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Aprile / Giugno 2009 N°0 - Anno I

ISERNIA IL RIPOSTIGLIO DI IL CARNEVALE DI


LA PINETA VINCHIATURO CERCEPICCOLA
a cura di Antonella Minelli di Chiara Santone di Karicla Scarcella

40.000 ANNI FA LA NECROPOLI DI LA CATAPULTA SANNITICA


ROCCHETTA A VOLTURNO RIPATAGLIATA DI CASALBORDINO
di Ettore Rufo di Sandra Guglielmi e Petronilla Crocco di Michele Fratino
EDITORIALE

I
l territorio conserva e custodisce alla conoscenza dell’archeologia molisana,

le tracce del nostro passato: che si alle ultime rilevanti scoperte, alle ricerche

tratti di labili segni a volte diffici- in corso, alle specifiche analisi e problema-

li da riconoscere ed interpretare o invece tiche, a tutti gli ambiti disciplinari ad essa

di testimonianze più consistenti che, sfi- legati, nasce proprio dalla necessità di sop-

dando il tempo, riescono a giungere quasi perire ad una grave lacuna nella divulgazio-

intatte fino ai nostri giorni, ogni elemento ne e, quindi, successiva fruizione dell’in-

costituisce un tassello di storia, più o meno tero patrimonio archeologico molisano.

rilevante, ma indispensabile ai fini della ri- L’Assessorato alla Cultura è ovviamente

costruzione del processo storico in tutti i sempre ben disposto a supportare e favo-

suoi aspetti. L’archeologia rappresenta un rire iniziative culturali, tanto più se ideate

linguaggio difficile da decifrare ma proba- e messe a punto da giovani, così come in

bilmente anche il più diretto, che consente questo caso, testimonianza del fermento,

di restituire, con l’ausilio di altre discipline della curiosità e della determinazione del-

ad essa intimamente connesse, un’immagi- la nuova generazione, della loro volontà

ne quanto più fedele possibile del passato. di restituire vita, dignità ed importanza al

Si attesta ormai da anni un sempre maggiore contesto locale, ad un passato ancora tutto

interesse per l’archeologia nell’ambito mo- da scoprire e decifrare, a quella microsto-

lisano, da parte di specialisti del settore, do- ria che troppo spesso rischia di perdersi

centi, studenti, ma anche di semplici appas- all’interno della grande storia, perché cre-

sionati. Parallelamente, gli impegni profusi do che investire sul patrimonio culturale

nelle ricerche archeologiche sul territorio di un territorio significa valorizzare, tute-

si sono moltiplicati, purtroppo quasi mai lare, preservare ciò che costituisce l’iden-

seguiti da una effettiva divulgazione e pub- tità di un popolo, la sua storia passata che,

blicizzazione dei risultati. Di conseguenza, come straordinaria ricchezza e memoria

la conoscenza di uno scenario delle ricerche collettiva, risulta inscindibile da quella

che si qualifica come ricco e promettente, ri- presente e fondamentale per quella futura.

schia di essere relegato ai soli specialisti del Sandro Arco


settore. L’idea di un periodico finalizzato

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MAGAZINE INDICE
Comitato scientifico Hanno collaborato a
Sandro Arco questo numero ISERNIA LA PINETA
Carlo Peretto Antonella Minelli
APRILE/MAGGIO NUMERO
Il sito preistorico alla luce delle recenti
2009 0 Antonella Minelli
Adriano La Regina
Carlo Peretto
Giuseppe Lembo acquisizioni
Emilia Petrollini Annarosa Di Nucci
Angela Crolla Ettore Rufo
Rosalia Gallotti Maria Angela Rufo
a cura di Antonella Minelli pag. 6
Marta Arzarello Marta Arzarello
Michele Raddi Ursula Thun Hohenstein 40.ooo anni fa a rocchetta
Chiara Santone
Sandra Guglielmi a volturno
Redazione Petronilla Crocco Gli artigiani neandertaliani di Grotta Reali
Petronilla Crocco Karicla Scarcella
Annarosa Di Nucci Michele Fratino
Associazione Culturale di Ettore Rufo pag. 18
Sandra Guglielmi
ArcheoIdea
c.da Ramiera Vecchia, 1 Brunella Muttillo
86170 Isernia
www.archeoidea.info
Ettore Rufo
Maria Angela Rufo
Registrazione del Tribunale di
Isernia n. 72/2009 A.C.N.C.; n.
Il ripostiglio di Vinchiaturo
Chiara Santone 112 Cron.; n. 1/09 Reg. Stampa
Daniele Vitullo del 18 febbraio 2009 Alcune osservazioni
Direttore responsabile Vincenzo Compare
Giuseppe Lembo
Le foto dei siti e dei reperti
archeologici sono pubblicate
di Chiara Santone pag. 32
Segreteria
archeoidea@hotmail.com grazie all’autorizzazione
della Soprintendenza ai Beni
Archeologici del Molise
LA NECROPOLI DI RIPATAGLIATA
Progetto grafico Studio antropologico dei resti scheletrici umani
Giovanni Di Maggio rinvenuti a Guglionesi
ARCHEOMOLISE ON-LINE
www.giodimaggio.com
www.cerp-isernia.com
di Sandra Guglielmi e Petronilla Crocco pag. 40
Fotografia
Antonio Priston
IL CARNEVALE DI CERCEPICCOLA
Stampa
Mesi, stagioni e drammmi carnascialeschi
Grafica Isernina
86170 Isernia - Italy
Via Santo Spirito 14/16
di Karicla Scarcella pag. 50

Speciale tesi Agenda LIBRI


La catapulta Sannitica di Mostre ed eventi in Le ultime novità
IN COPERTINA Casalbordino calendario editoriali
elaborazione grafica di
Giovanni Di Maggio
di Michele Fratino pag. 58 pag. 66 pag. 69

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ISERNIA
LA PINETA
Il sito preistorico alla luce
delle recenti acquisizioni
di Antonella Minelli - Dipartimento di Scienze e Tecnologie per
l’Ambiente ed il Territorio, Università degli Studi del Molise

Carlo Peretto - Dipartimento di Biologia ed Evoluzione, Università


degli Studi di Ferrara

Giuseppe Lembo – Centro Europeo di Ricerche Preistoriche, Isernia

Annarosa Di Nucci - Centro Europeo di Ricerche Preistoriche, Isernia

Ettore Rufo - Centro Europeo di Ricerche Preistoriche, Isernia

Maria Angela Rufo - Dipartimento di Biologia ed Evoluzione,


Università degli Studi di Ferrara

Marta Arzarello - Dipartimento di Biologia ed Evoluzione, Università


degli Studi di Ferrara

Ursula Thun Hohenstein - Dipartimento di Biologia ed Evoluzione,


Università degli Studi di Ferrara

L’
attività esplorativa, che ha interessato
il sito di Isernia La Pineta, a partire
dal 1979, è il frutto di una stretta
collaborazione tra il Dipartimento di Biologia
ed Evoluzione dell’Università degli Studi di Particolare dell’archeosuperficie 3a
Ferrara, l’Università degli Studi del Molise e la ricca in reperti faunistici e litici.
In primo piano un cranio di bisonte (Bison
Soprintendenza Archeologica del Molise. schoetensacki), tra gli animali più sfruttati.
Sulle superfici dei reperti ossei sono spesso
evidenti le tracce di sfruttamento legate alla
scarnificazione ed alla macellazione a scopi
prettamente alimentari (foto: A. Priston)

6
La serie stratigrafica ed il materiale
archeologico Da uno a dieci sono indicate le principali
fasi della successione dei depositi e delle
La serie stratigrafica in cui è incluso il giaci- archeosuperfici:
mento è caratterizzata da depositi continen-
1. In origine l’area è occupata da un bacino
tali riferiti al Pleistocene medio che costitu- lacustre che deposita sabbie e limi;
iscono il riempimento di un bacino tettonico
2. Si interra il bacino e si deposita un livello
infrappenninico tardo-terziario. La successio-
travertinoso, che emerge e viene alterato
ne e l’alternanza di sedimenti di natura fluvio- dagli agenti naturali;
lacustre (travertini, argille, limi, sabbie gros-
solane e fini, ghiaie) e di sedimenti di natura 3. Sul travertino si imposta il primo suolo
d’abitato (indicato con la sigla 3c);
vulcanica (tufi e cineriti) hanno permesso di
ricostruire l’evoluzione degli eventi geologici 4. Questo primo accampamento (3c) è
che hanno interessato il bacino di Isernia e di coperto da un’alluvione che deposita argille,
limi e contestualmente ceneri vulcaniche;
datare recentemente l’accampamento stesso a
circa 700.000-620.000 anni da oggi. 5. L’area è nuovamente frequentata a più
Quattro sono le superfici di abitato individua- riprese da comunità umane che lasciano
consistenti testimonianze delle attività svolte
te che hanno restituito una notevole quantità
(archeosuperficie indicata con la sigla 3a).
di reperti faunistici e litici in differenti con-
6. Questo secondo livello archeologico è
Momenti di scavo sull’archeosuperficie 3a sepolto da un colluvio (colata di fango) co-
(foto: A. Priston) stituito da materiali fini: la sua età è di circa
700.000 – 620.000 anni;

7. Segue una fase nella quale diventano di


nuovo dominanti gli apporti fluviali e vulcani-
ci caratterizzati da sabbie grossolane;

8. L’uomo si accampa una terza volta contri-


buendo alla formazione di un’altra archeosu-
perficie (sigla 3S10);

9. Il terzo accampamento è ricoperto da de-


positi fluviali fini che diventano più grossolani
verso la sommità (la sequenza è intercalata
verso l’alto da paleosuoli e da tufi vulcanici
risalenti a circa 500.000 anni fa);

10. Anno 1978 si scopre il sito archeologico e


si inizia lo scavo

(Elaborazione grafica: M. Arzarello, A. Di


Nucci; Disegni: G. Nenzioni)

8 9
5cm

Reperti in selce, schegge e debris, che attestano l’intenso sfruttamento della materia prima Reperti in calcare (nucleo e schegge), come manufatti utilizzati in associazione al materiale in
(foto: G. Lembo) selce per l’approvvigionamento alimentare (foto: A. Priston)

centrazioni: 3c, 3a, 3S10 del I settore di scavo; nivori, come il leone (Panthera leo fossilis), e 1993 che ha evidenziato come l’utilizzo della del supporto di materia prima. La loro morfo-
3a del II settore di scavo. di recente acquisizione, il leopardo (Panthera tecnica di scheggiatura bipolare su incudine logia trae solitamente in inganno dal momento
L’archeosuperficie 3a del I settore di scavo è pardus) e la iena (Hyaena brunnea), oltre all’in- abbia avuto un ruolo dominante nell’otteni- che presentano una serie di stacchi multipli o
la più ricca di reperti e la più estesa tra quelle dividuazione di un primate del genere Macaca mento dei manufatti e che quest’ultima tutta- isolati, contigui e non, che potrebbero errone-
identificate che riassume in sé le caratteristi- sylvanus. L’industria litica, al pari dei reperti via è coesistita con altre tecniche, come la per- amente essere interpretati come ritocchi in-
che riscontrate anche sulle altre archeosuper- faunistici, risulta ben rappresentata su tutte le cussione su incudine e la percussione diretta tenzionali.
fici. La distribuzione di specie faunistiche, ri- quattro archeosuperfici di Isernia La Pineta e con percussore duro mobile. Prescindendo dall’evidenza di questi caratteri,
scontrata su tutte le archeosuperfici e gli strati la sua distribuzione rappresenta un elemento Dal punto di vista tipologico, l’industria litica si è riusciti ad attestare la non intenzionalità
che le separano, vede una forte presenza di importante per la distinzione spaziale di aree è caratterizzata da una presenza dominante di nell’ottenimento delle forme e delle caratte-
resti di bisonte (Bison schoetensacki), seguiti potenzialmente interessanti dal punto di vista schegge. Un gruppo a parte è stato indicato con ristiche individuate sui reperti, grazie al sup-
da quelli di rinoceronte (Stephanorhinus hun- interpretativo. la denominazione di debris che si riferirebbe a porto fornito dalla stessa sperimentazione e
dsheimensis), elefante (Elephas (Palaeoloxo- La materia prima si presenta sotto forma di tutti quegli elementi identificabili come pro- dall’analisi funzionale. Infatti, si è riscontrata
don) antiquus), orso (Ursus deningeri), ippopo- due differenti litotipi, la selce e il calcare. La dotti finali dell’attività di scheggiatura. La mo- una sostanziale ricorrenza tra le tracce legate
tamo (Hippopotamus cf. antiquus), di cervidi, considerazione delle caratteristiche tecnolo- tivazione per cui è stata conferita loro una de- alla lavorazione delle carcasse animali e il tipo
quali il megacero (Megaceroides solilhacus), il giche dei reperti ha permesso di ricostruire nominazione singolare, non cumulabile con le di supporto con il quale queste operazioni sono
cervo (Cervus elaphus cf. acoronatus), il daino le operazioni tecniche adottate per la produ- altre definizioni del tipo dei nuclei, si trova nel più efficacemente eseguibili e cioè le scheg-
(Dama dama cf. clactoniana), il tar (Hemigra- zione dei manufatti. Tale ricostruzione è stata fatto che essi davvero sono il risultato ultimo ge non ritoccate; al contrario i cd. debris non
tus cf. bonali), il castoro (Castor fiber), di car- favorita dall’attività sperimentale condotta nel e puramente casuale dell’intenso sfruttamento documentano la presenza di alcuna traccia di

