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224 Mr @ il momento dei carichi di lunga durata; M_ @ il momento totale. L'analogia fra il coefficiente di amplificazione delle Norme sovietiche e quello delle Norme italiane @ nofévole, ove si tenga presente il carattere convenzionale del carico critico Ne di que- ste ultime, valutato con il modulo ridotto 0.4 E} (cfr. pag. 216). 2.10 DISPOSIZIONI COSTRUTTIVE DELLE ARMATURE NEGLI ELE- MENTI PORTANTI NON ASSIMILABILI A TRAYT 2.10.1 Generalita Ci siamo occupati sin'ora del calcolo e delle disposizioni coatruttive delle armature con esplicito riferimento agli elementi portanti aventi una dimensione prevalente sulle altre due (travi, pilastri), cid che ha permesso di adottare la teoria tecnica del- le travi (De Saint-Venant,, Jourawski). Nelle costruzioni in c.a. sono, peraltro, frequenti anche elementi portanti i quali, per la loro conformazione geometrica, non sono assimilabili alle travi: si tratta sia di elementi nei qua li una dimensione @ piccola rispetto alle altre due, riconducibili a modeili bidimensionali, sia di element{ nei quali tutte e tre le dimensioni hanno lo stesso ordine di grandezza. Nel caso di modelli bidimensionali piani, ge il carico agi- sce normalmente al piano medio dell'elemento, si parla di "pia- stre" ed @ valida la teoria di Kirchoff che affronta i1 problema con criteri della Scienza delle Costruzioni (v,cap.7). Se, invece, il carico @ contemto nel piano medio dell'ele- mento, si parla di "lastre" e si applica la teoria nell'elasticita, come si @ visto nel corse di Scienza delle Costruzioni (funzione delle tensioni di Airy), Attualmente trova largo impiego per la soluzione mumerica dei problemi sulle lastre il metodo degli"elementi finiti" ('). G1) Sulla applicazione de] metodo degii clementi finiti alle lastve «i consiglia la lettura del Cap. VI de! Vel, IM delPopers del Prof. E, Giangeeo “Teoria ¢ tenia delle ortnuiont”, od. Liguor - Nevo 4 1970. Pet un panoratax completo si pus conrallare il volume "The finite element method in enginee- ring science” de! Prof. O.C. Zienkiewiea, Me Graw Hill -London 1971. 225 Come esempio di elementi tridimensionali massicci ricor- diamo alcunj tipi frequenti di plinti, sia su pali sia superficiali. Per quanto riguarda la disposizione delle armature, l'ana— lisi elastica fornisce gli elementi per il tracciamento delle linee isostatiche, in particolare di quelle di trazione. Dall’andamento dj tali linee dipende l'evolversi della fessurazione, che attiva il funzionamento delle armature nel sistema resistente non omoge- neo e non isotropo, formato dal conglomerato compresso e dallo acciaio, sia teso che compresso. La disposizione pil .razionale delle armature dovrebbe essere quella conforme all'andamento delle isostatiche di trazione. Vi sono perd due motivi percha il tracctato effettivo delle armature non segua troppo rigidamente tale criterio: da un lato lo spostamento delle linee isostatiche al variare delle condizioni di carico, dall'altro la opportunita di e- vitare armature curvilinee, che rigulterebbero notevolmente com- plesse dal punto di vista esecutivo. Vengono ora brevemente esaminate le disposizioni costrutti ve delle armature per alcuni casi’ semplici di piastre, di travi parete, di mensole corte, di plinti, di appoggi localizzati, essen- zialmente allo scopo di mettere in evidenza il metodo di studio, che verra sviluppato e discusso in sede di esercitazioni. Per no- tizie integrative ed ampliamenti si consiglia la congultazione del gid citato capitolo "Das Bewehren von Stahlbetontragwerken" del Prof. F, Leonhardt sul Beton Kalender del 1973 II parte, dal qua~ le sono state tratte molte delle seguenti figure. 