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Universit degli Studi di Padova

Scuola di Dottorato in Scienze Linguistiche, Filologiche e Letterarie


Seminario di ricerca

18 Novembre 2011

Asimmetrie nella sintassi dei casi in latino: tra teoria e didattica


Guido Cavallo
guido.cavallo@studenti.unipd.it
MANF. O buttati indarno i miei dictati ()! Buttati dico, incassum cum sit, ch a tempo e loco,
eroum servata ratione, servirtene non sai. Mentre il tuo preceptore, con quel celeberrimo apud
omnes, etiam barbaras, nationes, idioma latino ti sciscita; tu etiam dum persistendo nel
commercio bestiis similitudinario del volgo ignaro, abdicaris a theatro litterarum, dandomi
responso composto di verbi, quali dalla baila et obstetrice in incunabilis hai suscepti () (G.
Bruno, Candelaio, I, 5)

1. Una breve premessa: linguistica e didattica del latino.


Largomento illustrato in questa presentazione nato dalla riconsiderazione di alcuni capitoli della
grammatica latina scolastica, quelli che vanno sotto la denominazione comune di sintassi dei casi.
La sintassi dei casi , ancora oggi, uno dei punti deboli nellinsegnamento del latino nella scuola secondaria.
-

tassonomica: propone soprattutto elenchi di strutture verbali, limitandosi allanalisi contrastiva con
litaliano in una dimensione quantitativa.
ricorsiva e antieconomica: gli argomenti, scanditi sulla base di una classificazione per caso
morfologico, si ripetono senza alcuna successione logica, ignorando completamente i principi
fondamentali della linguistica moderna.
trascura del tutto le categorie sintattiche di appartenenza di determinati fenomeni: accosta il genitivo
possessivo a quello soggettivo, pone sullo stesso piano il doppio accusativo delle SC e quello
dei verbi ditransitivi.
discontinua nella scelta dei parametri di classificazione: oscilla tra una categorizzazione dei
fenomeni su base morfosintattica (il doppio accusativo) e su base semantica (laccusativo
delloggetto interno).
costringe ad uno sforzo mnemonico immotivato, trascurando del tutto i principi di organizzazione
che sono alla base della formazione di un buon metodo di memorizzazione a lungo termine.

I fenomeni classificati nei capitoli della sintassi dei casi possono essere analizzati su differenti piani
categoriali: alcuni di essi sono di pertinenza della struttura di DP (come avviene per i genitivi soggettivi e
oggettivi, per il genitivo di materia e di possesso, per laccusativo alla greca, e cos via), altri della
struttura di AP (Dativo retto da aggettivi), altri, in maggior numero, di pertinenza della struttura di VP.
Quali vantaggi consente un approccio teorico che tenga conto delle conquiste della linguistica
contemporanea?
-

motivare i fatti linguistici lo strumento pi diretto per il raggiungimento degli obiettivi (specifici e
generali) perseguiti dalla disciplina
la comprensione favorisce la memorizzazione ed aumenta la consapevolezza dellanalisi linguistica,
agevolando, in particolare, operazioni di transfer anche molto complesse.

Alcuni presupposti per una ridefinizione della didattica del VP in chiave teorica
-

Lineamenti della teoria tematica


Lassegnazione di Caso e i connessi fenomeni sintattici
1

Livelli inferiori alla s-syntax e relazioni semantiche tra il verbo e gli argomenti

Questi tre presupposti fondamentali sono imprescindibili per un corretto inquadramento dei fenomeni
linguistici connessi alla struttura del VP.
Alcuni argomenti gi delineati secondo il modello della sintassi formale (Penello, 2006).
-

Relazioni sintattiche e semantiche nellassegnazione del Caso Nominativo


Assegnazione di Caso e fenomeni di sollevamento
Soggetto sintattico, soggetto semantico e soggetto pragmatico

Un problema di grande interesse quello che riguarda il concetto di transitivit del verbo in latino. La
sintassi dei casi dei manuali scolastici non discrimina tra i diversi tipi di Accusativo assegnati dal verbo,
adottando, per converso, la generica definizione di oggetto sintattico, una categoria piuttosto ampia ed
eterogenea, che parrebbe suppore unonnipresente simmetria.
Come dimostra lanalisi sintattica del VP, in latino lAccusativo un Caso semanticamente complesso, che
difficilmente potremmo identificare come semplice caso delloggetto, senza far ricorso alla teoria tematica
e alle sue conseguenze sulla sintassi.
Nel corso della presentazione toccheremo i seguenti punti, al fine di chiarire quanto premesso:
-

Problemi connessi allassegnazione dellAccusativo in latino


Interpretazione e spiegazione dei dati in letteratura
Proposte di lavoro e possibili sviluppi
Il contributo della teoria linguistica
Ricadute sul piano della didattica

2. Idee di Accusativo
Citiamo qui tre approcci differenti allanalisi dellAccusativo latino. Essi risolvono in modi diversi il
problema del significato da attribuire al Caso e, di conseguenza, operano scelte precise sul valore da
riconoscere ai suoi usi. E notevole, nei tre approcci, loscillazione tra la volont di attribuire allAccusativo
un significato tale da giustificarne i differenti impieghi, e quella di ridurre la tassonomia tipica della
categorizzazione di impianto scolastico tradizionale.
Hoffman (1965)
-

lAccusativo latino nasce dalla fusione di due differenti casi originari; pertanto inutile tentare una
distinzione precisa dei suoi significati sulla base degli usi nel latino di epoca storica. E sufficiente
distinguere tra un Accusativo di direzione e un Accusativo delloggetto sintattico.

I confini delle categorie tradizionali sono spesso incerti: ad esempio, lAccusativo delloggetto interno
viene distinto da quello delloggetto esterno piuttosto a partire dal significato del V che in base al valore
semantico del caso in s.

Il problema della transitivizzazione va posto in termini diacronici: lassegnazione dellAccusativo


viene mutuata da strutture particolarmente produttive e, diviene, col passare dei secoli, fenomeno
diffuso nella lingua latina.

Touratier (1994)
-

Non e possibile riferire alla transitivit un significato peculiare; essa consiste, infatti, semplicemente
nella presenza di un argomento che funge da completamento del verbo: allNP in tale posizione il latino
2

assegna, nella gran parte dei casi, lAccusativo. Le differenze riscontrabili a tal riguardo nel confronto
tra differenti lingue sono da addebitare ad una questione puramente morfologica e non riguardano il
senso o la concezione delle cose.
-

La transitivit pu essere definita sulla base della prova sintattica pi direttamente ad essa collegata: la
possibilit di passivizzazione1.

Serbat (1996)
-

Non bisogna rinunciare al tentativo di assegnare allAccusativo un valore semantico specifico: la


pluralit degli usi del caso non in contraddizione con la ricerca di un suo valore univoco.

LAccusativo il caso di un termine secondo messo in relazione con un termine primo. Non corretto
affermare che il complemento allAccusativo sia in rapporto di subordinazione rispetto al primo
termine: Agente e Paziente non sono gli unici ruoli che possono essere assegnati ai DP di un verbo
transitivo.

Lassegnazione dellAccusativo segnala unoperazione astratta; il costituente allAccusativo


considerato dal parlante come coincidente del tutto o in parte col verbo. La marca di Accusativo
richiama su 2 (generalmente un DP) parte o tutto di 1 (il verbo).

Un oggetto interno pu essere distinto da un oggetto esterno sulla base di considerazioni puramente
semantiche; i loro comportamenti sintattici non sono, infatti, differenti.

Lidea stessa di un oggetto esterno fuorviante: induce ad ammettere una eterogeneit illimitata per
loggetto, mentre tra 1 e 2 vi , in ogni caso, una zona di interferenza semantica. Il concetto di
esterno, infatti, presuppone la tradizionale idea che lAccusativo sia retto, che sia argomento
obbligatorio di un verbo; e, se cos fosse, non si darebbero casi di VP mancanti di un argomento. E,
invece, proprio dalloggetto che si origina lazione: la relazione esistente tra 1 e 2 parte dal basso.

