg o je d 'uso degli articoli. L a preposizione p e r
pu in g en ere sostitu ire le altre preposizioni: Vado a letto, p e r c h sto m oren do

56

10 . LE PREPOSIZIONI

p e r il sonno. / Questa notte, p e r la tosse ch e avevo, non h o m ai dorm ito. / Oggi,

p e r qu esto caldo, non riesco a lavorare.


- Q uando il com plem en to di causa segu e un v erbo c h e indica u na sen sazione o
un sen tim ento s i u sa in g en ere la preposizione di, sem plice o la preposizione
da, articolata: m orire di fam e / dalla fam e; pian gere di gioia / dalla gioia;
impazzire d i dolore / dal dolore, ecc.
- Q uando il com plem en to di causa seg u e u n aggettivo c h e indica un a sensazio
ne o un sentim ento, la preposizione p e r pu e sse re sostituita dalla preposizio
n e di, sem p lice o a rticolata secon d o le r egole d 'u so d egli articoli: Luca m ol

to contento d ei risultati del con corso. / Carlo m olto soddisfatto di su o tglio.

Com plem ento di modo


co n - Vorrei c h e tu chiedessi le co se con pi gentilezza.
a - D ovete im parare a m em oria alm eno i verbi pi comuni.
in - P e r le vacanze non abbiam o deciso: siam o in du bbio ira la Spagna e

il Portogallo.
di - A ppena han n o saputo la bella notizia, i ragazzi son o arrivati di corsa.
su - P erla sua casa Teresa ha dovuto ordinare tutti i m obili su misura.
Le preposizioni con, in, di, su, nel com plem ento di m odo son o in gen ere semplici.
- 1 com plem en ti di m odo esp ressi con la preposizione con sp esso si possono
sostitu ire c o n un av verbio di m odo: Vorrei ch e tu chiedessi le co se pi gentil

m ente.
- La preposizione a, articolata, si u sa in m olte esp ressio ni ch e in dicano u n m odo
di cu cin are i cibi: uova a l tegam ino, riso al latte, bistecca ai ferri, gelato al lim o
ne, e cc.
- La preposizione in, sem plice, si usa in m olte esp ressio ni c h e indicano un
m odo di v estire: essere in pigiam a, in vestaglia, in tuta, in minigonna, ecc. Si
usa a n ch e in alcun e esp ressio ni c h e indicano u n m odo di cu cin are i cibi: pasta
in bianco, carne in umido, riso in brodo, ecc.

Com plem ento di com pagnia e unione


co n - Rimani a cena? H o preparato il pollo arrosto co n le patate.
co n - Domani vado al cinem a insiem e con i m iei amici.
f r a - Mi p iac e m olto stare fra i giovani.
Per indicare un com plem en to di com p ag nia o di unione si u sa soprattutto la
preposizione con, sem p lice o articolata, secon d o le regole d 'u so degli articoli.
La preposizione con viene sp esso rinforzata da insiem e o sostitu ita dalla lo cu
zione insiem e a: Domani vado al cinem a insiem e ai m iei amici.

57

10. LE PREPOSIZIONI

Com plem ento di argom ento


di - Potresti prestarm i il libro di econom ia d'azienda?
su - Alla televisione hanno fatto una bella trasmissione sui 50 anni

della Repubblica.
Per indicare un com plem en to di argom en to si usa soprattutto la preposizione

di. La preposizione di sem plice quando il com plem en to di argom en to segu e


un nom e, pu esse re sem plice o articolata quando il com plem en to di argom en
to segu e un v erbo. Quando esco con Gianni parliam o sem pre di politica, con Vit
torio invece parliam o dell'universit. Si usa spesso anch e la preposizione su,
sem plice o articolata, secon d o le r eg ole d'uso d eg li articoli.

Com plem ento di quantit, m isura


d a - Com pra due bottiglie di latte da un litro e due pacchi di spaghetti da

m ezzo chilo.
d i - Lucia ha un appartam ento di p o c h e stanze, m a m olto funzionale.
su - Per farti una camicetta ti ci vorranno sui due m etri di stoffa.
P er in dicare u n com plem en to di quantit, m isura, si usa pi sp esso la prep osi
zione da, sem plice. La preposizione di, sem plice, tuttavia q u asi sem p re usata
in esp ressio ni del tipo un muro di dieci metri, un grattacielo di settanta piani, un
libro di trecento pagine, ecc.
- La preposizione su, articolata, si u sa quando si in tende ch e la m isura ap p ros
sim ativa: Per farti una cam icetta ti ci vorranno sui du e m etri di stoffa = P er far

ti una camicetta ti ci vorranno circa due m etri di stoffa.

Com plem ento di qualit


co n - A Paolo son o sem p re piaciute le ragazze con gli occhi azzurri.
d a - Eugenio una person a un po'bru sca, m a dal cuore d'oro.
di - Oggi ci son o degli orologi di gran de precisione,

a -D a quando h o un lavoro a tem po pieno, non riesco pi a vedere gli amici.


Per in d icare il com plem en to di qualit si usa soprattutto la preposizione con,
articolata, che spesso pu sostitu ire la preposizione d a: Eugenio una person a

un p o ' brusca, m a con il cuore d'oro.


- Si usa la preposizione di soprattutto quando nella qualit com p reso u n sign i
ficato di valore o di m isura: un quadro di gran de valore, una donna d i bassa
statura, un bam bino di gran de intelligenza, ecc.
- Si u sa la preposizione a in e spressioni del tipo gonna a pieg h e, cam icia a qu a
dretti, stoffa a righe, ecc.

10. LE PREPOSIZIONI

Com plem ento di paragon e


d i - / m iei figli s on o pi grandi di tuo figlio.
P er in d icare il com plem en to d i paragone, s i usa sem p re la preposizione di, sem
plice o articolata, secon d o le reg o le d 'uso d egli articoli.

Com plem ento di fine o scopo


per
da
a
in

Chiara viaggia m olto p e r lavoro.


D evo com prare un p o ' d i biancheria da cucina.
A Cristiano p iace m olto an dare a pesca.
Vado in biblioteca: voglio p ren d ere dei libri in prestito.

P er indicare il c om plem en to di fin e o scop o si u sa soprattutto la preposizione

per, di solito articolata, m a talvolta sem plice, specialm en te in esp ressio ni di tipo
gen erico. L a preposizione p e r pu in g en e re sostitu ire la preposizione da: D evo
com prare un p o 'd i biancheria p e r la cucina.
- La preposizione da sem pre sem plice: abito da sera, scarponi da sci, tazza da
t, ecc.
- La preposizione in sem p re sem plice e s i usa in esp ressio ni com e in prestito,
in om aggio, in prem io, in affitto, in vendita, e cc.

Com plem ento di agen te


d a - No, ieri sera non er o in casa: e r o stata invitata a cena dai m iei cugini.
Per in dicare il com plem en to di agen te s i usa sem p re la preposizione da, sem pli
ce o articolata, s econ d o le regole d 'u so degli articoli. Il com plem en to di agen te
l'elem ento della fra se passiva c h e in d ica ch i com pie l'azione SS.

Com plem ento di o rig in e e provenienza


d a - H o saputo dalla televisione c h e dom ani ci sar uno sciopero dei treni.
di - Antonio vive a Firenze, m a di Sassari.
Per in d icare il com plem en to di origin e e p rovenienza si usa soprattutto la p re
posizione da, sem plice o articolata, s econ d o le r egole d 'u so degli articoli.
- S i u sa la preposizione di p er in d icare il luogo di origine, di n ascita di una p e r
sona.
0 La preposizione di semplice con i nomi di citt, articolata con i nomi di nazione e
di regione: Si sente bene che Paola del Veneto.

10. LE PREPOSIZIONI

Uso delle preposizioni proprie


nelle frasi implicite
Alcune preposizioni proprie son o m olto usate p er m ettere in relazione due fra
si. In troducono una fra se (o proposizione) subord inata di form a im plicita E2,
con il v erb o all'infinito. Q uando le preposizioni in troducono una frase s o n o
s e m p r e s e m p lic i.
D iam o d egli esem pi, fra quelli d 'uso pi com une, raggruppati in b ase al tipo di
proposizione subordinata S ch e le preposizioni introducono.

Proposizione soggettiva e oggettiva


di - Ciao Carlo, spero di non averti disturbato.

Prop osizione causale


d i - Mi dispiace m olto di non poterti aiutare.
a - Carlotta stata sciocca a non seguire i consigli del m edico.
p e r - 1 ragazzi han n o ricevuto un prem io p e r av er avuto buoni voti in pagella.

Prop osizione finale


di
a
da
per

Si pregan o i signori viaggiatori di allacciare la cintura e di non fum are.


Andiam o a fare una giratina in citt?
lo non pren d o il caff, preferisco qualcosa da bere.
D'accordo, ci sentiam o dom ani p e r stabilire la data della partenza.

Prop osizione consecutiva


d i - No, non un film divertente, m a un film c h e m erita di essere visto.
d a - Benedetta si laureata e d felice da impazzire.
p e r - No, Lorenzo! Sei ancora troppo piccolo p e r andare in discoteca.

Prop osizione condizionale


a - A sentire lui, dice ch e aveva studiato moltissimo, m a l'esam e

andato male.

ED Gli aggettivi qualificativi

1 . D om enica s c o r s a siam o stati al lago e d ab biam o passato una giornata p ia c e


vole.
2 . 1 cani di Paola son o bianchi.
3. Oggi c' sciopero: i q u o tid ia n i non escono.
Gli aggettivi qualificativi indicano una p articolare qualit o caratteristica di p er
sone, animali, cose (1, 2 , 3).
C om e tutti gli altri tipi di aggettivi (num erali, possessivi, dim ostrativi, e cc.) son o
parole, variabili nel g en ere e n el num ero, c h e si riferiscono ad un n om e. Si p os
son o u sare gli aggettivi con d ue funzioni fondam entali.
- U na funzione di a ttr ib u to (1): l'aggettivo fa parte del gruppo del nom e e c'
un c ollegam en to d iretto fra aggettivo e nom e.
- Una funzione di p r e d ic a to (2): l'aggettivo fa parte del gruppo del verbo ed
collegato al nom e per mezzo di un v erbo, c h e nella m aggioranza dei casi il
verbo essere.
Gli aggettivi qualificativi so n o m olto nu m erosi e m olto vari. C om e il nom e, il
verbo e l'avverbio, so n o una classe aperta di parole, cio si rinnovano e aum en
tano in continuazione.
Quasi tutti gli aggettivi qualificativi p ossono a vere la funzione di nom e: in q u e
sto c aso son o uniti ad un articolo, un nu m erale, e c c . (3).

I Genere e numero degli aggettivi qualificativi


1. Maria una b e lla ragazza, viv ace e g e n e r o s a , su o fratello invece un po'

e g o is ta .
La flessione degli aggettivi, p er q u anto riguard a il g en ere e il num ero, simile
a quella dei nom i Q (1)-

61

11. GLI AGGETTIVI QUALIFICATIVI

L'aggettivo bello, quando sta davanti al nom e, cam bia la propria form a
secon d o le stesse reg o le dell'articolo d eterm inativo e d ell'aggettivo d im ostrati
vo quello S : Nell'Ottocento facevano dei b e i mobili, m entre quelli di oggi non

son o affatto belli. / Giorgio un bell'u om o: alto, elegan te e h a d ei b e g l i occhi.


L'aggettivo gra n d e pu avere, al singolare, la form a tronca gran quando si
trova davanti a nom i fem m inili che com inciano p er un a qualsiasi consonante o a
nom i m aschili c h e com inciano p er una consonan te diversa d a z, s+ consonante,
gn: Maria Callas era una g r a n donna e una g ra nd e cantante. In questa stanza c'

un gran freddo.
L'aggettivo b uono ha di solito, al singolare, la form a tro n ca buo n davanti a
tutti i nom i m aschili: Questa lavatrice ha un buo n prezzo.
L'aggettivo sa n to ha, al singolare, la form a tro n ca san davanti ai nom i
m aschili c h e com incian o p er un a consonan te d iversa da s+ conson ante, h a la
form a san t' davanti ai nom i, m aschili e fem m inili, ch e com inciano p er vocale:

A Padova c' una gran de chiesa dedicata a Sant'Antonio. /A d Assisi, nella basi
lica di San Francesco, ci son o degli affreschi di Giotto.
Gli aggettivi c o m p o s ti, ch e son o form ati dall'unione di due aggettivi com e

grigioverde, sordom uto, italo-am ericano, ecc., cam bian o al fem m inile e al plura
le solo il secon d o elem ento, a n ch e se i due elem enti non son o fusi in u n'u nica
parola grafica, m a son o divisi da un trattino: Oggi m olte person e sordom ute

raggiungono buoni risultati nell'uso del linguaggio parlato.


Ci son o degli aggettivi in v a ria b ili, che n o n cam bian o la form a sia nel
maschile/femm inile, sia n el singolare/plurale, fr a i quali ricordiam o:
- arrosto: H o preparato della carne arrosto.
- pari, dispari, impari: La Com m issione p e r le p ari opportunit ha detto di non

usare nom i maschili p e r le donne.


- alcuni aggettivi ch e indicano il colore com e viola, rosa, m arrone, ecc.: Per la

festa di dom ani m i m etter un abito rosa.


- gli aggettivi usati in coppia con un altro aggettivo o c on u n n om e p e r indica
re gradazioni di c o lo re com e azzurro pallido, v erd e bottiglia, verde salvia, ecc.:

No, questi non mi piacciono, son o v erd e salvia. Io volevo dei pantaloni v erd e
bottiglia.
- alcune locuzioni avverbiali S usate com e aggettivi com e p erben e, dappoco,
ecc.: I Landi son o person e p erb en e.

62

11. GLI AGGETTIVI QUALIFICATIVI

- gli aggettivi form ati con anti+nom e com e antinebbia, antifurto, ecc.: I fari anti

nebbia son o m olto utili.


O importante ricordare che la flessione dell'aggettivo del tutto autonoma rispetto a
quella del nome a cui si riferisce. Aggettivi che hanno il maschile singolare in -o, ad
esempio, si possono riferire a nomi che hanno il maschile singolare in -e e viceversa.

Luigi un bravo insegnante ed una persona gentile.


G e n e re e n u m e r o d e g li a g g e ttiv i q u alificativ i
G e n e re

S in g o la re

m aschile

-o

bello

-i

belli

fem m inile

-a

bella

-e

b e lle ___________________________

m aschile

-e

felice

-i

felici

fem m inile

-e

felice

-i

felici ____________________________

m aschile

-a

entusiasta

-i

entusiasti

fem m inile

-a

entusiasta

-e

entusiaste

P lu ra le

_________________

Accordo degli aggettivi qualificativi


1. Daniela mi p iace m olto. una donna simpatica e intelligente.
Gli aggettiv i co n co rd a n o n el nu m ero e nel g e n e re con il no m e a cui si riferi
sc o n o (1).
Q uando u n aggettivo si riferisce a pi nomi d ello stesso g en ere, e sso p rende
il nu m ero plurale e conco rd a con il g en ere dei nom i: Hai p reparato proprio

un'ottima cena. La pasta e la carne eran o squisite.


Q uando un aggettivo si riferisce a pi nom i di g en ere diverso, esso prende
gen eralm ente il nu m ero plurale e il g en ere m aschile: S p esso i giovani dim ostra
n o un coraggio e una volont straordinari. Pu p rend ere il g e n e re fem m inile
quando il n om e ad e sso pi vicino di g en ere fem m inile: Nei giardini della villa
B orrom eo ci son o dei fiori e delle piante splendide.

M Posizione degli aggettivi qualificativi


1. ie r i son o uscita p e r la prim a volta con la mia m acchina nuova.
2. Oggi h o voglia di uscire. Andr a fare un g iro con la m ia nuova macchina.

11. GLI AGGETTIVI QUALIFICATIVI

Q uando gli aggettivi h an n o funzione di attribu to possono e sse re m essi im m e


diatam ente prim a o im m ediatam ente dopo il nom e. La loro posizione pi com u
ne tuttavia dopo il nom e.
- Gli aggettivi m essi d o p o il n o m e han no di solito un v alore d istin tiv o , attri
bu iscon o cio al n o m e una qualit c h e lo distingue (1).
- Gli aggettivi m essi p r im a d el n o m e han no in vece spesso un valore d e s c r i t
tivo, attrib u iscono cio al nom e una qualit g en erica (2).
Q uando g li aggettivi qualificativi c h e si riferiscono al nom e son o pi di uno,
si m ettono di solito tutti dopo il n om e, m a si possono m ettere a n ch e tutti prima:

stata una conferenza lunga e noiosa. / Grazie p e r il gradito c b el regalo!


Solo qu and o si tratta di un aggettivo g en erico e uno specifico, in g en ere si m et
te prim a d el n om e qu ello g en erico e d opo il n om e quello specifico: La zuppa di

fagioli un tipico piatto toscano.


Ci son o alcuni tipi di aggettivi qualificativi ch e, p e r il loro significato, si u sa
no quasi esclu sivam ente d o p o il n o m e . S on o i seguenti.
-G li aggettivi ch e esprim ono nazionalit o appartenenza a catego rie, gruppi,
ecc.: Negli ultimi venti anni laltezza m edia d ei giovani italiani aumentata di

alcuni centimetri.
- Gli aggettivi c h e indicano c olore, form a e m ateria: Quest'anno voglio m ettere
sul terrazzo tanti gerani rossi.
- G li aggettivi ch e son o fo rm e dei participi presenti o passati: L'uovo un ali
m ento nutriente.
- Gli aggettivi alterati o preceduti d a un avverbio: Mi p iace De Gregori p e r c h fa
una musica m olto dolce.
O Ci sono alcuni aggettivi che assumono un significato o una sfumatura di significato
diversi, se messi prima o dopo il nome. Fra questi ricordiamo i pi comuni: un uomo
gentile = un uomo cortese; un gentil uomo = un uomo nobile; una donna povera =
una donna che ha pochi soldi; una povera donna = una donna sfortunata; un nome
proprio = un nome diverso da quello comune; il proprio nome = il mio, il tuo, il suo
nome; una brava persona = una persona onesta e corretta; una persona brava =
una persona abile, capace.

H Gradi dell'aggettivo qualificativo


1. Marco forse pi intelligente di Andrea, m a certam ente m eno studioso.
2 . Questa lavatrice m olto buona. Peccato ch e sia la pi cara di tutte.
3 . Complimenti Teresa, hai una casa grandissim a c bellissima!

11. GLI AGGETTIVI QUALIFICATIVI

Gli aggettivi qualificativi (com e m olti avverbi 2 ), oltre alla qualit, possono
esprim ere anch e la m isura o g r a d o con il quale la qualit posseduta da una
persona, anim ale o cosa.
Si p u v ariare il g rad o di un aggettivo qualificativo in d ue modi.
- C on il g rad o c o m p a ra tiv o : l'aggettivo esprim e la qualit facen d o un p arago
ne con altre p erson e o altre c o se (1).
- C o n il g rad o s u p e rla tiv o : l'aggettivo esprim e la qualit al m assim o livello. Il
grad o superlativo viene d etto re la tiv o quando esprim e il grado m assim o o
m inim o di una qualit in relazione a un gruppo di p ersone o c o se (2). Il grado
superlativo viene d etto a s s o lu to qu and o indica la qualit al m assim o, senza
relazione c on a ltro (3).

G rado com parativo


Il grado com parativo pu esp rim ere un paragone fra due anim ali, p erson e o
co se rispetto a una stessa qualit: M arco pi intelligente di Andrea; oppure
pu e sprim ere un p aragone fra d ue qualit riferite alla stessa p ersona, anim ale
o cosa: M arco pi intelligente c h e studioso.
Il grad o com parativo pu esprim ere un rapporto di m a g g io ra n z a , di m in o
ra n z a o di u g u a g lia n z a .
N el com parativ o di m a g g i o r a n z a si m ette sem p re davanti all'aggettiv o
(ch e il prim o term in e di paragone) l'av v erb io pi e si m ette la preposizione
di davanti al s eco n d o term ine di p a ra g o n e, s e q u esto un nom e, un p ronom e
o un a v v erb io: In cucina, m ia figlia p i brava di m e. S i m ette la congiunzio
ne c h e d avanti al seco n d o term ine di p aragon e, qu and o si fa un p arag o n e fra
due aggettivi, due v erbi o due avverbi: C ertam ente p i facile dire di s ch e

dire di no.
Nel com parativo di m in o ra n z a si seg u on o le s tesse regole di qu ello di m ag
gioranza, m a si sostitu isce, o vviam ente, l'avverbio pi con l'av v erbio m eno: La

vite una pianta m eno resistente dell'olivo.


Nel com parativo di u g u a g lia n z a il prim o term ine di p aragone si u sa, di p re
ferenza, da solo, o si m ette davanti ad esso l'avverbio tanto o l'avverbio cos.
D avanti al secon d o term ine di paragone si m ettono sem p re l'avverbio com e o
l'avverbio quanto: In disegno Arturo non bravo co m e Emanuele. / Mi p iace

quest'auto p e r c h tanto bella quanto econom ica.

65

11. GLI AGGETTIVI QUALIFICATIVI

Grado superlativo
Nel sup erlativo r e la tiv o si m ette davanti ag li avverbi pi o m en o (o, se p os- 1
sibile, davanti al no m e al q u ale si riferiscono) l'articolo determ inativo e d avan- fl
ti al term ine di con fron to la preposizione di o la preposizione fra/tra: II Cervino fl
la m ontagna pi bella delle Alpi. /S tefa n o il m eno bravo fra tutti i m iei col-

leghi.
Il g rad o superlativo a s s o lu to si pu e sprim ere n ei s egu enti modi.
- S i pu a gg iu n g ere a ll'aggettiv o il suffisso -issimo: Oggi son o felicissima! Ho 1

finalmente superato l'esam e di econom ia di azienda.


- S i pu m ettere davanti all'ag g ettiv o un av verbio di qu antit com e m olto, 1

assai, ecc . o u n avverbio di m odo co m e n otevolm ente, particolarm ente, stra- 1


ordinariam ente, e c c . o un a v verbio co m e proprio e davvero: La lezione di ieri I
ci sem brata particolarm ente interessante. / Questo rom anzo p rop rio '
divertente.
- Si pu m ettere d opo, o anch e davanti, all'aggettivo una delle due locuzioni sul j
serio e p e r davvero: Carlo aveva ragione, il com pito era difficile p e r davvero.
- Si pu rip etere l'aggettivo: Ecco, Maria, stai qui buona buona. La m am m a tor- J
na subito.
O Ci sono molte espressioni in cui un aggettivo, unito ad un altro aggettivo o a partico
lari locuzioni, acquista valore superlativo. Si tratta per lo pi di sequenze fisse di paro
le (polirematiche), modi di dire 3, che vanno usati solo se si conoscono bene. Ricor
diamo fra le pi comuni: stanco morto, pieno zeppo, innamorato cotto, buono come
il pane, furbo come una volpe, grasso come un maiale, ecc.
Gli aggettivi qualificativi buono, cattivo, grande, piccolo, oltre ad avere le II
norm ali form e di com parativo e superlativo, hanno anch e fo rm e s p eciali ch e m
non derivano dall'aggettivo di base, m a dal latino. N ell'uso le due form e son o f l
equivalenti: Gregorio il pi gra n d e dei m iei nipoti, Claudio invece il m inore, j
Aggettivo Comparativo di maggioranza

Superlativo relativo

Superlativo assoluto

buono

pi buono/migliore

il pi buonoAI migliore

buonissimo/ottimo

cattivo

pi cattivo/peggiore

il pi cattivo/il peggiore

ca ttivissimo/pessimo_ i l

grande

pi grande/maggiore

il pi grande/il maggiore

grandissimo/massimo f l

piccolo

pi piccolo/minore

il pi piccolo/il minore

piccolissimo/minimo^ f l

EH Gli avverbi

1 . S e volete p ren dere il treno, dovete an darvene velocem ente.

2. Maria una bam bina molto buona.


3 . Ti sei com portato troppo* stupidamente.
4 . Certo. Domani* potrem m o andare a ved ere la m ostra di Modigliani.
5 . La quasi totalit degli operai m etalm eccanici h a fatto sciopero.
Gli avverbi m od ificano o specificano in u n certo m o d o il sign ificato d ella frase.
Gli avverbi son o p arole in v ariab ili, cio n o n si a ccord ano p er g e n e re e n u m e
ro c on le altre parole della frase.
Gli avverbi possono trasm ettere inform azioni m olto diverse: ci son o infatti
avverbi di m o d o (o avverbi qualificativi) (1, 3), avverbi di te m p o (4*), avverbi
di lu o g o , avverbi di q u a n tit (2, 3*, 5), avverbi di a ffe rm a z io n e e n e g a z io
n e (4), avverbi in te r r o g a tiv i.
Gli avverbi possono riferirsi ad un v e r b o (1, 4*), ad un a g g e t tiv o ( 2 ) , ad un
altro a v v e r b io (3), ad un in t e r a f r a s e (4), ad un n o m e (5).

Formazione degli aw erbi


Per q u anto riguarda la form azione, nella v asta categ o ria degli avverbi possia
m o d istingu ere quattro gruppi.
Gli a vverbi s e m p lici: son o form ati da una sola p arola, ch e non n d eriva
ta n com posta da altre, com e ad esem pio be n e , m ale, sem pre, mai, poco,
m eno, qui, ecc.
Gli avverbi c o m p o s ti: son o form ati d a due o pi elem enti d iversi fusi in una
sola parola, co m e ad esem pio soprattutto, talvolta, talora, ecc. Alcuni di questi
avverbi si possono scriv ere com e una sola parola o com e pi parole grafiche
staccate, c o m e ad e sem pio perlopi / p e r lo pi, oltrem odo / oltre m odo, ecc.

12. GLI AVVERBI

Gli avverbi d e r iv a ti: si form ano da u n'altra p arola alla qu ale si aggiu nge un
suffisso. La d erivazione pi im portante quella c h e si fa d all'aggettivo al quale
si aggiu nge -m ente. Q uando s i tratta di aggettivi c h e h an no form e diverse p er
il m aschile e fem m inile, la form azione d e ll'a w erb io avviene dalla form a fem m i
nile, co m e ad esem p io d a lento d eriva lenta-m ente. Q uando si tratta di ag g etti
vi che han no u n'u nica form a in e q u esti m an ten gono la stessa form a, com e ad
esem pio d a forte d eriva forte-m ente.
II significato dellavverbio in -mente non sempre uguale all'aggettivo da cui deriva.
Finalmente, ad esempio, non significa in modo finale, ma alla fine: Sono contenta
perch finalmente sono riuscita a capire questo problema. E solamente non signi
fica in modo solo, ma, come l'avverbio soltanto, ha valore limitativo: In questo libro

c' solamente la copertina che non mi piace.


Le lo cu zio n i a v v e rb ia li son o unit form ate d a due o p i parole d isposte in
un ordine fisso, c h e h an no lo stesso valore d eg li avverbi. Le locuzioni a w e rb ia - |
li son o n u m erosissim e e m olto u sate n ella lingua p arlata, sp esso c on variazioni
regionali.
Ci son o locuzioni avverbiali di tutti i tipi. Ricordiam o fra le tante: alla svelta, sul
serio, da vicino, da qu este parti, d'ora in avanti, fra p oco, di pi, all'incirca, senza
dubbio, n em m en o p e r idea, quasi quasi, e cc.
Nell'uso delle locuzioni avverbiali bisogna fare molta attenzione perch la loro scelta
e pertinenza legata al contesto e al registro. La locuzione alla lettera, ad esempio,
ha anche il corrispondente avverbio letteralmente, ma mentre possiamo dire indif
ferentemente: Ragazzi, dovete tradurre alla lettera oppure Ragazzi, dovete tradurre
letteralmente, possiamo dire solo A questora moriamo letteralmente di fame (e
non A questora moriamo alla lettera di fame).

Posizione degli avverbi


Q uando un avverbio si riferisce al verbo, l'avverbio sta di solito d ietro al v er
bo: H o fatto tardi e la segreteria dell'Universit era gi chiusa. M a pu anch e
avere una posizione libera: Domani, s e una bella giornata, voglio an dare n el

bosco.
Q uando il verbo h a form a com posta, m olti avverbi si p o sson o anch e m e tte r e i
fra l'ausiliare e il participio: Veramente non ho b en capito.
Q uando un avverbio si riferisce ad un aggettivo, l'avverbio sta davanti all'ag- ,jj
gettivo: Q uesto can e bello e molto buono.

12. GLI AVVERBI

Q uando un avverbio si riferisce ad un altro avverbio, qu ello di quantit sta


davanti agli altri: La mattina di solito m i alzo molto presto.
L'avverbio di neg azione non sta sem p re davanti al v erbo: Vorrei ch e tu n on
dimenticassi mai quello ch e ti h o detto.
Gli avverbi interrogativi in troducono una fra se interrogativa diretta
stanno di solito davanti al v erbo: Quanto costano qu este banane?

Tipi di a v v e r b i

Avverbi qualificativi
1. Oggi proprio una bella giornata. Si sta magnificam ente!
2. Bisogna cercare di fare b e n e an che ci ch e non si fa volentieri.
Gli avverbi q u alificativ i indicano com e si svolge un'azione e p er qu esto si chia
m an o a n ch e avverbi di m odo. Si u san o com e avverbi di m odo:
- gli avverbi in -m ente (1).
0 Tra gli avverbi in -mente comunissimo, nel parlato, l'uso di praticamente nel sen

so di in sostanza, di fatto: Il lavoro praticamente finito: mancano solo piccole rifi


niture.
- alcuni avverbi sem plici (2).
- alcuni aggettivi qualificativi m aschili singolari trattati com e avverbi: S e vuoi

c h e capisca, devi parlare chiaro.


- alcune locuzioni avverbiali: Sono un tipo solitario. Mi p iace stare in solitudine.
O

Alcuni aggettivi qualificativi usati come avverbi formano con il verbo delle esp
ni fisse (o cristallizzate) di uso comune, che stanno aumentando nella lingua di oggi
soprattutto per l'influenza della pubblicit. Ricordiamo: parlare chiaro, vedere chiaro,

andare forte, andare piano, lavorare sodo, vestire pesante, tenere duro.
0 Sono locuzioni avverbiali qualificative particolari, ma di uso comunissimo, quelle for
mate con la preposizione articolata alla seguita da un aggettivo femminile: si tratta di
una espressione ellittica in cui viene sottintesa la parola maniera o moda: Mipare che
questo modo di insegnare sia molto all'antica. / Molti sostengono che sia migliore

una repubblica presidenziale alla francese


O Per indicare piatti e ricette di cucina la preposizione alla, oltre che ad aggettivi fem
minili (bistecca alla fiorentina), viene unita anche a nomi propri (bistecca alla Rossini)
e a nomi comuni al femminile (penne alla boscaiol).

12. GLI AVVERBI

Avverbi di tem po
1 . Non andiam o mai a m angiare alla mensa. Talvolta m angiam o al ristorante e

m olto sp esso a casa.


2. Di giorno in gio rno im paro un po'm eg lio l'italiano.
Gli avverbi di te m p o indicano il tem po n el quale si svolge un'azione (1, 2).
Tra gli avverbi sem plici ricord iam o i pi com uni: ora, adesso, allora, ormai,
subito, prima, dopo, sem pre, spesso, mai, talvolta, gi, presto, tardi, ieri, oggi,
domani, ecc.
Gli avverbi ch e indicano la su ccession e dei giorni e le parti di una giornata
son o i seguenti: l'altro ieri, ieri, oggi, domani, dopodom ani.
Ie r i

O ggi

D om ani

ieri mattina

questa mattina/stamattina

dom ani mattina/domattina

ieri pom eriggio

qu esto pom eriggio

dom ani pom eriggio

ieri sera

questa sera/stasera

dom ani sera

ieri notte

questa notte/stanotte

dom ani notte

P er in dicare una o pi unit di tem p o preced enti rispetto a quella attuale si


pu sem pre usare la locuzione con fa: Tre anni fa son o stato in America. Q uan
do tuttavia si tratta di un riferim ento g en erico a settim ana, m ese, ann o si posso
n o u n ire ai sostantivi ch e indicano l'unit di tem po g li aggettivi scorso e pas

sato. L'anno passato c' stata una bellissim a prim avera. / 1 gio rni scorsi h o
lavorato molto.
Per in dicare una o pi unit di tem po successiv e rispetto a quella attuale si
pu sem p re u sare la locuzione c o n fra: Fra tre anni sp ero di av er finito di stu
diare. Q uando tuttavia si tratta di un riferim en to gen erico a settim ana, m ese,
ann o si pu unire ai sostantivi c h e indicano l'unit di tem po l'aggettiv o p rossi

mo: Il corso di traduzione comincia il m e se prossim o.


L'avverbio ancora esprim e la continu it di un'azione: Ieri, alle sette di sera,
ero ancora all'Universit. M a ha a n ch e altri usi.
- Si usa n el sen so di di nuovo: n ecessario ch e rivediam o ancora questo com
pito.
- Si usa m olto nelle frasi in terrogative p e r esp rim ere m eraviglia v erso il p rolun
garsi di un'azione, di un fatto: Ma possibile c h e tu non abbia ancora capito?

12. GLI AVVERBI

- Si u sa com e avverbio di quantit p e r rafforzare un a ltro avverbio: D evi riusci

re a parlare l'italiano ancora meglio.


L'avverbio gi indica c h e u n'azione com piuta: Benedetta, sbrigati a d uscire.
Son o gi le sette. M a si usa anch e al p osto del s: Perch s e i ancora qui? Non av e

vi un appuntam ento alle sei? - Gi, vero.


L'aw erb io mai indica un fatto che n on si svolge in n essun tem po e si usa spes
so in frasi negative: No, Mario non mai stato presidente della S.I.M.A.C.
M a i h a anch e altri usi.
- S i usa al posto del no, com e negazione assoluta: P erch non vieni a Firenze?

Io? Mai.
- Si u sa nelle frasi interrogative con il sign ificato di qualche volta: Hai mai lavo
rato con Nicola?
- Si usa nelle frasi esclam ative com e rafforzativo: Non capisco p e r c h ti p r e o c
cupi tanto p e r la scuola di tuo figlio. Ma ch e sar mai!
O Lespressione com e mai ha il significato di perch. Non so com e mai Antonella ha
smesso di frequentare /'Universit.
L'avverbio o r a , c h e sinonim o di adesso, indica un'azione c h e s i svolge nel
tem po presente: Ora non posso uscire, sto preparan do una torta. M a si usa
anch e p er indicare u n fatto passato da p o co o c h e sta p er verificarsi: No, Moni
ca non c'. uscita proprio ora. / O ra dovete stare be n e attenti, p e r c h vi spie

g her l'uso d ei tem pi passati.


Si usano com e avverbi di tem po a n ch e alcun e locuzioni avverbiali fra cui
ricordiam o: sul presto, sul tardi, p e r tem po, in tem po, nel frattempo, prima o poi,

in un batter d'occhio, di giorno in giorno, ecc.


La locuzione in tem po m olto usata con i v erbi fare e essere nel sen so di ave
r e ancora il tem po / riuscire a fare qualcosa: S e ti sbrighi, sei ancora in tem po a
p ren dere il treno.

Avverbi di luogo
1. Dov' il dizionario? - qui.
2. Passiamo p e r di qua, m i han n o detto c h e la strada pi breve.
Gli avverbi di lu o g o indicano il luogo in cui si sv olg e u n'azione o d ove si trova
q u alcosa o q u alcuno (1, 2).

12. GLI AVVERBI

Tra i pi com uni avverbi di luogo ricordiam o vicino, lontano, accanto, fuori,
dentro, dietro, davanti, indietro, avanti, sotto, sopra, intorno, dappertutto, via,
ecc. M olti di qu esti nella frase possono a nch e a vere la funzione di preposizione
E e quindi colleg are un nom e o un p ronom e ad altri elem enti d ella frase.
Gli avverbi qui, qua, quass, q ua ggi indicano un luogo v icino a chi parla
e lontano da chi ascolta.
Gli avverbi l, l, lass, laggi indicano un luogo lontano sia da chi parla che
da chi a scolta, m a a nch e un luogo lontano d a chi parla e v icino a ch i ascolta.
Ricordiamo che gli avverbi l e l (come qui e qua) si usano per lo pi indifferentemen
te, anche se l e qui indicano piuttosto un luogo puntuale e l e qua una zona pi vasta
e generica: La tua camicia l, sul letto. Anna andata di l, nella stanza d Lucia.
L'avverbio via indica l'allontanam ento da un luogo in m odo g en erico: gi
andato via M arco?
Si usano com e avverbi di luogo anch e alcune locuzioni avverbiali com e al di
qua, al di l, in qua, in l, p e r di l, p e r di l, p e r di qui, p e r di qua, in giro, p e r aria, ]
ecc.

