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Storia

sorprendente
degli dei
planetari

Al Qazwini,
Le meraviglie del creato,
Vienna National-Bibliothek

Storia sorprendente degli dei


planetari
Diversa iconografia tra:
Occidente (tradizione classica)
Arabi (diverse tradizioni)

Ercole

Catalogo di Sufi
Bib. Naz. Parigi

Ercole

Sopra Boote
Sotto Ercole (Engonasin)

Da al-Qazvini, 'Aja'ib almakhluqat (Le meraviglie dle


creato)
Herat, 1503-1504

Mercurio

Mercurio

Padova, palazzo della Ragione,


Affreschi giotteschi ripristinati da
Nicolo' Miretto e Stefano da
Ferrara
(1420)

Giove , Musei vaticani

Giove

Campanile di Giotto

Venere
Madrid Museo
del Prado

Venere

Qazwini,
Le meraviglie del creato
Vienna Bib. Naz.

Venere

Padova, palazzo della Ragione,


Affreschi giotteschi ripristinati da
Nicolo' Miretto e Stefano da
Ferrara
(1420)

Saturno

Saturno

Saturno

Al Qazwini,
Le meraviglie del creato,
Vienna, National-bibliothek

La dottrina degli angeli caduti


Lastrologia nel medioevo cristiano

Astrologia come madre di tutte le scienze


Astrologia si lega intensamente al potere
I manti degli imperatori

Astrologia e il potere
Manto di Ottone III incoronato nel 995 con una
rappresentazione cosmica e zodiacale con al
centro la terra con la Gerusalemme terrestre, lo
zodiaco ecc.
Descrizioni di Pietro Diacono dei mantelli di
Ottone III, uno dei quali era trapunto di perle, e da
365 campanelli uno per ogni giorno dellanno

Mantello di Enrico II (1015)

Due grandi periodi


fino al XII secolo (commenti latini al Timeo le
succinte trattazioni di Beda ed Isidoro da Siviglia il
commento di Macrobio al Somnium Scipionis, Arato)
XII-XIV Grande diffusione e prestigio
dellAstrologia grazie ai contatti con gli astronomi
Arabi che permettono tramite i loro testi di attingere
direttamente alle fonti greche, Tolomeo al posto di
Arato.

Fino
al XII sec.

Bodleian library
Oxford
Sec. XIV.

Tradizione
classica

Aratea, met IX sec.


Londra, British Museum

Tra il XII-XIV
influenza araba

Manoscritto Ottomano del XII sec.


Instambul Unioversity Library

I Barbari travestimenti degli dei


Franz Cumont (Catalogus Codicum Astrologorum Graecorum,
d. F. Cumont, F. Boll, e.a., Bruxelles, 1898-1953, 12 tomes en 20 vols.)
vols

Franz Boll (1913 seminario di Amburgo su invito di


Warburg)

Fritz Saxl (Catalogo dei manoscritto astrologici e mitologici


illustrati del medioevo latino delle biblioteche romane)

Aby Warburg
Jean Seznec

Aby Warburg
Aby Warburg (1866-1929) nacque ad Amburgo
da una ricca e colta famiglia di banchieri israeliti.
Destinato come primogenito a succedere al padre
nella gestione della banca di famiglia, prefer dedicarsi agli
studi di storia dell'arte a Firenze, Bonn e Strasburgo. Il suo
nome legato alla sua prestigiosa Biblioteca per la scienza
della cultura, organizzata da lui ad Amburgo sin dai primi anni
dei suoi studi ed oggi divenuta a Londra il Warburg Institute.
Alla sua maturazione intellettuale contribuirono Hermann
Usener, il filologo delle religioni primitive che privilegiava
l'analisi comparata fra arte e mito, filosofia e religione, Karl
Lamprect, particolarmente interessato al significato dei gesti e
dei rituali e alla loro evoluzione nel corso della storia

Aby Warburg
Warburg rivolse i suoi studi al rinascimento
italiano; poco interessato agli aspetti estetici
dell'opera d'arte, privilegi un approccio
interdisciplinare, unito ad un'attenta ricerca
filologica; negli archivi fiorentini and alla
ricerca di notizie che gli permettessero di ricostruire il mondo sociale
ed intellettuale che circondava Lorenzo dei Medici per comprendere
che cosa ricercassero i committenti del Quattrocento nell'antichit
classica e per quale motivo simboli creati in un contesto pagano
avessero ripreso vita nel rinascimento. Il nuovo paradigma che guid i
suoi studi fu pertanto l'influsso dell'antico sugli aspetti sociali, politici,
religiosi, scientifici, filosofici, letterari ed artistici della civilt
moderna; anche i libri della sua biblioteca amburghese furono raccolti
secondo questa logica di "buon vicinato".

Aby Warburg
A partire dalle sue prime ricerche
(il saggio su La Primavera e La Nascita
di Venere di Botticelli) linteresse di Warburg
per le opere darte si configura come
unindagine a tutto campo sulla cultura
occidentale, dallesame delle fonti iconografiche e letterarie
allanalisi delle circostanze storiche e culturali della creazione
artistica.
La sua attenzione per documenti e materiali che normalmente
non rientrano nello studio della storia dellarte, e un metodo che
supera i tradizionali confini fra discipline, contro una lettura
puramente estetizzante dellopera artistica, inaugurano il filone
di studi delliconologia.

Aby Warburg
Tra i principali oggetti e temi della sua
ricerca: lespressione della vita intensificata
tramite figure ed elementi accessori in
movimento nelle opere rinascimentali
(la figura della Ninfa); le feste, il teatro,
la circolazione e riproduzione di immagini
nelle corti italiane ed europee; larte del ritratto nella Firenze del
Quattrocento e gli scambi culturali ed artistici con le Fiandre; la
tradizione astrologica arabo-persiana e la migrazione delle
divinit planetarie testimoniata in grandi cicli astrologici
(importante la sua interpretazione degli affreschi di Palazzo
Schifanoia a Ferrara) e nella cultura dellEuropa della Riforma
(il saggio su Lutero); la persistenza in et moderna di miti e riti
ancestrali.

