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Aut.ne Tribunale Livorno n 683 del 02/03/2005 - Spediz. in abb. postale: postatarget creative - CENTRO 1/02524/11.

2014 - Posteitaliane
Novembre 2016
Anno XVI - n 171

LEditoriale
di Enrico Dello Sbarba
enricodellosbarba@virgilio.it

Tu
quoque
Ciriaco!
E si, proprio cos! Anche lottantottenne Ciriaco De Mita - il
grande innovatore che voleva
rivoltare come un calzino e dalle
fondamenta la D.C. modernizzare le strutture, gi allepoca, anchilosate della nostra Repubblica, proporre, insomma, un grande processo di modernizzazione,
decisamente sceso in campo,
insieme ai pi incalliti conservatori dello statu quo in favore
del no al referendum sulla riforma costituzionale su cui gli
italiani saranno chiamati ad
esprimersi domenica 4 dicembre.
Lo ha confermato venerd 28 ottobre nel corso di un testa a testa con Matteo Renzi sul canale della 7.
Dobbiamo dire la verit: non ci
ha certamente sorpreso la collocazione in favore del no di altri
antichi personaggi politici della
1 Repubblica, capitanati da
Massimo DAlema che, sentendosi un perseguitato e vittima
prioritaria del rottamatore Renzi, aspettava solo il momento pi
segue a pag. 2

Il referendum
costituzionale
e la fine del mondo
di Francesco Butini
Tutti attendono il giorno successivo al referendum sulla riforma costituzionale voluta dal governo italiano. Una attesa millenaristica, quasi che il 4 dicembre prossimo
coincidesse con la fine del mondo. E se alla
fine non succedesse nulla, come non successe nulla il 21 dicembre 2012 quando secondo una profezia dei Maya tutto avrebbe dovuto finire?
Impossibile, asseriscono i profeti del SI e
del NO. Sono mesi che il nostro Paese
sospeso sullesito referendario, con tutto
il carico di sventure e di presagi annunciati
dai due fronti belligeranti nel caso in cui il
risultato elettorale favorisse lavversario.
Circolo Ufficiali Marina Militare

Eppure potrebbe non succedere nulla. E ancora una volta sar un giudice di Milano a
deciderlo.
Infatti il Presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida, che come altri ex Presidenti della Corte Costituzionale si schierato contro lattuale riforma costituzionale, ha
presentato un ricorso contro il decreto che
indice la consultazione referendaria.
Il ricorso, presentato al Tribunale civile di
Milano, si basa sul fatto che le modifiche
alla Costituzione sono molte e diverse tra
loro, per cui un unico quesito che le incor
segue a pag. 2

Circolo Il Centro- Via Trieste 7 - Livorno

Via S. Iacopo in Acquaviva 111 - Livorno

Marted 22 Novembre, h. 18

Gioved 17 Novembre, h. 17

Dibattito

presentazione del libro

Le ragioni del "Si"

di Francesco

Butini

Camp Arena
LAfghanistan, il terrorismo internazionale
e la prima missione ad Herat dei reparti
logistici dellAeronautica Militare Italiana
INTERVENTI:

Amm. Giampaolo Di Paola


gi Capo di Stato Maggiore della Difesa
e Ministro della Difesa

Dott. Nicola Graziani


giornalista quirinalista
MODERATORE:

a cura di

Antonio Melani
Presidente Acli Livorno
Circolo Il Centro- Via Trieste 7 - Livorno
Marted 6 Dicembre, h. 18
Dibattito

Le gestione pubblica
dei rifiuti a Livorno

Dott. Enrico Dello Sbarba

a cura di

Presidente del Circ. cult. Il Centro

Ing. Cristiano Toncelli


Dott. Massimo Cappelli

SAR PRESENTE LAUTORE

Politica

dalla prima pagina

Tu quoque Ciriaco!
adatto per vendicarsi e non perdere loccasione per assumere un atteggiamento
cos pervicacemente e perfidamente avverso. Era scontato che, naturalmente, insieme ad un manipolo, per la verit, di scarso
contenuto tecnicodi fuoriusciti dal PD
non poteva non coglierla per colpire quello che stato lesecutore materiale della
sua emarginazione dalla politica attiva.
Ma se possiamo comprendere il no di
DAlema, che per la sua glaciale antipatia
potrebbe avere anche leffetto contrario,
non riusciamo veramente a capire n tantomeno a giustificare la scesa in campodi
Ciriaco De Mita in questa tenzone referendaria che si ormai trasformata in una battaglia dove sono il livore e lodio personale insieme al tentativo suicida di bloccare,
ancora chiss per quanti anni, le strutture
anchilosate del nostro paese a farla da padrone.
Rimane pertanto un mistero, una scelta
sicuramente sbagliata ed irrazionale quella di Ciriaco De Mita, un personaggio politico nella storia della D.C. e del paese
che ha cercato, magari senza troppo successo, di rinnovare dalle fondamenta la

Periodico mensile
del Circolo Culturale

Aut.ne Tribunale Livorno n 683 del 2/3/2005


Redazione ed Amministrazione:
Via Trieste 7 - 57124 Livorno
e.mail: ilcentro.livorno@gmail.com
www.circoloilcentro-livorno.it

DIRETTORE RESPONSABILE:
Enrico Dello Sbarba
COMITATO DI REDAZIONE:
Massimo Cappelli,
Laura Conforti Benvenuti,
Sergio Cini, Valeria Grillo,
Luca Lischi,
Mario Lorenzini, Angela Simini,
Marisa Speranza, Franco Spugnesi.
Hanno collaborato a questo numero:
Paolo Arzilli, Franco Biancani, Francesco Butini, Massimo Cappelli, Sandro Cerri, Fabio Figara, Luca Lischi,
Mario Lorenzini, Antonio Melani,
Ruggero Morelli, Angela Simini, Franco Spugnesi, Lorenzo Taccini.
STAMPA: Editrice Il Quadrifoglio,
Via Pisacane 7, tel. 0586/814033 - Livorno

Giornale chiuso in tipografia il 4/11/2016

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

D.C. durante la sua lunga permanenza alla


segreteria, cos come passata, quasi
inosservata, la sua permanenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri anche
perch contrastata pervicacemente da
Bettino Craxi.
Resta, quella di De Mita, una figura politica di grande levatura culturale, di elevata
intelligenza, un grande teorico anche se
di limitate capacit operative: lavvocato - Gianni Agnelli - lo defin intellettuale della Magna Grecia.
Contrariamente a molte altre personalit
di rilievo della ex D.C. allindomani della
miseranda scomparsa di quel grande partito, ha proseguito a svolgere politica attiva. Ed eccolo parlamentare europeo dellUlivo, poi deputato dellUDC ed infine
attuale Sindaco della sua Nusco dove
avrebbe potuto tranquillamente, a fine
mandato, concludere la sua lunghissima e
gloriosa carriera politica cominciata da
parlamentare , nel lontanissimo 1963!
Ed invece rieccolo scendere inopinatamente in campo ed in maniera cos palese
e urticante imbarcarsi, in compagnia di
una serie di personaggi politicamente ormai scaduti a sostenere le tesi immobilizzanti di antichi vegliardi costituzionalisti, ricolmi di medaglie e di grosse prebende, che nel corso di diversi decenni, non
sono stati capaci di proporre un serio progetto di rinnovamento delle istituzioni repubblicane.
Si trover il Ciriaco, nel bel mezzo di una
consorteria (con Berlusconi in testa) che
unisce, con grande disinvoltura, la destra
reazionaria,la sinistra rivoluzionaria, i razzisti della Lega e che finir con il rafforzare
il disegno pericolosamente populista del
M5Stelle di Beppe Grillo.
Una scelta sbagliata quella di De Mita tale
da svilire e compromettere la vicenda politica di un personaggio che ha svolto,
malgrado tutto, un ruolo non insignificante
nella storia politica del nostro paese.
Alla scelta grossolana e sbagliata di Ciriaco De Mita vogliamo contrapporre quella
responsabile, seria e significativa di Pierferdinando Casini che, abbandonando ai
loro amari destini i quattro amici del bar
di quello che resta dellUDC di Lorenzo
Cesa, ha fatto la sua coraggiosa scelta di
campo, schierandosi decisamente in favore del Si.
Il Centro conferma la sua collocazione in
favore del Si al referendum: si pu anche perdere questa che per noi resta una
tranquilla battaglia democratica ma, anche
in sintonia con Pierferdinando, abbiamo
voluto mantenere integre la nostra dignit e la nostra coerenza.

Il referendum
costituzionale
pora tutte, chiedendo agli elettori un SI o
un NO in blocco, pregiudicherebbe la libert di voto dei cittadini, impedendo ad
essi di poter liberamente esprimersi su
ciascuna delle modifiche proposte.
Chi, per esempio, daccordo sullabolizione del CNEL ma non daccordo a togliere ai cittadini la possibilit di eleggere
direttamente i propri rappresentanti nel Senato della Repubblica, cosa vota il 4 dicembre? Liberamente rimane a casa?
Non una questione di lana caprina. E una
questione seria, giuridica e politica. E poich la politica morta, decider un giudice
se il 4 dicembre lItalia rischia la fine del
mondo, o tutto dovr essere rinviato.
I lettori di questo numero de Il Centro
probabilmente conosceranno la pronuncia del Tribunale di Milano sul ricorso
del prof. Onida dopo la pubblicazione di
questo articolo. Nel frattempo qualche
esponente del PD (Pierluigi Castagnetti)
ha chiesto a titolo personale il rinvio della data del referendum a causa dei terremoti che stanno sconvolgendo la regioni
dellItalia centrale, ma sembra che il Presidente del Consiglio non intenda seguire la proposta. Va riconosciuto che al Presidente del Consiglio non difetta il coraggio, visto che i sondaggi continuano
a registrare la prevalenza del NO.
Ma cosa lo spirito costituente? Una
convenienza elettorale o una consapevolezza istituzionale? Esattamente settanta
anni fa venne eletta a suffragio universale lAssemblea Costituente, e con un referendum venne scelta la forma repubblicana del nuovo Stato dopo la guerra e la
Resistenza. Allora erano dominanti le ideologie molto pi dellaffarismo, e lo spirito costituente domin sempre i lavori
per redigere la Costituzione. Il governo
guidato da Alcide De Gasperi stette rispettosamente fuori dal dibattito costituzionale per quasi tutta la fase di elaborazione della nostra carta fondamentale,
lasciata ai rappresentanti dei cittadini eletti nellAssemblea. E quando nel maggio
1947 lo stesso De Gasperi ruppe lalleanza di governo tra i partiti che fecero insieme la Resistenza, lo spirito costituente continu ad animare gli ultimi mesi di
lavoro sulla Costituzione. Nessuno pens di ripercuotere sulla elaborazione della Costituzione lo scontro politico in atto
sul governo del Paese.
Altri tempi, e altre persone. Soprattutto,
altri partiti.

