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LAVIADIRETTAALLAREALIZZAZIONESPIRITUALEDALLIOALSE|ACCADEMIAPLATONICA

ACCADEMIAPLATONICA
Centrostudifilosofici
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Presentazione
IntroduzioneallaSapienzaesotericaoccidentale
1.Ilsapereiniziaticoedilsuoinsegnamento
2.Sofiaefilosofia
3.Sciamanesimo,oracoliesapienzanellanticaEllade
4.IMisteriEleusini
5.IMisteriDionisiaci
6.IMisteriOrfici
7.SocrateelaTradizioneIniziatica
8.Platoneelesoterismo
9.Plotinoelevieperlestasifilosofica

Filosofiaesotericacomparativa
1.Leparoledelsacronellatradizionemisterica
2.IlDivinoUnoeMolteplicenellatradizionefilosoficaorientaleedoccidentale
3.Buddha,SocrateePirrone:dalloscetticismoalmisticismo
4.PsicologiaeFilosofiaperunnuovoUmanesimo:dallaterapiaallautorealizzazione
5.FilosofiaeSofiadellamorte

Praticaesoterica
1.LaViadirettaallaRealizzazioneSpiritualeDall'IoalS
2.Lapraticadelloyoga.Ifondamenti
3.IstruzioniperlapraticaYogadell'osservazionedelrespiro
4.Lapercezionedell'energiavitaleNote
5.RamanaMaharshielaviadellaricercadelS
6.Lasublimazionedelleenergiepsichiche

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AttilioQuattrocchi

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LAVIADIRETTAALLAREALIZZAZIONESPIRITUALE
DALLIOALSE

Per chi studia la tradizione spirituale esoterica in tutte le sue forme storiche dovrebbe risultare
evidente che le innumerevoli tecniche attraverso le quali luomo ha cercato una diretta esperienza
mistico/iniziatica hanno avuto lo stesso unico fine: quello di favorire il distacco della coscienza dal
mondoesterno(acuicorrispondelio ordinario, quello dello stato di veglia) e di volgerla in uno
statodipienaluciditversolinterno,cioversoquelladimensionespiritualeesovratemporale(il
S)acuilacoscienzapropriamenteappartiene.
Equestoilmotivopercuiintutteletradizioniesoterichesiaorientalicheoccidentali,siaanticheche
moderne, non solo presente l identico precetto chedeveguidare ladepto alliniziodel suoarduo
cammino: Conosci te stesso ma anche la convinzione che tale via di autoconoscenza conduce
progressivamenteallaConoscenzadelMondostesso,valeadiredicichealtrodas.
Perrealizzaretaleesperienzainteriorecisiservitideimetodipivari:daquellochecuraildominio
delcorpo,comenellohathayogaindiano,aquellodiunarecitadiformule,preghiere,mantraatti a
focalizzarelamente,aquellodellaelaborazionedivisualizzazionisucuifissarelapropriacoscienza,
oppure ancora a quello della ritmizzazione o osservazione del respiro, come nel pranayama o
nellanapanasati, insomma tutte le tecniche hanno avuto sempre lo stesso compito, quello di
concentrare la coscienza, di evitarne lordinario flusso caotico ed incontrollato cos da poterla
volgereversolinterno,versolinvisibilemarealedimensionedellaconsapevolezza.
Se il fine di tutte le pratiche quello di acquisire la capacit di separare la coscienza sia dai
contenutiesterni(sensazioni)cheinterni(flussoderipensieri)evidenteche,allorchsirealizzi
talecondizionenonordinaria,liorimangaallorafissosusestesso,puro(comeamavanodiregli
antichi),ciononalterato,noncontaminatodaisuoicontenuti.
La sapienza antica sostiene che proprio in tale condizione lio pu scoprire la sua vera essenza
metafisica,ilS.
Questo il motivo per cui si pu affermare che il saggio indiano Patanjali nei suoi Aforismi ha
sintetizzato con insuperabile efficacia il metodo dello yoga definendolo come larte della
interruzionedelflussodeipensiericonciindicandosialessenzadellatecnicacheilfine(yoga
significaUnioneconilSoconDio)cheessasipropone.
Quindi, se esistono numerose e varie tecniche per favorire tale condizione della coscienza,
altrettanto evidente che esiste per un unico metodo diretto per la sua realizzazione ed quello
appunto,difissare,diconcentrare,senzaproceduredimediazione,liosusestesso.
Tale via diretta, a nostro avviso, stata insegnata da maestri sia della tradizione esoterica
occidentalecheorientale,siadellantichitchedeinostrigiorniancheinmododeltuttoindipendente
daunalororeciprocaconoscenza.
Etaleconsonanzanondevecertostupire(anzi,cisidovrebbemeravigliaredelcontrario)vistoche
sistaparlandodellastrutturaontologicasiadellacoscienzaumanachedellarealtchenonvariano
nellaloroessenzacolprocederedeltempo.
Questaomogeneittransculturale,anzi,forselaprovapieffiaceperdimostrarelesistenzadiuna
philosophiaperennis,ciodiunaancestraleedeternasaggezzachesiponepersuanaturaaldisopra
delleappartenenzeedegliesclusivismiconfessionalicoscomedeglischematismidottrinalifilosofici.
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NellaviadirettalaricercaspiritualedevepartiredallioenondalconcettodiDio.Infattilio,per
luomo,lasolacertezzaautoevidentementreDiounameraipotesi.
Il paradosso (a ben considerare, per, solo apparente) per che proprio cercando la vera natura
dellio si scopre, secondo la tradizione, la sua radice infinita, cio Dio un Dio, naturalmente, ben
diversodaquelladellecontraddittorieedantropomorfichereligionistoriche.
Perdaredimostrazionediquantoasseritosufficienteainostrifinicontingentiriportaretalunibrani
concernentigliinsegnamentidiMaestriappartenentiacontestistoricieculturalibendiversi:Platonee
Plotinoperoccidenteantico,RamanaMaharishieNisragadattaMaharajiperlIndiacontemporanea.

