Sei sulla pagina 1di 16

LA PERSISTENTE ATTUALIT DEL DUALISMO EPISTEMOLOGICO TRA SCIENZE SOCIALI E

SCIENZE NATURALI E LA SUA INTERNALIZZAZIONE NELLA SCIENZA SOCIOLOGICA


Author(s): ITALO VACCARINI
Source: Studi di Sociologia, Anno 41, Fasc. 3 (Luglio-Settembre 2003), pp. 371-385
Published by: Vita e Pensiero Pubblicazioni dellUniversit Cattolica del Sacro Cuore
Stable URL: http://www.jstor.org/stable/23005049
Accessed: 25-10-2016 15:15 UTC
JSTOR is a not-for-profit service that helps scholars, researchers, and students discover, use, and build upon a wide range of content in a trusted
digital archive. We use information technology and tools to increase productivity and facilitate new forms of scholarship. For more information about
JSTOR, please contact support@jstor.org.

Your use of the JSTOR archive indicates your acceptance of the Terms & Conditions of Use, available at
http://about.jstor.org/terms

Vita e Pensiero Pubblicazioni dellUniversit Cattolica del Sacro Cuore is collaborating with
JSTOR to digitize, preserve and extend access to Studi di Sociologia

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms

LA PERSISTENTE ATTUALITA DEL DUALISMO EPISTEMOLOGICO


TRA SCIENZE SOCIALI E SCIENZE NATURALI

E LA SUA INTERNALIZZAZIONE NELLA SCIENZA SOCIOLOGICA

II presente articolo fa il punto su questioni epistemologiche fondamentali

sumendo come orizzonte di riferimento tre opere di logica delle scienze so

e specificamente della sociologia: Logica delle scienze sociali di Habermas, Log


teoretica della sociologia di Alexander e II posto del disordine di Boudon. Tut

tre queste opere trattano profili generali di epistemologia sociologica, e ciasc

di esse affronta queste tematiche da una prospettiva differenziata e complem


tare alle altre due. All'interno di questo contesto teorico delineero alcune ind

zioni personali, traendo ispirazione specificamente dalla menzionata oper


Alexander.

I - LOGICA DELLE SCIENZE SOCIALI DI HABERMAS:

L'INCOMPONIBILITA DEL DUALISMO TRA RICERCA TEORICA E RICERCA EM


ED IL CONSEGUENTE IMPERATIVO DELLA RISTORICIZZAZIONE
DELLA SOCIOLOGIA IN CHIAVE WEBERIANA

Logica delle scienze sociali di Habermas si presenta come un tribut

stemologia sociologica di Max Weber: a circa sessant'anni di distan


epistemoligici weberiani - il saggio di Habermas risale al 1967 - i suoi

cardinali (ancorche non necessariamente le sue specifiche formulazion


lazioni) hanno palesato una tenuta. Infatti quei principi ed il relativo

teorico di riferimento, a) da un lato hanno retto alle sfide ad essa po

approcci epistemologici concorrenti (quello empirico-analitico delle


me di comportamentismo e neocomportamentismo sociale, quello

analitico culminato, in sociologia, nel funzionalismo, e quello fenome


dell'analisi del mondo della vita); e b) dall'altro lato si sono dimostrati i

con altri approcci sviluppati nel corso del Novecento: innanzitutto l'erm

e poi l'epistemologia storica anglosassone e la linguistica anglosassone.

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms

372

ITALO VACCARINI

Dire che l'epistemologia weberiana ha retto alle sfide della sociologia, e


in genere delle scienze sociali, durante il Novecento, significa in concreto a
che il dualismo tra scienze sociali e scienze naturali messo a tema dal Metho

streit di fine Ottocento tra neoidealisti (Dilthey) e neokantiani (Rickert)


smo che Weber ha risolto in modo paradossale, in quanto lo ha ricondotto
ad una prospettiva epistemologica unitaria, ma al prezzo di una incorporazi

quel dualismo all'interno della sua prospettiva epistemologica campeg

tora nel nucleo centrale della logica delle scienze sociali e peculiarmente
sociologia. Richiamo i termini essenziali delle argomentazioni di Habermas
dole precedere da alcune mie puntualizzazioni introduttive, che supportan
argomentazioni.

1.1. Introduzione alle argomentazioni habermasiane: indicatori ed impu


congetturali del dualismo tra ricerca teorica e ricerca empirica

Consideriamo tre aspetti dell'epistemologia weberiana: 1) l'incorpor


summenzionata del dualismo di scienze sociali e scienze naturali come trat
lificante della dottrina epistemologica weberiana (dualismo tra: a. scienze
ral^ intese come scienze dei significati soggettivi delle azioni, delle motiv
delle azioni che sono comprensibili mediante interpretazione, e dei valor
finibili come unita o configurazioni culturali individualizzate, che orientan
getti agenti; b. scienze naturali come scienze di fatti spiegabili in forma d
mediante verifica sperimentale); 2) il netto sbilanciamento dell'attenzione
problematizzazione teorica verso le dimensioni epistemologiche metaempir
proprie della cultura (significati soggettivi, valori, comprensione, interp
ne) a scapito delle dimensioni epistemologiche empiriche proprie della na
3) lo sbocco ed il profilo storicista dell'epistemologia e, per conseguenza, d

sociologia sostanziale che caratterizza la posizione weberiana ed e il cuo


suo individualismo metodologico.

