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Anatomia 15/03/2016

Marika Lo Gerfo

DISCO INTERVERTEBRALE
Ricordiamo che il disco intervertebrale ha al suo interno il nucleo polposo (gel) e allesterno lanello fibroso
costituito da pi strati di fibre collagene, fittamente intrecciati tra di loro, a garantire la perfetta tenuta del
nucleo polposo allinterno del disco vertebrale. Tra le caratteristiche importanti c la presenza della cartilagine
che ricopre le facce, superiore ed inferiore, dei corpi vertebrali e linterazione tra la cartilagine e le fibre
collagene dellanello fibroso (fig.1c). Ci serve a realizzare una struttura che permette sia la massima tenuta
sia un certo grado di deformabilit.

Figura 1
Il disco vertebrale una sinfisi perch ci sono due segmenti scheletrici fra i quali interposto un materiale di
tipo fibrocartilagineo. una sindesmosi-sincondrosi combinata poich vi sia la componente cartilaginea,
della cartilagine ialina (sincondrosi) che la componente fibrosa (sindesmosi). E quindi una sinartrosi, cio
fissa. Ma questa articolazione permette un certo grado di movimento e allora si comporta da anfiartrosi. In
definitiva possiamo dire che dal punto di vista strutturale una sincondrosi-sindesmosi ma dal punto di vista
funzionale si comporta da anfiartrosi. Essendo una sinfisi, cos come la sinfisi pubica, pu imbibirsi di grandi
quantit di acqua a livello delle loro maglie fibrose. Quindi non soltanto il nucleo polposo costituito per il 90
% acquoso ma anche la componente fibrosa pu imbibirsi di acqua. Ci importante nella sinfisi pubica dove
determina una lassit anteriore delle ossa coxali e quindi la possibilit per le ossa coxali di muoversi fra di
loro facilitando il passaggio del neonato, al momento del concepimento, attraverso il canale del parto.

Figura 2

con le freccette verdi, di fatto ammortizzano i carichi.

Ricordiamo che essendo il


nucleo polposo costituito per il
90% di acqua, per il principio
di Archimede restituisce una
forza opposta a quella che
viene applicata. Come si vede
dallimmagine (fig.2), il corpo
vertebrale sottoposto alle
forze di carico e le forze che si
oppongono a queste, indicate

Nella fig. 3 abbiamo la vista laterale di una coppia


vertebrale con il disco interposto:
In posizione di riposo assoluta, cio in
posizione supina che permette di scaricare il pi
possibile il peso applicato sulla colonna
vertebrale;
In posizione eretta, dove c lo
schiacciamento del disco intervertebrale e del suo
nucleo polposo che, essendo liquido, tender a
spostarsi in tutte le direzioni lungo un piano
trasversale;
Figura 3
Durante la lateroflessione ci sar uno scarico
dal lato opposto a quello dove stiamo compiendo
la flessione, mentre dal lato della flessione ci sar un aumento di carico, col nucleo polposo che tender a
spostarsi per compensare i movimenti che si stanno verificando.

ERNIA DEL DISCO


Sulla struttura ideale descritta sopra possono intervenire dei fattori che possono indebolire lanello fibroso. In
questa condizione il nucleo polposo tender ad uscire dalla sede causando lernia del disco.
Lernia del disco tender pi facilmente a farsi strada posterolateralmente perch la maggior parte dei
movimenti che determinano un carico eccessivo sui dischi vertebrali sono movimenti che si verificano
posterolateralmente.
Il movimento peggiore che determina lernia del disco il movimento di flessione in avanti perch ci sar un
maggiore carico applicato anteriormente e quindi il nucleo polposo tende a spostarsi, per bilanciare il tutto,
posteriormente e andando ad applicare una forza notevole sullanello fibroso.
In teoria, in condizioni fisiologiche in soggetti normali, il disco intervertebrale dovrebbe riuscire a sopportare
carichi notevoli. Si pu per assistere ad un graduale declino della coesione tra le fibre collagene, senza che si
verifichi una vera e propria malattia. Ma nei soggetti che soffrono di una vera e propria patologia con un
indebolimento delle fibre collagene anche carichi modesti possono subire lerniazione del nucleo polposo
attraverso lanello fibroso.