Date queste premesse teoriche che identificano chiaramente i punti maggiormente dibattuti
sullAccusativo latino -, preferibile spostare la nostra attenzione su un caso concreto. Lobiettivo generale
(quello di proporre un link tra la teoria linguistica e la didattica del latino) pu essere ben discusso a partire
da una classe mista (Leumann, 1977), quella dei verbi in -o, appartenenti alla seconda coniugazione.
Le seguenti considerazioni travalicano, per forza di cose, il gruppo di verbi preso in esame, poich il
fenomeno dellasimmetria Accusativo/Passivo (ossia la resistenza alla formazione della frase passiva
nonostante lassegnazione, nel VP, del Caso Accusativo ad un DP in posizione di complemento) riguarda un
buon numero di verbi latini delle altre coniugazioni (ai quali si far riferimento per motivi di semantica). La
scelta dei verbi in -o dipende, invece, da alcuni motivi di interesse didattico. Essi, infatti (i) consentono
proficue considerazioni riguardanti la semantica del verbo, soprattutto in relazione alla sua struttura
argomentale, (ii) mostrano chiaramente (in quanto insieme relativamente limitato) come i verbi siano
classificabili sintatticamente in base allaspetto, (iii) presentano uninteressante omogeneit per quel che
riguarda il problema dellasimmetria del quale ci occupiamo.

Il criterio della passivizzazione induce T. ad attribuire la stessa natura allAccusativo assegnato ai due DP dei verbi ditransitivi. Se, infatti
argomenta lautore -, con verbi come docere di norma assegnato, al passivo, il Nominativo al DP che indica lentit animata come in
(1) ab his docebantur
in altri casi, il DP che indica lentit inanimata a divenire soggetto del verbo al passivo
(2) quod me hercule in primis te celatum volebam
LAccusativo assegnato ai due argomenti del verbo , pertanto, lo stesso Accusativo.

3. Sui verbi in -o
La classificazione di Leumann (1977)
-

Radicali in : la vocale lunga parte della base verbale (come fleo, pleo, aveo)
Causativi ed intensivi con ampliamento in : sono identificabili a partire da coppie minime con
gradazione vocalica nella base (come mordeo, moneo).
Stativi e durativi con ampliamento in (come video, maereo, gaudeo)
Denominali che aggiungono il morfema ad una base nominale (come floreo, albeo)

La classificazione di Leumann suggerisce una partizione dei verbi in -o in classi morfologiche ben definite
con evidenti implicazioni semantiche.
-

Alcuni verbi in -o sono caratterizati da un tratto causativo o intensivo, che li differenzia da usi
complementari delle stesse basi (verbali o nominali) prive del morfema e caratterizzate da
differente gradazione vocalica: moneo si oppone a memini, doceo a deceo, noceo a nex; per quel che
riguarda gli intensivi, spondeo e torqueo vanno confrontati col greco antico e .

Altri verbi con ampliamento in sono classificati come stativi (ad esempio video) o durativi (come
careo, squaleo, ecc.). Alcuni di essi hanno struttura transitiva, mentre altri sono inergativi. Un folto
gruppo di questi verbi ha la caratteristica di indicare uno stato delle cose. Tali verbi, se riferiti ad
esseri umani, designano primariamente uno stato fisico e, conseguentemente, lo stato psicologico che
vi si connette. Dal punto di vista morfologico si caratterizzano per la presenza di un paradigma molto
ampio, in cui rientrano laggettivo in idus, il sostantivo in or, lincoativo in e-scere 2 , il
causativo in e-facio.

I verbi denominali indicano, come naturale, una qualit del soggetto o un suo stato in un
determinato lasso di tempo. Il loro sviluppo dovuto allinfluenza dei verbi stativi in -o, sul cui
modello, a partire da radici non verbali, essi si sono formati. La loro derivazione pi frequente da
aggettivi di vario tipo (indicanti colore, ad esempio, o altre caratteristiche fisiche di un oggetto) o da
sostantivi con referente umano.

Lanalisi dei verbi maggiormente attestati permette, in definitiva, alcune considerazioni utili per affrontare il
problema della loro struttura sintattica. Riprenderemo in seguito, pi nel dettaglio, la serie di caratteristiche
dei verbi di questo gruppo; per ora notiamo solo che i verbi in -o sono per lo pi orientati sul soggetto;
infatti
-

durativi e stativi (denominali o meno), indicano, in gran parte, una particolare qualit del soggetto,
una sua percezione, un suo comportamento o un suo stato transitorio/permanente: albeo, areo,
langueo, ferveo, sordeo, squaleo, turgeo, rigeo, rubeo, taceo, doleo, horreo ecc.
meno spesso indicano un processo materiale, in cui allargomento esterno sia attribuibile il ruolo di
puro Agente. In simili casi, il VP assegna regolarmente lAccusativo alloggetto, che ha il ruolo
tematico di Paziente. Anche la formazione del passivo regolare. Appartengono a questo gruppo:
torreo, misceo, moveo, tondeo, mulgeo, ecc. (di noceo diremo in seguito).

4. Presentazione dei dati


I verbi in -o illustrano molto bene il problema dellassegnazione dellAccusativo in latino.

Dal punto di vista semantico, il suffisso in e-scere, generalmente classificato come incoativo pu indicare: la progressione di uno stato
(senescere, nigrescere, flammescere); il presentarsi repentino di uno stato primariamente fisico e, secondariamente, psicologico (horrescere,
erubescere); uno stato del soggetto correlato ad una qualit fisica, con sfumatura causativa (florescere, silvescere) Leumann (1977).

Distinguo, qui, due gruppi di verbi, che scelgo di isolare come esempi probanti del problema
dellasimmetria, soprattutto allo scopo di trarre conclusioni che possano valere sul piano didattico3. Essi
presentano asimmetria nella formazione della frase passiva per motivi superficialmente simili, ma riferibili a
strutture profonde differenti.
4.1 Gruppo A
1. Alcuni verbi assegnano Accusativo opzionale, in luogo di un altro Caso, lAblativo/Genitivo o il Dativo4.
Si tratta di unopzione circoscritta nel tempo (per lo pi attestata in epoca molto antica o tarda), ma
interessante per quel che riguarda le ipotesi sulla struttura di VP. La relativa esiguit dei dati non impedisce,
infatti, di inquadrare con precisione la natura dellAccusativo da essi assegnato. Nonostante lassegnazione
dellAccusativo sia, in questi casi, un fatto limitato, infatti
-

lesistenza di rare forme di passivo testimonia un uso effettivo dellAccusativo.


lo studio delle parallele strutture di questi verbi indica con chiarezza che in latino non vi era un solo
tipo di Accusativo sintattico.
Il giudizio dei grammatici antichi era gi negativo per quel che riguarda la possibilit di
passivizzazione

In concreto, lillustrazione di questi verbi varr pi da confronto con quelli del gruppo successivo: ha, cio,
lo scopo di problematizzare, pi che di dare delle spiegazioni.
(1) a. viro suo caruit (PLAUT. Stic. 3)
ha dovuto fare ameno di suo marito
b. non ego illam caream (TER., Eun. 223)
non potrei fare a meno di lei
(2) a. invidisse vestrae laudi videretur (CIC. Verr. II 1, 4)
paresse invidioso della vostra lode
b. ede nefas, quod mirer ego invidantque sorores (STAT. Theb. 8, 68)
compi un prodigio che io ammiri e per cui provino invidia le sorelle
Sia per il verbo in (1) che per quello in (2) il Caso assegnato di norma differente dallAccusativo; carere
assegna lAblativo, mentre invidere assegna il Dativo. Il DP in posizione argomentale pu ricevere, tuttavia,
anche lAccusativo, senza apparenti variazioni di significato (i dati come diremo tra breve necessitano di
una collocazione precisa sullasse del tempo, poich la sensibilit alla variazione nelluso del Caso un fatto
particolarmente discontinuo se analizzato in diacronia).
Verbi che mostrano questo fenomeno hanno un comportamento sintattico sufficientemente omogeneo e
consentono, pertanto, alcune generalizzazioni:

Non trovano posto in questa presentazione i verbi ditransitivi, come doceo e quelli a tre argomenti, come suadeo (che si trova in una struttura
transitiva a due argomenti molto di rado). Escludo, inoltre, per ragioni di classificazione, alcuni verbi che presentano asimmetria nella
formazione del passivo, ma non rientrano nei due gruppi qui formati: calleo, emineo, lateo, luceo, maneo, oleo, prandeo. Le ragioni
dellasimmetria nella formazione del passivo sono, per questi verbi, probabilmente di natura diversa. Prandeo verbo che indica un processo
materiale (lunico della serie); luceo, emineo, maneo e lateo parrebbero rientrare nellambito di unalternanza intransitivo/causativo che merita
altro approfondimento. Escludo, per ora, anche i verbi impersonali, come pudet; ma, si vedr, serviranno da riferimento in seguito.
4
Non si tratta di una definizione priva di rischi. Stabilire quale sia il Caso originario uno dei tentativi classici della storia della lingua latina.
Nei casi qui riportati, il parametro che consente di definire lAccusativo Caso opzionale soprattutto quello della frequenza (lAccusativo
molto pi raro, con questi verbi, del Dativo o dellAblativo); a ci si aggiunga lidea secondo la quale il Dativo sarebbe in certi verbi, il caso
originario, gi supposto in Osco-umbro (Hoffmann, 1965). Completano il quadro considerazioni di tipo semantico, che possono essere fatte
anche sulla scorta del paragone con altri verbi di significato simile a quelli di cui si parla: cos lAblativo ha una funzione di privazione con
careo ed egeo; il Dativo ha una funzione di svantaggio nel latino di epoca storica sino alla Trada Antichit, il che ben si addice alla sua
attestazione con verbi come invideo e noceo; Anche il caso di abstineo sufficientemente chiaro, visto che il preverbo determina, come si dir in
seguito, lassegnazione dellAblativo.

