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Universit degli studi di Roma "La Sapienza"

Dipartimento di Chirurgia
"Pietro Valdoni"

GUIDA PRATICA PER IL PAZIENTE


ILEO-COLOSTOMIZZATO

Autori
M. Indinnimeo, C. Cicchini, A. Stazi, C.Ghini,
P.Gozzo, M.G. Amato, B. Luraschi.

Edizione e stampa curata dalla:


Sezione Iconografico Didattica del
Dipartimento di Chirurgia
"Pietro Valdoni'
Universit degli Studi di Roma La Sapienza"
Foto per le elaborazioni:
A. Sciamplicotti
Illustrazioni:
B. Luraschi

Opuscolo divulgativo realizzato per il:

Centro per i Pazienti


Ileo-Colostomizzati e
Patologie Colo-Retto-Anali
Tel. 06-49970438

Tutti i diritti riservati

INDICE
pag.
Introduzione

Stomia e tipi di stomia

Dispositivi di raccolta e loro uso

Cura della stomia

10

Controllo personale dello stoma

15

Irrigazione

19

Alimentazione

28

Note personali e promemoria

32

INTRODUZIONE
Le ileostomie e le colostomie vengono eseguite quando
si asporta il colon-retto (ileostomia) o il retto (colostomia),
quando il chirurgo si trova ad operare in condizioni di emergenza (occlusioni, perforazioni o deiscenze anastomotiche)
o quando voglia proteggere un anastomosi colo, od ileorettale.
In questi ultimi casi l'esteriorizzazione di un'ansa intestinale
per lo pi solo temporanea ed il paziente potr ricostruire
la continuit intestinale ad una distanza variabile di tempo
dallintervento.
Lavvento delle suturatrici meccaniche ed il perfezionamento
di alcune tecniche chirurgiche nella chirurgia del retto ha
consentito una maggiore diffusione degli interventi che
prevedono la conservazione degli sfinteri anali. Ancora
oggi, per, in alcuni casi indispensabile sacrificare l anoretto ed effettuare una stomia intestinale. La colostomia
sicuramente pi accettata dai pazienti perch le feci sono
simili per composizione a quelle precedenti allintervento
chirurgico e perch le evacuazioni avvengono in maniera
ritmica. Ciononostante anche essa viene vissuta come una
menomazione con implicazioni di ordine psico-sociale. La
difficile gestione dello stoma con il cattivo odore emanato
da questo, le rotture accidentali delle sacche, nonch le
restrizioni dietetiche si ripercuotono sulla vita sociale causando una frattura con il mondo esterno e creando uno stato
depressivo spesso causa di isolamento.

La terapia enterostomale linsieme delle prestazioni e


delle metodiche riabilitative finalizzate al recupero sul piano
fisiologico, psicologico, lavorativo e sociale di un paziente
stomizzato.
Unadeguata assistenza riconosce diversi momenti:
- informazione e scelta dei presidi stomali,
- riabilitazione mediante rieducazione meccanica dello

intestino (Irrigazione),
- igiene e controllo della stomia,
- farmacoterapia e norme dietetiche.
Lassistenza ha inizio al letto del malato, quando il personale
sanitario che si occupa di terapia enterostomale, spiega al
paziente le conseguenze dellintervento chirurgico al quale
si deve sottoporre e sceglie il sito ideale della futura stomia,
tenendo conto del sesso e della conformazione fisica del
paziente.

STOMIA E TIPI DI STOMA

colon
trasverso

colon
ascendente

intestino
cieco

colon
discendente

intestino
leo

colon
sigmoideo
colon
retto

(Fig. 1)

Le parole ileostomia e colostomia derivano dal greco antico


e significano apertura o bocca (stomia) del piccolo intestino
(Ileo), o del grosso intestino (Colon) sulla parete addominale. In altri termini le stomie intestinali creano una nuova
via di transito al materiale fecale. Questo intervento pu
consentire una vita normale, pur escludendo il passaggio
delle feci attraverso il retto e lano, poich al tempo stesso
permette una funzione intestinale regolare.

