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La dimensione dellintervento pubblico

p
e la finanza pubblica in Italia
1.
2.
3
3.
4.
5.
6.

La dimensione dellintervento pubblico: evoluzione


storica e teorie
Finaziamento della spesa e debito
Lazione
L
azione di finanza pubblica in Italia: soggetti,
soggetti vincoli,
vincoli
funzioni
La struttura dei conti delle Amministrazioni pubbliche
Il quadro della finanza pubblica in Italia
Il Bilancio dello Stato
5 1 La
5.1
L struttura
t tt
f
formale
l del
d l Bilancio
Bil
i
5.2 Il processo di Bilancio e la sua gestione

Universit Ca Foscari, Prof. Michele Bernasconi Corso di Scienza delle finanze lettere Dl-Pas, a.a. 2013-14

La dimensione e lespansione
d lli t
dellintervento
t pubblico
bbli
La dimensione
L
di
i
d l settore
del
tt
pubblico
bbli in
i termini
t
i i quantitativi
tit ti i sii
pu misurare attraverso:
- il rapporto
t delle
d ll spese e/o
/ delle
d ll entrate
t t del
d l bilancio
bil
i
pubblico con il PIL
- il contributo alla domanda complessiva interna (PIL) delle
componenti pubbliche (consumi collettivi, trasferimenti e
prestazioni sociali, investimenti p
p
pubblici))
- il numero di dipendenti pubblici in rapporto agli occupati
totali
- ...
La dimensione quantitativa una misura parziale del ruolo
del settore pubblico nelleconomia (regolamentazione).
Universit Ca Foscari, Prof. Michele Bernasconi Corso di Scienza delle finanze lettere DlDl-Pas, a.a
a.a.. 20132013-14

La crescita del settore pubblico 1870-1995


Spesa pubblica in % PIL
70.0%
60 0%
60.0%
50.0%
40.0%
30.0%
20.0%
10 0%
10.0%
0.0%
1870
Francia

1890

1910

Germania

1930

Italia

Fonte: Tanzi & Schuknecht (2000)

Svezia

1950
Jappone

1970
UK

1990
US

La crescita del settore pubblico 1870-1995


Spesa pubblica in % PIL
70.0%

1911-1945
60 0%
60.0%

Spesa militare
e totalitarismi
Crisi del 29 e
fine del laissezfaire

50.0%
40.0%

1945-1980
Linfluenza del
Keynesianesimo

1800-1910
Dominio del
llaissez-faire
i
f i

30.0%
20.0%

1980-
Declino fiducia
nelle istituzioni
pubbliche e
neoliberismo

10 0%
10.0%
0.0%
1870
Francia

1890

1910

Germania

1930

Italia

Fonte: Tanzi & Schuknecht (2000)

Svezia

1950
Jappone

1970
UK

1990
US

Spesa pubblica complessiva 1970-2005 (in % Pil)

80.0%
70.0%
60.0%
50.0%
40.0%
30.0%
20 0%
20.0%
1970
Francia

F t OECD
Fonte:

1975
Germania

1980
Irlanda

1985
Italia

1990

1995

Giappone

2000
Svezia

2005
UK

USA

Teorie della crescita del settore pubblico


Teorie normative
T i liberiste
Teorie
lib i t del
d l fallimento
f lli
t del
d l mercato
t
Teorie Keynesiane
Teorie welfariste e dello Stato sociale

Teorie
T
i positive
iti
Legge di Wagner
Legge di Baumol
Crescita della spesa (per spese militari etc.) e ratchet effect
(Peacock e Wiseman 1961; Bird 1971)
T i della
Teorie
d ll Public
P bli Choice
Ch i
((Letture aggiuntive
gg
: Tanzi Schucknet 2000,, Cap.
p 1 obbligatorio;
g
; Cap.
p 2,, facoltativo))

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La natura dellintervento pubblico si modificata nel tempo.


Ci evidente nellevoluzione
nell evoluzione della spesa pubblica per funzioni
funzioni.
Spesa pubblica per Difesa (in % Pil)
12.0%
10.0%
8 0%
8.0%
6.0%
4.0%
2.0%
0.0%
circa 1870

Francia

circa 1910

Germania

Fonte: Tanzi Schucknet 2000

circa 1920

Italia

1937

Svezia

1960

Giappone

1980

UK

USA

La natura dellintervento pubblico si modificata nel tempo.


Ci evidente nellevoluzione
nell evoluzione della spesa pubblica per funzioni
funzioni.
Spesa pubblica per Istruzione (in % Pil)
12.0%
10.0%
8 0%
8.0%
6.0%
4.0%
2.0%
0.0%
circa 1870

Francia

circa 1910

Germania

Fonte: Tanzi Schucknet 2000

circa 1920

Italia

1937

Svezia

1960

Giappone

1980

UK

USA

La natura dellintervento pubblico si modificata nel tempo.


Ci evidente nellevoluzione
nell evoluzione della spesa pubblica per funzioni
funzioni.
Spesa pubblica per Sanit (in % Pil)
12.0%
10.0%
8 0%
8.0%
6.0%
4.0%
2.0%
0.0%
circa 1870

Francia

circa 1910

Germania

Fonte: Tanzi Schucknet 2000

circa 1920

Italia

1937

Svezia

1960

Giappone

1980

UK

USA

La natura dellintervento pubblico si modificata nel tempo.


