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Valentina Balducci

BAUDELAIRE E POE
FENOMENOLOGIA DI UNIDENTIFICAZIONE

In seguito al primo incontro con Poe, Baudelaire non pu fare a meno di raccontare alla madre le
impressioni che questo singolare personaggio ha suscitato in lui. E difatti, in una lettera del 1852,
Baudelaire scrive proprio :
Jai trouv un auteur amricain qui a excit en moi une incroyable symphathie. Lincontro con le
opere dello scrittore americano era avvenuto fra 1846 e 1847 ed era stato inizialmente limitato a
qualche frammento, abbastanza per da suscitare immediatamente une commotion singulire. In
seguito, la conoscenza delle opere di Poe si sarebbe ampliata ed approfondita fino a sfociare nella
famosa serie di traduzioni apparse tra il 49 e il 57. A quella data, una cospicua parte dellestetica
baudelairiana aveva gi preso forma: erano, infatti, gi apparsi i Salons del 1845 e del 1846 e
proprio al proemio di uno dei due volumi, quello del 1846, risale la prima, fondamentale, menzione
di una critique amusante et potique. Unintuizione che quindi si svilupp nella mente del giovane
critico indipendentemente dallincontro con gli scritti teorici di Poe. Non peraltro da escludere che
questi ultimi possano aver influito sullevoluzione e sulle successive articolazioni teoriche della sua
idea di critica.
Lidentificazione di Baudelaire con Poe nasce e si manifesta, in primo luogo, nellopera di
traduzione compiuta dal poeta francese. Lepistolario rivela in modo assai efficace le ansie, le
trepidazioni, linesauribile passione e dedizione che contraddistinsero tale lavoro, coinvolgente e
gratificante malgrado le tante lacune e i passaggi intraducibili letteralmente in cui il poeta
simbatteva, di tanto in tanto.
La traduzione appare quindi come un atto intrinsecamente ed essenzialmente critico in
quanto consapevole, assidua e dinamica operazione che nasce e si sviluppa da e attraverso una
forma di riflessione e di azione sulle lingue e sul linguaggio. E, proprio attraverso la traduzione,
Baudelaire trova la pi compiuta espressione quella symphathie di cui parla nella lettera alla madre.
Una simpatia che si pu forse intendere in senso pregnante, etimologico, come sympatheia che
unisce soggetto ed oggetto in una fusione intima e totalizzante; quella stessa simpatia, cos viva e
penetrante che unisce luomo di mondo alla complessa verit. Il sogno benjaminiano di una lingua
pura, assoluta, meta e miraggio di quella redenzione del testo tradotto di cui il traduttore deve
farsi tramite, fu gi profetizzato straordinariamente proprio dai poeti della tradizione simbolista. A
questo proposito, Rimbaud scrive: ------------------------------------------------------------------------------

Toute parole tant ide, le temps dun langage universel viendra! Il faut etre acadmicien, - plus mort
quun fossile, - pour parfaire un dictionnaire.

