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Guido Sgaravatti - Disipnosi

08/10/16 17.23

Guido Sgaravatti

Disipnosi
Hitler non ha mai nascosto i suoi propositi; su "Mein Kampf" scriveva
testualmente: " Le grandi masse hanno una capacit di ricezione assai
limitata, unintelligenza modesta, una memoria debole. Perch la propaganda
sia efficace deve quindi basarsi su pochissimi punti!.cos da imprimersi nel
profondo della coscienza."
Il concetto cos esposto implica la deliberata volont di promuovere una
propaganda capace di suggestionare in maniera acritica, di stabilire un
rapporto di tipo ipnotico in grado di generare una stupidit collettiva che vede
ad un polo il potere e allaltro la massa dei sudditi.
Questa esperienza storica piuttosto recente dovrebbe farci riflettere sul fatto
che la disipnosi delle masse umane il pi grande dei problemi che oggi si
pongono, perch solo popoli condizionati possono essere lanciati in conflitti
indiscriminati, dissanguati economicamente da oligarchie di ladri, inibiti e
coartati sessualmente ed intellettualmente.
Hitler, essendo riuscito ad applicare in pieno la sua formula, si era
momentaneamente impadronito del popolo tedesco, con effetti disastrosi; la
sua fine fu simile a quella dei batteri, che periscono insieme allorganismo
infettato. Aveva puntato sulla stupidit umana (indotta), che una malattia
psichica e una forza di campo da tenere in alta considerazione, per quanto sia
solo una delle facce della medaglia, poich dallaltra c anche la
sottovalutatissima intelligenza.
La formuletta di Hitler non era molto originale; da sempre i poteri religiosi e
politici (ora anche commerciali), per la gestione delle masse non hanno fatto
altro che indurre stupidit con i criteri enunciati ed probabile che i nostri
politici non abbiano neppure conoscenza di formule diverse, che implicano
concetti di psicologia del profondo generalmente non molto diffusi. I problemi
che ora emergono con il progresso tecnologico, rendono evidente che la
stupidit collettiva, in questa fase storica, rappresenta addirittura un rischio
per la sopravvivenza della specie umana ma la svolta evolutiva per il
superamento di tale condizionamento, artificialmente indotto, deve fare i conti
anche con una paura inconscia; ogni individuo pensante in maniera autonoma
rappresenta un ostacolo allapplicazione del metodo hitleriano ed stato da
millenni sistematicamente ignorato, esiliato, carcerato o seppellito; ci si
potrebbe stupire che non se ne sia persa la razza. Per comprendere come
tale paura sia ben radicata ed abbia ragioni storiche che la giustificano
ampiamente, basta tenere presenti i versi (mi pare di Trilussa) a proposito di
Giordano Bruno: "fece la fine dellabbacchio al forno perch credea nel
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libero pensiero."
Malgrado tutto e nonostante la paura ancestrale della eliminazione dal
branco, non possibile inibire totalmente lanelito dellindividuo alla libert,
perch levoluzione umana impone al soggetto unattivit di pensiero
autonomo (Jung processo di individuazione) e quindi, malgrado
lincancrenito stato di coazione su un piano pi profondo permane
unindistruttibile e salutare tendenza a reagire.
Nellattuale situazione politica italiana, tale tensione reattiva che attacca per
legittima difesa il potere, per quanto in gran parte inconscia nelle sue reali
motivazioni, sembra emergere potentemente; ne sono un indice i ribaltoni, la
ricerca, da parte dellelettorato, di un qualcosa di assolutamente nuovo e
diverso e l'assenteismo che si manifesta come un senso e delusione quando
questo qualcosa non viene individuato.
Ci responsabilizza noi sudditi, che finora siamo sembrati incapaci di
applicare formule diverse da quelle tradizionali e abbiamo limitato allo sterile
mugugno la massima parte della nostra energia nei confronti del potere.
A livello di massa abbiamo anche un decadimento dellabitudine di elaborare
bene il pensiero. Per quanto condizionato, anticamente il parere popolare era
enunciato meglio, lo si pensava di pi e lo si esponeva con pi chiarezza;
quanto meno un certo potere di dialogo permaneva.
La stupidit non sarebbe la condizione naturale delluomo; Dante
raccomandava: "Uomini siate e non pecore pazze" e quel riferimento alle
pecore appare molto indicativo.
Ora, in Italia, la tensione tale che si cerca di dare una scossa alla situazione
con i referendum. Per una scossetta emotiva i referendum potrebbero anche
risultare utili ma su tale metodo nutro seri dubbi, resta ancora superficiale e
falsamente democratico perch con esso non viene ancora superata la
polarit ipnotica tra potere e masse ed sempre presente la possibilit della
demagogia.
Nel caso del referendum sul divorzio, la percezione diffusa della condanna a
vita al matrimonio sbagliato era percepita dalla maggioranza come un
intollerabile sopruso e in tal caso il voto ha avuto un senso ed stato
liberatorio ma, se non per alcuni pochi temi che toccano la coscienza
popolare, si rischia di votare per pulsioni viscerali, con scarsissima
conoscenza tecnica dei problemi. Per esempio, non tutti sanno che il veto
referendario allatomo ha fatto si che in Italia siano conservate centrali
atomiche costosissime e non attive sul piano economico; ora ci teniamo non
solo il pericolo delle centrali stesse e i costi altissimi di gestione, poich
devono restare non operanti, come motori accesi, funzionanti in folle, ma
importiamo energia elettrica dai paesi confinanti con danni evidenti per la
nostra economia.
Un pasticcio allitaliana e un assurdo da tutti i punti di vista, causato da un
errore politico di metodo inserito in un groviglio di leggi, norme e regolamenti
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che sembra inestricabile e che impedisce ogni attivit anche al pi ben