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utilizzazione sulle loro superfici, che possano su ciottolo di più difficile classificazione tipo- collocazione del sito in una zona umida con
essere associate ad un eventuale sfruttamento logica, che presentano distacchi non necessa- grande disponibilità di fauna e quindi di risor-
In basso:
del supporto per scopi alimentari. riamente organizzati. se alimentari di alto apporto energetico e la
Distribuzione spaziale del materiale paleonto-
logico che risulta particolarmente concentrato L’ulteriore analisi dimensionale dei pezzi ha Stabiliti questi aspetti strutturali dell’industria morfologia dell’area, ha facilitato insediamen-
nella parte centrale dell’area, con una progres- altresì confermato la sostanziale differenza di Isernia lo studio si è orientato alla compren- ti testimoniati dalla presenza di ampie aree in
siva riduzione al limite tra il quadrante 1 e 2,
esistente tra i reperti in selce e quelli in calca- sione dei meccanismi di sfruttamento di tali cui l’attività dell’uomo è stata condotta.
a testimoniare una differenziale suddivisione
delle zone sfruttate re; la selce è presente con supporti di piccole risorse in un contesto ecologico ed economico
(elaborazione grafica: G. Lembo, R. Gallotti) dimensioni; nell’ambito del calcare, invece, le come quello del bacino di Isernia. La presenza Le archeosuperfici e la distribuzione
maggiori dimensioni si riscontrano sui reperti di materia prima da trasformare, la generale spaziale dei reperti

La considerazione della distribuzione spaziale


dei reperti ha reso possibile la ricostruzione
dettagliata dell’intera area scavata e di pro-
porre delle analisi interpretative delle archeo-
superfici sia singolarmente che in rapporto le
une alle altre.
Nel caso dell’archeosuperficie 3c (scavata tra
il 1980 e il 1993) la distribuzione dei reperti si
presenta per lo più omogenea e regolare.
L’archeosuperficie 3a copre un’estensione di
circa 140 mq, su cui la distribuzione dei ma-
teriali, per quanto variabile in riferimento
alle diverse categorie rappresentate, presen-
ta comunque un indice di dispersione che
vede il travertino costantemente presente su
tutta l’estensione areale, con concentrazioni
maggiori nella zona in cui esso risulta in po-
sto (quadranti 2 e 3), sempre associato sia ai
reperti faunistici che alle selci ed al calcare; il
materiale osseo fortemente concentrato nelle
zone centrali dell’archeosuperficie con una
dispersione che diminuisce in corrispondenza
del passaggio dal quadrante 1 al quadrante 2;
i resti litici in calcare e selce, invece, con una
configurazione più indipendente ed un gra-
do di dispersione che varia a seconda della
materia prima considerata; il calcare, infatti,
presenta diverse aree di maggiore concentra-
zione, mentre la selce ha una distribuzione più

12 13
Distribuzione spaziale dei reperti litici in selce. Si nota la maggiore concentrazione dei manufatti Distribuzione spaziale dei reperti in calcare, la cui dispersione risulta essere più omogenea
nel quadrante 2 dell’area scavata (elaborazione grafica: G. Lembo, R. Gallotti) (elaborazione grafica: G. Lembo, R. Gallotti)

capillare ed arealmente delimitabile. stribuzione dei reperti ossei e di quelli litici ed gie rivolte al reperimento di porzioni di mas- in luce una grande quantità di materiale liti-
Per quel che riguarda le selce, infatti, è stato una dispersione più fortemente condizionata se carnee a scopo alimentare, avvalorati dalla co sulla superficie allungata e stretta di uno
osservato come la concentrazione del mate- dalla presenza di buche semicircolari, prodot- ricostruzione paleogeografica dell’area, dalle di questi rilievi attorniati dall’acqua. I reperti
riale litico sia bassa nei quadrati del quadrante te dall’azione di fenomeni geomorfologici, che modalità deposizionali e distributive dei re- sono molto freschi, per lo più rappresentati
1, laddove è analiticamente significativa nei hanno causato il trasporto di materiale all’in- perti litici e ossei e dai meccanismi di sfrutta- da schegge ottenute con percussione diretta
quadrati del quadrante 2 e nella fascia che si terno di esse e la dispersione dello stesso. mento degli stessi. o su incudine, con superfici caratterizzate da
sviluppa in diagonale in corrispondenza del Da ultimo, lo studio della distribuzione spa- Le quattro archeosuperfici non rappresente- frequenti tracce connesse con l’attività di ta-
rilievo travertinoso in posto, su gran parte del ziale dei reperti sull’archeosuperficie 3a del II rebbero altro che interfacce differenti di una glio della carne. Su quest’area i resti ossei sono
quale sono stati trovati i manufatti, in buono settore, soprattutto i manufatti in selce, docu- fase insediativa unitaria che la sequenza delle molto scarsi; essi invece sono molto frequen-
stato di conservazione. menta una distribuzione non omogenea, con modalità del suo seppellimento la fanno attri- ti ai suoi lati, dove l’acqua lambiva il rilievo e
La distribuzione dei resti in calcare, numeri- una significativa concentrazione attestata nel- buire erroneamente a livelli archeologici di- dove diventano scarsi i materiali in selce che
camente sempre inferiori a quelli in selce, è la parte centrale dell’area scavata. stinti sul piano cronologico. presentano superfici traslucide che testimo-
caratterizzata da una dispersione meno forte L’elemento di unione delle tre archeosuperfici niano la loro immersione in acqua. Il rapporto
del materiale. Conclusioni è rappresentato dagli ambienti umidi presenti ossa-selci sembrerebbe invertirsi in funzione
Per l’archeosuperficie 3S10 la distribuzione nell’area in quel tempo, caratterizzati da for- di rilievi o delle zone umide più basse.
dei reperti messi in luce con gli scavi del 1992 e Le archeosuperfici individuate sul sito di Iser- mazioni travertinose in parte emerse, con un Inoltre mentre sul rilievo si ha un unico livel-
del 2001 ha interessato soprattutto la porzione nia rappresentano il risultato di atteggiamenti andamento orizzontale e sostanzialmente li- lo, nelle aree depresse si individuano, inve-
NW dell’area, evidenziando un’omogenea di- comportamentali inseriti in specifiche strate- neare, più o meno continuo. Lo scavo ha posto ce, le quattro differenti archeosuperfici che

14 15
A sinistra:
Distribuzione spaziale della totalità dei
materiali rappresentati: reperti faunistici, litici
(calcare e selce), travertino (elaborazione
grafica: G. Lembo, R. Gallotti)

Bibliografia
Coltorti M., Feraud G., Marzoli A., Thon-
That T., Voinchet P., Bahain J.J., Minelli
A., Thun Hohenstein U.& Peretto C.
(2005): New 40Ar/39Ar stratigraphic
and palaeoclimatic data on the Isernia
La Pineta lower palaeolithic site, Molise,
Italy. Quaternary International, 131: 11-22.

Cremaschi, M. (1983): La serie


pleistocenica di Isernia La Pineta (Molise)
e la posizione stratigrafica dei suoli
d’abitato paleolitici in essa inclusi. In
Isernia La Pineta: un accampamento
più antico di 700.000 anni. Bologna:
Calderini Editore Catalogo dell’omonima
mostra, 49-62.

Peretto, C. (1994): Le industrie litiche


del giacimento paleolitico di Isernia
La Pineta. La tipologia, le tracce di
utilizzazione, la sperimentazione. Isernia,
Istituto Regionale per gli Studi del Molise
“V. Cuoco”: Cosmo Iannone Editore.
comunque si uniscono in un’unica realtà in cor- delle archeosuperfici. Il modello comportamentale risorse di un territorio, messe in atto dalla comuni-
rispondenza del cordone travertinoso. Nella de- che se ne deduce rientra quindi in una ben definita tà di Isernia sono scelte adattative coscientemente Peretto C. & Minelli A. (a cura di),
pressione esse sono separate da depositi vulcanici capacità attribuita al gruppo umano a cui è riferito intraprese, rispettando le potenzialità di un am- (2006): Preistoria in Molise. Gli
(cineriti) che tendono ad uniformare l’intera area di rispondere ad un contesto ambientale adottando biente, ma che non vanno interpretate come un insediamenti del territorio di Isernia.
colmando i dislivelli e inarcandosi, così pure come strategie di sussistenza che sono la diretta ed evi- adattamento alle limitazioni ambientali, quanto Collana Ricerche, 3. Centro Europeo di
le archeosuperfici, lungo il limite in pendenza del dente risposta ad una necessità contingente legata piuttosto come le più vantaggiose soluzioni com- Ricerche Preistoriche. Aracne Editrice.
cordone verso l’area lacustre. L’accrescimento del alla realizzazione di determinate attività. portamentali per la risoluzione delle necessità di Roma.
travertino tende in alcuni punti ad inglobare parte Quindi, a nostro avviso, le strategie gestionali delle sussistenza.

16 17
T
ra i 150.000 e i 27.000 anni fa circa, la
vasta area geografica che dalla penisola
iberica si estende sino al Medio Oriente
e all’Asia occidentale vide svolgersi la vicenda
di Homo neanderthalensis, forma umana
tipicamente europea discendente dalle più
Gli artigiani neandertaliani di Grotta Reali.
antiche popolazioni del Pleistocene medio,
di Ettore Rufo
Centro Europeo di Ricerche Preistoriche - Isernia raggruppate nella specie H. heidelbergensis.

Scene di vita nella Grotta Reali a


Rocchetta a Volturno.
Tra 33.000 e 40.000 anni fa gruppi
neandertaliani cercarono riparo nella grotta
per svolgere le loro attività di sussistenza:
produzione di utensili in selce, macellazione
degli animali cacciati, accensione di fuochi
(dipinto: Mauro Cutrona)
Il sito paleolitico di Grotta Reali. I depositi archeologici si trovano all’interno di una porzione della Particolare della supeficie di scavo; in evidenza le tracce di un focolare (foto: G. Lembo)
parete di travertino che attraversa l’area per circa 5 km, disponendosi a gradini e al cui interno si
aprono diverse cavità (foto: E. Rufo)
e il 2007, hanno portato a tracciare un quadro nell’area non sarebbero dunque altro che antri
Gli ultimi scorci di vita dei neandertaliani si superiore, che si diffusero in Europa con l’ar- complessivo delle modalità di formazione del dietro le cascate.
sovrapposero alla vicenda di Homo sapiens, rivo dell’Uomo anatomicamente moderno e deposito e delle dinamiche occupazionali. La deposizione di questi calcareous tufa (de-
giunto in Europa 40.000 anni fa ca. soppiantarono i primi dopo più di diecimila Il sito si apre in una parete di travertino par- nominazione preferibile a quella classica di
A partire da questa data e sino alla definitiva anni di convivenza. zialmente erosa dalle attività di cava che si “travertini”, indicando questi ultimi soltanto
scomparsa dell’Uomo di Neandertal – che si sono susseguite dal 1971 ai primi anni ’90, le i depositi d’acqua calda, non quelli d’acqua
data attualmente a poco meno di 30 Ka BP –, Grotta Reali quali, pur avendo agito fortuitamente nel di- fredda) sembra si sia susseguita, con pause pe-
le due specie convissero, occupando le stesse svelamento del deposito, hanno limitato la riodiche, da 75.000 a 4.000 anni fa.
nicchie ecologiche, come dimostrano i tanti Grotta Reali è ubicata poco lontano dalle sor- leggibilità della sua morfologia originaria; Grotta Reali sarebbe stata occupata da gruppi
siti pluristratificati europei, che testimoniano genti del Volturno, a circa 500 metri s.l.m, sembra tuttavia condivisibile che si trattasse neandertaliani in un periodo di interruzione
di occupazioni successive o alternate di grup- presso l’abitato di Rocchetta a Volturno (Iser- di una grotta di piccole dimensioni e poco ag- e migrazione della deposizione dei tufa, vero-
pi neandertaliani e sapiens. nia). gettante, la cui natura ricalcherebbe i modelli similmente durante l’ultimo Interglaciale, in
Il sito di Grotta Reali a Rocchetta a Volturno, Individuato nel corso di passeggiate archeo- di alcuni siti in formazione eurasiatici, quali due fasi separate da intervalli di non frequen-
con la sua datazione a 33-40.000 anni BP, oc- logiche dall’amatore Pierluigi Berardinelli nel Pamukkale in Turchia e Plitvice in Croazia. tazione e di riattivazione dei meccanismi di
cupa le ultime fasi del Paleolitico medio, inse- 2001, il sito è stato indagato a partire dall’anno Le ricostruzioni geomorfologiche concorda- sedimentazione. All’interno della serie strati-
rendosi con significativa carica documentaria successivo, sotto la direzione del Prof. Carlo no nel descrivere un sistema a gradini lago/ grafica si riconoscono infatti due livelli antro-
nel dibattito sulla transizione tra i complessi Peretto dell’Università di Ferrara. Gli inter- cascata che avrebbe indotto la progressiva for- pizzati (US 5 e US 2β-2γ), tra i quali sarebbe
tecnologici musteriani e quelli del Paleolitico venti sistematici di scavo, attivati tra il 2005 mazione di travertino: le tante grotte presenti intercorsa una pausa di 3-7000 anni, indivi-