Ebbene, tutti e tre i suddetti aspetti dell'epistemologia weberiana trov

quotidiana e pervasiva conferma nella prassi sociologica, come attestan

guenti evidenze, relative all'eterogeneita de facto tra ricerca teorica e ricer

pirica; eterogeneita che i sociologi sono riluttanti a tematizzare, e talvolta p


ad ammettere esplicitamente, perche sono imbarazzanti. Innanzitutto e no

le opere che compongono il corpus della tradizione teorica - con la straord


eccezione di II suicidio di Durkheim, Tunica opera che costituisce una piet
liare tanto della storia della teoria quanto della storia della ricerca empiric

ciologia sono povere di riferimenti, e persino di autentico interesse, p

aspetti di metodologia della ricerca (la aspirazione delle teorie di medio r


e del modello funzionalista empiricheggiante di Merton, nell'ambito della
te funzionalista, nonche dell'etnometodologia di Garfinkel nell'ambito del
rente fenomenologica, a colmare il gap tra i due livelli di ricerca, teorico e

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms

DUALISMO EPISTEMOLOGICO NELLE SCIENZE SOCIALI

373

rico, hanno una portata circoscritta oppure una fondatezza controversa


der 1982: 11-15). Di conseguenza, e piu in genere, con particolare riferim
sociologia, la storia della teoria e la storia della ricerca empirica si sono s
nel corso quasi bicentenario della loro esistenza, lungo due traiettorie pa
stanzialmente indipendenti. Cio e attestato drammaticamente da due ci

a) La vasta influenza del pensiero filosofico sulla teoria sociologica fluenza documentata sia dall'incidenza di modelli filosofici come il criticismo
kantiano e la fenomenologia husserliana sulla genesi delle maggiori correnti teo
riche della sociologia novecentesca (Vaccarini 1982) nonche dagli interscambi tra
protoesistenzialismo weberiano, esistenzialismo heideggeriano, sociologia feno
menologica ed orizzonte fenomenologico della sociologia contemporanea domi
nante, sia dal tipo specifico di logica del concetto che egemonizza il pensiero so

ciologico - trattasi della logica di tipo intensionale, che qualifica il pensiero


filosofico, diversamente dal pensiero scientifico, nel quale si contemperano logica
intensionale e logica estensionale.

b) La pratica assenza di un condizionamento dei risultati della ricerca empi


rica sul corso del pensiero sociologico: mi limito ad un'esemplificazione tra le
mille disponibili: La democrazia in America di Tocqueville continua fondatamente

ad essere considerato un capolavoro della letteratura sociologica, in particolare

per un'efficacia di penetrazione e descrizione della mentalita collettiva degli


USA, che e riconosciuta a tutt'oggi insuperata (cfr. Bellah 1985: 296). Ebbene,
questa reputazione del capolavoro tocquevilliano non e scalfita dall'assenza di
una ricerca empirica condotta sulla base di un'apposita metodologia, e cio impli
ca il presupposto tacito che una siffatta ricerca, ancorche owiamente utilissima
per una conoscenza dettagliata e localizzata della societa e della cultura america
ne, sarebbe stata, nondimeno, presumibilmente ininfluente rispetto alia sostanza
delle acquisizioni descrittive e interpretative della societa e della cultura america
ne complessivamente considerate, che sono state maturate da Tocqueville.

Orbene, l'assenza di qualsivoglia sostanziale condizionamento esercitato,


nell'ambito della sociologia, dalla storia della ricerca empirica sulla storia della
ricerca teorica, appare in stridente contrasto con la storia delle scienze esatte.
E infatti la differenza, dal punto di vista della forma, tra la storia delle scienze
naturali e la storia delle scienze sociali, e piu specificamente lo scarto tra il rigore,
10 spessore e la complessita conoscitiva delle prime rispetto alle seconde, conti
nua ad apparire impressionante: e impossibile infatti rappresentare la storia del
pensiero sociologico secondo lo schema paradigma-applicazione del paradigma
in programmi di ricerca-comparsa di anomalie-accumulo di anomalie-mutamen
to rivoluzionario di paradigma elaborato da Kuhn per interpretare la storia del
pensiero scientifico nelle scienze naturali (Alexander dimostra di non essere pie
namente consapevole di questo scarto strutturale tra storia delle scienze della na
tura e storia della scienza sociologica, allorche trasferisce in modo aproblematico
11 concetto epistemologico multidimensionale di paradigma, formulato da Kuhn

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms

374

ITALO VACCARINI

nel suo famoso saggio sulle rivoluzioni dei paradigmi nella scienza, dall'am
delle scienze esatte all'ambito di una scienza emblematicamente inesatta co