PLATONE

IldivinoPlatone(lunicofilosofoqualificatocometalenellantichitclassica),vissutotrail438ed
il 347 a: C., riprese le sue dottrine metafisiche fondamentali dalla tradizione esoterica dei culti
mistericiesiproposediindicareunpercorsoiniziaticodiconoscenzametafisicachenonricorresse
aritiedatticultualiquantopiuttostoadunaprassituttainteriore.
Esso comportava lisolamento della coscienza dal mondo esterno ed il conseguente suo
orientamentoversolinternosinoarimanereinunacondizionedipurapresenzaasestessi.
Tale consapevolezza priva di contenuti, secondo Platone, capace di tradursi spontaneamente in
contemplazione(theoria)cionellapercezionediquelmondodivinodacuilanimaproviene.
PerPlatoneoltreilmondofisicoesiste,infatti,unmondodiforzesottili,leidee,capacidiplasmarlo.
Leidee,quindi,nonsonosoloconcettiastrattidellanostramente,maforzerealioperantianche
sulpianomateriale.Taliessenzenonsonopercepibiliconisensimasoloattraversolattivitdella
coscienza,capace,perlasuastessanatura,dinnalzarsidalmondosensibileaquellointellegibile.
Il mondo delle idee ( a cui appartiene ontologicamente lidea delluomo, cio la sua anima)
strutturalemente gerarchico e per questo luomo sente il bisogno di passare dalla conoscenza dei
singolientifinitiaquellasommaeduniversaledellUno/Bene/Dio,lIdeachetuttoinclude.
Luomo,cos,aspira,piomenoconsapevolmente,allesupremeessenze:ilBelloins,ilGiusto
ins,ilBuonoinsecc.chesoledannoilveroSapere.
Per questo il filosofo deve sforzarsi di fare uso della sua coscienza/ragione nella sua purezza
liberandoladallecontaminazionideisensi,volgendolasusestessa,concentrandola,unificandola,
coltivandolafacoltintuitivadelpurospirito.
PerPlatone,infatti,comeperSocrate,chivuoleconosceresestessodeveconoscereeavercuradella
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propria essenza , cio dellanima ed in particolare quella parte di essa che per sua natura pi
eminente, la ragione ma proprio cercando il fondamento ontologico della ragione si sospinti ad
andareoltrediessa.
Laconoscenzadiscoincideconlasaggezzasiateoricachepraticaedinoltreancheselanimahauna
naturadivina,unanaturaleaffinit(sunghenneia)colDio,lassimilazione(omoiosis) a Lui rimane
uncompitocheesigeunascesi.
InunpassodeldialogointitolatoFedone(79d)moltochiaralanaturadiquelprocessoattraverso
cuilanimasinnalzaaldivino,alsovrasensibile:
Quandolanima,restando in s sola (separandosi dunque dalle percerzioni), volge la sua ricerca
(cioalimentalasuaaspirazioneconoscitivasenzapilegarlaalsensibile)allorasi eleva (per un
suo autonomo, spontaneo ed ontologico processo di liberazione) a ci che puro, eterno ed
immortale(cioaldivino)eavendonaturaaffineaquello(cdunqueunaidentitsostanzialetra
lospiritoumanoequellodiDio),rimanesempreconquelloognivoltacheleriescaessereinseper
ssolaequestostatodellanimasichiamasapienza(frnesis,sinonimodisofa).
Sempre nel Fedone (67 cd) si dice che con tale prassi si opera una catarsi che la stessa
dellanticadottrina(chiaroriferimentoallasapienzasacradellElladeprefilosoficamainparticolarea
quellamistericaeorficopitagorica)econsisteappuntonelseparareilpipossibilelanimadalcorpo
enellabituarla(ecipresupponeunacostanteprassimeditativa)araccogliersiearestaresolainse
stessa(laconcentrazione!)earimanereperiltempopresente(nellavitaterrena)efuturo(dopola
morte)solainsemedesima,scioltadalcorpocomedacatene.
Lasofadunquelintuizionemisticadeldivinoedataleesperienzanaturalmentefunzionalelafilo
sofa.
Lattivit della riflessione (propriamente la filosofia) umana, lattivit della contemplazione
divinaedeveapprodarealsuoesitonaturale,lasofia.
Peracquisirelasofabisognachelacoscienzaraggiungaunacondizioneestatica(iltermineestasi
significa in greco uscita) che cio sappia separarsi radicalmente dal piano sensibile e dunque da
quelcorpoacuisicongiuntacolsuonascerinquestomondo.
Perquestoilfilosofoatenieseconsideralavitamoralecomeilprimogradoditaleseparazionein
quantocomportauneffettivodistaccodallepulsioniedagliistintidelcorpo/materia.
Con tale prassi ascetica lanima pu conoscere se stessaeprovarequella divina ebbrezzachela
tradizione misterica indicava come mana, entusiasmo conseguendo quella conoscenza
illuminativachelastessatradizioneindicavaconiltermineepopteia.
EquindiperfettamentecomprensibilecomePlatone,quandodescrivequellecondizionidellospiritoe
quei livelli di conoscenza usi sempre la terminologia del sacro tipica delle esoterismo, cio della
tradizionemisterica,gibendefinitanelletarcaicadellEllade.
Esisteunpercorsonaturaledellacoscienzacheiniziadalladialettica(dunquedallafilosofiacome
ricerca intellettuale del Vero) e perviene in conclusione alla theoria contemplativa (dunque
allesperienzamistica).
La contemplazione implica una diretta percezione del mondo metafisico basata sullarresto del
pensierociodituttalattivitpercettiva,concettualeedimmaginativasucuipoggialioordinario.
Lanima,svincolatadalcorpo,recuperalasuafacoltdiintuizioneintellettualepura(chePlatonee
gli esponenti della sua Accademia indicheranno con il termine noesis) superando la mera
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discorsivitlogica(dianoia).
AtalecondizionepervennelostessoMaestrodiPlatone,cioSocrate,ilqualeeracapace,secondole
fonti,diimmobilizzarsiintaleattivittuttainterioreperinteregiornate.
PerlUomotaleconsapevolezzapura,separatanonpuesserealtrochelapuraAutocoscienza,le
cuiradicisononellaTrascendenza.