in presenza di Accusativo, la formazione del passivo rarissima, e limitata in gran parte, ad autori
postclassici e alla lingua poetica.

lassegnazione dellAccusativo non comporta n significa uno slittamento semantico; ragionevole


pensare che restino sostanzialmente invariate le caratteristiche della struttura di VP.

luso del verbo con DP allAccusativo convive con luso della forma impersonale, per lo pi con
argomento espresso (ma mai al Caso Accusativo). Allesempio in (2a) si affianca, pertanto (3), mentre
del tutto inattesa una formazione del tipo di (4), che, infatti, non trova alcuna attestazione
(3) Video autem quam miser sit, si is cui invidetur et invidet (SEN. Ep., 84, 11)
Vedo dunque quanto sia infelice chi non solo invidiato, ma invidia
(4) Video autem quam miser sit, si is quem invidetur et invidet5

2. I verbi che rientrano in questo gruppo hanno spesso pi strutture argomentali. In tali casi, si osserva
unasimmetria sistematica nella formazione della frase passiva. Se lAccusativo adoperato opzionalmente
rispetto ad un originario Caso Inerente - come nei casi citati - la frase passiva di norma evitata; se
lAccusativo adoperato come Caso di base, in una struttura argomentale transitiva, la passivizzazione
accettata. Lasimmetria dovuta al significato del verbo, differente nelle due strutture possibili, i cui riflessi
sono evidentemente presenti nella griglia dei ruoli tematici. Per esempio:
Indulgeo attestato in forma autenticamente transitiva solo a partire dal I secolo e con regolare
passivizzazione. Invideo rientra nella stessa tipologia (una forma transitiva biargomentale attestata con
certezza da Cicerone in poi) e si trova adoperato col Dativo sin da Plauto (parallelamente a noceo, con
valore di svantaggio): esempi per questo verbo saranno citati in seguito. Alcuni esempi da indulgeo:
Indulgeo
a. A due argomenti: indulgere a/essere favorevole a DP Dativo/Accusativo
b. A tre argomenti: concedere qualcosa a qualcuno DP (Tema) Accusativo DP (Beneficiario)
Dativo
Luso del verbo con due argomenti esemplificato in (7)
(5) iram indulges nimis (LVCIL. 900)
cedi troppo allira
(6) (8) mostrano esempi delluso a tre argomenti, con regolare formazione del passivo
(6) ut damnatis liberum mortis arbitrium indulgeatis. (SVET. Dom. 11, 3)
che concediate ai condannati libera scelta del tipo di morte
(7) Ceterum observare debet is, qui vult arbitrum petere, ut statim petat, antequam ex iure exeat; sero
enim petentibus non indulgetur. (GAIUS, Inst., 4, 164)
Chi vuol chiedere un arbitro, deve fare attenzione a chiederlo subito, prima che si esca dalla causa;
a chi lo chiede tardi, infatti, non viene concesso
(8) nam, quae sunt ab aliis instituta, sint licet sapienter indulta, brevia tamen et infirma sunt (PLIN,
Epist., 108, 2)
infatti, le cose decise da altri, anche se sono state concesse a ragion veduta, sono tuttavia di breve
durata e deboli
5

Il noto problema, che torner in seguito, quello dellidentit della forma impersonale. Sulla possibile assegnazione dellAccusativo ci sono
pareri differenti Calboli (1990). E indubbio, comunque, che, in epoca antica, limpersonale con Accusativo sia attestato in Plauto.

Abstineo
a. A due argomenti: astenersi da DP Ablativo/Accusativo
b. A tre argomenti: tenere qualcuno/qualcosa lontano da qualcuno/qualcosa DP (Tema)
Accusativo PP
Abstineo si trova attestato con DP al Caso Ablativo sin dal periodo pi antico, nel significato tenersi
lontano/astenersi da, con assegnazione rara e circoscritta dellAccusativo; luso in forma transitiva, nel
significato di tenere qualcosa lontano da attestato solo a partire dal periodo classico in unione con
complemento non pronominale. In (9) ritroviamo lasimmetria di cui abbiamo parlato sopra, tipica della
struttura a due argomenti.
(9) a. abstine iam sermonem de istis rebus (PLAUT., Most. 897)
trattieniti da un discorso su simili argomenti
b. abstine maledictis (PLAUT, Rud. 1108)
tieniti lontano dalle maldicenze
c. sermo abstinetur de istits rebus
In (10) esemplificata la struttura a tre argomenti, con passivo regolare.
(10)
a. ut eorum populorum finibus vim abstinerent. (LIV. 8, 19, 3)
che tenessero lontana ogni azione violenta dalle terre dei loro popoli
b. si vino ipsa cibisque acrioribus abstineatur. (PLIN. nat. 28, 72)
qualora essa sia tenuta lontana dai cibi pi aspri6
3. Alcuni verbi si trovano attestati con pronome neutro allAccusativo e, raramente, con NP in posizione
argomentale. La frequenza di questuso , probabilmente, dovuta alla possibilit che il verbo selezioni un CP
in posizione di oggetto, circostanza del tutto coerente con la frequente attestazione di completive (con ut)
o infiniti epesegetici. E probabile che lassegnazione dellAccusativo sia passata a un DP per il tramite del
sostituente: invideo, che pu assegnare Accusativo da Accio, si trova per lo pi attestato, in quel periodo,
con pronome neutro, parallelamente a studeo e ad aveo. Invideo e studeo, sulla scorta della sostituzione del
CP mediante pronome neutro passano progressivamente alla selezione di un DP e, infine, ad una struttura
transitiva a tre argomenti con passivizzazione regolare (ma con significato differente da quello
biargomentale). Per tutti questi verbi ragionevole pensare ad uninfluenza di altri verbi produttivi, con
conseguente calco della struttura transitiva7.

Mentre in (10) chiara la struttura a tre argomenti del VP, con possibilit (piuttosto frequente sin dal I secolo) di passivizzazione, gli esempi in
(9) meritano una precisazione ulteriore. Abstineo si trova attestato in due forme, nel significato astenersi da, gi nei testi pi antichi: la prima
non prevede laggiunta del pronome e assegna, di regola, lAblativo al DP complemento; la seconda, nella forma se abstinere, utilizza il
pronome in posizione argomentale e assegna ugualmente lAblativo al DP in posizione di complemento indiretto. La forma V + PP (sia in un
caso che nellaltro) compare solo dal I sec., quando verosimilmente il processo di opacizzazione del preverbo giunto a compimento. Sarebbe
possibile interpretare (9a) nel significato: tieni lontano il discorso su questi argomenti, il che comporterebbe lo slittamento del significato su
quello degli esempi in (10), con la differenza che in (9a) avremmo un argomento non espresso. Linterpretazione che abbiamo dato sopra,
tuttavia, sembra pi probabile, per due motivi: (i) non esistono esempi certi di una struttura a tre argomenti del verbo in cui lAccusativo sia
assegnato ad un sostantivo prima del I secolo (lunico esempio attestato quello dellespressione manum abstinere, forse responsabile del
passaggio alla struttura a tre argomenti); (ii) sin da Plauto gi abbondantemente attestata, come si diceva, una forma con significato riflessivo
priva di pronome. Se le cose stanno cos, lesempio in (9a) pu davvero essere messo a contrasto con quello in (9c) e rientrare appieno nel
quadro delineato (se le cose non stessero cos, invece, (9c) sarebbe del tutto accettabile, nonostante la mancanza attestazioni).
7
Non escluso che tale processo sia da riconoscere anche in abstineo, stavolta con un passaggio pi complesso: dal verbo con preverbo
incorporato privo di pronome riflessivo, al verbo con pronome riflessivo espresso (verosimilmente ridondante), al verbo con NP in posizione di
complemento.