E' comprensibile per che il paziente abbia bisogno di un


periodo di tempo per adattarsi allintervento stesso e per
accettare la stomia. Oggi, grazie allassistenza nei centri
per ileo-colostomizzati costituiti da personale medico e
infermieristico specializzato si raggiunto un notevole
miglioramento della qualit di vita di questi pazienti. Si deve,
tuttavia, tener conto che, indipendentemente dallabilit con
cui lo stoma sia stato realizzato e dall adeguatezza dei
mezzi di raccolta, il paziente portatore di stomie intestinali
e soprattutto di ileostomia si trova ad affrontare diversi
problemi tra i quali:
- la necessit di dover raccogliere e conservare le feci in

una sacca,
- la possibilit di avere una perdita dalla sacca e di pre
sentare odori o rumori sgradevoli.
In generale una stomia intestinale pu essere: Temporanea,
quando in un secondo momento si pu ripristinare il transito
intestinale, o Definitiva, quando questo non sia possibile.
Per ridurre la percentuale delle complicanze e favorire al
tempo stesso una perfetta applicazione dei presidi stomali
e l irrigazione, importante identificare la sede ideale
dello stoma. Questa viene decisa con il paziente prima dell
intervento chirurgico (fatta eccezione negli interventi eseguiti
in urgenza), dopo aver osservato attentamente laddome
per escludere od individuare cicatrici, ernie, pliche cutanee
ecc.
Le stomie si possono dividere in Colostomie ed Ileostomie

in relazione al tratto intestinale esteriorizzato.


- Ileostomia : abboccamento dell ileo alla parete addo
minale.
Le evacuazioni sono frequenti e rappresentate da feci liquide o semiliquide che possono essere irritanti per la presenza di enzimi digestivi. Per questo motivo necessario
proteggere la cute peri-stomale con estrema attenzione.
- Colostomia: abboccamento del colon alla parete ad
dominale.
Le evacuazioni non sono frequenti e sono rappresentate
da feci con aspetto molto simile a quelle precedenti all
intervento chirurgico. Possono essere caratterizzate dalla
fuoriuscita di gas, prodotti dalla fermentazione dei cibi.

In relazione al segmento anatomico esteriorizzato le colostomie si dividono in :


- Ciecostomia
- Colostomia destra
- Trasversostomia
- Colostomia sul discendente
- Sigmoidostomia

Cecostomia: Viene posizionata


in fossa iliaca destra e presenta
quasi le stesse problematiche
della ileostomia

(Fig. 2)

Colostomia destra: Viene posizionata al fianco destro e consiste nellesteriorizzazione del


colon ascendente.

(Fig. 3)

Trasversostomia: molto spesso temporanea. Viene posizionata in sede sotto epatica destra.

(Fig. 4)

Colostomia sul discendente:


viene localizzata al livello del fianco sinistro.

(Fig. 5)
Sigmoidostomia: e' localizzata
sulla linea tra ombelico e spina
iliaca anteriore superiore al confine tra III medio e III esterno.

(Fig. 6)

DISPOSITIVI DI RACCOLTA E LORO USO


Le stomie intestinali sono aperture artificiali e quindi non
provviste di sfintere. Il paziente stomizzato, pertanto non
pu esercitare un controllo volontario sull'emissione delle
feci ed costretto ad usare dei sistemi di raccolta che
sono diversi per tipologia e dimensione a seconda del tipo
di stomia. Solo in tal modo i pazienti stomizzati hanno
riconquistato autonomia e serenit, reinserendosi nella vita
sociale.
I dispositivi di raccolta devono rispondere ad alcuni requisiti
fondamentali :
essere leggeri, flessibili, resistenti, e avere gli angoli ben
arrotondati.
Inoltre devono avere delle particolari caratteristiche:
A) Perfetta adesivit alla cute e massima protezione della

cute peristomale.
B) Facile rimozione e assenza di residui di adesivo sulla

cute.
C) Anallergicit.
D) Impermeabilit totale ai liquidi e agli odori.
E) Silenziosit.
F) Forma e dimensioni tali da permettere la mimetizzazio
ne sotto gli abiti.
Attualmente sono disponibili in commercio sistemi di raccolta
Monopezzo o a Due Pezzi, che possono essere entrambi,a
Fondo Aperto o Chiuso.

