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Monomi

[Digitare il sottotitolo del documento]


Prof.ssa Filippa Luana Squatrito

02/11/2016

ALGEBRA: un linguaggio per la rappresentazione di situazioni problematiche


Un linguaggio adatto a descrivere la realt
Un potente strumento di ragionamento e previsione
Per iniziare bisogna prendere in considerazione dei nuovi oggetti con i quali impareremo a fare le
operazioni che gi abbiamo imparato a fare con i numeri.
Si tratta di lavorare in un nuovo ambiente, che cominciamo ad esplorare occupandoci delle
ESPRESSIONI LETTERALI
Con lo studio dell algebra, in cui impariamo a gestire espressioni letterali senza preoccuparci del loro
valore numerico legato ai valori che potrebbero assumere le lettere presenti, comincia a capirsi il senso
dell astrazione matematica.
Impariamo a fare operazioni con oggetti astratti, costruendo le regole del gioco sulle basi delle
cose gi acquisite nel mondo dei numeri.
Un espressione letterale una espressione in cui compaiono operazioni tra lettere oppure tra
lettere e numeri.
Allora cominciamo con le espressioni algebriche pi semplici:
I MONOMI
Esempio:
Le lettere, cos come accade in geometria con le formule, rappresentano dei numeri. Le operazioni tra
lettere sono allora, in realt, delle operazioni tra numeri.
Pensiamo per esempio ad una formula nota:
rappresenta l area di un quadrato di lato , nel
senso che con un unico simbolo riusciamo a indicare l area di tutti i quadrati possibili.
A seconda del valore numerico che associamo alla lettera
facciamo variare il lato del quadrato:

otteniamo un area diversa in quanto

quindi l espressione letterale racchiude in s infinite possibilit di calcolo


numerico.
Vediamo quindi il calcolo del valore numerico di una espressione letterale:
per calcolare il valore numerico di una espressione letterale bisogna sostituire alle lettere il
valore numerico che esse rappresentano e poi eseguire i calcoli.

Esempio:
Con
Si ottiene:

Monomi

Che cosa sonoi monomi?


Un monomio un' espressione algebrica in cui compaiono soltanto le operazioni di
moltiplicazione tra numeri e lettere e non compaiono addizioni e sottrazioni. Avendo parlato di
moltiplicazioni, possono ovviamente esserci anche le potenze, che sono moltiplicazioni ripetute, ma gli
esponenti delle lettere devono essere positivi.
Il numero chiamato coefficiente numerico o semplicemente coefficiente mentre le lettere

formano quella che viene chiamata parte letterale.

Esempio:

un monomio

il coefficiente numerico

la parte letterale

Un MONOMIO il PRODOTTO di pi FATTORI rappresentati da NUMERI e LETTERE.


Ad esempio:

sono tre monomi.

sono tre monomi.


Infatti:

Nei monomi, quindi, non compaiono MAI i segni dell'ADDIZIONE e/o della SOTTRAZIONE.
Ad esempio

non sono monomi perch in essi compaiono i segni dell'addizione e della sottrazione come abbiamo
evidenziato nell'immagine sottostante.

Invece

un monomio.
Infatti, se moltiplichiamo tra loro i fattori numerici (+2) e (-3) abbiamo

.
Successivamente moltiplichiamo i fattori letterali che hanno la stessa base, ovvero a. Il prodotto di due
potenze aventi la stessa base e una potenza avente la stessa base e con esponente uguale alla somma
degli esponenti: quindi a per a uguale ad a alla seconda.

Quello che abbiamo adesso un monomio esattamente come quelli che abbiamo visto prima.
Questo MONOMIO si dice RIDOTTO A FORMA NORMALE.
Possiamo affermare, quindi, che un monomio si dice ridotto a forma normale quando assume la sua
forma tipica che quella del prodotto tra un solo fattore numerico e di fattori letterali, in cui

ciascuna lettera compare una sola volta elevata ad un certo esponente.

In un monomio ridotto a forma normale, chiamiamo:

COEFFICIENTE il FATTORE NUMERICO;

PARTE LETTERALE il prodotto dei FATTORI LETTERALI COI LORO


ESPONENTI.

