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Geologia e Petrologia

GEOLOGIA E PETROLOGIA

Inquadramento geografico - geologico


All'estremo Nord d'Europa, vicino al polo, poco distante dalla gelida Groenlandia, vi la pi
grande isola interamente vulcanica del mondo: l'Islanda. L'isola etimologicamente " Terra di
Ghiaccio", grazie alle tiepide correnti marine dell'oceano Atlantico ed al suo attivo sottosuolo
vulcanico, ha un clima vivibile e non glaciale. D'Estate l'isola quasi completamente coperta da
verdeggianti prati, d'inverno quasi completamente innevata e ghiacciata.
LIslanda la regione pi tipica delle eruzioni lineari o fissurali (attivit islandese). Posta sulla
Dorsale Medio-Atlantica, in regime distensivo almeno dal Terziario medio. Fratture beanti non
eruttive o gjas (forse tentativi abortiti del magma di dicchi di uscire in superficie) ed eruzioni
fissurali attestano una distensione dellIslanda di circa 30 m durante gli ultimi 3000-5000 anni, e
lampiezza globale dei dicchi che hanno alimentato le colate laviche terziarie indica una distensione
di alcune centinaia di chilometri. Datazioni radiometriche e inversioni magmatiche indicano che il
fondo oceanico sui fianchi della Dorsale di Reykjanes, al largo della costa SW dellIslanda, stato a
lungo soggetto ad espansioni con un ritmo medio di circa 2 cm per anno. LIslanda rappresenta
semplicemente un prolungamento emerso della Dorsale Medio-Atlantica in distensione, ma la scala
del vulcanismo almeno di un ordine di grandezza maggiore di quella nel fondo oceanico.

Hekla, lava del 1845


Corso di Vulcanologia

A.A. 2000/01

Foto di Charles A. Wood

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Sedimenti olocenici
Bedrock late Quaternario, pi giovane di 0,7 m.a.
Bedrock late Terziario e early Quaternario (Plio-Pleistocene), 0,7-3,1 m.a.
Bedrock del Terziario, oltre 3,1 m.a.
Vulcani centrali attivi o quiescenti e sciami di fessure associate

Un tipico esempio di dorsale vulcanica fornito dallHekla , uno dei vulcani islandesi pi
prominente ed attivo, localizzato nella parte meridionale dell'Islanda a circa 110 km a est di
Reykjavik e 55 km dalla linea di costa meridionale. Sebbene vicino a una zona in espansione, non
un tipico vulcano da rift. Si tratta di un allineamento di vulcani lungo 40 km e largo 7 km, alto fino
a 1491 m (1447 prima dell'eruzione del 1947) e attraversato longitudinalmente da una fessura
eruttiva lunga 5,5 km, Heklugja: ogni episodio eruttivo importante comincia in questa fessura e
continuando le attivit la estende. Questo vulcano caratterizzato da un sistema di fratture del
terreno che lo tagliano, da Est-Nord-Est a Ovest-Sud-Ovest per oltre 5 km.

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Petrologia
I magmi che alimentano l'Hekla sono unici in Islanda e sono simili a magmi alcalini di
subduzione. I prodotti post-glaciali dell'Hekla possono essere descritti come due membri finali di
una serie, uno molto siliceo, l'altro andesitico (islandite: 54-55% SiO2). Il magma intermedio tra
questi membri estremi pu risultare dal magma mescolato.
Circa il 3% delle rocce vulcaniche in Islanda sono acide, una piccola quantit sono intermedia, e
tutto il resto sono basiche. Sulla base delle tracce della distribuzione degli elementi, Wood (1978)
interpreta le rioliti islandesi come differenziate dai basalti, ma evidenze degli isotopi dello stronzio
suggeriscono che pi che una sorgente sono coinvolti. ONions e Gronvould (1973) trovano che in
alcuni vulcani islandesi le rioliti e i basalti hanno lo stesso rapporto iniziale Sr87/Sr 86 (0,7033), ma
in altri le rioliti hanno un rapporto radiogenico leggermente superiore (0,7034 in rioliti confrontate
con 0,7033 nei basalti). Queste rioliti con lo stesso rapporto di Sr pu essere stato prodotto dalla
differenziazione e cos questo alto rapporto pu essere stato prodotto dal parziale mescolamento di
gabbri in crosta oceanica. Un piccolo numero di rocce acide con un alto rapporto Sr87/Sr 86 di
0,7133 stato registrato dalla Ascension Island, e pu rappresentare contaminazioni a piccola scala
del magma da sedimenti marini (Harris et al., 1982).
Il magma dellHekla attrae lattenzione a causa della sua ciclica variazione in composizione.
Sebbene questi sono predominantemente andesiti basaltiche o islanditi (54-64% SiO2), si notato
che ogni eruzione inizia con leruzione di cenere acida, seguita rapidamente da sempre pi lava
basica con proseguire delleruzione (vedi diagramma). Anche, la quantit di SiO2 nel magma
eruttato allinizio maggiore quando il vulcano stato inattivo per lungo tempo. Questo suggerisce
che il magma sottoposto a frazionamento nella camera magmatica tra le eruzioni, e che un
prodotto di volatili associato con il frazionamento innesca ogni nuova eruzione (Baldridge et al.,
1973).