Avverbi di quantit
1. M argherita una ragazza molto bella, m a an che molto antipatica.
2. Quanta gen te hai invitato alla tua festa? Quindici person e, all'incirca.
Gli avverbi di q u a n tit indicano la q uantit in m odo non p reciso, indefinito, e
riferito soprattutto a ll'abbond anza o alla scarsit (1, 2).
Tra g li avverbi sem plici ricordiam o i pi com uni: affatto, poco, appena, a b b a stanza, piuttosto, m olto, tanto, assai, parecchio, troppo, alquanto, altrettanto, e cc. ,
M olti avverbi di q uantit com e molto, poco, tanto, troppo, ecc. son o form e
m aschili singolari dei corrispondenti aggettivi indefiniti 2 . O ccorre ricordare
che quando si u san o com e aggettivi s i accord ano con il g en ere e il num ero del
no m e a cui si riferiscono, q uando si usano com e avverbi son o invariabili: Il giar-

dino di Laura mi piace, anche s e ci son o p ochi fiori. /I I giardino di Lucia non mi
piace p e r c h ci son o d ei fiori poco belli.
L'avverbio aifatto sign ifica "d el tu tto" e si pu usare in frasi afferm ative: Mi
sem bra ch e tu abbia delle idee affatto simili alle mie. Si usa tuttavia so p ra ttu tto .{

12. GLI AWERBI

in frasi negative nelle quali rafforza la neg azione e p rende il sign ificato di "p er
niente": Ci p iace studiare l'italiano. Non affatto diffcile!
Altrettanto l'avverbio ch e ind ica una quantit recip ro ca. Si u sa sp esso n el
le risposte alle espressioni di augurio: Buon appetito. Grazie, altrettanto! /A rri
vederci e buon lavoro. Altrettanto a Lei dottor Bossi!
Si usan o com e avverbi di quantit anch e alcun e locuzioni avverbiali fra cui
ricordiam o: un po', un po' troppo, appen a appena, all'incirca, pi o m eno, su p e r
gi, ecc.

Avverbi di giudizio: afferm azione, negazione e dubbio


1. Bravo Giulio! Nel tuo com pito non c' n ep p u re uno sbaglio.
2 . Mi dispiace, m a dom ani non posso. Eventualm ente p otrem o vederci luned.
Gli avverbi di g iu d iz io indicano l'afferm azione o la negazione di un evento
oppure il giudizio di eventualit c h e su di esso d il parlante ( 1 ,2 ).
Tra gli avverbi sem plici i pi com uni son o i segu enti: s, certo, sicuro, proprio,
appunto, davvero, ch e s i u sano p er afferm are e no, n eanche, neppure, n em m e
no, ch e si u san o p er n egare.
L'avverbio di negazione non l'avverbio di giudizio pi frequ en te. Si m ette
sem pre prim a del v erbo ed il mezzo fond am entale p er trasform are una frase
afferm ativa in negativa: Oggi c' il sole. / Oggi non c' il sole.
Gli avverbi n o e s (che si usano p er dare una risposta negativa o afferm ativa
ad una interrogativa H ) han no il valore di un 'intera frase: Hai visto Monica ? No.

[No = N on h o visto M onica).


Per rispond ere p ositivam ente, al p osto del s si u san o sp esso certo , certam en
te, esatto, esattamente, sicuro, ecc.: Non ti sem bra c h e Riccardo sia cresciuto?
Certo.
9 Nello stile colloquiale si usa spesso la ripetizione degli avverbi s e no per dare pi for
za allaffermazione o alla negazione: Ti piaciuto il regalo che ti ho mandato? S, s.

bellissimo! Grazie tante.


Gli avverbi di neg azione neanche, nep pu re, n em m en o richiedon o l'uso del
l'avverbio non se stanno dopo il verbo, si usano senza il non se stanno prim a del

12. GU AVVERBI

verbo: Tutti dicon o ch e son o innam orato di Paola, m a quella ragazza non m i pia
c e n em m en o. / Tutti dicono ch e son o innam orato di Paola, m a quella ragazza

n em m en o mi piace.
L'avverbio mica, com e l'avverbio affatto S , serv e a rafforzare la n egazione.
Mica, co m e l'avverbio tem porale m ai S e com e i p ronom i e g li a ggettivi in de
finiti n egativi, se sta d opo il v erbo richied e l'u so d ell'avverbio non: L'Universi
t di Siena non mica tanto grande.

O Mica si usa anche come negazione indipendente in alcune espressioni del tipo mica
male, mica tanto, mica per niente, mica sono scemo, mica stato lui, ecc.
L'avverbio fo rs e , si u sa p er m ettere in dubbio: F o rs e non ci siam o capiti.
Si usano com e avverbi di giudizio anch e avverbi derivati in -m ente com e gli
avverbi di afferm azione sicuram ente, certam ente, ovviamente, quelli di dubbio
probabilm ente, eventualmente, ecc. e alcune locuzioni avverbiali com e di certo,
di sicuro, p e r l'appunto, senza dubbio, n ean che p e r sogn o, ecc.

Avverbi in terrogativi
Gli avverbi interrogativi in trod ucono u na fra se interrogativa diretta S .
Possono e ssere:
- avverbi interrogativi di m o d o : C om e stai?
- avverbi interrogativi di lu o g o : Dove siete andati ieri?
- avverbi interrogativi di te m p o : Quando pen si di arrivare a Torino?
- avverbi interrogativi di q u a n tit : Quanto lungo qu esto testo?
- avverbi interrogativi di c a u s a : P erch Lei non venuto al concerto?

Gradi dell'avverbio
1. Quest'anno la squadra femm inile di sci sta andan do benissim o.
2 . H o cam biato casa. A desso abito pi lontano dalla citt.
M olti avverbi, com e gli aggettivi qualificativi E2, possono a v ere il com parativo
e il superlativo: si tratta d egli avverbi di m odo (1) e di alcuni avverbi di tem po e
di luogo (2).
Il co m p a r a tiv o di m ag gioranza e di m inoranza d egli avverbi si form a, com e
p er gli aggettivi, c o n pi/m eno (2).
74

_____________________ 12. GLI AVVERBI

^
Il s u p e r la tiv o si form a cos:
- S i aggiu nge il suffisso -is s im o agli avverbi sem plici: lontano / lontanissimo,

presto / prestissimo.
- P er gli avverbi di m odo in -m ente, si aggiu nge il suffisso -m e n te al grado
superlativo dell'aggettivo fem m inile singolare: allegram ente / allegrissim a
m ente, stranam ente / stranissima-mente.
-A lc u n i avverbi, com e gli aggettivi corrispond en ti hanno form e proprie di
com parativo e superlativo. Q uasi tutti questi avverbi non am m ettono, com e
a ccad e invece p er gli aggettivi, anch e l'uso della form a norm ale: Oggi sto

abbastanza ben e, m a vorrei star m e g lio .


A v v e rb io

C o m p a r a tiv o d i m a g g io r a n z a

S u p e rla tiv o

ben e

m eglio

ottim am ente o benissim o

m ale _________ p eg g io

pessim am en te o malissimo

m olto

pi

moltissimo

poco

m en o

pochissim o

grandem ente

m aggiorm ente

m assim am ente

75

UHI

DO I Numerali

1. D u e person e hanno visto quello ch e era successo.


2.11 tren ta un numero.
3. E n tram bi correvano.
4. Marco arrivato p r im o nella gara di corsa; Giuseppe arrivato qu arto.
5 . Fra un m e s e Tom m aso d ev e con segn are la tesi di laurea, m a ne ha fatta solo
un terz o.
6 . La squadra di calcio della Juventus ha segnato il d o p p io dei gol deU'Inter.
7. Arriver a casa fra una ven tin a di minuti.
I num erali son o p arole e strutture c h e indicano q uantit n um erabili; com p ren
dono aggettivi (1 ,4 ) , sostantivi (2), pronom i (3). L a catego ria pi am pia c o sti
tuita d agli aggettivi num erali.
Esistono n u m e ra li c a r d in a li (1, 2), o rd in a li (4), f ra z io n a ri (5), m o ltip licati
vi (6), co llettiv i (7).

Gli aggettivi numerali cardinali


Gli aggettivi num erali c a rd in a li indicano il num ero.
I numerali cardinali son o invariabili, salvo uno, che ha il fem m inile una e mille, che
ha la form a plurale -mila: Mamma, m i dai diecim ila lire p e r andare al cinema?
Milione e miliardo so n o nomi. E ssi form ano reg olarm en te il plurale e son o
seguiti dalla p reposizione di. N on son o seguiti dalla preposizione se son o segu i
ti da altri num eri: Luca ha ereditato tr e m ilio n i d i dollari. /11 fatturato della
nostra azienda di circa 2.350.000 euro.
S e il num erale com posto con uno / una preced e il nom e p u perd ere la voca
le finale, specialm en te se il nom e inizia p er vocale: Il figlio di Lucia ha compiuto

venturi anni.

13. I NUMERALI

I nu m eri com posti d a pi elem enti si scriv ono uniti: M am m a, devo p ag a re le

tasse dell'universit: m i servon o quattrocentocinquantasette euro.


Le decine, a p artire da venti, unite a uno e otto, perdono la v ocale finale: Mia
su ocera ha ottantotto anni.
I nu m eri com posti c on tre hanno l'accento: Mia figlia ha ventitr anni.
I nu m eri cardinali in alcuni c a si s i scrivono in cifre, in altri casi si scriv ono in
lettere. I num eri cardinali si scriv ono in cifre nel ca so di calcoli, m a anch e nel
caso delle date, dei valori alti, dei valori percentuali: Roma, 4 settem bre 1996. /

Si parla di una quota del 18,5%.


Per i valori alti si possono usare anche forme miste: LItalia ha 56 milioni di abitanti.

Uso dei num erali cardinali


I num erali cardinali c h e hanno funzione di a ggettiv o di solito stanno d a v a n
ti al nom e: Ieri h o studiato sedici pagin e di storia.
Stanno d ie t r o al nom e in alcuni c a si p articolari com e l'indicazione del num ero
della pagina o della casa, oppu re q u and o serv ono p er indicare le ore e le date:

Silvia ha cam biato casa: adesso abita al num ero 2 3 di via Dogali. / La prova scrit
ta d el con corso si svolger il giorno 12 settem bre dalle o re 8 alle o r e 14.
Per in dicare l'ora i num erali da 13 a 24 si usan o solo neg li orari ufficiali e n el
le form ule b urocratiche, m entre nella lingua p arlata si usano solo quelli da a
12. L e ore 12 si indicano in g en ere c o n m ezzogiorno e le o re 24 con mezzanot
te. I nu m eri c h e com p ong on o l'ora si u n iscono c on la congiunzione e.- Il treno

p e r Milano parte alle ore tredici e quindici dal binario dodici. /M i dici l'ora? E
l'una e un quarto.
Nei num erali ch e indicano anni si p ossono elim inare le prim e due cifre, q u an
do dal contesto chiara l'ep oca a cui c i si riferisce: La secon da guerra m ondiale
finita nel '45. P er i n um erali c h e in d icano i secoli si u sa in g en ere la cifra s e n
za le m igliaia: Mi piace m olto la pittura del '600.
Nella lingua parlata e nello scritto non formale, i nomi ora, giorno, anno vengono in
genere sottintesi: La lezione di italiano comincia alle nove.

1 3 .1NUMERALI

Gli aggettivi numerali ordinali


Gli aggettivi num erali o rd in a li indicano l'ord ine in una serie.
Gli aggettivi num erali ordinali s on o tutti variabili e si a ccord ano c on il g en e
re e il nu m ero d el nom e: L e ragazze della classe quinta si son o classificate terze

nel torneo di pallavolo.


I prim i dieci ordinali han no form a particolare {primo, seco nd o , terzo, qua r
to, quinto, sesto, settimo, ottavo, nono, decim o ). P er form are tutti gli altri si
aggiu nge il suffisso -esimo al nu m ero cardinale, che perd e gen eralm ente la
vocale finale: ven ti/ven tesim o.
Nei composti con il numero tre non c' elisione della vocale finale: quarantatreesimo.

Uso dei num erali ordinali


C om e quelli cardinali, anch e gli aggettivi num erali ordinali di solito stanno
d a v a n ti al nom e: II prim o am ore non si scorda mai. N ell'indicazione di re e
papi, si m etton o d o p o il n om e: U m berto II stato l'ultimo re d'Italia.
Gli ordinali si u san o p e r indicare il p rim o g iorn o del m ese (si usan o i cardinali
per tutti gli altri giorni): II prim o m aggio la festa d el lavoro.
Gli o rdinali si usan o p er in d icare i secoli. 11 prim o secolo va d all'ann o 1 all'an
no 100, il seco nd o secolo va dall'anno 101 a ll'ann o 200, e co s via: Nel XIII sec o

lo Siena era una delle pi importanti citt eu ropee.


O Gli ordinali si possono scrivere in cifre romane. Le cifre romane per scrivere gli ordi
nali si usano sempre quando servono per indicare i secoli e quando si riferiscono ai
papi o ai re: Giovanni XXIII stato un grande papa del '900.

I numerali moltiplicativi, frazionari,


distributivi, collettivi
I num erali m o ltip lica tiv i indicano una qu antit due (doppio), tr e (triplo),
qu attro (quadruplo) volte m ag giore di un'altra.
Q uando i m oltiplicativi h an no funzione di aggettivi son o variabili e si a ccord a
no con il nome.
D ei m oltiplicativi si usa soprattutto doppio, e com unque l'u so n o n si estende
mai oltre quadruplo: Vorrei una doppia porzione di insalata. /L a casa di Fabio

gran de il triplo della mia.


78

13. I NUMERALI

I m oltiplicativi h an no a nch e le form e duplice e triplice ch e s i u san o in gen ere


p er indicare q u alcosa c h e doppio n el s en so della qualit pi c h e d ella qu anti
t: Vorrei fare una duplice considerazione (= Vorrei fare una considerazione di

du e tipi).
I num erali fra z io n a r i indicano una o pi parti di un intero. Son o nom i e si
com pongon o di un n u m erale card inale e di un n u m erale ordinale: Fra quindici
giorni h o l'esam e di chimica e h o fatto solo d u e terzi (2/3) del program m a.
P er indicare la divisione di un in tero in d ue parti si usa mezzo, soprattutto nel
linguaggio m atem atico, met nel lin guaggio com une: Scrivete ragazzi: un
m ezzo pi cinqu e mezzi (1/2 + 5/2) / Mamma p o s s o uscire? H o gi fatto la
met degli esercizi di matematica.

O Mezzo si pu usare anche come aggettivo: Vorrei solamente mezza porzione di spa
ghetti.
I nu m erali d istrib u tiv i indicano c h e la q uantit d istribuita fra diversi so g
getti. S o n o esp ressio ni d el tipo a uno a uno, p e r due, tre p e r volta, quattro

alla volta, cinqu e p e r ciascuno, o gni sei: Per favore, contate b e n e le fotoco
p ie c h e vi h o dato: devon o essere otto p e r ciascuno.
I num erali co lle ttiv i o indefiniti indicano un in siem e n u m erico aH'interno di
una c lasse di elem enti. S on o soprattutto nom i com e coppia, paio, decina, ce n

tinaio, migliaio, ecc.: Laura e Paolo, p e r ristrutturare la loro casa, hanno sp eso
alcune centinaia di milioni.
I num erali collettivi ottenuti a ggiu ngen do il suffisso -in a ai num erali cardinali
ch e in dicano le d ecin e venti / ventina, trenta /trentina, quaranta / quarantina,
ecc. si usano c o n valore di quantit approssim ativa: Claudio pi giovane di
Maurizio, avr una quarantina d'anni (= avr circa quarant'anni).
1 num erali collettivi in -ina si usano di solito solo al singolare. Si usan o al plura
le centinaio e migliaio ch e h an no il p lurale centinaia e migliaia: S e si evitas

sero gli sprechi, lo Stato p otrebbe risparm iare ogni anno diverse centinaia di
milioni di euro.
0 Per indicare un gruppo di due ci sono pi termini il cui uso non intercambiabile. Si
dice un paio di scarpe, un paio di pantaloni, un paio di calze, un paio di occhiali, un
paio di forbici-, una coppia di amici, una coppia disposi, una coppia di gatti (quan
do si tratta di animali, e talvolta anche di persone, si intende in genere un maschio e
una femmina); un duetto di tenore e soprano-, un ambo al gioco del lotto.
0 Ambedue e entrambi/entrambe sono aggettivi e pronomi che si usano soprattutto
nello scritto e significano tutti e due: Durante la guida dell'automobile bene tene

re ambedue le mani sul volante.

1 3 .1NUMERALI

N u m eri e n u m e ra li
Numeri Numerali
cardinali
0

zero

uno

due

3
4

Numerali
ordinali

Numeri Numerali
cardinali

Numerali
ordinali

26

ventise^

primo

27

ventisette

ventiseiesimo
ventisettesimo

secondo

28

ventotto

ventottesimo
ventinovesimo

terzo

29

ventinove

quattro

quarto

30

trenta

trentesimo

Jr e

cinque

quinto

31

trentuno

trentunesimo

sei

sesto

32

trentadue

trentaduesimo

sette

settimo

33

trentatr

trentatreesimo

otto

ottavo

34

trentaquattro

trentaquattresimo

nove

nono

35

trentacinque

trentacinquesimo

dieci

decimo

36

trentasei

trentaseiesimo

11

undici

undicesimo

37

trentasette

trentasettesimo

12

dodici

dodicesimo

38

trentotto

trentottesimo

trentanove

trentanovesimo
quarantesimo
quarantunesimo

~ 10

13

tredici

tredicesimo

39

14

quattordici

quattordicesimo

40

quaranta

15

quindici

quindicesimo

41

quarantuno

16

sedici

sedicesimo

42

quarantadue

quarantaduesimo

17

diciassette

diciassettesimo

quarantatr

quarantatreesimo

18

iciotto

diciottesimo

44

19

diciannove

diciannovesimo

45

quarantacinque

20

venti

ventesimo

46

quarantasei

~ 43

quarantaquattro quarantaquattresimo
quarantacinquesimo
quarantaseiesimo

21

ventuno

ventunesimo

47

quarantasette

quarantasettesimo

22

ventidue

ventiduesimo

48

quarantotto

quarantottesimo

23

ventitr

ventitreesimo

49

quarantanove

quarantanovesimo

24

ventiquattro

ventiquattresimo

50

cinquanta

cinquantesimo

25

venticinque

venticinquesimo

'5 1

cinquantuno

cinquantunesimo

13. I NUMERALI

Numeri Numerali
cardinali

Numerali
ordinali

Numeri Numerali
cardinali

Numerali
ordinali

~52~~ cinquantadue

cinquantaduesimo

78

settantotto

settantottesimo

53__ cinquantatr

cinquantatreesimo

79

settantanove

settantanovesimo

54

cinquantaquattro cinquantaquattresimo

80

ottanta

ottantesimo

55

cinquantacinque cinquantacinquesimo

81

ottantuno

ottantunesimo

56

cinquantasei

cinquantaseiesimo

82

57

cinquantasette

cinquantasettesimo

83

ottantatr

ottantatreesimo

58

cinquantotto

cinquantottesimo

84

ottantaquattro

ottantadue

ottantaquattresimo

ottantaduesimo

59

cinquantanove

cinquantanovesimo

85

ottantacinque

ottantacinquesimo

60

sessanta

sessantesimo

86

ottantasei

ottantaseiesimo

61

sessantuno

sessantunesimo

87

ottantasette

ottantasettesimo

62

sessantadue

sessantaduesimo

88

ottantotto

ottantottesimo

63

sessantatr

sessantatreesimo

89

ottantanove

ottantanovesimo

64

sessantaquattro sessantaquattresimo

90

novanta

novantesimo

65

sessantacinque

sessantacinquesimo

91

novantuno

novantesimo

66

sessantasei

sessantaseiesimo

92

novantadue

novantaduesimo

67

sessantasette

sessantasettesimo

93

novantatr

novantatreesimo

68

sessantotto

sessantottesimo

94

novantaquattro

novantaquattresimo

69

sessantanove

sessantanovesimo

95

novantacinque

novantacinquesimo

70

settanta

settantesimo

96

novantasei

novantaseiesimo

71

settantuno

settantunesimo

97

novantasette

novantasettesimo

72

settantadue

settantaduesimo

98

novantotto

novantottesimo

73

settantatr

settantatreesimo

99

novantanove

novantanovesimo

74

settantaquattro

settantaquattresimo

100

cento

centesimo

75

settantacinque

settantacinquesimo

76

settantasei

settantaseiesimo

77

settantasette

settantasettesimo

03 I pronomi personali

1. Lui non Io conosco.


2. Maria e Giulia stanno b ene: lo ro , son o bam bin e ch e non si am m alano mai.
3 . N oi non siam o d'accordo con qu ello c h e v o i sostenete.
I p r o n o m i p e r s o n a li son o parole ch e perm etton o di indicare le p ersone ch e
prendono parte ad un p ro cesso com unicativo, senza specificare o ripetere il
nom e p roprio o com une. I pronom i di 3 a e 6a p ersona possono indicare la p er
son a della q u ale si parla (1) o sostitu ire v eram ente un nom e (2), i pronom i di l a
e 4ae i p ronom i di 2a e 5a p ersona indicano sem pre, rispettivam ente, chi p arla o
chi a scolta (3).

Forme dei pronomi personali


1. Non voglio ch e tu sia cos scortese con i m iei amici!

2. C om e sta Livia? tanto c h e non la vedo.


3 . S e dom enica vai al m are, vengo con te.
I pronom i personali h an n o una notevole v ariet di form e. Le fo rm e c am bian o
secon d o la persona c h e i pronom i indicano e c h e pu e sse re l a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a,
e s econ d o la funzione sintattica ch e svolgono e c h e pu e sse re di sog g etto (1),
di com plem en to d iretto (2), o di com plem en to indiretto (3).
Per qu anto riguarda la funzione di com plem en to d iretto e di com plem en to di
term ine, il sistem a dei pronom i personali prevede d ue tipi di form e: una t o n i
c a o forte (3) e una a to n a o d eb ole (2).

1 4 .1PRONOMI PERSONALI

P ro n o m i p e rs o n a li

P ro n o m i p e rs o n a li

P ro n o m i p e rso n a li

S o g g e tto

C o m p le m e n to d ire tto

C o m p le m e n to in d ire tto

Forme toniche Forme atone Forme toniche

Forme atone*

l a pers.

io

me

mi

me

2a pers.

tu

te

ti
lo

te

ti

lui, esso

gii
le

3a pers. m. lui, egli, esso lui, esso


3a pers. f.

lei, essa

3a pers. rifl.

lei, essa

la

s____

si

4a pers.

noi

noi

ri___

5a pers.

voi

lei, essa

mi

noi

/
ci

7 ____

voi

vi

voi

vi

6a pers. m. loro, essi

loro

li

loro, essi

gii

loro, esse

loro

le
si

loro, esse

gii
/

6a pers. f.

6a pers. rifl;_____________ s

* Le forme atone si hanno solo quando hanno la funzione di complemento di termine

Posizione dei pronomi personali


1. Voi non dovete fare nulla. Penso a tutto io*!
2 . Basta Emanuele! Son o stanca di discutere sem pre con te.
3 . Com e stai Patrizia? Ih a sorella m i ha detto ch e non sei stata ben e.
I pronom i personali con funzione di s o g g e t t o stanno di solito p rim a d el
v e r b o (1), m a in frasi a cui vogliam o d are una p articolare enfasi il pronom e sta
di solito d o p o il v e r b o (1*).
I pronom i personali con funzione di co m p le m e n to diretto o indiretto di fo r
ma to n ic a stanno sem p re d o p o il v erbo (2).
I pronom i personali c on funzione di co m p le m e n to diretto o indiretto di fo r
ma a to n a stanno di solito p r im a del v erbo (3).
Q uesti pronom i stanno tuttavia dopo il v erbo e si uniscono ad esso form ando
una sola p arola n ei s eg u enti casi.
- Quando il pronom e personale com plem ento di un infinito. In q uesto caso l'in
finito perde la vocale finale: Vado subito a prenderti il libro che mi hai chiesto.
-Q u a n d o il pronom e p ersonale com plem en to di un im p e ra tiv o ! Ragazzi,

fatem i un favore: andate fuori a giocare.

14. I PRONOMI PERSONALI

-Q u a n d o il p ronom e p ersonale com plem en to di u n g erundio ES: Vedendoti

cos pallida, h o pen sato c h e tu non stessi ben e.


- C on l'av v erbio e c c o : Eccom i! lo son o pronto: possiam o partire.
0 Quando linfinito preceduto da un verbo servile s Il pronome pu stare davanti al
verbo servile o dopo linfinito: Mi dispiace, ma ora non vi posso ricevere. /Mi dispia

ce, ma ora non posso ricevervi.


0 Con gli imperativi composti da una sola sillaba (da', di',

fa', sta', va') la consonante


iniziale del pronome si raddoppia: Calmati e dimmi tutta la verit. Quando tuttavia
limperativo negativo il pronome pu stare davanti o dopo il verbo: Tiprego, non far
mi arrabbiare! / 77prego, non mi fare arrabbiare!

Uso dei pronomi personali soggetto


1. Q uando io lavoro, v o i non dovete accen d ere la radio.

2. Q uando lavoro, non dovete accen d ere la radio.


L'uso del pronom e p ersonale con funzione di sog g etto gen eralm ente facoltati
vo (1, 2).
Il pronom e personale sog g etto d e v e tuttavia e s s e r e u s a to nei segu enti casi.
- N elle risposte in cui il pronom e ha il valore di un'intera frase: Chi viene con

m e? - N oi (= veniam o noi).
- In u na su ccessio n e di azioni e in una serie di frasi in cui cam bia continu am en
te il soggetto: I o parto dom ani con il treno, tu vieni nel pom eriggio con la m ac
china e l o r o arriveranno luned.
- I n esp ressio ni enfatiche, quando si vuole m ettere in evidenza l'autore di
un'azione: I o h o chiam ato la polizia! In qu esto caso, m a a nch e in altri, il p rono
m e p ersonale pu e sse re rinforzato da stesso: Io s t e s s o h o chiam ato la polizia!
- Dopo anche, n eanche, pure, neppure, nem m en o: N eppure n o i sapevam o che

oggi c'era sciopero.


- Q uando si usa una form a verbale che vale p er pi persone e quindi, senza il sog
getto, si potrebbe crea re confusione: S arebbe m eglio ch e tu fossi pi calmo.
I pronom i io e tu si usan o sem p re com e sog getti. In funzione di so g g etto si
usan o tuttavia le fo rm e m e e t e nei segu enti casi.
- Nei p aragoni, q u and o m an ca il v erbo. Io, di solito, non faccio com e te.
- N elle esclam azioni. Felice te, ch e hai gi fatto gli esam i!
Per qu anto riguarda i pronom i di 3a e 6 p ersona, nell'italiano contem p o ra
neo, le fo rm e lui, lei, lo r o son o le pi u sate per ind icare le persone, m entre ella

84

14. I PRONOMI PERSONALI

non si u sa qu asi pi e egli p oco usato, a n ch e nei registri linguistici pi elevati.


Le form e lui, lei, loro son o com unque o b b lig atorie n ei segu enti casi.
- Nei p aragoni: Io, di solito, non faccio com e lui.
- Nelle esclam azioni: Felice lei, c h e ha gi fatto gli esam i!
- N elle risp oste in cui il pronom e h a il valore di un 'intera frase: Chi viene con
m e? - Loro.
- I n esp ressio ni enfatiche, quando si vuole m ettere in evidenza l'autore di
un'azione: stata lei.
- D opo anche, neanche, pure, neppure, nem m en o: N eppure loro sapevano ch e

oggi c'era sciopero.


Esso si u sa solam ente p er indicare animali o c ose, m entre essa, essi, es se si
usano tan to p er ind icare animali e c o se c h e persone: 11 ram e il m ateriale pi

usato nei fili elettrici: esso infatti un bu on conduttore. /N on capisco p e r c h non


ti piacciano i m iei amici; eppu re essi (loro) son o sem pre gentili con te.

Uso dei pronomi personali complemento


1.
2.
3.
4.

Non volevo te, volevo Laura.


Ciao Marco. C om e stai? Era tanto tem po c h e non ti vedevo!
S e vedi Luigi, gli dici p e r favore s e mi* telefona?
Ieri sera, alla festa, m i son o annoiato molto.

Le form e to n ic h e o fo rti (1) dei pronom i personali com plem en to danno ad


essi p articolare rilievo.
Le form e a to n e o d e b o li (2, 3 ,4 ) , nell'intonazione d ella frase, si appoggiano
al verbo ed h an no m inore rilievo n ella frase.
- Le fo rm e atone del pronom e p ersonale si possono usare solo per il com p le
m ento og g etto (2) e p er il com plem en to di term ine (3 ,3 *), si u san o sem p re con
i v erbi pronom inali e riflessivi (4).
- Le form e a ton e del pronom e personale si u san o sp esso, nella lingua parlata,
in m odo ridondante. Si usano cio n on al p osto del com plem ento, m a in p re
senza d el com plem ento, prim a o dopo di esso, p er d argli un rilievo p articola
re: Lo com pri tu lo z u c ch ero ? /Io la carn e non la mangio.

O Nella lingua parlata si usano talvolta costruzioni con il doppio pronome, uno di forma
tonica e uno di forma atona: A m e linsalata non mi piace. / A te cosa ti importa di
quello che faccio? Queste costruzioni, usate soprattutto con i verbi piacere, sembra
re, importare, non sono del tutto accettabili, ma sono tipiche del linguaggio dei bam
bini e possono servire per dare al parlato familiare una particolare vivacit.

1 4 . 1PRONOMI PERSONALI

II pronome te, forma femminile del complemento di termine di 3a persona, nella lingua
parlata, tende ad essere sostituito dalla forma maschile gli: Quando telefonia Beatri
ce, ricordale che dobbiamo andare dall'avvocato. /Quando telefoni a Beatrice, ricor

dagli che dobbiamo andare dall'avvocato.


O II pronome loro come 6a persona del complemento di termine generalmente non si
usa nella lingua parlata, n in quella scritta di tipo familiare. Si usa ancora In gran par
te dello scritto tecnico-scientifico e burocratico. Si mette sempre dopo il verbo: Ilgiu

dice ha richiamato gli avvocati, ingiungendo loro di moderare i termini.

Uso di lo
Il pronom e atono lo, oltre ch e il v alore di 3a p erson a m aschile, co n funzione di
com plem en to o gg etto, pu avere un v alore neutro.
S i pu riferire a un 'intera frase p reced ente: Quando ci son o gli esam i di italiano?

-N o n io s o .
Si pu riferire a un 'intera fra se successiva: L o sanno tutti ch e Paola e Duccio non

stanno pi insieme.

Uso di ci
Il pronom e atono ci, oltre ad a vere il valore di 4a p ersona con funzione di c o m
plem ento og getto e com plem en to di term ine, svolge a nch e le segu enti funzioni.
- S i u sa com e avverbio di luogo ed equivale a qui, l ecc.: Ragazzi, c ' da ritirare

un p a c c o alla posta. Chi c i va?


- S i usa, c on il verbo essere, nel s en so g en erico di esistere, trovarsi: Le previsio

ni d el tem po dicono ch e dom ani c i sar il sole.


Come avverbio di luogo, in unione con il verbo essere, usato nel senso di esistere, e
come pronome neutro, specialmente nello scritto di livello formale, si usa anche il pro
nome atono vi: C' stata ieri l'inaugurazione dell'anno accademico: vi ha partecipa

to anche il Ministro.
- Si usa c on il valore di pronom e d im ostrativo neutro, ed equivale a a ci, in ci:
Lorenzo ha detto ch e ha studiato, m a io non c i credo.
- Si usa con un valore n on d eterm inato in alcuni modi di dire, talvolta com bina
to c on un a ltro p ronom e aton o: volerci te m p o /s o ld i / pazienza; restarci m ale;
an darci di m ezzo; sentirci / ved erci ben e / m ale; av ercela con qualcuno, ecc.:

Oggi p e r com prare una casa c i vogliono toppi soldi.


- Si usa n elle frasi della lingua p arlata di q u esto tipo: Hai il passaporto? - S, c e
l'ho. In q u esti casi l'uso di ci obbligatorio.
Nella lingua parlata si usano molto frasi con c', ci sono, c'era, ecc. per mettere in
evidenza una informazione nuova: Ci sono tre studenti che vorrebbero sapere le date

dell'esame.

14. I PRONOMI PERSONALI

Uso di ne
Il pronom e n e svolge le seg u enti funzioni.
- Si usa c on il valore di avverbio di luogo ed equivale a da qui, di l, ecc.: Enrico

entrato nell'aula dell'esam e, m a n e uscito quasi subito.


- Si u sa co n il valore di pronom e di 3a o 6a persona, m aschile e fem m inile; in qu e
sto caso equivale a di lui, da lui, di loro, da loro, ecc.: Con tuo fratello non sei

obiettivo: n e vedi solo i difetti.


- Si usa c on il valore di pronom e dim ostrativo; in q u esto caso equivale a di qu e
sto, da questo, di ci, da ci, di questa, ecc.: H o com prato una pizza. N e vuoi un

pezzetto?
- Si usa in varie espressioni e m odi di dire di uso com u ne com e non p otern e pi,
aversen e a m ale, valern e la pena, dirne di tutti i colori: La settim ana prossim a

vado in montagna, p e r c h non n e p o sso pi di qu esto caldo.

Uso di si
Il p ronom e s i svolge le s eg u enti funzioni.
- S i usa nella 3a e 6a p ersona della coniugazione dei v erb i riflessivi e pronom i
nali 2 : Elena fissata con la pulizia e s i lava in continuazione. / C redo ch e s i

pentiranno m olto presto di aver com prato quella casa.


- S i usa in costruzioni im personali E : In questa famiglia s i sp en d e troppo.
- Si u sa in costruzioni di valore p assivo E : Il p ron om e n e s i usa com e avverbio

di luogo.
Q Quando una frase contiene un si riflessivo o pronominale e vogliamo usare un altro
tipo di si, ad esempio impersonale o passivo, il primo dei due si viene sostituito con

ci: Alle feste troppo eleganti non ci si diverte.

Uso dei pronom i com binati


I p ronom i atoni p ossono com binarsi fra loro.
- Si p u com binare un p ronom e a ton o in funzione di com plem en to di term ine
con lo, la, li, le in funzione di com plem en to og g etto o con n e in funzione di
com plem en to di sp ecificazione o di avverbio di luogo: Posso scrivere io la rela

zione, m a gli appunti dovete darm eli domani.


- Si pu com binare un p ronom e a ton o di un v erbo riflessivo o pronom inale con
lo, la, li, le in funzione di com plem en to og g etto o c o n ne in funzione di com ple
m ento di specificazione o di avverbio di luogo: Se p ren der un voto basso a

qu esto esam e m e n e im porta poco.


- D avanti a lo, la, li, le, n e la i dei pronom i atoni mi, ti, si, ci, vi si trasform a in e; il

14. I PRONOMI PERSONALI

pronom e g li cam b ia in g lie-, si scriv e unito ai p ronom e che Io segu e e si usa


p er il m aschile e il fem m inile d ella 3 a e 6a persona.
G Spesso le coppie di pronomi m e ne, te ne, se ne, c e ne, ve ne accompagnano i ver
bi stare e andare in funzione rafforzativa: Siamo andati in campagna per starcene un
po' in pace. / tardi, io me ne vado.
F o r m e a c c o p p ia t e d e i p r o n o m i a to n i

m e lo
m e la
m e li
m e le
m e ne

te lo
tela
teli
te le
ten e

glielo
gliela
glieli
gliele
gliene

c e lo

se lo
s e ia

ce la

s e li
s e ie
sen e

c e li
c e le
cen e

v e lo
v e la
v eli
v e le
ven e

Uso dei pronom i allocutivi


Si chiam ano pronom i allocutivi quelli c on i quali ci si rivolge, n ello scritto e nel
parlato, ad una o pi p ersone.
Q uando ci si rivolge a u na p erson a con la q u ale c ' un rapporto di fam iliarit
o confidenza si usa il pronom e di 2a persona tu . Io sto ben e, grazie. Tu com e stai?
S e le p ersone son o p i di una, si usa il pronom e di 5a p ersona v oi: Dove andate

v oi stasera?
Q uando ci si rivolge a una p ersona (uom o o donna) di particolare riguardo,
con la q u ale non c ' confidenza, si u sa il p ronom e di 3a p ersona fem m inile lei. E

L ei, Signor Putti, c h e cosa ne pen sa della nuova leg g e sull'ambiente?


S e le persone son o pi di una s i usa n ella m ag gior p arte dei c a si la 5a p ersona

voi: Gentili Signori, vi p r e g o di pren d ere posto, lo spettacolo sta p e r incomincia


re. Si usa la 6a p ersona lo r o quando il contesto m olto form ale: Signori giudici,
s i accom odino.
Q uando si u sa il pronom e allocutivo le i in funzione di sog g etto si usano sem
pre, com e com plem enti, le form e ton ich e a lei, d i lei, e cc. e le form e atone la,
le. Il participio passato si accord a invece al m a s c h ile se ci si rivolge ad un
uom o, al fe m m in ile se c i si rivolge ad una d onna: Egregio Avvocato, mi dispia
c e c h e L e i non sia stato interpellato. / L e i , dottoressa, non an data alla con fe
renza?
O Nelle lettere di tono formale, il pronome Za (o toro), i pronomi complemento e gli agget
tivi possessivi, che si riferiscono al destinatario della lettera, si scrivono con liniziale
maiuscola: Egregio Professore, La ringrazio infinitamente della Sua cortese lettera.

88

EE I pronomi relativi

1. Voglio com prare qu el libro di ecologia di cu i parlan o tutti i giornali.


2. Gli studenti c h e frequentano il corso elem en tare son o giapponesi.
Il p ro n o m e re la tiv o , oltre a sostitu ire una parola, m ette in relazione d ue pro
posizioni. Il pronom e introduce sem pre una subordinata, chiam ata re la tiv a E .
La subordinata relativa pu segu ire la reg g en te (1) o s tare in m ezzo ad essa (2).
Il pronom e relativo si m ette sem p re d opo il n om e a cu i si riferisce. S e il nom e
accom p agnato da un aggettivo o d a u n com plem en to di specificazione, il p ro
nom e relativo s i m ette subito dopo questi (1).