20 21
A sinistra: tano una forte densità di industria litica. Il fat-
I laghi termali di Pamukkale to che, tra uno strato e l’altro, non si registrino
(da www.pamukkale.com)
divergenze di gran conto nella composizione
In basso: tecnologica, suggerisce che, nelle due fasi di
Le cascate del Parco Nazionale dei laghi di occupazione, i gruppi neandertaliani abbiano
Plitvice (da www.geologija.hr)
adottato, per la produzione dei loro utensili,
I due siti geologici ricalcano l’aspetto che la stessa tecnologia. Ciò non meraviglia, se si
doveva avere l’area di Grotta Reali all’epoca rievoca la sostanziale stabilità tecnologica che
dell’occupazione musteriana.
caratterizza il Musteriano nel corso di più di
100.000 anni di evoluzione.
Per lo studio dell’industria litica è stato preso a
I manufatti modello il metodo di analisi tecnologica – por-
tato in auge in Francia tra gli anni ’60 e ’70 – il
Grotta Reali ha restituito un totale di circa cui obiettivo, in sintesi, è quello di ricostruire
8000 manufatti in selce, alcuni dei quali rac- l’intero processo di produzione dei manufat-
colti, all’indomani della scoperta, nei deposi- ti (la “chaine operatoire” di Leroi-Gourhan),
ti rimaneggiati formatisi ai piedi della grotta dall’acquisizione della materia prima sino
dopo il crollo. all’abbandono degli oggetti nel sito, e di distin-
I livelli archeologici – su tutti l’US 5 – presen- guere le scelte tecniche operate dall’uomo per

duata dalle US naturali 3 e 4, corrispondenti Gli erbivori (cervo, capriolo, cavallo…) sono
ad una lunga fase di ripresa dei meccanismi prevalenti; la presenza di resti di lupo, iena,
erosivi. In accordo con le datazioni radiome- orso, volpe – più influente nei livelli supe-
triche, l’occupazione più antica (US 5) risale riori – si spiegherebbe con l’idea che i car-
a 36-40.000 anni fa, quella successiva (US 2β- nivori cercassero riparo nella grotta durante
2γ) a circa 33.000. I livelli sono definiti da nu- i periodi di assenza dell’uomo. L’analisi dei
merosi manufatti in selce, da alcuni frammenti resti provenienti dai livelli antropici sem-
ossei e da due focolari. bra indicare che nella genesi dell’accumu-
Sembra che, dopo il suo abbandono da parte lo abbia giocato un ruolo primario l’attività
dell’uomo, la grotta sia stata occupata dai car- dell’uomo.
nivori, giacché negli orizzonti più recenti (US Alcuni frammenti mostrano infatti tracce
1 e US 2abc) le tracce legate alla loro attività legate alla macellazione, quali le strie origi-
prevalgono su quelle antropiche. nate dallo scorrimento del margine tagliente
di uno strumento litico e gli incavi procurati
Le faune dalla fratturazione. A monte vi sarebbero at-
tività di trattamento delle carcasse a scopo
Le specie faunistiche presenti indicano un alimentare successive alla caccia (disartico-
ambiente boschivo, con alternanza di zone lazione, fratturazione su osso fresco per il
più aperte e di acque libere. recupero del midollo etc.).

22 23
a
b
c

d e

1 cm

Frammento di diafisi con tracce di macellazione


Le strie parallele (B, C) e le raschiature (D-F) sono il prodotto dello scorrimento del margine taglien-
te di uno strumento litico (foto U. Thun Hohenstein)

l’ottenimento degli utensili. Un orientamento mentale che è a monte del processo operativo.
cognitivo che, all’analisi stilistica e tipologica, L’industria è confezionata su selce locale. Se
La serie stratigrafica di Grotta Reali:
preferisce un approccio “genetico”, in cui si ne trae che i gruppi umani compissero brevi Le due fasi di occupazione, datate la prima a 36-40.000 anni dal presente, la seconda a ca.
guarda al singolo elemento come parte di un spostamenti per approvvigionarsi di materia 33.000, corrispondono alle US 5 e 2β-2γ; entrambi i livelli hanno restituito un gran numero di
manufatti in selce, alcuni frammenti di ossa di erbivori e carnivori e testimonianze di uso del
sistema in cui esso è legato da rapporti di cau- prima: nel corso di ricognizioni geoarcheolo- fuoco (elaborazione grafica: M. Coltorti)
sa ed effetto a ciò che lo precede e a ciò che giche sono stati riconosciuti due probabili siti
lo segue; il fine ultimo è risalire al progetto di raccolta, a ca. 2 Km dall’insediamento.

24 25
13 12

In alto e a sinistra:
Rimontaggio di due schegge su un nucleo.
Nell’insieme litico sono stati riconosciuti diversi G
“rimontaggi”, insiemi di pezzi combacianti,
dunque “rimontabili” su uno stesso blocco
originario di selce; la loro presenza assicura
che la scheggiatura era svolta all’interno della
grotta (foto: E. Rufo)

A destra:
Pianta di distribuzione dei rimontaggi nel livello
più antico di occupazione (US 5)
(elaborazione grafica: G. Lembo)

La selce veniva trasportata al sito in forma La tecnica di scheggiatura utilizzata era la il nucleo fosse lavorato senza una particolare mente ritenuta esclusiva di H. sapiens e finora
greggia e lì sgrossata e lavorata. Tutte le fasi percussione diretta con percussore di pietra, messa in forma, sfruttando gli angoli e i pia- descritta, per il Paleolitico medio italiano, in
della catena operativa, dunque, si svolgevano mentre la concezione del nucleo si traduceva ni naturalmente esposti, allo scopo di trarne una manciata di complessi dell’Italia setten-
sul sito. Nei livelli archeologici sono infatti nell’applicazione di diversi metodi di lavora- il massimo profitto. Un più complesso con- trionale.
presenti elementi appartenenti ai diversi sta- zione, adottati in relazione agli obiettivi volta trollo della geometria del nucleo illustrava Schegge e lame raramente venivano ritocca-
di: schegge di decorticazione e sgrossatura, per volta ricercati. invece i metodi definiti “con predeterminazio- te (modificate cioè lungo i margini), a creare
sottoprodotti di messa in forma del nucleo, Al di là degli obiettivi specifici, sembra che lo ne”, come il metodo Levallois, basato su una i tipici strumenti del Musteriano: raschiatoi,
scarti di lavorazione, prodotti finiti, nuclei. scopo principale degli artigiani di Grotta Re- sapiente gestione delle convessità del nucleo, incavi, denticolati; ciò significa che le attività
I numerosi rimontaggi (insiemi di due o più ali fosse l’ottenimento del maggior numero e il metodo discoide, anch’esso fondato sul svolte sul sito non richiedevano, se non in casi
elementi litici tra loro raccordabili poiché ap- di schegge nel minor tempo possibile. Non a mantenimento di una convessità; di partico- specifici, bordi modificati, visto che il taglio
partenenti a un unico blocco originario) con- caso il metodo più frequentemente adottato, lare rilievo è poi la presenza di lame ottenute meglio si giovava di margini vivi.
fermano che la scheggiatura avveniva in situ. che definiamo “opportunista”, prevedeva che tramite metodo laminare, tecnologia classica- L’abbondanza degli utensili si spieghereb-

26 27
be, dunque, anche con l’eventualità che una base e bivacchi: presenza di acqua, animali da
scheggia, dopo pochi minuti di attività, per- cacciare, selce per la produzione di utensili e METODI DI DEBITAGE
Incidenza dei metodi di scheggiatura: Il processo di produzione degli utensili prevedeva
desse il filo e dovesse essere sostituita da un anfratti naturali in cui trovare riparo. il ricorso a diversi metodi di lavorazione del nucleo, in cui si conciliavano abilità tecnica e
nuovo supporto. Una delle tante grotte della zona, Grotta Re- opportunismo, poiché lo scopo principale era produrre in breve tempo un gran numero di
ali, ha restituito in anni recenti importanti schegge e lame da utilizzare nel trattamento delle carcasse animali.
Quadro d’insieme testimonianze della presenza di neanderta-
liani, che occuparono il sito in due fasi di- Levallois Discoide Laminare Su scheggia Opportunista

Tra 33.000 e 40.000 anni fa gruppi tardi di ne- stinte. Al suo interno essi scheggiavano la
andertaliani si insediarono a più riprese nelle pietra, macellavano gli animali cacciati, ac-
vicinanze delle sorgenti del Volturno, nel ter- cendevano fuochi. Si trattava probabilmente
US 5
ritorio di Rocchetta a Volturno. L’area offriva di una stazione temporanea, più che di un
diversi vantaggi all’installazione di campi- insediamento stabile, visto che la grotta, co-

Schema teorico del metodo di débitage “opportunista”


Il nucleo era sfruttato senza una particolare preparazione, semplicemente sfruttando gli
angoli e i piani di percussione adeguati creatisi nel corso della lavorazione. Altri metodi qui
riconosciuti, come il Levallois, prevedevano invece una più complessa preparazione del nucleo
(elaborazione grafica: E. Rufo)

Supporto di partenza
US 2β -2γ

...

Nucleo residuale

Prodotti del débitage

28 29
stantemente interessata da fenomeni di per- A destra:
colazione e dalla presenza di veli d’acqua in Manufatti in selce dal livello antropico più
antico (US5). L’industria litica di Grotta Reali
parete, pativa una certa umidità ed era dun- è composta da migliaia di schegge e lame,
que poco ospitale. destinate prevalentemente ad attività di
Di lì a poche migliaia di anni i neandertaliani macellazione. Nella grotta gli utensili venivano
sia prodotti che utilizzati (foto: A. Priston)
sarebbero stati scalzati dall’Homo sapiens,
che aveva iniziato a colonizzare la penisola
intorno ai 40.000 anni dal presente. Grotta
Reali restituisce appunto uno degli ultimi mo-
menti dell’esistenza dell’Uomo di Neandertal
in Italia.

Bibliografia
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Aracne Editrice, Roma, 177-227.

30 31
Asce del ripostiglio
di Vinchiaturo
(foto: da
Samnium 1991)

IL RIPOSTIGLIO
DI VINCHIATURO
ALCUNE OSSERVAZIONI
di Chiara Santone

L’
età del bronzo in Molise è nota, come del resto anche
la finitima protostoria abruzzese, soprattutto sulla
base di survey territoriali di epoche diverse, che solo
in rari casi hanno portato allo studio sistematico ed all’analisi
Disegno delle asce
dei materiali e dei contesti e all’edizione completa dei lavori. del ripostiglio
(elaborazione grafica:
C.Santone)

In questo quadro generale lo studio compiu- tendo di iniziare lo scavo sistematico dei
to dal Barker sulla valle del Biferno rappre- siti del bronzo recente di Oratino (CB) e
senta un’eccezione; dagli inizi degli anni ‘70, di Monteroduni (IS), in funzione anche di
infatti, quest’area è stata oggetto di un’in- una rilettura dei dati fino ad oggi posseduti.
tensa attività di ricognizione, confluita negli Proprio in funzione di questo rinato interes-
anni ‘90 in una pubblicazione che ha riac- se per la protostoria molisana si intende qui
ceso l’interesse sulla posizione ed il ruolo di focalizzare l’attenzione sull’unico ripostiglio
questo territorio nel corso della protostoria. di oggetti in bronzo documentato nella regio-
L’intensa collaborazione di questi ultimi ne Molise rinvenuto negli anni ’80 del secolo
anni tra la Soprintendenza Archeologi- scorso nel territorio comunale di Vinchiatu-
ca del Molise e la Cattedra di Paletnologia ro; si tratta di un insieme omogeneo rappre-
dell’Università di Roma “La Sapienza” ha sentato esclusivamente da un’unica classe di
dato nuovi impulsi alla ricerca, consen- oggetti, quella delle asce a margini rialzati.

32 33
SINTETICO ESAME DEI MANUFATTI
Ascia a margini rialzati Ascia a margini rialzati
Tallone non distinto con occhiello, Tallone non distinto con occhiello,
arrotondato. Margini lievemente rientranti, arrotondato. Margini lievemente rientranti,
paralleli nel tratto mediano; taglio espanso paralleli nel tratto mediano; taglio espanso
con curvatura arcuata. Bronzo, patina in vari convesso con curvatura arcuata. Bronzo,
toni di verde. patina di colore verde-giallino.
Inv. 34585. Inv. 34588.
L. 18,2 cm.; Largh. 5,9 cm.; Peso 486 gr. L. 18 cm.; Largh. 6 cm.; Peso 493 gr.
Cronologia: Tarda età del Bronzo antico. Cronologia: Tarda età del Bronzo antico.
Confronti: A. Bietti Sestieri, E. Macnamara Confronti: A. Bietti Sestieri, E. Macnamara
2007, p.37, Tipo 11 nn. 32-34; G. L . 2007, p.37, Tipo 11 nn. 32-34; G. L .
Carancini, R. Peroni 1999, Tav. 1, R-S, datate Carancini, R. Peroni 1999, Tav. 1, R-S, datate
al III orizzonte dei Ripostigli italiani dell’EBA. al III orizzonte dei Ripostigli italiani dell’EBA.