65
1520
60

1947
1597

1766

1845

1636 1693

SiO 2 (%)
55

50

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1500

1600

A.A. 2000/01

1700
1800
TEMPO (anni)

1800

Il diagramma mostra
la composizione del
primo magma eruttato
in alcune eruzioni
storiche dellHekla. Le
linee continue rappresentano il range della
composizione
del
magma in ogni eruzione, e le linee tratteggiate indicano lincremento di SiO2 durante
il periodo di quiescenza come funzione lineare del tempo (da
Thorarinsson
e
Sigvaldason, 1973).

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Osservazione delle deformazioni del suolo


Eysteinn Tryggvason (1994)

Le eruzioni recenti (1980-81, 1991 e 2000) sono tutte iniziate con una fase eruttiva piuttosto
violenta, e non erano stati registrati precursori eccetto unattivit sismica minore la quale ha avuto
inizio meno di unora prima delleruzione visibile (Thorarinsson, 1967; Thorarisson e Sigvaldason,
1972; Gronvold et al., 1983; Gudmundsson et al., 1992). Leruzione del 1981, che pu essere
considerata come una prosecuzione delleruzione del 1980, inizi apparentemente con unattivit
esplosiva minore, ma le osservazioni erano impedite da condizioni atmosferiche avverse (Gronvold
et al., 1983).
E inevitabile che alcuni processi fisici sotterranei precedono violenti eruzioni come quelle
dellHekla. Sebbene le limitate osservazioni nel passato non hanno individuato questi processi, ci si
aspettano osservazioni pi precise e meglio organizzate cos da avere la possibilit di prevedere le
eruzioni dellHekla. Nel 1968 erano iniziate le misurazioni delle deformazioni dal presente autore,
con laspettativa che questo tipo di misure poteva probabilmente individuare alcune deformazioni
del suolo che precedono le eruzioni, e in generale si aggiungono alle conoscenze dei processi fisici
del vulcano. Inizialmente veniva osservata solo la componente verticale di deformazione, prima
determinata con losservazione di tre stazioni con tiltometri ad acqua (Eaton, 1959), e nel 1970 sono
stati costruiti tre stazioni a livellatore ottico, ognuno consistente di una distribuzione di 10 o 11
permanenti punti di misurazione (Tryggvason, 1970). Queste misurazioni rilevano considerevoli
deformazioni del suolo nel 1970, durante leruzione, ma principalmente a una stazione. Nessuna
deformazione era stata osservata prima delleruzione del 1970, ma lultima misurazione prima
delleruzione era stata fatta nellAgosto 1969, circa 9 mesi prima dellinizio delleruzione.
Queste prime misurazioni in Hekla erano continuate per 5 anni, 1968-1973, ma la campagna di
misurazione era fatta solo durante i mesi estivi. Durante i 14 anni successivi furono fatte poche
osservazioni. Nel 1980 iniziarono le osservazioni della componente orizzontale della deformazione
del suolo in Hekla, dopo leruzione dellAgosto del 1980 (Kjartansson e Gronvold, 1983).
Comunque, il monitoraggio non era continuo su basi sistematiche a causa di difficolt logistiche. Il
vulcano Hekla e le sue aree circostanti hanno poche strade, e le localit adatte per le misurazioni
non sono facilmente accessibili.
Nel 1986 inizi un programma di ripetitori GPS (Global Positioning Sistem) per le misurazioni, e
sono state fatte ripetute misurazioni nel 1989 (Sigmundsson et al., 1989). La rete fu particolarmente
occupata nel 1991, dopo leruzione del gennaio 1991 (Sigmundsson et al., 1992).
