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TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA

E' una procedimento radiologico digitalizzato,


non invasiva, che fornisce una serie di immagini
sezioni assiali o parassiali del corpo di spessore
finito consentendo di distinguere i vari organi
e tessuti in base alla loro densita'.

Con due lavori pubblicati


nel 1963-64, il fisico
statunitense Allan M.
Cormack, Istituto di Fisica
della Tufts University
( Medford), propone una
funzione matematica
bidimensionale in grado
di descrivere l'attenuazione
subita dai raggi X,
attraversando le diverse
regioni di una sottile "fetta"
del sistema biologico in
esame

.. La storia
Gli studi teorici di Cormack non
trovano applicazione immediata in
campo medico probabilmente a
causa dell'insufficiente capacit di
memoria dei computer dell'epoca.
Solo nel 1979 sar assegnato a
Cormak e a Hounsfield il premio
Nobel per il loro contributo allo
sviluppo della tomografia
assistita da computer

1968 - Regno Unito


Godfrey N. H. Hounsfield, della Ditta EMI,
brevetta il primo tomografo
assiale computerizzato che entra in produzione,
con il nome EMI-scanner, a met degli anni Settanta

Tomografia
Tecnica che consente di riprodurre
uno strato corporeo , per lo pi, ma
non esclusivamente , assiale, fissando
tale piano e cancellando per
sfumatura quelli sovra e sottostanti.

Computerizzata
Lacquisizione , la ricostruzione e lelaborazione delle
immagini un processo di elaborazione
computerizzato

Tomografia
radiografia tradizionale =
immagine di sommazione , somma di tutte le
strutture che il fascio di raggi X incontra
tra il piano di ingresso e quello di uscita
delle regione corporea radiografata
Tomografia =
immagine analitica, rappresentativa di
strutture presenti in strati selezionati.

Tomografia
Immagine sintetica

Immagine analitica

2
6

Legge di attenuazione

I = I0

Ed
e
d

I - fascio di raggi emergente


Io- fascio di raggi incidente

Io

e - costante (2.718 )
E - coefficiente di attenuazione lineare
d - spessore del materiale attraversato
Conoscendo i valori di I ed Io si potr calcolare il valore di
che il parametro di misura della tc.

Coefficiente di attenuazione lineare


Il coefficiente di attenuazione lineare
dipende da:
- densit
- numero atomico z
- numero di elettroni per grammo
- lunghezza donda del fascio.

Unit Hounsfield
Ad ogni voxel, viene attribuito un valore
numerico corrispondente alla media
dellattenuazione del corrispondente volume
di tessuto detto numero TC o unit
Hounsfield (HU)

HU = K t-w
w
T- tessue
W- water

Matrice, pixel e voxel


Matrice
Voxel
Spessore di fetta
Pixel
Matrice - Superficie quadrettata in cui viene scomposta limmagine Tc
Pixel E la pi piccola unit della matrice
Voxel Dal momento che la sezione ha un determinato spessore ad ogni
pixel corrisponde un volume di tessuto

Matrice di acquisizione
E un parametro tecnico costante
La matrice a sua volta definita dalla sua dimensione,cio
dal numero di righe e di colonne che la compongono: le
matrici utilizzate in TC sono 256 x 256, 320 x 320, 512 x
512,1024 x 1024.
Il numero di pixel direttamente proporzionale alla
risoluzione spaziale.
La risoluzione spaziale della Tc minore della radiografia
tradizionale.
Utilizzando una matrice grande si allungano i processi di calcolo

Scala Hounsfield
Nella scala
Hounsfield sono
rappresentati i
numeri TC relativi ai
diversi tessuti;
0 corrisponde alla
densita' dell'acqua ,
-1000 a quella
dell'aria, +1000 a
quella dellosso

Unit Hounsfield
I valori densitometrici descritti nella scala di Hounsfield
sono 2001 e tutti potenzialmente traducibili in gradazioni
di grigio proporzionalmente diversificate dal nero
assoluto al bianco assoluto