Il Monopezzo (Fig.7) costituito,


come dice la parola stessa, da
un unico sistema dove adesivo
e sacca sono integrati. Questo
sistema ha il vantaggio di essere
estremamente flessibile e a
spessore ridotto, assicurando
unelevata maneggevolezza.
Generalmente indicato per tutti
quelli che conducono una vita sportiva, sociale e professionale molto attiva.
Il sistema a Due Pezzi (Fig. 8)
costituito da due parti che vengono unite attraverso un sistema
d'aggancio o con la semplice
pressione con sistema a scatto.
E altrettanto maneggevole ma,
a differenza del monopezzo,
l'adesivo (o placca) pu rimanere
adeso alla cute per pi giorni,
mentre la sacca viene cambiata al bisogno. E importante
che le due parti siano perfettamente aderenti tra loro, per
garantire la massima sicurezza. Tutti questi presidi sono
generalmente dotati di filtri per l'assorbimento dei gas.
Viene utilizzato nel primo periodo post-operatorio quando
le feci sono ancora liquide. Il fondo aperto indicato in
presenza di feci molto liquide.

10

CURA DELLA STOMIA


La stomia deve essere considerata come parte integrante
del corpo, e come tale merita una scrupolosa cura necessaria per un perfetto funzionamento. Lo stoma non viene danneggiato dal getto dell'acqua della doccia n dall'immersione
in vasca. Non vi sono controindicazioni all'uso degli abituali
saponi, anche se sono da evitare le violente frizioni intorno
allo stoma stesso. L'igiene scrupolosa e attenta della stomia
ed in particolar modo della cute peristomale fondamentale
per prevenire l'insorgenza d'irritazioni cutanee e mantenere
buona l'integrit della cute per una perfetta adesivit delle
placche.

Pulizia della stomia, sostituzione del dispositivo di raccolta ed eliminazione del prodotto usato:
Materiale necessario:
1) contenitore con acqua tiepida
2) sapone neutro
3) spugna morbida
4) asciugamani
5) forbici con punta larga
6) stomatoguide
7) dispositivo nuovo monopezzo o a due pezzi
8) sacchettino di plastica per rifiuti.

(Fig. 21))

11

(Fig. 21)

Tecnica di pulizia:
Detergere bene la cute
peristomale con la spugna morbida imbevuta
d'acqua tiepida e sapone
neutro.(Fig. 22a)
(Fig. 22a)

Risciacquare con acqua


tiepida per eliminare ogni
traccia di sapone. (Fig.
22b)

(Fig. 22b)

12

(Fig. 23)

Prima di applicare il presidio stomale valutare


lesatto diametro dello
stoma. Se la forma non
regolare, opportuno
scegliere un dispositivo
pi grande e modellarlo
ritagliandolo con cura in
(Fig. 24b)

Asciugare con un panno


morbido tamponando
delicatamente lo stoma
in modo da non lasciare
residui; assicurarsi che
la cute sia perfettamente
asciutta . Attendere
uno-due minuti prima
di applicare il presidio.
(Fig. 23)

(Fig. 24a)

modo tale che il foro circondi completamente la


stomia, rimanendovi perfettamente a contatto.
(Fig.24a-24b)

13

Nel caso di utilizzo del


presidio a due pezzi,
applicare prima la base
adesiva. (Fig. 25a)

(Fig. 25a)

Sulla base autoadesiva


posizionare il sacchetto
con una semplice pressione sul sistema a scatto. (Fig. 25b)

(Fig. 25b)

Una volta adattato il dispositivo controllarne la perfetta


adesione per evitare spiacevoli inconvenienti.
Porre il dispositivo usato nell'apposito sacchetto di plastica
e buttarlo nella spazzatura.

