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Comune di Pomarance

Associazione Turistica "Pro Pomarance"


"La Comunit di Pomarance"

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di

Jader Spinelli
foto

Silvano Donati

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lnserto speciale
allegato al n. 1 -20A1
de "La Comunit di Pomarance"

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"Ponte di Feruo" (6 aprile 2001)

UN PEZZO DI STORIACHE SE NE VA

Pomarance - Mercoled 18 aprile 2001

Dopo 79 anni dalla sua inaugurazione scomparuo uno dei manufatti che hanno segnato dawero la storia e un'epoca
in Val di Cecina. Una morte annunciata, per togliere quello che, senza interventi riparatori, era divenuto pericoloso per
i molti appassionati del fiume che vi passavano sotto.
stato demolito, infatti, il vecchio ponte sul Cecina conosciuto da tutti come "Ponte di Ferro", nome che deriva dal
suo predecessore, costruito nel 1834 interamente con tiranti e catene di ferro.
Sul posto, mercoled pomeriggio, sono arrivati anche molti curiosi che, a distanza di sictrezzahanno voluto partecipare a questo intervento per filmarne i momenti salienti.
Su ordinanza dell'ANAS il transito stato interrotto alle ore 15,00 sulla S.S. Sarzanese Valdera 439; iltrafflrco stato
deviato sulla strada comunale del Cerreto e bloccato in prossimit del bivio della strada per Berignone.
Tutto si svolto nella pi completa regolarit senza incidenti.
Sul posto delle operazioni volantini davano istruzioni per gli spettatori: "La zona pericolosa e nessuno deve awicinarsi a piedi o in auto".
Nel volantino si informavano, inolffe, dei segnali acustici che awebbero awertito e segnalato le modalita di brillamento
delle cariche: "Preallarme - serie di segnali brevi con tromba da stadio: mettersi al riparo perch nel giro di pochi
minuti brilleremo.
Allarme - segnale lungo - Esplosione.
Tre segnali lunghi - tutto finito".

Interminabili minuti che non passavano mai.


Ore 16.45, segnali brevi di preallarme: un silenzio di tomba pervade f intera Valle del Cecina, interrotto soltanto dal
cinguettio degli uccelli e dal fruscio delle foglie degli alberi circostanti.
Ore 16.52 - Segnale lungo... ancora attimi di silenzio.
Ore 16.53 - Una fiammata gialla e I'esplosione sotto i piloni: un boato, una deflagrazione che ha risuonato a lungo su
tttala valle, i clic delle macchine fotografiche, i pilastri che si disintegrano letteralmente, poi il tonfo sordo e lo
scricchiolio della struttura del ponte che cade sul letto del fiume in un attimo, awolta da un'impressionante nuvola di
polvere che si sposta lentamente a monte, sospinta dal vento che soffia dalla foce e che lascia, piano piano, intravedere
la devastazione completa del ponte.
Nessuno applaude, netmeno quelli che da ore hanno assistito lungo la Valle del Cecina.
Soltanto l'arcata che poggia sulla spalletta del Comune di Volterra rimasta inclinata; il tutto stato calcolato perch
I'acqua del fiume potesse continuare a sconere e permettere le operazioni di demolizione.
Ore 17.00 - i responsabili del brillamento si recano sul luogo constatando la buona riuscita delf intervento.
Ore 17.05 - segnale di cessato pericolo: ma spazzatrice meccanica della ditta Coedil prowede a ripulire la strada da
eventuali detriti mentre si recuperano i frli di collegamento dei detonatori.
Ore 17.15 - il traffico riaperto sulla strada statale e sta tornando la regolarit mentre una folla di spettatori si reca a
dare l'ultimo sguardo al "Vecchio ponte" in cemento armato, dal parapetto dell'attuale ponte nuovo.
I piloni si sono sbriciolati per effetto delle potenti cariche esplosive e le arcate poggiano, mutilate, nel letto del fiume
Cecina.
Ore 77.45 - riprendono i lavori della ditta appaltatrice per la demolizione delle strutture del ponte.
Ore 1 7.55 - l'arcata centrale del Ponte gi a terra, intervengono scavatori e addetti al taglio dei ferri.
L'intervento di ruspe, scavatori e mezzi meccanici continua anche nei giorni successivi e nel giro di poco tempo del
"Ponte di Ferro" non rimane che il ricordo di tutti coloro che, durante le estati afose, andavano a tuffarsi nei "tonfi" di
acqua che si formavano sotto di esso.