La polemica contro la cultura accademica, che agli occhi di Rimbaud aveva gi i nomi dei
Taine e dei Sainte-Beuve, assumeva anche questa forma, quella del mistico vagheggiamento di
una lingua universale e pura. Mallarm, di l a pochi anni, avrebbe scritto che il verso, pur se
contorto e devastato dalla crisi che lo scuote e lo tormenta, di molti vocaboli fa una parola totale,
nuova, estranea alla lingua e come incantatoria, e in tal modo completa lisolamento della parola
- quella parola singola che anche per Benjamin , in luogo della proposizione, elemento
originario del traduttore e che diverr, per altra via, la parola luminosa e limpida di tante poetiche
post-simboliste, da Ungaretti al nostro Luzi.
Si pu pensare - anche se solo per unipotesi teorica - che qualcosa di simile a questa lingua
pura e redenta abbia costituito il medium dellidentificazione simpatetica, quasi una possessione, a
detta di Asselineau, tra Poe e Baudelaire che non si annulla e non sfuma nellassoluta, mistica
ineffabilit della sfera in cui tutti i significati sono destinati ad estinguersi, ma, al contrario,
profondamente legata al rapporto tra due posizioni storiche diverse che sotto vari aspetti sono
speculari.
A suscitare lavversione di Poe e di Baudelaire lidea di un progresso inteso in senso
piattamente utilitaristico, molto diverso dalluniversale ed utopica palingenesi invocata da Rimbaud,
secondo il quale il poeta normit devenant norme, absorbe par tous, (...) serait vraiment un
multiplicateur de progrs. Si tratta, piuttosto, di uno dei cardini dellideologia borghese nella
prima met del secolo; quellideologia borghese, spesso contraddistinta da un superficiale
ottimismo e da un moralismo facile e greve, a cui Baudelaire e Poe opponevano fieramente le
maschere del dandy e del southern gentleman. La condizione di Baudelaire era, sotto questo
aspetto, senza una reale via duscita, un po come era stata quella di un letterato (...) che gli
divenne assai caro: Edgar Allan Poe, affondato nei gorghi di una societ borghese priva tra laltro
delle risorse di un passato (non borghese) quale lEuropa (...), come crepuscolo attardantesi, offriva
ancora - come ci dice lOrvieto 1. A proposito del Poe, invece, il Parrington ci dice:
Poe fu un esteta e un artista, il primo scrittore americano che si occup della bellezza pura: i suoi
ideali contrastavano con tutti i maggiori interessi della primavera letteraria del New England:
lelemento mistico, ottimistico del trascendentalismo, la coscienza sociale che voleva riformare il
mondo secondo lidealismo (...); il moralismo invadente che non voleva ammettere altri criteri di
1

P. ORVIETO, DAnnunzio o Croce, cit., p. 137.

giudizio sulla vita e la letteratura. (...) Il tecnico alle prese con le sillabe lunghe e brevi trovava
pochi spiriti congeniali in un mondo di cose pi concrete. Chiaramente, il Parrington qui si
riferisce al saggio The Rationale of Verse che si fonda, certo, su un essenziale equivoco tra metrica
accentuativa e metrica quantitativa, ma rivela e testimonia comunque unassidua e logorante
riflessione sui mezzi strettamente tecnici e artigianali del poetare.
Questi contributi critici consentono gi di delineare, in generale, le fasi di unevoluzione in
virt della quale una data condizione sociale, una certa posizione storica, un conseguente
atteggiamento di critica o di rifiuto dellesistente si traducono in un dato modo di intendere e di
praticare la letteratura; una fenomenologia da cui la critica non pu restare esclusa e di cui, anzi,
essa costituisce uno dei principali fattori.
Baudelaire, proprio nelle Notes nouvelles sur Edgar Poe, parla di un semblable milieu social
dominato dallutilitarismo e dallidea di progresso, contro la quale si era gi scagliato due anni
prima nel saggio sullExposition universelle de 1855. Il milieu social dellAmerica utilitarista e
ipocritamente puritana poteva trovare un qualche riscontro nella Francia di Baudelaire, dove la
societ era sempre pi amricanis, dove lamricanomanie era divenuta presque une passion de
bon ton.
Lautore dei Salons poteva agevolmente mutuare da Madame de Stal lidea che la letteratura
era legata alle istituzioni sociali da rapporti stretti e decisivi e di l a sette anni Taine, nella Prface
dellHistoire de la littrature anglaise, avrebbe applicato allo studio e allanalisi dei fatti letterari il
determinismo positivista, individuando proprio nei tre fattori della race, del milieu e del
moment gli elementi che determinano la forma e i contenuti dellopera letteraria. Pu essere
interessante notare che, ancora nellExposition universelle de 1855, Baudelaire aveva sottolineato
come le diverse, particolari e pi o meno bizzarre espressioni del bello universale fossero
dipendenti da vari fattori e li elenca:
des milieux, des climats, des moeurs, de la race, de la religion, et du temprament de lartiste