Esempio:
COEFFICIENTE
PARTE LETTERALE

+3 a2b
+3
a2b

Esempio:
COEFFICIENTE
PARTE LETTERALE

-5x3y2
-5
x3y2

Esempio:
COEFFICIENTE
PARTE LETTERALE

-1/3ab2c
-1/3
ab2c

Si chiama MONOMIO NULLO il monomio che ha per COEFFICIENTE lo ZERO.


Infatti, moltiplicando per zero la parte letterale, il risultato zero.

Si chiama SEGNO DEL MONOMIO il SEGNO DEL COEFFICIENTE del monomio.

MONOMIO
+4ab
-5a

SEGNO DEL
MONOMIO
+
-

Il segno + davanti ad un monomio pu essere tralasciato. Ad esempio possiamo scrivere


indifferentemente:

+3a

3a.

oppure

Se il monomio ha coefficiente 1, esso si pu tralasciare. Ad esempio possiamo scrivere:

+1a oppure
-1a oppure

+a oppure, potendo tralasciare anche il segno +


a
-a in questo caso il segno deve essere sempre indicato, poich esso -

ALCUNE DEFINIZIONI
Monomi simili
Due o pi monomi si dicono simili se hanno la stessa parte letterale.
Monomi opposti
Due monomi si dicono opposti se hanno la stessa parte letterale e i coefficienti sono numeri
opposti.

Monomi simili

Monomi opposti

Monomi simili
Monomi opposti
Se la parte letterale diversa i monomi si dicono non simili.

sono dei monomi non simili.

Grado di un monomio
Bisogna distinguere il grado del monomio rispetto ad una lettera ed il grado complessivo del
monomio.
1. il grado rispetto ad una lettera l esponente con cui compare una lettera.
2. il grado complessivo o semplicemente grado la somma degli esponenti di tutte le lettere.

Esempio: consideriamo il monomio


Grado rispetto alla lettera

Grado rispetto alla lettera

Grado rispetto alla lettera

Grado

complessivo

grado

del

monomio
Oltre al grado complessivo di un monomio possiamo definire anche il GRADO DI UN MONOMIO
RISPETTO AD UNA SUA LETTERA.
Il GRADO DI UN MONOMIO INTERO RISPETTO ad una sua LETTERA l'ESPONENTE DI
QUELLA LETTERA.
Ad esempio:
se vogliamo sapere il grado del monomio

5x2y5z
rispetto alla lettera x, esso 2, cio l'esponente con il quale tale lettera compare nel monomio.
ATTENZIONE!!! Se in un monomio MANCA una certa LETTERA, si dice che quel MONOMIO
di GRADO ZERO rispetto a QUELLA LETTERA.

Esempio:
4a2
un monomio di grado zero rispetto alla lettera b. Infatti possiamo immaginare di scrivere il
monomio nel modo seguente:

4a2b0.
E come sappiamo qualsiasi numero elevato a zero uguale a 1. Quindi sarebbe come scrivere:

4 x a2 x 1.
Di conseguenza anche +5, o -3 sono monomi: essi sono MONOMI DI GRADO ZERO.
Infatti li possiamo immaginare scritti come:

+5a0= +5
-3x0= -3.

Nei monomi ci sono dei numeri che sono sottintesi:

1. se un monomio non ha il coefficiente numerico, sottinteso


esempio:
2. se una lettera priva di esponente, si sottintende che lesponente sia 1
esempio:

Dopo aver dato le definizioni necessarie passiamo a vedere come si eseguono


le OPERAZIONI TRA MONOMI.

Se un monomio si trova all interno di una parentesi preceduta dal segno + oppure - , allora si
possono eliminare il segno e la parentesi utilizzando la regola dei segni della moltiplicazione
Esempio:

Ed ora possiamo allenarci con le espressioni!

Non dimenticare che l ordine con cui si eseguono le operazioni in una


espressione con i monomi lo stesso ordine che hai imparato quando hai
studiato le espressioni con i numeri!
Prima gli oggetti con cui eseguivi le espressioni erano numeriora sono
monomi. Ma le regole del gioco sono le stesse!