me la sociologia).
Ritengo plausibile avanzare una congettura esplicativa, ubicata al punto di
giuntura tra prospettiva di antropologia filosofica e prospettiva sociologica, del
l'eterogeneita di fatto tra ricerca teorica e ricerca empirica in sociologia (per li
mitarci a questa disciplina), teste illustrata, e specificamente della gravitazione
dell'interesse e della problematica teorici sulle dimensioni teoriche. La suddetta
eterogeneita ha un fondamento metasociologico: oggetto della sociologia sono le
azioni umane, cioe la condotta di un soggetto che si qualifica sulla base della
mente anziche deH'organismo, e che pertanto ha il carattere di animale simbo
lico (Cassirer 1961) e possiede una plasticita culturale illimitata (Gehlen
1983; Mead 1966). Codesto fondamento ed inquadramento antropologico pre
clude la possibility di spiegare il comportamento umano fondamentalmente me
diante leggi universali, e pertanto in modo deterministico. Ora, codeste conside
razioni ci dispongono a riconoscere la validita dell'opzione storicista che qualifica
congiuntamente l'epistemologia e la sociologia sostanziale di Weber, e specifica
mente ad apprezzare il nucleo della sua epistemologia, che e costituito dal cosid
detto individualismo metodologico. Com'e noto, tale opzione epistemologica si
appalesa nei seguenti assunti: rifiuto di riconoscere la possibility teorica di una
struttura necessaria della societa, e pertanto inammissibilita di una concezione
della societa come una realta autonoma, sui generis, che ha garantita la sussisten
za indipendentemente dagli individui che la compongono; interpretazione delle
uniformita sociali come realta non gia assolute, bensi condizionate dalla liberta
dei soggetti agenti (cfr. Vaccarini 1998). Ebbene, Habermas in Logica delle scien
ze sociali sposa sotto questo profilo fondamentale lo storicismo sociologico di
Weber: Tutti i concetti della sociologia sono tipi storici, cioe sono concetti sto
ricamente radicati. Non c'e sociologia degna di tal nome che non sia storica
(Habermas 1970: 64).
Ristabiliamo i contatti con il saggio epistemologico di Habermas: come anti
cipato, egli boccia le pretese delle correnti dominanti nelle scienze sociali dei de
cenni centrali del Novecento, di produrre risultati scientifici all'altezza di quelli,
o almeno comparabili a quelli, acquisiti dalle scienze della natura. La ragione di
questo fallimento epistemologico e individuata nella collaudata incapacita di col
mare lo scarto tra livello teorico e livello empirico della ricerca, vale a dire, di
realizzare quella continuita tra quadro categoriale e base di esperienza, che ha

rappresentato la capitale conquista della scienza galileiana in quanto scienza

della natura. Com'e noto la suddetta continuita e fondata sulla matematizzazione


del mondo empirico ed e garantita da categorie caratterizzate dalla operaziona

lizzabilita, vale a dire dalla misurabilita: esse forniscono gli indici che connettono
in ultima analisi il quadro (modelli, proposizioni, concetti) teorico con le situazio

ni osservabili, e si configurano come ipotesi che da un lato sono implicite negli


strumenti di misura e dall'altro lato hanno un rapporto sistematico con la teoria,

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms

DUALISMO EPISTEMOLOGICO NELLE SCIENZE SOCIALI

375

della quale definiscono le condizioni di applicability. II significato prin


suddetto livello epistemologico intermedio e mediatore tra il livello de

ed il livello dell'osservazione e dell'esperimento, che e stato introd


scienza galileiana, e costituito dal fatto che il quadro teorico all'in

quale viene condotta la ricerca viene sottoposto al controllo dalle risult


ricerca stessa. Sono questi momenti di verita che scandiscono la st
scienze della natura e le conferiscono quella potenza di oggettivita inte
che e fonte di frustrazione per gli studiosi delle scienze sociali, affette

da una desolante (da un punto di vista epistemologico) e nel contempo


te (da un punto di vista umanistico) mancanza di dispositivi di saldatur
lo teorico e livello empirico della ricerca, che garantiscano la possibilit
ciare leggi e sistemi di leggi, relativi ad uniformita empiriche.
Eppure, il fallimento costante della pretesa di agganciare lo status e
logico delle scienze esatte non scoraggia la tenacia dei sociologi: Haberm
ziona a tal proposito la lamentela di Lazarsfeld - la personality sociolog
insieme all'amico Merton e, come vedremo, a Boudon, si e dimostrata p
ble al mito scientifico del, ponte tra ricerca teorica e ricerca empiric
logia - che i metodologi non vengono in aiuto degli studiosi delle scien
allorche questi tentano di risolvere i loro problemi di ricerca pratica. C
non si e ancora riusciti a sviluppare una teoria in senso stretto, dal m
che cio di cui attualmente disponiamo sono soltanto delle tecniche di r
una sommatoria di generalizzazioni ad un grado di generalizzazione rela
te basso. Donde la consuetudine sedimentatasi nella ricerca empirica, di
tare strumenti di misura ad hoc senza sapere se le ipotesi a questi implic
no una relazione sistematica, e non una semplice relazione vaga, con le
devono essere controllate per il tramite di queste ricerche.
Soffermiamoci sulla lettura habermasiana dello jato tra ricerca teoric
ca empirica. Esso affetta:

1) le scienze del comportamento empirico-analitiche, le quali sono


te sull'assunto epistemologico che i fatti sociali possono essere compres
gati operazionalmente alio stesso modo dei fatti osservabili, in virtu di
oggettive quali stimolo e reazione, ricompensa e punizione, rinforzo ed
ne. Ora, queste scienze misconoscono che le realta di comportamento so
pre mediate da interpretazioni, che sono per definizione non osservabi
cificamente e illusorio il tentativo di ricondurre il linguaggio al compo
poiche, come dimostra Chomsky, le categorie principali delle scien
co-analitiche perdono al loro chiarezza operazionale allorche vengono a
al comportamento verbale. Habermas (1984: 98) formulera il medesimo
critica epistemologica alle categorie poste da Luhmann a base della sua
ciologica in llluminismo sociologico: le categorie biocibernetiche, che p
una chiarezza operazionale nel loro originario contesto teorico di riferim
teoria biocibernetica dei sistemi - perdono quella chiarezza, e acquistano

