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Behavior-based safety: i risultati raggiunti

nellapplicazione in un contesto industriale


Nicola Bottura
Ali, Ambiente lavoro impresa s.r.l.

quali comportamenti migliorare?


quali sono gli strumenti pi adatti per migliorarli?
come misurare il miglioramento?

1. B EHAVIOR- BASED
BREVE INTRODUZIONE

Le metodologie della cosiddetta behavioral Safety o


behavior-based safety (Bbs), particolarmente in voga a partire dagli anni Novanta soprattutto nel mondo anglosassone, fondano le proprie radici teoriche
nella behavioral analysis, quella branca della psicologia che studia il comportamento umano, tentando
di applicarne i risultati anche alla risoluzione dei problemi di sicurezza sul lavoro.
Lassunto principale (basato sugli studi dello psicologo comportamentale B.F. Skinner), che il comportamento umano:

preceduto da una serie di antecedenti (per


esempio nei contesti aziendali: la formazione ricevuta, lordine del superiore, un cartello),
seguito da una serie di conseguenze (per
esempio nei contesti aziendali: lapprovazione
dei colleghi, una sanzione disciplinare, un premio, ecc.).

Antecedenti e conseguenze contribuisco a modificare il comportamento umano, ma sono soprattutto


le conseguenze del comportamento che lo modificano in maniera diretta ed efficace: ovvio quindi che
per modificare il comportamento sul posto di lavoro
necessario modificare soprattutto le conseguenze
di tale comportamento. Tali conseguenze possono
essere grossolanamente classificate in:

Una delle possibili risposte costituita dalle metodologie della


behavior-based safety e dal loro adattamento alla realt produttiva
italiana (costituita in gran parte da Pmi), come succintamente descritto nel seguito dellarticolo, che descrive anche i risultati di una
delle prime esperienze di applicazione in Italia.

SAFETY : UNA

rinforzi che aumentano la probabilit che latto


venga ripetuto,
punizioni che diminuiscono la probabilit che latto
venga ripetuto.

Il sistema di gestione della sicurezza deve essere


quindi tarato per riconoscere i comportamenti critici e fornire le conseguenze corrette, rinforzando i
comportamenti sicuri e diminuendo la probabilit di
quelli insicuri.

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Fogli dinformazione gennaio-marzo 2007

Linteressante e completa Indagine integrata per lapprofondimento


dei casi dinfortunio mortale pubblicata dallIspesl, rende disponibile
una notevole serie di dati e informazioni sul fenomeno infortunistico,
con particolare riferimento agli infortuni gravi e mortali. Il documento costituisce un ottimo spunto per una serie di riflessioni sullapproccio utilizzato per la prevenzione degli infortuni e, pi in generale, sulla gestione della sicurezza nelle aziende.
Uno dei dati fondamentali che emerge con chiarezza, costituito dal
fatto che lattivit dellinfortunato o di terzi rappresenta il determinante di oltre il 50% degli infortuni. In oltre il 70% dei casi lattivit
dellinfortunato rappresenta un modulatore negativo: ossia, quando lesito dellinfortunio legato a pi fattori, lattivit dellinfortunato costituisce nella maggior parte dei casi un fattore aggravante.
Conclusione: il comportamento del lavoratore rappresenta un
fattore centrale nella prevenzione infortuni.
I dati Ispesl confermano, attraverso una seria indagine scientifica, informazioni disponibili in letteratura fin dagli albori della moderna
scienza della prevenzione degli infortuni. Si pensi, per esempio, alle
conclusioni di H.W. Heinrich, che nella sua attivit di ispettore della
Travelers Insurance Company sin dagli anni Trenta arriv ad attribuire al fattore umano circa il 90% degli infortuni. Quindi strumenti in
grado di permettere una corretta gestione del comportamento costituiscono unarma vincente nella battaglia verso unazienda zero
infortuni.
Se il teorema che migliorare i comportamenti equivale a ridurre gli
infortuni trova una facile dimostrazione, ben pi difficile rispondere alle domande conseguenti:

La behavioral safety non certamente una moda passeggera: le


teorie della behavioral safety possono essere ricondotte anche agli
studi di uno dei padri della moderna scienza della prevenzione infortuni, il gi ricordato H.W. Heinrich, che sin dal 1931 teorizz il noto
triangolo della sicurezza.

FIGURA 1 - IL TRIANGOLO

DELLA SICUREZZA

[1]

the foundation of a major injury

FIGURA 2 - PRINCIPALI

DEFINIZIONI

1. comportamento: azione osservabile


2. comportamento (atto) critico: atteggiamento critico per la sicurezza, se svolto in maniera
insicura espone al rischio di infortunio
3. comportamento (atto) a rischio (insicuro):
azione osservabile che espone a rischio di
infortunio