MONOMI INTERI e
MONOMI FRAZIONARI

Supponiamo di avere un monomio ridotto a forma normale.


Esso potr essere INTERO o FRAZIONARIO.
Un monomio ridotto a forma normale si dice INTERO se le lettere non figurano a denominatore.
Un monomio ridotto a forma normale si dice FRAZIONARIO se le lettere figurano a
denominatore.

MONOMIO RIDOTTO A
FORMA NORMALE
INTERO

LETTERE NON FIGURANO A


DENOMINATORE
Esempio:
3a
-1/2 a

FRAZIONARIO

LETTERE FIGURANO A
DENOMINATORE
Esempio:
-1/a
a/b

ATTENZIONE! Se troviamo scritto 2a-1 ci troviamo di fronte ad un monomio frazionario perch la


lettera a come se si trovasse a denominatore.
Infatti, scrivere 2a-1 equivale a scrivere 2/a come abbiamo appreso parlando dei numeri relativi con
esponente negativo.
Quindi, a voler essere pi precisi possiamo dire che un MONOMIO :

INTERO

SE LE LETTERE COMPAIONO SOLO


AL NUMERATORE CON ESPONENTE
POSITIVO

Esempio : 2a3
SE LE LETTERE COMPAIONO SOLO
AL DENOMINATORE CON
ESPONENTE NEGATIVO
Esempio : 2/a-3 = 2a3
FRAZIONARIO

SE LE LETTERE COMPAIONO SOLO


AL DENOMINATORE CON
ESPONENTE POSITIVO
Esempio : 2/a3
SE LE LETTERE COMPAIONO SOLO
AL NUMERATORE CON ESPONENTE
NEGATIVO
Esempio : 2a-3 = 2/a3

SOMMA ALGEBRICA di MONOMI

Per eseguire la SOMMA di due o pi MONOMI sufficiente scrivere i vari MONOMI, UNO DI
SEGUITO ALL'ALTRO, ciascuno con il PROPRIO SEGNO.
Ad esempio se vogliamo sommare tra loro i seguenti monomi

4a2b;

-5x;

2a

possiamo scrivere

4a2b-5x+2a.
Come si pu notare quello che si ottiene NON un MONOMIO: esso prende il nome di
POLINOMIO.
La DIFFERENZA di due MONOMI la SOMMA DEL PRIMO con l'OPPOSTO DEL

SECONDO.
Ad esempio se vogliamo sottrarre da 4a2b il monomio -5x dovremo scrivere:

4a2b - (-5x)
che uguale a

4a2b +5x.
Se i MONOMI che dobbiamo sommare sono SIMILI, la somma pu essere semplificata. Ricordiamo
che due monomi si dicono SIMILI se hanno la STESSA PARTE LETTERALE.
Immaginiamo di avere:

4x2y + 5x2y.
Come si pu notare si tratta di due MONOMI SIMILI, dato che la parte letterale x2y la stessa.
Poich il fattore x2y COMUNE ad entrambi gli ADDENDI si pu METTERE IN EVIDENZA.
Quindi la nostra somma pu essere scritta nel modo seguente:

4x2y + 5 x2y = (4+5) x2y = 9x2y.


Quindi possiamo dire che la SOMMA di due o pi MONOMI SIMILI uguale ad un monomio simile
ai dati, che ha per COEFFICIENTE la SOMMA ALGEBRICA dei COEFFICIENTI.
Allo stesso modo si procede per risolvere la DIFFERENZA di due o pi MONOMI SIMILI.
Esempio:

2a2b - (+3a2b).
Sommiamo al primo monomio l'OPPOSTO DEL SECONDO

2a2b - (+3a2b) = 2a2b -3a2b.


METTIAMO IN EVIDENZA il fattore comune a2b:

2a2b -3a2b = (2-3)a2b.