Forme dei pronomi relativi


F o r m e in v a ria b ili

ch e
cui

F o r m e v a riab ili

il quale, la quale
i quali, le quali

chi

Uso dei pronomi relativi


Uso di che
Il pronom e relativo c h e invariabile, si usa per persone, anim ali e c o se sia al
m aschile c h e al fem m inile, al sin golare e al plurale.
Pu a v ere la funzione d i s o g g e t t o : Oggi ci son o molti giovani c h e vivono con i
genitori fino a trent'anni. Pu avere la funzione di c o m p le m e n to o g g e tto : Il

frutto c h e p referisco l'albicocca.

15.1 PRONOMI RELATIVI

Il pronom e relativo che, oltre a sostitu ire un nom e, pu sostitu ire un'intera
proposizione. In qu esto c a so il c h e h a u n v alore neutro, sign ifica "ci / l a qual

cosa", ed in g e n e re p receduto d all'articolo o dalla p reposizione articolata: Per


laurearsi quest'anno d ov reb b e fare quattro esam i in sei m esi, il ch e non facile.
n p ronom e relativo ch e qu ello di u so pi frequen te, tan to nella lingua parlata
che in qu ella scritta.
Nella lingua parlata molto diffuso luso del che, sia come pronome che come con
giunzione, anche quando, in una lingua pi sorvegliata, si userebbero altre forme.
Questo uso allargato del che si chiama polivalente. Quando ha la funzione di pro
nome relativo, il che si usa spesso al posto di in cui o anche al posto di di cui: Ricor
do benissimo il giorno che mi sono sposato. /Questo il fax che ti dicevo ieri.

Uso di cui
Il pronom e relativo cui invariabile, si usa p er persone, anim ali e co se sia al
m aschile ch e al fem m inile, al sin golare e al plurale. H a la funzione di c o m p le
m e n to in d ir e tto ed quasi sem p re p reced uto da una p reposizione: Il Monvi

s o il m on te da cui n asce il fium e Po.


Il p ronom e relativo cu i pu n o n esse re p receduto dalla preposizione quando
h a la funzione di com plem en to di term ine: Questo un progetto cui /a cui p en

savo da tempo.
Il p ronom e relativo cui, m esso fra l'articolo d eterm inativo e il nom e, assum e
la funzione di com plem en to di specificazione: Troppo spesso ci son o degli inci
denti ecologici le cui conseguenze son o imprevedibili.
Il pronom e relativo cui viene usato c o n valore neutro nell'esp ression e p e r
cui. Sign ifica "per c i / p e r la qual cosa" e si riferisce a un'intera proposizione
precedente: Ieri h o avuto un po' di feb b re, p e r cui preferisco non uscire.

Uso di il quale , la quale , i quali , le quali


Il pronom e relativo il quale v ariabile e pu av ere la funzione di s o g g e tto :
Non pu es s e r e felice l'uomo il quale vive solo p e r il denaro. Pu avere la fun
zione di c o m p le m e n to o g g e t t o : Una legge la quale il parlam ento non appro
va nei tem pi stabiliti, non valida. Pu avere la funzione di co m p le m e n to in d i
r e tto : qu esto il libro d el quale ti parlavo l'altro ieri.
Il pronom e relativo il quale, com e soggetto e com e oggetto, di uso poco
90

15. I PRONOMI RELATIVI

com une e lim itato allo scritto di carattere form ale. C om e com plem ento indiretto
si usa invece com unem ente, c on la stessa frequenza d ella form a invariabile cui.
In vece di ch e si usa com unque il p ronom e variabile il q u a le com e o ggetto o
com e sog g etto n ei s egu enti casi.
- Q uando il nom e lontano dal pronom e e l'indicazione del gen ere e del
nu m ero pu servire a stabilire a chi il pronom e si riferisce: H o incontrato il

figlio della signora Rossi, il q u a le ora vive a Siena.


- Q uando in un periodo c i son o pi che: Mi p are c h e Luisa, la q u a le non

m ai stata bella, sia m olto invecchiata.

Uso di chi
Il pronom e relativo c h i viene detto "pron om e d oppio" p erch un isce in s due
pronom i diversi, uno d im ostrativo (colui, quello, ecc.) S o indefinito (qualcuno,
uno, ecc.) 2 e uno relativo (che, il quale, ecc.). P er q u esto si p u u sare da solo,
senza c h e sia p reced uto da un n om e: C hi viene in m ontagna con noi?
Il p ronom e relativo c h i invariabile e si usa solo p e r gli esseri a nim ati al s in
golare.
Il p ronom e relativo c h i pu e sse re s o g g e t t o sia nella proposizione reg g en te
che nella relativa: C hi studia p asser l'esam e. Pu esse re c o m p le m e n to
o g g e t to nella reg g en te e sog getto nella relativa: Non con osco c h i sia pi p r e
potente di te. Pu e sse re c o m p le m e n to in d ir e t to sia nella reg g en te c h e nella
relativa: S e vuoi risolvere i tuoi problem i parla con c h i ti h o detto io.

IE Gli aggettivi
e i pronomi possessivi
1. Mia figlia studia econom ia all'Universit di Pisa.
2. Io ho gi p r e s o la mia giacca: tu pren di la tua*.
1 p o s se s siv i indicano la persona a cui appartiene qu alcosa o ch e h a relazione 1
con q u alcosa o qualcuno.
I possessivi, sia qu and o son o usati c o n funzione di aggettivi (1, 2 ) sia q u ando l
son o usati c on funzione di pronom e (2*), h an n o form e identiche.

Forme dei possessivi


M a s c h ile
sin g o la re

M a s c h ile
p lu ra le

F e m m in ile Fem m in ile


s in g o la r e p lu rale

l a p ersona

m io

m iei

mia

2a persona

tuo

tuoi

tua

m ie
tue________________f i

3a p ersona

su o

suoi

sua

sue ________________ J j

3a persona

proprio

propri

propria

proprie

4a persona

nostro

nostri

nostra

nostre

__ |

5a p ersona

vostro

vostri

vostra

vostre _____________J l

6a persona

loro

loro ________

loro

loro

6a p ersona

proprio

propri

propria

proprie ____________ J j

Uso dei possessivi


1. Maria oggi era m olto elegante: si era m essa il su o vestito rosso.

2 . 1ragazzi non hanno potuto pren d ere la loro m acchina, perci gli h o prestato

16. GU AGGETTIVI E I PRONOMI POSSESSIVI

Gli aggettivi e i pronom i possessivi h an n o lo stesso gen ere, m aschile o fe m


m inile e lo stesso num ero, singolare o plurale, della co sa posseduta (1, 2*). Il
possessiv o di 6a p ersona invariabile p er g en ere e p er n um ero (2).
Di solito l'aggettivo possessivo si m ette d a v a n ti al nom e a cui si riferisce (1 ,2 ).
L'aggettivo p ossessiv o si m ette d o p o il nom e a cu i si riferisce n ei segu enti casi.
- Nelle frasi esclam ative e vocative: C ari miei, questa storia non m i p iace aifatto!
- In a lcune esp ressio ni particolari com e p e r conto mio, a p arer nostro, p e r colpa
sua, p e r am or tuo, e cc.
- Nelle esp ressio ni di luogo c on la p arola casa : Venite a cena a casa mia?
C on i possessivi si usa quasi sem pre l'articolo (1, 2 , 2*). N on si u sa l'articolo
nei segu enti casi.
- Q uando il possessiv o si riferisce a nom i ch e indicano rapporti di fam iglia, u sa
ti al singolare: Mia figlia ha ventiquattro anni, tuo nipote invece ancora pic

colo.
- Quando il p ossessivo usato com e predicato: 71 sbagli, qu esto libro non tuo.
Q uando il con testo indica chiaram ente chi il p o ssessore di qu alcosa, il p os
sessiv o sp esso n on si esprim e: Carlo, sbrigati! Prendi lo zaino (il tuo zaino) e vai

a scuola.
L'aggettivo p ossessivo proprio pu sostituire sia l'aggettivo di 3a persona suo,
sia qu ello di 6 persona loro quando suo e loro si riferiscono al so g g etto della fra
se: Luca e Paola curano m olto il loro giardino = Luca e Paola curano m olto il p r o

prio giardino.
L'uso di p roprio ob b ligatorio nelle costruzioni im personali e qu ando il so g g e t
to d ella frase n on definito: Bisogna sa p e r riconoscere i p rop ri difetti. / Ognu
n o ha le pro p rie abitudini.
Q Ricordiamo che con i pronomi loro e proprio si usa sempre larticolo: Giacomo e
Gianni sono al mare: me lo ha detto la loro sorella.

m Gli aggettivi

e i pronomi dimostrativi

1. Non voglio q u e s t o libro, voglio q u e llo * ch e sul tavolo.

2. Ricordo sem p re qu ell'estate in cui siam o stati in M essico.


3 . Non voglio sentirti fare q u e s t e affermazioni.
I dim ostrativi indicano qualcuno o qu alcosa in rapporto alla vicinanza o lon ta
nanza nello spazio (1), nel tem po (2) o n el d iscorso (3).
La m ag gior p arte dei dim ostrativi p ossono e sse re usati sia com e a g g e ttiv i (1,
2, 3), sia com e p r o n o m i (1*).

Forme dei dimostrativi


P lu ra le

S in g o la re
M a s ch ile

F em m in ile

M a sch ile

F e m m in ile

questo

questa

questi

qu este

quello, quel

quella

quelli , quei, quegli

quelle

sfesso

stessa

stessi

stesse

tale

tali

tale

tali

Il dim ostrativo q u e llo , qu and o ha la funzione di aggettivo, cam b ia la form a


secon d o il suono iniziale d el sostantivo al quale sta davanti. L a d iscrim inazione
dei suoni uguale a qu ella fatta d all'articolo d eterm inativo S : quel g a tto /q u e i

gatti; quell'orologio / quegli orologi; quello studente / quegli studenti; quella


ragazza / quelle ragazze; quell'autom obile / quelle automobili.
Le form e singolari q u e s t o e q u e s ta , quando h an no la funzione di aggettivo,
perd ono la v ocale fin ale davanti ai nom i c h e iniziano p er vocale: Non m i piace

qu est'aria di burrasca.
La form a plurale q u e lli si usa solo com e p ronom e: Che b ei gerani! Q uelli ros - 1
si son o m eravigliosi.

17. GLI AGGETTIVI E I PRONOMI DIMOSTRATIVI

Uso dei dimostrativi


Gli aggettivi dim ostrativi questo e quello stanno sem pre p r im a del n om e e
non hanno m a i l'articolo.
Questo, sia in funzione di aggettivo c h e di pronom e, indica vicinanza rispet
to a chi parla, o com unque idea di vicinanza: Ecco, p ren d o questi pantaloni ver

di e q uesto m aglione bianco.


Quello, sia in funzione di aggettivo ch e di pronom e, indica lontananza rispet
to a chi parla, o com unq ue idea di lontananza: Non voglio pi parlare di quella

brutta avventura.
Stesso e m edesim o, che p ossono avere sia funzione di aggettivo che di p ro
nom e, indicano identit com pleta fra due elem enti. Stesso di uso m olto pi
com une rispetto a m edesim o: Non tutti abbiam o gli stessi gusti.
- Q uando stesso e m edesim o han no funzione rafforzativa si m ettono dopo il
nom e o il pronom e a cui si riferiscono: Io stesso riconosco c h e h o sbagliato (=

Perfino io riconosco ch e h o sbagliato).


- Stesso co n funzione di pronom e si u sa sp esso nel lin guaggio scientifico, nelle
form ule, nelle spiegazioni p er evitare di rip etere il nom e d ell'elem en to o del
problem a di cui si parla, oppure con v alore neu tro p er sostituire u n'intera fra
se: L o stesso dicasi di tutti gli insiem i om ogenei.
Di uso com u ne son o le esp ressio ni fa lo stesso (= non importa); p artir e /m a n
g iare/p arlare, e cc. lo stesso (= partire / m angiare / parlare, ecc. ugualmente).
Tale, ch e anch e a ggettiv o e pronom e indefinito S si usa spesso, com e
aggettivo dim ostrativo, p er riprend ere un elem ento del discorso, soprattutto
scritto: Tale teoria filosofica fu elaborata nel XVI secolo.
Ci un pronom e invariabile con v alore n eu tro c h e equivale a questa cosa /
quella cosa. Si u sa sia com e sog getto c h e com e com plem ento; di uso com une
soprattutto nella lingua scritta. S p esso ci introduce u na proposizione relativa:
Da ci ch e abbiam o detto, possiam o facilm ente capire quale sia il problem a.
Il dim ostrativo codesto, ch e serve p er indicare una p ersona o una cosa vici
na a ch i ascolta si usa orm ai quasi solam ente in Toscana e sem pre m eno nell'ita
liano standard: Perch ti sei m essa codesto vestito nero?

QE Gli aggettivi
e i pronomi indefiniti

1 . Mi h a cercato qu a lc u n o ?

2. Carlo va o g n i m ese a Milano p e r lavoro.


3. Ha telefonato Mario? - No, non ha telefonato n e ssu n o.
4 . Marco, con il su o lavoro, guadagna p a r e c c h i soldi.
Gli indefiniti indicano qu alcosa o qu alcuno in m o d o non specifico, non preciso,
non determ inato. Possono riferirsi a una sola p ersona o cosa com e qualcuno,
qualche, qualcosa, alcuno, altro, ecc. (1), in d icare un insiem e co m e ogni, tutto,
ognuno, ciascuno, chiunque, ecc. (2), ind icare l'esclu sione assoluta di un ele
m ento com e nessuno, niente, nulla, ec c . (3) o ind icare una quantit gen erica
com e parecchio, tanto, poco, troppo, e cc. (4).

Forme degli indefiniti


Gli indefiniti son o num erosi. A lcuni han no form a variabile, altri invariabile.
Alcune form e h an no funzione sia di a g g e t tiv o c h e di p r o n o m e , alcune hanno
funzione solo di aggettivo, altre han no funzione solo di pronom e.
A lcu n o, ciascu n o, n e ss u n o , qu and o son o usati com e aggettivi e stanno
davanti al nom e, si troncan o o si apostrofano s econ d o le regole segu ite d all'ar
tico lo indeterm inativo un: Per c iascu n uccello il su o nido bello.
Nella tab ella della pagina segu en te s on o indicati g li aggettivi e i pronom i in de
finiti di uso pi com une.

18. GU AGGETTIVI E I PRONOMI INDEFINITI

P ro n o m i

A g g e ttiv i
S in g o la r e M/F

P lu r a le M/F

S in g o la r e M/F

P lu r a le M/F

p oco/a

pochi/e

poco/a

pochi/e

molto/a

m olti/e

m olto/a

m olti/e

parecchio/a

parecchi/e

parecchio/a

p arecch i/e

tanto/a

tanti/e

tanto/a

tanti/e

tutto/a

tutti/e

tutto/a

tutti/e
troppi/e

troppo/a

troppi/e

troppo/a

altrettanto/a

altrettanti/e

altrettanto/a

altrettanti/e

certo/a

certi/e

certo/a

certi/e

alcuno/a

alcuni/e

alcuno/a

alcuni/e

tale

tali

tale

altro/a

altri/e

altro/a

altri/e

ciascuno/a

ciascuno/a

nessuno/a

nessuno/a

tali

ogni
qualche
qualsiasi

qualunque
uno/a

uni/une

qualcuno/a

ognuno/a

chiunque

qualcosa

niente

18. GLI AGGETTIVI E I PRONOMI INDEFINITI

Uso degli indefiniti


Con la m ag gior parte degli indefiniti n o n si u s a l'articolo o si u sa solo in casi
particolari: Oggi farem o alcuni esercizi sugli indefiniti.
Con tutto si usa sem pre l'articolo o l'aggettivo dim ostrativo, c h e stanno fra tutto
e il nom e a cui tutto si riferisce: Con tutta questa confusione non posso concentrarmi. A nche l'aggettivo possessivo sta fra tutto e il n om e a cui si riferisce ed ha
l'articolo: Giuliana m i ha fatto vedere tutte le su e piante.

Gli aggettivi indefiniti stanno in g en ere davanti al nom e e davanti ad altri J


aggettivi. Si possono m ettere dopo il nom e q ualunque e qualsiasi: Non m i j

interessa la m arca, m i dia un vino qualunque.


Gli aggettivi indefiniti son o spesso seguiti da un aggettivo p ossessivo che n o n 'j
ha l'articolo: Carolina una ragazza viziata; i genitori esaudiscono o gni s u o desi
derio. /T anti vostri errori p otreb b ero ess e r e evitati.
C on lo stesso sign ificato e valore com unicativo si u sano sp esso costruzioni c o n ;]
i pronom i indefiniti, seguiti dal partitivo: Carolina una ragazza viziata; i g e n i- 1

tori esaudiscono o gnu no d ei suoi desideri. / Tanti dei vostri errori p otreb b ero !
essere evitati.
Molto, tanto e p arecchio indicano una q uantit notevole e son o usati co m e J
sinonim i: Ieri al con certo c'era molta / tanta / parecchia gente.
Ciascuno e o gni indicano gli individui singoli in un insiem e di persone o c o se fl
e, in funzione di aggettivi, son o usati com e sinonim i: Per ciascun / ogni uccello il a

suo nido bello.


- Ogni a nch e m olto usato c on valore distributivo: Vado a Roma o gni due mesi. S
Alcuno e nessun o usati al singolare, in frasi negative, son o sinonim i e stan
n o sem pre dopo il v erbo: Non siam o in grado di darti alcun /n e s s u n consiglio, a
-A lcu n o si usa al plurale p er ind icare un nu m ero in determ inato, n o n tan to ]
grande, di persone o cose; con lo stesso sign ificato si pu usare qualche al
sin golare: Voglio an dare alcuni giorni in montagna (= Voglio an dare qualche

giorno in montagna).
- Nessuno, nelle frasi in terrogative, h a valore positivo, sia in funzione di aggetti- <jj
vo ch e in funzione di pronom e, ed equivale a qualche o qualcuno: Mi ha cerca- J
to n essu n o ?

18. GLI AGGETTIVI E I PRONOMI INDEFINITI

Q ualunque e qualsiasi son o sinonim i e han no il sign ificato di non importa


quale. Possono avere l'articolo indeterm inativo e possono stare dopo il n om e.
Si u san o di solito c o n nom i singolari: quando si usan o c on n om i plurali stanno
sem p re dopo il nom e: Per cuocere la carne puoi usare un qua lu nqu e vino. /Non

m i p iace tenere nella libreria dei libri qualsiasi.


Certo si usa com e sinonim o di qualche: Sono andata a cena con certi studen
ti tedeschi. Si usa a n ch e com e sinonim o di tale e in qu esto caso h a l'articolo inde
term inativo: 7 cercava un certo Alberto.
- Certo pu avere anch e valore attenuativo e in qu esto caso h a l'articolo in de
term inativo: Laura non tanto brillante, ma ha una c e r ta cultura.

- Certo, al plurale, pu av ere valore intensivo, superlativo: L'esam e andato


m ale: avete fatto certi errori!
- Certo, m e sso dopo il nom e, h a valore qualificativo e sign ifica sicuro: Non
ab biam o nessuna notizia certa.
Uno un pronom e di u so m olto com une, c h e serv e p er indicare u na singola
persona in m odo gen erico. Q uando segu ito da un partitivo pu in dicare sia
una p erson a c h e u na cosa: Mi far accom pagn are a Rom a da uno dei m iei figli.
- In alcuni ca si il pronom e uno p rend e un valore im personale: Uno non pu

p erd ere tutti i giorni un'ora p e r trovare un posteggio!


- Il p ronom e uno si pu m ettere in correlazione c o n il pronom e altro. In qu esto
caso pu indicare sia una p ersona che una c osa, si pu u sare a n ch e al plurale
ed h a l'articolo d eterm inativo: Cari ragazzi, vorrei c h e foste uniti e c h e vi aiuta

ste gli uni con gli altri.


O gnuno il p ronom e c orrispond en te all'aggettivo ogni: O gnuno dev e fare

le proprie scelte.
C hiunque il pronom e c h e corrispond e all'aggettivo qualunque: C hiunque
abbia sentito quella musica rimasto affascinato.
Qualcosa una form a contratta di qualche cosa. H a valore n eu tro e si acco r
da al m aschile: Pietro non ancora tornato a casa: h o paura c h e sia su ccesso

qualcosa.
N iente e nulla sign ificano nessuna cosa. Son o invariabili e si accord ano al
m aschile. Possono s tare prim a o dopo il v erbo, m a quando son o dopo il verbo
occorre la fra se n egativa: Non hai fatto nulla di ci ch e avevi prom esso.

EE Gli aggettivi e i pronomi


interrogativi ed esclamativi

1. C h e bellezza! Domani vado in vacanza.


2. Il tuo vestito di lino m olto bello. Q uanto lo hai pagato?
3. C hi ci sar alla festa di Chiara?
Gli interrogativi e gli esclam ativi si u san o p er riv olgere un a dom anda, d iretta o
indiretta, o p e r esp rim ere un'esclam azione. Sia la dom anda c h e l'esclam azione
possono riguard are la qualit (1), la qu antit (2) o l'identit (3).

Forme degli interrogativi ed esclamativi


A g g e ttiv i

P ron o m i

S in g o la r e M/F

P lu r a le M/F

S in g o la r e M/F

P lu r a le M/F

quale/quale

quali/quali

quale/quale

quali/quali

quanto/quanta

quanti/quante

quanto/quanta

quanti/quante

ch e

ch e
chi

chi

che, ch e cosa, cosa

che, ch e cosa, cosa

Q u a le si tro n ca davanti a : Qual lo sport c h e preferite?


Q uanto pu p rendere l'apostrofo davanti a vocale: Quant'? (= Quanto spendo?)

________________________ 19. GLI AGGETTIVI E I PRONOMI INTERROGATIVI ED ESCLAMATIVI

Uso degli interrogativi ed esclamativi


Tutti i p ronom i in terrogativi ed esclam ativi si p ossono usare:
- con funzione di s o g g e t t o : Chi viene con m e?
- c o n funzione di c o m p le m e n to o g g e t t o : Ma ch e m i dici!
- con funzione di c o m p le m e n to in d ir e tto : Vorrei sap ere di cosa ti lamenti.
Tbtti gli interrogativi si p ossono u sa re sia nelle interrogative d i r e t te c h e n el
le in terrogative in d ir e tte .
Il p ronom e chi si riferisce solo a p ersone o animali.
I pronom i che, cosa , ch e cosa han n o valore neutro.
L'aggettivo c h e ha lo stesso sign ificato di quale, m a nella lingua p arlata che
pi u sato d i quale: Non so ch e vestito mettermi.

Si pu usare il semplice che interrogativo per verificare il funzionamento della comu

nicazione, quando non si capito bene quello che un altro d ha detto, oppure per
segnalare che abbiamo sentito quando qualcuno ci chiama: Cristiano! - Che?

0 3 Le congiunzioni

1 . Fabio e Paolo son o sem p re stati grandi amici.


2. Grazie dell'invito Laura, m a stasera non p o s s o uscire.
3 . Domani andr a lavorare, a n c h e s e non sto ben e.
Le congiunzioni so n o parole in v a ria b ili che serv ono a collegare d ue o pi e le
m enti di una frase oppure due o pi frasi di un p eriodo. In b ase al tipo di co lle
gam en to ch e d eterm inano, le cong iunzioni si dividono in:
- congiunzioni c o o r d in a n ti o c o o rd in a tiv e ch e u n iscono elem enti sintattica
m ente equivalenti ( 1 , 2).
- congiunzioni su b o rd in a n ti o su b o rd in a tiv e che u n iscono frasi sintattica
m ente n o n equivalenti e stabiliscono fra le s tesse rapporti di dipendenza (3).
Ci so n o congiunzioni se m p lici, form ate da u na sola parola (1, 2) e locu zion i
co n g iu n tiv e , form ate da pi p arole (3).
Le congiunzioni, com e le preposizioni S , non han no un sign ificato proprio. Il
loro sign ificato deriva d alla funzione di colleg am en to c h e svolgono nella frase.

Congiunzioni coordinanti
In b ase al tipo di rapporto che stabiliscono fra gli elem enti ch e collegano, si
distinguono i seg u enti gruppi di congiunzioni coordinanti.
C op u lativ e : O ggi son o stanco e h o m al di testa.
U niscono gli elem enti sem plicem ente accostand oli gli uni agli altri. O ltre alla
com unissim a e, ricord iam o anche, pure, inoltre ch e han no v alore afferm ativo,

n, n ean che, nem m en o, neppure ch e h an n o valore negativo.


La congiunzione e si modifica in ed quando si trova davanti ad una parola che comin
cia con e: Antonio ha fatto lesame di analisi matematica ed molto felice. L'uso di
e d oggi piuttosto raro davanti a parole che iniziano con vocali diverse da e.
Quando si fa un elenco di pi elementi, la congiunzione e si mette solo davanti all'ulti
mo elemento della serie: Leonardo da Vinci fupittore, scultore, architetto e ingegnere.

tiij

20 . LE CONGIUNZIONI

Le congiunzioni anche, inoltre, nemmeno, neanche, ecc. spesso sono usate in unio
ne con la congiunzione e: Non ho notizie di Luigi e nemmeno di Lorenzo.
D isgiu n tive: Vieni a casa con m e o resti qui?
Indicano c h e tra i d ue elem enti colleg ati c ' u n rapporto di esclu sion e recip ro
ca. L e pi usate so n o o e oppure.
A v v e rsa tiv e : L eon e X era un papa m olto colto, ma p o c o abile nella politica.
Indicano c h e tra i due elem enti collegati c ' un rapporto di contrapposizione. Le
pi u sate so n o ma, per, tuttavia, pure, eppure.

O La congiunzione ma, che la pi usata di tutte, sta sempre allinizio di frase e pu


essere unita ad altre congiunzioni avversative con effetto di rinforzo. Marco un
ragazzo intelligente, ma tuttavia non mi piace.
D ich ia ra tiv e o e s p lic a tiv e : Ieri sera non avevo fam e, in fatti non ho cenato.
Introducono un elem ento ch e sp ieg a o precisa qu ello ch e si detto prima. Le
pi u sate so n o infatti, cio, ossia, vale a dire.
C onclusive: A bbiam o parlato anche troppo, d un q ue ora mettiamoci a lavorare.
In trod ucono una conclusion e o una conseguen za di qu ello c h e si d etto prima.
L e pi u sate son o dunque, quindi, perci, pertanto.

O La posizione delle quattro congiunzioni conclusive pu essere variabile: Domani par


to per Palermo, perci non posso venire al concerto. / Domani parto per Palermo,
non posso perci venire al concerto.
O La congiunzione pertanto usata soprattutto nello stile formale e nello scritto.
C o rre la tiv e : Ci son o molti turisti non solo nelle grandi citt d'arte, ma anche
nei piccoli centri.
Indicano una corrispond enza recip ro ca fra due (o pi) elem enti. Le pi usate
son o e ... e, o ... o, n ... n, sia ... sia, s i a ... che, non s o l o ... m a anche.
La congiunzione non solo... ma a nche serve a d are particolare rilievo al seco n
do elem ento d ella correlazione: Non solo bugiardo, ma anche ladro.

Congiunzioni subordinanti
M entre le congiunzioni coord inanti possono unire pi elem enti in un a frase
oppure pi frasi in un periodo, le congiunzioni subordinanti u n iscono sem pre
le frasi in un periodo.

20 . LE CONGIUNZIONI

In b ase al tipo di rapporto c h e stabiliscono fra gli elem enti ch e collegano, si


distinguono i s eg u enti g ruppi di cong iunzioni subordinanti.

T e m p o ra li: D obbiam o m ettere i gerani nella serra prim a ch e faccia troppo j

freddo.
Indicano una circostan za di tem po. Ricordiam o fra le pi usate: quando , m en- fl
fre, finch, appena, nel m om ento in cui, prim a che, d op o che, e cc.
C au sali : Siccom e eran o em arginate, m olte don n e hanno abban don ato la poli-

tica.
Indicano un a causa, un m otivo, una ragione. R icordiam o fra le pi usate: p e r - |
ch, poich, siccom e, in quanto, dato che, dal m om ento che, p e r il fatto che, e c c. j
La congiunzione perch la pi diffusa in qualunque livello di lingua.
La congiunzione poich poco usata nelparlato, ma molto usata nello scritto.
La congiunzione siccome, molto presente nel parlato, si usa di solito quando si met
te la causale prima della proposizione reggente S S .
D ic h ia ra tiv e : Il giornale di oggi dice ch e dom ani il tem po sar sereno.
Introducono una dichiarazione. La pi usata che, m a di uso abbastanza |
com une a n ch e com e.
C o n d izio n a li: P u rch qu esto p rob lem a si risolva definitivamente, son o a

disposto a tutto.
In dicano un'ipotesi, un a cond izione. Ricordiam o fra le pi usate: se, purch, fl
qualora, a condizione ch e, a patto che, ecc.
La proposizione cond izionale in trod otta d a s e in siem e alla sua reg g en te p ren - : I
d ono il no m e di "p e rio d o ipotetico". S e ti va, possiam o an dare a cena fuori.
;
Fin ali: im portante l'im pegno dei giovani p e r c h si possa veram ente realiz- ij
zare l'unit europea.
Indicano uno scopo, un fine, u n'intenzione. L a pi usata p erch , m entre affin- 1
ch si usa q u asi esclusivam ente nello scritto; m olto usata a nch e che.
C o n c e ss iv e : A n ch e se m olti giovani in Italia vanno all'universit, p och i arri- 1
vano alla laurea.

Indicano una c o n cession e, cio in trod ucono u n fatto ch e p otreb b e esse re in il


contraddizione c o n qu anto d etto nella regg ente, m a ch e non ne im pedisce la |
realizzazione. Ricordiam o fra le pi usate: s e b b en e, ben ch , nonostante, p e r |
quanto, an che se, ecc.

20 . LE CONGIUNZIONI

C o n se c u tiv e : Il gen io di Leon ardo era cos gran de c h e e b b e risultati straor


dinari in molti campi.
In dicano la conseguen za di quello c h e stato d etto nella principale. Son o sp e s
so collegate con un term ine a nteced ente c h e si trov a nella proposizione p rinci
pale. Ricordiam o fra le pi usate: c o s ... che, tan to... che, a tal punto che, ecc.
I n te rro g a tiv e in d ire tte : Non s o quanto ti convenga trasferirti a Milano.
Indicano una dom anda indiretta, u n dubbio. Ricordiam o fra le pi usate: se,
com e, p erch, quanto, quando, ecc.
A v v e rsa tiv e : Dovresti studiare m olte ore p e r passare l'esam e, m entre vai

sem pre fuori.


In dicano un a contrapposizione. Ricordiam o fra le pi usate: m entre, quando,
laddove, e cc.
M od ali: Avresti fatto b e n e a fare co m e ti dicevano i tuoi genitori.
Indicano il m odo in cui si svolge un'azione. Ricordiam o fra le pi usate: com e,
com e se, nel m od o che, e cc.
C o m p a ra tiv e : Perugia m i sem brata m eno bella d i co m e mi era stata

descritta.
In dicano un paragone. S o n o sp esso collegate c on un term ine antecedente che
si trov a nella p roposizione principale. R icordiam o fra le pi usate: com e, c o s ...

com e, pi ... di quanto, m e n o ... di quanto, p i ... di com e, m e n o ... di com e, tanto
... guanto, tanto pi ... quanto m eno, m eglio che, e cc.
E cc e ttu a tiv e , e sc lu s iv e , lim ita tiv e : Devi pren d ere il treno delle sette, a
m eno ch e tu non voglia an dare a Pisa la sera prima.
Indicano un 'eccezione, un'esclusione, una limitazione. R icordiam o fra le pi
usate: fuorch, che, salvo che, eccetto che, a m en o che, p e r quanto, p e r quello
che, e cc.

I Osservazioni sulle congiunzioni subordinanti


Tra le congiunzioni subordinanti c e n e son o alcune, com e finch, s e b b en e, affin
ch, ecc., che h an no un solo valore specifico, m a c e n e son o altre pi g en erich e,
ch e po sso n o a vere d iverse funzioni.

t iis

20 . LE

La congiunzione ch e pu avere le s eg u enti funzioni.


- T e m p o ra le : Sono due anni ch e non h o visto Lorenzo.
- C a u s a le : Sbrigati, ch e facciam o tardi ai cinema.
- D ich ia ra tiv a : Hanno detto ch e questa estate sar m olto calda.
- F in ale: Voglio gridare, c h e tutti sappiano quanto son o felice.

- C o n se c u tiv a : Questa valigia cos pesan te ch e non riesco a sollevarla.


-C o m p a r a t i v a : m eglio uscire di casa un p o ' prim a ch e rischiare di p e r d e r e i
l'autobus.
- E c c e ttu a tiv a : Oggi non h o fatto altro ch e rispon dere al telefono.
- L im ita tiv a : C he io sappia, il Presidente d el S enato non ancora stato eletto. |
Ricordiamo che il che anche pronome relativo e, come tale, talvolta usato anche
al posto del cui. inoltre pronome o aggettivo interrogativo, pronome o aggettivo
esclamativo ed presente in numerosissime locuzioni congiuntive come dato che,
dal momento che, a meno che, ecc.
La congiunzione q u a n d o pu a vere le s egu enti funzioni.
-T e m p o r a l e : Non mi piace uscire q u a n d o tira vento.
- C a u sa le : inutile inventare delle storie q u a n d o sappiam o b e n e com e s on o j

andate le cose.
- C on d izio n a le : Intanto cercate di fare da soli: vi aiuter q u a n d o fosse n eces - 1

sario.
- I n te r r o g a tiv a in d ire tta : Non s o proprio q u a n d o Antonietta abbia intenzio -|

n e di tornare.
- A v v e rsa tiv a : Continui a n egare q u a n d o sai benissim o di es s e r e in colpa.
La congiunzione p e rch pu a v ere le segu enti funzioni.
- C au s a le : Ho mal di testa p e rch questa notte non ho dormito.
- Fin ale: Oggi farem o degli esercizi sulle congiunzioni p e r c h impariate ad i',

usarle ben e.
- C o n se c u tiv a : Questa notizia troppo bella p e r c h sia vera.
- I n te r r o g a tiv a in d ire tta : Non capisco p e rch tu sia sem p re scontento.
La congiunzione s e pu av ere le segu enti funzioni.
- C a u sale: S e Anna Maria non viene alla festa, significa ch e sta p roprio m ale,
i]
- C o n d izio n ale: S e foste stati attenti avreste capito la lezione.
- C o n c e s s iv a : Non farei una cosa sim ile n em m en o s e mi reg alassero tutto l'oro .

d el m ondo.
- I n te r r o g a tiv a in d ire tta : Non s o s e m i convenga pren d ere il treno p e r an da- J

r e a Parigi.

20 . LE CONGIUNZIONI

La congiunzione m e n tr e pu a vere le s eg u enti funzioni.


- T em p o ra le : Mi p iace ascoltare la musica classica m e n t r e lavoro.
- A v v e rsa tiv a : Di solito spendiam o m olto p e r il telefon o m e n t r e qu esto m ese

ab biam o sp eso poco.


La congiunzione c o m e pu avere le segu enti funzioni.
- T em p o ra le : C o m e vado a letto, com incio a tossire.

- D ich iarativa : Luisa ci ha raccontato c o m e non sia stato facile superare la crisi.
- I n te rro g a tiv a in d ire tta : Mi chiedo sem pre c o m e tu faccia ad essere cos for
te.
- M o d ale: Fate c o m e vi pare, m a sm ettete di discutere.
- C o m p a ra tiv a : L'italiano non cos facile c o m e dicono.

107

g l La frase semplice
e la frase complessa

1. Alle cinque Marco guarda la televisione.


2. M arco lavora.
3 . Piove.
4 . Alle cinq u e M arco guarda la televisione e si prepara il t.
5 . Alle cinqu e, qu ando finisce di lavorare, M arco guarda la televisione.
La fr a s e se m p lic e o p ro p o s iz io n e se m p lic e un'u nit autonom a della
com unicazione dotata di senso, in gen ere form ata da pi di due parole (1),
anch e se ci son o frasi sem plici form ate solo da due parole, un so g g etto e un p re
dicato (2) o addirittura d al solo p red icato (3).
La frase sem plice si chiam a a nch e in d ip e n d e n te , perch n on d ipende da n essun'altra proposizione.
Le frasi sem plici han no di solito un p r e d ic a to , cio un v erbo e p er qu esto si
chiam ano fr a s i v e rb a li.
Ci possono tuttavia e sse re delle frasi s e n z a v e r b o ch e si chiam ano fra s i
n o m in ali c h e si usano soprattutto nella lingua parlata e nei titoli dei giornali:

Dalle cinque di oggi sciopero dei ferrovieri.


Altri tipi di frasi m olto usate nella lingua parlata so n o le frasi di una sola parola:
C om e andato l'esam e? - B ene.
La f r a s e c o m p le s s a o p e r io d o u na fra se form ata da d ue o pi proposizio
ni collegate fra loro attraverso vari tipi di legam i (4, 5).
In o gni frase com plessa c ' s e m p r e u n a p r o p o s iz io n e a u to n o m a dal punto
di vista sintattico, e talvolta anch e dal punto di v ista del significato, ch e p otreb
b e stare d a sola com e un a fra se sem plice. Q uesta proposizione l'elem ento pi
im portante della frase c om plessa, assolutam ente n ecessario alla sua costruzio
ne: p e r questo, oltre c h e proposizione in d ip e n d e n te si chiam a a nch e p roposi
zione p rin c ip a le . Le proposizioni d iverse dalla p rincipale si chiam ano g en eri
cam ente proposizioni s e c o n d a r ie .