major injury
29

Fogli dinformazione gennaio-marzo 2007

minor injuries

300 no-injury accidents

Esprimendo in sintesi gli studi di Heinrich, possiamo affermare che


a 29 infortuni minori e 1 infortunio grave o mortale, corrispondono
300 incidenti (senza infortunio), che generalmente non vengono registrati o analizzati. La maggior parte di questi eventi causata da atti insicuri; la prevenzione degli atti insicuri diviene quindi il fattore
chiave di prevenzione degli infortuni; ed quanto vuole fare la Bbs.
In estrema sintesi, un intervento di behavior-based safety si basa sui
seguenti momenti fondamentali:
1. identificazione, elencazione e classificazione di comportamenti
critici, che, se svolti in maniera insicura, possono determinare un
infortunio (behavioral inventory o pinpointing );
2. rilevazione dei comportamenti sul posto di lavoro (behavioral audit
o behavioral observation), con riferimento alla frequenza di tali atti;
3. identificazione del comportamento critico da affrontare, analisi delle sue cause in termini di antecedenti e conseguenze (behavior
analisys ) e definizione delle azioni correttive;
4. applicazione delle azioni correttive necessarie per migliorare il
comportamento (e in particolare delle nuove conseguenze).
Si noti che lintervento di Bbs non un programma temporaneo,
ma un modello gestionale da applicare con continuit dopo le fasi iniziali. Inoltre, lobiettivo dellintervento di Bbs non meramente di
migliorare o condizionare il comportamento del lavoratore e tanto meno di colpevolizzare il lavoratore stesso, ma quello di determinare e rimuovere gli ostacoli al lavoro in sicurezza (spesso determinati, se si segue il commento precedente, da fattori organizzativi
o produttivi), attraverso la partecipazione e il coinvolgimento del lavoratore.

Behavior-based safety: i risultati raggiunti nellapplicazione in un contesto industriale

Dal punto di vista della prevenzione infortuni il vero punto di forza costituito dalla misura dei
comportamenti critici sul posto di lavoro (momento 2, nella sequenza sopra descritta), determinando la frequenza di quelli insicuri sul totale.
La Bbs prevede, infatti, leffettuazione di osservazioni a campione sul posto di lavoro (attraverso un team che pu essere costituitito dalla linea
manageriale e dai preposti, ma anche dai lavoratori stessi), per determinare se i comportamenti
critici sono svolti in maniera sicura o non sicura.
Questo permette, nellapplicazione pi completa
ed evoluta di questi metodi, di misurare per ogni
comportamento critico, la percentuale di comportamenti svolti in maniera sicura sul totale e quindi di prevedere le performance di sicurezza, grazie alla correlazione esistente tra comportamenti
critici e infortuni.
Si pensi, ad esempio, di avere identificato come
comportamento critico la guida del carrello elevatore (ad es. a seguito di un infortunio) e di avere
conseguentemente effettuato unattivit formativa
dei carrellisti: il sistema delle osservazioni permette di determinare la percentuale di atti insicuri sul
totale, nei periodi precedenti e seguenti al corso e
quindi di misurare in maniera oggettiva il successo
o meno di tale azione correttiva.
Il sistema di Bbs di fatto funziona con un meccanismo di auto-correzione; nel momento in cui si
evidenzia il degrado di uno specifico comportamento critico, lanalisi delle cause permette di
identificare quali azioni correttive sono necessarie.
Ovvio che tale strumento di valutazione deve essere usato in maniera critica e solamente dopo che
esso stato validato nel tempo, in modo da fornire
dati affidabili (un esempio banale, ma significativo:
se le osservazioni mostrano che il comportamento

critico protezione dalle cadute effettuato in maniera sicura nel


100% dei casi, per nello stesso periodo viene rilevato un infortunio
per cadute dallalto, il sistema di rilevazione deve essere nuovamente messo a punto).
I quattro momenti si ripetono in maniera ciclica, in modo da ottenere un
miglioramento continuo del comportamento sul posto di lavoro. Il denominatore comune di queste quattro fasi costituto da unintensa attivit formativa, di consultazione e di partecipazione delle maestranze,
senza le quali non possibile garantire il successo delliniziativa.

In questa fase viene anche creata una struttura di


coordinamento centrale, presieduta da un coordinatore ambiente e sicurezza. Il coordinamento centrale responsabile del progetto e individua i responsabili operativi delle singole attivit.
La determinazione della lista dei comportamenti
critici della sicurezza viene effettuata attraverso lanalisi degli infortuni e con lutilizzo di input provenienti da altri stabilimenti europei del Gruppo che
effettuano lavorazioni simili. Per il completamento

2. BEHAVIOR-BASED

SAFETY : ESEMPIO DI APPLI-

CAZIONE IN UN CONTESTO INDUSTRIALE


Il programma sopra descritto, con gli opportuni adattamenti, stato applicato a partire dal 2003 in unorganizzazione costituita dai sei stabilimenti per la produzione di sacchi del Gruppo Mondi; applicazione alla
quale lo scrivente ha collaborato come coordinatore del programma.
Le attivit inizialmente previste per lapplicazione possono essere
raggruppate in due fasi principali:

Vediamo ora in dettaglio le singole fasi.


