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Ogni colore che noi vediamo nasce dallinfluenza del suo vicino.

Sono costretto a continue trasformazioni, perch tutto cresce e rinverdisce. A forza di trasformazioni, ioseguo la
natura senza fiume che scende, risale, un giorno verde, poi giallo,
oggi pomeriggio asciutto e domani sar un torrente.

L'impressionismo

Bal au Moulin de la Galette

L'impressionismo pu essere considerata la prima corrente


artistica moderna nella pittura; nata a Parigi nel 1860 circa,
dura 20 anni la sua influenza si diffuse per tutta l'Europa ed
eventualmente anche negli Stati Uniti.
un movimento che deriva direttamente dal realismo, in
quanto come questo si interessa soprattutto alla
rappresentazione della realt quotidiana. A differenza del
realismo per esso non si impegna ideologicamente o
politicamente, non tocca i problemi ma solo i lati gradevoli
della societ del tempo.
Con la rivoluzione industriale del 1700 ci furono progressive
trasformazioni. Con la nascita dell'industria (quindi della
fabbrica e dei cantieri industriali) ci fu anche un
Pierre-Auguste Renoir (1876)
cambiamento della citt, tanto nella sua topografia con la
nascita delle 'boulevard' create dal prefetto Georges Eugne
Il dipinto ritrae la spenseratezza e il gusto
Haussmann - quanto nella sua configurazione sociale; emerse
della Belle poque
infatti in questo periodo una nuova borghesia rappresentata
nei dipinti del tempo.
Nasce in contrapposizione all'arte accademica dell'epoca sfidando la critica con opere apparentemente incomplete e
spesso realizzate in poche ore. Gli impressionisti, allontanandosi dal 'bello finito' a cui molti artisti del tempo
aspirarono, al contrario miravano alla cattura del momento, dell'effetto sensoriale della scena dell'impressione che gli
oggetti davano all'occhio in un attimo fuggente. Per ottenere questo effetto, molti artisti impressionisti spostarono lo
studio nelle strade e nelle campagne, dipingendo en plein air (all'aria aperta). Gli artisti abbandonano lo studio chiuso
per dipingere la realt dal vivo, cogliendo cos l'infinita variet delle sfumature che compongono i colori. Questo nuovo
approccio alla pittura reso possibile anche grazie all'invenzione del cavalletto da campagna e dei colori in tubetto
pi pratici da usare negli spostamenti e pi immediati, visto che non costringono l'artista a mescolare i pigmenti per
formare i colori.

Le djeuner sur l'herbe


douard Manet (1862-1863)
Questo quadro, pur rispettando i
dettami classici, propone delle
novit: progressivo annullamento di
chiaro-scuro e mezze tinte, forti
contrasti di toni chiari accostati a
toni scuri, larghe e piatte campiture
di colore a definire le figure, mentre
sullo sfondo la vegetazione
descritta con pennellate veloci e
libere, che rendono la trasparenza
dell'atmosfera. La luce, specialmente
in quest'opera, non per ancora
quella vera del plein air, non
reale, non realmente vista
dall'artista
Il dipinto venne esposto al Salon des Refuss nel 1863, dopo essere stato rifiutato al Salon ufficiale,
provocando uno scandalo. Numerosi critici considerarono l'opera volgare, trattandosi di nudi femminili in
libert in compagnia di giovanotti borghesi. Ma non fu solo il soggetto a sollevare lo sdegno degli
osservatori: anche la modernit nello stile, dal punto di vista cromatico e compositivo, venne aspramente
criticata a Manet.

Le nuove tecniche
Les Coquelicots

Il rinnovamento della tecnica pittorica,


iniziata da Manet, parte proprio dalla scelta
di rappresentare solo la realt sensibile. Il
meccanismo della visione umana in quegli
anni divenne sempre pi chiaro e si cap
meglio il procedimento ottico di percezione
dei colori e della luce. Locchio umano ha
recettori sensibili soprattutto a tre colori: il
rosso, il verde e il blu. La diversa
stimolazione di questi tre recettori producono
nellocchio la visione dei diversi colori. Una
stimolazione simultanea di tutti e tre i
recettori, mediante tre luci pure (rossa, verde
e blu), d la luce bianca. Questo meccanismo
quello che viene definito sintesi additiva.