Invideo
a. A due argomenti: odiare/invidiare qualcuno/qualcosa DP Dativo/Accusativo (raro)
b. A tre argomenti: invidiare qualcosa a qualcuno DP1 (Tema) Accusativo DP2 Dativo
Invideo verbo problematico. Nella struttura a due argomenti assegna nella grandissima maggioranza dei
casi, il Dativo (di svantaggio?); lAccusativo raro e limitato al pronome neutro (sostituente di CP) fino
allepoca classica. La comparsa di un secondo argomento, determina una differente assegnazione di Caso,
per via della variazione (qui forse un ampliamento) della griglia tematica.
(11)
a. invidere omnes mihi, mordere clanculum. (TER. Eun. 410)
tutti mi invidiavano, mi odiavano di nascosto
b. id quod multi invidant multique expetant (ACC. trag. 215)
ci che molti invidino e molti desiderino
c. nullus est, quoi non invidant rem secundam optingere. (PLAVT. Bacch. 543)
non vi nessuno a cui non invidino il verificarsi di un evento favorevole
d. iam pridem nobis caeli te regia, Caesar, invidet. (VERG. georg. 1, 504)
gi da tempo la reggia del cielo, o Cesare, ti invidia a noi
e. quid mihi nunc invideri potest? (CIC., fam., 9, 16, 5)
Che cosa mi si pu invidiare?
In (11) illustrata la gamma delle strutture possibili: (11a) e (11c) sono frasi complesse; (11b) mostra
lassegnazione dellAccusativo al pronome neutro; (11d) illustra luso a tre argomenti. E interessante notare
come anche la forma passiva in (11e) sia attestata con luso del pronome neutro (e cos anche altrove, in
Cicerone), cui fa per da sostegno la struttura con complemento nominale in (11d). Per lo stesso verbo
possibile citare anche la seguente coppia di frasi, che mostrano la possibilit di una struttura a tre argomenti
esemplata sul modello di negare, attestata dapprima in poesia e poi, a partire dal II secolo, in prosa, anche al
passivo.
(12) Fors nostris invidit questibus aures. (CATVLL. 64, 170)
La sorte ha negato le orecchie ai nostri lamenti
(13) altera nobis invidetur corona. (AMBR. virg. 2, 4, 24)
Ci viene negata una seconda corona
Per studeo interessante lesempio seguente
(14) virtutes eas doceri et studeri posse arbitrabatur (APUL. Pl., 2. 9.)
Si pensava che quelle virt potessero essere insegnate e potessero essere studiate
che mostra un uso del verbo in struttura biargomentale al passivo, in cui il significato ormai quello di
studiare, passato poi alle lingue romanze. In precedenza (ossia prima del II secolo), vale la relazione
illustrata sopra, per la quale si rimanda ad Hoffmann (1965). Nel quadro delineato, si comporta
diversamente aveo, che sembrerebbe non subire il passaggio dalla selezione del pronome neutro a quella del
sostantivo:
(15) parto quod avebas. (HOR. sat. 1, 1, 94)
ottenuto quello che desideravi

(16) cum videre nuntium averet. (LIV. 33, 32, 8)


desiderando vedere il messo
(17) cum nuntium averet
desiderando un messo
4. Alcuni verbi si trovano attestati con DP allAccusativo nel latino tardo (o arcaico), con eventuale
possibilit di passivizzazione solo a partire dal II secolo. Rientrano in questo gruppo careo, egeo e indigeo,
cos come noceo. Questi verbi hanno tutti la comune caratteristica di non essere attestati in altra struttura
differente da quella biargomentale, nonostante ne sia possibile luso assoluto col solo argomento esterno
concordato8.
Prime conclusioni
Nei verbi del gruppo A, lasimmetria nella passivizzazione mostra con sufficiente chiarezza la differenza di
status tra gli Accusativi assegnati, il secondo dei quali (successivo in ordine di tempo) concepito
effettivamente come caso delloggetto diretto9.
La struttura del VP, nel caso di assegnazione di un Accusativo al DP argomentale, asimmetrica, perch
non consente di norma la trasformazione della frase da attiva in passiva.
Luso del passivo quando attestato considerato gi dai grammatici antichi poetico e indica,
comunque, uno scarto dalla norma. Si trova, inoltre, molto di rado, generalmente non prima del periodo
postclassico. Sono esempi delluso passivo di tali verbi le frasi seguenti:
(18) larix ab carie aut tienea non nocetur (VITR., 2, 9, 14)
il larice non subisce danno dalla muffa o dal tarlo del legno
(19) natura vesicae nervosa iudicatur, quae sub ingenti perfrictione aut frigore ab humore venenoso
et mordaci nocetur. (CASS. FEL., de med., 46)
la natura della vescica giudicata nervosa, perch in condizioni di freddo eccessivo le nuoce il
liquido velenoso e corrosivo
(20) quando animus eorum interstitione aliqua negotiorum data laxari indulgerique potuisset (GELL.,
praef., 1)
nei momenti in cui il loro animo, concessa una pausa dalle occupazioni, potesse essere liberato
e ricevere un po di clemenza
(21) ego cur, adquirere pauca si possum, invideor? (HOR. ars 56)
perch sono guardato male se posso procurare pochi doni?
(21) frase gi discussa dai grammatici latini di epoca postclassica. Cito ad esempio: (AVG. gramm. V 512,
17) in hac coniugatione secunda sunt multa, quae non admittunt r litteram in prima persona ; sic
invideo, es, quamquam Horatius poeta invideor dixit, sed hoc nova usurpatione. (19) rientra nel discorso
a cui si accennava di sopra, trattandosi di unattestazione molto tarda. Gli esempi di Gellio e di Vitruvio, che
appaiono isolati, inducono invece ad ulteriori riflessioni. In primo luogo, (18) adopera il verbo noceo per
designare un processo di tipo fisico, fattore che prevede, in genere, lassegnazione del ruolo di Paziente
alloggetto sintattico. In ogni caso, posto che di passivizzazione, per questi verbi, si parla assai di rado
(soprattutto se si opera un confronto statistico con verbi regolarmente e originariamente transitivi), gli
esempi in (18) (21) mostrano una possibilit non trascurabile, che va considerata come una tappa
8

In particolare: noceo assegna nella maggioranza dei caso il Dativo; careo assegna quasi sempre lAblativo e, in casi estremamente rari, il
Genitivo; egeo e indigeo assegnano con maggior frequenza lAblativo e, pi spesso di careo, il Genitivo
9
Un ulteriore esempio che non presenta particolarit nella formazione del passivo quello del verbo caveo: nel significato di evitare,
respingere assegna Accusativo (e pi raramente Ablativo o Dativo); nel significato di curare/ favorire si trova col Dativo (come faveo) e con
lAccusativo solo in epoca molto tarda

significativa del percorso che porta, dopo il I secolo, alla diffusione dellAccusativo delloggetto diretto, con
formazione frequente della frase passiva, anche in casi non contemplati nel latino classico.
4.2 Gruppo B: Verba affectuum
I verbi inseriti in questo gruppo lasciano molte questioni aperte. Mi limiter alla proposta di alcune ipotesi
di lavoro.
Dal punto di vista sintattico, tali verbi mostrano le seguenti strutture possibili:
-

una struttura ad un solo argomento esterno in cui il verbo intransitivo e significa uno stato del
soggetto, una sua caratteristica intrinseca o un suo comportamento in un periodo di tempo prolungato.
una struttura a due argomenti di significato simile in cui viene assegnato lAccusativo ad un DP in
posizione di complemento.

Non vale, per questi verbi, la corrispondenza osservata in quelli del gruppo A: lAccusativo non mai
assegnato opzionalmente ad un argomento del verbo. Il rapporto tra il verbo e il complemento che riceve
lAccusativo , peraltro, di difficile definizione (come tipico dei verbi psicologici).
Di questi verbi si in parte occupato Oniga (2004), da cui linteressante intuizione secondo cui
lAccusativo assegnato dal loro VP al DP complemento sia Inerente e non Strutturale, come dimostrato dal
test della passivizzazione.
Lelenco seguente composto da verbi in -o che mostrano lasimmetria tra assegnazione dellAccusativo
formazione della frase passiva.
(22)
- Doleo provare dolore/soffrire; con Acc. essere addolorato per qualcosa
- Gaudeo gioire; con Acc. gioire per qualcosa10
- Horreo essere inorridito/provare orrore; con Acc. provare orrore per qualcosa
- Maereo essere triste; con Acc. provare tristezza per qualcosa
- Palleo, essere pallido/aver timore; con Acc. impallidire/impaurirsi per qualcosa
- Paveo aver paura; con Acc. aver paura di qualcosa
- Stupeo essere sbigottito; con Acc. stupirsi di qualcosa (inanimato)
- Ardeo bruciare/essere in fiamme; con Acc. bruciare damore per qualcuno (animato)
- Depereo consumarsi/morire; con Acc. consumarsi per qualcuno (animato)
La tendenza pi diffusa, quella di accorpare questi verbi ad altri verba affectuum che mostrano identica
pluralit di strutture: cos anche spero, reformido, fastidio, sitio, esurio, lamentor, rideo, fleo, oleo, lugeo,
ecc. Quandanche la classificazione di verba affectuum sia accettata per tutte le voci (e per altre) appena
citate, resta il problema della disomogeneit nella realizzazione della frase passiva11.
In generale, i verbi in (22) non ammettono luso al passivo, nonostante la possibile assegnazione del Caso
Accusativo a un DP in posizione di complemento. Gli altri (a meno che non siano deponenti) sono per lo pi
attestati alla forma passiva e alla forma impersonale (con leccezione di reformido). Lobiettivo sarebbe,
dunque, quello di isolare i verbi in (22), mediante una classificazione che permetta la spiegazione della loro
asimmetria. Passiamo ai dati.