Precauzioni:
Per la cura della stomia non consigliabile usare il cotone

14

idrofilo perch le sue fibre si attaccano alla cute e sono


difficilmente rimovibili.
E assolutamente sconsigliato usare alcool, etere, benzina o
qualsiasi tipo di disinfettante.

15

CONTROLLO PERSONALE DELLO STOMA


Le complicanze stomali, sia precoci che tardive, insorgono
nel 25% dei casi. Le principali sono rappresentate da alterazioni organiche e funzionali della stomia per errore nella
gestione della stessa o per alterazione della costituzione
della parete addominale, spesso secondaria ad un aumento
del peso corporeo. E importante, quindi, una continua
e accurata osservazione da parte del paziente che deve
essere in grado di valutare le eventuali modificazioni dello
stoma. Le problematiche devono essere risolte con l'aiuto
dello stomatoterapista.
Alcuni esempi di complicanze ed eventuale trattamento:
LESIONI CUTANEE / DERMATITI
Sono alterazioni del trofismo della cute peristomale causate
dal mal posizionamento del presidio stomale, con conseguente fuoriuscita di feci o dall'uso di disinfettanti. (Fig.
16a-16b)

16

Trattamento: necessario contattare un centro per pazienti


stomizzati al fine di identificare un dispositivo pi idoneo ed
eventuali paste o films protettivi.

RETRAZIONE

Consiste in uno slivellamento


della stomia pi o meno accentuato al di sotto del piano cutaneo. Questo pu portare a stenosi dell'ansa stomizzata e dermatiti. (Fig. 17)

Trattamento: Recarsi in un centro per pazienti stomizzati per una


migliore valutazione, dove il personale addetto consiglier
un dispositivo pi adeguato, le paste di riempimento ed
eventualmente un intervento chirurgico.

ERNIE

Sono dislocazioni dell'ansa stomale per cedimento della parete


addominale dovuta a distacco
completo o parziale della fascia
muscolo-aponeurotica. (Fig. 18)
Trattamento: si possono utilizzare presidi dotati di barriera pro-

17

tetta flessibile munita di cintura ed eventuali fasce contensive da sforzo. Talvolta necessario l'intervento di plastica
della parete addominale pericolostomica.

PROLASSO

Eccessiva protrusione dell'ansa


stomale dal piano cutaneo. Il prolasso pu essere solo mucoso o
totale. (Fig. 19)
Trattamento: Valutazione presso
un centro addetto per eventuale
trattamento chirurgico.

STENOSI

Riduzione del diametro stomale


accettabile per una funzione evacuativa.. (Fig. 20)

Trattamento: dilatazioni digitali o


con appositi dilatatori. La tecnica
irrigativa offre un duplice vantaggio: feci morbide e facilmente
evacuabili, utilizzo del cono come
dilatatore. E' sempre importante rivolgersi ad un centro
stomizzati per leventuale intervento chirurgico.

18

EMORRAGIA
Fuoriuscita di sangue dalla mucosa stomale dovuta a varici,
polipi infiammatori, frizioni eccessive sulla mucosa durante
la cura personale o malattie infiammatorie subentranti.
Trattamento: In un primo momento necessario tamponare
la mucosa con ghiaccio e poi contattare un centro specializzato per una migliore valutazione dell'emostasi ed eventuale
elettrocoagulazione.

TRAUMI
Sono causate da manovre violente nella gestione della
stomia, da vestiario o da cinture di sicurezza. Possono
determinare emorragie, edema e perforazione.
Trattamento. In caso di edema o emorragia usare la tecnica
del tamponamento con la borsa di ghiaccio. Contattare un
centro addetto per una migliore valutazione ed eventuale
trattamento chirurgico in caso di perforazione.

