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Guastalla Po Bassa Ovest

GAZZETTA GIOVED 17 NOVEMBRE 2016

Firme fasulle, la Lega attacca la Procura


Brescello, il caso in Parlamento: Perch la lettera anonima non arriv alla Dda?. Grandinetti: Indagine solo su dei falsi
di Tiziano Soresina

LALTRO PROCESSO

BRESCELLO

C un processo che sta per diventare un caso politico, con


la Lega Nord che tramite
uninterrogazione parlamentare vuole chiarimenti sulloperato della Procura.
quanto si appreso ieri in
tribunale a Reggio a margine
delludienza preliminare chiusa dal gup Angela Baraldi con
il rinvio a giudizio di Catia Silva (ex consigliera comunale
della Lega Nord) ed altre quattro persone (tra cui lautenticatore delle firme ed alcuni amici e parenti) che sono accusati
di falso in atto pubblico relativamente alle firme raccolte
per la lista Brescello onesta
(con candidato sindaco la Silva) in corsa alle elezioni amministrative del 2014.
La contestazione del pm Stefania Pigozzi non riguarda la
veridicit delle firme, bens la
mancanza di un certificatore
al momento dellapposizione
delle sigle sui fogli, come previsto dalla norma. Allindice sono finite in tutto 15 delle 65 firme raccolte tra i militanti e i sostenitori della Lega confluiti
poi nella lista civica. Su tutta
questa vicenda entrer fra circa tre mesi un processo, ma in
tempi pi stretti verr presentata uninterrogazione parlamentare dal Carroccio su un
aspetto di questa storia.

Minacce alla leghista, in aula 25 testimoni

La leghista Catia Silva

Lavvocato Gianluca Vinci

Il procuratore Giorgio Grandinetti

Alla base vi una lettera anonima, firmata Gola Profonda e scritta con un pantografo, in cui si chiedeva di indagare sullo svolgimento delle operazioni di raccolta delle firme.
Quella lettera giunse per
posta in questura spiega
Gianluca Vinci nella duplice
veste di difensore e di esponente leghista ( il segretario

emiliano oltre che capogruppo in consiglio comunale a


Reggio) e la Digos chiese alla
procura di indagare per capire
chi avesse scritto quella missiva anonima. Lobiettivo era la
Silva, donna che lotta da anni
a Brescello contro la presenza
ndranghetista, le indagini di
Aemilia erano nel pieno, eppure quella lettera anonima non

venne mai girata alla Dda di


Bologna. Venne dato credito a
quel foglio anonimo, ma non
si fecero accertamenti su chi
poteva averlo scritto, non coinvolgendo lAntimafia. Perch
si agito cos da parte della
Procura di Reggio? Tramite
linterrogazione parlamentare
la Lega Nord vuole delle risposte scritte. Una presa di posi-

In tribunale a Reggio, nellaula


bunker, entrer nel vivo solo fra
tre mesi il processo che intende
fra luce su una vicenda che risale
al 2009, quando secondo
laccusa sostenuta dal pm
antimafia Marco Mescolini
l'esponente del Carroccio Catia
Silva era stata presa di mira da
Alfonso Diletto (poi imputato nel
maxiprocedimento Aemilia contro
la 'ndrangheta e gi condannato in
primo grado con rito abbreviato a
14 anni e 2 mesi di carcere), che
avrebbe agito nei confronti dell'ex
consigliera brescellese dopo che la
stessa aveva denunciato sulla
stampa il radicamento mafioso
nel paese di Peppone e don
Camillo. Alla sbarra, oltre a
Diletto, anche altri brescellesi di
origine calabrese, cio Salvatore
Grande Aracri (nipote di Nicolino
Grande Aracri), Girolamo e