Ci evidente nellevoluzione
nell evoluzione della spesa pubblica per funzioni
funzioni.
Spesa pubblica per Pensioni (in % Pil)
12.0%
10.0%
8 0%
8.0%
6.0%
4.0%
2.0%
0.0%
circa 1870

Francia

circa 1910

Germania

Fonte: Tanzi Schucknet 2000

circa 1920

Italia

1937

Svezia

1960

Giappone

1980

UK

USA

Spesa pubblica (% del PIL) per funzioni nel 2005


25.0%
20 0%
20.0%
15.0%
10.0%
5.0%
0.0%
%
Francia

Germania

Affari generali
Affari economici
Sanit
Sicurezza sociale

Fonte: OECD

Italia

Giappone
Difesa
Ambiente
Istruzione
Attivit culturali

Svezia

UK

USA

Ordine pubblico e sic.


Servizi locali e
per le comunit

Piramide della popolazione

Population pyramid (Italy)


Fig. 2.1 Popolazione al 1.1.2000 per anno di nascita
1.000.000
950.000
900.000
850 000
850.000
800.000
750.000
700.000
650.000
600.000
550.000
500.000
450.000
400.000
19351937 1939194119431945194719491951 195319551957195919611963 196519671969197119731975197719791981 1983198519871989199119931995 19971999

Source: Ministero Welfare, Commissione la valutazione degli effetti della l.


n335/95 e successivi provvedimenti.

Population pyramids EU27, 2008 and 2060 (projection)

Source:

http://epp.eurostat.ec.europa.eu/statistics_explained/index.php/Population_projections

Modalit di finanziamento del settore pubblico


p
Tre modalit di finanziamento del settore pubblico
. Imposte
I
t
. Emissione di moneta
. Emissione di debito
Identit di bilancio del settore pubblico
Fabbisogno complessivo o
indebitamento netto (net borrowing)

(Gt TRt ) Tt rBt 1 M t M t 1 Bt Bt 1

F t Fabbisogno

spesa per
interessi

Finanziamento
con moneta

Finanziamento
con debito

o saldo primario

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Modalit di finanziamento della settore pubblico


Macro variabili del settore pubblico
(Gt+TRt)

spesa pubblica primaria (al netto interessi) anno t


(retribuzioni e acquisti beni e servizi + trasferimenti)
Tt entrate anno t (principalmente imposte e contributi)
Bt stock debito (fine) anno t
Intt spesa per interessi dipende da stock del debito e tassi di
interesse a cui debito stato emesso (di seguito,
seguito Intt =rB
rBt-1
t 1)
Mt stock di moneta (fine) anno t

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Finanziamento con debito


(e sostenibilit conti pubblici)

Da identit di bilancio e ignorando finanziamento con moneta,


per Pil ((Y),
), si ottiene:
dividendo p

Gt TRt Tt Bt Bt 1 rBt 1

Yt
Yt
Yt
Yt

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Finanziamento con debito


(e sostenibilit conti pubblici)
Con semplice algebra si ottiene:

rn
bt bt 1 ( g t tt )
bt 1
1 n
dove:

Gt TRt
Tt
gt
; Tt ;
Yt
Yt
Bt
Bt 1
Yt Yt 1
bt ; bt 1
; n
Yt
Yt 1
Yt 1
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Finanziamento con debito


(e sostenibilit conti pubblici)
Con semplice algebra si ottiene:

rn
bt bt 1 ( g t tt )
bt 1
1 n
Dunque,
. Finanziamento con debito sostenibile se n r;
. Saldo primario che stabilizza rapporto debito/Pil :

rn
( g t tt )
bt 1
1 n
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Il debito pubblico
Generalmente, le imposte seguono la spesa pubblica, eccetto che
in periodi di espansione del debito pubblico.
Rapporto debito su Pil nominale negli USA 1790-1991

Fonte: Barro & Grilli (1994)

Il debito pubblico
Generalmente, le imposte seguono la spesa pubblica, eccetto che
in periodi di espansione del debito pubblico.
Rapporto debito su Pil nominale negli USA 1790-1991
Seconda
guerra
g
mondiale
di l

Guerra
fredda
Guerra di
secessione

Fonte: Barro & Grilli (1994)

Prima guerra
mondiale

Il debito pubblico
Politiche ottimali di gestione del debito dovrebbero tenere
conto di varie esigenze, tra cui quelle di:
-Ridistribuire equamente gli oneri delle spese pubbliche tra
generazioni (problema della equivalenza Ricardiana);
-Realizzare una distribuzione efficiente delle aliquote fiscali
(politiche di tax smoothing);
-Utilizzare in modo equilibrato politiche della spesa
pubblica in disavanzo con fini stabilizzazione di cicli
economici (Politiche Keynesiane)
- Tenere conto che titoli del debito pubblico sono detenuti
da investitori istituzionali per conservare ricchezza in
grado di liquidit.
q
strumenti con buon g
(Lettura aggiuntiva : Sartor (2013)

Il debito pubblico in Italia dallUnit a 2007

Fonte: Francese & Pace (2008)


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Il debito pubblico in Italia dallUnit a oggi


180,0

Crisi dei debiti


sovrani
so
a
(2009-

160,0

140,0

120,0

100,0

80,0

60,0

40,0

20,0

0,0

1861

1871

1881

1891

1901

1911

1921

1931

1941

1951

1961

1971

1981

1991

2001

2011

Fonte: Francese & Pace fino 2008; poi Bollettini BDI

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La Finanza pubblica in Italia:


I soggetti di finanza pubbica
Amministrazioni Pubbliche: unit istituzionali le cui
funzioni principali consistono nella:
produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita
redistribuzione del reddito e della ricchezza del paese

Aziende di propriet o a partecipazione pubblica:


organizzazioni produttive, in alcuni casi senza personalit
giuridica, che producono beni o servizi destinabili alla
vendita offerti anche a prezzi sovvenzionati (Aziende
statali, municipalizzate, ex Aziende autonome (Spa))
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Se o e
Settore
Statale

Stato ((Bilancio e
Tesoreria)
Organi costituzionali e
ministeri

Altre enti

Istat, Cnr
Istat
Cnr, Isae
Isae, Enea
Enea,
Coni, ecc.

ex Foreste Dem.
Enti di
Previdenza
Amministrazioni
locali

AMMINISTRAZIONI
CENTRALI

Inps, Inpdap, Inail,


ecc.
Regioni
Provincie
Comuni
Comunit montane
Uniondi di comuni
Altri enti (Asl, Iacp,
Univerist,...)

