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Giuseppe DAloi

MANUALE DARMONIA PER MENTI ATROFIZZATE

INDICE DEGLI ARGOMENTI


0.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.

Cadenze;
Movimento delle parti;
Errori di parallelismo;
Accordo di settima di dominante;
Risoluzione accordo di settima di dominante;
Rivolti dell'accordo di settima di dominante;
Risoluzione dei rivolti dell'accordo di settima di dominante;
Armonizzazione e risoluzione basso numerato di primo tipo*;

*primo tipo: indichiamo, fra di noi, un basso contenente tutti i tipi di cadenza
con accordi in stato fondamentale, accordi in stato di rivolto, accordi di settima
di dominante, accordi di settima di dominante in stato di rivolto.
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CADENZA
Per cadenza in Armonia e nel sistema tonale si intende la successione di due o
pi accordi che nella loro concatenazione esprimono una variazione nell'area
tonale.
Sotto riportati i tipi di cadenza in alcuni esempi. La presenza di una cadenza nel
corso di una successione di accordi non limita la presenza di una o pi altre.

MOVIMENTO DELLE PARTI


Con movimento delle parti si intende la classificazione dei movimenti che gli
intervalli possono creare attraverso la loro concatenazione.
Sotto riportati gli esempi possibili di movimento.

ERRORI DI PARALLELISMO
Con errore di parallelismo si indica un movimento specifico VIETATO
nell'armonia tradizionale. Tramite questa regola si vieta infatti il passaggio da un
qualsiasi intervallo ad un intervallo di quinta giusta, ottava od unisono attraverso
il moto parallelo. Per ovviare a questo problema si tende dunque ad utilizzare gli
altri movimenti disponibili.
A tal proposito si consiglia un metodo efficace da utilizzare in un primo momento
al fine da facilitare l'automazione dei concetti espressi sopra.
Il metodo ovviamente da applicare alla concatenazione di due accordi per
volta e si articola in 4 punti:
1. Controllare il primo accordo verificando la presenza di eventuali intervalli
incriminati. (N.B. la verifica deve essere effettuata su tutte le combinazioni
intervallari possibili dal basso verso l'alto [BT- BC-BS/TC-TS/CS].) e metterli in
evidenza;
2. Controllare il secondo accordo verificando la presenza di eventuali intervalli
incriminati (esattamente come nel primo punto) e metterli in evidenza;
3. Verificare il movimento attraverso il quale gli intervalli incriminati sono
connessi tenendo conto che la verifica deve essere effettuata alle stesse voci dei
due accordi. (se, per esempio, trovassi una quinta giusta nel secondo accordo
tra basso e contralto dovrei controllare in che modo quell'intervallo connesso
all'intervallo descritto tra basso e contralto nel primo accordo);
4. Correggere eventuali errori riscontrati.
Il primo punto descritto essenzialmente superfluo al controllo degli errori ma
lo si indica in lista al fine di facilitare l'abitudine al controllo corretto degli
intervalli.

Sotto riportati alcuni esempi di parallelismi errati e corretti.

1. Le quinte[Sol-Re/La-Do]si muovono per MOTO PARALLELOERRORE!


2. Le ottave[Sol-Sol/La-La]si muovono per MOTO PARALLELOERRORE!

1. La terza[Sol-Si]giunge sullottava [Do-Do] per MOTO CONTRARIOOK!


2. Lottava[Sol-Sol]giunge sulla quinta[Sol-Sol] per MOTO OBLIQUO OK!

ACCORDO DI SETTIMA DI DOMINANTE


L'accordo di settima di dominante costituito da una triade maggiore a cui
viene aggiunta una settima minore (si ricorda che la settima da calcolare dalla
nota pi bassa, detta fondamentale dell'accordo) ed costruito sul quinto grado
delle scale maggiori e minori, detto appunto dominante.

RISOLUZIONE DELL'ACCORDO DI SETTIMA DI DOMINANTE


Contenendo al suo interno l'accordo di settima di dominante due note dalle
caratteristiche particolari, la sua risoluzione risulta diversa rispetto alle altre
triadi finora trattate.
Per una migliore comprensione dunque spiegato di seguito il valore di tali
note:
1. La sensibile: essendo l'accordo costruito, come detto, sul quinto grado, la
sua terza sar la sensibile della scala di riferimento. La sensibile, come ben si sa,
in ogni scala maggiore o minore si trova a distanza di semitono dalla
fondamentale e pertanto subisce una forte attrazione acustica da essa. La sua
risoluzione risulta dunque obbligatoria, sia nelle scale che negli accordi,
descrivendo un movimento ascendente di semitono.
Da qui si giunge infine alla regola che detta: "nell'accordo di settima di

dominante la terza (anche detta sensibile) sale alla tonica".


2. La settima: il ruolo della settima non di per se problematico in quanto
nota melodica ma in quanto parte di un intervallo. Essa, infatti, trovandosi in
comunione con la sensibile, descrive con essa un intervallo di quarta aumentata
(o quinta diminuita se rivoltato) che acusticamente risulta essere molto
dissonante e quindi di elevata problematicit. Questo intervallo, altres detto
tritono, pertanto, deve tecnicamente rimanere udibile per il pi breve lasso di
tempo possibile risolvendo al pi presto verso il suono pi consono. Essendo la
sensibile gi di risoluzione obbligata in maniera ascendente ecco che la settima
si trover a scendere di tono o semitono a seconda del modo (rispettivamente
minore o maggiore) in cui si desidera giungere.
Da qui dunque la regola che detta "la settima scender di tono o semitono sulla

terza del successivo accordo".

Sopra riportato un esempio di settima con relativa risoluzione.

RIVOLTI DELL'ACCORDO DI SETTIMA DI DOMINANTE


Come ogni altro accordo, anche la settima di dominante pu essere rivoltata,
variando - lo si ricorda - la nota al basso.
A differenza degli altri accordi tuttavia, questo accordo possiede tre rivolti
essendo le note che lo costituiscono 4 anzich 3.
La numerazione dei rivolti segue lo stesso criterio dagli altri accordi ed
riportata di seguito:
Primo rivolto: 6 5 3 oppure semplicemente 6 5;
Secondo rivolto: 6 4 3 oppure semplicemente 4 3;
Terzo rivolto: 6 4 2 oppure 4 2 oppure 2.
Sotto riportati degli esempi di rivolti.

RISOLUZIONE DEI RIVOLTI DEGLI ACCORDI DI SETTIMA DI


DOMINANTE
La risoluzione degli accordi rivoltati identica a quelli in posizione
fondamentale.
L'unica cosa di cui importante rendere nota che il terzo rivolto, avendo la
settima al basso ed essendo la settima obbligata a scendere di semitono sulla
terza dell'accordo successivo, render la tonica in posizione di primo rivolto.

Esempio di basso armonizzato.

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