Termini e concetti come race e milieu si trovavano proprio negli scritti di Mme de Stel, oltre che in
Montesquieu, ma il contesto in cui si inserisce luso baudelairiano di questi termini e di questi
concetti ben diverso e del tutto peculiare: il riferimento alla stretta e quasi necessitante
connessione istituita tra il milieu social e gli errori letterari che nascono da esso e su di esso, resta
strumentalmente subordinato allintento di edificare, su fondamenti in parte offerti o almeno

rafforzati dagli scritti del Poe critico e teorico, una rigorosa e quasi ascetica concezione
dellautonomia dellarte e, specularmente, dellautonomia della critica.
La cosiddetta eresia del Didascalico ossessiona, con la medesima assiduit, entrambi gli
scrittori, prefigurando in tal modo le altrettanto assillanti hrsies artistiques che saranno
stigmatizzate da Mallarm. Una prima eresia, dice Poe, sembra sia stata finalmente sconfessata:
quella epic mania, quella coazione alla prolixity che compromettono in modo irrimediabile la
possibilit, per il poeta, di salvaguardare lunit deffetto, ai fini della quale la poesia non pu
essere che breve; per Poe, a long poem is a paradox. Si pu forse avvertire, in queste poche
parole, una fioca eco della poetica callimachea, quella del poeta animato dallavversione per il
poema ciclico e incline a forme di poesia concise ed eleganti, finemente e sottilmente elaborate e
cesellate. Ovviamente, il concetto di unit deffetto o impressione, di origine settecentesca, non
pu ancora essere presente nellorizzonte culturale di Callimaco; per Poe, inoltre, fonte diretta del
concetto della brevit necessaria alla poesia pu essere stato Coleridge, secondo cui un
componimento di una qualche lunghezza non pu, n dovrebbe, essere poesia pura 2. Idee, queste,
che giungeranno - forse non senza la mediazione di Poe - fino a Wilde, in cui il riferimento alla
poetica alessandrina sar esplicito e dichiarato.
A quella prima eresia, dice Poe, ne succeduta unaltra, non meno perniciosa: lheresy of The
Didactic. Secondo i suoi settari, la morale diviene fine della poesia e nel contempo - e di
conseguenza - criterio di giudizio critico; una prassi di scrittura poetica che si traduce in metodo di
valutazione e strumento per la formazione di un canone che divide le opere in buone e
cattive. Nelle Notes nouvelles Baudelaire riprende testualmente il concetto e la definizione di
heresy of The Didactic, applicandola, significativamente, a Hugo, che egli, in quel giro di anni,
stava faticosamente attraversando, parlandone in questi termini:
Victor Hugo serait moins admir sil tait parfait ... il na pu se faire pardonner tout son
gnie lyrique quen entroduisant de force et brutalement dans sa posie ce quEdgar Poe
considrait comme lhrsie moderne capitale, - lenseignement.
Il poeta che si rivolge ad un pubblico borghese cercando di compiacerlo, quasi organico alla
classe borghese, pu farsi perdonare dal suo pubblico moralista le geniali, fulminanti illuminazioni
liriche delle preparnassiane Orientales e delle presimboliste Contemplations solo introducendo nella
2

B. CROCE, Primi saggi, p. VIII.

propria poesia, de force et brutalement, elementi che soddisfano unesigenza pedagogica.


Dallintrusione dellelemento pedagogico derivano per pecche formali e cadute di stile; non per
nulla Mallarm, in Crise de vers, potr attribuire ad Hugo la funzione storica di aver dilatato,
stravolto, quasi fatto esplodere lalessandrino introducendolo nella prosa, la filosofia, leloquenza,
la storia, le forme pi consone a dare espressione a ideali e imperativi di ordine etico. Ecco perch,
se Hugo fosse perfetto, dunque come Poe, il souverain des mots, e avesse dovuto, per ci stesso,
eliminare o almeno limitare lelemento pedagogico, sarebbe meno amato, organico, meno in
chiave, poco in sintonia con le aspettative del suo pubblico borghese, che pi difficilmente
potrebbe riconoscersi in lui.
Agli occhi di Poe, invece, non c nulla di pi nobile e di pi degno di attenzione e rispetto che
this very poem - this poem per se - this poem which is a poem and nothing more - this poem
written solely for the poems sake.
La dimostrazione si sviluppa poi sulla base della famosa distinzione - mutuata da un Kant
liberamente contaminato con la frenologia - tra Intelletto Puro, Gusto e Senso Morale, tre facolt in
cui pu essere suddivisa la mente. La mente , per cos dire, settorializzata: il Gusto collocato al
centro, e tiene rapporti intimi con entrambi gli estremi. Al dominio del Gusto pertiene la
Bellezza, unico fine della poesia che , dunque, autonoma dalla Morale. In questo senso e sotto
questo punto di vista si pu forse intendere il riferimento alla frenologia, scienza molto amata dal
Poe e che si trova allinizio del saggio su Longfellow. Ci si pu chiedere, a questo punto, come la
critica possa svolgere tale funzione di strumento di una pi vasta e decisiva critica dei costumi, dei
pregiudizi e dellideologia dominante senza perdere la sua peculiare e prevalente attenzione per i
valori squisitamente estetici della poesia. Qualche utile indicazione in tal senso pu essere offerta da
un luogo dei Marginalia tradotto da Baudelaire nelle Notes nouvelles.
Genus irritabile vatum! 3 Que les potes (nous servant du mot dans son acception la plus large et comme
comprenant tous les artistes) soient une race irritable, cela est bien entendu. (...) Un artiste nest un artiste
que grce son sens exquis du Beau, - sens qui (...) enferme un sens galement exquis de toute difformit et
de tout disproportion. (...) Ainsi las fameuse irritabilit potique na pas de rapport avec le temprament,
compris dans le sens vulgaire, mais avec une clairvoyance plus quordinaire relative au faux et linjuste.
3