Eseguiamo la SOMMA ALGEBRICA DEI COEFFICIENTI:

(2-3)a2b = -a2b.
Ricapitolando. Per eseguire la SOMMA ALGEBRICA di due o pi MONOMI SIMILI sufficiente
effettuare la SOMMA ALGEBRICA DEI loro COEFFICIENTI e RISCRIVERE cos com' la
PARTE LETTERALE.

ESEMPI:
Operazione da
eseguire
4x3y2 + 7x3y2
-3a2b - 2a2b
-2a3c - (6a3c)

Somma algebrica dei Parte letterale da


coefficienti
riscrivere
4+7 = +11
x3y2
-3-2 = -5
a2b
-2- (6) = -2-6 = -8
a3c

Somma algebrica dei


monomi
11x3y2
-5a2b
-8a3c

La SOMMA di due MONOMI OPPOSTI sempre uguale a ZERO.


Ricordiamo che due MONOMI si dicono OPPOSTI se hanno COEFFICIENTE OPPOSTO e la
STESSA PARTE LETTERALE.

Esempio:
4x2z - 4x2z = (4-4)x2z = 0.
Perci se abbiamo la somma di pi monomi, quelli OPPOSTI possono essere ELIMINATI e si
procede a sommare solo i monomi restanti.

Esempio:
4a2 +5a2 -3a2 -5a2.
+5a2 e -5a2 sono due MONOMI OPPOSTI quindi si possono ELIMINARE e la nostra somma
diventa:

ovvero

4a2 -3a2 = a2.


Nel caso occorra eseguire la somma di pi monomi di cui SOLO ALCUNI SONO SIMILI si procede
cos:

si EVIDENZIANO i MONOMI SIMILI;

si SOMMANO tra loro i MONOMI SIMILI;

si SCRIVONO, accanto alla somma dei monomi simili, gli ALTRI MONOMI indicati nella
somma.

ESEMPIO:
sommare tra loro i seguenti monomi
2a2; 4xy2; -3a2; +7x; -2ab; -3xy2.
Scriviamo i monomi uno di seguito all'altro, ciascuno con il proprio segno.

2a2+4xy2-3a2+7x-2ab-3xy2.
Evidenziamo i monomi simili

2a2+4xy2-3a2+7x-2ab-3xy2.
Sommiamo tra loro i monomi simili e riscriviamo di seguito gli altri monomi indicati nella somma:

(2-3)a2+(4-3)xy2+7x-2ab = -a2+xy2+7x-2ab.

PRODOTTO di MONOMI

Supponiamo di voler moltiplicare tra loro i seguenti tre monomi:

-2ab;

5a2; +3ab2.

Il PRODOTTO di due o pi MONOMI si indica scrivendo i MONOMI UNO ACCANTO


ALL'ALTRO, ciascuno racchiuso tra PARENTESI.
La nostra moltiplicazione, quindi, va scritta nel modo seguente:

(-2ab) (5a2) (+3ab2).


Ricordiamo che un MONOMIO un PRODOTTO DI FATTORI rappresentati da NUMERI e
LETTERE.
Quindi, ogni numero e ogni lettera che noi abbiamo scritto e un fattore del nostro prodotto.

Ora vedremo come questo prodotto pu essere scritto in maniera diversa.


La PROPRIETA' COMMUTATIVA della MOLTIPLICAZIONE ci dice che CAMBIANDO
L'ORDINE DEI FATTORI il PRODOTTO NON CAMBIA.
Allora cambiamo l'ordine dei fattori del nostro prodotto, mettendo dapprima tutti i fattori numerici e
successivamente i fattori letterali. Avremo:

(-2ab) (5a2) (+3ab2) = (-2) (5) (+3) ab a2 ab2.


La PROPRIETA' ASSOCIATIVA della MOLTIPLICAZIONE ci dice che se al posto di ALCUNI
FATTORI sostituiamo il LORO PRODOTTO il RISULTATO NON CAMBIA.
Allora sostituiamo ai fattori numerici il loro prodotto. Avremo:

(-2ab) (5a2) (+3ab2) = (-2) (5) (+3) ab a2 ab2 = (-30) ab a2 ab2.