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms

376

ITALO VACCARINI

volontaria curvatura metaforica, per di piu povera di virtualita euristich


che vengono generalizzate ed applicate alia tradizione sociologica da Luhm

2) le scienze normativo-analitiche e la fenomenologia sociologica, fon


da Schutz: entrambe adottano, in contrapposizione alle scienze empiricotiche, l'approccio soggettivo della sociologia comprendente di matrice we
na in quanto spiegano l'azione sociale con significati soggettivi, motivazio
ferimenti di valore coincidenti con le interpretazioni della situazione dat
stesso soggetto agente; e tuttavia ritengono di evitare gli esiti storicisti
sizione weberiana - i quali comportano un appannamento della differenzia

tra sociologia e storia e pertanto un indebolimento dell'autonomia del

scenza sociologica - in virtu di un'interpretazione dei suddetti significati c


in termini di regole - vale a dire di prescrizioni di cui viene presunta la

tizzazione in uniformita di comportamento osservabili che garantisce


bility di fondare la sociologia come scienza univocamente generalizzante

Le scienze normativo-analitiche e la sociologia fenomenologica diver


peraltro nella caratterizzazione di quelle prescrizioni. Illustriamo codesta
genza.

2a) Le scienze normativo-analitiche ed emblematicamente, in sociologia,


lo strutturalfunzionalismo, concepiscono kantianamente le suddette prescrizioni
di condotta come massime di azione, vale a dire come norme etiche, che spiegano
le scelte dell'agire come derivate da una legge di liberta - com'e noto Kant con
trappone le leggi della natura appartenenti al campo fenomenico alle massime
dell'agire, che sono oggetto delle scienze nomologiche dello spirito (secondo
una felice espressione habermasiana) - e fondano il regno della liberta. Ma e pro

prio questa qualita a spiegare la debolezza empirica delle scienze normativo


analitiche: dal momento che esse interpretano il comportamento umano sulla
base della condizione di poter essere governato da certe massime, alle quali l'uo
mo puo conformarsi ed anche non conformarsi, le ricerche teoriche proprie del
l'ambito delle scienze normativo-analitiche si configurano come ricerche dei
principi dell'agire possibile. E cio implica quella qualificazione dell'agire come
realta contingente e plurale, e specificamente della liberta dell'agire in termini

di potere, che appartengono alle fondamenta della sociologia weberiana. E so


prattutto, il normativismo delle scienze normativo-analitiche preclude la possi
bility di costruzione del ponte tra ricerca teorica e ricerca empirica poiche le
ipotesi fondamentali delle scienze normativo-analitiche si pongono in rapporto
con un agire idealizzato di pure massime, che come tali non possono essere trat
tate come ipotesi passibili di controllo; sulla loro base nessuna ipotesi di legge
empiricamente rilevante puo venire formulata (Habermas 1970: 74).
2b) La fenomenologia sociologica di matrice schutziana interpreta il norma
tivismo delle scienze normativo-analitiche non gia in termini di regolamenta
zione etica iscritta nella universalita della ragione bensi in termini di regolamen
tazione pragmatica iscritta nella struttura del mondo della vita. Secondo Schutz

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms

DUALISMO EPISTEMOLOGICO NELLE SCIENZE SOCIALI

377

1'oggettivita prestrutturata del mondo della vita e capace di trasform


rienze intersoggettive dell'agire sociale in dati osservabili e misurabi
rapporto intersoggettivo tra io, o noi, e loro e eguale al rapporto tra n
della natura, dal momento che l'ambito oggettuale, gia prestrutturat
mondi culturale e sociale, che afferisce ai comportamenti osservabili
rable dall'ambito dell'intersoggettivita all'interno del quale quell'ambi
tuisce. Questa inseparabilita e espressa dal fatto che i modi di compor
osservati, di natura oggettiva, devono essere interpretati dal soggett
relazione alle aspettative fondate sull'oggettivita di quei modi di comp
A tal proposito, la connessione tra categorie teoriche ed osservazioni
che costituisce la trasposizione della suddetta correlazione tra compon
tiva e componente soggettiva ed intersoggettiva dei fenomeni sociali,
epistemologico e in particolare dell'indagine empirica,

si basa su presunte regole owie che qualunque codificatore o osservatore int


facilmente codificare e decifrare; le procedure (della ricerca) sembrano intu

giuste o ragionevoli perche sono inquadrate nelle assunzioni del mon


quotidiana, cioe nelle assunzioni implicite di senso comune circa l'attore, le
crete e le vedute dell'osservatore sulla vita quotidiana (Habermas 1970: 140).