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MEMORIE DI UNVECCHIO PONTE

"Un altro pezzo della nostra storia che se ne va".


Il giorno 18 aprile 2001alle ore 16.53 stato demolito, infatti, il vecchio "Ponte di Ferro" sul fiume Cecina andato in
"pensione", verso gli anni'70, dopo un improwiso cedimento strutturale e che fu sostituito dall'attuale ponte, realizzato dall'ANAS nel 1973.
Non pi in grado di sopportare i mezzi pesanti diretti soprattutto all'industria geotermica dell'ENEL e agli impianti
industriali ENI, dell'acido borico di Larderello, il manufatto rimasto in piedi fino ai nostri giorni, con le sue caratteristiche arcate, a testimoniare un'epoca del passato nella pi completa indifferenza di tutti gli abitanti della Val di
Cecina.

La sua chiusura definitiva al traffico, determinata anche a quel tempo dal cedimento dei piloni portanti e di una testa di
ponte, awenne il 13 Agosto 1971 mettendo in difficolt, come nei secoli passati, la vita economica dei Comuni di
Volterra, Pomarance e Castelnuovo V.C. provocando le proteste in massa di commercianti e lavoratori che chiesero
urgentemente all'ANAS, ente proprietario della Strada SS. 439, tramite gli Enti pubblici, la costruzione immediata di
un nuovo ponte, pi modemo. Nel notiziario de "La Comunit di Pomaranc e" del l97I, Edmondo Mazzinghi scriveva:
"Viva preoccupazione ha suscitato in tutta la Comunit d Pomarance, la notizia che I'AI{AS e gti organi tecnici di
controllo dei Comuni di Volterra e Pomarance in data l3 agosto I97I hanno sentenziato la chiusura al trffico leggero
e pesante della strada SS. 439 Sarzanese Valdera in corrispondenza del ponte delfiume Cecina (Km. 107 + 700).
Dopo le continue e pesanti richieste di tutta la popolazione dell'Alta Val di Cecina che avevano fatto si di vedere
sistemato il tratto di questa statale da Saline di Volterra a Larderello, rendendo il trffico abbastanza normale, in
questo momento viene a crearsi questo grave intralcio allo scorrimento degli automezzi, tanto p viva la preoccupazione perch ci avviciniamo al periodo delle piogge settembrine che ostacoleranno senz'altro il trffico a guado e
recheranno una grave crisi all'economia industriale della zona. "La Comunit di Pomarance" rivolge quindi un
appello alle autorit interessate e competenti ffinch intervengano a risolvere il problema viaro che intralcer
ancor pi la ridotta viabilit della zona verso centri maggiori della Provincia e della Regione".

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Lo stato di abbandono del "Ponte di Ferro"

La costruzione del nuovo ponte, awenne nell'estate


1973 come ricorda aneoa il direttore della rivista
pomarancina, Edmondo ll4azzinghi:

Finulmente riaperto ul traffico iI ponte sul fiume


Cecina.

I'aperav'venuta
ponte
Cecina
sul
transito
del
tura al
fiume
negli ultimi giorni di agosto. Si risolto cos in parte
uno dei gravi problemi della Statale 439 Sarzanese
Valdera, unica strada che collega, con il resto del mondo le nostre popolazioni.
La Comunit di Pomarance si congratulavivamente con
la stazione appaltante AI{AS di Firenze e la ditta
costruttrice SALES di Livorno per la magnifica opera
realizzata, che offre una maggiore capacit al trffico,
sia per la sua resistenza, sia per Ia pi ampia larghezza
della sua sezione stradale che per I'andamento
planimetrico di una dolce curvatura, rispetto a quella
preesistente, ormai abbandonata, utile oggi a sostegno
della tubazione dell'acquedotto consortile VolterraPomarance...".
Non pi ulllizzato ormai da venti anni, il " Vecchio
Panoramica dei due ponti sul Cecina
Ponte di Ferro" ha sfidato e resistito comunque ad altre
insidiose piene del fiume Cecina: chiusi gli ingressi, sia
sul versante di Pomarance che di Volterra con dei muraglioni, era rimasto l, inesorabilmente abbandonato al suo
destino, dimenticandoci dell'utilit ed importanzache questo manufatto aveva al'uto nel mantenere i collegamenti tra
la Comunit di Volterra e quella di Pomarance fin dagli anni venti, lungo la "Provinciale Maremmana", durante le
improwise piene del fiume che talvolta raggiungevano la sommit del piano stradale.
Wva soddisfazione in tutta la zona ha suscitato

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L'arcata del "Ponte di Feryo" con la spalletta pericolante


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Costruzione del ponte in cemento armato, mae,\tlanze in unaJto ricordo durante lavori, 1922 (archivio Dominici M.)