PLOTINO

Seguace di Platone fu Plotino (205270 d.C.) anchegli insegn il medesimo metodo diretto di
realizzazionespirituale,consistente,comesdetto,nelporrecomeoggettodiconcentrazionelio
stesso rendendo indipendente lio ordinario dai suoi contenuti per consentirgli cos di trasfondersi
spontaneamentenelS.
TalelacosiddettaterzaviaallaConoscenzadellUno/Diodescrittadalfilosofodioriginiegiziane.
Nellasuaopera,leEnneadi,egliineffettiillustrletreviechepossonoconsentireallindividuodi
pervenireallesperienzadellAssoluto.
La prima quella del Bello con la quale dal piano fisico si pu gradualmente ascendere a quello
metafisicodelBelloins(comegiPlatoneavevainsegnatonelFedroenelSimposio).
La seconda quella del Bene, con la quale, attraverso la Virt ci si distacca progressivamente dal
pianomateriale/corporeosinoacogliereilBeneins.
Infine la terza via, quella del Vero, quella in cui lio si rende indipendente dai suoi contenuti
mutandosinelS,cioriconoscendosinellasuaveradimensionespiritualeesovratemporale.
La pratica corrispondente a tale terza via stata descritta in diversi passi delle Enneadi, noi
considereremosolopochibranimatraipisignificativi.
Plotino ispirandosi allantica sapienza apollinea di Delfi che si esprimeva nel motto: Conosci te
stessoealProtagoradiPlatone(343B),indiccosliniziodellaprassidellintrospezionemistica:
Iniziandoquestaricercanoiobbediamoalprecettodeldiochecicomandadiconoscerenoistessi.
Se vogliamo cercare e trovare ogni altra cosa, giusto che ricerchiamo chi colui che ricerca:
desiderandocosdicoglierelamorosavisionedellecosesupreme(Enneadi,IV,3,1,1).
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Iltermineultimodellaricercadialetticafintantocherimanenellambitopropriononpuesserealtro
cheilconcetto,dunquelarappresentazionedellaRealtcomeonnicomprensivaUnitmagiuntaa
talemetanonpupiprocedereoltreeperquestosiacquietanellaconstatazionedelMistero.
Lanima,atalpunto,secercaancoralaVerit,ciolUno,capiscechedevefarnedirettaesperienzae
lacercasenzaconcetti,facendotacereormailamentemamantenendosempreattivalasuasetedi
conoscenzaedifelicit.
Cos avviene il passaggio per il quale la dialettica si tramuta, si sublima in contemplazione in
theoria,parolache,losiricordi,significaletteralmentevisionediDio.
Intalecondizionenonsipensapi,semplicementesi.
Plotino, con uno straordinario parallelismo con la tradizione indiana, indica appunto nel vuoto
mentalelacondizioneperlascopertadellanostraveranatura.
Cos infatti egli dice in un passo di cui sino ad ora non sembra sia stata compresa limportanza da
partedeglistudiosi:
Lanima deve divenire priva didee (aneidon tn psychn ghinesthai) se desidera che nulla
intervengaaostacolarelarealizzazionedellasuaperfezione(letteralmente:lasuapienezza,plerosin)
e l illuminazione (ellampsin) in lei da parte della Natura essenziale (letteralmente: della Natura
prima).Secosessadevestaccarsidatuttelecoseesteriori,rivolgersicompletamente(pante)alla
sua interiorit (epistraphenai pros to eiso: letteralmente volgersi verso il di dentro), non pi
piegarsi verso qualcosa di esterno ma dimenticando tutte le cose (agnoesanta ta panta), dapprima
conunopportunastabilizzazione(delcorpo)(protoumendiathesei)poianchedeipensieri(kaitois
eidesin), dimenticando persino se stesso (vale a dire: il suo ego agnoesanta de kai auton) deve
procederenellacontemplazionediLui(entetheaekeinoughenesthai).[1]
Fondamentale,percomprenderetalebrano,comprendereilsensotecnicodeltermineaneidoscon
cuiilfilosofoindicailvuotomentale:essocomposto,infatti,dalprefissoprivativoalpha(che
diventaandavantiavocaleedhaunvalorenegativoinquantoindicamancanzaoassenza)edil
vocaboloeidoschesinonimodiida.
CisignificachesecondoPlotino,esattamentecomenellatradizioneyoga,lanimapercontemplare
deveallontanarsinonsolodaisuoicontenutiesterni,ciolesensazioni,maanchedaquelliinterni,
cio dai pensieri, intendendo tale termine nel senso pi vasto, valer a dire da tutti i contenuti
particolaridellacoscienzacherappresentanonientaltrocheunlegame(anchesepisottile)della
coscienzaconquelmondoempiricodacuihannoorigine.
Altro vocabolo del brano su cui bisogna soffermare lattenzione pi di quello che non si sia fatto
sinoraellampsis.Essoprovienedalverboellampochevuoldireilluminare,risplendere.
Plotinoquandoparladellanimadicecheessadluceasestessa[2](ellampseproseauten)edice
inoltrecheinquantoilluminasempreilluminata[3](osperellampousaaeiellampetai).
Dunque chi raggiungere la condizione estatica definito da Plotino, esattamente come in India, un
Illuminato,unrisvegliatodalsonnodelcorpoesonoquesti,comnoto,isignificatideltermine
sanscritoBuddhah.
Inoltre,anostroavviso,nonstatabencompresodaitraduttoriilterminediathesiscon cui Plotino
indica yoghicamente la necessit di una opportuna stabilizzazione del corpo e non solo una
disposizionementale.
Il corretto significato del termine (che deriva dal verbo diatithemi che significa disporre
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ordinatamente,stabilizzare)losicomprendedalfattochedopoaverutilizzatoquelvocaboloegli
aggiungelaprecisazioneanchedeipensieri.
Dunqueladiathesiscoinvolgeadunprimolivelloqualcosachenonhaachefaredirettamenteconla
condizionepsicologicamanelapremessaoltrecheunacondizionepredisponente.
Incieglidindicazionipernulladiversedaquelledellatradizioneyoghicaincuileasanas,ciole
varie posture, sono concepite esplicitamente come condizioni corporee stabili atte a favorire la
concentrazionementale.
CertolaconoscenzadellUnopresentadelledifficoltspecifichepoichessononhaformaenonsi
coglieconunattodiriflessionelogica.
Plotino ben consapevole di ci e ribadisce sovente che la conoscenza dellUno avviene per
intuizionesovrarazionaleeperidentificazione,ciounaconoscenzaunitivacapacedisuperarela
barrieraordinariaedinvalicabilesulpianosensibiletrasoggettoedoggetto.
Solo nellesperienza amorosa luomo ordinario ha una esperienza embrionale della possibile ed
estaticafusionetraduediversecoscienze.
Losforzodiconoscerequalcosadiinformale,diindeterminatoarduo.
EquestoPlotinoloriconosce:
Quantopilanimapenetrainsenoallinforme,spossatanelsuovanotentativodicoglierlo,perla
sua indeterminatezza e per il fatto che essa non viene pi per cos dire impressionata da una
qualche impronta <di cose sensibili>, ella allora sdrucciola e teme di trovarsi a mani vuote ma
quando lanima desidera vedere con le sue sole forze <facendo a meno di impulsi sensibili> e,
vedendo solamente con il concentrarsi in s (mnon orosa t suneinai), essendo una sola cosa
(unificandosi completamente) attraverso lessere una sola cosa con lUno, non ritiene di aver
conseguito qualcosache sia stato ricercato <e quindi di diverso de s>proprio cos deve fare
coluichesiavviaafilosofareintornoallUno<perquesto>dobbiamorisalirealPrincipioche
immanente in noi (ep tn eaut archn anabebeknai) ed unificarci(n ghensthai) separandoci
dalla molteplicit <sia degli enti sensibili che delle loro immagini interiori> (ek polln), allora
potremocontemplareilPrincipioprimoelUno(archskaienstheatnesmenov).(Enn.,VI,9,3).
PerPlotino,dunque,coincidonoilfarefilosofiaelascendereallUno,mapoichQuestositrovanel
profondo del nostro io, Esso si scopre nella nostra umana interiorit. La filosofia stessa una
metafisicadellesperienzainterioreenonsolounconosceremauntrasformarsi.
Tutto ci possibile perch il logos umano (la sua ragione, la sua coscienza, la sua anima) in
quantopartedelLogosdivinoneconsustanziale.
Il filosofo, cos, porr in atto una serie di operazioni interiori tendenti a fargli acquisire un nuovo
abito non solo comportamentale ma anche e soprattutto noetico che lo condurr dalla
filosofiaspeculativaaquellarealizzativa,dallafilosofiarazionaleallasofiaintuitiva.
Pergiungereatalemetasublimebisognaallenarelanima,comedicevagiSocrate,araccogliersiin
sestessa.
QuandolastessaattivitdelpensierovieneazzeratasicreaquelvuotomentaleincuiilPrincipio
Primomanifestalasuapresenza,lasuaparousa(dapareimi=esserepresso)nellanimaumana.
Persepararsidalcorpoeglidiceessasiraccoglieinsestessa(syngousanprseautndasyn
=assiemeego=conducodunqueunaconcentrazione,unaunificazione)comeseprovenisseda
luoghidiversi,deltuttoprivaditurbamenti(pnthosapaths),considerandoipiacerinecessaricome
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delle semplici sensazioni E chiaro che non c in lei nessun desiderio di cose turpi desidera il
mangiareedilberenonpers,mapersoddisfareibisognidelcorpo,nricercaipiaceridamore,o,
soltanto,iocredo,quellinaturalichenonsonoespressionediunciecoimpulso,eselofa,lofacon
unafantasiagidominata(Enn.,I,2,5).