Aby Warburg
Atlante di immagini intitolato alla
memoria Mnemosyne rimasto
incompiuto alla morte dello studioso,
il lascito pi originale e rappresenta
la summa delle sue ricerche. Attraverso lindagine
sulla permanenza delle forme dellAntico nellarte
rinascimentale italiana e nordeuropea, Warburg
interroga la tradizione occidentale, scoprendo i suoi
meccanismi e riattivando punti nevralgici e zone
dombra.

Aby
Warburg
(1866- 1929)

Mnemosyne
Tavola 21

Aby
Warburg

Mnemosyne
Tavola 22

Fritz Saxl (1890-1948)


Verzeichnis astrologischer und mithologischer
illustrierter Handscriften des lateinischen
Mittelalters, iniziato nel 1915
Poi con il titolo
Catalogue of Astrological and Mythological
Illuminated manuscripts of the Latin Middle Ages
(sotto il patrocinio del Warburg Institute)

Fritz Saxl (1890-1948)


dissodare le strisce di terreno che stanno al
confine fra la storia dellarte, la letteratura, la
scienza e la religione
Linventario dei manoscritti astrologici e
mitologici dallet carolingia fino al rinascimento
prodotto da Saxl nel 1915 permette di seguire
passo passo le alterazioni nelle raffigurazioni degli
dei

Lidentificazione di dei ed astri perfetta alla fine


dellet pagana, ma dopo una lenta evoluzione

Eudosso di Cnido (IV sec. a. C.)


Arato di Soli (III sec. a. C.)
Eratostene (III-II sec. a. C.)

Eudosso di Cnido (IV sec. a.C.)

Fenomeni: descrizione organica della volta celeste


Sfera armillare
Modello geometrico-cinematico che si prestava a calcoli
matematici

Sfere omocentriche

Arato di Soli (III sec. A. C.)

Scuola Stoica di Zenone


Fenomeni, traduce in poesia il libro di Eudosso

Arato di Soli (III sec. A. C.)

lespediente mnemonico descrittivo di Eudosso diventa un sistema


mitologico in Arato

Il sistema planetario vi rappresentato


secondo la concezione tolemaica con nel
centro la Terra e lultimo cerchio
esterno occupato dalle stelle fisse. Le
relative orbite sono descritte con versi
tratti dallopera Naturalis Historia di
Caio Plinio Secondo. Eccezionalmente a
Mercurio e Venere viene lasciata
lopportunit di girare in una orbita
indipendente intorno al Sole che,
girando a sua volta intorno alla Terra, fa
percorrere ai due pianeti unorbita
circolare intorno al nostro pianeta.
Questa rappresentazione mista era gi
stata introdotta da Marziano Capella,
loriginalit del manoscritto del IX
secolo sta nel tracciare comunque la
doppia orbita di Mercurio e Venere.
Se partendo dalla Terra proiettassimo
sul cerchio esterno della volta stellata il
Sole, la Luna e i Pianeti avremmo la
rappresentazione in cielo di questi corpi
per una data epoca, secondo alcuni
studiosi la data sarebbe quella del 28
Marzo 579.

Arato

Arato
di Soli
(III sec. A. C.)

Arato trasponendo in versi i Fenomeni di Eudosso


contribuisce alla divulgazione dellastrologia

Arato di Soli (III sec. A. C.)

Con Arato lastrologia diventa alla portata di un


pubblico molto vasto di persone.
I suoi versi semplificano i ragionamenti matematici
di Eudosso
Il suo testo contribuisce dunque alla separazione
dellastrologia matematica dal pubblico

Arato di Soli (III sec. A. C.)


Con Arato si ha amplia
il processo di
MITOLOGIZZAZIONE DEL CIELO
Gi Eudosso aveva chiamato le costellazioni con i
nomi come Andromeda, suo padre Cefeo, sua madre
Cassiopea, Perseo ecc. ma non era importante, era
solo un espediente mnemonico

Arato di Soli (III sec. A. C.)

Arato allude ai singoli miti quando passa in


rassegna le costellazioni e dunque alimenta
linteresse per il mito

Atlante
Farnese

Gi il famoso Globo Farnese


ci mostra copia di un originale
del tempo diArato ci mostra
gi un cielo popolato di Dei.

Globo Farnese

Particolare modo compositivo del Globo in cui le costellazioni ed i


pianeti sono visti di spalle e al rovescio di come li vediamo
realmente si immagina che un osservatore sia oltre le sfere celesti ed
osservi come un dio il movimento degli astri: difficolt pratiche ne
riconoscere il motto reale dei pianeti

Eratostene (III-II sec. a. C.)


Prevale la mitologia sul disegno delle stelle
Vero e proprio trattato di mitologia.
Tutte le costellazioni conosciute ricevono un nome e un significato
mitologico.
Ad esempio lEngonasin luomo in ginocchio diventa in
Eratostene Ercole ed letto secondo lo schema delleroe che
combatte nel giardino delle Esperidi.

Tendenza alla
mitologizzazione

Dopo Eratostene la tendenza alla


mitologizzazione si allarga.
Con Igino e le traduzioni latine di Arato, se
Engonasin diventato Ercole nel giardino delle
Esperidi, la vicina costellazione del Drago diventa il
Serpente e viene rappresentato intorno ad un albero
(che non esiste nelle stelle).

Diffusione astrologia orientale


III a. C.