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Politica

Il 4 Dicembre
un convinto "SI"
di Massimo Cappelli

Esaminati in precedenti articoli gli aspetti positivi del SI collegati alla riforma
della Costituzione (IL CENTRO di Settembre) e quelli economici conseguenti
allesito del referendum (ILCENTRO di
Ottobre), vorrei esprimere ora alcune
considerazioni a favore del SI, di natura strettamente politica.
Iniziamo dalla prima cosa che balza agli
occhi del cittadino: il vasto e composito fronte degli avversari della riforma.
Contrarie sono lANPI e Casapound, la
pi genuina ed ideologicamente preparata formazione fascista in Italia; contrari sono Berlusconi e DAlema, non
certo il nuovo che avanza ma espressioni di un passato politico che tanti
danni ha procurato al Paese; contrari
sono Fratoianni e i superstiti di SEL (
non passati al PD) e La Russa con i
seguaci di Fratelli dItalia, nel nome della
vera sinistra e della vera destra; contrari sono Grillo e Brunetta, espressioni
della presunzione politica militante. Qui
mi fermo perch lelenco potrebbe continuare, ma mi sembra che la eterogeneit e contraddittoriet del fronte del
No sia gi evidente.
Le motivazioni che aggregano questa
armata Brancaleone sono varie; tralasciamo quelle che non hanno niente a
che fare con la riforma costituzionale e
puntano solo a cambiamenti politici dellattuale assetto di governo, che indebolirebbero fortemente il nostro Paese.
Alla osservazione che se non passa il
SI non verranno fatte pi riforme e tutto rester come prima, rispondono che
non vero perch verr fatta in tempi
rapidi unaltra riforma costituzionale
migliore di quella proposta.
Ma come possiamo credere che un fronte cos eterogeneo possa presentare una
riforma credibile in tempi stretti?
Quando DAlema fa una affermazione

del genere mostra disprezzo per il buon


senso dei suoi interlocutori e lo fa con
estrema leggerezza, a dimostrazione
della strumentalit della sua posizione.
Nel coacervo delle forze che si oppongono alla riforma costituzionale, un discorso a parte merita lANPI. Questa
nobile Associazione, esistente per ricordare agli italiani i valori della resistenza che in parte riscatt il nostro
popolo riconsegnandolo alla democrazia, non doveva assumere posizione su
questo referendum, posizione per altro assunta da un organismo di vertice. I componenti della resistenza provenivano da pi parti. Vi erano numerosi comunisti, ma anche socialisti, repubblicani, molti cattolici con proprie
formazioni, molti semplici cittadini, ex
militari e persino monarchici.
Laver preso posizione a favore del
NO, per una Associazione che doveva
tenere un profilo super partes, stato
a mio avviso un errore ideologico e soprattutto politico. Il NO al referendum
se vincer favorir solo due fronti :
quello populista e quello della destra
estrema. Il primo indifferente ai valori
dellANPI in quanto volto istituzionalmente ad intercettare i voti di protesta anche da destra (non a caso i suoi
maggiori giovani esponenti sono cresciuti in famiglie di estrema destra), il
secondo proprio contrario a tali valori.
Forse gli anziani esponenti del Direttivo ANPI hanno sottovalutato che in
una Europa dove lestrema destra sta

avanzando in tutti i Paesi, lunico partito


che riuscito ad irrobustire la rappresentanza socialista nel Parlamento Europeo,
argine democratico alla deriva populista e xenofoba, il Partito Democratico. La presa di posizione sul referendum quindi il pi classico degli esempi di fuoco amico sui propri ideali.
Il fronte del SI invece sostenuto in
primis dai partiti della coalizione governativa: PD, Nuovo Centrodestra e
tutta larea dei partiti moderati e di
centro. Uno schieramento affiancato
per anche da molti di Forza Italia che
non hanno condiviso lerrore politico
di aver lasciato il percorso delle riforme istituzionali.
A tutti questi prima citati, favorevoli al
SI o al NO, si aggiunge il popolo degli
incerti, ancora molto numeroso, che
se andr a votare sar quello che far
la differenza.
Tutto si giocher nelle ultime giornate. Secondo gli studiosi di sondaggi e
statistica il 15% decider nellultima
settimana, il 4% addirittura nellurna.
La partita quindi apertissima. Si decide il futuro politico ed economico
dellItalia e la sua considerazione a livello internazionale.
Votare SI vuol dire proseguire un percorso virtuoso e foriero di miglioramenti per tutti.
Votare NO vuol dire tornare indietro,
allimmobilismo che tanti mali a recato al nostro Paese, confinandolo al
margine delle nazioni pi importanti.

Politica

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La riforma costituzionale
di Antonio Melani
Presidente Acli di Livorno

Lappuntamento con le riforme, tanto a


lungo rimandato, sembra adesso dietro
langolo, grazie, paradossalmente, ad un
Parlamento non molto autorevole, ad un
vecchio signore che novantenne implor le riforme ed ad un presidente del consiglio che della giovent non frena limpazienza e della fiorentinit non controlla la supponenza. Ma non chiedendoci i
veri motivi dei gesti pi nobili, come ammoniva il Talleyrand, cerchiamo di tesorizzare il risultato.
Daltra parte fin da subito gi ai Padri
Costituenti sembr che il Senato non
fosse venuto poi tanto bene. Non si dimentichi che la Costituente fu anche
Parlamento, e in quei mesi si pass dai
governi espressione di tutti i partiti del
CLN ai governi centristi. Cosicch sia
lAula che la Carta subirono anche linfluenza politica contingente e, se fu fatto un lavoro straordinario sui princpi,
sul potere del Prncipe si fu un po pi
approssimativi. E presente nella Carta
una caratterizzazione di difesa, non tanto in funzione di un passato che non
poteva tornare, ma di una prospettiva
che, di fronte alle divisioni internazionali
e con la presenza di una sinistra fortemente filosovietica in Italia, spaventava.
Questa oggettiva limitatezza di governo
che la Carta consegnava al Paese, fu per
nei primi decenni poco influente grazie
alla struttura ed al radicamento dei partiti popolari nella societ e la stessa evoluzione della politica consent di mantenere tutto sommato accettabile lequilibrio
fra rappresentanza e esercizio del potere. Tanto che quando entr in crisi il
centrismo, non fu la nuova legge elettorale di De Gasperi, che per altro non
scatt, a risolvere i problemi della governabilit, bens la nuova stagione politica dellapertura a sinistra e la composizione del centro-sinistra.
Oggi laccelerazione che la societ ha registrato, la scomparsa dei partiti come
composizione delle idee e mediazione dei

conflitti e lincandescente materia sociale, reclamano tempi di risposta di governo pi rapida e decisa. In questo la riforma attuale (anche se si poteva fare di
pi e di meglio, ma ricordiamoci che
anche se luniversit scrive il testo, chi
lapprova il Parlamento), attraverso il
superamento del bicameralismo perfetto, assegnando nella sostanza ad una sola
Camera il ruolo legislativo e di fiducia
politica al Governo, coglie tuttavia
lobiettivo. Ed anche nella definizione dei
percorsi per la costruzione delle leggi
vengono fatti significativi passi avanti
sulla certezza e sulla tempistica della legge. E chiarifica anche la questione pasticciata delle attribuzioni di competenze tra Stato e Regioni, figlia del periodo
dellubriacatura federalista.
Insomma la riforma, senza nulla togliere
alla rappresentanza politica, sottolinea il
krtos, gli aspetti di governo, cercando di mettere al riparo una delle funzioni
pi importanti della democrazia, il decidere. Una societ che non decide scivola facilmente dallimpotenza della rappresentanza alle soluzioni dello Stato di Eccezione.
Se queste esposte sono le ragioni principali che portano ad appoggiare la riforma, ve n unaltra, politica, che conduce allo stesso risultato. Essa parte, per
paradosso, proprio da un approccio ne-

gativo; si impauriti dal fenomeno delle


migrazioni, che pare incontrollabile ed
inarrestabile; si impoveriti dagli effetti
di una crisi economica senza precedenti
per profondit e durata; ci si ritrova senza
punti di riferimento politici autorevoli
nella formazione delle opinioni e nella formazione politica con un forte scadimento
culturale; e la stessa Europa, una volta
tento apprezzata, oggi ci pare burocratica, distante, senzanima. E per questo
si portati a trovare conseguente un
gesto di rifiuto.
Ma proprio per portare questa battaglia
nel cuore dEuropa, serve votare S al
referendum, in questo preciso momento, di fronte alla rigidit economica tedesca, allimpotenza francese e spagnola, agli egoismi ungheresi e polacchi, gli
unici che tendono a proporre obiettivi di
crescita e sviluppo, coniugati con solidariet e rispetto di ragionevoli regole in
Europa, sono proprio Renzi ed il Governo Italiano, gli unici che fanno il giusto
coadiuvante politico agli indirizzi della
Banca Centrale Europea guidata da Mario Draghi.
La risposta del S, oltre che una riforma
costituzionale, altrimenti destinata ad un
rinvio eterno, oggi anche il migliore
sostegno alla crescita ed allaffermazione di unEuropa dei popoli e non dei
poteri finanziari.

Attualit

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CCIAA della Maremma e del Tirreno

INVITO A SCUOLA DIMPRESA


Stanziati 320.000 euro per ledizione 2016
Al via il percorso formativo per gli aspiranti imprenditori
Sono 64 e in maggioranza con meno di 40
anni gli aspiranti imprenditori che proveranno ad avviare la loro start up grazie ai
contributi a fondo perduto stanziati dalla
Camera di Commercio.
Dopo il successo della precedente edizione, prende il via infatti a novembre la 2^
edizione delliniziativa A Scuola dImpresa.
I beneficiari del bando dedicato agli aspiranti imprenditori della provincia di Livorno parteciperanno, cos come nella scorsa
edizione, a un percorso formativo gratuito che si svolger con cadenza di due - tre
volte alla settimana, dal 2 al 29 novembre
2016.
Il percorso prevede complessivamente 48
ore suddivise tra sessioni formative e laboratoriali; le materie trattate saranno: il
Business Plan, le procedure di avvio dellattivit, le forme giuridiche ed i regimi
fiscali, il marketing, la gestione con profitto dellimpresa, le agevolazioni, i rapporti
con le banche.
Dopo il percorso formativo coloro che
avvieranno unimpresa riceveranno un
contributo economico a fondo perduto a
copertura delle spese che saranno sostenute nella fase di start up.
Le risorse stanziate per liniziativa ammontano questanno 320.000 euro.
La prima lezione per gli aspiranti imprenditori si tenuta mercoled 2 novembre
con il business plan: cos, a cosa serve,
a chi serve. Imprenditori si nasce o si diventa?. Nelloccasione il Segretario Generale Pierluigi Giuntoli ha salutato i partecipanti e illustrato liniziativa.
Alcune anticipazioni:

64 aspiranti imprenditori

Et dai 18 ai 60 anni
64% ha meno di 40 anni.
89% (57 persone) appartiene alla

categoria dei giovani o delle donne, alle


quali riservata una maggiorazione del
10% del contributo

Prima riunione per la Giunta della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno

Alberto Ricci eletto Vice Presidente


dellEnte presieduto da Riccardo Breda
Si svolta 12 ottobre scorso, nella sede di Grosseto, la prima riunione della Giunta della
Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno.
Si tratta della prima riunione operativa per lorgano esecutivo della nuova Camera, che lo ricordiamo - formata da 8 componenti e dal Presidente Riccardo Breda, ed stata
eletta dal Consiglio camerale lo scorso 26 settembre.
Allordine del giorno della Giunta i primi provvedimenti organizzativi e lelezione del Vice
Presidente.
Su indicazione del Presidente e con il voto palese di tutta la Giunta stato nominato
Alberto Ricci, 57 anni, imprenditore nel settore costruzioni e metalmeccanica, presidente
di Confindustria Livorno - Massa Carrara.
Ringrazio i colleghi per lattestazione di stima - ha detto il Vice Presidente - Il percorso da compiere impegnativo, sia per la riforma del sistema camerale in itinere, sia
per la recente fusione delle due Camere di Commercio di Livorno e Grosseto.
C bisogno - ha concluso Ricci - del lavoro e della collaborazione di tutti per
portare questo percorso a buon fine.
Al Vice Presidente vanno gli auguri di buon lavoro del Presidente Riccardo Breda, della
Giunta e del Segretario Generale Pierluigi Giuntoli.