Secondo Habermas, tuttavia, l'enfasi sulla concretezza dell'esperien


non riesce a surrogare quel ponte tra ricerca teorica e ricerca empiri
struzione del quale la sociologia fenomenologica offre categorie trasc
strutturalmente identiche, ancorche contenutisticamente diverse, all
d'ispirazione kantiana riscontrabili nelle scienze normativo-analitich
to le ricerche orientate dalla sociologia fenomenologica si espongono
sima critica epistemologica che viene rivolta alle scienze normativol'aver lasciato scoperto lo jato tra quadro teorico e ricerca empirica. N
di quelle ricerche,

le operazioni di misura devono adattarsi a posteriori ad una concordanza tra


che si e formata nelPautocomprensione culturale del mondo sociale senza alc
ad una prassi di misurazione (ibid.: 153).

II - IL POSTO DEL DISORDINE DI BOUDON


E LOGICA TEORETICA DELLA SOCIOLOGIA DI ALEXANDER:

DUE COSPICUI TENTATIVI DI RICOMPOSIZIONE DEL DUALISMO


TRA RICERCA TEORICA E RICERCA EMPIRICA

2.1. Introduzione

I due testi di Boudon e di Alexander hanno alcuni punti in comune. Costi


tuiscono intraprese di carattere metateorico, poiche consistono in teorizzazioni

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms

378

ITALO VACCARINI

aventi per oggetto un insieme di teorie: rispettivamente, teorie micro e

relative al mutamento sociale nel caso di Boudon; e alcuni dei maggiori m


teorici che hanno alimentato il canone sociologico e sono suscettibili di es
terpretati come le voci di un discorso teorico relativamente unitario, nel
Alexander. Inoltre entrambi i testi si presentano come la ricostruzione di
gica, cioe di una forma di pensiero che accomuna una varieta di teorie, c
rendo loro una unitarieta, e pertanto un'identita, di natura epistemologic
base di una logica in siffatto modo identificata, Boudon ed Alexander rit
di aver acquisito un metodo di discernimento valutativo delle teorie socio
in circolazione e in tal modo ambiscono a fornire un contributo chiarificatore

dello statuto scientifico della sociologia che si augurano possa mettere ordine
al caos ed alia conseguente scepsi epistemologica che affligge questa disciplina.
Un peculiare motivo di interesse del mio accostamento a queste opere e a
questi autori e costituito dal dualismo tra dimensione astrattamente teorica e di
mensione storica nella stratificazione e nella successione dei modelli teorici che
caratterizza il pensiero sociologico e dalla diversita e nel contempo dalla comple
mentarity delle loro prospettive. II posto del disordine di Boudon mette a fuoco,
con un rigore ed una penetrazione rimasti a tutt'oggi insuperati anche nella stessa
produzione teorica successiva di questo autore, il cruciale problema epistemolo
gico dell'unificazione tra ricerca teorica e ricerca empirica che, come ho estesa
mente illustrato in precedenza, rappresenta il test decisivo della scientificita - nel

l'accezione compiuta del termine, propria delle scienze esatte - della


sociologia. Logica teoretica della sociologia, di Alexander mette invece a fuoco,
anch'essa con un rigore ed una penetrazione che non hanno pari nel pensiero so
ciologico (soltanto Teoria dell'agire comunicativo di Habermas conduce un'intra
presa analoga, e tuttavia questa si presenta piu condizionata da un'ipoteca filoso
fica e meno efficace sul piano ermeneutico) la questione del rapporto tra ricerca
teorica e ricerca empirica. Anticipo le conclusioni della mia analisi comparativa: i
contributi epistemologici di Boudon e di Alexander convalidano, aldila e contro le
intenzioni degli autori, il dualismo tra ricerca teorica e ricerca empirica, in cui Ha
bermas, in Logica delle scienze sociali e, Weber, prima di lui, hanno identificato il
principio strutturale distintivo dell'epistemologia delle scienze sociali e peculiar
mente della sociologia e, nel contempo, il cruciale problema epistemologico di code
ste scienze, che sollecita uno s/orzo di ricomposizione. Cio e attestato dai seguenti
indicatori:

1) Boudon ed Alexander sviluppano due metateorie sostanzialmente etero


genee: la metateoria di Boudon, in quanto verte sulla ricomposizione del duali
smo tra ricerca teorica e ricerca empirica, si colloca - per ricorrere alio schema
del continuum scientifico di Alexander (Logica teoretica della sociologia, v. 1,
pp. 2-4) - ad un livello relativamente piu specificato e meno generalizzato dell'a
nalisi sociologica; invece la metateoria di Alexander, in quanto verte sulla ricom
posizione del dualismo tra dimensione astrattamente teorica e dimensione storica

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms

DUALISMO EPISTEMOLOGICO NELLE SCIENZE SOCIALI

379

del pensiero sociologico, si concentra sui due livelli piu generalizzati


nuum scientifico: le presupposizioni generali ed i modelli;

2) Boudon, come illustrero nel prosieguo, non riesce ad estendere la


della sua sintesi - metaforicamente, ad estendere le campate del suo po
l'ambito della ricerca teorica e l'ambito della ricerca empirica, aldila di
ma di ambiti teorici ed empirici fortemente circoscritti (ancorche tut
irrilevanti);

3) parallelamente Alexander non riesce a fornire una rappresentazio


ficientemente panoramica del suo continuum scientifico poiche il suo
il suo campo di analisi appaiono a loro volta circoscritti ai soli livelli pi
lizzati, come se l'intera problematicita della conoscenza sociologica foss
ta e monopolizzata dai livelli corrispondenti alia sezione del continuum

risponde alia direzione verso l'ambiente metafisico, mentre la se

continuum corrispondente alia direzione verso l'ambiente empirico n


tasse l'onore del riconoscimento di uno status epistemologico problema
somnia, le opposte polarizzazioni nelle quali appaiono risucchiate le a
stemologiche di Boudon e di Alexander confermano il carattere struttur
semplicemente storico-congiunturale, del dualismo tra conoscenza teor
noscenza afferente l'ambito empirico-metodologico. Procedo alia dis
due testi dei sociologi summenzionati.