intenzionato.
Come diceva Hitler, le masse "hanno una capacit di ricezione assai limitata,
unintelligenza modesta, una memoria debole. Perch la propaganda sia
efficace deve quindi basarsi su pochissimi punti" e un problema dai molteplici
aspetti come quello dellenergia atomica aveva troppi parametri per essere
risolto con intelligenza da un referendum che , esso pure, ancora uno
strumento di gestione di masse e non pu penetrare le difficolt di una
questione articolata e complessa. Si tratta di cambiare radicalmente metodo
con un esperimento che sarebbe improponibile in Cina o in Iran ma che in
Italia, e specie nel Nord-Est dellItalia - che frigge in una situazione esplosiva potrebbe risultare particolarmente benefico come valvola di espressione delle
energie creative latenti.
Andrebbe diffuso un sistema di tavole rotonde condotte da cittadini attenti ai
problemi, al di sopra e al di fuori delle angolazioni partitiche o settarie e
ancora capaci di utilizzare gli strumenti di pensiero autonomo. Per attuare
lesperimento si potrebbe utilizzare uno schema di questo tipo, meglio se al di
fuori delle istituzioni, sempre condizionanti.
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Partire da un piccolo gruppo promotore.


Individuare e precisare un singolo tema di dibattito
Convocare un certo numero di partecipanti
Esporre il tema
Selezionare un piccolo gruppo di persone competenti (5-7 partecipanti)
per un pubblico scambio didee
Disporre tale gruppo al centro di una saletta di incontri, mentre gli altri
assistono svolgendo unimportante azione di controllo sulla correttezza
del dibattito e di assimilazione di dati concreti sul tema in esame
Procedere al dibattito fino ad esaurimento del tema, seguendo
strettamente alcune regole di base: parlare in successione, uno alla
volta, per un tempo contenuto, con concetti strettamente legati
allargomento, per evitare polemiche e inutili perdite di tempo
Esaurito il tema passare alla fase dacquisizione dei commenti e pareri
del gruppo degli ascoltatori, raccogliendo attentamente ogni pensiero
valido
Procedere alla stesura di un rapporto scritto, con le deduzioni tratte dal
dibattito, da inviare ad un referente politico intelligente, aperto e non
settari
Moltiplicare per 10,100,1000 ! il metodo, fino a renderlo costume
abituale.

La procedura molto educativa, prima di tutto a livello soggettivo, perch


implica un processo di individuazione e poi, di riflesso, a livello collettivo,
perch soggetti maturi e consapevoli danno origine a una societ solida e ben
strutturata. Il metodo potrebbe apparire laborioso ma senza un buon lavoro di
analisi prima e di sintesi poi non si possono risolvere situazioni complesse
che coinvolgono ormai una totalit di cittadini esasperati, smarriti e privi di
solidi punti esterni di riferimento. Ormai religione, giustizia, famiglia, istituzioni
e ideali politici sono in crisi - e non potrebbero non esserlo essendo, nella
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attuale configurazione, il prodotto imposto da millenni dal potere per le finalit


cos ben formulate da Hitler.
E puro infantilismo aspettare un aiuto esterno dal potere che stato la causa
prima del nostro condizionamento. Dobbiamo puntare sulle potenzialit pi
profonde presenti in ogni individuo; lintelligenza umana potrebbe esaminare e
discriminare con occhio disincantato la farragine di ideologie, concetti e
tradizioni da cui siamo sommersi, ovviamente cominciando da quello che ci
pi vicino, ad esempio dal mare di leggi, leggine e regolamenti burocratici che
affliggono la nostra vita.
In tal modo si potrebbe comprendere gradualmente lintrecciata matassa di
problemi in cui siamo avvolti e dipanarla, dopodich si arriverebbe a stabilire
un dialogo intelligente tra governati e governanti, con assoluto rispetto dei
reciproci ruoli, arrivando ad una reale democrazia e superando la pericolosa
bipolarit che vede da una parte il potere e dallaltra masse istupidite da
gestire.
Guido Sgaravatti E mail: guisga@iol.it Agosto 1999

PS. La politica stata definita :


"Larte di impedire alla gente di occuparsi dei problemi che la
riguardano".

su
www.biennale

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