Figura 4

Il margine superiore ed il margine


inferiore peduncoli degli archi vertebrali
presentano due incisure, una superiore e
una inferiore. Dallunione delle due
incisure si viene a formare il forame
intervertebrale,
zona
dalla
quale
fuoriescono i nervi spinali, formati dalla
fusione della radice anteriore e posteriore.
In questa situazione notare la normale
condizione della radice nervosa.
Sotto, nonostante il peso sia lo stesso,
sussiste uno schiacciamento del disco
intervertebrale perch c gi un principio
di ernia e il legamento longitudinale

posteriore risulta spostato pi posteriormente dallanello fibroso spinto dal nucleo polposo che ancora non
fuoriuscito del tutto.
Sotto ancora c, come prima, lo schiacciamento del disco e inoltre vi unernia evidente che risulta tale perch
si rotto il legamento longitudinale. In questo caso esce il nucleo polposo e va a schiacciare la radice nervosa.

Figura 5
importante notare che a seconda di dove uscir lernia avremo la compromissione di strutture diverse. Nella
figura sopra (fig. 5 a) lernia para-mediana mentre nella figura 5 b mediana.
Lernia si manifesta pi frequentemente nella zona lombare a causa del peso che deve sopportare e nella zona
cervicale a causa del movimento (pi unarticolazione mobile e meno resistente).
Unernia lombare ha una sintomatologia pi precoce quando para-mediana perch c meno spazio in quella
zona e andr subito ad intaccare la radice del nervo spinale.
Lernia a livello mediano risulta pi pericolosa perch andr ad intaccare un settore del midollo spinale che
potrebbe controllare zone pi estese del corpo rispetto al singolo nervo. In realt, il midollo spinale termina a
livello dello spazio tra L1-L2 e si continua con la cauda equina e quindi unernia mediana tra L3-L4 non trover
posteriormente il midollo spinale ma schiaccer i nervi della cauda equina.
Nel momento in cui il nucleo polposo fuoriesce completamente viene a mancare la spinta, perch il gel del
nucleo si perde nel contesto dei tessuti circostanti, e larticolazione diventa pi rigida ma in questo quadro
migliora la sintomatologia perch il dolore minore. Come possiamo notare nella fig. 4 a livello pi basso,
tale situazione peggiore per larticolazione perch non esiste pi un disco intervertebrale ma dal punto di
vista sintomatologico ci pu essere un sollievo, un recupero.

ARTICOLAZIONI INTERAPOFISARIE
Le articolazioni interapofisarie o diapofisarie che si
vengono a realizzare tra i processi articolari superiori
ed inferiori sono artrodie cio articolazioni che
permettono soltanto lo scivolamento. Sono diartrosi
sinoviali.

Figura 6

I LEGAMENTI DEL DISCO INTERVERTEBRALE


I legamenti che stabilizzano sia le interapofisarie che le intersomatiche sono:
a livello dei corpi vertebrali: legamento longitudinale anteriore e legamento longitudinale posteriore;
a livello degli archi vertebrali:
o i legamenti gialli tra le lamine degli archi vertebrali. Si definiscono gialli perch sono ricchi
di fibre elastiche la cui elasticit contribuisce a riportare la colonna vertebrale in posizione
normale a seguito dellestensione;
o i legamenti interspinosi, fra i processi spinosi;
o il legamento sovraspinoso, che si trova posteriormente ai processi spinosi e va da apice ad
apice;
o il legamento nucale, che la continuazione del legamento spinoso a livello cervicale,
orientato in direzione sagittale e si estende fra la protuberanza occipitale esterna e il processo
spinoso della C7;
o i legamenti intertrasversari, che sono presenti fra i processi trasversi.

