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IL MOVIMENTO MODERNO

Il Movimento Moderno nella storia dell'architettura fu un periodo collocato tra le


due guerre mondiali, teso al rinnovamento dei caratteri, della progettazione e
dei principi dell'architettura, dell'urbanistica e del design. Ne furono
protagonisti quegli architetti che improntarono i loro progetti a criteri di
funzionalit ed a nuovi concetti estetici.
Il fulcro del movimento si manifestato nei CIAM (Congrs Internationaux
d'Architecture Moderne).
I CIAM sono nati dal bisogno di promuovere un'architettura ed un'urbanistica
funzionali. Il primo incontro ebbe luogo nel 1928 a La Sarraz (Svizzera). Nel
corso del XI congresso nel 1959 che si tenne a Otterlo (Paesi Bassi), i membri
decisero di cessare la loro attivit. Tra i membri fondatori, oltre che Le
Corbusier e Giedion, erano presenti gli architetti pi importanti dellepoca.
Presentarono la Carta di Atene nel 1933, il testo fondatore dellarchitettura
moderna. Nel testo vengono enunciati i
mezzi per migliorare le condizioni di
esistenza nella citt che permettano lo
svolgere
armonioso
delle
quattro
funzioni
umane:
abitare,
lavorare,
divertirsi e spostarsi. La manifestazione
pi concreta di queste idee si ha nel
padiglione costruito per lesposizione
internazionale del 1937, una struttura
leggera, lineare e funzionale.
Attorno al 1900 diversi architetti in tutto
il mondo cominciarono a sviluppare
nuove soluzioni architettoniche come
risposta alla mutata realt sociale e alle
nuove possibilit tecnologiche, fattori che avevano avuto nella seconda parte
dell'800 un notevole sviluppo.
stato uno dei pi importanti movimenti della storia dell'architettura,
influenzando pi o meno direttamente tutta l'architettura e l'urbanistica del XX
secolo. Vengono ricordati come Maestri del Movimento Moderno Le Corbusier,
Ludwig Mies van der Rohe, Walter Gropius, Frank Lloyd Wright e Alvar Aalto. In
questi anni le ricerche progettuali pi significative possono individuarsi nel
movimento de Stijl in Olanda, nel lavoro d'avanguardia quasi sociale di Le
Corbusier.
Levoluzione architettonica si svilupp attraverso grandi Movimenti Culturali: il
Razionalismo, il Funzionalismo e il Movimento Organico.
L'architettura razionale si rivolge in modo del tutto consapevole alla ragione
dello spettatore. Deve comunicare purezza, sapere e conoscenza.
Il funzionalismo una corrente architettonica per cui l'aspetto di ogni edificio
deve chiaramente rispecchiare lo scopo per cui creato. Le origini del
funzionalismo risalgono a prima della Grande Guerra. Con la nascita
dell'industria e con la conseguente decadenza dell'artigianato, a partire dalla
fine del Settecento e soprattutto Ottocento, si venuto contrapponendo ci
che "utile" a ci che "bello". I concetti del funzionalismo sono alla base
dell'architettura razionalista e nel caso dei movimenti del De Stijl e del Bauhaus
pi marcatamente anche nell'ambito del design.