Letteralmente irritabile genia [quella] dei vati!. La citazione ripresa direttamente da


Orazio, Epistolae, libro II, v. 102.

Cette clairvoyance nest pas autre chose quun corollaire de la vive perception du vrai, de la justice, de la
proportion, en un mot du Beau.

Qui, innanzitutto, Poe - come poi far Baudelaire, memore forse di questa traduzione - si serve del
concetto e della definizione di poeta nella sua accezione pi larga, cos da suggerire che, forse, in
questa sfumatura di significato possa essere fatto rientrare, in quanto cultore del bello, anche il
critico puro ed estetico. Sulla citazione oraziana - totalmente decontestualizzata e passata in
proverbio gi da secoli - si era precedentemente soffermata lattenzione di un autore ben noto a Poe,
il Coleridge che, allinizio del secondo capitolo della Biographia literaria, prende rapidamente in
considerazione lantico sarcasmo di Orazio sugli scribacchini del suo tempo; ma mentre Poe pone
la presunta irritabilit dei poeti - quelli veri - in relazione con il loro senso estetico, secondo
Coleridge sono debolezza e offuscamento della capacit immaginativa, con conseguente necessit
di affidarsi alle impressioni immediate dei sensi, a rendere la mente soggetta (...) a superstizione
e fanatismo e a spingere i mediocri versificatori a cercare spasmodicamente successi e consensi.
Ad ogni modo, nellottica di Poe, la critica e la poesia possono, e forse hanno lobbligo morale,
se vogliono realmente cercare di agire sulla societ e sulla storia combattendo i pregiudizi, di
combattere gli ideali strumentali e pretestuosi e i moralismi rigidi ed esasperati, e assumere a
proprio oggetto anche la verit e la giustizia. Per, verit e giustizia di questa poesia e di questa
critica non possono essere pensate e vissute che allinterno di un valore estetico, in cui si
riassumono e si sintetizzano e con cui si identificano in toto: la chiaroveggenza del poeta, rafforzata
e resa ancor pi limpida e penetrante dallintervento dello spirito critico, derivata dalla percezione
del vero, della giustizia, della proporzione, in una parola del Bello. Limmortalit e lingiustizia
percepite e condannate dal poeta e dal critico, si riassumono, per contro, nellobbrobrio della
deformit e della disproporzione; nellottica di un ideale estetico in senso lato classico o gi quasi
parnassiano.
Un passaggio di The Poetic Principle pu chiarire ancor meglio questo concetto: per quanto
concerne il senso morale e il dovere, la coscienza ci indica gli obblighi, la ragione ci che
conveniente, ma il gusto si limita a combattere labiezione del vizio. Cos, dunque, come lira
contestativa, demistificante, antiborghese del poeta critico pu tornare alla pi rigorosa e completa
autonomia ed incondizionatezza del valore estetico dopo aver solo sfiorato il rischio o lequivoco
della strumentalizzazione e dellideologizzazione. A questo punto, si sarebbe quasi tentati di
scorgere in questa idea del bello una traccia del trascendentismo primo-romantico, se lautore non si