Ora possiamo fare la stessa cosa con i fattori letterali e sostituire ad essi il loro prodotto.
Per eseguire tale prodotto dobbiamo ricordare la propriet delle potenze che dice che il PRODOTTO di
POTENZE AVENTI LA STESSA BASE una potenza che ha per base la STESSA BASE e per
esponente la SOMMA DEGLI ESPONENTI.
Osserviamo allora il nostro prodotto

(-30) ab a2 ab2.
Per tre volte viene ripetuto il fattore "a", seppure con esponenti diversi. Mentre per due volte viene
ripetuto il fattore b, anch'esso con esponenti diversi.
Moltiplichiamo tra loro le potenze aventi la stessa base. Partiamo dalla "a". Dobbiamo eseguire il

seguente prodotto

(a) (a2) (a).


Questo prodotto uguale ad una potenza che ha per base la stessa base "a" e per esponente la somma
degli esponenti, cio 1+2+1 = 4. Ricordiamo, infatti, che quando in una potenza l'esponente non
compare come se avessimo elevato la base alla prima, quindi l'esponente 1. Perci avremo:

(a) (a2) (a) = a1+2+1 = 4 = a4.


Di conseguenza il nostro prodotto diventa

(-30) ab a2 ab2 = (-30) a4b b2.


Ora facciamo la stessa cosa con le potenze aventi come base "b".
Dobbiamo eseguire il seguente prodotto (b) (b2).
Questo prodotto uguale ad una potenza che ha per base la stessa base "b" e per esponente la somma
degli esponenti, cio 1+2 = 3. Quindi avremo:

(b) (b2) = b31+2 = 3 = b3.


Quindi il nostro prodotto diventa

(-30) a4b3.
Ora osserviamo bene il nostro prodotto di partenza e il risultato ottenuto

(-2ab) (5a2) (+3ab2) = -30a4b3.


Possiamo notare che il PRODOTTO dei nostri monomi un MONOMIO che ha per
COEFFICIENTE il PRODOTTO DEI COEFFICIENTI e per PARTE LETTERALE il prodotto
dei fattori letterali: ogni fattore letterale presente nel prodotto con un ESPONENTE pari alla
SOMMA DEGLI ESPONENTI con i quali figura nei singoli monomi.
Verifichiamo quanto detto:

(-2ab) (5a2) (+3ab2)


MONOMI
-2ab
5a2
+3ab2
PRODOTTO

COEFFICIENTE
-2
5
+3
(-2) (5) (+3) = -30

PARTE LETTERALE
ab
a2
ab2
(a) (a2)(a) = a1+2+1=4 = a4
(b) (b2) = b1+2=3 = b3

RISULTATO

-30a4b3

Ogni volta che dobbiamo moltiplicare tra loro due o pi monomi possiamo applicare la seguente regola:
il PRODOTTO di due o pi monomi un MONOMIO che ha per COEFFICIENTE il PRODOTTO
DEI COEFFICIENTI e per PARTE LETTERALE il prodotto dei fattori letterali. Ogni fattore
letterale presente nel prodotto con un ESPONENTE pari alla SOMMA DEGLI ESPONENTI con i
quali figura nei singoli monomi.
Vediamo un altro esempio.

ESEMPI:
(-2x3y) (-4x2y) (-x)
MONOMI
-2x3y
-4x2y
-x
PRODOTTO

COEFFICIENTE
-2
-4
-1
(-2) (-4) (-1) = -8

PARTE LETTERALE
x3y
x2y
x
(x3)(x2)(x) = x3+2+1=6 = x6
(y) (y) = y1+1=2 = y2

RISULTATO

-8x6y2

POTENZA di MONOMI
La potenza di un monomio il prodotto di tanti monomi tutti uguali tra loro.
Ad esempio, se scriviamo: (5a3b)2
significa che prendiamo il monomio 5a3b e lo moltiplichiamo per se stesso.
Quindi: (5a3b) (5a3b).
Sappiamo che il PRODOTTO di due o pi monomi un MONOMIO che ha per COEFFICIENTE il
PRODOTTO DEI COEFFICIENTI e per PARTE LETTERALE il prodotto dei fattori letterali:
ogni fattore letterale presente nel prodotto con un ESPONENTE pari alla SOMMA DEGLI
ESPONENTI con i quali figura nei singoli monomi.
Quindi il nostro prodotto sar uguale a

(5a3b) (5a3b) = 25a3+3b1+1 = 25a6b2.