RAMANAMAHARISHI

Ramana Maharshi, vissuto in India tra il 1879 ed il 1950, unanimemente considerato uno dei pi
importantiesignificativimaestrispiritualicontemporanei.
Il metodo realizzativo che ha insegnato per lintera vita venne da lui stesso indicato come atma
vicharaciocomericercadelS.
Esso consiste nel rivolgere la coscienza entro se stessa per andare alla ricerca della sua sorgente
passandocosdalfalsoio(checorrispondeallapersonalitstoricatranseunte)alveroIo,alS
eterno,partedellaCoscienzaCosmica.
Tale metodo si pu considerare come la quintessenza della tradizione misticoiniziatica indiana e
anche teoreticamente come la via realizzativa pi diretta in assoluto poich pone come oggetto di
concentrazione non un suono, unimmagine, un simbolo, una funzione organica, ma direttamente il
propriosensodellio.
Tale prassi ha un fondamento metafisico poich nella tradizione esoterica indiana (come in quella
greca), lanima delluomo (atman) nella sua essenza ritenuta identica, consustanziale a quella
divina(Brahman).
In effetti lIndia, nel corso di migliaia di anni, ha elaborato numerosissime tecniche di
autorealizzazionespiritualeche,purnellaloroestremavariethannoavutounmedesimofine,quello
di arrestare il flusso caotico della mente per poter giungere alla occulta sorgente metafisica della
coscienza.
Per questo motivo lo yoga (storicamente la pi famosa ed importante di queste tecniche) stato
definitodaPatanjaliinestremaedefficacesintesicomeinterruzionedelflussomentale.
A ben considerare Patanjali ha genialmente riassunto tutto il senso della pratica nei primissimi
aforismi(sutra)delprimolibrodellasuaoperachecosrecitano:
1.2Loyogalasospensione(nirodha,arresto,sospensione,cessazione,integrazione,stabilit)delle
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modificazioni(vrtti,disperso,fluttuante,instabile,mulinello)dellamente(citta,isensi,leemozioni,il
pensiero).
1.3 Quando ci si realizzato la coscienza (drastr, il testimone, il centro) riposa nella sua natura
essenziale(svarupa,lapropriaforma,natura).