Figura 7

IL TRATTO CERVICALE
costituito da sette vertebre da C1 a C7. Le caratteristiche generali sono:
1. lo speco vertebrale, spazio dedicato allarco vertebrale, ha dimensioni maggiori rispetto a quelle del
corpo vertebrale; tale rapporto andr diminuendo man mano che scendiamo lungo il tratto perch le
vertebre dovranno sopportare carichi maggiori;
2. presenza dei fori trasversari a livello dei processi trasversi che servono a fare passare i vasi vertebrali
e proteggerli; questa protezione positiva fino a che non si verificano processi di osteoartrosi, dove si
va a restringere il foro, spesso accompagnati da aterosclerosi e arteriosclerosi, con restringimento del
lume dei vasi e indurimento;
3. il processo spinoso delle vertebre cervicali bifido da C2 a C6; nella C1 non presente il processo
spinoso mentre nella C7 non bifido;
4. lorientamento delle faccette articolari dei processi articolari inizialmente orizzontale, sul piano
quasi-trasverso, per poi proseguire con una leggera verticalizzazione; infatti arrivati alla prima
vertebra toracica tali processi saranno obliqui.

I caratteri specifici dellAtlante (C1):

non ha il corpo, che in realt si fuso con il corpo vertebrale dellEpistrofeo (C2) a formare un processo
che prende il nome di dente dellepistrofeo o processo odontoideo;
possiamo descrivere soltanto due archi, uno posteriore e uno anteriore, arco posteriore dellatlante e
arco anteriore dellatlante;
i due archi terminano nel piano sagittale mediano con due piccole protuberanze, una posteriore e una
anteriore, detti tubercolo posteriore e tubercolo anteriore;
presenta i processi trasversi;
presenta superiormente due masse laterali che a loro volta presentano le faccette articolari per
larticolazione con i condili dellosso occipitale; tale articolazione una condiloartrosi che potr dare
movimenti di flesso-estensione e abduzione-adduzione, non consente la rotazione.

ARTICOLAZIONE ATLANTO-EPISTOFICA
La rotazione avverr contestualmente ai movimenti dellatlante sul dente dellepistrofeo. Il dente
dellepistrofeo si va ad articolare su una faccetta articolare che presente nel margine posteriore dellarco
anteriore dellatlante. In questa articolazione posteriormente c il legamento trasverso dellatlante che si porta
dai due margini posteriori para-mediani
dellarco anteriore dellatlante fino a
circondare posteriormente il dente
dellepistrofeo. Questo uno dei
legamenti pi robusti del nostro organismo
ma a sua volta stabilizzato da altre
strutture legamentose che formano il
cosiddetto legamento crociato.
Lapice del dente stabilizzato
superiormente da tre legamenti:

Figura 8

il legamento dellapice del dente


(impari), che si trova nella parte pi

superiore del dente e si porta sullosso occipitale, anteriormente al grande forame occipitale;
i legamenti alari (pari) che hanno unorigine pi anteriore rispetto al legamento dellapice poi si
portano obliquamente, in senso medio laterale, dal basso verso lalto, lateralmente al grande forame
occipitale.

Questa articolazione viene suddivisa clinicamente in:


1. articolazione atlanto-epistrofea mediana, descritta sopra, che permetter i movimenti di rotazione;
2. articolazione atlanto-epistrofea laterale, che si instaura tra i processi articolari inferiori dellatlante
e i processi articolari superiori dellepistrofeo, e insieme alla condiloartrosi con loccipite
permetter gli altri movimenti che abbiamo visto prima (flesso-estensione e abduzioneadduzione).