UH=-100

Se tutti questi valori fossero


rappresentati nellimmagine, questa
risulterebbe povera di contrasto e
strutture aventi valori
densitometrici anche alquanto
diversi non verrebbero risolte
dallocchio dellosservatore che ha
capacit di distinguere circa 20
gradazioni di grigio

UH=0

UH=1600

UH=-1000

AMPIEZZA DELLA FINESTRA


Questo parametro definisce quanti numeri
vengono convertiti in livello di grigio. Scegliendo
ad es. una ampiezza della finestra pari a 400 UH,ed
assumendo che il potere visivo dellosservatore in
grado di distinguere solo 40 livello di grigio, ad ogni
livello corrisponderanno 10 UH, ( pari al rapporto
400/40). In questo modo possibile distinguere
nellimmagine aree che differiscono di almeno 10 UH,
in quanto vengono rappresentate con livelli di grigio
distinguibili. Restringendo lampiezza della finestra,
portandola per es. a 80 UH, ad ogni livello di grigio
corrisponder un intervallo di numeri TC pari a 2 UH.
(pari al rapporto 80/40). In questo caso diventano
distinguibili aree che differiscono solamente di 2 HU.

La FINESTRA
di osservazione dellimmagine
- le strutture
conilvalore
Serve
a definire
valore
densitometrico
superiore
a quello
densitometrico
al quale
si
prescelto come limite superiore
vuole
corrisponda sul monitor
della finestra saranno bianche
il grigio medio centro della
finestra
ed acon
definire
- le strutture
valore
densitometrico
a quello
lintervalloinferiore
di valori
prescelto come limite
inferiore
densitometrici
al di sopra
ed
della finestra saranno nere
al di sotto del valore centrale
che- le
si strutture
vuole rappresentare
aventi valori
con le gradazioni
di grigio
densitometrici
intermedi
verranno
rappresentate
con gradazioni
di
disponibili
ampiezza
della
grigio .
finestra

Imprecisioni dei numeri Tc

Fenomeno dellindurimento del fascio


Effetto volume parziale
Rumore
Variazioni del kilovoltaggio
Radiazioni diffuse
artefatti

Effetto volume parziale

Tale imprecisione dovuta alla presenza allinterno


del voxel di una struttura a densit differente che
contribuisce alla determinazione della densit
media dellintero voxel.
Per questo motivo un margine netto tra due
strutture risulta meno definito.
Tale effetto risulta meno evidente quando vengono
ridotte le dimensioni del voxel per riduzione della
sezione o attraverso limpiego di matrici pi grandi
e campo di ricostruzione ristretto

Risoluzione di contrasto

Capacit di un sistema di dimostrare


differenze di densit anche di scarso
rilievo fra i vari tessuti dello strato in
esame.

Risoluzione spaziale
Minima distanza tra due punti presi in esame che il
sistema TC in grado di distinguere
Definito anche come la capacit di un determinato
sistema di riprodurre il dettaglio nellimmagine.
Fattore esercitante influenza determinante nella
valutazione della qualit dellimmagine.
E influenzata dalla localizzazione delloggetto
rispetto al voxel e cio dalleffetto di volume
parziale.
La risoluzione spaziale Tc inferiore a quella della
radiologia tradizionale

Rumore
Viene causato ed influenzato da diverse
grandezze e processi dei quali il pi
importante il rumore quantico
Il rumore quantico viene determinato da
dose emessa dal tubo
filtrazione impiegata
spessore di stato prescelto
assorbimento della radiazione nelloggetto
dallassorbimento del detettore.

Rumore
Il rumore computazionale
E causato dalle approssimazioni insite
nei metodi di ricostruzione
dellimmagine

Rumore
In Tc il rumore notevolmente inferiore rispetto
alla radiologia tradizionale, per leliminazione del
rumore dovuto alle radiazioni diffuse e per il
cosiddetto rumore strutturale dato dalleffetto di
sommazione delle immagini dato da strutture
sovrapposte.
Dose e rumore sono inversamente proporzionali
secondo la relazione :
rumore ~ 1
dose

Rumore
Il rumore inversamente proporzionale
allo spessore della sezione e
direttamente proporzionale
allattenuazione del fascio da parte
delloggetto esaminato

Maggiore lo spessore minore il rumore

Ad un numero di MaS maggiore corrisponde minor rumore

Tomografia Computerizzata: fasi

Il tubo radiogeno,
ruota attorno al
paziente emettendo
un fascio di
raggi collimato.