2.2. Boudon: Il posto del disordine

La specie di teorie del mutamento sociale presa in considerazione


don, si caratterizza per motivazioni dell'agire sociale, aventi natura

mente utilitaria, e come tali suscettibili di conferire all'azione sociale tr

cientemente univoci e trasparenti da supportare 1'aspirazione epistemo


costruire un ponte tra ricerca teorica e ricerca empirica. Invero, Boudo
l'attenzione a quei tipi di conoscenze di uniformita di comportamento
caratterizzate da uno standard elevato di univocita - vale a dire, a quelle
categorie, proposizioni e teorie che sono caratterizzate da precisione te
contenuti concettuali nonche dall'accuratezza descrittiva dei loro refer
rici. II sociologo francese individua quei tipi di conoscenza presso i sett
scienze analitico-normative che fanno riferimento all'agire strategico
proposito 1'elevato standard di univocita della comprensione e della spi
propria del tipo di agire classificabile come strategico - ad esempio, la te
scelta razionale - dipende dal fatto che il senso soggettivo a cui si orien
strategico e definibile univocamente come una massima dell'agire ra
spetto alio scopo, vale a dire come una regola per ottenere valori ottim
tire da grandezze misurabili, o almeno definibili comparativamente. La
univocita che costituisce la prerogativa del principio interpretativo dell'

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms

380

ITALO VACCARINI

tegico si fonda peraltro su un'evidenza di ordine empirico: vale a dire sul


che i concetti interpretati dell'agire strategico - ad esempio, il concetto d
chezza - esprimono esperienze antropologicamente ben radicate e pertanto
versalmente diffuse, di modo che non abbisognano di essere esplicati caso
caso.

Verifichiamo nelle sue principali articolazioni l'approcci


teste delineato, che e designabile come generalizzazione de
II sociologo francese sviluppa un'interpretazione ridutti
logica di Weber, in termini di teoria dell'agire strategico:
versalita del paradigma dell'azione poiche e stato il primo

radigma dell'azione, valido ed accettato da Smith in eco


tutte le scienze sociali (Boudon 1997: 50). Di conseguen

secondo la medesima modalita riduttiva l'individualismo ch


dell'azione weberiana: questa spiegherebbe il mutamento so
come l'effetto di un aggregato di azioni individuali; piu pr
ma dell'azione interpreta determinati fenomeni di mutam
funzione di un insieme di azioni individuali, che sono anche

in cui si trovano gli agenti sociali; a sua volta la struttura


funzione di un insieme di dati macrosociali, al cui interno s

sociale che dev'essere spiegato. La sociologia weberiana d


Boudon una classificazione di questi fenomeni di mutamen
non gia sul loro contenuto, ma sulla loro forma: evento,
differenze, distribuzione univariata o multivariata. Cio ch
questa lettura boudoniana della sociologia dell'azione di Max
sul piano del linguaggio come sul piano della logica, tra la d
dimensione afferente la metodologia empirica: la sostanza
Boudon si presta pertanto ad essere ricapitolato, per cosi d
ma, che assume il carattere di una formula matematica. Un
una correlazione tra variabili avente la forma di un'equazio
don riesce a conferire al paradigma dell'azione l'elevato sta
specificamente di operazionalizzabilita, che inerisce all'agir
seguenza a colmare, in misura certamente significativa, lo ja
ricerca empirica, approdando, entro i suddetti limiti, alia
sistenza di un continuum tra quadro teorico e base empiri
me avevo illustrate in precedenza, una prerogativa epioste

le scienze esatte. Per esemplificare: un'applicazione tr


dell'interpretazione boudoniana della sociologia dell'azion

proccio che fonde i livelli della teoria e della metodologia em

di modello. Una categoria di cui Boudon scopre un insigne


nella sociologia formale di Simmel. Il modello e una situa
te idealizzata che non s'incontra nella realta, e percio non
falsa, ma fornisce un quadro formale, che ha il suo corris
tico nel concetto di funzione proposizionale; questo quadro

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms

DUALISMO EPISTEMOLOGICO NELLE SCIENZE SOCIALI

381

precisato se lo si vuole utilizzare per interpretare situazioni reali. Esem

del modello nell'accezione indicata sono la logica dell'azione collettiva

da Olson (1982), la teoria della differenziazione sociale di Parsons

(1970), ed il concetto di funzione latente formulato da Merton (1970)