Fase preparatoria
La fase preparatoria inizia con unintensa attivit di formazione del
personale di stabilimento (direzione, responsabili e lavoratori), il cui
scopo quello di illustrare gli obiettivi e le fasi del progetto.

voro a livello di reparto che hanno il compito di fornire informazioni al coordinamento centrale. In questi gruppi (definibili anche come circoli della sicurezza), dopo una breve formazione iniziale, i lavoratori effettuano brevi workshop e vengono guidati
nellidentificazione dei rischi e dei comportamenti
critici nella propria attivit. I circoli sono presieduti
e gestiti dai preposti dei lavoratori stessi (che mantengono quel ruolo di leader che ricoprono anche
sul luogo di lavoro): pu essere prevista la presenza (come facilitatori) dellRspp o del consulente
esterno. In tabella 1 riportato un esempio di definizione di comportamenti critici.
Una volta creata la lista dei comportamenti critici,
sono predisposti gli strumenti organizzativi per leffettuazione delle osservazioni (ad es. i moduli di raccolta dati sulle osservazioni) e viene effettuata la formazione degli osservatori: ovvio che siano programmati specifici incontri per formare e informare
i lavoratori sulle corrette procedure operative.

TABELLA 1 - Esempi di comportamenti critici per la sicurezza (tratti dalla lista dei comportamenti critici attualmente esistente)
nr.

categoria

descrizione

B4

protezione dalle cadute

chiusura di parapetti, cancelli e catene durante le attivit in quota


utilizzo di Dpi, in caso di rischi di caduta

B6

salita e discesa delle scale

posizionamento appropriato della scala e in condizioni di stabilit


scale con freno fissato durante lutilizzo
rispettare il modo esatto di salire su una scala o scala a pioli, sia essa mobile o fissa
(la scala deve essere di fronte, non saltare i pioli o i gradini, tenere le mani sul corrimano)

B10

lock-out tag-out

porte di quadri elettrici e cabine chiuse a chiave


impianti fuori tensione sempre (nel caso di impianti in tensione devono essere utilizzate
speciali precauzioni, descritte dalla norma Cei 11-27)
cartello di lavori in corso - non effettuare manovre sempre
lucchetto di blocco del sezionatore quando fuori dalla vista/controllo del manutentore

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Fogli dinformazione gennaio-marzo 2007

una preparatoria (propedeutica alla realizzazione del sistema,


della durata di circa sei mesi), orientata allidentificazione dei
comportamenti critici;
e una a regime, nella quale iniziano le osservazioni e lanalisi e
il miglioramento degli atti insicuri (la Bbs diventa un vero e proprio
sistema di gestione).

di questa fase vengono creati appositi gruppi di la-

Nota finale allarticolo: lautore, insieme a colleghi


e al personale Ispesl, sta creando un gruppo di studio per approfondire esperienze applicative di metodologie della Bbs, in modo che esse vengano divulgate e messe a disposizione delle imprese,
contribuendo al miglioramento della salute e sicurezza sul lavoro. Per ulteriori informazioni scrivere
a: nicola.bottura@alisrl.it.

BIBLIOGRAFIA
[1] H.W. Heinrich. Industrial accident prevention.
McGraw-Hill Book Company. New York, 1941.
[2] T.R. Krause. The behavior-based safety process.
Seconda edizione. 1996.

FIGURA 3 - ANDAMENTO DELL'INDICE DI FREQUENZA DEGLI INFORTUNI NEI SEI STABILIMENTI DELLA MONDI PACKAGING ITALIA, DIVISIONE SACCHI (PER GENTILE CONCESSIONE
DELLA SOCIET); RISULTATI DELLAPPLICAZIONE DELLE METODOLOGIE DELLA BEHAVIORAL SAFETY DA PARTE DEL COORDINAMENTO SAFETY, HEALTH AND ENVIRONMENT

lost time injury frequency rate


12,00
11,09
Ltifr = Lti/hours worked x 200.000

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Fase a regime
La fase a regime inizia con leffettuazione delle osservazioni (a campione) dei comportamenti critici sul posto di lavoro, svolte generalmente dai preposti e dalla struttura manageriale.
Attraverso una specifica analisi dei risultati delle osservazioni si determinano gli atti critici da migliorare (questi possono differire da
stabilimento a stabilimento, in funzione appunto dei dati delle osservazioni). I circoli della sicurezza dello stabilimento sviluppano lanalisi delle cause di uno specifico atto critico, determinando le azioni correttive per eliminare gli ostacoli al lavoro in sicurezza. Le azioni correttive sono approvate dalla direzione dello stabilimento e applicate sul luogo di lavoro.
I risultati in termini di riduzione degli infortuni al termine del secondo anno, sono estremamente positivi e sono riassunti dal grafico riportato in figura 3.
Anche se il contesto descritto molto specifico (produzione sacchi),
i risultati di questa applicazione della Bbs sono generalizzabili ad altre aziende industriali, anche alla luce dei dati disponibili in letteratura che confermano ulteriormente la validit delle metodologie proposte dalla behavior-based safety [2].

10,00
8,00
6,00
4,93
4,00
2,00
0,35

0,00
2002

2003

Behavior-based safety: i risultati raggiunti nellapplicazione in un contesto industriale

2004