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ACCORDO DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI EX ART. 182 BIS L.

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Fase giudiziale:
a)
Quale tribunale competente
b)
Iscrizione dellaccordo
c)
Deposito in cancelleria
d)
una procedura concorsuale
autonoma?
e)
Deposito del progetto
f)
Relazione del professionista
Differenze con la ristrutturazione di cui
allart. 160 l.f.
Funzione solutoria
Compatibilit con strumenti di rinegoziazione
dei debiti
Requisiti del professionista
Calcolo delle maggioranze
a)
Debiti disconosciuti o contestati
b)
Soci finanziatori - Postergazioni
Attuabilit dellaccordo
Regolare pagamento dei creditori estranei
La posizione dei creditori estranei: diritti e
aspettative
Crediti bancari: effetti dellaccordo sulle
garanzie esistenti

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13. La fase giudiziale


Lo schema del piano ex art. 182 bis, nella sostanza, fa riferimento a quello della Legge Marzano, previsto dallart. 4
bis della Legge 18 febbraio 2004 n. 39, in tema di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato
dinsolvenza.
La procedura ex art. 182 bis probabilmente quella che meglio si attaglia allimpresa la cui crisi presenti caratteri di
reversibilit, pur non essendo questa una caratteristica necessaria.
Lelemento della reversibilit della crisi gi contemplato nei due modelli di procedure stragiudiziali per il
componimento del dissesto dimpresa: la cosiddetta amministrazione bancaria, cos come regolata dalle istruzioni
della Banca dItalia del 23 giugno 1993 (sez. III, 3), e il codice di comportamento tra banche per affrontare i
processi di ristrutturazione atti a superare le crisi dimpresa stilato dallAssociazione bancaria italiana.
Tuttavia, ci si deve domandare se limprenditore il quale non versi in una situazione di crisi possa chiedere
lomologazione dellaccordo, e quindi ottenere il conseguente beneficio che ne deriva in caso di successivo
fallimento.
In assenza di tale presupposto (che non espressamente indicato dalla norma, ma che dovrebbe, per implicito,
ricavarsi dal sistema, anche in ragione della collocazione sistematica dellart. 182 bis), il beneficio connesso alla
protezione dal pericolo della falcidia revocatoria gli dovrebbe essere negato con il rigetto dellomologa.
Se cos non fosse, infatti, la conclusione dellaccordo, potrebbe ridursi a un mero a vantaggio del debitore che
tramite lo strumento ottiene una moratoria e/o riduzione delle proprie obbligazioni. In dottrina, peraltro, esiste
anche la tesi opposta che legittima la proponibilit dellaccordo anche prescindendo dalla crisi, in nome di un
generico interesse alla ristrutturazione aziendale.
Laccordo, in s e per s considerato, si configura dunque come atto di autonomia privata inserito in un
procedimento giurisdizionale.
Sotto laspetto esecutivo, la formulazione normativa sancisce due fasi:
una fase stragiudiziale, nella quale si avviano e concludono le trattative con i propri creditori,
rappresentanti almeno il sessanta per cento della massa creditoria;
una successiva fase giudiziale, la fase di omologazione, da svolgersi con il rito camerale.
In dottrina si osservato che il contratto viene quindi stipulato dalle parti interessate nella massima autonomia
privata, senza alcuna preclusione, n di ordine temporale, n di ordine procedimentale.
Lart. 182 bis lascia alle parti ampia libert di determinare modalit e obiettivi: non vi sono schemi predeterminati
n particolari formalit, se non lutilizzo della forma scritta, atteso che laccordo deve essere pubblicato nel registro
delle imprese, depositato in Tribunale.
Nulla stato stabilito circa la natura dei crediti sorti nel corso del tentativo di ristrutturazione seguito da fallimento;
mancando una norma esplicita, da escludere che gli stessi possano essere considerati prededucibili.

a) Quale tribunale competente


Nellart. 182 bis non viene indicato il criterio per determinare il luogo del deposito del ricorso. Appare, per, del
tutto evidente come esso non possa che essere quello stabilito dallart. 161 l.f., i.e. presso il tribunale del luogo
dove limpresa ha la propria sede principale, per cui il trasferimento della sede avvenuto nellanno precedente al
deposito del ricorso non avrebbe rilevanza ai fini dellindividuazione della competenza.

