Sei sulla pagina 1di 2

I funghi della montagna teramana

Il clima di questorizzonte di tipo temperato medio e presenta nella provincia teramana


buone precipitazioni con valori di 1.000-1.500 mm. annui e temperature relativamente
basse con valori invernali di 0-3 C ed estivi di 14-16 C. La temperatura media annua
risulta sempre superiore ai + 6 C e le precipitazioni risultano regolarmente distribuite
con un debole minimo estivo.
Al di sopra dei querceti appenninici domina incontrastato il faggio (Fagus sylvatica) che qui,
grazie al clima di tipo oceanico persistentemente umido e con moderate oscillazioni
termiche, in assoluto la specie caratteristica del piano montano. Questo orizzonte
comprende i territori montani al di sopra degli 800-1.000 metri fino al limite superiore dei
1.700-1.800 metri. Qui solitamente il faggio tende a costituire boschi puri ma, in
particolari condizioni, si affiancano altre specie arboree come il tasso (Taxus baccata) o
lagrifoglio (Ilex aquifolium) nelle forre o nelle aree caratterizzate da affioramenti rocciosi,
oppure tigli (Tilia cordata, T.platyphyllos), aceri (Acer pseudoplatanus, A. platanoides) e olmo
montano (Ulmus glabra) nelle zone ove si siano verificate frane o accumuli di detrito.
In provincia di Teramo le faggete rappresentano le pi cospique zone forestali, dato che
al di sopra del loro limite altimetrico superiore, variabile peraltro in funzione del versante
delle stazioni, non troviamo pi formazioni forestali. Le faggete sono state lungamente
gestite per lo pi a ceduo, da utilizzare come legna da ardere e carbone. Questa eccessiva
ceduazione ha indirettamente favorito il faggio sulle altre essenze, grazie alla sua buona
resistenza al taglio.
Malgrado gli ambienti in cui raccogliere i funghi siano piuttosto vari, quello della faggeta
senza dubbio lambiente pi conosciuto e frequentato dai raccoglitori teramani, dove da
giugno a ottobre si concentrano schiere di fungaioli alla ricerca del classico porcino.
La ragione principale di questo risiede nel fatto che il nostro un clima prevalentemente
mediterraneo per cui le migliori condizioni di sviluppo e accrescimento dei pi ricercati
funghi, ovvero i porcini, le ritroviamo soprattutto a quote altitudinali di rilievo (1.4001.800). Ci non esclude comunque dalle nostre ricerche le ampie foreste poste a quote
inferiori, dominate soprattutto dal cerro e dal castagno, che anzi, proprio per questa loro
marginalit, possono rivelarsi ottimi e produttivi luoghi di ricerca.
Alcune faggete montane della provincia di Teramo sono note ben oltre i confini
provinciali per le loro produzioni di porcini di pregio. Le localit che le ospitano sono
talmente conosciute che non si procura torto a nessuno nel citarne le principali: il Ceppo di
Rocca S.Maria, Morrice e Pascellata di Valle Castellana, Valle Vaccaro di Crognaleto, il bacino della
Rocchetta di Nerito, le Valli del Venacquaro di Intermesoli, ecc..
Le specie di porcino qui pi frequenti, tra le 4 appartenenti alla sezione Edules del genere
Boletus, sono quelle soprannominate li biangh (Boletus edulis e B. estivalis) e li rusc o li
brunzine (Boletus pinophilus), anche se con lappellativo di bronzino in altre Regioni viene
indicato il B. aereus ; mentre le due variet bianche nascono prevalentemente a partire dal
mese di luglio fino allautunno inoltrato, il pinicola, che predilige il sottobosco di mirtillo
(Vaccinium myrtillus), inizia la sua fase produttiva in primavera.

Altri funghi molto ricercati dai frequentatori estivi della faggeta sono i gallucci
(Cantharellus cibarius), che si trovano principalmente tra i muschi bassi delle zone pi
scoperte e lungo i sentieri, e, dalla tarda estate, gli steccherini dorati (Hydnum repandum), le
trombette dei morti (Cratherellulus cornucopioides), le ferle (Clitocybe nebularis) ed alcune
manine (Ramaria botrytis), alcune delle quali non commestibili in quanto energiche
purganti (Ramaria flavescens, R. formosa ecc.).
Numerose nelle faggete teramane le specie del genere Russula (Russula aurea,
R.cyanoxantha, R. delica, R. mairei, R. olivacea, R. romelli, R. vesca, ecc.), del genere Lactarius
(Lactarius blennius, L. pallidus, L. vellereus, L. rubrocinctus, ecc.) e quelle tossiche del genere
Tricholoma (Tricholoma filamentosum, T. pardinum, T. sciodes, ecc.).
Particolare interesse ecologico rivestono le formazioni forestali miste tra faggio e abete
bianco (Abies alba) rinvenibili sia nel comprensorio della Laga, sul Monte Bilanciere
(Altovia), presso Cortino (Fonte Spugna) e al Ceppo (Bosco Maltese), sia sulla catena del Gran
Sasso, a Colle Pelato di Tossicia (Selva degli abeti di Ornano), a Fano Adriano (Torrente
Rocchetta) e a Intermesoli (Torrente Venacquaro).
In questi particolari ambienti, oltre alle specie consociate, troviamo alcune dellordine
Boletales, come il porcino bianco (Boletus edulis) e quello rosso (Boletus pinophilus) ed altri (B.
subappendiculatus, Xerocomus pruinatus, ecc.).
La montagna teramana, a differenza di quanto si registra nelle vicine province di Ascoli
Rieti e LAquila, presenta poche pinete montane derivanti da impianto artificiale di pino
nero (Pinus nigra) e abete rosso (Picea excelsa); tra le pi note citiamo quelle in prossimit
della piazzetta del Ceppo, dove nascono soprattutto i lattari con numerose specie:
Lactarius chrysorrheus, L. deliciosus, L. quieticolor, L. salmonicolor, L. sanguifluus, L. vellereus, ecc..
In questi sparuti ambienti di conifere sempreverdi, il fungaiolo teramano pu ricercare il
primo fungo dellanno, lHygrophorus marzuolus, che fa qui la sua comparsa a partire dal
mese di febbraio.
Sempre in questo orizzonte montano, nelle abieti-faggete ma anche nelle stazioni umide ed
ombreggiate con suoli calcarei delle faggete del Gran Sasso (M.te Corno, Nerito, ecc.), della
Laga (Bosco Martese, Valle Vaccaro, ecc.), sulla Montagna della Farina e a Piano Maggiore,
troviamo il tasso (Taxus baccata).
Altra interessante essenza forestale in consorzio con il faggio, rilevata per prima da due
importanti naturalistici teramani come Crugnola (1884) e Zodda (1967), la betulla
(Betula pendula), che si trova in provincia in limitatissime stazioni relitte, come quella di
Cortino sui Monti della Laga, quelle del Bosco di S. Nicola a Isola del Gran Sasso e di Arsita
sul massiccio del Gran Sasso.
Altra presenza particolare, sebbene non autoctona ma derivante da impianti artificiali,
quella del larice (Larix decidua), unica aghifoglia con foglie caduche, presente a
Pietracamela e al Monte Tre Croci di Torricella Sicura.