CHORUS S.r.l.
Ingegneria Impiantistica
Via Guido Rossa, 27
57016 Rosignano M.mo (LI) Italy
Telefono: 0586 764794 Centralino 0586 768783
mail: www.chorusimpianti.com
Sito Internet: www.chorusimpianti.com

Attualit

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CONFINDUSTRIA LIVORNO

Reindustrializzazione delle Aree di Crisi:


Occorrono politiche di sostegno flessibili
Larea costiera, da Piombino a Livorno e Massa Carrara, un territorio di
crisi nel quale la fase di emergenza
economica non si minimamente attenuata, con conseguenze particolarmente pesanti sul numero di disoccupati. Le aspettative pi che legittime di percepire una ripresa delloccupazione in uno dei territori pi colpiti dalla recessione economica stentano a intravedersi, nonostante la piena operativit dellAccordo di Programma per la Riconversione e Riqualificazione del Polo Siderurgico e
la recente approvazione del Piano di
Riconversione e Riqualificazione Industriale dellArea di Crisi Complessa di Livorno.
Alle due aree di crisi industriale
complessa di Livorno e Piombino, si
aggiungeranno le aree di crisi industriale non complessa delle zone di
Massa, Carrara e Pontremoli, gi individuate dalla Regione Toscana e
proposte al MISE per la definitiva approvazione
afferma Umberto
PA O L E T T I ,
(nella foto) direttore generale
di Confindustria
Livorno Massa
Carrara. Tutto
ci fa s che sulla Costa Toscana
si possano concentrare risorse
importanti, tuttavia occorre un requisito essenziale ancora mancante:
laggancio al territorio: troppo
spesso abbiamo rilevato incongruenze tra le esigenze effettive delle imprese e la programmazione regionale
Un esempio per tutti continua
PAOLETTI il permanere del requisito essenziale delloccupazione
aggiuntiva nelle misure di sostegno
agli investimenti strategici. Come a
E ancora aperto il bando regionale
Protocolli di Insediamento riservato

alle aree di crisi complessa, sul quale


al momento non si registra unaccoglienza particolarmente calorosa da
parte delle imprese, almeno in termini
di partecipazione. Ai quattro progetti
presentati alla scadenza del 29 febbraio, dei quali SOLO UNO ammesso a
finanziamento, se n aggiunto UN
SOLO ALTRO presentato e ammesso
alla scadenza del 30 giugno per larea
di crisi di Piombino.
La reindustrializzazione dei territori deve avvenire sostenendo i progetti
migliori, tuttavia la rigidit nello stabilire elevate soglie di accesso alle
misure di incentivo, imponendo rigide griglie di indicatori, rischia di essere un criterio inadeguato, tale da
escludere dalla valutazione e quindi
dalle opportunit di finanziamento,
progetti meritevoli e interessanti
afferma PAOLETTI.
Occorre un approccio negoziale maggiormente idoneo rispetto a una applicazione standardizzata di indicatori, soprattutto quando lobiettivo
quello del rilancio delle aree di crisi
industriale.
Naturalmente tutto questo sostenuto con lintento costruttivo di massimizzare i risultati delle importanti
risorse messe in campo e di contribuire a fluidificare lattuazione degli
strumenti in tema di politiche di so-

stegno, conclude Alberto RICCI,


Presidente di Confindustria Livorno
Massa Carrara. Apprezziamo limpegno della Regione Toscana, come
anche il lavoro svolto per la modifica del Jobs Act a vantaggio delle
aree di crisi nelle quali sono in atto
progetti di riconversione industriale. C quindi uno slancio positivo
dellAmministrazione regionale che,
per, inserendosi in un contesto instabile, richiede maggior determinazione e tutto limpegno possibile perch sia consolidato con scelte pi
adeguate per il futuro, con segnali
univoci, coerenti, incisivi e soprattutto in linea con le esigenze manifestate dalle attivit produttive.

Ristorante

Otello
di Benedetti Sergio

Via Indipendenza 3 - Venturina Terme


Tel. 0565851212 - Cell. 3389243719

Via Caduti di Nassiriya - Loc. Le Morelline Due - Rosignano Solvay


Phone: +39 0586 728111 - Fax: +39 0586 728222
e-mail: info@simeeng.com - website: www.simeeng.com

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Attualit

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA OSPITE DEL NOSTRO CIRCOLO CULTURALE

Alessandro Franchi a Il Centro


di Angela Simini
Vivace e pieno di partecipazione l'incontro
di Alessandro Franchi, sindaco di Rosignano Marittimo e presidente della Provincia
di Livorno, invitato dal giornalista Enrico
Dello Sbarba, direttore del Centro e presidente dell'omonima Associazione Culturale. L'argomento quanto mai interessante,
soprattutto in vista del Referendum, verteva sul ruolo delle Province oggi e su che
cosa si pensa che possa avvenire qualora
passi il s, dal momento che , dopo il cataclisma dello pseudoscioglimento delle
province (legge Delrio aprile 2014), queste
sopravvivono con ruoli ridotti s, ma non
secondari, per cui il direttore Enrico Dello
Sbarba, che ha diretto l'incontro, ha rivolto
a Franchi la domanda che tutti ci poniamo
in questo momento e che ha costituito il
tema dell'incontro: Che cosa accadr se
prevale il s al referendum sulla Riforma
Costituzionale, il cui testo prevede l'azzeramento delle province ?.
Non subito - ha risposto il presidente della Provincia - le province esistono ancora,
ma in seguito alla legge Delrio, il presidente e il consiglio della provincia non
sono pi eletti direttamente dai cittadini,
ma da sindaci e consigli comunali.
E qui Franchi ha dato una visione quanto
mai esaustiva di una situazione in cui le
province mantengono alcune funzioni fondamentali come il trasporto pubblico, edilizia, programmazione scolastica, viabilit
provinciale e servizi di supporto ai comuni,
mentre la Regione ne ha acquisite altre.
Questo avvenuto in Toscana, dove la Regione ha avocato a s caccia e pesca, agricoltura, turismo, forestazione, viabilit regionale, altre regioni invece hanno deciso
autonomamente. La legge Delrio si configura dunque come una legge ponte, infatti
nel nuovo testo della Costituzione non si
parla di province, ma di aree vaste, di gestioni associate di citt metropolitane. Si
tratta ore di vedere come, Regione, Aree
Vaste, Citt Metropolitane e Comuni debbano interagire fra loro e come le aree vaste debbano essere strutturate: intanto non
dovrebbero essere surrogati delle province.
E Franchi commenta con chiarezza e sincerit: E' sbagliato applicare una filiera:
regione, aree vaste, comune con lo stesso

Alessandro Franchi

criterio accentratore di prima. La Regione Toscana ha arrogato a s funzioni gestionali, e oggi si risente di quei conflitti
tra competenze creati dalla legge dell'ottobre 2001, tanto che, per assurdo, si
mantengono in vita Regioni con lo stesso numero di abitanti della provincia di
Livorno! Si deve far capire invece ai cittadini dei piccoli paesi che, se si accorpano con altri, non si perde la municipalit, e cio il campanile e le tradizioni. Invece, senza una ripartizione disciplinata delle competenza, le Regioni rischiano di assorbire tutta la gestione del
territorio nelle loro mani e si finisce per
avere una gestione senza respiro, oltre
che poco funzionale e non rispondente
alle necessit dei singoli paesi, come gi
successo .
Ha precisato inoltre che non si tratta di
parcellizzare il territorio o di ridurre i Comuni, perch i sindaci (eletti direttamente
dai cittadini) sono l'ultimo baluardo di democrazia, ma si tratta invece di fare operazioni sensate: ad es. l'isola d'Elba pu essere gestita da un solo comune, come anche Suvereto e Campiglia.
Interviene Dello Sbarba che chiede a Franchi di mettere a fuoco il ruolo svolto dalla
provincia in materia occupazionale, come
si visto a proposito del piano regolatore
della Darsena Europa e dei progetti riguardanti Livorno, Collesalvetti, Rosignano.
Ne prova - conferma Franchi - l'intesa
che abbiamo stipulato tra Governo, Re-

gione e i Comuni di Livorno, Collesalvetti e Rosignano (Franchi anche sindaco di Rosignano) a seguito della quale sono stati stanziati 600 milioni di euro
a vantaggio dei lavori di riqualifica del
porto, risorse che andranno a sostegno
del reddito e che mirano ad attirare ed
incentivare investimenti su queste zone.
Il ruolo delle province dunque diventa
quello di supporto e di servizio ai comuni. A maggior ragione importante evitare la parcellizzazione dei territori e
definire, o meglio: ridefinire e ridisegnare competenze e funzioni delle regioni,
ovviamente per renderle pi funzionali
ed efficienti, delle aree vaste e delle citt
metropolitane .
A questo punto si configura come di vitale importanza approvare il testo della Riforma, che offre l'opportunit ( dopo anni
di ristagno) di intervenire sulla gestione
dei servizi, di diminuire le aree vaste. Non
si deve confondere la nuova proposta di
legge col bicameralismo, perch il nuovo
Senato, secondo il testo della Riforma, ha
competenze funzionali sulle autonomie
regionali e sullo sviluppo del territorio .
Ha fatto seguito un dibattito con interventi numerosi e molto qualificati .

ANACI Sezione di Livorno


Via Puini 97 Int. 35 - Livorno

Cinguettare

# La terra trema da sempre, si muove


a suo piacimento quando e dove vuole.
E colpisce in modo spietato ci che
costruito su di essa causando morti,
feriti e causando in tutti una infinita impotenza. Nella Bibbia, sia il Vecchio che
il Nuovo Testamento, hanno molti richiami al terremoto, allo scuotersi della
terra: nellApocalisse si dice LAgnello
apr il sesto sigillo e vi fu un violento
terremoto (Ap 6,12). Anche il Cristo
quando risorge accolto da un terremoto: Ed ecco vi fu un gran terremoto. Un Angelo del Signore, sceso dal
cielo, si accost, rotol la pietra e si pose
a sedere su di essa (Mt 28,2). Il terremoto distruzione ma anche ri-costruzione. Luomo non pu mai rimanere inerme e desolato. Ha bisogno di
ri-nascere, di ri-partire, di ri-dare vita a
quei luoghi oggi privi di vita. Certo di
fronte a paesi rasi al suolo come il
terremoto con forza 6,5!, del 30 ottobre a Norcia, la fatica del ri-partire
tanta e anche il pronunciare Laudato
si, mi Signore per sora nostra madre
Terra diventa uno sforzo che ti strozza la voce in gola e ti vorrebbe invece
silente. Ma dalla fatica che si ri-genera la forza di essere comunit, il forte
desiderio di ri-insediarsi in quei territori
che hanno fatto la storia dei nostri Comuni e dei suoi abitanti, dove i ricordi
dei propri avi non fanno mai fatica a
fare memoria.
# Due terzi dei giovani tra i 18 e i 34
anni in Italia vivono ancora in famiglia.
Siamo primi in Europa e solamente negli ultimi cinque anni vi stato un aumento del 6%. Tanto per fare un confronto con un paese nordico, in Danimarca sono appena 1 su 5! Sono i maschi che non se ne vogliono andare
(73,6%). Il fenomeno non solamente
legato al problema delloccupazione giovanile, anche se permane evidente nel
nostro paese rispetto alla media europea (disoccupazione giovanile al 38,8%
in Italia solamente al 20,7% in eurozona). In casa con mamma e babbo si sta
bene: 4 giovani su 10 che stanno con i
genitori lavorano full time e 2 su 10
sono studenti. Da decenni non si sono
attuate vere politiche giovanili finalizzate a favorire un reale inserimento lavorativo dei nostri giovani e quindi ad una

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

Cinguettare
di Luca Lischi

loro autonomia familiare. La precariet


del lavoro ha portato ad un ancoraggio
funzionale alla famiglia di origine al
punto che ,anche quando il lavoro fisso lo si trova e si potrebbe quindi lasciare il nido, non lo si fa perch la
sicurezza che offrono mamma e babbo
non ha paragoni!