b) Iscrizione dellaccordo
Laccordo di ristrutturazione deve essere pubblicato nel registro delle imprese e acquista efficacia dal giorno della
sua pubblicazione, senza che la norma espliciti se si tratti di un procedimento di iscrizione (pubblicit dichiarativa )
o di deposito (pubblicit notizia ) di un atto. La dottrina prevalente propensa a considerarla un procedimento di
iscrizione, con la conseguenza che gli effetti della pubblicazione non potranno che essere quelli di cui allart. 2193
del Codice civile, rendendosi cos applicabile lart. 11 del D.P.R. 581/95, commi 4, 6 e 11.
Ne consegue che laccordo, sebbene concluso con i creditori, sottoposto a condizione sospensiva fino alla sua
pubblicazione nel Registro delle Imprese.
Dalla data della pubblicazione decorrono i trenta giorni entro i quali i creditori e ogni altro interessato possono
proporre opposizione.
La pubblicazione, che permette a chiunque di prendere visione dellaccordo, ha una duplice finalit:
fissare il momento dal quale inizia lefficacia negoziale dellaccordo tra i soggetti che vi hanno
partecipato;
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fornire uno strumento di tutela ai creditori e ai terzi che si sentono danneggiati dallaccordo medesimo,
dando loro la possibilit di opposizione.
Il contratto di ristrutturazione dei debiti non produce effetti al momento della sottoscrizione ma dalla sua
pubblicazione nel Registro delle Imprese.
Ai fini delliscrizione al Registro delle Imprese dovr essere predisposta la documentazione seguente:
a) per le societ
1. Accordo di ristrutturazione: copia informatica (file) che riproduce il contenuto del documento o copia informatica
delloriginale cartaceo (sottoscritta digitalmente dal Notaio, se autenticata). Le copie informatiche predisposte
dai Notai devono essere autenticate in conformit alle disposizioni di cui allart. 23, comma 5, del D. Lgs.
82/2005;
2. relazione dellesperto: copia informatica (file) che riproduce il contenuto del documento o copia informatica
delloriginale cartaceo sottoscritta digitalmente dallesperto o dichiarata conforme dal Notaio;
b) per le imprese individuali (che possono avvalersi della presentazione su supporto cartaceo)
1. Accordo di ristrutturazione: copia (se del caso autenticata dal Notaio) dellAccordo di Ristrutturazione;
2. Relazione dellesperto sottoscritta con firma autografa;
Il controllo del conservatore sar diretto ad accertare la completezza della documentazione (accordo di
ristrutturazione, relazione dellesperto), dalla quale dovr anche risultare il rispetto delle condizioni di cui al comma
1, dellart. 182 bis, e cio la stipula dellaccordo con i creditori rappresentanti almeno il 60% dei debiti indicati.
Non essendo previsto un termine per il deposito dellaccordo, non applicabile la disciplina sanzionatoria della
legge 689/81.
Quanto alla modulistica dovr essere verificato il regolamento adottato dal registro delle imprese competente;
tuttavia i modelli sono S2, riquadri A, B e 20 (Accordi di Ristrutturazione), Codice Atto: A15.
Devono essere corrisposti i Diritti di segreteria e lImposta di bollo.
Il registro delle imprese dovr provvedere allArchiviazione degli atti di cui richiesta la pubblicazione, in
modo da renderli immediatamente accessibili ai soggetti interessati.
Dal certificato ordinario e dalla visura ordinaria, risulter, infatti, lavvenuta pubblicazione dellAccordo di
Ristrutturazione, con lindicazione della data di trascrizione, che determina il momento dal quale cominciano a
decorrere i 30 giorni per lopposizione da parte dei creditori.
Quanto agli effetti dellaccordo, il legislatore si limitato a enunciare che laccordo acquista efficacia dal giorno
della sua pubblicazione nel registro delle imprese.
Appare, quindi, opportuno operare una suddivisione secondo le scansioni temporali lungo le quali si articola il
procedimento distinguendo in caso di successivo fallimento dellimprenditore proponente laccordo la posizione
delle differenti figure di creditori (aderenti o estranei) nella fase anteriore e in quella posteriore, sia alla
pubblicazione dellaccordo nel registro delle imprese, sia alla sua omologazione.
I pagamenti e gli atti effettuati dai creditori aderenti prima della pubblicazione dellaccordo sono soggetti alla
dichiarazione dinefficacia revocatoria.
I pagamenti e gli atti effettuati dai creditori aderenti dopo la pubblicazione dellaccordo e dopo la sua omologazione
sono esenti dalla falcidia revocatoria, anche in caso di successivo fallimento dellimprenditore.
Dubbia invece, in ordine alla loro esenzione o meno dalla falcidia revocatoria, la sorte, in caso di successivo
fallimento dellimprenditore, dei pagamenti effettuati dopo la pubblicazione dellaccordo, ma prima della sua
omologazione.

c) Deposito in cancelleria
Laccordo, sottoscritto dal legale rappresentante dellimpresa e dai creditori che vi hanno aderito, deve essere
depositato presso il tribunale del luogo dove limpresa ha la propria sede principale, nelle stesse forme previste per
la domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo.
Le allegazioni obbligatorie sono:
una relazione aggiornata, predisposta a cura dellimpresa, sulla situazione patrimoniale, economica e
finanziaria dellimpresa stessa;
uno stato analitico ed estimativo delle attivit e lelenco nominativo dei creditori, con lindicazione dei
rispettivi crediti e delle cause di prelazione;
lelenco dei titolari dei diritti reali o personali su beni di propriet o in possesso del debitore;
il valore dei beni e i creditori particolari degli eventuali soci con responsabilit illimitata;
la relazione dellesperto.
Depositato laccordo, ha inizio la seconda fase, di carattere giudiziale, che si presenta semplificata e ridotta:
lintervento del Tribunale dovrebbe normalmente consistere in un mero esame della documentazione presentata,