LA VII VERTEBRA CERVICALE


Nella C7 il processo spinoso non bifido e anche qui sono presenti i fori trasversari. Ma in circa il 60% dei
casi i vasi vertebrali non sono presenti qui perch entrano a livello della sesta vertebra cervicale. Questo
potrebbe portare dei disturbi che saranno approfonditi pi in l.
La presenza del foro trasversario determina una scompaginazione del processo trasverso stesso e la formazione
di altre strutture. Generalmente possiamo osservare un tubercolo anteriore un tubercolo posteriore del processo
trasverso. Fra i due tubercoli si trova la sbarretta costo-trasversale. Inoltre la C7 a volte pu presentare a livello
della porzione anteriore del processo trasverso una costa accessoria che prende il nome di costa cervicale.
Questultima non ha nessun rapporto con lo sterno ma la sua presenza importante perch a volte pu
comportare delle compressioni vascolari, ad es. la vena carotide e la vena giugulare interna.

In questa immagine (fig.9) si pu apprezzare il legamento nucale: il legamento sovraspinoso man mano che
saliamo verso laltro inizia a farsi sempre pi ampio in senso sagittale a causa della lordosi cervicale e si va a
fermare sulla protuberanza occipitale esterna.

Anteriormente fra larco anteriore


dellatlante, lepistrofeo (in basso) e
loccipite (in alto) troviamo in basso il
legamento atlanto-epistrofico anteriore
e in alto la membrana atlanto-occipitale
anteriore (legamento). Perch uno lo
chiamiamo legamento e laltro
membrana? Perch quello superiore
portandosi verso loccipite si allarga di
pi al legamento inferiore. Questi sono
coperti ancora pi anteriormente dal
legamento longitudinale anteriore. Il
legamento longitudinale anteriore si va
ad inserire sul margine inferiore della
parte basilare dellosso occipitale.
Posteriormente abbiamo il legamento
crociato con due fasci, uno che scende
che raggiunge il margine posteriore del
corpo dellepistrofeo e uno che sale e
raggiunge la parte basilare delloccipite.
Il legamento crociato lequivalente
posteriore della membrana atlantoFigura 9
occipitale pi il legamento atlantoepistrofico anteriore. Il legamento longitudinale posteriore sale, copre posteriormente il legamento crociato,
continua a salire per la porzione basilare delloccipite ma non si andr ad inserire sulla parte esterna ma sulla
parte interna del processo basilare delloccipite.

Ricapitolando, dente e arco anteriore ricoperti da una struttura multipla di fibre collagene:
anteriormente, membrana atlanto-occipitale anteriore e legamento atlanto-epistrofico anteriore
ricoperti dal legamento longitudinale anteriore;
posteriormente, il legamento crociato, superiore e inferiore, ricoperti dal legamento longitudinale
posteriore.
Questa zona molto pericolosa perch a seguito di impatti violenti (es. incidente automobilistico) ci potrebbe
essere una lussazione del dente dellepistrofeo posteriormente e compromissione dei centri vitali bulbari.
Quindi tutte queste strutture sono atte a proteggere lorganismo.
Nota: il legamento longitudinale posteriore nel momento in cui ricopre il legamento crociato e si porta verso
loccipite cambia nome in membrana tettoria. Questa lequivalente posteriore della membrana atlantooccipitale anteriore.

Mostra la figura 10 evidenziando la presenza delle arterie vertebrali che entrano


allinterno del forame trasversario.

Figura 10

IL TRATTO TORACICO
Le caratteristiche delle vertebre tratto toracico sono:

il corpo vertebrale ha un diametro maggiore rispetto allo speco vertebrale; aumentano i pesi e
diminuiscono i diametri del midollo spinale;
sul corpo e sui processi trasversi sono presenti le faccette articolari.

Le coste posteriormente si andranno ad articolare sia col corpo che


con il processo trasverso, rispettivamente con la testa della costa e
col tubercolo della testa della costa.
Le faccette articolari per le coste, presenti su ciascun lato dei corpi
(sono da moltiplicare per due), hanno delle faccette per
linterazione con le coste. In particolare:
-

1 vertebra toracica: una faccetta completa per


larticolazione con la prima costa e una emifaccetta
inferiore che si andr a completare con lemifaccetta
superiore della seconda vertebra;
dalla 2 alla 9: 2 emifaccette, una superiore e una
inferiore;
10: una emifaccetta superiore;
11-12: una completa.