Misurazioni della variazione di pendenza dellHekla furono registrate su base regolare nel 1987,
con una livellazione per anno a 4 stazioni. Agli inizi del 1991, sono state aggiunte due stazioni e
diverse misure addizionali sono state fatte
durante e dopo leruzione del 1991.
Durante leruzione, il tilt del suolo
osservato diminuisce rapidamente con la
distanza dalla sommit del vulcano, una
stazione a 4 km di distanza dalla sommit
mostra in 10-200 ore tilt pi grandi che una
stazione posta a 10-15 km di distanza.
Il tilt molto ampio a Litla Hekla durante
leruzione del 1970 non pu essere spiegata
da una deformazione elastica intorno a una
sorgente puntiforme in profondit e
lazimut di questo tilt anche differente da
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quello osservato dopo. Questo suggerisce una sorgente diversa per il 1970 in questa stazione. Nel
1970 sono suggerite delle faglie nelle vicinanze della stazione, sebbene non osservate. Il tilt
osservato a Litla Hekla successivo alleruzione del 1970 opposto in direzione al tilt co-eruzione, e
il tilt rate diminuisce rapidamente. Questo indica una relazione di stress locale associato con la
deformazione co-eruttiva.
I tilt vector durante il periodo di riposo, escludendo il tilt tra il 1970 e il 1977 a Litla Hekla,
puntano tutti a un rigonfiamento
concentrato a NW della stazione Litla
Hekla, probabilmente 5-7 km a nord
ovest della sommit dellHekla. I tilt
vector osservati durante le eruzioni del
1970 e1991, puntano anche a uno
sgonfiamento nella stessa localit,
separatamente dal tilt del 1970 a Litla
Hekla. Questo suggerisce una camera
magmatica in profondit sotto questo
centro di gonfiamento e sgonfiamento.
La posizione precisa e la profondit
sono difficilmente individuabili.
Il tilt rate a Litla Hekla nel 1987-1990
Hekla: eruzione del 2000.
era circa o leggermente meno di 4
rad/anno mentre a Naefurgolt (mogi,
1958) 1-2 km a nord-ovest della stazione di Litla Hekla a una profondit di 5-6 km pu rendere
conto di questa differenza nel tilt rate. Questo richiedeva che il massimo tasso di sollevamento era
3-4 cm/anno, e che il volume della zona rigonfiata aumentasse di (5-9)x106 m3/anno tra il 1987 e il
1990.
Durante leruzione del 1991, il tilt a Litla Hekla era di circa 20 ore rispetto a Naefurholt, mentre
questo rapporto era di 5-6 nelleruzione precedente. Questo suggerisce che il tilt co-eruzione a Litla
Hekla ampiamente causato da altri processi oltre alla contrazione della camera magmatica ,
possibilmente dallapertura delle fessure di eruzione. Se il tilt co-eruzione a Naefurholt, Hafurshorn
e Ranga era controllato dalla contrazione della camera magmatica posta a 5-6 km a nord-ovest della
cima dellHekla e a 5-6 km di profondit, allora la massima subsidenza era 30-40 cm e il volume
della zona subsidente era (50-100)x106 m3. Il volume del magma che rimosso da una camera
magmatica 1.5-2.0 volte il volume della zona subsidente (Tryggvason, 1981). Questo suggerisce
che (75-200)x106 m3 di magma stato rimosso dalla camera magmatica dellHekla durante
leruzione del Gennaio-Marzo 1991. Questo in accordo con il volume di lava eruttata che stata
essere di 150 x106 m3. Questo anche ragionevolmente in accordo con il rigonfiamento precedente
alleruzione. Se il tasso di rigonfiamento era costante in tutti i 10 anni del periodo di riposo, il
volume della zona rigonfiata era circa lo stesso come il volume della zona subsidente del 1991.