Testi assiro babilonesi sono tradotti in greco


Inizio del Corpus Hermeticum, testi di
Ermete Trismegisto creati dai sacerdoti
dellEgitto ellenizzato.

Manilio e
lastrologia a
Roma
Manilio un
contemporaneo di
Augusto
La fortuna della sua opera
testimonia come
lastrologia si fosse
diffusa anche a Roma

Marco Manilio

"Astronomica" un poema astrologico in cinque libri,


composto da Marco Manilio all'inizio del I secolo d.C.;
riscoperto dall'umanista Poggio Bracciolini nel 1417,
esso costitu una fonte per gli affreschi di Schifanoia.

Marco Manilio

Dopo essersi soffermato su tematiche cosmologiche ed


astronomiche, nel secondo libro Manilio afferma la
dipendenza dei fenomeni terrestri, della vita umana,
delle fortune dei popoli, infine dell'indole di ciascuno
dagli astri. Ma l'uomo ha facolt di indagare i
meccanismi arcani del cielo; e da questo assunto si
diparte una disamina dei segni zodiacali e della loro
subordinazione alle divinit.

Marco Manilio

Il IV libro ammonisce il lettore a non affannarsi, in vita,


per desideri vani, poich il bene e il male stanno gi
scritti nell'ora della nascita: per nel III libro Manilio
aveva fornito gli elementi per determinare l'oroscopo
delle influenze celesti. Segue nel V libro una trattazione
delle caratteristiche dei nati di ciascun segno, che si
alterna alla spiegazione astronomica dei fenomeni
celesti.

Igino
Hyginus, Poeticon
astronomicon libri
quattuor, Manoscritto

di Admar de
Chabannes, XI Secolo

Nell'opera, che si rivela priva di originalit, la materia divisa in quattro libri. Il


primo contiene nozioni di carattere generale, la definizione della sfera, dello
zodiaco, della terra. Il secondo tratta delle leggende riguardanti le
costellazioni, i pianeti, la via lattea. Il terzo illustra le costellazioni, indicando
il numero delle stelle che le compongono. Nel quarto vengono descritti i
circoli della sfera, il giorno e la notte, i singoli segni dello zodiaco, il corso
del sole e della luna, i pianeti.

Igino
Il volume contiene anche la
raffigurazione allegorica di
costellazioni, segni zodiacali
e pianeti. Le 47 xilografie
che lo illustrano si ritrovano,
pi o meno modificate, in
edizioni successive di opere
dello stesso genere.

Igino, Poetica astronomica,


Ratdolt, Venezia 1482

Tolomeo
Claudio Tolomeo etern i suoi
14 anni di osservazioni - dal
127 al 141 d.C. nell'"Almagesto", summa delle
conoscenze scientifiche
dell'antichit, divenuta il
baluardo della scienza araba e
occidentale medievali.
Qui presenta una carta del
cielo e usa il calcolo numerico
per prevedere il moto degli
astri, indicandone le leggi.

Tolomeo
Gli assunti fondamentali della sua opera sono
molto semplici: il cielo una sfera che ruota
intorno a un asse fisso, com' dimostrato dal
fatto che le stelle circumpolari hanno un moto
circolare e che le altre stelle sorgono e calano sempre agli stessi
punti dell'orizzonte; inoltre, la terra una sfera collocata al
centro del cielo, poich in caso contrario una parte del cielo
apparirebbe pi vicina dell'altra, e l le stelle si vedrebbero pi
grandi; allo stesso modo, se la terra fosse pi vicina a un polo
celeste che all'altro, l'orizzonte non taglierebbe in parti uguali
l'equatore, ma uno dei cerchi a esso paralleli. In questo sistema, i
sette pianeti, fra i quali rientrano per tradizione anche il sole e la
luna, si muovono su sette sfere concentriche alla terra, la quale,
per, non sta proprio nel centro delle orbite circolari.

Tolomeo

La particolarit sta nel fatto che, mentre il sole e la luna percorrono


esattamente il rispettivo cerchio, gli altri pianeti si muovono
invece su un altro cerchio, detto epiciclo, il cui centro ruota con
moto uniforme sul cerchio principale, chiamato deferente.
Partendo da queste basi, scegliendo i valori opportuni per la
rivoluzione del pianeta sull'epiciclo e per quella dell'epiciclo sul
deferente, Tolomeo descrive sia il moto reale del pianeta, sia quello
apparente. Cos, usando un buon numero di deferenti ed epicicli,
anche i moti pi complessi trovano la loro spiegazione: la versione
tolemaica, nella sua fase finale, prevede pi di cinquanta cerchi.

Tolomeo
Ma Tolomeo scrive anche il
Tetrabylos dove
argomenta in favore
dellastrologia e fa
osservazioni sullinflusso
degli astri sulle stagioni le
semine e altre attivit
delluomo.
"Opus quadripartium".

Tolomeo
Le due opere ebbero una
fortuna separata (nella
scia della separazione
tra astronomia e
astrologia)
Infatti anche questa
sua opera astrologica,
riscoperta nel
Medioevo, conobbe una
ampia volgarizzazione
e numerose edizioni in
latino - col titolo di
"Opus quadripartium".

Bisanzio e
gli arabi

Almeno dallVIII sec. d. C. i testi di Tolomeo


furono letti e commentati a Bisanzio, centro
vivace stimolato soprattutto dalle conoscenze
degli astronomi arabi.

Bisanzio e
gli arabi
Thabit b. Qurrat, *
De equationibus. Tabulae astronomiae,
tra 1224 e 1228
Paris, BnF, Manuscrits, Lat. 11249

Nel IX secolo il califfo di Bagdad il celebre alMa'mn, si fece promotore del potenziamento della
matematica, dell'astronomia e della geografia. Grazie a
lui studiosi arabi, persiani ecc. furono spinti a ritrovare
le opere greche e a tradurle completando e aggiornando
i dati.