preoccupasse di affiancare al concetto di autonomia dellarte e dalla morale la messa al bando della
prima eresia, quella della epic mania che compromette, sul piano della materiale e tecnica prassi
compositiva, la possibilit di conseguire lunit deffetto.
In questo senso, risulta quanto mai opportuno agganciarsi allopera critica di Poe The
Rationale of Verse: strettamente e prettamente tecnica, professionale, legata alla dimensione pratica
e concreta del fare poetico, finisce indirettamente, e attraverso i riferimenti che vi sono impliciti, ad
altri scritti teorici dello stesso

autore, per sottintendere una presa di posizione decisamente

polemica nei confronti di un sistema sociale ed economico che non era per nulla interessato alle
sottili disquisizioni specialistiche e tendeva piuttosto a giudicare le opere soltanto dal risultato, in
termini di circolazione e di vendite, in spregio della cosiddetta critical art4.
Ora torniamo per un attimo al passo gi accennato delle Notes nouvelles in cui Baudelaire
istituisce una stretta connessione tra il milieu social dellAmerica di Poe e gli erreurs littraires che
esso genera. Cest contre ces erreurs, continua Baudelaire, que Poe a ragi aussi souvant quil a
pu et de toute sa force. Di conseguenza, les crivains amricains (...) ont toujours voulu infirmer
sa valeur comme critique. Quindi, attraverso la critica il poeta si oppone alle ipocrisie e ai
dogmatismi della mentalit corrente e dellideologia dominante. allora inevitabile che il clamour
of the majority cerchi in tutti i modi di soffocare la sua voce, liberandosi delle insidie che essa
reca. Dunque, vediamo ora un altro passo:
Dans un pays o lide dutilit, la plus hostile du monde lide de beaut, prime et domine
toute chose, le parfait critique sera le plus honorable, cest--dire celui dont les tendances et les
dsirs se rapprocheront le plus des tendances et des dsirs de son public, - celui qui, confondant les
facults et les genres de production, assignera toutes un but unique, - celui qui cherchera dans un
livre de posie les moyens de perfectionner la conscience. (...) Edgar Allan Poe, au contraire,
divisant le monde de lesprit en intellect pur, got et sens moral, appliquait la critique suivant que
lobjet de son analyse appartenait lune de ces trois divisions.
Il luogo appena citato mostra come gi Baudelaire, rifacendosi palesemente a The Poetic
Principle e, nel contempo, amplificando ed approfondendo le affermazioni di Poe, fosse
perfettamente cosciente della dinamica in virt della quale una poetica e una teoria estetica possono
evolvere in metodo critico e trovare sul versante della scrittura critica un perfetto corrispettivo. Lo
4

In questa espressione sembra gi abbozzata la concezione wildiana del critico come artista.

stesso Poe, allinizio del saggio, dichiara esplicitamente che nelle pagine che seguiranno verr
enucleato il principio che abitualmente orienta la sua personale critical estimate of the poem, ancor
prima che la sua posizione estetica o la sua prassi creativa.
Il critico honorable, in chiave con il suo tempo, asseconder supinamente le aspettative del suo
orizzonte dattesa, i princpi etici e gli ideali estetici fissati ed accettati dalla mentalit corrente,
laddove il critico militante e indipendente cercher, al contrario, di usare la critica come mezzo per
destabilizzare e mettere in crisi quei princpi e quelle idee; fonder e confonder in un tutto
indistinto i generi e i modi della produzione letteraria, assegnando a tutti un fine unico, quello
dellammaestramento morale, mentre il critico ideale vagheggiato da Poe e da Baudelaire sar in
grado, attraverso la suddivisione del world of mind nelle sue diverse facolt e funzioni, di
distinguere chiaramente autonomia ed eteronomia, valore estetico, valore gnoseologico, valore
etico. Infine, attribuir alla poesia una finalit esterna di tipo didascalico, mentre quello che
potremmo definire un critico puro sar interessato soprattutto ai valori propriamente estetici e
tecnici della letteratura, alla sobrit cruelle che deve mantenerla immune dagli eccessi e dai turgori
del sentimentalismo e delloratoria, allo style (...) serr, concatn che deve garantirne la solidit
e la coerenza interna sul piano formale, allunit dimpression e alla totalit deffet.
Definizioni, queste, che sdoppiano e precisano ulteriormente quella di totality of effect or
impression data dal poeta americano e che ci mostrano come Baudelaire mutui, accanto e insieme
a molti fondamentali nodi e nuclei di pensiero, anche una peculiare terminologia, gi avviata verso
una qualche forma di specializzazione e quasi di tecnicizzazione.
Il metodo del critico puro sar, ovviamente, analogico e infatti, poche righe dopo il passo
appena analizzato, si trova la famosa definizione dellimmaginazione come reine des facults,
capace di cogliere les rapports intimes et secrets des choses, les correspondances et les analogies,
che possono essere comprese pi agilmente e liberamente da uno sguardo libero da ogni velo
scolastico e da ogni preoccupazione pedagogica.-------------------------------------------------------------Allanalogia si affianca, gi nella riflessione di Poe, la sinestesia: nel pi volte citato Principio
poetico, il senso della bellezza presentato come una superiore facolt che administers to his
delight in the manifold forms, and sounds, and odours, and sentiments amid which he exists. Alla
sinestesia si affianca poi un altro concetto chiave, quello di riflessione:
just as the lily is repeated in the lake, or the eyes of Amaryllis in the mirror, so is the mere