Ascia a margini rialzati Ascia a margini rialzati


Tallone non distinto con occhiello, Tallone non distinto con occhiello,
arrotondato. Margini lievemente rientranti, arrotondato. Margini diritti, paralleli nel
paralleli nel tratto mediano; taglio espanso tratto mediano; taglio espanso convesso con
convesso con curvatura arcuata. Bronzo, curvatura arcuata.
patina di colore verde chiaro. Bronzo, lieve patina di colore verde chiaro.
Inv. 34586. Inv. 34589.
L. 17,8 cm.; Largh. 5,9 cm.; Peso 521 gr. L. 18,3 cm.; Largh. 6,2 cm.; Peso 537 gr.
Cronologia: Tarda età del Bronzo antico. Cronologia: Tarda età del Bronzo antico.
Confronti: A. Bietti Sestieri, E. Macnamara Confronti: A. Bietti Sestieri, E. Macnamara
2007, p.37, Tipo 11 nn. 32-34; G. L . 2007, p.37, Tipo 11 nn. 32-34; G. L .
Carancini, R. Peroni 1999, Tav. 1, R-S, datate Carancini, R. Peroni 1999, Tav. 1, R-S, datate
al III orizzonte dei Ripostigli italiani dell’EBA. al III orizzonte dei Ripostigli italiani dell’EBA.

Ascia a margini rialzati Ascia a margini rialzati


Tallone non distinto con occhiello, Tallone non distinto con occhiello,
arrotondato. Margini lievemente rientranti, arrotondato. Margini rientranti, paralleli nel
paralleli nel tratto mediano; taglio tratto mediano; taglio espanso convesso con
espanso convesso con curvatura arcuata. curvatura arcuata.
Bronzo, patina di colore verde scuro con Bronzo, patina in vari toni di verde.
incrostazioni di color verde-giallino. Inv. 34590.
Inv. 34587. L. 18,3 cm.; Largh. 6,2 cm.; Peso 548 gr.
L. 18,6 cm.; Largh. 6,1 cm.; Peso 543 gr. Cronologia: Tarda età del Bronzo antico.
Cronologia: Tarda età del Bronzo antico. Confronti: A. Bietti Sestieri, E. Macnamara
Confronti: A. Bietti Sestieri, E. Macnamara 2007, p.37, Tipo 11 nn. 32-34; G. L .
2007, p.37, Tipo 11 nn. 32-34; G. L . Carancini, R. Peroni 1999, Tav. 1, R-S, datate
Carancini, R. Peroni 1999, Tav. 1, R-S, datate al III orizzonte dei Ripostigli italiani dell’EBA.
al III orizzonte dei Ripostigli italiani dell’EBA.

34 35
In riferimento al ripostiglio di Vinchiaturo, attestazioni riferibili al Bronzo Antico sono
che come abbiamo già rilevato rappresenta solo indiziate da alcuni frammenti ceramici

Ascia a margini rialzati un unicum nel territorio molisano, non è presenti nel sito di Fonte Maggio presso
Tallone non distinto con occhiello, possibile al momento fare alcuna ipotesi di Petrella Tifernina.
arrotondato. Margini rientranti, paralleli nel tipo funzionale.
tratto mediano; taglio espanso convesso con
curvatura arcuata.
Possibili interpretazioni dei ripostigli
Bronzo, patina verde con piccole Osservazioni sulla cronologia
incrostazioni brune. del ripostiglio Riguardo al problema teorico della deposizione
Inv. 34591.
di metallo nei complessi protostorici ed alla
L. 18,7cm.; Largh. 6,2 cm.; Peso 552 gr.
Cronologia: Tarda età del Bronzo antico. In un lavoro a più mani sulle facies interpretazione funzionale dei ripostigli, lungo
Confronti: A. Bietti Sestieri, E. Macnamara metallurgiche caratterizzanti l’Età del Bronzo e vivace è il dibattito presente nella letteratura
2007, p.37, Tipo 11 nn. 32-34; G. L .
in Italia, il ripostiglio di Vinchiaturo è stato scientifica. In ambito anglosassone si è cercato
Carancini, R. Peroni 1999, Tav. 1, R-S, datate
al III orizzonte dei Ripostigli italiani dell’EBA. considerato a livello di attestazione tipologica di mettere in risalto alcune categorie di analisi
per la seriazione cronologica dei ripostigli quali la cronologia, il contesto ed il contenuto
dell’Età del Bronzo antico. dei ripostigli per mettere in risalto uno spettro
Ascia a margini rialzati
Tallone non distinto con occhiello, In questo lavoro si individuano quattro vario di funzioni; nella più recente letteratura
arrotondato. Margini diritti, paralleli nel orizzonti di ripostigli nei quali sono attestati di matrice tedesca, invece, prevale la tendenza
tratto mediano; taglio espanso convesso con
quasi esclusivamente asce e pugnali; ad inquadrare tutte le evidenze ad atti di
curvatura arcuata.
Bronzo, lieve patina verde con incrostazioni essi rientrano in tre diverse tradizioni culto ed offerte votive. In questo filone si
grigie e segni di corrosione. metallurgiche regionali distinte, ognuna con inseriscono inoltre la lettura premonetale dei
Inv. 34592.
tipi propri e un proprio trend evolutivo che ripostigli di oggetti per lo più frammentati, e
L. 18,9 cm.; Largh. 6,1 cm.; Peso 566 gr.
Cronologia: Tarda età del Bronzo antico. è possibile correlare tra di loro. Il ripostiglio le connotazioni magico-rituali che i bronzisti
Confronti: A. Bietti Sestieri, E. Macnamara molisano viene inserito nel terzo orizzonte assumevano in sé, che però sono difficili da
2007, p.37, Tipo 11 nn. 32-34; G. L . del Bronzo Antico insieme a ripostigli cogliere nel contesto archeologico. In ambito
Carancini, R. Peroni 1999, Tav. 1, R-S, datate
al III orizzonte dei Ripostigli italiani dell’EBA. provenienti da diversi contesti territoriali: italiano diversi sono stati in questi ultimi anni i
Paestum, Salerno, S. Marcellino di Frignano, tentativi di individuare tra gli oggetti di bronzo
Ascia a margini rialzati Ercolano, Burzanella, Verruca, Cetinale, delle unità ponderali e delle frazioni o multipli
Tallone non distinto con occhiello, Siena, Vetulonia, Savignano, Campiglia di queste; purtroppo classi di oggetti come
arrotondato. Margini rientranti, paralleli nel
d’Orcia, Volterra. Significativo appare a questo le asce o i pugnali hanno pesi che variano in
tratto mediano; taglio espanso convesso con
curvatura arcuata. proposito lo spostamento della datazione ad maniera considerevole per cui appare difficile
Bronzo, patina verde scuro, incrostazioni un momento tardo del Bronzo Antico rispetto trovare un denominatore comune agli oggetti
bruno-rossicce. alla prima datazione data del ripostiglio che lo di bronzo presenti nei ripostigli della penisola.
Inv. 34593.
L. 19 cm.; Largh. 6,3 cm.; Peso 565 gr. collocava nel Bronzo Finale. Tra i contributi più stimolanti al
Cronologia: Tarda età del Bronzo antico. Questo dato appare di grande rilevanza se dibattito emergono quelli relativi ad un
Confronti: A. Bietti Sestieri, E. Macnamara messo in relazione con le poche evidenze “flusso del metallo” tra diversi sistemi
2007, p.37, Tipo 11 nn. 32-34; G. L .
Carancini, R. Peroni 1999, Tav. 1, R-S, datate conosciute in ambito molisano per questo regionali focalizzando l’attenzione al
al III orizzonte dei Ripostigli italiani dell’EBA. orizzonte cronologico. A parte un’ascia passaggio tra regioni provviste di fonti di
simile conservata presso il Museo Provinciale approvvigionamento e regioni prive di risorse
Sannitico di provenienza sconosciuta, e quindi tra sistemi basati sulla produzione

36 37
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c 900/800- 730? A.C.
I Età del Ferro Antico Barker G. (1995): The Biferno Valley Survey. The Archeological and Geomorphological
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c 1200- 1000/975 A.C
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c 1350/1300 - 1200 A.C Barrett J. C., Needham S. P. (1988): Production, circulation and exchange: problems in
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Oratino (CB): nuovi dati dalla Valle del Biferno. Atti del XXV Convegno di Preistoria e
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La Rocca (CB). Rivista di Scienze Preistoriche, LVII: 277-310.

primaria e sistemi basati sul riciclaggio. La totale sopra:


Cronologia calibrata Il museo sannitico di Campobasso (2007): Catalogo della collezione provinciale (a
assenza in Molise di giacimenti cupriferi, risorsa
dell’ Età dei Metalli
critica nell’età dei metalli, rappresenta a nostro cura di A. Di Niro), Pescara.
Italiana
avviso un fattore rilevante per lo sviluppo di
collegamenti sistematici a lunga distanza ben Tirabassi J. (1997): Valori ponderali nei ripostigli dell’età del Bronzo recente e finale
inquadrabile nell’ambito delle ricerche di tipo dell’Italia Settentrionale: considerazioni e congetture. Pagine di Archeologia: studi e
economico-demografiche nelle dinamiche di materiali, Reggio Emilia.
tesaurizzazione del bronzo.

38 39
La necropoli di
I
l materiale oggetto di questa ricerca proviene

Ripatagliata
dalla necropoli situata in località Ripatagliata
nel territorio di Guglionesi (CB). Le sepolture
Studio antropologico dei resti sono state oggetto di scavi sistematici in seguito a
scheletrici umani rinvenuti a Guglionesi rinvenimenti fortuiti dovuti a massicci sbancamenti
di Sandra Guglielmi - Centro Europeo di Ricerche Preistoriche, Isernia meccanici. Le tombe rinvenute mostrano due fasi
Petronilla Crocco - Università degli Studi del Molise principali di utilizzo della necropoli.

Particolare dell’emiarcata destra


inferiore dell’individuo T3 con
parodontosi - grado lieve -
(foto: E. Pittoni)

40 41
La prima fase è relativa al VI secolo a.C. e
ad essa sono attribuibili sei tombe (T3, T4,
T5, T13, T14, T15). La seconda fase è databi-
le al IV secolo a.C. e include 8 tombe (T1, T2,
T6, T7, T8, T10, T11, T12). A quest’ultima è
riconducibile anche una sepoltura ad inci-
nerazione in tomba a pozzetto, con urna ci-
neraria costituita da uno stamnos di bronzo
(T9). Gli inumati si presentano in decubito
dorsale con gli arti superiori distesi lungo il
corpo. Le uniche eccezioni sono ascrivibili
all’individuo della sepoltura T10 che giace in
decubito laterale con arti inferiori e superio-
ri flessi, e all’individuo della sepoltura T7, in
decubito dorsale, ma con l’arto superiore de-
stro flesso sul bacino a trattenere una lancia.