10

Gaudeo un semideponente. Il paradigma semideponente non garanzia di inergativit, n di impossibilit di passivizzazione. Audeo, ad
esempio, si trova sia con Accusativo delloggetto che al passivo; attestato, inoltre, alla forma impersonale e in forme perifrastiche con
laggettivo in -ndus con soggetto non pronominale.
11
Sacrifico, per questa presentazione, calleo ed oleo; il primo, che ha una trafila in tutto simile a quella degli altri verbi del gruppo, vale essere
esperto di; non escludo che, nellambito della proposta che far, sia coerente con gli altri verbi; ma non pare, al momento, del tutto
sovrapponibile ad essi. Oleo significa avere un buon/cattivo odore oppure avere odore di con Accusativo; anche qui siamo di fronte ad un
verbo che non semanticamente omogeneo rispetto agli altri, e anche qui non escluso che vi sia una spiegazione comune.

10

In diacronia: doleo attestato con Accusativo sin dai testi pi antichi (con pronome prima di Cicerone); non
cos horreo e maereo che assegnano Accusativo solo a partire dal I secolo a.C.; paveo, invece, frequente
con Accusativo del pronome neutro gi in Plauto e con NP dal I secolo; gaudeo si trova attestato in epoca
pi antica preferibilmente col pronome neutro (ma esistono casi, in Plauto, di NP allAccusativo) e pi
diffusamente con sostantivo a partire da Catullo e Cicerone (quando anche la forma con PP di vario tipo
diviene duso comune, mentre lNP, in epoca pi antica, allAblativo). Esempi di assegnazione
dellAccusativo da parte di questi verbi sono i seguenti:
(23)

quis non luget mortem Treboni? quis non dolet interitum talis viri? (CIC. Phil.12, 25)
chi non piange la morte di Trebonio? Chi non addolorato della fine di un cos grande
uomo?

(24)

minas quas ante horrebamus, neglegere coepimus (CIC. Quinct. 92)


le minacce di cui prima avevamo orrore, abbiamo iniziato a trascurarle

(25)

Indicum Africi pavent nec contueri audent. (PLIN. nat. 8, 27)


Gli Africani temono quello indiano (lelefante) e non osano neppure guardarlo

(26)

nemo unici filii mortem magis doluerit quam ille maeret patris (CIC. Phil. 9, 12)
Nessuno ha sofferto per la morte di un figlio unico quanto lui triste per quella del padre

(27)

gaudent natorum fata parentes. (STAT. Theb. 4, 231)


I genitori gioiscono dei destini dei figli

Di norma, si hanno forti limitazioni nelluso del passivo, nonostante luso piuttosto diffuso dellaggettivo
verbale in ndus, che, di per s, non prova sufficiente del contrario12. Forme di questo tipo sono esemplate
dalle frasi seguenti:
(28)

a. id enim ipsum dolendum esse dicebat, quod in tam crudelem necessitatem incidissemus
(CIC. Tusc., 3, 25)
diceva che di questo occorreva addolorarsi, del fatto che fossimo capitati in una cos
crudele necessit
b nec pedibus tantum pavendas serpentes (PLIN. , nat., 8, 85)
n sono da temere solo per i piedi, le serpi
c nihil habet mors quod sit horrendum (CIC., Tusc., 2, 1,)
la morte non ha nulla di cui si debba provare orrore/orribile

Una mediazione del pronome neutro pensabile per i verbi che selezionano di norma un CP argomentale:
per gaudeo, ad esempio, sin da Plauto; per paveo, che si trova attestato con infinito solo in epoca classica, e
nei testi pi antichi in forma assoluta o con oggetto espresso dal pronome neutro, bisognerebbe pensare ad
una forma di prolessi, di cui non ci sono attestazioni; anche doleo si trova con Accusativo e infinito solo in
epoca classica, mentre nel periodo pi antico si trova solo con CP circostanziale introdotto da

12

Questi esempi richiedono lapprofondimento di una questione piuttosto annosa, che quella del valore da assegnare allaggettivo in ndus,
sia come aggettivo attributivo che in costruzioni di tipo perifrastico, in unione con esse. Riporto solo alcune considerazioni classiche
sullargomento. Luso dellaggettivo in ndus primariamente connesso ad un significato non strettamente passivo, del tipo pronto per,
disposto a, maturo per e lo sviluppo della forma perifrastica deriva da un mutamento del significato originario (Palmer, 1954); tanto vero che
lAgente, in strutture simili, riceve il Caso Dativo (con valore originario di destinazione o interesse). Nel latino classico, ma diffusamente anche
in Plauto e nei testi antichi, le forme dellaggettivo verbale in ndus sono difficilmente inquadrabili come passive, assumendo esse, in molti
casi, un valore di aggettivo attributivo, come il caso di horrendus e di dolendus, che hanno il significato diffuso di orribile e doloroso.
Lattestazione di forme perifrastiche, dunque, non stupisce, vista la produttivit del tipo. E piuttosto significativo che esse non presentino mai
lAgente espresso e che come avviene sempre per doleo siano concordate col pronome neutro in posizione di soggetto sintattico.

11

complementatore quia; differentemente da paveo si trova, per anche con forme prolettiche13. Pensando ad
una mediazione del pronome neutro si pu dare ragione della transitivizzazione in termini morfosintattici.
Le ragioni dellasimmetria nella formazione del passivo sono dovute, tuttavia, allincrocio con la
configurazione tematica dei verbi in oggetto, come proporr in seguito.
Doleo e horreo si trovano attestati alla forma passiva in epoca tarda (forse a partire dal IV secolo), mentre
gli altri verbi non vengono adoperati al passivo personale neppure nel latino del V secolo.
(29) interitus senum minus doletur (SERV., Comm., 1, 35)
ci si duole di meno della morte dei vecchi
(30) audacia forsan pauperis horretur, ne clam temerarius exstet. (DRAC., Romul, 5, 89)
si prova forse orrore per laudacia di un uomo povero, nel timore che nutra, di nascosto,
propositi pi temerari
Non sono attestate comunque forme di passivo personale con Agente espresso.
Rispetto ai verbi del gruppo A, i verbi di questo gruppo mostrano la comune caratteristica di non presentare,
fino ad epoca tarda (quella in cui comincia ad essere possibile luso del passivo personale), luso del passivo
impersonale.
(31) a. doletur quod, licet egregie factum videatur, () processit adversum. (DON., Int., 1, 94, 20)
ci si duole del fatto che, anche se sembra che si sia agito per il meglio, sia andata male
(31) b. it conturbatio cordis, pavetur, undique sollicitudo incutitur. (AVG. In psalm. 37, 15 l. 6)
nasce un turbamento del cuore, si ha paura, da ogni dove suscitata preoccupazione
(32) maeretur, fletur, lamentatur diebus plusculis (APUL., Met., 4, 33)
si tristi, si piange, ci si lamenta per un po pi di giorni
In questo gruppo rientrano anche i due verbi ardeo e depereo, che, nelluso metaforico, possono assegnare
Accusativo, col significato di ardere/morire damore per. Sono duso quasi esclusivamente poetico.
(33)

a.

comptos arsit adulteri crines (HOR. carm. 4, 9, 13)


bruci damore per le chiome fluenti dellamante

b.