Nota bene: almeno una domanda del compito sar sulle vertebre
toraciche. Ad es. La nona vertebra toracica presentaa) una
emifaccetta superiore e una superiore, b)una faccetta
completa

Figura 11

LE COSTE E LO STERNO
La testa della costa ha una cresta trasversale che separa la superficie articolare della testa della costa in due
superfici: una superiore e una inferiore. Quella superiore, obliqua, guarda verso lalto, mentre quella inferiore,
obliqua, guarda verso il basso. Questo il motivo per cui abbiamo le due emifaccette articolari, una superiore
e una inferiore. Ha una cresta trasversa che si andr ad incuneare a livello del disco intervertebrale tenuta
insieme da una legamento interosseo. presente un tubercolo della costa.

ARTICOLAZIONE COSTO-VERTEBRALE
Sono artrodie. Ogni artrodia unarticolazione semplice che permette movimenti limitati per quando
mettiamo insieme dodici articolazioni costo-vertebrali da un lato e dallaltro, pi quelle a livello del processo
trasverso, permettono alle coste di compiere gradi di movimento discreti. Questi movimenti fondamentalmente
si realizzano durante la respirazione.
Nella fig. 12 vediamo la testa della costa che si
pone in rapporto con il disco intervertebrale. E
poi si vede un legamento intra-articolare che dalle
fibre collagene dellanello fibroso si porta
lateralmente verso la cresta trasversa della testa
della costa.
Le articolazioni fra la testa della costa e il corpo
vertebrale sono stabilizzate dal legamento
raggiato, in cui le fibre collagene si portano in
maniera radiale dalla testa fino ai corpi vertebrali,
sia sovrastanti che sottostanti.
In generale possiamo dire che i
meccanismi che stabilizzano questa
articolazione sono:
-

Figura 12

il legamento raggiato;
i legamenti costo-trasversali, che sono tre : il
legamento costo-trasversario laterale, il legamento
costo-trasversario superiore, il legamento costotrasversario interosseo. Tutti vanno dalla costa, in
prossimit del tubercolo, verso il processo trasverso.
La differenza fra questi sta nel fatto che il legamento
costo-trasversario laterale si porta verso il processo
trasverso della costa, in corrispondenza delle sue
superfici pi laterali. Mentre il legamento costotrasversario superiore e il legamento costotrasversario interosseo si portano verso la zona in cui
peduncoli e lamine si incontrano, per il primo prende
rapporto larco vertebrale della vertebra sovrastante,
il secondo in rapporto con larco vertebrale
corrispondente.

Figura 13

IL TRATTO LOMBARE
Larea di sezione dello speco vertebrale non pi circolare ma diventa quasi triangolare e inoltre diventa pi
piccola, soprattutto in rapporto col corpo vertebrale.
I processi spinosi del tratto lombare rispetto a quelli dei tratti toracico e cervicale, si fanno pi alti, diventando
una spessa banda, allargandosi in senso supero-inferiore. Questo dovuto al fatto che vi si attaccano muscoli

e tendini che muovono il cingolo pelvico e gli arti inferiori. Tali muscoli sviluppano una forza maggiore
rispetto ai muscoli presenti a livello toracico. Infatti a livello toracico i muscoli devono garantire solo la
respirazione e dei movimenti di flessione-estensione e adduzione-abduzione che per non trovano un
contrappeso. Mentre i muscoli della regione pi inferiore devono muovere le gambe e quindi devono avere
una forza notevole.
A volte, nella prima vertebra lombare, raramente nella seconda, si possono trovare al posto dei processi
trasversi delle coste accessorie, dette coste lombari.
I processi trasversi delle vertebre lombari sono cos spessi e lunghi e si portano cos lateralmente che spesso
prendono il nome di processi costiformi, perch somigliano a delle piccole coste.
Come si fa a capire in che sede si trova lernia lombare?
Si prende in considerazione il promontorio sacrale che si trova a livello della
prima vertebra sacrale. E si contano, a decrescere, le vertebre lombari. Nella
fig. vediamo unernia a livello della quarta vertebra sacrale.