Il Movimento Moderno divenne International Style negli anni venti, uno stile
architettonico che detter canoni comuni per l'architettura universale, cio
validi a progettare in ogni luogo ed ad ogni latitudine l'ambiente costruito. Nel
1927, con l'Esposizione di Stoccarda organizzata dal Deutscher Werkbund,
l'International Style si present con forza in tutte le sue componenti; infatti,
sotto la supervisione di Ludwig Mies van der Rohe, si realizza un quartiere di
abitazioni permanenti su un'altura alla periferia della citt, il Weissenhof. I
migliori architetti d'Europa vennero chiamati a progettare e costruire le case in
questo quartiere, tra cui: Walter Gropius, Le Corbusier e Bruno Taut..
L'esposizione di Stoccarda present al pubblico europeo per la prima volta il
Movimento Moderno in forma unitaria. Si misero in evidenza i programmi
collegiali e le tendenze comuni a incidere e progettare l'ambiente costruito fra i
molti studi, che provengono da luoghi, tempi e sensibilit diverse.
Il tentativo di fornire canoni da utilizzare per progettare in ogni luogo pose le
basi per lo scontro con l'architettura organica di Frank Lloyd Wright, sostenitrice
non di principi prestabiliti ma, invece, dell'ineludibile lettura ed interpretazione
del luogo e dello spazio. Vicino a questa corrente organica in Europa sar Alvar
Aalto. Tale contrasto, al di l delle partecipazioni anche appassionate dei
protagonisti, sar in realt solo parziale, in quanto entrambe le tendenze
faranno parte del medesimo movimento, influenzandosi e sollecitandosi a
vicenda..
Bruno Taut nel suo libro del 1929 (Modern Architecture) riassume i caratteri del
Movimento Moderno in questi cinque punti:
La prima esigenza in ogni edificio il raggiungimento della migliore utilit
possibile;
I materiali impiegati e il sistema costruttivo devono essere subordinati a
questa esigenza primaria.
La bellezza consiste nel rapporto diretto tra edificio e scopo, caratteristiche
dei materiali ed eleganza del sistema costruttivo.
L'estetica di tutto l'edificio nel suo insieme senza preminenza di facciate o
piante o particolare architettonico. Ci che funzionale anche bello.
Come le parti vivono nell'unit dei rapporti reciproci, cos la casa vive nel
rapporto con gli edifici circostanti. La casa il prodotto di una disposizione
collettiva e sociale.
Il Movimento Moderno aveva rielaborato la cultura dell'architettura e del
costruire dapprima in Europa ed in America realizzando uno stile
internazionale, e, dopo la Seconda guerra mondiale, anche in altri paesi, come
il Giappone e il Brasile, ed in India con l'esperienza di Chandigarh di Le
Corbusier. La rivoluzione del razionalismo era stata tale che si era perduto ogni
vincolo sentimentale e occasionale con l'originaria struttura sociale, economica
e produttiva.
Questi concetti erano ben espressi nel lavoro dell'"Units d'Habitation"; Le
Corbusier sosteneva che, per riordinare la citt moderna, v'era la necessit di
rovesciare la "follia della casa unifamiliare", espressione di una "emarginazione
abitativa", e creare un nuovo "abitare collettivo". Il grande maestro progettava
nella pratica una sua vecchia teoria, quella della macchina per abitare, che era
una modificazione del concetto stesso del vivere la casa come unit abitativa
facente parte di un tutto, il quartiere e la citt. Le tesi erano troppo in avanti e
non riuscirono ad adattarsi all'ambiente europeo. La morte dei grandi maestri

poi, e la ricostruzione del secondo dopoguerra, che condusse ad un nuovo


boom edilizio, portarono ad uno svuotamento dei contenuti delle forme
architettoniche del Movimento Moderno, e ad una loro banalizzazione e facile
sfruttamento da parte della speculazione edilizia. Tutta questa situazione port
ad una reazione che gener nuove tendenze architettoniche contrarie ai
principi del funzionalismo.

RIVOLUZIONI INDUSTRIALI
Con rivoluzione industriale si intende un processo di evoluzione economica o
industrializzazione della societ che, da sistema agricolo, artigianale, o
commerciale diviene un sistema industriale moderno caratterizzato dall'uso
generalizzato di macchine azionate da energia meccanica, favorito da una forte
componente di innovazione tecnologica e accompagnato da fenomeni di
crescita, sviluppo economico e profonde modificazioni socio-culturali e anche
politiche.
Le cause della Prima Rivoluzione, avvenuta in Gran Bretagna intorno al 1780 e
diffusasi rapidamente in Belgio, Francia e Germania, furono molte e
concatenate tra loro e possono essere riassunte in:
- Innovazioni tecniche e cambiamenti nel modo di produrre con lintroduzione
della
macchina a vapore
- Accumulo di capitali e investimenti
- Spirito imprenditoriale e trasformazione dello Stato
- Sviluppo delle citt
La Rivoluzione Industriale legata alla Rivoluzione agricola e tra le due vi una
stretta correlazione: le citt industriali non sarebbero sorte senza lincremento
della produzione agricola e, allo stesso modo, essa per svilupparsi ebbe
bisogno di grandi centri di assorbimento dei prodotti agricoli.
La Rivoluzione agricola a sua volta fu determinata dalla fine dei legami feudali
e delle propriet ecclesiastiche, dallaffermazione di nuove tecniche di
coltivazione e dallintroduzione di nuovi e moderni macchinari.
La maggiore disponibilit di beni prodotti dalla
Rivoluzione agricola mette al riparo le
popolazioni dalle carestie; le persone, meglio
alimentate, vivono pi a lungo e meglio,
diminuisce la mortalit grazie anche ai
progressi della scienza e della medicina e si
ha un conseguente incremento demografico.
Il settore dove si ebbero le prime novit fu
quello tessile, con lintroduzione della
macchina filatrice, che diede un impulso
immediato alle industrie tessili. Queste
abbandonarono il lavoro a domicilio per costruire le fabbriche vicino ai corsi
dacqua e sfruttarne l energia. Linvenzione pi importante fu la macchina a
vapore di Watt , la quale permise di costruire le fabbriche non vicino alle zone
ricche di materie prime bens vicino alle zone di consumo e vendita del
prodotto finito.

