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MAGGIOLI EDITORE
Vigilaresullastrada - L'Esperto Risponde
ARGOMENTO
Esterovestizione dei veicoli e sanzioni applicabili (Titolo III)
QUESITO
Egr, Dott. CARMAGNINI sempre pi spesso si fermano veicoli rumeni - bulgari con targhe del loro paese
che da un controllo sul numero di telaio del mezzo tramite PRA e MCTC risulta ancora non radiato in Italia.
Le modalit sanzionatorie nel caso di specie sono molteplici a seconda della zona in cui operi. a) c' chi
applica gli art. 100 comma 12 - 103 e 193 comma 2 cds, in quanto il veicolo considerato Italiano. Eminenti
colleghi hanno definito tale modo di operare applicazione di fantasiose teorie e inutili giustizialismi. b) c'
chi applica solo la'art. 103 con pagamento art. 207 cds c) c' chi applica l'art. 100 comma 12 e il 103 cds con
pagamento art. 207 cds. La Prefettura di Venezia con propria circolare indica tale sanzione nel caso di
specie. Ultimamente la Prefettura di Padova dopo aver emesso ordinanza per l'applicazione dell'art. 100
comma 12 , dopo presentazione di documento dell'ambasciata del conducente nel quale si riferiva che i
documenti in possesso erano ergolari, la Prefettura ha fatto retromarcia e annullato la propria ordinanza. Io
penso che siamo un paese ridicolo, in quanto non possibile sanzionare in modo diverso lo stesso
comportamento nel raggio di venti chilometri. COSA APPLICARE NEL CASO DI SPECIE - CI SONO
INDICAZIONI MINISTERIALI - QUALCUNO HA AFFRONTATO RICORSI AL GDP O PREFETTO
PER CASO DI SPECIE? Aspetto con ansia la sua risposta in quanto io ed il collega facciamo parte del
gruppo di giustizialisti. Grazie
RISPOSTA
Sono con lei tra i giustizialisti (per questo caso almeno) e sul suo giudizio relativamente al nostro Paese, mi
limiterei a dire che non siamo molto attenti ai fenomeni come quello in esame.

Detto questo, come ho pi volte rilevato, esiste un parziale vuoto normativo che difficile da colmare, tanto
che il legislatore, che ha preso atto del problema, da tempo sta lavorando a un progetto di legge per inserire
alcune norme di contrasto al fenomeno che stato definito come esterovestizione dei veicoli; le soluzioni
proposte e all'esame del Parlamento (come l'inserimento di un articolo 132-bis), almeno dal mio punto di
vista, non sono risolutive in quanto non prevedono una specifica sanzione per l'esterovestizione, ma solo per
chi non in grado di dimostrare la liceit dell'uso del veicolo comunitario; se a questo uniamo il problema
dei veicoli di provenienza non comunitaria, alla luce della convenzione di Instanbul e del codice doganale
europeo, con le deroghe previste all'ipotesi di contrabbando, l'accertamento degli illeciti ancora pi
difficile.

Unica nota positiva, se resister poi al vaglio della Comunit, pare essere rappresentanto dall'introduzione
dell'obbligo di nazionalizzazione accelerata dei veicoli in leasing europeo.

Ma tralasciando gli aspetti de jure condendo, oggi ben poco utili, sull'ipotesi di applicare la circolazione con
targa non propria esistono alcune prese di posizione da parte di alcuni organi di polizia a livello
compartimentale, in verit non molto chiare. Le devo dire che, anche se non sono mai stato molto convinto
della tesi da un punto di vista strettamente giuridico, ho per sostenuto il contenzioso sia amministrativo che

24/11/2015 15:24

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giurisdizionale ottenendo conferme sia in prefettura che davanti al Gdp di Prato, ma con provvedimenti non
troppo motivati (tanto che ho ritenuto inutile pubblicarli, perch poco significativi). La circolazione con
targa non propria postula, infatti, che un veicolo sia dotato della targa appartenente a un altro veicolo,
mentre la contraffazione rappresentata dalla creazione ex novo di una targa; invece la falsificazione,
manomissione, alterazione si realizzano con la modifica di una targa esistente. Appare evidente che tali
situazioni non sono perfettamente sovrapponibili al caso dell'esterovestizione. Quanto poi all'applicazione
dell'articolo 103 del codice della strada, questo possibile solo nel caso in cui vi sia stata l'effettiva
esportazione del veicolo e se si applica, allora non sar applicabile la circolazione con targa non propria, in
quanto si andrebbe in contraddizione; anche per l'articolo 207 occorre stabilire se si ritiene effettivamente
esportato il veicolo, caso in cui non trover per applicazione l'articolo 100, comma 12 e si potr richiedere
il pagamento a mani delle sanzioni, dal caso in cui l'esportazione di fatto non sia avvenuta, situazione per la
quale non pare applicabile l'articolo 207 in quanto verrebbe meno il riconoscimento dell'immatricolazione
estera.

Nella consapevolezza di non avere un "ricetta" per questo male, anche tenendo conto che ormai gli strumenti
di chi intende avvalersi dei vantaggi di utilizzare un veicolo immatricolato nel territorio doganale europeo si
sono affinati, tanto che oggi sempre pi frequesto l'uso di veicoli immatricolati quasi sempre in Bulgaria a
nome di sosciet fittizie (di norma societ a responsabilit limitata uninominali, a capitale irrisorio), quasi
sempre veicoli gi immatricolati in Italia, la rimando a un mio approfondimento in materia.

G. Carmagnini (www.vigilaresullastrada.it 2/3/2015)


La circolazione dei veicoli immatricolati all'estero - Le nuove frontiere dell'elusione
24 novembre 2015

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