Gli arabi
Thabit b. Qurrat, *
De equationibus. Tabulae astronomiae,
tra 1224 e 1228
Paris, BnF, Manuscrits, Lat. 11249

L Almageste (Il pi grande dei libri) viene completato con


cataloghi di stellle, carte celesti e tavole astronomiche calcolate
con la trigonometria e lalgebra (al jabr, la riduzione) dal
matematico Al-Khwarizmi.
I sapienti arabi perfezionano gli strumenti di osservazione, le loro
carte geografiche dando una visione schematizzata e sintetica del
mondo arabo.

Astrologia
araba
La forza scientifica
dellastrologia araba
fondamentale per la
diffusione in
occidente
dellastrologia,
perch conferisce alla
scienza unautorit
che prima non aveva.

Astrologia greca in Persia

Lastrologia greca giunge fino in


Persia:
Giustiniano volle chiudere la scuola di Atene
nel 529 d. C. i dotti rimasti senza lavoro
emigrarono in Persia alla corte di Cosroe I .
Alcuni testi greci furono tradotti in
mediopersiano e poi furono tradotti in arabo
e quindi in latino e giunsero in occidente

Spaera graeca e Sphaera


barbarica
Il cielo delle stelle fisse di Arato determina la
Sphaera graeca, cio linsieme di stelle e
costellazioni collegati al mito greco.
La Sphaera barbarica, composta in Asia Minore
da un certo Teucro amplia il cielo delle stelle fisse
con altre figure mitologiche, nomi astrali egiziani,
babilonesi e dellAsia Minore

Sphaera barbarica
La Sphaera barbarica di Teucro una descrizione
del cielo delle stelle fisse con altre figure astrali
egiziane, babilonesi e dellAsia Minore.
In totale il catalogo astrale di Arato triplicato.
La sphaera barbarica introduce i decani, che
suddividono il mese in tre parti, tripartizione
portata in occidente dai cataloghi astrali arabi.

La Sphaera barbarica

La Sphaera Barbarica presenta i


paranatellonta, cio le 360
raffigurazioni (una per ogni grado
dell'eclittica, trenta per ognuna delle
dodici case zodiacali), che indicano
la posizione delle costellazioni che
sorgono o tramontano
simultaneamente in quel grado
delleclittica e dunque
accompagnano il segno.
I paranatellonta del terzo decano dei
Gemelli, da Georgius Zothorus
Zaparus Fendulus, Liber astronomiae
(ovvero Abu masar, Introductio in
astrologiam, (1325-1350).

Sphaera barbarica
In una tavola astrologica in
marmo dellet imperiale
romana, il Planisfero
Bianchini, trovato nel 1705
sullAventino a Roma e
donato allAccademia di
Francia da Francesco
Bianchini si notano i
decani, e gli dei protettori
dei segni zodiacali.

Planisfero Bianchini

I decani sono rappresentati con figure stilizzate egiziane

La Grande Introduzione di Abu Maar


Fu larabo Abu
Maar (morto
nel 886), autorit
suprema
dellastrologia
medievale, a
riunire in forma
sinottica le tre
Sphaerae
(indiana,
babilonesepersiana, greca).
I paranatellonta del primo decano della Vergine, da Georgius
Zothorus Zaparus Fendulus, Liber astronomiae (ovvero Abu
masar, Introductio in astrologiam, (1325-1350).

La Grande Introduzione di Abu Maar

contiene una
triplice sinossi
di immagini
del cielo delle
stelle fisse
appartenenti a
nazionalit
diverse.

La vergine e i suoi decani, (1300-1350).


nel cerchio p esterno sfera indiana, poi sf. Babilonese
persiana ed egiziana, nel terzo sf. Di Tolomeo

La Fortuna della sphaera barbarica


Abu Maar in realt attinge da Teucro e
contribuisce alla diffusione in occidente
della Sphaera barbarica:
Un esempio importante la presenza di
decani egiziani e orientali
nellAstrolabium planum di Pietro
DAbano, famoso astrologo filosofo e
scienziato del 300.

La Fortuna della sphaera barbarica


lAstrolabium planum di Pietro DAbano
Lopera dell'astrologo
veneto Pietro D'Abano
(1251-1315), (stampata per
la prima volta nel 1488)
attinge ad una traduzione
francese del 1273, della
traduzione ebraica
realizzata in Spagna 1167
del testo di Abu Maar

Decani dellAriete, Giovanni Angelo,


Astrolabium planum, Giunta, Venezia
1502

La Fortuna della sphaera barbarica


lAstrolabium planum di Pietro DAbano

Abu Maar

Traduzione ebraica di
Aben Ezra, Spagna 1167

Traduzione francese del 1273


dellebreo Hagins a Malines

Pietro DAbano
I decani dellarieteGiovanni Angelo,
Astrolabium planum, Giunta, Venezia
1502

La Fortuna della sphaera barbarica


lAstrolabium planum di Pietro DAbano

lAstrolabium planum di
Pietro DAbano poi alla
base del grande salone
della ragione di Padova
Padova Palazzo della
Ragione, rifacimenti di
affreschi giotteschi del 1430

La Fortuna della sphaera barbarica


lAstrolabium planum di Pietro DAbano

Il testo di Abu Masar


alla base del palazzo
Schifanoia a Ferrara

Padova Palazzo della


Ragione, rifacimenti di
affreschi giotteschi del 1430

Storia sorprendente degli dei


planetari
Alcuni esempi:
Mercurio
Giove
Ercole
Perseo

Mercurio

Furio Dionisio Filocalo,


Calendario del 354 d. C.
Biblioteca Vaticana (copia del
XVII sec.)