19

IRRIGAZIONE
Per i pazienti stomizzati di notevole importanza un buon
funzionamento dello stoma, perch la perdita del controllo
della funzione intestinale determina sensazioni d'isolamento
e d'infelicit. L'obiettivo dei centri riabilitativi finalizzato al
recupero di una funzione normale sia del proprio corpo che
della propria vita. Tra i metodi riabilitativi, l'irrigazione consente di rieducare l'intestino e di ottenere una continenza
totale per periodi variabili tra le 24 e le 72 ore; permette
inoltre di eliminare i problemi quali cattivi odori, flatulenze
e rumori. Se praticata nel modo corretto l'irrigazione
priva di rischi. Si pu iniziare a circa due mesi di distanza
dall'intervento chirurgico e, quando il colon si abitua non
si verificano pi fenomeni d'evacuazione tra un'irrigazione
e l'altra. La funzione intestinale viene regolata in modo da
consentire l'evacuazione ad orari prestabiliti grazie ad un
meccanismo riflesso che si instaura automaticamente in
pochi giorni: immissione d'acqua, conseguente svotamento
intestinale. Lirrigazione non viene eseguita nei pazienti con
ileostomia sia temporanea che definitiva e nei pazienti con
colostomia temporanea, poich essa viene chiusa in breve
tempo.
VANTAGGI:
1) Evacuazioni delle feci ad intervalli regolari con possibilit di completa continenza tra un'irrigazione e laltra.
2) Riduzione della formazione dei gas e della flatulenza.
3) Minore incidenza di dermatiti peristomali.

20

4) Riduzione dei costi


5) Migliore qualit di vita e di relazione.
CONTROINDICAZIONI:
Le controindicazioni a questa metodica possono essere
Assolute e Relative.
Assolute:
1) Inabilit fisica e psichica del paziente, che non in
grado di apprendere ed eseguire fisicamente la pratica.
2) Patologie associate del grosso intestino come il morbo
di Crohn, la malattia diverticolare o la enterite da Radioterapia.
Relative:
1) Ritmicit delle evacuazioni
2) Colon irritabile
3) Pazienti in trattamento chemioterapico
4) Pazienti in trattamento radioterapico
5) CondizionI igienico-sanitarie non agevoli
6) Indisponibilit del paziente a trascorrere un'ora, o pi,

per eseguire la procedura.
7) Complicanze stomali quali stenosi, prolasso, ernia od

altro.
8) Malposizionamento della stomia difficilmente accessibi
le al dispositivo per l'irrigazione.

21

TECNICA D IRRIGAZIONE
Materiale occorrente:
E tutto a disposizione in appositi sets commerciali forniti
di :
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
9)

sacca graduata
cono provvisto di raccordo
tubo con morsetto
flangia
cinta elastica
sacca di svuotamento a perdere
mollette
guanto monouso per l'esplorazione digitale
olio lubrificante

(Fig. 9)

1
5
4

6
7

22

Tecnica:
Dopo aver unito gli elementi uno, due e
tre (vedi Fig. 9), riempire la sacca graduata con circa 800 c.c. d'acqua tiepida
(37), chiudendo prima il morsetto regolatore per non far fuoriuscire l'acqua.
(Fig.10a-10b)
(Fig. 10b)

(Fig. 10a)

(Fig. 10c)

Sospendere la sacca ad un
gancio.(Fig.10c)
(Nella figura,si usata una
stampella metallica opportunamente piegata , agganciata
al tubo di scarico della cassetta del water).