Potevamo giungere allo stesso risultato anche cos:
La POTENZA n-esima (si legge ennesima) di un PRODOTTO uguale al PRODOTTO delle
POTENZE n-esime dei SINGOLI FATTORI.
Di conseguenza, la nostra potenza poteva essere scritta cos:

(5a3b)2 = (5)2 (a3)2 (b)2 = 25 (a3)2 (b)2.


Sappiamo, inoltre che, la POTENZA di una POTENZA un'altra POTENZA che ha per BASE la
STESSA base e per ESPONENTE il PRODOTTO DEGLI ESPONENTI.
Quindi:

25 (a3)2 (b)2 = 25 a3x2 b1x2 = 25a6b2.


Quindi possiamo dire che per ELEVARE alla POTENZA n-esima un MONOMIO si ELEVA a
quella POTENZA il COEFFICIENTE e si MOLTIPLICANO PER n gli ESPONENTI dei fattori

letterali.

Esempio:
(-3ab2c3)3 = (-3)3(a1x3)(b2x3)(c3x3) = -27a3b6c9.

QUOZIENTE di MONOMI

Immaginiamo di avere due monomi. Li chiamiamo rispettivamente A, B.


Supponiamo, inoltre che B sia diverso da zero.
Il monomio A divisibile per il monomio B quando esiste un terzo monomio, Q, tale che
moltiplicando Q per B otteniamo A.
Quindi:
dati:

con
si legge B diverso da zero

Ricordiamo che:

Affinch un MONOMIO sia DIVISIBILE per un altro necessario che il DIVIDENDO contenga
tutte le LETTERE che figurano nel DIVISORE e che esse siano elevate, ciascuna, ad un

ESPONENTE MAGGIORE o almeno UGUALE a quello che figura nel DIVISORE.


Quindi per vedere se due monomi sono tra loro divisibili occorre:

verificare che il dividendo contenga tutte le lettere presenti nel divisore. Se questa
condizione non si verifica i due monomi NON SONO DIVISIBILI tra loro;

se la condizione precedente si verifica, occorre controllare che ogni lettera presente nel
divisore abbia nel dividendo un ESPONENTE MAGGIORE o UGUALE rispetto
all'esponente con cui la stessa lettera presente nel DIVISORE. Se anche questa condizione si
verifica i due monomi SONO DIVISIBILI. In caso contrario essi non sono divisibili.

Esempio:
4a2 : 2ab
Dividendo
4a2
Divisore
2ab
Il divisore contiene le lettere a,b. La lettera b non presente nel dividendo.
I due monomi non sono tra loro divisibili.
Vediamo un altro esempio:

-3a2 : 2a4
Dividendo
-3a2
Divisore
2a4
Il divisore contiene solamente la lettera a. Essa presente anche nel dividendo.
La lettera a compare nel dividendo con esponente 2, quindi minore rispetto
allesponente con il quale essa compare nel divisore (4).
I due monomi non sono tra loro divisibili.
Passiamo ad un ultimo esempio:

4a4b2 : 2a2b2
Dividendo
4a4b2
Divisore
2a2b2
Il divisore contiene le lettere a,b. Entrambe sono presenti anche nel dividendo.
La lettera a compare nel dividendo con esponente 4, quindi maggiore rispetto
allesponente con il quale essa compare nel divisore (2).
La lettera b compare nel dividendo con esponente 2, quindi con un esponente uguale
rispetto a quello con il quale essa compare nel divisore.
I due monomi sono tra loro divisibili.
Quando due monomi sono tra loro divisibili il QUOZIENTE un monomio che ha:

per COEFFICIENTE il QUOZIENTE dei COEFFICIENTI;

per PARTE LETTERALE tutti i FATTORI LETTERALI del DIVIDENDO ciascuno


elevato alla DIFFERENZA DEGLI ESPONENTI che esso ha nel dividendo e nel divisore.