Altre importanti innovazioni di questo periodo furono il telegrafo perfezionato


da Morse, il cemento a presa rapida e la vulcanizzazione del caucci.
Le conseguenze sociali della Rivoluzione Industriale inizialmente furono
negative: Nelle citt, costrette ad allargarsi a dismisura, si assistette alla
nascita di veri e propri quartieri dormitorio, senza acqua corrente n fognature,
in cui le persone vivano ammassate e prive di ogni requisito igienico. I turni in
fabbrica, di circa 15 ore al giorno, erano uguali per uomini, donne e bambini.
Le condizioni degli operai cominciarono a migliorare solo in seguito
allintervento dei sindacati ed alla politica dei lavoratori stessi. Tuttavia questo
percorso non fu rapido n semplice e in alcuni casi la reazione alle novit
assunse forme violente e vandaliche.
La Rivoluzione Industriale porta con se anche la nascita del Capitalismo, un
sistema economico che si basa su tre elementi:
- la libert di produzione e di scambio, che ha come scopo il profitto
dellimprenditore. Per ottenere questa libert lo Stato interviene, modificando
le leggi precedenti riguardo al mercato, che limita i diritti reclamati dagli operai
e si astiene dallintervenire sui prezzi.
- Unaltra caratteristica del nuovo sistema capitalistico la propriet privata dei
mezzi di produzione
- e la divisione tra capitale e lavoro; il proprietario dei mezzi di produzione non
partecipa direttamente alla produzione dei beni, che affidata agli operai, ma
colui che ne trae maggiori profitti.
La seconda rivoluzione industriale incominci a manifestarsi intorno al 1900. Se
la prima rivoluzione industriale si basava sulla macchina a vapore, che mut
drasticamente l'approvvigionamento di energia in qualunque processo
produttivo, sulla lavorazione del ferro all'alto forno e sulla meccanizzazione di
molti processi produttivi prima effettuati a mano, la seconda rivoluzione
industriale si bas invece sull'elettricit, sul motore a scoppio, l acciaio e la
chimica organica. Verso la fine del XIX secolo furono inventati la centrale
elettrica e il motore elettrico. Queste due importantissime innovazioni
permisero sia lo sviluppo di molti settori industriali sia di modificare i criteri con
cui venivano localizzate le industrie. L'energia elettrica non facile da
immagazzinare, ma pu essere trasportata a grande distanza. In tal modo
divenne possibile localizzare fabbriche non pi vicino alle miniere di carbone,
come avveniva con la prima rivoluzione industriale, ma ovunque lo si
desiderasse. L'industrializzazione si avvi quindi a diventare un fenomeno assai
pi diffuso. Il settore elettromeccanico forniva centrali e motori elettrici, ma
anche telefoni, radio e frigoriferi. I frigoriferi, a loro volta, rivoluzionarono
l'industria alimentare e i consumi privati, permettendo il lungo
immagazzinamento di derrate come la carne e il loro trasporto a grande
distanza. Il settore meccanico del motore a combustione interna, che permise
un eccezionale progresso nei trasporti, ebbe un notevole sviluppo, soprattutto
dopo l'introduzione della catena di montaggio negli Stati Uniti a opera di Henry
Ford nel 1913: nacquero cos le "citt dell'automobile" come Birmingham e
Coventry (Gran Bretagna), Wolfsburg, Stoccarda, Monaco (Germania), Torino
(Italia), Detroit (USA). Enorme importanza acquist la chimica, sulla base di un
rapido progresso scientifico. Grande sviluppo ebbero anche, soprattutto in
seguito alla crescente diffusione dei trasporti automobilistici, l'industria
petrolchimica, insieme a quella delle materie plastiche e a quella farmaceutica.
L'invenzione della lampada a filamento di carbone, dovuta all'americano Edison