1.4Altrimenti(lacoscienza)siidentifica(confusa)conlemodificazionidellamente(cittavrtti).
La tradizione mistica sia orientale che occidentale sostanzialmente accomunata dalla convinzione
che solo una mente capace di allontanarsi dal suo passivo cedere al flusso delle sensazioni e dei
pensieri concentrandosi attivamente sino al punto di tramutarsi in una pura consapevolezza senza
contenuti, pu penetrare profondamente nella struttura della Realt cogliendone la dimensione
transfisica.
Perquestoognitecnicainiziaticaimplicaunallenamentoallaconcentrazione,allaunificazione
dello spirito il quale abitualmente si disperde nel movimento caotico dei contenuti sensoriali e
psichici.
NaturalmenteperluomologgettoprimoedessenzialedellaConoscenzanonpuesserealtrochese
stesso poich per conoscere il Mondo, cio la realt esterna, loggetto, necessario conoscere
preliminarmenteilConoscitore,larealtinterna,ilsoggetto.
Laprimadomandadaporsinonquindi:Comefattoilmondo?mapiuttosto:Chicoluichesi
poneladomandadicomefattoilMondo?
A rigore di logica, il cammino della conoscenza per procedere da un sicuro fondamento, non pu
partiredaldifuoridellacoscienza,valeadiredalMondopercepitotramiteisensi,ntantomenodal
concettodiunDiochesiponealdildeidatiimmediatidellacoscienzastessa.
LesistenzadiinmondoesternoediDiopotrebberoessereoggettodidubbio:infindeicontiquando
sogniamovediamounarealtcheinquelmomentociapparecomeindubitabilmenteesistente,quanto
aDio:essoperdefinizionesiponealdildellapercezioneordinariadegliesseriumani.
Dunquelunicacertezzaperlessereumano(equindilabase,liniziodiognicamminoconoscitivo)
lasuastessacoscienzachedubitandodellasuastessaesistenzanonfarebbealtrocheriaffermarla.
Luomo cio potrebbe dubitare della validit dei contenuti della sua coscienza, ma non della sua
personalecoscienzadiessi.
La coscienza non un concetto elaborato dal pensiero ma un autoevidenza intuitiva: io sono
qualcosacheconsapevole.
Allinterno e a fondamento della consapevolezza del mondo esterno c, quindi, lauto
consapevolezza,ciolacoscienzadisestessicomeentidotatiditalecapacit.
Lariflessionedicuicapaceluomogliconsentenonsolodiconoscerecichealtrodasma
anchedisaperediconoscereediassumerecomeoggettodiconoscenzasestesso.
Lacapacitdiriflessionedunqueimplicalapossibilitdiripiegare(dunque,appunto,letteralmentedi
riportareindietro)lacoscienzasusestessa.
Efacilelametaforadiunaluceche,trovandounasuperficieriflettente,ritornaallasuasorgente.
Cquindiunadistinzionedafaretraconsapevolezzaepensierolaconsapevolezzaallabasedel
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pensieromanonilpensiero.
Io,infatti,possoessereconsapevoledeipensierie,inqualchemisura,possopersinomodificarli.
Il pensiero, nella tradizione metafisica indiana (il manas) il riflesso sul piano materiale della
consapevolezzaedinquantoriflessoappartieneadunpianoinferioremanelcontemporimanesempre
collegatoaquellosuperioredellaconsapevolezza.
Separareilsensodelliodallamenteedaisuoiprocessiconsenteallaconsapevolezzadiespandersi.
Perquestoilprocessoevolutivometafisicononpropriamentedefinibilecomeunordinarioprocesso
diconoscenzaperchquestoimplicaunConoscitore,unConosciutoedunattodelconoscere.
Ma quando lio si volge su se stesso conoscitore, conosciuto ed atto del conoscere sono tuttuno,
quindi ci si conosce (per cos dire) solo con un atto dello spirito che non logicodiscorsivo ma
consistenelpuroessere,inunapurapresenzaasestessiprivadipensieri,inunacontemplazione.
Conosceresestessoequivale,quindi,nonapensareasestessomaallesseresestesso.
PerquestoilmottopisignificativodiRamana:Siitestesso.
Egliafferma:
Separliamo(erroneamente)diconoscereilS,cidevonoessere[valeadire:dobbiamoammettere
cheesistano]dues,unscheconosce,unaltroscheconosciutoeilprocessodelconoscere.Lo
stato che chiamiamo realizzazione semplicemente essere se stessi, non conoscere o diventare
qualcosa.Secisirealizzati,sisolocichesisemprestati.Nonsipudescriverequellostato.Si
pusoloesserlo.Naturalmente,parliamoinmodoinesattodellarealizzazionedelS,inmancanza
diunterminemigliore.Comerealizzareorendererealequellochesoltantoreale?[4]
LostudiosoDavidGodmanhacossintetizzatoefficacementeleindicazionidiRamanarelativealla
praticadellatmavichara:
Aiprincipiantidellautoindaginevenivaconsigliatodiporrelattenzionesulsentimentointerioredi
io e di trattenere quel sentimento il pi a lungo possibile: Veniva detto loro che se lattenzione
venivadistrattadaaltripensieridovevanotornareallaconsapevolezzadelpensieroioognivoltache
diventavanoconsapevolichelaloroattenzioneavevadivagato.
Eglisuggerinoltrediversimetodiperfavorirequestoprocessocisipotevachiedere:Chisonoio?,