I raggi che hanno attraversato il corpo


del paziente e vi sono stati pi o meno attenuati,
vanno ad incidere su dei sensori elettronici che
registrano lintensit della radiazione in uscita.

La commutazione in
segnale video,
permette di
visualizzare
limmagine sul
monitor .

Conoscendo i valori
di assorbimento
lungo tutta la
circonferenza ,
possibile ricostruire
la mappa delle densit
all interno della
superficie attraversata dai raggi

Tomografia Computerizzata:configurazione e
componenti
Unit di scansione
Raccolta
Dati
misura

Sistema di
elaborazione
Elettronica
dellunit
Elaboratore
di comando

Sistema
radiografico

Console
Di
comando

detettore

Tubo radiogeno

Lettino
portapaziente

Generatore
radiologico

Valutazione
e
Documentaz.
immagine

Elaboratore
di immagini

Tomografia Computerizzata: lunit di scansione


costituita da:

Tavolo portapaziente

Gantry

tubo radiogeno
Collimatore
detettore

Sistema elettronico di raccolta dei valori di misura

Lettino portapaziente
Consente
spostamenti
motorizzati,
controllati dal computer, sia per
garantire la migliore centratura che
per permettere lesecuzione di esami
che richiedano una successione
automatica di movimenti longitudinali
del paziente.
Limite: peso del pz.!!!!

Gantry
Esso dotato di un ampio
foro di entrata, fino a 70 cm
di diametro, inclinabile fino
a 30 e presenta una facile
accessibilit da entrambi i
lati. Un indicatore luminoso
tridimensionale allapertura
del Gantry facilita lesatto
posizionamento del paziente.

Tubo radiogeno
E il generatore di raggi X
Allinterno sono fissati un anodo e alcuni filamenti
metallici, che riscaldati da corrente elettrica,
producono un fascio di elettroni.
Gli elettroni vengono accelerati da una differenza
di potenziale di qualche decina di KV
La maggior parte dellenergia cinetica assunta dagli
elettroni si trasforma cos in calore, ma una piccola
parte (meno dell1%) appare in forma di raggi X.
Negli esami TC il tubo sottoposto ad un elevato
stress operativo per cui il disco anodico deve
essere in grado di assorbire grandi quantit di
energia e dissipare il calore in breve tempo.

Sistema detettore o rilevatore


Misura lintensit del fascio emergente e
converte il segnale dei fotoni X, non visibili, in una
immagine visibile .
Oggi in Tc vengono principalmente utlizzati 2 tipi:
quello a stato solido/ceramico e quello a camera di
ionizzazione allo Xenon.
Varia a seconda della generazione di tc, nel
sistema con fascio a ventaglio, i detettori devono
essere sottili ed assemblati in modo compatto.
Per determinare unottima qualit dellimmagine, il
sistema detettore deve essere supportato da una
elettronica di misura con un elevato RANGE
DINAMICO

Sistema detettore o rilevatore


Pi alto segnale
elaborato

RANGE DINAMICO
Pi piccolo segnale
rilevabile
Criteri di giudizio di un sistema sono il buon assorbimento delle radiazioni X
incidenti (registrando in modo accurato fotoni di diversa intensit)
e lalto grado di efficienza della commutazione in segnale elettrico
dellenergia radiante assorbita.
Un basso range dinamico determina la comparsa di artefatti.

Sistema detettore o rilevatore


Caratteristiche principali:
Elevata quantit di canali di acquisizione
(quanto pi elevato il numero di detettori
che costituiscono la corona, tanto pi
elevata la risoluzione spaziale del
sistema).
Elevata velocit nellacquisizione delle
informazioni
Efficienza tale da consentire luso di una
dose minimale di raggi per lottenimento di
immagini di ottima qualit

Sistema detettore o rilevatore

Sensibili
Lenti ad
acquisire

Minore
efficienza
Maggiore
velocit

Sistema detettore allo stato solido


Detettori allo stato solido:
sono costituiti da cristalli fotoscintillatori di vario
tipo accoppiati a fotomoltiplicatori .