meretricem indigne deperit (PLAUT., 3, 3, 66)


muore damore indegnamente per una sgualdrina

(33b) tratta da Plauto, poich depereo, diversamente da ardeo, gi attestato con Accusativo nellepoca
pi antica. Nessuno dei due verbi attestato nelluso passivo, n in quello impersonale.
Non casuale lesclusione dagli esempi di stupeo e palleo. Si tratta di verbi del tutto coerenti con gli altri
del gruppo, ma soprattutto il secondo sono di attestazione poetica prima di Petronio.
Come si diceva, le sintassi tradizionali includono nella categoria dei verba affectuum che possono assegnare
Accusativo, molti altri verbi che mostrano comportamenti sintattici differenti in riferimento al problema
della transitivit. Per limitarci ai verbi in -o, citiamo i casi di fleo (che ha la radicale) e rideo, che si
trovano in struttura monorgomentale e biargomentale con DP allAccusativo e regolare formazione del
passivo in epoca classica.
(34)

At bona quae nec avara fuit () ardentem flebitur ante rogum (TIB., 2, 4, 46)
Ma lei che fu buona e non avara, sar pianta dinanzi al rogo ardente

13

La spiegazione del tramite del pronome neutro tra le pi adoperate per questi verbi. Va detto che anche accettandola nei termini tradizionali,
il problema di certi comportamenti asimmetrici non sarebbe risolto, sempre a causa della classificazione troppo larga a cui fa riferimento la
sintassi tradizionale. Flere, ad esempio, seleziona uninfinitiva solo da Virgilio e DP allAccusativo gi dal periodo pi antico.

12

(35) verba adversus Agamemnonem a Thersite habita ridentur (QUINIT., Inst, 11, 1, 37)
si ride delle parole di Tersite ad Agamennone
Essi, poi, sono attestati anche alla forma impersonale, cosa che non avviene per i verbi come horreo e simili.
Presentano, infine, la forma in ndus con soggetto concordato, diversamente da doleo che, nei rari casi in cui
si trova concordato in questa forma con un soggetto, presenta sempre il pronome neutro.
(36) Vibidius dum quaerit de pueris num sit quoque fracta lagoena, quod sibi poscenti non dantur
pocula, dumque ridetur (HOR., serm, 2, 8, 80)
Mentre Vibidio chiedeva ai servi se fosse rotta anche la bottiglia, visto che, pur chiedendolo,
non gli davano da bere, e mentre si rideva
(37) Ne miserae virtus sit tua flenda mihi!' (Ov., epist., 19, 88)
che io non debba piangere, infelice, il tuo coraggio!
Anche a voler restare nellambito della limitazione proposta per la classificazione qui effettuata, il verbo
fastidio si trova attestato sia nelle forme del passivo che in quelle dellimpersonale in epoca classica.
(38) non feres a suspicioso timeri, a pertinace vinci, a delicato fastidiri. (SEN., De ira, 3, 8)
non sopporterai di essere temuto da un sospettoso, di essere vinto da un ostinato, di essere
sprezzato da uno schifiltoso
La classificazione tradizionale, perci, chiaramente poco precisa, perch basata sul presupposto di una
generalizazzione incongrua. E probabile che proprio lasimmetria Accusativo/Passivo indichi, invece, che
le strutture profonde di questi verbi siano, in qualche modo, differenti; che, cio, il rapporto tra i loro ruoli
tematici sia sa studiare in modo capillare.
5. I termini della questione
La questione aperta limitatamente a questo gruppo di verbi pu essere articolata in alcuni interrogativi
fondamentali:
-

Qual il fattore che regola il rapporto tra assegnazione dellAccusativo e formazione della frase
passiva?
LAccusativo ha sempre lo stesso valore sintattico?
Qual il motivo per il quale alcuni verbi assegnano un Accusativo Inerente piuttosto che un Accusativo
Strutturale?
Che relazione esisteva, nel giudizio di grammaticalit del parlante/scrivente latino, tra la forma passiva
personale e quella impersonale?
Vi sono delle regolarit nella distribuzione dei ruoli tematici che lasciano trasparire una particolare
configurazione del verbo, ad un livello inferiore alla s-syntax?

Non vi sono dubbi, infatti, sulla natura peculiare dellAccusativo che non d luogo alla frase passiva. La
dimostrazione indiretta di questaffermazione nellattestazione del passivo in epoca tarda, circostanza che
induce a credere che in unepoca in cui lAccusativo assegnato largamente il DP in posizione
argomentale sia realmente concepito come oggetto del verbo, al contrario di quanto avviene in epoca
precedente. In questo, il discorso non devia di molto da quello fatto per i verbi del gruppo A.
La spiegazione dellasimmetria nel rapporto tra Accusativo e Passivo stata tentata (non nello specifico per
i nostri verbi) da Serbat (1994), in cui si sostiene che:
-

Loggetto interno e loggetto (esterno) possono trovarsi nella forma passiva, perch c coestensione
totale - permanente o occasionale - tra i termini messi in relazione (verbo e oggetto). Gli Accusativi di
13

estensione o quelli di qualificazione non possono essere passivizzati (o in casi estremi, in poesia),
perch linterferenza semantica tocca solo delle propriet inerenti del primo termine (il verbo).
La transitivizzazione (di verbi che assegnano Caso Inerente) corrisponde ad unoperazione di
astrazione. Ad esempio, in parco, con il Dativo si ha la relazione tra verbo e sostantivo nei termini di
rapporto verso un certo termine; con lAccusativo c una sorta di semplificazione della relazione,
mediante la cancellazione di tratti di ridondanza. LAccusativo segnala che il concetto nominale
coincide con quello verbale, senza ulteriori specifiche.

Ma questa soluzione del problema non trova corrispondenza nei dati. Oleo, ad esempio, che avrebbe un
Accusativo delloggetto interno, pur assegnando Accusativo non mai attestato al passivo e lo stesso
avviene per esurio e per i verba affectuum.
Le considerazioni in Touratier 1994 lasciano emergere unulteriore sfaccettatura del problema.
-

Verbi che indicano un sentimento possono essere facilmente privati del secondo attante, come ricorda
anche Prisciano (XVIII, 136); lassenza delloggetto (che sopravvive come elemento prototipico del tipo
di aliquid) in verbi come gaudere, dolere, metuere, ecc. indicherebbe un incentrarsi del significato sullo
stato generico a cui corrisponde un determinato movimento affettivo. Similmente avviene per sentire:
lomissione di una valenza forza il significato del verbo ad incentrarsi sul soggetto.
Verbi del tipo di flere hanno unoriginaria forma monoargomentale. La struttura transitiva corrisponde
allinglobamento di un complemento circostanziale, con conseguente assegnazione di un Accusativo
inerente e corrispondente limitazione del passivo. Il circostanziale indicherebbe per lo pi una causa.

Che cosa permette di definire verbi del tipo di doleo originariamente biargomentali e verbi del tipo di fleo
monoargomentali? Se la distinzione qui operata fosse corretta, sarebbe possibile riclassificare (anche se non
risolvere) i problemi sollevati dallelenco delle precedenti asimmetrie. I verbi originariamente
monoargomentali (come fleo) sembrerebbero ammettere il passivo, a partire da un VP in cui c
assegnazione dellAccusativo; mentre i verbi come doleo, originariamente gi biargomentali, non
ammetterebbero la formazione del passivo. Ma questo comportamento sarebbe lopposto di quello che ci si
aspetterebbe, se si fa riferimento a quanto si evince da quello dei verbi del primo gruppo. Inoltre:
-

molti verbi del gruppo in oggetto si trovano con Accusativo solo in epoca piuttosto bassa (dal periodo
classico)
la forma pi diffusa di tali verbi resta comunque quella monoargomentale con circostanziale espresso da
PP o a da DP in caso Ablativo (a significare una causa in senso tradizionale)

Non vi sono ragioni evidenti che permettano la classificazione dei verbi qui analizzati secondo i parametri
adottati in Touratier (1994).
Nonostante la soluzione al problema non sia ancora possibile, ritengo opportuno elencare alcuni punti di
interesse che permettono, a mio avviso, di intravvedere una direzione.
1. I verbi ai quali abbiamo fatto riferimento sono tutti fortemente orientati sul soggetto (Strunk, 1980),
come suggerisce la classificazione di Leumann (1977). Si tratta, infatti, di verbi stativi/durativi che
indicano un particolare stato psicologico, anche circoscritto al momento in cui si verifica levento
che vi d origine. Non neppure un caso che, per alcuni di questi verbi, sia attestata soprattutto in
epoca postclassica proprio una forma deponente in r.
2. Vi sono esempi, in latino, di coppie oppositive del tipo iacre/iacre, il primo inergativo, il secondo
transitivo e causativo (Leumann, 1977); spesso per rinvenire la voce transitiva da comparare con
quella inergativa necessario il ricorso a basi nominali, anche di altre lingue indoeuropee: alere
transitivo si oppone ad un alre inergativo che sarebbe da riconoscere in adolescere, in aletudo, in
suboles, ecc; clure aver fama di sarebbe da leggere in coppia con il greco ascoltare.
3. I verbi di cui parliamo non indicano mai un processo materiale e non sono telici. Verbi di questo
tipo, infatti, anche nella coniugazione in o, hanno comportamento regolare per ci che riguarda la
simmetria Accusativo/Passivo.
14