IL COMPLESSO SACRO-COCCIGEO
Sacro. La faccia anteriore liscia perch guarda verso la pelvi dove non vi saranno muscoli che sono impegnati
nel movimento di arti. Mentre la faccia posteriore non liscia.
Sulla faccia anteriore descriviamo delle creste trasversali che corrispondono ai punti in cui i margini anteriori
delle vertebre sacrali si sono fusi tra di loro. Lateralmente alle creste trasversali troviamo i fori sacrali che
prendono il nome di fori pelvici o fori sacrali anteriori. Le vertebre sacrali sono 5 ma i fori saranno 4 perch
laltro foro sacrale quello che si realizzer tra lultima vertebra lombare e la prima vertebra sacrale e questi
corrispondono ai fori intervertebrali.
Il sacro ha una forma di piramide rovesciata con la base rivolta in alto e lapice rivolto in basso. Lapice entra
in rapporto col coccige, la base entra in rapporto con la quinta vertebra lombare.
Guardando la base della piramide sacrale dobbiamo ricordare la presenza dei processi articolari superiori in
rapporto con i processi articolari inferiori della quinta vertebra lombare. E poi la presenza di una superficie
che prende il nome di parte laterale del sacro, rivolta in alto e in avanti, che si continua poi con le ali dellosso
iliaco. Infatti questa parte del sacro viene definita da alcuni autori ala del sacro.
Infine, il margine anteriore della superficie superiore del sacro particolarmente rilevato, che a volte prende
la forma di uncino, e prende il nome di promontorio del sacro, importantissimo punto di repere per delimitare
il punto pi superiore della pelvi.
Se guardiamo la faccia posteriore abbiamo una struttura mediana, la cresta sacrale mediana, che deriva dalla
fusione dei processi spinosi. Lateralmente alla cresta sacrale mediana avremo una cresta sacrale mediale che
corrisponde ai tubercoli posteriori dei processi trasversi. Andando ancora pi lateralmente troviamo la cresta
sacrale laterale che corrisponde ai processi articolari. Fra la cresta sacrale laterale e la cresta sacrale mediale
troviamo i fori sacrali posteriori o fori sacrali dorsali. presente lo iato sacrale che sarebbe lapertura dello
speco vertebrale posteriore, in basso, e ci implica che tra sacro e coccige non c continuit posteriormente
ma c uno iato. Lo iato delimitato lateralmente dai corni del sacro, destro e sinistro, che guano in basso
verso i corni superiori del coccige. Il coccige presenta anche delle protuberanze laterali che si chiamano
processi trasversi del coccige o corni laterali del coccige. Sulla superficie laterale del sacro troviamo la

superficie auricolare. La superficie auricolare del sacro si andr ad articolare con la superficie articolare della
coxa a formare larticolazione, sincondrosi da un lato, sindesmosi dallatro, che permette un certo grado di
movimento coccigeo rispetto alle ossa coxali. Nella faccia laterale del sacro ci sono numerose protuberanze
per linserzione i legamenti che stabilizzeranno larticolazione sacro-coxale.

PUNTI DI REPERE
Per identificare il primo punto di repere basta toccare alla base del collo e si trova una prominenza che fa parte
del processo spinoso della C7.
Seguendo le spine della scapola fino alla sua parte pi mediale, in corrispondenza di questo punto troveremo
il processo della T3.
Seguendo la scapola e raggiungendo il suo angolo pi inferiore troveremo il processo spinoso di T7.
Alla T12 ci possiamo arrivare o contando i processi spinosi oppure possiamo identificare meglio le coste
contandole pi posteromedialmente e arriviamo allultima cio la dodicesima. Seguendone il margine andremo
ad identificare il processo della T12.
Se ci portiamo dalle creste iliache orizzontalmente verso il piano sagittale mediano saremo a livello di L4