AMMINISTRAZIONI
PUBBLICHE

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Ex Aziende
autonome ed enti
assimilati

Ferrovie
Monopoli di Stato
ANAS
Poste Italiane

Se o e
Settore
Statale

Stato ((Bilancio e
Tesoreria)
Organi costituzionali e
ministeri

Altre enti

Istat, Cnr
Istat
Cnr, Isae
Isae, Enea
Enea,
Coni, ecc.

ex Foreste Dem.
Enti di
Previdenza
Amministrazioni
locali

SETTORE
PUBBLICO

AMMINISTRAZIONI
CENTRALI

Inps, Inpdap, Inail,


ecc.
Regioni
Provincie
Comuni
Comunit montane
Uniondi di comuni
Altri enti (Asl, Iacp,
Univerist,...)

AMMINISTRAZIONI
PUBBLICHE

A i d municipalizzate
Aziende
i i li
t e regionalizzate
i
li
t
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Lo Stato come aggregato di Finanza pubblica


Lo Stato llaggregato
aggregato centrale della finanza pubblica in Italia,
Italia
per due fondamentali funzioni svolte dal Ministero di Economia:

Cassiere per le operazioni


opera ioni che riguardano
rig ardano le entrate e le
uscite del Bilancio dello Stato (gestione di Bilancio)

Tesoriere e regolatore dei rapporti finanziari tra lo Stato e gli


altri enti del Settore pubblico (gestione di Tesoreria)

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Lo Stato come aggregato di Finanza pubblica


Lo Stato llaggregato
aggregato centrale della finanza pubblica in Italia,
Italia
per due fondamentali funzioni svolte dal Ministero di Economia:

Cassiere per le operazioni


opera ioni che riguardano
rig ardano le entrate e le
uscite del Bilancio dello Stato (gestione di Bilancio)

Tesoriere e regolatore dei rapporti finanziari tra lo Stato e gli


altri enti del Settore pubblico (gestione di Tesoreria)

La gestione di Tesoreria realizzata attraverso ampio insieme


di conti correnti che enti pubblici mantengono presso Ministero
di Economia e che consentono monitoraggio dei flussi finanziari
complessivi della finanza pubblica Italiana nel Bilancio dello
Stato.

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Il conto economico consolidato delle AP


Il conto economico consolidato delle AP presenta le principali voci
di entrata e di spesa,
spesa con relativi saldi,
saldi classificate secondo natura
economica (classificazione economica) per un certo anno.
-E
E conto consolidato perch:
- aggrega entrate e uscite di AC, AP, ed EP
- compensa per trasferimenti in entrate ed uscita tra enti
- E conto di competenza economica (ex-post), non giuridica (di
fatto un conto ibrido di competenza e cassa)
- Esclude le partite finanziarie
- E ufficialmente presentato da Minisitro dellEconomia al
Parlamento nella Relazione generale sulla situazione economica
del Paese su elaborazioni ISTA nellanno successivo ((di norma
entro maggio).
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Conto economico consolidato delle AP nel 2012*


mld di

%PIL

Comp.%

ENTRATE
1. Entrate Correnti

747,1

47,7%

99,2

p
2. Entrate Conto Capitale.

16,3
,

0,40%

0,8

3. ENTRATE TOTALI (1+2)

753,5

48,12%

100

753,3

48,11%

93,2

- di cui interessi passivi

86,7

5,54%

8,8

p
5,, Uscite in conto capitale

47,8
,

3 05%
3,05%

68
6,8

801,1

51,16%

100

USCITE
4. Uscite correnti

6. USCITE TOTALI (4+5)

SALDI
7. Risparmio pubblico (1-4)

-6,2

-0,40%

8. Indebitamento netto (3-6)

-47,6

-3,04%

39 1
39,1

2 50%
2,50%

9. Avanzo primario (8+interessi)

Debito pubblico delle AP (al 31.12.2012)


Per memoria : Prodotto Interno Lordo

1.988,63
1 565 9
1.565,9

* Fonte: Banca dItalia Relazione Annuale (da http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relann)


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Le Entrate delle AP nel 2012*


mld di

%PIL

Comp.%

1 Imposte dirette
1.

237 2
237,2

15 15%
15,15%

31 5%
31,5%

2. Imposte indirette

233,6

14,92%

31,0%

3. Contributi sociali effettivi

212,4

13,56%

28,2%

4. Entrate fiscali (1+2+3)

683,2

43,63%

90,7%

5 Contr
5.
Contr. sociali figurativi

0 26%
0,26%

0 5%
0,5%

6. Altre entrate

59,9

3,83%

8,0%

7 Entrate Correnti (4+5+6)


7.

747 1
747,1

47 71%
47,71%

99 2%
99,2%

6,3

0,40%

0,8%

1,4

0,09%
%

0,2%
%

753,4

48,11%

100

ENTRATE

3 1 Contr
3.1
Contr. sociali dei datori
3.2 Contr. sociali dei lavoratori

8. Entrate Conto Capitale


8 1 Imposte in conto capitale
8.1
9. ENTRATE TOTALI (7+8)

* Fonte: Banca dItalia Relazione Annuale (da http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relann)


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Le Uscite delle AP nel 2012*


mld di

%PIL

Comp.%

USCITE
10 Redditi da lavoro dipendente
10.