Misure dello strain


(Ragnar Stefnsson)
27 Febbraio 2000
Il Meterological Istituisce gestisce una rete vulcanometrica per la misura dello strain in Islanda
meridionale. Sono state osservate variazioni dello strain in questi posti in associazione con le
eruzioni dell'Hekla del 26 febbraio. Questi strainmeters, collegati ai muri dei pozzi, individuano
variazioni in volume del bedrock. La rete ha iniziato a funzionare dal 1979 in congiunzione con il
Carnegie Istituzione di Washington.
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Lo strainmeter a Burfell mostra contrazione continua nel roccia fresca dalle 17: 45 alle 19: 20. Allo
stesso tempo altri strainmeter mostrano estensione o un aumento in volume del bedrock .
Lo starinmeter di Brfell mostra che il tasso di contrazione aumenta rapidamente alle 18: 17, ed poi
decresce. Dopo le 19: 20 viene osservato un aumento in volume. Viene assunto che questa
variazione nel tasso di apertura segna il tempo che la conduzione raggiunge la superficie, cio
l'inizio "visuale" dell'eruzione alle 18: 17. Lo strainmeter a Sklholt non mostra una variazione
significativa. Questa stazione a una distanza di 45 km dal vulcano mentre Brfell a una distanza
di 15 km.
Dai risultati delle misurazioni dello sforzo (strain) possiamo definire tre fasi nell'eruzione nelle
prime 24 ore. In primo luogo, l'apertura del condotto alla superficie dalle 17: 45 alle 18: 17. In
secondo luogo, la continua espansione ma molto pi lenta del condotto alle 19: 20. E alla fine, dopo
che il condotto si sviluppato pienamente, tutte le stazioni mostrano un aumento in volume quando
fluisce il magma dal reservoir sotto il vulcano. Nelle prime due fasi c' anche qualche sorta di
svuotamento, ma l'apertura ha influenza maggiore sugli strainmeters. Il motivo per il quale la
polarit varia tra le stazioni nella prima e nella seconda fase che il condotto approssimativamente
un'intrusione lunga 7 km. In una direzione perpendicolare all'intrusione, dove la stazione Brfell
situata, osserviamo compressione. Comunque, in aree larghe parallele all'intrusione, fuori dalla sua
estremit, osserviamo distensione. Tutte le altre stazioni sono in quelle aree e a Geldinga che a
north.
La variazione dello sforzo simile a quella osservata nell'eruzione dell'Hekla nel gennaio 1991. Le
prime osservazioni comunque mostrano che l'attuale segnale a Brfell pi piccolo, ma le altre
stazioni mostrano segnali simili o pi grandi. Abbiamo anche trovato un chiarimento per queste
differenze. Una direzione e ubicazione leggermente diversa della fessura in questa eruzione rispetto
all'eruzione del 1991 potrebbe spiegare questa differenza. Proprio prima della mezzanotte del 27
Feb. la dilazione si arresta a Brfell il che potrebbe indicare che il flusso di lava diminuiva.

Figura 1. Tremore sull'Hekla tra il 26 e il 28 febbraio 2000


registrato a Haukadalur, 10 km a ovest All'inizio
dell'eruzione, alle ore 18:19 del 26 febbraio, il tremore
aumentato rapidamente e ha raggiunto un massimo alle ore
18:50. Il tremore da allora diminuito fino alle ore 07:00
del 27 febbraio ed divenuto costante. Il tremore era circa
il 10% del valore massimo, il 28 febbraio, ma dopo le ore
10:00 era pi grande del valore normale. Dati gentilmente
concessi da Pll Halldrsson, Scienza Istituisce
all'Universit di Islanda.

Modello geologico
Dopo l'eruzione del 1980 stato possibile, da misurazioni di deformazione della superficie,
determinare la profondit della caldera che si trova a 8 km. LHekla ha avuto una quantit elevata di
eruzioni post-glaciali, producendo enormi quantit di tephra che ha ripetutamente coperto fino a due
terzo del paese.
Il volume totale di lava prodotta dall'Hekla in tempi storici di circa 8 km3, ed il volume totale
di tephra di 7 km3.
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L'evoluzione composizionale del sistema magmatico dell'Hekla grossomodo funzione lineare


della lunghezza dei periodi del riposo tra le eruzioni. Cos la silice e gli alcali contenuti nel prodotto
iniziale di ciascuna eruzione aumenta con la lunghezza del periodo di riposo. Inoltre, pi lungo il
riposo e pi grande sar la forza dello scoppio iniziale e maggiore il volume dei prodotti. Dopo lo
scoppio iniziale esplosivo segue una eruzione meno violenta di lave che pu durare da uno a pi
mesi.
Un modello di variazione composizionale basato sui prodotti di tutte le eruzioni post-glaciali
note dell'Hekla. Nelle grandi eruzioni silicee, comunque, i prodotti finali noti non sono tanto
basaltici quanto la lava prodotta in tempi storici. Studi particolareggiati di questo modello
composizionale indicano una zonizzazione composizionale nel sistema magmatico dell'Hekla, che
non pu essere spiegato da alcun singolo processo evolutivo come la cristallizzazione frazionata.
Un modello complesso di processi include sia la cristallizzazione frazionata, sia la fusione parziale
sia vari fenomeni di diffusione. In aggiunta, in tempo storico sono conosciute essere avvenute 17
eruzioni alla sommit dell'Hekla,e 5 eruzioni nella sua vicinanza immediata. Alcune di queste
eruzioni, come eruzione di Rauubjallar nel 1554 e l'eruzione in Lambafit nel 1913, ha prodotto
lava alcalo-olivin-basaltica, distintivamente diversa dal materiale prodotto dallHekla. Questa lava
basaltica deriva probabilmente dal margine del reservoir composizionalmente stratificato
dell'Hekla.