(1879), rese possibile l'illuminazione elettrica delle grandi citt nelle quali,
gradatamente venne eliminata l'illuminazione a gas che pure era sembrata,
qualche decennio prima, un'importante simbolo di modernit. Il "sistema di
fabbrica", un'espressione che si diffuse verso la met del secolo, decoll
decisamente quando cominci a diffondersi il "sistema industriale
americano".Si trattava d'un largo ricorso alle catene di montaggio ed ai
supporti elettromeccanici nelle diverse fasi lavorative della costruzione e
dell'assemblaggio, ma soprattutto si avanzava l'esigenza di razionalizzare i
gesti dell'operaio secondo cadenze attentamente studiate. Ma la seconda
rivoluzione industriale rivela anche

altre differenze rispetto alla prima: nella


seconda ci furono un numero maggiore
di innovazioni di prodotto rispetto alla
prima. Proprio la macchina a vapore
un'innovazione di prodotto: si tratta di
qualcosa che prima non esisteva affatto,
ma la meccanizzazione dei processi
produttivi era soprattutto fatta di
innovazioni di processo: quello che
prima veniva fatta a mano, ora veniva
eseguito dalle macchine, ma il prodotto
finale non variava di molto. La seconda
rivoluzione industriale vede invece
spettacolari novit di prodotto: dal
telefono
all'aspirina,
dall'aereo
all'alluminio, dal cinematografo alle fibre tessili artificiali. Si avviano
giganteschi investimenti per il trasporto dell'elettricit e della telefonia, la
costruzione di strade per le automobili, ma, soprattutto, ci si rende conto che
molti di quei nuovi prodotti possono essere resi disponibili ai consumatori a
prezzi assai contenuti se se ne organizza la produzione su larga scala in
impianti di enormi dimensioni.

THE VICTORIAN AGE AND CHARLES DICKENS


The Victorian Age was the period of Queen Victoria's reign, from 20 June 1837
until her death, on 22 January 1901. It was a long period of peace, prosperity,
refined sensibilities and national self-confidence for Britain: trade and
commerce expanded and science and technology advanced rapidly. The
Industrial Revolution, which have begun in 1780, brought increased wealth to
the middle class.
Victoria became queen in 1837 at age 18. Her long reign until 1901 was
generally characterised mostly by peace and prosperity. There were no great
wars. Britain reached the zenith of its economic, political, diplomatic and
cultural power. The era saw the expansion of the second British Empire.
The mid-Victorian era, (18501870), is considered Britain's 'Golden Years.'.
There was prosperity, as the national income per person grew by half. Much of
the prosperity was due to the increasing industrialisation, especially in textiles
and machinery, as well as to the worldwide network of trade and engineering
that produced profits for British merchants, and exports from across the globe.
There was peace abroad and social peace at home. The Chartist movement,
peaked as a democratic movement among the working class in 1848; its
leaders moved to other pursuits, such as trade unions and cooperative
societies. The working class ignored foreign agitators like Karl Marx in their
midst, and joined in celebrating the new prosperity. Employers typically were
paternalistic, and generally recognised the trade unions,Companies provided
their employees with welfare services ranging from housing, schools and
churches, to libraries, baths, and gymnasia. Middle-class reformers did their
best to assist the working classes aspire to middle-class norms of
respectability.
The lower class continued to suffer poverty and bad working conditions. This
particular situation, which saw prosperity and progress on the one hand and
poverty, ugliness and injustice on the other is usually referred to as the
Victorian Compromise.