# Il Comune di Piteglio, in provincia


di Pistoia, con il suo Sindaco Luca
Marmo, ha voluto ricordare un giornalista e scrittore che divenuto un vero
messaggero di pace: Tiziano Terzani.
Lo ha fatto intitolando a lui la scuola
del Comune, alla presenza di molte autorit e cittadini, con lassessore regionale allistruzione formazione e lavoro,
Cristina Grieco, che ha apprezzato questo segno. Un gesto importante in questo mondo intriso di continue guerre e
di silenzi spaventosi e allarmanti. Un
gesto che spinge, esorta a scegliere
veramente la pace! Durante una cerimonia anche alla presenza degli alunni
delle elementari e dei loro insegnanti
sono stati prodotti molti disegni e letti
alcuni brani del giornalista scrittore:
Ancor pi che fuori, le cause della guerra sono dentro di noi. Sono in passioni
come il desiderio, la paura, linsicurezza, lingordigia, lorgoglio, la vanit.
Lentamente bisogna liberarsene. Dobbiamo cambiare atteggiamento. Facciamo pi quello che giusto, invece di
quello che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi. () Una
civilt si rafforza con la sua determinazione morale! () Allora: Buon Viaggio! Sia fuori che dentro. Bravo Sindaco!

# E andato ad operare verso altri


lidi sicuramente con la sua consueta
passione e il suo connaturato vigore
lamico Ettore Bettinetti, il sindacalista
del Vangelo. Lo ricordiamo con affetto e con gratitudine per il contributo che
ha offerto alla nostra citt e in particolare alla nostra Chiesa, con il suo impegno costante nella Pastorale sociale del
lavoro e nel Progetto Culturale durante
lepiscopato di mons. Coletti. Personalmente ricordo i nostri caminettidialoghi sulle citt coordinati da Luano Fattorini, momenti di crescita culturale e
sociale che hanno offerto occasioni di
confronto e di proficuo dialogo. In uno
dei tanti caminetti, quello sul tema lavoro, siamo nel 2005, affermava Ettore:
Il popolo di Dio non pu disinteressarsi a questi problemi (lavoro, disoccupazione), ma ha il dovere di pronunciarsi e
di intervenire. Nella Centesimus Annus,
per la prima volta, si parla di pronunciarsi, di intervenire, si parla di lottare, ossia di rimboccarsi le maniche e di
studiare strategie per porgere un contributo nellaffrontare i problemi delluomo. Siamo certi, caro Ettore, che tu
sei gi allopera, sempre a lottare con
la tua consueta passione e la tua voce
roboante sempre protesa al dialogo.
# Il prossimo 19 e 20 novembre il Terminal Crociere di Livorno ospiter la manifestazione Mare di Vino promossa dalla
Fisar. Un evento di qualit e che pu contare su un competente team organizzativo che fa dellevento uno dei pi collaudati a livello regionale. I prodotti di
eccellenza del nostro territorio (oltre al
vino naturalmente, con decine e decine
di produttori e migliaia di bottiglie) raccolti in una location luminosa e logisticamente perfetta. Produttori di vino, di
olio, di birra, formaggi, salumi, marmellate, miele e chi pi ne ha pi ne metta,
offriranno in degustazione e vendita i
prodotti di qualit dei nostri territori.
Regaliamoci e regaliamo un prodotto del
territorio. Un segno di vicinanza e di affetto al bello e buono sotto casa! E dopo
la manifestazione da non perdersi un
pranzo o una cena nei ristoranti livornesi. A due passi, in via dellArsenale nel
porto Mediceo, LAragosta di Michelangelo sapr essere un tuttuno con mare
di vino e mare di cibo!

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e
r
u
t
la
o
g
i
Sp
LItalia di oggi
Unidiota, non sappiamo di quale sesso, attraverso internet (facebook) ha
dato dellinfame al sen. Vannino Chiti esponente di rilievo del PD, gi
apprezzato Presidente della Regione Toscana nonch validissimo Vicepresidente del Senato nella precedente legislatura.
Volete sapere perch? Il sen. Chiti
era stato uno dei contrari allItalicum
prima versione specialmente per
quanto riguardava la nuova composizione del Senato, richiedeva che i
membri del nuovo senato di estrazione regionale risultassero regolarmente eletti in quella sede. Essendo stata accolta ed approvata dal parlamento la sua richiesta, presentata insieme ad altri senatori del PD, ha sciolto la riserva ed ha dichiarato la sua
propensione al si in occasione del
referendum del 4 dicembre.
Ecco questo stato sufficiente per
attribuire al nostro amico Vannino
Chiti la qualifica di infame. Egualmente dicasi per Roberto Benigni,
entrato nellelenco dei reprobi, per il
suo appoggio al Si.
Insieme a questi lugubri sostenitori
del no si ritrovano i vari DAlema,

Fini, De Mita, Cirino Pomicino, Formica ed altri ormai stantie espressioni della Prima Repubblica.

Anche
il prof. Mario Monti...
Si, anche lesimio senatore e vita
prof. Mario Monti - rettore della Universit Bocconi, personalit europea
di rilievo e Presidente del Consiglio
in uno dei momenti pi drammatici,
dal punto di vista economico e finanziario del paese, unesperienza non
piacevolmente ricordata, ha fatto la
sua eroica scelta: ha dichiarato di
votare no al referendum del 4 dicembre.
Osteggia pubblicamente Matteo
Renzi e questo basta per giustificare, alla sua coscienza, una scelta
cos discutibile e sorprendente.

A proposito
degli emigranti
La Fondazione Leone Moressa, nel
suo ultimo rapporto afferma, tra laltro, che ammonta a 10,9 miliardi di
euro, in grado di pagare 640.000 pensioni italiane il contributo pensionistico complessivo versato dagli stranieri occupati. A questo importo occorre aggiungere 7 miliardi di versamenti IRPEF.
Il rapporto aggiunge anche che sono
oltre 550 mila le imprese straniere
che operano in Italia e che producono
una notevole ricchezza, paragonabile
al fatturato del gruppo FIAT.
A conclusione dellindagine la fondazione Moressa aggiunge che lanalisi a costi standard evidenzia come

Luigi Vicinanza,
nuovo direttore de Il Tirreno
(e.d.s.) - Luigi Vicinanza dal mese di ottobre il nuovo direttore de Il Tirreno.
Sostituisce Roberto Bernab, direttore editoriale dei giornali locali del Gruppo
LEspresso che aveva assunto, da alcuni mesi, linterim della direzione del quotidiano
livornese. Il Circolo Il Centro e lomonimo mensile, rivolgono a Luigi Vicinanza, gi
direttore del prestigioso settimanale LEspresso, vivissime congratulazioni e laugurio di buon lavoro per sempre maggiori successi della storica testata.

Spigolature

79

il costo degli stranieri sia inferiore al


2% della spesa pubblica.
Questa spigolatura la dedichiamo a
Matteo Salvini, ai leghisti ed a tutti
coloro che ritengono che siano gli immigrati una delle cause principali della crisi che sta attraversando il nostro paese.

Non vi un limite
alla imbecillit!
La sen. Enza Blundo, naturalmente
dei 5stelle, ha dichiartato, allindomani della terrificante scossa tellurica di domenica 28 ottobre, che il Tg1
apre dichiarando una scossa a 7 e
poi la declassa a 6,1 per interessi
economici di governo e per non risarcire i danneggiati al cento per
cento. Poi il M5S prende le distanz
e lei annacqua il post su Facebook.
Ci sembra superfluo alcun commento!!!!

Scontro
Un ciclista sullanziano
co una bici danteguerra
urta in strada un pensionato
e lo scaraventa a terra.
Corre presso il sinistrato.
Giace a terra ancora immoto
e, guardando da vicino,
ci ravvisa un volto noto.
Gianni ciao, vecchio volpone!
Sai, ti trovo assai cambiato.
Prima avevi una criniera
ora hai il capo spelacchiato!
Eri magro. Ti potevo
far le lastre co un cerino,
or sei diventato tondo,
grasso come un porcellino!
Guarda che mi chiamo Gino!
si risente laltro. Come!
il ciclista fa sorpreso
Hai cambiato pure il nome?
Franco Biancani

10 Livorno

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PORTO LIVORNO 2000 - Trafficio passeggeri: in crescita Crociere e Traghetti

Pi passeggeri, pi navi, pi servizi


e pi lavoro per laccoglienza ai turisti
Un 2016 allinsegna del +: salgono i numeri delle crociere e dei traghetti nel Porto di Livorno. Numeri che riguardano gli
scali, i passeggeri, il traffico delle auto, le
partenze giornaliere.
I primi 9 mesi dellanno per Porto di Livorno 2000 si chiudono in grande.
Per le crociere segnaliamo infatti un + 11%
per numero di scali che al 30 settembre
ammontano a 326 contro i 290 dellanno
scorso registrati sullo stesso periodo.
Aumentano anche i passeggeri: da oltre
575 mila nel 2015 ad oltre 683 mila nel 2016
per un totale di oltre un + 18%.
Sul fronte traghetti i numeri dei passeggeri ammontano a fine settembre a
1.986.104 contro i 1.685.727 dellanno precedente. Un + 18% che si conta anche sul

traffico mezzi: da oltre 625 mila del 2015 a


oltre 738 mila del 2016.
Sono numeri questi che, secondo le previsioni permetteranno di chiudere lanno
con un aumento significativo di tutti i traffici: per le crociere 800 mila passeggeri
circa provenienti da 404 scali in tutto contro i 369 dellanno scorso. Per i traghetti
si raggiungeranno i 2 milioni e 200 mila
passeggeri nel 2016 contro 1 milione e
856 mila del 2015.
Laumento del traffico traghetti deriva
non solo dalla congiuntura internazionale che ha determinato la scelta di luoghi
di vacanza prevalentemente nelle isole
(Sardegna e Corsica) alternativa a mete
come Tunisia e Marocco ed altre destinazioni straniere, ma anche dallingresso

a Livorno della Linea Grimaldi con partenze giornaliere e con una politica di prezzi
competitiva ed offerte speciali operate da
tutte le Compagnie.
Per Porto di Livorno 2000 commenta il Presidente Massimo Provinciali
stata una stagione intensa e molto impegnativa anche per il temporaneo innalzamento del livello di security che
ha comportato una intensificazione dei
controlli. Abbiamo raggiunto con soddisfazione i nostri obiettivi con un potenziamento del lavoro e dei servizi svolti dal nostro personale implementato
dallimpiego di lavoratori stagionali
anchessi cresciuti per numero e per
monte ore lavorate rispetto allanno
scorso.

Livorno

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11

Sono 77 gli iscritti al Cecioni, di cui 48 femmine e una classe in pi rispetto al passato

L'indirizzo Artistico torna in auge


di Mario Lorenzini

Settantasette alunni iscritti allindirizzo


Artistico del Liceo Cecioni di cui 48 femmine e una classe i pi rispetto al passato.
Chiss come sar contento il Preside Luciano Castelli nellaldil!
Perch il preside Castelli era stato anche
pittore affermato nel Gruppo Artistico
nato a Livorno nel 1945 insieme a Gastone Benvenuti, Mauro Farulli e Voltolino
Fontani.
Quellindirizzo mancava a Livorno e quando fu istituito il secondo Liceo Scientifico furono inseriti gli indirizzi Artistico,
Linguistico, Sociopedagogico, Fisicomatematico, Chimicobiologico.
Tempi doro per la nostra Scuola secondaria, si pensi che all'ITI fu inserito il primo indirizzo nucleare mentre al Professionale Orlando fu introdotto il corso di
Odontotecnica che vide la frequenza di
centinaia di studenti provenienti anche
dallestero.
Perch ha scelto lindirizzo artistico abbiamo domandato ad una licenziata dalla
Scuola media con 9 in Educazione artistica?

Perch mi piace disegnare e voglio migliorare, spero di trovare insegnanti che


mi guidino nel cammino che lungo cinque anni.
Quali soggetti preferisci?
Il cavallo perch vado a cavallo fin
dalla scuola elementare, e la natura.
Hai visto gli Uffizi?.
Non ancora.
Auguri.
*****

Non iniziato bene


l'anno scolastico
In quasi tutte le Scuole iniziato l'anno
scolastico con lorario ridotto per la in-

completezza dellorganico degli insegnanti.