oppure: Da dove viene questo io? ma lo scopo ultimo era di essere continuamente consapevoli
delliochepresumediessereresponsabileditutteleattivitdelcorpoedellamente.
Neiprimistadidellapratica,lattenzionealsentimentoiounattivitmentalecheprendelaforma
diunpensieroounapercezione.Manmanochelapraticasisviluppa,ilpensieroiolasciaspazioa
unsentimentodelliosperimentatosoggettivamenteequandoquestosentimentocessadicollegarsie
identificarsiconipensierieglioggetti,svaniscecompletamente.Cicherimaneunesperienzadi
essereincuiilsentimentodellindividualithatemporaneamentecessatodifunzionareNeglistadi
inizialilosforzoneltrasferirelattenzionedaipensierialpensatoreessenziale,maunavoltachela
consapevolezza del sentimento dellio stata fermamente stabilita, ulteriore sforzo
controproducente.Daallorapiunprocessodiesserechedifare,diesseresenzasforzopiuttosto
cheunosforzoperessereAllafineilSnonvienescopertocomerisultatodelfarequalcosa,ma
soltantoessendo.
ComeSriRamanastessounavoltaosserv:
Nonmeditaresii!
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Nonpensarediesseresii!
Nonpensareallesseresii![5]
Adun principiante che chiedeva come partendo dallamente si potesse paradossalmenteandare
oltrediessailsaggiodiArunachaladisse:
La mente si calmer soltanto per mezzo dellindagine Chi sono io?. Il pensiero Chi sono io?
distruggendotuttiglialtripensieri,verressostessodistrutto,comeilbastoneusatoperattizzarela
pirafuneraria.Sesorgonoaltripensieri,senzatentaredicompletarli,unodovrebbeindagare:Achi
sonovenuti?.Cosaimportasevengonodeipensieri,perquantiessisiano?Nelmomentoincuisorge
ognipensiero,sesiindagaconvigilanza:Achivenuto?,siverraconoscere:Ame.Seallorasi
indaga:Chisonoio?,lamentetornerallasuasorgente(ilS)eilpensierocheerasortocesser.
Praticando in questo modo ripetutamente, il potere della mente di dimorare sulla sua sorgente
aumenta.[6]
InunaltracircostanzaRamanahaaffermato:
La mente rivolta allinterno il S, rivolta allesterno diventa lego Il cotone intessuto in vari
pannilochiamiamoconvarinomi.Loroforgiatoinvariornamentilochiamiamoconvarinomi.Ma
tuttiipanniovestitisonocotoneetuttigliornamentioro.LUnoreale,imoltisonosemplicinomie
forme.LamentenonesisteseparatadaScioessanonhaesistenzaindipendente.IlSesistesenza
lamente,lamentemaisenzailS.[7]
Latradizioneesotericaindianaequellagreca,dunque,sonodaccordosullaessenzialitditaleprassi
dintroversione.
Tutteletecnichemistiche,nelleloroinfinitevarianti,sonovolteaquestofine.
Laconcentrazionesuqualcosasolounpretestopercreareunostatodicoscienzadiversoeduna
prima forma di liberazione attraverso larresto del flusso dei pensieri, la meta vera per la
meditazione, la quale consiste nel rimanere stabili in una condizione di consapevolezza senza
pensieri.
Per tale motivo quelle civilt hanno elaborato nel corso dei secoli ed indipendentemente luna
dallaltra una medesima dottrina secondo la quale solo lio che rientra in se stesso, che si unifica,
cherealizzacos,pocoapoco,lasuaautonomiadallecoseedalsuostessocorpo,puconoscerela
sua vera natura, accedere al mondo divino e comprendere conseguentemente la vera natura del
mondo.
Tu sei consapevolezza afferma Ramana Consapevolezza un altro tuo nome. Poich tu sei
consapevolezza, non necessario conseguirla o coltivarla. Tutto ci che devi fare rinunciare
allessere consapevole di altre cose, cio del nonS. Se si rinuncia a essere consapevoli di esse,
allorarimanesoltantolapuraconsapevolezza,equellailS.[8]
Naturalmente,perilsaggioindiano,laconsapevolezzapuraquandononcontaminatadalmondo
materialeerimanedasola,separata,liberadacicheleestraneo,quietainsestessa.
Almaharishivenneanchechiestoqualefosseladifferenzatralacomunepraticameditativa(dhyana)
eilsuometododellautoricerca(atmavichara)edeglirisposecos:
La meditazione richiede un oggetto su cui meditare, laddove in vichara c soltanto il soggetto
senza loggetto. La meditazione differisce dallautoindagine in questo modo. Dhyana
concentrazionesuunoggetto.Realizzaloscopoditenerelontanidiversipensieriedifissarelamente
su un solo pensiero, il quale deve anchesso scomparire prima della realizzazione. Ma la
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realizzazionenonnulladinuovodaacquisire.Egil,maostruitadaunoschermodipensieri.
Tuttiinostritentativisonodirettiasollevarequestoschermoequindilarealizzazionesirivela.Seai
cercatori viene consigliato di meditare, molti potrebbero andarsene soddisfatti di questo consiglio.
Maqualcunotraloropotrebbevolgersiachiedere:Chisonoiochemeditosuunoggetto?.Auno
cosbisognadirediscoprireilS.Quellalafinalit.Quellavichara.[9]