Mercurio

Tarocchi del Mantegna 1465

Ciriaco DAncona

Mercurio

Vulcano, Plutone,
Bacco,Mercurio/Anubi
Rabano Mauro, De rerum Naturis Montecassino

Mercurio

Calendario dellanno
1446
ambito tedesco 1446

Mercurio

Mercurio con un
fiore, simbolo
dleleloquenza
Christine de Pisan,
L'Eptre d'Otha.
.
Francia (Paris);
1410-1411

Apollo

Apollo con la cetra,


Christine de Pisan,
L'Eptre d'Otha.
.
Francia (Paris);
1410-1411

Bacco

Bacco e il vino,
Christine de Pisan,
L'Eptre d'Otha.
.
Francia (Paris);
1410-1411

Giove

Giove
Christine de Pisan,
L'Eptre d'Otha.
.
Francia (Paris);
1410-1411

Orfeo

Mercurio con un
fiore, simbolo
dleleloquenza
Christine de Pisan,
L'Eptre d'Otha.
.
Francia (Paris);
1410-1411

Ettore
Ettore si
prepara ad
andare in
battaglia
Christine
de Pisan,
L'Eptre
d'Otha.
.
Francia
(Paris);
1410-1411

Christine
de Pisan
Christine de Pisan

offre il suo libro a


Luigi dOrleans
Christine de Pisan,
L'Eptre d'Otha.
.
Francia (Paris);
1410-1411

Venere
Venere con lo
specchio che nuota
Mercurio, con piedi
alati, gallo e flagello,
flail and cock;
Le Breviari d'Amors
Ermengau, Matfre
Sud della Francia;
inizio del XIV sec.

Mercurio

Rappresentazioni occidentali
Rappresentazioni orientali

Mercurio
British library
Mercurio,con con
vergine e gemelli
Jafar ibn Muhammad
[Abu Mashar], Liber
Astrologiae:
traduzione latina
II met del XIV sec.

Mercurio

Michele Scoto,
Ordo stellarum fixarum,
Monaco, Bayerische
Bibliothek (1395)

Mercurio

Padova, palazzo della Ragione,


Affreschi giotteschi ripristinati da
Nicolo' Miretto e Stefano da
Ferrara
(1420)

Mercurio
British library
Mercurio,con con
vergine e gemelli
Speculum Humane
Salvationis
Ambito tedesco 1379

Mercurio

Andal di Negro , Introductorius XIV


sec. Londra British Library

Mercurio

Manoscritto dei primi del


XVI sec.
Al-Qazvini, Aja'ib almakhluqat (Le meraviglie
del creato).
Illustratore Zakariyya ibn
Muhammad
Da Herat, 1503-1504

Mercurio

XVI sec.
manoscritto of Acaib ulmahlukat, tradotto da Sururi
dallarabo 'Aja'ib almakhluqat (Le nemeraviglie
del creato) di al-Qazvini.
Turchia, XVI sec.

Schema
dellintellettuale

Antonello da Messina,
S. Girolamo nel suo studiolo

Mercurio
Rapporti con il dio babilonese Nabu, il dotto
protettore degli scribi e patrono dellastronomia.
Talvolta la figura muta ulteriormente e si veste di
abiti clericali, da vescovo e si confonde con
liconografia orientale di Giove connessa con
quella dei Dio Marduk, il grande giudice

Roma Biblioteca vaticana


XV sec.

Mercurio

Michele Scoto,
Ordo stellarum fixarum,
Monaco, Bayerische
Bibliothek (1392)

Mercurio

Qazwini, Le meraviglie del creato, Parigi, Coll. Anet XIV sec.

Mercurio

Michele Scoto,
Ordo stellarum fixarum,
Monaco, Bayerische
Bibliothek (1392)

Giove

Leopoldi compilatio ducatus


Austriae (1489)

Mercurio
Nuova iconografia derivata da divinit babilonesi
completamente diverse da quelle classiche.
Gli arabi ereditano questa tradizione e la
diffondono in occidente.
Particolarmente importante il ruolo della Sicilia
(Michele Scoto) per la diffusione in Occidente.
Come avviene questa trasmissione agli Arabi?

Mercurio

Qazwini, Le
meraviglie del
creato,
Vienna nationalBibliothek ms.
arab. (1438)

De sphaera Mundi, Biblioteca estense


di Modena, Sec. XV miniature di
Cristoforo de Predis

Qazwini, Le meraviglie del


creato, Vienna nationalBibliothek ms. arab. (1438)

Furio Dionisio Filocalo,


Calendario del 354 d. C.
Biblioteca Vaticana (copia del
XVII sec.)

Qazwini, Le meraviglie del


creato, Vienna nationalBibliothek ms. arab. (1438)

Trasmissione dei tipi babilonesi


Ipotesi di Fritz Saxl:
Le immagini degli dei babilonesi dei pianeti
erano completamente scomparse dalla
tradizione ellenistica
Gli arabi hanno potuto recuperare queste
iconografie da un angolo morto della
Mesopotamia
La comunit dei sabei di Harran.

Trasmissione dei tipi babilonesi


Ipotesi di Fritz Saxl:
La comunit di Harran aveva conservato un
paganesimo antichissimo risalente ai
babilonesi.
Pagani siriaci che sopravvivono nel cuore
dellera islamica
Rimasto isolato dal resto del mondo essi
avevano conservato forme arcaicissime di
astrolatria (culto degli astri) fino al XI secolo.

Trasmissione dei tipi babilonesi

Ipotesi di Fritz Saxl:


Culto dei sette pianeti.
Templi dedicati a divinit planetarie.
Ancora nel XII secolo consideravano
fondatore della loro religione Hermes.