21 . LA FRASE SEMPLICE E LA FRASE COMPLESSA

In u na frase com plessa le v arie proposizioni si collegan o alla p rincipale in due


modi:
- p e r co o rd in a z io n e , quando le proposizioni rim an gono autonom e le une
rispetto alle altre (4); le proposizioni secon d arie collegate p er coordinazione si
chiam ano c o o r d in a te .
- p er su b o rd in a z io n e , quando le proposizioni dipendono d alla principale o le
une d alle a ltre (5); le proposizioni secon d arie c olleg ate p er subordinazione si
chiam ano s u b o r d in a te o d ip e n d e n ti, le proposizioni da cui u na subordina
ta dipende s i chiam ano g en ericam ente re g g e n ti.

Meccanismi espressivi della struttura della frase


1 . Marina vuole an dare a Parigi.
N ella struttura della fra se di solito si h a l'ord ine sog g etto + p redicato + c o m
plem enti. Q uesto m odo di ordinare le parole nella frase n o n ha n essu n valore
particolare d al punto di vista esp ressiv o e si chiam a c o s tru z io n e d ir e tta (1).
N ella struttura della fra se si possono m ettere le parole in un ordine diverso da
qu ello diretto, p er d are pi e n fa si alla com unicazione, dare u n o speciale rilie
vo a u n e lem ento d ella frase, su g g erire u na p articolare interpretazione.
Q uesti effetti si p ossono o ttenere:
- spostando al prim o p osto il com plem en to (l'oggetto, il luogo, ecc . di cui si p a r
la); qu esto m eccan ism o si chiam a d is lo c a z io n e a s in is tr a E : A Parigi, ci

vuole an dare Marina.


- spostando al p rim o p osto il v erbo e m ettend o alla fin e il com plem en to, dopo
una pausa; q u esto m eccan ism o si chiam a d is lo c a z io n e a d e s t r a E : Ci vuo

le an dare Marina, a Parigi.


In tutti e d ue i c a si il v erbo d eve e sse re p reced uto d a un pronom e ch e riprende
l'o g g etto o il luogo, e cc. di cui si parla.
U n altro tip o di struttura della fra se c h e serve a richiam are l'attenzione (di chi
ascolta o leg ge) su u n e lem ento p articolare d ella com unicazione qu ella c h e si
chiam a f r a s e s c i s s a o f r a s e s p e z z a ta E . In q u esto caso u na sola frase viene
spezzata in due frasi diverse.
L'elem ento c h e si vuole m ettere in evidenza v iene unito a l v erbo esse re, form a
la proposizione principale e occupa la prim a posizione; il resto della frase diven
ta una proposizione secon d aria subord inata in trod otta da ch e . E Marina c h e

v u o le a n d a r e a P a r ig i./ a Parigi c h e v u o le a n d a r e M arina.


109

S 3 La coordinazione

1 . Stamattina m i son o alzata presto, ho p reso un caff, mi sono m essa a lavo

rare.
2. Oggi son o stanca e non mi sento bene.
3 . La mattina m i alzo presto, pe r c h non h o sonno e p e rch m i piace v ed ere
l'alba.
D ue o pi p roposizioni si d icon o c o o r d in a te qu and o son o collegate fra loro in
m o do c h e ciascu na m an tien e la p ropria autonom ia dal punto di vista della sin
tassi e del significato. L e p roposizioni coord inate p ossono e sse re collegate:
- sem plicem ente c on i seg n i di interpunzione, s e n z a alcuna congiunzione (1).
- attraverso le c o n g iu n z io n i c o o r d i n a n t i 2 ( 2 ,3 ), ed qu esto il c aso pi fre
qu ente.
Ci pu e sse re coordinazione fra proposizioni in d ip en d en ti (1, 2) oppu re fra
proposizioni s u b o r d in a te (3).
0 Quando le proposizioni coordinate fra loro sono subordinate e sono introdotte da una
congiunzione subordinante, molto spesso la congiunzione subordinante si mette
solo davanti alla prima proposizione e non si ripete davanti alle successive coordina
te: Non so se domenica andr al mare o (se) star a casa a sistemare il giardino

Tipi di proposizioni coordinate


Seco n d o il tipo di ra pporto ch e si stabilisce fra le proposizioni coord inate si
distingu ono i segu enti tipi di coordinazione.
La c o o rd in a z io n e co p u la tiv a : Partir m arted e torner sabato.
A ccosta s em plicem ente le proposizioni l'una all'altra, senza stabilire fra di loro
nessun rapporto p articolare.
S i usano le cong iunzioni copulative e , anche, p u re, inoltre, n, neanche, n ep

p u re, ecc.
110

2 2 . LA COORDINAZIONE

La co o rd in a z io n e d is g iu n tiv a : Vuoi un c aff o p referisci un cappuccino?


Indica c h e tra le p roposizioni colleg ate c ' un ra pporto di esclu sion e reciproca.
Si u san o le congiunzioni d isgiuntive o, o ppure, ecc.
La c o o rd in a z io n e a v v e rs a tiv a : Ti h o telefonato alle tre, ma eri gi uscito.
Indica c h e tra le proposizioni colleg ate c ' un rapporto di contrapposizione.
Si u san o le congiunzioni avversative ma, p er , tuttavia, ep p u re, ecc.
La c o o rd in a z io n e d ic h ia r a tiv a o e s p lic a tiv a : C onosco b e n e l'italiano,

infatti l'ho insegnato p e r molti anni.


u n tipo di coord inazione in cui la secon d a proposizione conferm a, spiega,
precisa qu ello c h e si d ice nella prima.
Si u san o le congiunzioni esplicative infatti, cio, ecc.
La co o rd in a z io n e co n c lu s iv a : A vete avuto m olto dalla vita, quindi cercate

di es s e re contenti.
un tipo di coord inazione in cui la secon d a proposizione sp iega o conclude
quello c h e s i d ice nella prima.
Si u san o le cong iunzioni conclusiv e dun q ue, quindi, p erci, ecc.

0 0 La subordinazione

1 . Quando lavoro, m i piace ascoltare la musica.


2. Non cred o ch e otterrai nulla*, s e ti comporti cosi**
In una frase com plessa una proposizione si dice s u b o rd in a ta quando colle
gata ad un 'altra in m odo che n o n pu s tare da sola. U na p roposizione subordi
nata dipende, sia sin tatticam en te sia p er il significato, d a un'altra proposizione,
detta appunto re g g e n te . U na subordinata pu dipendere direttam ente dalla
proposizione p rincipale (1, 2 *) o d a u n 'altra proposizione subordinata (2**).

Forma delle proposizioni subordinate


1 . C redo ch e dovresti studiare d i pi.

2. Superato l'esam e di lingua, p otr con cederm i qualche giorno di vacanza.


Le p roposizioni subord inate possono av ere form a e s p lic ita o form a im p licita.
- U na proposizione subord inata h a form a e s p lic ita quando e sp ressa c o n un
verbo di m odo finito: in d ica tiv o , co n g iu n tiv o , c o n d iz io n a le (1).
- U na proposizione subord inata ha form a im p licita quando e sp ressa c on un
verbo di m odo infinito: in finito, g e ru n d io , p a r tic ip io (2).
G Ricordiamo che il modo imperativo non pu mai essere usato in una proposizione
subordinata.
Le proposizioni e s p lic ite d escrivono l'azione attraverso indicazioni precise
di tem po e di persona. Le congiunzioni S ch e in troducono le proposizioni
esplicite indicano la loro funzione precisa nella fra se com plessa di cui fanno
parte.
L e p roposizioni im p licite non son o introdotte da congiunzioni e d anno indi
cazioni m olto pi sfum ate.
Infatti un a stessa form a im plicita pu avere funzioni diverse, talvolta n on chia-

23. LA SUBORDINAZIONE

ram ente d educibili dal contesto d ella fra se com plessa di cui fan n o p arte. Nella
frase: Superato l'esam e di lingua, potr con cederm i qualche giorno di vacan
za, ad esem pio, la form a im plicita Superato l'esam e pu sign ificare Quando

avr superato l'esam e o S e avr superato l'esame.


- Nella m ag gior p arte d ei ca si p e r p oter esp rim ere u n a proposizione su bordi
nata in form a im plicita n ecessa rio c h e il sog g etto della subordinata sia ugu a
le a qu ello d ella reggente.
- Q uando il sog g etto della subordinata e quello d ella reg g en te son o uguali o
qu ando il so g g etto g en erico, l'uso della form a im plicita in g en ere pi fr e
qu ente di qu ello della form a esplicita: Sbagliando si impara.

O Nel caso delle oggettive, soggettive, interrogative indirette e finali, si usano di prefe
renza le forme implicite, espresse con linfinito da solo o con linfinito preceduto da
preposizione: Carlo pensa di partire domani. / Riccardo si impegnato molto per
superare l'esame.

Uso dei tem pi verbali nelle proposizioni


subordin ate esplicite

1 . Ieri pioveva.
2. Ieri non son o uscito p e r c h pioveva.
3 . Non ricordo se ieri pioveva.
4 . Gli esperti hanno detto ch e dom ani piover.
Nelle proposizioni subord inate i tem pi dei v erbi n o n esprim ono un valore
assoluto di p re s e n te , p a s s a to o fu tu ro com e a cca d e nelle proposizioni sem
plici (1), m a un ra pporto tem porale di c o n te m p o r a n e it (2), a n t e r io r it (3),
p o s te r io r it (4).
Q uando il verbo di una proposizione subord inata al m odo in d icativ o , il
tem po uguale a qu ello ch e av rebb e se la stessa proposizione fo sse indipen
dente (2, 3 ,4 ).
Q uando u na p roposizione subordinata richied e il v erbo al m odo c o n g iu n ti
vo, si segu on o q u este reg o le generali.
Per esprim ere c o n te m p o r a n e it :
- si usa il p r e s e n te , se nella proposizione regg en te c ' u n tem po p resente o
futuro: Non voglio ch e tu faccia tardi. / Far in m od o c h e lui si trovi ben e.
- si usa l'im p e rfe tto , se n ella proposizione reg g en te c ' un tem po passato: Non
volevo c h e tu facessi tardi. / H o fatto in m od o c h e lui si trovasse ben e.
113

23. LA SUBORDINAZIONE

P er esprim ere a n te r io r it :
- si usa il p a s s a to , se nella proposizione reg g en te c ' un tem p o p resente o futu
ro: Penso ch e Cristiano a b b ia p e r s o il treno.
- si usa il t r a p a s s a to , s e nella proposizione r eg g en te c ' un tem po p assato: Ho

p en sato c h e Cristiano a v e s s e p e r s o il treno.


Per e sprim ere p o s te r io r it :
- si usa il p r e s e n te d el congiuntivo o il fu tu ro d ell'in d icativo, se nella p ropo
sizione reg g en te c ' un tem po p resen te o futuro: C redo c h e Sara dom ani v ad a
a sciare. / Credo ch e Sara dom ani a n d r a sciare.
- si usa il p a s s a to del co n d iz io n a le se nella proposizione reg g en te c ' un tem
po p assato: H o pen sato c h e Cristiano a v r e b b e p e r s o il treno.

O Ricordiamo che il congiuntivo si usa per indicare possibilit, desiderio, timore,


comunicazione di un pensiero personale. Si usa soprattutto in proposizioni subordi
nate, dipendenti da verbi che indicano opinioni o sentimenti soggettivi. Nelle propo
sizioni indipendenti si usa nelle volitive e nelle interrogative dubitative: Che Pietro

abbia davvero ragione?


O Ricordiamo che il condizionale il modo dell'eventualit, della possibilit, subordi
nata ad una condizione. SI usa in molte frasi semplici e nelle proposizioni reggenti del
le frasi condizionali, che hanno la subordinata al congiuntivo, introdotta da se: S e tu
studiassi potresti imparare bene l'italiano. / S e tu avessi studiato avresti potuto
imparare bene l'italiano.

O Ricordiamo inoltre che il condizionale passato esprime sempre la nozione di poste


riorit rispetto ad un punto di vista collocato nel passato: Credevo che in due mesi
avresti potuto imparare l'italiano abbastanza bene.

0 Le subordinate:
causali, temporali, oggettive,
soggettive

Le proposizioni causali
1 . Non h o finito di leg g ere il libro c h e m i hai regalato, p e r c h n on m i p ia c ev a .
2. D ato c h e d o m a n i v ai p i ta rd i all'u niversit, potresti prim a fare la spesa.
Le fra s i, o p ro p o s iz io n i, c a u s a li (1, 2) indicano la causa p er la quale avviene
ci c h e si dice nella proposizione r eggente.

Uso delle congiunzioni e dei verbi nelle proposizioni


causali
Per introdurre una proposizione causale e sp licita si usano so p ra ttu tto le
congiunzioni p e r c h , s ic c o m e , p o ic h , e le locuzioni congiuntive d a to ch e, d a l
m o m e n to c h e, in qu an to . Di solito si usa il verbo al m odo in d icativ o (1, 2).
- In una proposizione causale esplicita si pu u sare il m odo co n d iz io n a le per
esprim ere una causa p ossibile o d esid erabile: Ragazzi sm ettetela di fare con

fusione, p e r c h p o t r e i arra b b iarm i.


- Si u sa il m odo c o n g iu n tiv o in frasi d el tipo: L'esame andato m ale n on p e r
c h L u isa n on a v e s s e stu d iato , m a p e r c h i te s t e r a n o v e r a m e n te tr o p
p o difficili.
La proposizione causale im p licita si pu esprim ere:
- con la preposizione p e r + l'infinito: P e r a v e r la s c ia to la m ac c h in a c in q u e

m inu ti fu o r i p o s t e g g io , h o p reso la multa.


- con il g e ru n d io : A v e n d o fatto c o s tardi, m eglio ch e prendiam o un taxi p e r
andare alla stazione.
- con il p a r tic ip io p a s s a to : S con ftti a lle u ltim e elezion i, i partiti di centro
son o andati all'opposizione.
115

24 . CAUSALI, TEMPORALI, OGGETTIVE, SOGGETTIVE

Le proposizioni temporali
1 . Ogni giorno, q u a n d o v a d o a l la v o ro , faccio sem p re la stessa strada.
2. Luigi arrivato p och i minuti d o p o c h e tu e r i a n d a to via.
3. P rim a c h e fin is c a n o le tu e fe r ie , cerca di venirmi a trovare.
Le p ro p o s iz io n i te m p o ra li indicano una relazione di tem po co n qu anto avvie
ne nella proposizione r eg g ente. L'azione della proposizione reg g en te pu e sse
re c o n te m p o r a n e a (1), a n t e r i o r e (3) o p o s t e r i o r e (2) rispetto a quella della
proposizione tem porale.

Uso delle congiunzioni e dei v erbi nelle proposizioni


tem porali
Q uando l'azione d ella reg g en te c o n t e m p o r a n e a , per introdurre u na p ro
posizione tem porale e s p lic ita si usan o soprattutto le congiunzioni m e n tr e e
q u a n d o e la locuzione congiuntiva n e l m o m e n t o c h e . Si u sa il verbo al m odo
in d ica tiv o (1).
- La form a im p lic ita si e sprim e c o n il g e r u n d io p r e s e n te : T orn an d o a casa,

m i son o ferm ata al b a r e h o incontrato Mario.


Q uando l'azione d ella reg g en te p o s t e r i o r e , p er introdurre un a proposizio
n e tem porale e s p lic ita si usano soprattutto le locuzioni congiuntive d o p o c h e
e una volta c h e. S i u sa il verbo al m odo in d ic a tiv o (2).
L e congiunzioni a p p e n a e n on a p p e n a indicano una rapida su ccessio n e dei
fatti, una p osteriorit im m ediata: A p p e n a a r r iv o a c a sa , ti telefono.
- La form a im p lic ita si esprim e c on d o p o + l'in fin ito o co n il p a rtic ip io p a s
sa to , talvolta preced u to da una v olta. D o p o a v e r le tto q u e s t o ra c c o n to ,
fate un riassunto. / U na volta fin ita la s cu o la , partirem o subito p e r ii mare.
Q uando l'azione della reg g en te a n te r io r e , p er introdurre im a p roposizio
n e tem porale e s p lic ita si usa la locuzione congiuntiva p r im a c h e. Si usa il v er
b o al m odo congiuntivo (3).
- La form a im p licita si esprim e con la locuzione congiuntiva p r im a d i + l'infi
n ito : Ricordati di chiudere il gas, p r im a d i u s cir e d i casa.
Per indicare un pun to di arrivo n el tem po si possono usare fin c h , fin o a ch e,
fin o a q u a n d o + l'in d icativ o o 0 c o n g iu n tiv o , oppure fin o a + l'infinito: F in
c h n on av ra i fin ito i com p iti, non ti potrai m uovere dal tavolino. /F a b io uno
ch e continua a m angiare dolci fin o a s ta r m ale.
116

24. CAUSALI, TEMPORALI, OGGETTIVE, SOGGETTIVE

Per e sprim ere u n 'a z io n e c h e si r ip e t e p i v o lte n el te m p o , sia quando


c' u n rapporto di contem poran eit c h e di posteriorit e anteriorit, si usano le
locuzioni congiuntive o g n i volta c h e , tu tte le v o lte c h e e il m odo in d icativo:

Tutte le v o lte c h e p a s s o d a via A n d e g a r , ti penso.

Le proposizioni oggettive
1. Vedo c h e a v e t e g i fin ito d i lav o ra re.
2 . H o l'im pressione d i a v e r lo g i v isto d a q u a lc h e parte.
3 . Sono m olto felice d i c o n o s c e r la !
Le p ro p o s iz io n i o g g e ttiv e (1, 2 , 3) svolgono la funzione di com plem ento
oggetto d ella proposizione reggente.
Le p roposizioni o ggettive p ossono d ipend ere da un v erbo (1), da un n om e (2) o
da un aggettivo (3).

Uso delle congiunzioni e dei verbi nelle proposizioni


oggettive
Per introdurre una proposizione oggettiva e s p lic ita si usa la congiunzione

c h e . Si pu usare il v erbo al m odo in d ic a tiv o o c o n g iu n tiv o o co n d izio n ale.


- S i usa il modo in d ica tiv o quando l'oggettiva dipende da un verbo o da
un'espressione che esprim e certezza, realt: Son o sicuro c h e a n d r tutto be n e .
- Si usa il m odo c o n g iu n tiv o quando l'oggettiva dipende da u n verbo o da
un 'esp ressione che esprim e volont, aspettativa, opinione, p ersuasione, com e
ad esem pio c on i v erbi chiedere, credere, desiderare, dubitare, ordinare, p e r

m ettere, sperare, tem ere, volere, ecc.: Vorrei proprio c h e tu fo s s i fe lic e .


S i u sa il congiuntivo a n ch e quando l'oggettiva dipende da un v erbo c h e espri
m e certezza usato in form a negativa: Non dico ch e n on sia un b e l v estito , ma

dico c h e c o s ta tro p p o .
O Nella lingua parlata, con le proposizioni oggettive che richiederebbero luso del con
giuntivo, si usa spesso lindicativo: Non dico che non un bel vestito, ma dico che
costa troppo.
- Si usa il m odo c o n d iz io n a le qu and o l'oggettiva e sprim e un'azione legata ad
un'ipotesi: C redo c h e fa r e s ti m e g lio a d a n d a r te n e , s e non vuoi incontrarlo.
La proposizione o ggettiv a im p licita si esprim e di solito c on la preposizione
d i + l'infinito: Sono contento d i e s s e r e v en u to. Ci son o tuttavia d ei casi in cui
si esprim e c o n a + l'in finito: F a r e s ti b e n e a s tu d ia r e di pi. E dei casi in cui si
esprim e solam ente c on l'infinito: Vedo i bam bini g io c a r e n e l prato.

117

24. CAUSALI, TEMPORALI, OGGETTIVE, SOGGETTIVE

- Q uando il sog g etto della reg g en te uguale a qu ello d ell'oggettiva, la form a 1


im plicita pi usata di quella esplicita: C redo d i a v e r c a p ito ./P e n s a te sem - 1

p re d i a v e r e ra g io n e.
- Con i v erbi ordinare, chiedere, perm ettere, proibire si pu usare la form a a
im plicita della proposizione oggettiva anch e quando il so g g etto d ella p rop o- 9
sizione reg g en te n o n uguale a quello d ell'oggettiva: 77 ordino d i a n d a r t e n e I

su bito.

In qu esto c a so d eve esse re sem pre e sp ressa la p erson a a cui si ordina, si chie- 1
de, si perm ette, ecc. C hiedo solo c h e tu ti c o m p o r ti b e n e . / Ti chiedo solo d i 1

c o m p o r ta r ti b e n e .
- Con i v erbi ascoltare, sentire, guardare, ved ere si usa q u a s i s e m p r e la form a I
im plicita. La form a im plicita con questi verbi si esprim e solo c on l'in finito: Mi 1

p iace m olto s e n t ir e g li u ccelli can tare.


- Con i verbi cercare, finire, terminare, rifiutare, rifiutarsi, sm ettere, tentare,
degnarsi, sentirsi, sforzarsi si u sa s e m p r e la form a im plicita. La form a im plicita con qu esti v erbi si esprim e c on d i + l'in finito: No, dom ani non esco: voglio
c e r c a r e d i fin ire la traduzione.
- Con i v erbi provare, im pegnarsi, fare ben e, fare m ale si usa s e m p r e la form a
im plicita. La form a im plicita con q uesti verbi si esprim e c o n a + l'in finito: No,
dom ani non esco: voglio p r o v a r e a fin ir e la traduzione.
- 1 due v erbi fare e lasciare, qu and o reg g o n o un'oggettiva, n o n han no sign ificato autonom o, m a m od ificano il valore del v erbo della proposizione oggettiva.
Con questi due v erbi si u sa q u a s i s e m p r e la form a im plicita ch e si esprim e
solo con l'in fin ito, a n ch e p erch fare e lasciare seguiti da un infinito form an o
sp esso esp ressio ni fisse com e lasciare p erd ere, lasciare stare, far fare, fare
vedere, fare capire, ecc.: Buongiorno Signora. Mi fa v e d e r e la patente p e r

fl
1

;1
I
il
9
9

fa v o re ? / Voglio fa r m i fa r e una com posizione di piante verdi p e r il soggiorno. '

Le proposizioni soggettive
1. Bisogna c h e tu m i d ic a la verit.
2 . l'ora d i Unirla.
3 . m eglio c h e p a r tia m o su bito.
Le p ro p o siz io n i s o g g e ttiv e (1, 2 , 3) svolgono la funzione di soggetto della i
p roposizione regg ente.
Le proposizioni sogg ettiv e p ossono d ipend ere d a un v erbo (1), da un n om e (2) j
o da un aggettivo (3).

24 . CAUSALI, TEMPORALI, OGGETTIVE. SOGGETTIVE

Uso delle congiunzioni e dei v erbi nelle proposizioni


soggettive
La form a delle proposizioni soggettiv e, sia esplicite c h e im plicite, , in g en e
rale, del tutto sim ile a quella delle proposizioni oggettive. Ci so n o tuttavia dei
casi particolari.
La proposizione soggettiva e s p lic ita si esprim e con il m odo co n g iu n tiv o :
quando dipende dai v erbi p a rere e sem brare ; quando dipende dai v erbi che
indicano n ecessit e convenienza com e bisogna, occorre, necessario, ecc.: Mi
sem brava c h e C arlotta a v e s s e ra g io n e . / n ecessario c h e v o i s tu d ia te i v e r

b i irreg o la ri.
O Ricordiamo le diverse costruzioni dei verbi ed espressioni che indicano necessit:
bisogna che facciamo un accordo-, bisogna fare un accordo: c' bisogno di fare un
accordo; c ' bisogno di un accordo; necessario che facciamo un accordo-,
necessario fare un accordo-, necessario un accordo-, occorre che facciamo un
accordo-, occorre fare un accordo: occorre un accordo: ci vuole un accordo.
La proposizione soggettiva im p licita si esprim e con d i + l'infinito quando
dipende dalle fo rm e im personali d ei v erbi com e si dice, si crede, si spera, ecc. e
dalle e sp ressioni c om poste c on il v erb o essere + un n om e, co m e ora / l'ora,
tem po, e cc.: Si spera sem pre d i s ta r e m e g lio . /Sbrigatevi! Questa non l'ora d i

d o r m ir e .
S i esprim e solo con l'in fin ito qu and o dipend e dai v erbi ch e indicano necessit
e convenienza e dalle e spressioni com p oste c on il v erbo essere + un aggettivo,
com e meglio, ben e, m ale, ecc.: E b e n e d ir e s e m p r e la verit.

m Le subordinate:
relative, interrogative,
indirette, condizionali

Le proposizioni relative
1. Ho gi letto tutti i libri c h e m i av e v i p r e s ta to .

2. Mi capita sp esso di pen sare al giorn o in cu i ti h o v isto p e r la p r im a volta.


3 . Sei tu c h e m i h a i ch iam ato ?
Le p ro p o siz io n i r e la tiv e ( 1 , 2 , 3) in d icano un a specificazione, u na p recisazio
ne, u n 'aggiunta legata ad un e lem ento d ella p roposizione reg g en te. L'elem en
to d ella proposizione r eg g en te a cui s i lega la relativa si chiam a a n t e c e d e n te
e pu e sse re u n n o m e (1, 2) o un p ronom e (3).

Uso delle congiunzioni e dei verbi nelle proposizioni


relative
Per introdurre una proposizione relativa e s p lic ita si u san o i pronom i relati
vi c h e, il q u a le , cui, e cc. S i pu u sare il verbo a l m odo in d icativ o o c o n g iu n
tiv o o c o n d iz io n a le .
- Si usa il m odo in d ic a tiv o p er in d icare un fatto reale, certo (1, 2 ,3 ).
- Si usa il m odo co n g iu n tiv o p er ind icare un fatto eventuale, possibile: Sto cer

cando qualcuno c h e s a p p ia d irm i com e son o andati i fatti.


- S i usa il m odo c o n d iz io n a le p er in d icare u n fatto desiderato: Questo un

libro c h e le g g e r e i v olen tieri.


Poich il pronom e relativo sta sem p re a ccanto all'elem ento a cui si riferisce, una
proposizione relativa pu esse re a n ch e inserita all'interno della proposizione
reggente: Volevo dirti ch e il problem a d i cu i ti h o p a r la t o ie r i stato risolto.

25 . RELATIVE, INTERROGATIVE, INDIRETTE, CONDIZIONALI

La proposizione relativa im p licita si esprim e c o n la preposizione a + l'infini


to: Sono stato io a lasciare la luce accesa, p erch son o stato l'ultimo a uscire.
La form a im p licita delle proposizioni relative si usa soprattutto qu ando l'ele
m ento a cui si riferisce il relativo costituito da un p ronom e personale o in de
finito, da un num erale ordinale, da un n om e o aggettivo ch e indicano la posizio
n e in una serie: Simonetta stata la prim a ad arrivare alla festa.

Le proposizioni interrogative indirette


1 . Non capisco p e r c h L u igin a p a r la s e m p r e tanto.
2. H o il du bbio s e p a r t ir e d o m a n i o d o p o d o m a n i.
Le p ro p o siz io n i i n te r r o g a tiv e in d ir e tte (1, 2 ) indicano il contenu to di una
dom anda o di un d ubbio c h e so n o esp ressi attraverso il v erbo d ella proposizio
ne reggente.
Le proposizioni interrogative indirette po sso n o d ipen dere da un v erbo (1) o da
un n om e (2).

Uso delle congiunzioni e dei v erbi nelle proposizioni


in terro gative in dirette
Per introdurre una interrogativa indiretta e s p lic ita si usan o gli stessi elem en
ti c h e introducono un'interrogativa d iretta S : chi, ch e , c h e c o s a , c o m e , q u a n
d o , d o v e , qu an to , q u ale, p e r c h , ecc. e la congiunzione se . Si pu usare il v er
b o al m odo in d ic a tiv o o c o n g iu n tiv o o co n d iz io n a le.
- S i usa il m odo in d ic a tiv o soprattutto nella lingua p arlata e n ella lingua scrit
ta m e n o form ale (1).
- Si u sa il m odo co n g iu n tiv o soprattutto n ella lingua scritta e n ella lingua p ar
lata pi form ale: Non riesco a d ecid ere q u a le s ia la c o s a m ig lio r e p e r m e.
- S i usa il m odo c o n d iz io n a le qu and o l'interrogativa indiretta esprim e una
dom anda o un d ubbio legati ad un'ipotesi: Vorrei p roprio capire c o m e ti s a r e

sti c o m p o r ta to a l p o s t o m io.
L a proposizione interrogativa indiretta im p licita si esprim e con gli stessi ele
m enti di qu ella esplicita (chi, c h e , c o m e , s e , e cc.) + l'in finito: Dateci un consi-

glio: non sappiam o d o v e an d a r e .


Q uando una proposizione interrogativa indiretta p ropone una scelta fra due
alternative, si introd uce la prim a con la cong iunzione s e e la secon d a con le c o n
giunzioni o, o p p u r e : Diteci s e tu tto c h ia r o o p p u r e n o
121

25. RELATIVE, INTERROGATIVE, INDIRETTE, CONDIZIONALI

Le proposizioni condizionali
e il periodo ipotetico
1. S e n on s u p e r o q u e s t o e s a m e , non p o sso an dare in vacanza.
2. Il m ese prossim o an dr a Parigi, s e i m iei g e n ito r i m i d a r a n n o il p e r m e s s o .
Le p ro p o siz io n i co n d iz io n a li (1, 2 ) indicano la condizione d alla quale d ipen
de o pu d ipen d ere c i c h e si dice nella proposizione reggente.
Siccom e il legam e fra la reg g en te e la proposizione condizionale, anch e per
l'uso dei m odi e d ei tem pi dei verbi, m olto stretto, si indica co n il nom e di \
p e rio d o ip o te tic o un a frase com plessa form ata da una proposizione r e g g e n
te, detta a p o d o s i, e d a una proposizione subordinata condizionale, detta p r o
tasi.
U n frase com e S e non su pero questo esam e non posso an dare in vacanza un 1
periodo ipotetico di cui non p o s s o an dare in vacanza l'apodosi e S e non su pe- }
ro questo esam e la protasi.

Uso delle congiunzioni e dei verbi nelle proposizioni co n


dizionali
Per introdurre im a proposizione condizionale e s p lic ita si usa m olto sp esso *
la congiunzione s e , m a si possono usare anch e le congiunzioni H q u a lo r a ,
p u r ch , s e p p u r e , s e m m a i o le locuzioni congiuntive a m m e s s o ch e , a c o n d i
z io n e ch e , a p a t to c h e , n ell'ev en tu alit c h e , ecc.
Q uando la proposizione condizionale introdotta dalla congiunzione se , la 1
proposizione reg g en te (apodosi) pu a vere il v erb o all'in d icativ o (ipotesi rea
le) o al co n d iz io n a le (ipotesi p ossibile o irreale): S e c ' il sole dom ani v a d o al

m are. / S e tu fossi stato pi attento av r e s ti p o t u t o evitare queirincidente.


Nella proposizione condizionale (protasi) in trodotta dalla congiunzione s e si
usano l'in d ica tiv o o il co n g iu n tiv o . In particolare:
- Si usa l'in d ica tiv o p r e s e n t e per esprim ere un'ipotesi reale nel p resente o nel
futuro: in q u esto c a so nella p roposizione regg en te si usa l'indicativo p resente .,
o futuro: S e n on ti s b r ig h i, p erd i il treno.
- Si usa l'in d ica tiv o f u tu r o p er esp rim ere un'ipotesi reale n el futuro: in qu esto
caso nella proposizione reg g en te si usa l'indicativo p resente o futuro: S e fra

s e i m e s i D av id e av r fin ito d i fa r e g li es a m i, andr in America.


- Si usa il co n g iu n tiv o im p e rfe tto per esprim ere un'ipotesi possibile o irreale
nel presente o nel futuro: in questo caso nella proposizione reggente si usa il
condizionale presente: S e G iorg io si im p eg n a s s e , verrebbe prom osso.
122

25. RELATIVE, INTERROGATIVE, INDIRETTE, CONDIZIONALI

- S i u sa il co n g iu n tiv o t r a p a s s a t o p er e sprim ere un'ipotesi p ossibile o irrea


le n el p assato: in q u esto c a so nella proposizione reg g en te si u sa il condiziona
le p assato: Mi av reb b e fatto m olto piacere, s e tu mi avessi detto la verit.

(i Ricordiamo che quando la congiunzione s e introduce una proposizione condiziona


le, dopo di essa non si pu mai usare il modo condizionale. Si pu usare invece quan
do la congiunzione s e introduce un'interrogativa indiretta B : Se tornassi indietro non

so se farei quello che ho fatto.


G Nella lingua parlata e nello scritto informale si usano spesso lindicativo imperfetto
e lindicativo trapassato prossimo per indicare un'ipotesi possibile o irreale, nel
presente o nel passato: Se arrivavi prima, potevi cenare con noi. /S e i ragazzi era

no venuti con noi al cinema, si erano divertiti.


Q uando la proposizione condizionale in trodotta da congiunzioni diverse da
s e (qualora, p urch, ecc.) o d alle locuzioni cong iuntive (anche se, am m esso
che, ecc.), ch e esprim ono sem p re condizioni possibili o irreali, nella proposizio
ne reg g en te si pu u sare l'in d ica tiv o o il c o n d iz io n ale: Vengo al cinem a pur

c h non facciam o troppo tardi. /A n c h e s e gli parlassi io, non riuscirei a convin
cerlo.
Nella proposizione condizionale in trodotta da congiunzioni diverse da se, si usa
sem p re il co n g iu n tiv o . In particolare:
- S i usa il co n g iu n tiv o p r e s e n te per ind icare contem poran eit, soprattutto
quando nella reg g en te c ' un v erbo all'indicativo: Signora, p e r questa volta

non le faccio la multa, p u rch la cosa non si ripeta.


- Si usa il co n g iu n tiv o im p e rfe tto p er indicare contem poraneit, soprattutto
quando nella reg g en te c ' un v erbo al condizionale: Qualora tu non fossi

p rom osso, dovresti ripartire subito.


- S i usa il co n g iu n tiv o t r a p a s s a t o per in d icare anteriorit: Sem m ai non

l'aveste capito, vi ripeto ch e non p otete uscire prim a di du e ore. / Am m esso


ch e fossi stato informato d el problem a, avrei potuto cercare di risolverlo.
La p roposizione condizionale im p lic ita si pu esprim ere:
- con il g e ru n d io : Stando a dieta p e r qualche giorno, potresti rimetterti il

vestito dell'anno scorso.


- c o n il p a r tic ip io p a s s a to : Espressa in questi termini, la vostra dom anda

non potr essere accettata.


- con se + il p a r tic ip io p a s s a to : Molte malattie non s on o mortali, s e curate in

tempo.
- c o n la preposizione a + l'in finito: A sentire i suoi amici, Em anuele una

ragazzo m olto disponibile.

0 3 Le subordinate: finali,
consecutive, concessive,
comparative, modali

Le proposizioni finali
1. Il direttore insist m olto p e r c h la s c u o la r im a n e s s e a p e r t a a n c h e il
p o m e r ig g io .
2. Il ministro del Lavoro si sta adoperan do a ffin c h s i ev iti lo s c io p e r o g e n e
rale.
3 . Volevo scriverti da tem po p e r rin g ra ziarti d e l b e l re g a lo .
Le p ro p o s iz io n i finali (1, 2, 3 ) indicano il fin e p er il q u ale si c om pie l'azione
della p roposizione reggente.

Uso delle congiunzioni e dei verbi nelle proposizioni finali


Per introdurre una proposizione fin ale e sp licita , si usan o le congiunzioni

p e r c h e a ffin c h (1, 2). Si usa sem p re il m odo co n g iu n tiv o (1, 2).


La proposizione finale im p licita si pu esprim ere:
- con le preposizioni p e r , a, di, d a + l'infinito: D obbiam o c ercare di convincer
lo a n o n s m e t t e r e d i s tu d iare. / P e r a iu ta r e m ia fig lia n e i com piti, h o

dovuto di nuovo studiare la storia.


- con le locuzioni congiuntive a llo s c o p o di, a l fin e di, ecc. + l'infinito: sta

ta fatta un'indagine a llo s c o p o d i c o n o s c e r e l'o p in io n e d e lla g e n te su l


g overn o.
0 Ricordiamo che la congiunzione affinch si usa quasi solo nei testi scritti, soprattut
to in quelli di carattere pi formale.
0 Nelle proposizioni finali la forma implicita pi frequente di quella esplicita. La forma

26. FINALI, CONSECUTIVE, CONCESSIVE, COMPARATIVE. MODALI

implicita sempre usata quando la reggente e la finale hanno lo stesso soggetto o


quando la finale ha un soggetto generico: Questo il modo migliore per complicar

si la vita.
G Sono molto frequenti i verbi di movimento che reggono proposizioni finali implicite
con a + l'infinito: Vado a vedere che cosa successo. / Va bene mamma: andia

mo subito a fare i compiti.


G I verbi come consigliare, pregare, supplicare reggono invece proposizioni finali impli
cite con di + linfinito: Ragazzi, vi prego di fare silenzio. / Ho consigliato ad Anna

Maria di comprare unautomobile nuova.

Le proposizioni consecutive
1. Non ho ancora finito i compiti, sicch devo restare a casa a studiare.

2. H o m angiato cos tanto a pranzo, ch e stasera non ho fame.


L e p ro p o s iz io n i c o n s e c u tiv e (1, 2 ) indicano la conseguenza di ci c h e si dice
nella proposizione r eg g ente.