Tornando all'esempio precedente avremo

4a4b2 : 2a2b2

MONOMI

COEFFICIENTE PARTE LETTERALE

4a4b2

a4b2

2a2b2

a2b2

QUOZIENTE (4) : (2) = 2

a4-2=2 = a2
b2-2=0=1 - qualsiasi numero elevato a zero
uguale a 1.

RISULTATO

2a2

Quando, invece, i due monomi NON SONO DIVISIBILI l'uno per l'altro il quoziente pu essere
indicato come una FRAZIONE che ha al NUMERATORE il DIVIDENDO e al
DENOMINATORE il DIVISORE.
Una espressione simile si chiama FRAZIONE ALGEBRICA: in pratica ci troviamo di fronte ad un
MONOMIO FRAZIONARIO.
Quindi:

MASSIMO COMUNE DIVISORE di


MONOMI

Il Massimo Comune Divisore di pi numeri il numero pi grande per il quale possono essere
divisi tutti i numeri dati.
Il Massimo Comune Divisore si abbrevia con la sigla M.C.D.
Ad esempio vogliamo calcolare il Massimo Comune Divisore di 12 e 18. Scriveremo cos:

M.C.D. (12; 18).


12 divisibile per 2, 3, 4, 6, 12.
18 divisibile per 2, 3, 6, 9,18.
I numeri per i quali sono divisibili sia il 12 che il 18 sono: 2, 3, 6. E' evidente che, tra questi, il pi
grande 6.
Per il calcolo del MASSIMO COMUN DIVISORE tra due o pi numeri si procede con la loro
scomposizione in FATTORI PRIMI e successivamente si prendono i FATTORI COMUNI, una
sola volta, CON MINIMO ESPONENTE e si moltiplicano tra loro.
Tornando all'esempio precedente avremmo potuto scrivere:

12 = 22 x 3
18 = 32 x 2.
M.C.D. (12; 18) = 2 x 3 = 6.
Ora, proviamo ad estendere questo concetto ai MONOMI.
Possiamo dire che il MASSIMO COMUN DIVISORE di pi MONOMI un monomio di GRADO
MASSIMO che DIVIDE contemporaneamente TUTTI i monomi dati.
La PARTE LETTERALE del M.C.D. di due o pi MONOMI uguale al prodotto di tutti i
FATTORI LETTERALI COMUNI ai monomi dati, presi ciascuno una sola volta, col MINIMO
ESPONENTE.
Per quanto riguarda il COEFFICIENTE:

se i COEFFICIENTI dei MONOMI DATI sono tutti NUMERI INTERI, il coefficiente del
M.C.D. dato dal M.C.D dei COEFFICIENTI preso con SEGNO POSITIVO;

se i COEFFICIENTI dei MONOMI DATI non sono tutti numeri interi, il coefficiente del
M.C.D. il numero 1.

Esempio:
6a3b3c; 9a2b4.

MONOMI

6a3b3c

FATTORI
LETTERALI
COMUNI
ab

9a2b4

ESPONENTE MINIMO

La lettera a si presenta con esponente 3 e 2:


il minore 2.
La lettera b si presenta con esponente 3 e 4:
il minore 3.

PARTE LETTERALE
a2b3
DEL M.C.D.
COEFFICIENTI
I coefficienti (6 e 9) sono INTERI: quindi calcoliamo il loro
M.C.D.
FATTORI
ESPONENTE MINIMO
COMUNI
6=2x3
3
Il fattore 3 si presenta con esponente 1 e 2:
2
il minore 1.
9=3
Il coefficiente si prende col segno +.
COEFFICIENTE DEL
M.C.D.
M.C.D.
3a2b3

+31 = 3

Vediamo un altro esempio:

2/5x3; -3xy2.
MONOMI

2/5x3
-3xy

FATTORI
LETTERALI
COMUNI
x

ESPONENTE MINIMO

La lettera x si presenta con esponente 3 e 1:


il minore 1.