Il processo di detezione basato su una

conversione di energia a due passi successivi:


Il quanto di radiazione X incidente viene assorbito
dal cristallo e libera un numero di quanti a bassa
energia.
Tali quanti, direttamente proporzionali al fotone
incidente, urtano direttamente o dopo essere stati
riflessi sulle pareti laterali,dando origine ad un
segnale elettrico

Sistema detettore allo stato solido


Raggi X

Fotoni luminosi
1 cm

Fotodiodo

Segnale di voltaggio

Sistema detettore allo stato solido


Vantaggi :
Elevato rendimento luminoso
Possibilit di funzionare anche a
temperatura ambiente
Grande sensibilit ( o efficienza di
cattura fotonica. Essi infatti
assorbono quasi il 100% dei fotoni
incidenti )

Sistema detettore allo stato gassoso


Sono camere contenenti Xenon alla
pressione di 20 Atm, nelle quali viene
stabilita una forte differenza di
potenziale, se un fotone con sufficiente
energia urta contro un atomo di Xenon,
esso cede un elettrone e si ionizza.
Elettrone e ione Xe vengono quindi
accelerati lungo linee di campo elettrico in
direzioni opposte e raccolti sulle piastre.
Le cariche accelerate contro gli elettrodi
generano un segnale di corrente
proporzionale allintensit dei fotoni
incidenti.

Sistema detettore allo stato gassoso


Raggi X
anodo

catodo

Xe

e-

Xe

Camera di ionizzazione
10 cm.

Xe

e-

Xe

Xe

e-

Xe

Xe

e-

Segnale elettrico

Xe

Sistema detettore a gas

Camere di ionizzazione allo Xenon.


Vantaggi :
uniformit e linearit della risposta
Stabilit nel tempo
Piccole dimensioni
Minor costo
Svantaggi :
Efficienza di cattura fotonica
relativamente bassa (60-93%)

Collimatore
I raggi X emergendo dal tubo radiogeno
tendono a divergere. Allo scopo di ridurre
le radiazioni diffuse, aumentando cos la
risoluzione di contrasto, il fascio radiante
finemente collimato in direzione assiale sia
alla sorgente che a livello dei detettori.
Collimatore: uno strumento ottico in
grado di allineare i raggi di un fascio nella
stessa direzione

Collimazione della radiazione diffusa


La radiazione diffusa peggiora la qualit dellimmagine perch
determina una falsificazione dei numeri Tc durante la
ricostruzione

Tomografo con fascio a ventaglio:


La parte utile di radiazioni X incide secondo una direzione
fissa sui singoli rivelatori
collimatore a sottili lamelle
parallele allasse e focalizzate sulla macchia focale del tubo.
TC ad anello di detettori:
La radiazione incide sui singoli elementi rilevatori variando
costantemente di direzione
sistema a lamelle mobili con
autocentratura automatica al mutare dellincidenza rispetto
ai singoli rilevatori(costi elevatissimi).Si ricorre quindi a
barrette cilindriche ed allontanamento del detettore
delloggetto in esame (tecnica di Groedel.)

Sistema di acquisizione dati


Linsieme dei componenti elettronici
che raccoglie i segnali dai detettori
viene denominato sistema di
acquisizione dati (DAS).
I valori numerici che ad ogni
scansione il DAS trasferisce al
computer per lelaborazione
rappresentano i dati grezzi.

Console di comando
Console di comando
vengono introdotti tutti i parametri importanti per
una scansione e i dati relativi al paziente
viene comandata la stessa scansione
viene riprodotta sul monitor televisivo limmagine.

Permette,insomma di dialogare con tutti i


componenti del sistema, oltre che
comandare la stampa delliconografia.

