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Luciano di Samosata e la sua

riscoperta
Articolo della Suda (10 secolo)
Luciano di Samosata, soprannominato il blasfemo o il
maldicente, perch nei suoi dialoghi fa risultare ridicole
anche le cose tramandate riguardo alla religione, visse ai
tempi di Traiano di Cesare e in seguito. Egli fu dapprima
avvocato in Antiochia di Siria, ma, non avendo avuto
successo in questa attivit, si volse a scrivere e scrisse
un'infinit di opere. fama che mor sbranato dai cani,
poich esercit la rabbia contro la verit. Infatti nella vita di
Peregrino attacca anche il cristianesimo e offende lo
stesso Cristo, quello scellerato. Perci nella vita ha pagato
pene sufficienti di quella rabbia, mentre in futuro, erede del
fuoco eterno, sar con Satana.

Leon Battista Alberti

1404 -1472
1428 Torna a Firenze
per la prima volta
1435 De Pictura
1436 De Statua
1452 De Re
Aedificatoria
Intercenali 1430 1440
Pubblicate 1890
Girolamo Mancini
1960 Vengono alla
luce nuove parti

Astolfo sulla luna ha delle tappe

Regno della luna

Vallon delle cose perdute

Monte di ampolle con il senno

Il palagio dove si filano le vite degli uomini

Fiume dell'olbio

Tempio dell'immoralit

Intercenale Somnium

Mondo dei sogni

Fiume di volti umani mordaci

Valle delle cose perdute

Monte dei vani desideri

Fiume di lacrime umane

Prati sconfinati barbe chiome peli umani e ferini


infestati da pidocchi

Similitudini e differenze

mondo dei sogni = regno della luna


Fiume di volti umani, Valle delle cose perdute =
valle delle cose perdute
Monte dei vani desideri = Ampolle con il senno
L'obiettivo di Astolfo come dice San Giovanni,
questo (66) :
N ad altro effetto per tanto camino
salir qua su t'ha il Redentor concesso,
se non perch da noi modo tu apprenda
come ad Orlando il suo senno si renda.

Il sogno regno della luna

Altri fiumi, altri laghi, altre campagne


sono l su, che non son qui tra noi;
altri piani, altre valli, altre montagne,
chan le cittadi, hanno i castelli suoi,
con case de le quai mai le pi magne
non vide il paladin prima n poi:
e vi sono ample e solitarie selve,
ove le ninfe ognor cacciano belve.
(Ariosto 72)
Sol la pazzia non v' poca assai;
che sta qua gi, non ne ne parte mai.
(81)

Osservavo questa massa di imbecilli


che abbondano ai giorni nostri e mi
stava venendo un attacco di bile,
quando mi sono ricordato che, con la
mia mentalit, il posto dove si vive
meglio il paese dei sogni. L uno pu
lasciarsi andare alla sua pazzia, come
si vede nell'esperienza onirica
Assai pi straordinari sono i fiumi, i
monti, i prati, i campi, i mostri
dall'aspetto incredibile che ho visto nel
paese dei sogni.

La guida nel percorso ultraterreno

Anche Astolfo si fa condurre nella


ricerca da San Giovanni Evangelista
E vola anche lui verso questi luoghi in
groppa al grifone.

Perci ho preso un appuntamento con


un prete esperto di magia e mi sono
fatto insegnare a forza di scongiuri la
via brevissima che porta a quelle
regioni dove vanno in volo le persone
immerse nel sogno.

Valli delle cose smarrite

Da l'apostolo santo fu condutto


in un vallon fra due montagne istretto,
ove mirabilmente era ridutto
ci che si perde o per nostro difetto,
o per colpa di tempo o di Fortuna,
ci che si perde qui, l si raguna
(Ariosto 73)
Le lacrime e i sospiri degli amanti,
l'inutil tempo che si perde a giuoco,
e l'ozio lungo d'uomini ignoranti []
(Ariosto 74)

Libripeta: Fra le montagne ci sono valli


dove si conservano le cose smarrite.
Lepido: Magari ci sono pure le giornate
buttate via dagli uomini. Accidenti!
Quanti dei tuoi anni hai potuto
riconoscere?
Libripeta: Tutti quanti. Ma che c' di
strano? Anzitutto ho trovato laggi una
parte non indifferente del mio cervello,
quella che mi aveva prosciugato la mia
cara vecchietta. Se avessi potuto, avrei
riempito la met destra della testa, che
completamente vuota: ma da quel
paesa non si pu portare via niente.

Tumide Vesciche della storia

Passando il paladin per quelle biche,


or di questo or di quel chiede alla guida
Vide un monte di tumide vesciche,
che dentro parea aver tumulti e grida;
e seppe ch'eran le corone antiche
e degli Assiri e de la terra lida,
e de' Persi e de 'Greci, che gi furo
incliti, et or n' quasi il nome oscuro.
(Ariosto 76)

Libripeta: Non me ne sarei nemmeno


accorto (nel paese dei sogni tutto era
cos diverso dalle mie aspettative), se i
guardiani che cerano laggi non mi
avessero informato di tutto.
Libripeta: Gli imperi sono ammassati
tutti insieme in mezzo ai campi: uno
spettacolo squallido!
Lepido: Davvero?
Libripeta: Sono enormi vesciche piene
di adulazione, di menzogne, di flauti e
trombe risonanti.

Ami d'oro e d'argento, lacci e amori

Ami d'oro e d'argento appresso vede


in una massa, ch'erano quei doni
che si fan con speranza di mercede
ai re, agli avari principi, ai patroni.
Vede in ghirlande ascosi lacci; e chiede,
Et ode che son tutte adulazioni.
Di cicale scoppiate imagine hanno
versi ch'in laude dei signor si fanno. (77)
Di nodi d'oro e di gemmati ceppi
vede c'han forma i mal seguiti amori.
V'eran d'aquile artigli; e che fur, seppi,
l'autorit ch'ai suoi danno i signori.
I mantici ch'intorno han pieni i greppi,
sono i fumi dei principi e i favori
che danno un tempo ai ganimedi suoi,
che se ne van col fior degli anni poi. (78)

L vicino si trovano i benefici: sono ami


d'oro e d'argento ci sono poi ali di
piombo: dicono che sono le cariche
pubbliche. L vicino ci sono manette e
ceppi ardenti: vengono chiamati amori.
Nella polvere, poi, ci sono infiniti nomi
di cittadini scritti con lo stiletto.

Il monte dei desideri le ampolle di


senno

Poi giunse a quel che par s averlo a nui


che mai per esso a Dio voti non ferse;
io dico il senno: e n'era quivi un monte,
solo assai pi che l'altre cose conte. (82)
Altri in amar lo perde, altri in onori,
altri, in cercar, scorrendo, il mar, ricchezze;
altri ne le speranze de' signori,
altri dietro a magiche sciocchezze;
altri in gemme, altri in opre di pittori,
et altri in altro che pi d'altro apprezze.
Di sofisti e d'astrologhi raccolto,
e di poeti ancor ve n'era molto. (85)
Possibile riferimento a Luciano e Leon
Battista?

L vicino c' una montagna altissima,


dove, a quanto dicono, ribollono come
in un catino tutte le cose che si
desiderano e si vorrebbero avere.
Intorno a questa montagna si
dispongono i voti e le preci rivolti dagli
uomini agli di. La montagna riversa
dalla propria cima oggetti sempre
diversi, che precipitano a valle di qua e
di l, come capita.