Uso delle congiunzioni e dei v erbi nelle proposizioni


consecutive
P er introdurre u na proposizione consecutiva e s p lic ita si usano s o p r a t tu tt o
le congiunzioni cosicch, sicch (1) o le locuzioni congiuntive d i m odo che, al
punto ch e oppure la congiunzione c h e (2) quando nella reg g en te ci son o gli
avverbi co s, tanto, cos tanto, ecc. o gli aggettivi tale, simile, ecc..
Di solito si u sa il verbo al m odo in d ica tiv o .
La proposizione consecutiva im p lic ita si pu esprim ere:
- co n le preposizioni da, p e r + l'in finito: Ieri faceva un freddo da m o rire, un

fred d o tale da non p o ter p roprio uscire di casa.


- con le esp ressio ni d egn o di, in d egn o di + l'in fin ito: Questo argom en to non

degn o di e s s e re trattato in questa sede.


G In una proposizione consecutiva esplicita si usa il modo condizionale quando si vuo
le esprimere una conseguenza potenziale, ipotetica: Cosimo buono al punto che

non farebbe male neppure a una mosca.


G Si usa il modo congiuntivo quando si vuole esprimere una conseguenza possibile,
ma non certa, e soprattutto quando la consecutiva introdotta dalle locuzioni in
modo ch e , di modo ch e: Voglio gridare cosi forte in m odo che mi possano senti

re da tutta la citt.

26. FINALI, CONSECUTIVE, CONCESSIVE, COMPARATIVE, MODALI

Le proposizioni concessive
1. B en ch p io vesse a dirotto, m i preparai e d uscii.
2 . A n ch e s e ero appena rientrata a casa, decisi di andare a pren dere Anna.
3. Q ualunque cosa tu dica, son o certa ch e non riuscirai a convincermi.
Le p ro p o s iz io n i c o n c e s s iv e (1, 2 , 3 ) indicano u n a condizione ch e non influi
sc e su ci c h e si d ice nella proposizione reg gente.

Uso delle congiunzioni e dei verbi nelle proposizioni


concessive
P er introdurre una proposizione concessiv a e s p lic ita si usano s o p r a ttu t to
le congiunzioni b en ch , se b b e n e (1); le locuzioni congiuntive a nche se, nono
stante che, m algrado ch e (2); i pronom i e aggettivi indefiniti E qualunque,

ch iu n qu e (3).
Si usa g en eralm ente il verbo al m odo co n g iu n tiv o ( 1 ,3 ). C on la congiunzione

a nche se si u sa il v erbo al m odo in d ic a tiv o (2).


La proposizione concessiv a im p licita si pu esprim ere:
- con la congiunzione p u r + il g e r u n d io : La mattina bisogna mangiare, p u r

non avendo fame.


- con la locuzione a costo di + l'in finito: D evo finire questo lavoro, a costo di

im piegarci tutta la notte.

Le proposizioni comparative
1. L'esame non stato cos difficile co m e mi avevi detto.
2. l bam bin o di Giovanna pi alto di quanto mi sarei aspettata.
3 . Questa estate, in Italia, ha fatto m eno caldo di quello ch e credevo.
Le p ro p o siz io n i c o m p a r a tiv e ( 1 ,2 ,3 ) in d icano u n p aragone rispetto a ci ch e
si d ice nella proposizione reggente.

Uso delle congiunzioni e dei v erbi nelle proposizioni


com parative
Le proposizioni com parative possono e sse re di u g u a g lia n z a , di m a g g io
ra n z a , di m in o ra n z a .
- P er introdurre una proposizione com parativa e s p lic ita di u g u a g lia n z a si
usa c o s ... com e, tanto ... quanto, tale ... quale (1).

26. FINALI, CONSECUTIVE, CONCESSIVE, COMPARATIVE, MODALI

- P er introdurre una proposizione com parativa e s p lic ita d i m a g g io r a n z a si


usa pi ... di quanto, pi ...d i com e, pi ... di quello che, pi ... ch e (2).
- P e r in trod urre una proposizione com parativa e s p l ic ita d i m i n o r a n z a si usa

m eno ... di quanto, m eno ... di com e, m eno ... di quello ch e, m eno . .
ch e (3).
N ella proposizione com parativa di u g u a g lia n z a si usa il m odo in d ic a tiv o (1)
o il m odo c o n d iz io n a le . Si usa il m o d o condizionale q u ando si vuole esp rim e
re un paragone ipotetico: Ho sempre considerato mio nipote cos co m e avrei

considerato mio figlio.


N elle proposizioni com parative di m a g g io r a n z a e di m in o r a n z a si usa:
- il m odo in d ic a tiv o : L'esame stato m eno difficile di com e mi aspettavo.
- il m odo c o n d iz io n a le : Ho finito il lavoro pi in fretta di quanto avrei s p e

rato.
- il m odo c o n g iu n tiv o : La soluzione dei problemi ambientali pi difficile di

quanto non pensassim o.


U n tipo particolare di proposizione com parativa la c o m p a r a t iv a ip o t e ti
c a . P er introdurre una com parativa ipotetica e s p lic ita si u sa la locuzione com e
se. Si u sa sem p re il v erb o al m odo c o n g iu n tiv o : Marco ha continuato a parlare

co m e se tutti Io stessero ad ascoltare.


La proposizione com parativa im p lic ita si esprim e c o n le locuzioni pi che,
piuttosto di, piuttosto ch e + l'in fin ito : Piuttosto ch e dire d elle b ugie, p re
ferisco stare zitta.
Nelle proposizioni comparative, escluse quelle in cui c come, il verbo pu avere
davanti lavverbio non che ha in questo caso valore rafforzativo e non valore negati
vo: Ho finito il lavoro pi in fretta di quanto non avrei sperato.

Le proposizioni modali
1. Il cane scappato via co rren do il p i v elocem ente possibile.

2. Se mi chiedi le cose parlando sem p re con un filo di voce, non capisco nulla.
3. Il Rettore, nella riunione di ieri, ha cominciato con l'annunciare le su e dimis
sioni.
Le p r o p o s iz io n i m o d a li (1, 2 , 3) indicano il m odo in cui si svolge l'azione
esp ressa nella proposizione reggente.

2 6 . FIN ALI, CO N SE C U TIV E , CO N CE S SIVE , COMPAF1ATIVE, M O D A LI


AmnMCMnnHHHIBaHHMflU8MaHaU*HMH^

Uso delle congiunzioni e dei verbi nelle proposizioni


modali
Le p roposizioni m odali han no di solito form a im p licita e si possono esp rim ere:
- con il g e ru n d io (1, 2);
- c o n la preposizione c o n + l'in fin ito (3).

Per introdurre una proposizione m odale di form a esplicita si usano c o m e , i


c o m e s e , n e l m o d o c h e , ec c . e il v erb o al m odo in d ica tiv o (realt) o al c o n
g iu n tiv o (possibilit o irrealt): Fai c o m e ti pare. / Fai c o m e s e niente fosse.
|

m Le subordinate:

avversative, limitative,
esclusive, aggiuntive.
Le frasi incidentali

Le proposizioni avversative
1. C redevo c h e Rosanna non avesse figli, m entre n e ha uno di vent'anni.
2 . Laura, invece di e s s e re contenta, si lamenta in continuazione.
Le p ro p o s iz io n i a v v e r s a tiv e (1, 2 ) in d icano u na situazione o una condizione
ch e o pposta a quella d ella proposizione principale.

Uso delle congiunzioni e dei verbi nelle proposizioni


avversative
Per introdurre una proposizione avversativa e s p lic ita si usan o le congiunzio
ni quando, m en tre (1), e le locuzioni congiuntive quando invece, m entre
invece. Si u sa il v erb o al m odo:
- in d icativ o : H o sem p re avuto fiducia in Luca, m en tre invece mi sbagliavo.
- co n d izio n a le : Vai sem p re in giro, m en tre invece dovresti studiare.
La proposizione avversativa im p lic ita si esprim e c o n le locuzioni in v ece di
+ l'in fin ito (2) o anzich + l'in fin ito: Faresti m eglio a stare zitta anzich p ar

lare se m p re male di tutti.

Le proposizioni limitative
1. P er quanto riguarda la temperatura, sar in aum ento su tutte le regioni.
2 . No, p e r quanto io n e sappia, il ba n d o di con corso non ancora uscito.

129

27 . AVVERSATIVE, UMITATIVE^ESCLUSIVE^ AGGIUNTIVE, INCIDENTALI.

Le p ro p o s iz io n i lim ita tiv e (1, 2 ) indicano una lim itazione rispetto a ci c h e si 1


dice nella p roposizione r eggente.

Uso delle congiunzioni e dei verbi nelle proposizioni


lim itative
P er introdurre u na proposizione limitativa e s p lic ita si usano le locuzioni p e r

quanto, p e r quello che.


Si usa soprattutto il m odo in d ic a tiv o (1), m a si p u usare anch e il c o n g iu n ti- 1
v o (2) e il co n d iz io n a le : P er quanto io potrei d ecidere, non rinnoverei quel I

contratto.
0 Sia nella lingua pariata che, soprattutto nei testi scritti di tipo informativo-esplicativo,
scientifico, giuridico, ecc., sono molto comuni le espressioni limitative per quanto
riguarda, per quanto concerne, per quanto si riferisce a : Per quanto si riferisce

al secondo articolo della legge 153/71, si precisa quanto segue.


La proposizione lim itativa im p licita si esprim e c on in quanto a, quanto a + i
l'in finito: Il bambino, di Gianna m olto bello, m a un po'indietro quanto a p ar - 1

lare.

Le proposizioni esclusive
1 . 1 ladri son o entrati in casa senza ch e ce n e accorgessim o.
2 . Paola s e n' andata senza salutare nessuno.
Le p ro p o s iz io n i e s c lu s iv e (1, 2 ) in d icano un 'esclusione rispetto a ci ch e si
dice nella proposizione reg gente.

Uso delle congiunzioni e dei verbi nelle proposizioni


esclusive
Per introdurre una proposizione esclu siva e s p lic ita si usa la locuzione c o n
giuntiva senza ch e e il v erbo al m odo co n g iu n tiv o (1).
La proposizione esclusiva im p licita si esprim e con senza + l'in finito (2): Fai

sem pre le co se senza dirmi niente!

I Le proposizioni aggiuntive
1. Fabio oltre a e s s e re poco intelligente, an che m olto antipatico.

27. AWERSATIVE, LIMITATIVE, ESCLUSIVE, AGGIUNTIVE, INCIDENTALI.

2 . Che ti h a raccontato Maria, oltre ch e riferirti i soliti pettegolezzi?


L e p ro p o s iz io n i a g g iu n tiv e (1, 2 ) indicano un'aggiunta risp etto a qu anto si
d ice nella p roposizione r eggente.

Uso delle congiunzioni e dei verbi nelle proposizioni


aggiuntive
La p roposizione aggiuntiva s e m p r e di form a im p lic ita e s i esprim e con:
- oltre a + l'in fin ito (1): Emanueie, oltre a farmi arrabbiare p e r Io studio, mi

d an che altre preoccupazioni.


- oltre ch e + l'in fin ito (2): Oltre ch e riv ed ere i testi p e r gli esam i cos'altro

d evo fare?

Le proposizioni incidentali
1 . In qu esto gruppo, mi sem bra, non son o molti quelli a cui piace andare al cine
ma.
2 . Mario - dicono tutti - m olto bravo a giocare a tennis.
Le p ro p o s iz io n i in cid e n ta li ( 1 ,2 ) son o frasi c h e si trovano in serite all'in ter
n o di u n 'altra proposizione com e un inciso, una frattu ra, e n o n han no nessun
legam e sintattico c on la p roposizione in cui son o inserite.
H anno lo scop o di a ttenuare o sottolineare qu ello c h e si d ice nella proposizione
in cui so n o inserite.

S 3 II discorso diretto e il
discorso indiretto

1. La m am m a ci ha raccontato una fiaba e p o i ci ha detto: - Chiudete gli occhi e

dormite.
2 . Pietro ha chiesto alla p rofessoressa: "Posso uscire?
3 . La m am m a ci ha raccontato una fiaba e p o i ci ha detto d i c h iu d e r e g li o c c h i

e d i d o r m ir e .
4 . Pietro ha chiesto alla professoressa s e p o t e v a u scire.
Q uando d ob b iam o riferire le parole o il pen siero di qualcuno p ossiam o usare
due mezzi: il d i s c o r s o d ir e tto o il d i s c o r s o in d ire tto .
Il d is c o r s o d i r e t t o la riproduzione fed ele di qu ello c h e v iene d etto o p en
sato d a q ualcuno (1, 2).
11 d iscorso d iretto in g en e re introdotto da un v erb o di sign ificato dichiarativo,
com e dire, dom andare, rispondere, pensare.
N ella scrittura il d iscorso d iretto segn alato d a specifici segn i grafici: trattini o
virgolette.
11 d is c o r s o in d ir e tto la parafrasi di quello ch e viene detto o pensato da
qualcuno, fatta dal n arratore.
Dal punto di vista sin tattico il d iscorso indiretto si esprim e di solito con una p ro
posizione oggettiva (3) E2 o interrogativa indiretta (4) E , ch e dipende da un
verbo di sign ificato dichiarativo.

Passaggio dal discorso diretto a quello


indiretto
Per p assare dal d isco rso d iretto al d isco rso in d iretto si dev ono segu ire le
segu enti regole.

132

28 . IL DISCORSO DIRETTO E IL DISCORSO INDIRETTO

La frase indipendente, c h e riporta d irettam ente le p arole di qualcuno, d iven


ta una frase subord inata ch e dipende d a v erbi com e dire, rispondere, ripetere,
ecc. Pu e sse re un 'oggettiva in trod otta da c h e o u n 'interrogativa in diretta
in trodotta da se, quando, dove, p erch , e cc.
Q uando il v erbo d ella proposizione reg g en te al p r e s e n t e o al fu tu ro n o n si
fa n essu n cam b iam ento nei tem pi della subordinata: Arrivati a qu esto punto

dico: "Me n e vado!" = Arrivati a qu esto punto dico c h e m e n e vado.


Q uando il v erbo della proposizione reg g en te al p a s s a t o si devono fare i
segu enti cam biam enti.
- L 'in d ic a tiv o p r e s e n te nel d iscorso d iretto diventa in d ic a tiv o im p e rfe tto
nel discorso indiretto: Arrivati a quel punto dissi: "Me n e vado!" = Arrivati a
quel punto dissi ch e m e n e andavo.
- L 'in d icativo ad un tem p o p a s s a t o nel d iscorso d iretto diventa in d icativ o
t r a p a s s a t o p ro s s im o n el d iscorso indiretto: Guglielmo ha detto: "Non c e la
facevo pi e m e n e so n o andato." = Guglielmo ha detto c h e non c e l'aveva
fatta pi e ch e se n e era andato.
- L 'in d icativo f u tu ro (o u n indicativo p resen te con valore di futuro) nel d iscor
so diretto diventa co n d iz io n a le p a s s a t o nel d iscorso indiretto: Guglielmo ha
detto: "Me n e andr." = Guglielmo ha detto c h e se n e sa reb b e andato.
L 'im p era tiv o n el d iscorso d iretto diventa co n g iu n tiv o im p e rfe tto nel
d iscorso indiretto: Guglielmo ha p e r s o la pazienza e h a detto a Pietro: "Vai via!"

= Guglielmo h a p e r s o la pazienza e h a detto a Pietro ch e andasse via.


O Quando in un discorso diretto che dipende da un tempo passato c un imperativo,
nel discorso indiretto si pu anche avere il verbo dovere allimperfetto indicativo: Gu
glielmo ha perso la pazienza e ha detto a Pietro che doveva andare via.
Q uando i v e r b i d el d isco rso d iretto s on o alla l a o 2 a p e r s o n a e il v erb o d el
la reg g en te alla 3 a p e r s o n a , nel d isco rso in d iretto i v erbi si cam b ian o alla 3a
persona. Si c am b ian o a n ch e i pronom i personali e i p ossessivi: Guglielmo ha
p e r s o la pazienza e ha detto: "Io m e n e vado , sono costretto a lasciare il mio

lavoro. " = Guglielm o ha p e r s o la pazienza e h a detto c h e lui s e n e andava, ch e


era costretto a lasciare il suo lavoro.
Il d im ostrativo q uesto nel d iscorso d iretto diventa quello n el d iscorso indi
retto; l'av v erbio di luogo q ui diventa l; gli avverbi di tem po o ra , o ggi, ieri,
domani, ecc. d iventano rispettivam ente allora, quel giorno, il gio rno prima,

28. IL DISCORSO DIRETTO E IL DISCORSO INDIRETTO

il giorno dopo: Alla fine Guglielmo disse: "Non n e p o s s o pi; s e dom ani qu esto I
p roblem a non si risolto m e ne vado" = Alla fine Guglielmo disse ch e non ne
poteva pi e ch e s e il giorno dopo non si fosse risolto q u el problem a , se
n e sa reb b e andato.
O Nella trasformazione del discorso diretto in discorso indiretto, spesso si possono utilizzare anche le forme implicite delle proposizioni subordinate: Guglielmo ha detto:
Non c e la faccio pi = Guglielmo ha detto di non farcela pi.

5*3

La formazione
delle parole

1 . Questo lavoro noioso: bisogna scrivere e riscriv ere sem pre le stesse cose.
La f o rm a z io n e d elle p a r o le un in siem e di m eccan ism i attraverso i quali
possibile m odificare una parola creand one u n 'altra co n l'aggiun ta di altri e le
m enti.
N ella parola "riscriv ere" scrivere la p arola di b a se; ri- l'elem ento ch e l'h a
m odificata e h a perm esso d i c re a re im a nuova p arola a p artire d a scrivere.
I m eccanism i di form azione riguardano soprattutto i nom i, gli aggettivi e i verbi.
Riguardano, in parte, a n ch e gli avverbi: a ggiu ngen do il suffisso -m ente al fem
m inile d egli aggettivi qualificativi si o ttengono infatti degli avverbi di m odo S :

sicuro - * sicura-mente.
I m eccan ism i di form azione d elle p arole in italiano s on o i seguenti:
- su ffissaz io n e : con versare -* con versazion e
- a lte ra z io n e : p iccolo - * piccolin o
- p re fis sa z io n e : com parire - scom parire - * ricom parire; colto -* sem icoto
- c o m p o siz io n e : c apo + stazione - c a p o s ta z io n e .
N ella su ffissa z io n e , n ell'a lte ra z io n e , nella p r e f is s a z io n e si un iscon o una
parola e un elem ento ch e da solo n on h a in g en e re autonom ia e c h e pu esse re
un su ffisso (elem ento c h e si ag giu nge alla fin e della p arola b ase) o un p re fis
s o (elem ento ch e s i a ggiu nge all'inizio d ella p arola b ase). Ad esem pio, am are
u n a parola c o n un significato proprio ed usata lib eram en te; il suffisso -bile
non usato d a solo; am are + bile prod uce la p arola am abile, ch e indica q u alcu
no o q u alcosa "c h e p u e sse re am ato, c h e suscita am ore".
N ella c o m p o s iz io n e si u niscono due p arole ch e h a n n o a utonom ia e sign ifica
to p roprio, c o m e in capostazione, com posta d a c a p o + stazione.

29 . LA FORMAZIONE DELLE PAROLE

I suffissi
1. Clara una ragazza di una bellezza straordinaria e d anche m olto amabile.
Il m eccan ism o della s u ffissa z io n e uno dei pi usati nella form azione delle
parole italiane: alla fin e di una p arola b a se si unisce un elem ento, chiam ato su f
fisso, che ha un c erto v alore e si form a u n'altra parola.
N ella suffissazione la nuova parola pu av ere una catego ria gram m aticale
diversa d a qu ella d ella parola base.
Presen tiam o i suffissi pi produttivi, c io capaci di produrre a n cora o g g i nuove
parole italiane, c on i loro valori pi com uni e c o n alcuni esem pi.
I principali suffissi c h e p rod ucono n o m i d a n o m i son o i seguenti:
-aio, -a rio indicano n om i di m estieri: fiore - fioraio, banca -* bancario;
-aiolo indica nom i di m estieri: b o s co * boscaiolo ;
-ame ha u n valore collettivo: pollo -* pollam e;
-ata indica un'azione fatta c o n un a p arte del corpo: occhio -* occhiata; un colpo
dato o ricevuto con qualcosa: pallone pallonata; una quantit non definita
precisam ente: cucchiaio -* cucchiaiata;
-eria indica nom i di negozi: latte - latteria;
-eto indica un luogo dove si trovano sp ecie vegetali: arancio - aranceto;
-iera indica oggetti: zucchero -* zuccheriera
-ista il suffisso pi u sato p er in d icare le professioni: giornale -> giornalista.
I principali suffissi ch e prod ucono n om i e a g g e ttiv i d a i n o m i di l u o g o (cit
t, nazioni, ecc.) son o i seguenti:
-ese: Francia - * fran cese;

-ano: Roma -* rom ano;

-ino: Firenze -* fiorentino;


-iaco: Austria -* austraco.

I principali suffissi c h e p rod ucono n o m i d a a g g e ttiv i son o i seguenti:


-e ria indica il c on cetto a stratto di un a certa qualit: p orc o - porchera;
-ezza, -izia in d icano il c o n c e tto a stra tto di una c e r ta qualit: bello - * bellezza,

giusto -* giustizia;
-ia indica il c o n cetto astratto di un a certa qualit: allegro -* allegria;
-ismo, -esimo indicano un a tteggiam ento o m ovim enti e corren ti ideologiche
o culturali: pessim o -* pessim ism o, cristiano - cristianesimo;
-it, -et, -t indicano il concetto astratto di un a certa qualit: b rev e brevit,
umile * umilt, com plem entare complementarit;
-itudine indica il co n ce tto a stratto di una certa qualit: grato gratitudine.
136

29. LA FORMAZIONE DELLE PAROLE

I p rincipali suffissi c h e prod ucono n o m i d a v e rb i son o i seguenti:

-aggio sp esso usato c o n v erb i in -are e ind ica operazioni tecn ich e: m ontare -*
m ontaggio; lavare - lavaggio;
-anza, -enza indicano il co n cetto a stratto; ignorare -> ignoranza; con oscere -*
conoscenza;
-ino, -ina indicano sp esso la p ersona ch e svolge l'attivit indicata dal v erbo;
im biancare - imbianchino;
-mento m olto frequ en te e ind ica u n'azione, u n effetto, u n risultato; p re ce
duto d a a - p er i verbi in -a re, da i- p er in v erb i in -e r e e in -ire: pag a re -* p ag a
m ento, sv en ire - * svenim ento;
-zione, -sione sono m olto frequenti e indicano l'azione e il suo risultato: colora
r e - colorazione, dividere -* divisione, iscrivere - iscrizione.
Q Derivano dai verbi anche alcuni nomisenza suffisso, chiamati nomi a suffisso zero:
allacciare -* allaccio (= risultato dell'azione di allacciare); modificare - modifica (=
risultato dell'azione di modificare).
I principali suffissi ch e prod ucono a g g e ttiv i d a n o m i son o i segu en ti e indi
can o tutti un a qualit c h e h a un a relazione c o n il no m e d a cui d erivano:

-ale: form a - form ale; posta * postale;


-a re : sole -* solare ;
-ico: telefono telefonico;
-ivo: abu so - * abusivo;
-oso: crem a - * crem oso;
-ario: ferrovia -* ferroviario.
I principali suffissi c h e p rod ucono a g g e ttiv i d a v e r b i son o i seguenti:
-abile, -ibile indica qu alcosa o qualcuno "ch e pu essere...": am are -*am abile (=
"c h e pu esse re am ato"); prev ed ere -* prevedibile ("ch e pu esse re previsto");
-evole h a valore attivo o passivo: p iacere - p iacevole (= "ch e piace"); am m irare
- am m irevole (= "c h e d a am m irare").
I principali suffissi ch e prod ucono v e r b i d a n o m i e d a a g g e ttiv i so n o i
seguenti:
-a re : bacio - * baciare-,
-ire: fiore - fiorire;
-ificare indica u n v erbo c h e p rod uce la caratteristica e sp ressa d al n om e o d al
l'aggettivo: p a ri - parificare; elettrico - elettrificare.

29 . LA FORMAZIONE DELLE PAROLE

Gli alterati
1. Eleonora ha trentanni, ma talvolta si com porta proprio com e una ragazzina.
L 'alterazio n e un m eccanism o sim ile alla suffissazione. N ell'alterazione si ag
giungono infatti suffissi a una parola b ase e in tal m odo si producono nuove paro
le che han no lo stesso significato sostanziale di quelle di partenza, m a che danno
anch e indicazioni particolari di g ra n d e z z a , p iccole zza, ecc. L'alterazione ri
guarda di fatto solo i nom i e gli aggettivi e non m odifica la categoria gram m atica
le della parola base: i nomi rim angono nom i e gli aggettivi rim angono aggettivi.
I tipi di suffissi pi usati che p rod ucono le alterazioni sono i seguenti:
- a c c re s c itiv i (relativi alla dim ensione, alla grandezza): -o n e /-ona: ragazzone, \

casona;
- d im in u tiv i (relativi alla d im ensio ne, alla piccolezza): - ino /-ina, -etto /-etta,
-elio /-ella: ragazzina, bacetto, alberello;
- p e g g io ra tiv i (relativi a un giudizio di valore): -accio /-accia, -astro /-astra:
ragazzaccia, biancastro;
-v e z z e g g ia tiv i (relativi alla affettuosit): -elio /-ella, -uccio /-uccia: bam binella, cappelluccio.
In alcuni c asi si possono unire pi suffissi di alterazione; ad esem pio: p a c c o -
p acchetto -* pacchettino; donna - donnetta -> donnettina.
O I significati creati con lalterazione sono comunque vaghi, molto legati a valori espres
sivi e valutativi che nascono nei singoli contesti di comunicazione. Nella creazione
degli alterati c una certa libert, ma bisogna fare attenzione perch non sempre
possibile aggiungere a una base un determinato suffisso, specialmente quando con
una determinata suffissazione si ottiene una parola che gi esiste, con un suo auto
nomo significato. il caso, ad esempio, dellalterazione diminutiva di cane che non
pu essere canino ed cagnolino. Molte alterazioni hanno inoltre un alto valore di
uso, si sono consolidate in una determinata forma e non ammettono varianti: uomo
- omino, ometto, ma non omello-, donna - donnina, donnetta, ma non donneila.

I prefissi
1. Quest'anno stato m olto freddo: ab biam o portato il soprabito fino a maggio.
La p re fis s a z io n e un m eccan ism o di form azione delle parole analogo, ma
sim m etrico alla suffissazione. N ella prefissazione un elem ento viene m esso
all'inizio di una parola e form a una parola nuova; tale elem ento chiam ato p r e
fisso , e p orta la funzione o il valore c h e assu nto d alla nuova parola.

138

;
]

29. LA FORMAZIONE DELLE PAROLE

C on il m eccan ism o d ella prefissazione la nuova p arola ha la stessa categ o ria


gram m atica le della p arola d i partenza: i prefissi c h e si p ossono unire ai nom i o
agli aggettivi form ano nuovi nom i e nuovi aggettivi, i prefissi ch e si possono
unire ai v erb i form ano nuovi verbi.
L'elem ento ch e fa da prefisso pu e sse re una parola autonom a (ad esem pio,
sopra, avverbio c h e pu e sse re u sato autonom am en te o c h e pu fo rm are paro
le com e soprabito ) oppu re una parola n on autonom a (ad esem pio, para-, c h e da
solo n on u sato, m a ch e pu form are p arole co m e paramilitare ). M olti prefissi,
com e n eo -, post-, para-, ante-, derivano dalla lingua latina o dal g reco antico.
Presen tiam o i prefissi pi produttivi, con i loro valori pi com uni e co n alcuni
esem pi.
I p rincipali p r e f is s i c h e s i u n iscono a n o m i e a g g e ttiv i son o i seguenti:
a -, in- indicano neg azione: am orale, innominato; in- diventa im- davanti a b, p,
m (implume), diventa il- davanti a 1(illegittimo ), d iventa ir- davanti a r (irregola
re ); a- diventa an- davanti a vocale (anemia);
a n te -, anti-, avanti-, p re- sign ifica "po sto p rim a di q u alcosa", "c h e davanti a
qu alcosa n el tem po o n ello spazio": antefatto, prebellico, anticam era;
arci-, super-, extra-, stra-, ultra- maxi-, m ega- indicano q u alcosa di grande
o di m assim o grad o: m axiprocesso, arcimiliardario;
b e n (e )- ind ica una valutazione positiva: ben disposto, benpensante;
mal(e)- ind ica una valutazione n egativa: m aldisposto, m aleodorante;
con-, sin- indicano com pagnia, unione: coinquilino, coautore, sincronia; con
diventa com - davanti a b, p, m (com paesan o), diventa col- o c o r- davanti a l o r
(corrispondente), d iventa co- davanti a v ocale (coautore);
contro-, contra-, anti- indica qu alcosa ch e contrario, "opposto a": controcor
rente, antibiotico;
dis- in dica negazione, peggioram ento: discontinuo ("non continuo"), disfunzione,
extra- sign ifica "fuori": extraterritoriale;
inter- indica collegam en to fra d ue elem enti, qu alcosa ch e sta in mezzo: inter
spaziale; internazionale; interscambiabile;
iper- indica a um ento, abbondanza: ipertensione;
intra-, entro- indica qu alcosa ch e sta d entro, "all'interno di": intramuscolare,
entrobordo;
mini- indica q u alcosa d i piccolo: minigonna;
multi-, poli- significa "m olti, m olto": multilingue, poliglotta;
neo- significa "nuovo, recen te": neologism o, ("nuova parola");
oltre-, ultra-, meta- significa "oltre, al di l": oltretom ba, ultrasuono, m etafisico;
post- sign ifica "d opo": postoperatorio;
139

29 . LA FORMAZIONE DELLE PAROLE

retro - sign ifica "d ietro": retrobottega-,


s - indica negazione, e d un valore c ontrario alla p arola di b ase: scontento-,
semi- indica un v alore di "m et": sem ilibero, semiliquido;
sopra-, sovra-, su p er- indicano qu alcosa c h e sta sopra o ch e in eccesso :
soprabito, sovraffollam ento, superuom o;
sotto-, sub-, infra-, ipo- indicano qu alcosa ch e sta sotto o ch e caren te: sotto
suolo, su bacqu eo, infrarosso, ipoglicemia-,
I p rincipali p r e f is s i ch e si u n iscono a v e r b i son o i seguenti:

contra-, contro- indicano opposizione: contrapporre;


de-, dis-, s- indicano un'azione neg ativa e c ontraria a quella del verbo di base:
disapprovare, sconsigliare;
inter- significa "in m ezzo": interporre-,
ri-, re- in dicano ripetizione: rifare, ridire, reintrodurre;
stra- indica un aum ento al m assim o g rado: strafare.

I composti
1 . Ti piace qu esto asciugamano di lino?
La com posizione un m eccan ism o di form azione delle parole ch e si attua un en
do pi parole che han no un proprio sign ificato e im a p ropria autonom ia: carta

+ m oneta = cartam oneta; asciuga + m ano = asciugamano.


Ci son o p arole com p oste che si scriv ono unite, com e una sola p arola, e p aro
le c om poste che si scriv ono m an ten end o separati i com ponenti. Q ueste ultime
si chiam ano unit lessicali com plesse, o unit lessicali superiori, o polirem atich e H : luna di miele, vasca da bagno, com pagnia di bandiera.
Talvolta, nella scrittura, le parole si uniscono ad altre parole o ai prefissi con un tratti
no. A questo proposito non ci sono delle regole stabilite e spesso si ammettono le
due torme: psico-pedagogista /psicopedagogista.
L e p arole com poste p ossono realizzarsi a n ch e dall'unione di parole di diver
sa catego ria gram m aticale. I tipi pi frequenti di form azione d elle p arole c o m
poste son o i seguenti:
verbo + nom e: lavastoviglie, sprem ilim oni
no m e + aggettivo: cassaforte
aggettivo + n om e: altopiano
no m e + n om e: cartamoneta
140

29 . LA FORMAZIONE DELLE PAROLE

avverbio + aggettivo: sem preverde


v erbo + v erbo: dormiveglia.
N ella form azione del p lu r a le le parole com poste m odificano la prim a o la
secon d a parola, secon d o lo schem a segu ente.
Tipo di composto Al plurale
Al plurale cambia
rimane invariato la prima parola

Al plurale cambia Al plurale cambiano


la seconda parola tutte e due le parole

nome + nome

sei due nomi hanno


sei due nomi hanno
generi grammaticali diversi: lo stesso genere:
pescespada -> pesdspada arcobaleno * arcobaleni

composti con capo

capostazione-*
capisiazione
x capo di y"

caporedattore-*
caporedattori
"x e capo fra molti'

nome + aggettivo

cassaforte-* cassefoiH;
ma palcoscenico-*
palcoscenici

aggettivo + nome

francobollo-*
francobolh;
ma altopiano-*
altipiani/aopiani

parole con mezza-

mezzamanica -*
mezzemaniche

aggettivo + aggettivo

pianoforte-* piano/bri

verbo + nome
singolare maschile
verbo + nome
singolare femminile

passaporto-* passaporti
cavalcavia-* cavalcavia

verbo + nome plurale cavatappi * cavatappi


verbo + verbo

dormiveglia * dormiveglia

avverbio o
se il composto ha genere
preposizione + nome diverso dal nome:
sottoscala-* sottoscala

se il composto ha lo
stesso genere del nome
dopopranzo -* dopopramr

_______

Le parole com poste delle scienze


M oltissim e parole scien tifich e (della fisica, della chim ica, della m edicina, del
diritto, e cc.) so n o parole c om poste c o n elem enti ch e d erivano dal g re co antico
e dal latino: ad esem pio, idro-, foto-, m ono-, -sofa, -grafa, -crazia, e cc. L'ele
m ento g reco o latino pu trovarsi nella prim a p arte della parola, com e in
m on ossido, e in qu esto c a so si chiam a p r e fi s s o id e o nella s econ d a posizione,
com e in partitocrazia, e in q u esto c a so si chiam a s u ffis s o id e

SS II lessico

L'insiem e delle parole della lingua italiana contem poran ea, cio il suo le ssico ,
articolato in diversi livelli: a ogn i livello appartengono parole ch e hanno d eter
m inate caratteristiche di uso. Il lessico della lingua italiana contem po ran ea
form ato da alm eno 3 00.000 parole, ch e raggiun gono e sup eran o il m ilione con
le parole d elle scienze.

Le parole semplici e le parole complesse


Le parole p ossono e sse re di due tipi:
- p a ro le sem p lici, cio form ate da un solo elem ento lessicale: rosa, albero, for
chetta, abbagliante, ecc.
- p a r o le co m p le s s e , cio form ate d a d iversi e lem enti lessicali, ch e si chiam a
no an ch e u n it le ssica li s u p e r io r i o p o lir e m a tic h e 2 : titolo di viaggio,
testa di cuoio, ecc.
G La funzione, il valore, il significato preciso di una parola dipendono dalla sua posizio
ne nel testo e dal contesto in cui si svolge la comunicazione: il parlato o lo scritto, un.
testo letterario, un testo scientifico, ecc.

Le parole polisemiche
M olte parole han no pi di un significato. Si tratta soprattutto di parole di uso
com une, adattabili in m odo e con om ico a varie situazioni e a vari contenuti del
la com unicazione. La parola com une, ad esem pio, h a alm eno sei significati di
alto uso. L e parole con pi significati son o chiam ate parole p o lisem ich e. Le
parole con un solo sign ificato son o chiam ate parole m o n o s e m ich e . La m ag
g ior p arte d elle parole d elle scienze son o parole m onosem iche.

I sinonimi
S p esso ci sono due o pi parole che hanno lo stesso significato fondam entale

[Entrammo in un a m p io salon e / Entrammo in un v a s to salone).


Le parole di qu esto tipo son o dette sin o n im i.
Bisogn a tuttavia ricord are che in g en ere due sinonim i conserv ano sem pre delle
differenze di significato pi o m eno rilevanti, o, spesso, apparten gono sem plicem en te a registri diversi della lingua: cos, ad esem pio, insegnante e d ocen te sono
sicu ram ente sinonim i, p erch indicano la stessa cosa, m a insegnante appartiene
al registro fam iliare della lingua (Ieri h o incontrato in pizzera l'in segn an te di ita

liano), m entre docen te si usa in una lingua pi form ale [Domani, alle ore O, con
vocato il Collegio dei docen ti).

Le parole omonime
O ltre alle parole con pi significati e a quelle con lo stesso significato, in italiano
esistono parole ch e han no la stessa form a grafica o la stessa form a fonica o h an
no la stessa form a fonica e la stessa form a grafica, m a significato, uso, e spesso
categoria gram m aticale diversa. Son o in realt parole diverse e si chiam ano
o m o n im e . Son o parole om onim e, ad esem pio, casco e anche,
casco = strum ento p er p rotegg ere la testa
casco = prim a person a sin golare dell'indicativo del v erb o cascare
an che = congiunzione / avverbio
an che = sostantivo: plurale di anca, p arte del corp o um ano.

Le parole straniere
N ell'italiano contem po ran eo ci so n o parole s t r a n i e r e , c h e provengon o cio da
altre lingue. S p esso q u este p arole, co m e film, hard disk, file, ec c., son o m an te
nute nella form a originaria.

O un uso abbastanza diffuso, anche da parte dei giornali, quello di fare il plurale delle
parole straniere aggiungendo una -s alla fine. Tale uso, per, sbagliato soprattutto
se applicato a parole che nella lingua dorigine formano il plurale in modo diverso.
Si possono trovare scritte parole come gli yogurts (ma yogurt una parola di origine
turca e non ha la -s al plurale) o i lieders (ma lieder una parola tedesca e al plurale
non ha la -s finale). La regola migliore di lasciare la parola di origine straniera, al plu
rale H , nella stessa forma che ha al singolare: il film / 1film-, il file //file ecc.