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verificando la regolarit della maggioranza stabilita dalla Legge, la validit dei consensi espressi, lidoneit
dellaccordo ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei.
Se non sono proposte opposizioni, il tribunale provvede allomologa senza fissare ludienza di comparizione.
Qualora, invece, venissero proposte opposizioni, il Tribunale sar tenuto a entrare nelloggetto delle censure, che
potranno essere di legittimit (come il mancato raggiungimento del quorum) oppure di merito (come la non
attuabilit dellaccordo).
Una volta deciso sulle opposizioni, il Tribunale procede allomologa con decreto motivato, impugnabile dinanzi alla
Corte di Appello nel termine breve di quindici giorni dalla pubblicazione nel registro delle imprese.
Il decreto viene pubblicato a norma del art. 17 l.f.. La Cancelleria del Tribunale dovr trasmettere, entro il giorno
successivo al deposito, lestratto del provvedimento al registro delle imprese per la sua iscrizione.

d) E una procedura concorsuale autonoma?


Da una prima lettura della norma sorge linterrogativo se gli accordi di ristrutturazione costituiscano una procedura
inclusa nel concordato preventivo una scorciatoia per evitare alcune fasi del concordato o se sia un istituto a s
stante. La dottrina prevalente propende per la seconda interpretazione, ovverosia che esso costituisca un istituto a
s stante.
Innanzitutto il riferimento al debitore anzich allimprenditore quale soggetto a l quale consentita la presentazione
della domanda induce a far ritenere che diversi siano i requisiti soggettivi dellistituto.
Inoltre, a favore della tesi dellautonomia soccorre la nuova rubrica del Titolo III, che nella titolazione tiene distinti i
due istituti e il contenuto del terzo comma, lettera e), dellart. 67, indica una distinzione netta tra concordato
preventivo e accordi di ristrutturazione.
Elemento decisivo, per, per considerare separate le due procedure la circostanza che, a differenza di quanto
previsto dal concordato preventivo, nel 182 bis i creditori estranei mantengono inalterato il diritto di essere
regolarmente soddisfatti: nei loro riguardi non si verifica alcun effetto remissorio.

e) Deposito del progetto


Limprenditore dovr depositare con la documentazione di cui allart.161 l.f. anche laccordo stipulato con i creditori
che rappresentino almeno il 60% dei crediti, nonch una relazione redatta da un esperto sullattuabilit
dellaccordo, con particolare riferimento alla sua idoneit ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei.
Laccordo ex art. 182 bis l. fall. configura infatti unoperazione economica unitaria, dato che, pur nella pluralit e
diversit dei negozi che possono concorrere a costruirla, unico leffetto perseguito e realizzato: la rimozione della
crisi, il regolare pagamento dei creditori estranei, la protezione dalla revocatoria degli atti e dei pagamenti effettuati
in esecuzione dellaccordo.
Sicch ai fini sia della sua pubblicazione, sia della sua omologazione, laccordo deve essere comunque
unitariamente valutato, nel suo trattamento giuridico, con la conseguenza che lomologazione (anche in presenza
di un fascio di accordi) avr a oggetto laccordo nella sua unit formale e non i singoli accordi atomisticamente
considerati.
La legge nulla dice relativamente al fatto se la pubblicazione dellaccordo debba essere anteriore o posteriore al
deposito dello stesso in Tribunale. Si ritiene, tuttavia, che una delle condizione procedurali ai fini dellomologazione
sia la prova dellavvenuto deposito al Registro delle Imprese.
Potrebbe, per verificarsi la seguente situazione: limprenditore provvede alla pubblicazione dellaccordo al
Registro delle Imprese, trascorrono i termini per lopposizione senza che alcun creditore a ci legittimato si sia
opposto, dopodich laccordo non viene depositato in Tribunale per lomologa.
In effetti, dalla normativa non sembrerebbe evincersi un obbligo da parte del debitore di procedere alla richiesta
obbligatoria di omologazione, con lunica conseguenza che il debitore non potr avvalersi di quanto previsto
dallart. 67, comma 3, lettera e).

f) Relazione del professionista


Laccordo di ristrutturazione deve essere accompagnato da una relazione redatta da un esperto sullattuabilit
dellaccordo stesso, con particolare riferimento alla sua idoneit ad assicurare il regolare pagamento dei creditori
estranei.
La genericit della norma ha suscitato un ampio dibattito dottrinale sullindividuazione delle caratteristiche
dellesperto e sui suoi specifici compiti. Taluno che con il termine esperto si sia voluto far riferimento a coloro,
esperti in materia, che possono rivestire la carica di curatore ai sensi dellart. 28 l.f., ma anche agli esperti contabili
in genere. Non sembra per essere stata questa lintenzione del legislatore che, verosimilmente, voleva riferirsi al
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medesimo soggetto previsto dallart. 161 l.f.; vero per che la diversa qualificazione sembra non precludere ad
altri soggetti di sottoscrivere la relazione.
Lesperto deve effettuare una stima circa le probabilit che il piano possa essere attuato con successo; deve
trattarsi di un giudizio professionale positivo, attraverso il quale lesperto dovr prendere posizione in favore
allattuabilit dellaccordo, tenendo conto della prospettiva adottata, che pu essere quella della continuit
aziendale oppure della liquidazione.
A differenza di quanto previsto nellart. 161 l.f., lesperto non tenuto a certificare la veridicit dei dati. Ci non
significa che non possa farlo, ma soltanto che la veridicit dei dati aziendali non richiesta quale oggetto di
particolare dichiarazione. C da chiedersi come potr lesperto dichiarare attuabili un accordo senza averne
preventivamente verificato la sussistenza dei mezzi e delle risorse necessari. In questo senso, almeno sul lato
dellattivo, la veridicit dei dati implicita.
TRIBUNALE ORDINARIO DI ....
Sezione Fallimentare