4. Questi verbi hanno la caratteristica di indicare uno stato psicologico, pur prevedendo, in gran parte,
un significato parallelo (originario?) che indica una qualit fisica (pi o meno stabile) del soggetto
concordato. Verbi simili che siano limitati ad un significato che comporti referenza al dato fisico
sono sempre intransitivi nella coniugazione in o. Questo dato spiega anche la presenza di
formazioni in idus, tipiche di verbi stativi che descrivono una propriet fisica/caratteriale del
soggetto concordato (calidus, rubidus, tumidus, ruvidus, ecc.): sono attestati horridus, pavidus,
stupidus e pallidus; dolidus neologismo del V secolo del linguaggio medico (che causa dolore,
detto di tumefazioni e simili). Le formazioni in idus sono molto comuni nei verbi stativi della
seconda coniugazione che non formano laggettivo verbale in to; questultimo veicola, infatti, un
valore di passato e di perfettivit che mal si addice alla semantica di verbi stativi di tipo descrittivo
(Bertocci, 2011; Di Gennaro, 2008). Le formazioni in idus, che nascono da basi nominali, sono
connesse primariamente alla connotazione di uno stato transitorio (stage level) ed hanno senso
attivo, nonostante sia presente, in esse, il medesimo suffisso to.
Sembra che, per questi verbi, il motivo delle restrizioni nella formazione del passivo sia da ricercare nel
dominio della semantica. I punti di interesse appena elencati conducono, infatti, in quella direzione.
Riconosciamo, in sintesi:
-

una trafila semantica ben precisa che, a partire da una referenza principalmente fisica, perviene alla
denotazione di uno stato psicologico14.
un preminente orientamento sul soggetto della predicazione, con tendenza allinergativit (e, si dir,
strutture parallele in alcuni casi con soggetto di differente natura semantica)

Il problema pi rilevante resta quello di distinguere questi verbi da altri, come fleo, rideo, taceo, sileo,
timeo, che sono transitivi e formano regolarmente il passivo. La direzione da seguire , pertanto, prima di
tutto quella di un approfondimento della griglia tematica di tali verbi, ad un livello inferiore rispetto a
quello della s-syntax.
6. Il contributo di alcuni modelli recenti
Dare ragione nellasimmetria Accusativo/Passivo per i verbi di entrambi i gruppi significa proporne anche
una rappresentazione formale. Faccio riferimento ad alcuni modelli recenti, allo scopo di delineare una
qualche possibilit di formalizzazione, senza per questo operare alcuna scelta definitiva.
Lanalisi del VP in Cinque (2006) che richiama Kayne (2004) - prevede una derivazione di tipo bottomup, in cui gli argomenti sono inizialmente saldati al VP in un ordine ben preciso (per primo quello che ha il
ruolo di Tema) e poi si muovono allo Spec di una proiezione funzionale CaseP, con conseguente Merge
dellappropriata preposizione (nulla, se non prevista dalla lingua in cui la derivazione avviene). Lordine dei
costituenti viene derivato grazie ai successivi movimenti di VP.
Il vantaggio di questa posizione (che prevede la presenza di categorie funzionali assegnatrici di Caso nel cui
Spec si muovono i DP saldati al VP originario) quello di discriminare in modo preciso le posizioni in cui i
complementi del Verbo ricevono Caso, determinandone una gerarchia fissa. LAccusativo Strutturale, che
il Caso del Tema, verrebbe assegnato per primo, in una proiezione funzionale direttamente collegata al VP.
In questo quadro esisterebbero, dunque, categorie funzionali ad hoc, responsabili dellassegnazione dei Casi
Inerenti. Se ne ricava che in latino (facendo riferimento ai dati qui presentati) non sarebbe prevista la
possibilit che tali categorie falliscano nellassegnazione di Caso, impedendo, in tal modo, il movimento
verso lalto del relativo DP e, di conseguenza, la formazione della frase passiva.

In particolare, per doleo si ipotizza una base PIE delh1 tagliare; il verbo, nella forma attestata, sarebbe causativo; horreo deriva da una
base del PIE dal significato rigido, teso; paveo da una base PIE pew- ed in coppia con un pavire non stativo dal significato colpire;
stupeo ha la stessa radice del greco typto. Referenza non fisica ha gaudeo. Maereo di base ignota.
14

15

Tra i modelli che hanno tentato di spiegare il meccanismo dellassegnazione di Caso, giova ricordare anche
la proposta in Bowers (2010), che opera nel quadro dello split VP. Faccio riferimento a tale modello solo per
quel che riguarda lassegnazione di Caso: le prove sullordine di Merge sono tutte elencate in Bowers 2010.
Mentre il modello di riferimento per molti lavori recenti quello elaborato in Ramchand 2008, Bowers 2010
propone un layer del seguente tipo
(40) [TP [PrP [VoiP [ApplP [ThP [AgP
Le caratteristiche principale del framework sono: (i) un UOM che prevede il Merge dellAgente per primo;
(ii) una serie di proiezioni (vP) che hanno come testa categorie funzionali che assegnano al DP nel proprio
Spec dei tratti di selezione argomentale. La verifica dei tratti e lassegnazione del Caso procede per Agree;
ma va notato che il Caso Inerente viene assegnato, in questo modello, dalla categoria argomentale nel
proprio Spec, mentre quello Strutturale assegnato mediante il movimento del DP allo Spec di una categoria
funzionale superiore (VoiP per lAccusativo). Nella formazione del passivo, si suppone che VoiP abbia un
tratto [-act] e non contenga, pertanto, alcun probe che possa instaurare una relazione di Agree col Th-DP; di
qui la necessit dellistaurarsi di una relazione di accordo tra il Th-DP e TP, con conseguente assegnazione
del Nominativo. In inglese sarebbe prevista, in ogni caso, anche lassegnazione di un Accusativo Inerente:
nella double object construction, ad esempio, si suppone che al Th-DP sia assegnato un Accusativo Inerente
in [Spec, Th], mentre Appl-DP data la mancanza di P, altrimenti presente e responsabile dellassegnazione
di Caso nella frase col to entra in relazione di Agree con VoiP [+act] e riceve lAccusativo Strutturale.
I modelli a cui abbiamo fatto accenno sono modi diversi di formalizzazione della differenza di status tra il
Caso Inerente e quello Strutturale. Non spiegano, tuttavia, che cosa vi sia alla base della selezione di un tipo
di Accusativo piuttosto che di un altro, cosa che in latino oltremodo necessaria, visto che il fenomeno non
proprio solo di strutture alternative complesse (come avviene per la Dative alternation), ma riguarda anche
verbi ad un solo o a due argomenti.
Cito qui due spunti tratti da lavori di grande diffusione.
Nel modello di Ramchand (2008) la lessicalizzazione degli argomenti del V avviene in base al peso che in
essi assumono le relazioni argomentali proiettate nella sintassi della prima fase (a partire dalla
rielaborazione del concetto di proto-ruolo di Dowty 1990): il ruolo tematico di tipo composizionale,
poich in esso si sommano i primitivi determinati dallentrata lessicale del V. Il VP viene reinterpretato sulla
base di parametri aspettuali (una rielaborazione dellAktionsart tradizionale): causalit, durativit, telicit,
semelfattivit, stativit.
La proposta di formalizzazione sintattica del seguente tipo
(41) [initP [procP [resP [XP
Si tratta della struttura di un verbo telico, la pi ampia che possibile immaginare. I verbi stativi (o quelli
che indicato uno stato psicologico), hanno, nel modello, una struttura del tipo
(42)
InitP
Init

DP
Init

XP
(Rheme)

16

in quanto in verbi di questo tipo fatta salva la presenza di un iniziatore della predicazione (che qui
possiede le caratteristiche esplicitate dal V) largomento non ha il ruolo di vero e proprio
UNDERGOER del processo15.
Il merito del modello molto debole proprio per quel che riguarda verbi stativi e psicologici quello di
tentare la discriminazione di differenti tipi di oggetto sulla base dellaspetto del verbo e di prevederne il
Remerge gi in sintassi della prima fase, qualora il loro ruolo tematico risulti componenziale. Vale la pena di
notare che, in riferimento al modello, loggetto dei verbi del gruppo B sarebbe sempre di tipo rematico e,
pertanto, saldato nella struttura al di fuori della proiezione del soggetto semantico.
Lo sviluppo di alcune intuizioni nel campo della l-syntax (Hale and Keyser 1993, 2002) potrebbe essere una
direzione fruttuosa per la spiegazione di parte dei fenomeni che si evincono dai dati presentati.
Dal modello potrebbero essere tratti i seguenti spunti:
-

E possibile rinvenire nei verbi del gruppo B un fenomeno di conflation (su base astratta) che ne
giustifichi il comportamento?
E possibile rielaborare lidea della presenza di bound features da riferire allesistenza di componenti
modali che vincolano i movimenti dellargomento interno del verbo?
Le considerazioni specifiche sui verbi che indicano stato psicologico possono, in qualche modo,
spiegare anche fenomeni di vincolo nella formazione del passivo16?