23

Asportare delicatamente
il presidio stomale. (Fig.
11a)

(Fig. 11a)

Esplorazione digitale del


lume stomale con
l'apposito guanto lubrificato, per valutare il
decorso del lume prima
di introdurre il cono. (Fig.
11b)
(Fig. 11b)
(Fig. 12a)

Unire la cintura elastica


alla flangia. (Fig.12a)

24

Controllare che il foro


della flangia sia ben centrato rispetto allo stoma.
(Fig. 12b)

(Fig. 12b)

Rimuovere la protezione
della benderella adesiva
prima di applicare la
sacca di svuotamento a
perdere. (Fig.12c)

(Fig. 12c)
(Fig. 13a)

Applicare la sacca di
svuotamento a perdere
con la parte adesiva sulla
flangia, lubrificare il cono
con lapposito olio lubrificante. (Fig. 13a)

25

Facendo attenzione a
non distaccare la sacca
dalla flangia; aprire la
parte superiore della
sacca fino ad esporre lo
stoma. (Fig. 13b)

(Fig. 13b)

Introdurre il cono lubrificato nello stoma, tenendolo bene adeso alla


flangia. (Fig. 13c)

(Fig. 14a)

(Fig. 13c)

Si apre il morsetto regolatore del flusso


d'acqua, lasciandola defluire con un flusso regolare ( tempo variabile tra 4 e 8
min.) (Fig14 a) In caso di dolori addominali o crampi interrompere la tecnica e
riprendere dopo alcuni minuti.

26

Terminata l'introduzione
d'acqua si rimuove il
cono, si chiude la sacca
in alto con le apposite
mollette e si attende
l'evacuazione. (Fig.
14b-14c)
(Fig. 14b)

(Fig. 14c)

Il tempo necessario all'evacuazione pu essere compreso


tra i venti e i quaranta minuti.
Solitamente si considera terminata lirrigazione dopo aver
avuto tre o quattro scariche
abbondanti e dopo un intervallo di dieci minuti.

(Fig. 15a)

Terminata l'esecuzione
della pratica irrigativa,
detergere bene lo stoma
e la cute peristomale,
come descritto nella tecnica di pulizia. (Fig15a)

27

Attendere che la cute


peristomale sia completamente asciutta prima
di applicare il presidio
stomale. (Fig. 15b)

(Fig. 15b)

Ricordarsi di eliminare nel sacchetto dei rifiuti tutto quello


che deve essere gettato via.
Conservare con cura riponendo nell'apposito kit il materiale
da riutilizzare per una nuova irrigazione.

28

ALIMENTAZIONE
Dopo lintervento chirurgico ed il periodo (un mese) durante
il quale necessario seguire una dieta a basso contenuto
sia di fibre che di scorie per riadattare l'intestino, generalmente si ritorna alle normali abitudini alimentari, consumando gli stessi cibi che erano ben tollerati prima dell'intervento,
ed eliminando quelli che gi prima erano causa di disturbi.
Fondamentale mangiare lentamente, ad orari costanti per
favorire un ritmo d'evacuazione regolare. E importante inoltre bere lontano dai pasti, evitando le bevande gassate, o le
sostanze effervescenti. E necessario limitare l'introduzione
di cibi che accelerano il transito intestinale e favoriscono la
formazione di gas.
Differente comportamento dei cibi sul transito intestinale:
Accelerano il transito intestinale:
1) brodi di carne
2) carni molto grasse
3) fritti
4) frutta e verdura
5) bevande gassate, alcolici-superalcolici
6) dolciumi
7) gomme da masticare
8) pane e riso integrali.

29

Rallentano il transito intestinale:


1) pane, pasta, riso
2) carne bianca
3) pesce lesso
4) banane, mele, carote crude.
Favoriscono la formazione di gas:
1) pasta e riso non sufficientemente cotti
2) carne secca o affumicata, crostacei e molluschi
3) legumi
4) superalcolici e bevande gassate
5) frutta secca
6) spezie.
Anche se questa regole valgono per tutti i tipi di stomia
intestinale, importante sottolineare alcune differenze tra
il paziente portatore di una colostomia rispetto a quello
portatore d'ileostomia.