oral or written repetition of these forms, and sounds, and colours, and odours, and sentiments, a
duplicate source of delight.
Quello che sar lartifex additus naturae o artifici dellestetismo gi lontanamente
prefigurato, qui, dalla repetition che riprende e doppia lespressione o la realt naturale, offrendo
cos non gi, come ci si potrebbe aspettare, una sorta di sbiadita e smorta copia, ma una duplice
fonte di piacere, amplificata e potenziata attraverso la riflessione, attraverso un re-flectere che si
manifesta e si esplica i tutte le sue molteplici forme ed accezioni, letterali e traslate.
Siamo, dunque, in presenza di una poetica che passa attraverso la critica; che coinvolge ed
assume in s la critica come momento ed elemento sostanziale; come sostegno e strumento
imprescindibile, insomma, di una poetica critica che della poesia , a un tempo, figlia e nutrice in
un rapporto mutuo ed inesauribile. Secondo Eliot, ha inizio proprio con Poe quella profonda
penetration of the poetic by the introspective critical activity, che verr portata al limite, fino ad
un punto di non ritorno da Mallarm e soprattutto da Valry5.
Si dovr per esaminare anche e soprattutto la vera e propria, ancorch frammentaria, teoria
della critica sviluppata da Poe, nelle sue concrete e specifiche enunciazioni e, in particolar modo, in
relazione ai diretti influssi che essa pu aver esercitato sulla concezione baudelairiana della critica.
Lopposizione al pedagogismo e allottimismo dei Trascendentalisti trova immediato riscontro
nel campo specifico della concezione della critica. Si conosce, in teoria, il rischio che la didattica
uccida la poesia; in pratica, per, il vero filosofo coincide col vero poeta e scopo dentrambi la
verit che bellezza. Questa critica trascendentale finisce per svaporare e dissolversi
nellastrazione dellAssoluto; per identificarsi in toto con la poesia o, in alternativa, divenire
unassurdit e una contraddizione in termini. Lo specifico della letteratura finisce, in questo modo,
per scomparire, per annullarsi nella totale identificazione del bello artistico con il bello naturale e,
anzi, nellasserzione della superiorit di questultimo rispetto al primo, lempathy che deve unire il
soggetto e loggetto dellatto critico, non avviene nel linguaggio e attraverso il linguaggio, in
relazione ad una letteratura intesa e considerata nella sua specificit stilistica e testuale, ma
attraverso la comune condivisione, tanto da parte del poeta quanto da parte del critico, di una
dimensione trascendentale ed assoluta. E cos esclusa a priori quellidea di artificio alla base della
poetica critica di Poe e Baudelaire, e che conduce il poeta francese a fare della critica uno strumento
del surnaturalisme e dellallegoria.
5