Materiali e metodi

In questo lavoro viene presentato lo studio


antropologico dei resti di 6 individui apparte-
nenti alle tombe T3, T4, T13, T15, T6 e T10. I
resti scheletrici si presentano in precarie con-
dizioni di conservazione, avendo subito post
mortem rotture, compressioni, deformazioni.
Su tutti gli individui sono state effettuate le
consuete operazioni di laboratorio di lavaggio
A sinistra: Sepoltura dell’individuo T6 - Sopra: Pianta della necropoli
e restauro. Successivamente, nelle fasi di stu-
dio, si sono completate le attribuzioni dei seg- alle variazioni morfologiche della sinfisi pu- che del cranio, del bacino e di altri distretti
menti ossei ai relativi individui sulla base delle bica (TODD, SUCHEY e BROOKS), ai cam- scheletrici dimorfici. La determinazione della
caratteristiche morfologiche e metriche. Le biamenti morfologici della superficie aurico- statura del vivente è stata eseguita secondo il
misure antropometriche e gli indici sono stati lare dell’ileo nell’osso dell’anca (LOVEJOY, metodo di TROTTER‑GLESER, MANOU-
rilevati e calcolati in accordo con le indicazio- UBELAKER) e alle modifiche dell’estremità VRIER e SIØVOLD.
ni di MARTIN e SALLER. L’età di morte degli sternale delle coste (ISCAN). L’età di morte
individui adulti è stata valutata in base: all’esa- stimata e riportata per ogni soggetto, è quel- Affezioni dento-alveolari
me del grado di usura dentaria utilizzando le la risultante dai valori ottenuti con i differenti
tavole usura-età più diffuse proposte da BRO- metodi. Negli individui adulti il sesso è stato Si conservano 123 denti tra cui 1 canino con
THWELL e LOVEJOY, al grado di saldatura determinato in base all’osservazione di una radice bifida e 3 agenesiaci. La localizzazio-
delle suture craniche (MEINDL e LOVEJOY), serie di caratteristiche morfologiche e metri- ne delle carie si riscontra principalmente sul

42 43
dello smalto. Confrontando i dati ottenuti con Omero sinistro con frattura dell’epifisi prossi-
Località
Carie Tartaro  Ipoplasia Parodontosi quelli già editi delle sepolture coeve rinvenute male, individuo T6 (foto: E. Pittoni)
Guglionesi  Altro
(grado) (grado) (grado) (grado)
“Ripatagliata” in località Santa Margherita a Guglionesi, in
cui su 9 individui sono stati riscontrati 6 casi
3 2 lieve lieve Le superfi-
ci occlusali di carie, si può avanzare l’ipotesi che la dieta
Carie perfo- Il tartaro rico- Distanza tra degli incisivi
T3 rante: pre meno della la giunzione presentano della popolazione stanziata in quest’area si ba-
(25-35 anni) la lesione rag- metà del dente cemento-smal- rotture dovute
sava prevalentemente sul consumo di cereali.
♀ giunge il canale
del dente
to del dente e
margine dell’al-
probabilmente
ad un evento Questi dati non hanno valore in percentuale
veolo di circa traumatico
3-4 mm poiché sono stati osservati solo su 5 individui,
4 2 lieve forte Il canino dunque, non si può stabilire se i dati siano stati
dell’emiarcata
La lesione ha Il tartaro rico- Distanza tra sinistra inferio- inficiati dall’incompletezza delle arcate den-
distrutto la pre meno della la giunzione re presenta una
T4 corona metà del dente cemento-smal- radice bifida tarie o se sia una condizione effettiva.
(45-55 anni) to del dente e
♂ margine dell’al-
veolo superiore La stima dell’ altezza
a 4 mm

Nel presente studio è stata calcolata la stima


nd nd nd nd
T 13 della statura utilizzando equazioni regressive
(45-55 anni)
nd a partire dalle misure di alcune ossa lunghe, in
quanto gli scheletri risultavano incompleti.
/ / / /
T 15
(8- 2 anni)
* L’analisi Paleopatologica
L’individuo è
T6 edentulo
(> 55 anni) Le paleopatologie rivestono un notevole inte-
♀ resse per comprendere, seppur indirettamen-
3 / / forte te, gli usi e le abitudini delle popolazioni del
Carie perfo- Distanza tra
rante: la giunzione
T 10 la lesione rag- cemento-smal-
(30-40 anni) giunge il canale to del dente e Stima della statura in base ai diversi metodi, effettuata sul campione di Guglionesi
nd del dente margine dell’al- Legenda: ♀= femmine; ♂= maschi; *= bambini; nd= non determinabile
veolo superiore
a 4 mm. Piorrea
Località Formula di Trotter Tavole di
Guglionesi Formula di Sjøvold e Gleser Manouvrier Altezza media
“Ripatagliata”
162, 225 cm 159,46 cm
tratto molare. Gli individui hanno una com- In alto: T3♀ 153,053 cm 152,02 cm 155 cm 155 cm

presenza di patologie da mettere in relazione Affezioni dento-alveolari riscontrate sul cam- 170, 17 cm 165 cm 167 cm
pione di Guglionesi. Legenda: ♀= femmine; ♂= T4♂ 173, 37 cm / 169 cm 168 cm
con fattori quali la scarsa igiene orale, l’età e maschi; *= bambini; nd= non determinabile T 13 nd nd nd nd nd
le condizioni di avitaminosi causate da un’ali-
127, 31 cm – 118,4
T 15 * / / 120 cm – 125 cm
mentazione a base di carboidrati e povera in cm
proteine; si evince il grado di malnutrizione T6♀ nd nd nd nd
anche dalla frequente incidenza di ipoplasia T 10 nd nd nd nd nd

44 45
passato in quanto il loro pattern di distribu- ossea con diffusa porosità, molto probabil-
zione permette di osservare quali sono gli ef- mente dovuta al processo di periostite. Questo Frequenza di incidenza delle malattie riscontrate nel campione

fetti dell’accumulo di stress di tipo meccanico fenomeno trova maggiore espressione sulla
e dell’invecchiamento del corpo. L’analisi ef- porzione mediale. L’individuo della sepoltura
fettuata sui resti scheletrici provenienti dalla T6 mostra la compresenza di diverse patolo-
necropoli di Guglionesi in Loc. Ripatagliata gie come artrosi, ernie di Shmörl, iperostosi
(CB) ha permesso di rilevare la presenza di pa- frontale, fovee del Pacchioni, atrofia biparieta-
leopatologie, la cui causa è da imputare prin- le, entesopatie e osteoporosi che testimoniano
cipalmente a stress di tipo biomeccanico. Sui la sua avanzata età (>55 anni). Inoltre, l’ome-
diversi distretti scheletrici si osservano ernie ro sinistro, a livello dell’epifisi prossimale, ha
di Shmörl, artrosi, osteoporosi associate ad un subito una frattura in vita che ha provocato
maggiore sviluppo delle inserzioni muscolari uno slargamento verso la porzione finale e
in corrispondenza delle quali si nota la for- una completa modificazione del solco inter-
mazione di osteofiti ed entesofiti causati dallo tubercolare cui si accompagnano depressioni,
stress meccanico cui questi arti sono stati sot- rarefazione ossea, becchi osteofitici e porosità
toposti. Entrambi gli individui delle sepolture diffusa a livello delle inserzioni muscolari. Le
designate con la sigla T3 e T6 mostrano, a par- alterazioni ossee riscontrate indicano, pertan-
tire dall’estremità prossimale fino alla porzio- to, uno stress fisico che può essere stato causa-
ne centrale della diafisi della tibia destra, una to dal lavoro agricolo, il quale ha messo a dura
rarefazione e degenerazione della superficie prova le articolazioni.

Schema riassuntivo dello studio antropologico delle tombe Ernie di Shmörl Artrosi Osteoporosi Fratture Periostite Entesopatia
Legenda: ♀= femmine; ♂= maschi; *= bambini; nd = non determinabile

Lovejoy (cam- Brooks & Su-


Ubelaker (grado di France & Horne Meindl & Lovejoy
Località Shokal & Hanakoua Lovejoy (grado biamenti della chey (cambia-
eruzione e sviluppo (grado di saldatura (grado di saldatu- Età
Guglionesi Sex (studio della lunghez- di usura denta- superficie auri- menti morfolo- Patologie
dei denti decidui e tra diafisi ed epifisi ra delle suture (range)
“Ripatagliata” za delle diafisi 1978) ria 1985) colare dell’ileo gici della sinfisi
permanenti 1989) 1988) craniche 1985) 1985) pubica 1990)
Carie, Parodontosi,
Ipoplasia, Ernia di
T3 ♀ 30 - 35 anni 27 - 38 anni 30 - 34 anni 25 - 35 anni Schmörl, Artrosi,
Periostite

Carie, Parodontosi,
T4 ♂ 45 - 55 anni 45 - 55 anni 45 - 55 anni 45 - 55 anni Ipoplasia, Artrosi

T 13 nd 45 - 55 anni 45 - 55 anni
T 15 * 8±2 10 anni 6 - 10 anni
Artrosi, Osteoporo-
si, Iperostosi, Ernia
di Schmörl, Enteso-
T6

(> 55 anni) ♀ > 55 anni patia, Periostite

Carie, Parodontosi,
T 10 nd 30 - 40 anni 30 - 40 anni Piorrea

46 47
Conclusioni

Nella pagina precedente si presenta una tabella morte di ciascuno di essi. I risultati della ricerca
che permette di sintetizzare quanto emerso dal- hanno evidenziato una statura media, calibrata
lo studio antropologico. Va ricordato il limite di sulla base dei diversi metodi, di 155 cm per le don-
questa analisi dato dall’esiguo numero del cam- ne e 167 cm per gli uomini, come nella media del
pione preso in esame. Lo studio dei resti schele- periodo. L’esame delle affezioni dentoalveolari e
trici umani rinvenuti nella necropoli situata in degli indicatori di stress nutrizionale e di malattia,
località Ripatagliata nel territorio di Guglionesi suggerisce come queste antiche comunità sannite
(CB) ha comportato l’analisi dettagliata dei nume- vivessero in discrete condizioni di vita igienico-
rosi aspetti e problematiche relativi al campione. sanitarie e fossero in grado di utilizzare e control-
L’elevata frammentarietà e la particolare fragilità lare le risorse ambientali. Il pattern di attività mu-
degli elementi scheletrici non hanno consentito scolare e di patologia scheletrica è caratteristico
una sicura determinazione del sesso e dell’età di di una popolazione di agricoltori.

Bibliografia

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Ubelaker D. H. (1989): Human Skeletal Remains: Escavation, Analysis, Interpretation,


Taraxacum, Washington.
Atrofia biparietale dell’individuo T6 (foto: E. Pittoni)

48 49
IL CARNEVALE DI
CERCEPICCOLA
di Karicla Scarcella - Università degli Studi “La Sapienza” Roma

M
esi e stagioni, da sempre, rappresentano i
capitoli che narrano il ritmo universale delle
cose. I componimenti celebrativi trovarono
fortuna e sopravvivono ancora oggi: le rappresentazioni
dei mesi continuano, infatti, ad esistere nelle varie
regioni e sono divenute drammi carnascialeschi.

Foto storica che ritrae un momento della sfilata dei Mesi (foto: G. Cavaliere)

Questo è avvenuto poiché i “mesi” attestano Il Carnevale di Cercepiccola oralmente di generazione in generazione. Le nel corteo, ai luoghi dove avverrà la recita. Al-
un tipo di rituale legato al Capodanno agricolo rappresentazioni non hanno avuto mai caden- cuni vicoli sono autentiche strettoie, per di più
in quanto vanno a testimoniare il percorso ca- Il Carnevale dei “mesi” è presente in varie lo- za regolare: dal 1923 sono stati rappresentati a gradini, quindi pongono notevoli problemi al
lendariale attraverso una celebrazione augu- calità del Molise tra cui Cercepiccola, paese solo in tredici annate di cui l’ultima risale allo passaggio dei cavalli e soprattutto all’assem-
rale d’inizio anno. Il Carnevale è il vero Capo- di circa 1000 abitanti in provincia di Campo- scorso anno (1923, 1929, 1933, 1938, 1948, 1957, bramento degli spettatori, ma qualunque tipo
danno naturale poiché segna la fase di passag- basso, nel quale sopravvive ancora un rituale 1968, 1973, 1978, 1986, 1994, 1996, 2008). di problematica non pone la comunità nella
gio dall’inverno alla primavera. Il Carnevale celebrato durante il periodo carnevalesco: I Questo Carnevale “del tempo e della natura”, condizione di cambiare i luoghi della rappre-
dei mesi viene rappresentato attraverso il ma- dodici mesi. É la manifestazione culturale-tra- caratterizzato da un canto nel quale s’illustra- sentazione. Si tratta di una drammatizzazione
scheramento di persone o con l’allestimento di dizionale più nota ed interessante del comune no le peculiarità dei mesi, si realizza attraver- popolare a cui partecipano in costume, in
carri allegorici. anche se non ha cadenza precisa. Si tratta di so la rappresentazione di uno “scenico” alma- groppa ad asini e cavalli, ben trentadue perso-
In Molise sono diffusi rituali carnevaleschi un rituale di propiziazione agreste che si svol- nacco popolare, in cui ogni mese viene rappre- naggi: due Pulcinella, due “cenciunari” (strac-
durante i quali vengono rappresentati i “mesi ge attraverso il richiamo allo svolgimento del sentato secondo la standardizzata tipologia cioni), un presentatore, un direttore d’orche-
dell’anno”, che, per i contadini, non solo se- ciclo calendariale. contadina. Consiste in una sfilata-recita di stra, otto orchestrali, un Padre, un Nonno,
gnano il tempo, ma sono l’espressione delle La rappresentazione de “I Mesi” viene intro- personaggi a cavallo incarnanti le allegorie dei quattro uomini (le Stagioni), dodici uomini (i
attività agricole, in quanto ad ogni mese è col- dotta a Cercepiccola alla fine del XIX seco- mesi dell’anno. Tutto è prefissato: dal sesso Mesi). La manifestazione si svolge, in genere,
legato un lavoro nei campi. lo. I versi e le canzoni sono stati tramandati degli attori, tutti uomini, alla loro disposizione l’ultima domenica di Carnevale e viene repli-