II sottoscritto , , nato a il , iscritto all'Ordine di , C.f. ,con studio in ...,


premesso
-

l'art. 182 - bis l.f. consente al debitore di presentare al Tribunale C.P. di per l'omologazione un accordo di
ristrutturazione dei debiti stipulato con i creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti;

la societ . . . . . . . con sede in . . . . . . .. cap. soc. . . . . . . . . . . C.F. . . . . . . . ... in persona del legale
rappresentante Sig. . . . . . . nato a . . . . . . . il . . . . . . . C.F. . . . . . ., (di seguito per brevit la "debitrice' con
assemblea del . . . . . . . . . . ha deliberato di autorizzare l'Amministratore Delegato Sig . . . . . . . . . a sottoporre
ai creditori un piano di ristrutturazione dei debiti in ottemperanza all'art. 182 - bis l.f.;
RITENUTO
- che lentit complessiva delle passivit al , opportunamente e prudenzialmente determinata, pu essere
cos schematicamente riassunta
PASSIVITA
Debiti privilegiati
Debiti per TFR
Debiti verso personale
Debiti verso professionisti e autonomi
Debiti verso imprese artigiani
Debiti per lassistenza nella procedura ex art.
182 bis l.f.
Debiti per locazioni immobiliari
Debiti verso banche
Debiti verso erario per dipendenti

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Debiti verso enti

Debiti chirografari
Debiti correnti verso banche
Debiti verso banche a medio termine
Debiti verso fornitori

Debiti postergati
Debiti verso soci per finanziamento
Altri debiti previsti
Altri debiti (canoni leasing)
Altri debiti (polizze e smaltimento)

Totale Passivit

- che il piano di ristrutturazione dei debiti da sottoporre ai creditori prevede:


a) il pagamento dei creditori ipotecari, nella percentuale del %;
b) il pagamento dei creditori pignoratizi nella percentuale del %;
c) il pagamento dei creditori privilegiati nella percentuale del %;
d) il pagamento dei creditori chirografari nella percentuale del %

1. L'accordo di ristrutturazione
La debitrice ha sottoposto al mio esame l'accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 - bis l.f.che prevede un
piano di
2. Documentazione analizzata
La debitrice mi ha consegnato tutta la documentazione allegata all'accordo nonch la situazione patrimoniale,
economica e finanziaria alla data del Ho proceduto, pertanto, a stilare una revisione limitata, con l'ausilio della
struttura amministrativa della debitrice, effettuando, altres, opportuni accessi e verifiche presso la sede. In questa
attivit sono stato supportato dal tecnico stimatore dei beni . La valutazioni sono allagate ai documenti n.

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Conseguentemente, sulla base della documentazione analizzata e delle verifiche anche a campione effettuate, si
pu esprimere un giudizio professionale sulla adeguatezza dell'impianto contabile che non ha evidenziato
situazioni e discordanze degne di nota.
3. Garanzie
La debitrice, a garanzia dell'esatto adempimento delle proprie obbligazioni, spende limpegno contrattualmente
previsto di di intervenire quale socio finanziatore sino a concorrenza di ; si tratta di ente di buona solvibilit e
dimensioni.
Si evidenzia ulteriormente che i compensi professionali di assistenza nella procedura di cui all'art. 182 bis, citato,
ivi compreso quello per la redazione della presente "relazione dell'esperto", non graveranno sui creditori, in quanto
anchessi assunti e garantiti dal socio.
previsto, inoltre, che, in caso di inadempimento di una qualsiasi delle obbligazioni assunte entro la data del ,
ciascun creditore potr chiedere la risoluzione dell'accordo, riacquistando il potere di agire con qualsiasi mezzo a
tutela del proprio credito.
4. Aggiornamento della situazione
Prima di esprimere il mio parere sulla proposta, ho comunque aggiornato al .... la situazione patrimoniale,
finanziaria ed economica redatta dalla debitrice. Si pertanto proceduto a
5. Fabbisogno finanziario del piano
II piano, analiticamente esposto in premessa, necessit di un fabbisogno finanziario di
...................

in quanto sono previsti i seguenti pagamenti:

Attivit realizzabili
Rimanenze

Clienti (escluso infragruppo)

Crediti vs. infragruppo

Altri crediti

Totale

Fabbisogno concordatario
Spese procedura, compensi professionisti e
-

imprevisti:

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Privilegiati:
TFR

100%

Indennit quiescenza

100%

Causa pendente vs dipendente

100%

Debiti verso personale

100%

Professionisti

100%

Agenti

100%

Artigiani e cooperative

100%

Erario

100%

Enti previdenziali

100%
100%

Chirografari:
Banche

50%

Fornitori (escluso infragruppo e privilegiati)

50%

Fornitori infragruppo

15%

residuo

Dati che si riassumono nella seguente proposta di concordato:

Attivo Realizzabile

Spese della Procedura

(-)

Passivo in Privilegio

(-)

Passivo in Chirografo

(-)

RESIDUO ATTIVO

Le attivit della Societ (le immobilizzazioni materiali e le rimanenze sono indicate ai valori cos come risultano
valutati dal perito , e pi precisamente
ATTIVITA
Crediti verso lerario
Disponibilit liquide

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Clienti al netto di probabili inesigibilit


Cessione dei beni aziendali
Rimanenze
Altri crediti
Totale Attivit
Attualmente il saldo attivo del conto bancario della societ, presso la Banca .... ammonta a ....;
6. Criticit
(evidenziare eventuali criticit)
7. Attuabilit
Per i motivi e le considerazioni appena espresse, si ritiene che il piano possa essere ragionevolmente realizzato e
che esso, allo stato attuale, rappresenti la migliore soluzione per i creditori, di certo preferibile alla alternativa
fallimento e ci con particolare riguardo alla sua idoneit al pagamento dei creditori estranei allaccordo.
In fede.

14. Differenze con la ristrutturazione di cui allart. 160 l.f.


In entrambe le procedure lobiettivo il recupero dellimpresa in crisi; la finalit liquidatoria si pone solo come fase
eventuale e dunque possibile ma, comunque, non esclusiva ma subordinata alla previa verifica della
ricuperabilit dellimpresa.
Assai notevoli, invece, sono le differenze tra i due modelli.
Infatti, rispetto al concordato preventivo, negli accordi di ristrutturazione:
assente il commissario giudiziale;
non vi lobbligo di cui allart. 163 l.f., versamento della somma che si presume necessaria per
lammissione alla procedura;
non richiesto il rispetto della par condicio creditorum;
non prevista alcuna votazione.
Non v dubbio che il concordato preventivo subisca, rispetto agli accordi di ristrutturazione un controllo molto pi
pregnante da parte dellautorit giudiziaria. Per contro gli accordi di ristrutturazione offrono un ombrello assai meno
protettivo rispetto al concordato, se non altro sotto il profilo della tempistica che negli accordi assume una portata a
volte decisiva. Tanto pi contenuti saranno i tempi necessari per raggiungere le intese con i propri creditori, tanto
maggiori sono le possibilit di successo delliniziativa.
In caso di fallimento e in assenza di una clausola risolutiva, laccordo di ristrutturazione dovrebbe continuare ad
avere efficacia conferendo al curatore le potest di subentrarvi o di sciogliersi.

15. Funzione solutoria


A grandi linee, possibile individuare due modalit di risanamento:

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una interna allimpresa, mediante la predisposizione di un piano strategico, in forza del quale vengono
posti in essere iniziative e correttivi gestionali, finalizzati a reperire nuove risorse finanziarie o a
rendere pi efficiente il sistema produttivo e, di conseguenza, pi competitivi i prodotti da immettere
sul mercato;

una esterna allimpresa, con lausilio e la disponibilit di terze economie, che si concretizza in un
accordo privatistico con i creditori.

E ci potr avvenire tramite:


-

rinunzie di crediti, dilazioni di pagamenti, abbattimenti di interessi, emissione di titoli di debito con
effetti novativi, conversioni di crediti in quote di capitale;

la continuazione dellattivit da parte dellimprenditore o di un terzo con limmissione di nuova finanza,


la concessione di garanzie, lespletamento di operazioni straordinarie (scorporo di rami di azienda,
fusioni, liquidazioni), la cessione di cespiti e di altre attivit.

La dottrina prevalente afferma che per regolare pagamento si debba intendere il regolare pagamento nei termini
contrattuali previsti, anche se dovesse avvenire con mezzi non normali di pagamento, come con la cessione di
crediti e le dismissioni dei cespiti aziendali.
Resta inteso che il fine dellaccordo di ripristinare la solvibilit dellimpresa rispetto ai creditori, sia quelli che
aderiscono, sia quelli rimasti estranei allaccordo, ma ci potr avvenire sia nella prospettiva del risanamento
dellimpresa che in quella di una sua liquidazione.

Effetti fiscali per il debitore


Dallaccordo di ristrutturazione possono emergere delle plusvalenze, scaturenti della cessione ai creditori di beni a
un valore superiore a quello fiscale, oppure delle sopravvenienze attive, per leffetto della concordata rinuncia
parziale dei debiti da parte dei creditori aderenti allaccordo.
Trattasi, queste, di componenti economiche straordinarie interamente assoggettabili alle imposte dirette (IRE
IRES IRAP), in quanto allo stato non trovano automatica applicazione le disposizioni di non imponibilit,
applicabili in materia concordataria dagli artt. 86, V c., e 88, VII c., del T.U.I.R., stante la natura autonoma
dellistituto in esame. A tale conclusione pervenuta anche lAgenzia delle Entrate con Risoluzione 6 marzo 2006.
Appare, perci, necessario che sul punto intervenga il legislatore con una opportuna modifica normativa che renda
fiscalmente assimilabile laccordo di ristrutturazione dei debiti alle procedure concorsuali.