Modello del sistema vulcanico dellHekla di Gudmundsson et al. (1992). La camera


magmatica si pensa essere stratificata, con magma pi ricco in silice al top (andesite) e pi
povero in silice (basalto) sul fondo. Le fessure e le aperture sullHekla sono direttamente
alimentate ancora dal magma ricco in silice. Da Gudmundsson et al. (1992).

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Rock No.
SiO2
Al2O3
TiO2
Fe2O3
FeO
MnO
MgO
CaO
Na2O
K2O
P2O5
H2O

Lava di
Lambafit, 1913

46.50
13.80
3.96
2.74
12.04
0.23
6.38
10.41
2.84
0.54
0.48
0.24

Lava di
xi

46.28
13.88
3.97
2.77
13.39
0.24
5.64
9.32
2.90
0.59
0.49
0.55

Lava
Tephra
Lava emessa
emessa alla
Tephra
della prima
alla fine
delleruzione fase
fine
delleruzione del
delleruzione del 1104
delleruzione
1947
del 1970
del 1947

54.25
16.34
1.54
2.24
10.25
0.26
3.39
7.09
3.41
0.95
0.35
0.42

54.5
15.8
1.9
2.8
8.5
0.3
2.8
6.4
3.9
1.4
1.0
0.3

66.84
14.75
0.30
1.75
3.88
0.20
0.96
3.24
2.84
3.13
0.38
1.48

61.88
16.11
1.03
2.11
6.47
0.26
1.76
4.93
4.21
1.16
0.44
0.34

Modello di traiettorie dellHekla (Esperimento NASA)


Approssimativamente alle 18:19 GMT del 26-02-2000, il Monte Hekla in Islanda erutta.
Allinizio, sembrava incerta la possibilit che qualche colonna vulcanica potesse arrivare nella
stratosfera. Ma lo strumento satellitare TOMS individua segnali di biossido di zolfo del plume.

Le immagini mostrano la colonna di tephra che si innalza nelle prime fasi delleruzione.

Anche il NASA DC-8 vola attraverso il plume durante il suo volo di transito dalgli Stati Uniti a
Kiruna, Svezia, a partecipare al campo sperimentale SOLVE (SAGE III Ozone Loss and Validation
Experiment). Questo plume intercettato era una meravigliosa opportunit per campionare emissioni
vulcaniche nella stratosfera con al seguito unapparecchiatura sofisticata e isolata. Seguendo le
previsioni del Volcanic Ash Advisory Center (VAAC) di Londra, laereo percorre una rotta ritenuta
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non pericolosa. Gli strumenti hanno misurato in situ molte traccia di gas, SO2, HNO3, No, NOy,
O3, aerosols volatile e non-volatile, e la distribuzione delle dimensioni degli aerosol. La squadra
scientifica ha riportato aumenti sostanziali in CN, NOy, HNO3, CO, O3 andato quasi a zero, H2O
aumentata, e sono stati scoperti spargimenti stratiformi fino a 13 km. Cos laereo stato costretto
ad atterrare per un effettuare delle riparazioni.
Volendo evitare cos incontri accidentali, la NASA ha adottato un computer programmato per
modellizzare la traiettoria delle particelle aeree e vedere se possibile prevedere la posizione
delleruzione. Il modello Mark Schoeberls modello delle traiettorie isotopiche (isentropic), e si
attiva per un raggio di 100 km dalle particelle aeree sopra il vulcano allinizio delleruzione per una
potenziale temperatura compresa tra 300 e 360 gradi Kelvin. (Questa temperatura rappresenta
unaltezza approssimativamente di 8-14 km.
Nel caso in cui il modello dovesse funzionare sar possibile confrontare la nube di SO2 del
vulcano come vide TOMS con la posizione calcolata.
Il 27 Febbraio, circa a mezzogiorno ora locale, lo strumento TOMS vide il plume chiaramente
vicino lIslanda, meno di un giorno dopo leruzione.

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