Carmine Rondinelli (padre e figlio)


e Salvatore Frijio: il primo per
tentata violenza privata e gli altri
quattro per minacce in concorso.
Il tutto aggravato dall'aver
utilizzato la modalit mafiosa.
Ieri la Corte presieduta da Dario
De Luca, giudici a latere
Alessandra Cardarelli e Luca
Ramponi ha ammesso la
testimonianza di 25 persone, fra
cui gli imputati e la Silva che si
costituita parte civile tramite
lavvocato Gianluca Vinci. Le
intenzioni dei giudici sono quelle
di raccogliere le testimonianze
nella prossima udienza,
prevedendo al massimo una
seconda tappa per conclusioni e
sentenza. Siamo soddisfatti, a
sette anni dai fatti commenta
lavvocato Vinci finalmente
sintende velocizzare questa
vicenda giudiziaria. (t.s.)

zione del Carroccio linterrogazione parlamentare verr


presentata a breve a cui replica, interpellato dalla Gazzetta,
il procuratore capo Giorgio
Grandinetti: Prendo atto di
questa intenzione della Lega
Nord e quando ci verr richiesto dalla Procura generale risponderemo in modo puntuale sulle decisioni prese a suo

tempo. Ma cosa centra la Dda


in un procedimento in cui si
indagato sullautenticit delle
firme raccolte per una tornata
elettorale? E sinora laccusa si
rivelata fondata: stata dichiarata falsamente lautenticazione di alcune firme. E lindagine non si fatta sulla lettera anonima.

Razza notturna nei negozi dabbigliamento


Boretto: in soli tre minuti un colpo da varie decine di migliaia di euro da Twin Set, Ragno e Gardo
di Andrea Vaccari
BORETTO

Lo stabile dove sorgono i punti vendita svaligiati dai ladri

guastalla

Un colpo da decine di migliaia


di euro, compiuto nell'arco di
soli 3 minuti. quello che ha
permesso a una banda di malviventi di fuggire con un ingente bottino in abbigliamento,
nella notte tra marted e ieri,
all'interno di tre attivit commerciali di via Puglisi (la Ragno, la Twin Set e la Gardo),
nella stessa area in cui sorgono numerosi outlet, tra cui anche la Diffusione Tessile. I ladri hanno agito intorno alle 3
di notte, in quella che si rivelata un'azione fulminea e pianificata nei dettagli. La banda
sembra essere riuscita a entra-

re da un passaggio sul retro.


Con l'auto ha poi attraversato
un altro stretto cancello (come
testimonia la presenza, sul posto, di entrambi gli specchietti
laterali del mezzo, che sono rimasti distrutti) ed giunta davanti ai tre outlet, letteralmente presi d'assalto. In pochi
istanti i malviventi hanno forzato i portelloni a scatto e con
grande rapidit si sono dati da
fare. Dalle immagini riprese
dall'impianto di videosorveglianza della Ragno si sono viste diverse persone quattro o
cinque in tutto che hanno
agito a volto coperto e con delle torce sulla testa, in modo da
procedere a colpo sicuro nel
buio. Alla Ragno sono stati sot-

tratti diversi capi d'abbigliamento, in particolare in cachemire, mentre alla Gardo le attenzioni dei ladri si sono concentrate sulle giacche da uomo, che si trovano in fondo al
salone, all'interno del quale
hanno ignorato tutto il resto:
in tutto, ne sono sparite una
sessantina, oltre a due giacconi. Ma il colpo pi importante
stato messo a segno nell'outlet centrale, quello della Twin
Set, dove si vende abbigliamento da donna: il negozio
stato quasi del tutto svuotato,
con danni per decine di migliaia di euro. Poi, cos come sono
arrivati, i malviventi se ne sono andati, incuranti di aver fatto scattare l'allarme, che ha

RIPRODUZIONERISERVATA

immediatamente segnalato
l'intrusione a un istituto di vigilanza privato e ai carabinieri.
Ma le operazioni sono durate
in tutto solo 3 minuti ed dunque stato impossibile trovare i
ladri ancora nelle vicinanze. I
carabinieri della stazione di
Boretto indagano per furto aggravato e hanno esaminato i
filmati delle telecamere e stanno cercando di individuare elementi utili all'identificazione
degli autori del colpo. Con
ogni probabilit, prima di entrare in azione i ladri potrebbero aver visitato da clienti i vari
negozi, studiando con attenzione dove andare a colpire. Ieri mattina i responsabili dei vari outlet hanno proceduto con
l'inventario per capire quanta
merce fosse stata rubata, e per
quale valore. L'unico a rimanere chiuso stato quello di
Twin Set, a causa del grave ammanco registrato.