165 4
165,4

10 56%
10,56%

20 65%
20,65%

11. Consumi Intermedi

89,1

5,69%

11,12%

12. Prestazioni sociali in natura acq. su mercato

43,2

2,76%

5,39%

13 Prestazioni sociali in denaro


13.

311 4
311,4

19 89%
19,89%

38 87%
38,87%

14. Contributi alla produzione

15,8

1,01%

1,97%

15. Interessi

86,7

5,54%

10,82%

16 Altre spese correnti


16.

41 6
41,6

2 66%
2,66%

5 19%
5,19%

17. Uscite correnti (10+11+12+13+14)

753,3

48,11%

94,03%

18. Investimenti

29,2

1,86%

3,64%

19. Trasferimenti in conto capitale

18,6

1,19%

2,32%

20 Uscite in conto capitale


20.

47,8

3,05%
%

5,97%
%

21. USCITE TOTALI (17+20)

801,1

51,16%

100

* Fonte: Banca dItalia Relazione Annuale (da http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relann)


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I saldi da finanziare
ENTRATE

USCITE

SALDI

1 Entrate correnti

2 Uscite correnti

3 Risparmio pubblico
(1 2)
(1-2)

4 Alienaz e amm. beni 3 Spese finali in


patrimoniali
p
c/capitale
p
6 Entrate Tot. nette
(1+4)
9 Rimborso crediti

7 Uscite Tot. nette (2+5) 8 Indebitamento netto


(6-7)
10 Partite finanziarie

12 Entrate finali (6+9)

13 Spese finali (7+10)

15 Entrate finali

16 Spese complessive = 17 Ricorso al mercato


13 + Rimborso prestiti (15-16)

18 Entrate complessive 19 Entrate complessive


= 15 + accensione
prestiti

14 Saldo netto da finanz.


o Fabbisogno (12-13)

Disavanzo
Complessivo (18)-(19)=0

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I vincoli ai soggetti
gg
di finanza p
pubblica
Le Amministrazione publiche e gli altri soggetti di finanza
pubblica perseguono i propri obiettivi (allocativi,
redistributivi, di stabilizzazione) rispettando un sistema di
vincoli.
vincoli
Fondamentali vincoli
incoli ai soggetti di Finanza
Finan a pubblica
p bblica
Italiana sono stabiliti da:

Art.
Art 81 della Costituzione
Trattati dellUnione Europea (Maastricht e Patto di
Stabilit e Crescita)

Patto di Stabilit interno

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Art. 81 della Costituzione


Comma 1.
1 Le camere approvano ogni anno i bilanci e il
rendiconto consuntivo presentati dal governo
Comma 2. Lesercizio provvisorio del bilancio non pu
essere concesso se non per legge e per periodi non
superiori complessivamente a quattro mesi
Comma 3. Con la legge di approvazione del bilancio non si
possono stabilire
t bili nuovii tributi
t ib ti e nuove spese
Comma 4.
4 Ogni altra legge che importi nuove e maggiori
spese deve indicare i mezzi per farvi fronte

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Trattati UE
(Maastricht 1992, Patto Stabilit Crescita 1997, Fiscal
Compact 2012)
Trattato di Maastricht
C
Creazione
i
BCE e SEBC
Clausola di no-bailout (SEBC non pu acquistare debito
emesso da uno Stato membro emittente)
Procedure di mutua sorveglianza e sui disavanzi eccessivi;
- Tasso inflazione non superiore a 1.5 punti di tasso medio
dei tre paesi pi virtuosi;
- Tassi di interesse di lungo periodo non superiori di due
punti a quello di paese con inflazione pi bassa;
- Indebitamento
I d bit
t netto
tt delle
d ll AP non superiore
i
a 3% del
d l Pil
- Rapporto debito pubblico/Pil non superiore al 60% (o
avvicinarsi a tale limite a ritmo adeguato)
g
)

PSC (Amsterdam 1997)


g contenuti di Maastricht rispetto
p
alle p
procedure p
per i
PSC integra
disavanzi eccessivi (PDE).
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Fiscal Compact
Impegno deficit pubblico strutturale che non superiore 1%
PIL (0,5%
(0 5% paesi con debito superiore 60% del PIL);
Obbligo rientrare soglia 60% PIL paesi con debito superiore
nel giro di 20 anni,
anni e in ogni caso a ritmo annuale pari ad un
ventesimo eccedenza;
Obbligo correzioni
Obbli
i i automatiche
i h quando
d non in
i grado
d di
raggiungere obiettivi di bilancio;
Impegno a inserire nuove regole in norme costituzionali o
della legislazione nazionale.
Obbligo deficit pubblico sempre al di sotto del 3% del PIL,
altrimenti sanzioni semi-automatiche.
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Patto di Stabilit Interno


Le competenze dello Stato e delle Amministrazioni Locali
(Regioni e Enti locali) sono stabilite da Titolo V della
Costituzione, riformato con Legge Costituzionale nel 2001.
In attesa del compimento del federalismo fiscale (l. delega
42/2009, in ottemperanza a riforma Titolo V), i rapporti finanziari
tra
aS
Stato
a o e Amministrazioni
s a o Locali
oca so
sono
o ogg
oggi fondamentalmente
o da e a e e
regolati da Patto di Stabilit Interno.
Esso rappresenta un
unindicazione
indicazione programmatica,
programmatica contenuta
nella Legge di Bilancio che prevede limpegno degli enti
decentrati a contribuire in una determinata misura alla
realizzazione dell
dellobiettivo
obiettivo dell
dellAmministrazione
Amministrazione Centrale in
termini di Indebitamento netto.