Solo dopo un mese stato possibile disporre dellorario definitivo.
Il meccanismo delle nomine non ha funzionato in modo perfetto.
La buona scuola ancora in rodaggio.
*****

Ricordo
Tempi ormai lontani quelli delle agitazioni
studentesche e occupazioni di scuole.
Al liceo scientifico di via della Bassata,
ero presidente del Consiglio di istituto.
Prendo la parola durante una occupazione. Laula magna era affollata. Dal fondo
una voce e tu cosa rappresenti?. Quello studente si chiamava Paolo Virz!

ALL'ISTORECO

Ricordata la Rivolta Ungherese (60 anni fa)


(M.L.) - Sessanta anni fa la tragedia ungherese: 20mila uccisi, deportazioni in massa dei
patrioti, una diffusa disperazione e il crollo virtuale della vita economica,come si legge
nel libro LA TRAGEDIA UNGHERESE scritta da un giornalista comunista. ISTORECO
ha voluto ricordare levento e auguriamo a Carla Roncaglia neo presidente un impegno
allinsegna del ricordo storico il pi ampio possibile perch abbiamo bisogno di conoscere e far conoscere la STORIA di un periodo che abbiamo vissuto muovendo i primo
passi della Democrazia.
Lattenzione, un po troppo esclusiva, nei confronti del PCI nei riflessi della rivolta
magiara che si fece sentire in modo consistente in via delle Botteghe Oscure, sono stati
al centro delle relazioni e degli interventi.

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12 Livorno

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Da tempo si discute del raddoppio dall'Aurelia tra Pisa e Livorno e del ripristino del treno Livorno-Calambrone-Pisa

Il futuro della costa toscana


Le parole di Riccardo Nencini, vice Ministro del Ministero delle Infrastrutture
e dei Trasporti, per delineare il futuro
della costa della Toscana sono state
nette, e vanno in sintonia con quanto
ascoltato da alcuni mesi anche qui a
Livorno.
Durante la tavola rotonda organizzata il
27 maggio scorso da Ance Livorno in
occasione del Building Evolution, alla
domanda che fare per migliorare la sorte della nostra area portuale ha risposto che occorre riequilibrare larea della costa rispetto a quella centrale di Firenze, Prato e Pistoia, e che per fare
questo la prima cosa la integrazione
delle aree di Pisa e Unione urbanistica,
economica e dei servizi.
La strada per superare i campanili stata tracciata dalla Regione con la nuova
commissione del Consiglio Regionale
per la ripresa economica Toscana costiera.
Infatti gi da tempo si parlato di considerare come unitario il complesso sistema che vede: Porto, Aeroporto, Interporto, Universit, Centri di ricerca, In-

Riccardo Nencini, vice Ministro del Ministero


delle Infrastrutture e dei Trasporti

dustrie come la Piaggio, la Solvay e le


acciaierie di Piombino, Centri sanitari,
Fondazioni (Pisa, Livorno, Piaggio).
Si tratta di dare una forma, di far funzionare come un tuttuno questo enorme patrimonio di conoscenze, di infrastrutture e di servizi.
Mentre nellaccordo di programma per
Livorno prevista la realizzazione della Darsena Europa con un finanzia-

Veduta parziale del Porto di Livorno e, sullo sfondo a sinistra, l'area della Darsena Europa.

CA.PA. TER

mento notevole, si discute anche di


cosa fare nel breve periodo.
E qui sovvengono pi progetti gi delineati e che meritano di essere ricordati.
Oltre lo scavalco gi deliberato, tra Porto ed Interporto, deve essere deciso il
raccordo ferroviario Pontedera-Interporto progettato da Logistica Toscana nel
2013, gi inserito sia nel Priim che nel
Prg di Pontedera - si veda la presentazione delling.Vanni Bonadio dellaprile 2014 alla Fondazione Piaggio di
Pontedera. Da tempo si discutono sia
il raddoppio dalla statale Aurelia tra
Pisa e Livorno che il ripristino del treno Livorno-Calambrone-Pisa - si veda
anche la proposta articolata dallarch.
Daniele Stiavetti, presentata nel novero delle primarie delle idee del gennaio
2014 che prevede anche una terza via
attraverso Coltano -.
Infine stato valutato, con molta attenzione, il progetto del gruppo SantAnna New deal 2.0, coordinato dal
prof. Paolo Dario che dopo la sessione in commissione della costa del 18
febbraio stato presentato nei locali
della Kayser il 21 aprile scorso.
Proprio in seguito alla presentazione
che a Livorno stata organizzata da
Confindustria insieme alla Commissione presieduta da Antonio Mazzeo, il
progetto stato integrato con un ampio capitolo dedicato espressamente
al Porto.
Atteso che tutti parlano di urgenza in
relazione al tema della occupazione,
ed in particolare alloccupazione giovanile, seguiremo con attenzione gli
atti che saranno deliberati da oggi in
avanti.
r.m.

srl

Ca.Pa. Ter da tempo un autentico


punto di riferimento sul territorio toscano per opere di movimento terra e
lavori di edilizia pubblica e privata di
qualunque tipologia, con competenze
specifiche nella costruzione e nella manutenzione di fognature, canali di drenaggio e sistemi di bonifica.

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Livorno

13

TANTE PROMESSE E POCHI FATTI

Nogarin, se ci sei batti un colpo!


di Enrico Dello Sbarba

In occasione della sua prima conferenza stampa di fine anno - dicembre 2014 il neo Sindaco Filippo Nogarin - imprevedibilmente eletto primo cittadino di
Livorno a seguito della debacle del PD:
indubbiamente, ancora sotto leffetto
euforico, conseguente allincredibile affermazione del Movimento 5Stelle nella
citt dei Quattro Mori, fece una serie di
mirabolanti proposte tra cui la gratuit
nel servizio del trasporto pubblico oltre
a mettere in evidenza un furore ideologico caratterizzato dallo slogan cambiare, cambiare, cambiare che impression lintero uditorio.
Fu subito evidente come alla nuova
maggioranza facesse difetto quel minimo di cultura politica necessaria a far
seguire alle affermazioni ideologiche
qualche progetto praticabile di cambiamento e che, possibilmente, fosse in
grado di allargare la partecipazione oltre i confini, invero ristretti, della scarsissima rappresentativit degli eletti in
Consiglio Comunale e della Giunta quasi totalmente estranea alla citt (da un

servizio di Franco Spugnesi sul n.151


de Il Centro del gennaio 2015).
Tornando alla conferenza stampa di fine
anno 2014, in qualit di decano dei giornalisti livornesi, tocc allo scrivente rivolgere le prime domande al neo Sindaco.
Impressionato dalla valanga di proposte e promesse difficilmente realizzabili
mi limitai a chiedere al Sindaco di cominciare dalle piccole cose, per esempio: una toilette pubblica a pagamento
da sempre mancante nel centro della citt ed una urgente manutenzione del
parco di Villa Regina, gi allepoca in
condizioni vergognose con crescenti
pericoli anche per la incolumit pubblica specialmente dei bambini che la frequentano, insieme a nonni o ai genitori.
Naturalmente il sindaco assicur che
sarebbe stata una sua priorit provvedere speditamente nel risanamento di un
parco importante sia per la frequentazione dei cittadini sia per ovvie ragioni
di decoro.
Ecco il nostro intervento pu finire anche qui: della toilette pubblica non abbiamo avuto pi nessuna notizia: in proposito credo che Livorno sia un delle

poche citt al mondo priva di un tale servizio che abbiamo visto ben gestito organizzato anche a Matera,Trani e Bari per
non citare Pisa, Lucca e Firenze.
Per lo stato del parco di Villa Regina rimando i lettori al servizio, opportuno e
centrato,apparso nelledizione di sabato
22 ottobre a pag. VII de Il Tirreno nelle
pagine riservate alla cronaca intitolato:
Villa Regina in abbandono e di notte fa
davvero paura!
Aggiunge nella presentazione del servizio: La grotta piena di siringhe, il
rifugio di tossicodipendenti e di sbandati. Viaggio nel parco di Borgo tra cocci
di bottiglie e strutture in disuso!
Sindaco Nogarin: io non parteciper alla
conferenza di fine anno 2016 perch,
come Ella ben sa, il mensile Il Centro da
me diretto non ha pi diritto di legittimanza allinterno del Consiglio Comunale.
Le mancher un interlocutore critico ma
obbiettivo. Ma, per favore, veda se riesce a fare meno chiacchiere inutili e dannose e cominci, ma seriamente, a fare
qualcosa di serio per questa povera citt
in caduta libera!

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qui
Diocesi
di

Fabio Figara

Riscoprire noi stessi


con la Divina
Commedia
Terzo anno di incontri con il prof.
Franco Nembrini, un percorso formativo che, partendo dalla Comedia di
Dante, insegner ai partecipanti a ritrovare s stessi.
L a formazione, la Scuola, la cultura
sono da sempre al centro dellattenzione di Mons. Simone Giusti, Vescovo di Livorno. Tra i vari progetti in
cantiere, spicca il nuovo corso di formazione rivolto a tutti gli educatori,
tenuto da Franco Nembrini, insegnan-

te, educatore e scrittore bergamasco,


fondatore della Scuola paritaria La
Traccia, noto al grande pubblico per
i suoi interventi sui problemi legati alleducazione giovanile e alla Scuola,
per le letture dantesche, su TV2000,
con il titolo El Dante, e per la trasmissione Nel mezzo del cammin, in
onda dallinizio dellAnno Giubilare.
Dopo due anni di proficua collaborazione con la nostra Diocesi, nellambito di percorsi formativi rivolti agli insegnanti di religione cattolica, Nembrini torna cos a Livorno, a Villa Alma
Pace, ad Antignano, dal 4 al 6 Novembre, per trattare ancora di educazione
e di valori quali amicizia, laccoglienza
e la libert, le basi della convivenza
umana, tematiche delicate e complesse da affrontare, per ritrovare s stessi ma anche per migliorare il proprio
metodo di insegnamento e lapproccio con i
propri studenti.
Il corso a cura
dellUfficio
Scuola Diocesano, del Servizio
Progetto Culturale Diocesano e
dellAssociaFranco Nembrini
zione Diesse

(Didattica e Innovazione Scolastica), con


la collaborazione di numerose associazioni locali e con il patrocinio del MIUR.
Una passione, quella di Nembrini per
Dante, nata in giovane et lungo le
scale della cantina di una drogheria,
quando avevo dodici anni racconta lestate lavoravo in una drogheria di Bergamo, tornavo a casa solo la domenica.
E una sera dopo la chiusura arrivato
un camion di acqua, io ero stanchissimo ma allora non si poteva dire di no,
ho cominciato ad andare su e gi dalla
cantina con casse di acqua pesantissime, piangevo dalla fatica e a un certo
punto mi venuta in mente una terzina
di Dante che avevo studiato a scuola:
E proverai s come sa di sale/lo pane
altrui, e come duro calle /lo scendere
e l salir per laltrui scale. L, mi ha folgorato la scoperta che Dante parlava di
me! Quelluomo, vissuto sette secoli
prima, parlava di me! Da allora ho cominciato a studiare con un interesse totale, perch la letteratura parla di me. E
alla fine della terza media ho giurato
nelle mani della mia professoressa di italiano che sarei diventato anchio insegnante.
Dante parla ancora oggi alle nostre coscienze, con il suo linguaggio di uomo
medievale ma, soprattutto, di credente:
e, ancora oggi, ha molto da insegnarci.