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cerOttanta anni di storia, non si possono


abbiato raccontare in poche pagine, ma
mo comunque voluto rendergli omaggio
lasciando ai giovani un piccolo ricordo'
e
in memoria di chi 1o ide e lo progett
chi ne finanzi l'impresa: dai capomastrt

di
ai ferraioli, dai manovali ai portatori
portatrici
rena, dalle giovani ragazze,

d'acqua, ui Poautuncini, salinesi'

voltenani e a tutti coloro che vi partecipeparono, con il proprio sudore, usando


santi carriole di legno, pic coni,pale,mazsi feze e che,orgogliosi del manufatto'
durante
foto
una
cero ritrarre in
l'ultimazione dei lavori nel1922'
con
l-i opera,la seconda in Italia costruita
il cemento armato, furealizzataa spese e
di
cura dell'Amministrazione Provinciale
stradi
;;;,; pisa, competente allora sul trattoche atttada proviniale 'oMaremmani'
spinelli J')
versava f intera provincia'
Pomarance, onorato Biondi' il 1
del vecchio segretario comunale di
memoria
ricorda'na
come
115'000 per le
I lavori iniziarono,
ar-circa 600.000 Lire, di cui Lire
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ruruggo
atiir2i
Agosto 1920 enrorro Jtm
navate e le spese di rifinitura'
e pile, il rimanente pr le tre
25,66 con piano
fondazioni, Lire 75.000 per le spalle
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metri, costruito a tre campate di m.
di
runghez
una
aveva
che
armato,
poggi
di Bologna-Firenze;
Il ponte in cemento
"u
gi Ing. Muggia e
dara soc.iet c-ostruzioni cemeni.,
stradare rargo m. 5,50, fu eseguito
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GinoSrerranon:unalapidedi

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il versante di volterra'
fu po";;;i t,uue del ponte che guardava

"Ponte sospeso di ferro"


marrno a ricordo der grande evento
di n"aoi 3r"ai u'o dal precedente
comunque, con il nome di "ponte
lungiper tutti .ru
boracifera di Larderello' Imprenditore
"orroraioto,
De Larder.lpffi".io dell'inJustria
Francesco
ponte
da
primo
1g34
quel
nel
con
costruito
boraciferi" ad uso industriare e che rese
o'":iugoni
sfruttame",o
1o
primo
per
mirante che inizi
Cecina'
servizio alle Comunit della Val di
che aveva
sospeso sul Cecina
da alcuni mesi dall'ANAS di Firenze
deciso
ponte in
ur-ato" era stato
del..Vecchio
Granchi"'
"Gruppo
del
L abbattimento
""rrr.*
vincit ice-.a risultata la Ditta coEDIL
trecentomilioni:
circa
di
importo
un
per
appaltato i ravori
opera nel settore cementizio' movimento
pomarance, co,. ,.a. i'locarit'oponte di F;;J' e che
di vittorio Granchi di
anni'
asfaltature strade da moltissimi

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"

Ner-

Il Ponte ad archi progettato dall'lng'


vi, abbandonato inesorabilmente al suo
anni
destino, aveva cominciato da alcuni
statici' soad accusare maggiori problemi

I'acprattutto sulla spalla sinistra dove

qua del fiume, scorrendo' aveva

un
scardinato il basamento provocando'
le alnotevole distacco strutturale' Anche

a
tre due luci del ponte cominciavano
soprattutto
dare segnali di cedimento,
quello d-efl'arcata centrale dove afftorache
vano i tondini di ferro delle armature
sicutezza
di
potevano creare problemi

alle numerose persone che transitavano


riparavano
sul fiume o che, nell'estate si
fine settiOut tot" durante i tradizionali
nelle
mana, per pescare o fare il bagno
acque del fiume Cecina'
stata
Attonto ai primi di aprile 2001 era
10

del ponte nel dopoguerra'


Lavori di ricostruzione dell'arcata cenftale
Pomarance")
"La Comunit di

transennata I'area circostante ed esegui-

te le prime opere di bonifica per verificare la presenza di eventuali residuati


bellici; il Ponte, infatti, durante la Seconda Guerra Mondiale era stato bombardato
pi volte dagli aerei anglo americani che
lo danneggiarono verso la met del mese

di giugno 1944, distruggendo I'arcata


centrale e la casa in prossimit del ponte, sul versante di Volterra, dove abitava
il sig. Giuseppe Creatini.