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I conti p
pubblici in Italia
Andamento dei conti pubblici da un lato condizionato dalle
vicende delleconomia, dallaltro lato ne contribuisce
allevoluzione:
Periodizzazione
1968-75: Conflitti redistributivi
1976-79: Inflazione
1980-86: Normalizzazione con esplosione del debito
1987-92: Crisi valutaria
1993 97: Adesione Euro
1993-97:
1998-2013: Bassa crescita e crisi finanziarie

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1968-75
Dopo miracolo
D
i
l economico
i (50
(50-60),
60) annii 68
68-75
75 sono di lotte
l tt sociali
i li
(profitti su Pil si riducono da 34% nel 70 a 24% nel 75). Iniziano
spinte
p
inflazionistiche anche p
per crisi p
petrolifere ((73-74),
), precedute
p
da fine accordi cambio Bretton Woods (nel 71).
Conti pubblici caratterizzati da crescita di: spesa sociale (pensione
da contributivo a retributivo; indicizzazione pensioni, pensione
sociale, cassa integrazione),
g
) ospedaliera ((copertura spese a pi di
lista), dipendenti pubblici (da 14% di totali occupati a 16%), spese a
sostegno imprese.
Dimensione stato sociale rimane pi piccolo di altri paesi simili
(Francia, Germania); soprattutto incominciano emergere inefficienze.
Imposte non crescono (riforma tributaria in ritardo)
Politica monetaria accomodante: prelevamenti di Tesoro da cc
presso BDI; possibilit di collocamento titoli direttamente presso BDI.
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1976-79
Spinte inflazionistiche di origine interna (per crescita salariale
salariale, scala
mobile,..) ed internazionale si acuiscono. Seguono crisi valutarie e
creditizie ((tassi di interesse reali rimangono
g
p
per bassi, negativi
g
a
causa alta inflazione).Tentativi di stabilizzazione con svalutazioni,
restrizioni movimenti capitale e poi adesione allo SME (fine 78).
Continua politica di espansione stato sociale e spesa pubblica.
Primi provvedimenti di autonomia fiscale (Regioni e Comuni), ma
senza responsabilit, particolarmente evidente con la riforma
sanitaria universalistica e creazione delle USL.
Imposte non crescono in uguale misura: riforma tributaria avviata
(73 indirette, 74 dirette), ma stenta a produrre gettito atteso.
Incomincia a crescere spesa per interessi.
Politica monetaria rimane accomodante, anche con imposta da
i fl i
inflazione.
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1980-86
Anni 70
70 si chiudano con nuova crisi petrolifera (79
( 79-80),
80) a cui segue
per incrinazione cartello dei paesi produttori di petrolio. Ciclo
positivi con inflazione p
p
pi contenuta che in anni p
precedenti
(soprattutto per fine di inflazione importata).
Continua politica di espansione spesa pubblica
pubblica, con varie forme di
irresponsabilit nei confronti equilibri di bilancio.
p
crescono di p
pi,, in p
particolare indirette,, ma si fa sentire
Imposte
sempre pi forte spesa per interessi.
Fine di politica monetaria accomodante: 1981 divorzio BDI
BDI-Tesoro
Tesoro

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1987-92
politiche di contrasto
In ultimi anni del decennio, continuano p
inflazione favorite da ciclo positivo. Apprezzamento di lira su dollaro
e alti tassi di interesse portano ad afflusso di capitali da estero
(riduzione eliminazione blocco movimento capitali)
(riduzione-eliminazione
capitali), ma con crescita
debito pubblico e debito estero (debiti gemelli).
Inflazione si riduce
riduce, ma non come in altri paesi (rimane intorno a 56%), a causa di spinte salariali (scala mobile) e inefficienze per poca
concorrenza nei mercati. Si comincia a parlare di politiche di
liberalizzazione e per il mercato.
Irresponsabilit su conti pubblici continua. Nel settembre 92 c crisi
valutaria
l t i con uscita
it di It
Italia
li d
da SME e svalutazione
l t i
lilira di circa
i
25%
25%.
Essa causata da: sfiducia investitori internazionali su Italia, acuita
da avvio mani p
pulite,, scarsa credibilit degli
g intenti di risanamento
conti pubblici (dopo firma Trattato Maastricht, febbraio 92), poca
cooperazione europea, attacchi speculativi per clima generale di
sfiducia (referendum Danese contro Euro)
Euro).
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1993-97
p svalutazione 92 e recessione 93 ((-0,9% PIL reale),
) si avvia
Dopo
impegnativa fase di correzione conti pubblici in vista adeguamento ai
parametri di Maastricht valutati su conti pubblici 97 (in particolare
indebitamento complessivo non superiore 3% PIL) per aderire Euro
Euro.
In finanza pubblica bisogna generare avanzi saldi primari. Obiettivi di
finanza pubblica si perseguono nel breve periodo soprattutto con
aumenti di entrate, e poche riduzioni di spesa (investimenti).
Obiettivi di sostenibilit lungo periodo (anche per riconquistare
fiducia investitori) si realizzano soprattutto con riforme pensioni
(Amato 92, Dini 95,: inasprimento requisiti accesso, ritorno
contributivo, indicizzazione prezzi e non produttivit, armonizzazioni
prestazioni, fondi integrativi).
Risanamento anche con massiccia fase di privatizzazioni (Telecom,
Eni, Enel, autostrade, ), ma non liberalizzazioni.
Con 92 prende avvio nuova fase di concertazione salariale (politiche
d i redditi,
dei
dditi fine
fi scala
l mobile,
bil iinflazione
fl i
programmata).
t )
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1998-2013
(
Con adesione Euro, economia Italiana si salva, ma indebolita (199905: tassi crescita Pil reali 1%; tasso occupazione 56,7%; crescita
produttivit: 0,7%). Problemi di carenze strutturali e di competitivit del
sistema industriale sono esacerbati da processi di globalizzazione
globalizzazione. Su
mercato lavoro le riforme ispirate a criteri di flessibilit si accompagnano
a problemi di precariet. Crisi finanziaria del 2008 lambisce inizialmente
Italia, che viceversa fortemente colpita da crisi debiti sovrani dal 2011
(investitori istituzionali ricollocano risorse su debiti paesi pi sicuri, che
potrebbero trovarsi con moneta rivalutata a seguito sfaldamento euro)
euro).
Nei primi anni Euro finanza pubblica rimane incapace di riforme,
nonostante benefici per riduzione tassi di interesse su debito pubblico e
relativa spesa. Caduta tassi reali di crescita Pil obbligano governi a
perdurare in politiche restrittive volte ad ottenimento saldi primari
positivi. Nel 2009 stata aperta procedura per avanzi eccessivi, chiusa
2012. A seguito crisi debiti sovrani e tensioni su tassi interesse, si
riavvia
i
i spirale
i l negativa
ti ttra fifinanza pubblica,
bbli
credito,
dit economia
i reale
l
(PIL reale: +0,4% 11; -2,4% 12; -1,8% 13, +0.7% 14).
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Uscite Totali e Entrate totali delle AP (in % del Pil)