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L'attivit
delle Associazioni
a cura di Cristina Battaglini

Qui Propeller
Il Porto-luogo di lavoro. La Safety: sinergia tra molteplici soggetti come fattore strategico di riduzione del rischio: questo largomento di una conviviale al Propeller club,
presieduto da Maria Gloria Giani, alla quale erano presenti i pi qualificati soggetti
per discutere dellargomento.
Ha aperto i lavori Jacopo De Carlo, esperto in sicurezza e prevenzione nei luoghi di
lavoro, che ha spiegato come oggi la sicurezza sia un concetto liquido, non pi caratterizzato da leggi prescrittive come negli anni Cinquanta. Vittorio Marzuoli, re-

sponsabile sicurezza TDT (Terminal


Darsena Toscana), ha sottolineato come riempire di avvertimenti serva a ben poco: bisogna costruire una cultura della sicurezza.
TDT dispone di un sistema integrato qualit-sicurezza-ambiente, dove lavorano 12
persone: sei impiegati e sei operativi; la
creazione di una cultura della sicurezza-ha
spiegato-significa coinvolgimento dei lavoratori. Sono seguite le relazioni del Cap.
Massimiliano Lupi, capo dei Piloti dello
scalo labronico, che ha spiegato come i piloti siano un attrezzo della sicurezza. Esiste una Commissione accosti- ha detto per valutare gli arrivi dei giorni precedenti.
Ed irrinunciabile la sinergia, la collaborazione, la comunicazione di tutto il cluster, ha spiegato Andrea Ferrucci, responsabile del settore per il Cantiere Azimut
Benetti: questo nellambito di una realt
(Azimut) dove vengono gestite 400 ditte,
1000 persone e 300 persone degli equipaggi in manutenzione.
La sicurezza per noi - ha aggiunto Ferrucci - si basa sui protocolli: Dvr, duvri, 272,

Ricordo di Ettore Bettinetti


(Franco Spugnesi) - Nella vita ci sono incontri pi espressivi di altri. Ad alcuni cambiano letteralmente la vita, il pi delle volte nascono amicizie, anche non frequentate
ma solide, punti di riferimento ideali, ancore rispetto ai valori personali, porti, dove
cercare consiglio o riparo.
Per molti della mia generazione lincontro con Ettore Bettinetti, morto il 17 ottobre
ad 81 anni, stato cos.
Ricordo ancora il mio: alla Cisl, in via Ricasoli 70 terzo piano, di quelli alti di una
volta, niente ascensore alla fine degli anni 60, arrivavi, anche se giovane, col fiatone
ma trovavi un ambiente dove giravano pochi soldi ma molte idee, molta buona volont. Ettore era il segretario provinciale ma stava a sentire anche lultimo militante che
arrivava fin lass, e non mancava di cercare una soluzione, uno spunto.
Ettore veniva da una lunga e formativa esperienza scout, unagenzia formativa prepolitica direbbe oggi, che donava, come lazione cattolica, energie generose alla politica ed al sindacato, specie a quello definito cattolico, personaggi che hanno dato un
decisivo contributo al progresso del paese e allaffermazione dei diritti del lavoro.
Erano anni in cui i giovani cattolici, motivati anche dallo straordinario risultato del
concilio Vaticano II, affrontavano con entusiasmo il grande impegno che la Chiesa
affidava loro: essere laicamente cristiani, nelle cose del mondo.
Questo fece Ettore Bettinetti: mettersi al servizio della Chiesa e degli altri, specie dei
pi deboli.
Negli anni della maturit ha rivestito i vari ruoli cui il sindacato lha chiamato ma
sempre attento ai fatti della sua citt, del lavoro e della chiesa livornese.
Terminato il lavoro si potuto dedicare a quello che veramente lo appassionava: la
diffusione della conoscenza della dottrina sociale della Chiesa, ampiamente citata da
molti ma da pochi veramente conosciuta. Divenne responsabile con il vescovo Coletti
della pastorale del lavoro e della pace fino allarrivo del successore che mise fine
allesperimento prima che se ne vedesse gli effetti sulla chiesa e sulla societ livornese.
Anche senza ruolo ufficiale Ettore ha tenuto aperti i canali delle amicizie di tanti anni
con il blog, con i gruppi di discussione, con presentazioni chiare ed aggiornate alle
ultime encicliche sullargomento.
Ora che Ettore tornato al Padre, saremo tutti un po pi poveri di idee, di entusiasmo
e di bont.
Tutti noi soci del circolo Il Centro, che Ettore seguiva con assiduit prima e attraverso il giornale nellultimo periodo, ci uniamo al dolore della moglie Giovanna, dei
figli Daniele Gabriele e Laura, e degli amatissimi nipoti.

Livorno

15

ohsas, 18001 ecc, lattenta verifica dei requisiti tecnico professionali delle aree produttive, lesistenza di una squadra di guardia fuochi per la gestione emergenze dagli
incendi a piccoli infortuni, la videosorveglianza, il sistema centralizzato di allarme.
Enrico Mucci, direttore del servizio rimorchio del Gruppo Neri, ha ricordato la presenza di una commissione accosti come servizi tecnici, e lincendio in banchina, dove il
rimorchiatore Neri intervenuto.
I rimorchiatori - ha spiegato - sono una forza correttrice, di arresto e manovra. Inoltre
Mucci ha riferito dei nuovi aggiornamenti
per lIMO. Fiorenzo Milani, direttore di Fedepiloti, gi Capo dei Piloti a Livorno e past
president del Propeller, ha spiegato come i
piloti costituiscano il 2% dei costi sostenuti da una nave. Sono 250 mila le manovre
effettuate in Italia ogni anno, a fronte di 3
soli sinistri. S
econdo P&T lItalia il paese con meno sinistri al mondo. Stcv - ha aggiunto - forse
non verr rinnovato, a causa di ragioni legate al ministero. Dal 2005 al 2013- ha ricordato- nel mondo sono morti 21 piloti: non
in Italia.

Qui Rotary
Una serata allinsegna del service e del glamour,
quella svoltasi allHotel Palazzo ed organizzata dal Rotary club Livorno, presieduto dal presidente ing. Augusto Parodi, in collaborazione
con la Croce Rossa Italiana Sezione di Livorno,
presieduta dalla presidentessa Anna Braccini.
Alla presenza di un numeroso pubblico, nella
splendida cornice di una delle sale pi belle dellHotel Palazzo, si svolta una sfilata di moda
di capi di Peuterey, indossati dagli stessi soci,
ragazze e ragazzi, del Rotaract club Livorno,
che hanno cos voluto dare il loro contributo
alla realizzazione del service Progetto unit di
strada a favore dei clochard.
I senza fissa dimora, nel Comune di Livorno,
sono circa 60, che vivono per strada in condizioni precarie, a cui si aggiungono altre 10/20
persone che risiedono nel Comune di Livorno
in maniera saltuaria.
Queste persone hanno bisogno di cibo, vestiario e beni di prima necessit; il ricovero notturno in periodi dellanno in cui le temperature
sono rigide; integrazione sociale; assistenza sanitaria.
Lobiettivo della CRI di Livorno integrare i
servizi in favore dei senza fissa dimora attraverso lUnit di Strada.
Al termine della sfilata si svolta una lotteria di
beneficenza il cui ricavato andr a favore del service, al quale hanno contribuito, tra gli altri, anche Ottica Odello, Gruppo Scotti e Allianz BankFinancial Advisors, Gianni Cuccuini.

16 Rosignano

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Luogo di villeggiatura gi di ricchi e famosi personaggi del calibro di Alberto Sordi


e Marcello Mastroianni, o del pi attuale Carlo Conti, nonch sfondo scenografico per
numerosi films, soggetto e panorama di alcune tra le pi belle fotografie della costa tirrenica,

Castiglioncello: Esotica meta


di Lorenzo Taccini

Una caratteristica comune e goliardicamente piacente del livornese medio, senza


dubbio quella di apparire, spesso pi di
essere. Piace accendere un mutuo per il
pantalone pi in voga, piace guidare il
macchinone per le vie, tornando la sera
nel proprio monolocale, piace dedicarsi a
lunghe passeggiate in compagnia, sfoggiando al contempo la ricchezza di amici e
di orpelli posseduti. Ma c una situazione in particolare che concede al livornese
il compiacimento di unesotica sfilata nel
lusso e nella mondanit: la ben nota localit di Castiglioncello.
Meta di villeggiatura gi di ricchi e famosi
personaggi del calibro di Alberto Sordi e
Marcello Mastroianni, o del pi attuale
Carlo Conti, nonch sfondo scenografico
per numerosi films, soggetto e panorama
di alcune tra le pi belle fotografie della
costa tirrenica, Castiglioncello mantiene
tuttoggi il suo fascino elegante ed al contempo sbarazzino di una localit di mare
livornese, seppur cos vicina e cos diversa dal capoluogo labronico. Varcate le
soglie del moletto di Chioma, il percorso
che porta da Livorno a Castiglioncello
propone scenari e scorci mozzafiato.
Lingresso al paese, subito dopo gli elegantissimi alberghi e ville che si affacciano sul promontorio di fronte al centro, si
caratterizza nella piazza del celeberrimo ed
intramontabile caff Ginori, di fronte al
quale troneggia lingresso al parco di catello Pasquini. A Castiglioncello persino
la stazione ferroviaria elegante! E cos,
con poco tempo e poco costo, il livornese
pu mischiarsi alle impellicciate signore
del luogo, o ai distinti turisti che affollano
il lungomare Alberto Sordi, nonch frequentare i suggestivi locali affacciati sul
mare, o appena a ridosso della pineta.
Che poi a Castiglioncello esista anche un
importante Museo Archeologico, o quanti eventi di assoluto spessore culturale siano organizzati ad esempio nel sopra citato Castello Pasquini, al livornese poco importa. Resta la meta esotica pi vicina,
comoda ed elegante, lideale per sfoggiare e sentirsi allaltezza (almeno per un

paio di ore). Per quanto sia strano, a Castiglioncello si respira unaria davvero
differente, rispetto a quella che si respira a Livorno. Potremmo suggerire di approfondire la questione, con un piccolo
e semplice sforzo, ricordando che in quella pineta, oltre al mini-golf, alle giostre
ed al gelato, una tale Signora Martelli,
nella seconda met dell 800, incentivava artisti e pittori del calibro ad esempio- di un certo Giovanni Fattori e che
codesti pittori, di Castiglioncello, hanno carpito anche lanima pi profonda e
lhanno saputa riportare su tela come
nessun altro al mondo aveva mai fatto
prima di allora. Il nostro semplice intento e proposito in queste poche righe che
speriamo leggiate con piacere, proprio
quello di suggerire (e di proporre di suggerire) con quanto poco sforzo si passa
mangiare un gelato sotto gli ombrosi pini

della pineta Marradi e quindi passeggiare


per il piacevole lungomare Alberto Sordi seppur con quella irrefrenabile voglietta
dellapparire- magari essendo e sentendo dentro quel qualche cosa in pi, che
dalle collane e dagli aurei bracciali non
trapela, ma rende la nostra visita dellesotica Castiglioncello, come di ogni finestra
del nostro quotidiano, assai pi ricca e
nobile.