COLOSTOMIE:
Il paziente Colostomizzato non presenta problemi di tipo
nutrizionale, se si eccettuano i pazienti con colostomia
destra o trasversostomia che si avvicinano per problemi
evacuativi ed alimentari agli ileostomizzati. I colostomizzati
lamentano spesso un'eccessiva produzione di gas e cattivi
odori, a causa dei processi fermentativi che avvengono
nella parte pi distale del colon residuo e che spesso si
associano a diarrea. Per tale motivo necessario seguire
una dieta varia eliminando gli alimenti e le abitudini di vita

30

che possono comportare produzione di gas, episodi diarroici


o stipsi.
E necessario bere acqua e the in quantit abbondante
lontano dai pasti evitando unalimentazione irregolare,una
vita sedentaria, un abuso di lassativi e terapie antibiotiche
prolungate.
Alimenti da preferire per un paziente colostomizzato:
Farinacei: pasta, pane ben cotti , riso ,semolino e crakers.
Carne: prosciutto e carni prive di grassi.
Pesce: tutti i tipi di pesce magro, no crostacei.
Formaggi: formaggi magri e parmigiano.
Verdure: spinaci, insalate, melanzane, pomodori, patate,
carote fresche, brodi vegetali.
Dolci: torte o paste a base di riso e biscotti secchi.
Frutta: mele, pere, banane, frutti di bosco, ananas, pesche
e albicocche.
Altri: uova, massimo tre volte la settimana.
Bevande: acqua, the, vino e caff in quantit moderate.
ILEOSTOMIA:
Il paziente ileostomizzato, in conseguenza della mancata
funzione del colon, deve porre particolare attenzione alla
dieta, che deve essere ipercalorica, ricca di potassio, calcio,
fosforo, magnesio, priva di scorie e cellulosa che vengono
eliminate indigerite. In questi pazienti si ha la perdita d'acqua
ed elettroliti, la formazione di feci liquide e per tale motivo
l'alimentazione viene finalizzata a contrastare gli effetti
negativi sul metabolismo.

31

Effetti dell'ileostomia:
1) compromissione dello stato nutrizionale
2) ridotto assorbimento d'elettroliti e nutrienti
3) emissione di feci liquide frequenti
4) facile insorgenza di calcolosi urinaria.
Alimenti da preferire per un paziente ileostomizzato:
Farinacei: pane tostato, riso e pasta ben cotti .
Carne: carni bianche.
Pesce: pesce bianco ( sogliola, orata, spigola) al forno o
alla griglia.
Formaggi: grana.
Verdure: patate e carote lesse, zucchine, pomodori, sedano,
spinaci e insalate.
Frutta: mele e banane.
Dolci: torte fatte in casa o confezionate con piccola percentuale di grassi.
Altri: uova alla coque, brodi vegetali, condimenti senza
soffritti.
Bevande: acque minerali naturali, centrifugati di frutta
(me-la o banane), infusioni e tisane.
Elementi da assumere con moderazione:
Caff, bevande alcoliche e gassate, latte e derivati, bibite
ghiacciate, superalcolici, brodi di carne, fritti, pane e riso
integrali, carni grasse o affumicate, frattaglie, trippa, insaccati, crostacei, molluschi, pesce grasso, formaggi fermentati
e stagionati, yogurt, legumi, ravanelli, cipolle, cavoli, verza,
rape, aglio, broccoli, cetrioli, funghi, carciofi e minestrone.

32

NOTE PERSONALI
NUMERO LIBRETTO
SANITARIO
TIPO
INTERVENTO
OSPEDALE
Tel.

MEDICO
CURANTE
CENTRO
RIABILITAZIONE

Tel.

Tel.

ENTEROSTOMISTA
Tel.

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NOTE

NUMERI VERDI DELLE PRINCIPALI AZIENDE


PRODUTTRICI DI PRESIDI PER I PAZIENTI
ILEO-COLOSTOMIZZATI.
ALFA WASSERMANN 800-854038
BRAUN 800-509905
COLOPLAST 800-018537
CONVATEC 800-861025
HOLLISTER 800-836088

OMAGGIO