60,0
55,0
50,0
,
45,0
40 0
40,0
35,0
30 0
30,0
25,0
20,0
70 72 74 76 78 80 82 84 86 88 90 92 94 96 98 00 02 04 06 08 10 12
Uscite

Entrate

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Indebitamento netto, Saldo primario e Vincolo del PSCr in% del Pil
9

0
70

72

74

76

78

80

82

84

86

88

90

92

94

96

98

00

02

04

06

08

10

12

-3

-6

-9

-12

-15

Indebitamento

Saldo primario

Vincolo PSC

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Le Uscite delle AP in % del Pil


22
20
18
16
14
12
10
8
6
4
2
0
70

72

74

76

78

80

82

84

86

88

Redditi
Interessi
Acqusti beni e servizi e Investimenti

90

92

94

96

98

00

02

04

06

08

10

12

Prestazioni sociali
Contributi a produzione e a investimenti

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Le Entrate delle AP in % del Pil


18
16
14
12
10
8
6
4
2
0
70

72

74

76

78

80

Imp. Dirette

82

84

86

88

90

Imp. Indirette

92

94

96

98

00

02

Contributi sociali

04

06

08

10

12

Altre entrate

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Variazione del rapporto debito/Pil e sue determinanti


20
15
10
5
0
70

72

74

76

78

80

82

84

86

88

90

92

94

96

98

00

02

04

06

08

10

12

-5
-10
-15
-20
-25
-30
Variazione Debito/Pil

-n

-(g-t)

rn
bt bt 1 ( g t tt )
bt 1
1 n
1
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Debito pubblico in % del Pil

135,0
135
0
130,0
125,0
120,0
115,0
110,0
105,0
100,0
95,0
90,0
85,0
80 0
80,0
75,0
70,0
65,0
60,0
55 0
55,0
50,0
45,0
40,0
35,0
30,0
,
70

72

74

76

78

80

82

84

86

88

90

92

94

96

98

00

02

04

06

08

10

12

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La gestione di bilancio dello Stato


Lo Stato nel corso della gestione finanziaria prevede vari
momenti di programmazione e verifica della finanza
pubblica attraverso la predisposizione di vari documenti di
bilancio.
Oggi essi sono regolati da:
L 196/2009 - Legge
L.
Legge di Contabilit e Finanza Pubblica
Pubblica ,
(che ha sostituito la L. 468/1978)
L 39/2011 (che ha modificato tempistica)
L.

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La trama del processo decisionale di Finanza Pubblica


DEF
+
Nota agg
agg. DEF
(Apr.-Sett.)

Nuove Leggi
Fondi (speciali,
di riserva)
i
)
Assestatmento

Obiettivi

Bilancio a leg.
Vigente
(DLB) (15 Sett
Sett.))

Manovra
(Ott.-Dic.
anno tt-1)
1)

Bilancio di
Previsione
((31 Dic.
anno t-1)

+ Modificazioni =
(anno t)

Previsione
definitive

Legge di stabilit
(LS)
+
Legge di bilancio
(LB)
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DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA - NOTA DI AGGIORNAMENTO

TAVOLA IV.1b: CONTO DELLA P.A. A LEGISLAZIONE VIGENTE (in percentuale del PIL)
SPESE
Redditi da lavoro dipendente
Consumi intermedi
Prestazioni sociali
di cui:
Pensioni
Altre prestazioni sociali
Altre spese correnti
Totale spese correnti al netto interessi
Interessi passivi
Totale spese correnti
di cui:
Spesa sanitaria
Totale spese in conto capitale
Investimenti fissi lordi
Contributi in c/capitale
Altri trasferimenti
Totale spese finali al netto di interessi
Totale spese finali
ENTRATE
Totale entrate tributarie
Imposte dirette
Imposte indirette
Imposte in c/capitale
Contributi sociali
Contributi effettivi
Contributi figurativi
Altre entrate correnti
Totale entrate correnti
Entrate in c/capitale non tributarie
Totale entrate finali
p.m. Pressione fiscale
SALDI
Saldo primario
Saldo di parte corrente
Indebitamento netto