Gayat al Hakim

Molte di queste divinit


mesopotamiche e dei riti
collegati con il loro culto
furono inglobate in un
trattato composto in
arabo verso il 1050 e
noto come Gayat al
Hakim (lo scopo del
saggio) o come Picatrix.

Giove
1. Giove in abiti da Vescovo
2. Compare con un libro

Michele Scoto,
Ordo stellarum fixarum,
Monaco, Bayerische Bibliothek
(1395)

Giove in abiti da vescovo


Giove in abiti da vescovo
Davanti ad uno scrittoio dove spicca un libro
Labito da vescovo non una cristianizzazione, ma una
ripresa precisa del testo di Magia Picatrix:
Ogni divinit astrologica protettrice di una zona della
terra, le Indie, per esempio sono poste sotto il dominio di
Saturno, mentre Giove sovrano delle zone occidentali

Saturno

Al Qazwini,Le meraviglie del


creato,Vienna, National-bibliothek

Giove

Andrea Pisano e aiuti,


Campanile di Giotto (1350 c.)

Saturno
Saturno con sette braccia che
tiene una collana, corona, un
topo , unascia, una vanga e un
piatto
Manoscritto dei primi del XVI
sec.
Al-Qazvini, Aja'ib al-makhluqat
(Le meraviglie del creato).
Illustratore Zakariyya ibn
Muhammad
Da Herat, 1503-1504

Giove
La Gayat (Picatrix) afferma espressamente che
Giove il patrono dei cristiani.
Chi invoca il suo soccorso deve vestirsi come lui:
Sii umile e modesto e porta labito dei monaci e
dei cristiani, poich egli il patrono, fa tutto
quello che fanno i cristiani e adotta il loro
abbigliamento: un mantello giallo, una cintura,
una croce.

La ruota della
fortuna dei
pianeti

Augusta Staatbibliothek (1492)

Giove
1. Giove compare con un libro
in rapporto con Marduk
divinit Babilonese che
sovrintende alla vita degli
uomini leggendo il libro del
destino
Michele Scoto,
Ordo stellarum fixarum,
Monaco, Bayerische Bibliothek
(1395)

Giove

Qazwini, Le meraviglie del creato,


Monaco Bayerische Staatbibliothek
(1366).

Giove

Qazwini, Le meraviglie del creato,


Monaco Bayerische Staatbibliothek
(Herat,

1503-1504 ).

Giove

Leopoldi compilatio ducatus


Austriae (1489)

Giove

Giove e i suoi figli,


Kassel, Landesbibliothek
(1445)

Giove

Michele Scoto,
Ordo stellarum fixarum,
Monaco, Bayerische
Bibliothek (1392)

Zeus Giove

De sphaera Mundi, Biblioteca


estense di Modena
Sec. XV
miniature di Cristoforo de
Predis

Zeus Giove

De sphaera Mundi, Biblioteca


estense di Modena
Sec. XV
miniature di Cristoforo de
Predis

Giove

Calendario tedesco, Monaco, Bayerische


Staatbibliothek (XV sec. ).

Giove Marte

Qazwini, Le meraviglie del creato,


Monaco Bayerische Staatbibliothek
(1366).

Marte

Qazwini, Le meraviglie del


creato, Monaco Bayerische
Staatbibliothek (1366).

Marte
Marte con scimitarra e
testa tagliata
Qazwini, Le meraviglie
del creato, Monaco
Bayerische
Staatbibliothek (1503).

Giove

Qazwini,
Le meraviglie del creato
Cap. Influssi di Giove
Vienna Bib. Naz.

Manoscritti Arabi
Attenzione scientifica:
Corretta posizione delle stelle
Corretta identificazione delle stelle in rapporto al catalogo di
Tolomeo

Disinteresse per gli aspetti mitologici


Disinteresse per gli aspetti formali

Perseo

Aratea, met IX
sec.
Londra, British
Museum

Perseo
Perseo figlio di Danae.
Acrisio, il padre di Danae
seppe dalloracolo che
sarebbe stato ucciso dal
nipote.
Chiuse dunque la figlia in una
stanza senza porte n finestre.
Zeus entr come pioggia
doro.
Scoperto il bambino Acrisio
fece porre in una cassa di
legno madre e figlio e la fece
gettare in mare.
La cassa navig fino allisola
di Serifo.

Perseo
La cassa navig fino allisola di
Serifo dove fu trovata dal pescatore
Ditti, fratello del tiranno dellisola
Polidette.
Perseo crebbe bellissimo e
fortissimo. Un giorno durante un
banchetto Polidette chiese quale
regalo i suoi ospiti ritenessero
degno della sua posizione.
Perseo disse che il tiranno avrebbe
meritato la testa della Gorgone.
Polidette prese sul serio la richiesta
e pretese la testa del mostro
minaccianod di prendere per s
Danae

Atena e Mercurio decisero di venire


in aiuto al giovane e gli
consigliarono di ottenere dalle
ninfe i sandali alati, la bisaccia
(Kibisis) e lelmo che rendeva
trasparenti.
Ermes don una roncola dacciaio
talgiente e resistentissima.
Perseo si diresse dalle Gorgoni
(Steno, Euriale e Medusa). Medusa
era lunica ad essere mortale.
Il collo dei tre mostri era protetto
da squame e zanne simili a quelle
di un cinghiale. Le loro mani erano
di bronzo e le loro ali doro. Il loro
sguardo trasformava in pietra chi le
guardava.

Perseo

Atena sollev uno scudo levigato


sopra la testa di Perseo perch
potesse guardare il mostro
indirettamente, cos Perseo,
librandosi in aria, pot decapitare il
mostro.Dalla testa della Gorgone
usc il cavallo Pegaso.
Le due sorelle di Medusa, Steno ed
Euriale, insegurono Perseo, ma
lelmo lo rendeva invisibile.
Perseo mise nella kibisis la testa di
Medusa e vol verso lisola di
Serifo.
Nel viaggio passando per lEtiopia
vide Andromeda incatenata ad una
roccia, offerta in sacrificio ad un
mostro marino che infestava la
regione.