PARTE LETTERALE
x
DEL M.C.D.
COEFFICIENTI
I coefficienti (2/5 e -3) NON sono entrambi INTERI: quindi il
coefficiente del M.C.D. 1
x
M.C.D.

MINIMO COMUNE MULTIPLO di

MONOMI

Il minimo comune multiplo di pi numeri il minore dei loro multipli comuni.


Il minimo comune multiplo si abbrevia con la sigla m.c.m.
Ad esempio vogliamo calcolare il minimo comune multiplo di 8 e 12. Scriveremo cos:

m.c.m (8; 12).


i multipli di 8 sono: 16, 24, 32, 40, 48, 56, 64, 72 e cos via.......
i multipli di 12 sono: 24, 36, 48, 60, 72 e cos via....
Come possiamo notare 8 e 12 hanno alcuni multipli in comune: ad esempio, 24, 48, 72.
Il minimo comune multiplo il minore tra questi multipli comuni, quindi 24.
Per calcolare il minimo comune multiplo tra due o pi numeri si procede con la loro scomposizione
in FATTORI PRIMI e successivamente si prendono i FATTORI COMUNI e NON COMUNI, una
sola volta, COL MASSIMO ESPONENTE e si moltiplicano tra loro.
Tornando all'esempio precedente avremmo potuto scrivere:

8 = 23
12 = 22 x 3.
m.c.m. (8; 12) = 23 x 3 = 24.
Ora, proviamo ad estendere questo concetto ai MONOMI.
Possiamo dire che il MINIMO COMUNE MULTIPLO di pi MONOMI un monomio di
GRADO MINIMO che DIVISIBILE contemporaneamente per TUTTI i monomi dati.
La PARTE LETTERALE del m.c.m. di due o pi MONOMI uguale al prodotto di tutti i
FATTORI LETTERALI COMUNI e NON COMUNI ai monomi dati, presi ciascuno una sola
volta, col MASSIMO ESPONENTE.
Per quanto riguarda il COEFFICIENTE:

se i COEFFICIENTI dei MONOMI DATI sono tutti NUMERI INTERI, il coefficiente del
m.c.m. dato dal m.c.m. dei COEFFICIENTI preso con SEGNO POSITIVO;

se i COEFFICIENTI dei MONOMI DATI non sono tutti numeri interi, il coefficiente del
m.c.m. il numero 1.

Esempio:

12x3y2; 15xyz2.
MONOMI

12x3y2
15xyz

FATTORI
LETTERALI
COMUNI E
NON
xyz

ESPONENTE MASSIMO

La lettera x si presenta con esponente 3 e 1:


il MAGGIORE 3.
La lettera y si presenta con esponente 2 e 1:
il MAGGIORE 2.
La lettera z si presenta con 2.

PARTE LETTERALE
x3y2z2
DEL m.c.m.
COEFFICIENTI
I coefficienti (12 e 15) sono INTERI: quindi calcoliamo il loro
m.c.m.
FATTORI
ESPONENTE MASSIMO
COMUNI E
NON
2
12 = 2 x 3
2, 3, 5
Il fattore 2 si presenta con esponente
MASSIMO 2.
15 = 3 x 5
Il fattore 3 si presenta con esponente
MASSIMO 1.
Il fattore 5 si presenta con esponente
MASSIMO 1.
Il coefficiente si prende col segno +.
COEFFICIENTE DEL
m.c.m.
m.c.m.
60x3y2z2

22 x 3 x 5 = 4 x 3 x 5 = 60

Vediamo un altro esempio:

-1/2a3; -3ab2.
MONOMI

-1/2a3
-3ab2

FATTORI
LETTERALI
COMUNI E
NON
a, b

ESPONENTE MASSIMO

La lettera a si presenta con esponente 3 e 1:


il MAGGIORE 3.

La lettera b si presenta con esponente 2.


PARTE LETTERALE
a3b2
DEL m.c.m.
COEFFICIENTI
I coefficienti (-1/2 e -3) NON sono entrambi INTERI: quindi il
coefficiente del m.c.m. 1
m.c.m.
a3b2