NISARGADATTAMAHARAJI

LaviadirettaallarealizzazionedelSstatainsegnataanchedaunaltromaestrospiritualeindiano
vissutotrail1897edil1981.
Egli, che nella vita ordinaria fu un semplice tabaccaio della periferia di Bombay, dimostr una
profondasapienzacheavevalesueradicistorichenelsistemafilosoficoVedantamacheegliinrealt
maturpersonalmenteattraversounaintensaelucidaindagineinteriore.
Isuoidiscorsiconiricercatorispiritualichesirecavanoatrovarlosonostatiraccoltiinvaritestiin
unodeicolloquichevisonoriportatiuninterlocutorechegipraticavalameditazioneglichiesequale
fosselaveranaturadelluomoedeglisinteticamenterispose:

Tuseilinfinito,concentratoinuncorpo.Peroravedisoloilcorpo.Seinsisti,arriveraiavedere
sololinfinito.

Eallinterlocutorecheulteriormenteglichiedevaqualefosseladisciplinapiadattapergiungerea
taleConoscenzaprecis:
Concntratiunicamentesulliosono.Cos,quandolamentediventacompletamentesilenziosa,si
fa fulgida e vibra di nuova conoscenza. Tutto avviene da s, devi solo aderire allio sono Il
ricordodis,laconsapevolezzadelliosono,fannomaturareinfretta.Abbandonatutteleideesu
di te, semplicemente sii Smetti di usare la mente, e vedi ci che capita. Concentrati su quello
ininterrottamente.Noncaltro.[10]
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PerNisargadatta,comeperRamana,tutteletecnicherealizzativehannolunicoscopodivolgerela
coscienzaversolinterno:
Puoiseguirevariestrade:ognivoltasarquellagiustainquelmomentoseguilacontuttoilcuore,
nonsprecaretempoindubbiedesitazioni.Molticibidiversioccorronoalbambinopercrescere,ma
lattodimangiareidentico.Teoricamentetuttigliapproccisonobuoni.Inpratica,lastradasucui
camminiinundatomomentononpucheessereunica.Prestootardiscopriraiche,sevuoidavvero
trovare,deviscavareinunsoloposto:dentro.Nilcorponlamentepossonodarticichecerchi,
cioessereeconosceretestessoelagrandepacecheliaccompagna.[11]