Sistema elaboratore
esigenze
Controllo
del sistema
Comandi lettino
Protocolli di
scansione

Coordina acquisizione dei dati


e la ricostruzione delle immagini
Controlla le unit periferiche di
memorizzazione dei dati di immagine
e dei dati grezzi(nastro magnetico,
disco magnetico)

Ricostruzione
dellimmagine
dai dati di misura
in tempi rapidi

Immagazzinamento dei dati grezzi


Forma compressa .
Forma non compressa.
Dati di utilizzo a breve durata con
accesso ripetuto
Archiviazione a lungo termine: disco
ottico, disco magneto-ottico.

Archiviazione
NASTRI MAGNETICI IN BOBINA: sono di basso

costo e i dati vengono trasferiti dal disco rigido al nastro


e viceversa a buona velocit.
Svantaggio: memoria piccola.
FLOPPY DISK: sono utilizzati per urgenze, casi clinici
particolari, per trasferimento di immagini ad altra
consolle.
Svantaggio: poco utilizzati per scarsa memoria.
DISCHI OTTICI WORM: grande capacit di
memoria, breve tempo di accesso.
PACS: rende possibile linterfacciare le immagini TC con
quelle provenienti da altre fonti ( eco, RM, Angiografia e
RX tradizionale)

Evoluzione delle apparecchiature

Abbreviare i tempi di scansione.


Migliorare la qualit dellimmagine.
Sviluppo di software applicativi per
lesecuzione di esami funzionali ed
incremento delle possibilit di postprocessing.

Generazioni TC

L evoluzione tecnologica delle


apparecchiature TC ha portato ad una
loro classificazione in generazioni,
ciascuna delle quali caratterizzata
da una diversa geometria del
complesso tubo-detettori.

Complesso tubo-detettori.
Sistema rilevatore

Sorgente di raggi X

I GENERAZIONE
Il fascio radiante costituito da un pennello di raggi x
solidale con il rilevatore e si muove perpendicolarmente
allo strato in esame (traslazione). Il sistema ruota intorno
al paziente e la traslazione viene ripetuta ogni grado fino a
180 gradi.
I tempi di scansione erano di 3-5 minuti per strato.

II GENERAZIONE
Il fascio radiante costituito da un ventaglio di ampiezza
variabile da 3 a 20 gradi che colpisce un sistema di 3-30
rilevatori. L acquisizione avviene mediante successivi
movimenti di traslazione e rotazione, con passi angolari di
3-20 gradi, accorciando il tempo per singola scansione a 1530 secondi.

III GENERAZIONE
Il fascio radiogeno costituito da un ampio ventaglio (3550 gradi); i detettori sono 300-800, disposti ad arco di
cerchio, opposti al tubo, con il quale sono solidali.
Si elimina quindi il movimento di traslazione. La rotazione
di 180-360 gradi ed il tempo di scansione pu essere
ridotto ad 1 sec circa.

IV GENERAZIONE
Un grande numero di detettori (600-1200) disposto lungo una
completa corona circolare intorno al paziente.
Il fascio a ventaglio ruota mentre i detettori rimangono fissi.
Tempi di scansione ridotti.
Costo pi elevato.

Generazioni TC
Riepilogando..
fascio

detettori

Tempo di
scansione

Singolo pennello Traslazione e


rotazione

Singolo
contrapposto al
tubo

Lungo 5-6 min a


scansione

Pennelli multipli

Traslazione e
rotazione

Catena di
rilevatori
allineati.(3-30)

10-60 sec a
scansione

Ventaglio

Rotazione
solidale tubodetettori

Movimento di
rotazione
sincrono

Tempo di poco
superiore al sec

ventaglio

Soltanto la
sorgente
radiogena ruota

Anello di
detettori

Stessi tempi
della 3

3
4

rotazione

Linsieme delle misure di attenuazione ottenute


una volta completato il moto di traslazione
costituisce una VISTA o proiezione dello
strato attraversato.

Una SCANSIONE costituita dallinsieme di molte


Viste e produce un Data Set che sar
successivamente utilizzato per la ricostruzione
dellimmagine.

Nei tomografi di III e IV generazione la rotazione


del tubo radiogeno in rapporto ai detettori era
garantita
di cavi di alimentazione
CAVIdalla
DIpresenza
ALIMENTAZIONE
che consentivano ununica rotazione alla volta
intorno al soggetto in esame
Vs e quindi lacquisizione
di un unico strato per volta

CONTATTI
La successiva
rotazioneSTRISCIANTI
avveniva in senso invertito
s da riportare alla posizione di partenza i cavi di
alimentazione.