50 51
Foto storica (tratta da Extra, settimanale, anno XV, n. 4, sabato 2 febbraio 2008, pag. 16) Due figuranti travestiti da pulcinella (da web.tiscalinet.it/cercepiccola)

cata, solitamente, quattro volte nel corso della gliamento dei protagonisti: i costumi usati per cato dai protagonisti presso parenti e amici, inizio alla festa con la loro recita, ponendosi
giornata, in quattro punti del paese che non la rappresentazione, in panno, seta e raso, ven- cucito appositamente e contrassegnato da fili alla testa del corteo. All’inizio, così come alla
corrispondono né ai punti cardinali né ad aree gono conservati nelle case private e riadattati di cotone o di seta di diverso colore, corrispon- fine della manifestazione, tutti i protagonisti
spaziose ma ai luoghi dove sorgevano in passa- o cuciti ex novo per i nuovi protagonisti che, denti alle famiglie che lo hanno prestato, di cui cantano l’inno del paese (“Siam fieri e baldi
to le abitazioni delle persone eminenti del pa- via via, si sostituiscono ai vecchi. In passato un viene tenuto un elenco a memoria delle loro siam pieni d’ardore, di Cercepiccola noi siamo
ese (p.zza Lombardi, c.so Umberto, c.so Vitto- manto di segretezza avvolgeva le riunioni pre- donazioni. I protagonisti, alcuni mesi prima il fiore; e con la musica e l’armonia, cantiamo
rio Emanuele e c.so S. Salvatore). La prima re- paratorie della recita, alle quali era difficilissi- della rappresentazione, cercano di procurarsi tutti in compagnia”). Contemporaneamente i
cita, della durata di un paio d’ore, ha luogo mo partecipare, mentre oggi il criterio per l’at- gli animali in tutto il circondario, ma attual- due “cenciunari”, gli unici a non essere legati
verso le 10 e, solo dopo una breve sosta in cui tribuzione delle parti è la volontarietà. Agli mente, a causa della loro penuria, vengono af- ad una parte, cercano di suscitare il riso negli
agli attori vengono offerte bevande alcoliche, interpreti si richiedono: sufficiente disinvoltu- fittati dagli zingari delle comunità di Campo- spettatori con il loro abbigliamento bizzarro,
frittelle e cibi tipici del periodo, riprende per ra per sostenere il giudizio del pubblico, voce basso, Isernia e Venafro. Come si può immagi- tentando di vendere vasi da notte, vecchie
terminare all’imbrunire. La recita viene an- robusta e resistenza fisica, per la lunga durata nare asini e cavalli sono bardati a festa con co- pentole, cianfrusaglie, indumenti intimi fem-
nunciata dai Pulcinella e dai banditori; appa- della manifestazione ed il clima quasi sempre perte ricamate sulla groppa, fiocchi, nastri co- minili, improvvisando scherzi a seconda del
iono poi i “cenciunari” che posizionano la pro- invernale. Alcuni “mesi” portano un cappello lorati e pennacchi sulla fronte, alle orecchie e loro estro. Il ruolo del Presentatore, con bom-
pria bancarella nella quale espongono cianfru- di paglia addobbato d’oro. Un discorso a parte alla coda. I primi a fare la loro comparsa sono i betta, papillon e mezzo frac, è quello di una
saglie di ogni tipo ed il presentatore dà quindi merita il corpetto che, indossato soltanto da due Pulcinella che, alle prime luci dell’alba, sorta di maestro di cerimonia che, in rima e
inizio alla drammatizzazione. Ma è solo all’ar- alcuni dei mesi, viene anch’esso adornato di senza strumenti musicali, vanno ad annuncia- con voce da banditore, spiega ai presenti le
rivo dell’orchestra che prende il via il Carne- oro. L’oro, da un minimo di un chilo a un mas- re la festa al paese, alle campagne e ai paesi modalità e le finalità della mascherata. Ecco
vale. Particolare attenzione è rivolta all’abbi- simo di due per ogni personaggio, viene ricer- vicini per tornare in piazza Lombardi, e dare giungere il Direttore d’orchestra con cilindro,

52 53
fusione di canti, poesia, musica e azione sceni- Il personaggio
ca sia il migliore veicolo per introdurre l’uomo che incarna il mese
di maggio
dell’era moderna nel vivo delle tradizioni, dei (da web.tiscalinet.
costumi e del folklore locale, dove gli elementi it/cercepiccola)
fantasiosi hanno una parte preponderante che
culmina coi desideri semplici del popolo. Tra
il fasto si scorgerà un senso di umanità e fre-
schezza dotato di comunicativa…”. Nel 1968,
Michele Tata pubblica su “Fonte Viva” un me-
ticoloso articolo dal titolo “Il torneo allegorico
dei Mesi” che dice: “…che cosa sono i Mesi se
non l’insieme delle tradizioni, dei canti, dei
suoni e dei costumi tramandati anonimamente
e oralmente? Il popolo, geloso custode delle
tradizioni, ne ha conservate intatte le melodie
Manifesto Il Carnevale a Cercepiccola, i Mesi e le ha trasmesse di generazione in generazio-
Domenica 18 febbraio 1996 (tratta da Extra, ne. Una conoscenza più profonda consente di
settimanale, anno XV, n. 4, sabato 2 febbraio scorgere nei “Mesi” l’innato, istintivo bisogno
2008, pag. 17)
dell’uomo di tradurre, con canti e costumi, i
guanti bianchi e mezzo frac assieme agli otto sentimenti, gli stati d’animo, le reazioni ispira- tà costituisce un’occasione artistica schietta- presentazioni di questo tipo ve ne sono molte
Orchestrali, il cui numero è stabilito rigida- ti a una serie di ritratti ideati e realizzati, dedi- mente popolare. Più che di una festa si tratta di ma l’aspetto peculiare che caratterizza questa
mente, tutti in groppa a un asino, vestiti di cati alla vita che si conduce in un piccolo cen- una rappresentazione alla quale, oltre ai pro- è l’imponenza dovuta alla presenza di circa 32
nero e dotati di due fisarmoniche, due chitar- tro molisano. La grande attesa è spiegata dal tagonisti, prende parte tutto il popolo, nella personaggi. La gestualità e il ricorso a parodie
re, due mandolini, un clarinetto e un violino. fatto che, da oltre 10 anni, la rappresentazione cornice suggestiva di un ambiente che il tem- sul gentil sesso e sulle storie di vita del paese
In successione entrano in scena il Nonno dei non aveva svolgimento. Nella magia ritmica e po ha concesso ben pochi ritocchi. Quella di suscitano l’ilarità del pubblico. Chiudono la
dodici Mesi, ovvero il Secolo, con una lunga lirica di quell’aedo che è la maschera de “I Cercepiccola è sempre un’autentica sorpresa rappresentazione le “Pacchiane”, che allietano
barba posticcia, un cappellaccio nero e panta- Mesi”, in versi rapidi ed efficaci, gli attori mo- che ha il solo difetto delle scadenze troppo la sfilata con canti carnascialeschi di ispirazio-
loni alla zuava, ed il Padre dei 12 Mesi ovvero strarono come l’amore della terra natia si lega lunghe, vale a dire di riproporsi ad intervalli di ne bucolica…”.
l’Anno, che indossa un abito di foggia militare all’amore del creato…”. Nel marzo del 1973, sul vari anni. É forse il segreto per evitare che la Alla luce di tutto questo occorre fare un’im-
scuro, un cappello con pennacchio e visiera e “Tempo” esce l’articolo “Dodici mesi in un festa possa essere contaminata da rimaneggia- portante considerazione: in una manifestazio-
pantaloni attillati infilati negli stivali neri. giorno nella festa a Cercepiccola”, che com- menti e far sì, invece, che possa costituire sem- ne carnascialesca, come questa di Cercepic-
Fanno finalmente ingresso i Mesi e con essi le menta il rituale in questo modo: “…Michele pre l’incantevole fiaba così come la racconta- cola, non esiste Carnevale o una sua personi-
Stagioni; soltanto le quattro Stagioni e i Mesi Tata, sindaco all’epoca del piccolo centro, dice vano i nonni…”. ficazione, né il nome di Carnevale viene mai
della primavera, oltre a recitare, cantano che i Mesi sono un insieme di canti, di suoni e Nell’ultimo articolo, del 1996, dal “Corriere pronunciato. Essa rivela alcuni elementi tipici
sull’aria di un valzer. Un quadro più completo di costumi tramandati anonimamente. In essi del Molise”, Giuseppe Mastracchio scrive: “… di un’antica tradizione: dall’oscurità e laten-
del suddetto rituale proviene da vari articoli c’è la traduzione dei sentimenti, degli stati gli abitanti di Cercepiccola sono impegnati nei za dei riti magici, all’attenzione per l’aspetto
pubblicati tra il 1957 e il 1996. Così scrive Mi- d’animo, delle reazioni ispirate da ritratti rea- preparativi de “I Mesi”, maschera d’importa- temporale (mesi, stagioni, anno, secolo), alla
chele Tata ne “Il Tempo” del 22/02/1957: “…il listici dedicati alla vita agreste di questo co- zione partenopea di fine ‘800. Michele Mosca, necessità di scongiurare il male ricorrendo al
fondamento della festa dei Mesi è l’idea che la mune. Uno spettacolo che per la sua originali- regista della manifestazione, afferma che rap- suo opposto, ovvero simulando il bene. Questo

54 55
terno della recita. Infatti, compito primario
dei Pulcinella è quello di fare chiasso e, mal-
grado la loro parte sia stata ripulita, è ancora
caratterizzata dall’antica scurrilità. Chiaro è
il significato simbolico dei “cenciunari”: sono
i folli della situazione, coloro che si pongono
fuori dall’ordine stabilito, ma che lo stesso or-
“ O signore mie gentili e cortesi miei signori,
con non troppo adorno stile ma con vero sincero ardore,
dine legittimano e confermano. Tutti i Mesi e questa maschera presento,
le Stagioni vestono con coerenza rispetto alle per darvi divertimento.
loro caratteristiche, solo il mese di Agosto in- Un’antica tradizione questa maschera tramanda,
frange questa regola in quanto, presentandosi che con versi e con canzoni va giungendo in ogni landa,
come medico reale, è vestito di nero con un vita dando ad ogni mese,
cappello a cilindro, ha il petto tempestato di come fosse un uom cortese.
medaglie, porta appesi diplomi e regge una Riso gaio fan buon sangue:
siringa del tipo in uso per aspirare l’olio dalle perciò tutti rideranno.
damigiane. Il suo discorso è colmo di paroloni, E, se tristezza langue,
che servono però solo a mascherarne l’igno- scorderete i vostri affanni,
ranza. Per quanto riguarda l’uso dei monili per far sì che ogni giorno sia per voi di gioia adorno.
Foto del personaggio rappresentante il mese d’oro, si sa che da sempre pietre e metalli pre- Visto avete i pulcinella che,
di marzo, su asino riccamente addobbato di ziosi hanno rivestito una valenza che andava al
coperte ricamate, fiocchi, fiori, nastri colorati
per far sgombrar le vie,
e pennacchi (web) di là di quella di semplici ornamenti personali: con bei lazzi e con stornelli,
ad essi si attribuivano virtù magiche, il potere suscitando l’allegria,
si verifica solo se la successione è perfetta e,
di propiziare il destino e proprietà medica- hanno disposto vostra mente a sta maschera possente.
per esserlo, i mesi devono avere un padre e il
mentose. Sentirete il nonno prima far la storia di famiglia ed il padre,
padre deve avere accanto a sé chi lo ha gene-
rato. Nella autopresentazione dei Mesi e delle in gentil rima,
Stagioni è interessante notare che le caratte- Bibliografia far la storia dei figli.
Bronzini G. B. (1974): Origini ritualistiche
ristiche presenti in natura vengono enfatizza- delle forme drammatiche popolari. Adriati-
Ogni mese sentirete e,
te e questo perché il male non è né la pioggia, ca Editrice, Bari. son certo,
né il sole, né il freddo, né tanto meno il caldo, riderete.
Colangeli M.- Fraschetti A.(1982): Carneva-
ma la loro scarsità o la loro abbondanza: in tal le. I luoghi, le maschere, i riti e i protagonisti Poi vedrete le stagioni presentarsi tutte adorne,
di una pazza, inquietante festa popolare. Ed. e con versi e con canzoni,
senso le caratteristiche della natura vengono
Lato Side.


rintracciate e circoscritte al solo arco di tem- sfoggiando le loro forme,
po considerato fondamentale ai fini della sus- Gioielli M. (2008): Carnevale a Cercepicco- vi diranno quanto vale questo nostro carnevale [...]
la in Extra, anno XV, n. 4: 16-17
sistenza. Prendendo in considerazione alcuni
personaggi della rappresentazione, i due Pul- “I dodici mesi dell’anno”, Archivio della città
di Isernia.
cinella, il secondo mandolino e il mese di Set-
tembre sono gli unici a esprimersi in dialetto Tassinari S. (1988): Il Carnevale a Cercepic-
ma rivestono una funzione subalterna all’in- cola. I Mesi. Storia e tradizione. Ed. Enne.
Introduzione della rappresentazione de “I Mesi” (fonte completa: web.tiscalinet.it/cercepiccola)

56 57
SPECIALE TESI

La Catapulta Sannitica DI
CASALBORDINO
“A
me pare”, scrive Leonardo riferendosi alle
scienze dettate dalla teologia,
“che quelle scienze siano vane
e piene di errori, le quali non sono nate
dall’esperienza, madre di ogni certezza”.
di Michele Fratino - Università degli Studi del Molise