IM IIIW I HI II1IU W'l

Le pollrematiche
Le polirem atiche, chiam ate a n ch e p a r o l e c o m p le s s e o u n it le s s ic a li
s u p e rio ri, son o gruppi di parole ch e han no un ord ine fisso e ch e han no un
significato diverso da qu ello della som m a delle sin g ole parole.
Nelle parole com poste SS il significato della nuova parola risulta dalla som m a
dei significati delle sin gole parole c h e form ano la parola com posta. La lavastovi
glie, ad esem pio, la "m acchina ch e lava le stoviglie". Al contrario, im a polirem atica com e com pagnia di bandiera, a d esem pio, n o n significa affatto un in sie
m e di am ici riuniti attorno a u na bandiera: la com pagnia di bandiera la societ
aerea ufficiale di uno Stato.
Ci son o m olte unit lessicali polirem atiche ch e ap p arten gono ai linguaggi
delle scienze, dove una sequenza di parole sem plici assu m e un solo e preciso
significato com e appendicite acuta (in m edicina), fusione fredda (in fisica), bu co
n ero (in astrofisica), intelligenza artificiale (in inform atica), e cc.
Le unit lessicali polirem atiche h an n o d iverse funzioni gram m aticali. O ltre
alle unit lessicali p olirem atiche n o m in a li com e q u elle di cui ab b iam o parlato
(com pagnia di bandiera, testa di cuoio ecc.) ci sono:
- polirem atiche che h an no funzione di a g g e ttiv o : Il prezzo di questa autom obi

le bu on o p erch un prezzo chiavi in mano-,


- polirem atiche c h e han no funzione di p re p o s iz io n e : Luigi viaggia sem p re al

di l dei limiti di velocit;


- polirem atiche c h e hanno funzione di c o n g iu n z io n e : Gentile Signore, La p r e
ghiam o di inviarci le informazioni richieste, al fine di chiudere la pratica ch e La
riguarda;
- polirem atiche ch e han no funzione di p r o n o m e : Non p o s s o risponderti, s e non
mi dici chiaram ente ch e cosa vuoi;
- polirem atiche che h an no funzione di a v v e rb io : Va ben e, su p e r gi h o capi
to com e funziona questa m acchina.
Tra le polirem atiche p ossiam o far rien tra re a nch e i cosiddetti m o d i d i d ire o
fra si id io m a tich e in qu anto son o strutture linguistiche che han n o un ordine
fisso nella sequenza delle p arole e un sign ificato o un v alore c h e sup era quello
dei singoli elem enti che le com pongon o.
Ricordiam o, ad esem pio, d are un calcio alla fortuna; restare a bo cca aperta; bal

lare dalla gioia; essere com e il Gatto e la Volpe; parlarsi a quattr'occhi; dorm ire
com e un ghiro, ecc.

3 0 . IL LESSICO

Le frasi idiomatiche sono un settore importante del lessico, il loro uso infatti, tipico
soprattutto del parlato, accresce lespressivit e permette talvolta di riassumere e illu
strare con pochissime parole dei giudizi anche complessi. Bisogna tuttavia essere
cauti neHusarle, specialmente da stranieri, dal momento che sono ricche di forme
dialettali, hanno significati spesso molto sfumati, legati alla saggezza popolare, ma
anche a certi pregiudizi e stereotipi, alla storia, a racconti e novelle, ad episodi locali
che le rendono talvolta incomprensibili agli stessi italiani di altre regioni.

I livelli del lessico


Le parole di una lingua, e perci a n ch e quelle della lingua italiana, non hanno
tutte la stessa frequenza d 'uso e la stessa utilit, m a si collocano su livelli diversi.

Il V ocabolario di base
Il Vocabolario di b a se il nu cleo pi im portante di una lingua. Il num ero di
parole del V ocabolario di b a se d iverso nelle varie lingue: p er l'italiano di cir
ca 7.000 parole. L 'elenco di qu este parole, secon d o il m odello prop osto da De
M auro, si p u trov are in appen d ice all'opera di Tullio De M auro, Guida all'uso

delle parole, E ditori Riuniti, Rom a, 1989, X ed.


Il V ocabolario di b a se articolato n ei s egu enti livelli.
- L e s s ic o f o n d a m e n ta le . il nu cleo di parole pi im portante della lingua.
com posto da circa 2 .000 parole c h e so n o quelle pi usate, pi diffuse sia n ei
testi scritti, sia nei testi parlati: c o n il lessico fond am entale si realizza in media
circa il 9 0% di un testo . Si tratta quindi d elle parole ch e uno straniero in con
tra pi facilm ente q u and o p arla c o n u n interlocutore italiano o quando legge
un testo in italiano. A l lessico fond am entale apparten gono le p arole gram m a
ticali pi com uni co m e il o di e le parole pi legate a lle esperien ze quotidiane,
com e fred d o o parlare.
M olte parole del lessico fond am entale han no pi di un significato e possono
e sse re u sate in c on testi diversi, co m e ad esem p io le parole cosa, fare, ecc.
- L e s s ic o d i a lto u so . c om p osto d a circa 2.750 parole, con le quali si form a
una percentuale di testo m olto pi b a ssa del lessico fondam entale, m a com un
qu e pi alta di altre fa s c e di lessico: c irca il 7% .
Al lessico di alto u so a p p arten g on o parole d ell'esp erienza q uotidiana, parole
gram m aticali m eno com u n em en te usate di qu elle fondam entali, com e ad
esem pio la cong iunzione sicch, nom i, v erbi e ag gettivi m eno frequen ti com e

conversazione o gelare.
- L e s s ic o di a lta d is p o n ib ilit . com posto d a c irca 2.300 parole legate ad
esperien ze di tip o qu otid iano e p ersonale. Si tratta di parole p o co usate, p er
145

ch legate a con testi di cui si p arla e si scriv e p oco, m a ch e tutti gli italiani
co n o sco n o b en issim o . A p p arten g on o al lessico di alta disponibilit parole
com e forchetta, graffio, peperone.
Per uno straniero m o lto im portante c on o scere q u este parole proprio p erch
fanno riferim ento a esperienze quotidiane e vitali, anche se il loro uso limitato.

Il lessico com une


Il lessico com une della lingua italiana form ato da circa 6 0-70.000 parole, oltre
il V ocabolario di b ase, c h e so n o di a m bito soprattutto colto, o c h e e ran o parole
diffuse n el p assato e o ra p o co usate. C on il V ocabolario di b ase si arriva a copri
re circa il 9 7 % di un testo , m entre c on le parole d el lessico com u ne si cop re una
parte minim a. Si usan o q u este parole p er prod urre un testo, soprattutto scritto,
di tono elevato, non q uotidiano. In qu esto caso infatti si usan o parole pi form a
li, pi eleganti, sp esso appartenenti alla tradizione letteraria.

Le parole delle scienze


Le p arole delle scienze, d ella tecn olog ia, d ei v ari settori del sap ere fann o salire
il num ero di p arole d ella lingua italiana a d iverse centinaia di m igliaia. L'insie
m e delle parole di una scienza si chiam a le s s ic o s e tto ria le o anch e le s sic o
te c n ic o -s p e c ia lis tic o . I lessici tecnico-specialistici son o form ati da parole sem
plici e da m olte parole com p lesse: nella fisica ab b iam o ad esem pio neutrone, m a
anche calore specifico.
M olte p arole dei lessici tecn ico-sp ecialistici son o form ate su m odelli g reco-lati
ni, com e ad e sem pio filosofia = filos- ("am ico") + sofia ("saggezza").
0 Le parole dei lessici tecnico-specialistici spesso hanno un solo significato e comun
que tendono ad avere significati precisi, non vaghi e non ricchi di sfumature. Allinter
no dei lessici tecnico-specialistici possibile trovare parole del Vocabolario di base
che assumono significati propri di quei settori, come ad esempio forza, massa, velo

cit.
Q Ci sono anche termini delle aree tecnico-specialistiche che sono passati nel linguag
gio comune, e hanno preso soprattutto un valore metaforico, come ad esempio
emorragia, che si usa per indicare una "perdita"o una "forte uscita, sfasato, che
sinonimo di confuso, stordito.

Il lessico d ell'italian o parlato


A bbiam o gi ricord ato c h e le parole del V ocabolario di b ase son o le pi usate
sia nei testi scritti, sia n ei testi parlati, m a n el lessico u sato n ell'italian o p a r la
to ci son o a n ch e altre cara tteristich e, dovute p roprio alle s pecifiche condizioni
di uso linguistico n el parlato. Ricordiam o qui di segu ito le tre pi diffuse.
-

30 . IL LESSICO

Soprattutto n el d ialogo, nello scam bio rapido di b attute son o p referite p aro
le ch e han no significati m olto g enerali, applicabili a m olte situazioni, a m olti e
diversificati contenu ti. La parola cosa, ad esem pio, viene frequ en tem ente utiliz
zata al posto di faccenda, vicenda, storia, questione, problem a, ecc.
Il risultato di qu esta tend enza ch e sp esso, parlando, si ripeton o sem pre le ste s
se parole, con conseg u en te im poverim ento d el significato.
L argo uso di a v v e rb i, non con il sig n ificato orig in ario preciso, m a con un
sign ificato g en erico. In q u esto m odo gli a vverbi a ssu m on o una p ropria funzio
n e en tro il d iscorso; tale funzione pu e sse re di a ssen so, rafforzam ento del
l'opinione, ecc. Gli a vverbi pi usati nell'italiano p arlato so n o i segu enti: vera

m ente, praticam ente, sicuram ente, probabilm ente, naturalmente, certam ente,
ovviam ente, assolutamente, com pletam ente, direttamente, chiaram ente, evi
dentem ente, effettivam ente, solam ente, giustam ente, eventualm ente, sem plicem ente, esattam ente, norm alm ente, person alm ente, ben e.
L arghissim o uso, soprattutto nel dialogo, di s e g n a li d is c o rs iv i 3 , com e:

allora, quindi, cio, per, ecco, insomm a, com unque, appunto, pu re, m agari,
dunque.

I gerghi
I g e rg h i costituiscono insiem i di usi linguistici di determ inati gruppi sociali
co m e ad esem pio la m alavita, i militari, g li studenti. Le parole di un g erg o son o
usate con l'intenzione di non farsi cap ire da altri e/o di segn alare la propria
appartenenza al gruppo. N el g erg o della m alavita, ad esem pio, la m adam a indi
ca la polizia, i caram ba i carabinieri, cantare vuole d ire "fare la spia", ecc. Nel
g erg o dei m ilitari il soldato di leva il m armittone, il periodo della leva la naia,
la s b o b a o sbo bba il cib o fornito d alla caserm a.
Si ha ugualmente un g erg o quando in certi contesti un gruppo sociale u sa un lin
guaggio difficile, p oco com prensibile, chiaro solo agli appartenenti a quel gruppo
sociale, anch e se non c ' l'intenzione di non farsi capire: p er questo si parla di g er
g o (o linguaggio) della burocrazia (burocratese ), dei sindacati [sindacalese), ecc.

II lin guaggio popolare


N ell'italiano contem po ran eo son o confluite m olte parole p rovenienti dai diver
si dialetti. Tali parole caratterizzano lo s tile p o p o la r e ed hanno u n 'espressivi
t m olto forte, com e ad esem pio: ammazzalo! (espressio ne di s orp resa o anche
di am m irazione), balle (bugie), casino (situazione com plicata), fregare (im bro
gliare), sfottere (prendere in giro).
147

3 0 . IL LESSICO____________________________________________________________________

Il lin guaggio giovanile


Il lin guaggio giovanile ha diversi aspetti del g erg o, nel sen so ch e usato p er
segn alare l'appartenenza a un d eterm inato g ruppo identificato a livello di et.
usato soprattutto dagli a d olescenti e dai giovanissim i. Gli apparten enti a tali
gruppi si riconosco no in certi valori o m ode. Il linguaggio giovanile p resente
nelle pubblicazioni p er giovani, soprattutto in q u elle di argom en to m usicale. Il
lin guaggio giovanile cam b ia rapidam ente in rapporto agli anni e alle m ode.
A pparten gono al lin guaggio giovanile p arole com e sfitinzia o squinzia ("ragaz
za"), cu ccare ("trovarsi una ragazza o u n ragazzo"), gasato ("esaltato"), scrondo
o sgrondo ("bruttissim o"), ecc.

Il lingu aggio delle leggi e della bu rocrazia


Il lin guaggio delle leg g i e d ella b urocrazia ha m olti c aratteri gergali: non n asce
p er non farsi capire, m a sp esso chi lo usa non tien e conto di co lo ro che d ovran
n o leggere e capire i testi. L egg i e n o rm e si rivolgono a tutti, m a chi le p roduce
usa lessico e strutture c aratteristiche di un settore specialistico. Tali testi h an no
frasi lun ghe, ricch e di proposizioni subordinate, parole tecn ico-specialistiche,
struttura ch e talvolta n o n tiene co n to d ell'ord ine logico. P resen tiam o alcune
form ule del lin guaggio b urocratico e la loro traduzione in italiano com une.
L in g u a g g io b u r o c r a tic o

assumere informazioni
evadere una pratica
fare presente
gli aventi causa
in data odierna
non essendo a conoscenza
p er quanto attiene a

148

Ita lia n o c o m u n e
inform arsi___________________________ \
chiud ere una pratica,
finire di lavorare a una pratica
com unicare
le p erson e in teressate
oggi
n o n sapen d o c h e____________________ _'
p er q u anto riguarda

03 Gli usi e le regole


pragmatiche

N elle c o n crete situazioni di com unicazione, oltre alle regole di fonetica, m orfo
logia e sintassi, veng o no applicate le r e g o le p r a g m a tic h e della lingua. Le
regole pragm atiche controllano gli u si d e lla lin g u a soprattutto rispetto al con
testo della com unicazione. Le reg o le pragm atiche risentono della condizione
sociale d egli interlocutori, degli obiettivi della com unicazione, degli effetti che
si vogliono o ttenere sugli in terlocutori e sulla situazione di com unicazione.
Presentiam o alcuni usi linguistici e le relative regole pragm atiche della lingua
italiana.

Le forme di cortesia
1 . L ei il signor Rossi?

2. Viene a teatro, stasera, signora Bianchi?


3 . Loro ven gon o a teatro stasera, signori Bianchi?
4 . Vengono a teatro stasera, signori Bianchi?
Le fo rm e di c o r t e s i a si usan o tra estranei, oppu re p er segn alare il rispetto
v erso l'interlocutore, com e quando, ad esem pio, ci si rivolge a un a p ersona pi
anziana o g erarch icam en te superiore.
L'espressione d ella cortesia si pu m an ifestare in diversi m odi. La form a di
cortesia pi diffusa costruita s econ d o il seg u ente modello.
- U so del p ronom e Lei + 3 a p e r s o n a del v erb o (1), o a nch e v erb o alla 3 perso
na senza L ei (2), q u and o ci si r ivolge a un solo individuo.
- Uso d el p ronom e L oro + 6 a p e r s o n a del verbo (3), o a n ch e verbo alla 6a p er
son a senza L oro (4), quando c i si rivolge a pi individui.
- N ell'uso co rren te e quotidiano, p er rivolgersi a pi individui ai quali ci si rivol
g ereb b e sin golarm en te c o n la 3a persona, c i si rivolge con la 5 a p e rs o n a , inve

149

31 . GLI USI E LE REGOLE PRAGMATICHE

ce che con la 6a, conserv and o il ton o e tutte le altre form e di cortesia com e
"S ign ori", e cc.: Venite a teatro stasera, signori Bianchi?
I pronomi Lei /Loro usati nelle lettere formali, come ad esempio quelle commerciali si
scrivono con la lettera iniziale maiuscola: La saluto e spero di vederLa presto presso

la nostra azienda.
N elle ric h ie s te , neg li inviti, e cc. c i so n o diversi m odi di e s p re s s io n e c o r t e
se, an ch e quando ci si rivolge ad una p ersona in form a am ichevole e con fid en
ziale c o n il tu. Per esp rim ersi in m odo c o rtese s i u san o sp esso delle p e rifra s i,
dei giri di parole, e n o n la form a d iretta della richiesta, dell'invito, del com an
do, ecc.
Fra i modi di e sp ressio n e c o rtese pi usati r icord iam o i seguenti.
- La richiesta, l'invito, il com and o possono e sse re esp ressi sotto form a di
dom anda e han no il verbo al m odo c o n d iz io n a le , ch e un m odo c h e in g e n e
rale h a v alore di attenuazione, di cortesia 2 : M i daresti un bicchier d'acqua?
- La form a di cortesia nella funzione di richiesta esp ressa dal condizionale del
verbo volere, anch e.senza form a interrogativa: Vorrei un caff. / Vorrei m an

giare. / Vorresti passarm i la forchetta, p e r favore?


- La richiesta, l'invito, il com and o p ossono e sse re accom p agnati dalle strutture

p e r favore, p e r cortesia, p e r piacere. P er favore, mi dai un bicchiere di


acqu a?/M i daresti, p e r cortesia, un bicchiere d'acqua?/V ieni un attimo nel
la mia stanza, p e r piacere.
- L a richiesta, l'invito, il com and o possono esse re introdotti da verbi com e
dispiacere, rin crescere, p reg a re , ecc.: L e dispiace darm i un bicchiere d'ac

qu a?/T i p r e g o di venire un attimo nella mia stanza.


- La richiesta, l'invito, il com and o possono esse re introdotti dal v erbo p otere,
spesso accom p ag nato dalle form ule p e r favore, p e r piacere, p e r cortesia: Pos

so avere un bicchiere d'acqua, p e r favore? / Potresti an che essere pi gentile!


- La richiesta, pu e sse re fatta c on il v erbo a ll'im p e rfetto in d icativ o , che n on
ha valore tem porale di passato, m a valore m odale S : Volevo chiederti un

favore.
La r is p o s t a a r ic h ie s te , inviti, e cc. nella form a di cortesia esp ressa con

p rego . Potrei vedere un attim o Usuo giornale p e r favore? P rego.


P r e g o h a a n c h e a ltre funzioni.
- Si usa co m e risposta fin ale a un grazie in uno s cam bio di battute cortesi:
A: E cco il su o caff, signora.
B: Va b en e, grazie.
A: Prego.

150

31 . GLI USI E LE REGOLE PRAGMATICHE

- Si usa p er lasciare tem po all'in terlocutore di fare qualcosa; si usa anch e ripe
tuto:
A: Scusi un attimo, p e r carit...
B: Prego, prego.
- Si usa p er dare il turno di parola all'interlocutore nei dialoghi, nei dibattiti, ecc.:
A: Una cosa rapida la p o sso dire?
B: Prego.

A: H o l'im pressione c h e qu este richieste siano troppo alte...


- Si u sa p er invitare a ripetere, a farsi capire meglio:
A: Scusi, io trovo m olto triste ch e persino Lei faccia cos.
B: Prego?! (= "ch e c o sa vuole d ire? si spieghi m eglio")
- Si usa in una presentazione per segn alare l'invito a parlare, a proseguire nel
discorso; in q u este situazioni, al p osto di p r e g o si usa a n ch e desidera? o mi

dica:
A: Buongiorno!
B: Io m i chiam o Rossi...
A: P reg o/ D esidera?/ Mi dica.
B: H o diversi problem i ch e non s o risolvere e p e r i quali L e chiedo aiuto...

I turni di parola
Nei dialoghi lo scam bio di battute si svolge secon d o tu rn i di p a ro la . P er evi
tare c h e i parlanti sovrappongano i p ropri d iscorsi e p er facilitare la com unica
zione, i vari interlocutori segn alano i turni di parola c on strum enti linguistici di
vario tipo, com e nei c asi ch e p resentiam o qui di seguito. Il rispetto dei turni di
parola im plica valori sociali: leg ato al tipo di rapporti sociali fra i vari in terlo
cutori (adulti / bam bini; superiori / in feriori, ecc.).
P er p re n d e r e la p a r o la in m odo cortese, si usan o form ule com e chiedo

scusa, scusa, scusate; posso /potrei ; voglio / volevo / v o rre i + v erbo; senti
/ se n tite + altre form ule com e ad e sem pio il nom e d ell'interlocutore:
A: C hiedo scusa.
B: Prego.

A: Vorrei/ volevo / voglio dire c h e ...


C: Senti una cosa...
D: Dimmi.
E: Senti Bruno, io volevo notizie di Patrizia...
F: Mi dispiace, non s o niente.

31. GLI USI E LE REGOLE PRAGMATICHE

Per in t r o d u r r e qu alcosa in a g g iu n ta a quanto detto, oppure p er introdur


re qu alcosa di c ontrario rispetto a q u anto d etto d all'interlocutore si u sa se n ti /

sen tite:
A: Va b e n e , siam o d'accordo.
B : Sent, c' un'altra cosa ch e io ti volevo chiedere...
C: Ma davvero eccezionale!
D: Senti per, non lasciarti pren d ere troppo dall'entusiasmo.
Per c e d e r e il t u r n o di p a r o la all'in terlocutore sp esso si u sa p r e g o .
A: S en t Sandro, perm etti una cosa?
B : Prego.
A: Qui non si tratta di esprim ere dei pareri, m a di decidere.
Per indicare c h e l'interlocutore p u c o n tin u a r e a ten ere il tu rn o di p arola si
tende a sottolineare il suo d iscorso con afferm azioni o c on altri segnali d iscor
sivi Q :
A: Venga venga avanti, [pausa] senta , volevo sapere...
B: S...
A: P erch quelle lettere non son o state ancora spedite.

M Salutare e presentarsi
1. Ciao Antonio! C om e stai?
2. Buonasera, signora Rossi. Viene a teatro stasera?
3 . Buongiorno, son o M ario Rossi.
4 . Arrivederci, e grazie p e r l'informazione.
Per s a lu ta r e si usa la form ula c ia o tra am ici, sp esso fra c olleghi di lavoro, fra
persone della stessa et, oppure da p arte di un adulto ch e si rivolge ad un b am
bino o a una p ersona m olto giovane (1).
Si usano le form ule b u o n g io r n o /b u o n a s e r a fra estranei, oppure p er una p er
son a m ag giore di et o d i rango sociale, com unque p e r segn alare rispetto (2).
Il ciao, il buongiorno e il buonasera possono esse re usati com e form ule di salu
to all'inizio e alla fine di un incontro; si u sano a n ch e p er p re s e n t a r s i (3).
Alla fin e di un incontro, oltre a ciao / buongiorno / buonasera, la form ula pi
usata a r r iv e d e r c i, c h e si pu usare fra am ici o nelle situazioni di m edia fo r
m alit (4).

152

31 GLI USI E LE REGOLE PRAGMATICHE

Q uando in vece vogliam o segn alare particolare cortesia e rispetto s i usa arrive-

derLa: ArrivederLa Professore!


Per p r e s e n t a r s i, p er chied ere e dire il nom e, la nazionalit, e cc. valgon o le
regole gen erali delle form e di cortesia e dei valori sociali ad e sse collegati:
A: Io son o senegalese, mi chiam o Aminata. Tu com e ti chiam i? Di d ove sei?
B: M i chiam o Giulia e son o italiana.

A: Signor Martini, L e presento m ia m oglie Marta.


B: Sono lieto di con oscerLa Signora Marta!

Chiedere ed esprimere l'ora


1 . Scusi, m i dice l'ora? - Sono le 3 e un quarto.
2. Scusa, mi sai dire l'ora? - Son o le 7 m en o un quarto.
3 . Per favore, p o sso sapere l'ora ? - Son o le 8 precise.
4 . Scusi, p o s s o sap ere c h e ora ? - E m ezzogiorno.
Per la rich iesta di inform azioni circa l'ora valgono le regole gen erali delle fo r
m e di cortesia ( 1 ,2 , 3 , 4). P er esprim ere l'ora si u san o solo i primi d odici nu m e
rali, sia p er le ore della m attina, sia p er le ore del pom eriggio e della sera. I
num erali d a 13 a 2 4 si u san o solo p er gli orari ufficiali di treni, aerei, e cc.

I Usi e strutture particolari della lingua parlata


La lingua parlata ha caratteristiche un p o' d iverse d alla lingua scritta. Q uan
do si parla, m olto sp esso ab b iam o d avanti a noi il n o stro in terlocutore, c h e pu
v ederci e pu rispond erci e p er qu esto non ab b iam o n ecessit di esplicitare
proprio tu tte le inform azioni. E n on ab b iam o b isog n o di produrre frasi con tut
ti gli elem enti linguistici, p erch possiam o fare riferim en to al contesto della
com unicazione: usiam o i g esti, gli sguardi, il ton o d ella v oce, ecc. Inoltre, sp e
cie n el dialogo, non ab b iam o m olto tem po p er p rog ettare il discorso, p er s c e
gliere le parole pi adatte o la struttura sintattica pi form ale o pi elegante.
Allora, facciam o brevi pause, ripetiam o le parole, le allunghiam o e le teniam o
sosp ese p e r p rog ettare la continuazione del n o stro d iscorso.
Nei testi parlati si u sano talvolta a n ch e regole parzialm ente devianti rispetto alle
regole della lingua s critta e son o frequen ti le strutture di cui p arliam o nei p ros
sim i capitoletti.

153

31. GLI USI E LE REGOLE PRAGMATICHE

Le fra si m onorem atiche


A: Vai al cinem a stasera ?
B: S.
A: TI piaciuto l'ultimo film di Nanni Moretti?
B: Molto.
Le frasi m o n o r e m a tic h e son o fa tte da una sola parola e con cen tran o nella loro
unica parola un sign ificato c h e corrispond e ad un a frase pi am pia, lasciando
agli elem enti di co n testo la funzione di in tegrare il significato.
La p resenza di fra si m o norem atiche forte soprattutto nello schem a dom andarisposta. Ci s on o frasi m onorem atiche costituite solo da risp oste afferm ative o
negative, e altre ch e riprend ono il nucleo centrale della dom anda dell'interlo
cutore. L e frasi m onorem atiche p ossono e sse re m olto am bigu e p er l'interlocu
tore ch e, a ttrav erso il contesto, deve sap er ricostruire gli e lem enti m ancanti.

Le fra si ellittich e e le frasi nominali


A: Hai sentito qu esto dolce?
B: C h e buono!
Il parlato presenta sp esso frasi in cui m an cano degli elem enti fondam entali
com e il v erb o o il s ogg etto. Le frasi in cui m an cano d egli elem enti si chiam ano
gen ericam en te frasi e llittich e .
Le frasi sen za v erb o si ritrovano anch e nella lingua scritta, specialm en te nei
titoli d ei g iornali. E sse si chiam ano p ropriam ente frasi n o m in ali: Bosnia, allar

m e caschi blu (da un titolo di giornale)

Le fra si scisse
1. C ' qualcosa ch e devo raccontarti.
2. Non ch e non voglio farlo, m a preferisco aspettare.
3. S iete stati voi a dire quelle cose.
Le frasi s cisse h an n o una struttura c om plessa. N ella frase s cissa si m ette in evi
denza, in testa alla frase, un elem ento c h e e sso stesso una frase, e si fa segu i
re da u n 'altra fra se introdotta da un ch e relativo ( 1 ,2 ) . Talvolta u na frase im pli
cita, c o n il v erbo all'infinito, pu sostitu ire la relativa (3).
Le frasi sc iss e serv ono a d are rilievo a ll'elem ento cen trale del m essaggio.

Le dislocazioni
1 . La m edicina l'hai presa?
2. L'hai p resa la m edicina?
154

31. GLI USI E LE REGOLE PRAGMATICHE

Le d is lo c a z io n i consiston o nello spostam en to di un elem ento rispetto alla


posizione che d ov rebb e a vere nella frase secon d o le regole standard (1, 2).
Lo spostam en to pu avvenire "v erso sin istra" o "v erso d estra", c io l'elem ento
pu e sse re posto all'inizio della fra se e poi ripreso d a un pronom e: d is lo c a z io
n e a s in is tr a (1); oppure pu esse re collocato alla fin e e anticipato da un pro
nom e: d is lo c a z io n e a d e s t r a (2).
Le d islocazioni usano la posizione d egli elem enti p er m etterli in evidenza.

Le rip rese e le ripetizioni


1. M i pare... mi p are ch e sia stato ii 1991 l'anno in cui venuta Laura.
2 . Ecco, questa una buon a gram m atica, proprio una buona grammatica.
Le r ip r e s e e le r ip e tiz io n i di elem enti gi realizzati n el d iscorso son o m e cca
nism i m olto usati nel parlato. L a funzione pi sem plice della ripetizione nel p ar
lato quella di con sen tire la progettazione del d iscorso durante il suo svolgi
m ento, m a serve anch e a sottolineare gli elem enti di contenu to, favorire n el
l'ascoltatore il ricord o di quanto detto, richiam are l'attenzione, segn alare a ccor
do o d isaccord o, e cc. (1, 2).

I segn ali discorsivi


1. D u n qu e, cosa facciam o?
2 . Volevo dire, cio... n ien te, m i son o sbagliato.
3 . Perch non andiam o a cena fuori? Va b e n e .
Tra i s e g n a li d is c o r s iv i ci son o le form ule di apertura del d iscorso, le form ule
di saluto, gli elem enti ch e co nsento no di collegare le varie parti del testo p arla
to, gli elem enti ch e p erm etton o di m an ten ere la com unicazione. Ad esem pio,
quando parliam o al telefono diciam o Pronto? p er aprire la com unicazione,
oppure usiamo parole com e s, certo p er fa r sapere al nostro interlocutore che
siam o ancora in linea.
Ci so n o anch e parole com uni che nella lingua parlata possono perdere il loro
sign ificato originario e assum ono altre funzioni: diventano riempitivi del
discorso e si usano al posto delle pause, segn alano l'inizio o la fin e del testo p ar
lato, servono a ren d ere pi strutturato il testo parlato. Tra i segnali discorsivi pi
frequen ti ricordiam o cio, allora, ben e, dico, ecco, dunque, insomm a, niente, va
ben e, certo, certam ente, chiaram ente (1, 2). Va b e n e una esp ressio n e molto
usata p er rispond ere afferm ativam ente o p er m an ten ere un contatto com uni
cativo con il n ostro in terlocutore (3).

31 . GLI USI E LE REGOLE PRAGMATICHE

Le esclam azioni
1 .O h ! Che piacere vederti!
2. Alt! Per oggi il lavoro finito.
3. B rav o ! Continua cos.
Le esc la m a z io n i (o interiezioni) s on o p arole, sp esso invariabili, ch e servono a
esprim ere stati d 'anim o com e la gioia, il dolore, la sorpresa, la noia, ecc. (1), o
servono ad esp rim ere un ord ine (2), un in coragg iam ento (3), ecc.
Ci son o delle parole, co m e oh, ch e han no solo la funzione di esclam azione e altre
parole, c o m e bravo, b e n e , giusto, ecc., c h e si usan o com e esclam azioni, m a che
han no a nch e a ltre funzioni e significati.
Individuare il preciso significato di molte interiezioni e scriverle non facile: il pi del
le volte sono segnalate dalla presenza della lettera h e del punto esclamativo (!).
Le parole pi frequenti che cercano di riprodurre graficamente le esclamazioni vere e
proprie sono le seguenti: ah!, eh!, ahi!, uhm!, oh!, ohhh!, beh!, ehi!, mah!, ih!, ps!, pst!,
to'!, uff!, uffa!, ovvia!, ecc.

DUi suoni e i segni: fonologia


e ortografia

L'alfabeto
Presen tiam o le lettere dell'alfabeto della lingua italiana, insiem e ai loro nomi.
P er indicare la pronuncia e la corretta realizzazione dei singoli suoni o delle paro
le utilizziamo i segni dell'A lfabeto Fon etico Internazionale (AFI - IPA), sistem a
adottato internazionalm ente p er indicare la pronuncia dei suoni delle lingue.
M aiu sco la

M in u sco la

N om e

P r o n u n c ia IPA

bi

ci

di

effe

la i
Ib i
Jd/V J
Id i
l e i le i
li1

9 .......

9
acca

/y/g/

H
I

/i//j/

j
k

i lunga

kappa

elle

em m e

enne

w
M
Al
Im i
Ini
/o/ h /

P>

qu .

. .
...

/kw/

157

32. I SUONI E I SEGNI: FONOLOGIA E ORTOGFAFIA

M a iu s c o la

M in u s c o la

N om e

P r o n u n c ia IPA

erre

Ivi

1 _____________

esse

Isl/zJ

ti

/t/

u_______________ /u/ /w/

V___________

vu (vi)__________ /v/_______________________ J

w ____________

vu d oppia

X___________

ics_____________ Iksl

Y ____

y__________ ipsilon (i greca) N N

Z____

zeta

/dz//ts/

O Non c ' una piena corrispondenza fra i segni grafici dellalfabeto e i segni dellIPA: i
segni deHIPA rappresentano un codice autonomo. NeHIPA laccento segnato con
un apice {) prima della sillaba sulla quale esso cade. Indichiamo sempre fra due bar
re oblique // le trascrizioni secondo lIPA.

I suoni e la grafia
In italiano c ' una forte (m a non totale) corrispondenza fra i suoni e la loro rap
p resentazione grafica. U ndici lettere d ell'alfabeto ra ppresentan o in m odo uni
voco altrettanti suoni e ciascu no di loro si pronun cia in un u n ico m odo: a b d f l

m n p rtv .
Altre lettere d ell'alfabeto e sprim ono in vece suoni diversi: c g q s z e o i u .
I seg n i a lfabetici j k w x y son o usati quasi esclusivam ente p er le p arole di origi
ne straniera.
G In Italia esistono molte pronunce regionali e focali, con propri sistemi fonetici e si pone
il problema di un modello di pronuncia unitaria. In questo testo facciamo riferimento
innanzitutto alle regole della variet fiorentina colta, che in passato era la norma indi
scussa, con alcuni caratteri che si stanno affermando come i pi diffusi a livello nazio
nale. Questo oggi il modello prevalente nei mezzi di comunicazione di massa.

158

32 . I SUONI E I SEGNI: FONOLOGIA E ORTOGRAFIA

Le vocali

R a p p re s e n ta z io n e

R a p p r e s e n ta z io n e

del su o n o n e ll'A lfa b e to


F o n e tic o I n te rn a z io n a le

n e lla g r a f i a c o r r e n t e
d e lla lin g u a ita lia n a

Esem p i

a-

casa - pap

/e /

e-

bello - caff

________________

h/

o-

le i

e -

pen a - p erch

lo /

lo

JU

lui

_______________

rosa - pu

i-

libro - cos

u -

luce - gi

L'alfabeto italiano prevede solo c in que lettere p er e sprim ere le vocali, m a in


realt il sistem a di suoni vocalici p revisto d alla pronun cia m odello form ato da
sette suoni.
Nelle coppie e, o so n o Chiamati a p e r ti (o sem iaperti) i suoni v ocalici /E/, /O/, e
son o chiam ati c h iu s i (o sem ichiusi) i suoni vocalici /e/, lo/.
A lcune parole scritte nello stesso m odo, dette o m o g r a fe , si distingu ono p ro
prio p er la pronun cia a p erta o chiusa d elle vocali; ad esem pio:
p esca /'peska/ (pronuncia chiusa) = "attivit del p escare, del p rend ere p esci"
pesca /'peska/ (pronuncia aperta) = "fru tto d ell'alb ero del pesco"
venti /'venti/ (pronuncia chiusa) = "il nu m ero 20"
venti /'venti/ (pronuncia aperta) = plurale di vento, "spostam ento di m asse
d'aria".
Le vocali e, o hanno sem pre suono chiuso quando n o n son o accentate (aton e).
Le vocali e, o possono avere suono ap erto o suono chiuso qu ando so n o accen
tate (to n ic h e).
- La p ronun cia d ella e ton ica g en eralm ente a p e r t a /e/ n e i segu enti casi:
n el gerund io dei v erb i e n elle parole che fin iscon o in -endo, -enda: correndo
/kor'rendo/;
nel p articipio p resen te dei verbi: scrivente /skri'vente/;
/ nel condizionale p resen te dei verbi: verrei /ver'rei/;
nel d ittongo ie: pied e /'pjede/;

3 2 . 1 SUONI E I SEGNI: FONOLOGIA E ORTOGRAFIA

in varie form e v erbali del v erbo essere: /'e/; eravam o /era'vamo/;


nelle parole ch e term inano in -eca; in -em a; in -elio, -ella; in -enza; in - estre:
teca l'tekal; tem a /'tema/; om brello /om'brello/; presenza /pre'senza/ cam pestre
/kam'pestre/.
- La pronun cia della e ton ica g en eralm ente c h iu s a /e / nei segu enti casi:
n egli avverbi in -m ente: velocem ente /veloce'mente/;
nelle parole c h e conteng on o il suffisso -m ento: portam ento /porta'mento/;
nelle parole form ate da una sola sillaba: e, ne, ch e l e i /ne/ /ke/;
nell'infinito dei v erbi in -ere: vedere /ve'dere/;
/ in m olte desinenze verbali dei verbi in -ere: vedrem o /ve'dremo/; sapeva
/sa'peva/;
/ nelle cong iunzioni con accento sull'ultima sillaba (a livello grafico si usa l'a c
cen to acuto): pe r c h /perlce/; ben ch Iben'kel;
nelle preposizioni articolate: delle /'delle/;
nelle parole ch e term inano in -eccia, -eccio, -efice, -eggio, -egna, -egno, -esca,
-esco, -ese, -esa, -eso, -essa, -etta, -etto; -ezza: fran cese /fran'ceze/; dottoressa
/dottoressa/.
- La p ronun cia della o ton ica g en eralm ente a p e r t a lo/ nei segu enti casi:
nelle parole m onosillabiche: n o /'no/;
/ nelle parole ch e han no l'accento sull'ultim a sillaba (a livello grafico si usa
l'accen to grave): perci /per'tjo/;
nelle parole che term inano in -occhia, -occhio, -occia, -occio, -olo: coccio
/'kott/o/;
/ nelle parole c on il d ittongo uo (con eccezione d elle p arole ch e c on ten g on o il
suffisso -uosa, -uoso): uovo /'wovo/.
- La pronuncia d ella o ton ica g en eralm ente c h iu s a lo l nei segu enti casi:
nelle parole con i suffissi -oio, -oni, -ione, -oce, -onda, -ondo, -ona, -one, -onte,
-onto, -ore, -osa, -oso, -uosa, -uoso, -zione: m attone /mat'tone/; nazione
/nat'tzione/.