Perseo

Perseo
La madre di Andromeda,
Cassiopea aveva infatti insultato le
nereidi dicendo di essere pi bella
di loro. Le nereidi chiesero a
Poseidone, re del mare, di punire la
regina e il dio invi un mostro
marino a infestare la regione.
Gli oracoli imposero al re di
sacrificare Andromeda per far
cessare la distruzione del paese.
Perseo innamoratosi allistante di
Andromeda uccise il mostro e
liber la fanciulla.

Perseo

Aratea, met IX
sec.
Londra, British
Museum

Gemelli e la
Vergine
Le traduzioni di Arato del IX
secolo, in rapporto alla
rinascita carolingia mostrano
immagini molto vicine a quelle
antiche:
Conservazione dei tipi
iconografici
Senso dello spazio
Senso della plasticit
Rapporto prospettico con lo
sfondo

Aratea

Nella tradizione occidentale


non si presta per attenzione
alla reale posizione delle
stelle e i trattati sono
considerati pi per i loro
aspetti mitologici che non
scientifici.
Le immagini hanno una loro
valenza narrativa, non
matematica.

Perseo

Cicerone, Aratea, met IX


sec.
Londra British Museum

Manoscritto Aratea di Cicerone

Il manoscritto giunse in Inghilterra probabilmente subito dopo la sua


stesura nel IX secolo.

Manoscritto di
Cicerone
Il manoscritto miniato da un ingegnoso copista appartenne
forse allabate Lupo di Ferrires, discepolo di Rabano Mauro,
uno dei filologi e letterati pi importanti dellInghilterra dle
tempo.
Il manoscritto port in Inghilterra una concezione artistica
nuova in rapporto con lantico (v. la plasticit dei volti e la
resa dei corpi).
Gli inglesi, pieni di ammirazione per il manoscritto ne fecero
molte copie.

Perseo
Manoscritto inglese di
grandissima qualit
eseguito da un
disegnatore inglese della
Scuola di Wincester.
La figura rappresentata in un
movimento particolarmente
energico,
Ma le stelle sono solo indicate
genericamente.

Aratea, circa X sec.


Londra British Museum

Perseo
Manoscritto inglese di
grandissima qualit eseguito da
un disegnatore inglese della
Scuola di Wincester.
Rispetto ai disegni antichi e carolingi.
il disegno inserito liberamente nel
testo, senza la cornice che costituiva
un importante espediente prospettico.
In questo caso il disegno mantiene
per una naturale plasticit e
armonia.

Aratea, circa X sec.


Londra British Museum

Perseo

Manoscritto inglese
Perseo modernizzato,
Perso il rapporto con il
modello antico.

De segnis coelis,
Oxford Bodleian Library
(prima met del sec. XII)

Perseo

Cicerone, Aratea, met IX


sec. , Londra British
Museum

De segnis coelis,
Oxford Bodleian Library (prima
met del sec. XII)

Perseo
Ma linteresse del
manoscritto diretto ad
avere un elenco completo
di Illustrazioni.
Il testo una
contaminazione di pi testi.

De segnis coelis,
Oxford Bodleian Library
(prima met del sec. XII)

Perseo

Michele Scoto, Notitia


ordinum stellarum
fixarum, Vienna, Bib.
Naz. (1400)

Perseo

Michele Scoto, De
imaginum, Vienna, Bib.
Naz. (1400)

Perseo
Demone con Barba:
Il fiotto di sangue
frainteso e rappresentato
come la barba del demone.
Si ignora il mito e non si
interessati ad esso.

Sufi,
Liber de locis stellarum fixarum
Manoscritto arabo
Parigi, Bib. Naz. (XIII sec.)

Perseo
Lerrore degli astronomi
arabi stato consacrato
dalla nomenclatura
astronomica.
Oggi infatti gli astronomi
chiamano la stella di Perseo
Al- Gul coi il demone.

Sufi,
Liber de locis stellarum fixarum
Manoscritto arabo
Parigi, Bib. Naz. (XIII sec.)

Perseo
Al contrario dei
manoscritti occidentali, le
stelle sono indicate con
precisione e con dei
numeri che rimandano al
catalogo di Tolomeo, per
permettere
lidentificazione delle
singole stelle e la loro
misurazione.

Sufi,
Londra British Museum

Perseo
Veste semplificata
Spada al posto del falcetto
Nessun sandalo alato
Demone con barba

Sufi,
Liber de locis stellarum fixarum
Leningrado

Perseo
Interessante il caso di questo
manoscritto occidentale, copiato
da un copista dellItalia
meridionale.
Stelle numerate e collegate con
un elenco.
Sorprendentemente la testa di
Medusa ha tratti orientali ed ha
la barba.

Sufi, Liber de locis stellarum fixarum,


Parigi, Bib. Naz. XIII sec.

Perseo
Il copista non esita a copiare
limmagine senza porsi il
problema del significato dei
simboli

Sufi,
Liber de locis stellarum fixarum
Parigi, Bib. Naz. XIII sec.

Perseo

Aratus di Cicerone
England [Winchester?];
secondo quarto del sec. XI

Perseo

Drer,
Carta celeste del 1515

Perseo

Arato, Fenomena 1554

Ercole

Ercole

Catalogo di Sufi
Bib. Naz. Parigi

Ercole
Disinvoltura nelle
immagini,
Anche se lo scrittore
afferma che le stelle non si
possono riprodurre in
modo approssimativo
Astronomica di Igino,
Sec. XII,
Baltimora, Walters Art
Gallery

Ercole

De segnis coelis,
Oxford Bodleian Library
(prima met del sec. XII)

Ercole
Le immagini sono
ancora generiche, ma
nel testo si
introducono
informazioni pi
dettagliate sulle stelle
e parti nuove, che
per non hanno
illustrazioni

Opusculum de ratione spherae, Oxford, Met XII sec.