I principi del metodo scientifico e alcune sco- menti in archeologia è una conseguenza lo- Ricostruzione grafica
perte che costituiscono la base della scienza gica dell’argomento in quanto tale: l’interesse della Catapulta Sannitica
moderna risalgono al XVII secolo e sono dell’uomo per se stesso e per il proprio pas- disegno: F.Russo in F. Russo,
“L’artiglieria delle legioni romane”
principalmente dovuti al genio di Galileo, che sato rappresentano né più né meno che una Roma 2004, p.117
agli antichi metodi della deduzione e dell’in- canalizzazione di curiosità verso una spiega-
duzione su cui si basava la ricerca aggiunse zione del comportamento umano in termini
l’osservazione sperimentale. Per definizione essenzialmente pratici. Curiosità che certa-
il termine “esperimento” suggerisce un pro- mente è presente gia dal momento in cui i
cesso, una prova, una metodologia per veri- resti antichi vengono riconosciuti come tali.
ficare una teoria o un’idea. A questo metodo Tra i tanti reperti riportati alla luce dagli sca-
di ricerca e conferma di una teoria si affianca vi archeologici, ha assunto una notevole im-
l’archeologia sperimentale, la quale offre un portanza per la comprensione della tecnolo-
modo per suffragare le ipotesi degli archeo- gia sannitica un cilindro in bronzo rinvenuto
logi sul comportamento umano nel passato. intorno agli anni ’70 in agro di Casalbordino.
Tale disciplina si occupa, quasi esclusiva- Nel Museo Nazionale di Chieti è custodito,
mente, sia di tutto ciò che era necessario per col numero d’inventario 18572, un curioso re-
la sopravvivenza, sia delle tecnologie, tratta, perto. Dopo un’accurata osservazione l’al-
quindi, in particolar modo gli aspetti super- lora sovrintendente La Regina così
stiti della cultura materiale. L’uso di esperi- lo descrisse: «... cilindro in bronzo

58 59
SPECIALE TESI

aperto alla base e chiuso alla sommità con una


placca rotonda decorata con busto femminile
a rilievo, il tutto ottenuto a fusione in un solo
corpo. Internamente reca applicato, saldato
mediante tre staffe dello stesso metallo, un al-
tro cilindro bronzeo, aperto alle due estremità.
L’intero oggetto è alto cm 10.3, con diametro
inferiore del cilindro esterno di cm 8, interno
cm 5.9, e diametro della placca frontale cm 11.
Presso la base, a distanza regolare, esistono 10
fori quadrati, con i lati di cm 1 circa, passan-
ti attraverso i due cilindri e disposti in modo
che ogni foro è contrapposto esattamente ad
un altro. Alcune di queste aperture recano an-
cora parte degli elementi mobili di ferro che vi
erano in origine inseriti, altre presentano so-
lamente tracce di ossidazione data dal ferro.
Ognuno dei fori è contraddistinto da una let-
tera con sequenza alfabetica da a fino a k, da
sinistra verso destra, con segni incisi a bulino,
alti in media cm 1… Non si tratta di un alfabe-
tario, perché le lettere sono qui usate in luogo
dei numeri che avrebbero occupato più spazio, Cilindro bronzeo di Casalbordino (web) Resti del gruppo motopropulsore del capitulum di una catapulta a torsione trovati ad Ampurias,
per contraddistinguere i fori. Ciò lascia inten- Spagna, nel 1912 (web)
dere che questi, e quindi i dieci elementi mobili
di ferro che vi dovevano essere infissi, avevano dell’ oggetto (la cui effettiva utilizzazione rima- mide e il mito di Niobidi. Un mito, si noti, che macchina di avanzata tecnologia vecchia quasi
ognuno una sua funzione specifica, non inter- ne incerta).» aveva preciso riscontro con il funzionamen- di 2500 anni. Il continuo progresso della tec-
cambiabile facendo ruotare l’oggetto...». Al pari dei citati, tutti i rari studiosi che si sono to della macchina da guerra. Gli ultimi studi nologia è in massima parte frutto dell’ingegno
La sua conclusione, quindi, intravedeva in quel occupati a vario titolo del cilindro concordano sull’origine e sulla funzionalità del pezzo, con- che l’uomo pone nel migliorare le tecniche e
singolare reperto un dispositivo rotante di un nel reputarlo costruito per girare, assumendo dotti dal dott. Mario Pagano e dal dott. Flavio le armi o nel ricercare nuovi elementi, inven-
misterioso congegno, per l’epoca di notevole così dieci distinte posizioni diverse, forse al- Russo, hanno portato alla conclusione che zioni e sistemi per ottenere la supremazia. Se
sofisticazione e rilevanza. Anche un illustre trettanti scatti o arresti prestabiliti. Volendo il cilindro fosse parte di un verricello di ca- pensiamo agli innumerevoli combattimenti
storico dell’epopea sannita, G.Tagliamonte, meglio precisare la datazione del reperto, la ricamento di una catapulta a torsione del IV che l’uomo ha sostenuto nell’arco della sua
ravvisò in quel cilindro di bronzo una com- testa femminile sbalzatavi sopra ostenta pre- sec.a.C., una straordinaria arma d’artiglieria storia ci rendiamo conto che l’essenza del
ponente fondamentale di una macchina, a suo cisi riscontri negli orecchini a testa femminile che i Sanniti presero ai Greci dopo averli scon- combattimento si basa sul reciproco scagliar-
giudizio risalente al 111 a.C. In particolare, pre- e in antefisse di fabbricazione e di provenien- fitti in battaglia. Per dare maggiore sicurezza si contro ingenti quantità di energia e da di-
cisò che mediante i suoi dieci fori serviva: «... za tarantina databili alla seconda metà del IV a questa ipotesi è utile ricorrere all’archeolo- stanze sempre maggiori. Si tratti della picco-
ad azionare il meccanismo di funzionamento secolo a.C.. Nella testa si è riconosciuta Arte- gia sperimentale e dare forma all’idea di una la pietra lanciata dalla fionda rotante o della

60 61
SPECIALE TESI

A destra:
Una delle raffigurazioni
di una catapulta
presenti sulla Colonna
Traiana, Roma (web)

Nell’altra pagina
Michele Fratino alla
lavorazione al tornio
dei bracci in legno
di quercia per la
catapulta sannitica

sottile scheggia di legno appuntita scoccata rarie, che hanno permesso di ipotizzare l’esi- altri oggetti, precedentemente ritrovati dagli anche la Catapulta Sannitica che contava tra le
da una preistorica cerbottana, di un vortican- stenza di una simile macchina, la sua struttura archeologi e archiviati con le più fantasiose sue componenti il cilindro bronzeo rinvenuto
te boomerang od ancora della palla di metallo e la sua meccanica. Una sensazionale scoperta interpretazioni, elementi appartenenti senza a Casalbordino. Lo studioso giunse a ricostru-
sparata da un archibugio, la concezione non avviene nel 1912, nei pressi di Ampurias non nessun dubbio all’artiglieria meccanica. Oltre ire l’aspetto complessivo dell’arma, risulta-
cambia. Cambia di volta in volta la natura del- lontano da Barcellona: emerge dagli scavi uno alle poche informazioni restituiteci dai testi to di un percorso di mera ipotesi retrograda.
la spinta, la gittata coperta, la massa del pro- straordinario oggetto in ottimo stato di con- antichi e dagli scavi archeologici, restano da Seguendo, per quanto possibile, i criteri e le
ietto e persino la sua letalità complessiva. La servazione appartenente senza dubbio ad una esaminare le altrettante poche raffigurazioni regole dettate dall’archeologia sperimentale,
catapulta, poi chiamata dai romani ballista, catapulta a torsione. Si trattava del gruppo delle macchine d’artiglieria. Considerando le tenendo in debito conto le testimonianze cer-
rappresenta una delle armi nate dall’evolu- motopropulsore o capitulum, secondo la defi- rappresentazioni di tali armamenti nella pit- te che possediamo riguardo alle artiglierie e
zione dell’arco e della fionda. L’invenzione e nizione di Vitruvio, di una catapulta romana. tura, nella scultura e nella numismatica non basandoci sulle restituzioni grafiche di cui di-
lo sviluppo meccanico delle catapulte devono Grazie alle sue evidentissime connotazioni arriveremmo alla dozzina e tra queste circa un sponiamo, si è quindi riusciti a riproporre una
molto, se non tutto, agli studi matematici della non restò alcuna incertezza circa l’originaria terzo è presente sulla Colonna Traiana. Basan- ricostruzione della catapulta del IV sec. a.C.
scuola pitagorica, che vide i suoi progenitori in architettura dell’arma: i bracci delle catapulte dosi su queste ed altre testimonianze e sullo Il primo degli oggetti ricostruiti non poteva
Archita ed Archimede. Per giungere alla rico- avevano i fulcri adiacenti al canale di lancio, studio dell’artiglieria meccanica, l’ingegnere che essere l’unico reperto di cui disponiamo: il
struzione fisica in scala 1:1 della catapulta pre- per cui ruotavano in maniera centrifuga. In Flavio Russo nel libro “L’artiglieria delle legio- cilindro di Casalbordino. Va precisato che per
sa in esame è indispensabile descrivere alcune seguito a quella miracolosa scoperta si costru- ni romane” ha ipotizzato la ricostruzione gra- la difficoltà di reperimento di materiale e gli
testimonianze, archeologiche, grafiche e lette- irono modelli e soprattutto si riconobbero in fica di alcune di queste macchine, tra queste elevati costi di fabbricazione le parti in bron-

62 63
SPECIALE TESI

zo, che costituivano l’arma, sono state ripro- di fianco:


dotte in ferro, pur senza variare la grandezza Ricostruzione fisica in
ferro, in scala 1:1, del
e la forma, che sono state riportate con attenta cilindro di Casalbordino
precisione nella ricostruzione delle compo- (foto: M. Fratino)
nenti e in particolar modo nella realizzazio-
nell’altra pagina:
ne del cilindro. Seguendo la descrizione della Modello ricostruito in
scheda d’archivio del cilindro custodito nel scala 1:1 della Catapulta
museo di Chieti si è passati alla ricostruzione Sannitica esposto al
museo dell’artiglieria
in laboratorio. In seguito sono state riprodotte, militare di Altilia
in legno e ferro, le altre parti che componeva- a Sepino
no l’arma. Basata sul principio della torsione (foto: M. Fratino)
di due matasse elastiche che tendevano due
bracci “ad arco”, la catapulta utilizzava come
motore corde di crine o di tendini animali in-
duriti. Era costituita da un asse-telaio di legno
ben solido, sulla cui parte anteriore era situato,
dentro una cassa aperta, il sistema propulsore;
quest’ultimo era composto da due bracci sepa-
rati, bloccati alla cassa da due matasse di cor-
de: l’arco veniva teso a mano mediante l’azione
di un verricello che, agganciando la corda, la Altilia a Sepino) dà prova che le ipotesi avan-
Bibliografia
traeva indietro fino al punto di caricamento. zate, in particolar modo dall’ingegnere Flavio
Cavalluzzo M. (2005): Una catapulta sannita. Associazione culturale “Tovtìks”, Frasso Telesino
Uno strumento di questo tipo era in grado di Russo, sono credibili e possibili, soprattutto (BN).
lanciare, con effetti devastanti, un dardo di quelle riguardanti le funzioni meccaniche del- Cianfarani V., Franchi Dell’Orto V., La Regina A. (1978): Culture adriatiche antiche di Abruzzo e di
500 grammi ad una distanza superiore ai 300 la macchina. La ricostruzione, che manca di Molise. De Luca Editore, Roma.
metri. L’esperienza riportata in queste pagi- alcune componenti non ha, quindi, la pretesa Ciarlanti G. V. (1644): Memorie historiche del Sannio. Isernia.
ne ha contribuito ad una migliore compren- di riprodurre il lancio dei proietti con la stes- Coles J. (1981): Archeologia sperimentale, Longanesi & C. Milano.
sione del passato, anche se in nessun caso si sa potenza con la quale, probabilmente, erano Mommsen T. (1965): Storia di Roma antica. Ed. Sansoni, Firenze.
può pretendere di avere certezze assolute. Va scagliati. Il lavoro è invece volto a dare mag- Russo F. (2004): L’artiglieria delle legioni romane. Libreria dello Stato, Istituto poligrafico e zecca
precisato che nel lavoro svolto non sono stati giori certezze alle ipotesi avanzate sulla sua dello Stato, Roma.
rispettati tutti i criteri che l’archeologia speri- esistenza e in particolar modo a confermare Tagliamonte G. (1996): I Sanniti. Caudini, Irpini, Pentri, Carricini, Frentani. Longanesi Editore, Mila-
no.
mentale richiede, ma si è voluto realizzare la le ipotesi avanzate in riguardo al prezioso ci-
Wilkins A. (1995): Reconstructing the cheiroballistra. Journal of Roman Military Equipment Studies
ricostruzione di una macchina che aprisse una lindro di Casalbordino. Possiamo, quindi, con-
6.
nuova finestra sul modo di interpretare e con- cludere che queste armi erano in possesso dei
siderare i reperti oltre alle capacità costruttive Sanniti i quali sicuramente le usarono contro Wilkins A. (2000): Scorpio and cheiroballistra. Journal of Roman Military Equipment Studies 11.
di un popolo che spesso è stato considerato i loro nemici, probabilmente accrescendo nei Zimmermann A. (1999): Zwei ahnlich dimensionierte Torsionsgeschutze mit unterschiedlichen
Konstruktionsprinzipien - Rekonstruktionen nach Originalteilen aus Cremona (Italien) und Lyon
incapace di tali ingegni. Il modello realizzato popoli vicini la loro fama di valorosi e forti (Frankreich). Journal of Roman Military Equipment Studies 10.
(visibile al museo dell’artiglieria militare di guerrieri.