La consapevolezza di aver costruito il ponte tra quadro teorico e b


rica, inseguito da generazioni di sociologi, induce Boudon a procla
mutamento sociale puo essere oggetto di analisi scientifiche che si co

ai principi popperiani della critica razionale, quali vengono utilizzati ne


esatte. Pertanto tra scienze della natura e scienze sociali sussiste solta

differenza di grado e non una differenza qualitativa: cio significa ad e


le leggi tipiche delle scienze sociali sono leggi condizionali dotate di v
cale, dai punti di vista spaziale e temporale, poiche e impossibile desc
modo esaustivo tutti gli insiemi delle condizioni rilevanti; di consegu
mente impossibile tracciare con precisione le frontiere di validita di q
ed e difficile decidere con precisione sull'insieme delle condizioni effet
presenti in una situazione concreta.
Gli indiscutibili meriti ed in particolare l'originalita dell'epistemo
doniana de II posto del disordine non ci autorizza a sorvolare sui s
limiti, che sono riconducibili alia pretesa di ricondurre una gamma v
ed eterogenea di fenomeni sociali al tipo di agire strategico, e correla
di ridurre la sociologia weberiana dell'azione ad una teoria dell'agire s
L'evidenza dell'inaccettabilita di questa posizione epistemologica e daw
razzante: lo attesta esemplarmente la pretesa di ridurre il nesso tra r
vinista e sviluppo del capitalismo moderno istituito da Uetica protestan

rito del capitalismo (Weber [1904] 1974), al seguente fattore

pragmatica, che e stato oggetto di un'analisi dello storico Trevor Roper

della borghesia influenzata dall'erasmianesimo, insediata nelle citta co


dei paesi della Controriforma, di emigrare nei paesi protestanti e di
Calvinismo, in quanto religione particolarmente combattiva contro le
cattoliche, e motivata dall'interesse a scansare la minaccia recata ai ca

netari dalla pressione fiscale ed amministrativa della Chiesa. E ancora


conto che costituisce il fattore esplicativo dell'eccezionalismo america

dall'apprezzare la potente spiegazione culturale dell'eccezionalismo


elaborata da Tocqueville in La democrazia in America ([1835] 1973)

accontenta della spiegazione in termini di agire strategico fornita da

(1975) (la possibilita dell 'exit alia frontiera come valvola di sfogo alia

lita sociale spiegherebbe la precarieta della coscienza collettiva nelle m


raie americane); una spiegazione di cui, si puo annotare incidenter tant

dimostrata l'infondatezza da Seligman (1997: 214-225). In conclusi

Boudon dell'epoca de II posto del disordine, i fattori culturali giocano n


della societa un ruolo del tutto trascurabile, e comunque inaccessibile

gazione sociological

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms

382

ITALO VACCARINI

2.3. Alexander: Logica teoretica della sociologia

Alexander affronta il cruciale problema teorico del dualismo tra dime


astrattamente teorica e dimensione storica del pensiero sociologico assum
come quadro di riferimento il testo che ha realizzato la sintesi di gran
piu consistente ed efficace tra quelle due dimensioni, e che rappresenta n
tempo uno dei non numerosi classici del canone sociologico: La struttura d
zione sociale di Talcott Parsons. Alexander amplifica la portata del frame an
costituito, in prima istanza, dalla struttura dell'azione, e, in seconda istan
riflesso, dalla struttura dell'ordine sociale, col dimostrarne la capacita di
dramento metateorico sia nei confronti delle articolazioni principali della
zione teorica dello stesso Parsons - che Alexander individua nel modello q

funzionale dei sottosistemi di azione e nella teoria dei mezzi generaliz

comunicazione - successive a La struttura dell'azione sociale, sia nei confron

le produzioni teoriche di alcuni campioni del canone sociologico - Mar


kheim e Weber anch'esse analizzate nelle loro linee di sviluppo, sia an

modelli teorici contemporanei e successivi della produzione parsonsiana, c


raltro risultano soltanto accennati. Scopo di Logica teoretica della sociolog
cumentare l'appartenenza ad uno schema teorico comune costituito da un

digma dell'azione, di una varieta di posizioni teoriche, talvolta coesi

all'interno della produzione di un medesimo autore, che ad una lettura su


ciale possono apparire espressione di un pluralismo eterogeneo non amalga
le. I principi che definiscono la struttura dell'azione e dell'ordine sociali, c
nuti in quello schema teorico, coincidono con i principi della logica che go
la tradizione della teoria sociologica. Com'e noto, asse portante delle strut
dell'azione sociale e dell'ordine sociale, teorizzate da Parsons ne La struttu

l'azione sociale e la tensione tra due classi di elementi: la classe degli elem
terni, normativi, ideali, soggettivi, volontari, non razionali e finali, e la cla
metricamente contrapposta degli elementi esterni, fattuali, materiali, og
coercitivi, razionali e strumentali; per riferirci agli elementi che compon
struttura dell'azione nella teoria volontaristica di Parsons: da un lato, i fini
zione e l'orientamento normativo e, dall'altro lato, le condizioni e i mezzi

zione. Alia concordia discors degli elementi dell'azione e dell'ordine, distri


lungo lo spettro che si dispiega tra l'idealismo radicale del fine dell'azione
materialismo radicale delle condizioni dell'azione, corrisponde sul piano
mologico la multidimensionalita dei livelli dell'analisi sociologica, distribu
go il continuum scientifico che si dispiega tra i poli dell'ambiente met
e dell'ambiente empirico.