Poich la maggior parte dei suoi interlocutori sottolineava il fatto che la mente, per sua natura,
costantementeinstabileeglidisse:
Ecomesipustabilizzareunamenteinstabile?Ovviamentenonsipu.Elanaturadellamentedi
vagabondare. Tutto quello che puoi fare spostare il fuoco della coscienza oltre la mente. Rigetta
tuttiituoipensieritranneuno:iosono.Dapprimalamentesiribeller,maconpazienzaetenacia
potr maturare e diventare quieta: Quando sarai quieto, le cose cominceranno ad accadere da s,
naturalmente,senzachetuinteferisca.[12]

PerNisargadatta,comeperRamana,lapiconsapevoleerazionalemetodologiadiricercanonpu
che porre linizio nellautoindagine e poich taluni suoi interlocutori di orientamento devozionale
ritenevanoimportanteiniziarlainvecedalconcettodiDioegliprecis:
Dio solo unidea della mente, ma il fatto sei tu. Lunica certezza che hai : io sono quiora.
Rimuovi il quiora, e resta liosono, inattaccabile. La parola esiste nella memoria, la memoria
entranellacoscienza,lacoscienzaesistenellaconsapevolezza,equestailriflessodellalucesulle
acquedellesistenzaLunicacosachepossoaffermareconcognizionedicausa:iosono.Tuttoil
restopossosolodedurlo.Eladeduzionediventataunabitudine.Distruggituttiipensierieipuntidi
vistache erediti dallabitudine.Lio sono lamanifestazionedi unacausapiprofondacuipuoi
daremoltinomi:lEssere,Dio,Realt,eccetera.Liosononelmondo,maasuavoltalachiave
che ti apre la porta per uscire dal mondo. La luna che danza sullacqua causata dalla luna nel
cielo,benchsembristaresullacqua.[13]

Altrettantochiaroecoerentefunelrispondereachiaffermavalanecessitdiammettereteoricamente
lesistenzadiunPrincipiouniversalecomecausadituttolesistente:
QuellochecreaesostieneilmondopuoichiamarloDiooProvvidenza,mainultimaanalisilaprova
cheDioesisteseitu,enonviceversa.Infatti,primachesipossaporrealcunadomandasuDio,devi
esseretuaporla.[14]

Per Nisargadatta fondamentale distinguere quindi tra due livelli dello spirito umano, quello della
coscienzaordinaria(lego)concuisipercepisceilmondo,siragionasullesensazionicollegandole
razionalmente e si costruisce la comune personalit storica, e quello della pura consapevolezza.
Poichquestaciconsentedipoterosservarepersinolapropriaattivitdipensieroappartieneadun
livellodicosceinzapielevato,ciotrascendente(appunto:ilS).
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Laconsapevolezzaegliaffermaprimordialelostatooriginale,senzainizio,senzafine,non
causato,nonsostenuto,senzapartinmutamento.Lacoscienza<invece>percontatto,ilriflettersi
su una superficie, uno stato di dualit. Non pu esserci coscienza senza consapevolezza, ma pu
esserciconsapevolezzasenzacoscienza,comenelsonnoprofondo.Laconsapevolezzaassoluta,la
coscienzarelativaalsuocontenutolacoscienzasemprediqualcosa:parziale,mutevole.La
consapevolezzatotale,immutevole,calmaesilenziosa.Lamatricecomuneadogniesperienza.
E allinterlocutore che lo incalzava chiedendogli come si potesse penetrare oltre la coscienza nella
consapevolezza,rispose:
Poichlaconsapevolezzacherendepossibilelacoscienza,cconsapevolezzainognistatodella
coscienza. Perci proprio la coscienza di essere consapevole gi un movimento verso la
consapevolezza.La tua attenzione al flusso della coscienza, ti porta alla consapevolezza. Non un
nuovostato.Esubitoriconosciutocomelostatooriginaleefondamentale.[15]

[1]Plotino,Enneadi,VI,9,7,1420.Purtroppolecorrentitraduzioniditalebranononconsentonodi
comprendere appieno le indicazioni tecniche indicate da filosofo, per questo abbiamo preferito
presentarneunanostra.
[2]Plotino,Enneadi,VI,4,16.
[3]Ibidem,II,9,2.
[4]RamanaMaharishi,Siicichesei,acuradiDavidGodman,ed.IlPuntodIncontro,2007,p.20.

[5]Ibidem,pp.6970.
[6]Ibidem,pp.7273.
[7]RamanaMaharishi,Siicichesei,acuradiDavidGodman,ed.IlPuntodIncontro,2007,p.25.
[8]RamanaMaharishi,Siicichesei,acuradiDavidGodman,ed.IlPuntodIncontro,2007,p.19.
[9]RamanaMaharishi,Siicichesei,op.cit.,pp.6667.
[10]NisargadattaMaharaji,IosonoQuello,Rizzoli,Milano,1981,vol.I,p.154.
[11]Ibidem,p.158.
[12]Ibidem,p.34.
[13]Ibidem,pp.155156.
[14]Ibidem,p.157.
[15]Ibidem,pp.3940.
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