Claude Monet (1873)


Invece, sovrapponendo pi colori, si ottiene, la progressiva soppressione di varie colorazioni, fino a giungere al nero. In
questo caso si ottiene quella che viene definita sintesi sottrattiva.
I colori posti su una tela agiscono sempre operando una sintesi sottrattiva: pi i colori si mischiano e si sovrappongono,
meno luce riflette il quadro. Lintento degli impressionisti proprio evitare al minimo la perdita di luce riflessa, cos da
dare alle loro tele la stessa intensit visiva che si ottiene da una percezione diretta della realt, quindi i colori non sono
pi mescolati sulla tela ma vengono semplicemente accostati, dando vita a spettacolari contrapposizioni cromatiche e a
immagini non chiaramente definite, quasi sfocate.
Gli impressionisti non diluiscono i colori per realizzare il chiaro-scuro, che difatti nelle loro tele del tutto assente; per
esaltare la sensazione luminosa accostano colori complementari; non usano mai il nero e infatti colorano anche le
ombre.

Gli esponenti
Alcuni dei migliori artisti impressionisti furono douard Manet, Camille
Pissarro, Edgar Degas, Alfred Sisley, Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir.
Manet influenz la diffusione dell'impressionismo, dipinse oggetti della vita
quotidiana. Pissaro e Sisley dipinsero le campagne francesi e le scene sui
fiumi.
Degas prefer dipingere ballerine di danza classica e le corse dei
cavalliDegas infatti dipinge essenzialmente ambienti chiusi, ripresi da
angolazioni insolite con pennellate rapide e sciolte. Osservando le opere di
Degas si ha limpressione che siano testimonianze fedeli della realt: in
realt Degas ritraeva le modelle singolarmente nel suo atelier, per poi unire
questi soggetti nellopera conclusa.
Monet prendeva in considerazione anche i pi piccoli cambiamenti che
si verificavano nell'ambiente. La filosofia che anima la pittura di Monet:
quella di ritrarre la natura cos com, sempre in mutamento; per cui
anche ritrarre sempre lo stesso soggetto non significa riprodurre lo stesso
dipinto in quanto luce, vento e ombre restituiscono agli occhi dellartista
un soggetto sempre nuovo.

La Classe de danse

Mentre l'arte di Renoir si pu descrivere con una sua citazione:


Per me, un dipinto deve essere una cosa amabile, allegra e bella,
s, bella. Ci sono gi abbastanza cose noiose nella vita senza che ci
si metta a fabbricarne altre. So bene che difficile far ammettere
che un dipinto possa appartenere alla grandissima pittura pur
rimanendo allegro. La gente che ride non viene mai presa sul
serio.
Edgar Degas (1873-1875)

Les Nymphas (Claude Monet)

Monet pass gli ultimi anni della sua vita, dopo la morte della moglie e del figlio, dipingendo le ninfee nel laghetto del
suo giardino a Givenrny, che lo port a a creare un ciclo di circa 250 dipinti nominato Le ninfee a partire dal 1899.
Il giardino, negli ultimi ventisette anni della sua vita, divenne il suo studio. Continu a dipingere anche quando la
cataratta lo rese quasi cieco, concentrato a ritrarre le ninfee galleggianti sulla superficie del laghetto, diventando il
motivo principale dei suoi ultimi dipinti. Riempiendo la tela, il laghetto diviene un mondo a parte, ispirando un senso di
immersione nella natura. Spesso cadendo nell'astrazione, le ninfee di Monet sono il culmine della sua passione per la
luce e i cambiamenti continui di essa nell'ambiente naturale.
di certo il lavoro che pi di tutti racchiude la costanza, lo studio e la tecnica di Monet.
Le opere sono perlopi lunghi pannelli privi di alcuna linea orizzontale, privi di alcun terreno su cui poggiare o di alcun
orizzonte da cercare, lasciando gli osservatori immersi nella superficie di un laghetto quasi appartenente a un altro
mondo.

Aux courses en province (Edgar Degas)


Alla fine del 1860 Degas dipinse una famiglia alle
corse in una scena che disse influenzata dallo studio
delle foto inglesi.
Non solo un paesaggio ma anche una scena di
quotidianit e pi di tutto un ritratto di famiglia. Il
conducente un amico di Degas, mostrato con la
moglie, una balia, e sul grembo della balia il figlio
della coppia.
Nel dipinto le corse dei cavalli giocano un ruolo
minore nella composizione, e il fulcro della
composizione il bambino stesso, oggetto
dell'attenzione dei personaggi (e addirittura del cane).
Non c' nemmeno una gran attenzione alla
prospettiva, vi solo una distesa verde e piana di cui
non possiamo comprendere la profondit.

Eugeniu Miron; Francesco Coccorese; Pierfrancesco Fago