Ercole

Ercole (Engonasin)

Da al-Qazvini, 'Aja'ib almakhluqat (Le meraviglie dle


creato)
Herat, 1503-1504

Ercole

Albrecht Durer,
Imagines coeli
Septentrionales
cum duodecim
imaginibus
zodiaci,
Norimberga 1515

Igino,
esemplare Bib. Nazionale Firenze, 1510

Ercole

Grotius, Aratea
1600

Ercole

Il De le stelle fisse di
Alessandro Piccolomini,
Venezia 1540

Ercole
Joanne Paulo Gallucio

Theatrum mundi et
temporis , Venezia 1588
Nel libro V sono raffigurate le
quarantotto costellazioni in
altrettante tavole indipendenti. La
novit rappresentata dalle
coordinate latitudinali e longitudinali,
i dati delle quali sono ripresi dal De
Revolutionibus di Copernico, che
appaiono ai bordi e al centro delle
tavole alle quali sono riferite le
posizioni molto precise delle stelle
suddivise in quattro magnitudini.

Iohann Bayer
Uranometria,
Augusta 1603

Ercole

Catalogo di Sufi
Bib. Naz. Parigi

Ercole

Albrecht Durer,
Imagines coeli
Septentrionales
cum duodecim
imaginibus
zodiaci,
Norimberga 1515

Carta del cielo di Drer


Carta dei due emisferi del 1515
commissionata da Johannes Stabius,
progettata dallastronomo Conrad Heinfogel
disegnata da Drer
Con la carta termina lopera di
deorientalizzazione, e il recupero degli dei classici

Carta del
cielo di
Drer
1515
Albrecht Durer,
Imagines coeli
Septentrionales
cum duodecim
imaginibus
zodiaci,
Norimberga 1515

Carta del
cielo di
Drer
1515

Fonti di Drer
1420
Konrad von Dyffenbach tracci una carta del
cielo molto dettagliata

1435
due carte disegnate da un allievo dellastronomo
viennese Johan von Gmunden ora alla Biblioteca
Nazionale di Vienna

Fonti
di
Drer

Carta del cielo (emisfero Nord) allievo di Johan von

Gmunden

Allievo di
Johan von
Gmunden

L'origine di questa carta


manoscritta, databile
intorno al 1435, di
propriet della Biblioteca
Nazionale Austriaca di
Vienna, sconosciuta.
Riproduce in proiezione
convessa le costellazioni
boreali e zodiacali tolemaiche
riportando anche il numero di
classificazione stellare dell'Almagesto, le stelle sono disegnate in proiezione
eclittica. L'eclittica suddivisa in spicchi di 30 gradi, la cui alternanza
messa in evidenza dal colore delle tacche, prima il nero e poi il rosso;
curiosamente il computo dei gradi all'interno degli spicchi cadenzato da
una non comune progressione di sei in sei.

Allievo di
Johan von
Gmunden

La carta stata
elaborata con molta
precisione e rigore e
si allontana fortemente in quanto a contenuto scientifico dai disegni delle
costellazioni che corredano i testi delle Aratee e delle Favole di Igino del
periodo, tanto da poterla considerare la capostipite di tutte le carte
scientifiche successive. Anticipa di pi di settant'anni la tavola del Durer
del 1515 e rispetto a questa , generalmente considerata come il prototipo
delle carte celesti, fornisce pi informazioni riportando la proiezione del
polo nord, del circolo boreale e una parte di quello aeuatoriale.

Fonti di Drer

Carta del cielo (emisfero


sud)
Allievo di

Johan von Gmunden

Carta di Drer
Recupero
sia della scientificit e precisione nella
identificazione e calcolo delle distanze tra le
stelle proprie dei testi Arabi
Sia della forma classica

Drer

Sufi

Carta di von Gmunden

Carte
stellari

Uranometria di Johann Bayer 1603

Carte
stellari

Andreas Cellarius, Harmonia Macrocosmica,Amsterdam,1661

Julius Schiller

Coelum
Stellatum
Christianum,
Augusta 1627

Tipologie di immagini
Immagini derivate da modelli figurativi
(copie)
Figure legate alla tradizione classica, fino al XIII
Figure mediate dagli Arabi
trattato archeologico mitologico di Michele Scotto
composto in Sicilia tra il 1243-1250

Immagini derivate da testi (ricostruzioni)

Immagini derivate da testi


(ricostruzioni)
Errori interpretativi derivati da errate
interpretazioni lessicali
Alcuni esempi:

Giove
Mercurio
Plutone

Giove

Qazwini,
Le meraviglie del creato
Cap. Influssi di Giove
Vienna Bib. Naz.

Giove
Si prenda un pezzo di cristallo di gioved, quando la Luna
guarda propizia dalla costellazione del Sagittario, e nella
prima o seconda ora del giorno si faccia limmagine di
un uomo seduto su unaquila con una spada in
Mano.
Nasr m
1) tagliente, spada tagliente
2) verga
3) membro virile

Mercurio

Qazwini,
Le meraviglie del creato
Vienna Bib. Naz.

Mercurio

Qazwini, Le
meraviglie del
creato,
Vienna nationalBibliothek ms.
arab. 1438

Plutone
Confusione
tra Orca = Orcio
Orcus = Il Regno dei Morti

Mercurio

Vulcano, Plutone,
Bacco,Mercurio/Anubi
Rabano Mauro, De rerum Naturis Montecassino (XI sec.)