19th century Britain saw a huge population increase accompanied by rapid


urbanisation stimulated by the Industrial Revolution. The large numbers of
skilled and unskilled people looking for work kept wages down to a level which
allowed for mere basic subsistence. Available housing was scarce and
expensive,
resulting
in
overcrowding.
These
problems
were magnified in London, where
the population grew at record rates.
Large houses were turned into flats
and tenements, and as landlords
failed to maintain these dwellings,
slum housing developed.
The Victorian era became notorious
for the employment of young
children in factories and mines and
as chimney sweeps. Child labour,
often brought about by economic
hardship, played an important role
in the Industrial Revolution from its
outset:
Charles
Dickens,
for
example, worked at the age of 12 in a blacking factory, with his family in a
debtors' prison. In 1840 only about 20 percent of the children in London had
any schooling.
The children of the poor were expected to help towards the family budget,
often working long hours in dangerous jobs for low wages. Agile boys were
employed by the chimney sweeps; small children were employed to scramble
under machinery to retrieve cotton bobbins; and children were also employed
to work in coal mines, crawling through tunnels too narrow and low for adults.
Children also worked as errand boys, crossing sweepers, shoe blacks, or sold
matches, flowers, and other cheap goods. The controversial social situation of
the Victorian Era heavily influenced the literary production of those years: the
most important novelist, which became the spokesman for his age, was Charles
Dickens.
Dickens was born in Portsmouth, on the south coast in England, in 1812. He
had an unhappy childhood ,since his father went to prison for debt and he had
to work in a factory at the age of twelve. These days of sufferings were to
inspire much of the content of his novels. His best known works are: A
Christmas Carol, David Copperfield, Oliver Twist, Hard Times, and Great
Expectations.
Dickens was a quite complex person; he was friendly and extrovert with friends
but at the same time harsh and arrogant with colleagues. He described his
characters from the observation of real people, often exaggerating, and we can
divide them into good and evil. Dickens is not concerned with the inner life of
the characters; he is an observer of the external qualities of people. He used
fiction to denounce the vices and the evils of the age and above all the abuses
caused by the industrialisation. We cant consider him a social reformer
because he didnt find any solution for the problems.
One of his most popular works is Hard Time written in 1854. This novel is a
powerful accusation of some of the effects of industrial society. Unlike romantic
poets, that were used to describe nature and to ignore towns because they
despised industrialization's effects, Dickens writes novels of denunciations. In
other words, Dickens is not satisfied by industrialization, which he considers a

retrograde step because of the destruction of environment it brings. He shows


the negative effects of industrialization. In this novel Dickens describes
Coketown, an imaginary industrial town in the north of England. The description
of Coketown, and the lives of the people who work there, reveal Dickens's
indignation at what he regarded as the ugliness, squalor and materialism of the
new industrial age.
There are red bricks because the only builds are factory. The town is compared
to the face of a savage, symbol of unnatural colour which give the idea of
death, shows the contrast between nature and industry. There is also a
contraposition of the colours red and black that meaning the contraposition of
life and death.
There is an atmosphere of alienation and monotony, lack of individuality,
destruction of human feelings and sensations. There is no fancy freedom or
imagination; the inhabitants repeat the same actions all the days of their life.
An elephant is compared to the piston of the steam-engine and the only way
to survive is became mad (man=machine).
Dickens in the last part attacks the Victorian world base on fact and not on
emotions, thoughts and imagination. The last word amen suggest that for
him there isn t any possibility of solution, the progress and the industrialization
destroy the life, the man is unable to act.

GIOVANNI VERGA E I MALAVOGLIA


Giovanni Verga una delle figure pi importanti della letteratura italiana, e in
particolare della letteratura di fine ottocento. Nato a Catania nel 1840, fu un
verista, quindi le sue idee erano basate sulla fiducia nella scienza, nel metodo
sperimentale e negli strumenti infallibili della ricerca. Egli fin da giovane ebbe
una vita abbastanza travagliata. Dopo essersi laureato lasci la Sicilia a causa
della critica, la quale non apprezzava i suoi romanzi, e si trasfer a Milano, dove
inizi a subire le influenze veriste. Inizi a comporre le sue prime opere
letterarie, tra cui "Una Peccatrice", che parlava del forte amore che egli
provava per una donna; altra opera fu "Storia di una capinera", che riscosse
un discreto successo, e raccontava di una ragazza che rinunci all'amore per
un uomo perch fu costretta a diventare suora. Pi tardi, a Firenze, conobbe
Luigi Capuana, uno degli scrittori pi importanti del Verismo italiano. Egli lo
spinse a leggere le opere naturaliste dello scrittore e saggista francese Emile
Zola, che in seguito lo appassionarono e lo influenzarono nella stesura delle sue
opere. Con Luigi Capuana discusse sulla cultura naturalista francese, che basa
la conoscenza sull'osservazione, sulla sperimentazione e sulla verifica. Inizi
cos a comporre seguendo i canoni naturalisti: la prima opera di questo genere
fu "Nedda", una novella che racconta la vita di una povera ragazza che viveva
grazie a un piccolo lavoretto, raccogliendo olive per un benestante.
Il suo progetto pi ambizioso fu per quello di scrivere cinque romanzi da
convogliare nella raccolta del "Ciclo dei Vinti". Questa racconta la storia di
alcune famiglie che, tentando di cambiare status sociale, finiscono per essere
travolti dalla vita. Un esempio chiaro "Mastro Don Gesualdo". L'opera di