La ricostruzione dell'arcata centrale fu

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eseguita negli anni, lralI l94B ed il 1950,


a carico dell'Amministrazione Provinciale di Pisa con un spesa di circa 6 milioni

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di lire.
Avendo avuto notizia dell'abbattimento
del "Ponte di Ferro" nei primi giorni di
aprile 2001, in una bellissima giornata Una piena del Jume Cecina, I966 ca. (Archivo Spinelli J.)
primaverile, decidemmo con Silvano
Donati di seguire e documentare tutte le fasi della sua distruzione fotografando il manufatto da diverse angolazioni.
Tra venerdi 13 e sabato 14 aprlle 2001 erano iniziati intanto i lavori per far saltare il ponte secondo quanto previsto dal
"Fochino", responsabile delle operazioni di caricamento e brillamento delle mine. Queste prevedevano la perforazione dei due pilastri del ponte "avendo come obiettivo la disarticolazione della struttura da demolirsi successivamente
con idonei mezzi meccanici".
Le prime perforazioni furono effettuate al di sopra della sommit della pila con l4 fori verticali della lunghezza dim.
3,20 cos come sulla spalla destra del ponte, sul versante di Pomarance.
Sul basamento delle due "pile" centrali dovevano essere effettuati una serie di fori verticali, orizzontali, obliqui,

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Gruppo di pomarancin alfiume Cecina in prossimit del "Ponte di Ferro", 1950 ca. (Archivio Manghetti-Baldeschi)
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vecchio "Ponte di Ferro" prima del suo abbattimento

interni ed esterni, del diametro di cm 3,5; inoltre, per la demolizrone dello zoccolo dei pilastri, erano previsti n. 18 fori
della lunghe zza dinmetro. In totale circa I24 fori dentro al quale dovevano essere caricati non meno di 150 Kg. di
-he,
gelatina
collegati ad un detonatore avrebbero consentito il disgregarsi dei pilastri e fatto cadere sul letto del
fiume, f intera struttura del Ponte.
per evitare che i pilastri dell'altro ponte nuovo, costruito nel lgT3,potessero avere danni, furono creati in prossimit
due terrapieni; fu effettuato il posizionamento di reti di protezione lungo il parapetto per proteggere le tubazioni

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dell' acquedotto consortile.


I1 lavoro di perforazione del ponte continuava anche marledi 17 aprile: tutto doveva essere pronto per il 18 aprile 2001,
giomo stabilito per il caricamento dei fori
e dell'esplosione, prevista nel pomerig-

gio, attorto alle ore 15,00.

Sull'altro ponte, si facevano sempre pi


numerosi gli spettatori che assistevano,
dall'alto, al duro e faticoso lavoro degli
operai coordinati da Vittorio Granchi.
I1 18 aprile, di buon mattino eravamo di
nuovo

documentare le ultime fasi di per-

forazione del ponte; il rumore era assordante causato dai martelli pneumatici,
dagli scavatori e dalle ruspe; si notavano
movimenti frenetici di camions, le urla

degli operai, mentre una folla di spettatori, come noi, seguiva malinconicamente

Operai clella Ditta COEDIL d Granchi durante lavori di demolizione

t2

i lavori dall'altro ponte.


Alle ore 12,30 in previsione della chiusura del transito sulla strada statale deci

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Lavori di perforazione vertcale dei pilastri del ponte

Ultime/si della preparazione dei.fori per le cariche esplosive

t3

demmo con Silvano Donati, mio figlio Nicola, che aveva voluto
assistere all'evento "storico", di posizionarci a distanza di sicurezza sul luogo visionato giorni prima e che poteva permetterci

di fare delle buone inquadrature del "soggetto".