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Montecatini Val di Cecina 17

Anno 1776: da 5 Comuni al Comune unico di Montecatini Val di Cecina

La storia del Comune


di Sandro Cerri

Il tema delle fusioni pi o meno obbligatorie dei piccoli Comuni, sempre stato molto dibattuto ed tornato fortemente in auge
negli ultimi anni. Addirittura nei mesi scorsi era sembrato che dovesse essere emanata una apposita legge che obbligasse i
Comuni aventi popolazione residente sotto i 5.000 abitanti, a fondersi obbligatoriamente al fine di ridurre il numero dei Comuni e, nella mente dei proponenti, anche
i vituperati costi della politica.
A parere del sottoscritto non certo una
riforma auspicabile quella della soppressione dei piccoli Comuni e per fortuna sembra che ultimamente la linea delle proposte sia a livello regionale che nazionale sia
quelle di andare verso eventuali fusioni
su base volontaria.
Di questa materia ho gi avuto modo di
trattare nel numero di Marzo 2016 di questo giornale e vorrei qui invece parlare brevemente delle fusioni gi avvenute nellattuale territorio del Comune di Montecatini Val di Cecina.
Sappiamo benissimo infatti che nella nostra Regione, grazie allallora Granduca di
Toscana Pietro Leopoldo, le fusioni sono
gi state ampiamente fatte. Basti pensare
che in Toscana vi sono attualmente 279
Comuni (dopo alcune fusioni avvenute
negli ultimi anni), contro, ad esempio, a
parit di superficie territoriale, i 1.527 Comuni della Lombardia ed i 1.202 Comuni
del Piemonte.
Pietro Leopoldo fu cos un precursore in
Toscana delle fusioni dei piccoli Comuni e
questa riforma riguard naturalmente
anche il Comune di Montecatini Val di Ceci-

Panorama di Montecatini Val di Cecina

na. Prima di queste fusioni, il territorio di


questo Comune era interessato da ben 4 piccoli Comuni: lo stesso Comune di Montecatini Val di Cecina, il Comune di Querceto, il
Comune di Sassa, ed il Comune di Gello.
La fusione cos pensata per Montecatini
Val di Cecina e disposta con motuproprio
il 29 settembre 1774 da Pietro Leopoldo,
interess anche il piccolo Comune di Mazzolla, che successivamente pass al Comune di Volterra.
Fu emanato un vero e proprio Regolamento, definito Regolamento Comunit di
Monte Catini di Val di Cecina, di fatto un
vero e proprio Statuto molto dettagliato.
Il suddetto Regolamento fu emanato il 1
Aprile 1776, entrato ufficialmente in vigore il 1 Giugno 1776, data che possiamo
quindi considerare la data di nascita del
nuovo Comune di Montecatini Val di
Cecina, cos come lo conosciamo oggi, a
parte Mazzolla, passata a Volterra e qualche altra piccola modifica territoriale, come,
ad esempio, lannessione della Frazione

di Buriano, che fino al 1929 ha fatto parte


del Comune di Volterra.
Oggi quindi il Comune di Montecatini Val
di Cecina si presenta strutturato territorialmente come pensato da Pietro Leopoldo nel 1776 e, con i suoi 156 Kmq. di territorio, le sue Frazioni e Borghi, Ponteginori, Querceto, Sassa, Casino di Terra, Buriano, Gello, Casaglia e Miemo.
Un piccolo Comune per quanto concerne il numero dei residenti (circa 1.750),
ma un grande Comune per quanto concerne lestensione territoriale, i cui Amministratori e Cittadini non sentono certo il
bisogno di fondersi con altri Comuni, ma
chiedono soltanto di poter amministrare
ed essere amministrati secondo normative che tengano conto di realt territoriali
come Montecatini Val di Cecina.
Daltra parte, a fondere amministrativamente questi territori, ci ha gi pensato
Pietro Leopoldo nel 1776.

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Via Puini 97 Int. 35 - Livorno

18 Provincia

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Vuole intitolare a Stelio Montomoli l'ammiraglia della Toremar

La presa di posizione
di Vincenzo Onorato
Abbiamo conosciuto e apprezzato il compianto
Stelio Montomoli, un uomo probo che ha vissuto una vita intensa, fatta di grande impegno
anche culturale. E' stato sindacalista, politico,
scrittore e, infine, ha svolto un ruolo importante
come presidente della Toremar.
Concordiamo pertanto pienamente con l'intenzione di Vincenzo Onorato, presidente della Moby
Lines, di cambiare nome all'ammiraglia della
flotta Toremar, l'Aethalia, in Stelio Montomoli.
Riportiamo quanto
scritto da Vincenzo
Onorato (nel riquadro)
sul periodico "Corriere Elbano" del 15 ottobre scorso, dal titolo:
LAethalia e quegli elbani dalla memoria
corta - Le motivazioni
che hanno spinto al
cambio del nome in
memoria di Stelio Montomoli
Da ormai diversi anni non mi occupo dei collegamenti per lIsola dElba e non intendo, con
questa mia, ritornare minimamente a farlo in
futuro. Lo faccio solo ed esclusivamente in questa occasione perch stata mia lidea di cambiar nome all ammiraglia della flotta Toremar,
lAethalia, in Stelio Montomoli. Sono perci
profondamente addolorato dalla polemica esplosa per questa decisione. Mi dicono che si sia
addirittura giunti ad una raccolta di firme al fine
di scongiurare che ci accada. Il tutto trae origine da una pretesa difesa delle tradizioni e della
storia elbana.
Ma chi era Stelio Montomoli? Gli offesi firmatari della petizione contro il cambio nome sanno forse quello che ha fatto per lElba questo
piombinese che intendo celebrare? Desidero rinfrescar loro la memoria: negli anni in cui Stelio
stato Segretario Generare del porto di Piombino sono stati avviati, fra i tanti, me ne dimentico certo qualcuno, i lavori infrastrutturali che
hanno cambiato faccia al porto di Portoferraio.
Fra i tanti e ripeto fra i tanti: la banchina numero 1, tra il pontile Massimo e il pontile 3 del
porto di Portoferraio, la banchina denominata
Vecchi Altiforni, la nuova banchina di riva fra il
pontile Massimo e la banchina Alto Fondale,
ristrutturazione e prolungamento del pontile
Massimo e ancora recupero statico del pontile
di Cavo ed ancora ladeguamento tecnico funzionale del porto di Rio Marina...
Traducendo quanto sopra scritto in termini brutali, devo spiegare che, senza Stelio, il porto di
Portoferraio avrebbe ancora pontili di legno e
ferro arrugginito e non il gioiello del porto at-

Stelio Montomoli
(Campiglia Marittima 1943 - Piombino 2016)

tuale. Senza Stelio non ci sarebbero state le


strutture per accogliere la Blu Navy e lElba
Ferries e le navi di grande tonnellaggio che attraccano oggi sarebbero state impossibilitate ad

operare.
Stelio era un grande politico ed aveva una visione. Ragionava in termini futuri e apriva il
suo cuore al nuovo pensando alla gente e al
lavoro. Quel genere di visione che certamente
manca a quegli elbani firmatari della petizione,
tipici esponenti di quellElba a cui tutto e dovuto e che non sanno dire grazie. Ma questo
anche e soprattutto un problema culturale e a
ci, ahim, non c soluzione. Mi dispiace constatarlo ma nessun elbano stato capace di
fare per lElba quello che ha fatto Stelio per
lisola.
Comunque, poich io sono un uomo pratico,
facciamo cos: se si intitola una piazza importante a Portoferraio a nome di Stelio, io blocco
il cambio nome alla nave. In mancanza di ci
celebreremo la Stelio Montomoli a Piombino,
considerata la corta memoria di certi elbani.
LElba comunque non ha bisogno del nome di
una nave, si celebra da sola per quanto bella e
con grande fortuna per i suoi abitanti.

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19
7

Il racconto pi famoso dello scrittore e romanziere belga

Linseguitore di Julio Cortzar


di Paolo Arzilli
Ora so che non cos, che Johnny insegue
invece di essere inseguito, che tutte le cose che
gli stanno capitando nella vita sono gli imprevisti del cacciatore e non dellanimale braccato.
Nessuno pu sapere cos che insegue Johnny,
ma cos, l, in Amorous, nella marijuana,
nei suoi discorsi assurdi su tante cose, nelle
ricadute, nel libro di Dylan Thomas, in tutto
quel povero diavolo che Johnny e che lo rende
grande e lo trasforma in un assurdo vivente, in
un cacciatore senza braccia e senza gambe, in
una lepre che corre dietro a una tigre che dorme.
Johnny, dunque, insegue. E se nessuno sa a cosa
d concretamente la caccia, perlomeno noi sappiamo chi Johnny Carter, linafferrabile protagonista del racconto di Julio Cortzar Linseguitore: Charlie Bird Parker, il genio pi puro
del jazz americano, tra gli inventori del bebop,
inquieto poeta del sax. El perseguidor, il titolo
originale del racconto, comparve per la prima
volta nella raccolta di storie Le armi segrete,
uscita nel 1959 quattro anni dopo la morte di
Parker. Sur lo ripubblica ora in Italia con una
nuova traduzione di Ilide Carmignani, aggiornando il titolo da Il persecutore a Linseguitore e accompagnandolo con le illustrazioni del
disegnatore Jos Muoz, argentino come Cortzar.
Quello che interessa a Cortzar mentre scrive
Linseguitore provare a penetrare, o se non
altro a sfiorare (a sfiorare, perch capire veramente impossibile: questa una delle chiavi del
racconto) il mistero di un artista che usa il suo
strumento per inventare bellezza a volte persino inconsapevolmente. Per farlo, mette accanto a Carter/Parker un doppio fantasmatico e
razionale, il giornalista e critico musicale Bruno, lautore di una biografia su Carter di discreto successo. Bruno accudisce Johnny, gli fa da
balia, lo accompagna nelle sue scorribande not-

L'Inseguitore, il libro pi famoso di Cortzar.

Lo scrittore Julio Cortzar (Bruxelles 1914 Parigi1984)


turne nei bar parigini, tendenzialmente cerca di
tenerlo lontano dai guai nel caso specifico
dalle droghe o da amori pericolosi.
Il racconto si svolge a Parigi e inizia con Bruno
in visita a casa di Johnny, una camera dalbergo
senza luce e piuttosto fatiscente dove il musicista vive con la compagna Dde. Carter ha
smarrito il sax, ha in programma alcune date ed
psicologicamente devastato, dipendente dalle droghe. Cortzar lo ritrae come un essere
primordiale o extra-umano, rannicchiato nudo
sotto una coperta, concentrato sul bisogno di
alcol e su complessi (e confusi) ragionamenti di
natura esistenzialista.
Il tempo, lo scorrere irregolare del tempo, la
percezione concreta della dimensione temporale, la sospensione o linversione del flusso
temporale che la musica pu offrire, la possibilit di dilatare in pochi minuti un tempo molto
pi lungo, forse addirittura infinito: Johnny ragiona su tutto questo, e Bruno lo ascolta, senza
riuscire a capire. Quando gli sembra dintuire
qualcosa, rifugge presto nella sua rigidit schematica, nel bisogno comune del resto a noi
tutti comuni mortali dincasellare.
Per esempio questo ragionamento di Bruno:
Alla realt: appena lo scrivo mi fa schifo. Johnny ha ragione, la realt non pu essere questa,
non possibile che essere un critico jazz sia la
realt, perch allora c qualcuno che ci sta prendendo in giro. Ma allo stesso tempo non si pu
dare troppa corda a Johnny, perch altrimenti
diventiamo tutti matti. Come direbbe Cortzar, Johnny un cronopio e Bruno e un fama.
Ora, chi ha letto Cortzar sapr che questi concetti ricorrono (sinseguono) nelle sue storie,
dagli appena evocati Cronopios e Famas fino a
Rayuela, il romanzo-gioco-del-mondo che comparir pochi anni dopo Linseguitore, nel 1963;
Cortzar stesso dir che in qualche modo le

due opere sono intimamente legate, che Linseguitore precede seppure in una forma diversa lindagine romanzesca e filosofica che anima Rayuela. Qui c gi una certa Parigi misteriosa e diciamo la verit terribilmente affascinante, ci sono i bar dove incontri musicisti e
intellettuali del tempo in una tavola, Muoz
si diverte a inserire sullo sfondo di Carter piangente (ha appena saputo della morte di sua
figlia, la piccola Bee) un uomo occhialuto e di
nerovestito, con uninconfondibile sbuffante
pipa, decisamente Jean-Paul Sartre.
Cortzar dispiega nel racconto tenerezza (attraverso Johnny), a volte distilla piccole dosi
di cinismo (attraverso Bruno), riafferma amore per la vita, cattura la sofferenza degli incompresi. Atmosfera e altissima qualit di scrittura, Linseguitore resta per specialmente lindagine di un grande artista su un altro grande
artista; un racconto da mettere accanto ai Sotterranei di Jack Kerouac, libro uscito proprio
in quei mesi, sul finire degli anni Cinquanta.
Ancora Bruno che tenta di catturare lessenza
di Carter: Ma in cambio a Johnny deve essere
sfuggito quello che per noi terribilmente bello, lansia che cerca una via duscita in quella
improvvisazione piena di fughe in tutte le direzioni, di interrogativi, di gesti disperati. Johnny non pu capire (perch quello che per lui
il fallimento a noi sembra una via, o almeno
lindicazione di una via) che Amorous rester come uno dei momenti pi alti del jazz.
Naturalmente qualcuno potr legittimamente
pensare che questa scrittura e questa storia
siano distanti da noi come lo sono i tempi di
Charlie Parker e del jazz e del beat, e noi glielo
lasceremo pensare, sereni di essere dalla parte
sbagliata, pronti a spremere il tubetto del dentifricio ancora una volta dal centro anzich dalla base.