T. S. ELIOT, From Poe to Valry, in To criticize the critic and other writings, pp. 27-43.

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Anche sotto questo profilo Poe si oppone ai trascendentalisti. Per Poe la critica , come la
poesia, cui strettamente legata, qualcosa di ben definito, perfettamente determinato, tuttaltro che
evanescente, o idealisticamente trascendentale; essa , inoltre, strettamente legata alla creazione
letteraria intesa nei suoi valori specificamente formali. In una lettera del 1858 egli ebbe a scrivere
che, fin dal 1846 o 47, aveva avuto la patience de se lier avec des Amricains vivants Paris, pour
leur emprunter des collections de journaux qui avaient t dirigs par Edgar Poe. Anche se
Baudelaire dice di aver trovato in quelle riviste poesie e novelle, c da credere che la sua
attenzione sia stata catturata anche dai numerosi articoli di critica che vi erano via via apparsi.
In uno di questi articoli del 1842, si trovano affermazioni illuminanti:
We would wish (...) to limit literary criticism to comment upon Art. A book is written - and it
is only as the book that we subject it to rewiew.
Sembra quasi di scorgere, qui, unanticipazione della provocatoria affermazione wildiana
secondo cui non esistono libri morali e immorali, ma solo scritti bene o male. Il vigorous criticism
di cui la letteratura ha bisogno, con la sua attenzione per il dato formale e stilistico, sottrae larte ad
ogni pericolo di censura moralistica e di condizionamento ideologico. E nel contempo si pu, in
certa misura, comprendere per quale ragione, fondatamente o meno, gli strutturalisti e i New critics
abbiano potuto scorgere in Poe un precursore della nozione, in senso lato, di centralit del testo.
Whit the opinions of the work, considered otherwise than in their relation to the work itself, the
critic has really nothing to do. (...) Criticism is thus no test for opinion. For this test, the work (...)
is turned over for discussion to the public at large - and first to that class which it especially
addresses - if a history, to the historian - if a methaphisical treatise, to the moralist. Al teologo o al
moralista in senso stretto compete lanalisi delle opere dal punto di vista morale; the journalist,
invece, is critical only in so much as he deviates from his true province not at all. Ed ovvio che
la metafisica che, secondo Baudelaire, viene costantemente sfiorata dalla critica qualcosa di
ben diverso dalla metafisica, fideistica e ingenua, dei trascendentalisti. E largamente anticipatrice di
certi orientamenti della critica letteraria successiva sembra essere anche lidea che ogni opera
intrattenga un particolare legame con quella classe sociale a cui essa specificamente si rivolge.
Pi che su Baudelaire, questa idea sembra aver influito su Mallarm, suggerendogli la definizione
della critica come attivit da considerarsi du point de vue strictement littraire.
Indicazioni ancor pi illuminanti possono giungere da un altro testo fondamentale, ancorch
meno noto di altri e, a quanto risulta, mai tradotto in italiano. Alludo alla Letter to Mr, scritta nel

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1831 a West Point, dove il poeta stava invano tentando di addestrarsi come ufficiale dellesercito, e
pubblicata nello stesso anno come prefazione ai Poems. La lettera non figura tra gli scritti tradotti
da Baudelaire; essa, tuttavia, venne ripubblicata sul Southern Literary Messenger nel luglio 1836, e
piace pensare che anche quel prezioso fascicolo facesse parte delle collections de journaux
chieste in prestito agli amici americani.
La lettera sembra avere in qualche modo influito sulla genesi, o almeno sullo sviluppo, della
teoria baudelairiana della critica. I feel to be false, confida Poe allanonimo e misterioso
corrispondente, the less poetical the critic, the less just the critique, and the converse. Il poeta
respinge la convinzione, superficiale ed irriflessa, ancorch assai diffusa, secondo cui il poetical
criticism porterebbe ad alterare e ad invalidare il criterio e lequit del giudizio. Lopinione
acriticamente accettata dal profanum vulgus devessere, anche in questo caso, respinta: a poet, who
is indeed a poet, cannot fail of making a just critique. Lequit di una critica sulla poesia si deve
misurare proprio in proportion to the poetical talent di cui il critico in possesso. Espressioni
come poetical critic e just critique sono molto vicine alle definizioni di critique potique e di
critique juste - juste, paradossalmente, proprio perch appassionata e politica -, che si trovano
nel gi esaminato capitolo introduttivo del Salon de 1846. Poich il nome di Poe apparve per la
prima volta in Francia nel 1845, e Baudelaire cominci ad interessarsi del poeta americano en
1846 ou 1847, non credo sia totalmente da escludere che gi al momento di scrivere quelle pagine
la Letter to Mr gli fosse nota - per quanto possa trattarsi di casuali coincidenze, e sebbene gli
studiosi abbiano sottolineato come non siano documentabili influssi di Poe sul poeta francese prima
del 1847-48. Pi chiare tracce la probabile lettura della Letter sembra aver lasciato sul famoso
passo del saggio wagneriano del 1861: come per Poe a poet, who is indeed a poet, cannot fail of
making a just critique, cos per Baudelaire tous les grands potes deviennent naturellement,
fatalement, critiques. Il grande poeta, il poeta che davvero un poeta, deve inevitabilmente,
immancabilmente divenire anche critico, prendere coscienza dei modi e delle interne leggi della
propria arte. Baudelaire e, ancor prima di lui, Poe, prendono in tal modo coscienza dellossessiva e
ineludibile coazione alla teoria che caratterizza la modernit letteraria. Questa forma di riflessione
critica, questa critica giusta proprio nella misura in cui poetica, in cui si sottrae ad ogni
pretesa di dogmatica e scientifica oggettivit e assolutezza, strettamente legata alla creazione
poetica, e a ben vedere si risolve, in primo luogo, in una forma di autocritica. Per Poe lequit e
lequilibrio del giudizio critico sono direttamente connessi al grado di poetical talent di cui in
possesso chi lo esercita; specularmente, a bad poet would (...) make a false critique and his self-