Logica teoretica della sociologia di Alexander presenta pregi e difetti s


trici a quelli rilevati ne II posto del disordine di Boudon: entrambe le opzi
stemologiche sono affette da unilateralita e quella di Alexander si manifest
messa a fuoco sostanzialmente esclusiva dei livelli di analisi piu generalizzat
a dire piu prossimi all'ambiente metafisico del continuum scientifico;

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms

DUALISMO EPISTEMOLOGICO NELLE SCIENZE SOCIALI

383

to la multidimensionalita dei livelli di analisi sociologica teorizzata da


risulta piu formale che sostanziale. D'altronde l'unilateralita di Logica
della sociologia e addirittura esplicita: Alexander riconosce infatti ch
di teoria sociologica, da lui assunto come perno del suo discorso teori
tura dell'azione sociale di Parsons, e sensibile all'autonomia degli elem
giormente generalizzati del continuum scientifico; un'autonomia ch
sia nella tendenza a discutere le questioni relative a tali elementi, ind
mente dalle questioni relative aH'ambito empirico, sia nel livello epist
in cui si colloca l'obiettivo strategico de La struttura dell'azione socia
rezza su questioni teoriche generali mediante la soluzione dei problem

aperti dai sociologi classici analizzati nel capolavoro parsonsiano,


di un programma teorico che Alexander definisce fondazione de

multidimensionale dell'azione al livello delle presupposizioni generali


dall'azione e dall'ordine.

Ill - CENNI CONCLUSIVI

I contributi epistemologici di Boudon e di Alexander si presentano inte


bili all'interno dello spettro epistemologico dei molteplici livelli di analisi dis
secondo il rispettivo grado di astrazione, che Alexander ha designato come
tinuum scientifico: Alexander - o piu precisamente il Parsons de La strutt
dell'azione sociale interpretato da Alexander - presidia il versante dei livell
generalizzati di quel continuum, mentre Boudon de II posto del disordine pre
il versante dei livelli piu specifici dello stesso continuum. E tuttavia necess
puntualizzare che l'eterogeneita delle logiche, rispettivamente, della teor
ciologica generale, alia luce dell'approccio di Alexander, e delle teorie specif
del mutamento sociale in quanto teorizzazioni aventi natura di ponte tra ri
teorica e ricerca empirica, secondo l'interpretazione di Boudon, induce non
respingere il modello epistemologico di Alexander nella sua globalita, sfoci
nella sintesi multidimensionale dei livelli dell'azione, bensi a qualificarlo
mini di discontinuity anziche di continuita, tra le dimensioni normative idea

dimensioni condizionali-materiali dell'azione. Ma questa linea interpret

comporta un mutamento di prospettiva, tanto sul piano epistemologico che

piano della sociologia sostanziale, che segna un allontanamento da Parso

un awicinamento a Weber.

HALO VACCARINI

Dipartimento di Sociologia
Universita Cattolica di Milano

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms

ITALO VACCARINI

BIBLIOGRAFIA

Alexander J.

(1982) Theoretical logic of sociology, Routledge and Kegan Paul, London.


Bellah R.N.

(1985) Habits of the hearth, University of California Press, Berkeley.


Boudon R.

(1997) II posto del disordine, II Mulino, Bologna.


Cassirer E.

(1961) La filosofia delle forme simboliche, La Nuova Italia, Firenze.


Durkheim E.

(1969) II suicidio, Utet, Torino.


Gf.ht.en A.

(1983) Luomo. La sua natura e il suo posto nel mondo, Feltrinelli, Milano.
Habermas J.

(1970) Logica delle scienze sociali (1967), II Mulino, Bologna.

(1984) Teoria della societa o tecnologia sociale? Una discussione con Niklas
Luhmann, Etas Kompass, Milano.

(1986) Teoria dell'agire comunicativo, II Mulino, Bologna.


Kuhn T.

(1978) La struttura delle rivoluzioni scientifiche, Einaudi, Torino.


Luhmann N.

(1983) Illuminismo sociologico, II Saggiatore, Milano.


Mead G.H.

(1966) Mente se e societa, Editrice Universitaria, Firenze.


Merton R.K.

(1970) Teorie e struttura sociale, II Mulino, Bologna.


Olson M.

(1982) La logica dell'azione collettiva, Feltrinelli, Milano.


Parsons T.

(1986) La struttura dell'azione sociale, II Mulino, Bologna.


Parsons T. - Smelser N.

(1970) Economia e societa. Studio sull'integrazione tra teoria economica e sociale,


F. Angeli, Milano.
Seligman A.

(1997) I!idea di societa civile, Garzanti, Milano.


Sombart W.

(1975) Perche negli Stati Uniti non c'e il socialismo? Etas Libri, Milano.
Tocqueville A.

(1973) La democrazia in America (1835), Utet, Torino.


Trevor Roper H.R.

(1969) Protestantesimo e trasformazione sociale, Laterza, Bari.

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms

DUALISMO EPISTEMOLOGICO NELLE SCIENZE SOCIALI

Vaccarini I.

(1982) L'eclisse dell'universalismo, La Goliardica, Roma.


(1998) Personalismo cristiano e sociologia di Max Weber. I termini di un dialogo, in
Studi di Sociologia, ottobre-dicembre.
Weber M.

(1966) II metodo delle scienze storico-sociali, Einaudi, Torino.


(1974) L'etica protestante e lo spirito del capitalismo (1904), Utet, Torino.

This content downloaded from 181.193.19.162 on Tue, 25 Oct 2016 15:15:25 UTC
All use subject to http://about.jstor.org/terms