2.10.2 Le armature nelle piastre Partiamo dal caso molto semplice di una piastra quadrata, appoggiata lungo il contorno, impedita di sollevarsi.in corrispon- denza degli angoli e sottoposta ad un carico uniformemente ripar, tito, avente spessore s. L'andamento delle direzioni principali dei momenti (v.cap. 7) & riportato nella fig.119a. 15, E.F, Radogna: Appunti di teenica delle costruzioni 1 226 Fig, 119b Siamo nel primo stadio, quindi il passaggio dai mo menti alle tensioni avvie- ne con la formula: 6M o=t “1s? Nella fig. 119b sono in- dicate le direzioni princi- pali delle trazioni all'in- tradosso e nelia fig. 119¢ l'andamento delle lesioni, visibili all'intradosso, quando aumenta il carico uniforme applicato all'e— stradosso. Nella zona cen trale le lesioni costituiseo no un reticolo ortogonale, mentre le lesioni lineari si localizzano intorno alle diagonalt. In modo analogo nella fig, 119d sono indicate le direzioni principali delle trazioni all'estradosso e nella fig.119e le lesioni corrispondenti. Pasaando dalle conside razioni qualitative a quel- le quantitative, nella fig. 119f sono riportati i dia— grammi dei momenti prin cipali M, e M; sulla dia- gonale (v. O, Belluzzi, Scienza delle Costruzioni. vol. I, cap. XXVI par. INTRADOSSO Fig.119¢ Fig.119d 227 631). In corrispondenza degli angoli, agiscono i momenti principali nega- tivi Yj, contenuti nei pia ni diagonali, che valgono M, = - 0,0464(1 - »)pa2 In mezzeria il momen to flettente, uguale in tutte le direzioni, vale: lt Mu = Graig BY Il momento M,, in cor rispondenza degli angoli ha lo stesso valoré di M,, ma segno opposto, cioé positivo, La disposizione prati- ca delle armature @ la seguente: all'intradosso si dispone un‘armatura incrociata, formata da due gruppi di barre, pa- rallele, rispettivamente, alle direzioni x ey (v. fig. 119g). Le armature sono cal colate in base al momen- to in mezzeria, uguale nelle due direzioni. Non sono invece uguali, nel- le due direzioni le altez- ze utili, cioé le distanze fra il baricentro di cia- scun gruppo di barre e ESTRADOSSO Fig. 119e lestradosso, per ia ov- via ragione che le barre parallele ad un lato sono sovrapposte a quelle pa- ralfele all'altro lato (v, fig. 19h). L'armatura cosi calco- lata viene disposta nella zona, centrale larga a/2, e viene dimezzata nelle zone laterali larghe a/4, fatta eccezione delle quat- tro zone d'angolo, in cui viene conservata invaria- ta. In altri termini, pen- sando di dividere l'intra~ dosso in 16 quadrati, a- venti lato a/4, in 8 qua- a Fig. 119f 229 ie fe 4 Ae | a. INTRADOSSO aoe Fig. 119¢ Fig.119h drati l'armatura é pari a quella calcolata in mezzeria e negli al- tri 8 pari alla meta, Pagssando alle armature all'estradosso, a parte una armatu- 230 yY \ Os: jose EsTRADOSSO Fig.119i ta di pelle, sempre necessaria per evitare lesioni di ritiro, co- stituita anch'essa da un'armatura incrociata, per esempio di fié a M™maglia quadra lato 150m, si deve disporre ai quattro angoli una armatura o incrociata o diagonale (v. fig. 119i). Le congiderazioni precedenti possono estendersi al caso della piastra yettangolare appoggiata, sempre avente gli angoli impediti di sollevarsi, per la quale valgono le indicazioni delle figg.120a e 120b, Nella fig.120a sono riportate le direzioni principali dei mo- menti e nella fig.120b le armature. Nella parte sinistra sono in- dicate le armature all'intradosso ed in quella di destra le arma- ture ali'estradosso, Passiamo adesso al caso di piastre, quadrate e rettango- 231 Fig.120a Fig, 120b lari, incastrate al contor- no (v. figg. 121a, 121b, 122a, 122b). 2.10.3 Le armature nelle travi parete Col nome di travi pa- rete si intendono elemen- ti portanti a lastra, ap- poggiati in zone ristrette (pilastri), sia isolati che contimui, Esgi si diffe- renziano dalle travi vere e proprie per il valore del rapporto altezza/luce superiore a ~1/5, che rende non pid valida la Fig.121b EE PE ioe NT2A00 850 ' ~ Se. {—