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love would infallibly bias his little judgement in his favour. Il cattivo poeta, sprovvisto della nitida,
disincantata self-consciousness del poeta autentico, non potrebbe che dare - innanzitutto, com
implicito, su se stesso - un giudizio iniquo e tendenzioso, e la sua presunzione condizionerebbe in
suo favore le sue ridotte capacit di giudizio. Allo stesso modo, per Baudelaire la (auto)critica dei
grandi poeti nasce quando - infailliblement, inevitabilmente, per forza di ineludibile coazione - si
crea une crise - e non mi risulta che sia finora stato clto questo velato e assai pregnante gioco
etimologico - che li spinge a non accontentarsi degli estemporanei barlumi dellispirazione, e a
cercare di dcouvrir les lois, mutevoli e latenti, en vertu desquelles ils ont produit. Come la
teoria della letteratura ha chiarito in questi ultimi decenni, la lettura comincia con quella del
proprio testo, in quanto lautore anche il proprio lettore e quindi il proprio critico. Lidea (...)
identifica di fatto latto letterario con latto critico. La parabola baudelairiana del lettore complice
(mon semblable, mon frre) prefigura appunto questa situazione (89). Si delinea, cos, una delle
tante possibili interpretazioni del componimento proemiale delle Fleurs. Al risvolto morale del
rapporto fra il poeta scandaloso e il lettore ipocrita, che simula disappunto e contrizione, se ne
sostituirebbe, o almeno affiancherebbe, un altro, strettamente metaletterario: il lettore semblable
e frre del poeta in quanto latto, intrinsecamente critico, della lettura dei testi, sia propri che
altrui, concorre non meno di quello della scrittura a costruire nel suo complesso il processo della
significazione, a determinarne modalit, forme e, in definitiva, esiti e contenuti.
E nella Letter subentra poi assai significativamente un nuovo attacco contro lheresy of The
Didactic, che stavolta prende la forma dellheresy of what is called (...) the Lake School, la
corrente dei poeti laghisti, di Coleridge, Southey, Wordsworth. Questultimo, in particolare,
sembra credere che the end of poetry is, or should be, instruction. Segue, poi, una delle tante e
sempre variate articolazioni dellut pictura posis, che pu aver esercitato un qualche influsso su
Baudelaire, e sullidea, che arriver fino allestetismo italiano, di una scrittura poetico-critica che si
ponga come reduplicazione o copia verbale dellimmagine. Poetry, above all things, is a beautiful
painting whose tints, to minute inspection, are confusion worse confounded, but start boldly out to
the cursory glance of the connoisseur. La pittura-poesia, gi posta al riparo dalle rivendicazioni del
didattismo, viene cos definita come appannaggio esclusivo di pochi cultori ed esperti e come
sistema di segni di cui solo i rapidi movimenti dellocchio del connoisseur possono cogliere
lordine e la segreta struttura - la spietata ed inverosimile razionalit che si cela dietro la superficie
della confusione peggio che confusa, di quello che diverr poi il raisonn drglement dei
simbolisti.

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BIBLIOGRAFIA
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