32. I SUONI E I SEGNI: FONOLOGIA E ORTOGRAFIA

Le consonanti
Presen tiam o i suoni consonan tici (le consonanti) dell'italiano. Ind ichiam o pri
m a le rappresentazioni dei suoni secon d o i seg n i dell'A lfabeto F on etico In ter
nazionale, poi le rappresentazioni d el seg n o sem plice e doppio nella grafia c o r
rente dell'italiano. N ell'ultima colon na diam o esem pi di parole c h e contengon o
i suoni c onsonan tici sem plici e intensi.
R appresen ta zion e
del suo no n e ll'A lfa be to
Fo ne tico Intern azion ale

C a ra tte ris tic h e fo ne tich e


d e l suono

Ibi

bilabiale occlusiva sonora

Ifl

labiodentale fricativa sorda

Segno d e l suono
Esem pi
s em plice e in te n s o
(o d o p p io )

bilabiale occlusiva sorda

p ; p p ______________ papa-pappa
b ;b b
bambino - babbo

J f f _________

fine - affare
vero - davvero

labiodentale fricativa sonora

V; w

II
' l l
Irai

alveolo-dentale occlusiva sorda

t;t t

tu - tutto

alveolo-dentale occlusiva sonora

d;d d

domani - addio

_______

bilabiale nasale sonora

m ;m m

m e - mamma

Ini

alveolo-dentale nasale sonora

n ;n n

no - nonno

ni
hi

alveolo-dentale liquida sonora

lungo - allungare
remo - arrestare

alveolo-dentale liquida sonora

R IT
S;SS

suo-assassino
rosa

lisi
ito]
h it

alveolo-dentale affricata sorda

Z; zz

alveolo-dentale affricata sonora

z; zz

azione piazza
zero - azzerare

palatale affricata sorda


c - c e - c i- c ia - c io - c iu

C; CC

cena - ciabatta - Cina

Afe/

palatale affricata sonora


g - j e - g i- g ia - g i o - g i u

g;g g

- ci - ciuffo - accecare
gente - Gianni - Gino
-giorno-giurare

Isl
I li

.....

alveolo-dentale fricativa sorda


alveolo-dentale fricativa sonora

ni

palatale fricativa sorda


sce - sci - scia - scio - sciu

se

s cena-sciarescio glie re-sciupare

Iti

palatale laterale sonora


g l - g li- g lia - g lio - glie - gliu

gl

gli-aglio

palatale nasale sonora


g n - g n a - g n e - g n i- g n o - g n u

gn

agnello - agnolotto

velare occlusiva sorda


cc, cch, cq
c a - c o - c u -c h - c h e - c h i- k - q u
- qua - que - qui - quo - c + consonante

casa-cuore-chiedere
quadro - acquistare

velare occlusiva sonora


ga - go - gu - ghe - ghi

gara-ghiaccioagghiacciante

gg. ggh

3 2 . 1SUONI E I SEGNI: FONOLOGIA E ORTOGRAFIA

Le consonanti, co m e si pu vedere nella tabella, si distingu ono a secon d a del


luogo di articolazione (lab iale, la b io -d e n ta le , a lv e o lo -d e n ta le , p a la ta le ,
v elare); del m odo di articolazione (frica tiv a , a f frica ta , o c clu siv a , n asale,
liqu ida); della p resenza o a ssenza della vibrazione d elle corde v ocali (so n o ra ,
so rd a).
- Secon d o il luogo di articolazione le consonan ti si d istingu ono in:
bilabiali: le lab b ra s i strin g on o e poi si aprono;
lab io d en ta li: i denti si appoggiano sul lab b ro inferiore;
alv eo lo -d e n ta li: la lingua si appoggia ai denti anteriori;
palatali: la lingua s i appoggia al palato;
v e lari: la lingua s i ritira v erso la gola.
- Secon do il m odo di articolazione le consonan ti si distingu ono in:
o cc lu siv e : c ' chiusura com pleta del canale; fra le occlusive la m e la n v en
gon o d ette a n ch e n a sa li;
c o s trittiv e : c ' un restring im ento del canale; fra le costrittive la r e la /v en
gon o dette a n ch e liq u id e, la f, la v, la s, la z v eng o no anch e dette fric a tiv e ;
a ffrica te : c ' un'articolazione interm ed ia fra un'occlusiva e una costrittiva.
- Secon d o la presenza o assenza della vibrazione delle corde vocali le co n s o
nanti si distingu ono in:
s o n o re : le cord e vocali vibrano;
s o rd e : le cord e v ocali non vibrano.

j La lettera h non corrisponde ad alcun suono; utilizzata nel verbo avere, nelle escla
mazioni, per indicare il suono velare di c /k/ e di g /g/ quando precedono la i e la e:
Barbara ha incontrato Giulia in chiesa.

Le consonanti doppie e i suoni intensi


Tutte le lettere d ell'a lfa b eto c h e in d icano su o n i co n so n an tici, salv o la h,
p o sson o d iv en tare doppie e av ere su o n o in ten so. L e co n so n an ti doppie o
in ten se po sso n o trov a rsi fra due v ocali oppu re fra im a v o ca le e l o r : a llag a

re; applicare.
C onsonanti sem plici e doppie distinguono parole d iverse: capello /ka'pello/ =
pelo della testa", cappello /kap'pello/ = "cop ricapo".
I suoni consonan tici I(J gl, M (nella g rafia gn), /// se, /ts/ e /dz/ (nella grafia z),
quando son o fra due vocali si p ronunciano in m odo in tenso, a nch e se n o n sono
scritti doppi: azoto /ad'dzoto/ stazione /stat'tzjone/.

32. I SUONI E I SEGNI: FONOLOGIA E ORTOGRAFIA

La con son a n te q quando raddoppiata s critta c q : acqua /'akkwa/.


In una sequenza di due parole il r a d d o p p ia m e n to fo n o s in ta ttic o p orta a
p ronun ciare in m odo in tenso la consonan te iniziale d ella secon d a parola. Il rad
doppiam ento fono sintattico n o n m ai seg n alato nella grafia; avviene soprattut
to nella variet to scan a e centrom erid ionale di italiano, soprattutto n ei seg u en
ti casi:
- con le p arole c h e fin iscono c on u n a v ocale a ccentata: and via /an'dov'via/;
- con le parole m o nosillab iche (di un a sola sillaba): gi notte /'jan'notte/; sta fer
m o /'staffermo/.

Le consonanti c e g
Le consonan ti c e g han no suono v elare /k/, /g/ davanti ad a, o, u: casa, cosa,
cura, gara, gola, gusto. H anno suono palatale /tJ7, /dj/ davanti a e , i: cena, cine
m a, g elo, gita.
Per in dicare il suono palatale di un a c o im a g davanti ad a, o, u si m ette fra la
consonan te e la vocale una i: camicia, briciola, gioco, giudice.
P er in dicare il suono velare di u na c o u na g davanti ad e, i si m ette fra la c o n
son ante e la vocale u na h: chiesa, ba checa, ghiaccio.

Le consonanti s e z
Le con son an ti s, z h an no ciascu na d ue suoni: uno s o n o ro /z/, /dz/, e uno s o r
d o /s/, /ts/. Q ueste son o le reg ole principali di distinzione fra suono so n o ro e
suono sordo del m od ello di p ronuncia stand ard a l quale c i riferiam o.
- L a pronun cia d ella s s o n o r a Izl nei segu enti casi:
qu ando p reced e u n'altra c on son a n te s o n e r b, d, g, 1, m, n, v, z: sbadato /zbad'ato/;
quando p osta fra d ue vocali: gen esi /'dsenezi/;
nelle parole che term inano in -esima, esim o, -asi, -isi, -usi: ventesimo /ven'tezimo/.
- La p ronuncia d ella s s o r d a /s/ n ei seg u en ti casi:
quando p reced e un'altra consonan te sord a c, f, p , q, t: spon taneo /spontaneo/;
all'inizio di p arola, q u and o p reced e u n a vocale: sera /'sera/;
qu ando segu e u n'altra consonan te: p sicofarm aco /psiko'farmako/;
nelle p arole c h e term inano in -e s e e in -oso: g en eroso /d3ene'roso/;
qu ando doppia: rossa /'rossa/.

32. I SUONI E I SEGNI: FONOLOGIA E ORTOGRAFIA

- La p ronun cia d ella z s o n o r a /dz/ n ei segu enti casi:


/ in m olte parole ch e contengon o i suffissi -izzare, -izzatore, -izzazione: coloniz

zare /kolonid'dzare/;
/ sp esso, qu and o si trov a all'inizio di parola (qu esta una tendenza sem pre pi
diffusa): zanzara /dzan'dzara/.
- La p ronun cia d ella z s o r d a /tz/ n ei segu enti casi:
/ sp esso n el g ruppo z + /+ v ocale: spazio /'spattzjo/, m a azienda /'addzienda/;
/ in m olte parole ch e term inano in -anza, -enza, -ezza, -ozza, -uzza, -uzzo: ten

denza /ten'dentza/.
L a z, quando seguita da /e da unaltra vocale sempre intensa nella pronuncia, ma
in genere non si scrive doppia: grazia /grattsja/.

Le semiconsonanti e le semivocali
Q uando la i e la u si trov ano a inizio di parola o di sillaba e p reced ono una
vocale so n o consid erate s e m ic o n s o n a n ti. L e sem iconsonanti i /j/, u /w/ sono
im postate com e la i e la u, m a h an n o u n suono p i b rev e c h e p assa subito sulla
v ocale successiva: ie-ri /'jeri/, uo-m o /'womo/. L e sem iconsonanti si trovano
solo nei d itto n g h i S.
Q uando //i/, u /u/ segu on o u na v ocale son o consid erate se m iv o ca li. A nche
le sem ivocali si p ronun ciano in m odo pi breve: fa-rai /fa'rai/ Lau-ra /'Laura/.

I dittonghi, i trittonghi e lo iato


/}/ + v ocale = dittongo: /'jeri/ ieri
/w/ + vocale = d ittongo: /'womo/ uom o
/}/ + v ocale + v ocale = trittongo: /'mjei/ m iei
/w/ + v ocale + v ocale = trittongo: /'gwai/ guai
/]/ + /w/ + vocale = trittongo: /'ajwola/ aiuola
/w/ + /)/ + v ocale = trittongo: /'kwjeto/ quieto
I d itto n g h i e i t r itto n g h i son o form ati d a due o tre vocali pronunciate con
una sin gola em ission e di voce. La prim a vocale di u n dittongo o trittongo sem
p re una i o una u. La i e la u dei d ittonghi e trittong h i son o sem iconsonanti. I dit
ton ghi e i trittongh i form ano u n'u nica sillaba.
164

32. I SUONI E I SEGNI: FONOLOGIA E ORTOGRAFIA

Lo ia to si ha quando d ue o tr e vocali v icin e so n o p ronun ciate sep aratam en


te, con distinte em issioni di voce. L o iato prod uce due d iverse sillabe.
Si ha ia to nei s egu enti casi:
- quando si in contrano tra loro le vocali a, e, o: p o-e-ta, pa-e-se.
- quando la i o la u so n o a ccentate: Ma-ri-a /ma'ria/, pa-u-ra /pa'ura/.
- qu ando la i o la u so n o segu ite d a i, u, e l'accen to cad e sulla p rim a vocale: tu-i
/'fui/.
- quando la i fa p arte del p refisso -ri: ri-a-ve-re.

La divisione in sillabe
La silla b a una unit form ata d a un g ruppo di fonem i realizzati con u na uni
ca e m ission e di v o ce e costituisce u n gruppo a utonom o. P er fo rm are una silla
b a sem pre n ecessa ria la p resenza di u na vocale.
La divisione in sillabe (sillabazione) utile n ella scrittura, qu ando occorre
andare a capo nella riga. Q ueste son o le principali regole di sillabazione:
- si dividono le c onsonan ti d oppie: b a b b o = b a b - bo.
- si dividono i g ruppi di d ue o tre consonanti, d iverse fra loro, ch e non p o treb
b ero m ai trovarsi all'inizio di parola: gran de = gran -de, palm a = p ai - ma.
- n o n s i dividono i gruppi c onsonan tici form ati da b, c, d, f, g, p , t , v + 1, r: cen

trale = cen - t r a - le .
- n o n si divide s + consonan te: pasta - p a - sta.
- n o n si dividono i g ruppi di consonan ti ch e si possono trov are ad inizio di paro
la: aspro = a - spro (sproposito).
- un a v ocale iniziale di parola, segu ita d a consonan te, form a da sola u n a sillaba
e s i divide dal resto d ella p arola: ala = a - la.
- n o n si dividono i g ruppi consonan tici gl, gn, se, eh, gh, sch, chiam ati d ig ra m
m i e trig r a m m i, seguiti d a u na o d ue vocali: lavagna - l a - v a - gna.
- n o n si dividono i d ittonghi e i trittongh i; si dividono solo le vocali ch e form a
n o iato: ieri = ie - ri; paura - p a - u - r a .

L'accento
La m ag giore in tensit della v oce ch e poniam o su un a sillaba, qu ando pronun ciam o una p arola s i chiam a a c c e n t o . La sillaba (e la v ocale in essa contenuta)

32. I SUONI E I SEGNI: FONOLOGIA E ORTOGRAFIA

sulla qu ale cade l'a ccen to si chiam a to n ic a , le altre sillabe (e le vocali in esse
contenu te) si chiam ano a to n e .
L 'accento pu ca d ere su sillabe differenti nelle differenti parole. L'accento
fon ico n o n sem pre v iene segn alato nella grafia.
La m ag gior parte delle p arole italiane h an no l'a ccen to sulla penultim a sillaba
e si chiam ano parole p ia n e : and are /an'dare/, am ico /a'miko/, m ano /'mano/.
Alcune p arole italiane h an no l'accen to sulla v ocale fin ale e si chiam ano p aro
le tro n c h e . Le p arole tron ch e h an no quasi sem pre l'accen to grafico: caff, p e r

ch, pu , qui.
A lcune parole italiane, com e ad esem pio i superlativi in -issimo o le 6 e p erso
ne dei v erbi di pi sillabe (escluso quelle del futuro), han no l'accen to sulla te r
zultima sillaba (parole sd ru c c io le ): con oscere /ko'no/Jere/ subito /'subito/ b el
lissimo /benissimo/ ridono /'ridono/ ridevano /ri'devano/. In p och issim e parole
l'accen to cad e sulla quartultim a o quintultim a sillaba: telefonagli /te'lefonaKXi/.
L 'accento p resente nella g rafia (accento g r a f ic o ) nelle due form e di a c c e n
to g r a v e , ch e seg n ala un suono ap erto (), e di a c c e n t o a c u to , ch e segn ala un
suono chiu so (.perch).
o b bligatorio s eg n a re l'accen to n ei s eg u enti casi:
- i n parole polisillabiche tron ch e (accentate sull'ultim a sillaba): ben ch,

sentir.
- in alcune parole m o nosillabiche c h e conteng on o due vocali; ad esem pio,
pu, gi.
- in alcune parole m o nosillabiche p er non confo nderle con om onim i:
(verbo), s (afferm azione), l (pronom e), l (avverbio), s (pronom e)
distinte da e (congiunzione), si (pronom e), la (articolo, p ronom e), li (pro
nom e), s e (congiunzione).
Laccento grafico si segna anche sulle lettere maiuscole: bello essere di nuovo a casa!
Gli avverbi qui, qua si scrivono senza accento grafico.

L'elisione
Le parole italiane possono perd ere la vocale fin ale davanti a un'altra parola
ch e inizia p e r vocale. Q uesta caduta si chiam a e lis io n e e nella scrittura si indi
ca c on l'a p o s tr o fo (').
166

3 2 . 1SUONI E I SEGNI: FONOLOGIA E ORTOGRAFIA

S i h a n orm alm en te l'elisione con gli articoli una, lo, la; con le preposizioni arti
colate com p oste c o n lo, la; c o n questo, quello al singolare: l'amico, un'oca, n el

l'interno, quest'uomo.
Si h a spesso l'elisione c o n la preposizione di: d'inverno.
Si h a sem p re c o n com e + essere (com ') ci + es s e r e (c'era) e con m olte locuzio
ni co m e d'altra parte, senz'altro, tutt'altro, nient'altro, mezz'ora, ecc.

Il troncamento
Il tro n c a m e n to (o apocope) la caduta dell'ultim o elem ento (sillaba, consonante,
vocale) di una parola com posta da pi sillabe. Il troncam ento si distingue dall'eli
sione perch pu avvenire anche se la parola che segue inizia per consonante.
Nel troncam ento di solito n o n si u s a l 'a p o s tro fo , m a ci so n o alcu n e eccezio
ni com e p o' (troncam ento di poco), di' (im perativo d el v erbo dire).
n troncam ento un fenom en o facoltativo, m a si fa sem pre con uno, alcuno,

nessuno, ciascuno: un uom o, ciascun libro.


Il troncam ento si fa di solito:
- con bello, gran de e santo davanti a p arole c h e richied on o gli articoli il e un: un

b e l cane, san Francesco.


- con i titoli o norifici seguiti dal nom e proprio: il signor Bruno, il com m endator

Bianchi.
- con quale n ell'esp ression e "qual ".

Le maiuscole
L a lettera iniziale m aiuscola si u sa solo n ei segu en ti casi.
- N ella prim a parola di un testo o la prim a parola di una frase (dopo un punto,
punto esclam ativo, punto interrogativo): C he cosa facciam o stasera? Andiamo

al cinem a?
- N ei nom i e cog n om i propri di p ersona: Mario, Angela, Verdi.
- Nei nom i di luogo: Europa, Roma, via Stretta, piazza Navona.
- N e i nomi di feste: Natale, Pasqua.

3 2 . 1SUONI E I SEGNI: FONOLOGIA E O R T O G R A F I A ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^

- N e i nom i di secoli: il Trecento, il N ovecento.


- Nei titoli di libri, film , ecc.: la Divina Commedia.
-N e lle sigle: ONU, CEE.

O Nelle lettere di tono molto formale si usa la lettera maiuscola tutte le volte che ci si rife
risce, con un pronome o un possessivo, alla persona a cui la lettera rivolta e verso
la quale vogliamo essere reverenziali: Egregio Signor Mini [...] La ringrazio per la Sua
cortese attenzione e Le porgo distinti saluti.

L a

p u n te g g ia tu r a

N ella lingua scritta si usano soprattutto i segu enti segn i di punteggiatura:


il punto (.), la virgola (,), il punto e virgola (;), i d ue punti (:), il p unto esclam ativo
(!), il punto in terrogativo (?).
Le regole d ella punteggiatura n o n so n o m olto rigide. C on la p unteggiatura si
esprim e sia la struttura sintattica della frase, sia qu ella d el testo; la punteggia
tura usata a nch e p er esp rim ere significati em otivi, personali, p er evidenziare
contenu ti inform ativi, ecc.
I p rincipali valori dei segn i di interpunzione son o i seguenti.
- Il p u n to conclud e u na fra se e com unq ue ind ica una pausa forte.
- L a v ir g o la indica una pausa brev e, m a non pu sep arare elem enti unitari
com e ad e sem pio il sog g etto dal v erb o o l'ag gettiv o dal nom e; la virgola pu
sep arare elem enti in u na serie, p arole di un elen co: Per preparare un dolce c'

bisogn o di latte, uova, zucchero.


La virgola pu sep arare il sog g etto dal v erbo solo in presenza di una frase inci
dentale

S , che va seg n alata tra d ue virgole: Mario, dopo avere lavorato, and

a riposare.
- Il p u n to e v irg o la indica una pausa di lunghezza interm edia fra quella del
punto e quella della virgola; il punto e v irgola p u dividere, ad esem pio, due
frasi che fanno parte di un'enum erazione, m a c h e son o troppo lunghe per
esse re sep arate da una sola virgola: Cristiano prepara l'esam e di m eccanica e

studia m olte o r e al giorno; si tratta di un esam e im portante e m olto difficile.


- 1 d u e p u n ti in trod ucono un d iscorso d iretto, u n'enum erazione, una spiega
zione, ec c .; i due punti seg n alano una interruzione forte, m a non cos forte
com e il punto: M ario vuole qu esto: raggiungere il p roprio obiettivo.
- Il p u n to in te r r o g a tiv o si usa alla fin e di una dom anda: C he ora ?
- Il p u n to e s c la m a tiv o si usa p er seg n alare le esclam azioni e, in g en ere, i valo
ri enfatici: Ah! ch e meraviglia!

168

Tavole
di coniugazione
dei verbi irregolari
pi comuni

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI PI COMUNI

A n da re
Indicativo
Presente

Passato prossim o

Im perfetto

Trapassato prossim o

io

vado (vo)

sono andato/a

andavo

ero andato/a

tu

vai

sei andato/a

andavi

eri andato/a

egli/lei/lui

va

andato/a

andava

era andato/a

noi

andiamo

siamo andati/e

andavamo

eravamo andati/e

voi

andate

siete andati/e

andavate

eravate andati/e

essi/esse/loro

vanno

sono andati/e

andavano

erano andati/e

P assato rem oto

Trapassato rem oto

Futuro sem plice

io

anda:

fui andato/a

andr

sar andato/a

tu

andasti

fosti andato/a

andrai

sarai andato/a

Futuro anteriore

egli/lei/lui

sar andato/a

and

fu andato/a

andr

noi

andammo

fumm o andati/e

andremo

saremo andati/e

voi

andaste

foste andati/e

andrete

sarete andati/e

essi/esse/loro

andarono

furono andati/e

andranno

saranno andati/e

Congiuntivo
P resente

Passato

Im pe rfetto

Trapassato

che io

vada

sia andato/a

andassi

fossi andato/a

che tu

vada

sia andato/a

andassi

fossi andato/a

che egli/lei/lui

vada

sia andato/a

andasse

fosse andato/a

che noi

andiamo

siamo andati/e

andassimo

fossimo andati/e

che voi

andiate

siate andati/e

andaste

foste andati/e

che essi/esse/loro

vadano

siano andati/e

andassero

fossero andati/e

Imperativo

Condizionale
Presente

Passato

P resente

andrei

sarei andato/a

tu

andresti

saresti andato/a

va/va/vai

egli/lei/lui

andrebbe

sarebbe andato/a

vada

noi

andremmo

saremmo andati/e

voi

andreste

sareste andati/e

andate

essi/esse/loro

andrebbero

sarebbero andati/e

vadano

io

Participio

Infinito
P resente
andare

andiamo

Gerundio

Passato

P resente

Passato

Presente

Passato

essere andato

andante

andato

andando

essendo andato

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI PI COMUNI

B e re
Indicativo
Trapassato prossim o

Presente

Passato prossim o

Im pe rfetto

io

bevo

ho bevuto

bevevo

tu

bevi

hai bevuto

bevevi

avevi bevuto

egli/lei/lui

beve

ha bevuto

beveva

aveva bevuto

noi

beviamo

abbiamo bevuto

bevevamo

avevamo bevuto

voi

bevete

avete bevuto

bevevate

avevate bevuto

essi/esse/loro

bevono

hanno bevuto

bevevano

P assato rem oto

Trapassato rem oto

Futuro sem plice

Futuro anteriore

io

bevvi

ebbi bevuto

berr

avr bevuto

tu

bevesti

avesti bevuto

berrai

avrai bevuto

egll/lei/lui

bevve

ebbe bevuto

berr

avr bevuto

noi

bevemmo

avemmo bevuto

berremo

voi

beveste

aveste bevuto

berrete

avrete bevuto

essi/esse/loro

bevvero

ebbero bevuto

berranno

avranno bevuto

avevo bevuto

avevano bevuto

avremo bevuto

Congiuntivo
P resente

Passato

Im pe rfetto

Trapassato

che io

beva

abbia bevuto

bevessi

avessi bevuto

che tu

beva

abbia bevuto

bevessi

avessi bevuto

che egli/lei/lui

beva

abbia bevuto

bevesse

avesse bevuto

che noi

beviamo

abbiamo bevuto

bevessimo

avessimo bevuto

che voi

beviate

abbiate bevuto

beveste

aveste bevuto

abbiano bevuto

bevessero

avessero bevuto

che essi/esse/loro

bevano

Imperativo

Condizionale
P resente

Passato

Presente

io

berrei

avrei bevuto

tu

berresti

avresti bevuto

bevi

avrebbe bevuto

beva

noi

berremmo

avremmo bevuto

beviamo

voi

berreste

avreste bevuto

bevete

essi/esse/loro

berrebbero

avrebbero bevuto

berrebbe

egli/lei/lui

bevano

Gerundio

Participio

Infinito
Presente

Passato

Presente

Passato

Presente

Passato

bere

avere bevuto

bevente

bevuto

bevendo

avendo bevuto

171

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI PI COMUNI

D a re
indicativo
Presente

P assato prossim o

Im perfetto

Trapassato prossim o

lo

do

ho dato

davo

avevo dato

tu
egli/lei/lui

dai

hai dato

davi

avevi dato

ha dato

dava

aveva dato
avevamo dato

noi

diamo

abbiamo dato

davamo

voi

date

avete dato

davate

avevate dato

essi/esse/loro

danno

hanno dato

davano

avevano dato

Passato rem oto

Trapassato rem oto

Futuro sem plice

Futuro anteriore

diedi/detti

ebbi dato

dar

avr dato

io

avrai dato

tu

desti

avesti dato

darai

egli/lei/lui

diede/dette

ebbe dato

dar

avr dato

noi

demmo

avemmo dato

daremo

avremo dato

voi

deste

aveste dato

darete

avrete dato

essi/esse/loro

diedero/dettero

ebbero dato

daranno

avranno dato

Congiuntivo
Presente

Passato

Im pe rfetto

Trapassato

che io

dia

abbia dato

dessi

avessi dato

che tu

dia

abbia dato

dessi

che egli/lei/lui

dia

abbia dato

desse

avesse dato

che noi

diamo

abbiamo dato

dessimo

avessimo dato

che voi

diate

abbiate dato

deste

aveste dato

che essi/esse/loro

diano

abbiano dato

dessero

avessero dato

avessi dato

imperativo

Condizionale
io

Presente

Passato

Presente

darei

avrei dato

daresti

avresti dato

da'/da/dai

egli/lei/lui

darebbe

avrebbe dato

dia

noi

daremmo

avremmo dato

diamo

voi

dareste

avreste dato

date

essi/esse/loro

darebbero

avrebbero dato

diano

tu

Infinito

Participio

Presente

Passato

dare

avere dato

172

P resente

Gerundio
Passato

Presente

Passato

dato

dando

avendo dato

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI PI COMUNI


D ire
Indicativo
Presente

Passato prossim o

Im pe rfetto

Trapassato prossim o

lo

dico

ho detto

dicevo

avevo detto

tu

dici

hai detto

dicevi

avevi detto

egli/lei/lui

dice

ha detto

diceva

aveva detto

noi

diciamo

abbiamo detto

dicevamo

avevamo detto

voi

dite

avete detto

dicevate

avevate detto

essi/esse/loro

dicono

hanno detto

dicevano

avevano detto

P assato rem oto

Trapassato rem oto

Futuro sem plice

Futuro anteriore

io

dissi

ebbi detto

dir

avr detto

tu

dicesti

avesti detto

dirai

avrai detto

egli/lei/lui

disse

ebbe detto

dir

noi

dicemmo

avemmo detto

diremo

avremo detto

voi

diceste

aveste detto

direte

avrete detto

avr detto

essi/esse/loro

dissero

ebbero detto

diranno

avranno detto

Congiuntivo
Presente

Passato

Im perfetto

Trapassato

che io

dica

abbia detto

dicessi

avessi detto

che tu

dica

abbia detto

dicessi

avessi detto

che egll/lei/lui

dica

abbia detto

dicesse

avesse detto

che noi

diciamo

abbiamo detto

dicessimo

avessimo detto

che voi

diciate

abbiate detto

diceste

aveste detto

che essi/esse/loro

dicano

abbiano detto

dicessero

avessero detto

Presente

Passato

Presente

lo

direi

avrei detto

tu

diresti

avresti detto

di'/dl

Condizionale

Imperativo

avrebbe detto

dica

noi

diremmo

avremmo detto

diciamo

voi

direste

avreste detto

dite

essi/esse/loro

direbbero

avrebbero detto

dicano

egli/lei/lui

Infinito

direbbe

Participio

Gerundio

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI PlQ COMUNI

D o v e re
Indicativo
Presente

Passato prossim o

io

devo/debbo

ho dovuto

dovevo

avevo dovuto

tu

devi

hai dovuto

dovevi

Im perfetto

avevi dovuto

Trapassato prossim o

egli/lei/lui

deve

ha dovuto

doveva

aveva dovuto
avevamo dovuto

noi

dobbiamo

abbiamo dovuto

dovevamo

voi

dovete

avete dovuto

dovevate

avevate dovuto

essi/esse/loro

devono/debbono

hanno dovuto

dovevano

avevano dovuto

Passato rem oto

Trapassato rem oto

Futuro sem plice

Futuro a nteriore

io

dovei/dovetti

ebbi dovuto

dovr

avr dovuto

tu

dovesti

avesti dovuto

dovrai

avrai dovuto

egli/lei/lui

dov/dovette

ebbe dovuto

dovr

avr dovuto

noi

dovemmo

avemmo dovuto

dovremo

avremo dovuto

voi

doveste

aveste dovuto

dovrete

avrete dovuto

essi/esse/loro

doverono/dovettero ebbero dovuto

dovranno

avranno dovuto

Congiuntivo
Presente

Passato

Im pe rfetto

che io

deva/debba

abbia dovuto

dovessi

avessi dovuto

che tu

deva/debba

abbia dovuto

dovessi

avessi dovuto

Trapassato

che egli/lei/lui

deva/debba

dovesse

avesse dovuto

che noi

dobbiamo

abbiamo dovuto

dovessimo

avessimo dovuto

che voi

dobbiate

abbiate dovuto

doveste

aveste dovuto

che essi/esse/loro

devano/debbano

abbiano dovuto

dovessero

abbia dovuto

Condizionale

avessero dovuto

Imperativo

Presente

Passato

Presente

io

dovrei

avrei dovuto

tu

dovresti

avresti dovuto

egli/lei/lui

dovrebbe

avrebbe dovuto

noi

dovremmo

avremmo dovuto

voi

dovreste

avreste dovuto

essi/esse/loro

dovrebbero

avrebbero dovuto

Infinito

Participio

Presente

Passato

dovere

avere dovuto

P resente

I II verbo dovere pu anche avere l'ausiliare


174

Gerundio
Passato

Presente

Passato

dovuto

dovendo

avendo dovuto

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI PI COMUNI

F a re
Indicativo
Presente

Passato prossim o

Im pe rfetto

lo

faccio/fo

ho latto

facevo

tu

fai

hai fatto

facevi

avevi fatto

egli/lei/lui

fa

ha fatto

faceva

aveva fatto

facevamo

Trapassato prossim o
avevo fatto

noi

facciamo

abbiamo fatto

voi

fate

avete fatto

facevate

avevate fatto

essi/esse/loro

fanno

hanno fatto

facevano

avevano fatto

Passato rem oto

Trapassato rem oto

Futuro sem plice

Futuro anterio re

io

feci

ebbi fatto

far

avr fatto

tu

facesti

avesti fatto

farai

avrai fatto

egli/lei/lui

fece

ebbe fatto

far

avr fatto

noi

facemmo

avemmo fatto

faremo

avremo fatto

voi

faceste

aveste fatto

farete

avrete fatto

essi/esse/loro

fecero

ebbero fatto

faranno

avranno fatto

avevamo fatto

Congiuntivo
Presente

Passato

Im pe rfetto

Trapassato

che io

faccia

abbia fatto

facessi

avessi fatto

che tu

faccia

abbia fatto

facessi

avessi fatto

che egli/lei/lui

faccia

abbia fatto

facesse

avesse fatto

che noi

facciamo

abbiamo fatto

facessimo

avessimo fatto

che voi

facciate

abbiate fatto

faceste

aveste fatto

che essi/esse/loro

facciano

abbiano fatto

facessero

avessero fatto

Condizionale
Presente

Imperativo
Passato

Presente

io

farei

avrei fatto

tu

faresti

avresti fatto

fa /fa/fai

egli/lei/lui

farebbe

avrebbe fatto

faccia

noi

faremmo

avremmo fatto

facciamo

voi

fareste

avreste fatto

fate

essi/esse/loro

farebbero

avrebbero fatto

facciano

Infinito

Gerundio

Participio

P resente

Passato

P resente

Passato

P resente

Passato

fare

avere fatto

facente

fatto

facendo

avendo fatto

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI PI COMUNI

M o r ir e
Indicativo
P resente

Passato prossim o

Im perfetto

Trapassato prossim o

io

muoio

sono morto/a

morivo

ero morto/a

tu

muori

sei morto/a

morivi

eri morto/a

egli/lei/lui

muore

morto/a

moriva

era m orto/a

noi

moriamo

siamo morti/e

morivamo

eravamo m ortl/e

voi

morite

siete m orti/e

morivate

eravate morti/e

essi/esse/loro

muoiono

sono morti/e

morivano

erano morti/e

Passato rem oto

Trapassato rem oto

Futuro sem plice

Futuro anteriore

morii

fui morto/a

morir

sar morto/a

io
tu

moristi

fosti morto/a

morirai

sarai morto/a

egli/lei/lui

mori

fu morto/a

morir

sar morto/a

noi

morimmo

fumm o morti/e

moriremo

saremo morti/e

voi

moriste

foste m orti/e

morirete

sarete morti/e

essi/esse/loro

morirono

furono m orti/e

moriranno

saranno m ortl/e

Presente

Passato

Im perfetto

Trapassato

che io

muoia

sia morto/a

morissi

fossi morto/a

che tu

muoia

sla morto/a

morissi

fossi morto/a

Congiuntivo

che egli/lei/lui

muoia

sia morto/a

morisse

fosse morto/a

che noi

moriamo

siamo morti/e

morissimo

fossimo mortl/e

che voi

moriate

siate morti/e

moriste

foste morti/e

che essi/esse/loro

muoiano

siano morti/e

morissero

fossero morti/e

Imperativo

Condizionale
Presente

Passato

io

morirei

sarei morto/a

Presente
-

tu

moriresti

saresti morto/a

muori

egli/lei/lui

morirebbe

sarebbe morto/a

muoia

noi

moriremmo

saremmo morti/e

voi

morireste

sareste morti/e

morite

essi/esse/loro

morirebbero

sarebbero mortl/e

muoiano

Infinito

Participio

moriamo

Gerundio

P resente

Passato

Presente

Passato

Presente

Passato

morire

essere morto

morente

morto

morendo

essendo morto

176

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI PI COMUNI

P ia c e r e
Indicativo

lo

Presente

Passato prossim o

Im pe rfetto

piaccio

sono piaciuto/a

piacevo

eri piaciuto/a
era piaciuto/a

tu

piaci

sei piaciuto/a

piacevi

egli/lei/lui

piace

piaciuto/a

piaceva

Trapassato prossim o
ero piaciuto/a

eravamo piaciuti/e

noi

piacciamo

siamo piaciuti/e

piacevamo

voi

piacete

siete piaciuti/e

piacevate

eravate piaciuti/e

essi/esse/loro

piacciono

sono piaciuti/e

piacevano

erano piaciuti/e

P assato rem oto

Trapassato rem oto

Futuro sem plice

Futuro anteriore

io

piacqui

fui piaciuto/a

piacer

sar piaciuto/a

tu

piacesti

fosti piaciuto/a

piacerai

sarai piaciuto/a

egli/lei/lui

piacque

fu piaciuto/a

piacer

sar piaciuto/a

noi

piacemmo

fummo piaciuti/e

piaceremo

voi

piaceste

foste piaciuti/e

piacerete

sarete piaciuti/e

essi/esse/toro

piacquero

furono piaciuti/e

piaceranno

saranno piaciuti/e

saremo piaciuti/e

Congiuntivo
Passato

Im pe rfetto

Trapassato

cheto

piaccia

sia piaciuto/a

piacessi

fossi piaciuto/a

che tu

piaccia

sia piaciuto/a

piacessi

fossi piaciuto/a

che egli/lei/lui

Presente

piaccia

sia piaciuto/a

piacesse

fosse piaciuto/a

che noi

piacciamo

siamo piaciuti/e

piacessimo

fossimo piaciuti/e

che voi

piacciate

siate piaciuti/e

piaceste

foste piaciuti/e

che essi/esse/loro

piacciano

siano piaciuti/e

piacessero

fossero piaciuti/e

Imperativo

Condizionale
Presente

Passato

P resente

io

piacerei

sarei piaciuto/a

tu

piaceresti

saresti piaciuto/a

piaci

egli/lei/lui

piacerebbe

sarebbe piaciuto/a

noi

piaceremmo

saremmo piaciuti/e

piacciamo

voi

piacereste

sareste piaciuti/e

piacete

essi/esse/loro

piacerebbero

sarebbero piaciuti/e

Infinito
Presente
piacere

piaccia

piacciano

Gerundio

Participio
Passato

Presente

Passato

Presente

Passato

essere piaciuto

piacente

piaciuto

piacendo

essendo piaciuto

177

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI. IRREGOLARI PI COMUNI

Indicativo
Presente

Passato prossim o

Im pe rfetto

posso i U f i s t

ho potuto v a

potevo fu d fc o -tA avevo potuto

puoi

hai potuto a p

pu t i. l'& X u

f u J ic x

ha potuto o * P

Trapassato prossim o
avevi potuto 'O d i i/c U O

(U ttc c ^ U aveva potuto

possiamo

abbiamo potuto

potete

avete potuto

potevamo p u tto * avevamo potuto


potevate (wtic. avevate potuto

possono

hanno potuto

potevano

avevano potuto

Passato rem oto

Trapassato rem oto

F uturo sem plice

Futuro anterio re

potei/potetti

ebbi potuto

potr in t/> (v o tu , avr potuto

tu

potesti

avesti potuto

potrai t u .c \ ( v i t e avrai potuto

egli/lei/lul

pot/potette

ebbe potuto

potr

potemmo

avemmo potuto

potremo o * * - (w 4 *a vre m o potuto

aveste potuto

potrete o l* - ( l u i t avrete potuto

poteste

poterono/potettero ebbero potuto

avr potuto

potranno cR-fW /W c avranno potuto

Congiuntivo
Presente

Passato

Im pe rfetto

Trapassato

che io

possa

abbia potuto

potessi

avessi potuto

che tu

possa

abbia potuto

potessi

avessi potuto

che egli/lei/lui

possa

abbia potuto

potesse

avesse potuto

che noi

possiamo

abbiamo potuto

potessimo

avessimo potuto

che voi

possiate

abbiate potuto

poteste

aveste potuto

abbiano potuto

potessero

avessero potuto

che essi/esse/loro

possano

Imperativo

Condizionale
Presente

Passato

P resente
-

IO

potrei

avrei potuto

tu

potresti

avresti potuto

egli/lei/lui

potrebbe

avrebbe potuto

noi

potremmo

avremmo potuto

voi

potreste

avreste potuto

essi/esse/loro

potrebbero

Infinito

avrebbero potuto

Participio

Gerundio

Presente

Passato

P resente

Passato

Presente

Passato

potere

avere potuto

potente

potuto

potendo

avendo potuto

I II veifco potere pu anche avere l'ausiliare essere.