64 65
AGENDA
P er la prima volta una gran-
de mostra dedicata alle
straordinarie opere (scultore,
L a mostra riunisce per la
prima volta documenti
archeologici di grande rilevan-
L a mostra trae origine da un
lungo e articolato intervento
di restauro, durato otto anni,
affreschi, iscrizioni) che in za, provenienti dai maggiori che ha interessato uno dei
quasi tre secoli di scoperte musei italiani e stranieri, ac- bronzi più celebri conservati
sono state restituite dall’anti- compagnati da plastici volti a presso il Museo Archeologico
ca Ercolano. ricostruire la Roma di Cesare. Nazionale di Firenze, la cosid-
Un interessante percorso detta Minerva di Arezzo (III
Orari: 9.00 - 20.00 figurativo accompagnerà il vi- sec. a.C.).
Giorno di chiusura: martedì
sitatore documentando il mito
Info: Tel. 0390814422149 / Fax. Orari: 10.00 - 19.00 (tutti i giorni)
039081440013 di Cesare dall’età medievale,
Info: Tel. 0575377852
sba-na.campaniabeniculturali.it al Rinascimento al Neoclassi-
www.laminervadiarezzo.it
cismo, fino ai nostri giorni.
Orari: 10.00-20.00
10.00 - 21.00 (sabato e
Febbraio Maggio
domenica)

Febbraio Maggio
7 31 Info: 0668809035
www.chiostrodelbramante.it Febbraio Aprile

12 3 Egitto.
Tesori sommersi
10 19
Darwin I colori perduti
Torino
1809 – 2009 Scuderie Juvarriane della dell’antichità.
Roma Reggia di Venaria I marmi di Ascoli
Palazzo delle Esposizioni Satriano
U na straordinaria colle-
zione di tesori recuperati Firenze

R ealizzata a 200 anni


dalla nascita del celebre
dal mare che raccontano 15
secoli di storia e invitano a
Museo Archeologico

naturalista e a 150 anni dalla


pubblicazione della sua opera
più conosciuta, “L’origine delle
un meraviglioso viaggio, in
quella parte dell’antico Egitto
che fu a contatto con il mondo
P er la prima volta, in un
confronto unico al mondo,
per bellezza e valore storico-
Specie”, in cui Darwin illustra- mediterraneo di Greci, Romani artistico, al Sarcofago delle
va la sua teoria dell’evoluzio- e Bizantini, prima della conqui- Amazzoni saranno affiancati i
ne per selezione naturale, il sta araba. gli splendidi marmi policromi
fondamento della moderna Il tutto inserito in uno sceno- di Ascoli Satriano (Foggia),
Ottobre 08 Aprile 09
biologia, Darwin 1809 - 2009 grafico e suggestivo allesti- probabilmente appartenenti
è la più ampia mostra rivolta al 16 13 mento.
Ottobre 08 Maggio 09
ad uno stesso corredo fune-
Luglio 08 Aprile 09
grande pubblico mai realizzata
sullo scienziato inglese. Ercolano. Orari: 9.00 – 18.30 (martedì,
23 3 rario. 18 19
10.00 – 20.00 (domenica, Tre secoli di mercoledì, giovedì, venerdì)
9.00 – 23.00 (sabato)
Giulio Cesare. Orari: 8.30-19.00 (martedì e
giovedì)
La Minerva di
martedì, mercoledì e giovedì) scoperte 9.00 – 20.00 (domenica) L’uomo, le imprese, 8.30-14.00 (mercoledì, venerdì e Arezzo
10.00 – 22.30 (venerdì e sabato) Giorno di chiusura: lunedì (escluso il mito sabato)
Arezzo
Giorno di chiusura: lunedì Napoli i festivi) Info: Tel. 05523575
info: 0639967500 Museo Archeologico Info: Tel.   011 4992333 Roma Fax. 055264406 Ex Corte d’Assise
www.darwin2009.it Nazionale egitto-tesori-sommersi.it Chiostro del Bramante archeotoscana.beniculturali.it (Piazzetta del Praticino)

66 67
AGENDA LIBRI
EVENTI Preistoria in Molise. Nati per credere l’affascinante storia delle
Gli insediamenti del Vittorio Girotto, Telmo origini dell’uomo per suo figlio
Tra archeologia e natura
Pompei territorio di Isernia Pievani, Vallortigara e di farsi accompagnare da
dal 21 marzo al 3 maggio 2009 Carlo Peretto Giorgio un’artista, Sacha Gépner, le
Comprende diversi eventi Antonella Minelli cui straordinarie tavole resti-
nei principali siti archeologici Sembra, tuiscono tutto il fascino e il mi-
regionali – da Cuma a Pozzuoli, Il volume come ha stero che la storia di Coppens
da Capri a Oplonti – e la raduna, osservato comunica al lettore. Nessuno
riapertura delle fontane della in veste Richard avrebbe potuto raccontare
Casa di Loreio Tiburtino a di sintesi, Dawkins, meglio questa favola moderna
Pompei. le testi- che il nostro sull’alba dell’umanità...
Incontri Darwiniani di un monianze cervello sia Editore Jaca Book, 2008, pp.
certo tipo preisto- stato speci- 64, € 18
Roma riche ad ficamente
Palazzo delle esposizioni “progettato”
oggi note
1 aprile ore 18.30 della per fraintendere il darwinismo Advances in Human Palae-
Il Darwin che non ti aspetti provincia e che l’ipotesi di una “mente opathology
David Khon di Isernia, coprendo un ampio creatrice superiore” sia per Ron Pinhasi, Simon Mays
Dicembre 08 Maggio 09 Uno dei maggiori storici arco temporale, che compren- l’uomo più attraente e natu-
del pensiero darwiniano rale. Il meccanismo evolutivo
19 3 Aprile Aprile
ricostruisce la nascita della teoria
de il Paleolitico inferiore, me-
ha fatto sì che credere nel
Una guida

18 26 dell’evoluzione con appassionanti


dio e superiore, il Neolitico e,
in rade tracce, l’Età del Bronzo. sovrannaturale sia diventato
esaustiva e
dettagliata
Vetus litus. Archeo- scorci sulle vicende umane del
La monografia è concepita una parte integrante dei nostri sulle mo-
logia della foce. XI Settimana della grande scienzato
come un catalogo di agile normali processi cognitivi. La dalità di
Cultura 8 aprile ore 18.30 consultazione impostato, nella mente umana si è infatti evo- applicazio-
Cattolica Il codice Darwin sua struttura, oltre che sulla luta, in virtù del meccanismo ne di metodi
Museo della Regina Olga Rickards e Gianfranco Biondi segmentazione in orizzonti della selezione naturale, per e tecniche
(Galleria S.Croce, Due noti antropologi e le
cronologici, sulla distribuzione pensare in termini di obiettivi ai resti
“L
Lavatoio) a cultura è di tutti: controversie riguardanti le
nostre origini: gli scimpanzè dei complessi archeologici in e di intenzioni, un adattamen- scheletrici umani ai fini della
partecipa anche tu”:
blocchi metodologici, si da to biologico importantissimo ricostruzione dello stato di
I una settimana dedicata alla appartengono al nostro genere?
n mostra una rilevante sco-
discernere i contesti di sca- per un animale sociale come salute, del quadro delle ma-
perta archeologica, venuta promozione del patrimonio 15 aprile 18.30 vo o di indagine sistematica l’uomo. lattie e delle attività svolte nel
alla luce durante i lavori di culturale, con l’organizzazione La natura dopo Darwin dalle raccolte di superficie. Per Codice Editore, 2008, pp. passato. Il primo vero approc-
costruzione della nuova darse- di eventi e l’apertura gratuita Orlando Franceschelli
ciascun sito si descrivono gli 203, € 19 cio integrato metodologico e
na di Cattolica nel 2004, che di tutti i luoghi statali. Scopo Mario De Caro
Un dialogo darwiniano tra filosofi, aspetti topografici, le modalità bioculturale alla paleopato-
consente una nuova lettura fondamentale dell’iniziativa è
dal pensiero greco alla moderna di intervento e le industrie logia umana, essenziale per
del territorio medio adriatico quello di favorire la conoscen-
prospettiva del mondo come litiche; in caso di ambiti di Le origini dell’uomo lo studio delle popolazioni
nel corso del III secolo a.C., za e di trasmettere l’amore processo plurale e interamente scavo, la trattazione è arricchi- Yves Coppens passate.
alla luce della straordinaria per la cultura e l’arte ad una naturale ta da apporti interdisciplinari. Editore John Wiley & sons,
quantità di materiale ceramico sempre più ampia platea di
L’apertura dell’opera è costi- Il celebre 2008, pp. 408, € 90
rinvenuto. cittadini che per sette giorni 22 aprile ore 18.30
tuita da un compendio storico scienziato,
potranno scegliere tra mostre, Sono razzista, ma sto cercando di
Orari: 9.00 - 13.00 (dal martedì al smettere della preistoria molisana, dai uno dei nomi
convegni, laboratori, visite
giovedì)/ 9.00 - 13.00 e 16.30 - Guido Barbujani più antichi rinvenimenti alle più illustri
19.30 (dal venerdì alla domenica) guidate, concerti, spettacoli,
Il concetto di razza umana viene ultime acquisizioni. della paleo-
Giorno di chiusura: lunedì proiezioni cinematografiche e smentito dalle recenti scoperte Aracne Editrice, 2006, pp. antropologia,
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archeobo.arti.beniculturali.it le regioni d’Italia. www.palazzoesposizioni.it raccontare

68 69
LIBRI
Europei senza se mente rappresentativi della evitare di autodistruggerci? Le
e senza ma produzione metallurgica italia- risposte di Collasso sono equi-
Guido Barbujani na dei periodi indicati, per lo librate e mai catastrofiste, ma
più in ottimo stato di conser- comunicano tutta l’urgenza
40 mila anni vazione. Fondamentale risulta di scelte non piú differibili, se
fa, quando i la presenza di alcuni elementi, vogliamo continuare ad ammi-
veri europei, in genere assenti nei materiali rare con serenità le rovine di
gli uomini dello stesso tipo conosciuti in chi ci ha preceduto.
di Neander- Italia. Il volume offre un con- Editore Einaudi, 2005, pp.
thal, hanno tributo significativo alla co- 566, € 24
visto arrivare noscenza delle età dei metalli
dall’Africa in Italia, per la consistenza e
le i Cro- la notevole rappresentatività Etnografia e ricerca sociale
Magnon, i nostri antenati. cronologica e tipologica del Marco Marzano
Due gruppi umani diversi campione, per la presenza di
nell’aspetto, nella cultura e un numero notevole di asso- Il metodo
nel DNA, due diverse specie ciazioni, e per la disponibilità etnografico
umane, hanno coabitato in di informazioni analitiche sui dell’osserva-
Europa per millenni: ma alla pezzi più rappresentativi. zione par-
fine i vecchi europei si sono Editore British Museum tecipante è
estinti. E dalla loro scomparsa, Press, 2007, pp. 351, € 65 diventato nel
attraverso migrazioni, contatti tempo patri-
e contaminazioni fra culture monio della
diverse, che a poco a poco ha Collasso sociologia,
preso forma la popolazione Jared Diamond che lo applica con successo
che oggi chiamiamo europea. in molti campi, da quello delle
Editore Bompiani-Etas-Fab- L’autore cerca realtà urbane a quello delle
bri-Sonzogno, 2008, pp. 280, di capire come organizzazioni formali, da
€ 12 i collassi del quello dei fenomeni devianti
passato ab- a quello della comunicazione,
biano potuto del lavoro, dell’educazione.
Prehistoric Metal Artefacts verificarsi, Il volume illustra il metodo
from Italy (3500-720 BC) e si chiede etnografico raccontandone la
in the British Museum se la società storia e discutendo in profon-
Anna Maria Bietti Sestieri, contempora- dità, con molti riferimenti agli
Ellen Macnamara nea sia in grado di imparare studi empirici, le questioni
la lezione, evitando disastri legate alla realizzazione della
Edizione com- analoghi nel futuro. Il punto ricerca, ai dilemmi etici e alla
pleta della di partenza è un approfondito scrittura.
collezione di esame dei casi di chi non ce Editori Laterza, 2006, pp.
oggetti me- l’ha fatta: storie grandiose e 156, € 16
tallici italiani terribili, famose come quelle
databili fra dei maya e dell’isola di Pasqua, I libri Preistoria in Molise,
l’Eneolitico e o meno note, come quelle Collasso e Etnografia e ricerca
la prima Età degli anasazi in America. Che sociale sono consultabili presso
del Ferro presenti al British lezione trarne? Siamo davvero la biblioteca del Centro Europeo
Museum. 837 oggetti, larga- in pericolo? Come possiamo di Ricerche Preistoriche

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