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Cultura

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ECCO UNA BREVE GUIDA PER GLI INDECISI

Ottobre: mese ideale per visitare Lisbona


di Paolo Arzilli

Ottobre, ovvero un mese fantastico per visitare una delle citt pi autunnali per atmosfera,
concezione, aria che si respira, malinconia del
Creato: Lisbona. Quella che trovate qui, una
Breve Guida per gli Indecisi.
In sociologia, si utilizza il termine multiculturale per descrivere un dato di fatto, ovvero
una situazione per la quale nello stesso territorio convivono, o anzi esistono, culture differenti, mentre lespressione interculturale viene
utilizzata quando, nel contesto multiculturale,
si ravvisa uno sforzo progettuale affinch le
diverse culture si intersechino, scambiando informazioni e, di conseguenza, arricchendosi;
ecco che il termine convivenza, ovvero vivere insieme, appropriato pi nel secondo caso
che nel primo.
Ora, nella multiculturale Lisbona di dieci anni
fa, a chi scrive venne assestato un sonoro pugno nel costato poich, evidentemente a torto,
mi si era ritenuto spagnolo; oggi, rispetto a quellepoca, Lisbona una citt che fa dellinterculturalit una delle sue caratteristiche migliori,
volendo riferirsi ai rapporti quotidiani tra persone che si incontrano, ed interagiscono, in strada (questa considerazione, tocca sottolinearlo,
non certamente generalizzabile, e basta dare
unocchiata a quanto negativamente da queste
parti si comportino forze dellordine e istituzioni burocratiche per rendersene conto).
Ipotizzare di visitare Lisbona e di non rapportarsi con tutti coloro i quali Lisbona, di fatto, la
creano quotidianamente (portoghesi, come ovvio, e poi angolani, capoverdiani, brasiliani, senegalesi e migliaia di individui appartenenti a
migliaia di altre culture), equivale a sostenere di
aver compreso la citt dopo essersela studiata
su una Lonely Planet: per carit, bellissimo il
Mosteiro dos Jernimos de Belem, e straordinario il Castelo de So Jorge, che domina il quartiere arabo dellAlfama (visita obbligatoria, qui,
sia al quartiere che al castello), ma poi necessario posare la guida turistica e parlare con le
persone.
Per dirla in altre parole, per conoscere Lisbona
necessario tanto vederla di persona che, in
loco, sentirsene raccontare le storie di strada:
personalmente ho constatato che nessuno, oltre agli immigrati senza lavoro e senza soldi,
conosce tanti aneddoti sulla citt quanto gli alcolizzati e gli spacciatori che ne popolano il
centro, e se la loro frequentazione far di voi
soggetti sospettabili, perlomeno potrete dire di
comprendere come funziona la Lisbona extraturistica.
Per chi come il sottoscritto, poi, coltiva un reale e consapevole interesse verso tutto ci che
brasiliano (gli autori letterari, i giocatori di

Lisbona: il bellissimo il Mosteiro dos Jernimos de Belem,


calcio, la t che diventa c e la i che diventa g, la
way of life e, ovviamente, i musicisti), linterculturalit una cosa assai divertente, ed il Bairro Alto riveste unattrattiva particolare, poich
qui che i brasiliani monopolizzano le serate di
musica dal vivo che animano le notti della capitale portoghese.
Larteria musicale del quartiere Rua da Atalaia,
letteralmente costellata di minuscoli locali allinterno dei quali, ogni sera, si trova qualcuno
che suona; locale storico il Bar Portas Largas,

decisamente gay-friendly, che, per coloro i


quali amano samba e bossanova, offre probabilmente i migliori live della zona.
Se invece cavaquinho e pandeiro vi provocano
sentimenti di rabbia e risvegliano rancori sopiti, il nuovissimo Bali di Rua do Norte offre
musica anglofona (ma vi avviso, rockers, da
queste parti non raro che langlofono sia declinato in levare, e che orde di studenti Era
segue a pag. 22

22 Cultura

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da pag. 21
smus ubriachi vi ballino sui piedi gridandovi
nelle orecchie versi storpiati di Bob Marley e
affini, e rovesciandovi decine di shot sui pantaloni; se invece andate con la vostra donna, il
cantante di turno prover a fregarvela, c quindi
solo da sperare che il cantante in questione sia
talmente bravo da farvi soprassedere su tutto il
resto).
Per chi preferisse poi discoteche e affini, il punto di riferimento sono i quartieri di Santos (noto
il club Kapital, in cui si fa particolarmente attenzione allabbigliamento) e di Alcantara, che
si affacciano sul fiume Tejo, oppure si pu sempre arrivare fino al Lux, locale di 3 piani in zona
Santa Apolnia, nel quale, per correttezza, devo
ammettere di non essere mai riuscito a entrare,
ma che in molti descrivono come il miglior club
di Lisbona.
Sono gratis, invece, e non richiesto nessun
tipo di abbigliamento particolare, i numerosissimi miradouros di Lisbona, punti dai quali
possibile vedere gran parte della citt fermandosi a bere qualcosa; un delitto perdersi quello del quartiere di Graa, raggiungibile con il
tram elettrico 28, e quello di So Pedro de Alcntara, incastonato tra Bairro Alto e Principe
Real.
Per quanto mi riguarda ho passato la maggior
parte delle mie giornate portoghesi al Miradouro de Santa Catarina, dal quale si vede il

Tejo, i ponti 25 de
Abril e Vasco da
Gama, il Cristo Rei
di Almada, e soprattutto allinterno del
quale un chiosco gestito da un portoghese simpatico
vende un litro di birra ghiacciata ad 1,80
euro (a proposito di
birra, quella da 33 cl.
la trovate generalmente ad 1 euro, ed
futile aggiungere
quanto questo sia
Lisbona: Castelo de So Jorge
straordinario, e straordinariamente pericoloso).
te sono innamorato dei cosiddetti ristoranti
La citt, poi, piena di parchi: fatevi un giro
clandestini, come la Casa dos 5, gruppo di
in quello di Tapada das Necessidades, in zona
amici (vi anche un italiano) che cucina in casa
Alcantara, ed a piedi raggiungete poi la LX
e accetta un massimo di 10-12 commensali.
Factory, collettivo che organizza eventi in amAltro luogo prediletto si trova in Martim
bito comunicazione, moda, architettura, arte
Moniz, ed un ristorante angolano pi che
e molto altro.
casereccio, nel quale i padroni ti servono
Oppure, per una domenica allaria aperta, il
quel che ritengono migliore, vino a buon
consiglio quello di comprare carne, birre e
mercato e ottime zuppe di verdura, carne o
ghiaccio, e passare la giornata al parco del
pesce a 50 centesimi (s, avete letto bene);
Monsanto, quasi 1000 ettari di verde, con
se vi portate dietro una chitarra, utile metfamigliole felici che vi scorrazzano intorno e
tere in conto che non ve ne andrete prima di
decine di spazi forniti di panchine e griglie.
mezzanotte, perch qualcuno vi chieder di
Capitolo comida: a Lisbona si riesce ancora a
suonare, poi canter con voi, poi vi estorcemangiare bene spendendo poco: personalmenr lo strumento e lAngola tutta inizier a
suonare e cantare musiche tipiche, accompagnamento estremamente suggestivo al vino
di cui sopra.
Anche questo, utile sottolinearlo, un ottimo
modo per scoprire Lisbona.

FAMIGLIA

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Teatro

periodico online www.circoloilcentro-livorno.it

23
19

Un programma articolato con maggiore presenza, rispetto agli altri anni, di compagnie livornesi

Goldoni, i prossimi spettacoli


Prosa: Domenica 20 novembre ore 21.00
il primo appuntamento con la prosa turno unico: Le Olimpiadi del 1936, del
Tieffe Teatro Produzioni, per la regia di
Emilio Russo e Caterina Spadaro, con Federico Buffa, A.Nidi pianoforte,
N.Marenco fisarmonica, C.Gragnani voce.
Luned 28 novembre e marted 29 novembre ore 21.00, incontro con la prosa a doppio turno: Human, con Marco Baliani
che firma anche la regia, e con Lella Costa.

Wolfang Amadeus Mozart e Lindsay Kemp.


di Angela Simini

Al via la Stagione 2016/7 al Teatro Goldoni


che va a debuttare con la stagione lirica, e
precisamente con Il Flauto Magico, musica di Wolfang Amadeus Mozart, testo di
Schikaneder, opera in due atti, la cui regia
affidato ad un personaggio di eccezione, il
celebre coreografo e ballerino, Lindsay Kemp.
E' stato definito anche il cast (che invece
non si conosceva al momento della presentazione della Lirica 2016/ 17 nel luglio scorso) . L'appuntamento per Venerd 11 novembre, ore 20.30 con replica la domenica

successiva, 13 novembre, ore 16.30.


Interpreti: Manrico Signorini (Sarastro),
Blagoj Nacoski (Tamino), Sara Baratta e
Maria Laura Martorana ( Regina della
Notte),Yukiko Aragaki (Pamina), Wiliam
Hernandez (Papageno), Silvia Lee (Papagena), Antonio Pannunzio (Monostatos),
Barbara Luccini, Roxana Herrera Diaz e
Carlotta Vichi (rispettivamente Prima, Seconda e Terza Dama della Regina). Sul podio il direttore Dejan Savic, alla giuda dell'Orchestra Regionale Toscana, regia di
Lindsay Kemp, che firma anche costumi e
scene. CLT Coro Lirico Toscana diretto
dal Maestro Marco Bargagna.

Le Olimpiadi del 1936 in programma il 20 novembre

Sezione Cori: Venerd 18 novembre ore


21.00 - Joyful Gospel Ensemble presenta
I have a dream
Domenica 27 novembre, ore 17.00 Cantiamo in Pace, celebrazioni della Festa
della Toscana
Periodico mensile
del Circolo Culturale

in distribuizione gratuita
anche presso i seguenti punti:

LIVORNO:
Libreria Nino Belforte,
Via Roma 59;
Libreria Edizioni Paoline,
Via Indipendenza;
Edicola Cairoli, via Cairoli 18;
Edicola Nelli, piazza Cavour 39;
Edicola P.zza Grande,
lato Farmacia Ospedale,
Edicola Bianchi, via del Porticciolo,
Edicola Attias, corso Amedeo;
Edicola piazza Matteotti;
Edicola Ramagli e Rossi
Via Calatafimi:
Edicola Paolini (Baracchina Bianca),
piazza S. Jacopo;
Ed. Lo Strillone, viale Italia 113;
Edicola Barcellona, via Goito;
Edicola Borghi, corso Amedeo,
angolo via dellOrigine;
Tabaccheria Cioni, via Roma 133;
Tintoria Rossi, corso Mazzini;
Ed. Martelli Anna Lisa,
via Meucci 5 (Coteto);
Edicola c/o Bar Oasi, Ardenza Mare;
Edicola Dharma, Viale Antignano 115.
CASTIGLIONCELLO:
Edicola Rossi, P.zza della Vittoria;
Edicola Tognotti, Staz. Ferroviaria;
LEdicola, Via Aurelia 512.
ROSIGNANO SOLVAY:
Edicola Giovannoni, via Allende;
Edicola Vallini, via O. Chiesa.
Tabacchi-Edicola Bicego, via Aurelia 459.
VADA:
Cartoleria 'Cartoland, via Magellano 3.