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI PI COMUNI

S a p e re
Indicativo
P resente

Passato prossim o

Im pe rfetto

Trapassato prossim o

ho saputo

sapevo c t & v u .

avevo saputo

io

so r t t u .

tu

sai

egll/lei/lui

sa

hai saputo ./ u iX sapevi A & C * - avevi saputo


ha saputo O o ./vO iu.t sapeva fiC itt. aveva saputo

noi

sappiamo j & u .

abbiamo saputo o -m . ,isapevamo a u C-*44- avevamo saputo

voi

sapete

avete saputo $ ^ s a p e v a te \ t l c C

essi/esse/loro

sanno

hanno saputo c u . '& lt a p e v a n o

Passato rem oto

Trapassato rem oto

* u .

avevate saputo

A ^ c u . avevano saputo

Futuro sem plice

Futuro anteriore

avesti saputo

sapr o . M . t . '& i avr saputo


saprai Zi.
_ avrai saputo

ebbe saputo

sapr d>AC- o X avr saputo

io

seppi

tu

sapesti k

v v ebbi saputo

egli/lei/lui

seppe

noi

sapemmo _

voi

sapeste

aveste saputo

saprete o ''& - ^ 'a v r e t e saputo

essi/esse/loro

seppero

ebbero saputo

sapranno 0

avranno saputo

, -i avemmo saputo

sapremo o - u '* .

avremo saputo

Congiuntivo
Presente

Passato

Im pe rfetto

Trapassato

che io

sappia

abbia saputo

sapessi

avessi saputo

che tu

sappia

abbia saputo

sapessi

avessi saputo

che egli/lei/lui

sappia

abbia saputo

sapesse

avesse saputo

che noi

sappiamo

abbiamo saputo

sapessimo

avessimo saputo

che voi

sappiate

abbiate saputo

sapeste

aveste saputo

che essi/esse/loro

sappiano

abbiano saputo

sapessero

avessero saputo

Imperativo

Condizionale
Presente

Passato

Presente
sappi

io

saprei

avrei saputo

tu

sapresti

avresti saputo

egll/lei/lui

saprebbe

avrebbe saputo

sappia

noi

sapremmo

avremmo saputo

sappiamo

voi

sapreste

avreste saputo

sappiate

essi/esse/loro

saprebbero

avrebbero saputo

Infinito
Presente
sapere

sappiano

Gerundio

Participio
P assato

P resente

Passato

P resente

Passato

avere saputo

sapiente

saputo

sapendo

avendo saputo

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI PI COMUNI

S ceg liere
Indicativo
Presente

P assato prossim o

Im pe rfetto

Trapassato prossim o

io

scelgo

ho scelto

sceglievo

avevo scelto

tu

scegli

hai scelto

sceglievi

avevi scelto

egii/lei/iui

sceglie

ha scelto

sceglieva

aveva scelto

noi

scegliamo

abbiamo scelto

sceglievamo

avevamo scelto

voi

scegliete

avete scelto

sceglievate

avevate scelto

sceglievano

avevano scelto

essi/esse/loro

scelgono

hanno scelto

Passato rem oto

Trapassato rem oto

Futuro sem plice

Futuro anteriore

io

scelsi

ebbi scelto

sceglier

avr scelto

tu

scegliesti

avesti scelto

sceglierai

avrai scelto

egli/lei/lui

scelse

ebbe scelto

sceglier

avr scelto

noi

scegliemmo

avemmo scelto

sceglieremo

avremo scelto

voi

sceglieste

aveste scelto

sceglierete

avrete scelto

essi/esse/loro

scelsero

ebbero scelto

sceglieranno

avranno scelto

Trapassato

Congiuntivo
Passato

Im perfetto

che io

scelga

abbia scelto

scegliessi

che tu

scelga

Presente

abbia scelto

scegliessi

avessi scelto

che egli/lei/lui

scelga

abbia scelto

scegliesse

avesse scelto

che noi

scegliamo

abbiamo scelto

scegliessimo

avessi scelto

avessimo scelto

che voi

scegliate

abbiate scelto

sceglieste

aveste scelto

che essi/esse/loro

scelgano

abbiano scelto

scegliessero

avessero scelto

Condizionale

Imperativo

Presente

Passato

Presente

io

sceglierei

avrei scelto

tu

sceglieresti

avresti scelto

scegli

sceglierebbe

avrebbe scelto

scelga

noi

sceglieremmo

avremmo scelto

scegliamo

voi

egli/lei/lui

scegliereste

avreste scelto

scegliete

essi/esse/loro

sceglierebbero

avrebbero scelto

Infinito

Participio

scelgano

Gerundio

Presente

Passato

Presente

Passato

Presente

Passato

scegliere

avere scelto

scegliente

scelto

scegliendo

avendo scelto

180

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI PI COMUNI

S ta re
Indicativo
Passato prossim o

Im perfetto

Trapassato prossim o

lo

sto

sono stato/a

stavo

ero stato/a

tu

stai

Presente

sei stato/a

stavi

eri stato/a

egll/lei/lui

sta

stato/a

stava

era stato/a

noi

stiamo

siamo stati/e

stavamo

eravamo stati/e

voi

state

siete stati/e

stavate

eravate stati/e

essi/esse/loro

stanno

sono stati/e

stavano

erano stati/e

Passato rem oto

Trapassato rem oto

Futuro sem plice

io

stetti

fui stato/a

star

sar stato/a

tu

stesti

fosti stato/a

starai

sarai stato/a

egli/lei/lui

stette

fu stato/a

star

sar stato/a

noi

stemmo

fumm o stati/e

staremo

saremo stati/e

voi

steste

foste stati/e

starete

sarete stati/e

essi/esse/loro

stettero

furono stati/e

staranno

saranno stati/e

Trapassato

Futuro anteriore

Congiuntivo
Presente

Passato

Im perfetto

che io

stia

sia stato/a

stessi

che tu

s tia -

sia stato/a

stessi

fossi stato/a

che egli/lei/lui

stia

sia stato/a

stesse

fosse stato/a

che noi

stiamo

slamo stati/e

stessimo

fossimo statl/e

che voi

stiate

siate stati/e

steste

foste statl/e

che essi/esse/loro

stiano

siano stati/e

stessero

fossero statl/e

fossi stato/a

Condizionale

Imperativo

Presente

Passato

Presente
-

io

starei

sarei stato/a

tu

staresti

saresti stato/a

sta'/sta/stai

egli/lei/lui

starebbe

sarebbe stato/a

stia

noi

staremmo

saremmo stati/e

stiamo

voi

stareste

sareste stati/e

state

essi/esse/loro

starebbero

sarebbero stati/e

stiano

Gerundio

Participio

infinito
P resente

Passato

Presente

Passato

Presente

Passato

stare

essere stato

stante

staio

stando

essendo stato

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI PI COMUNI

T e n e re
Indicativo
Presente

Passato prossim o

Im pe rfetto

io

tengo

ho tenuto

tenevo

avevo tenuto

tu

tieni

hai tenuto

tenevi

avevi tenuto

egli/lei/lui

tiene

ha tenuto

teneva

aveva tenuto

noi

teniamo

abbiamo tenuto

voi

tenete

avete tenuto

tenevate

avevate tenuto

essi/esse/loro

tengono

hanno tenuto

tenevano

avevano tenuto

Passato rem oto

Trapassato rem oto

F uturo sem plice

Futuro a nteriore

io

tenni

ebbi tenuto

terr

avr tenuto

tu

tenesti

avesti tenuto

terrai

avrai tenuto

egli/lei/iui

tenne

ebbe tenuto

terr

avr tenuto

noi

tenemmo

avemmo tenuto

terremo

avremo tenuto

voi

teneste

aveste tenuto

terrete

avrete tenuto

essi/esse/loro

tennero

ebbero tenuto

terranno

avranno tenuto

tenevamo

Trapassato prossim o

avevamo tenuto

Congiuntivo
P resente

Passato

Im perfetto

Trapassato

che io

tenga

abbia tenuto

tenessi

avessi tenuto

che tu

tenga

abbia tenuto

tenessi

avessi tenuto

tenga

abbia tenuto

tenesse

che noi

teniamo

abbiamo tenuto

tenessimo

avessimo tenuto

che voi

teniate

abbiate tenuto

teneste

aveste tenuto

che essi/esse/loro

tengano

abbiano tenuto

tenessero

avessero tenuto

che egli/lei/lui

avesse tenuto

Condizionale

Imperativo

P resente

Passato

io

ierrei

avrei tenuto

Presente
-

tu

terresti

avresti tenuto

tieni

egli/lei/lui

terrebbe

avrebbe tenuto

tenga
teniamo

noi

terremmo

avremmo tenuto

voi

terreste

avreste tenuto

tenete

essi/esse/loro

terrebbero

avrebbero tenuto

tengano

Infinito
Presente
tenere

Participio
Passato
avere tenuto

Gerundio

Presente

Passato

Presente

Passato

tenente

tenuto

tenendo

avendo tenuto

I Si coniugano come tenere: Appartenere - Contenere - Mantenere Ottenere - Ritenere - i 'ostenere - Trattenere.

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI PI COMUNI

T ra d u rre
Indicativo
Im perfetto

Trapassato prossim o

io

traduco

ho tradotto

traducevo

avevo tradotto

tu

traduci

Presente

hai tradotto

Passato prossim o

traducevi

avevi tradotto

egli/lei/lui

traduce

ha tradotto

traduceva

aveva tradotto

noi

traducevamo

avevamo tradotto

traduciamo

abbiamo tradotto

voi

traducete

avete tradotto

traducevate

avevate tradotto

essi/esse/loro

traducono

hanno tradotto

traducevano

avevano tradotto

Passato rem oto

Trapassato rem oto

Futuro sem plice

Futuro anteriore

io

tradussi

ebbi tradotto

tradurr

avr tradotto

tu

traducesti

avesti tradotto

tradurrai

avrai tradotto

egli/lei/lui

tradusse

ebbe tradotto

tradurr

avr tradotto

noi

traducemmo

avemmo tradotto

tradurremo

avremo tradotto

voi

traduceste

aveste tradotto

tradurrete

avrete tradotto

essi/esse/loro

tradussero

ebbero tradotto

tradurranno

avranno tradotto

Im pe rfetto

Trapassato

Congiuntivo
Presente

Passato

che io

traduca

abbia tradotto

traducessi

avessi tradotto

che tu

traduca

abbia tradotto

traducessi

avessi tradotto

che egli/lei/Iul

traduca

abbia tradotto

traducesse

avesse tradotto

che noi

traduciamo

abbiamo tradotto

traducessimo

avessimo tradotto

che voi

traduciate

abbiate tradotto

traduceste

aveste tradotto

che essi/esse/loro

traducano

abbiano tradotto

traducessero

avessero tradotto

Imperativo

Condizionale
Presente

Passato

Presente

io

tradurrei

avrei tradotto

tu

tradurresti

avresti tradotto

traduci

egli/lei/lui

tradurrebbe

avrebbe tradotto

traduca

noi

tradurremmo

avremmo tradotto

traduciamo

voi

tradurreste

avreste tradotto

traducete

essi/esse/loro

tradurrebbero

Infinito

avrebbero tradotto

Participio

traducano

Gerundio

Presente

Passato

P resente

Passato

Presente

Passato

tradurre

avere tradotto

traducente

tradotto

traducendo

avendo tradotto

U s c ir e
Indicativo
P assato prossim o

Im pe rfetto

Trapassato prossim o

lo

esco

sono uscito/a

uscivo

ero uscito/a

tu

esci

P resente

sei uscito/a

uscivi

eri uscito/a

egli/lei/lui

esce

uscito/a

usciva

era uscito/a

noi

usciamo

siamo usciti/e

uscivamo

eravamo usciti/e

voi

uscite

siete usciti/e

uscivate

eravate usciti/e

uscivano

erano usciti/e

essi/esse/loro

escono

sono usciti/e

P assato rem oto

Trapassato rem oto

Futuro sem plice

Futuro anteriore

io

uscii

fui uscito/a

uscir

sar uscito/a

tu

uscisti

fosti uscito/a

egli/lei/lui

usc

fu uscito/a

uscir

sar uscito/a

noi

uscimmo

fumm o usciti/e

usciremo

saremo usciti/e

voi

usciste

foste usciti/e

uscirete

sarete usciti/e

essi/esse/loro

uscirono

furono usciti/e

usciranno

saranno usciti/e

uscirai

sarai uscito/a

Congiuntivo
Im pe rfetto

Trapassato

che io

esca

sia uscito/a

uscissi

fossi uscito/a

che tu

esca

sia uscito/a

uscissi

fossi uscito/a

che egli/lei/lui

esca

sia uscito/a

uscisse

fosse uscito/a

che noi

usciamo

siamo usciti/e

uscissimo

fossimo usciti/e

che voi

usciate

siate usciti/e

usciste

foste usciti/e

che essi/esse/loro

escano

siano usciti/e

uscissero

fossero usciti/e

Presente

Passato

Condizionale

Imperativo

Presente

Passato

Presente

io

uscire:

sarei uscito/a

tu

usciresti

saresti uscito/a

esci

sarebbe uscito/a

esca

egli/lei/lui

uscirebbe

usciamo

noi

usciremmo

saremmo usciti/e

voi

uscireste

sareste usciti/e

uscite

essi/esse/loro

uscirebbero

sarebbero usciti/e

escano

infinito

Participio

Gerundio

Presente

Passato

Presente

Passato

Presente

Passato

uscire

esseri 3 uscito

uscente

uscito

uscendo

essendo uscito

184

_______

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI PI COMUNI

Vedere
Indicativo
Presente

Passato prossim o

Im pe rfetto

Trapassato prossim o

io

vedo

ho visto/veduto

vedevo

avevo visto/veduto

tu

vedi

hai visto/veduto

vedevi

avevi visto/veduto

egli/lei/lui

vede

ha visto/veduto

vedeva

aveva visto/veduto

noi

vediamo

abbiamo visto/veduto

vedevamo

avevamo visto/veduto

voi

vedete

avete visto/veduto

vedevate

avevate visto/veduto

essi/esse/loro

vedono

hanno visto/veduto

vedevano

avevano visto/veduto

P assato rem oto

Trapassato rem oto

Futuro sem plice

Futuro anteriore

vidi

ebbi visto/veduto

vedr

avr visto/veduto

vedesti

io
tu

avesti visto/veduto

vedrai

egli/lei/lui

vide

ebbe visto/veduto

vedr

avr visto/veduto

noi

vedemmo

avemmo visto/veduto

vedremo

avremo visto/veduto

avrai visto/veduto

voi

vedeste

aveste visto/veduto

vedrete

avrete visto/veduto

essi/esse/loro

videro

ebbero visto/veduto

vedranno

avranno visto/veduto

Congiuntivo
Presente

Passato

Im pe rfetto

Trapassato

che io

veda

abbia visto/veduto

vedessi

avessi visto/veduto

che tu

veda

abbia visto/veduto

vedessi

avessi visto/veduto

che egli/lei/lui

veda

abbia visto/veduto

vedesse

che noi

vediamo

abbiamo visto/veduto

vedessimo

avessimo visto/veduto

che voi

vediate

abbiate visto/veduto

vedeste

aveste visto/veduto

avesse visto/veduto

che essi/esse/loro

vedano

abbiano visto/veduto

vedessero

avessero visto/veduto

Condizionale

Imperativo

io

vedrei

avrei visto/veduto

Presente
-

tu

vedresti

avresti visto/veduto

vedi

egli/lei/lui

vedrebbe

avrebbe visto/veduto

veda
vediamo

P resnte

Passato

noi

vedremmo

avremmo visto/veduto

voi

vedreste

avreste visto/veduto

vedete

essi/esse/loro

vedrebbero

avrebbero visto/veduto

vedano

Participio

Infinito

Gerundio

P resente

Passato

Presente

Passato

Presente

Passato

vedere

avere visto/veduto

vedente

visto/veduto

vedendo

avendo visto/veduto

| Si coniugano come vedere: Prevedere - Provvedere - Rivedere.

185

TAVOLE DI CONIUGAZIONE DEI VERBI IRREGOLARI PI COMUNI

Venire
Indicativo
Presente

Passato prossim o

im p erfe tto

Trapassato prossim o

io

vengo

sono venuto/a

venivo

ero venuto/a

tu

vieni

sei venuto/a

venivi

eri venuto/a

egli/lei/lui

viene

venuto/a

veniva

era venuto/a

noi

veniamo

siamo venuti/e

venivamo

eravamo venuti/e

voi

venite

siete venuti/e

venivate

eravate venuti/e

essi/esse/loro

vengono

sono venuti/e

venivano

erano venuti/e

Passato rem oto

Trapassato rem oto

Futuro sem plice

Futuro anteriore

io

venni

lui venuto/a

verr

sar venuto/a

tu

venisti

fosti venuto/a

verrai

egli/lei/lui

venne

fu venuto/a

verr

sar venuto/a

noi

venimmo

fu mm o venuti/e

verremo

saremo venuti/e

voi

veniste

foste venuti/e

verrete

sarete venuti/e

essl/esse/loro

vennero

furono venuti/e

verranno

saranno venuti/e

Im perfetto

Trapassato

sarai venuto/a

Congiuntivo
Presente

Passato

che io

venga

sia venuto/a

venissi

fossi venuto/a

che tu

venga

sia venuto/a

venissi

fossi venuto/a

venga

sia venuto/a

venisse

fosse venuto/a

che noi

veniamo

siamo venuti/e

venissimo

fossimo venuti/e

che voi

veniate

siate venuti/e

veniste

foste venuti/e

che essi/esse/loro

vengano

siano venuti/e

venissero

fossero venuti/e

che egli/lei/lui

Imperativo

Condizionale
P resente

Passato

Presente

io

verrei

sarei venuto/a

tu

verresti

saresti venuto/a

vieni

egli/lei/lui

verrebbe

sarebbe venuto/a

venga

noi

verremmo

saremmo venuti/e

veniamo

voi

verreste

sareste venuti/e

venite

essi/esse/loro

verrebbero

sarebbero venuti/e

Participio

Infinito

vengano

Gerundio

Presente

Passato

P resente

Passato

Presente

Passato

venire

essere venuto

veniente

venuto

venendo

essendo venuto

Volere
Indicativo
Im pe rfetto

Trapassato prossim o

Presente

Passato prossim o

io

voglio

ho voluto

volevo

avevo voluto

tu

vuoi

hai voluto

volevi

avevi voluto
aveva voluto

ha voluto

voleva

noi

vogliamo

abbiamo voluto

volevamo

voi

egli/lei/lui

volete

vuole

avete voluto

volevate

avevate voluto

essi/esse/loro

vogliono

hanno voluto

volevano

avevano voluto

Passato rem oto

Trapassato rem oto

F uturo sem plice

Futuro anteriore

io

volli

ebbi voluto

vorr

avr voluto

tu

volesti

avesti voluto

vorrai

avevamo voluto

avrai voluto

egli/lei/lui

volle

ebbe voluto

vorr

avr voluto

noi

volemmo

avemmo voluto

vorremo

avremo voluto

voi

voleste

aveste voluto

vorrete

avrete voluto

essi/esse/loro

vollero

ebbero voluto

vorranno

avranno voluto

Congiuntivo
Presente

Passato

Im pe rfetto

Trapassato

che io

voglia

abbia voluto

volessi

avessi voluto

che tu

voglia

abbia voluto

volessi

avessi voluto

volesse

avesse voluto

che noi

vogliamo

abbiamo voluto

volessimo

avessimo voluto

che voi

vogliate

abbiate voluto

voleste

aveste voluto

che essi/esse/loro

vogliano

abbiano voluto

volessero

avessero voluto

che egli/lei/lui

voglia

abbia voluto

Condizionale

Imperativo

Presente

Passato

io

vorrei

avrei voluto

Presente
-

tu

vorresti

avresti voluto

vogli

egli/lei/lui

vorrebbe

avrebbe voluto

voglia

noi

vorremmo

avremmo voluto

vogliamo

voi

vorreste

avreste voluto

vogliate

essi/esse/loro

vorrebbero

avrebbero voluto

vogliano

Infinito
Presente
volere

Gerundio

Participio
Passato

P resente

Passato

P resente

Passato

avere voluto

volente

voluto

volendo

avendo voluto

| Il verbo volere pu anche avere l'ausiliare essere.

187

Indice analitico-glossario
A ccento .................................................................. 165

o pi frasi equivalenti di un periodo..................... 102

A ggettivo d im ostra tivo .........................................94

Congiu nzione subordinante. Congiunzione


che collega frasi non equivalenti, ma che
dipendono l'u na dall'altra....................................... 103

A ggettivo e s c la m a tiv o ........................................100


A ggettivo in d e fin ito ...............................................96

A ggettivo q u a lific a tiv o .......................................... 61

Coniugazione del verbo. l'insieme ordinato


delle forme che un verbo pu assumere
per indicare il modo, il tempo, la persona
e la forma.................................................................... 25

A lfa b e to .................................................................. 157

Consonante ........................................................... 161

A lte ra ti.....................................................................138

Cortesia, fo rm a . Si chiama forma di cortesia"


la forma linguistica che si usa per rivolgersi
a persone estranee, pi anziane, ecc.,
e riguarda soprattutto i pronomi allocutivi........... 149

A ggettivo in te rro g a tiv o ...................................... 100


A ggettivo po s s e s s iv o .............................................92

Andare, coniugazione del v e rb o .......................170


Apodosi. la frase reggente
di un periodo ipotetico.............................................122
Apostrofo. Segno grafico
che indica unelisione..............................................166
A r tic o lo ......................................................................46
A rtico lo d e te rm in a tiv o .......................................... 46
A rtic o lo in d ete rm ina tivo ....................................... 47
A rticolo, usi particolari ............................................48

Dare, coniugazione del v e rb o .............................. 172


Desinenza. la parte finale di un nome
o di un verbo. Contiene, nel caso del nome,
le informazioni di genere e numero, nel caso
del verbo quelle di modo, tempo e persona.
Digram m a. Gruppo di due consonanti che
esprime un solo suono, come gl, gn, ecc............ 165

A spetto del verbo. la maniera con la quale


il verbo esprime i concetti di durata, fine,
imminenza, ecc. di un'azione................................... 19

Dire, coniugazione del v e rb o ............................... 173

Avere coniugazione del verbo

Discorso ind iretto. Discorso in cui si racconta


ci che stato detto da qualcuno, senza
riportare le sue parole............................................. 132

.................2 /

Avverbio di giu dizio

.............. 73

Avverbio di luogo

............. 71

Avverbio di q u an tit

.7 2

Avverbio d i te m p o

70

Avverbio inte rro ga tivo ..........................................74


Avverbio qu alific a tivo o d i m o d o .......................69
Avverbio, fo rm a z io n e ..............................................67

Discorso d iretto. Discorso in cui si riportano


le parole di chi ha parlato....................................... 132

Dislocazione. un meccanismo espressivo


della frase. Consiste nello spostamento
di un elemento della frase, rispetto alla sua
posizione standard................................................... 154
Dittongo. Gruppo di vocali che si pronunciano
con una sola emissione di voce............................ 164

Bere, coniugazione del v e r b o .............................. 171

Dovere, coniugazione del v e r b o ......................... 174

C om plem ento. un elemento della frase che


completa quanto viene espresso dagli elementi
essenziali della frase (soggetto e predicato).......... 10

Elisione. Perdita della vocale finale di una parola


davanti ad un'altra parola che comincia
per v o c a le ................................................................ 166

Com plem ento d ir e t to .............................................10


Com plem ento in d ir e tto ......................................... 10
Condizionale, modo finito del v e rb o .....................16
C ongiu ntivo, modo finito del v e rb o ......................15
Congiunzione coordinante. Congiunzione
che collega pi elementi equivalenti di una frase

188

E sclam azione ............. ..........................................156


Esplicita, forma di una proposizione
s ub ord in ata............................................................. 112

Essere, coniugazione del v e rb o ............................. 26


Essere lavato, coniugazione del v e rb o ................37
Fare, coniugazione del verbo .............................. 175

INDICE ANALITICO-GLOSSARIO

Fem m inile, formazione del femminile dei n o m i.. 42

Gerundio. Modo indefinito del v e rb o .................... 18

Finire, coniugazione del v e r b o .............................. 32

Grado com parativo d e ll'ag ge ttivo


q u a lific a tiv o ............................................................. 65

Fonologia. Parte della grammatica che descrive


l suoni di una lingua e la loro organizzazione
nelle parole................................................................157
Form a de l v e r b o ..................................................... 19
Form a passiva del v e r b o ..................................... 36
Form a rifle ssiva del v e r b o ...................................34
Frase. Unit autonoma della comunicazione
che ha un senso, ed di solito formata da pi
parole. Si distinguono vari tipi di frase......................8
Frase com plessa o periodo. Frase formata da pi
proposizioni, che contiene quindi pi v e rb i.... 1 1 ,1 0 8
Frase e llittic a . Frase in cui manca
un elemento fondamentale.....................................154

Grado com parativo e superlativo


d e ll'a v v e rb io ............................................................74
Grado superlativo dell'aggettivo
q u a lific a tiv o ............................................................. 66
lato. Gruppo di vocali che si pronunciano
separatamente..........................................................165
Im perativo, Modo finito del v e rb o ........................16
Im perfetto, Tempo semplice dei modi indicativo
e congiuntivo del verbo............................................. 14
Im plicita , Forma di una proposizione
subordinata................................................................112
Indicativo, Modo finito del v e rb o .......................... 13
Infinito, Modo indefinito del v e rb o ........................17

Lavare, coniugazione del v e rb o ............................. 29


Lavarsi, coniugazione del v e r b o ............................35
Locuzione. una sequenza fissa di parole, che
pu avere funzione di:
preposizione (locuzione preposizionale)................51
avverbio (locuzione avverbiale)............................... 68
congiunzione (locuzione congiuntiva)..................102
M odo di d ire (v. Frase idiomatic)
M odo fin ito de l v e r b o ........................................... 13
M odo in d efinito de l v erbo ...................................13
M orfologia. la parte della grammatica
che descrive le forme delle varie parole
e ne analizza le variazioni.

Morire, coniugazione del v e rb o ...........................176


Frase scissa o spezzata, un tipo di frase
complessa che corrisponde ad una frase semplice
e si usa per dare particolare rilievo all'elemento

N u m e ra le .................................................................. 76
Numerale c a rd in a le ...............................................76
Numerale co lle ttivo ............................................... 79

Frase sem plice. Frase formata da una


sola p roposizione............................................... 8 ,1 0 8

Num erale d is trib u tiv o ........................................... 79

Frase v o lit iv a ............................................................. 9

Numerale m o ltiplicativo .......................................78

Futuro. Tempo semplice del modo indicativo


del verbo...................................................................... 15

Numerale o rd in a le ................................................. 78

Futuro anteriore, tempo composto


del modo indicativo del verbo.................................. 15

Ortografia. la parte della grammatica che


descrive la corretta scrittura delle parole.

Num erale fra z io n a rio ............................................ 79

Numero del n o m e ...................................................43

Genere del n o m e ....................................................40

Parola com plessa (v. anche Polirematici....... 142

Gergo. Uso linguistico di un determinato gruppo


sociale come i militari, gli studenti, ecc............... 147

Parola com posta, una parola formata


dall'unione di due o pi parole.............................. 140

INDICE ANALITICO-GLOSSARIO

n e ............................................................. 87

P arola om onim a. una parola che uguale


ad un'altra per I suoni e la scrittura, ma che
ha significati e usi differenti...................................143

Pronome personale a t o n o ............................82 ,8 3

Parola polisem ica. una parola


'ch e ha pi di un significato.................................... 142

Pronom e possessivo .............................................92

Pronom e

Pronome personale to nico .......................... 8 2 ,8 3

Parola s tra n ie ra ....................................................143

Pronom e r e la t iv o ....................................................89

Participio, modo indefinito del v e rb o ................... 17

Pronom e

Passato. Tempo composto dei modi indicativo,


congiuntivo, condizionale, infinito, participio,
gerundio del verbo.......................... 1 4 ,1 5 ,1 6 ,1 7 ,1 8

Proposizione. Si chiam a proposizione ogni parte


della frase che si organizza attorno ad un verbo.
Si distinguono vari tipi di proposizione.

Passato prossim o. Tempo composto del modo


indicativo del verbo.................................................... 14

P roposizione coordinata. una proposizione


che si lega con un'altra stando sullo stesso
piano di autonomia o subordinazione............1 1 ,1 1 0

Passato rem oto. Tempo semplice del modo


indicativo del verbo.................................................... 14
Periodo ipo tetico. Frase complessa che contiene
una reggente detta apodosi e una frase
condizionale o ipotetica detta protasi. ................122
Persona del verbo ................................................. 18

Piacere, coniugazione del v e rb o ......................... 177


P lurale, formazione del plurale dei n o m i............. 43
P olirem atica o parola com plessa, un gruppo di
parole con un ordine fisso e un significato diverso
da quello che potrebbe derivare dalla somma
delle singole parole..................................................144

Potere, coniugazione del v e r b o .......................... 178


Predicato. In una frase lelemento che dice
qualcosa del soggetto. Il predicato pu essere
costituito d a un verbo predicativo o d a un verbo
copulativo insieme ad un nome o un aggettivo.......9
P refisso .................................................................. 138
Preposizione a rtic o la ta .........................................50
Preposizione im p rop ria ........................................50
Preposizione. Uso nei complementi in d ire tti......53
Presente. Tempo semplice di tutti
i modi del verbo...................... 1 3 .1 4 ,1 5 .1 6 ,1 7 ,1 8

s i .............................................................. 87

P roposizione dipendente o secondaria


o s ubordinata. qualsiasi tipo di proposizione non
autonoma in una frase complessa. Si distinguono
vari tipi di proposizione subordinata..............1 1 ,1 1 2
P roposizione incidentale. una frase inserita
aH'intemo di un'altra senza avere nessun legame
sintattico con essa...................................................131
P roposizione indipendente o principale
o reggente. la proposizione autonoma
in una frase complessa....................................1 1 ,1 0 8
P roposizione subordinata a g g iu n tiv a ............130
P roposizione subordinata a v v e rs a tiv a ...........129
P roposizione subordinata causale .................115
P roposizione subordinata c o m p a ra tiv a .........126
P roposizione subordinata c o n c e s s iv a ...........126
P roposizione subordinata c o n d iz io n a le .........122
P roposizione subordinata c o n s e c u tiv a ..........125
Proposizione subordinata e s c lu s iv a .............. 130
P roposizione subordinata fin a le ......................124
P roposizione subordinata interrogativa
in d ir e t ta .................................................................. 121
Proposizione subordinata lim it a tiv a .............. 129

Pronome allocutivo, un pronome che si usa


per rivolgersi direttamente a una o pi pe rson e.... 88

P roposizione subordinata m o d a le ..................127

Pronom e ci

86

P roposizione subordinata o g g e ttiv a .............. 117

Pronom e c om bina to

87

P roposizione subordinata r e la t iv a ..................120

Pronom e d im ostra tivo

94

P roposizione subordinata s o g g e ttiv a ............ 118

P ronom e esclam ativo


Pronom e in d efinito

.1 0 0
96

Pronom e Interrogativo
Pronom e lo

.........100
86

P roposizione subordinata te m p o ra le ............. 116


Protasi. la frase subordinata, introdotta
da se, in un periodo ipotetico.................................122
P u n te g g ia tu ra ....................................................... 168

INDICE ANALITICO-GLOSSARIO

Radice. la prim a parte di un nome o di un verbo


e contiene l'informazione relativa al significato.

Sapere, coniugazione del v e r b o ......................... 179


Scegliere, coniugazione del v e rb o ......................180
Segnale discorsivo. Si chiamano segnali
discorsivi quegli elementi che si usano soprattutto
nella lingua parlata. Sono segnali discorsivi:
le formule di saluto, quelle di apertura e chiusura
del discorso, quelle che servono per mantenere
aperta la comunicazione, i riempitivi, ecc............155
S e m ic o n s o n a n te .................................................. 164

Uscire coniugazione del verbo


Vedere coniugazione del verbo
Venire, coniugazione de! verte

'6 4
185
186

Verbo au silia re Verbo che si unisce agli altri


verbi per realizzarne i tempi composti ................21
Verbo cop ulativo. Verbo che ha un significato
generico e serve a collegare il soggetto
a un nome o a un aggettivo..................................... 20
Verbo dife ttiv o . Verbo al quale mancano
alcune form e............................................................... 39

Sentire, coniugazione del v e rb o ............................31

Verbo fraseologico. Verbo che si unisce ad un


altro verbo per esprimere un particolare aspetto
dell'azione....................................................................23

Sillaba. ununit fonetica che si realizza


con un'unica emissione di voce. la parte pi
piccola in cui si possono dividere le parole.........165

Verbo im personale. Verbo che si usa solo


nei modi indefiniti e alla 3a persona
dei modi finiti...............................................................39

Sintassi. la parte della grammatica che descrive


l'organizzazione delle parole nella frase e
l'organizzazione delle frasi nel periodo.

Verbo intra nsitivo . Verbo che non pu avere un


complemento diretto (o complemento og g e tto )... 20

Soggetto. In una frase ci di cui parla il predicato.


di solito un nome o un pronome ed il riferimento
pi importante del verbo..............................................9

Verbo pre dicativo. Verbo che ha un significato


compiuto e s p e c ific o ................................................ 20

S e m iv o c a le ............................................................ 164

Verbo irre g o la re ......................................................33

S uffisso .................................................................. 136

Verbo pronom inale. Verbo che si accompagna,


in tutte le forme, con un pronome
personale a to n o .........................................................38

Temere, coniugazione del v e rb o ............................30

Verbo re g o la re .........................................................28

Tempo com posto del verbo. un tempo


che realizza le forme delle varie persone
con due parole: unisce alle forme del verbo
ausiliare il participio passato............................. 1 3,21

Verbo servile . Verbo che indica una particolare


modalit (possibilit, volont, necessit)
del verbo che lo se g u e .............................................22

Stare, coniugazione del v e rb o .............................181

Tempo sem plice del verbo. un tempo che


realizza le forme delle varie persone con una
sola parola................................................................... 13

Tenere, coniugazione del v e rb o ...........................1 82


Tradurre, coniugazione del v e r b o ....................... 183
Trapassato. Tempo composto del modo
congiuntivo del verbo................................................. 16
Trapassato prossim o, Tempo composto
del modo indicativo del verbo.................................. 14
Trapassato rem oto, Tempo composto
del modo indicativo del verbo...................................15
Trigram m a. Gruppo di tre consonanti che
esprime un solo suono, come sch, sgh, ecc.......165
Troncam ento o apocope. la caduta
dell'ultimo elemento (vocale o sillaba)
di una parola composta da pi sillabe................. 167

Verbo tra nsitivo . Verbo che pu avere un


complemento diretto (o complemento oggetto) ... 20
Vocabolario di base

145

Vocale

159

Volere coniugazione cel verbo

187

= '; 4

I I- I~

X=^K H |

Q uest'opera si propone innanzitutto di aiutare


gli stran ieri ad appren d ere l'italiano
e si rivolge sia a studenti ch e frequen tan o
co rsi stru tturati di lingua, sia a chi,
com e molti m igranti, ha la n ecessit
di appren d ere la lingua attraverso
la com unicazione quotidiana.
P er questo motivo, la scelta
e la descrizion e dei fenom eni linguistici,
cos com e le spiegazioni gram m aticali,
sono state fatte in base a criteri di frequenza
e di utilit, avendo com e obiettivo di forn ire
quanto serve per p o ter com unicare in modo
efficace e con buona padronanza dell'italiano.