La Tomografia Computerizzata
SPIRALE
Il sistema tubo-detettori collocato insieme al generatore su un anello
ruotante allinterno del tunnel di scansione e ruota continuamente
intorno al paziente grazie ai contatti striscianti.
Le immagini vengono acquisite durante l avanzamento del lettino, con
una risultante traiettoria elicoidale dei raggi sul paziente e contengono
informazioni di un intero volume corporeo(acquisizione volumentrica)
Riduzione del tempo di esame

La Tomografia Computerizzata
SPIRALE
Consente l acquisizione volumetrica di una
sezione anatomica in esame in pochi secondi,
con riduzione della dose e possibilit di
ricostruzioni 3D e Multiplanari.

PITCH
Aumentando il Pitch il tavolo ha uno scorrimento maggiore
Diminuendo il Pitch(<1) si ha l Overlapping

La Tomografia Computerizzata
SPIRALE MULTISTRATO
Unapparecchiatura TC Multislice, si basa sullo stesso principio
della TC spirale, solo che ad ogni giro del sistema tubo detettori,
vengono acquisite pi fette contemporaneamente, grazie alla
presenza di multiple corone di detettori.
Caratteristiche
Tempo di scansione: inferiore al secondo
(fino a 0,5 sec)
Numero di fette per rotazione: 4 o 16
Possibilit di multiple ricostruzione sulla
base dei dati acquisiti

Vantaggi
Velocit
Aumento della risoluzione assiale
Qualit delle ricostruzioni pi elevata

DIFFERENZE NELLA VELOCIT DI ACQUISIZIONE


DELLE DIVERSE APPARECCHIATURE TC
(spessore di strato 5 mm)

1 sec.

120 sec.

20 cm
1 sec.

40 sec.

0,5 sec.

5 sec.

PRESENTAZIONE - ELABORAZIONE DELLE


IMMAGINI TC
Presentazione bidimensionale strato per strato
Analisi planimetriche - MPR (Multi Planar Reformatting)
- 3 piani spaziali (trasversale, coronale, sagittale)
- piani obliqui
- piani irregolari (strutture anatomiche)
Analisi volumetriche
- MIP (Maximum Intensity Projection)
- Surface Rendering o SSD (Shaded Surface Display)
- Volume Rendering

Postelaborazioni delle immagini

Postelaborazioni delle immagini

Valutazione soggettiva
Mezzi che rendano limmagine atta a favorire
la diagnosi
(finestre multiple,rappresentazione
dellimmagine con scale di grigio).
Valutazione oggettiva
In cui la matrice dellimmagine TC viene
direttamente utilizzata per misure
(distanze, angoli, densit di campi di
interesse).

Postelaborazioni delle immagini


I programmi per le ricostruzioni
secondarie sono essenzialmente:
MPR
3D-SSD
3D-MIP

Postelaborazioni delle immagini


Si possono ottenere
viste di piani
secondari,
liberamente orientati
(sagittale,
coronale,parassiale).
- E molto utile ad
evidenziare
strutture giacenti su
piani differenti

Postelaborazioni delle immagini


Dallinsieme delle immagini
assiali permette la
ricostruzione
tridimensionale della
struttura in presa in
considerazione .
Si basa sui valori di densit
per differenziare la
struttura in questione
rispetto alle circostanti.
Per mezzo di uno speciale
algoritmo mette in
evidenza con il colore
tutti i pixel compresi
entro un valore di densit
predeterminato

Immagini 3D

Postelaborazioni delle immagini


Permette la ricostruzione delle immagini
angio-TC usata anche in Rm riconosce in
ciascun piano assiale i pixel di pi elevata
densit e li proietta lungo una linea teorica
per formare unimmagine sommata che pu
essere rappresentata sul display secondo
diverse angolazioni

Dallacquisizione alla diagnosi


trasmissione

Acquisizione
Post Processing
Vessel tracking

3D Tree

3D VR

Patient Report

Reformation