Polemica per gli alcolici ai minorenni

Infortunio sul lavoro


mentre era in corso
la riunione con lAusl Guastalla, un barista critica il sindaco: Venga lei dietro il bancone. Verona: La vendita vietata
GUASTALLA

GUASTALLA

Infortunio sul lavoro nel primo pomeriggio di ieri allo stabilimento di Pieve della Padana Tubi. Lincidente avvenuto nella stessa giornata in cui si
stava svolgendo una riunone
tra i referenti dellAusl e
lazienda.
Un operaio si infortunato
ed stato subito soccorso e
portato allospedale. Dai primi
accertamenti sembra che le
sue condizioni non siano gravi
tanto che il lavoratore dovrebbe essere stato dimesso nel tardo pomeriggio di ieri.
(s.a.)

L'intenzione del sindaco Camilla Verona di inviare una lettera agli esercenti per invitarli
a non somministrare o vendere alcolici ai minorenni ha sollevato, tra gli stessi commercianti e alcuni cittadini, un vespaio di polemiche. Ieri Riccardo Bernardelli, titolare del bar
Sport situato nel centro piscine (che ha gi subito diversi
furti) ha postato su Facebook
l'articolo della Gazzetta, al
quale sono seguiti vari commenti. Mi piacerebbe osservarti, dietro un bancone da so-

la, a negare una consumazione a 2-3-4 nomadi che si presentato con la loro solita educazione e grazia scrive Bernardelli . Il compito di un Comune sorvegliare, vigilare e
prendere provvedimenti, non
sindacare il lavoro altrui.
La risposta di Verona: Mi
spiace che si sia frainteso il
mio pensiero. Prima di tutto
non mi permetterei mai di
"sindacare il lavoro altrui", ne
ho abbastanza del mio. Io, tra i
diversi provvedimenti da prendere nei confronti di questi delinquenti, ho riportato le azioni da parte delle forze dell'ordi-

ne dell'amministrazione comunale e ho ricordato anche


che vietato vendere alcolici
ai minorenni, e questo per legge (non lo dice la sottoscritta).
Sono convinta che questi fenomeni gravi devono vedere la
collaborazione di tutti, ognuno per la propria parte. Nessuno si deve tirare indietro. Il
codice penale vieta somministrazione e vendita di alcolici
gi ai minori di 16 anni e prevede sanzioni per i trasgressori fino a 1.000 euro di ammenda e
l'arresto fino a un anno. Dei
due aggressori ubriachi protagonisti dell'episodio di vener-

d scorso, uno era maggiorenne, ma il fratello era minorenne. Alle polemiche su Facebook si aggiunta l'ulteriore
replica di Vincenzo Iafrate,
consigliere comunale del gruppo Per Guastalla, che ha mal
digerito l'accusa formulata dal
sindaco Verona di essere populista. Lo stesso Iafrate ipotizza disturbi di memoria a
breve termine. Se cos non fosse, si ricorderebbe delle mie
battaglie a favore della municipale fuori dallUnione, la sua
uscita durante il mandato dell'
ex sindaco Benaglia e tutta la
mia contrariet per il suo rien-

tro. Non di meno avrebbe in


memoria le richieste per limpiego capillare delle telecamere di sorveglianza, lavoro gi
iniziato con la precedente amministrazione. Penso che laccusa di essere in populista
che cavalca il momento sia
completamente fuori dalla realt. Piuttosto, sindaco Verona, risponda lei come amministrazione con dati e proposte
concrete sul da farsi in questa
Guastalla profondamente colpita dagli eventi trascorsi. I
miei obiettivi per il Comune
sono quelli di pi pattuglie e
pi telecamere.
(m.p.)