30

2012

2013

2014

2015

2016

2017

10,6
8,4
19,9
15,9
4,0
3,7
42,6

10,5
8,3
20,6
16,4
4,2
3,8
43,2

10,1
8,1
20,6
16,4
4,2
3,7
42,5

9,9
8,0
20,4
16,2
4,2
3,6
41,8

9,5
7,9
20,2
16,1
4,1
3,4
41,1

9,2
7,8
20,0
16,0
4,0
3,3
40,4

5,5

5,4

5,4

5,3

5,3

5,2

48,1
7,1

48,6
7,1

47,8
7,1

47,1
7,0

46,4
6,8

45,6
6,7

3,1
1,9
1,1
0,1

3,3
1,8
1,4
0,1

2,8
1,8
0,9
0,1

2,7
1,8
0,9
0,1

2,5
1,7
0,7
0,1

2,4
1,6
0,7
0,1

45,6
51,2

46,5
51,9

45,3
50,7

44,5
49,9

43,6
48,9

42,8
48,0

30,2
15,1
14,9
0,1
13,8
13,6
0,3
3,8
47,7

30,3
15,0
15,1
0,2
14,0
13,7
0,3
4,0
48,1

30,4
15,0
15,4
0,1
13,8
13,5
0,3
3,8
48,0

30,2
14,7
15,5
0,0
13,7
13,5
0,3
3,8
47,7

30,0
14,6
15,4
0,0
13,6
13,4
0,3
3,7
47,3

29,8
14,5
15,3
0,0
13,5
13,3
0,3
3,7
47,0

0,3

0,4

0,3

0,3

0,3

0,3

48,1
44,0

48,7
44,3

48,3
44,2

48,0
44,0

47,7
43,7

47,3
43,3

2,5
-0,4
-3,0

2,3
-0,5
-3,1

3,0
0,1
-2,3

3,5
0,6
-1,8

4,1
0,9
-1,2

4,5
1,4
-0,7

MINISTERO DELLECONOMIA E DELLE FINANZE

DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA - NOTA DI AGGIORNAMENTO

TAVOLA IV.2a: QUADRO PROGRAMMATICO SINTETICO DI FINANZA PUBBLICA (in percentuale del PIL)
2012

2013

2014

2015

2016

2017

(Nota agg. DEF)


-3,0 -2,5 (3)
-1,6
-0,8
-0,1
-3,0
(DEF 2013)
-3,0
-2,9
-1,8
-1,5
-0,9
-0,4
(Nota agg. DEF)
5,4
5,4
5,3
5,3
5,2
5,5
INTERESSI
(DEF 2013)
5,5
5,3
5,6
5,8
6,0
6,1
(Nota agg. DEF)
2,4
2,9
3,7
4,5
5,1
2,5
SALDO PRIMARIO
(DEF 2013)
2,5
2,4
3,8
4,3
5,1
5,7
(Nota agg. DEF)
-0,4
-0,3
0,0
0,0
0,0
-1,3
INDEBITAMENTO NETTO
STRUTTURALE (1)
(DEF 2013)
-1,2
0,0
0,4
0,0
0,0
0,0
127,0 132,9 132,8 129,4 125,0 120,1
DEBITO (lordo sostegni e debiti (Nota agg. DEF)
pregressi della PA) (2)
(DEF 2013)
127,0 130,4 129,0 125,5 121,4 117,3
(Nota agg. DEF)
124,3 129,3 129,0 125,7 121,4 116,6
DEBITO (netto sostegni) (2)
(DEF 2013)
124,3 126,9 125,2 121,8 117,8 113,8
(1) Corretto per il ciclo e al netto delle misure una-tantum.
(2) Al lordo ovvero al netto della quota di pertinenza dellItalia dei prestiti EFSF, diretti alla Grecia e del programma
ESM. Per lanno 2012 lammontare di tali prestiti agli Stati membri dell'UEM (bilaterali o attraverso EFSF) pari a
36.932 miliardi. I valori per gli anni 2014-2017 includono i proventi da privatizzazioni e da dismissioni immobiliari
per un ammontare pari a circa 0,5 punti percentuali di PIL allanno. Lattuale scenario ipotizza una graduale
chiusura degli spread di rendimento a dieci anni dei titoli di Stato italiani rispetto a quelli tedeschi a 200 punti
base nel 2014, 150 nel 2015 e 100 nel 2016 e 2017.
(3) Lutilizzo di 0,2 punti percentuali di saldo nel 2014 (differenza tra il saldo a legislazione vigente e quello
programmatico) giustificato dalla volont di finanziare alcune voci di spesa in conto capitale non incluse nel
saldo a legislazione vigente.
INDEBITAMENTO NETTO

TAVOLA IV.2b: SALDI PROGRAMMATICI DI CASSA (in percentuale del PIL)

SALDO SETTORE STATALE


SALDO SETTORE PUBBLICO

2013

2014

2015

2016

2017

-5,3
-5,5

-3,6
-3,5

-1,5
-1,7

-0,3
-0,8

0,4
-0,2

Il deterioramento della crescita economica per il 2013 rispetto alle proiezioni


contenute nel DEF dello scorso aprile impatta in modo significativo sulla crescita
potenziale. In base alla metodologia di stima concordata a livello europeo, il
prodotto potenziale previsto contrarsi dello 0,3 per cento nellanno in corso,
soprattutto per effetto dellapporto negativo dei fattori produttivi, lavoro e
capitale.
Ci nonostante, in linea con gli impegni europei, il Governo si impegnato a
mantenere il disavanzo in percentuale del PIL al 3,0 per cento nel 2013. A tale
valore si associa un disavanzo strutturale pari allo 0,4 per cento del PIL nel 2013.
Il miglioramento del saldo strutturale del 2013 e quello medio ottenuto sul biennio
2012-2013 risultano, rispettivamente, pari a 0,9 e a 1,6 punti percentuali del PIL,
ben al di sopra di quanto richiesto ai paesi lontani dallObiettivo di Medio Periodo
(0,5 punti percentuali del PIL su un anno). Infine, va ricordato, i pagamenti dei
debiti pregressi in conto capitale della Pubblica Amministrazione, concordati con
lUnione Europea, incidono per circa 0,5 punti percentuali di PIL sul risultato del
2013.