Il modello, in effetti, non fa alcun cenno alla formazione del passivo, ma interessante perch tenta una
spiegazione, a livello di l-syntax (con riferimento alla semantica del lessico, spesso di carattere
enciclopedico) di fenomeni di agrammaticalit con ricadute strutturali. Interessante mi pare lidea di
elaborare dei tratti specifici che regolano la sintassi sulla base di collegamenti semantici interni al lessico,
fortemente vincolati. Vista la natura dei verbi del gruppo B abbastanza omogenei proprio per quel che
riguarda la loro trafila semantica e il rapporto tra il V e il proprio complemento non escludo che
lapproccio adottato nel modello possa rivelarsi proficuo anche per i dati discussi qui.
Lidea che nasce da questi approcci quella di tentare di creare una configurazione specifica dei rapporti
tematici dei verba affectuum. Il latino, infatti (come anche il greco) ha il vantaggio di consentire la
formazione di una gerarchia del rapporto tra Caso e ruolo tematico tutto sommato semplice, grazie alla
presenza di morfologia di caso.
La direzione pi proficua parrebbe quella di tentare una configurazione formale della griglia tematica dei
verbi del tipo di doleo, sulla base dei pi diffusi e produttivi modelli gi pensati per i verbi di processo
materiale, come in Ramchand (2008). Pare possibile supporre che ad un livello pi profondo le relazioni
tematiche siano distribuite in modo diverso da quanto avviene in l-syntax e che la differente configurazione
sia responsabile dellasimmetria relativa alla formazione della frase passiva.

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Nel modello considerato materiale rematico tutto ci che non parte composizionale dellevento; in questo senso, costituiscono materiale
rematico anche complementi di tipo circostanziale che indicano Modo, Tempo e cos via, sia presente o meno procP. Sono materiale rematico
anche i c.d. PATH, complementi in rapporto di monotonicit con levento.
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Gli autori fanno riferimento al sistema della coindicizzazione per spiegare alcuni particolari fenomeni di limitazione della struttura sintattica
di verbi transitivi, a fronte della doppia struttura possibile per i verbi ergativi. Ipotizzano la presenza di un manner component, rappresentato
come un tag assegnato al verbo, che ne comporta la coindicizzazione con largomento interno (ergativi) o esterno (transitivi). A tale componente
modale viene attribuita la responsabilit dellagrammaticalit di forme intransitive di verbi come smear, ad esempio, data la presenza di c.d.
bound features. In altre parole, i verbi intransitivi avrebbero, secondo questa rappresentazione formale, un orientamento vincolante
sullargomento esterno, che bloccherebbe il movimento dellargomento interno a [Spec, IP]; la distinzione che deriva da tale approccio quella
tra un componente di tipo patient-manner e un componente agent-manner, che comporterebbero vincoli nellalternanza della transitivit. Verbi
come splash indicherebbero una modalit di distribuzione di un materiale (paziente) su una superficie; verbi come smear indicherebbero una
modalit di compimento dellazione da parte di un soggetto esterno (agente). Lo stesso modello applicato a verbi psicologici, come love, che
non possono avere la middle construction: anche qui si ipotizza che vi sia un componente modale che collega il V con un esperiente esterno,
bloccando il movimento dellargomento interno.

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Nonostante la ricerca sia tutta da fare, tento solo un breve cenno ad alcune caratteristiche di altri verbi del
latino, che parrebbero accreditare questa ipotesi: verbi assolutamente impersonali o opzionalmente
impersoanli (sul modello di piget e decet) assegnano il caso Accusativo allEsperiente (con oscillazione
verso il Dativo per decet) e il Nominativo alla causa dello stato/processo psicologico (per verbi come piget,
in epoca pi antica, si hanno forme con soggetto sintattico a fronte di quelle con pro tipiche del latino
classico). Cito, solo per piget, un paio di esempi
(43) Non te haec pudent? (TER., Ad., 754)
Non ti vergogni di queste cose?
(44) Mea mater, tui me miseret, mei piget (ENN., scen., 60)
Madre mia, sono in pena per te, mi vergogno di me
Occorrer una precisa raccolta di dati sui verba affectuum; per il momento, possibile ricordare che anche
un verbo come doleo pu assegnare il Nominativo al DP che indica la causa di un sentimento o di una
sensazione fisica.
(45) Si aut aegrum corpus est aut dolet aut caret viribus (CIC. fin. 5, 47)
Se il corpo o malato o fa male o manca di forze
Ma, anche a questo riguardo, necessaria unindagine approfondita del tipo di referente del soggetto
sintattico. Inoltre, non improbabile che, nonostante lapparente omogeneit dei verbi che sono qui
raggruppati, vi siano delle ragioni differenti a cui far risalire lasimmetria Accusativo/Passivo (gaudeo
potrebbe differire, nella semantica, da doleo, ad esempio, non avendo la possibilit di accordare con
soggetto inanimato con ruolo di fonte della sensazione fisica/psicologica), pur restando valida lipotesi di
lavoro che prevede unanalisi accurata della struttura profonda di tutti questi verbi.
7. Ancora la didattica
Pu la teoria orientare la didattica? Evidentemente non pu essere trascurata. Anche a non voler sollevare il
problema sempre spinoso dei rapporti tra formalizzazione e proposte didattiche, risulta evidente che, non
solo la teoria, ma , prima di essa, lanalisi dei dati, costringe ad unimpostazione della didattica del tutto
differente da quella abituale. Elencher, per brevit, alcuni punti che mi paiono pi interessanti, a valle di
quanto detto:
-

Le semplificazioni tipiche dellimpostazione grammaticale scolastica sono un sussidio di comodo, che


ha la pretesa di semplificare lapprendimento, ma trasmette false certezze.
Lo studio della lingua per categorie (e non per parti del discorso) permette una problematizzazione
ordinata, poich focalizza lattenzione sui meccanismi della sintassi e prevede una costante
interrogazione dei dati.
Il problema dellassegnazione del Caso e della configurazione dei ruoli tematici sono argomenti
indispensabili nello studio del VP, e non possono essere sorvolati.
La definizione indiscriminata dellAccusativo latino come caso delloggetto o accusativo di
estensione o direzione limitata e parziale.
Nella didattica del VP non pu in alcun modo essere messa da parte la semantica, che alla base della
griglia tematica del verbo.
Spiegare i dati e tentarne uninterpretazione consente una facile e duratura memorizzazione delle
strutture, scopo ultimo perseguito e mai raggiunto - dalla grammatica scolastica.
La memorizzazione dei dati non lo scopo ultimo della didattica del latino, n ai fini della traduzione
(che, a sua volta, uno strumento di studio e non una meta) n ai fini dellapprendimento attivo della
lingua (ovviamente inutile).

Se presupponiamo che una didattica di valore sia una didattica con solidi fondamenti epistemologici, non
possiamo fare a meno di notare che i problemi sollevati dallanalisi dei dati dovranno entrare per forza di
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cose nelle aule scolastiche. La selezione e la semplificazione del materiale di lavoro , naturalmente, un
presupposto fondamentale della didattica, che non intendo mettere in discussione. Ma il problema pi
rilevante , forse, nella falsa idea che linsegnamento sia trasmissione di certezze. Linsegnamento ha il solo
limite di non generare confusione, non quello di propinare facili categorizzazioni non falsificabili.
Probabilmente, invece, lo scopo formativo pi rilevante di un metodo didattico che preveda lonesta analisi
dei dati e il tentativo antidogmatico di una loro interpretazione proprio nella trasmissione di un buon
concetto di verit e di unattitudine allinterrogazione critica del reale.
Sempre meglio trasmettere un ragionevole dubbio che una falsa certezza.

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