maggior successo di Verga fu "I Malavoglia", facente parte del suddetto ciclo.
Quest'opera venne inizialmente stroncata dalla critica, poich troppo
innovativa rispetto ai canoni precedenti
(romantici). Successivamente venne rivista
e oggi considerata un vero capolavoro
della letteratura italiana. "Malavoglia" era
il nomignolo dato alla famiglia, un
nomignolo
antifrastico,
perch
in
contrasto rispetto a come era in realt la
famiglia, una famiglia molto laboriosa.
L'opera racconta della famiglia Toscano,
una famiglia di pescatori di Aci Trezza, in
Sicilia. Il capofamiglia era il nonno, Padron
'Ntoni. Suo figlio, Bastianazzo, aveva diversi
figli: Antonio, il primogenito, Luca, Alessi,
Mena e Lia. Era una famiglia benestante, fino
all'arrivo in Sicilia delle leggi piemontesi, che portarono crisi nella famiglia. Cos
Antonio e Luca dovettero intraprendere il servizio militare obbligatorio, mentre
le tasse diventarono pesanti e il clima non garantiva buoni raccolti. Cos la
famiglia cerc di "cambiare stato sociale", provando a diventare commercianti,
cercando di vendere lupini al mercato. I lupini furono affidati a Bastianazzo,
che era tornato dal servizio militare. Egli, durante un trasporto via mare, si
imbatt in un naufragio che lo uccise e caus la perdita dei lupini. A questo
punto, non avendo i soldi per risarcire i danni, furono costretti a vendere la
casa; la madre, invece, a causa dello stressante lavoro che svolgeva per
mantenere la famiglia, si ammal e mor. Uno dei figli, Antonio, fin in carcere
per
contrabbando,
mentre
Luca
mor
in
battaglia.
Lia fin nella prostituzione, mentre Mena rimase a vivere con il fratello Alessi,
l'unico che riesce a riscattarsi e a ricomprare la casa grazie al suo grande
impegno.
E' evidente in queste opere il pensiero di Giovanni Verga: La sua concezione
della vita pessimistica e in questi romanzi voleva dimostrare che in ogni
classe sociale il destino si accanisce contro chiunque e lo fa soccombere. Per
ogni uomo impossibile cambiare "stato sociale", cio cercare di diventare pi
ricco o appartenere ad una classe sociale pi alta, perch fare questo porta alla
sconfitta delluomo. Anche ad esempio in "Mastro Don Gesualdo", il
protagonista diviene ricco, fino a quando non decide di sposare una borghese e
finisce nei guai. Per Verga progresso vuol dire crollo di antichi valori, e sostiene
anche che l'uomo deve seguire l'ideale dellostrica: L'ostrica non si stacca mai
dallo scoglio su cui vive, ed quello che anche l'uomo deve fare, cio non deve
mai allontanarsi dalla famiglia, perch in questo modo vengono a mancare i
valori e l'educazione e la collaborazione tra i componenti della famiglia stessa.
La tecnica di Verga, soprattutto ne "I Malavoglia" quella del romanzo corale:
sono le chiacchiere e i pettegolezzi dei personaggi del romanzo a descrivere le
vicende. Quindi vi l'estraneit dell'autore e l'impersonalit, infatti non
interviene mai nelle vicende e non scrive opinioni soggettive. L'altra tecnica
discorsiva il discorso indiretto libero, ossia riporta i dialoghi tra i personaggi
senza l'utilizzo delle virgolette. Il linguaggio invece un italiano semplice,
popolare, con qualche termine in dialetto siciliano, e ne "I Malavoglia" figurano
circa 150 proverbi.