32

MINISTERO DELLECONOMIA E DELLE FINANZE

IV. FINANZA PUBBLICA

TAVOLA IV.3: LA FINANZA PUBBLICA CORRETTA PER IL CICLO (in percentuale del PIL)
Tasso di crescita del PIL a prezzi costanti
Indebitamento netto
Interessi passivi
Tasso di crescita del PIL potenziale
Contributi dei fattori alla crescita potenziale:
Lavoro
Capitale
Produttivit Totale dei Fattori
Output gap
Componente ciclica del saldo di bilancio
Saldo di bilancio corretto per il ciclo
Avanzo primario corretto per il ciclo
Misure una tantum
Saldo di Bilancio al netto delle una tantum
Saldo di bilancio corretto per il ciclo al netto delle
una tantum
Avanzo primario corretto per il ciclo al netto delle
una tantum
Variazione saldo di bilancio al netto delle
una tantum
Variazione saldo di bilancio corretto per ciclo al
netto delle una tantum
Nota: Eventuali imprecisioni derivano da arrotondamenti.

2011
0,4
-3,8
5,0
0,3

2012
-2,4
-3,0
5,5
-0,6

2013
-1,7
-3,0
5,4
-0,3

2014
1,0
-2,5
5,4
0,1

2015
1,7
-1,6
5,3
0,3

2016
1,8
-0,8
5,3
0,4

2017
1,9
-0,1
5,1
0,6

0,2
0,2
-0,1
-1,7
-0,9
-2,9
2,1
0,7
-4,5

-0,5
0,0
-0,1
-3,4
-1,9
-1,2
4,4
0,1
-3,1

-0,2
-0,1
0,0
-4,8
-2,6
-0,4
5,0
0,0
-3,0

0,1
0,0
0,1
-4,0
-2,2
-0,3
5,1
0,0
-2,5

0,1
0,0
0,1
-2,7
-1,5
-0,1
5,2
-0,1
-1,5

0,1
0,1
0,2
-1,4
-0,8
0,0
5,3
0,0
-0,8

0,2
0,2
0,3
-0,2
-0,1
0,0
5,2
0,0
-0,1

-3,6

-1,3

-0,4

-0,3

0,0

0,0

0,0

1,4

4,3

5,0

5,1

5,3

5,3

5,2

-0,2

-1,3

-0,9

-0,1

-0,3

0,0

0,0

-0,2

-2,3

-0,9

-0,1

-0,3

0,0

0,0

PREVISIONI
2014
2015

2016

2017

TAVOLA IV.4: MISURE ONE OFF (in milioni)


CONSUNTIVO
2012
Totale misure one off
% del PIL
- a ) Entrate
% del PIL
Imposte sostitutive varie
Allineamento valori di bilancio ai principi IAS
Contributi U.E. per sisma Abruzzo ed Emilia
Condono edilizio: Stato
- b) Spese
% del PIL
Dividendi in uscita
Interventi per calamit naturali
Compensazioni emittenti locali
- c ) Dismissioni immobiliari
% del PIL
Ripartizione misure one off per sottosettori
Enti Centrali
Enti Previdenziali
Enti Locali

1.511
0,1
2.122
0,1
770
643
670
39
-1.820
-0,1
-133
-1.585
-103

403
0,0
390
0,0
360
0
0
30
-1.487
-0,1
-140
-1.285
-62

-244
0,0
275
0,0
255
0
0
20
-1.969
-0,1
-70
-1.899
0

-2.288
-0,1
10
0,0
0
0
0
10
-3.748
-0,2
0
-3.748
0

-239
0,0
0
0,0
0
0
0
0
-1.289
-0,1
0
-1.289
0

536
0,0
0
0,0
0
0
0
0
-364
0,0
0
-364
0

1.210
0,1

1.500
0,1

1.450
0,1

1.450
0,1

1.050
0,1

900
0,1

-847
450
800

-1.494
450
800

-3.438
450
700

-1.139
300
600

-264
300
500

244
372
895

PIL (x 1.000)
1.565,9
Nota: Eventuali imprecisioni derivano da arrotondamenti.

MINISTERO DELLECONOMIA E DELLE FINANZE

2013

1.557,7 1.596,0 1.648,4 1.700,9 1.756,3

33

Manovra
Legge
gg di Stabilit
(ex Legge finanziaria)
Contiene misure necessarie a realizzare , per il triennio di
riferimento, gli obiettivi programmatici indicati dal DFP (ex DPEF).
Si compone di Tabelle
T b ll e Articolato:
A ti l t
livello massimo del saldo netto da finanziare e del ricorso al
mercato
la variazione delle aliquote delle imposte
limporto complessivo destinato al rinnovo dei contratti pubblici
le eventuali norme necessarie a garantire lattuazione del Patto di
stabilit interno
altre
lt regolazione
l i
unarea critica della Legge di Stabilit (cos come in passato della
Leggi finanziaria) quella di essere oggetto di assalto dalle lobby.
lobby
Universit Ca Foscari, Prof. Michele Bernasconi Corso di Scienza delle finanze lettere Dl-Pas, a.a. 2012-13

Utili siti per informazioni su Finanza pubblica


(ed economia):
Per Italia (statistiche, rapporti, pubblicazioni ufficiali e di
ricerca)
Istat; Banca dItalia; Ministero dellEconomia e delle Finanze:
Per confronti internazionali:
Eurostat; OECD; IMF; Banca Mondiale
Per dibattiti:
Sole24Ore; Economist; Ft; Lafoce.info

Universit Ca Foscari, Prof. Michele Bernasconi Corso di Scienza delle finanze lettere DlDl-Pas, a.a
a.a.. 20132013-14

Letture aggiuntive

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