Ci siamo diretti cos lungo la strada di Montebono, in prossimit
di una taglio di macchia che segue il tracciato dei tubi dell'acquedotto per Volterra.
Una visione panoramica stupenda, la giornata era calda, ma non
c'era quella euforia e gioia che spesso ci accompagna quando
fotografiamo altri soggetti o eventi unici e irripetibili.
Con noi sul versante di Montebono si erano aggregati altri amici
di Pomarance: Carlo, Livio, Massimo e Samuele che avevano
pofiato le videocamare per immortalare l'evento in un filmato.
Con i loro binocoli potevamo vedere sotto di noi, lungo la strada
di Montebono, alcune centinaia di persone che assistevano al-

l'evento, altre erano posizionate alla curva del "Ponte torto" in


prossimit del Podere il Santo, altri ancora sulla strada vecchia

il podere S. Chiara.
L'attesa si era fatta pi lunga del previsto, le operazioni di

Volterrana e quella del Cerreto, presso

caricamento dei piloni con la gelatina erano iniziate alle ore 13,30
ed erano terminate verso le ore 16,30.
Tutti i fori venivano riempiti, uno ad uno, con candelotti di gelaI'esplosone
il ponte dopo
tina in profondit, detonatore a filo ed otturati con gesso bianco'
I1 sistema di innesco previsto, come ci aveva confermato il responsabile del brillamento delle cariche, alcune ore prima, era di
tipo NONEL "a fondo foro" e ad onda d'urto con detonatore HU (alta densit).
I collegamenti per provocare I'esplosione erano stati effettuati e, verso le ore 16,35, un cavo elethico era stato steso a
sul versante di Pomarance .
distanz di siuxezzidietro ad alcuni mezzimeccarici lungo la strada sterrata che costeggia il fiume
delle
Dall'alto con i binocoli, gli zoom delle nostre macchine fotografiche notavamo tutti i movimenti organizzativi

Demolizione dell'arcata centrale del ponte con mezzi meccanici

t4

forze dell'ordine. Il traffico sul ponte era gi stato intemotto alle ore 15,30 e, verso le ore I7,40 le forze di polizia s
stavano allontanando dalla zona cos come furono fatti allontanare alcuni spettatori che, ignari del pericolo, si eranr
messi nel campo sovrastante il "Ponte" e che furono fatti allontanare dai responsabili della sicurezza.
In prossimit delle operazioni volantini davano istruzioni per gli spettatori: "La zona pericolosa e nessuno devr

awicinarsi a piedi o in auto", distanzaminima 500 metri.


Interminabili minuti che non passavano mai, ed ecco, alle 16,45, i segnali brevi di preallarme con la tromba da stadio
un silenzio di tomba. Alle ore 16,52 il segnale lungo e ancora attimi di silenzio, poi alle 16,53 una fiammata sui pilon

I'esplosione: un foftissimo scoppio e un boato; una deflagrazione che ha risuonato lungo tutta la valle del Cecina pe
alcuni secondi.
Si sentivano in quegli attimi, solo i clic delle nostre macchine fotografiche che cercavano di riprendere la fine de
ponte; improwisamente un tonfo sordo e 1o scricchiolio della struttura che cadeva sull'alveo del fiume al.volto da uni
gigantesca nuvola di polvere bianca.
Lentamente la nuvola bianca si spostava verso Berignone e appariva una devastazione completa, come se avessim<
assistito ad un film o ad una vera azione di guerra.
Nessuno di noi ha applaudito, nermeno quelli pi in basso; c' chi aveva le lacrime agli occhi mentre, lentamente, li
nuvola bianca di polvere lasciava intravedere le strutture del "Vecchio Ponte in cemento armato" adagialo, come i
relitto di una nave, sul letto del fiume Cecina.
Soltanto I'arcata che poggiava sulla spalletta del Comune di Volterra era rimasta inclinata; tutto era stato calcolatr
perch l'acqua del fiume potesse continuare a scoffere nel suo alveo naturale.
I responsabili del brillamento delle cariche, pochi minuti dopo, si recavano sul luogo constatando la buona riuscitr
delf intervento.Tutto era stato eseguito secondo le previsioni e nessun incidente era accaduto.
Il traffico sull'altro ponte riprendeva alle ore 17,30 mentre una folla di spettatori si recava a guard.are da vicino
stupita, attonita, quello che rimaneva del ponte, con un gran senso di nostalgia e di malinconia ricordando episodi c
aneddoti sulla vita di un tempo quando, tradizionalmente il luned, gruppi di giovani eragazzi, a piedi da Pomarance
si recavano a fare il bagno sotto il ponte cos come i temerari pomarancini che si awenturavano in equilibrio sopra lr
sue arcate o quelli pi coraggiosi che si tuffavano nella limpida acqua sottostante, dal piano stradale del "Ponte d
Feffo
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Prosecuzione dei lavori di demolzione

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lavori edili stradali


Localit Ponte di Ferro, 296 - 56045 POMARANCE (Pisa)
Tel. 0588 65030 - 62611 - Fax 0588 64792 - 64226
La Comunit di Pomarance
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