Effetti fiscali per il creditore


La deducibilit delle perdite su crediti emerse da procedure concorsuali regolata dallart. 101 5 comma del TUIR.
Gli accordi di ristrutturazione, per levidente incapacit di coordinamento del legislatore , non sono ricompresi tra le
procedure previste dalla norma fiscale.
Tuttavia, laccordo stipulato tra debitore e creditori rappresenta per il creditore una rinuncia definitiva al credito,
configurando la perdita come certa e precisa.
Ne consegue che laccordo dovrebbe, quindi, essere opponibile agli uffici finanziari sia sotto il profilo della
deducibilit della perdita su crediti sia sotto il profilo della possibilit di emettere la nota di variazione IVA prevista
dallart. 26 del DPR 633/72, sempre che laccordo sia omologato entro lanno dalleffettuazione delloperazione
(mancando la definizione di procedura concorsuale).

16. Compatibilit con strumenti di rinegoziazione dei debiti


Al fine di continuare lattivit dimpresa opera che diventerebbe ardua qualora il capitale investito venisse
significativamente ridotto, o addirittura azzerato, per pagare subito i creditori, senza prevederne la sua
ricostituzione, quanto meno nella parte circolante - si potr inserire nellaccordo la conversione dei debiti in quote di
capitale o in obbligazioni convertibili in quote di capitale. Laccordo potr prevedere altres la dilazione dei debiti; la
rinuncia dei creditori agli interessi o a parte del credito vantato; lemissione di obbligazioni ordinarie e di altri titoli di
debito; la stipulazione di contratti di associazione in partecipazione; lattribuzione di strumenti finanziari
partecipativi; la cessione di cespiti e di altri immobilizzi, di crediti, di diritti e di altre utilit.
Potranno essere altres inserite convenzioni, caratterizzate dallerogazione da parte dei creditori di nuova finanza,
in danaro o altre attivit circolanti, e subordinate al rispetto di determinate condizioni, quali: il cambiamento della
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governance; il cambiamento della propriet dellimpresa; la concessione di garanzie reali e personali; la


stipulazione di patti di sindacato di voto; il riconoscimento di poteri di controllo e di ispezione degli atti e dei
documenti amministrativi, compresa la contabilit generale.
Va da s che laccesso al credito di funzionamento da parte di banche e fornitori costituisce il pi delle volte la
condizione necessaria per consentire a unimpresa di risolvere lo stato crisi in cui si venuta a trovare. Il non aver
sancito nella riforma la prededucibilit - in caso di fallimento successivo dei crediti sorti durante la ristrutturazione
non incentiva certamente lerogazione di nuova finanza e frena fortemente il sistema.

17. Requisiti del professionista


La relazione di attuabilit dellaccordo di ristrutturazione presentata dal debitore, per cui si pu presumere che
siano le parti congiuntamente a scegliere lesperto, o come accade solo il debitore, ed allora plausibile che questi
svolga un ruolo attivo prima che si addivenga allaccordo, dando indicazioni e suggerimenti al debitore e ai creditori
proprio su quelle che potranno essere le modalit e il contenuto dellaccordo idonei a ottenere lomologazione da
parte del Tribunale.
Lesperto diventa cos il vero protagonista della procedura e quindi colui dalle cui capacit potrebbe dipendere il
buon esito dellaccordo, con la conseguente necessit che il soggetto sia dotato di quei requisiti di professionalit
di certo rinvenibili tra gli iscritti allalbo dei dottori commercialisti o allalbo degli avvocati.
Il Tribunale in sede di omologa dellaccordo, oltre a verificare la ricorrenza dei requisiti soggettivi e formali relativi
alla completezza della documentazione e alla presenza delladesione della maggioranza qualificata dei creditori,
potr e dovr verificare criticamente la valutazione espressa dallesperto in ordine allattuabilit dellaccordo e alla
sua specifica idoneit ad assicurare il pagamento regolare dei creditori estranei. In tal senso si ripropongono tutte
le questioni di analogo contenuto rilevabili in ordine ai poteri di controllo del Tribunale posti dalla nuova procedura
di concordato.
Circa la responsabilit del professionista, esclusa lapplicazione degli artt. 64 c.p.c. e 373 c.p., norme riservate agli
ausiliari dellautorit giudiziaria, essa potr essere individuata allinterno delle previsioni dellart. 2403 c.c.