Lautore, nella prefazione ai Malavoglia, descrive il progresso come una


fiumana inarrestabile che procede attraverso una dura lotta di selezione degli
uomini, riprendendo la teoria Darwinista della lotta di selezione della specie. La
corsa impetuosa di questo fiume, se vista da lontano, appare imponente e
priva di fratture ma, vista da vicino, rivela tutti i risvolti negativi che porta con
s, con i soprusi che i deboli devono subire da parte dei pi forti. Verga quindi
afferma la positivit del progresso, cos come era stata formulata dalla cultura
positivista e dal darwinismo sociale, ma allo stesso tempo non pu non
soffermarsi sulle conseguenze che esso ha nella vita dei pi deboli. In quanto
scrittore, Verga si propone di osservare da vicino lo scorrere del progresso, e
quindi ne osserva le vittime, rendendole protagoniste di tutte le sue opere.
Possiamo cos notare che, pur teorizzando una concezione positiva del
progresso, Verga ne sottolinei soprattutto le conseguenze nefaste sulla vita di
coloro che dal progresso vengono sconfitti. Nella nota Prefazione al romanzo
del 1881, prima di calare il lettore nel tempo senza storia dei Malavoglia,
lautore si sofferma su alcuni punti fondamentali per comprendere al meglio
loperazione verista, in cui si uniscono due dei principali interessi di ricerca di
Verga, attivi sin dagli anni di composizione delle novelle: l'interesse per la
"questione meridionale" e la presenza di un concreto mercato di pubblico cui
rivolgersi. Lautore chiarisce che quello che presenta lo studio sincero e
spassionato del come probabilmente devono nascere e svilupparsi nelle pi
umili condizioni le prime irrequietudini del benessere, cui sassocia quella
vaga bramosa dellignoto che ben conosce il personaggio di Ntoni nel
romanzo. L'indagine sociologica si fonde cos con l'invenzione romanzesca: la
vicenda dei Malavoglia illustra come l'affermazione del benessere moderno non
sia esente da una serie di tragedie silenziose che colpiscono i pi deboli,
soprattutto quand'essi s'arrischiano fuori dal loro mondo chiuso e ristretto
(come prova a fare la famiglia con l'affare dei lupini, o 'Ntoni con il suo esilio
volontario in cerca di fortune e ricchezze). La famiglia siciliana di cui stiamo per
conoscere le drammatiche sorti allora un perfetto exemplum di come operi la
fiumana del progresso, sin dagli scalini pi bassi della scala sociale; al tempo
stesso, levocazione dei Malavoglia permette al romanziere di annunciare al
proprio pubblico quali saranno le altre sue fatiche letterarie.

LA NASCITA DELLA FISICA MODERNA


Si definisce fisica moderna l'insieme delle teorie fisiche sviluppate a
partire dal XX secolo, che hanno segnato sotto vari aspetti un salto
concettuale rispetto alla fisica classica, elaborata dal XVII secolo.
Mentre la fisica classica riguarda le condizione che si verificano
nellesperienza di tutti i giorni, con velocit ben pi basse di quella della
luce e scale molto pi grandi di un atomo, la fisica moderna riguarda
invece alte velocit e piccole distanze.
Fino a quel momento si davano per scontati due principi fondamentali:
che gli eventi accadono in uno spazio che li contiene ad un istante di
tempo esatto, e che il nostro osservare non disturba lo svolgersi di un
evento. Ma alla fine dell800, entrambe le ipotesi si sono rivelate
sbagliate, imponendoci un cambiamento drastico di mentalit. Ci
allontaniamo quindi dalla fisica classica, che prevede che ogni fenomeno
abbia luogo nello spazio tridimensionale descritto dalla geometria
euclidea classica.
Lo studio della termodinamica e dei gas, insieme alla creazione delle basi
dellelettromagnetismo, portarono ad avere nuovi atteggiamenti verso i
fenomeni osservati.
Fino al XIX secolo, si pensava le onde elettromagnetiche si propagassero
attraverso letere luminifero: un mezzo trasparente che avrebbe
permesso di spiegare numerose teorie scientifiche. Lesperimento di