18. Calcolo delle maggioranze


Affinch si possa ottenere lomologazione, necessario venga raggiunto il quorum minimo del 60%. La
maggioranza deve essere computata per somme e non per teste, facendo pertanto riferimento allimporto dei
crediti di cui sono titolari i creditori anche privilegiati - che vi aderiscono e non al numero dei creditori che siglano
laccordo, potendo essere questatto firmato anche da un solo creditore, purch risulti essere titolare di un credito
pari al sessanta per cento di tutti i debiti dellimpresa, chirografari e privilegiati.
Per ottenere lomologazione occorre, inoltre, che laccordo sia strutturato in maniera tale da assicurare il regolare
pagamento dei creditori rimasti estranei allaccordo. Ci non significa che nellaccordo dovr attestarsi lavvenuto
pagamento dei creditori estranei: si potr anche far riferimento solo alle modalit di pagamento, a come e quando
reperire il danaro o le altre risorse necessari, alle garanzie che si intende idoneamente fornire.
Il calcolo del 60% dei crediti va riferito temporalmente al momento in cui lesperto redige la relazione di attuabilit,
la quale comporta, come evidente, un aggiornamento dei dati fornitogli dal debitore.

a) Debiti disconosciuti o contestati


La sorte di questi debiti non chiara. Con tutta probabilit, attesa la disciplina dellart,. 182 bis che fa salve le
intese privatisticamente raggiunte tra debitore e creditori, il creditore che veda contestato il suo credito ha solo la
possibilit di opporsi allomologa. Rimane per da decidere come avvenga, in questi casi, il calcolo delle
maggioranze.
Se la proposta di accordo si fonda su una situazione patrimoniale che prudenzialmente tiene conto, tramite appositi
accantonamenti dei rischi potenziali relativi a debiti disconosciuti o contestati, appare corretto eseguire il calcolo
delle maggioranze escludendo tali debiti.

b) Soci finanziatori - postergazioni


Gli articoli 2467 e 2497 cod. civ. sembrano interferire con la disciplina concorsuale; dalle pronunce sinora
pubblicate emerge, infatti, una variet di soluzioni: per un verso, alcuni tribunali escludono che il credito dei soci
possa essere in qualche modo soddisfatto in assenza dellintegrale pagamento degli altri creditori, per latro verso,
altri tribunali ritengono che tali crediti ancorch postergati possano votare e possano essere in parte soddisfatti
anche in assenza del pagamento integrale degli altri creditori.
La seconda tesi appare pi condivisibile anche considerando la formulazione ampia dellart. 182 bis il cui scopo
trovare soluzioni alla crisi dimpresa. Inoltre se si consideri che listituto di cui allart. 182 bis l. fall. non solo non
imponga il rispetto della par condicio creditorum, ma quasi ne presupponga proprio la deroga, e poich il debitore
pu raggiungere un accordo diverso con ciascuno dei creditori, indipendentemente dalla qualificazione che si abbia
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di tali accordi, ci che rileva la volont del creditore di ricevere un pagamento con determinate modalit nella
consapevolezza che quella manifestazione di volont destinata a inserirsi in un pi ampio accordo di cui il
debitore chieder lomologazione.
Certo laccordo di ristrutturazione non pu avere il fine e neppure leffetto di salvaguardare i soci dallobbligo di
restituzione di cui allart. 2467 cod. civ., poich esso contempla una fattispecie non assimilabile alla revocatoria
esentata dallart. 67 3 comma lettera e).

19. Attuabilit dellaccordo


Come gi riferito, la norma non impone allesperto di certificare la veridicit dei dati aziendali, che, al contrario,
caratterizza il piano di cui allart. 161 l.f..
Da un punto di vista sostanziale viene, per, da domandarsi come lesperto possa procedere alla stima delle
probabilit che il piano abbia successo se non parte da dati affidabili. Sotto questo profilo risulta maggiormente
accentuata la rilevanza della figura dellesperto che, in presenza di obblighi meno rigidi, ha una funzione pi
determinante. I creditori del concordato preventivo sanno che le attestazioni fornite dal soggetto terzo di cui allart.
161 l.f. saranno verificate dal commissario; i creditori dellaccordo, invece, fondano la loro decisione solo sui dati
forniti dal debitore e sulle dichiarazioni dellesperto (scelto dal debitore).
Con riferimento alle dichiarazioni che lesperto deve rendere, appare evidente come il termine attuabilit dellart.
182 bis sia di analogo significato del termine fattibilit del concordato.
Il professionista chiamato a predisporre la relazione dovr dichiarare che, sulla base dei dati in suo possesso (che
dovranno essere dettagliatamente esplicitati) le risorse a disposizione del debitore sono sufficienti a consentire
lintegrale esecuzione dellaccordo, nonch il regolare pagamento dei creditori estranei.
Nel far questo, lesperto deve segnalare tutti gli aspetti di criticit che ritiene utili con particolare attenzione alla
completezza delle informazioni che gli sono state fornite.

20. Regolare pagamento dei creditori estranei


Il regolare pagamento dei creditori estranei uno dei requisiti di omologabilit dellaccordo.
Lobbligo del pagamento regolare per i creditori estranei, e quindi lassenza di qualsiasi vincolo per loro
dellaccordo, comporta, infatti, una serie di conseguenze, che vanno al di l del problema relativo al significato
della formula legislativa assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei.
Gli interpreti, che finora si sono occupati della norma, propendono per intendere la formula nel senso di pagamento
effettuato per intero e alla normale scadenza, poich laccordo con i creditori aderenti avrebbe anche lo scopo di
liberare risorse finanziarie idonee a estinguere le passivit nei confronti degli estranei.
Il pagamento integrale e alle scadenze la tesi maggioritaria sia in dottrina che in giurisprudenza, mentre si
affacciata una tesi opposta che interpreta la locuzione regolare non come integrale e puntuale ma secondo le
regole del concorso, ovvero secondo le modalit accettate dalla maggioranza dei creditori.
Non vi dubbio che questa seconda tesi mette in luce quella che la problematica che pu determinare il
successo o linsuccesso della procedura.
Per la tesi maggioritaria, lefficacia dellaccordo ex art. 182 bis non pu dunque estendersi al di l della cerchia
delle parti che lhanno sottoscritto. Al contempo non prevista alcuna protezione, n sospensione, del patrimonio
del debitore nei confronti delle azioni esecutive o delle istanze di fallimento avanzate dai creditori non aderenti, con
la conseguenza che limprenditore si trover comunque sempre esposto allaggressione esecutiva dei creditori
estranei. La mancanza di unefficacia preclusiva, o quanto meno sospensiva di azioni esecutive sul patrimonio del
debitore, nel periodo che corre tra il deposito dellaccordo e la sua omologazione, rappresenta un grave limite
allefficacia operativa della fattispecie, poich la valutazione dellaccordo e della sua attuabilit, sia mediante la
sicurezza del pagamento integrale e regolare dei creditori estranei, sia mediante la soddisfazione di quelli aderenti
attuata con la ristrutturazione delle loro pretese, dovrebbe avere proprio il valore e la funzione di rimuovere le
cause della crisi o dellinsolvenza. In assenza di unesplicita previsione in tal senso infatti rimane la libert per i
creditori estranei allaccordo di chiedere il fallimento dellimprenditore che ha proposto laccordo, anche quando
in corso il procedimento di omologazione, ovvero in corso di esecuzione dellaccordo medesimo. Tale libert, in
caso di successivo fallimento, tuttavia, diversamente dai creditori aderenti, non li sottrae dal rischio revocatorio per
i pagamenti ricevuti e per gli atti posti in essere nel periodo anteriore alla dichiarazione di fallimento, dato che il cd.
ombrello giudiziario, di cui agli artt. 67, lett. e) e 182 bis, non li ripara.
Di fronte la prevalere, almeno per il momento, della prima tesi nella prassi i debitori sono costretti a vincolare gli
effetti dellaccordo a una percentuale di aderenti ben superiore al 60%, introducendo contrattualmente un surrogato
del concorso.
Per i creditori estranei invece lunico effetto quello di rimanere liberi di agire per limmediata realizzazione del
proprio credito, ma rischiando cos, come per il passato, la falcidia revocatoria o il concorso in bancarotta.
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21. La posizione dei creditori estranei: diritti e aspettative


Come appena visto, la norma ha lasciato insoluto il problema dei creditori estranei, rispetto ai quali non ha voluto
prevedere lobbligatoriet dellaccordo o, in alternativa, la regola del cram down, per effetto della quale, come per il
concordato preventivo, lomologazione comunque concessa laddove si verifichi che i creditori dissenzienti
potranno essere soddisfatti in misura non inferiore alle altre alternative concretamente praticabili. Inoltre, in caso di
fallimento successivo del debitore, il Legislatore non ha previsto il trattamento preferenziale della prededucibilit
dei crediti a favore dei creditori per i nuovi crediti accordati in funzione dellattuazione del tentativo di composizione
negoziale della crisi.
Se viene lasciata ai creditori estranei la facolt di poter autonomamente incardinare azioni esecutive nei confronti
del debitore, la possibilit di successo dellaccordo, finalizzato al superamento dello stato di crisi o, comunque, alla
sua solvibilit, si riduce significativamente.
Ora i creditori estranei potranno proseguire nelleventuale esercizio di azioni esecutive, senza che il deposito
dellaccordo e la sua pubblicazione nel registro delle imprese possa svolgere efficacia interruttiva di dette
procedure esecutive.
Pertanto lefficacia dellaccordo si esplica dalla sua pubblicazione solo nei confronti dei creditori che hanno aderito i
quali non potranno pertanto proseguire nelle loro pretese di merito ed esecutive.

22. Crediti bancari: effetti dellaccordo sulle garanzie esistenti


I diritti dei creditori verso i soggetti fideiussori del debitore o coobbligati non sono intaccati dallomologazione
dellaccordo; e ci perch sopravvive lapplicazione dellart. 184 l.f. che non stato oggetto di modifiche a seguito
della riforma fallimentare.
Infatti, in deroga al sistema previsto dallart. 1301 c.c., il provvedimento giudiziale, lomologazione, che estingue la
percentuale di credito eccedente la percentuale offerta nellaccordo estraneo alle vicende dei condebitori e
garanti.
Assai difficilmente il mondo bancario rinuncer a soddisfarsi nei confronti dei fideiussori del debitore e, se del caso,
tale rinuncia dovr essere esplicitamente previsto e oggetto dellaccordo.

Bibliografia
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