Michelson-Morley viene considerato la prima forte prova contro la teoria


delletere, anche se venne eseguito tentando di provare lesistenza di
esso. Tramite lutilizzo di un interferometro, un fascio di luce viene diviso
in due fasci perpendicolari, che vengono poi fatti convergere su uno
schermo creando una figura di interferenza: se il vento detere fosse
esistito, le frange di interferenza sarebbero cambiate al ruotare
dellapparato. Grazie a Planck, pioniere della meccanica quantistica, si
ipotizz che la radiazione elettromagnetica di un corpo riscaldato pu
essere scambiata solo in pacchetti discreti di energia, chiamati Quanti. Di
conseguenza, ogni corpo riscaldato emette una radiazione di frequenza e
di un colore caratteristico, che dipende dalla temperatura. Nel 1905,
grazie allipotesi di Planck, Einstein pot spiegare leffetto fotoelettrico,
cio lemissione di elettroni da parte di un metallo illuminato da una luce
di frequenza opportuna.

Nello stesso anno svilupp la teoria della relativit ristretta, la quale


viene utilizzata per descrivere eventi che avvengono a velocit prossime
a quelle della luce. Si basa su due postulati: le leggi della meccanica,
dellelettromagnetismo e dellottica sono uguali in tutti i sistemi di
riferimento, e la luce si propaga nel vuoto a una velocit costante (c)
indipendentemente dalla sorgente o
dallosservatore. La teoria della
relativit ristretta unifica lo spazio e
il tempo in un'unica entit, lo
spaziotempo; questo richiese lo
sviluppo
della
meccanica
relativistica per rimpiazzare quella
classica. Nel regime delle velocit
molto basse (rispetto a quella della
luce), le due teorie portano agli
stessi risultati. Einstein lavor
ulteriormente sulla teoria ristretta
includendo la gravit nei suoi calcoli, e pubblic la sua teoria della
relativit generale nel 1915.
Per approfondire il significato del tempo, Einstein affronta dapprima la
definizione di eventi simultanei, puntualizzando che la simultaneit non
si conserva nel passaggio da un riferimento ad un altro in moto rispetto
al primo. Ad esempio dalla terra vediamo simultaneamente la luce di due
stelle, che per non stata generata allo stesso tempo. Il metodo

suggerito da Einstein per stabilire un criterio di simultaneit allora


quello di mettersi a met strada tra i due punti A e B dello spazio nei
quali i due eventi hanno luogo. Se i segnali proveniente da A e da B
arrivano contemporaneamente all'osservatore, si pu dedurre che i due
eventi sono simultanei, se un segnale precede l'altro significa che un
evento precede l'altro nel tempo. Nasce da qui il concetto di dilatazione
del tempo: la durata di un fenomeno dipende dal sistema di riferimento
rispetto al quale misurata. Se un osservatore si trova a met strada tra
due fasci di luce li considera accaduti simultaneamente, per un
osservatore posto pi vicino ad uno rispetto che allaltro, esister un
certo valore diverso a zero fra gli scatti delle due luci. La teoria della
Relativit generale venne presentata in seguito nel 1915 presso
lAccademia Prussiana delle Scienze. Il fondamento della relativit
generale il principio di equivalenza, cio che unaccelerazione sia
indistinguibile dagli effetti di un campo gravitazionale, e quindi che la
massa inerziale sia uguale a quella gravitazionale. Anche se si
dimostrata estremamente accurata nel tempo, si sviluppata
indipendentemente dalla meccanica quantistica e finora non stato
possibile riconciliarla con essa.
I due temi della Fisica Moderna, relativit generale e meccanica
quantistica, sembrano incompatibili. La relativit generale descrive
l'universo nella scala di misura di pianeti e sistemi solari mentre la
meccanica quantistica opera su scale subatomiche. Questa competizione
oggi attaccata dalla teoria delle stringhe, che considera lo spaziotempo
composto, non di punti, ma di oggetti monodimensionali, le stringhe
appunto. Le stringhe hanno propriet simili alle comuni stringhe che
conosciamo (es. tensione e vibrazione). Le teorie sono promettenti, ma
non hanno ancora effetti rilevabili. La ricerca della verifica sperimentale
della teoria delle stringhe tuttora in corso.